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Origine ed evoluzione del genere umano Una breve storia degli studi Tutte le piante ed animali che compongono

il mondo vivente e anche quelle estinte sono classificate sulla base di un sistema ideato dallo svedese Carlo Linneo (forma italianizzata di Carl von Linn, 1707 1778) nella sua opera monumentale Systema Naturae. Tale sistema gerarchico di classificazione fondato su somiglianze e differenze, un sistema che dal generale conduce a mano a mano fino alla singola specie. Inoltre gli esseri viventi vengono designati con nomi latini, in questo modo si creava una lingua comune che impediva le confusioni che insorgono quando si indica ad es. una pianta nel proprio linguaggio. In precedenza, infatti, non vi erano criteri uniformi per definire le specie e da ci derivava una non piccola confusione. Questa nomenclatura detta binaria poich ciascuna specie indicata da 2 parole, la prima Maiuscola che indica il genere e la seconda minuscola la specie: ad es. lo scimpanz nella classificazione scientifica viene designato con la formula binomia Pan troglodytes, in cui Pan indica il genere, troglodytes la specie; il gatto selvatico Felis sylvestris, luomo Homo sapiens, il pesco Prunus persica, ecc. Vi poi la nomenclatura trinomia che comprende anche la definizione della variet o sottospecie, ad es. Homo sapiens sapiens. Inizialmente Linneo considerava la specie come il tipo primordiale creato da Dio e immutabile, le variazioni invece erano considerate temporanee e prodotte dallambiente e dal clima, da ci nacque il concetto di variet. Egli giunse anche alla conclusione che il mondo fosse ben pi antico di quanto si calcolasse basandosi sulle sacre scritture. Alle unit di base di Linneo ne vennero poi aggiunte altre sino ad arrivare alle seguente sequenza di unit tassonomiche: Scimpanz Animale Cordati Vertebrati Mammiferi Primati Simiiformi Catarrinae Hominoidea Hominidae Pan troglodytes Gatto domestico Animale Cordati Vertebrati Mammiferi Carnivori Feliformi Pesco Vegetale Magnoliophyta

Regno Phylum /Divisione Sub phylum Superclasse Classe Sottoclasse Ordine Sotto ordine Infra ordine Superfamiglia Famiglia Sottofamiglia Genere Sottogenere Specie Variet, sottospecie

Magnoliopsida Rosali

Felidae Felinae Felis catus europea

Rosaceae Prunus amygdalus persica

La classificazione per unit sempre pi ampie ha come base le somiglianze tra le specie. Solo con questo sistema gli esseri viventi, con le loro infinite variet potevano essere raggruppati in modo logico e razionale utilizzando a tal fine i diversi livelli di affinit che presentano. Secondo Linneo essendo le specie fisse, le affinit rivelavano una specie di ideale parentela concepita da Dio tra di esse allatto della creazione.

Un altro grande naturalista contemporaneo di Linneo fu Georges Louis Leclerc, conte di Buffon (1707 1788), autore di una monumentale Histoire naturelle in 44 volumi. A Buffon si deve la formulazione del concetto biologico di specie. La specie costituita da un gruppo di individui che sono in grado di accoppiarsi e generare una prole fertile, capace a sua volta di riprodursi. Jean Baptiste Pierre Antoine de Lamarck (1744 1829) fu il primo naturalista a elaborare una teoria della trasformazione graduale degli organismi viventi. Bas questa sua teoria sulla osservazione che le differenze graduali che si osservano tra le classi mostrano come si possa partire dalle forme pi semplici ed elementari per giungere attraverso una lunga serie continua di gradini fino alle forme di vita pi complesse e dotate di intelligenza, che culminano con luomo. Lamarck rifiut lidea della stabilit della specie osservando che tale idea generata dalla breve prospettiva temporale considerata, cio limitata soltanto ai tempi storici e che le specie estinte mostrano che le specie moderne discendono da esse. Inoltre dato che tutti gli organismi viventi dipendono per la loro esistenza dalladattamento allambiente e poich la storia della terra mostra che lambiente ha attraversato continue e incessanti trasformazioni, impensabile ritenere che le specie si siano mantenute fisse e inalterate. Il grande naturalista Charles Darwin (1809 1882) effettu un viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, viaggio durato quasi cinque anni (dal dicembre 1831 allottobre 1836). Il compito principale del viaggio del Beagle era quello di tracciare carte di zone del mondo ancora poco conosciute, effettuare rilevamenti metereologici, raccogliere campioni geologici, vegetali ed animali nei paesi che venivano toccati nel corso del viaggio. Questi ultimi incarichi vennero affidati a Darwin. Questo viaggio doveva dare una risposta nuova alla domanda: qual lorigine delluomo e della vita che lo circonda. Durante il viaggio Darwin pot fare osservazioni nuove sulle somiglianze e differenze tra le varie specie animali e porsi domande sulle cause dellestinzione di tante specie e sulla distribuzione geografica di specie diverse ma affini. Fondamentale fu poi il suo soggiorno alle isole Galapagos, qui Darwin ebbe la possibilit di osservare la variabilit delle specie, poich ogni isola aveva una differente variet di testuggine gigante e di fringuello. Per quanto la fauna e la flora delle Galapagos facessero parte della provincia americana, Darwin fu colpito dallimpressionante numero di specie nuove, proprie ed esclusive di questo arcipelago, anzi di ciascuna isola dellarcipelago. La spiegazione pi ragionevole era che un numero limitato di specie avesse raggiunto le isole dellarcipelago dal continente e che in seguito si fosse sviluppata in ciascuna isola senza pi avere contatti con le altre fino a divenire una nuova specie distinta da quelle delle isole vicine. La osservazione del fatto che il numero di individui che sopravvivono e si riproducono di gran lunga inferiore a quello di quelli generati gli permise di formulare il concetto di selezione naturale. Poich nascono pi individui di quanti ne possano sopravvivere, deve necessariamente esistere una lotta per lesistenza tra individui della stessa specie, fra quelli di specie diverse e di tutti gli individui contro le condizioni fisiche della vita. In natura, infatti, ogni popolazione presenta variazioni che si verificano spontaneamente, ci indipendentemente dallambiente, e sono del tutto casuali, vale a dire senza uno scopo o una direzione precisa, ma basate solo sul mescolamento del patrimonio genetico. Alcune variazioni possono avere successo perch danno allindividuo una maggiore capacit di adattamento allambiente in cui vive e di conseguenza una maggiore probabilit di sopravvivenza e di lasciare una prole pi numerosa fornita. Al contrario, gli individui con variazioni sfavorevoli hanno una minore probabilit di sopravvivenza e una minore discendenza, ragion per cui quella variazione tende a scomparire. Con il passare del tempo, da una generazione allaltra, la variazione favorevole diventer sempre pi comune nellambito di una determinata popolazione, producendo una differenza rispetto a unaltra popolazione della stessa specie. (Un fenomeno analogo a livello comportamentale stato osservato in questi ultimi anni nelle zanzare comuni. In genere le zanzare tendono come molti altri insetti a posarsi su superfici 2

bianche fortemente illuminate. In questo modo hanno per pi probabilit di essere catturate dato il loro colore scuro e il fatto che oggi le case hanno spesso muri di colore chiaro e sono fornite di luci elettriche. Vi era poi un piccolo gruppo che invece tendeva a posarsi su superfici scure. Nel corso del tempo questultimo numero sta diventando maggioritario nella popolazione nostrana di zanzare comuni, pur non essendo diminuita la popolazione generale delle zanzare). Se le differenze diventano numerose e le popolazioni si separano nello spazio, (quindi non avviene pi rimescolamento genetico) si originano nuove specie. Questo processo si verifica non solo nello spazio, ma anche nel tempo, per cui la stessa popolazione si modifica fino a diventare una specie differente rispetto alla propria lontana ascendenza. Nel frattempo Alfred Russel Wallace (1823 1913), un naturalista che stava lavorando in Malesia e in Indonesia, era giunto, del tutto indipendentemente da Darwin, a conclusioni simili e nel 1858 aveva messo per iscritto le sue idee in un articolo dal titolo Sulla tendenza delle variet ad allontanarsi indefinitamente dal tipo originario. Limpatto prodotto dalla teoria darwiniana sul pensiero e la cultura europei furono enormi. Per la prima volta veniva dimostrato scientificamente come le singole popolazioni appartenenti alle pi svariate specie di organismi viventi potevano lentamente modificarsi fino a dare origine a nuove specie grazie al ruolo determinante svolto dallambiente. Lambiente attua la selezione naturale in continuazione e, come dimostrato dalla geologia, i cambiamenti ambientali orientano levoluzione degli organismi viventi. Senza di essi non ci sarebbe levoluzione degli organismi viventi. Lorigine delluomo e la teoria dellevoluzione I primi fossili umani furono scoperti nellOttocento, ma il loro significato non fu immediatamente compreso, anche se la grande antichit della specie umana era gi stata intuita da vari studiosi nel Settecento e nei primi decenni dellOttocento. Il tema dellorigine delluomo alla luce della teoria evoluzionistica fu affrontato per la prima volta da Thomas Henry Huxley (1825 1895) pochi anni dopo la pubblicazione dellOrigine delle specie. Huxley, dopo aver compiuto studi di medicina a Londra, si dedic a tempo pieno agli studi scientifici. Ottenuto linsegnamento alla School of Mines e al Geological Survey, si interess sempre pi alla paleontologia dei vertebrati. Huxley, avendo compreso limportanza di diffondere la teoria dellevoluzione umana presso il grande pubblico affinch venisse accettata, ebbe un importante ruolo come difensore e divulgatore dellevoluzionismo. Nel 1863 pubblic Evidence as to Mans place in Nature, un libro in cui dimostr che le differenze fisiche tra luomo e le scimmie antropomorfe sono pi piccole di quelle tra le scimmie antropomorfe e i cercopiteci e le altre scimmie inferiori. Concludendo sostenne che non possibile dubitare che anche luomo possa essersi originato da modifiche graduali di una scimmia antropomorfa o da un ramo derivato dalle medesime forme primitive dalle quali hanno preso origine gli antropoidi stessi. Nello stesso anno in cui Huxley pubblicava il suo libro, Ch. Lyell pubblicava una importante opera sul problema dellorigine umana delluomo e sulla sua antichit (The geological evidences of the Antiquity of Man with remarks on theories of the origin of species by variation). Lyell cerc di valutare la durata dei tempi quaternari proponendo una datazione minima di 225.000 anni. Nel 1865 J. Lubbock pubblic Prehistoric Times. In questopera lautore divide il passato preistorico delluomo in quattro epoche: et della pietra scheggiata, et della pietra levigata, et del Bronzo e et del Ferro. Equindi il primo studioso a suddividere la preistoria in base alle conoscenze tecnologiche degli antichi. Christian Jorgensen Thomsen (1788 1865) incaricato del museo di antichit nordiche di Copenhagen fu il primo a ordinare i reperti del museo nei tre periodi, della pietra,del bronzo e del ferro, ovvero nel il celebre sistema delle tre et. Tale suddivisione era basata sul materiale con cui erano fabbricati gli strumenti da taglio.

Darwin e il problema dellorigine umana Nel 1871 Darwin pubblic The Descent of Man and Selection in Relation to Sex. In questopera sostenne che le affinit fisiche tra uomo e scimmie antropomorfe implicavano una loro antica parentela e quindi la origine della specie umana da un antenato comune con la famiglia delle scimmie antropomorfe. Intu inoltre che lorigine delluomo debba essere ricercata in Africa, poich le sue affinit sono maggiori con scimpanz, bonobo e gorilla che non con lorango o i gibboni. Per Darwin caratteri determinanti per luomo sono: intelligenza, abilit manuale e capacit di fabbricare utensili, stazione eretta e locomozione bipede. Se una scimmia antropomorfa avesse cominciato a possedere anche in piccola misura queste qualit, avrebbe avuto un sicuro vantaggio rispetto alle altre e da questo momento la pressione continua della selezione naturale non poteva che condurre alla nascita delluomo moderno. Secondo Darwin nella diversificazione delle razze umane il ruolo principale stato svolto dalla selezione sessuale, che dipende dalla lotta tra individui della stessa specie per il possesso delle femmine, non si sarebbe trattato quindi di un fenomeno adattivo.In questo egli sbagliava, infatti le differenze razziali hanno un valore adattivo e sono quindi frutto della selezione naturale. Evoluzionismo e religione Per quanto riguarda le scienze la Chiesa aveva fatto proprie le teorie scientifiche aristoteliche e tolemaiche. (I motivi per cui la Chiesa si era orientata in tal senso sin dai primi secoli del Cristianesimo esulano da questa breve disamina.) Per questo motivo era stata adottata la concezione tolemaica in base alla quale il sole al centro delluniverso, come anche la teoria aristotelica della fissit delle specie. A ci si aggiungeva il fatto che la Bibbia veniva interpretata letteralmente e quindi let delle terra era calcolata in base alle generazioni da Adamo in poi e stimata in circa 6000 anni. Se la Chiesa ha dovuto riconoscere lerrore della teoria tolemaica e che la creazione ha un significato allegorico, per quanto riguarda la comparsa delluomo il problema diventa assai pi spinoso. Secondo Darwin la selezione naturale risultato delladattamento delle specie allambiente, non ha quindi un significato teleologico (ovvero indirizzata orientata verso un determinato scopo o fine, come infatti scrisse: Questo principio per il quale ogni lieve variazione, se utile si mantiene, stato da me denominato selezione naturale per indicare la sua analogia con la selezione operata dalluomo). Ne consegue che levoluzione un processo non solo graduale, ma casuale e imprevedibile, dunque privo di una finalit se non la sopravvivenza di una specie. Per risolvere il problema della meraviglia e della complessit della natura, adattando la visione religiosa, per quanto possibile alle scoperte scientifiche, venne escogitata la teoria del disegno intelligente, ovvero di un artefice soprannaturale, la prova dellesistenza di una Causa Prima dotata di intelligenza. Darwin aveva constatato di persona lestrema crudelt di cui capace la natura (infatti in una sua lettera parla di opera della natura cos rozze, piene di sprechi, grossolanamente erronee e orribilmente crudeli)e quindi di fronte a ci manifest un atteggiamento scettico e razionalista facendo proprio l argomento di Epicuro: la natura del mondo non stata affatto disposta per noi dal valore divino, tanto il male di cui piena (Lucrezio, V, 198 199). Sullonda del moralismo religioso portato avanti dai fondamentalisti cristiani soprattutto negli Stati Uniti si radic il creazionismo, che sostiene linterpretazione letterale del racconto biblico della creazione e quindi la giovane et della terra e che intraprende crociate contro levoluzionismo. Nacque una grave controversia durante la quale alcuni stati adottarono leggi che vietavano linsegnamento scolastico delle teorie di Darwin. Tale controversia, iniziata negli anni 20 dur sino al 1987 quando la Corte Suprema Federale ne pose fine vietando agli Stati di imporre lobbligatoriet dellinsegnamento del creazionismo. Recentemente si diffuso il movimento neo creazionista, che ammette levoluzionismo, ma non la dottrina darwiniana della selezione naturale. Levoluzione della vita sulla terra sarebbe guidata da 4

un disegno intelligente esterno allordine naturale ed avrebbe un fine e una direzione precisa, la comparsa delluomo. Il neo creazionismo sostiene che le sue tesi sono scientificamente dimostrabili, ma non lo ha ancora fatto. Questo movimento diventato molto potente, essendo sostenuto oltre che da gruppi di fondamentalisti evangelici e cattolici, anche dal movimento politico neo conservatore. Recentemente il presidente Bush ha proposto di mettere sullo stesso piano nei programmi scolastici linsegnamento del darwinismo e del neo creazionismo. Un riflesso di questa situazione si `e avuto anche in Italia, con il tentativo da parte dellallora Ministro allIstruzione L. Moratti di sopprimere dai programmi scolastici linsegnamento dellevoluzionismo di Darwin, tentativo andato per ora a vuoto di fronte allondata di proteste del mondo scientifico. Fenomeni simili si sono verificati anche in Inghilterra, nonostante le proteste di illustri scienziati, come Richard Dawkins, di Oxford, e perfino di alcuni vescovi anglicani, Blair non intervenuto adducendo a motivazione la necessit di diversificare il sistema scolastico. La Chiesa cattolica si oppose per lungo tempo alle teorie evoluzionistiche che vennero condannate nel Concilio Vaticano del 1870. Tuttavia nel corso del tempo un sempre maggior numero di scienziati cattolici ha cominci ad accettare levoluzionismo. Conseguentemente, nel 1950, Pio XII affermava che levoluzionismo poteva essere oggetto di ricerche e di discussioni da parte di scienziati e di teologi per quanto riguarda lorigine del corpo umano, mentre doveva ritenersi vincolante per il cattolico che lanima fosse stata creata direttamente da Dio. Una posizione di ancora maggiore apertura venne formulata il 22 ottobre 1996, in un messaggio inviato alla Pontificia Accademia delle Scienze infatti il pontefice Giovanni Paolo II sostenne la possibilit di conciliare scienza e religione e che levoluzionismo non contrastava con la fede. Ultimamente si verificata una totale inversione di tendenza, infatti la chiesa tornata su posizioni di totale chiusura nei confronti dellevoluzionismo e concepisce solo la possibilit del disegno intelligente sostenendo che il pensiero di Giovanni Paolo II non stato correttamente inteso. Recentemente (Agosto 2008) il giornalista e divulgatore scientifico Ch. Hitchens citando in un suo articolo il libro Alla conquista del mondo improbabile di Richard Dawkins dellUniversit di Oxford ha osservato che nelle creature (pesci e salamandre) che vivono nelle acque sotterranee, e quindi nella pi completa oscurit, non si differenziano dalle altre creature della stessa specie, che vivono alla luce se non per un particolare: gli occhi. Un organo meraviglioso quale locchio capace di regolare la messa a fuoco a distanze diverse e di adattarsi alle diverse condizioni di luminosit in queste creature ridotto a occhio vestigiale ovvero un organo che si ridotto sino ad apparite come un affossamento nella testa dellanimale e che ha perso totalmente ogni capacit visiva e funzionale. Questo occhi vestigiali sono la prova che queste salamandre e pesci che vivono sottoterra avevano degli antenati dotati di occhi e ci una prova dellevoluzione per selezione naturale, altrimenti se fossero state create allo scopo di popolare gli abissi perch avrebbero dovuto avere un apparato per loro totalmente inutile come gli occhi? Ed infine per quanto riguarda la teleologia, come si concilia con il fatto che le scoperte di L. Krauss e altri, evidenziate dalle osservazioni fatte al telescopio spaziale Hubble, mostrano leffettivo aumento di velocit di espansione delluniverso e la conseguente futura collisione della nostra galassia con Andromeda che ne determiner la distruzione termica? La Paleontologia umana La paleontologia umana o paleoantropologia la disciplina che studia la morfologia degli Ominidi fossili. Essa si avvale di altre scienze (ad es. geologia, mineralogia, paleontologia, palinologia e archeologia preistorica) allo scopo di collocare i resti degli ominidi in un contesto temporale, climatico e ambientale nonch studiarne modo di vita, le relazioni sociali e levolversi delle tradizioni culturali. Fa quindi parte di un complesso sistema di ricerche interdisciplinari, il cui fine la ricostruzione dellevoluzione fisica e culturale del genere umano.

Metodi di datazione I principali metodi di datazione per lo studio e la ricostruzione dellevoluzione umana sono quelli radiometrici, integrati dalla biostratigrafia e dalla stratigrafia paleomagnetica e pi recentemente dalle stime della divergenza evolutiva fatte dalla genetica, il cosiddetto orologio biomolecolare. Le datazioni radiometriche sono datazioni assolute, cio forniscono date in anni solari a partire da oggi, anche se con un margine di errore statistico pi o meno ampio a seconda dei metodi e dei singoli campioni utilizzati. I metodi radiometrici sfruttano lesistenza di isotopi naturali instabili in alcuni elementi (ad es. il carbonio, luranio e il potassio). Un isotopo naturale instabile, ovvero radioattivo, soggetto a decadimento (tende cio a diventare stabile emettendo energia) con un tempo di dimezzamento conosciuto. Il tempo di dimezzamento, o semiperiodo o vita media, il periodo di tempo in cui il numero degli isotopi radioattivi si riduce della met. Tale decadimento costante per ciascun elemento e non influenzato da fattori esterni o interni.

GLI EONI E LE ERA GEOLOGICHE SUDDIVISE IN PERIODI E LE LORO DATAZIONI N.B: Ma significa Mega anno, ovvero 1 milione di anni

EONE

ERA

PERIODO

Epoca Olocene da 10000/9000 anni AC ad oggi Pleistocene da 2 Ma a 10000 anni AC si divide in:

F QUATERNARIO A

CENOZOICO

O ---------------I MESOZOICO ----------------

Pleistocene superiore da 130000 a 10000/9000 anni AC Al limite tra Pleistocene medio e superiore compare lHomo sapiens Pleistocene medio da 736000 a 13 Ma anni fa Pleistocene inferiore da 2 Ma a 13 Ma anni fa Al limite tra Pliocene e Pleistocene compare il genere Homo -------------------------------------------Pliocene da 6 a 2 Ma anni fa NEOGENE Al limite tra Miocene e Pliocene compaiono i primi Ominidi Miocene da 23 a 6 Ma anni fa -----------------------------------------------------PALEOGENE Oligocene da 38 a 23 Ma anni fa O Eocene da 54 a 38 Ma anni fa TERZIARIO Paleocene da 65,5 a 54 Ma anni fa ---------------CRETACICO da 145,5 a 65,5 Ma anni fa GIURASSICO da 199,6 a 145,5 Ma anni fa TRIASSICO da 251 a 199,5 Ma anni fa ----------------------6

C PALEOZOICO da 542 a 251 Ma anni fa

PERMIANO CARBONIFERO DEVONIANO SILURIANO ORDOVICIANO CAMBRIANO EDIACARANO CRIOGENIANO TONIANO -------------------STENIANO ECTASIANO CALIMMIANO ---------------------STATHERIANO OROSIANO RHYACIANO SIDERIANO da 2500 a 3800 Ma anni fa

P R NEOPROTEROZOICO O da 542 a 1000 Ma anni fa T ---------------E R MESOPROTEROZOICO O da 1000 a 1600 Ma anni fa Z --------------O I PALEOC PROTEROZOICO O da 1600 a 2500 Ma anni fa AR CH EA NO NEOARCHEANO MESOARCHEANO PALEOARCHEANO EOARCHEANO

ADEANO da 3800 Ma anni fa alla formazione della Terra attorno a 4600 Ma anni fa

Sino a pochissimi anni fa lorigine della famiglia degli Ominidi veniva collocata nel Miocene medio-superiore e si pensava che il Ramapithecus fosse alla base della linea evolutiva che port alle Australopitecine. La biologia molecolare applicata allo studio degli ominidi e delle scimmie antropomorfe servita a conoscere il rapporto genetico tra le diverse specie. Il grado di cambiamento nella struttura delle proteine, degli aminoacidi e del DNA indica il tempo trascorso dal momento del formarsi di una divergenza evolutiva, il cosiddetto orologio bio-molecolare. Geneticamente parlando, uomo, scimpanz/bonobo e gorilla sono ben pi simili, di quanto non appaia da un punto di vista morfologico e anatomico. Inoltre i dati biomolecolari mostrano chiaramente che essi costituiscono un gruppo separato dalle scimmie antropomorfe asiatiche. In base alla distanza immunologica dellalbumina del sangue nei Primati, la separazione di una distinta linea evolutiva delluomo e delle antropomorfe africane non potrebbe risalire pi indietro di 5 milioni di anni, una data molto pi recente di quella che era stata ipotizzata dai paleantropologi. Gli studi successivi usando sistemi pi sofisticati, hanno fornito risultati non sempre concordanti, ma dalla maggior parte di essi emerge che le maggiori affinit si riscontrano tra uomo e scimpanz/bonobo, che dunque costituiscono una stretta unit filo-genetica divergente rispetto a quella del gorilla. Le strettissime relazioni genetiche tra uomo, scimpanz/bonobo e gorilla sono state ulteriormente confermate, differendo queste tre specie per meno del 3% del loro DNA, una differenza piccola se si pensa che il genoma (linsieme del corredo cromosomico) umano comprende circa 3,2 miliardi di coppie di basi. Il punto in cui levoluzione degli Hominoidea si sarebbe distaccata da quella delle scimmie del Vecchio Continente sarebbe avvenuto tra 33-32 e 27-26 milioni di anni e a un periodo compreso tra 7,7 e 5,8 milioni di anni risale lultimo antenato comune tra scimpanz e uomo. 7

stato possibile stabilire, anche grazie a nuove scoperte, che il Ramapithecus non era una specie di Ominide a s stante, bens la femmina del Sivapithecus, una specie caratterizzata da forte dimorfismo sessuale e che si colloca nella diretta ascendenza dellorango. Con questo le conclusioni dei biologi concordavano con quelle dei paleoantropologi sul fatto che nessun fossile di Ominide sia stato finora scoperto in strati geologici anteriori al limite tra Miocene e Pliocene. Alcune osservazioni sulle differenze anatomiche tra scimmie antropomorfe e uomo Cominciando dal cranio faremo ora alcune osservazioni sulle pi marcate ed elementari differenze tra uomo e scimmie antropomorfe o Pongidi: 1) nelluomo il neurocranio grande in confronto alle ossa facciali, nei Pongidi avviene il contrario. 2) nelluomo le ossa facciali sono poste al di sotto del neurocranio, nei Pongidi sporgono molto in avanti rispetto al neurocranio. 3) nelluomo losso frontale si innalza quasi verticalmente al di sopra delle orbite, la volta cranica elevata, losso occipitale descrive una curva arrotondata, larea della nuca piccola e rivolta verso il basso; nei Pongidi la fronte appiattita e sfuggente allindietro, la volta cranica bassa, loccipitale presenta una nuca molto estesa e rivolta posteriormente. 4) il cranio delluomo presenta un profilo quasi pentagonale, con la larghezza massima verso lalto, quello dei Pongidi ha un profilo a tenda con la larghezza massima verso la base. 5) nei Pongidi i rilievi sopra-orbitari sono molto spessi e formano un forte toro continuo. 6) la posizione del foro occipitale (foramen magnum)nelluomo quasi al centro della base cranica, in modo che la testa possa rimanere in equilibrio al di sopra della colonna vertebrale, nei Pongidi spostato verso la parte posteriore del cranio. 7) nelluomo il foro auditivo esterno posto al disotto dellarcata zigomatica, nei Pongidi lungo il suo prolungamento. 8) la mandibola umana ha il mento, mentre nei Pongidi il mento assente. 9) oltre a varie altre differenze nelle arcate mandibolari sia i denti sia il loro smalto sono diversi diverso nelle scimmie e nelluomo, pur presentando la medesima formula dentaria. La presa manuale, con il pollice opponibile di vitale importanza in tutti i Primati, anche i quadrumani infatti possono utilizzare le braccia e le mani per la gestualit e non solo per il camminare. Tuttavia nelluomo gli arti posteriori si sono specializzati per la deambulazione, mentre quelli anteriori per la presa. Al tempo stesso la bocca non serve pi al trasporto ad es. di cibo e si specializza in direzione del linguaggio. Queste molteplici funzioni che la specializzazione dei vari arti hanno raggiunto ha avuto una un portanza basilare per lo sviluppo delle capacit intellettive, infatti luomo lunico animale che, ad es. pu al tempo stesso: camminare, trasportare qualcosa e masticare qualcosa daltro. Il cervello ha quindi assunto la capacit di governare contemporaneamente un maggior numero di parti del corpo che assolvono a compiti diversi. Si trattato ovviamente di un percorso evolutivo che durato qualche milione di anni, un arco di tempo che, nel caso dellevoluzione assai breve. Anzi possiamo osservare che tra i mammiferi viventi luomo forse quello che ha cambiato di meno il suo aspetto fisico nel corso degli ultimi milioni da anni. La famiglia degli Ominidi comprende i generi: Ardipithecus, Australopithecus, Paranthropus e Homo. Tranne il genere Homo gli altri sono estinti. Gli Ominidi pre-umani Circa 40 milioni di anni fa nellAfrica tropicale, comparvero in Africa le pi antiche scimmie. Requisiti per una vita arborea erano: un pollice opponibile una visione binoculare stereoscopica e un cervello in grado di essere efficace e preciso nei movimenti, nel coordinamento e nel calcolo delle distanze e velocit. Tra i 7 e i 5 milioni di anni fa il clima terrestre cominci a raffreddarsi e tra 2 e 3 milioni di anni fa le grandi foreste tropicali a ridursi in favore della savana.

Orrorin tugenensis Scoperto nel 2000 nel distretto di Baringo, in Kenya, in strati geologici datati tra 6,2 e 5,6 milioni di anni. Gli autori della scoperta hanno assegnato questi fossili a un nuovo genere di Ominide che hanno chiamato, Orrorin tugenensis. Nella lingua locale la parola Orrorin significa luomo delle origini, mentre il nome della specie si riferisce alla regione in cui venne effettuata la scoperta. Le caratteristiche del femore dimostrano che esso apparteneva a una creatura bipede e le sue dimensioni indicano che questo ominide aveva una corporatura maggiore di quanto ci si potesse attendere per unepoca cos remota e per il pi antico Ominide finora conosciuto. Anche i suoi molari presentano caratteristiche li discostano da quelli delle scimmie. Ricorderemo come le condizioni frammentarie dei resti ritrovati e il loro scarso numero rendano in molti casi incerta la esatta classificazione degli Ominidi Ardipithecus ramidus Questo ominide venne scoperto tra il 1992 e il 1993 nella regione del medio Awash (Etiopia) (ramid nella lingua Afar significa radice) in formazioni geologiche comprese tra 5,8 e 4,29 milioni di anni fa. Successivamente vennero scoperti numerosi altri frammenti dello scheletro di questo ominide, il che ci permette di stabilire che tra tutti gli ominidi il ramidus quello che presenta caratteristiche pi simili a uno scimpanz e pur essendo un bipede aveva una deambulazione diversa da quella degli altri Ominidi. Per questi motivi i suddetti resti fossili sono stati ascritti non solo a una nuova specie, ma anche a un nuovo genere, chiamato appunto Ardipithecus ramidus. In conclusione presenta delle caratteristiche primitive che lo collocano vicino allantenato comune di uomo e scimpanz, ma ormai posteriore allevento cladogenetico che separ le linee evolutive delluomo da quelle dello scimpanz. Dallo studio dei resti dei resti vegetali fossili stato possibile stabilire che lambiente in cui visse il ramidus era boscoso. La esatta posizione filogenetica di questi 2 primi ominidi lungi dallessere chiara, gli studi di genetica bio-molecolare hanno infatti dimostrato che la separazione delle linee evolutive ominide scimpanz/bonobo si sarebbe verificata proprio tra i 7 e i 5 milioni di anni fa. Quindi incerto se questi resti siano collocabili pre o post levento cladogenetico che, come ricorderemo, il momento in cui le linee evolutive di uomo e scimpanz/bonobo si separarono. Australopithecus anamensis Da Kanapoi, sul lato occidentale del lago Turkana, datato tra 4,121 e 3,9 milioni di anni fa. La sua locomozione bipede e le caratteristiche dei suoi denti mostrano che si tratta di un Ominide, pur avendo delle caratteristiche comuni sia con le scimmie mioceniche sia con quelle viventi. Australopithecus afarensis Resti di Ominidi databili al periodo compreso tra 3,8 e 3 milioni di anni fa sono stati scoperti in diverse zone della depressione dellAfar in Etiopia ad esempio: a Koobi Fora (Turkana orientale); a Lomekwi (Turkana occidentale) in Kenya; a Laetoli in Tanzania. Questi resti sono stati ascritti alla specie afarensis del genere Australopithecus. Alla stessa epoca appartengono le impronte di Ominidi rinvenute a Laetoli. Larea di Laetoli nella parte meridionale della piana di Serengeti. Nel 1976 Andrew Hill riconobbe impronte di uccelli e di mammiferi su una superficie esposta dallerosione. Negli anni 1977-1979 furono individuate sette zone con impronte lungo il fiume Garusi dislocate su una lunghezza di 4,5 km. Impronte di Ominidi sono venute alla luce nel sito A, datato a 3,6 milioni di anni fa, e nel sito G, dove sono state rinvenute due file di impronte lunghe 50 m e distanti circa 25 cm luna dallaltra. La conservazione delle impronte dovuta a un complesso di particolari circostanze. Un vicino vulcano aveva eruttato ceneri leggere che si sono stese sulla pianura, subito dopo leruzione le piogge hanno raffreddato le ceneri appena deposte e subito dopo animali e Ominidi hanno camminato sopra gli strati di cenere ancora bagnata, lasciando le loro impronte. La superficie con le 9

impronte si poi asciugata al sole e induritasi le ha conservate. Questa dinamica si ripetuta pi volte. Sulle superfici sono state osservate orme di antilopi, gazzelle, giraffe, elefanti, rinoceronti, cavallo tridattilo, suidi, iena, babbuino,lepre, uccelli, insetti. Le orme lasciate dagli Ominidi sono 22 in una fila e 12 nellaltra. Le prime sono lunghe 18,5 e larghe 8,8 cm e la distanza tra loro di 38,7 cm. Nella seconda fila le impronte sono lunghe 21,5 e larghe 10 cm, mentre la falcata di 47,2 cm; allinterno delle impronte ve ne sono altre pi piccole appartenenti a un bambino. Le impronte lasciate dagli Ominidi hanno un contorno e una sagoma di tipo umano. Il tallone arrotondato, larco plantare ben sviluppato, lalluce rivolto in avanti e non divergente. Landatura quella di un individuo bipede che procede a grandi passi. Essendo in genere la lunghezza del piede corrisponde al 15% dellaltezza di un individuo, si pu calcolare che lindividuo adulto pi grande fosse alto 140 cm, quello pi piccolo 120 cm. Sembra quindi possibile concludere che queste impronte siano state lasciate da due adulti, uno di dimensioni maggiori dellaltro, probabilmente maschio e femmina, e forse anche da un bambino che seguiva le orme delladulto pi grande. Anche se questa interpretazione non certa, la maggior parte degli studiosi attribuisce le impronte di Laetoli ad Ominidi, che data la loro epoca non potevano che appartenere a Australopiteci della specie afarensis. Il pi completo resto scheletrico di A. afarensis comprende 52 frammenti ossei appartenenti a un individuo di sesso femminile soprannominato Lucy. In base alla dentatura stato calcolato che avesse circa 20 anni, la statura stata valutata intorno ai 100/110 cm. LA. afarensis presenta un polimorfismo di caratteri, in parte scimmieschi, in parte umani in proporzioni eguali. Innanzitutto nei fossili attribuiti a questa specie si riscontrano individui adulti dellaltezza di ca. 130-140 cm e 45 kg di peso ed altri di circa 100-110 cm di altezza e 27-30 kg di peso, con una capacit cranica di 350-500 cc. Aveva certamente stazione eretta ed andatura bipede anche se la struttura delle articolazioni delle sue braccia mostra che era un agile arrampicatore e doveva passare molto del suo tempo sugli alberi. Altri resti di ominidi contemporanei allA. afarensis vennero scoperti a Sterkfontein nel Sud Africa. Australopithecus bahrelghazali Recentemente scoperto nella regione di Bahr el Ghazal nel Ciad un frammento di mandibola di Australopithecus databile tra 3,5 e 3 milioni di anni fa. Il frammento presenta affinit, ma anche differenze con lafarensis. La scoperta dimostra che in questo periodo gli ominidi erano distribuiti nella fascia dei terreni boscosi e della savana dallAfrica centro-occidentale fino a quella orientale e di qui fino al Sud Africa. Australopithecus africanus I pi importanti resti di ominidi per il periodo compreso nellarco di tempo tra 3 e 2,5 milioni di anni fa provengono dal Sudafrica. Essi appartengono tutti a una medesima specie, quella dellAustralopithecus africanus. Lo scavo scientifico delle grotte di Sterkfontein, Swartkrans e Kromdraai inizi negli anni 60 del secolo scorso,anche se fossili venivano cercati in questi siti gi da molti anni, in particolar modo la ricerca di fossili di ominidi era qui iniziata a partire dagli anni 30. Queste caverne sono di origine carsica e contengono una breccia fossilifera cementificata in seguito alla lenta azione dellacqua della falda freatica contenente in soluzione ossido di carbonio, che con lacqua forma acido carbonico, e che infiltrandosi nelle spaccature e nelle fessure scioglie lentamente il carbonato di calcio della roccia dolomitica dando origine a cavit sotterranee. In seguito i processi di erosione e di dilavamento della superficie portarono alla formazione di aperture, attraverso cui penetravano nelle caverne sotterranee terra, detriti rocciosi e ossa di animali. Allo stesso tempo il lento stillicidio di acque ricche di carbonato di calcio ha cementato il deposito, trasformandolo in una roccia di colore arancio bruno denominata breccia. Le caverne di questa regione non furono abitate dagli Ominidi, ma le loro ossa come quelle di altri animali sono finite nelle caverne in seguito a fenomeni di dilavamento o in seguito a cadute accidentali nelle strette aperture che funzionavano da inghiottitoio. 10

Le ricerche furono concentrate sulla caverna principale di Sterkfontein, destinata a diventare uno dei luoghi fondamentali per lo studio delle origini umane. Gli Ominidi scoperti dal 1966 in poi ammontano ad oltre 600. Gli scavi hanno inoltre recuperato migliaia di ossa di animali fossili, oltre 300 frammenti di legno fossilizzato e qualche migliaio di utensili litici, per la maggior parte provenienti dagli strati superiori. Tra le scoperte pi importanti vi un cranio relativamente ben conservato di Australopithecus africanus ed uno scheletro parziale di un maschio adulto. LAustralopithecus africanus aveva ancora braccia molto lunghe e dita della mano e dei piedi ricurve, tutte caratteristiche che lo avvicinano ai pongidi e che lo indicano quale abile arrampicatore sugli alberi. Il cranio mostra ancora minori tendenze umane essendo pi simile a quello delle scimmie antropomorfe che non a quello delluomo, la capacit cranica (che oscilla tra i 370 e i 518 cm3) molto bassa, ma pi alta, relativamente alle dimensioni corporee, che in qualsiasi Pongide. Nonostante questi aspetti primitivi, presenta anche caratteri morfologici pi evoluti rispetto allAustralopithecus afarensis e in direzione umana in modo particolare nella dentatura che mostra una chiara tendenza verso lonnivoria. E dubbio se lAustralopithecus africanus fabbricasse strumenti, ma molto probabile che usasse strumenti naturali, in particolare pietre, ossa lunghe e pesanti, denti e corna animali, bastoni di legno. Il genere Paranthropus robustus (Australopiteco robusto) Dalle caverne con brecce ossifere del Sudafrica proviene anche un Ominide diverso dallAustralopiteco, per il quale si usa il termine di Paranthropus robustus. Ominidi fossili simili al Paranthropus robustus sono stati scoperti anche nellAfrica orientale, e vennero inizialmente ascritti al genere Zinjanthropus boisei, e poi in altre localit, sopratutto del Turkana. Questi esemplari sono ora riuniti in una specie ritenuta diversa da quella sudafricana, ma attribuita allo stesso genere, Paranthropus boisei. I ritrovamenti dellAfrica orientale dimostrano che il genere Paranthropus ha cominciato a comparire verso 2,5 milioni di anni fa e soprattutto tra 2 e 1,5 milioni di anni, ma che ha continuato a esistere fino a 1 milione di anni fa, dopo di che si estinse. Era quindi contemporaneo alle pi antiche forme di Homo. La caratteristica fondamentale del Parantropo il potente apparato masticatore, caratterizzato da molari e premolari molto grandi, di dimensioni maggiori di qualsiasi altro Ominide. Tale dentatura richiedeva necessariamente una pari muscolatura: i muscoli temporali, avendo a disposizione come superficie di attacco un piccolo neurocranio, dovevano incontrarsi sulla sommit del cranio ancorandosi a una cresta ossea, mentre i masseteri richiedevano arcata zigomatica e mandibola dalla struttura massiccia. Questo apparato masticatore cos potente tipico di una dieta vegetariana comprendente non solo foglie ed erbe, ma anche radici, tuberi e frutti. Il parantropo aveva dimensioni corporee maggiori dellAustralopithecus africanus e poteva raggiungere unaltezza di 1,5 m, e un peso di ca 40-60 kg. Anche la capacit cranica in media maggiore di quella dellafricanus tuttavia, questo dato deve essere considerato in relazione alle maggiori dimensioni corporee. Nel Parantropo si riscontra un chiaro dimorfismo sessuale, maggiore che nellafricanus. Il Parantropo aveva senza dubbio una stazione eretta e unandatura bipede. Il genere Paranthropus costituisce una linea evolutiva degli ominidi divergente da quella umana. Australopithecus garhi Nella regione del medio corso del fiume Awash, nella depressione dellAfar (Etiopia) sono stati scoperti alcuni resti di Ominidi databili a circa 2,5 milioni di anni fa che hanno permesso la individuazione di una nuova specie quella dellAustralopithecus garhi, lAustralopiteco della sorpresa (garhi nella lingua Afar significa sorpresa). Questo Ominide possedeva molari e premolari molto grandi, ma anche incisivi e canini di dimensioni superiori a quelle di tutti gli Australopiteci finora conosciuti. Il cranio ha una capacit di cerca 450 cc. 11

Cosa significa essere bipedi Anche se lA. afarensis e lafricanus erano bipedi ed avevano stazione eretta, la loro andatura era ancora diversa dalla nostra. I loro arti li mettevano infatti in grado di salire velocemente sugli alberi e di muoversi tra i rami. La straordinaria importanza del bipedalismo era gi stata compresa ne 1871 da Darwin. Infatti non solo le mani libere consentono il trasporti di oggetti, ma anche perch: Le mani e le braccia difficilmente avrebbero potuto perfezionarsi in maniera tale da poter costruire armi o scagliare con precisione pietre e lance fino a quando fossero state utilizzate in maniera abituale per la locomozione e per sostenere il peso del corpo. Quando, verso la fine del Miocene e per tutto il Pliocene, la zona delle foreste si ridusse a vantaggio della savana e delle praterie erbose, i brachiatori o camminatori sulle nocche, come gli scimpanz e i gorilla, si trovarono in un ambiente a loro sfavorevole e si spostarono infatti nelle aree di foresta pluviale. Nellambiente aperto della savana potevano sopravvivere soltanto primati quadrupedi, come i babbuini, oppure le scimmie antropomorfe bipedi ovvero gli Ominidi. La documentazione fossile ci insegna che gli Ominidi diventarono bipedi molto tempo prima di essere dotati di un cervello di dimensione superiore di quello delle scimmie antropomorfe, fu quindi la bipedia a favorire lo sviluppo cerebrale e non lopposto. La possibilit di manipolare oggetti, il potere fare qualcosa con gli arti superiori, mentre quelli inferiori compiono un diverso movimento sono tutti elementi che favorirono lo sviluppo cerebrale. Certamente fu un processo estremamente lento, infatti c un intervallo di milioni di anni tra la comparsa della bipedia e i primi utensili, eppure gli ominidi, che gi nel loro originario ambiente di foresta erano bipedi trovarono nella savana lhabitat ideale. Infatti lessere bipedi in un ambiente quale la savana offre dei vantaggi non solo rispetto alle altre scimmie antropomorfe, ma anche rispetto ad alcuni quadrupedi (trasporto di cibo, di cuccioli, di oggetti)anche se, in effetti, la bipedia non il modo pi efficiente per spostarsi in un habitat aperto (gli ominidi erano certamente pi lenti dei loro predatori). Tuttavia offre dei grandi ed esclusivi vantaggi, ad es. il potere vedere al di sopra delle alte erbe della vegetazione consente di scorgere i pericoli in anticipo e di osservare meglio i movimenti di animali, quali gli uccelli necrofagi, che segnalano la presenza di animali morti o moribondi. Inoltre permetteva di localizzare pi rapidamente i gruppi dalberi isolati dove rifugiarsi in caso di pericolo. La bipedia permette inoltre di esporre al sole una minor quantit di superficie corporea, diminuendo cos la necessit di bere e permettendo di spostarsi nelle ore pi calde del giorno quando i grandi predatori dormono per il caldo eccessivo. Homo abilis Gli Ominidi di questo periodo presentano molte differenze tra loro che vengono attribuite alla presenza di almeno due specie diverse di Homo. LHomo habilis rappresenta uno stadio intermedio tra le Australopithecine e lHomo erectus. La discriminante per includerlo nel genere Homo la maggiore capacit cranica rispetto a quella delle Australopitecine. LHomo habilis doveva arrampicarsi agilmente sugli alberi, come le Australopitecine, da cui non si differenziava molto fisicamente. Era un bipede, ma la sua andatura non era ancora uguale a quella delluomo. Grande importanza per linclusione dellhabilis nel genere Homo ha avuto la scoperta che la pi antica industria litica risale al periodo tra 2,4 e 1,8 milioni di anni e la presenza a Olduvai dellassociazione tra questa industria litica, denominata olduvaiana, e resti attribuiti allHomo habilis. A partire da 2,4 Ma compaiono in Africa orientale le pi antiche industrie litiche, in particolare nella regione dellAfar e nella valle dellOmo, entrambe in Etiopia e nel Turkana occidentale. Anche se si tratta di piccoli ciottoli scheggiati e di schegge, essi costituiscono i primi strumenti fabbricati da un Ominide, che si ritiene fosse lHomo habilis. E questa lindustria olduvaiana, datata tra 1,9/1,85 e 1,7 milioni danni. E caratterizzata da choppers, poliedri, pezzi sferoidali e schegge ritoccate. Oggi la maggior parte dei paleoantropologi concorda sul fatto che i reperti attribuiti a Homo habilis presentano un tale grado di variabilit da non poter essere attribuiti a ununica specie. 12

Alcuni resti sono quindi stati attribuiti a una nuova specie, lHomo rudolfensis, contemporanea dellhabilis. Rispetto allhabilis lHomo rudolfensis ha denti di maggiori dimensioni, la faccia pi larga e un potente apparato masticatorio e un cervello pi grande. LHomo erectus Nel 1891 il medico olandese E. Dubois scopr a Trinil nellisola di Giava una calotta cranica e lanno successivo nello stesso strato un femore che attribu a una specie intermedia tra le scimmie antropomorfe e luomo e che chiam Pithecanthropus erectus. La denominazione era giustificata dai caratteri primitivi della calotta cranica, che permetteva di stimare una capacit cranica di circa 900 cm3, quindi intermedia fra quella delle scimmie antropomorfe e quella delluomo, e dalle caratteristiche dalle caratteristiche fisiche che mostravano un individuo capace di stazione eretta e di locomozione bipede. Tra il 1929 e il 1937 numerosi resti fossili di un Ominide simile furono rinvenuti negli scavi di Chu Ku Tien presso Pechino e furono assegnati alla specie Sinanthropus pekinensis. In seguito si comprese che questi ritrovamenti appartenevano ad un'unica specie di Ominide che venne chiamato Homo erectus, a cui saranno attribuiti anche fossili umani venuti alla luce in Africa, a Ternifine in Algeria e nella gola di Olduvai in Tanzania, nonch reperti europei come la mandibola di Mauer. L Homo erectus fu quindi considerato una specie umana diffusa in tutto il vecchio continente e intermedia tra gli Australopiteci e luomo di Neanderthal. In seguito le ricerche condotte nella regione del lago Turkana portarono al rinvenimento di fossili attribuiti allHomo erectus di et pi antica di tutti quelli in precedenza conosciuti. Successivamente queste pi antiche forme di Homo erectus sono state considerate diverse dagli esemplari asiatici e tali da giustificare la loro attribuzione a una specie distinta chiamata Homo ergaster, limitando quindi quella di Homo erectus ai soli fossili asiatici. Inoltre anche i reperti europei attribuiti in un primo tempo a Homo erectus, come la mandibola di Mauer, il cranio e le mandibole dellArago o i reperti frammentari di Bilzingsleben, sono oggi attribuiti a una specie distinta, quella di Homo heidelbergensis. Quindi, mentre un tempo si riunivano molti fossili asiatici, africani ed europei in una sola specie, ora vengono attribuiti dalla maggior parte degli studiosi a tre specie distinte di Homo: ergaster, heidelbergensis ed erectus. Homo ergaster E stato trovato nella regione del lago Turkana e datato tra 1,87 e 1,48 milioni di anni fa. Di dimensioni corporee notevolmente maggiori degli Australopiteci e analoghe a quelle delluomo moderno mostra anche un marcato aumento delle dimensioni del cervello. Le ossa degli arti superiori sono pi brevi, mentre il femore e la tibia sono pi lunghi. Mostra cos umane e nello stesso tempo raggiunge le dimensioni delluomo moderno per quanto riguarda laltezza. Queste caratteristiche lo differenziano profondamente i primi Homo erectus da tutti gli Ominidi precedenti, compresi Homo rudolfensis e Homo habilis, e ne fanno i primi veri rappresentanti del genere Homo. LHomo erectus presenta uno spesso toro sopraorbitario, una volta cranica bassa, losso frontale separato dal toro sopraorbitario da un solco ed sfuggente allindietro. LHomo erectus il primo uomo uscito dallAfrica, come mostra la sua diffusione nellAsia orientale. Durante il Pleistocene medio, tra 1,0 e 0,3 milioni di anni circa, vissero le forme classiche dellHomo erectus, diffuso ora anche in Europa. LHomo erectus/Homo ergaster cre gli strumenti bifacciali (o amigdale). Poich le culture con bifacciali sono note in Europa dobbiamo concludere che vi furono portate da uomini appartenenti alla specie Homo erectus/ergaster. NellAsia orientale, al contrario, non attestata la presenza di bifacciali, almeno durante il Pleistocene medio, e ci pu interpretarsi come prova del fatto che la diffusione degli Ominidi in Asia sia avvenuta prima che in Africa si passasse dalla pebble culture a quella del bifacciale. 13

I pi importanti reperti di Homo erectus del Pleistocene medio sono proprio quelli effettuati a Giava e in Cina. LHomo erectus in Asia Un gran numero di crani e di mandibole di Homo erectus stato scoperto nellisola di Giava. Sono datati tra 1,6 e 1,4 e 0,5 milioni di anni fa. LHomo erectus, sia nella sua forma pi arcaica cio quella africana di Homo ergaster, sia in quelle asiatiche (Homo erectus) sia in quelle europee (Homo heidelbergensis), si caratterizza per un corpo sostanzialmente di tipo umano moderno e per una capacit cranica maggiore di quelle dei precedenti Ominidi. Questo incremento della capacit cranica deve essere stato accompagnato da un periodo pi lungo di dipendenza della prole dai genitori. Nelle scimmie antropomorfe il periodo che va dalla nascita al raggiungimento della maturit molto pi breve che non nelluomo e questa differenza dei ritmi di sviluppo dimostrata dai differenti modelli di eruzione della dentatura permanente e dal diverso tasso di accrescimento del cervello dopo la nascita. Questa prolungata dipendenza della prole dai genitori in stretto rapporto con un pi prolungato periodo di apprendimento: il linguaggio, la cultura e le complesse regole della vita sociale consentono allindividuo di diventare adulto e di sopravvivere. Inoltre la riduzione del dimorfismo sessuale indica che presso lHomo erectus la competizione violenta tra i maschi per accedere allaccoppiamento con le femmine doveva essere diminuita o scomparsa del tutto. Inoltre la particolare forma della cassa toracica dellH. erectus mostra come ormai si fosse indirizzato, come luomo moderno, verso una dieta onnivora. LHomo erectus africano ed europeo lautore di una industria litica, chiamata acheuleana, caratterizzata dalla produzione di bifacciali, a volte accuratamente lavorati. Questa industria compare per la prima volta in Africa circa 1,5 milione di anni e rimase praticamente tale e quale per pi di 1 milione di anni. I ritmi dellevoluzione tecnologica furono quindi straordinariamente lenti. Le prime prove dellutilizzo e del controllo del fuoco risalgono invece a circa 500 400.000 anni fa. Inutile sottolineare la grande importanza di tale scoperta anche dal punto di vista alimentare. La maggiore intelligenza dellH. erectus gli consentiva di elaborare un maggior numero di informazioni, quindi una maggior capacit di sfruttamento delle risorse dellambiente e conseguentemente pi alte probabilit di sopravvivenza. Ci si pu chiedere se l Homo habilis e lHomo ergaster/erectus erano cacciatori oppure si nutrivano di animali abbattuti da altri predatori e quindi erano in competizione con iene ed avvoltoi. Certamente questi appartenenti al genere Homo collaboravano tra loro per procacciarsi il cibo, ma cos fanno molti predatori. Questo un aspetto fondamentale, quanto il fatto che il cibo spartito venisse trasportato al campo base e questa invece una caratteristica prettamente umana. Gli scavi di accampamenti hanno mostrato come il cibo venisse portato in quei luoghi per successive lavorazioni ad esempio le ossa venivano qui spezzate per estrarne il midollo. Fu proprio linvenzione di utensili con i margini taglienti che permise di sezionare le carcasse degli animali e di trasportarle a pezzi negli accampamenti. La necessit di apprendere nozioni di caccia, di sapere come fabbricare utensili e sezionare carcasse aument la lunghezza del periodo di apprendimento da parte dei giovani, rese pi duraturi e saldi i legami famigliari e incoraggi e rese necessario un sempre maggior uso del linguaggio. Difficile dire se vi fossero dei compiti assegnati esclusivamente ai maschi o alla femmine. Certamente lo scambio e la condivisione pacifica dei cibo presupponeva un contesto sociale e dei legami tra i componenti del gruppo ben pi complessi di quelli che si possono osservare oggi tra i Primati. E impossibile dunque dire se si dessero alla caccia o a forme di sciacallaggio, lipotesi pi probabile che praticassero entrambe, la caccia particolarmente ad erbivori e ad individui indeboliti per malattia o ferite e che non disdegnassero, quando se ne presentava loccasione, di sottrarre la preda a qualche altro predatore. Inoltre in alcuni casi non dovevano neppure disprezzare forme di cannibalismo. 14

Questi nostri antenati non erano umani, nel senso moderno del termine, ma questi aspetti del loro sistema di vita port gradualmente alluomo moderno. La comparsa dei bifacciali intorno a 1,5/1,4 milioni di anni fa, rivela due elementi di grande importanza per la comprensione della mente del genere Homo, infatti presuppongono lideazione di un modello e la fabbricazione di utensili non secondo il principio del minimo sforzo, ma secondo uno schema astratto prestabilito. Quindi la capacit di visualizzare oggetti che ancora non esistono al fine di raggiungere uno scopo. Ambrona-Torralba I due siti allaperto di Ambrona e Torralba si trovano a nord-est di Madrid, essi sono importanti per comprendere le tecniche di caccia e la vita sociale dellHomo erectus nel Pleistocene medio. La fauna comprende Elephas antiquus, E. trogontherii, Dicerorhinus hemitoechus, Bos primigenius, Equus, Cervus, Rangifer, Dama, Predama, Felis leo, Canis lupus e molta microfauna (uccelli, roditori, piccoli mammiferi). Le analisi palinologiche indicano un paesaggio dominato da Pinus silvestris, Artemisia e graminacee. Lindustria litica rinvenuta a Torralba comprende unalta percentuale di bifacciali e di hacheraux. Le schegge sono per la maggior parte prive di ritocco, vi sono raschiatoi laterali, grattatoi, lame ritoccate, perforatori e qualche caso di bulino. Sembra che gli strumenti fossero fabbricati altrove e portati sul sito. Alcune delle ossa animali sono state deliberatamente scheggiate per farne degli strumenti. Inoltre sono stati rinvenuti diversi frammenti di legno lavorato, uno, conservato per la lunghezza di 1,5 m, ha unestremit appuntita e sezione rettangolare. Non sono stati rinvenuti focolari, ma sono numerosi i carboni, i legni e le ossa bruciate, che potrebbero documentare la conoscenza del controllo del fuoco. In questi siti gli animali venivano macellati sul luogo di cattura, mentre quelli di dimensioni minori erano sezionati e asportati in ogni loro parte quelli di dimensioni maggiori venivano macellati in modo da asportare la carne lasciando le ossa sul posto. I reperti hanno permesso la seguente ricostruzione delle attivit che avevano luogo in questi siti: gli animali percorrevano la valle nel corso della loro migrazione annuale,due bande di H. erectus, composte da circa 30 persone, facendo uso del fuoco spingevano gli animali verso la zona paludosa del fondo valle e al tempo stesso gli impedivano di attraversare il fiume per raggiungere il terreno asciutto. Alcuni animali affondavano nel fango della palude da cui non riuscivano a liberarsi, allora gli uomini li assalivano e li finivano con lanci di pietre e colpi di aste di legno appuntite. La comparsa degli Ominidi in Europa LEuropa venne popolata dagli Ominidi molto tempo dopo lAfrica e lAsia. Secondo alcuni studioso ci sarebbe avvenuto a partire dal Pleistocene Medio, tra 528 e 478.000 anni fa. Secondo altri, invece,gli Ominidi sarebbero comparsi in Europa nel corso del Pleistocene inferiore. I recenti ritrovamenti di Atapuerca in Spagna e Ceprano nel Lazio indicherebbero che lEuropa meridionale fu popolata dagli Ominidi circa 300000 anni prima dellEuropa centrale, che venne popolata invece tra 528 e 478000 anni fa.

LE GLACIAZIONI Una glaciazione, o era glaciale, un periodo di tempo in cui si verifica un abbassamento della temperatura terrestre con conseguente espansione delle calotte polari e dei ghiacciai montani. Sono diversi i fattori naturali che possono causare variazioni nel clima terrestre , i principali, che sembra appunto abbiano determinato le glaciazioni sono i Cicli di Milankovitch. Con questo si intendono variazioni dellorbita terrestre (eccentricit, movimento dellasse, precessione) che risultano in cicli glaciali di 100.000 anni. Altri fattori che influenzano il cima sono la tettonica a placche, le grandi correnti marine e le emissioni di CO2 causate da grandi eruzioni vulcaniche. 15

Vi sono poi fattori che possono peggiorare le glaciazioni, ad es. la distruzione delle foreste, labbassamento del livello marino, lalbedo ecc. Nel corso del Pleistocene ci sono state 4 glaciazioni i cui nomi variano dalla zona geografica a cui si riferiscono. Noi ovviamente usiamo la terminologia dellarea alpina (qui le glaciazioni sono state chiamate con nomi di affluenti del Danubio): GNZ 680 - 620.000 anni fa INTERGLACIALE GNZ-MINDEL 620 - 455.000 anni fa MINDEL 455 - 380/300.000 anni fa INTERGLACIALE MINDEL-RISS 380/300 - 200.000 anni fa RISS 200 130.000 anni fa INTERGLACIALE RISS- WRM 130 110.000 anni fa WRM 110 10/15.000 anni fa Un interglaciale il periodo di clima temperato tra due glaciazioni, esso presenta degli stadi, cio periodi di clima pi freddo, senza essere vere e proprie glaciazioni. Mentre le glaciazioni hanno degli interstadi, ovvero brevi periodi si clima pi temperato. Ci dovuto al fatto che nelle variazioni climatiche la temperatura non segue una curva ascendente o discendente, ma mostra delle continue variazioni verso il caldo o il freddo indipendentemente da quella che la tendenza generale. Tra i principali effetti di una glaciazione ricorderemo: labbassamento del livello marino (durante lultima glaciazione il livello del mare era di 120 m inferiore allodierno), la variazione del regime dei venti, la formazione di laghi pluviali e glaciali, i movimenti isostatici della crosta terrestre, il cambiamento di regime dei corsi dacqua Al momento noi viviamo nellinterglaciale che segn linizio dellOlocene. In questo periodo vi sono state diverse oscillazioni climatiche: ad esempio vi fu un periodo di Optimum Climatico tra 9000 e 5000 anni fa (in cui le temperature erano di 0,5 C maggiori di quelle odierne), un'altra fase di clima caldo tra il X e il XIV secolo a cui segu la cos detta Piccola Et Glaciale che termin a met del XIX secolo. In questi ultimi anni si verificato un rapido incremento della temperatura che pu risultare in temperature pi alte di quelle verificatesi sulla terra negli ultimi 125.000 anni. Luomo di Neandertal A partire dallultimo stadio della glaciazione Rissiana (ca. 186-130.000 anni fa) fino allapice di quella di Wrm (che termin circa 30.000 anni fa), in tutta Europa, nel Vicino Oriente e in parte dellAsia centrale fu diffuso luomo di Neandertal. Il nome deriva dalla gola di Neander, posta tra Elberfeld e Dsseldorf. Lungo i fianchi di questa vallata si aprono diverse caverne, in una di esse nel 1856 vi furono condotti lavori per sfruttarla come cava di calcare. A circa 1,5 m di profondit gli operai trovarono delle ossa. La notizia pervenne al dr. Johann K. Fuhlrott, insegnante presso il ginnasio di Elberfeld ed appassionato di scienze naturali. Fuhlrott comprese che le ossa appartenevano a un tipo umano primitivo, ancora sconosciuto, e si rivolse ad Hermann Schaffhausen, professore di anatomia alluniversit di Bonn. Nel giugno 1857 entrambi presentarono una comunicazione scientifica sul ritrovamento. La loro teoria, secondo la quale le ossa erano da attribuirsi a un antico genere umano primitivo venne accettata dai geologi e anatomisti inglesi e nel 1864 il geologo William King, allievo di Ch. Lyell, utilizz il ritrovamento per definire una nuova specie umana, l Homo neandertalensis. 16

Al contrario, in Germania la loro interpretazione venne generalmente respinta e prevalse lopinione che i resti dovessero attribuirsi a un individuo di et recente affetto da deformazioni patologiche. Gli uomini di Neandertal avevano statura di 1,5-1,65 m circa, e andatura perfettamente eretta; le ossa delle gambe e del torace sono pi robuste di quelle delluomo moderno e indicano una potente muscolatura. Il corpo era di aspetto tozzo, con spalle molto larghe e gambe e avambraccio corti e ci viene interpretato come una forma di adattamento a un clima freddo. Gli animali che vivono in climi freddi (p. es. i pinguini o gli orsi)tendono ad avere un corpo tozzo, quasi tendente allovoidale, ci perch hanno la minor superficie corporea possibile in rapporto alla loro massa, e ci aiuta a conservare il calore come si pu intuire. Altri loro aspetti morfologici confermano questo fatto, ad es. la grande ampiezza delle cavit nasali, che permetteva allaria inspirata di riscaldarsi pi rapidamente prima di pervenire ai polmoni. Le pi evidenti differenze con luomo moderno si notano soprattutto nella morfologia del cranio. A grandi linee i caratteri principali del neurocranio neandertaliano sono il frontale basso e sfuggente, la grande lunghezza e larghezza del cranio con notevole capacit (la media stata calcolata in ca. 1520 cm3, quindi superiore a quella delluomo attuale), il profilo angoloso e la protuberanza delloccipitale, il forte sviluppo dei seni frontali e mascellari ha dato luogo a una massiccia arcata sopra-orbitaria continua e una mascella molto grande e proiettata in avanti con risultante forte prognatismo,il profilo del mascellare in norma frontale quasi diritto e non concavo come nelluomo moderno, la mandibola molto robusta e priva di mento. Avevano dunque una struttura ossea idonea alle dure condizioni ambientali e al genere di vita che conducevano. Luomo di Neandertal viveva di caccia e di raccolta del cibo e non disdegnavano lo scacallaggio. Erano inoltre cacciatori stanziali e ci determinava facilmente lesaurirsi delle risorse alimentari della zona in cui abitavano con conseguenti crisi alimentari. Montavano punte di pietra su aste di legno che usavano come lance, ma non avendo vere armi da lancio (non avevano arco, frecce e propulsori per le lance) dovevano spesso avvicinarsi molto agli animali per poterli catturare, il che non era privo di rischi e rendeva la caccia pi ardua. Le loro prede erano soprattutto cervidi, bue primigenio, bisonte e cavalli, nelle zone pi meridionali lo stambecco. Venivano cacciati talvolta anche i mammut, ma solo se giovani ed occasionalmente anche lorso. Mentre le prede mammiferi di media taglia come la renna erano trasportati interi al campo base e qui scuoiati e macellati, gli animali di dimensioni maggiori come il bisonte venivano macellati nel luogo di abbattimento. La occasionale presenza di bruciature sulle ossa degli animali fa pensare che talvolta a volte la carne venisse cotta. Gli uomini di Neandertal avevano il pieno controllo delluso del fuoco ed erano anche in grado di riprodurlo come mostrato dai focolari rinvenuti nei loro abitati. Il ritrovamento di individui in et avanzata o portatori di lesioni invalidanti dimostra che gli uomini di Neandertal si prendevano cura dei propri simili, ma potrebbe essere sbagliato interpretare ci, alla luce della nostra mentalit, come compassione. Inoltre talvolta seppellivano i propri morti anche se ci stato recentemente messo in dubbio, anche perch non necessariamente la sepoltura di un cadavere implica credenze nellaldil o un contesto di cerimonie magico-religiose. Certamente gli uomini di Neandertal avevano strutture sociali molto pi complesse di tutti gli Ominidi precedenti, ma dire che lassistenza fornita ai feriti e la sepoltura dei morti indichi legami sociali ed affettivi simili ai nostri ancora prematuro, per non dire che pecca dingenuit. Nelluomo moderno la laringe e la faringe (che ci permettono il linguaggio) sono conformate diversamente che nelluomo di Neandertal, certamente i Neandertaliani avevano un linguaggio verbale, ma probabilmente con suoni differenti da quelli delluomo moderno. Nelluomo anatomicamente moderno la scomparsa del prognatismo, presente invece in tutti gli appartenenti al genere Homo, nei pongidi e nei mammiferi, port, per selezione naturale, allo sviluppo del seno nelle femmine, infatti la mancanza del seno avrebbe reso impossibile allattare un cucciolo non prognato senza soffocarlo contro il petto. 17

Il fatto che il linguaggio verbale presupponga lassociazione di suoni a significati e a concetti astratti significa che i neandertaliani possedevano capacit di astrazione e simbolizzazione. Una delle possibili prove di tali capacit proviene da una caverna nella valle della Idrijca (Slovenia) dove stato scoperto un flauto ricavato da un femore di un giovane orso. Lo strato dove stato rinvenuto stato datato attorno ai 44.000 48.000 anni fa ed era pertinente al Musteriano Il reperto conservato per una lunghezza di 11,5 cm, originariamente doveva essere intorno ai 14 cm, e conserva ancora due fori circolari intatti e altri due frammentari alle estremit. I fori, regolari ed allineati tra loro, hanno un diametro di 9 mm. La disposizione dei fori corrisponde bene alla posizione delle dita su un flauto, dunque potremmo trovarci davanti al pi antico strumento musicale conosciuto. Importante il fatto che la distanza tra il secondo e il terzo foro sia il doppio di quella tra il primo e il secondo. In questo caso avremmo una scala diatonica minore con quattro note: mi, fa, sol, la. Alcuni autori hanno espresso lopinione che i fori non siano stati prodotti dalluomo, ma da animali che hanno rosicchiato losso. Ma la presenza di tre, e molto probabilmente quattro, fori allineati tutti con ugual diametro, il fatto che la distanza dei fori corrisponda alla spaziatura di una scala musicale e la mancanza di altri eventuali segni dellazione di animali rendono questa ipotesi estremamente improbabile. Lesistenza di uno strumento musicale, un flauto, presuppone che i Neandertaliani producessero musica e quindi possedessero facolt di astrazione analoghe a quelle richieste dal linguaggio. La scomparsa delluomo di Neandertal e luomo anatomicamente moderno Tra 200 e 100.000 anni fa vi erano uomini di Neandertal in Europa,uomini anatomicamente moderni in Africa e Homo erectus di forme evolute nellEstremo Oriente, ma dopo solo 30.000 anni troviamo solo uomini anatomicamente moderni. Per spiegare questo fenomeno sono state formulate principalmente due teorie: 1) la continuit multiregionale sostiene che la documentazione fossile mostra una identica evoluzione dellHomo erectus che nelle diverse aree del Vecchio Continente, si sarebbe quindi evoluto in Homo sapiens arcaico e poi in Homo sapiens anatomicamente moderno e che le caratteristiche fisiche che distinguono le attuali razze umane abbiano avuto origine durante questo percorso evolutivo, per cui non sarebbero il risultato di fenomeni recenti do origine ambientale, ma bens il risultato di una lunga storia evolutiva separata nelle diverse regioni. 2) la ipotesi Arca di No o della Eva africana: lHomo sapiens anatomicamente moderno si sarebbe evoluto in Africa dalle locali forme di Homo erectus e in seguito si sarebbe diffuso in Asia e in Europa. Gli studi condotti sul DNA mitocondriale sembrano sostenere queste teoria. Si ricorda che il DNA mitocondriale trasmesso solo per via materna (per questo la teoria venne ribattezzata Eva africana). Lo studio del DNA mitocondriale delle popolazioni umane mostra che esse sono omogenee, presentano infatti una scarsa variazione genetica. Ma le attuali popolazioni africane mostrano il tasso di variazione pi elevato, ci significa che nellAfrica a sud del Sahara le popolazioni hanno avuto pi tempo per accumulare tali variazioni, ne consegue che in queste regioni luomo pi antico. A seguito di questa teoria nel 1988 venne sviluppato il modello out of Africa, che pu essere cos riassunto: - Luomo di Neandertal in Europa e lHomo erectus in Asia orientale e sud-orientale sarebbero il risultato dellevoluzione delle locali popolazioni di H. erectus di origine africana che erano rimaste geneticamente isolate. - luomo anatomicamente moderno migr dallAfrica sub-sahariana, dove aveva avuto origine, occupando tutto il Vecchio Continente e rimpiazz gli altri gruppi di Homo senza alcuna 18

ibridazione. Approssimativamente lorigine delluomo anatomicamente moderno va collocata tra 140 e 290.000 e la sua uscita dallAfrica tra 90 e 180.000. I pi recenti ritrovamenti archeologici effettuati in Africa mostrano che gli aspetti culturali associati alluomo anatomicamente moderno sono qui pi antichi che in ogni altra parte del mondo, sembra dunque che la teoria out of Africa sia confermata. Luomo moderno, emigrando dallAfrica rimpiazz i Neandertaliani europei e le forme pi recenti di Homo erectus in Asia. Gli studi sul DNA del Neandertal sostengono la teoria del rimpiazzamento totale, infatti i segmenti di DNA estratti dalle ossa di alcuni scheletri di Neandertaliani confrontati con quelli delluomo anatomicamente moderno mostrano tali differenze da dover escludere che Neandertal ed uomo anatomicamente moderno possano aver fatto parte di ununica specie. La divergenza evolutiva tra Neandertal e uomo moderno risalirebbe a oltre 400.000 anni fa. Per quanto riguarda la scomparsa dei Neandertaliani sono state formulate le tre seguenti teorie: 1) Luomo moderno si sarebbe evoluto da quello di Neandertal, 2) A seguito della sua emigrazione, luomo moderno venendo in contatto con il Neandertal ne determin la totale scomparsa a causa della sua superiorit tecnologica o poich portatore di malattie verso le quali il Neandertal non aveva difese immunitarie, 3) Luomo di Neandertal sarebbe scomparso in seguito a fenomeni di acculturamento, di ibridazione o di assorbimento da parte delluomo moderno. La prima ipotesi non pi accettata poich smentita sia dalle scoperte archeologiche sia da quelle paleoantropologiche. La seconda ipotesi invece quella pi diffusa, anche se la terza ipotesi contiene elementi che sembrano trovare conferma nella documentazione archeologica. La scomparsa delluomo di Neandertal fu un processo lento e di lunga durata e non si verific in modo uniforme ovunque. Il problema reso poco chiaro dalla complessit dei ritrovamenti che si collocano al passaggio tra Paleolitico Medio e Superiore. Sembra certo che vi siano stati contati tra uomo di Neandertal e uomo moderno. Tali contatti avrebbero dato luogo a fenomeni di acculturamento, e a fenomeni di ibridazione culturale, almeno occasionali.

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