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AGOSTO 2012

- VOLUME 3 NUMERO 08

Droga in breve, il nuovo sito del NIDA da oggi disponibile anche in italiano
Redazione Drog@news

informazione scientifica sulla droga Easy to Read Drug Facts (letteralmente facile da leggere). La traduzione e ladattamento del sito sono stati curati dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la cui delega affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e lIntegrazione, Prof. Andrea Riccardi, proprio nellambito della collaborazione scientifica siglata un anno fa con il National Institute on Drug Abuse (NIDA), listituto di ricerca americano che si occupa di dipendenze. segue a pag. 26...

online Droga in breve, versione italiana del nuovo sito NIDA di

IN QUESTO NUMERO
Focus On ________________
pag. 2 Scuola Italiana sulle Dipendenze: riprendono le attivit Droga krokodil, massima attenzione del sistema di allerta ma nessun caso in Italia Alcol al volante, la Germania conta le sue vittime L alcol in gravidanza danneggia la crescita dei bambini HIV: considerare lintera gamma dei comportamenti a rischio, un efficace approccio preventivo IV Giornata Europea della Sicurezza Stradale: obiettivo dimezzare le vittime entro il 2020 La Russia mette sotto osservazione consumi, normative e pubblicit sullalcol LUnione Europea pensa alle misure di sicurezza contro la vita notturna LUnodc supporta lHonduras nella guerra ai cartelli della droga Irlanda: al via nuove politiche contro gli alcolici

Editoriale _________________ pag. 3


Relazione al Parlamento: necessaria la cooperazione per debellare il fenomeno

Farmacologia e Tossicologia _ pag. 12


Lefficacia dellenzima DM-CocE contro la tossicit della cocaina Alcol: la caffeina non aiuta a smaltire la sbornia Adolescenti: alcol assunto insieme allecstasy provoca effetti neurocomportamentali di lungo periodo Alcol: il forte consumo riduce la percezione degli effetti ed espone al rischio di alcolismo N-acetilcisteina: un aminoacido contro la dipendenza da cocaina Il nucleo accunbens a rischio per colpa dell alcol Astinenza da eroina: alto rischio di ricadute a causa del craving Esposizione prenatale alla nicotina, problemi alimentari ed obesit Consumo di metamfetamine e perdita del lavoro, colpa dei deficit cognitivi

Strategie e Management ___ pag. 19

Planning Congressi _________ pag. 5


Addiction: new evidences from Neuroimaging and Brain Stimulation

Aspetti Psico Socio Educativi _

pag. 6 Cannabis e ansia sociale, il genere fa la differenza Uso di droghe, dagli USA uno studio sul ruolo della famiglia e degli amici Messaggi pericolosi nella pubblicit sullalcol, uno studio americano Energy drink e alcol, aumentano i comportamenti sessuali a rischio Alcol, droghe e delinquenza tra i giovani, gli USA vogliono vederci chiaro

Neuroscienze _____________ pag. 14

Tecniche Analitiche _______ pag. 22

Diagnosi Clinica e Terapia ____ pag. 8


La ricerca studia il rallentamento dello sviluppo dellAIDS nei bambini MDMA, a rischio lapprendimento cognitivo Nuovi approcci terapeutici contro il virus dellHIV Terapie cognitivo-comportamentali contro il consumo di cannabis Aumento demografico e consumo di marijuana, uno studio americano Cannabis, alcol e tabacco spingono allautolesionismo

Prevenzione _____________ pag. 17


Fumo: pi neonati morti e figli con deficit di attenzione per le fumatrici Alcol: divieti di consumo nei luoghi pubblici e incidenti stradali. Uno studio australiano Alcol e droghe: in Australia, programmi dinformazione mirati agli studenti per ridurre il rischio Donne e droga: programmi educativi complementari fermano luso per perdere peso

Alcolismo: dalla barba tracce del consumo Il moscerino della frutta con la metamfetamina muore per anoressia Dagli USA, un braccialetto che misura il consumo di alcol Verso un vaccino anticocaina, studi di affinit nel siero umano Dalle Legal high alle nuove sostanze psicoattive, dal Regno Unito un dibattito scientifico

Rapporti Epidemiologici ____ pag. 24


Indagine sulle coltivazioni di coca in Colombia - anno 2011

Epidemiologia ____________ pag. 10

Campagne Informative _____ pag. 25 Testedialkol: pillole di saggezza di Margherita Hack How To Make Money Selling Drugs The Alcohol and Pregnancy

Focus On

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Scuola Italiana sulle Dipendenze: riprendono le attivit


DPA - Dipartimento Politiche Antidroga

Dopo la pausa estiva la Scuola Italiana sulle Dipendenze riprende il suo percorso formativo. Il modulo 8 previsto dal programma si terr, come di consueto, presso la sede della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, nella sola giornata del 20 settembre, in deroga a quanto previsto dal programma originale che prevedeva due giornate (20 e 21 settembre). Il tema del corso sar il Coordinamento nazionale e delle Regioni e Province autonome. I contenuti che saranno trattati in aula sono: 1) Piano dazione Nazionale (PAN); 2) Le attivit delle Regioni e delle Province Autonome: lautonomia programmatoria e organizzativa, le forme di coordinamento; 3) Il coordinamento istituzionale e tecnico-scientifico tra Stato-Regioni in materia di droga. Ricordiamo che il 10 settembre prossimo scade, per i partecipanti del primo anno, il termine per la presentazione dei project work che saranno presentati e discussi in aula nel corso dellultimo modulo, maggiori informazioni al riguardo saranno evidenziate durante il prossimo appuntamento. Per quanto riguarda il nuovo Anno Accademico della Scuola previsto per il 2013, il Dipartimento Politiche Antidroga divulgher ogni informazione utile al riguardo nel prossimo mese di novembre mediante i canali informativi istituzionali.

Droga krokodil, massima attenzione del sistema di allerta ma nessun caso in Italia
DPA - Dipartimento Politiche Antidroga

In merito allallarme scattato nei giorni scorsi sulla droga KroKodil proveniente dalla Russia, il DPA cos interviene: Gi un anno fa, il Sistema Nazionale di Allerta del DPA, grazie anche ad una segnalazione dellOsservatorio Europeo sulle droghe e le tossicodipendenze OEDT, aveva lanciato una informativa sulla diffusione in Russia di una droga assunta per via iniettiva a base di desomorfina denominata Krokodil estremamente pericolosa per la salute dei consumatori. Secondo le informazioni assunte dal Sistema Nazionale di Allerta, si tratterebbe di una sostanza stupefacente molto pericolosa ottenuta attraverso un procedimento di cottura della codeina contenuta in alcune compresse utilizzate per lemicrania. Tale abitudine sembra stia diventando frequente in Russia, Bielorussia e in Ucraina, soprattutto perch la droga cos ottenuta avrebbe costi pi ridotti rispetto alleroina anche se effetti inferiori. Inoltre il fenomeno riguarderebbe soprattutto la Russia e il krokodil preparato in condizioni igieniche sanitarie estremamente precarie, presenta cariche batteriche virali elevatissime con agenti microbici in grado di dare infezioni locali nel punto di iniezione fortemente infettanti dei tessuti molli e delle fasce muscolari con una desquamazione e corrosione infettiva profonda della pelle che diventa con una superficie ruvida e squamosa come quella di un coccodrillo, da cui il termine gergale crocodile o anche krokodil per poi per dare origini ad orribili ulcerazioni profonde ed invasive che, possono arrivare anche alla sepsi generalizzata con morte della persona. Siamo di fronte ad mix di sostanze molto pericoloso - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - che dopo essere stato cucinato a domicilio viene iniettato per endovena dai tossicodipendenti, immediatamente con gravi ed irreparabili danni ai tessuti. Fortunatamente per quanto riguarda Italia non stato segnalato nessun caso e tramite il Sistema Nazionale di Allerta stiamo monitorando costantemente il fenomeno. Vogliamo comunque ricordare ai consumatori di evitare qualsiasi assunzione di questa sostanza in caso ne venissero in contatto, e agli operatori di segnalare immediatamente eventuali casi riscontrati al Sistema di Allerta attivando contemporaneamente opportune cure antibiotiche in ambiente specialistico. Si ricorda infine che nel nostro Paese sia la desomorfina che la codeina sono presenti nelle tabelle delle sostanze stupefacenti del DPR 309/90. Lattenzione del DPA, anche su questo tipo di droga resta comunque altissima.

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Editoriale

Relazione al Parlamento: necessaria la cooperazione per debellare il fenomeno

di Giovanni Serpelloni

Direttore Responsabile
Giovanni SERPELLONI

Direzione del Progetto


Giovanni SERPELLONI Elisabetta SIMEONI Pietro CANUZZI Alessandra LIQUORI ONEIL

Comunicazione Istituzionale
Fiorella CALO

Coordinatori di Redazione
Eugenio Francesco VALENZI Roberta TITO

Comitato Scientifico
Giovanni ADDOLORATO Gian Maria BATTAGLIA Elisabetta BERTOL Corrado CELATA Luigi DONOFRIO Rachele DONINI Roberta FRIGHETTO Bruno GENETTI Teodora MACCHIA Roberto MOLLICA Felice NAVA Daniela ORLANDINI Fabrizio SCHIFANO Elisabetta SIMEONI Lorenzo SOMAINI Franco TAGLIARO Giada ZOCCATELLI

Staff di Redazione
Paolo BERRETTA Luciana CASTELLINI Arianna CIOFFI Carlo DE LUCA Placido M. SIGNORINO Lorenzo TOMASINI Luisa VECCHIOCATTIVI Giulia VINCIGUERRA Staff OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO

Staff Scientifico di Supporto


Diana CANDIO Claudia RIMONDO Catia SERI

Supporto allo Sviluppo Grafico


Riccardo DECONCILIIS

Sede della Redazione


Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri Via Po n.16/a 00198 Roma telefono +390667796350 email dipartimentoantidroga@governo.it

Registrazione al Tribunale Civile di Roma


Sezione per la Stampa e lInformazione n. 409/2009 del 01.12.2009 AGOSTO 2012 - VOLUME 3 NUMERO 08

a situazione che viene messa in luce dai numerosi dati raccolti ed elaborati in relazione al fenomeno droga nel nostro Paese, mostra che i consumi di sostanze stupefacenti sono generalmente in contrazione ormai da alcuni anni, seppure con variabilit diversificate. Questa situazione pu essere interpretata come un segno positivo di cedimento di un decennale trend allespansione evidenziatasi nel passato. Ora chiaro che necessario continuare sulla strada tracciata dalle strategie attuate, che hanno portato in questi ultimi quattro anni a questa positiva inversione di tendenza. Tuttavia bisogna tenere alta la guardia, in quanto anche se le sostanze pi usate e soprattutto il loro consumo occasionale va riducendosi, non tutte le sostanze e non su tutto il territorio nazionale si evidenzia tale andamento. Nel futuro, inoltre, potrebbero esserci delle variazioni dellofferta illegale di sostanze stupefacenti in grado di riaccendere consumi o attivare nuove quote di mercato, con limmissione di nuove sostanze e prodotti stupefacenti ancora non conosciuti. Preoccupante a questo proposito la bassa percezione del rischio rilevata e collegata alluso di cannabis e la tendenza a sottovalutare tale problema, che ne incrementa luso soprattutto tra le giovani generazioni. E scientificamente provato che questa bassa percezione del rischio negli adolescenti deriva anche da una ridotta disapprovazione sociale delluso di cannabis e da una serie di informazioni che tendono a sminuire gli effetti negativi per la salute e la sicurezza di terzi derivanti dalluso di cannabis, non ultimi la compromissione della corretta maturazione neuro psichica e cerebrale e la diminuzione del QI. Problematici, allo stesso modo, possono essere luso e labuso alcolico nelle giovani generazioni, che possono svolgere anche esso un ruolo gateway e di sensibilizzazione verso lo sviluppo di dipendenza da sostanze stupefacenti, troppe volte sottovalutato e non preso nella giusta considerazione. A mio giudizio e sulla base di studi scientifici accreditati oltre che secondo gli odierni orientamenti delle Nazioni Unite, non pu, pertanto, trovare accoglienza alcuna ipotesi di legalizzazione delle droghe, in quanto questo porterebbe soltanto ad incrementare la disponibilit e laccessibilit a tali sostanze, soprattutto per le giovani generazioni, creando, nel tempo, inevitabilmente un aumento dei consumatori e dei danni correlati. Laspettativa che in questo modo si possano sottrarre proventi derivanti dallo spaccio alle organizzazioni criminali pu esercitare solo un fascino molto suggestivo ma praticamente irrealizzabile e, comunque, che farebbe pagare un prezzo troppo alto in termini di salute pubblica, oltre che inefficace al fine di mettere veramente in crisi le organizzazioni criminali da un punto di vista finanziario. Anche questo anno si riscontrato che lefficienza e lefficacia di molte azioni possono essere ulteriormente incrementate e, soprattutto, venuta lora di orientare maggiormente il sistema dei servizi alla riabilitazione e al reinserimento sociale e lavorativo per migliorare lefficacia reale degli interventi. Le possibilit e le competenze ci sono e la rete dei servizi pubblici e del privato sociale lo dimostra ampiamente. segue a pag. 4...

Editoriale
...segue da pag. 3 - Relazione al Parlamento: necessaria la cooperazione per debellare il fenomeno

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Pertanto, lattivazione e la valorizzazione in tutte le Regioni dei Dipartimenti delle Dipendenze (con autonomia gestionale e identit precisa) potrebbe costituire la giusta e auspicabile scelta tecnico-organizzativa per dar forza a questo innovativo percorso, che deve essere visto come un investimento, finalizzato al recupero di persone, in primo luogo giovani e, quindi, di un prezioso potenziale umano e sociale, in grado di diventare energia produttiva per il Paese. Altro profilo cui deve essere riservata particolare attenzione quello delle patologie infettive correlate alluso di droghe che ad oggi appaiono deficitarie relativamente alla diagnosi precoce e, quindi, dellaccesso precoce alle terapie per le persone sieropositive. preoccupante infatti la percentuale di persone tossicodipendenti in carico ai Ser.T. che non viene pi testata (69,5% degli utenti in carico) per rilevare la presenza dellinfezione da HIV. Questo problema, pi volte segnalato alle Regioni e Province Autonome, non ha ancora trovato soluzione e tende ad aggravarsi sempre di pi. Lapproccio bilanciato che si inteso realizzare, ha sicuramente dimostrato la sua efficacia ma va ulteriormente migliorato e rafforzato nelle sue principali linee di intervento, soprattutto ricercando un maggior coordinamento tra tutte le organizzazioni e le istituzioni in campo siano esse regionali, centrali o del terzo settore. innegabile, infatti, la lentezza di adeguamento dei sistemi esistenti rispetto alla rapidit e alla modernizzazione del nuovo sistema dello spaccio e del traffico e della comparsa di nuove droghe e di nuovi trend sul mercato illegale. La tempestivit e il coordinamento sono diventati ormai fattori chiave, fondamentali e irrinunciabili, che permetteranno di affrontare efficacemente il problema. Nellambito pi specificatamente preventivo ed assistenziale, per poter migliorare lapproccio necessario considerare, cos come da anni acquisito dalle maggiori organizzazioni scientifiche internazionali e dalle Nazioni Unite, che la tossicodipendenza non un comportamento criminale o un problema morale, ma una malattia prevenibile, curabile e guaribile, e che costituisce un importante e rilevante problema sanitario e sociale che va affrontato con piani e programmi basati su evidenze scientifiche. La prevenzione, quindi, deve andare di pari passo con interventi di tipo educativo ed interventi di tipo dissuasivo sulla base di regole e sanzioni previste per legge. Resta, invece, fuori discussione la necessit di perseguire penalmente chi produce, coltiva, traffica o spaccia sostanze stupefacenti in violazione della legislazione vigente. La persona tossicodipendente non deve essere criminalizzata per questo suo comportamento di assunzione di sostanze ma nel contempo va considerato che chi usa sostanze spesso commette reati in relazione a questo suo stato di malattia e per questo deve essere aiutato ad interrompere precocemente luso di queste droghe e lespressione di comportamenti criminali, attraverso lofferta precoce e costante di opportune forme di cura e riabilitazione, sfruttando al massimo le alternative di pena. Pertanto necessario persistere e continuare in questo impegno che ci auguriamo diventi il pi collettivo possibile e in tutti i vari campi interessati. Questo indirizzo ben evidenziato e definito nei documenti strategici del Dipartimento e nel Piano di Azione Nazionale che rappresentano il punto di riferimento per tutte le Regioni, le Province Autonome e le varie organizzazioni operanti sul territorio che vogliano, in un unico insieme, collaborare in maniera coordinata ed efficace alla lotta alla droga nel nostro Paese.

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In collaborazione con

Planning Congressi

8.30 - 9.00 9.00 - 9.15

Registrazione Introduzione e benvenuto Giovanni Serpelloni - Capo Dipartimento Politiche Antidroga, Presidenza del Consiglio dei Ministri Luca Coletto - Assessore alla Sanit, Regione Veneto Flavio Tosi - Sindaco Comune di Verona Giuseppina Bonavina - Direttore Generale Azienda ULSS 20 di Verona Neuroimaging delle dipendenze nella pratica diagnostica e clinica Chairman: Alberto Beltramello / Flavio Moroni Lattivit del Dipartimento Politiche Antidroga nellambito delle neuroscienze Giovanni Serpelloni - Dipartimento Politiche Antidroga, Presidenza del Consiglio dei Ministri
Con il patrocinio di

In collaborazione con

Sessione 1 9.15 - 9.45 9.45 - 10.15 10.15 - 10.50 10.50 - 11.25 11.25 - 11.40 11.40 - 12.15 12.15 - 12.50

Il ruolo del neuroimaging nelle dipendenze nella pratica diagnostica e clinica Nora Volkow - National Institute on Drug Abuse Maturazione cerebrale e vulnerabilit alluso di droghe Seth Pollak - University of Wisconsin Neuroimaging delluso di droghe e cambiamenti droga-correlati nella chimica cerebrale Perry Renshaw - University of Utah
Societ Italiana di Tossicologia

Coffee break & Conferenza Stampa Neuroimaging funzionale e prospettive per lo sviluppo del trattamento nella dipendenza Marc N. Potenza - Yale School of Medicine Tecniche avanzate di MRi ad alto campo: alterazioni funzionali e strutturali nel cervello dei consumatori di droghe Franco Alessandrini, Giada Zoccatelli - Unit di Neuroradiologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Borgo Trento, Verona Discussione Pranzo La stimolazione cerebrale nella dipendenza: applicazioni tecniche e cliniche Chairman: Antonio Fiaschi / Paolo Manganotti Stimolazione cerebrale e nuove prospettive terapeutiche nella dipendenza Nora Volkow - National Institute on Drug Abuse TMS e optogenica presso il programma Intramural del NIDA Antonello Bonci - National Institute on Drug Abuse TMS nello studio e trattamento della dipendenza John Rothwell - University College London tDCS nel trattamento della dipendenza Jiansong Xu - Yale School of Medicine Stimolazione cerebrale profonda del nucleo accumbens: le prime esperienze nella dipendenza da alcol e da oppiacei Jens Kuhn - University of Cologne Esperienze nazionali con TMS nella dipendenza da alcol e da droghe Chairman: Giovanni Serpelloni / Nora Volkow rTMS in un gruppo di pazienti in trattamento per dipendenza da alcol e/o droghe: dati preliminari Paolo Manganotti - Universit di Verona D-TMS nella dipendenza da cocaina: risultati preliminari Marco Diana - Universit degli Studi di Sassari Trattamento con Stimolazione Magnetica Transcranica: studio preliminare su pazienti alcolisti Giovanni Addolorato - Universit Cattolica di Roma
Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri

Patrocinio richiesto a

12.50 - 13.00 13.00 - 14.00 Sessione 2 14.00 - 14.35 14.35 - 15.10 15.10 - 15.45 15.45 - 16.20 16.20 - 16.55

Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d'infanzia

Associazione Nazionale Educatori Professionali

Si ringraziano

Tavola rotonda 16.55 - 17.40

17.40 - 18.10 18.10 - 18.30 18.30

Discussione Questionario ECM Chiusura lavori

Lingue ufficiali con traduzione simultanea: Italiano e Inglese

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Aspetti Psico Socio Educativi

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Cannabis e ansia sociale, il genere fa la differenza


Buckner JD, Zvolensky MJ, Schmidt NB, Cannabis-related impairment and social anxiety: The roles of gender and cannabis use motives, Addict Behav. 2012 Nov;37(11):1294-7. Epub 2012 Jun 22

ra i consumatori cronici di cannabis, lansia sociale raggiunge picchi particolarmente elevati rispetto ad altri disturbi di carattere psicologico. Inoltre, gli adolescenti che soffrono di questo disturbo avrebbero una probabilit 7 volte maggiore di sviluppare una dipendenza da cannabis. Un gruppo di psicologi americani ha cercato di comprendere lassociazione tra ansia sociale, uso di cannabis e problemi droga correlati considerando le differenze di genere e le motivazioni alla base delluso. Lo studio, che verr pubblicato sulla rivista Addictive Behaviors, ha coinvolto 174 consumatori di cannabis (42,5% femmine, et media 29 anni). Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a questionari con lobiettivo di valutare il consumo di cannabis, le motivazioni alla base delluso e i problemi correlati alla droga, oltre al disturbo di ansia sociale. Le motivazioni alla base delluso prese in considerazione riguardavano: andare su di giri, alleviare i problemi, condividere la situazione sociale, conformit al gruppo, provare nuove sensazioni. Lanalisi multivariata ha permesso di individuare potenziali differenze di genere rispetto ai comportamenti legati alla sostanza e al livello di ansia. Infatti, gli uomini indicavano come motivazioni delluso la conformit al gruppo e alleviare lansia. Tra le donne, invece, lansia sociale era correlata significativamente a motivi di carattere sociale (lappartenenza ad un gruppo di utilizzatori). I risultati sottolineano, quindi, limportanza di considerare le differenze di genere quando si esaminano le relazioni tra ansia sociale e comportamenti di consumo di cannabis. In particolare, gli uomini socialmente ansiosi risultano particolarmente vulnerabili ai problemi derivanti dalluso di cannabis, mentre le donne sono pi influenzate dalla situazione sociale.

Uso di droghe, dagli USA uno studio sul ruolo della famiglia e degli amici
Van Ryzin MJ, Fosco GM, Dishion TJ, Family and peer predictors of substance use from early adolescence to early adulthood: An 11year prospective analysis, Addictive Behaviors, Volume 37, Issue 12, December 2012, Pages 1314-1324, ISSN 0306-4603, 10.1016/j. addbeh.2012.06.020

individuazione dei fattori protettivi e di rischio nelluso di sostanze durante ladolescenza e la prima et adulta assumono particolare rilevanza, poich luso precoce di sostanze un forte predittore di un successivo consumo problematico e di problemi droga correlati. Un gruppo di ricercatori del Child and Family center in Oregon (USA) ha esaminato linfluenza delle variabili familiari e del gruppo di coetanei sulluso individuale di sostanze, attraverso uno studio longitudinale. Lindagine ha coinvolto quasi 1.000 adolescenti di diversa etnia, esaminati allet di 12, 13, 15, 17 e 23 anni. I ricercatori hanno analizzato gli effetti diretti ed indiretti del controllo genitoriale, della qualit del rapporto genitori-figli e dellassociazione con coetanei devianti sul cambiamento nel consumo di sostanze stupefacenti nel corso del tempo. Luso di alcol, tabacco e marijuana sono stati analizzati come percorsi separati, ma simultaneamente

allinterno dello stesso modello di analisi. I risultati dellanalisi confermano il fatto che durante ladolescenza e nel passaggio alla prima et adulta si verifica un cambiamento significativo rispetto allinfluenza esercitata dalla famiglia, mentre quella dei coetanei rimane costante. Nello specifico, il controllo genitoriale e la frequentazione di amici con comportamenti a rischio sono predittivi delluso di sostanze in adolescenza, mentre la qualit dei rapporti familiari assume particolare importanza nella fase di transizione dalla scuola primaria a quella secondaria. Infine, i coetanei rappresentano un fattore predittivo significativo nella prima et adulta. I risultati suggeriscono, inoltre, che il controllo genitoriale e la qualit dei rapporti familiari predicono indirettamente il futuro uso di sostanze passando attraverso i coetanei, ossia che il contesto familiare in grado di influenzare la scelta degli amici e del gruppo dei pari.

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Aspetti Psico Socio Educativi

Messaggi pericolosi nella pubblicit sullalcol, uno studio americano


Elizabeth Rhoades, David H. Jernigan. Risky Messages in Alcohol Advertising, 20032007: Results From Content Analysis. Journal of Adolescent Health, 2012; DOI: 10.1016/j.jadohealth.2012.04.013

giornali americani destinati ad un pubblico di giovani conterrebbero un maggior numero di pubblicit di bevande alcoliche con riferimenti a comportamenti potenzialmente a rischio, violando le linee guida che regolamentano il settore. Uno studio del Center on Alcohol Marketing and Youth (CAMY), presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, ha analizzato i contenuti di oltre 1.200 pubblicit di birra, vino, superalcolici, apparsi pi di 2.500 volte in 11 diverse riviste con una fascia di giovani lettori pari o superiore al 15%. Le pubblicit sono state valutate in base al riferimento a comportamenti rischiosi che potevano provocare incidenti, consumo eccessivo, dipendenza, violazione delle linee guida di settore (ad esempio rivolgersi a minori di 21 anni), sessismo e rapporti sessuali. Durante il periodo di studio (2003-2007), pi di un quarto delle pubblicit analizzate faceva riferimento a comportamenti a rischio, che risultavano concentrati in un numero limitato di marchi di birra e superalcolici.

Infatti, ai 10 marchi pi sponsorizzati corrispondeva circa il 30% delle pubblicit sullalcol, e sette marchi risultavano responsabili di oltre la met delle violazioni delle linee guida di marketing del settore. Alcune pubblicit ritraevano il consumo di alcol in prossimit o dentro un fiume, incoraggiavano un consumo eccessivo e veicolavano messaggi che avrebbero favorito lalcolismo. Inoltre, quasi una pubblicit su cinque conteneva riferimenti sessuali. Infine, le pubblicit risultavano pi presenti in riviste con unalta percentuale di giovani lettori, esponendo i minori di 21 anni (et legale per lassunzione di bevande alcoliche negli USA) a messaggi rischiosi per la salute pi degli adulti. Gli autori sottolineano come studi precedenti abbiano gi dimostrato che lesposizione precoce a pubblicit sullalcol aumenti le probabilit di consumo nei giovani e, nei giovani bevitori, aumenti le quantit consumate, lanciando un campanello di allarme a tutti coloro che si occupano della salute dei giovani.

Energy drink e alcol, aumentano i comportamenti sessuali a rischio


Miller K.E. Alcohol Mixed with Energy Drink Use and Sexual Risk-Taking: Casual, Intoxicated, and Unprotected Sex. Journal of Caffeine Research, 2012 DOI: 10.1089/caf.2012.0015

egli ultimi dieci anni, luso di bevande energetiche contenenti caffeina e mescolate allalcol diventato molto comune nei contesti ricreativi frequentati da giovani. Ma numerosi studi hanno dimostrato che lassociazione di tali sostanze risulta fortemente correlata a comportamenti a rischio, molto pi delluso esclusivo di alcol. Questo perch lazione della caffeina, mescolata ad alcolici, rende difficile valutare il proprio livello di ubriachezza, favorendo quindi lintossicazione alcolica. Lindagine condotta dalla Buffalos Research Institute on Addictions (RIA), ha esaminato la relazione tra uso di energy drink/alcol e comportamenti a rischio, in particolare rapporti sessuali a rischio. Infatti, oltre allintossicazione alcolica, alla guida in stato di ebbrezza e al coinvolgimento in risse, luso di alcol e bevande energetiche aumenterebbe anche la probabilit di comportamenti sessuali a rischio che potrebbero portare ad abuso, gravidanze indesiderate, infezioni per malattie sessualmente trasmissibili. Lo studio ha coinvolto circa 700 studenti universitari (et media 20 anni), di cui il 66% aveva meno di 21 anni, let legale per consumare alcolici negli USA. Sono stati valutati tre tipologie di comportamento a rischio: con partner occasionale, in stato di ebbrezza e senza luso del preservativo. Circa uno studente su tre ha riferito luso di ED e alcol nellultimo mese (29,3%), mentre gli episodi di ubriacatura erano considerevolmente pi comuni, il 69,6% ne riferiva alcuni e il 51,2% tre e pi nel mese precedente allindagine. Il 45% degli studenti ha dichiarato di aver avuto un partner occasionale nellultimo rapporto pi recente e circa il 25% era ubriaco in quelloccasione, mentre il 43,6% non aveva utilizzato il preservativo. Le donne avevano comportamenti pi prudenti rispetto agli uomini in tutte le variabili esaminate, ad esclusione dei rapporti non protetti (52,5% vs 35,3%).

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Aspetti Psico Socio Educativi

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Alcol, droghe e delinquenza tra i giovani, gli USA vogliono vederci chiaro
Becker S. J., Nargiso J. E., Wolff J. C. et al. Temporal relationship between substance use and delinquent behavior among young psychiatrically hospitalized adolescents, Journal of Substance Abuse Treatment 43 (2012) 251259

a letteratura scientifica ha evidenziato il legame tra uso di sostanze stupefacenti e comportamenti delinquenziali in giovani adolescenti. Tuttavia, non sono chiare la natura e lordine temporale con cui questi problemi si manifestano, aspetto cruciale per la prevenzione in soggetti particolarmente a rischio, come gli adolescenti che soffrono di disturbi psichiatrici. Uno studio americano, pubblicato sulla rivista Journal of Substance Abuse Treatment, ha esaminato la relazione temporale tra comportamenti delinquenziali e uso di alcol e marijuana, considerati singolarmente,in un campione di adolescenti ricoverati in un ospedale psichiatrico. Gli adolescenti (n=108), in prevalenza femmine (68%) e con unet media di 13,5 anni, hanno risposto ad una serie di test di valutazione ripetuti per tre volte nei 18 mesi successivi al ricovero. Il 49% degli adolescenti intervistati riferiva luso di alcol e il 43% luso di marijuana. Inoltre, nel corso delle valutazioni successive la percentuale di adolescenti che riferivano un uso costante di alcol cresciuta del 14%, mentre luso di marijuana cresciuto del 15% nellultima valutazione. Il modello di panel cross-lagged sulla frequenza duso di marijuana ha evidenziato una relazione unidirezionale tra delinquenza e successivo uso di droga. Gli effetti del comportamento delinquenziale sulluso di marijuana non sono stabili nel tempo e, nel campione esaminato, erano ridotti nei 9 mesi dopo il ricovero, diventando significativi nei 9 mesi successivi. Non sono emersi, invece, effetti predittivi tra luso di alcol e comportamenti delinquenziali. I risultati dello studio, commentano i ricercatori, evidenziano limportanza di esaminare separatamente ogni sostanza per comprendere meglio i meccanismi complessi che intercorrono tra uso di droghe ed alcol e comportamenti delinquenziali negli adolescenti.

Diagnosi, Clinica e Terapia

La ricerca studia il rallentamento dello sviluppo dellAIDS nei bambini


AJ. Prendergast, M. Penazzato, M. Cotton, et al., Treatment of Young Children with HIV Infection: Using Evidence to Inform Policymakers PLoS Medicine, July 2012, doi:10.1371/journal.pmed.1001273

n nuovo studio, pubblicato recentemente sulla rivista PLoS Medicine e condotto da un gruppo di ricercatori della University of London, ha riportato la necessit urgente di individuare terapie antiretrovirali (ART) adatte ai bambini piccoli, in particolare combinazioni di pastiglie e diversi farmaci anti-HIV che possano essere sciolti, tritati o mescolati al cibo o ai liquidi per facilitarne la somministrazione. Il rischio di infezione da HIV elevato nei bambini piccoli, categoria che tuttavia spesso trascurata per quanto riguarda il trattamento contro lHIV. Infatti, solo il 23% dei bambini che necessitano del trattamento ART nei paesi a basso e medio reddito, ha effettivamente ricevuto il trattamento nel 2010. Nonostante leliminazione dellinfezione infantile costituisca lobiettivo primario nel combattere lHIV. Gli autori dello studio evidenziano le molteplici difficolt riscontrate nella lotta allHIV nei piccoli infettati dal virus, per i quali la malattia progredisce molto rapidamente, con un picco nei tassi di mortalit entro i primi mesi di vita. Inoltre importante la cura del dosaggio dei farmaci che varia con la crescita del bambino. Gli autori nello studio hanno riportato che lavvio di ART in una fase iniziale riduce il tasso di mortalit di 4 volte rispetto ad un trattamento tardivo, evidenziando inoltre che il rischio di fallimento della terapia 2 volte superiore nei bambini piccoli che iniziano un primo ciclo di terapia ART contenente il farmaco nevirapina rispetto a coloro che iniziano una terapia combinata con altri tipi di farmaci contenenti opinavir/ritonavir, i cui costi, tuttavia, sono elevati e la cui tossicit a lungo termine risulta elevata. Secondo gli autori sono dunque necessari nuovi studi ed un approccio precoce alla malattia durante la prima infanzia.

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Diagnosi, Clinica e Terapia

Terapie cognitivo-comportamentali contro il consumo di cannabis


Hunter S.B, Ramchand R., Griffin B.A, The effectiveness of community-based delivery of an evidence-based treatment for adolescent substance use, Journal of Substance Abuse Treatment 43 (2012) 211220

ati recenti riportano limportanza di sviluppare e valutare trattamenti efficaci per combattere i problemi e i disturbi legati al consumo di cannabis, sostanza sempre pi utilizzata tra gli adolescenti. Infatti, negli Stati Uniti, nel 2007, pi di 200.000 ragazzi sono entrati a far parte di programmi di trattamento pubblici e pi della met di questi adolescenti ricoverati riportava problemi dovuti al consumo di cannabis. Questo studio, condotto da un team di ricercatori americano, valuta lefficacia della terapia motivazionale cognitivo-comportamentale sviluppata in cinque sessioni terapeutiche (MET/CBT-5) quando applicata in ambito comunitario per il trattamento di adolescenti. Lo studio, condotto su un campione di 4.225 giovani che si erano sottoposti al trattamento MET/CBT-5, stato seguito per un anno. Del gruppo iniziale, solo 2.293 pazienti hanno completato i 12 mesi di follow up attraverso una intervista. E stata poi utilizzata una strategia semi sperimentale per compensare le differenze tra il campione che si era sottoposto al pretrattamento MET/CBT-5 (N=2.293) e quello che aveva ricevuto le cure standard (N=458).Dai risultati emerso che i giovani che avevano ricevuto il trattamento MET/CBT-5 riportavano un miglioramento rispetto al secondo gruppo. Anche se questi risultati sembrano favorevoli allutilizzo del trattamento MET/CBT-5, secondo i ricercatori, non sono del tutto ideali e rimangono due importanti considerazioni da porsi. La prima riguarda il fatto che le analisi di sensibilit indicano che sarebbe necessario un confronto tra follow up e i risultati ottenuti dal trattamento ambulatoriale; la seconda considerazione riguarda la possibilit che non siano state osservate delle differenze tra i due campioni o che vi siano stati degli errori nella misurazione delle variabili nel presente studio. Pertanto i ricercatori raccomandano che i futuri studi in materia comparino i risultati tra campioni con follow up adeguati al fine di valutare lefficacia di questa tipologia di trattamento.

Nuovi approcci terapeutici contro il virus dellHIV


Esbjrnsson J., Mnsson F., Kvist A., et al., Inhibition of HIV-1 Disease Progression by Contemporaneous HIV-2 Infection, New England Journal of Medicine, 367; 224-232, 19 July 2012

n nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori dellUniversit di Lund in Svezia ha aperto la strada a nuovi approcci sulle modalit di rallentamento dello sviluppo dellAIDS nei pazienti con infezione da HIV-1. Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, ha come obiettivo primario quello di trovare nuovi e migliori metodi di trattamento, nonch misure preventive atte a combattere il virus dellHIV e quindi lo sviluppo dellAIDS. Il tipo pi comune di virus che provoca lAIDS, lHIV-1, risultato essere meno aggressivo quando infetta un paziente gi portatore del virus HIV2. Lo studio ha esaminato proprio lo sviluppo della malattia in pazienti con infezione da questi due virus. Secondo il prof. Joakim Esbjrnsson, virologo dellUniversit di Lund, il tempo impiegato per sviluppare lAIDS stato pi lungo del 50% per pazienti con infezione da HIV-1 e 2 rispetto a quello portatori del solo virus HIV-1. Questo, secondo i ricercatori, permetterebbe di studiare ed individuare nuovi e significativi approcci nella lotta allAIDS. Lo studio durato oltre 20 anni e basatosi su un controllo e una ricerca costante sui pazienti infetti durante tutto il decorso della malattia, ha infatti permesso di analizzarne lo sviluppo nel tempo. Dallanalisi emerso che la chiave di volta risiede nella diversit genetica del virus HIV-1. E noto infatti che diversi ceppi del virus coesistono nel corso dellinfezione e che la differenza genetica tra loro aumenta sempre pi con il progredire della malattia. Tale differenza genetica risultata essere pi bassa nelle prime fasi della malattia in quei pazienti con una doppia infezione, rispetto a pazienti con la sola infezione da HIV-1. Ci, secondo i ricercatori, suggerisce che lHIV-2 in grado di attivare delle reazioni cellulari che controllano lo sviluppo dellAIDS e lo studio approfondito di tali meccanismi potrebbe fornire informazioni su come rallentare lo sviluppo della malattia.

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Diagnosi, Clinica e Terapia

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MDMA, a rischio lapprendimento cognitivo


Craig R. Cohen et al Bacterial Vaginosis Associated with Increased Risk of Female-to-Male HIV-1 Transmission: A Prospective Cohort Analysis among African Couples PLoS Med 9(6): e1001251. doi:10.1371/journal.pmed.1001251

MDMA (3,4-Metilendiossimetamfetamina), comunemente denominata ecstasy, una droga psicostimolante molto popolare fra i giovani. In Europa il consumo di MDMA diffuso elevato soprattutto tra i giovani di et compresa tra i 15 e i 34 anni, con tassi molto elevati nel Regno Unito. Tale sostanza, che agisce principalmente sul sistema nervoso centrale, ritenuta altamente neurotossica portando ad una forte diminuzione della serotonina nel tessuto celebrale. Questo studio di coorte prospettico, condotto da un gruppo di ricercatori dellUniversit di Colonia, ha come obiettivo primario quello di valutare la relazione esistente tra linizio del consumo di MDMA e le conseguenti performance cognitive di 149 soggetti che, al momento della compilazione di un questionario e a seguito dellintervista, non presentavano alcun disturbo fisico, neurologico o psichiatrico e non avevano mai assunto MDMA (o avevano assunto al massimo 5 compresse nella vita) ma che erano intenzionati a consumare la sostanza nel futuro. Degli iniziali 149 partecipanti, 109 (72 maschi e 37 femmine) hanno partecipato ad una seconda valutazione dopo 12 mesi. Durante questo periodo, solo 43 soggetti non hanno utilizzato nessun altra sostanza illecita a parte la cannabis e 23 soggetti hanno consumato pi di 10 pillole di MDMA. Dallanalisi, volta ad esaminare la natura dei deficit cognitivi nei nuovi consumatori di ecstasy nel giro di un anno, emerso dunque che esistono deficit significativi di apprendimento in test di associazione visiva nei consumatori di MDMA. I ricercatori sono dunque convinti che lMDMA metta in serio pericolo lapprendimento cognitivo, evidenziando il problema delle disfunzioni serotoninergiche nella regione dellippocampo come grave conseguenza delluso di MDMA.

Epidemiologia

Aumento demografico e consumo di marijuana, uno studio americano


Richard Miech, Stephen Koester, Trends in U.S., past-year marijuana use from 1985 to 2009: An ageperiodcohort analysis: Drug and Alcohol Dependence 124 (2012) 259-267

n America stato effettuato uno studio di coorte dal 1985 al 2009 sulluso della sostanza marijuana in quegli anni Lo studio stato effettuato mediante interviste condotte per massimizzare la validit delle risposte con lo scopo di ridurre al minimo gli errori dei rispondenti. Per questo studio sono stati selezionati 777.242 soggetti di et compresa tra i 15 e i 64 anni di tre razze diverse americani bianchi, afro americani ed ispanici; il tasso di risposta stato superiore all80%. Larticolo ha mostrato tre tipi di effetti leffetto di coorte, leffetto del periodo e leffetto per fasce di et per uso di marijuana negli anni passati divisi per genere. I risultati evidenziano che per leffetto di coorte il consumo di marijuana aumentato negli anni 1945 -1964 definiti come anni del boom demografico; diminuendo poi per le coorti successive per gli uomini, mentre per le donne il fenomeno non diminuisce per tutti i periodi successivi. Considerando linfluenza della coorte di nascita, lo studio ha evidenziato che per i rispondenti nati tra il 1955 e il 1959 linfluenza era di circa il doppio di quello di tutte le altre coorti combinate (LB= 2,10 e UP= 2,20). Gli studiosi hanno affermato che i risultati che indicano l aumento delluso di marijuana rispetto agli anni precedenti vale in generale per tutte le coorti di nascita e solo per alcune specifiche fasce di et; per esempio per quelle di et pi giovani (per i maschi la fascia di et pi interessata 20 -24 anni con un OR pari a 1,45, mentre per le femmine la fascia di et pi interessata 15 19 anni con un OR pari 1,74 ). Una importante scoperta della ricerca che la distribuzione delluso di marijuana negli anni esaminati differisce da razza e etnia, in particolare per gi ispanici in cui, la prevalenza pi alta di consumo della marijuana non si rilevata negli anni del boom demografico come si osserva per la razza bianca o per gli afro americani ma negli anni che variano tra il 1985 e 1989 con un OR pari a 0.491. Gli autori concludono che per gli anni a venire importante che le strategie e le politiche di prevenzione siano indirizzate ad evitare il consumo della sostanza cos come avvenuto negli anni del boom demografico.

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Epidemiologia

Cannabis, alcol e tabacco spingono allautolesionismo


Robert J. Tait, Self-harm, Substance Use and Psychological Distress in the Australian General Population (1999-2010) Addiction,2012

Alcol al volante, la Germania conta le sue vittime


Timo Stubig et Al, Alcohol intoxication in road traffic accidents leads to higher impact speed difference, higher ISS and MAIS, and higher preclinical mortality, Elsevier, article in press

autolesionismo comprende una vasta gamma di comportamenti, quelli pi comuni sono: provocarsi lesioni tramite tagli, sbattere la testa e gli arti o prendere dosi eccessivi di farmaci. Lo scopo dello studio stato quello di analizzare quali fattori possono essere considerati come predittivi di tale comportamento, in particolare luso di sostanze stupefacenti. La ricerca iniziata nel 1999 e ha incluso nel sondaggio giovani adulti che vivevano nel territorio australiano. Le le persone coinvolte sono state intervistate ogni quattro anni. Le prime nel periodo 1999-2002, le seconde nel periodo 2003-2006 e le terze nel periodo 2007-2010. La ricerca ha posto particolare attenzione ai soggetti con et compresa tra 20-24 anni e 40-44 anni, in quanto stato possibile su questi target ottenere informazioni riguardo al consumo di sostanze illecite. Nellultimo periodo citato (2007-2010), il numero dei partecipanti stato pari a 4160; la prevalenza di autolesionismo nellultimo anno tra coloro che hanno 20-24 anni risultava essere pari al 12,3%, mentre per quelli con et 40-44 anni di 4,6%. Valutando invece, la prevalenza nel suo complesso, si ottenuto un valore dell8,2%. In particolare, dai risultati dellanalisi multivariata si evidenziato che tra i vari fattori predittivi di autolesionismo ci sono: il consumo abituale di fumo, quello di marijuana e bere alcolici tanto da causare dipendenza. Gli autori concludono che i risultai di questo studio potrebbero essere considerati una valida guida per identificare tutte quelle persone a rischio di comportamento autolesionistico, attivando delle strategie di prevenzione mirate alla riduzione dei principali di fattori di pericolo per la popolazione.

o studio condotto dalla Scuola Medica di Hannover in Germania ha preso in esame 37.635 soggetti coinvolti in incidenti stradali , nel periodo 1999-2010, per valutare la connessione tra uso ed abuso di sostanze alcoliche e gravit degli incidenti. Pi del 55% dei soggetti (20.741) rimasto ferito, tra questi sono stati sottoposto ad etilometro l8,5% circa (1.769) con riscontri positivi al test nel 46,5% dei casi (823) . Il campione dei testati era per il 62% di genere maschile ma da evidenziare che la percentuale tra i positivi allalcol test sale all89% denotando un fenomeno pi legato agli uomini che alle donne. I risultati pi interessanti sono legati al tasso di mortalit e allindice di gravit dei soggetti feriti (injury severity score - ISS); per quel che concerne la mortalit mediamente il 2,3% dei feriti deceduto ma il tasso il doppio (4,6%) nel caso di Blood Alcohol Concentrations (BAC) positivo ovvero maggiore/uguale 0,01g %. I feriti molti gravi, con punteggio ISS superiore a 40 erano mediamente il 2,5% ma la percentuale saliva a quasi il doppio, 4,7% tra i positivi al BAC, il fenomeno si riscontra in misura significativa anche nelle classi con punteggio 25-40 (0,7% vs 1,9% ), 16-24 (1,4 vs 3,4% ) e 9-15 (5,5% vs 9,5%) faceva ovviamente eccezione la fascia dei feriti pi lievi, 1-8 (84,4% vs 73%) . Lo studio si poi soffermato sulla velocit del mezzo condotto al momento dellimpatto e la correlazione con la positivit al BAC, in tutti i casi ad eccezione delle motociclette si riscontrato che i soggetti sotto gli effetti dellalcol andavano pi velocemente di quelli sobri. La ricerca presenta alcuni limiti, in particolare dovuti alla legislazione tedesca che in caso di non assenso del soggetto coinvolto nellincidente deve ricorrere ad unordinanza giudiziale per effettuare il test, limitando quindi la portata e qualit dellanalisi.

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Epidemiologia

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L alcol in gravidanza danneggia la crescita dei bambini


Devon Kuehn, Sofa Aros, et al: A Prospective Cohort Study of the Prevalence of Growth, Facial, and Central Nervous System Abnormalities in Children with Heavy Prenatal Alcohol Exposure. Alcholism:clinical&experimental research,2012

o studio, eseguito in Cile, ha analizzato una coorte di donne in gravidanza che mostravano segni abuso di alcol e ha seguito i bambini lungo un periodo di 8 anni per valutare le conseguenze dellesposizione allalcol in periodo prenatale. Sono state selezionate 101 donne che abusavano di alcol nel periodo successivo il concepimento (non meno di 4 drink per un minimo di 48gr. di alcol pro die) e un gruppo di controllo di 101 donne non bevitrici. Analogamente sono stati seguiti 101 bambini nati da donne alcol dipendenti (esposti allalcol) e 101 bambini non esposti. I bambini, dopo una visita alla nascita sono stati monitorati semestralmente fino ai 3 anni e annualmente fino al compimento dellottavo anno. Lobiettivo stato quello di valutare la correlazione tra abuso di alcol in gravidanza e anomalie alla nascita o sopravvenute. Al termine dello studio prospettico sono stati raccolti dati di 89 bambini esposti e 96 non esposti. Nonostante sia nota la correlazione tra consumo di alcol

e sindrome acolico fetale (con basso peso alla nascita, dismorfie facciali, danni al sistema nervoso centrale), lo studio ha dimostrato che se alla nascita il 44% dei bambini esposti presentava almeno unanomalia contro il 13,6% dei non esposti, la percentuale saliva all80% alla fine del periodo di analisi mostrando altamente frequenti anomalie del sistema nervoso centrale quali difficolt di linguaggio, deficit di attenzione, disturbi nel comportamento. I danni del sistema nervoso centrale quindi sono apparsi particolarmente correlati con lesposizione prenatale allalcol e riscontrabili anche nei bambini che alla nascita non mostravano la sintomatologia della sindrome alcolico fetale. Vista la rilevanza del problema secondo I ricercatori appare necessario approfondire gli studi anche analizzando loutcome sui figli di mamme che abusano di alcol unito a quello legato al consumo di sostanze stupefacenti.

Farmacologia e Tossicologia

Lefficacia dellenzima DM-CocE contro la tossicit della cocaina


R.L. Brima, K.R. Noona, J. Nicholsa, et al: Evaluation of the hydrolytic activity of a long-acting mutant bacterial cocaine in the presence of commonly co-administered drugs Drug And Alcohol Dependence, December 2011, vol.119 num.3, pp.224-228

a diffusione delluso di cocaina rappresenta un problema rilevante negli Stati Uniti. Per la sua tossicit non esiste alcuna farmacoterapia approvata dalla Food and Drug Administration e per questo viene correntemente trattata solo controllandone i sintomi, con una selezione di farmaci spesso difficile e controversa. Inoltre, noto che la cocaina viene generalmente assunta insieme ad altre sostanze, prima fra tutte lalcol. In base a queste premesse, un gruppo di studiosi statunitensi ha sviluppato un enzima, nello specifico una cocaina esterasi batterica (DM-CocE stabilizzata) che mantiene lattivit idrolitica dellesterasi non modificata geneticamente, scindendo rapidamente la cocaina in metaboliti inattivi e prevenendone in questo modo la tossicit. Per promuovere il DM-CocE per luso clinico, i ricercatori

hanno esaminato se la sua attivit veniva alterata o meno da alcune droghe spesso assunte insieme alla cocaina, come alcol, nicotina, morfina, fenciclidina, chetamina, metamfetamina, naltrexone, naloxone o midazolam. Dai risultati emerso che nessuna delle sostanze esaminate in associazione alla cocaina hanno alterato lidrolisi della cocaina indotta dal DM-CocE. Tuttavia, il diazepam, in concentrazioni molto elevate, ha rallentato significativamente questo processo. Il DM-CocE, dunque, non risulta avere significative interazioni con altre droghe, a eccezione del diazepam e, concludono gli autori dello studio, ci motivo di ulteriori studi sulla potenziale progressione dellenzima DM-CocE verso luso clinico come farmacoterapia per la tossicit della cocaina.

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Farmacologia e Tossicologia

Alcol: la caffeina non aiuta a smaltire la sbornia


A.S. Attwood, P.J. Rogers, A.F. Ataya, S. Adams, M.R. Munaf, Effects of caffeine on alcohol-related changes in behavioural control and perceived intoxication in light caffeine consumers, Psychopharmacology, published online December 17, 2011

a caffeina viene spesso considerata come un mezzo per smaltire la sbornia e i bevitori utilizzano la caffeina proprio con lo scopo di attenuare lintossicazione da alcol. La combinazione di bevande alcoliche e caffeina stata quindi associata con il rischio di disturbi correlati al consumo di alcol. Date queste premesse, un team di ricercatori britannici ha voluto esaminare gli effetti combinati dellalcol e della caffeina sul controllo del comportamento relativo allassunzione di alcol e sulla percezione dellintossicazione in consumatori di piccole dosi di caffeina e che non assumevano alcol da dodici ore. I 28 partecipanti, divisi al 50% tra uomini e donne di et compresa tra i 18 e i 40 anni, hanno completato quattro sessioni in cui hanno consumato, in ordine casuale, una bevanda placebo, una bevanda alcolica, una a base di caffeina e una che conteneva sia alcol che caffeina. Hanno quindi risposto a domande relative allumore, alla percezione dellintossicazione, allo stato di ansia e al desiderio di alcol prima e dopo una batteria di esercizi comprendenti misure di controllo del comportamento e tempi di reazione a stimoli vari. E emerso che la caffeina ha attenuato i deficit correlati al consumo di alcol nelle perfomance in cui bisognava fermarsi in un momento preciso mentre non ha prodotto effetti sui deficit nelle perfomance in test di inibizione e controllo degli impulsi. La caffeina inoltre sembrerebbe non aver influenzato cambiamenti assoluti nella percezione dellintossicazione ma si pensa che potrebbe aver cambiato la natura dellintossicazione con aumenti nella stimolazione. La caffeina, osservano dunque i clinici, sembra provocare un mix di effetti sullintossicazione da alcol che variano in base allattivit svolta e, attraverso un effetto di potenziamento della stimolazione la percezione dellintossicazione, le bevande contenenti alcol e caffeina indurrebbero i bevitori a consumare alcol pi a lungo.

Adolescenti: alcol assunto insieme allecstasy provoca effetti neurocomportamentali di lungo periodo
C. Ros-Sim, J. Ruiz-Medina, O. Valverde, Behavioural and neuroinflammatory effects of the combination of binge ethanol and MDMA in mice, Psychopharmacology, published online December 6, 2011

l binge drinking una modalit di assunzione dellalcol molto comune tra i giovani, in particolare adolescenti e giovani adulti, e viene identificato con lassunzione di almeno cinque unit di alcol in una singola occasione. I binge drinkers sono particolarmente suscettibili ai danni cerebrali, dovuti a processi infiammatori che causano conseguenze neurocomportamentali di lunga durata, danni aggravati soprattutto quando lalcol viene assunto in combinazione con altre sostanze, in particolare lMDMA (meglio noto come ecstasy). Una ricerca di laboratorio realizzata in Spagna ha valutato le conseguenze comportamentali del binge drinking, sia nei casi di assunzione di alcol da solo che in combinazione con

lMDMA. Gli autori dello studio hanno inoltre approfondito gli effetti del consumo combinato di queste due sostanze sulla neuroinfiammazione. Per lo studio sono stati utilizzati topi adolescenti ai quali sono stati somministrati MDMA ed etanolo da soli e in combinazione. Gli animali sono stati monitorati su vari parametri quali corporea, attivit locomotoria, coordinazione motoria, senso di ansia e comportamento disperato, valutati 48, 72 ore e sette giorni dopo la somministrazione. Dai risultati emerso che lipertermia osservata nei topi trattati con MDMA stata abolita dalla pre-esposizione alletanolo. I topi trattati con MDMA ed etanolo hanno mostrato una minore attivit locomotoria mentre quelli che hanno assunto solo

etanolo hanno evidenziato un indebolimento della coordinazione motoria e un accresciuto comportamento di disperazione (sintomo depressivo). Lansia comparsa solo negli esemplari trattati con entrambe le sostanze. Al contrario, la neuroinfiammazione stata riscontrata maggiormente negli esemplari trattati solo con MDMA. Lassunzione combinata da parte degli adolescenti di etanolo ed MDMA, concludono i ricercatori, aumenta dunque i cambiamenti neurocomportamentali indotti dallassunzione di ognuna di questa sostanze singolarmente e dimostrano che, concludono gli autori, gli effetti sul comportamento possono persistere per lunghi periodi.

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Farmacologia e Tossicologia

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Alcol: il forte consumo riduce la percezione degli effetti ed espone al rischio di alcolismo
J.M. Gilman, V.A. Ramchandani, T. Crouss, D.W. Hommer, Subjective and Neural Responses to Intravenous Alcohol in Young Adults with Light and Heavy Drinking Patterns, Neuropsychopharmachology, 2012, vol. 37, pp.467-477

l pesante consumo di alcol in giovent un fattore di rischio per lo sviluppo di seri disturbi legati alluso di alcol in et adulta. La ricerca ha mostrato che le differenze individuali nelle risposte soggettive allalcol possono influenzare la vulnerabilit degli individui allo sviluppo dellalcolismo. Studi di comparazione tra le risposta soggettiva e quella oggettiva allalcol tra bevitori leggeri e pesanti, tuttavia, non hanno ancora chiarito le risposte neurali allalcol in questi gruppi non sono state caratterizzate. I ricercatori dellHatfield Clinical Research Center di Bethesda hanno realizzato uno studio comparando le immagini della risonanza magnetica e le risposte soggettive alla somministrazione endovenosa di etanolo al 6%, su un campione di 28 uomini: 14 forti bevitori (consumatori di un minimo di 20 e un massimo di 40 bevande alcoliche a settimana) e 14 bevitori leggeri (consumatori da 1 a 14 bevande alcoliche a settimana). Durante la scansione fMRI

del cervello, sono stati proposti stimoli emozionali per misurare come le emozioni modulino gli effetti dellalcol sul circuito della ricompensa in specifiche aree cerebrali. E stato riscontrato che, a concentrazioni equivalenti di alcol nel sangue, i forti bevitori hanno riportato effetti soggettivi inferiori rispetto ai bevitori leggeri. Lalcol ha attivato significativamente il nucleus accumbens di questi ultimi ma non dei forti bevitori. Lo studio mostra dunque che i forti bevitori non solo hanno una ridotta percezione soggettiva degli effetti dellalcol ma mostrano anche una attenuata risposta allalcol nel sistema della ricompensa. I risultati, concludono dunque gli autori, indicano che la ridotta risposta soggettiva e neurale allalcol nei forti bevitori potrebbe essere indicativa sia dello sviluppo della tolleranza allalcol che di una pre-esistente diminuita sensibilit agli effetti dellalcol, inducendo a berne grandi quantit per raggiungere gli effetti ricercati.

Neuroscienze

N-acetilcisteina: un aminoacido contro la dipendenza da cocaina


Lianne Schmaal, Dick J Veltman, et al : Cocaine-Dependent Patients: A Randomized Crossover Magnetic Resonance Spectroscopy Study. Neuropsychopharmacology (2012)

aminoacido N-acetilcisteina (NAC) sembra ristabilire le disfunzioni associate allassunzione di cocaina nella trasmissione del glutammato (Glu). LUniversita di Amsterdam ha da poco pubblicato i risultati ottenuti da uno studio con Spettroscopia di Risonanza Magnetica (1H-MRS) dopo somministrazione dellaminoacido NAC in soggetti dipendenti dalla cocaina. I ricercatori hanno investigato i cambiamenti del neurotrasmettitore Glu nella corteccia cingolata anteriore dorsale (dACC) dopo una singoladose di NAC in un gruppo di 8 cocainomani e 14 soggetti di controllo non assuntori. Il protocollo di studio, randomizzato e cross-over, ha previsto 2 sessioni di studio per ciascun partecipante: una in cui non veniva somministrato alcun componente e laltra con somministrazione di 2400 mg di NAC. Poiche alti valori di Glu si associano a una forte impulsivita, per misurare la correlazione tra impulsivita e livello di Glu nella dACC sono inoltre stati considerati i punteggi al test Barratt Impulsiveness Scale. I risultati mostrano che nei cocainomani i livelli di Glu, e di conseguenza il grado di impulsivita, sono risultati ridotti solo dopo la somministrazione di NAC. Il NAC, riducendo i livelli di Glu aumentati dal consumo di cocaina, sembrerebbe dunque in grado di ridurre il desiderio della droga. Gli effetti benefici del NAC sulla normalizzazione del Glu nella dipendenza da cocaina si riflettono pertanto anche sulla riduzione della vulnerabilit alle recidive nei tossicodipendenti. Ci potrebbe costituire un meccanismo farmacologico completamente nuovo per il trattamento della dipendenza da cocaina e forse anche di altre dipendenze.

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Neuroscienze

Il nucleo accunbens a rischio per colpa dell alcol


Vincent N. Marty, Igor Spigelman: Effects of alcohol on the membrane excitability and synaptic transmission of medium spiny neurons in the nucleus accumbens Alcohol 46 (2012)

esposizione cronica allalcol accompagnata da frequenti periodi di astinenza, causa profonde alterazioni nel sistema di gratificazione cerebrale e marcati cambiamenti nei meccanismi di rinforzo e negli stati motivazionali dellindividuo. Tra le strutture cerebrali, il nucleo accumbens (NAc) rappresenta unarea particolarmente coinvolta nei fenomeni neuro-adattivi indotti dalla ricerca compulsiva di alcol, poich si delinea come la pi importante componente del sistema di gratificazione cerebrale. Alcuni ricercatori americani hanno analizzato i risultati ottenuti da recenti studi sul ruolo del NAc nel mediare gli effetti comportamentali dellalcol, dimostrando come lesposizione acuta e cronica alletanolo altera le propriet di conduzione elettrica delle membrane plasmatiche nel sistema di gratificazione cerebrale. In sintesi, lalcol produce nel NAc una disregolazione della trasmissione pre e post-sinaptica dei neurotrasmettitori glutammato e GABA. Queste anomalie rappresentano dei fenomeni di neuro-adattamento cerebrale a lungo termine, molto probabilmente causa delle frequenti ricadute e del craving riscontrati negli alcolisti. Sebbene i meccanismi coinvolti negli effetti a breve termine dellalcol siano gi stati descritti, i cambiamenti neuro-adattivi a lungo termine nel NAc durante il consumo cronico di alcol non sono ancora del tutto chiari. Proprio questi fenomeni neuro-adattivi sembrano contribuire alla suscettibilit dellalcolista al craving e alla conseguente ricerca di nuova sostanza. Studi mirati sul coinvolgimento delle diverse regioni del NAc nellalcol-dipendenza sarebbero necessari per meglio comprendere i fenomeni di neuro-adattamento cerebrale e per lo sviluppo di componenti farmacologiche efficaci a ridurre il comportamento assuntivo di alcol e le ricadute, anche dopo lunghi periodi di astinenza.

Astinenza da eroina: alto rischio di ricadute a causa del craving


Qiang Li, Yarong Wang, Yi Zhang, Wei Li, et al:Craving correlates with mesolimbic responses to heroin-related cues in short-term abstinence from heroin: an event-related fMRI study, Brain Research, June 2012

li stimoli in grado di evocare il craving nei tossicodipendenti rappresentano un fattore di rischio nel favorire limpulso a nuova assunzione di droga. Per questo motivo, diversi studi di neuroimmagine hanno utilizzato dei paradigmi cognitivi con stimoli in grado di evocare il craving, per studiare i correlati neuronali del cervello di persone che assumono droga. Un recente studio cinese ha condotto una ricerca su 44 individui dipendenti da eroina (in astinenza da poco tempo) e 20 soggetti di controllo non assuntori. stato utilizzato un paradigma con costrutto evento-relato durante una scansione di risonanza magnetica funzionale (fMRI) ed analisi della variazione del segnale BOLD durante la visione di stimoli droga-relati. I risultati hanno riportato, nei soggetti eroinomani, un significativo aumento del craving dopo la visione degli stimoli evocativi. Il diretto confronto tra i due gruppi mostra che lattivazione cerebrale durante la visione di stimoli legati alluso di eroina (24 immagini di preparazione e iniezione della sostanza), rispetto alla visione di stimoli neutri (immagini di oggetti duso comune), era significativamente maggiore negli eroinomani in aree come il nucleo accumbens bilaterale (NAc), il caudato, il putamen, lamigdala, lippocampo/ paraippocampo, la corteccia cingolata media, la corteccia prefrontale dorso laterale (DLPFC), la corteccia orbito frontale (OFC), il giro frontale medio (MeFG), il tronco encefalico, il talamo, la corteccia cingolata anteriore sinistra (ACC), la corteccia cingolata posteriore (PCC) e il giro sub-callosale. La durata dellastinenza risultata inoltre correlare positivamente con lattivazione cerebrale nel nucleo caudato sinistro e nel giro paraippocampale destro. In conclusione, lutilizzo di paradigmi con stimoli evocativi per luso di eroina aumentano significativamente la risposta neurale nel sistema dopaminergico mesolimbico (DA) e nella corteccia prefrontale (PFC), inducendo un aumento del craving nei soggetti eroinomani da poco astinenti. I risultati dello studio sottolineano quindi lalta vulnerabilit di questi individui alle ricadute, durante periodi di astinenza troppo brevi, con elevata possibilit di nuova assunzione di eroina per il craving scatenato da stimoli ambientali.

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Neuroscienze

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Esposizione prenatale alla nicotina, problemi alimentari ed obesit


Hui Chen, Sonia Saad,Shaun L. Sandow, Paul P. Bertrand Cigarette Smoking and Brain Regulation of Energy Homeostasis. Front Pharmacol. 2012; 3: 147. doi: 10.3389/fphar.2012.00147

a nicotina ha un devastante impatto sullo sviluppo del cervello durante la gestazione poich attraversa facilmente la barriera ematoencefalica del feto attraverso la placenta. Nel nascituro si manifestano i sintomi di astinenza gi alla nascita, con un aumento dei segnali di stress a causa di una disregolazione nel sistema ormonale ipotalamo-ipofisi-surrenale. Il fumo durante la gestazione altera la via di controllo omeostatico nel cervello del feto, alterando lespressione di alcuni geni (NPY e POMC) regolatori dellappetito, a livello del nucleo arcuato nellipotalamo. A tale livello, la nicotina agisce su un importante ormone che ha un ruolo nella regolazione dellappetito e del metabolismo, la leptina. La leptina favorisce lo sviluppo dei neuroni e delle connessioni neurali tra i nuclei ipotalamici ed quindi coinvolta nella regolazione dellappetito nei primi mesi di vita. Nei neonati con esposizione prenatale alla nicotina stata riscontrata una riduzione della concentrazione plasmatica di leptina. Questo stato potrebbe portare ad unaumentata produzione di catecolamine con lipolisi e perdita di peso nel nascituro. La ridotta produzione di leptina potrebbe interrompere lo sviluppo dei neuroni responsabili del controllo omeostatico. Il bambino potrebbe manifestare in et adulta deficit del comportamento alimentare. Si ipotizza infatti che i bambini con esposizione prenatale alla nicotina sviluppino un alterato sistema di gratificazione e deficit del controllo dellenergia omeostatica, con preferenza per cibi spazzatura e predisposizione allobesit in et adulta. Lesposizione prenatale alla nicotina e stata spesso associata a problemi comportamentali di tipo sociale, come liperattivit e i deficit dattenzione. Nuove ipotesi suggeriscono che i cambiamenti indotti dal fumo nel sistema di gratificazione cerebrale gi a livello prenatale, possono predisporre il nascituro allo sviluppo di problemi nel comportamento alimentare.

Consumo di metamfetamine e perdita del lavoro, colpa dei deficit cognitivi


Erica Weber, Kaitlin Blackstone et al: Neurocognitive deficits are associated with unemployment in chronic methamphetamine users Drug and Alcohol Dependence, 2012

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ono questi i risultati a cui sono giunti alcuni ricercatori dellUniversit della California (San Diego, USA) in uno studio che ha coinvolto 63 consumatori cronici di metamfetamina (MA) e 47 soggetti di controllo non consumatori. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a test per la valutazione delle abilit neurocognitive e dello stato di salute (fisica e mentale). Sono stati considerati solo gli individui senza patologie neurologiche, infezione da HIV o patologie che potessero introdurre variabili confondenti nel confronto tra i 2

gruppi. Le analisi di regressione hanno dimostrato che i soggetti dipendenti da MA manifestano importanti deficit nel funzionamento neurocognitivo globale correlato ad un significativo e definito status di disoccupazione. In particolare, la condizione di disoccupazione risultata collegata alla assunzione intravenosa della droga. Le alterazioni delle funzioni cognitive causate dalla MA coinvolgono le funzioni esecutive, lapprendimento, la fluenza verbale e la memoria di lavoro. Queste funzioni, poich danneggiate, non permettono al consumatore di MA di conseguire e mantenere il posto di lavoro, in quanto vengono compromesse le abilit mentali necessarie allapprendimento, alla memorizzazione e alla capacit decisionale. I risultati dello studio indicano, infatti, che i deficit neurocognitivi derivanti dalluso di MA giocano un ruolo significativo nellalto tasso di disoccupazione delle persone che fanno uso cronico della droga, sottolineando la necessit di programmi riabilitativi specifici per le abilit cognitive alterate e piani di supporto per il mantenimento del posto di lavoro.

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Prevenzione

Fumo: pi neonati morti e figli con deficit di attenzione per le fumatrici


Brian J. Piper, Ph.D.,1 & Selena M. Corbett, Executive Function Profile in the Offspring of Women That Smoked During Pregnancy, Nicotine and Tobacco Research, First published online: October 29, 2011

e conseguenze avverse del fumo di sigarette sullandamento della gravidanza e sulla salute dei neonati sono ben note cos come gli aumenti, causati dallesposizione alla nicotina, del rischio di nascite di bambini morti, sottopeso o con circonferenza cranica ridotta e di sindrome della morte improvvisa. Di contro, si sa relativamente poco degli effetti di lungo termine della nicotina sulla funzione neurocomportamentale e sulla possibilit che i figli di donne che hanno fumato in gravidanza siano affetti dal deficit di attenzione e dal disturbo di iperattivit. Due studiosi statunitensi hanno quindi realizzato una ricerca, su un campione di 357 madri di figli di et compresa tra i 5 e i 18 anni, per comprendere se la prole di madri fumatrici mostri anomalie nelle valutazioni materne della funzione esecutiva, nella prevalenza di deficit dellattenzione e disturbo di iperattivit e nelle perfomance scolastiche. Le partecipanti alla ricerca hanno compilato il questionario Behavioral Rating Inventory of Executive Function (BRIEF), somministrato per via informatica, fornendo informazioni riguardo alle loro abitudini di fumo durante la gravidanza e una valutazione relativa alle funzioni neurocomportamentali e alle perfomance scolastiche dei loro figli. Dallanalisi dei dati raccolti, emerso che le donne che hanno fumato durante la gravidanza risultano essere pi povere, meno istruite, pi giovani e con maggiori probabilit di consumare droghe cos come di partorire prematuramente. I disturbi di iperattivit e il deficit dattenzione sono risultati pi frequenti nei figli di donne che fumavano almeno dieci sigarette. I bambini esposti alla nicotina hanno inoltre mostrato il doppio delle probabilit di avere peggiori perfomance in matematica e lettura rispetto ai loro coetanei non esposti. Risultati scolastici indipendenti dal livello di studio delle madri.

Alcol: divieti di consumo nei luoghi pubblici e incidenti stradali. Uno studio australiano
A. Pennay, R. Room, Prohibiting public drinking in urban public spaces: A review of the evidence, Drugs: education, prevention and policy, April 2012, vol.19-issue 2, pp.91-101

divieti di consumo di alcol nei luoghi pubblici sono molto diffusi nei paesi anglofoni. Una ricerca effettuata presso il Centre for Alcohol Policy Research di Melbourne (Australia) ha analizzato le valutazioni sociali dei divieti di consumare alcolici per strada, aggiungendo con una panoramica per comprendere lefficacia di queste leggi nel ridurre gli incidenti alcol-correlati e nel portare benefici alla comunit. Per lo studio sono state effettuate 16 valutazioni in 13 differenti localit, del Regno Unito, dellAustralia e della Nuova Zelanda, e sono state individuate nove aree tematiche sulle quali stata fatta lanalisi. Dai risultati emerso che i divieti di bere per strada spesso impattano negativamente sui gruppi marginalizzati, come i senzatetto, provocano sbilanciamenti. Se per applicati in mondo coerente i divieti, migliorano la percezione di sicurezza e accrescono la percezione di vivere in un ambiente confortevole quando sono sostenuti anche dalle forze dellordine, dai negozianti e possono essere di supporto alle persone pi anziane. Lo studio evidenzia che non ancora del tutto chiaro se questi divieti riducano effettivamente il consumo di alcol in pubblico e gli incidenti alcol correlati. Tuttavia, concludono gli autori, sono necessarie valutazioni pi rigorose sia sullefficacia che sullimpatto di questi divieti che continuano a proliferare in Australia e in altri paesi occidentali.

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Prevenzione

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Alcol e droghe: in Australia, programmi dinformazione mirati agli studenti per ridurre il rischio
R. Midford, H. Cahill, R. Ramsden et al., Alcohol prevention: What can be expected of a harm reduction focused school drug education programme?, Drugs: education, prevention and policy, April 2012, vol.19-issue2, pp.102-110

n Australia, come nella maggior parte dei paesi occidentali, lalcol ampiamente consumato e l82,9% della popolazione, dai 14 anni in su, ha consumato almeno un drink alcolico negli ultimi 12 mesi. Pochi giovani tra i 14 e i 29 anni bevono quanto persone pi grandi, ciononostante il picco relativo ai rischi di breve durata si registra tra i 18 e i 19 anni, pi tra le ragazze (46%) che tra i ragazzi (43,7%). Uno studio pilota, effettuato presso alcuni istituti superiori di Vittoria, ha tentato di chiarire quali benefici si possano ottenere, nellambito della prevenzione delluso di alcol e droghe, attraverso interventi di riduzione del rischio. La ricerca ha coinvolto una coorte di 225 studenti inseriti in tre interventi effettuati in altrettante scuole superiori e 93 studenti inseriti in un intervento di controllo. Ai ragazzi dei gruppi di intervento, stato proposto un programma di

educazione contro le droghe realizzato in classe, basato sullevidenza dellefficacia pratica e pensato per ridurre il rischio di consumo di alcol e altre droghe. Gli studenti del gruppo di controllo hanno invece ricevuto le nozioni di educazione contro le droghe previste dai programmi scolastici. Gli studenti inseriti nei programmi di intervento sono risultati meglio informati riguardo ai quesiti relativi alluso di droga, pi comunicativi con i proprio genitori riguardo allalcol. Inoltre, questi ragazzi bevono e si ubriacano meno e hanno meno disturbi legati allalcol sebbene non siano meno esposti al rischio di bere. I risultati della ricerca, osservano gli autori, sono coerenti con altri che hanno dimostrato come leducazione scolastica volta alla riduzione del danno possa essere efficace nel ridurre il consumo di alcol e droghe, il rischio e i danni correlati a questultimo.

HIV: considerare lintera gamma dei comportamenti a rischio, un efficace approccio preventivo
D.R. Holtgrave, C. Maulsby, L. Wehrmeyer, H.I. Hall, Behavioral Factors in Assessing Impact of HIV Treatment as Prevention, Aids and Behavior, 2012, vol.16-n.5, pp.1085-1091

econdo la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health statunitense, gli obiettivi della prevenzione dellHIV andrebbero definiti meglio e gli operatori del settore dovrebbero disporre di pi analisi e essere messi in condizione di comprendere meglio linterrelazione tra i comportamenti a rischio, laccesso al trattamento e il successo di questultimo per quanti hanno contratto il virus. Il National Institutes of Health ha recentemente riportato un importante passo avanti nella lotta allHIV grazie al trattamento dei malati di HIV con la terapia antiretrovirale, cosiddetta terapia come prevenzione, che potrebbe ridurre fino al 96% il rischio di trasmissione del virus ai partner eterosessuali. I ricercatori della Johns Hopkins hanno evidenziato tuttavia il ruolo critico che i comportamenti a rischio hanno nel determinare, in ultima analisi, limpatto del trattamento utilizzato a scopo preventivo e hanno identificato tre gruppi di individui allinterno della popolazione considerata a rischio: coloro che non sanno di essere sieropositivi, coloro che sanno di esserlo e non hanno comportamenti a rischio e coloro che pur sapendolo mantengono comportamenti a rischio. Per ciascuno di questi gruppi, i ricercatori hanno individuato lapproccio migliore: test e avvicinamento alla cura, trattamento come prevenzione e/o trattamento come assistenza clinica. Limpatto che il trattamento come prevenzione potrebbe avere sulla diffusione dellHIV dipende infatti da quanto questo approccio sia adatto a ciascuno di questi tre gruppi. Il contesto descritto, sottolineano gli autori dello studio, aiuta dunque ad avvicinarsi alla prevenzione complementare nella quale gli interventi migliori sono orientati in base agli specifici bisogni clinici dei pazienti e alla necessit di salute pubblica di evitare nuove infezioni. La prevenzione dellHIV necessita dunque, concludono i ricercatori, di un approccio sinergico che non sia semplicemente la somma di diversi interventi.

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Prevenzione

Donne e droga: programmi educativi complementari fermano luso per perdere peso
A.R. Lindsay, C.S. Warren, S.C. Velasquez, M. Lu, A gender-specific approach to improving substance abuse treatment for women: The Healthy Steps to Freedom program, Journal Of Substance Abuse Treatment, article in press

uso di droghe da parte delle donne sempre pi diffuso come ausilio per perdere peso. Per questo, gli esperti del settore ritengono sempre pi importante che i programmi di trattamento delluso di sostanze e della dipendenza comprendano anche aspetti come limmagine del corpo, il peso, i disturbi alimentari e le conoscenze relative alla salute. Uno studio realizzato presso lUniversit del Nevada ha testato lefficacia di un percorso supplementare, orientato alla salute e alla cura dellimmagine del corpo che riporta le preoccupazioni di queste ultime a proposito del peso, proposto a un gruppo di donne in trattamento per uso di sostanze, chiamato Healthy Steps to Freedom (HSF). Allo studio hanno partecipato 124 donne, selezionate presso le strutture di trattamento del Nevada del Sud, che hanno risposto a domande riguardo luso di sostanze, linsoddisfazione per il proprio corpo, i disturbi dellalimentazione, lintroiezione dellimmagine ideale e le conoscenze e i relativi comportamenti relativi alla salute, prima e dopo la partecipazione a un programma HSF di dodici settimane. I risultati hanno rivelato che lintroiezione dellimmagine ideale, linsoddisfazione riguardo al proprio corpo e i sintomi causati dai disturbi alimentari sono significativamente diminuiti in seguito alla partecipazione al programma HSF, a fronte di un aumento delle conoscenze e dei conseguenti comportamenti di salvaguardia della salute. Questi risultati suggeriscono, osservano gli autori, che linclusione dei programmi HSF nei percorsi di trattamento delluso di sostanze migliora i problemi relativi al peso nelle donne in trattamento. LHSF, concludono i ricercatori, non un programma per la perdita di peso ma per leducazione delle donne a perseguire stili di vita pi sani e obiettivi di peso pi realistici.

Strategie e Management

IV Giornata Europea della Sicurezza Stradale: obiettivo dimezzare le vittime entro il 2020
Commissione Europea - http://ec.europa.eu

n occasione della Quarta Giornata Europea della sicurezza stradale, in calendario la scorsa settimana, lUnione Europea ha pubblicato i numeri di un fenomeno che continua a destare grande preoccupazione in tutto il vecchio continente. Nel 2010 quasi il 20% dei decessi per incidente stradale ha riguardato ragazzi di et tra i 18 e i 25 anni (fascia det che risulta esser doppiamente esposta al rischio). 31.000 incidenti stradali mortali hanno coinvolto giovani di et inferiore ai 25 anni: l80% erano uomini e il 20% donne; nel 40% degli incidenti mortali era coinvolto un giovane alla guida; il 25% dei conducenti morti erano giovani: l81% uomini e il 19% donne. Sempre nel 2010 nel nostro paese sono stati registrati 211.404 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti stato pari a 4.090, quello dei feriti ammonta a 302.735. Rispetto al 2009, si riscontra una leggera diminuzione del numero degli incidenti (-1,9%) e dei feriti (-1,5%) e un calo pi consistente del numero dei morti (-3,5%). Da Bruxelles stato dunque stabilito di dedicare ledizione 2012, tenutasi lo scorso 25 luglio a Nicosia, proprio sui giovani. Preoccupanti le parole di Siim Kallas, Vicepresidente della Commissione Europea e Responsabile per i Trasporti, per cui la perdita di giovani vite sulle strade europee una tragedia di proporzioni catastrofiche. Per raggiungere lobiettivo della riduzione del 50% dei morti per incidenti stradali in Europa entro il 2020, necessario coinvolgere attivamente i giovani. Da Londra, ad Atene, da Madrid Bucarest le giovani generazioni devono essere incoraggiati a contribuire alla sicurezza stradale, ad esempio scambiando le proprie idee sulle soluzioni per il futuro.

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Strategie e Management

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La Russia mette sotto osservazione consumi, normative e pubblicit sullalcol


RIA Novisti - http://en.rian.ru

l consumo di bevande alcoliche un grave problema sociale e sanitario che investe tutti i paesi europei, anche quelli non afferenti allUnione. Il vecchio continente la regione con la pi grande percentuale di bevitori del mondo, con i pi alti livelli di consumo di alcol pro capite e con il pi alto tasso di danni alcolcorrelati. Le autorit sanitarie dellUE stimano che il consumo problematico sia la causa di quasi l8% di tutti i problemi di salute e dei decessi, anche precoci (fra le conseguenze figurano: un elevato numero di incidenti mortali, un vasto impatto sociale sotto forma di violenza, teppismo, criminalit, problemi familiari, emarginazione sociale e una bassa produttivit lavorativa). Ad aggiornare la portata del fenomeno arriva oggi una infografica di carattere interattivo proposta dalla RIA Novosti, lagenzia dinformazione russa che si occupa del consumo, delle restrizioni e la pubblicit dellalcol in Europa. Questa iniziativa, che si basa sui dati dellOrganizzazione Mondiale della Sanit e della Direzione Generale Salute e Consumatori della Commissione Europea, fa un quadro aggiornato della situazione. Dal report si evince come le nazioni pi ad est abbiano le percentuali di consumo-procapite-annuo pi elevate (ad esempio: Moldova 18,2 litri, Repubblica ceca 16,5 litri, Ungheria 16,3 litri, Russia 15,8 litri). Rilevanti e dinteresse per le politiche in materia, sono i dati circa le restrizioni sul consumo di alcolici e superalcolici: a parte Albania e Armenia dove non c regolamentazione, in tutti gli altri la soglia per acquistare alcolici di 18 anni. Ultimo elemento di analisi la legislazione delle attivit di promozione e pubblicit sui media: proibita in Scandinavia, Francia, Spagna, Polonia, Svizzera, Austria e Russia; attivata e moderata in Italia, Germania, Olanda, Portogallo, Regno Unito; assente in Repubblica Ceca, Albania, Bosnia, Grecia.

LUnione Europea pensa alle misure di sicurezza contro la vita notturna


EMCDDA - www.emcdda.europa.eu

rima della pausa estiva lEuropean Monitoring Centre For Drugs and Drug Addiction di Lisbona ha pubblicato un nuovo documento dedicato alla prevenzione ed alla riduzione dei rischi sanitari e sociali connessi con luso di alcol e droga negli ambienti ricreativi. Come dimostrano sia nel Piano dAzione UE 2009-2012 contro le droghe che nelle ulteriori iniziative promosse da Bruxelles, lUnione Europea sta rispondendo efficacemente al fenomeno della diffusione delle sostanze psicotrope nei luoghi di aggregazione e vita notturna del vecchio continente. Tutti gli studi sul fenomeno confermano che il consumo delle sostanze dabuso nei luoghi di divertimento, comportano unampia serie di problematiche sociosanitari [le pi ricorrenti sono: lesser colti da malore, linfortunio -sia intenzionale, che non-; il comportamento aggressivo o violento; il sesso non protetto -o/e non voluto-; la guida in stato psicofisico alterato]. Sulla base di questi elementi lEMCDDA evidenzia nel suo rapporto, la necessit di predisporre un mix dinterventi in cui lapproccio bilanciato, la prevenzione (soprattutto precoce) e la repressione siano efficacemente programmati ed attivati. Ulteriore elemento proposto per la discussione la creazione di un network tra le strutture potenzialmente interessate al fenomeno (come ad esempio, gli enti territoriali, le forze dellordine e le autorit sanitarie). A tal proposito, per migliorare la diffusione e lattuazione dinterventi evidence-based a favore di ambienti di vita notturna pi sicuri la Commissione Europea ha finanziato un The Healthy Nightlife Toolbox un progetto a carattere informativo per supportare i responsabili politici e sanitari, i gestori dei locali, gli operatori di prevenzione ad nellindividuazione e nellattuazione rapida delle risposte pi efficaci al problema.

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Strategie e Management

LUnodc supporta lHonduras nella guerra ai cartelli della droga


UNODC - www.unodc.org

a Repubblica dellHonduras tristemente nota come la seconda nazione pi povera delle Americhe, un posto estremamente pericoloso dove violenza e criminalit ne fanno da padrone. Per via della sua posizione strategica (confina ad est con il Nicaragua, a sud si affaccia sul golfo di Fonseca dellOceano Pacifico e a ovest confina con El Salvador e Guatemala) questo paese centro-americana balzato alle cronache per esser il principale corridoio del traffico di cocaina verso il Messico, gli Stati Uniti ed il Canada. Stritolato fra i narcotrafficanti che premono da sud e la sempre maggiore richiesta di droga proveniente dal nord, in questo lembo di terra che congiunge due continenti, presente una fortissima instabilit politica ed una vasta indigenza per circa il 86% della popolazione. Tutti fattori che facilitano senza dubbio il lucroso business degli stupefacenti. Le ultime indagini effettuate dallUnited Nations Office on

Drugs and Crime (UNODC) sui trend geopolitici di quella zona, hanno evidenziato come dietro a tali fenomeni vi sia sempre la presenza della mala messicana. Infatti, i maggiori cartelli della droga (come Los Zetas, la Familia Michoacana, il Cartello di Beltrn-Leyva e Los Negros) avrebbero offerto alle bande locali soldi, armi in cambio della spartizione dei proventi derivanti dal traffico di esseri umani, dallestorsione e di un passaggio indisturbato della la coca indirizzata altrove. Sulla base di questo fosco scenario, il governo presieduto da Porfirio Lobo Sosa (e supportato dallintervento delle Nazioni Unite) ha recentemente avviato delle nuove iniziative che possano arginare il problema. Il piano messo in campo prevede: lesercito dislocato nelle zone pi sensibili; una task force per il contrasto della corruzione allinterno delle forze dellordine; un giro di vite sulla diffusione delle armi da fuoco (utilizzate nell85% degli omicidi).

Irlanda: al via nuove politiche contro gli alcolici


Government of Ireland - www.gov.ie

er primo stato il governo inglese, a seguire pochi mesi fa quello scozzese, oggi il primo ministro irlandese a dichiarare guerra allabuso di alcol. I dati disponibili parlano di un consumo problematico in costante aumento, un fattore che ha provocato un fervente dibattito pubblico e serio allarme (per una serie di evidenti ripercussioni socio-economiche) negli ambienti politici e sanitari. Difatti, dalle ultime evidenze epidemiologiche effettuate nel paese, emerge che lalcolismo incida pesantemente sul bilancio annuale della sanit pubblica per quasi un miliardo di euro. Anche la ricerca condotta dal Suicide Support and Information System nel 2011 non lascia spazio allottimismo, difatti quasi 80% delle persone decedute per suicidio erano di forti bevitori. Sulla base di questi elementi le autorit hanno dunque varato un pacchetto riforme che render sempre pi costoso e complicato alzare il gomito. Il primo passo stato la predisposizione di nuove guidelines propedeutiche ad una pi chiara etichettatura sulle bottiglie circa i rischi per la salute. Secondo step, la creazione di nuovi centri per la disintossicazione. Terzo, ispirandosi ai provvedimenti presi di recente in Inghilterra e Scozia, sono state aumentate le accise ed stato introdotto un prezzo

minimo di vendita. Inoltre le aziende produttrici sia di birra che superalcolici saranno chiamate a finanziare le prossime campagne di comunicazione nazionali a favore del consumo responsabile, al fine di promuovere una serie presa di coscienza fra i consumatori sugli effetti negativi che la sostanza provoca su organi e sistemi.

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Tecniche Analitiche

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Alcolismo: dalla barba tracce del consumo


Schrder J, Rothe M, Pragst F. Ethyl glucuronide concentrations in beard hair after a single alcohol dose: evidence for incorporation in hair root. Int J Legal Med. DOI 10.1007/s00414-012-0729-z

etilglucuronato (EtG) un metabolita delletanolo, la cui determinazione in campioni biologici, quali ad esempio i capelli, viene effettuata per identificare comportamenti di abuso alcolico. Pur essendo un marcatore molto utilizzato, il meccanismo con il quale questo si deposita nei capelli e nei peli non ancora del tutto chiaro. Nuove informazioni in merito giungono da uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Legal Medicine, il quale ha valutato lentit della deposizione di EtG nei peli di barba, rasata dopo uno e pi giorni dallassunzione di una elevata quantit di alcol. Lo studio di Fritz Pragst della University Medicine Charit di Berlino e collaboratori, ha visto la partecipazione di 3 soggetti volontari i quali, dopo pi di 2 settimane di astensione dallalcol, hanno assunto nellarco di 5 ore e mezza, rispettivamente 153, 165 e 200 grammi di etanolo e successivamente sono rimasti astinenti per tutta la durata dellesperimento. Al termine dellassunzione, il valore di concentrazione di alcol nel sangue (BAC) era incluso tra 1,25 e 1,50 g/kg. Campioni di barba sono stati collezionati (per rasatura con rasoio elettrico) ogni giorno per 32 giorni. Per tutti e tre i soggetti la barba rasata giorno per giorno ha evidenziato la presenza di EtG (determinato con tecnica LC-ESI-MS/MS) che risultava rilevabile gi 9 ore dopo lassunzione di alcol. Le concentrazioni sono passate da un massimo di 182, 242 e 74 pg/mg ai giorni 2 e 4, per diminuire fino al livello del limite di rivelazione (2 pg/mg) nei giorni 8 e 10. Dallanalisi dei dati e discussione di quanto gi noto in letteratura sulla problematica, i ricercatori hanno osservato che lincorporazione dellEtG nella barba avveniva prevalentemente attraverso la parte superiore della radice del pelo, tra la regione sopra bulbare e listmo, portando a zone di positivit fino a 3-4 mm corrispondenti a 8-9 giorni dopo un singolo evento di assunzione di alcol. Inoltre, la deposizione di EtG dal sudore sembra non essere rilevante per barba corta, mentre potrebbe giocare un ruolo pi importante nel caso di soggetti con la barba lunga. Dai risultati dunque emerso che una singola sessione di assunzione elevata da alcol si riesce ad individuare bene nei peli della barba, anche in segmenti minimi.

Il moscerino della frutta con la metamfetamina muore per anoressia


Walters KR, Indu Rupassara S, Cody Markelz RJ et al. Methamphetamine causes anorexia in Drosophila melanogaster, exhausting metabolic reserves and contributing to mortality. The Journal of Toxicological Sciences, 2012; 37 (4): 773 DOI: 10.2131/jts.37.773

li effetti neurotossici prodotti dallassunzione di metamfetamina (MA) sembrerebbero essere dovuti in parte ad uninterferenza con il metabolismo energetico dellorganismo. Come per luomo, il moscerino della frutta esposto alla metamfetamina, riduce drasticamente lassunzione di cibo contemporaneamente ad un aumento dellattivit fisica, con dispendio di energia. Il risultato di questa combinazione la morte dellanimale per fame. E quanto osservato in un recente studio del professor Barry Pittendrigh della University of Illinois (USA), il quale ha esposto la Drosophila Melanogaster - il moscerino della frutta - a dosi di metamfetamina, per studiarne gli effetti sul dispendio energetico e il metabolismo. La Drosophila infatti si dimostrata in vari esperimenti, un modello adatto a studiare gli effetti di alcune droghe, risultati analoghi a quanto osservato nelluomo. Gli autori dello studio hanno monitorato la risposta in termini di riserve energetiche e di presenza di altri metaboliti in un campione di moscerini della frutta esposti alla metamfetamina, in condizioni di presenza o assenza di un supplemento energetico: lo
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zucchero glucosio. Gli scienziati hanno inoltre monitorato parametri quali lassunzione di cibo, lattivit locomotoria, la frequenza respiratoria dopo assunzione di MA, proprio per valutare il bilancio energetico dellinsetto. Dopo esposizione alla metamfetamina, lanalisi via GC-MS dei metaboliti prodotti ha evidenziato un elevata diminuzione di glicogeno e trigliceridi (le riserve energetiche dellorganismo) nellarco di 48 ore, indicando una perdita di energia. I moscerini trattati con MA inoltre diminuivano lassunzione di cibo del 60-80% e parallelamente, aumentavano lattivit locomotoria del doppio rispetto alle condizioni normali. Infine stato osservato che laggiunta di glucosio nella dieta aumentava le riserve di glicogeno del 44% dopo 48 ore, aumentando la sopravvivenza. Queste evidenze risulterebbero in accordo con quanto osservato nelluomo: il consumo di amfetamina porta infatti ad un aumento dellattivit fisica (anche osservata come agitazione motoria) e una diminuzione dellappetito, confermando lutilit delluso della Drosophila quale modello di studio per gli effetti prodotti da questa tipologia di droghe.
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Tecniche Analitiche

Dagli USA, un braccialetto che misura il consumo di alcol


Leffingwell TR, Cooney NJ, Murphy JG, Luczak S, Rosen G, Dougherty DM, Barnett NP. Continuous Objective Monitoring of Alcohol Use: Twenty-First Century Measurement Using Transdermal Sensors. Alcohol Clin Exp Res. 2012 Jul 23. doi: 10.1111/j.15300277.2012.01869.x. [Epub ahead of print]

ensori transdermici per monitorare lassunzione di alcol in modo continuativo, questa la frontiera del ventunesimo secolo nellambito della ricerca sullabuso alcolico. Thad R. Leffingwell della Oklahoma State University (USA) e collaboratori descrivono sulla rivista Alcoholism: Clinical and Experimental Research, lo sviluppo e la valutazione dei due dispositivi ad oggi disponibili per monitorare nel tempo, lassunzione di alcol. Per determinare la quantit di alcol assunta da un soggetto, generalmente si misura la concentrazione delletanolo nellaria espirata o nel sangue (BAC), dati che danno informazioni sul consumo recente di alcol. Lanalisi dei metaboliti pu invece fornire dati sul consumo meno recente, tuttavia difficilmente si riescono ad ottenere informazioni sulla quantit e la frequenza degli episodi di assunzione nel tempo e generalmente, negli studi sul fenomeno, ci si affida alle informazioni autoriportate dai soggetti consumatori. Una valutazione oggettiva del consumo o astinenza dallalcol dunque, risulta difficile da determinare in quanto lalcol velocemente metabolizzato ed escreto dallorganismo. Anche una misurazione giornaliera del BAC pu risultare non sufficiente in quanto si potrebbe perdere il monitoraggio di alcuni episodi di assunzione durante il giorno e in alternativa, una determinazione del BAC pi volte al giorno, potrebbe risultare troppo invasiva per il soggetto in esame. Dalla tecnologia sono disponibili attualmente degli strumenti in grado di misurare costantemente nel tempo, il consumo di alcol in modo non invasivo: si tratta di sensori transdermici, applicabili come braccialetti al polso o alla caviglia, che misurano lalcol liberato attraverso la cosiddetta traspirazione insensibile, ovvero lacqua che evapora attraverso la cute e che non deriva dalle ghiandole sudoripare, permettendo di misurare piccole frazioni (circa l1%) dellalcol ingerito. La Transdermal Alcohol Concentration (TAC, concentrazione di alcol transdermica) misurata con questi sensori, strettamente correlata, seppur non identica, ai livelli di alcol circolanti nel sangue, rappresentando una stima dellalcol assunto nel tempo e fornendo un metodo che, nonostante richieda ulteriori sviluppi della tecnologia, risulta promettente nello studio dellabuso alcolico.

Verso un vaccino anticocaina, studi di affinit nel siero umano


Ramakrishnan M, Alves De Melo F, Kinsey BM, et al. Probing cocaine-antibody interactions in buffer and human serum. PLoS One. 2012;7(7):e40518. Epub 2012 Jul 10

onostante i progressi nel campo dello sviluppo di un vaccino per combattere la dipendenza da cocaina, le propriet cinetiche e termodinamiche degli anticorpi che si legano alla cocaina, non sono ancora del tutto chiare. Inoltre la maggior parte degli esperimenti di interazione cocaina-anticorpo vengono condotti in soluzioni definite tampone che si avvicinano alla composizione dei liquidi biologici, ma difficilmente rappresentativi del siero presente nellorganismo umano, matrice biologica molto complessa. Lo studio pubblicato sulla rivista PLoS One, attraverso luso di metodologie calorimetriche che consentono di misurare la quantit di calore prodotto o sottratto durante linterazione cocaina-anticorpo, ha valutato le propriet di affinit alla cocaina, di anticorpi monoclonali di topo e anticorpi policlonali provenienti da topi vaccinati o dal siero di pazienti. Frank M. Orson del Baylor College of Medicine, Houston (Texas) e collaboratori, nei risultati dello studio, hanno evidenziato una moderata affinit degli anticorpi studiati, alla cocaina nel siero umano e una minima interazione con lalbumina sierica umana. Tra le interazioni studiate anche quelle tra gli anticorpi e i metaboliti della cocaina, quali la benzoilecgonina e la cocaetilene (che si produce nellorganismo nei casi di coassunzione con lalcol). Le determinazioni calorimetriche ad alta sensibilit hanno fornito informazioni utili in termini di caratterizzazione delle interazioni cocaina-anticorpo e delle propriet termodinamiche. Inoltre, la possibilit di valutare lentit di queste interazioni in presenza di fluidi biologici permetter di migliorare la progettazione di vaccini anti cocaina efficaci. Questo tipo di approccio, concludono gli autori, di interesse pi generale nella caratterizzazione di complessi antigene-anticorpo di varia tipologia.

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Dalle Legal high alle nuove sostanze psicoattive, dal Regno Unito un dibattito scientifico
Corazza, O., et al. Legal highs an inappropriate term for Novel Psychoactive Drugs in drug prevention and scientific debate. International Journal of Drug Policy (2012), http://dx.doi.org/10.1016/j.drugpo.2012.06.005

ubblicato sulla rivista International Journal of Drug Policy il punto di vista di alcuni ricercatori circa luso della definizione Legal high nellambito delle pubblicazioni scientifiche che trattano la caratterizzazione, la diffusione, e gli effetti di questa tipologia di droghe. Ornella Corazza del Progetto ReDNet (University of Hertfordshire, UK) e colleghi, osservano come, in ambito di prevenzione e ricerca, luso della dicitura Legal high possa rappresentare una definizione ambigua. Il termine Legal farebbe infatti immediatamente pensare ad una sostanza legale, non proibita e che pu essere dunque percepita, soprattutto dai giovani, come non pericolosa. Il termine high fa invece pensare ad una positivit degli effetti. Pertanto gli autori della pubblicazione propongono di uniformare la definizione di questa tipologia di sostanze con la dicitura Nuove Sostanze Psicoattive (in inglese Novel Psycoactive Substances, NPS), una terminologia facilmente traducibile in diverse lingue e senza dare adito ad interpretazioni ambigue. Molte di queste droghe, identificate attraverso luso di varie e sempre pi sofisticate metodologie analitiche, rappresentano degli analoghi e derivati di origine sintetica di droghe gi note. Un esempio costituito dalle piperazine, dai catinoni (cheto derivati delle amfetamine, quali ad esempio il mefedrone), o da droghe sintetiche che agiscono sugli stessi recettori del THC (principio attivo della cannabis) come i cannabinoidi sintetici. La loro diffusione spesso legata alla possibilit di pubblicizzare e commercializzare tale tipologia di sostanze attraverso la rete, facilmente accessibile a tutti, in particolare alla popolazione giovanile, e diversi studi sono stati condotti proprio sulla diffusione e laspetto dei prodotti circolanti sul web. La definizione Legal high, concludono gli autori, oltre ad essere scientificamente non accurata, si trascina dietro il rischio di una pubblicit di questa tipologia di droghe, in quanto enfatizzerebbe una positivit degli effetti e una disponibilit dei prodotti senza conseguenze legali, per sostanze che invece nella maggior parte dei casi, sono illegali e soprattutto correlate a seri rischi per la salute di chi le consuma.

Rapporti Epidemiologici

Indagine sulle coltivazioni di coca in Colombia - anno 2011


UNODC - /www.unodc.org/

UNODC supporta da pi di dieci anni il governo colombiano nel censire, con cadenza annuale, i terreni coltivati per cocaina allo scopo di contrastare il fenomeno, tecnicamente si avvale delle immagini satellitari e verifiche sul campo. I dati 2011 rispetto al 2010 evidenziano un aumento del 3% complessivo di aree coltivate che giungono a 64.000 (+2.000) ettari in 23 dei 32 dipartimenti dello Stato,di questi quattro presentano un trend in aumento (in particolare la regione di Putumayo-Caqueta ha visto aumentare di 5.900 ettari circa, +80% la superficie coltivata a coca) che supera in valore assoluto la diminuzione presente nella maggior parte dei Dipartimenti colombiani. Dati forniti dal governo colombiano registrano una diminuzione del 6% di terreno bonificato attraverso lo sradicamento manuale o diserbante somministrato a mezzo aereo. Il controvalore della produzione equivale a 420 milioni di dollari, equivalente a circa lo 0,2% del PIL colombiano, da segnalare laumentato impegno di programmi di sostegno finanziario alle famiglie (quasi 15.000 quelle coinvolte nel 2011) per farle uscire dalla forza lavoro dei narco trafficanti.

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Campagne Informative

Testedialkol: pillole di saggezza di Margherita Hack


TestediAlkol - www.testadialkol.it/

argherita Hack la nota astrofisica toscana la testimonial di una nuova campagna di sensibilizzazione contro la diffusione dellalcol in ambito giovanile. La stimata ricercatrice e divulgatrice scientifica (una delle figure pi prestigiose e limpide del panorama scientifico italiano da sempre in prima fila per le pi importanti cause civili) ha prestato la sua immagine per lultima iniziativa dellassociazione TestediAlkol, una onlus nata alla fine del 2008 con lo scopo di occuparsi di eventi e iniziative a favore dellascolto fra generazioni, con particolare attenzione al tema alcolici e guida sicura. Allinizio dellestate la professoressa ha accolto nel suo studio una rappresentanza di studenti fiorentini a cui ha spiegato che: nel gas interstellare stata rilevata, se pur in minima parte, la presenza di particelle di alcol e che lequilibrio conosciuto dato dalla giusta misura di tanti elementi, che permettono allUniverso di esistere. A margine di questa informale lezione, la scienziata ha lanciato il suo personale messaggio: Non dimentichiamoci di viverla la vita, senza rimbecillirsi con sostanze varie. Dallincontro, estremamente ricco di spunti di riflessione per il tema della dipendenza da sostanze e la salute del proprio corpo, scaturita una clip che ha reso possibile la realizzazione un video pubblicato su YouTube, intitolato: Luniverso delle Testedialkol: pillole di saggezza nel salotto di Margherita. Nel prologo si vede la Hack, nelle vesti di cartone animato, cercare nel cielo stellato la particella di alcool con il telescopio; trovatala, berla tutta dun sorso in un bicchiere. Uninterpretazione deccellenza per un serio messaggio sul bere consapevole.

How To Make Money Selling Drugs


Toronto International Film Festival - http://tiff.net

l mondo del cinema ha dedicato numerose pellicole al problema droga. Negli ultimi trentanni Hollywood (ed assieme a lei tante altre produzioni) ha sfornato numerosi titoli che hanno cercato di analizzare la portata del fenomeno. Da Christiane F. - Noi, i Ragazzi dello zoo di Berlino a Trainspotting di Danny Boyle, da Paura e delirio a Las Vegas Terry Gilliam a Traffic di Steven Soderbergh luso delle sostanze stato sviscerato, talvolta edulcorato, ma quasi sempre aspramente giudicato. Oggi, gi fa parlare di se, promettendo di suscitare grande interesse, il nuovo lungometraggio di Matthew Cooke sul mondo degli stupefacenti. Il noto registra quarantenne di Washington presenter il prossimo 6 settembre al Toronto International Film Festival 2012 il suo ultimo lavoro, How To Make Money Selling Drugs (Come fare soldi vendendo droga) prodotto da Adrian Grenier, meglio conosciuto come Vinny Chase dalla serie tv Entourage. La pellicola si caratterizza per uno sguardo critico ed approfondito sul mondo del narcotraffico, la criminalit e la devastazione che la droga provoca nei pi svariati ambiti sociali. Una seria riflessione proposta al pubblico tramite delle interviste effettuate a degli artisti Hip-Hop e noti personaggi dello spettacolo (come i 50 Cent, Eminem, Rick Ross, Russell Simmons, Woody Harrelson, Susan Sarandon e David Simon) che nel passato hanno avuto problemi di dipendenza da stupefacenti. Questo film-documentario, in quelli che gli autori chiamano dieci semplici passi per cadere nel crimine, riporta anche le incredibili e traumatiche esperienze degli spacciatori, associate agli avvertimenti delle autorit politico-sanitarie e delle forze dellordine.

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Campagne Informative

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The Alcohol and Pregnancy


DrinkWise - www.drinkwise.org.au

n Australia i primi di agosto ha preso il via una nuova campagna nazionale di educazione ed informazioni pratiche sullalcol e la gravidanza. Liniziativa, promossa da DrinkWise Australia e patrocinata dalla Royal Australian, prevede la collaborazione anche della New Zealand College of Obstetricians and Gynaecologists che veicoler liniziativa anche nei riguardi della popolazione adulta Neozelandese. La DrinkWise Australia unorganizzazione senza fini di lucro impegnata da anni nella promozione di stili di vita sani e consapevoli in riferimento alle bevande alcoliche. La sua attivit si esplica principalmente attraverso la programmazione di strategie efficaci per contrasto alluso improprio dellalcol, i tanti progetti a carattere nazionali e le partnership con le organizzazioni di settore. Liniziativa recentemente promossa su tutto il territorio nazionale ha visto la distribuzione di una vasta serie di materiali didattici (appositamente redatti da ricercatori e clinici delle pi importati strutture del paese) incentrati sul consumo di alcolici durante la gestazione e lallattamento al seno per le donne ed infine anche consigli per partner. Tutta la documentazione prodotta rivolta sia alle future mamme che ai medici di base, a cui viene chiesto un atteggiamento pi pro-attivo nellaffrontare la questione con le loro pazienti. The Alcohol and Pregnancy informazioni pratiche per leducazione dei genitori un importante tassello della pi ampia campagna governativa australiana circa la consapevolezza dei danni provocati dalle sostanze dabuso.
...segue da pag. 1 - Internet e adolescenti, unindagine europea sui fattori di rischio

Droga in breve caratterizzato dallalta fruibilit dei contenuti espressi con un linguaggio semplice e chiaro, una grafica lineare, testi con caratteri grandi, video interattivi. Elementi che lo rendono facile da leggere, navigare e comprendere, anche grazie alla disponibilit di versioni audio per ogni pagina, che non richiedono alcun software aggiuntivo. Il sito nasce dallesigenza di raggiungere un vasto pubblico di utenti inclusi quelli con bassa scolarizzazione, anche alla luce di studi che individuano in questa tipologia di popolazione, in concomitanza con altre problematiche, una preponderanza delluso di alcol e droghe. La versione italiana del sito costituisce dunque unimportante fonte di informazioni facilmente accessibili anche per lutenza del nostro paese.I temi trattati allinterno del sito sono organizzati in 5 sezioni distinte e riguardano la descrizione delle sostanze psicoattive pi utilizzate, gli effetti delle droghe sul cervello, la spiegazione dei meccanismi della dipendenza, la prevenzione, i trattamenti terapeutici. Non ultimo la presenza di testimonianze personali di pazienti che sono riusciti a superare il problema della tossicodipendenza e il collegamento agli indirizzi dei Dipartimenti delle Dipendenze cui rivolgersi in caso di problemi droga-correlati. Il Capo del Dipartimento Politiche Antidroga, Dott. Giovanni Serpelloni, ha commentato cos luscita del nuovo sito: La scelta di mantenere appropriati comportamenti di salute nella propria vita nasce anche da una forte consapevolezza interiore maturata sulla base di una buona, semplice e chiara informazione. A questo possono sicuramente contribuire anche le informazioni contenute in questo sito creato appositamente per i giovani. Essi possono decidere liberamente il loro destino di vita, qualunque esso sia, che personalmente mi auguro, sempre lontano da ogni tipo di droga e sostanza alcolica.

Visita il sito www.dpascientificcommunity.it Partecipa attivamente alimentando questo network professionale multidisciplinare

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