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Eugenio Girelli Bruni <girellibruni@gmail.

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[Nuovo articolo] 2013: valutazione del conflitto in Siria e in Egitto La guerra continua
1 messaggio Z Net Italy <donotreply@wordpress.com> A: girellibruni@gmail.com 26 dicembre 2013 23:38

Nuovo articolo su Z Net Italy

2013: valutazione del conflitto in Siria e in Egitto La guerra continua


by Redazione

2013: valutazione del conflitto in Siria e in Egitto - La guerra continua Di Ramzy Baroud 26 dicembre 2013 Come si prevedeva, il 2013 stato un anno terribile per diverse nazioni arabe. E' stato terribile perch la promessa di maggiori libert e di riforme politiche stata capovolta, in maniera violentissima in alcuni casi, portando alcune nazioni lungo il sentiero dell'anarchia e del caos completo. La Siria e l'Egitto sono due esempi tipici. La Siria stata quella colpita pi duramente. Per mesi le Nazioni Unite hanno sostenuto

che nei 33 mesi di conflitto sono state uccise oltre 100.000 persone. Pi di recente, l'Osservatorio siriano per i Diritti Umani, favorevole all'opposizione, ha concluso che le persone uccise sono state almeno 125.835, pi di un terzo delle quali sono civili. L'Agenzia Umanitaria dell'ONU (OCHA) dice che milioni di siriani che vivono in uno stato di sofferenze perpetue, hanno bisogno di aiuto, e che questa cifra arriver a 9,3 milioni per la fine del prossimo anno. Le cifre dell'OCHA cercano di prevedere le necessit di aiuti per il 2014. Tuttavia anche quella stima riflette una previsione politica ugualmente nefasta. Attualmente ci sono 2,4 milioni di profughi siriani che vivono in Libano, in Giordania, in Turchia, in Iraq e in Egitto. La cifra probabilmente raddoppier alla fine del prossimo anno. Considerando la radicalizzazione politica crescente tra i partiti coinvolti nel conflitto, e i loro sostenitori regionali e internazionali, c' poca speranza che il conflitto andr scemando nel prossimo futuro. Infatti il semplice racconto di un conflitto tra un governo centrale e un'opposizione non pi appropriato, dal momento che l'opposizione stessa frammentata in molti partiti, alcuni con programmi religiosi estremisti. Anche il precedente discorso che ha accompagnato il conflitto siriano, quello sulla libert, delle democrazia, e simili, di poca rilevanza, considerando il livello delle brutalit e i molteplici obiettivi dichiarati dalle varie forze combattenti. Per i siriani, per. una situazione in cui tutti gli esiti sono sfavorevoli. I siriani coinvolti in questa guerra capiscono bene che un conflitto prolungato potrebbe significare che il paese davanti al rischio di un crollo completo, e che c' in vista uno scenario come quello della Somalia o dell'Afghanistan. Poi pochi si preoccuperebbero di ricordare i motivi originari del perch la guerra iniziata, in primo luogo, dato che generazioni di rifugiati siriani sarebbero destinati a vivere con lo stesso destino senza fine che sperimentano i profughi palestinesi. C' tuttavia un barlume di speranza. Lo storico patto firmato di recente tra l'Iran e altri sei paesi - Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germani - potrebbe in realt fare entrare almeno la possibilit di ricorrere al dialogo per risolvere la crisi in Siria. E' vero, il patto era relativo al programma nucleare dell'Iran, ma dal momento che tutti questi paesi sono partecipanti attivi alla guerra siriana, con molta influenza sulle parti in lotta, il loro consenso sarebbe necessario perch un futuro dialogo tra Damasco e l'opposizione dia dei frutti. Continuer, comunque, ad affiorare una domanda: anche se l'opposizione laica siriana acconsentir a un futuro accordo con l'attuale regime di Bashar al-Assad, questo avr qualche rilevanza su altre forze estremiste che combattono per la loro causa? Anche in base alle valutazioni pi ottimistiche, il conflitto probabile che venga deciso nel 2014. La stessa valutazione rilevante anche nel caso dell'Egitto. Nel 2013 il conflitto egiziano ha assunto una dimensione diversa, sebbene la maggior parte dei media ( arabi e internazionali) sono cos saturi di mezze verit e/o di cattiva informazione intenzionale. E' quasi impossibile raggiungere una comprensione equilibrato di ci trapela nel paese arabo pi popoloso. Un' importante ragione che sta dietro la confusione, che i servizi sulla rivoluzione del 25 gennaio 2011 erano ultra sentimentali e semplificati. Per alcuni aspetti, continua lo scenario dei cattivi contro i buoni per definire il tumulto egiziano. I media egiziani sono un esempio primario di questo. Fino dalla protesta ben orchestrata del 29 giugno, seguita

dal golpe militare del 3 luglio, alcune forze laiche affiliate alla rivoluzione, si sono allineate in appoggio proprio delle forze affiliate al regime del deposto Mubarak. Entrambe le fazioni erano unite in opposizione a un governo affiliato con la Fratellanza Musulmana (MB) - essa stessa affiliata alla rivoluzione. La cosa diventa ancora pi intricata dal momento che il partito islamico salafita al-Nour, non ha alcun problema a stare dalla parte dei militari, in appoggio alla sua costituzione stilata di recente, sebbene fosse al-Nour che infaticabilmente faceva pressioni per una costituzione preparata sotto la guida del deposto presidente Mohammed Morsi. E' stato quel tipo di pressione che ha fatto uscire molti partiti laici dal comitato che aveva tentato di elaborare una precedente costituzione, lasciando isolata la Fratellanza Musulmana. Al-Nour e i partiti laici sono ora nello stesso campo politico. La 'politica sporca' non inizia neanche a descrivere ci che successo all'Egitto, perch la dimensione violenta di questa politica sconosciuta nella moderna storia del paese. Circa 20.000 egiziani sono ora condannati o devono affrontare un processo per aver fatto parte del o sostenuto il campo politico 'sbagliato'. Il governo appoggiato dai militari sta ora sventnando "un attacco violento" liberando coloro che erano affiliati al regime di Mubarak e imprigionando coloro che erano affiliati con la Fratellanza Musulmana. Il 21 dicembre, il presidente deposto, Morsi, stato rinviato dai pubblici ministeri egiziani a un terzo processo penale, con "accuse di aver organizzato evasioni dalle carceri durante l'insurrezione del 2011, di aver diffuso il caos e di aver rapito dei poliziotti in collaborazione con militanti stranieri," ha riferito l'agenzia di stampa Associated Press. L'avvocato della Fratellanza, Mohamed el-Damati ha descritto lo scopo di tutto questo come un tentativo di annientare ogni singolo risultato della rivoluzione di gennaio. "Stanno passando con una gomma sulla rivoluzione del 25 gennaio 2011," ha detto. Ma avranno successo? Mentre le forze armate godono di una grande influenza su ogni aspetto del potere in Egitto, gli egiziani non sono pi partecipanti passivi. Ribaltare il risultato della rivoluzione non influenzer necessariamente la mentalit collettiva che ha dato agli egiziani quel tipo di fervore che li ha fatti resistere e lottare per i loro diritti. Nessun editto militare o manovra legale pu cancellare questo. Il 2014 probabilmente sar un anno in cui la natura del conflitto in Egitto cambier da conflitto dell'esercito contro la Fratellanza Musulmana in conflitto elitario che superer tutto questo per diventare qualcos'altro, forse una lotta che ritrover lo spirito della prima rivoluzione.

Ramzy Baroud (ramzybaroud.net) un opinionista che scrive sulla stampa internazionale, un consulente di media, e redattore del sito PalestineChronicle.com. Il suo libro pi recente : My Father Was a Freedom Fighter: Gaza's Untold Story [Mio padre era un combattente per la libert: la storia di Gaza che non stata raccontata]. (Pluto Press).

Da: Z Net - Lo spirito della resistenza vivo http://www.znetitaly.org Fonte: http://www.zcommunications.org/2013-assessing-he-conflict-in-syrua-and-egyptthe-war-continues-by-ramzy-baroud

Originale: Ramzy Baroud's ZSpace Page Traduzione di Maria Chiara Starace Traduzione 2013 ZNET Italy - Licenza Creative Commons CC BY - NC-SA 3.0

Redazione | dicembre 26, 2013 alle 11:38 pm | URL: http://wp.me/p2HEoQ-3xL

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