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Carissimi fratelli e sorelle, la liturgia dellodierna domenica, quarta e ultima dAvvento, insiste sul tema della vicinanza, richiamando

larrivo imminente di Colui che deve venire e tracciando contemporaneamente le caratteristiche di chi, a motivo di questa venuta, savvicina a sua volta a Dio.

Fin dalle prime battute il salmo responsoriale ci riporta in alto, a Colui che Signore della terra, di quanto in essa contenuto, delluniverso e dei suoi abitanti. Dio ha creato tutto per farne dono alluomo, perch questi, attraverso la contemplazione del creato, possa riconoscerlo e avvicinarsi a lui.

La liturgia ci fa vedere oggi, concretamente, le due figure alle quali stato dato di avvicinarsi maggiormente a Colui che doveva venire: Maria e Giuseppe. Sono le due persone culminanti del tempo di Avvento, poste sulla tappa del pi grande avvicinamento di Dio stesso.

2. La figura di Maria, nella presente liturgia, delineata in due brani della Scrittura: come prefigurazione, nel Vecchio Testamento, col testo dIsaia (Is 7, 10-14); come attuazione, nel Nuovo, col testo di Matteo (Mt 1, 18-24).

Ges colui che salver il popolo dai suoi peccati. E lei, Maria, la madre di Ges. Il Figlio di Dio viene nel suo seno per diventare uomo. Lei lo accoglie. Mai Dio si avvicinato cos allessere umano come in questo caso di realizzazione di rapporto tra Figlio e Madre.

3. Al tempo stesso, Matteo ha cura di mettere in vista anche laccoglienza consapevole e amorosa da parte di Giuseppe. Lui, lo sposo, che da solo non pu darsi una spiegazione dellevento nuovo che vedeva verificarsi sotto gli occhi, viene illuminato dallintervento dellAngelo del Signore sulla natura della maternit di Maria. Colui che in lei stato concepito opera dello Spirito Santo.

Cos Giuseppe messo al corrente dei fatti e chiamato a inserirsi nel salvifico disegno di Dio. Ora, lui sa chi il Bambino che deve nascere e chi la Madre. Secondo linvito dellAngelo, prese con s la sua sposa, non la ripudi. Accogliendo Maria, accoglie colui che in lei stato concepito per opera mirabile di Dio, a cui nulla impossibile.

Concentrandosi su questi due personaggi dellAvvento, la liturgia ci conduce gi sul terreno del Natale.

Accogliamo Ges Cristo, Figlio di Dio, Colui che deve venire, e, accogliendolo, ci impegniamo a rassomigliare a Maria e a Giuseppe, che per primi lhanno accolto mediante la fede nella potenza dello Spirito Santo. in loro, infatti, che si manifesta la piena maturit dellAvvento

Carissimi fratelli e sorelle, oggi la liturgia ci presenta, la Nascita di Giovanni Battista, quello che Dio scelse per preparare la venuta di suo figlio al mondo!. La nascita di Giovsnni annuncia la nascita prossima del Messia, il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, inviato al mondo per riscattare all'umanit, persa dal peccato originale. Con la nascita di Giovanni Battista l'umanit tutta si trova in un momento cruciale della sua storia: di ora in pi, il peccato non sposser pi al mondo, ma la grazia di Dio conquister, lentamente, il cuore degli uomini fino a portarli alla lode ed il servizio di Dio. In realt, la nascita di Giovanni Battista rappresenta un momento decisivo e cruciale per tutta l'umanit. Zaccaria, suo padre, il primo a testimoniarlo: pass di essere incredulo ad essere credente; di essere muto a lodare e benedire all'Eccelso!. Il mondo cambier, perch c' l il Messia! Santific gi Giovanni nel seno di sua madre; gi la misericordia si espande per tutta la terra, perch Dio viene a salvare l'uomo ed a trasformarlo in un uomo nuovo, un uomo secondo il cuore di Dio, un uomo sul quale la mano del Signore riposa: "La mano del Signore stava con lui." Il nome di Giovanni significa "grazia". Dandogli tale nome, il Signore vedi gi in lui a suo proprio figlio; Giovsnni non il Figlio di Dio fatto uomo, bens il quale l'annuncia, il segno vivente del Messia. "Fu un uomo inviato di Dio, il quale si chiamava Giovsnni.... egli non era la luce, bens affinch desse attestazione della luce. Egli sar la luce vera che illuminer ogni uomo che viene a questo mondo."