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DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

Sintesi e indicazioni strategiche dallanalisi comparata della normativa vigente e dellevoluzione della presenza femminile nelle istituzioni

20 maggio 2011

A cura di Paolo Feltrin e Serena Menoncello

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

INDICE

La rappresentanza politica delle donne in Italia La rappresentanza politica delle donne in chiave comparata Come aumentare la rappresentanza femminile? Le soluzioni adottate nel mondo per favorire la rappresentanza Alcuni case studies Le quote in Italia Bibliografia

3 11 23 28 37 46 60

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

La rappresentanza politica delle donne in Italia La rappresentanza politica delle donne in chiave comparata Come aumentare la rappresentanza femminile? Le soluzioni adottate nel mondo per favorire la rappresentanza Alcuni case studies Le quote in Italia Bibliografia

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN ITALIA

Trend della presenza femminile alla Camera e al Senato (1948-2008)


25,0

21,1 20,0 17,3 17,9 15,0 12,9 11,3 10,0 7,8 5,7 5,0 4,1 4,6 3,1 3,6 1,1 0,0 1948 1953 0,7 1,4 1958 1,7 1963 1968 2,8 1,8 1972 1976 1979 Camera
Fonte: Inter-Parliamentary Union, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.

14,0

11,6

13,4

8,5

9,1 8,2 7,9 8,7 8,0 7,7 7,7

4,1 4,1 4,5

6,2

1983

1987

1992

1994

1996

2001

2006

2008

Senato

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN ITALIA

Trend della presenza femminile nei Consigli regionali delle Regioni a Statuto ordinario (1970-2010)
16,0 13,8 13,3 12,9

14,0

12,0

9,9 10,0

8,0 8,0 7,0 7,0

6,0

4,0 4,0

2,0 2,0

0,0 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010
Fonte: Feltrin P. (1994), La struttura politica, in Cinsedo, Rapporto sulle Regioni, Milano, FrancoAngeli, pp. 351-395 e Di Tommaso M.L., Le quote allitaliana e il modello norvegese, <http://www.ingenere.it>.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN ITALIA

Presenza femminile nei Consigli regionali italiani (2010)


Regione Presidente del Consiglio regionale Membri del Consiglio regionale Donne Uomini Totale Donne (%) 18,3 14,8 15,0 8,8 13,5 17,1 6,7 13,3 20,0 14,2 18,2 16,1 16,3 14,9 16,3 11,1 0,0 23,0 10,4 0,0 0,0 9,2 3,3 8,8 5,9 11,9

Piemonte Valle d'Aosta Liguria Lombardia NORD-OVEST Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna NORD-EST Toscana Umbria Marche Lazio CENTRO Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria SUD Sicilia Sardegna ISOLE Totale

M M M M 4M M M M M 4M M M M M 4M M M M M M M 6M M F 1F1M 1 F 19 M

11 4 6 7 28 12 4 8 10 34 10 5 7 11 33 5 0 14 8 0 0 27 3 7 10 132

49 23 34 73 179 58 56 52 40 206 45 26 36 63 170 40 30 47 69 30 50 266 87 73 160 981

60 27 40 80 207 70 60 60 50 240 55 31 43 74 203 45 30 61 77 30 50 293 90 80 170 1.113

Fonte: Commissione Europea, Database: women & men in decision-making.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN ITALIA

Presenza femminile nei Consigli regionali italiani (2010)


Presenza di donne nei Consigli regionali
% sul numero di seggi al 2010 oltre 20,0 da 15,0 a 20,0 da 10,0 a 15,0 da 5,0 a 10,0 fino a 5,0 (2) (6) (5) (3) (4)

Fonte: Commissione Europea, Database: women & men in decision-making.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN ITALIA

Presenza femminile nelle Giunte regionali italiane (2010)


Regione Presidente della Giunta regionale Membri della Giunta regionale Donne Uomini Totale Donne (%) 38,5 11,1 23,1 6,3 19,6 40,0 15,4 27,3 35,7 27,9 45,5 33,3 18,2 26,7 30,4 18,2 14,3 7,7 46,7 57,1 8,3 24,6 7,7 23,1 15,4 24,2

Piemonte Valle d'Aosta Liguria Lombardia NORD-OVEST Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna NORD-EST Toscana Umbria Marche Lazio CENTRO Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria SUD Sicilia Sardegna ISOLE Totale

M M M M 4M M M M M 4M M F M F 2F2M M M M M M M 6M M M 2M 2F 18M

5 1 3 1 10 2 2 3 5 12 5 3 2 4 14 2 1 1 7 4 1 16 1 3 4 56

8 8 10 15 41 3 11 8 9 31 6 6 9 11 32 9 6 12 8 3 11 49 12 10 22 175

13 9 13 16 51 5 13 11 14 43 11 9 11 15 46 11 7 13 15 7 12 65 13 13 26 231

Fonte: Commissione Europea, Database: women & men in decision-making.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN ITALIA

Presenza femminile nelle Giunte regionali italiane (2010)


Presenza di donne nelle Giunte regionali
% sul numero degli assessori al 2010 oltre 44,0 da 33,0 a 44,0 da 22,0 a 33,0 da 11,0 a 22,0 fino a 11,0 (3) (4) (4) (5) (4)

Fonte: Commissione Europea, Database: women & men in decision-making.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN ITALIA

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Presenza femminile nei consigli comunali e nelle giunte secondo ripartizione geografica e dimensione del comune (2010)
Ripartizione geografica Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Isole Totale Sindaco Vice Sindaco Assessore Consigliere Totale

14,0 13,0 8,9 5,2 6,6 10,6

17,3 16,7 17,2 10,0 13,9 15,2

22,3 23,7 20,8 12,9 18,6 19,5

22,4 22,6 19,7 11,9 15,0 18,7

21,4 21,9 19,1 11,6 15,3 18,2

Popolazione

Donne

Uomini

Totale

Donne (%) 20,7 19,1 17,9 15,9 12,0 13,8 13,3 18,2

fino a 1.999 2.000 - 4.999 5.000 - 9.999 10.000 - 19.999 20.000 - 59.999 60.000 - 249.999 oltre 250.000 Totale

8.432 5.534 3.259 2.140 1.478 581 94 21.518

32.220 23.372 14.914 11.285 10.818 3.618 614 96.841

40.652 28.906 18.173 13.425 12.296 4.199 708 118.359

Fonte: Cittalia (2010), Le donne e la rappresentanza di genere. Una lettura di genere nelle amministrazioni comunali, Roma.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN CHIAVE COMPARATA

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Presenza femminile a livello internazionale secondo grandi ripartizioni geografiche (2010)


Parlamento unicamerale o Camera bassa 41,6 22,4 20,0 19,3 18,3 12,6 12,5 21,1

Regioni

Camera alta o Senato

Entrambe le camere

Paesi nordici Americhe Europa - Paesi membri OSCE esclusi i Paesi nordici Africa Sub-Sahariana Asia Pacifico Stati Arabi ITALIA

23,5 19,6 19,7 15,3 32,6 8,4 17,9

22,6 20,0 19,3 18,0 14,8 11,7 20,0

Fonte: Inter-Parlamentary Union.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN CHIAVE COMPARATA

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Presenza femminile nei Parlamenti nazionali: classifica dei primi 30 Paesi per rappresentanza di genere (2010)
Posizione nella graduatoria mondiale 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 55 Parlamento unicamerale o Camera bassa Paese Popolazione Data elezioni set-08 set-10 apr-09 gen-08 apr-09 giu-10 mar-07 set-09 giu-10 ott-09 set-08 feb-10 giu-09 nov-07 mar-08 ott-10 apr-09 nov-08 apr-08 set-09 giu-08 apr-09 lug-10 set-08 feb-06 ago-06 giu-07 ott-07 mag-10 set-08 mag-10 Numero di seggi 80 349 400 614 63 150 200 169 150 250 220 57 257 179 350 350 28 122 594 622 120 124 106 110 326 70 65 200 42 183 547 Donne Uomini Donne (%) 56,3 45,0 44,5 43,2 42,9 40,7 40,0 39,6 39,3 39,2 38,6 38,6 38,5 38,0 36,6 36,0 35,7 33,6 33,2 32,8 32,5 32,3 32,1 31,8 31,3 30,0 29,2 29,0 28,6 27,9 27,8 Data elezioni ott-03 apr-09 mag-07 giu-10 giu-09 mar-08 N.A. lug-10 lug-08 ott-07 giu-10 N.A. mag-10 Camera alta o Senato Numero di seggi 26 54 75 71 71 263 69 41 58 46 31 61 135 Donne Uomini Donne (%) 34,6 29,6 34,7 36,6 35,2 30,8 21,7 46,3 32,8 21,7 25,8 29,5 16,3

Ruanda Svezia Sudafrica Cuba Islanda Paesi Bassi Finlandia Norvegia Belgio Mozambico Angola Costa Rica Argentina Danimarca Spagna Repubblica Unita di Tanzania Andorra Nuova Zelanda Nepal Germania F.Y.R. di Macedonia Ecuador Burundi Belarus Uganda Guyana Timor-Est Svizzera Trinidad e Tobago Austria Etiopia

11.370.425 9.088.728 49.004.031 11.087.330 311.058 16.847.007 5.259.250 4.691.849 10.431.477 22.948.858 13.338.541 4.576.562 41.769.726 5.529.888 46.754.784 42.746.620 84.825 4.290.347 29.391.883 81.471.834 2.077.328 15.007.343 10.216.190 9.577.552 34.612.250 744.768 1.177.834 7.639.961 1.227.505 8.217.280 90.873.739

45 157 178 265 27 61 80 67 59 98 85 22 99 68 128 126 10 41 197 204 39 40 34 35 102 21 19 58 12 51 152

35 192 222 349 36 89 120 102 91 152 135 35 158 111 222 224 18 81 397 418 81 84 72 75 224 49 46 142 30 132 395

9 16 26 26 25 81 15 19 19 10 8 18 22

17 38 49 45 46 182 54 22 39 36 23 43 113

Italia

60.340.328

apr-08

630

134

496

21,3

apr-08

321

59

262

18,4

Fonte: Inter-Parlamentary Union.

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LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN CHIAVE COMPARATA

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Presenza femminile nei Parlamenti nazionali: classifica degli ultimi 30 Paesi per rappresentanza di genere (2010)
Posizione nella graduatoria mondiale 55 116 117 118 119 120 121 121 122 123 124 124 125 126 127 128 128 129 130 131 132 133 133 133 133 133 133 133 133 133 133 Parlamento unicamerale o Camera bassa Paese Data elezioni apr-08 Numero di seggi 630 Donne Uomini Donne (%) 21,3 Data elezioni apr-08 Camera alta o Senato Numero di seggi 321 Donne Uomini Donne (%) 18,4

Italia

134

496

59

262

Gambia Congo Nigeria Somalia Saint Kitts e Nevis Georgia Maldive Sri Lanka Chad Kiribati Myanmar Mongolia Vanuatu Libano Comoros Isole Marshall Iran (Repubblica Islamica di) Bahrain Papua Nuova Guinea Yemen Belize Micronesia (Stati Federati di) Nauru Oman Palau Qatar Arabia Saudita Isole Solomon Tonga Tuvalu

gen-02 giu-07 apr-07 ago-04 gen-10 mag-08 mag-09 apr-10 apr-02 ago-07 nov-10 giu-08 set-08 giu-09 dic-09 nov-07 mar-08 ott-10 giu-07 apr-03 feb-08 mar-09 giu-10 ott-07 nov-08 lug-10 feb-09 ago-10 nov-10 set-10

53 137 358 546 15 138 77 225 155 46 326 76 52 128 33 33 290 40 109 301 32 14 18 84 16 35 150 50 26 15

4 10 25 37 1 9 5 12 8 2 14 3 2 4 1 1 8 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

49 127 333 509 14 129 72 213 147 44 312 73 50 124 32 32 282 39 108 300 32 14 18 84 16 35 150 50 26 15

7,5 7,3 7,0 6,8 6,7 6,5 6,5 5,3 5,2 4,3 4,3 3,9 3,8 3,1 3,0 3,0 2,8 2,5 0,9 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

ago-08 apr-07 nov-10 nov-10 apr-01 mar-08 nov-07 nov-08 -

70 109 168 40 111 13 72 13 -

9 9 6 11 2 5 14 2 -

61 100 162 29 109 8 58 11 -

12,9 8,3 3,6 27,5 1,8 38,5 19,4 15,4 -

Fonte: Inter-Parlamentary Union.

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Presenza femminile nei Parlamenti nazionali: alcune riflessioni

Osservando i numeri della tabella precedente si possono fare alcune considerazioni: la quota di donne presenti in Parlamento non sembra essere legata alla ricchezza del paese preso in considerazione; i primi in classifica sono soprattutto paesi piccoli; come si pu vedere, infatti, la met dei primi 30 paesi ha una popolazione inferiore ai 10 milioni di abitanti; sembra che le ragioni principali delle differenze siano soprattutto aspetti culturali di varia natura, che giustificano il fatto che le donne abbiano un ruolo pi importante nella societ.

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Perch i paesi con maggiore presenza di donne sono soprattutto piccoli

Dal momento che, come abbiamo osservato, sembra esistere una correlazione tra la presenza di donne in Parlamento e le ridotte dimensioni del paese preso in considerazione, possiamo ipotizzare due ragioni: la quota di uomini presente nel paese impegnata in questioni considerate pi importanti della politica, per cui lascia in questultima maggiore spazio alle donne; sulla base della teoria sulla selezione delle leadership, se allinterno della popolazione maschile non rintracciabile un numero sufficiente di leader politici, gli altri vanno necessariamente ricercati nella popolazione femminile.

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Presenza femminile nei Parlamenti nazionali: posizione in graduatoria dei 27 Stati membri dellUnione Europea (2010)
Posizione in graduatoria Paese Parlamento unicamerale o Camera bassa Data elezioni set-10 giu-10 mar-07 giu-10 nov-07 mar-08 set-09 set-08 set-09 mar-07 mag-10 mag-10 apr-08 lug-09 ott-10 giu-09 ott-07 ott-08 giu-07 ott-09 giu-10 set-08 mag-07 mag-06 nov-08 apr-10 mar-08 Numero di seggi 349 150 200 150 179 350 622 183 230 101 650 200 630 240 100 60 460 141 577 300 150 90 165 56 334 386 69 7.122 Donne Uomini Donne (%) 45,0 40,7 40,0 39,3 38,0 36,6 32,8 27,9 27,4 22,8 22,0 22,0 21,3 20,8 20,0 20,0 20,0 19,1 18,9 17,3 15,3 14,4 13,9 12,5 11,4 9,1 8,7 24,2 Data elezioni mag-07 giu-10 mar-08 N.A. N.A. N.A. ott-10 apr-08 ott-07 set-08 nov-07 lug-07 nov-08 Camera alta o Senato Numero di seggi 75 71 263 69 61 733 81 321 100 343 40 59 137 2.353 Donne Uomini Donne (%) 34,7 36,6 30,8 21,7 29,5 20,1 18,5 18,4 8,0 21,9 2,5 22,0 5,8 20,9

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27

Svezia Paesi Bassi Finlandia Belgio Danimarca Spagna Germania Austria Portogallo Estonia Regno Unito Repubblica Ceca Italia Bulgaria Lettonia Lussemburgo Polonia Lituania Francia Grecia Slovacchia Slovenia Irlanda Cipro Romania Ungheria Malta Totale UE

157 61 80 59 68 128 204 51 63 23 143 44 134 50 20 12 92 27 109 52 23 13 23 7 38 35 6 1.722

192 89 120 91 111 222 418 132 167 78 507 156 496 190 80 48 368 114 468 248 127 77 142 49 296 351 63 5.400

26 26 81 15 18 147 15 59 8 75 1 13 8 492

49 45 182 54 43 586 66 262 92 268 39 46 129 1.861

Fonte: Inter-Parlamentary Union.

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Alcune riflessioni sulla rappresentanza di genere nei paesi europei

Come si pu osservare dalla tabella precedente, lItalia si trova a met della classifica dei paesi europei come quota di donne in Parlamento. Si pu osservare, per, anche una forte variabilit tra i principali paesi europei. Infatti, se Italia e Regno Unito hanno percentuali di donne simili (21,3% e 22%), Germania e Spagna sono molto pi in alto nella classifica (32,8% e 36,6%) e, dallaltra parte, la Francia molto pi in basso (18,9%). Osservando questi dati, sembra che siano le spiegazioni e i fattori genetici piuttosto che quelli morfologici a produrre degli effetti sulla rappresentanza di genere. Riassumendo, sembra che la storia di un paese abbia una rilevanza superiore rispetto alle regole di cui il paese stesso si dotato.

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Presenza femminile nei governi dei 27 Paesi membri dellUE (2010)


Posizione in graduatoria Paese Presidente della Primo Ministro Repubblica F M M M M M M M F M M M F M M M M M M M 3F 17M F M M M M M M M M F M M M M M M M M M M M F M M M M M 3F 24M Ministri Donne Uomini Totale Donne (%) 51,6 47,4 45,8 38,9 35,7 35,7 35,7 34,2 33,3 28,3 26,7 26,3 22,7 20,4 19,6 19,4 18,2 18,1 16,7 16,7 15,4 14,8 13,9 11,8 7,7 0,0 0,0 24,0

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27

Finlandia Danimarca Svezia Austria Spagna Paesi Bassi Slovenia Francia Bulgaria Germania Lussemburgo Lettonia Belgio Grecia Lituania Italia Portogallo Polonia Irlanda Cipro Malta Slovacchia Regno Unito Romania Estonia Repubblica Ceca Ungheria Totale UE

16 9 11 7 15 5 15 13 19 13 4 5 5 10 10 12 10 21 5 2 2 4 14 2 1 0 0 230

15 10 13 11 27 9 27 25 38 33 11 14 17 39 41 50 45 95 25 10 11 23 87 15 12 15 10 728

31 19 24 18 42 14 42 38 57 46 15 19 22 49 51 62 55 116 30 12 13 27 101 17 13 15 10 958

Fonte: Commissione Europea, Database: women & men in decision-making.

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Presenza in Parlamento: la via per laccesso delle donne al governo


50,0

45,0 Paesi Bassi Belgio Spagna 35,0 % donne in parlamento Germania 30,0 Portogallo 25,0 Estonia Repubblica Ceca 20,0 Polonia Lituania Grecia Slovacchia Irlanda Cipro Romania Ungheria Malta Lussemburgo Lettonia Regno Unito Italia Bulgaria Francia Slovenia Austria

Svezia

40,0

Danimarca

Finlandia

15,0

10,0

5,0

y = 0,5249x + 10,87 R2 = 0,4546

0,0 0,0 10,0 20,0 30,0 % donne al governo 40,0 50,0 60,0

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN CHIAVE COMPARATA

21

Presenza femminile al Parlamento Europeo


Posizione in graduatoria Paese 1979 1984 1989 1994 2000 2004 2009 Numero seggi assegnati per Paese al 2009 13 18 6 25 17 13 72 17 13 8 99 22 22 22 33 50 6 6 72 22 7 12 12 72 50 22 5 736

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27

Finlandia Svezia Estonia Paesi Bassi Bulgaria Danimarca Francia Austria Slovacchia Lettonia Germania Belgio Ungheria Portogallo Romania Spagna Cipro Lussemburgo Regno Unito Grecia Slovenia Irlanda Lituania Italia Polonia Repubblica Ceca Malta Totale UE

20,0 25,0 22,2 14,8 25,0 33,3 13,6 6,7 12,3 16,6

28,0 43,8 19,8 19,8 16,7 8,3 10,0 33,3 14,8 8,3 6,7 9,9 17,7

28,0 37,5 22,2 33,3 20,8 16,7 15,0 50,0 14,8 0,0 6,7 13,6 19,3

62,5 45,4 32,2 43,8 29,9 33,3 35,3 32,0 8,0 8,0 33,3 18,4 16,0 26,7 12,6 25,9

43,8 45,5 35,5 37,5 42,5 38,1 28,4 32,0 20,0 32,8 33,3 24,1 20,0 33,3 11,5 30,3

42,9 47,4 50,0 48,2 44,4 42,9 44,9 27,8 35,7 22,2 33,3 29,2 37,5 25,0 28,6 27,8 0,0 50,0 26,9 29,2 42,9 38,5 38,0 20,5 14,8 20,8 0,0 30,2

61,5 55,6 50,0 48,0 47,1 46,2 44,4 41,2 38,5 37,5 37,4 36,4 36,4 36,4 36,4 36,0 33,3 33,3 33,3 31,8 28,6 25,0 25,0 22,2 22,0 18,2 0,0 35,2

Fonte: Inter-Parlamentary Union e Commissione Europea.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

LA RAPPRESENTANZA POLITICA DELLE DONNE IN CHIAVE COMPARATA

22

Trend della presenza femminile al Parlamento Europeo


40,0

35,0 35,2

30,0 30,3 30,2

25,0

25,9

20,0 19,3 17,7 15,0 16,6 13,6 10,0 12,3 9,9 5,0 12,6 11,5

22,2 20,5

0,0 1979 1984 1989 1994 Totale UE


Fonte: Inter-Parlamentary Union, Commissione Europea e Camera dei Deputati.

2000 Italia

2004

2009

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23

La rappresentanza politica delle donne in Italia La rappresentanza politica delle donne in chiave comparata Come aumentare la rappresentanza femminile? Le soluzioni adottate nel mondo per favorire la rappresentanza Alcuni case studies Le quote in Italia Bibliografia

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

COME AUMENTARE LA RAPPRESENTANZA FEMMINILE?

24

I maggiori ostacoli alla rappresentanza di genere e gli strumenti per aumentare la partecipazione femminile alla vita politica
Principali ostacoli Strumenti d'azione

Predominio maschile allinterno dei partiti politici e Sviluppo e rafforzamento dellattivit e del ruolo conseguente mancanza di sostegno alle delle donne allinterno dei partiti politici e dellintera candidature femminili societ Scarsa collaborazione dei partiti con organizzazioni e movimenti in favore della presenza delle donne in politica Sistemi elettorali sfavorevoli alla rappresentanza femminile Maggiore collaborazione dei partiti e delle donne impegnate in politica con organizzazioni e movimenti in favore delle donne che promuovono la rappresentanza di genere Scelta di adeguati sistemi elettorali che favoriscano la rappresentanza di genere (in particolare i sistemi proporzionali) Predisposizione di regole chiare per la selezione dei candidati, che permettano alle donne di organizzarsi e assicurino loro luguaglianza dei punti di partenza nella competizione con i colleghi uomini Campagne di sensibilizzazione ed informazione anche attraverso una corretta azione dei mass media

Mancanza di trasparenza nelle procedure di selezione dei candidati

Pregiudizi culturali sul ruolo della donna e sulle sue capacit Contributo sfavorevole da parte dei mass media

Fonte: IDEA (2005), Women in Parliament: Beyond Numbers. A Revised Edition, Stoccolma.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

COME AUMENTARE LA RAPPRESENTANZA FEMMINILE?

25

I sistemi elettorali che favoriscono la rappresentanza di genere

Molte ricerche dimostrano che la scelta di un sistema elettorale tuttaltro che indifferente per quanto riguarda la rappresentanza di genere. Infatti, i sistemi proporzionali sono da preferire rispetto a quelli maggioritari, soprattutto quando questi ultimi utilizzano collegi uninominali. In particolare, ci che avvantaggia maggiormente le donne la presenza di un sistema di tipo proporzionale con un notevole numero di seggi per circoscrizione, che d loro la possibilit di essere elette, ed una soglia di sbarramento elevata, che evita il formarsi di piccoli partiti che guadagnano pochi seggi ed escludono quindi le donne dalla rappresentanza.
Fonte: IDEA (2005), Women in Parliament: Beyond Numbers. A Revised Edition, Stoccolma.

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COME AUMENTARE LA RAPPRESENTANZA FEMMINILE?

26

La percentuale di membri donne delle Camere basse di 24 Paesi con i due diversi sistemi elettorali
30,0

25,0

20,0

15,0

Sistema maggioritario uninominale Sistema proporzionale

10,0

5,0

0,0 1945 1950 1960 1970 1980 1990 1997 2004

Fonte: IDEA (2005), Women in Parliament: Beyond Numbers. A Revised Edition, Stoccolma.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

COME AUMENTARE LA RAPPRESENTANZA FEMMINILE?

27

I vantaggi dei sistemi proporzionali Maggior numero di seggi assegnati in ogni collegio e quindi maggior numero di seggi che i partiti possono conquistare in ogni collegio
Questo fa s che anche le donne, spesso non presenti nei primi posti in lista, vengano elette e non debbano invece scontrarsi con i leader locali del partito, che spesso sono uomini. Inoltre, in questi casi i partiti, nella scelta dei candidati, privilegiano persone con diverse caratteristiche (di genere, et, provenienza culturale, fazione interna, ecc) che possano rintracciare i voti dei vari sottogruppi di elettorato.

Maggiore possibilit di contagio tra i partiti, inteso come la tendenza a seguire/copiare le scelte degli altri per mantenersi competitivi.
Nei sistemi proporzionali inserire donne in lista meno costoso che in quelli uninominali perch consente di non escludere gli uomini e pu portare maggiori vantaggi, perch anche un piccolo incremento di voti legato alla presenza di donne in liste pu consentire al partito di guadagnare un maggior numero di seggi.

Fonte: IDEA (2005), Women in Parliament: Beyond Numbers. A Revised Edition, Stoccolma.

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28

La rappresentanza politica delle donne in Italia La rappresentanza politica delle donne in chiave comparata Come aumentare la rappresentanza femminile? Le soluzioni adottate nel mondo per favorire la rappresentanza Alcuni case studies Le quote in Italia Bibliografia

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LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

29

I diversi tipi di quota scelti a livello mondiale


Diversi tipi di quote sono stati adottati a livello mondiale. La prima differenziazione riguarda la loro obbligatoriet e li distingue in: quote obbligatorie, previste dalla Costituzione o dalle leggi elettorali, che si applicano a tutti i soggetti coinvolti ed ai tipi di elezione stabiliti dalla normativa; quote facoltative o volontarie, create dai partiti per regolamentare al proprio interno la scelta dei candidati da inserire nelle elezioni primarie o nelle liste elettorali.

La seconda distinzione riguarda i soggetti a cui le quote si applicano: gli aspiranti alla nomina, scelti nella prima fase del processo di selezione attraverso elezioni primarie o comitati elettorali o altri organi interni al partito; i candidati inseriti nelle liste elettorali; gli eletti e quindi i detentori dei seggi assegnati a ciascun partito.

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

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LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

30

Luso dei diversi tipi di quota a seconda del sistema elettorale utilizzato
In base al tipo di sistema elettorale presente nel paese e alle condizioni del suo sistema politico, sono privilegiati certi tipi di quote. In generale, le quote applicate agli aspiranti alla nomina, sia obbligatorie sia volontarie, sono utilizzate soprattutto nei paesi con sistemi maggioritari o uninominali; le quote applicate ai candidati, obbligatorie o volontarie, sono utilizzate soprattutto nei paesi con sistemi elettorali proporzionali; le quote applicate agli eletti e quindi ai seggi assegnati sono utilizzate soprattutto nei paesi asiatici e mediorientali e nei paesi africani in situazioni di transizione postconflitto. Questa la situazione del Ruanda, che guida la classifica mondiale sulla rappresentanza femminile in parlamento. La costituzione approvata nel paese nel 2003, dopo il terribile genocidio iniziato nel 1994, prevede che 24 degli 80 seggi della camera bassa siano riservati a donne. Questo risultato stato raggiunto grazie alla notevole azione di lobbying delle donne ruandesi, alla loro partecipazione ai lavori preparatori del testo costituzionale ed alla collaborazione del Fondo di Sviluppo delle Nazioni Unite per le Donne (UNIFEM).

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

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LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

31

Le quote nei sistemi elettorali proporzionali


Come abbiamo visto, le quote applicate ai candidati inseriti nelle liste elettorali sono utilizzate soprattutto nei paesi con sistemi elettorali proporzionali. In questi contesti, introdurre quote efficaci pi semplice in quanto il numero di candidati, e quindi di persone eleggibili, elevato ed quindi pi facile raggiungere un maggiore equilibrio per genere che, tra laltro, i partiti tendono gi a garantire nel tentativo di massimizzare il numero di seggi loro assegnati. A livello mondiale, la percentuale di candidati donne da inserire nelle liste elettorali pi utilizzata tra i partiti il 30% e quella della quote obbligatorie va dal 10 al 50%. A livello europeo, tale percentuale varia, per le quote volontarie, dal 20 al 50% e, per le quote obbligatorie, dal 15 al 50%. Per quanto riguarda lUnione Europea a 27, le quote previste per legge variano dal 33% del Portogallo al 50% di Belgio e Francia.

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

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LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

32

Le quote nei sistemi elettorali maggioritari o uninominali


Trovare un sistema di quote adatto ai sistemi elettorali maggioritari molto pi difficile. Per questa ragione, solo un terzo dei paesi con questo tipo di formule elettorali ha adottato le quote, rispetto ai quattro quinti dei paesi con sistemi proporzionali. Introdurre quote da applicare ai candidati non possibile, dal momento che i partiti presentano un solo candidato in ogni collegio elettorale. Per questo, spesso le quote vengono applicate a livello di aspiranti alla nomina nelle liste (candidati alle primarie o alla selezione interna ai partiti). Lefficacia delle quote nei sistemi maggioritari o uninominali molto diversa rispetto a quella delle stesse quote nei sistemi proporzionali. Un chiaro esempio quello francese, in cui si svolgono elezioni con sistemi maggioritari ed altre con sistemi proporzionali. Come approfondito nella parte relativa ai case studies, il numero di donne elette varia sensibilmente.

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

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LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

33

Le soluzioni adottate dai Paesi membri dellUnione Europea


Moltissimi Paesi europei hanno approvato delle leggi con lintento di ridurre le discriminazioni ed aumentare luguaglianza tra uomini e donne. Alcuni hanno anche approvato le cosiddette quote. Inoltre, diversi partiti hanno stabilito delle quote per la scelta dei dirigenti e dei candidati da presentare alle elezioni.
Paese Quote previste dalla legge Quote previste dai partiti politici

Belgio Francia Portogallo Slovenia Spagna Austria Cipro Germania Grecia Irlanda Italia Lituania Lussemburgo Malta Paesi Bassi Polonia Regno Unito Repubblica Ceca Romania Slovacchia Svezia Ungheria

Fonte: IDEA, Quota database: <http://www.quotaproject.org>.

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LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

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Lefficacia delle quote


La presenza di quote previste per legge, per, non sufficiente per assicurare unelevata rappresentanza femminile.
Posizione in graduatoria Paese Quote previste per legge Quote previste dai partiti Data elezioni set-10 giu-10 mar-07 giu-10 nov-07 mar-08 set-09 set-08 set-09 mar-07 mag-10 mag-10 apr-08 lug-09 ott-10 giu-09 ott-07 ott-08 giu-07 ott-09 giu-10 set-08 mag-07 mag-06 nov-08 apr-10 mar-08 Parlamento unicamerale o Camera bassa Numero di seggi 349 150 200 150 179 350 622 183 230 101 650 200 630 240 100 60 460 141 577 300 150 90 165 56 334 386 69 v.a. %

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27

Svezia Paesi Bassi Finlandia Belgio Danimarca Spagna Germania Austria Portogallo Estonia Regno Unito Repubblica Ceca Italia Bulgaria Lettonia Lussemburgo Polonia Lituania Francia Grecia Slovacchia Slovenia Irlanda Cipro Romania Ungheria Malta TOTALE UE

50,0% 40,0%

33,0%

50,0%

35,0%

157 61 80 59 68 128 204 51 63 23 143 44 134 50 20 12 92 27 109 52 23 13 23 7 38 35 6

45,0 40,7 40,0 39,3 38,0 36,6 32,8 27,9 27,4 22,8 22,0 22,0 21,3 20,8 20,0 20,0 20,0 19,1 18,9 17,3 15,3 14,4 13,9 12,5 11,4 9,1 8,7 24,2

Fonte: Inter-Parliamentary Union e IDEA, Quota database: <http://www.quotaproject.org>.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

35

Cosa serve perch le quote siano efficaci? (1)


Come abbiamo visto, le quote, anche se rappresentano comunque una delle strategie pi efficaci in vista dellaumento del numero di donne nelle assemblee elettive, non bastano da sole ad assicurarlo. Lesempio della Finlandia, infatti, ci dimostra che anche senza quote previste dalla legislazione o adottate volontariamente dai partiti, un paese pu essere tra i primi nella graduatoria della rappresentanza di genere. Alla stessa conclusione si arriva se si guarda il risultato dellEmilia Romagna, che ha ben il 20% di donne nel proprio Consiglio regionale, pur non avendo modificato la legge elettorale. Dallaltra parte, gli esempi di Francia e Slovenia mostrano come, anche in presenza di entrambi i tipi di quote, il numero delle donne elette pu rimanere molto basso. Come gi sopra evidenziato, un fattore determinante il sistema elettorale vigente, che rende pi o meno facile ed efficace lapplicazione delle quote.

Fonte: IDEA (2005), Women in Parliament: Beyond Numbers. A Revised Edition, Stoccolma.

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LE SOLUZIONI ADOTTATE NEL MONDO PER FAVORIRE LA RAPPRESENTANZA

36

Cosa serve perch le quote siano efficaci? (2)


Ma quali sono gli altri fattori essenziali per aumentare la rappresentanza? Un ruolo di primo piano quello svolto dai partiti, che per primi possono agire a favore di un riequilibrio di genere nella rappresentanza, attraverso le quote volontarie ed altri strumenti che garantiscano maggiore visibilit alle donne ed alla loro attivit politica. I partiti, poi, sono lelemento chiave per la presenza del cosiddetto processo imitativo o di contagio. Secondo alcuni studiosi, infatti, ladozione di quote da parte di partiti minori ha portato anche i maggiori ad applicarle, sia per la paura di perdere voti a favore di formazioni maggiormente innovative, sia perch lutilizzo nei partiti minori ha dimostrato loro che le quote non sono penalizzanti in termini di voti raccolti (Matland e Studlar, 1996). In secondo luogo, necessario sviluppare una capacit delle istituzioni di promuovere una cultura della parit in tutti i settori della vita sociale di un paese. Ci che si rende necessario , quindi, un cambiamento di mentalit e approccio nella gestione non solo politica ma anche economica e sociale di un paese, attuato in una prospettiva di azione globale.
Fonte: IDEA (2005), Women in Parliament: Beyond Numbers. A Revised Edition, Stoccolma.

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37

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ALCUNI CASE STUDIES

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Le quote nei sistemi maggioritari: il Partito laburista inglese (1)


In Gran Bretagna vige un sistema elettorale maggioritario e non esistono quote obbligatorie per legge. Come dimostrato dai dati contenuti nella tabella seguente, fino agli anni Novanta la presenza di donne nel Parlamento britannico era davvero molto esigua.
Donne elette al Parlamento Elezione Conservatori Partiti Laburisti Liberal Democratici 0 1 2 0 1 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 2 3 5 10 Totale Altri Donne (%)

1918 1922 1923 1924 1929 1931 1935 1945 1950 1951 1955 1959 1964 1966 1970 1974-feb 1974-ott 1979 1983 1987 1992 1997 2001 2005

0 1 3 3 3 13 6 1 6 6 10 12 11 7 15 9 7 8 13 17 20 13 14 17

0 0 3 1 9 0 1 21 14 11 14 13 18 19 10 13 18 11 10 21 37 101 95 98

1 0 0 0 1 1 1 1 1 0 0 0 0 0 1 1 2 0 0 1 1 3 4 3

1 2 8 4 14 15 9 24 21 17 24 25 29 26 26 23 27 19 23 41 60 120 118 128

0,1 0,3 1,3 0,7 2,3 2,4 1,5 3,8 3,4 2,7 3,8 4 4,6 4,1 4,1 3,6 4,3 3 3,5 6,3 9,2 18,2 17,9 19,8

Fonte: Kelly R. e White I. (2009), All-women shortlists, House of Commons Library, <http://www.parliament.uk>.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

ALCUNI CASE STUDIES

39

Le quote nei sistemi maggioritari: il Partito laburista inglese (2)


Per aumentare laccesso delle donne al Parlamento, il Partito laburista inglese ha introdotto nel 1993 le cosiddette all-womens shortlists (AWS), liste composte esclusivamente di donne tra le quali venivano scelte le candidate che si sarebbero presentate nella met dei seggi sicuri del partito e di quelli conquistabili grazie ad un minimo scarto di voti. Tale pratica stata per dichiarata illegittima nel 1996, in quanto confliggeva con il Sex Discrimination Act del 1975. La scelta dei candidati in vista delle elezioni del 1997 era, per, gi cominciata e non fu imposto di rivedere le selezioni nei collegi in cui erano state effettuate utilizzando le AWS. 35 delle 38 donne scelte con questo sistema furono elette e fu proprio il numero di donne elette nel Partito laburista (101 su 120, pari all84,2% del totale) a far quasi duplicare la quota di deputate donne nel Parlamento britannico rispetto alle elezioni precedenti, dal 9,2% al 18,2%. Lapprovazione del Sex Discrimination (Election Candidates) Act nel 2002 ha legittimato questa forma di azione positiva, che ha trovato applicazione anche nel 2005 e nel 2010, quando le donne hanno ottenuto, rispettivamente, il 19,8% ed il 22% dei seggi, massimo storico per il Regno Unito.

Fonte: Kelly R. e White I. (2009), All-women shortlists, House of Commons Library, <http://www.parliament.uk>.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

ALCUNI CASE STUDIES

40

Le quote nei sistemi proporzionali: il costante progresso della Spagna (1)


La Spagna rappresenta uno dei paesi che negli ultimi 40 anni sono riusciti a moltiplicare il numero di donne elette nel proprio parlamento nazionale, anche attraverso una legislazione appositamente studiata. Il dibattito sulle azioni positive in favore delle donne si sviluppato soprattutto nellambito del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe) tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta ed accelerato nel decennio successivo, anche grazie allazione di lobbying attuata dai gruppi di femministe interni ed esterni al partito. Unaltra parte del mondo politico spagnolo, per, si opponeva con forza alle quote, sollevando questioni di giustizia e meritocrazia. La prima proposta di introduzione delle quote fu presentata dal Psoe nel 2001 e prevedeva che la percentuale di candidati dello stesso genere allinterno delle liste non potesse superare il 60%. Essa fu respinta due anni dopo, a causa di questioni di incostituzionalit. Quando nel 2004 il Psoe di Zapatero sal alla guida della nazione, il tema della rappresentanza femminile guadagn importanza ed attenzione ed il dibattito sullintroduzione delle quote prese nuovo vigore.

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

ALCUNI CASE STUDIES

41

Le quote nei sistemi proporzionali: il costante progresso della Spagna (2)


La conseguenza fu lapprovazione, nel 2007, della legge sulluguaglianza tra uomini e donne, che interessava molti ambiti della societ spagnola e prevedeva anche il tetto del 60% di candidature destinate ad uno dei due generi. In realt, in Spagna si era gi realizzato un elevato e costante incremento delle donne in politica, come si pu vedere dalla tabella sottostante, grazie soprattutto allintroduzione delle quote volontarie da parte del Psoe e, poi, della Sinistra Unita. Oggi, la percentuale di donne nel Parlamento spagnolo sfiora il 37%, al sesto posto nella classifica dei 27 Paesi membri dellUe, ben al di sopra della media del 24,2%.
Percentuale di donne elette Partito 19771979 6,8 6,3 15,8 6,0 19791982 5,0 11,1 8,7 5,0 19821986 6,9 0,9 0,0 5,9 19861989 7,1 5,9 0,0 8,4 19891993 17,1 10,4 11,0 13,9 19931996 17,6 14,9 22,0 16,0 19962000 27,7 14,3 33,0 24,0 20002004 36,8 25,1 25,0 28,3 20042008 46,3 28,4 40,0 36,0 2008(2012) 42,3 30,7 0,0 36,6

PSOE PP IU Totale

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

ALCUNI CASE STUDIES

42

Sistemi proporzionali e maggioritari a confronto: la legge di parit francese (1)


La Francia utilizza diversi sistemi elettorali a seconda del livello istituzionale interessato dallelezione. Per lelezione dellAssemblea Nazionale stato scelto un sistema uninominale a doppio turno, mentre per il Parlamento europeo e i consigli regionali si utilizza un sistema proporzionale. Per quanto riguarda la legislazione in tema di rappresentanza di genere, la Francia ha adottato una normativa che prevede lobbligatoriet della presentazione di liste composte da donne e uomini con quote pari al 50% nelle elezioni con sistema proporzionale, pena linvalidit della lista. Per le elezioni con sistema uninominale, invece, la legge non prevede lobbligatoriet di tali quote ma ne punisce il mancato rispetto con sanzioni finanziarie. Questo diverso approccio ha prodotto in Francia quella che viene chiamata femminizzazione a due velocit, in quanto le assemblee elette con sistema proporzionale hanno visto crescere molto rapidamente la presenza di donne al loro interno, mutamento molto pi lento per quanto riguarda invece lAssemblea nazionale e le altre elette con sistema uninominale.

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

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ALCUNI CASE STUDIES

43

Sistemi proporzionali e maggioritari a confronto: la legge di parit francese (2)


Assemblea Anteriore alla legge Posteriore alla legge Sistema di voto Anno elezione Collegio Termini e condizioni della elettorale legge sulla parit

1997 Assemblea Nazionale 10,9 1998 Senato 5,9

2002 12,3 2001 10,9

2007 CUN 18,5 2008

577 collegi elettorali

Parit facoltativa con sanzioni finanziarie Grandi dipartimenti: Parit obbligatoria Rigorosa alternanza Piccoli dipartimenti: Nessuna parit Parit obbligatoria Rigorosa alternanza Parit obbligatoria Rigorosa alternanza

Lista RP (grandi dipartimenti) 21,9 CUN o PM 101 dipartimenti (piccoli dipartimenti) Lista RP 8 super-regioni 26 regioni (+ sezioni dipartimentali) 4.003 dipartimenti

1999 Parlamento Europeo 40,2 1998 Consigli regionali 27,5 1998 Consigli generali 8,6 1995 Consigli comunali (citt con 3.500 o pi abitanti) 25,7 1995 21,0

2004 43,6 2004 47,6 2001 9,8 2001 47,5 2001 30,0

2009 44,4 2010 Lista RP 48,0 2008 CUN 13,1 2008 Lista RP 48,5 2008 Lista M 32,2 32.455 citt 2.692 citt

Nessuna parit Parit obbligatoria Alternanza a blocchi di 6 (nel 2001) Rigorosa alternanza (nel 2008) Nessuna parit

Consigli comunali (citt fino a 3.500 abitanti)

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo e Observatoire de la parit entre les femmes et les hommes del Ministero degli Interni francese.

DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE

ALCUNI CASE STUDIES

44

Sistemi proporzionali e maggioritari a confronto: la legge di parit francese (3)


Va sottolineato comunque che la legge ha prodotto una femminilizzazione delle candidature di molti partiti politici, ma non delle elette. Come si pu vedere, comunque, i partiti maggiori hanno preferito pagare la sanzione piuttosto che rispettare le quote del 50%.
Donne candidate 1997 Partito Comunista (PC) Partito Socialista (PS) Verdi Coalizione per la Repubblica (RPR) nel 1997 e Unione per un Movimento Popolare (UMP) nel 2002 e nel 2007 Unione per la Democrazia Francese (UDF) nel 1997 e 2002 Unione per la Democrazia Francese-Modem nel 2007 (UDF-Modem) Nuovo Centro (o Partito social-liberale europeo) Totale 26,8 27,8 27,7 7,7 2002 44,0 36,3 50,4 20,6 2007 48,2 46,5 50,2 26,6 1997 11,1 17,6 9,0 3,6 Donne elette 2002 19,0 16,3 33,0 10,4 2007 20,0 25,9 25,0 14,3 Rapporto donne elette/candidate (%) 1997 41,4 63,3 32,5 46,8 2002 43,2 44,9 65,5 50,5 2007 41,5 55,7 49,8 53,8

Partiti in parlamento

8,9

18,9

27,9

6,4

6,8

0,0

71,9

36,0

0,0

36,9

0,0

0,0

23,0

38,9

41,6

10,9

12,3

18,5

47,4

31,6

44,5

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo.

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ALCUNI CASE STUDIES

45

Sistemi proporzionali e maggioritari a confronto: la legge di parit francese (4)


Nonostante in Francia il numero di donne in Parlamento resti piuttosto basso, un aspetto positivo riscontrabile nella composizione del governo francese: lesecutivo guidato da Franois Fillon dopo il successo alle elezioni del 2007 ha avuto sin dallinizio un buon numero di donne, anche in ministeri di notevole importanza per il paese. Nella sua formazione iniziale le donne ministro erano ben 7 su 16, circa il 43,8% del totale. Oggi, invece, dopo vari rimpasti, sono presenti 7 donne su un totale di 23 ministeri, pari al 30,4%, comunque al di sopra della media del 26,1% fatta registrare dai 27 paesi membri dellUE. A donne sono affidati, tra gli altri, il Ministero delleconomia e delle finanze, delluniversit e della ricerca e dellecologia.

Fonte: European Parliament (2008), Sistemi elettorali che prevedono quote riservate alle donne e loro applicazione in Europa, Bruxelles, Parlamento Europeo, Fondazione Robert Schuman e Governo francese.

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46

La rappresentanza politica delle donne in Italia La rappresentanza politica delle donne in chiave comparata Come aumentare la rappresentanza femminile? Le soluzioni adottate nel mondo per favorire la rappresentanza Alcuni case studies Le quote in Italia Bibliografia

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LE QUOTE IN ITALIA

47

Le quote nelle leggi elettorali italiane


In Italia il dibattito sulla rappresentanza femminile si sviluppato soprattutto negli ultimi decenni, anche grazie allazione attuata in materia dallUnione europea. A livello nazionale, alcuni tentativi di introduzione di quote per la rappresentanza politica sono stati attuati. Nel 1993, infatti, furono introdotte nella legge 25 marzo 1993, n. 81, relativa allelezione diretta del sindaco, norme che prevedevano che nelle liste di candidati consiglieri nessuno dei due generi fosse rappresentato in misura superiore ai tre quarti per i comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti e ai due terzi nei comuni maggiori. Questultima restrizione era stata introdotta anche nella legge relativa allelezione dei consigli regionali (l. 23 febbraio 1995, n. 43). Anche la legge 4 agosto 1993, n. 277, recante Nuove norme per lelezione della Camera dei deputati, prevedeva che le liste per lassegnazione dei seggi nella parte proporzionale composte da pi di un candidato fossero formate assicurando lalternanza di uomini e donne. Ma nel 1995 una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato le norme sulle quote contenute nella legge 81 del 1993 (e di conseguenza anche sulle altre) costituzionalmente illegittime in quanto contrarie al principio di uguaglianza sia formale sia sostanziale.

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LE QUOTE IN ITALIA

48

Le quote nelle leggi regionali italiane


Il dibattito che ha seguito la censura da parte della Corte costituzionale sfociato nellapprovazione delle leggi costituzionali 2/2001 e 3/2001. In particolare, questultima affida alle regioni a statuto ordinario il compito di promuovere la parit di accesso di donne e uomini alle cariche elettive. In seguito alladozione di queste leggi, diverse regioni (a statuto speciale e ordinario) hanno inserito specifiche previsioni normative nei propri statuti e leggi elettorali.
Regione Valle d'Aosta Sardegna Trento Sicilia Tipo di statuto Statuto speciale Statuto speciale Statuto speciale Statuto speciale Quota Parit d'accesso Parit d'accesso Rappresentanza di entrambi i generi nelle candidature Alternanza tra uomini e donne nelle liste regionali Quota dei 2/3 nelle liste provinciali Presenza di entrambi i generi Quota dei 2/3 nei gruppi di liste Quota dei 2/3 nei gruppi di liste Quota dei 2/3 nei gruppi di liste Quota dei 2/3 nei gruppi di liste Parit nelle liste regionali Quota dei 2/3 nei gruppi di liste Quota dei 2/3 nei gruppi di liste Preferenza di genere Sanzione finanziaria Sanzione finanziaria Inammissibilit della lista Per le liste regionali inammissibilit della lista Per i gruppi di liste sanzione finanziaria Per i gruppi di liste inammissibilit della lista Per le preferenze, invalidit della preferenza espressa Inammissibilit della lista Sanzione

Calabria Toscana Puglia Umbria Marche Lazio Campania

Statuto ordinario Statuto ordinario Statuto ordinario Statuto ordinario Statuto ordinario Statuto ordinario Statuto ordinario

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LE QUOTE IN ITALIA

49

La rappresentanza di genere in Veneto


La Regione del Veneto sta adottando in questi giorni il nuovo statuto e la nuova legge elettorale. Nella proposta avanzata dalla commissione, non sono per previste specifiche norme relative alla rappresentanza di genere. Questa previsione sarebbe invece molto utile, dal momento che il Veneto ha una delle percentuali pi basse in Italia di presenza delle donne nei Consigli regionali. Infatti, alle ultime elezioni regionali 2010 nella nostra regione sono state elette solo 4 donne su un totale di 60 consiglieri, pari al 6,7%. Solo Molise, Basilicata e Calabria (che non hanno alcuna donna nei Consigli) e Sicilia (con il 3,3,%) fanno peggio di noi.

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LE QUOTE IN ITALIA

50

Composizione per genere degli eletti nel Consiglio regionale del Veneto (1970-2010)
70

60

50

40

60
30

59 49

57

54

54

53

54

56

20

10

1 1970

1 1975

3 1980

6 1985

6 1990 Femmine

5 1995 Maschi

7 2000

6 2005

4 2010

Fonte: Feltrin P. e Fabrizio D. (2010), Atlante elettorale del Veneto (1970-2010), Venezia, Regione del Veneto.

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LE QUOTE IN ITALIA

51

Percentuale di donne nel Consiglio regionale del Veneto (1970-2010)


14,0

12,0

11,7

10,0 10,0

10,0

10,0

8,0 7,7 6,7

6,0 5,0

4,0

2,0 2,0

1,7

0,0 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010
Fonte: Feltrin P. e Fabrizio D. (2010), Atlante elettorale del Veneto (1970-2010), Venezia, Regione del Veneto.

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LE QUOTE IN ITALIA

52

Composizione per classe det degli eletti nel Consiglio regionale del Veneto (1970-2010)
Et media 100% 44,5 2,0 8,3 15,0 90% 16,7 10,0 46,6 46,0 46,0 46,1 44,7 6,2 15,0 20,0 25,0 47,6 47,7 49,9

80% 44,0 70% 55,0 60% 36,7 48,3 Pi di 55 anni 46-55 anni 36-45 anni 26-35 anni 31,7 30,0 43,3 38,5

50%

46,7

40% 44,0 43,3

30%

45,0 38,3

50,8 33,3 30,0 21,7

20%

30,0

10% 10,0 0% 1970 1975 1980 1985 1990 6,7 10,0 8,3 8,3 10,0 4,6 1995 2000 6,7 2005 6,7 2010

Fonte: Feltrin P. e Fabrizio D. (2010), Atlante elettorale del Veneto (1970-2010), Venezia, Regione del Veneto.

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LE QUOTE IN ITALIA

53

Composizione per classe det degli eletti nel Consiglio regionale del Veneto e nei Consigli regionali delle 15 Regioni a statuto ordinario (2010)
Et media 100% 49,9 50,0

90%

25,0

29,2

80%

70%

60% 46,7

50%

40,0

Pi di 55 anni 46-55 anni 36-45 anni 26-35 anni

40%

30%

20%

21,7

23,9

10% 6,7 0% Veneto


Fonte: Ministero dellInterno, Anagrafe degli amministratori locali e regionali.

6,8 Totale 15 regioni

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LE QUOTE IN ITALIA

54

Le liste bloccate in Toscana: un sostegno alla rappresentanza di genere


A partire dalle elezioni del 2005 in Toscana stata utilizzata una nuova legge elettorale, che prevede una quota dei 2/3 per i candidati inseriti nelle liste. La novit principale, per, labolizione delle preferenze, con il passaggio alle liste bloccate. Nel 2005 il numero di consigliere donne aumentato di molto, passando dal 12 al 23,1%, mentre nel 2010 si attestato sul 18,2%. Una valutazione complessiva del fenomeno per difficile, in quanto il numero di seggi cambiato nelle ultime due tornate elettorali, passando dai 50 del 2000 ai 65 del 2005 per poi diminuire a 55 nel 2010.

Genere 1970 Donne elette Uomini eletti Totale consiglieri Donne elette (%) 2 48 50 4,0 1975 3 47 50 6,0 1980 5 45 50 10,0 1985 4 46 50 8,0

Elezioni 1990 6 44 50 12,0 1995 8 42 50 16,0 2000 6 44 50 12,0 2005 15 50 65 23,1 2010 10 45 55 18,2

Fonte: <http://www.consiglio.regione.toscana.it>.

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LE QUOTE IN ITALIA

55

Percentuale di donne nel Consiglio regionale della Toscana (1970-2010)


25,0 23,1

20,0 18,2

16,0 15,0 12,0 10,0 10,0 12,0

6,0 5,0 4,0

8,0

0,0 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010
Fonte: <http://www.consiglio.regione.toscana.it>.

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LE QUOTE IN ITALIA

56

La doppia preferenza in Campania: una novit (1)


La scelta della Campania in materia di rappresentanza femminile sicuramente innovativa nel panorama italiano e rappresenta uan possibile direttrice da seguire in vista di unulteriore evoluzione della parit di accesso alla funzione politica. Infatti, la legge elettorale campana ha introdotto, oltre al sistema di quote, la cosiddetta preferenza di genere, prevedendo la possibilit di esprimere due preferenze a condizione che siano riferite a candidati di sesso diverso. Tale norma ha fatto registrare, alle elezioni regionali del 2010, un notevole aumento sia del numero di donne tra i consiglieri sia delle preferenze espresse a favore di candidate donne.
Regionali 2005 Regione Donne elette 6 88 Uomini Totale seggi 60 709 Donne (%) 10,0 12,4 Donne elette 14 97 Regionali 2010 Uomini Totale seggi 61 705 Donne (%) 23,0 13,8

Campania Totale 13 regioni

54 621

47 608

Fonte: Feltrin P. e Fabrizio D. (2011), Capire i risultati elettorali. Letture e interpretazioni a partire dal voto regionale del 2010, Roma, Carocci.

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LE QUOTE IN ITALIA

57

La doppia preferenza in Campania: una novit (2)


Infatti, alle ultime elezioni regionali il numero di donne elette in Campania stato molto superiore rispetto alla media delle 13 regioni ed pi che raddoppiato rispetto alla consultazione del 2005. Anche la quota delle preferenze espresse a favore delle donne notevolmente aumentata nel confronto con quelle raccolte dai colleghi uomini.
Preferenze Regione Regionali 2005 Donne Campania 4,7 Uomini 95,3 Totale 100,0 Regionali 2010 Donne 29,9 Uomini 70,1 Totale 100,0

La strada campana sicuramente originale ed efficace, molto pi delle quote, che permettono alle donne di partecipare alla consultazione ma non aumentano le possibilit di una loro elezione.

Fonte: Feltrin P. e Fabrizio D. (2011), Capire i risultati elettorali. Letture e interpretazioni a partire dal voto regionale del 2010, Roma, Carocci.

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LE QUOTE IN ITALIA

58

I nuovi disegni di legge: dal cda alle elezioni comunali


Il 15 marzo scorso al il Senato ha approvato un disegno di legge che prevede la presenza nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo delle societ quotate e delle controllate pubbliche non quotate di un quinto di donne a partire dal 2012 e di un terzo dal 2015. Successivamente, lo scorso 7 aprile, il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Ministro per le Pari Opportunit Mara Carfagna un disegno di legge che prevede: lintroduzione di una quota dei 2/3 e della preferenza di genere alle elezioni comunali, per i comuni con popolazione sia inferiore sia superiore ai 15.000 abitanti; la previsione di una norma programmatica che prevede che sia compito degli statuti comunali e provinciali stabilire norme per assicurare le pari opportunit e garantire (non pi solo promuovere) la presenza di entrambi i generi nelle giunte e negli organi collegiali di comuni e province e degli enti da essi dipendenti; modifiche alle norme in materia di parit di opportunit relativamente al lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, compresa la previsione che latto di nomina della commissione venga inviato entro 3 giorni alla consigliera/al consigliere di parit nazionale o regionale a seconda di quale sia quella/o competente territorialmente sulla base dellamministrazione che ha bandito il concorso.

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Alcune riflessioni conclusive


Per riuscire a svolgere unazione di lobbying efficace, necessario stabilire: obiettivi chiari e misurabili nel tempo. Va prima di tutto deciso se puntare direttamente a quote nazionali o regionali e allintroduzione della preferenza di genere oppure se scegliere di partire dal basso, sfruttando la proposta di legge Carfagna sui consigli comunali, per poi salire agli altri livelli istituzionali; una strategia coalizionale che garantisca maggiore forza. Le possibili strategie coalizionali sono tre: 1. coalizzarsi con le elette, coinvolgendo anche le donne degli altri paesi europei e puntanto sulla legislazione nazionale ed europee. Questa garantirebbe alle donne presenza e visibilit; 2. coalizzarsi con i media, che fanno registrare unalta presenza di donne; 3. coalizzarsi con le lavoratrici delle cosiddette professioni femminilizzate, quali medici, magistrati, avvocati, ecc

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La rappresentanza politica delle donne in Italia La rappresentanza politica delle donne in chiave comparata Come aumentare la rappresentanza femminile? Le soluzioni adottate nel mondo per favorire la rappresentanza Alcuni case studies Le quote in Italia Bibliografia

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DONNE E POLITICA: LA RAPPRESENTANZA DI GENERE