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CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

www.calcestruzzostrutturale.it

Autore: Tullio Antonini

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CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

PRESENTAZIONE del prof. Giulio Maier


Il trasferimento di conoscenza in ambedue le direzioni, tra ambienti in cui si fa ricerca orientata
all’ingegneria e gli ambienti in cui si sviluppano tecnologie innovative, è notoriamente indispensabile,
al giorno d’oggi, fattore di progresso culturale, economico e sociale.
Altrettanto auspicabile, ma forse meno frequente, appare la comunicazione di esperienze e
conoscenze maturate da protagonisti dell’ingegneria civile strutturale a colleghi della professione, a
studenti nei vari livelli formativi delle università e anche ai ricercatori attivi sulle innovazioni in questo
campo strutturale tradizionale, ma pur sempre centrale nella ingegneria di ogni paese.
Questo libro credo rappresenti un pregevole contributo alla valorizzazione e transito di conoscenze
nel senso suddetto. L’autore ha esercitato per decenni un’attività professionale molteplice e variata
alimentata da acute riflessioni e approfondimenti, arricchita da frequenti contatti con ambienti
universitari e con istituzioni internazionali che promuovono ricerca applicabile a produzione di
normative.
L’ingegner Antonini ha aggiunto al suo intenso lavoro professionale, intensi studi della letteratura
disponibile concernenti problemi di attualità nella vasta tematica trattata in questo volume. Inoltre
l’autore, con frequenti e vari contributi alla didattica specialistica sia al Politecnico di Milano che
all’Università di Trieste, ha maturato una attitudine a chiare sistematiche e fruttuose trattazioni di
argomenti tecnico-scientifici.
La linearità dell’esposizione, la varietà degli argomenti trattati (varietà maggiore di quella pur ampia
della precedente opera di Antonini sul cemento armato precompresso), la molteplicità e modernità
delle fonti, documentata anche dalla ricca bibliografia, l’accurata attenzione e sintesi critica attribuite
alle normative più autorevoli, ed inoltre il chiaro riflesso delle proprie esperienze progettuali nella
trattazione sistematica dei relativi problemi generali delle costruzioni in cemento armato, credo siano
circostanza e peculiarità che rendono questo volume un’opera adatta a contribuire validamente a quel
fruttuoso trasferimento di conoscenza in un settore di perenne e ovvia centralità dell’ingegneria civile
strutturale.

Giulio Maier
Professore Emerito di Scienza delle Costruzioni
Politecnico di Milano
CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

PRESENTAZIONE del prof. Pietro Gambarova


Questo testo sul “Calcestruzzo Strutturale” giunge alla stampa in un momento molto opportuno, in
quanto l’inizio del XXI Secolo è testimone da un lato della capacità della più recente generazione di
Ingegneri di comprendere e ad applicare gli Eurocodici basati sulla filosofia degli Stati Limite e della
Sicurezza, dall’altro dell’evoluzione continua della normativa.
Anche la normativa nazionale ha fatto recentemente notevoli progressi, come dimostra il Decreto
Ministeriale del Gennaio 2008, che innova non tanto nei modelli, nelle espressioni di verifica e di
dimensionamento, e nelle condizioni di carico, ma nel raccogliere in un unico e ben organizzato
documento quanto è richiesto al Progettista, con riferimento sia alle situazioni usuali, che a quelle più o
meno eccezionali per sisma, vento ed incendio. Con tale decreto risulta anche colta l’occasione per
adeguare – con qualche “distinguo” – la normativa nazionale agli Eurocodici, ed uno per tutti valga il
caso della progettazione all’incendio che fa totale riferimento all’Eurocodice EC-2 nella parte di
“Progettazione Strutturale contro l’Incendio”.
Ecco quindi che questo volume – sistematico, ben organizzato e chiaro, secondo la tradizione cui da
tempo ci ha abituati l’ing. Antonini – si presenta come un veicolo efficace di cultura progettuale, ed un
ottimo ausilio per gli allievi e per i professionisti “ingegneri strutturisti” in primis e poi – come viene
bene sottolineato nella prefazione – per tutte le figure tecniche attive nel mondo variegato delle
costruzioni, con particolare riferimento agli ingegneri civili non strutturisti, edili, ambientali ed agli
architetti.
Ma non solo! Pur riconoscendo qualche merito all’attuale sistema cosiddetto “3 + 2” (Laurea di Primo
Livello + Laurea Magistrale) in termini di flessibilità nei piani di studio e di rapidità nel giungere alla
Laurea, è innegabile come vari importanti argomenti siano ora trattati più concisamente o addirittura
rimandati a successivi corsi di specializzazione. In tale situazione, un testo come questo rappresenta una
guida ideale per tarare i corsi sulla progettazione del CA e CAP, illustrando direttamente in aula i
problemi fondamentali, e lasciando alla lettura ed alla comprensione diretta dell’allievo le questioni di
dettaglio, i casi particolari e gli approfondimenti.
Due parole sul contesto nazionale in cui l’autore ed il suo volume si collocano. Numerosi sono stati
negli ultimi dieci-quindici anni i testi – nuovi o rinnovati – dedicati al CA ed al CAP, ad opera di autori
ben rappresentativi delle maggiori scuole italiane (si possono citare Milano, Napoli, Roma e Torino), e
tutti hanno validamente contribuito all’elevazione della cultura progettuale nell’ambito delle costruzioni
civili. Senza togliere niente a nessuno, questo volume ha però il vantaggio dell’aggiornamento, della
copertura di gran parte degli aspetti propri della progettazione, e della pariteticità fra rigore (tipico della
formazione accademica) e concretezza (tipica dell’attività professionale). L’autore infatti ha una
estesissima pratica progettuale ed una qualificata esperienza di didattica universitaria, prima come
assistente volontario al Politecnico di Milano e poi come docente incaricato stabilizzato all’Università di
Trieste.
Per tutti questi motivi, come professore di lungo corso di Tecnica delle Costruzioni, mi sento di
ringraziare l’amico ing. Antonini, per questa sua fatica!
Se poi a qualcuno il volume sembrasse “troppo complesso”, vorrei ricordare un adagio ben presente
all’ing. Antonini, molto in voga in ambito ACI una cinquantina di anni fa, ma tuttora di grande attualità:
“Il calcestruzzo armato sembrava un tempo essere semplice, ma in realtà non lo è mai stato! Eravamo noi
ad essere semplici!”.

Pietro G. Gambarova
Ordinario di Tecnica delle Costruzioni
Politecnico di Milano
CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

PREFAZIONE
Questo volume sul Calcestruzzo Strutturale adotta un approccio integrato, che sviluppa unitariamente
gli argomenti di base concernenti sia le strutture in calcestruzzo armato ordinario (CA), che quelle in
calcestruzzo armato precompresso (CAP), la loro analisi, il loro dimensionamento e lo studio del loro
comportamento.
I caratteri didattici di facile comprensione, già riconosciuti dai lettori dei precedenti volumi che
riguardano peraltro il solo CAP (Cemento Armato Precompresso e Cemento Armato Precompresso –
seconda edizione – vol.1 [g-5, g-6]) sono stati, per quanto possibile, mantenuti.
Nella stesura del testo si è osservata una precisa sequenzialità espositiva, passando dalla descrizione
qualitativa del comportamento strutturale all’analisi degli schemi che stanno alla base dei metodi di
calcolo utilizzati in sede di progetto. In tal modo è stato possibile valorizzare i modelli semplici adatti
alla progettazione preliminare, per un utile confronto con i più recenti e raffinati modelli analitici, che
spesso richiedono le complesse procedure della meccanica computazionale.
Il volume Calcestruzzo Strutturale fa riferimento agli Eurocodici ed in particolare all’EC2 [g-76], ma si
avvale anche dell’ausilio dato dalle pregevoli guide esplicative fornite dall’AICAP [g-3], [g-4]. Il testo
attinge pure dai volumi pubblicati da CEB e CEB/FIP, tra i quali vanno segnalati il Model Code 1990 [g-16]
ed i tre volumi sul CA e CAP [g-23], corredati da applicazioni pratiche e da chiarimenti [g-24].
È stato inoltre tenuto presente – quando ritenuto di particolare rilievo per confronti con le altre
normative – il codice statunitense ACI [g-2], di diffusione mondiale e di indubbio valore quantomeno
formativo per lo strutturista che ambisca ad ampiezza e modernità di cultura professionale.
L’opera si articola in quattordici capitoli:

Il capitolo 1 introduce il calcestruzzo strutturale (cioè il CA ed il CAP, con esclusione delle opere in calcestruzzo non armato)
attraverso un breve excursus storico ed alcuni cenni sulle scelte di fondo della progettazione.
Il capitolo 2 sviluppa sinteticamente le basi del calcolo agli Stati Limite, riportando tabelle esplicative sulla simbologia adottata.
Il capitolo 3 approfondisce ed attualizza le tematiche dei materiali, riallacciandosi agli analoghi capitoli dei volumi citati in
precedenza, con particolare riguardo al comportamento dell’acciaio e del calcestruzzo esposti a temperatura molto elevata, ai
calcestruzzi di nuova generazione (ad alte ed altissime prestazioni, autocompattanti e strutturali leggeri) ed alle resine polimeriche
fibrorinforzate (FRP).
I capitoli 4, 5, 6, 7 trattano rispettivamente: (a) la flessione, l’azione assiale e la loro interazione allo Stato Limite Ultimo, con cenni ai
problemi inerenti alla fatica; (b) il taglio; (c) la torsione; e (d) il punzonamento.
I capitoli 8, 9, 10 riguardano lo Stato Limite di Esercizio, con riferimento alle tensioni massime, alla fessurazione ed alle
deformazioni, con cenni alle vibrazioni (Capitolo 10).
Il capitolo 11 affronta i problemi della precompressione esterna a cavi mantenuti scorrevoli.
Il capitolo 12 tratta la durabilità.
Il capitolo 13 illustra i dettagli esecutivi delle armature.
Infine, il capitolo 14 introduce la modellazione a puntoni e tiranti, ed accenna ai giunti strutturali.

Ogni capitolo è corredato da una bibliografia selettiva di pubblicazioni attinenti al tema trattato ed
utili per eventuali successivi approfondimenti.
Infine, nell’Appendice viene riportato un elenco delle fonti bibliografiche generali, la cui
consultazione ai diversi livelli ha permesso all’autore di preparare questo testo. L’appendice contiene
anche la traduzione di molti termini tecnici francesi, inglesi e tedeschi.
Il volume è stato pensato in modo da costituire un efficace ausilio per gli ingegneri e per gli architetti
che già operano nel campo del calcestruzzo strutturale, per i ricercatori, e per tutti coloro che – coinvolti
Prefazione

nella realizzazione delle opere in CA e CAP – vogliano aggiornare ed approfondire le loro conoscenze
alla luce degli Eurocodici. Altrettanto vale per gli studenti dei corsi progettuali delle Scuole di Ingegneria
ed Architettura, e per coloro che desiderino acquisire una approfondita conoscenza dello stato dell’arte.
Alcune parti dell’opera si prestano ad essere consultate pure dagli operatori che – a vario titolo e
livello – svolgono un certo ruolo nella realizzazione delle opere in calcestruzzo strutturale, quali i
progettisti generali ed i direttori dei lavori, i dirigenti di cantiere ed i consulenti, i collaudatori, gli
impresari e gli assistenti di cantiere.

Ringrazio il Prof. Ing. Giulio Maier ed il Prof. Ing. Pietro Gambarova per avere accettato di presentare
questa mia opera.
In particolare sono molto riconoscente all’amico Giulio Maier, che tanti anni fa, insieme ad alcuni
altri amici, mi aveva incoraggiato ad intraprendere questo lungo ed impegnativo lavoro tecnico e
didattico. Da lui ho avuto costante sostegno morale e preziosi consigli nel continuo sforzo di
aggiornamento ed approfondimento.
Devo anche ricordare il compianto Prof. Ing. Leo Finzi, che in più occasioni mi aveva espresso il suo
incoraggiamento, confermandomi la fiducia nel presentare i miei precedenti volumi sul calcestruzzo
armato precompresso [g-5; g-6].

Desidero segnalare con gratitudine i contributi critici ed i consigli di vari colleghi ed amici nella
preparazione di questo volume: Alberto Bernardini, Zeno Biondo, Ferruccio Carbi, Ugo Frinzi, Aldo
Furlan, Massimo Marini, Alfonso Nappi, Fiorenzo Posocco, Sandra Rajgelj, Anna Saetta.
Ringrazio inoltre il Dott. Ing. Giovanni Facchin, che ha criticamente letto l’intera opera, sviluppando
nel contempo una serie di esercizi, preparato i disegni in formato digitale, predisposto la battitura del
testo e curato parte dell’impaginazione editoriale.
Un sentito ringraziamento e ricordo agli amici Giorgio Bertone, ai compianti Giorgio Floridia e dott.
arch. Luigi Fratino per i loro contributi alla parte grafica ed infine a Lucio Pacor e all’arch. Alessandra
Pacor per la preparazione degli schizzi.
Vorrei inoltre esprimere riconoscenza all’Editore per l’accurata veste tipografica e per l’attenzione
posta nella preparazione dell’opera in ogni suo particolare.
Infine non posso certamente dimenticare mia Moglie per la pazienza e lo spirito di sopportazione
(allo Stato Limite Ultimo!) che ha voluto dimostrarmi, rendendo così possibile il compimento del lavoro,
per me molto impegnativo e faticoso, di aggiornamento, approfondimento ed adeguamento della
complessa materia trattata.
Infine un riconoscimento particolare a quanti vorranno segnalarmi errori, carenze e lacune,
pressoché inevitabili nella prima stesura – seppure molto meditata ed attenta – di un’opera così vasta ed
articolata.

Tullio Antonini
Tullio Antonini nasce a Trieste nel 1924, si laurea in ingegneria
civile edile all'Università di Padova nel 1947 ed ottiene nel corso
degli studi due borse di studio, di cui una del Collegio S.Marco
assegnata a studenti meritevoli per profitto e diligenza.
Successivamente frequenta il Corso di Perfezionamento per le
Costruzioni in Cemento Armato, Fondazione Fratelli Pesenti
presso il Politecnico di Milano conseguendo, nel 1948, il relativo
certificato ed uno dei premi di studio riservati ai migliori allievi
del Corso. Dalla specializzazione post-laurea e fino al 1985 ha
svolto intensa attività di progettista strutturale e direttore lavori
nei campi delle costruzioni civili, industriali ed in taluni
interventi di adeguamento e risanamento di infrastrutture
autostradali. Già iscritto nell’elenco della Prefettura di Trieste dei
professionisti di riconosciuta competenza incaricati delle
ispezioni delle opere in cemento armato, è stato inoltre
consulente tecnico per il Tribunale Civile e Penale di Trieste e
collaudatore di molte opere in CA, CAP ed a struttura metallica,
in particolare nel campo delle telecomunicazioni.
Dagli anni ’50, in parallelo alla preminente attività professionale,
ha svolto didattica universitaria, tenendo, in qualità di cultore
della materia, esercitazioni di Tecnologia dei Materiali e Tecnica
delle Costruzioni presso la Facoltà di Architettura del Politecnico
di Milano sotto la direzione dapprima del prof. ing. arch. Mario
Cavallé (suo maestro di vita professionale e di cantiere), poi del
prof. arch. Gian Antonio Sacchi ed infine del prof. ing. Fabrizio De
Miranda. Per un decennio, è stato docente incaricato stabilizzato
di Tecnica delle Fondazioni e poi di Costruzione di Ponti presso
l'Università di Trieste, fino al 1985.
Dal 1986, causa motivi di salute, ha dovuto limitare
drasticamente il suo impegno professionale, privilegiando
saltuariamente l'attività didattica. Ha tenuto infatti corsi
integrativi all'Università di Trieste, conferenze in varie sedi
tecnico-scientifiche, lezioni in corsi di aggiornamento presso
associazioni professionali e istituzioni culturali.
Nel 1999 ha concluso ogni attività in qualità di professionista ed
è ora iscritto nell’Albo d’Oro degli Ingegneri di Trieste avendo
raggiunto i cinquanta anni di attività professionale. In questi
ultimi tempi si è dedicato pressoché esclusivamente allo studio
di aggiornamento ed approfondimento del tema calcestruzzo
strutturale. Dal 1966 è membro dell'American Concrete Institute,
dal 1985 Associate Member nel Gruppo misto di lavoro 423
ACI/ASCE relativo al Prestressed Concrete e ultimamente ha
collaborato con l’ACI in qualità di Manuscript Reviewer. È stato,
fino a tempi recentissimi, membro della The Concrete Society-
UK.Dal 1996 è Associate Member del CSI (Construction
Specifications Institute – USA), in qualità di Educator.
INDICE

PRESENTAZIONE

PREFAZIONE

1INTRODUZIONE AL CALCESTRUZZO STRUTTURALE


1.1Generalità
1.1.1Elementi costruttivi
1.2Suddivisione storica in classi e considerazioni comparative
1.3Evoluzione storica
1.3.1Esempi di realizzazioni
1.3.1.1Il metodo Reiffenstuhl
1.3.1.2Il metodo Preflex
1.4Vantaggi e svantaggi del precompresso
1.5Decalogo del progettista delle costruzioni in calcestruzzo strutturale
1.6Filosofia di progettazione
1.6.1Generalità
1.6.2Progettazione
1.6.3Finalità della progettazione
1.6.4Supervisione del progetto strutturale
1.6.5Fasi della progettazione
1.6.5.1Studio di fattibilità (B)
1.6.5.2Progetto di massima (C)
1.6.5.3Progetto esecutivo (D)
1.7Introduzione agli Eurocodici

2ANALISI DELLE STRUTTURE AGLI STATI LIMITE


2.1Analisi agli Stati Limite
2.1.1Obiettivi del calcolo agli Stati Limite
2.1.2Vita progettuale di una struttura
2.1.3Limitazioni e correlazioni
2.1.4Definizioni e simbologia
2.1.4.1Definizioni
2.1.4.2Simbologia
2.1.5Azioni
2.1.5.1Azioni permanenti
2.1.5.2Azioni variabili
2.1.5.3Classificazione delle azioni
2.1.5.4Combinazioni di carico
2.1.5.5Casi di carico
2.1.6Verifiche agli Stati limite
2.1.6.1Introduzione
2.1.6.2Effetti delle azioni
2.1.6.3Stati Limite Ultimi
2.1.6.3.1Situazione permanente o transitoria
2.1.6.3.2Situazione di progetto eccezionale
2.1.6.3.3Situazione di progetto sismica
2.1.6.3.4Considerazioni conclusive
CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

2.1.6.4Stati Limite di Esercizio


2.1.6.4.1Combinazione caratteristica
2.1.6.4.2Combinazione frequente
2.1.6.4.3Combinazione quasi permanente
2.1.6.4.4Considerazioni conclusive
2.2Analisi strutturale
2.2.1Dati geometrici. Imperfezioni
2.2.1.1Luce efficace
2.2.1.2Sollecitazioni agli appoggi
2.2.1.3Imperfezioni
2.2.2Duttilità
2.2.2.1Generalità
2.2.2.2Curvatura
2.2.2.3Legame momento–curvatura nel calcestruzzo strutturale
2.2.3Analisi lineare elastica, seguita da limitata ridistribuzione
2.2.4Analisi lineare elastica, senza ridistribuzione
2.2.5Analisi non lineare evolutiva
2.2.6Analisi plastica
2.2.7Sintesi riassuntiva dei metodi di analisi

3MATERIALI
3.1Generalità
3.2Calcestruzzo normale
3.2.1Resistenza meccanica del cls
3.2.1.1Classi di resistenza del cls
3.2.1.1.1Legame σc-εc per cls normale
3.2.1.1.2Resistenza in compressione
3.2.1.2Resistenza in trazione
3.2.1.3Resistenza in regime pluriassiale
3.2.1.3.1Regime biassiale
3.2.1.3.2Regime triassiale
3.2.2Deformazioni del cls
3.2.2.1Deformazione istantanea. Modulo elastico
3.2.2.2Ritiro
3.2.2.3Deformazione viscosa
3.2.2.4Coefficiente di dilatazione termica lineare
3.2.2.5Coefficiente di Poisson
3.2.3Modellazioni di calcolo
3.2.3.1Modelli per l’analisi strutturale
3.2.3.2Modelli per il calcolo della sezione trasversale
3.2.3.2.1Modello parabola–rettangolo
3.2.3.2.2Modello bi-lineare
3.2.3.2.3Modello a blocco tensionale (stress-block)
3.3Calcestruzzo ad alta resistenza ed elevate prestazioni
3.3.1Generalità
3.3.2Criteri per ottenere cls ad alta resistenza ed elevate prestazioni
3.3.3Proprietà meccaniche e deformative dei cls ad alta resistenza ed elevate prestazioni
3.3.4Accorgimenti costruttivi ed applicazioni
3.4Calcestruzzo strutturale leggero
INDICE

3.5Calcestruzzo autocompattante
3.6Acciai per armature (acciai passivi)
3.6.1Generalità
3.6.2Proprietà fisiche
3.6.3Proprietà meccaniche
3.6.3.1Definizioni
3.6.3.2Caratteristiche di duttilità
3.6.3.3Modellazioni di calcolo
3.6.4Acciaio nervato
3.6.5Reti elettrosaldate
3.7Acciai di presollecitazione (acciai attivi)
3.7.1Generalità
3.7.2Proprietà fisiche
3.7.3Proprietà meccaniche
3.7.3.1Definizioni
3.7.3.2Caratteristiche di duttilità
3.7.3.3Rilassamento
3.7.3.4Modellazioni di calcolo
3.8Prodotti FRP
3.9Resistenza al fuoco del calcestruzzo strutturale
3.9.1Riduzione della resistenza dei materiali alle alte temperature
3.9.1.1Calcestruzzo
3.9.1.2Acciaio ordinario
3.9.1.3Acciaio di presollecitazione
3.10Utilizzo del Precompresso nelle strutture
3.10.1Tensioni applicate
3.10.2Comportamento dei materiali nel tempo
3.10.2.1Perdite immediate
3.10.2.1.1Costruzioni pre-tese
3.10.2.1.2Costruzioni post-tese
3.10.2.1.2.1Perdita dovuta alla deformazione elastica
3.10.2.1.2.1.1Effetto mutuo
3.10.2.1.2.2Perdita dovuta all’attrito
3.10.2.2Forza iniziale di precompressione
3.10.2.3Perdite differite
3.10.2.4Perdite varie
3.10.2.5Perdite dovute ad incertezze

4STATO LIMITE ULTIMO PER FLESSIONE E FORZA ASSIALE


4.1Generalità
4.1.1Campi di deformazione
4.1.2Altezza utile dell’elemento strutturale
4.1.3Ala efficace delle sezioni a T od a L
4.1.4Percentuali minime e massime d’armatura
4.2Flessione monoassiale e azione assiale
4.2.1Ausili di calcolo
4.2.2Metodi tabellare e analitico
4.2.2.1Sezioni rettangolari od a T
4.2.2.1.1Metodo tabellare dimensionalizzato
CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

4.2.2.1.2Metodo tabellare adimensionalizzato


4.2.2.1.2.1Sezioni rettangolari
4.2.2.1.2.2Sezioni a T
4.2.2.2Altri tipi di sezioni
4.2.2.2.1Metodo riconducibile al calcolo delle sezioni rettangolari o a T
4.2.2.3Pilastri soggetti a flessione monoassiale ed azione assiale – diagrammi d’interazione
4.2.2.3.1Utilizzo dei diagrammi
4.2.3Metodo di calcolo automatico
4.3Flessione biassiale e azione assiale
4.3.1Introduzione
4.3.2Pilastri
4.3.2.1Norme di progetto
4.3.2.1.1Geometria
4.3.2.1.2Armatura longitudinale
4.3.2.1.3Armatura trasversale
4.3.2.2Calcolo dei pilastri soggetti alla sola azione assiale
4.3.2.2.1Staffatura o spiralatura degli elementi in compressione uniforme
4.3.2.3Abachi per i pilastri soggetti ad azione assiale e flessione biassiale
4.3.2.3.1Uso degli abachi
4.3.3Setti
4.4Fatica
4.4.1Generalità
4.4.2Storia di carico
4.4.2.1Combinazioni frequenti di azioni
4.4.3Analisi dei materiali
4.4.3.1Acciaio di presollecitazione
4.4.3.2Acciaio ordinario
4.4.3.3Calcestruzzo
4.4.4Resistenza flessionale a rottura per fatica
4.4.5Resistenza degli ancoraggi a rottura per fatica
4.4.6Procedura semplificata di verifica per fatica

5STATO LIMITE ULTIMO PER TAGLIO


5.1Generalità ed evoluzione storica
5.2Comportamento delle travi allo SLU per taglio
5.2.1Quadri fessurativi
5.2.2Meccanismi di rottura
5.2.2.1Rottura per momento flettente
5.2.2.2Rottura per momento flettente ed azione tagliante
5.2.2.3Rottura per azione tagliante
5.2.3Luce di taglio
5.2.3.1Capacità flessionale relativa
5.3Azione tagliante di progetto
5.3.1Resistenza di progetto all’azione tagliante
5.3.2Elementi strutturali d’altezza costante
5.3.3Elementi strutturali d’altezza variabile
5.4Elementi che non richiedono specifica armatura a taglio
5.4.1Modello a pettine
5.4.2Modello ad arco e catena
INDICE

5.4.3Resistenza di progetto
5.5Elementi che richiedono specifica armatura a taglio
5.5.1Modelli a traliccio
5.5.2Metodo di calcolo ad inclinazione variabile delle bielle di cls
5.5.2.1Armatura a taglio inclinata
5.5.2.2Armatura a taglio verticale
5.5.3Prescrizioni particolari
5.5.4Modello a traliccio con attrito da fessurazione
5.6Progetto delle armature a taglio
5.6.1Tipologia dell’armatura a taglio
5.6.1.1Staffe verticali o staffe inclinate
5.6.1.2Barre inclinate
5.6.1.3Assemblaggio di armature verticali o inclinate
5.6.1.4Cedimento agli ancoraggi e/o ai nodi
5.6.2Armatura minima a taglio
5.6.3Distanza massima delle armature a taglio
5.6.4“Copertura” dell’azione tagliante
5.6.4.1Generalità
5.6.4.2Armatura verticale
5.6.4.3Armatura verticale e/o inclinata
5.7Carichi concentrati in prossimità degli appoggi
5.7.1Elementi che non richiedono armature a taglio
5.7.2Elementi che richiedono armature a taglio
5.7.3Tipologia degli appoggi
5.8Taglio tra piattabanda e anima
5.9Taglio all’interfaccia tra calcestruzzi gettati in tempi diversi
5.9.1Modello di attrito a taglio
5.9.2Controlli di calcolo
5.9.3Esempi

6 STATO LIMITE ULTIMO PER TORSIONE


6.1Generalità
6.2Torsione circolatoria
6.2.1Sezione poligonale convessa cava
6.2.2Sezione poligonale convessa piena
6.2.3Sezione formata da rettangoli pieni
6.3Traliccio spaziale
6.3.1Dettagli costruttivi
6.4Rotazione torsionale
6.5Interazione
6.6Ridistribuzione dei momenti dopo fessurazione
6.7Torsione da ingobbamento

7STATO LIMITE ULTIMO PER PUNZONAMENTO


7.1Generalità
7.1.1Rottura per taglio–punzonamento
7.1.2Perimetri critici
CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

7.1.3Fori nei solai


7.2Evoluzione storica e modelli
7.3Tensioni tra piastra e pilastro
7.3.1Azione assiale
7.3.2Azione assiale e momento flettente
7.4Resistenza nella zona piastra–pilastro
7.4.1Zona senza specifica armatura a taglio
7.4.2Zona con specifica armatura a taglio
7.5Armatura a taglio–punzonamento
7.5.1Definizione dell’armatura a punzonamento
7.6Duttilità della connessione piastra–pilastro
7.7Riduzione del taglio nelle piastre presollecitate
7.8Confronto tra norme e modellazione di calcolo

8STATO LIMITE DI ESERCIZIO DI LIMITAZIONE DELLE TENSIONI


8.1Generalità
8.2Controllo delle tensioni nei materiali
8.2.1Tensioni massime di compressione nel cls
8.2.2Tensioni massime di trazione nell’armatura
8.2.3Calcolo delle tensioni
8.2.3.1Calcolo preliminare a flessione semplice
8.2.3.2Calcolo dettagliato a flessione semplice
8.2.3.2.1Sezioni rettangolari sprovviste di armatura in compressione.
8.2.3.2.2Sezioni rettangolari in presenza di armatura anche in compressione.
8.2.3.2.3Calcolo a flessione composta
8.2.3.2.4Calcolo tabellare

9STATO LIMITE DI ESERCIZIO DI FESSURAZIONE


9.1Generalità
9.2Cause del quadro fessurativo
9.2.1Fessurazione nelle membrature soggette a sforzi flessionali
9.2.2Influenza della fessurazione sulle scelte costruttive
9.3Fessurazione delle membrature per azioni dirette o indirette
9.3.1Effetti della trazione semplice e/o flessione
9.3.1.1Comportamento a “controllo del carico”
9.3.1.2Comportamento a “controllo della deformazione”
9.4Regole semplificate per il controllo della fessurazione
9.4.1Generalità
9.4.2Area minima d’armatura
9.4.3Ampiezza di fessurazione
9.5Calcolo analitico dell’ampiezza delle fessure e della loro spaziatura

10STATO LIMITE DI ESERCIZIO DELLE DEFORMAZIONI


10.1SLS per carichi statici
10.1.1Generalità
10.1.1.1Controllo deformativo in un edificio
INDICE

10.1.1.2Esempio di controllo delle deformazioni


10.1.2Comportamento deformativo delle strutture in cls strutturale
10.1.2.1Strutture in CA
10.1.2.2Strutture in CAP
10.1.3Limitazione della snellezza flessionale, senza calcolo diretto
10.1.3.1Introduzione
10.1.3.2Snellezza flessionale – metodo tabellare
10.1.3.2.1Influenza della tensione nell’armatura
10.1.3.2.2Influenza della forma della sezione trasversale
10.1.3.2.3Influenza della luce
10.1.3.3Calcolo della freccia
10.1.4Calcolo diretto delle deformazioni
10.1.4.1Svolgimento del calcolo
10.2Carichi dinamici. Vibrazioni
10.2.1Caratterizzazione dei carichi dinamici
10.2.2Cause delle vibrazioni
10.2.3Comportamento allo Stato Limite di Servizio

11STRUTTURE CON CAVI DI PRESOLLECITAZIONE ESTERNA


11.1Generalità
11.2Tecnologia
11.3Tracciati e ancoraggi dell’acciaio di presollecitazione
11.4Tensione ultima nei cavi e resistenza flessionale
11.4.1Calcolo con le norme ACI
11.4.2Calcolo con il metodo del coefficiente di riduzione
11.4.3Calcolo con le norme AASHTO
11.5Vantaggi e svantaggi

12DURABILITÀ
12.1Generalità
12.1.1La durabilità
12.2Vita di servizio delle strutture
12.2.1Livello di criticità
12.2.2Modelli di degrado
12.2.3Indice convenzionale di vita calcolato
12.2.4Modelli di calcolo
12.3Processi di degrado e diagnosi di danni
12.3.1Reazioni alcali–aggregato nelle dighe
12.4Condizioni ambientali
12.5Ricoprimento del cls
12.5.1Copriferro minimo
12.5.2Tolleranza di progetto
12.5.3Ricoprimento secondo altri codici di calcolo
12.6Distanziatori
12.7Protezioni speciali
12.7.1Protezione passiva
12.7.2Impiego di acciai inossidabili
CALCESTRUZZO STRUTTURALE – CA e CAP secondo l’Eurocodice 2

13DETTAGLI ESECUTIVI DELLE ARMATURE


13.1Generalità
13.2Armature ordinarie
13.2.1Disposizioni costruttive generali
13.2.1.1Distanza tra le barre
13.2.1.2Curvature ammissibili
13.2.2Meccanica dell’aderenza
13.2.2.1Condizioni di aderenza
13.2.2.1.1Generalità
13.2.2.1.2Tensione ultima d’aderenza
13.2.2.1.3Determinazione sperimentale delle tensioni d’aderenza
13.2.3Ancoraggi
13.2.3.1Generalità
13.2.3.2Lunghezza d’ancoraggio di base
13.2.3.3Lunghezza d’ancoraggio di progetto
13.2.3.4Ancoraggi per staffe e altre armature a taglio
13.2.3.5Ancoraggio in prossimità degli appoggi
13.2.4Giunzioni
13.2.4.1Generalità
13.2.4.2Giunzioni indirette nelle barre
13.2.4.2.1Giunzione per sovrapposizione
13.2.4.2.2Determinazione della lunghezza di sovrapposizione
13.2.4.2.3Armature trasversali
13.2.4.3Giunzioni indirette nelle reti elettrosaldate
13.2.4.4Giunzioni dirette
13.2.4.4.1Giunti saldati
13.2.4.4.2Giunti a manicotto
13.2.5Acciaio nervato di grande diametro.
13.2.5.1Disposizione, ricoprimento e spaziatura
13.2.5.2Armatura di pelle
13.2.5.3Aderenza e ancoraggio
13.2.5.4Armatura trasversale
13.2.6Barre nervate disposte a gruppi
13.2.6.1Generalità
13.2.6.2Spaziatura e ricoprimento
13.2.6.3Ancoraggi e giunzioni
13.2.6.4Sovrapposizione dei gruppi di barre
13.3Armature di presollecitazione
13.3.1Guaine

14ZONE SPECIALI DI PROGETTO


14.1Modelli a puntoni e tiranti
14.1.1Generalità
14.1.2Zone B e Zone D
14.1.2.1Delimitazione delle zone
14.1.2.2Implicazioni progettuali
14.1.2.3Un significativo caso di collasso strutturale
14.1.3Metodi di analisi e di progetto delle zone B e D
INDICE

14.1.3.1Modelli a puntoni e tiranti


14.1.3.1.1Modello a puntoni e tiranti semplificato
14.1.3.1.2Modello a puntoni e tiranti affinato
14.1.3.2Modello a correnti e pannelli
14.1.4Elementi di dettaglio
14.1.4.1Campi degli sforzi e loro forme
14.1.4.2Puntoni
14.1.4.3Tiranti
14.1.4.4Nodi
14.1.4.4.1Nodo puntone–puntone–puntone
14.1.4.4.2Nodo puntone–tirante–puntone
14.1.4.4.3Nodo tirante–puntone–tirante
14.1.4.4.4Nodo tirante–tirante–tirante
14.1.4.4.5Sovrapposizione dei nodi
14.1.5I nodi negli elementi strutturali
14.1.5.1Connessioni a ginocchio
14.1.5.1.1Connessione a squadra (Θ = 90°)
14.1.5.1.1.1Momenti di chiusura di nodo
14.1.5.1.1.2Momenti d’apertura di nodo
14.1.5.1.1.3Momenti di chiusura e apertura di nodo
14.1.5.1.2Connessione divaricata (Θ >> 90°)
14.1.5.1.3Connessione ad uncino (Θ << 90°)
14.1.5.2Nodo a T in orizzontale
14.1.5.3Nodo a T in verticale
14.1.5.4Nodo a croce
14.1.5.5Nodo prismatico al vincolo esterno
14.1.6Modellazione degli elementi strutturali
14.1.6.1Mensole
14.1.6.1.1Giunti a mensola
14.1.6.2Travi normali
14.1.6.2.1Travi con brusca variazione d’altezza
14.1.6.3Travi alte
14.1.6.3.1Travi alte a campata unica
14.1.6.3.2Travi alte a più campate
14.1.6.3.2.1Ripartizione del carico uniformemente distribuito
14.1.6.4Travi alte forate
14.1.6.5Lastre e piastre forate
14.1.6.6Modelli tridimensionali
14.2Giunti
14.2.1Generalità
14.2.2Tipi di giunti

APPENDICE
ADefinizioni
BSimbologia
CLocuzioni di frequente impiego in letteratura
DPubblicazioni periodiche
EBibliografia generale