Sei sulla pagina 1di 2

Europa, patria del dubbio

Alain de Benoist - Ven, 27/06/2008 - 07:33

"Il giornale", 27 giugno 2008

Ho sempre avuto una certa idea della Francia. Cos de Gaulle apriva le Memorie di guerra. Su una certa idea dellEuropa ci si pu intendere oggi? Al termine Europa, risalente alla mitologia greca e insolito prima del Rinascimento, lecito dare un contenuto che dica agli europei che cosa li accomuna, delineandone il destino? Superando la prodigiosa diversit di uomini, culture, eventi, periodi storici, rapporti sociali, su che cosa si pu fondare il sentimento europeo? A seconda dellidea che se ne ha, si pu parlare dEuropa in tanti modi. Ma fra loro si pu almeno cercare un filo conduttore. Se lEuropa non ha inventato il pensiero, n la riflessione, ha inventato la filosofia; parliamone dunque filosoficamente. Il 7 maggio 1935 Edmund Husserl teneva a Vienna la famosa conferenza sulla Crisi dellumanit europea e la filosofia, per rappresentare concretamente il mondo della vita come terra devidenza originaria, superando lopposizione classica di scienze naturali e spirituali. Diceva che lEuropa ha innanzitutto un senso spirituale, di cui faceva unidea regolatrice di portata universale. Per Husserl, lidentit europea meno un fatto che un valore specifico, meno un dato geografico che un telos, un orizzonte di senso legato al suo emergere e alla sua costruzione. Per cogliere lessenza europea, Husserl la pensa fenomenologicamente, riflette sulla sua storicit, scoprendone il senso. LEuropa gli pare depositaria di un senso storico, da realizzare per rispondere al suo telos. LEuropa non solo somma di uomini giustapposti, uniti da interessi economici; e non unidea a priori del genere umano: unentit generativa e comunitaria, tesa dalla ricerca di senso. Senso da afferrare non a priori, come nello storicismo progressista, n come metafora organicista (non c una zoologia dei popoli), ma come filiazione di senso e ritorno autoriflessivo, eredit duna tradizione sempre da riprendere e trasformare. La storia trasmette uneredit in fieri, che resta aperta e viva, riattivandosi. Come altri prima di lui, Husserl pone il luogo di nascita spirituale dellEuropa nella Grecia antica. Dallo stupore per il mondo a partire dalla libert che diviene consapevole di s, i greci svilupperanno un atteggiamento filosofico, cio interrogativo; la sua risposta non anticipata dalla religione, dagli usi o dalla tradizione. Lesito di tale approccio sar dare senso costitutivo al mondo, con una dimensione politica. Husserl esortava lEuropa a rinascere dallo spirito della filosofia con leroismo della ragione. Ma distingueva anche la ragione greca dallesigenza galileiana di razionalit: essa consiste essenzialmente nel matematizzare la fisica, che - con Cartesio, Galileo e Newton - diventa una semplice fisica delle quantit misurabili, mentre il cosmo smette di essere per luomo un telos esemplare, mentre la natura, ormai pura materia, res extensa, si trasforma in oggetto totalmente sfruttabile dal suo padrone e possessore umano, preoccupato solo destendere il suo dominio a tutto lessente (Heidegger), aspettando che i fatti sociali si trasformino in cose (la fisica sociale di Comte). Nella scia di Husserl, ma anche di Heidegger, il filosofo ceco Jan Patocka s occupato delleredit europea, specie nel seminario dellestate 1973 su Platone e lEuropa. Secondo lui, la nascita dellEuropa deriva da una concezione della vita come vita per la libert, e non come vita limitata al benessere e alla quotidianit. Anche per lui la fonte aurorale dellumanit europea va cercata in Grecia, perch la concezione della vita come vita per la libert legata alla filosofia, alla coscienza storica e alla nascita della politica nella citt, ciascuna delle quali rimette tutto in questione. La filosofia si distingue sia dalla religione, con le sue risposte prestabilite alle domande ultime, sia dal semplice

cumulo di saperi. Implica presa di distanza dalla immediatezza quotidiana e dalla pura soggettivit, dal preconcetto e da ogni forma di senso stabilito in anticipo nei rapporti con le cose e con gli esseri. Anche Patocka dice che lEuropa nata dal pensiero interrogante, sola forma autentica della vita pensata, e non dal pensiero tecnico. Conclude che lumanit autentica sistituisce solo con la lotta di ognuno contro se stesso, un dibattito per svincolarsi dalla sola sfera degli interessi, dalla produzione, dallutilit e dalle esigenze vitali (la vita in opposizione alla bella vita), infatti questa la condizione necessaria del vivere insieme in uno spazio pubblico e un mondo comune. Una grande lezione. Ma gli europei sono ancora capaci di imparare? Nel mondo che cambia come raramente cambiato, nellepoca del nuovo ordine della Terra, lEuropa non sa pi n che cos, n che cosa potrebbe essere. Il vuoto simbolico dei simboli sulle banconote degli euro riflette questEuropa anonima: non ci sono n volti identificabili, n paesaggi singoli, n luoghi di memoria, n personalit. Solo ponti e costruzioni, sorti non si sa dove e che non vanno in nessun posto. Sempre Husserl diceva: la stanchezza il maggior pericolo per lEuropa. Perdita denergia, fatica desser se stessi. Voglia doblio, non per ritrovare linnocenza perduta, forse condizione di un nuovo inizio, ma per addormentarsi pi agevolmente nel fragore del nichilismo, per ripiegarsi nel privato e nella comodit narcisistica dei consumi. La figura di Amleto rappresenta per Carl Schmitt lestrema difficolt di scelte esistenziali. Lindecisione deriva da una volont inadeguata rispetto alla realt: se la volont indecisa, c solo la casualit di un incontro col reale. La storia continua a svilupparsi su scala planetaria, per iniziativa propria o per volont altrui. La politica la storia in azione. Ma il grande disegno politico, che darebbe unit e speranza, dov? Essere o non essere? Amleto oggi lEuropa. Traduzione di Maurizio Cabona