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Questo lavoro segue l'andamento dei seminari di base tenuti da Don Jun in Italia nel novembre del 1997

durante il suo primo viaggio nel nostro paese. Ha quindi una struttura discorsiva e sono possibili ripetizioni. Il testo stato ricavato dalle traduzioni dallo spagnolo fatte durante gli incontri. I curatori Celso Bambi e Nityama Masetti si sono limitati a sistematizzare e rendere pi organici i materiali. La prima redazione stata visionata da Don Jun stesso. Un particolare ringraziamento va a Rosa e Luca della Macropost per il sostegno e l'aiuto tecnico nella preparazione del libro.

Foto di copertina; Massimo Mangialavori

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Nessuna parte di questo libro pu essere riprodotta, memorizzata in sistemi d'archivio, o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo elettronico, meccanico, fotocopia, registrazione o altri, senza la preventiva autorizzazione scritta dell ' autore.

Questo libro stampato su carta ecologica prodotta in totale assenza di eloro.

l'edizione novembre 1998 1" ristampa marzo 1999


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Jun Victor Nufiez Del Prado 1998 macro edizioni Via Isei-47814 Cesena (FO) ISBN 88-7507-199-3

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II significato dell'incontro con Don Jun

Ho incontrato Don Jun nel 1997 a Cuzco, durante uno dei miei frequenti viaggi nelle Ande. Cercavo un appartenente al sentiero andino, che non fosse soltanto un erudito della disciplina, ma un praticante appassionato in grado di lenire quel "mal di Per" di cui soffrivo da tempo, "malessere" simile a un morboso innamoramento che nutro per quelle terre sudamericane. Jun esprime le capacit di incontro tra due mondi: da un lato la razionalit occidentale e la cultura cristiana, dall'altro il misticismo andino che si attua nella sentita celebrazione della natura e permea energeticamente ogni forma vivente dell'universo. L'insegnamento di alcune tecniche, da lui ricevute e apprese, mi ha permesso di agire nuove capacit e approfondire la sensibilit percettiva, allargando la mia possibilit di visione. Entrando nel Karpay Ayni, l'iniziazione andina, si crea l'opportunit, di un vero dialogo con ogni espressione vivente del pianeta e del cosmo, la comunicazione si muove dall'uomo alla natura e dalla natura all'uomo. Praticando le tecniche andine la percezione si espande oltre l'abituale sentire. L'attenzione si apre a porzioni di realt ignorate, attivando "sensi ulteriori" che ci lasciano accedere ad aspetti multidimensionali del vivente. Ci sono soglie che raramente il condizionamento occidentale ci porta a varcare, Jun offre gli strumenti per entrare in zone spesso inesplorate dalla nostra coscienza ordinaria e ci fa parte-

cipi di un progetto profetico di cambiamento del pianeta dove ognuno protagonista iniziando da se stesso. Nei paragrafi successivi cerco di introdurre il lettore, con un linguaggio forse troppo tecnico, e me ne scuso, ad alcune delle categorie del pensiero andino entro le quali si muove la ricerca di Don Jun. Sono commosso dalla ricchezza e dal senso di libert che ispirano gli insegnamenti di quest'erede di un antico lignaggio di sacerdoti quechua peruviani, e la mia gratitudine va a lui e al suo maestro Don Benito. Gelso Bambi
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A tutti i maestri che hanno condiviso e condividono con infinita pazienza e compassione (con-passione) insegnamenti, tecniche di "risveglio" e pi ancora la grazia del loro stato d'essere. Al mio maestro va la gratitudine di essere libera d attingere ed esplorare variegati sentieri... .,,... , ,. Dedica della curatrice .. . : ., '. ! :,,,..-. Nityama E. Masetti
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Lo spazio archetipico Quechua e Aymara ^,- .. ,> v


Introduzione a cura di Celso Bambi - '

La relazione uomo-natura nell'Occidente e nelle A n d e

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L'occidentale si rapporta con il suo ecosistema e le sue risorse in modo quantitativo: tanta terra, tanta capacit produttiva; la filosofia prevalente quella del dominio dell'uomo sulla natura, vista come mossa da leggi fisiche oggettive. La scienza studia queste leggi e crea l'illusione che tutto manipolarle; il suo avvento ha provocato quello che la letteratura sociologica weberiana ha chiamato il disincanto del mondo, eliminando la percezione fascinosa del mistero. In queste nostre societ desacralizzate, il lavoro agricolo e il lavoro in generale diventato un atto profano, giustificato unicamente da un vantaggio economico, senza offrire alcuna apertura verso l'universale. All'opposto, nelle societ arcaiche, il lavoro agricolo era rivelato dagli Dei o dall'eroe civilizzatore, e costituiva un atto reale e significativo, che legava intimamente il soprannaturale al naturale. Con il monoteismo cristiano era gi iniziato un processo che riduceva e combatteva la visione pagana di una natura vivente, dove agli uomini erano offerti vari tipi d'identit e dove gli Dei erano gli elementi della natura imparentati fra loro e con gli uomini. Qui, coscienza, intelligenza e psiche non esistono solo nell'uomo, ma anche nella natura e molte logiche interagiscono fra loro nel mondo. Lo scenario di questo tessuto di relazioni

implica il senso del divino: l'uomo incontra esseri di altre dimensioni e dei nella sua vita quotidiana. Questo processo di natura vivente era una drammatizzazione dinamica, non un universo rigidamente ordinato e finito. Con il tramonto del paganesimo in Occidente, la ragione, che conviveva con altre parti dinamiche come l'istinto, venne resa astratta e staccata da quel tessuto animato sopraddetto (1). Il cristianesimo ricondusse il governo della natura ad un unico dio, la cui esperienza religiosa veniva sempre pi istituzionalizzata; altrettanto fece il protestantesimo che contemplando l'esperienza religiosa come fatto privato ne estingueva l'apertura verso il cosmo. In questo quadro l'uomo trova come interlocutori Dio e se stesso. Quando la scienza cercher di eliminare la divinit, rimarr l'individuo razionale a dominare su una natura intesa come macchina morta; l'uomo non potr che autodifendersi e non avr ! altro tipo di interlocutore se non se stesso. ' ' Per gli indios quechua e aymara delle Ande, l'uomo immerso in un universo misterioso, dove persino la polvere che corre nel vento ha vita, ossia coscienza, forza intenzionale e volont. La razionalit occidentale logico-matematica, l'intelligibilit culmina con connessioni di senso trattabili come asserzioni matematiche, finalizzate ad uno scopo di dominio; l'esperienza viene sempre quantificata. 1 ' opposto di una razionalit che cerca la comprensione dell'oggetto con penetrazione simpatetica, cio diretta a rivivere o a partecipare dal di dentro gli avvenimenti. Per l'andino la terra non solo utile, un modo di vivere, una totalit alla quale si sente radicato e ne dipendente come una pianta. Egli guarda ci che lo circonda non come un oggetto ma come un coesistente, la relazione con la terra e con l'universo gli familiare (2). La sua vita non solo umana, ma transumana perch partecipe delle infinite esperienze cosmiche: i suoi principali atti quotidiani diventano sacramenti.

Il panpsichismo dell'universo andino


Uno dei risultati della culturizzazione ispanica che oggi, dopo pi di quattro secoli dalla conquista dell'impero incaico (3), circa il 90% della popolazione peruviana e boliviana si dichiara formalmente cattolico. Tutti gli atti fondamentali della vita privata e pubblica sono oggettivati e socialmente sanciti attraverso i riti cattolici. Infatti le cerimonie civili sono quasi complementari con le funzioni sacre cattoliche. Inoltre una parte del sistema educativo, dei paesi considerati, a carico dei religiosi. Naturalmente, in quasi tutti i villaggi e fattorie esiste una chiesa o una cappella, "ed almeno una volta l'anno i campesinos si riuniscono l con il pretesto della festa patronale (4). Spesso questi aspetti, per, sono parte di un sistema pi ampio che conserva una visione del mondo precolombina che si integra con gli elementi della cultura spagnola-cattolica. Mi riferisco alle comunit andine, I membri delle comunidades, i villaggi andini tradizionali, condividono sentimenti, elaborazioni mentali e maniere di percepire il mondo che sono il risultato di processi intimi di relazione con l'ambiente e la sua ecologia. Nell'antico Per avevano concezioni generali abbastanza simili. In primo luogo la loro visione dell'universo si riferisce sia alla parte della natura con la quale l'uomo ed il gruppo hanno contatto, sia alla sfera della immaginazione simbolica, senza che si avverta la separazione fra ci che naturale e ci che soprannaturale. Si pu dire che l'universo animato da una sorta di latenza divina o di un panpsichismo, che si concretizza in una serie di entit spirituali, ognuna con una storia ed un'ubicazione specifica. Nelle relazioni con esse l'uomo cerca di definire le sue condizioni esistenziali. Nell'insieme il mondo appartiene ad un ordine archetipico ed governato non da leggi fisiche, ma da prin-

tipi di carattere morale e sacro; la conoscenza empirica della lealt non si separa dal contenuto mitico. La natura piena di divinit e di spiriti protettori dell'uomo, degli animali, delle piante e dei minerali, nonch delle varie attivit sociali. Questi esseri controllano i fenomeni fisici ed agiscono secondo il comportamento degli umani. Attraverso le proprie azioni l'uomo partecipa a questo controllo motivando le risposte degli dei. Le forme di comportamento sono prescritte dalla tradizione che perpetua i riti con i quali s'invoca la protezione e si ringrazia per essa gli Spiriti Superiori. , . :!l . .. ... .i Si crede che gli indios adorino le montagne, i laghi, le rocce, le foglie di coca, i fulmini ed altri fenomeni della natura; in realt il culto non diretto n alle cose, n ai luoghi in quanto tali, ma allo spirito che li produce o li abita e alla forza del simbolo che li consacra o che s'incarna come ierofania (5). In tutte le comunit andine ogni luogo ha un nome significativo e una personalit sacra. Gli animali, le piante e le cose come l'uomo hanno un'anima o sono abitati da uno spirito che li vivifica. Nell'antico Per perfino i prodotti materiali dell'attivit umana avevano una loro divinit reggente, una forza spirituale della quale erano espressione. Oggi gli indios che ancora mantengono queste credenze evitano di rivelarle, poich hanno un rispetto particolare per esse e capiscono l'incredulit e la derisione che causerebbero in coloro che sono estranei all'intimit del loro mondo. ..... ,

Concetti di morte, tempo e spazio

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Gli indios sono convinti che la morte solo un passaggio verso un'altra vita. Tutti credono che l'anima si separi dal corpo nel momento della morte per iniziare una nuova forma di esistenza. 10

Fra gli indigeni di certe comunit non esistono concetti di sai-, vezza o condanna eterna; incluso le pi gravi trasgressioni danno luogo a patimenti temporali provvisori nell'altro mondo. II. mondo dei vivi e il mondo dei morti non sono radicalmente separati, in certe circostanze e occasioni i vivi possono visitare il mondo dei morti e viceversa, conseguentemente appare totalmente naturale avere dialoghi e incontri con i defunti. Nella mentalit andina i concetti di tempo e di spazio non esistono come astrazioni separate, sono nozioni che nascono subordinate all'essere, agli avvenimenti reali e ideali. per la stessa ragione che la conoscenza empirica della realt non si separa dal pensiero mitico. Gli indios, come tutti gli uomini profondamente religiosi, vivono due classi di tempo: un tempo reale, della durata del fenomeno, ed un altro tempo ideale e sacro, dentro il quale fluiscono ; le immagini mitiche e hanno spazio gli echi magico-religiosi ; che disarticolano le sequenze logiche dell'accadere. Di conseguenza un tempo mitico primordiale, sempre senza fine, rinnovabile, nel quale determinate situazioni possono essere rivissute attraverso i riti, ossia attraverso quelle gestualizsazioni rituali che permettono di passare senza pericolo dal tempo comune, quotidiano, al tempo sacro e perpetuo (6). Senza dubbio in questo tempo, paradossalmente senza tempo, i miti equivalgono ad essenze; perci, nel proiettare gli ideali nel ^ passato, la mentalit religiosa da a quest'ultimo un valore essenziale, necessario, naturale, lo sente come gi realizzato; si rinforza quindi la possibilit di reintegrazione e di comunione con le antichit stesse. ,. . : ,., ;.," ,, . ,,. .-. .. La storia concepita come una successione di mondi, ognuno dei quali sostituito da uno nuovo, ogni qualvolta entrano in crisi le forze rigenerative della natura e dell'ordine morale degli. uomini. Per ogni mondo vecchio non scompare totalmente fino a quando non viene incorporato nella terra ctonica, cio nelle l

profondit, ed in questo modo continua ad influenzare il corso degli avvenimenti. =- > < L'atteggiamento rispetto allo spazio, come quello rispetto al tempo, rivela che l'andino vive nella sua anima uno spazio con doppio significato. Il primo dato dallo spazio fisico delle dimensioni, dentro al quale ogni cosa ha la sua grandezza reale. Il secondo significato invece rivelato dallo spazio simbolico, che non uno spazio di magnitudine, bens un ambito eterogeneo dove esistono esseri qualitativamente differenti, con gerarchie date dal grado di
sacralit. .-/ . . . ..-,... .,..,;.:. - ^ v .*. ;,. , - . . - v - i ( .

Lo spazio e il tempo sacri sono categore di uno spazio senza distanze e di un tempo che si sviluppa come una spirale perodficata, dentro ai quali trovano la loro possibilit le forze della credenza. Solo per mezzo di queste forme di tempo e di spazio sono possibili e hanno significato i riti e le credenze magico-religiose. D'altronde, si tenga conto anche dell'influenza del paesaggio andino come ruolo decisivo della formazione dei modelli di vita. L'esistenza subordinata alle esigenze di un habitat forte e difficile; nelleyungas, terre basse (mare, deserto, foci di fiumi), si ha l'umidit pi tremenda, e nella sterra verso le cime, si ha un freddo pungente; i fiumi serpeggiano fra gole, guadi e rapide mortali fino alle valli alte, isolate dal resto del mondo e in molti casi anche tra loro. Qui, l'uomo deve lavorare duramente per costruire terrazzamenti sulle falde scoscese, trasportarvi terra fertile, proteggerle dall'erosione, dalle frane e dall'azione dei venti. Dall'infanzia, l'uomo andino, vive in un paesaggio scabro, profondo, spoglio di vegetazione ma coronato da cime maestose ed esaltanti. ,

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La P a c h a m a m a o M a d r e T e r r a

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La Pachamama la Grande Madre comune a tutti gli uomini e rappresenta la base stessa della vita, poich la fonte primaria che da il nutrimento necessario. Il poeta boliviano contemporaneo Jun Condorcanqui, nativo di Oruro, appartenente all'etnia aymara, illustra molto bene nella poesia che segue il rapporto fra l'uomo andino e laPachamama, ossia la Madre Terra. Infatti, in questo esempio lirico, il culto alla grande dea generatrice si rivela una delle esperienze pi profonde della religiosit indigena; verso di lei si proietta l'anima andina piena di rispetto, venerazione e gratitudine.
Pachamama, donna eterna, fonte, 6 porta del Sole da te .* v< **"\ " ; nacquero la luce per tutti i ranchos (7) e i monti del mondo , Raccogli nel tuo ventre questo tuo popolo, che il mio cuore Raccogli i suoi pianti, le sue terre, le sue miserie saccheggiate
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0 Marnala (8), Pacha Marna, che dalle tue viscere ardenti di vita germoglino mille cuori fratelli, mille amori, centomila lama e vigogne (9), centomila ayllu (10) e una stella, centomila figli .:u
delle nostre donne -,-pi :':"''>': Ti s u p p l i c o p e r la m i a f e d e e il m i o l a v o r o ,

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e per il vigore immenso dei Mallkus (11) che dal tuo seno materno, Pachamama, fiorisca nella pampa il fiore di quenoa (12) e rinasca la fratellanza dell'ayni (13).

Il termine Pachamama ha nel pensiero andino implicazioni filosofiche profonde. Pacha in quechua significa sia tempo che spazio, quindi il mondo animato nella sua totalit (14). Il concetto molto differente da un'altra parola nativa: allpa, che si riferisce alla terra come materia e costituisce il suolo naturale.
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A Pachamama viene anche chiamata semplicemente Pacha o Pacha Terra Santa Maria, e viene spesso assimilata al culto alla Vergine cristiana. >. . ->,, -! Non propriamente una dea con caratteristiche personali definite, anche se suscettibile a personalizzazioni secondo specifiche credenze regionali; non nemmeno una forza impersonale e indefinibile come mona (15); invece uno spirito dotato di attributi genetici, rigenerativi di femminilit. la divinit creatrice per eccellenza, che simbolizza la fecondit delle piante, degli animali e dell'uomo. prodiga e tollerante, per di fronte all'indifferenza umana pu ritirare la sua protezione propiziatoria dando luogo all'indebolimento e alla scarsit. L'andino le offre un grande rispetto e quindi il fatto stesso di aprire un solco con l'aratro, non pu avvenire senza prima aver ottenuto il permesso con un'aspersione di chica (16) o di altro liquore alla Madre Terra (17). Non facendolo potrebbe ferirla o graffiarla, mancarle della devozione necessaria. La Terra, quindi, un'entit con un corpo, con parti corrispondenti a quelle dell'uomo. L'uomo non pu intervenire nei ritmi creatori e distruttori della Terra, se li alterasse cambierebbe il flusso delle loro forze; la fecondit del pianeta dipende da queste e dalla sua unione con il Cielo: quando Terra e Cielo si congiungono viene perpetuata la creazione cosmica.
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1. Con il giudaismo viene persa l'idea dell'eterno ritorno o del tempo ciclico: il tempo assume un principio e una fine. Jahv non si manifesta nel tempo cosmico come gli Dei del paganesimo, bens in un tempo storico irreversibile. 2. L'uomo andino pensa ontologicamente, cercando di reintegrare il tempo del* l'orgine. Il suo mondo sacro non solo perch deriva dagli Dei, ma perch in esso sono rese palesi le diverse modalit del sacro e dei fenomeni cosmici: l'uomo religioso lo contempla scoprendo le molteplici forme del sacro e quindi dell'essere.

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3. Jins de Sepulveda, nei primi anni della conquista del Per e del Messico, sosteneva che gli indios non avevano anima e per questo si potevano ritenere al pari delle bestie e trattati come tali. Lo storico Rotando Mellafa, ha calcolato che nei primi ottanta anni dalla conquista del Per, furono sterminati circa 7-8 milioni di indios, il 70% della popolazione dell'impero incaico. 4. Il culto cattolico, per come lo vive la popolazione quechua, di solito esprime la capacit del mondo indigeno di assimilare le divinit cristiane all'interno della cosmovisione andina. 5. Ierofania: manifestazione miracolosa della presenza di un elemento sacro o divino. 6.1 riti fermano il tempo periodicamente e inseriscono un tempo astorico, primordiale e improvviso, senza altro tempo precedente perch nessun tempo pu esistere prima dell'apparizione del mito. Nel cristianesimo invece si rompe con questo tempo sacro, affermando la storicit della persona di Cristo e sviluppando un tempo storico santificato dall'incarnazione del figlio di Dio. 7. Rancho: fattoria, qui indica le propriet agricole dei contadini.
8. Marnala: mammina.

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9. Vigogna: camelide che vive a grandi altezze, pregiato per la sua lana.

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10. Ayllu: indica trib, genealogia, casata, famiglia; l'insieme delle famiglie che |! formano una comunit. " ' ' 11. Mallku: rappresentante indigeno ma anche mummia sacra. 12. Quenoa (quinua o quinoa): pianta alimentare che cresce a grandi altezze con importanti propriet nutritive. 13. Ayni: coloro che nel lavoro si prestano un mutuo aiuto. In generale il comandamento morale della reciprocit. . . 14. Il cosmo concepito come un'unit vivente che nasce, si sviluppa e termina nell'arco di un anno. Il cosmo rinasce ogni anno perch il tempo ricomincia ad initio ogni anno, ma non come ripetizione bens con movimento spiraliforme. 15. Matta: termine polinesiano che indica un potere sovrannaturale che impregna oggetti o entit.
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16. Chica: bevanda alcolica ottenuta generalmente dalla fermentazione dei chicchi di mais. 17. La Pachamama non pu essere aspersa con acqua, occorrono sempre bevande alcoliche, perch nell'alcool c' il fuoco, elemento purificatore.

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Nota informativa sulla pronuncia Ielle parole spagnole e quechua


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Tulle le parole spagnole comprese nella relazione seguono queste regole


semplificate di pronuncia: ' '' " ' - ' ' ' "

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que, qui ce, ci

ghe, ghi che, chi se, si

La g davanti ad e e i ha lo stesso suono che ha la,/ davanti a tutte le vocali, cio un suono gutturale aspirato (eh tedesco). La,/ in fine di parole pi debole e tende a scomparire, ,.;, ..,<,...-- . ,! - : eh + vocale
d i ici, d di i eia, ce, di, ; . < , ' , ^ ^ \ A \ \ - ' J : ' ' < > * '.,''.''

g gn

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in principio di parola e dopo l, n e s ha il suono aspro di quando raddoppiata (rr).

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Se l'accento non segnato cade sulla penultima sillaba.

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Le parole quechua seguono le regole fonetiche dello spagnolo poich sono scritte nello stesso alfabeto, eccetto cinque gruppi di consonanti che hanno suoni distinti e sono: eh, p, t,k,tq si pronunciano come le consonanti spagnole ma a volte con pi aspirazione o con pi durezza. ,v> ,,- ; ,, -,..*

eh', k', p'.t', q' vale quanto detto sopra, ma in certi casi la pronuncia si effettua esercitando una pressione molto forte sul palato o sulla gola, con una emissione "esplosiva". "

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II quechua una lingua che pu costruire con una sola parola concetti molto ,. complicati, attraverso una serie di suffissi che sono circa quaranta, in modo da poter esprimere tutte le variazioni della situazione: temporali, spaziali, affettive.

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Come sono diventato , ,,.. un sacerdote andino -;


L'incontro con il Maestro
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E per me un grande piacere incontrarvi. Ringrazio molto per l'invito ricevuto, grazie a chi ha organizzato questo seminario che mi da la possibilit di condividere la mia esperienza e di lavorare con tutti voi. In queste due giornate praticheremo insieme il misticismo degli indios del Per, i quali, prima dell'arrivo degli Spagnoli, erano governati dagli Inka. Di fatto, nel significato andino, "inkcT indica "un individuo capace di concentrare energia vivente per poi ;w ridistribuirla". v : i " " ' "' ; Mi indroduco, raccontandovi il modo in cui cominciai a percorrere questo cammino spirituale. Il sentiero "Kausay Puriy" significa "imparare a camminare insieme all'energia vivente", camminare la vita in armonia con il cosmo, e mi auguro qui di muovere alcuni passi in vostra compagnia. una lunga storia, che cercher di riassumere. Inizia nel 1968. Ero, allora, ancora un giovanotto e Stavo ultimando gli studi di antropologia all'Universit di Cuzco. Come quasi tutti i miei coetanei a quell'epoca, avevo una visione del mondo molto razionale dove le faccende spirituali non trovavano spazio alcuno. Era mia convinzione che certi temi fossero una perdita di tempo e un modo per ingannare la gente. Per motivi didattici mi trovai a investigare in una piccola comunit di indigeni. Faceva infatti
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parie del piano di studi svolgere una "ricerca sul campo", come esperienza diretta su cui basare, poi, la tesi di laurea. Porse non tutti sanno che la societ del Per comprende ancora una forte presenza indigena. I modi propri della tradizione e vistone occidentale sono solo di una parte della popolazione che di solito parla castigliano. Anch'io appartenevo a questa realt. Un'altra parte dei peruviani, invece, parla i linguaggi indigeni locali ed in contatto con chi vive ancora secondo i principi praticati dalle comunit quechua tradizionali. Cos quando qualcuno si specializza in Antropologia non costretto ad andare all'estero per incontrare etnie diverse da studiare. Praticamente sufficiente percorrere qualche chilometro da una qualsiasi citt della Sierra per entrare a contatto con un mondo culturale diverso. Allo scopo d'intraprendere questo tipo di ricerca sono andato a Qotobamba, nel distretto di Pisaq. Avevo scelto come tema la struttura sociale di quel villaggio. , ,,..,,;. .,..;,,j < / Sono rimasto un mese presso quella comunit e qualcosa mi sorprese molto. I contadini con cui mi confrontavo finivano sempre per portarmi qualche spiegazione di tipo soprannaturale. Qualsiasi fosse il mio punto d'indagine, economico o sociale, ottenevo risposte che provenivano dalla sfera religiosa, mistica in cui quegli indios dimostravano di essere profondamente immersi. Tutti gli argomenti affrontati alla fine erano riassorbiti da una visione divina del cosmo, da un profondo rispetto per l'energia vivente. Mi resi conto che quest'aspetto era fondamentale, perci chiesi il permesso ai miei professori di cambiare il tema della ricerca. Cominciai in modo pi approfondito, a lavorare sugli aspetti religiosi di quella comunit. Feci una relazione che poi si trasform in una tesi di laurea ed infine in una piccola pubblicazione. Il materiale pubblicato provoc reazioni inaspettate, quelle testimonianze arrivarono nelle mani della Chiesa Cattolica, C'era, 18

allora, la convinzione, tra i sacerdoti, che tutti gli indigeni fossero fedeli al cattolicesimo mentre io affermavo, documentandolo con la mia ricerca, che nonostante gli indigeni fossero apparentemente cristiani, mantenevano un sistema di credenze totalmente diverso da quello della Chiesa, pi somiglianti alla religione degli Inka del secolo sedicesimo, piuttosto che alla dottrina cattolica. Non ero disposto a cambiare la mia idea in materia spirituale, ma a quel punto non potevo chiudere gli occhi sul fatto che per questa gente l'ispirazione al sacro, al soprannaturale rappresentava il tessuto del vivere quotidiano nelle sue varie espressioni. Era evidente che quella comunit conosceva la cultura cristiana importata dai conquistatori, rimanendo per profondamente legata alla tradizione Inka: alla Pachamama, la Madre Terra vissuta come divinit, con cui gli andini si rapportavano continuamente; cos pure agli spiriti delle montagne, chiamati Apu, anch'essi delle divinit molto importanti. Usavano fare sempre delle offerte a queste entit, avevano un rapporto molto intimo con la natura, con i fiumi, con i laghi, come espressioni del divino. La Chiesa reag, quindi, alla mia scoperta, poich pensava che il mio lavoro fosse una mistificazione ad opera di un antropologo di sinistra. Cos cre un istituto per la ricerca con il compito di dimostrare che la mia tesi era sbagliata. Fece l'errore di mettere a capo dell'istituto un sacerdote, antropologo, molto onesto. Quest'uomo, Don Luis Dal, cominci ad indagare arrivando alle mie stesse conclusioni; infine fu lui ad invitarmi a pubblicare ci che avevo scoperto, sulla rivista dell'istituto. , Allora, ero convinto, che quelle pratiche appartenessero a una piccola comunit che viveva nelle vicinanze del Cuzco, pensavo, cio, che fossero limitate a quell'area senza avere risonanza maggiore. . In quegli anni io e mia moglie, anch'ella antropoioga, cominciammo a lavorare ad un grande progetto di riforma agraria del 19

Governo rivoluzionario militare. Si present cos l'occasione di avere contatti con gli indigeni delle Ande, dalla frontiera a Nord con l'Ecuador fino a quella al sud con il Cile. Abbiamo avuto l'opportunit di fare incontri molto interessanti con le genti di quei luoghi e nonostante fossimo l a lavorare per un progetto di sviluppo governativo, stavamo nel contempo cercando di esplorare il tema della spiritualit. Nel giro di 5 anni giunsi alla conclusione che quella cosmologia molto pratica che credevo limitata a una piccola zona, in realt apparteneva, come tessuto religioso, a tutti gli indigeni. Infatti, da alcuni confronti avuti con dei colleghi antropiologi, capii che il sistema scoperto non apparteneva solo alle comunit peruviane, ma partiva dal sud della Colombia, continuava in Ecuador, coinvolgendo il Per, il nord del Cile, tutta la Bolivia e persino una piccola parte del nord dell'Argentina. Durante un seminario universitario di specializzazione, tra il 1976/77, presentai un'ipotesi del tutto accademica che portava alla luce come una rete cos diffusa di attitudini spirituali non poteva reggersi solo da se stessa, ma era cos coerente e vasta che doveva pur esserci qualche "specialista" a mantenerla in vita. Questa osservazione piacque ad un docente del seminario, Luis Millones, il quale mi stimol a convertirla in un progetto. Naturalmente, fino ad allora, il mio punto di vista personale non era cambiato, le scoperte che si susseguivano rimanevano ai miei occhi constatazioni puramente teoriche. Riuscimmo ad avere poi un finanziamento dalla Fondazione Ford, dato per sostenere un lavoro di ricerca di un anno. Tornammo quindi a Cuzco nel 1979 per iniziare. Come cominciammo, si imposero alla nostra attenzione fatti estremamente sorprendenti: Cuzco la citt dove ho vissuto praticamente tutta la mia vita, senza accorgermi che c'erano ben 70 mesas. La parola mesa pu assumere diversi significati, ma ci che ora qui intendo un gruppo formato da un maestro indigeno attorniato da alcuni di20

scepoli: una specie di piccolo cenacolo esoterico guidato da un particolare tipo di sacerdote. Nella mia citt, in modo del tutto sotterraneo, esistevano un numero maggiore di mesas che di sacerdoti cattolici e protestanti messi insieme. Solo questa scoperta rappresentava di per s un dato molto significativo. Ma c'era : altro. Non esistevano solo questi "sacerdoti", ma bens una vera e propria gerarchia costituita da quattro differenti gradi. Da ogni livello, caratterizzato da pratiche particolari e riti d'iniziazione, si poteva passare al livello successivo. Giungemmo alla conclusione, anche per un fattore puramente di studio, che fosse importante contattare il "sacerdote" di grado pi alto. Scoprimmo cos che c'erano due "guide" del quarto livello proprio nella valle del ' > Cuzco. Una viveva a nord, Don Oscar Velasquez e l'altra a Sud, <'r' Don Benito Qoriwaman. Alcune interviste avute con Don Oscar Velasquez furono veramente illuminanti. Avevamo gi una quan" tit di materiale sufficiente a giustificare le indagini. Tuttavia :; > volevo recarmi anche da Don Benito Qoriwaman. ' ' *'?; Lui parlava rana mi, la lingua degli Inka, quindi portai un ' ' >r!i interprete poich la mia conoscenza dell'idioma indigeno era ' ? insufficiente, soprattutto per affamare argomenti sottili. Andai l con un giovane studente della mia Universit che parlava molto bene il runa simi. Durante le mie ricerche avevo anche imparato " v il modo per trattare con questi personaggi. Portammo con noi l'offerta tradizionale adeguata: un pacchetto di foglie di coca e una bottiglia di liquore. : Giungemmo nella piccola comunit una mattina d'aprile del 1979. Chiedemmo dove abitava Don Benito Qoriwaman, che si' ' gnifica il "Falco d'oro", e ci indicarono una piccola casa, in periferia. Al nostro arrivo usc fuori un ometto di bassa statura un po' grassottello, con un viso rotondo e sorridente, gli occhi era- ! c ; i no particolarmente penetranti. Non era diverso, nel modo di com- ''^ > portarsi e nell'aspetto, da qualsiasi contadino dei dintorni. Anche la sua casa era simile alle altre, forse pi povera. In modo f

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molto franco spiegammo quello che stavamo facendo e perch. Gli offrimmo il liquore e la coca. Ci invit a entrare e tir fuori, secondo l'usanza locale, un piccolo tavolo con tre seggioline, sulle quali sedemmo. Prese un bicchierino di cristallo, tipico fra i contadini e ci invit a bere il liquore. Cominciammo a dialogare tramite l'interprete. Don Benito ci offri un altro bicchierino, poi ancora un'altro, quindi, cominci a parlare direttamente a me, usando una lingua mista di runa simi e castigliano ed io gli risposi con quel poco che sapevo. Poi focalizz il suo sguardo su di me e si espresse in una lingua che non era n runa simi, n castigliano, n "cinese", n nessun'altro idioma conosciuto. Era una lingua mai sentita. Eppure, sorprendentemente, mentre lui parlava ero in grado di ricevere nella mia mente delle immagini a colori molto chiare e potevo capire il significato esatto di ci che lui stava dicendo. Quando volli intervenire mi ritrovai a parlare lo stesso strano linguaggio. Un'altro fatto insolito: agivo in quel modo singolare come se fosse del tutto normale, era molto familiare parlare con Don Benito, non ero sorpreso, mi trovavo completamente a mio agio. Il giovane interprete era noto per reggere bene l'alcool, poteva scolarsi anche mezza bottiglia di whiskey senza conseguenze. Quando arriv il momento di congedarsi avevamo bevuto solo tre bicchierini e dialogato per due ore di fila. A quel punto iniziarono i miei problemi. Trovandomi di nuovo a parlare da solo con il mio studente mi resi conto di quanto lui fosse ignaro dell'accaduto, non aveva capito assolutamente niente della conversazione, inoltre era completamente ubriaco e dovetti portarlo via a braccia. Usciti dalla casa di Don Benito la mia testa esplose. Ero lucido e consapevole dell'esperienza vissuta in quelle due ore, ma il mio apparato razionale e tutto ci che avevo imparato fino ad allora sembravano sgretolarsi. Inizi uno dei mesi pi complicati e sofferti della mia vita. C'erano momenti in cui avrei voluto dimenticare, a volte in22

vece percepivo che ero arrivato a toccare qualcosa di veramente prezioso. Ero colto dalla tentazione di liquidare tutto come un semplice incidente di percorso, facendo finta che non fosse successo niente. Allo stesso tempo mi rendevo conto di aver sperimentato una realt molto importante. Non riuscivo a capire, a spiegare quello spazio che aveva permesso quel contatto e quella comunicazione, attraverso gli strumenti razionali conosciuti. Con tutta la mia logica e le mie idee tradizionali antropologiche non avrei mai potuto afferrare ci che mi stava succedendo. Divenne per me chiaro che l'unico modo per comprendere e approfondire era diventare discepolo di Don Benito. Da ricercatore accademico, materialista diventai un frequentatore, un allievo di questo maestro. Mi guadagnai il discredito di molti colleghi perch secondo loro avevo perso l'obiettivit giusta per studiare quelle comunit senza esserne coinvolto. t Contemporaneamente mi resi presto conto di aver guadagnato ; qualcosa che compensava qualsiasi perdita. Don Benito mi fece fare una serie di pratiche che mi donarono un'altra immagine della realt. Non che questa fosse nel frattempo cambiata, semplicemente avevo iniziato a percepire qualcosa che precedentemente non ero in grado di cogliere. Rimanendo a contatto con questa "nuova" realt e interagendo con essa emergeva un modo di sentire la vita diverso, molto meno teso, pi autentico. Fu cos che ricevetti una prima iniziazione da parte di Don, Benito, attraverso un gioco che poi vi racconter. Poi mi mand da un secondo maestro per ricevere l'iniziazione successiva. In seguito andai, sotto suo consiglio, a Q'ero, un'altra comunit molto integra nel mantenere antiche pratiche rituali, forse la pi, tradizionale dell'area andina. L conobbi un maestro del "sentiero", Don Andres Espinosa, e uno dei suoi allievi mi inizi al terzo livello. Percorsi molto velocemente la gerarchia iniziatica andina. Nel 23

giro di un anno e due mesi ero arrivato al terzo livello, per cui pensavo che per raggiungere il quarto ci sarebbero voluti due o tre mesi. Il quarto grado arriv, ma ci vollero altri otto anni e mi fu dato in un momento in cui sentivo che niente sarebbe pi successo. Era un periodo molto difficile per me, perch tutto quello che avevo costruito grazie al mio sforzo personale si stava sgretolando. Un'accadimento estremo mi fece accedere a capacit che prima mantenevo inattive, represse. Al manifestarsi di queste nuove potenzialit Don Benito mi riconobbe pronto all'iniziazione del quarto grado. Fu un grande shock per me, avevo atteso per otto anni questo momento. Durante quel periodo avevo percorso le montagne sacre, preso intimo contatto con i laghi, i fiumi e
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Vistomi sufficientemente maturo per questo passo ulteriore, Don Benito mi port nella Cattedrale del Cuzco dove partecipammo insieme alla messa cattolica, facendo ambedue la comu- . nione. Ero alquanto perplesso sullo svolgimento iniziatico, pur rendendomi conto che il livello di partecipazione che mi veniva richiesto era ben diverso da quello abituale. Unica consolazione fu che, dopo la messa, svolgemmo una breve pratica utilizzando un grande uovo di pietra posto in un angolo della cattedrale. Presi parte ad un rituale che non aveva niente a che vedere con quelli cattolici. Si trattava di un legame diretto con la tradizione del sedicesimo secolo: gi a quel tempo un cronista indigeno aveva dipinto "l'altare maggiore degli Inka", dove venivano rappresentati i principali dei incaici. In una posizione centrale, in alto, c'era un uovo dedicato al Dio metafisico, soprannaturale. Il luogo dove si trova ora la Cattedrale del Cuzco nel punto stesso dove c'era, in passato, l'antico palazzo che fu tempio del Dio r ! Wimqocha. " ' Quando lasciammo la cattedrale, l'iniziazione continu con
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rituali in luoghi tradizionali usati solo dagli indios. Alla fine, nei pressi di una laguna, facemmo un'invocazione a Waskar Inka, ultimo imperatore e spirito libero dell'impero incaico. Il rituale, cominciato alle otto del mattino, fin alle quattro del pomeriggio. Il mio sconcerto iniziale si trasform in riflessione perch compresi la continuit tra la spiritualit del sedicesimo secolo e quella dei nostri giorni, con una differenza frutto di una particolare qualit della religione andina. I maestri indigeni avevano incorporato la messa, la pi grande cerimonia della religione cattolica, nel rito di iniziazione. Questa flessibilit, ovvero assimilare parte delle cerimonie occidentali, aveva permesso di salvare il rituale, arricchendolo. Mi resi conto che il segno distintivo di questo sentiero spirituale era l'apertura, un'attitudine non "" ',' nuova per quel popolo, in quanto fu gi praticata dagli stessi i "' Inka. Essi avevano tessuto questa grande tradizione mistica ac cogliendo anche le piccole culture ed i sistemi religiosi di ogni regione da loro governata. In questo modo compii quel cammino iniziato nel 1968. Avevo accesso ad un'insieme di tecniche preziose ed una percezione della realt completamente diversa da quella conosciuta fino a quel momento. Da semplice ricercatore accademico mi ero trasformato in uno sperimentatore di queste pratiche spirituali. Nel frattempo mia moglie si preoccup molto delle mie nuove attitudini, poich mi aveva sempre conosciuto come una persona
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Intervento di Lida, moglie di Jun. , vero ^ j u n gpgj-jva j a c a s a e andava da Don Benito. Mi preoccupavo molto per lui e cominciai a provare rabbia nei con' '''"" fronti di Don Benito; trovavo strano che Jun andasse dietro a un contadino chiamandolo maestro. Mi chiedevo che cosa mai poteva insegnargli un contadino. Mi rendevo conto che Jun aveva fatto degli studi su quelle popolazioni caratterizzate da un terre25

no religioso cos forte e vitale, tale da essere valido anche dopo i 500 anni di colonizzazione subita. Comunque sia non mi spiegavo come Jun fosse potuto diventare il discepolo di Don Benito. Mi decisi e andai da lui con l'intenzione di dirgli di non mettere zizzania nella mia casa. Non riuscii a parlargli. Ebbi paura di avvicinarmi alla casa, temevo che lui potesse leggermi "dentro" e sentire tutta la collera accumulata nei suoi confronti. Guardavo da lontano la casa e percepivo il potere di Don Benito. Mi resi conto che questo uomo aveva qualcosa di speciale.

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Ci sono simboli nella tradizione andina? Ci sono alcuni simboli associati alla tradizione. Per la maggior parte sono oggetti sacri, idoli, che noi chiamiamo khuya. Khuya un qualsiasi oggetto che una volta caricato del potere personale di un maestro, viene dato al discepolo dopo la pratica di un rituale d'iniziazione. Quindi la khuya ha la funzione di connettere l'energia di chi la dona con quella di colui che la riceve. sempre la tradizione che consente la relazione maestro-discepolo, attraverso il tipo di comunicazione di cui vi ho accennato raccontandovi del primo incontro con Don Benito. Il mio maestro cerc di frequentare i corsi della scuola, ma non arriv n a leggere n a scrivere. Ci sono diverse generazioni di maestri: anche Don Benito aveva un maestro, Don Julin Ch'allayku. Ed a sua volta Don Julin era discepolo di Don Manuel Pinta. La tradizione del resto molto libera, per cui si pu ricevere 26

la conoscenza ed utilizzarla in un campo esclusivamente privato, oppure si pu condividerla con altri. Per me, all'inizio, era una questione del tutto personale. Per, spinto da alcune circostanze, sono arrivato al punto di trasmetterla. Questo cammino spirituale possibile solo sulle Ande perch qui non ci sono maestri oc'e una motivazione particolare? Perch Jun questa esperienza d'iniziazione toccata proprio a te? Nel mio caso si trattatato di un'interessante opportunit. Vivevo a Cuzco, gi centro spirituale dell'antica civilt, ed ero un antropologo, gi in contatto con la tradizione andina. Grazie all'attivit intrapresa ho incontrato il mio maestro. Ho trovato qualcosa che non stavo razionalmente cercando, ma a cui in qualche modo anelavo. Certo, anch'io mi sono chiesto perch mi successo. Sarebbe potuto accadere a chiunque altro. chiaro che mi stato assegnato il compito di essere un anello di ,,-,...,,. questa tradizione. Fino a quel momento era stata insegnata, seguendo un passaggio diretto tra maestro e discepolo, esclusivamente da indios a indios. Risulta subito visibile che non sono
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Suppongo che Don Benito sarebbe stato interessato a insegnare tutto ci a qualsiasi altra persona con la stessa forte motivazione. Suppongo anche che avvenimenti come quelli da me narrati possano essere successi ad altri. , ,-,;,,, ,>,..! Il punto che la mia formazione professionale, la mia inquietudine, la mia curiosit, mi portarono a decidere di diventare un discepolo di Don Benito. In un certo modo si pu dire che io lo stavo cercando, stavo cercando proprio lui, perch ero focalizzato Hiilla volont di approfondire e comprendere la tradizione. Da un altro punto di vista posso dire che lui stava cercando me quando ini comunic tutto quel "potere" al nostro primo incontro. Attualmente vedo questi eventi in termini di risonanza. Sicuramente hi risonanza e la sincronia hanno diversi livelli, nel mio caso 27

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stato veramente un mosaico di accadimenti particolari. j ' ' Sento che sempre siamo immersi in un certo tipo di causalit, per, non credo ci siano persone predestinate. Esistono o maturano condizioni che rendono propizi determinati incontri. Alla fine, in ogni caso, sempre presente il nostro libero arbitrio. Dopo quella esperienza con Don Benito potevo avere un'altra opzione: spaventarmi e cancellare tutto il vissuto legato alla sua figura. Non si tratta, infatti, di carenza o meno di maestri. Spesso, molti di quelli che si imbattono in un maestro spirituale reagiscono con paura o giudizio, allontanandosi. Oppure incontrano un maestro e non lo riconoscono come tale. i ; Puoi dirmi ancora qualcosa sulla presenza dell'uovo di pietra nella cattedrale del Cuzco ? Il caso della cattedrale di Cuzco unico, almeno l'unico che conosco. L'uovo, chiamato in quechua Hatiin Taqe Wiraqocha, era un simbolo usato dagli Inka per rappresentare il Dio metafisico Wiraqocha. Il luogo dedicato al culto di questo dio fu il Kiswarkancha, ubicato dove oggi si erige la cattedrale del Cusco. :T! Non sappiamo come gli indios riuscirono a mantenere questa pietra ovoiforme, simbolo della divinit, nell'antico recinto di culto. Questo veramente straordinario, poich per 500 anni, un oggetto di cui non si sa chi l'abbia portato o fatto rimasto dentro una chiesa cattolica conservando una valenza "pagana". Esso fa parte, tutt'oggi, di un passaggio fondamentale del rituale che mi fu dato da Don Benito Qoriwaman. Al tempo dell'iniziazione fui molto discreto e per un periodo di tempo non ne parlai con nessuno. Un mio collega che stava facendo una ricerca relativa all'uovo di pietra, per, ne scopr il significato e lo pubblic, provocando la reazione di alcuni sacerdoti cattolici addetti alla cattedrale. Uno di loro ordin di togliere l'uovo dalla chiesa e di farlo sparire, ma la gente si mobilit
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per impedirne la rimozione e persino l'arcivescovo ordin al sacerdote di lasciare l'uovo al suo posto. Ancora adesso l'uovo nella cattedrale e tutti sanno perch l. La Chiesa cattolica assume atteggiamenti diversi di fronte a questi eventi. Per esempio esiste la teologia dell'acculturazione, seguita da alcuni sacerdoti di alto livello. una corrente di pensiero che rispetta qualsiasi tipo di spiritualit rimandante ad un Dio unico. Non solo accetta le pratiche rituali di culture diverse, ma le incorpora nel proprio cerimoniale. C' un piccolo gruppo di sacerdoti cattolici nell'area andina che celebra la messa secondo un rituale non proprio ortodosso, includendo un'offerta agli spiriti (Apu) delle montagne. Purtroppo questi sacerdoti sono una piccola minoranza all'interno della Chiesa. Qualche volta ti definisci un sacerdote. Qual la differenza tra il sacerdozio andino e quello cattolico tradizionale? Ci sono una serie di differenze, ma una fondamentale: il sacerdozio da me assunto un sacerdozio mistico. II sacerdozio occidentale, cattolico, , ormai, quasi una prfessione: si svolgono i rituali, ci si rifa alla liturgia e senza un necessario coinvolgimento diretto ed esperenziale con il "divino" chiunque pu essere ordinato prete. Quando, invece, uso il termine mistico, lo faccio utilizzando il medesimo senso che ben si appropria a San Francesco come figura di grande mistico. San Francesco poteva anche praticare rituali cattolici, per c'era una differenza netta tra lui e gli altri sacerdoti: egli aveva una connessione diretta col sovrannaturale, la sua ispirazione e guida primaria la riceveva dal "divino". Tali indicazioni ricevute direttornente dal mondo spirituale potevano addirittura essere contrarie a quelle ritenute giuste dal clero cattolico. Un normale sacerdote semplicemente qualcuno che impara delle cerimonie e inizia a operare, ad officiare. Il sacerdote andino una persona che pratica il rituale per, ed fondamentale, ha

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un collegamento diretto col mondo spirituale. Tutto il processo di addestramento teso ad aprire determinati centri energetici affinch si possa creare un contatto intimo col mondo delle energie sottili. Questa sicuramente una differenza di base. L'unica cosa che posso fare condividere ci che ho ricevuto. Cos vi aiuter ad essere partecipi di un'apertura, di una percezione che permetter a voi stessi di stabilire una connessione spirituale diretta con quella parte del mondo usualmente non vista, con quella fonte invisibile da cui ci siamo staccati con un enorme sforzo culturale. Possiamo imparare ad utilizzare il nostro cervello, il nostro cuore e anche tutto il nostro corpo in maniera congiunta. Permetterci di entrare in una relazione non immaginaria, bens concreta, reale, intima con le energie viventi. Puoi parlarci meglio di questi livelli che si attraversano durante il processo iniziatico? Purtroppo adesso te lo posso dire da una prospettiva puramente concettuale. Solo l'esperienza pu dare spessore alle mie parole, r '<> i:j !VPM1 ' *::: Credo che i primi tre livelli, e includo anche il quarto, sono processi nei quali noi andiamo ampliando la nostra consapevolezza. In primo luogo, la base della nostra identit IO SONO. Io sono Jun, ho 52 anni e tutto quel qualcosa che il focus della mia identit. Secondo la prospettiva andina c' una specie di livello, che noi potremmo chiamare livello zero. uno stadio dove so che IO SONO, per non sono capace di essere coerente con quel livello di IO SONO. Prima di questo livello conseguente c' un determinato condizionamento, una tendenza, un'ideologia specifica che ci manovra, orientandoci. Il primo stadio quello in cui posso essere coerente con il mio "me stesso". La scoperta iniziale del primo livello che io non devo per forza essere contro la comunit di cui faccio parte per essere me stes30

so, insomma, non necessario. Semplicemente posso vedere tutto quello che ho intorno e prendere ci che mi sembra giusto, appropriato. Ci sono diverse possibilit in questa scoperta e ciascuno possiede una grande capacit di autonomia. Siamo stati lino a un certo punto allucinati. Se non mi vesto come tutti gli allri posso essere fulminato dall'opinione pubblica. Oppure posso attivare a credere che se non seguo le abitudini, i costumi, lutto l'insieme di "dogmi" proposti dalla televisione, dai mass inedia, vengo escluso dalla societ, sono isolato dagli altri. Se ini assumo, responsabilmente, la mia capacit di scelta allora posso prendere ci che in accordo con me stesso, lasciando il resto. Nell'esperienza del secondo livello, quell'IO che ho scoperto, che autonomo, che pu scegliere, pu diventare un piccolo NOI. Un NOI vero, non un NOI detto solo a parole, ma sentito. Per esempio il noi della famiglia, con la quale posso avvertire di essere legato da un'empatia, da un sentimento di organicit. Dentro questo piccolo NOI pu succedere la stessa cosa che successa nell'IO SONO, in modo tale da esstere come famiglia che non contro le usanze della societ, ma pu scegliere fra diverse alternative senza seguire la corrente. Naturalmente queKto ha un presupposto: che le persone all'interno del nucleo familiare abbiano sufficiente coerenza per sostenere la propria posizione. Chi ha scoperto e realizzato un secondo livello, per esempio, pu essere un padre, una madre di famiglia, che ni dedica interamente al dare all'interno di quel nucleo. Questo pu comportare delle rinunce, dei conflitti, ma un darsi interamente. Questa qualit del NOI pu anche fiorire all'interno di un piccolo gruppo spirituale. Un gruppo nel quale i membri condividono un'attitudine comune, sono leali e onesti fra di loro. Si tratta sempre di un esempio di secondo livello. Un terzo livello iniziatico include questa stessa coerenza, iden-

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tit, autonomia, per all'interno di un gruppo pi grande, dove chi partecipa sia disposto a consacrare tutta la sua vita affinch migliorino le condizioni del gruppo stesso, magari identificandosi con un grande uomo. In tutti questi casi coinvolta una grande collettivit. Consideriamo quarto livello iniziatico quello dove si ha la concezione di un NOI molto pi grande, un NOI che pu trascendere i simboli presenti nelle grandi tradizioni religiose. Per esempio, attualmente, abbiamo una serie di movimenti ecumenici e molto facilmente possiamo riconoscere la figura di Dio nell'Isiam, oppure nell'Induismo, o nel Cristianesimo. Diverso per essere capaci di "vivere", ammettere questa presenza passando da una religione all'altra. Per rendervi pi chiaro cosa significhi "vivere questo" vi posso raccontare un aneddoto personale. Avevo ricevuto l'iniziazione del quarto livello ormai da vari anni e il fatto che praticando altri sentieri spirituali si potesse arrivare allo stesso fine, era un concetto che avevo ben chiaro in testa. Per ci divenne una realt dentro di me, un giorno che mi trovavo nella capitale della Bolivia, La Paz. Una mattina mi svegliai con la sensazione di aver bisogno di partecipare a qualche pratica spirituale. Attorno a me vibrava il rintocco delle campane della chiesa di San Francesco. Cos mi avvicinai ed entrai, c'era la messa, e siccome ero spiritualmente affamato vi partecipai con tutto me stesso. Era una comune messa cattolica, che per gustai pienamente. Dopo uscii sulla via principale della citt, tuttavia non mi sentivo "colmo", soddisfatto. All'improvviso giunse ai miei orecchi un canto religioso, seguendo il suono mi trovai in un recinto con una grande quantit di devoti di una chiesa protestante. In pochi minuti ero immerso dentro un altro tipo di funzione religiosa; ero connesso con l'essenziale che c'era l come lo ero stato mezz'ora prima nella chiesa cattolica. Questo ruppe la barriera, l'ostacolo che avevo dentro; signific per me realmente entrare nel
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Don Benito mentre offre un k'intu di foglie di coca

Don Judn insieme a Don Benito nella casa del maestro indio a Wasau

quarto livello, che vuoi dire poter attraversare le barriere rituali, le distinzioni simboliche, comprendendo che essenzialmente sia^ ,, ino tutti la stessa cosa. il fondamento di ci che ho saputo accogliere da questo cammino: mi ha dato l'opportunit di spe- ,, . rimentare una condizione di accettazione, a suo modo molto bella, libera. ovvio che ho un'iniziazione andina, inoltre ne ho una cristiana e per tutta una serie di circostanze, ho ricevuto un'iniziazione al buddismo tibetano. Dopo di ci, per un susse.... guirsi di eventi, ho accettato da un amico di essere ammesso alla \\ Iradizione sufi. Naturalmente io non sono qui per introdurvi all'iniziazione buddista o per insegnarvi certe pratiche sufi, sono qui per condividere la tradizione andina, la quale meglio mi si addice. In ogni caso posso sentire le quattro iniziazioni dentro di . me senza nessuna contraddizione. Sinceramente posso rendere omaggio a Maometto, riconoscendo che un vero profeta e a Buddha, riconoscendo la sua illuminazione. Naturalmente pos, . so rendere omaggio a Ges, con tutto il mio cuore. Suppongo ,. che, nella dimensione sottile, Ges, Maometto, Buddha sono grandi amici e camminano tutti i giorni a braccetto. L'antagonismo presente in questo mondo fra religioni e tradizioni il risultato di tanta confusione introdotta dai seguaci dei maestri. "VI posso dire che vivere realmente questa fragranza di verit, que,, sto modo di essere nella spiritualit, da un grande senso di liber- , , , tu, di godimento: dona la capacit di godere quel che c', ci - . clic viene offerto e chiunque pu trovare intorno a s testimo- . . >% tiianze dell'unione con il tutto. Questo parte importante di ci che la mia tradizione possiede ed quello a cui cercheremo di condurvi. ; , Cos nel sistema andino i gradi sono quattro: sacerdote mistico di un piccolo gruppo, di un gruppo medio, di un gruppo pi grande e di livello universale. Ci sono per ancora tre livelli. Il livello successivo, il quinto, quello chiamato inka mallku che .significa "candidato a diventare Inka". Questo stadio ha una ca33

ratteristica molto concreta: si tratta di acquisire il potere, l capacit per curare ogni malattia, in ogni circostanza, solamente con il tocco delle proprie mani. Abbiamo grandi terapeuti spirituali in questo momento nel mondo. Per quello che so, alcune volte hanno grande successo nella cura delle malattie. Per succede anche che a certe persone non danno la guarigione, poich ci sono situazioni che non lo permettono, oppure semplicemente falliscono. Per la nostra tradizione, chi arrivato al quinto livello ha la capacit di curare qualsiasi malattia, in ogni occasione. Siamo in attesa anche di un sesto livello. Chi vi giunge capace di brillare, splendere. Il punto non che l'iniziato del sesto livello pensa di splendere, abbiamo gi molta gente in giro che crede di brillare, la questione che risplende davvero e gli altri vedono realmente un'emanazione di luce. Esplorando in altre tradizioni ho trovato che a un certo livello di sviluppo della coscienza uno capace di curare qualsiasi malattia. Per dare semplicemente un esempio familiare, dopo l'esperienza che Ges ebbe nel Giordano, era in possesso di questo potere. Sempre sull'emanare luce: Mos, dopo aver ricevuto le tavole della legge, scende dal Sinai e splende. Anche nella tradizione islamica si dice che in un certo momento della vita Maometto inizi a risplendere in modo tale che i suoi discepoli dovettero coprirlo con un telo nero; ci sono delle immagini in cui il profeta viene raffigurato con questo vestito. La storia degli Inka dice che Pachakuti stava facendo un lavoro spirituale vicino a una laguna, arriv una luce che lo copr e tutto il popolo vide questo splendore. Questo sarebbe per noi il segnale di un sesto livello. Noi aspettiamo che ci succeda in alcune date abbastanza precise. Nel giudaismo contemporaneo c' l'aspettativa del ritorno del Messia. Spesso nelle differenti Scritture si ritrova una scala di sette gradi e se ci domandiamo che cosa pu significare ciascuno dei gradi, associato alla descrizione che vi ho fatto di quello
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che si ottiene in ciascun livello; essi possono rappresentare sette differenti stadi possibili di consapevolezza. La scala dei sette livelli rappresenta tutto il nostro potenziale interiore, disponibile a chiunque, e le tecniche spirituali che sperimenteremo sono solo strumenti di lavoro per arrivare a questa ascensione progressiva della coscienza spirituale. Scusate se ho dato una risposta tanto lunga a una domanda cos semplice e diretta. Per, emersa la domanda, ho voluto contemplare questa tematica che sarebbe stata parte di un momento successivo del seminario. C' una grande differenza in Per tra la spiritualit di una piccola comunit e di una grande citt? Ci sono delle pratiche diverse che si verificano nelle piccole comunit cos come nelle comunit un po' pi grandi, in quelle pi tradizionali e nelle grandi citt. Sono piccole differenze che non riguardano la struttura, ma i dettagli. Per esempio, la capitale del Per, Lima, ha come Apu (divinit della montagna) San Cristobal, invocato dalla gente che vive in citt; aCuzco, invece, l'Apu pi importante l'Ausangate. Il Per ha una fascia centrale di alte montagne, mentre la costa una piccola frangia ilesertica. C' solo una parte del territorio peruviano, la pianura amazzonica, non caratterizzata da rilievi montagnosi. L ci sono gli spiriti delle foreste, dei boschi, degli animali. La realt spirituale del Per molto variegata, si va da elementi tradizionali a nuove correnti di pensiero. Se si percorre pian piano la geografia sociale si pu trovare di tutto: vari aspetti del cattolicesimo, i movimenti protestanti, diversi inserimenti di filosofie orientali, una variet riscontrabile in qualsiasi parte del mondo occidentale. C' per un comune denominatore nella popolazione peruviana: l'importanza data alla leggenda Inka. "Sul ritorno dYInka" c' una partecipazione di tutto il Per, dai pi bassi strati della societ fino alle alte sfere della comunit. 35

Nell 'evoluzione dell 'umanit qual il ruolo dell 'uomo e quanto c' di pi grande dell'uomo, che pu intervenire in questo processo? .'.. .-!> :..-' < C , ,'- :.-, '-' -,,; , ! < Facciamo parte di un processo molto pi grande di noi stessi, tuttavia sembra che siamo gli unici esseri capaci di interagire con esso, lo possiamo fare nella misura in cui riusciamo ad acquisire maggiori livelli di coscienza. Questa idea che i membri della nostra specie possono interagire con una volont pi grande, appartiene al fatto che ci sono stati e ci sono grandi uomini, nostri fratelli. Per esempio, prendendo le due figure di Buddha e di Ges Cristo, ci rendiamo conto che hanno reso pi umano il mondo orientale e quello occidentale; certe trasformazioni, determinanti l'evolversi delle civilt che conosciamo sono state stimolate (anche se non registrato da visibili dati storici) da persone come queste, capaci di comunicare direttamente con "il grande processo". Il progetto sul quale si basa questo seminario ritrovare la capacit di usare la nostra conoscenza diretta per poter dialogare con "questo processo". ... ... ,.,,. - :S . ; v^ Pensi che oltre ad una trasformazione, a un cambiamento spirituale ce ne sar anche uno fisico, molecolare? uno stadio a cui ci stiamo avvicinando; adesso siamo nel quarto livello, in attesa del quinto. Una caratteristica di una persona del quinto livello, come gi detto, quella di curare una persona toccandola semplicemente con le mani. Sembra che la realizzazione di questa potenzialit, gi descritta in diverse tradizioni e culture, abbia la capacit di interagire sul piano molecolare o atomico, comunque di creare interazione a livello fisico. Suppongo che questo livello consentir la trasformazione della materia senza per utilizzare strumenti tecnologici. stato facile essere coinvolto, "convcrtito" da Don Benito fino a diventare suo discepolo o questo faceva comunque parte 36

di un progetto intenzionale? Il Per una societ molto complicata, diviso in strati molto diversi: una cosa sono gli indigeni come Don Benito, un'altra sono i meticci come me. Sono come mondi diversi che convivono, separati, per, da barriere invisibili. Io sono stato uno dei pochi meticci in grado di superare il muro e andare a vedere cosa c'era dietro; ci dovuto alle circostanze in cui avvenuto l'incontro con Don Benito. Non importa se io sono riuscito a superare i miei pregiudizi culturali o razziali, poich in Per, se un meticcio come me diventa discepolo di un indio comunque strano, in quanto la societ peruviana il risultato della colonizzazione, quindi pensiero comune che gli indigeni siano ignoranti, non valgano niente e quelli che detengono il sapere, il potere della conoscenza, sono i meticci e i creoli. Forse per questo che sono stato cos audace diventando discepolo di un indigeno! D'altra parte c' un aspetto su cui Don Benito ha preso l'iniziativa: c' stata intenzionalit nell'usare certe facolt con un meticcio. Don Benito voleva insegnare tutto ci a un meticcio, l'aveva insegnato tante volte agli indigeni, ma era la prima volta che volontariamente passava quella particolare conoscenza ad un non-indio. Ci furono una serie di circostanze che mi resero ricettivo a t|iiesti insegnamenti: mio padre era un antropologo, il primo a scoprire l'esistenza della profezia messianica del Ritorno dell 'Inka e la presenza della comunit tradizionale di Q 'ero con la quale mantenne una larga e costante relazione, tale da comunicarmi una certa familiarit verso il mondo indigeno che mi serv a continuare il lavoro. Tutte le occasioni, i presupposti fecero s che avessi quel privilegio. Poi mi accorsi che Don Benito slava provando ad insegnare queste cose ad altri due o tre meticci, la differenza fu che io mi misi completamente nelle sue mani e ci mi confer la possibilit di ricevere molti aspetti del suo insegnamento.

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stata per me un'esperienza unica, trascendentale e ha modificato la prospettiva della mia vita, lo dimostra il fatto che io sia qui davanti a voi a parlarvene. Sarebbe stato impensabile se avessi continuato con i miei studi sulla struttura sociale del mondo andino, con i quali avevo iniziato come ricercatore. Quando ho ricevuto l'iniziazione l'avevo compreso in parte, fu solo con la pratica dei rituali che capii come tutto ci che facevo avesse delle implicazioni molto pi profonde di quello che avevo immaginato. Sono convinto che c' ancora da esplorare, esistono dimensioni ancora pi significative di quelle che sono capace di visualizzare in questo momento. ,r ]ii ; r. Questi rituali sono esclusivamente tipici delle zone rurali o se esistono come vengono vissuti nelle aree povere delle citt? Originariamente sono rituali che provengono dalle zone rurali. Quasi tutti i maestri, ma soprattutto due di loro, presso i quali ho trovato la conoscenza pi approfondita, erano indigeni che vivevano nella zona rurale e parlavano la lingua del luogo. Sicuramente le forme pi consistenti di queste pratiche si svolgono nelle campagne, a stretto contatto con la natura. Per con le correnti migratone dalla campagna alla citt ovviamente c' anche una migrazione di tali cerimonie, attraverso la quale vengono naturalmente modificati e reinterpretati i rituali. Nelle citt ci sono anche dei casi di eliminazione completa di questo modo di vedere il mondo. Per esempio le correnti di pensiero marxiste, di tipo materialista, portano la gente ad una visione completamente atea nei confronti della vita; oppure tutte le chiese evangelistiche e protestanti considerano questi rituali pagani o addirittura demoniaci. Alcuni settori molto rigidi della Chiesa cattolica hanno posizioni molto vicine a quelle dei protestanti. La risposta alla domanda comunque : s, questa ritualit concentrata fondamentalmente nella campagna e nell'area della Sierra. Si ritrova anche nella citt della costa, ma pi contaminata e male intesa.

Interviene Lda, moglie d Jun.

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Vorrei aggiungere qualcosa sulla societ del Cuzco: molti meticci non erano dei veri e propri discepoli di Don Benito, non cercavano l'insegnamento. Andavano dal maestro per ottenere i suoi servizi e lui dava loro quello che chiedevano, con apertura, senza distinzione. Per esempio, nel Cuzco c' l'abitudine, durante il mese di Agosto, di fare delle offerte alla Pachamama, la Madre Terra, cosicch per l'intero arco dell'anno la persona si .senta protetta e tutto possa andare per il meglio. I seguaci meticci andavano da Don Benito solo perch lui potesse fare il rituale d'offerta. Dop aver utilizzato la sua conoscenza a tale scopo, se qualcuno chiedeva a uno di loro: conosci Don Benito? Questi rispondeva S, ma non mi sono mai recato da lui. Tutta la pratica andina veniva fatta di nascosto perch c' un pregiudizio nei confronti degli indigeni, una vergogna di fondo che non riconosceva a Don Benito le sue reali qualit. C'era e c' tuttora un utilizzo superficiale di una parte della tradizione, un uso esclusivamente superstizioso. Quindi il passaggio o la condivisione di certe pratiche c' sempre stato, per Don Benito cercava un discepolo a cui dare l'insegnamento, la tradizione, la visione e poi, magari, anche la tecnica del curare e delle offerte. Ho gi accennato che quando Jun cominci ad andare da Don Benito io, come moglie, ero molto dispiaciuta, passava ormai tutto il suo tempo con lui, abbandonava tutto quello che doveva fare per =' stare col maestro. Mi dicevo e gli dicevo: Che cosa mai ti pu insegnare un campesino? Adesso che la prima volta che lo accompagno nel suo lavoro e posso assistere alla conoscenza di < questo maestro, sono meravigliata, perch un insegnamento di vita, una "via" per far s che il nostro essere si trasformi e ci ? ' fi permetta di ampliare in questo mondo il nostro spazio di pienez- ' ; za e di benessere. Adesso comprendo i dieci anni che Jun ha trascorso al fianco di Don Benito. Era molto importante! L'unica cosa che cercavano tutti gli altri discepoli era questo o quel 39

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rimedio per risolvere un piccolo problema, non avevano sete di una pratica, di una visione per incontrare il grande mistero della vita. Jun perch certi rituali venivano fatti di nascosto, condizionati dai pregiudizi? Ci sono dei riti che vengono banditi dalla gente. Una persona arrivata ad un certo status sociale, che ricorre a questi rituali, sarebbe criticata. Per questo motivo le persone preferiscono fare le cose di nascosto. C'erano centinaia di meticci, come me, che andavano di soppiatto a visitare Don Benito per trovare la soluzione ai piccoli problemi quotidiani. Devi capire che c' una sorta di segregazione culturale su tutto quello che riguarda la cultura indigena. Grazie ad una formazione societaria di tipo coloniale ci sono persone che si vergognano di avere antenati indigeni, quindi condividere dei riti con gli indios cosa da tener nascosta. La Chiesa Cattolica, a livello spirituale, condanna questo tipo di rituali; tutti gli altri movimenti evangelici protestanti sono d'accordo nel boicottare la cultura andina. C' molta ipocrisia. Jun perch hai deciso di regalare al mondo quello che ti stato insegnato? la successione di una serie di circostanze che mi hanno portato a diffondere l'insegnamento. All'inizio era un vissuto mio personale e mai avrei pensato di divulgarlo ad altri. Tuttavia un giorno chiesi al mio maestro se potevo comunicare la mia esperienza ad altri meticci come me. La risposta fu s. Gli chiesi poi se potevo condividere l'insegnamento con degli stranieri, per capire anche quali erano i limiti e le possibilit di comunicazione. Anche questa volta il maestro rispose di s. Tuttavia, dopo la risposta, l'insegnamento continu a rimanere un affare mio privato che comunicai a due o tre persone del Cuzco interessate 40

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Col passare del tempo mi resi conto che c'erano tanti stranieri, americani ed europei, che venivano a Cuzco proprio alla ricerca di questa spiritualit. Allora mi sono detto: perch non condividere con gli stranieri quello che ho imparato e che loro
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Arriv un mio amico americano, che non solo era interessato a ricevere la prima parte del rituale, ma voleva l'insegnamento completo. venuto a Cuzco dieci volte nel giro di un anno, quasi una volta al mese; tornava negli Stati Uniti, lavorava come un pazzo per un certo periodo di tempo, poi visitava di nuovo il ( 'uzeo. Renderlo partecipe mi permise di fare un'esperienza pi approfondita nel maneggiare e guidare la mia conoscenza. Una delle persone a cui avevo dato l'iniziazione mi mise in contatto itoti Elizabeth Jenkins, autrice di un libro pubblicato in Italia, "// Ritorno dell'Ink". Lei, a sua volta, port un gruppo di americani per condividere l'esperienza, che tra l'altro stata raccontata nel libro. Poi, Celso, che stava viaggiando nelle Ande alla ricerca di un approfondimento del cammino spirituale, ha letto il libro e si messo in contatto con me; la persona che mi ha invitato a tenere questi "gruppi" in Italia. Ecco come ho finito per fare ci che vedete senza essermelo proposto all'inizio. Puoi dirci qualcosa sulla possibilit, con l'aiuto dei maestri, di agire sul karma, per esempio cancellarlo o altro ? Io non ho mai detto che i maestri parlino di cancellare il karma. I )i fatto, la parola karma non esiste nella tradizione andina e neppure c' enfasi sulla teoria della reincarnazione. Non vuoi dire che i maestri di questa tradizione la neghino: semplicemen(e non questo il punto. Il nostro focus su questa vita. Da quando siamo stati generati, fino a quando ce ne andiamo la nostra attenzione rimane su questa vita. Nella mia tradizione l'enfasi sull'energia vivente, sul gioco di energia pesante e di ener-

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gi sottile. Un maestro del quinto livello in grado di assorbire prima tutta l'energia pesante che in lui, poi quella che c' in me o in te. In questo modo potenzialmente capace di curare qualsiasi malattia. . .. . Pensi che l'essere umano si trovi di fronte ad un 'emergenza di trasformazione tale da essere in grado di superare i prossimi anni, da molti giudicati difficili? Ci sono elementi che emergono da un mondo sotterraneo e iniziano a stare nel mondo quotidiano, poi, s, c' un'emergenza, nel senso di un urgenza a lavorare su noi stessi. I maestri di tutte le grandi tradizioni stanno cercando di rispondere a questa urgenza dandoci gli strumenti spirituali, a noi accessibili, che posseggono. Dal punto di vista e dalla prospettiva della mia tradizione come se ci fosse la necessit di preparare le condizioni per un nuovo evento. In qualche modo, se non adempiamo alla preparazione del terreno adeguato, c' la possibilit di perdere un'opportunit. Improvvisamente succede che certe tradizioni atte a conservare esotericamente alcune pratiche specifiche, si aprono a tutti quanti vogliano sperimentare. Cos la segretezza viene a mancare, in quanto altre "scuole" hanno messo a disposizione, comunque, la loro conoscenza. Non si possono pi custodire certi segreti, siamo in un'epoca di svelamento. Questa la mia impressione. Ho avuto la fortuna di utilizzare strumenti che mi hanno permesso di trascendere i sistemi simbolici di differenti rituali. Che cosa accadrebbe se tutti noi potessimo essere cristiani, musulmani, taoisti, induisti, buddisti? Questo significherebbe la sparizione delle religioni tradizionali e l'ingresso in un tipo di spiritualit e di pratiche che vanno oltre le attuali religioni. Siamo nella condizione di poter arrivare ad appropriarci di tutti i grandi tesori nascosti in ogni via spirituale, nelle radici originarie di tutte le grandi tradizioni. A quel punto le cosiddette grandi 42

religioni sparirebbero lasciando emergere una modalit di sviluppo spirituale che non so se possiamo continuare a chiamare religione. Alla fine si realizzerebbe la possibilit, per ciascuno di noi, di accedere prima al potenziale e poi alla pienezza di sviluppo del proprio "potere personale". Secondo la memoria storica convenzionale la prima volta che accade. Quindi, al di l di ogni verifica, l'importante che si possa accedere ad una possibilit di pienezza e realizzazione. Comunque, come vi potr sembrare ovvio ho iniziato a interessarmi di strumenti spirituali e non di teologia. Siamo qui soprattutto per addentrarci nella concretezza delle pratiche.
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Profezia

Dopo otto anni Don Benito utilizz con me, di nuovo, lo stesso modo di comunicare del nostro primo incontro e mi fece partecipe di un rituale, molto complesso, che dura, ora, dieci giorni e che tecnicamente l'incoronazione di un re sacro. Deriva da una cerimonia che poteva essere usata a tale scopo nel sedicesimo secolo. Finalmente mi permise di accedere a una profezia, che nell'insieme di quelle che circolano al tempo odierno, tra le pi precise, in quanto stabilisce una serie di condizioni esatte per l'inizio di una nuova era. Tali condizioni sono legate all'emergere di individui specifici, in determinati "santuari", e quindi prevede delle tappe, molto chiare, affinch si delinei una nuova umanit. Per addentrarci meglio in essa seguiremo il calendario di questa manifestazione profetica. Secondo la tradizione il cambiamento inizia con il pachakuti, una trasmutazione cosmica che ha avuto la durata di tre anni. cominciata il 1 agosto 1990 ed finita il 1 agosto 1993, aprendo una fase chiamata taripaypacha che significa l'et del reincontro umano totale, nel quale saremo in grado di onorare e rispettare gli altri e di essere onorati e rispettati, assumendo in pieno la capacit di sviluppare tutte le potenzialit in noi latenti. Taripaypacha significa letteralmente "l'epoca in cui incontreremo di nuovo noi stessi", seguita da un riconoscimento reciproco del valore di tutti gli esseri umani, da cui nasceranno tanti indi:; 45

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vidui ricchi di discernimento. E questo in ogni direzione, coinvolgendo tutti i sentieri spirituali. Tale capacit creer una nuova visione del mondo. Coloro che hanno sperimentato e superato i primi tre livelli d'iniziazione e conoscenza, nella fase di preparazione che va dal 1 agosto 1993 al 1 agosto del 2000, possono e devono passare dal terzo al quarto livello, lasciando dubbi e paure dietro le spalle, condividendo i doni spirituali che hanno ricevuto, dando vita ad un rapporto diretto e amichevole con le forze della natura e il mondo invisibile. La trasformazione completa dovr attuarsi dunque entro il 1 agosto dell'anno 2000. Poi si raggiunger un nuovo grado, un nuovo stato detto Inka Mallku (candidato a diventare Inka). Si manifester allora un gruppo del quinto livello, composto da dodici persone: sei uomini e sei donne. Dal gruppo emerger il Sapa Inka e la Qoya, un uomo e una donna detentori del potere di raccogliere, riunire e ridistribuire, con la capacit di mettere in relazione armoniosa le persone che vivono nelle quattro regioni dell'antico impero Inka, il Tawantinsuyo. Queste figure di sesto livello possono provenire da qualsiasi parte del mondo. Seguir, quindi, il grado successivo: chi tocca il settimo livello ha realizzato le sue potenzialit divine, pienamente in tutti gli aspetti. Si tratta in pratica della previsione di un'epoca d'oro per l'umanit e noi siamo chiamati a collaborare per creare le condizioni necessarie al suo avvento. Tutti siamo candidati a diventare Inka (colui che capace di concentrare energia vivente e poi ridistribuirla), non necessario appartenervi come razza, ma esserlo nell'anima. Secondo la tradizione, l'inizio di questo nuovo periodo dar luogo ad una fase molto pi ampia e sfaccettata di quella vissuta dagli antichi peruviani. Questo per gli indios molto importante poich sono consapevoli che gli Inka avevano costruito un tipo di societ capace di dare al proprio popolo delie condizioni di vita ottime al confronto di altre civilt e societ antiche o contemporanee del XVI secolo: non esisteva povert 46

nello stato Inka, tutto si basava su una struttura nella quale si accumulava solo per poi ridistribuire, una societ nella quale il 11 imine non aveva ragione di essere; gli Inka conquistavano, ma lo laceva soprattutto con la diplomazia. Non dico che la guerra non esistesse, ma affermo che si utilizzava prima la diplomazia e poi la guerra, a cui si arrivava solo in situazioni estreme, muovendosi con una modalit opposta a quella praticata da noi occidentali nello stesso periodo. Gli occidentali erano abituati prima ,i fare la guerra e alla fine, eventualmente, si sedevano al tavolo per trattare. Da qualsiasi parte si voglia affrontare l'argomento, il periodo Inka stato pienamente soddisfacente e le condizioni di vita erano di buona qualit per il popolo peruviano, a differenza del de;>rado umano e sociale a cui fu poi sottoposto dai conquistatori. Neanche l'indipendenza del Per dalla Spagna nel 1821, ha poriato cambiamenti positivi per la popolazione indigena. Pensare di proporre un modo di vita superiore a quello sperimentato duiante il periodo Inka supporre un'utopia. Questa utopia coininciata, come abbiamo visto, il 1 agosto 1993 e vedr il suo sviluppo entro il 1 agosto del 2000. Questi sette anni sono un periodo di preparazione, seguito da un altro di manifestazione che avr inizio il 1 agosto 2000 per finire il 1 agosto 2012. I -'elemento interessante di queste diverse fasi il fatto che coineidono con altri avvenimenti venuti a galla in questi ultimi anni. l'er esempio stato festeggiato nel 1992 il quinto centenario della scoperta dell'America. Il quinto centenario dell 'evangelizzazione dell'America si celebr invece nel 1993, perch si dice che i primi evangelizzatori arrivarono un anno dopo la scoperta dell'America. Risulterebbe che la nostra nuova era comincia 500 anni dopo l'inizio dell'evangelizzazione dell'America. Nella tradizione Inka, secondo i cronisti dell'epoca, ogni grande fase durava cinquecento anni. Tutti abbiamo una grossa aspettativa sull'anno 2000. Secondo la profezia Inka si passer da un perio47

do di preparazione ad un altro, successivo, di realizzazione. C' un calcolo, ripreso da alcuni studiosi, secondo il quale Ges Cristo sarebbe nato nel 7 a. C, poich stato commesso un errore nel Medio Evo. Se contiamo dal 7 a. C. il 2000 sarebbe nel 1993, un'altra strana coincidenza. C' uno studioso, Jos Argilles, che ha fatto una ricerca molto approfondita sul calendario maya e sostiene che quel calendario arriva solo fino al 2012, perci l'ultima parte della profezia coinciderebbe con il calcolo fatto dalla
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Nel gestire la capacit di comunicare la conoscenza man mano ricevuta da Don Benito, ho utilizzato come supporto il libro Psicologia e religione di Cari Gustav Jung. Il libro sembrava contenere, al momento, un materiale rispondente a un sistema interpretativo che ben si adattava alla mia esperienza in corso. Questo mi permetteva di spiegare quello che stavo facendo in modo abbastanza chiaro. Era importante per me poter comunicare con un linguaggio comune a noi occidentali, cio una lingua razionale, una modalit di espressione che meglio di un'altra potesse spiegare, senza troppo alterare la natura della mia nuova esperienza. Da questo esame del testo junghi ano sono nati gli unici due articoli che ho scritto sulla tradizione andina. Insieme non contano pi di quaranta pagine. Uno semplicemente una narrazione della cosmovisione delle Ande con anche una descrizione del rituale di iniziazione dei quattro gradi. C' gi la supposizione che questo rituale di iniziazione conduca ad un nuovo livello di coscienza. Il secondo articolo mostra un panorama molto pi generale ed fecalizzato sulla profezia di questa tradizione. C' qualcosa che fin dall'inizio mi fa sentire pi vicino a questa profezia rispetto alle altre che in questo momento sono in gioco, al di l della mia vicinanza alla popolazione indigena. In genere le profezie danno vita ad un'aspettativa: il nuovo Messia che improvvisamente appare, o il secondo ritorno del Cristo, in ogni caso qualcosa che si compie di per s e alla
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quale dovremmo assistere passivamente. Questa invece, ha il . Minpito di preparare le condizioni affinch emerga una coppia li ;ilto livello, delle personalit con le quali si inaugurer sicuramente una nuova era, per, per la preparazione di questa apparizione, ognuno importante. Ciascuno di noi pu creare un pic( olo o un grande spazio per generare le condizioni affinch queM.I figura si manifesti. Inoltre, la manifestazione di queste perM >nalit, non una cosa predeterminata o predestinata, in realt l'arte sta nel farsi tutti candidati. Preparare le condizioni affinrli ognuno possa diventare un maestro del settimo livello. QualM;IS sia la persona concreta nella quale si manifester questo liniere, sar un beneficio per tutti, perch quando uno accede ad un livello pi alto all'interno della tradizione, non pu che ii<listribuire quello che ha. Quindi, fortunatamente, al momento ni cui appariranno queste figure, le qualit che le contraddici nguono potranno essere passate anche a tutti gli altri. Cos, non siate troppo seri! -**.<$. Mentre lavoriamo per preparare il terreno adatto, partecipiamo nel frattempo ad un grande gioco nel quale sperimentiamo la nostra capacit di godere la vita, un gioco nel quale ci stiamo riprendo a dimensioni nuove del vivere, alleggeriti da vecchie paure e amichevolmente riuniti. Nient'altro pu accadere se non la fioritura del nostro "potere personale". Nella nostra societ parlare di potere in riferimento a una traili/ione spirituale, pu sembrare quasi un'eresia, per, di fatto, t|iialsiasi persona che pratica un'arte spirituale sta maneggiando lei potere, anche se non ne parla direttamente. La ragione per cui parlare di spiritualit e potere insieme possa apparire eretico, non legata al potere in quanto tale, ma all'uso che la nostra civilt ne ha fatto: per schiacciare gli altri, per manipolare e quindi, quando ne parliamo mettiamo automaticamente in atto l'associazione con il dominio, l'aggressivit eccessiva, la Miumentalizzazione. Vedremo nel corso del seminario perch 49

nella cultura dei miei maestri si potuta conservare una tradizione pi sincera, autentica di utilizzo del potere. Se siamo capaci di usufruirne adeguatamente, ossia per diventare pi sensibili, se ci permettiamo di ampliarlo, espandendo la nostra percezione, saremo in grado di "servire" noi stessi e l'umanit in una maniera ancora pi allargata e pi conscia. Semplicemente credo che il mondo abbia bisogno di "gente di potere", ma che essi siano al servizio e non a scapito degli altri. Questo "grande servizio" coerente con l'insegnamento dei miei maestri, affinch possiamo tutti penetrare un diverso livello di visione della realt.

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5e esiste, secondo la tradizione andina, un profezia cos positiva e se vero, come so da questo insegnamento, che l'energia sottile sovrabbondante, mentre quella pesante presente sulla terra in quantit inferiore, perch noi abbiamo fatto tanta confusione, creando inimicizia e distruzione? Parleremo poi dell'energia vivente nella visione andina. Da subito, ci che dici, mostra qualche piccola differenza tra questa tradizione e le altre. Stiamo vivendo un cambio di era. un mutamento che si pone come opportunit per la piena realizzazione umana. All'inizio questa profezia sembra in contraddizione con quelle apocalittiche sul caos e sulla fine globale. Di fatto ognuna di esse esprime la realt di un'area spirituale particolare. Pare che anche le previsioni occidentali sulla fine del mondo abbiano ragione. Ma, nel linguaggio delle profezie, la fine del mondo non la fine del pianeta terra, n del cosmo: semplicemente la 50

11inclusione di un ciclo, di un certo modo, umano, di creare la


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Da un lato la profezia occidentale ha ragione, perch se insi li amo nel nostro comportamento, la societ subir un collasso, { osi dimostra anche l'esperienza della ex Unione Sovietica. Il i 11 il lasso di una particolare societ il collasso di tutti gli indivi." Ini che ne fanno parte. La popolazione della ex Unione Sovietif i i apparteneva alla seconda potenza mondiale, ora la gente .ni ivata a condizioni di vita, in pratica, da terzo mondo. Anche ; in Italia, un tempo, il collasso dell'Impero Romano, ha portato ^ In societ ad un'epoca di sofferenza. C' una tradizione che par[ la ili fine del mondo ed comprensibile. C' un'altra visione che ' iiM'orma la fine di un'epoca oscura, se analizziamo le condizioni [ .ipiamo che anche questo certamente vero. La proposizione ? Inka che ci stiamo avvicinando al riemergere di una nuova vita ', uscendo dalla nostra condizione attuale e ci va bene per il moni ilo culturale andino. C' anche un altro fattore molto importan[ ir: la profezia si pu cambiare. Vi mostrer, in questo caso, un iMinpio tratto dalla Bibbia: nel libro di Giona, il profeta dice t In1 la distruzione sta arrivando, di fronte a questa visione nega- . iiva avviene una trasformazione, l'attitudine cambia e la profezia si annulla; la citt non sar distrutta. Ogni profezia rivela una ''. differente realt culturale. Le abitudini e l'atteggiamento degli r .seri umani sono in grado di cambiare le situazioni. Possiamo r;unbiare persino le profezie, una grazia straordinaria conces' :;a all'umanit, ma certamente il primo spazio dentro il quale dobbiamo imparare a stare, in cui sentirsi a casa, quell'area sulla ipiale abbiamo forza e potere di trasformazione noi stessi, la ' nostra propria "bolla." Se ci mettiamo veramente a pensare a . niello che possiamo agire direttamente, osservare e magari "conirollare", questo la nostra "bolla" o aura. Se lavoriamo su di essa, pu diventare molto vantaggioso, e allora potremo veramente cambiare anche le profezie. Vi dir di pi: quando uno si 51

muove, agisce e cambia attitudine, come si dice passa da un modo di vedere a un altro pi consapevole, allora sta gi cambiando la profezia. Vedremo poi che per mangiare l'energia pesante di diversi milioni di persone, ci vuole un forte e capiente stomaco! C' una sincronia tra le varie tradizioni che pu rafforzare la veridicit di queste visioni profetiche, qualcosa che si possa avvicinare ad una verifica? Normalmente nella scienza occidentale, c' una regola detta della seconda verifica autonoma. Se uno scienziato ha scoperto qualcosa e lo ha analizzato in un certo modo, e se un secondo scienziato compie lo stesso procedimento in maniera indipendente dall'altro, analizzandolo in modo simile, questa uguale verifica, raggiunta indipendentemente, sottintende una legge universale. Una volta, quando avevo finito alcuni studi sulla scala evolutiva dei sette livelli, il fratello di mia moglie richiam la mia attenzione su una scala parallela. Sono le "sette chiese" citate nei primi tre capitoli dell'Apocalisse. Iniziai, quindi, a dare una maggiore importanza alla struttura dei sette livelli. Compaiono egualmente sette centri o chakras nella tradizione religiosa dell'India ed esiste la metafora sufi del viaggio nei cieli attraverso le sette vallate. C' anche il libro di Santa Teresa d'Avila intitolato "Le sette dimore", e il numero segreto delTao invisibile il 14 perch sono sette yin e sette yang, inoltre, il candelabro degli ebrei ha sette bracci. In qualsiasi grande tradizione troviamo, seppure con differenze, la grande scala dei sette livelli. Se iniziamo a confrontare quello che ciascuna tradizione dice riguardo alle differenti caratteristiche di ogni stadio o passaggio, ci accorgiamo che in maniera approssimativa tendono a dire le stesse cose. Tutto il mondo riconosce che il sette un numero mistico. La tradizione andina precisa apertamente che ci sono sette gradi di acquisizione di un livello di coscienza ogni volta pi ampio, a

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cui ogni essere umano pu accedere, indicando quali sono i passi da fare, con gli strumenti adeguati e con dei segni precisi di identificazione dei livelli da raggiungere, per ogni passo. Nel mio caso personale ho 53 anni e la mia aspettativa di rimanere su questo pianeta perlomeno ancora 20 anni. So di essere attualmente nel quarto livello e che la scala molto precisa, le capacit che posso assumermi sono, ora, del quarto livello. Quindi so anche che il passo successivo quello di arrivare al quinto. Se i prossimi vent'anni della mia vita serviranno a realizzare questo, penso che ne valga la pena. Cos' questa nuova era? Fra il 2000 e il 2012 si manifester il cambiamento. Dopo il 2012 saremo completamente dentro questa nuova era. Il fattore pi evidente che matureranno negli esseri umani qualit diverse: per esempio, la capacit di curare qualsiasi malattia solo con il tocco della mano, o il "potere" di spostarci da un luogo ad un altro con la sola volont. La vita della Madre Terra sar fatta in modo tale che avremo sovrabbondanza di tutto il necessario per vivere e gli uomini avranno pi comprensione e amore verso se stessi e verso la natura. Abbiamo dei meriti particolari per poter accogliere questi doni? Non abbiamo nessun merito, ma se prendiamo la metafora della tradizione, la terra la nostra mamma e alle mamme qui presenti non risulter strano avere dei figli che si comportano male ogni tanto, eppure accoglierebbero con uguale amore anche i figli "cattivi". Non abbiamo meriti, un dono. Raggiungere dei livelli di coscienza pi ampi richiede comunque volont e l'utilizzo al meglio delle nostre capacit. Forse questo il punto per me pi affascinante della profezia. La maggior parte delle visioni 53

profetiche sono quelle che riguardano l'Apocalisse, la fine del mondo. Tutte quelle previsioni ci dicono che siamo colpevoli di qualche terribile crimine e ci sar quindi una reazione divina e un ritorno al cosmo che ci spiaccicher come fossimo formiche senza darci nessuna possibilit di redenzione per riguadagnare quello che abbiamo perso. Invece questa profezia parla di un processo in salita e siamo vicini alla realizzazione dei sogni e dei desideri che sono stati propri dell'umanit per molti anni. Questo apparente paradosso pu essere spiegato secondo un metodo di inteipretazione che lega le caratteristiche della profezia allo spirito del profeta. Se guardiamo con attenzione queste visioni profetiche ci rendiamo conto che riflettono lo stato reale della cultura alla quale appartengono. D'altra parte le profezie apocalittiche, catastrofiche, ci dicono che se non torniamo alla sapienza spirituale e continuiamo a "dormire" anche la nostra civilt destinata a finire, e anche questo vero. Se il nostro comportamento non cambier probabilmente la nostra civilt sar destinata a scomparire. In realt ogni profezia riflette una verit, questa verit non per universale come ogni profezia pretende, una verit legata a una realt specifica, sociale e culturale. Ad esempio la prima parte del libro dell'Apocalisse di San Giovanni prevede la fine del mondo, ma se si analizzano con attenzione i simboli presenti si capisce che questa fine del mondo potrebbe essere gi successa con la caduta dell'Impero Romano. Sembra un'esagerazione parlare della fine di un impero come della fine del mondo. Quando appare una tappa profetica, ci sono delle previsioni di fine del mondo che si compiono, per ci sono altrettante visioni che emergono, e si compiono anch'esse. Qui stiamo parlando della profezia delle Ande che rappresenta un'altra parte del processo. Questa visione andina sta emergendo ora. Contrariamente a tutte le altre che parlano della fine del mondo, quella delle Ande una profezia che annuncia la nascita del mondo. In particolare qui, in Italia, deve essere chiaro che con la
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line di un mondo ne emerge un altro. La caduta dell'impero romano lasciava spazio contemporaneamente all'emergenza di un nuova epoca, quella cristiana. Sinceramente sono convinto che tutti noi abbiamo la possibilit di stare dalla parte del nuovo mondo che sta nascendo, o altrimenti allearsi con quella che si sta sgretolando. Ovviamente una mia opinione personale. A ine interessa condividere con voi le pratiche che hanno a che fare con questa nuova era che sta emergendo. Tuttavia non voglio che questa sia l'unica posizione vera, se qualcuno di voi ha una visione diversa, sono disposto ad accettare altri punti di vista. Che cosa c' di emergente rispetto al Cristianesimo? Ogni cosa va guardata nel suo tempo: se osserviamo il regime di schiavit romano o quello servile del Medio Evo, c' un cambio di tonalit, il secondo un sistema comunque pi umano. Non voglio n negare, n giustificare gli eccessi commessi in nome del Cristianesimo. L'insegnamento cristiano ha visto nascere, comunque, un mondo migliore rispetto a quelli precedenti. La riscoperta di questi valori durante l'epoca rinascimentale lia dato al Cristianesimo un valore pi ampio, ha promosso una societ pi umana. Schiavismo trattare un altro essere umano come se fosse un animale, come una propriet su cui esercitare il diritto di vita e di morte. Invece un regime feudale comunque pi evoluto, alcuni eccessi vengono considerati dei crimini, anche se sono un signore feudale e come tale posso avere una serie ili persone sottomesse alla mia volont. Oggi, nel mondo moderno, bench ci siano gravi violenze, abusi, crimini, ci troviamo in condizioni migliori rispetto a quelle del servilismo. Quando penso al Cristianesimo di allora e a quello che pu essere riscoperto adesso, mi rendo conto che si pu rivitalizzare questa filosofia religiosa. Non parlo del catechismo o dell'insegnamento della chiesa ufficiale, ma di quello che effettivamente

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diceva Ges Cristo. Il fatto che un grande insegnamento sia seguito da una serie di abusi fatti in nome di esso non una caratteristica esclusiva del Cristianesimo. Per esempio guardiamo alle caste che ci sono tuttora in India, contro le quali Gandhi aveva lottato in modo ferreo. Il sistema di casta dell'India un'interpretazione fatta dai brahmini dei libri sacri indiani ed una deduzione arbitraria che ha creato un sistema completamente ingiusto, sono i discepoli che hanno interpretato questo insegnamento per la loro convenienza. Ho dei rapporti con una scuola di buddismo tibetano, nella quale ho conosciuto due monaci che hanno raggiunto uno stato di santit sulla base degli insegnamenti del Buddha. Nel contempo opportuno segnalare che qualsiasi persona visitasse il Tibet prima dell'invasione cinese poteva denunciare la presenza di alcuni lama che approfittavano della loro condizione a discapito delle persone vicine. Questa realt non ha niente a che vedere con la compassione insegnata dal Buddha. Secondo me dobbiamo tornare agli insegnamenti originari senza intermediati. Non cercher di insegnare n il buddismo, n il Cristianesimo, n le loro fonti originali, perch ci sono persone preparate che possono farlo meglio di me. Vorrei semplicemente condividere con voi una prospettiva mistica, degli strumenti spirituali che vengono dal mondo andino e che possono essere utili per affrontare la vita in modo nuovo. > !-..>%

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KAUSAYPACHA: l'energia ed il cosmo vivente


In questi dieci anni vissuti al fianco del mio maestro "il mondo" assunse per me connotazioni fino a quel momento sconosciute. Era vivo, palpitante nelle sue innumerevoli, sorprendenti manifestazioni ed io appartenevo integralmente alla vitalit del suo tessuto energetico. Niente era cambiato esteriormente, solo la mia sensibilit d'esplorazione si stava ampliando, pi vivace diventava man tnano la memoria della "sorgente" della vita, la mia percezione si apriva timidamende a cogliere e a godere le espressioni visibili e meno visibili dell'intero corpo vivente del mondo. Emergevano dettagli che prima non avevano alcun significato per me, mentre nel nuovo mondo a cui mi stavo aprendo, erano di supporto. Questo universo basato sul Kausaypacha, una parola quechua. Il perno fondamentale, dal nostro punto di vista, la concezione di Kausay che pu essere tradotta con "energia vivente", "forza vitale". Nella cosmovisione delle Ande Kausay l'essenza della realt che ci circonda, tpacha vuoi dire cosmo, quindi Kausaypacha significa il cosmo delle energie viventi. la realt pi ampia concepibile all'interno del cosmo, comprende tutto. Pu essere anche inteso come l'insieme di tutte le espres-

sioni vitali. Al suo interno ci sono tre grandi regioni: una VHanaqpacha il mondo superiore, in mezzo c' il Kaypacha la nostra realt o mondo mediano e l'altro VUjupacha, il mondo di sotto. Dopo torneremo su questi concetti per spiegare anche le loro differenze. Nel frattempo entriamo ben dentro la visione di kausay o energia vivente. Ecco perch, come vi ho anticipato, il sentiero andino prende il nome di Kausay Puriy che significa "imparare a camminare insieme all'energia vivente". L'energia vivente sovrabbondante, tutti i fattori della realt emanano energia secondo la loro propria fisionomia. C' irradiazione di Kausay da un albero, da una montagna, da un fiume, da un lago, dalla Madre Terra. Siamo totalmente circondati da energia vivente, che assume diverse manifestazioni a seconda della sua origine. Nella nostra concezione l'energia irradiata da una montagna ha delle qualit differenti rispetto a quella emanata dalla Madre Terra. L'energia che si propaga da un albero o da un fiume diversa. Tutte per sono variazioni della stessa energia vivente. Anche noi esseri umani naturalmente abbiamo la nostra manifestazione energetica. Pacha significa spazio e tempo e nel cosmo ogni energia essenzialmente vivente. importante comprendere questa visione della realt per poi arrivare a qualcosa di pi vivo delle parole, la pratica. L'energia vivente ovunque ed a disposizione di tutti. Semplicemente (sorretti dal ricordo di questa sovrabbondanza) aprendoci a percepirla, il nostro essere pu arrivare a nutrirsi a sufficienza per poter sviluppare le sue potenzialit pi elevate. Tutti sappiamo che potenzialmente un essere umano ha capacit illimitate, ma viviamo come se ne fossimo dimentichi per questo sembra quasi impossibile che esse possano svilupparsi veramente, in modo particolare nel mondo occidentale. Abbiamo assunto come nostro un condizionamento che ci spinge a vedere le cose
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buone come limitate e scarsa l'energia della vita. Tutto nel mondo andino semplicemente energia senza separazione, cos non esiste quella negativa e quella positiva, nei suoi vari aspetti essa e tutta utile. Attraverso questa visione svilupperemo un certo tipo di lavoro spirituale. Tendiamo sempre a fare confusione fra energia positiva ed energia negativa. Cos nasce, da questa considerazione, il tentativo di tenere per noi la "poca" energia buona che crediamo di avere a disposizione. Allo stesso tempo cerchiamo di difenderci tlall'energia negativa che vediamo un po' ovunque. Capita, quindi, di sentire il bisogno di schermarsi dall'energia oscura e di voler accumulare quella luminosa, ma questo atteggiamento diventa di per se stesso una barriera In alcuni casi la necessit di proteggersi pu diventare un'ossessione. In questa, come in altre tradizioni, c' la concezione di un campo di energia vivente che circonda la materia, in Oriente si parla infatti di aura. Nella nostra visione il campo di energia vivente definito poqpo, che connota le bolle energetiche diffuso ovunque e che indistintamente caratterizzano ogni manifestazione vivente. Se qualcuno pensa di avere s un campo energetico, ma sente la presenza di energie da lui considerate negative, cercher di schermare il campo. Ho visto persone che hanno convcrtito il poqpo in un vero e proprio carcere personale, tutto il giorno attente a non contaminare la propria bolla di energia. Trascurare il malinteso legato alla dualit positivo-negativo, non significa idealizzare la realt. Ciascuno di noi avr sentito l'energia scomoda di un'altra persona o la propria. Gli andini la leggono in termini di differenza di spessore e di gravita, usando il nome di samiy per l'aspetto leggero e sottile dell'energia e di jucha per quello pesante. Samiy ejucha danno un'idea pi precisa di questo mondo di energie viventi. Tutti gli esseri e i fattori della natura producono samiy e fortunatamente possiamo rice-

vere samiy in qualsiasi luogo. Se avessi necessit di ricevere samiy sarebbe sufficiente avvicinarmi alla "sorella pianta" e prendere la quantit di samiy necessaria per passare in maniera confortevole il resto della giornata. Possiamo uscire, andare nel parco, prendere samiy dagli alberi o, restando in casa, tenere un animale che ci pu donare samiy. ; Tutta la natura non umana piena di samiy. Allora da dove viene \a. jucha, l'energia pesante? Noi umani siamo gli unici esseri della natura che hanno il "privilegio" di generare jucha. Ritorniamo al concetto di jucha, come si pu formare? In generale si produce jucha quando si ostacola il flusso dell'energia vivente. Il mio maestro diceva che il Kausay come l'acqua: mentre fluisce nel fiume si mantiene fresca e pura, ma se viene bloccata e incomincia a stagnare, cambia la sua natura trasparente. Questo non significa che abbia cessato di essere acqua; se l'acqua stagnante riprende a fluire, scorrendo torna ad essere fresca e limpida. Quando noi ostacoliamo il fluire dell'energia vivente, allora generi orno jucha e possiamo crearne una buona quantit. Se comunque valutiamo la presenza degli esseri umani in termini numerici, siamo una minima proporzione in confronto alla grandezza della natura. Dal momento che siamo gli unici a generare energia pesante, la quantit di essa veramente minima, mentre in proporzione l'energia sottile illimitata. L'energia sottile o samiy a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, ogni volta che ne abbiamo necessit dobbiamo solo aprirci e permetterci di riceverla. Se vogliamo fare qualcosa di pi tangibile possiamo appunto toccare un fiore, o appoggiarci ad un albero, aprirci al vento o esporci al sole, avremo accesso ad una quantit infinita di energia sottile. Se si ha veramente fiducia nella sovrabbondanza, la nostra attitudine cambia totalmente. Soprattutto in Occidente si pensa che Madre Natura sia 60

fino a un certo punto cattiva, avara, che raramente ci dia qualcosa di buono, negandoci per la maggior parte del tempo ci di cui ibbiamo bisogno. Vediamo la Pachamama, la Madre Terra, la madre cosmica come un essere un po' meschino che ogni tanto elargisce solo ad alcuni e che ci spinge a competere per poter raggiungere il meglio. Vediamo l'universo come qualcosa di risi retto, cerchiamo di prendere per noi il meglio disponibile in un mondo percepito limitatamente, magari anche sottraendolo, perch sentiamo che altrimenti non riusciremmo ad avere niente di
positivo. ' " '' '' ">--'- i : - ' " ' ' ' ' > ' ' ! > .

Sto parlando in particolare della visione, in questa epoca, del inondo occidentale. Se riuscissimo a renderci conto che c' sovrabbondanza di Kausay, l'unica cosa da fare sarebbe aprirsi all'abbondanza presente, lasciando da parte i litigi fra gli umani, per usufruire di ci che gi ci offre l'esistenza. Basta guardare un attimo a come la vita si espande in continuazione sulla terra, tome il mare sia arrivato perfino ai picchi pi alti delle montagne. Noi stessi abbiamo iniziato come una piccolissima materia in formazione e siamo arrivati ad avere dei corpi che pesano 50, /(), 80 kg, prendendo energia. Un piccolo seme messo nella terra diventer un albero, una pianta o un fiore. Tutto questo sarebbe impensabile se non ci fosse tutta l'energia vivente che sta appoggiando la vita. Uri -. '-, '< :. Noi siamo parte di questa vita e di questa natura. L'unico ostacolo sta nel nostro "sforzo" di separazione. Mi rendo conto quanto possa apparire impensabile che esistere sia cos semplice, ma se ci apriamo, abbandonandoci a questa enorme corrente del kausay possiamo vivere meglio, nell'abbondanza, non nella ristrettezza. A questo scopo parlo della ricerca e affermo il raggiungimento del potere personale. Vi dico tutto ci perch, nella nostra visuale, il mondo dell'energia vivente cos immensamente ricco. Permettiamoci di percepire l'universo come qualcosa di estremamente generoso. Ripeto, il punto di mantenerci aperti a ri61

cevere quest'abbondanza e aiutare gli altri affinch siano pi disposti ad accoglierla. Altrimenti continueremo a mantenere una visione limitata di Madre Natura, cominciando a competere per acquisire anche una piccola quantit di energia buona, sottile. Ci sono persone che convinte della ristrettezza ed avarizia del mondo, si dispongono persino ad assorbire l'energia sottile degli altri. Visto dalla prospettiva delle Ande totalmente assurdo mettersi in competizione per l'energia vitale, cercare di sottrarla pura cecit. Sarebbe come se mi venissero regalati milioni di dollari e io insistessi per rubare 10.000 dollari alla banca, sapendo di andare incontro a rischi e difficolt. necessario tornare a far nostra la visione degli antenati sulla natura, iniziando a percepire la presenza di un grande corpo vitale che ci sta sostenendo, affinch possiamo realizzare ogni nostra potenzialit. Se appoggiate da una generosa fonte di energia vivente, le possibilit degli esseri umani sono infinite, niente ci impedisce di raggiungere il massimo grado di realizzazione. Per vivere quest'esperienza importante essere noi stessi e lasciarsi trasportare dal flusso di energia. Questa corrente ci porter a realizzare tutto ci che vogliamo in armonia con il cosmo, e non certamente magia, semplicemente un processo naturale. una realizzazione che richiede una sincera aspirazione e una buona pratica. La prima volta che ho preso in mano un martello non sapevo battere sul chiodo in modo diretto, spesso battevo fuori dal chiodo o mi facevo male alle dita. Dopo un certo tempo riuscii a piantare i chiodi con una certa facilit. Questo vale anche per qualsiasi arte spirituale. L'insegnamento essenziale lasciare emergere la pratica, che ha a che fare con Saminchakuy. Samiy, come abbiamo detto, l'energia sottile e Saminchakuy "bagnarsi con l'energia sottile". Quindi disponiamoci ad accogliere la visione di sovrabbon62

danza di energia sottile. Pennettiamoci un nuovo approccio alla realt che ci abita e ci circonda. Una volta acquisita la fiducia e l'esperienza di quest'affermazione, avremo a disposizione tutta l'energia vivente necessaria. Del resto, potrei andare avanti parlandovene per ore, difficilmente potreste fidarvi senza avere un po' di quell'esperienza che andremo a praticare, quel vissuto il punto di partenza. Rendiamoci disponibili all'enorme generosit di Madre Natura. Sar questo una degli atteggiamenti base per imparare una nuova relazione con il mondo: l'apertura a ricevete il flusso di energia sottile. r . La parola Juchamjuy sta ad indicare un secondo processo pratico, all'interno della tradizione, per trattare e connettersi con le energie viventi. Come potete ricordare jucha l'energia pesante, mijuy vuoi dire mangiare o digerire. Juchamjuy la tecnica attraverso la quale impareremo a mangiare e a digerire l'energia pesante. Quindi possiamo renderci conto che stiamo andando verso un'apertura ancora maggiore, l dove, di fronte ad una situazione scomoda, prevedibile una chiusura. Nel ricevere samiy chiaramente siamo aperti, ma anche se stiamo mangi and jucha siamo egualmente aperti. Queste due tecniche di base portano alla luce un fattore importante: l'apertura, che caratterizza la tradizione andina. Esistono, vero, altre tradizioni mistiche che riconoscono il valore di tutte le altre. La visione andina riconosce non solo la validit di qualsiasi ricerca spirituale, ma propone anche lo scambio, ovvero il Karpay Ayni. Il rispetto seguito dalla disponibilit a onorale tutto e ad entrare in relazione con ogni sentiero spirituale. Per sintetizzare: il mondo infinitamente grande e la sua real( un insieme di tutte le energie viventi che emettono energia sottile in sovrabbondanza, tanta da "nutrire" ogni creatura, nessuna esclusa, i In ogni caso, sia nei confronti dell'energia sottile che di quel63

Iti pesante, la nostra posizione di piena disponibilit e accoglienza. Si tratta di imparare a ricevere e a digerire. Quindi, due soiio i punti importanti: l'abbondanza di energia samiy e la concezione di jucha, che pur essendo energia pesante, continua a ssere energia vivente. Possiamo dire che essenzialmente saluune, poich pu essere l'oggetto di trasformazione dal quale noi estraiamo la parte fine e scartiamo quella pi densa. Questa la prima "lezione" che mi fu data da Don Benito quando divenni suo discepolo. La mia pi grande difficolt fu da un lato, rompere la modalit di pensare in termini di positivo e negativo, e dalI ' al tro assimilare la semplicit su cui si basano le tecniche andine, Hsse sono semplici perch nate osservando e seguendo il cammino della natura, senza pretendere di sviarla verso altri orientamenti, piuttosto imparando ad avere fiducia nella verit del suo scuso e della sua direzione: si tratta solo di seguirla. Del resto "camminare" con la natura non ci mette in un angolino che ci impedisce di creare, perch essa estremamente creativa e noi m siamo parte. Essere creativi uno dei nostri attributi; non c' nessuna contraddizione nel seguire la natura e allo stesso tempo farsi protagonisti della sua trasformazione. " "

Potere e Poteri

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Conviene soffermarci un attimo sulla natura del potere, in quanto il suo significato muove spesso associazioni condizionunti, influenzate dal malinteso o dall'abuso di cui il potere si circonda. A proposito di alcuni poteri che possono manifestarsi, necessario avere discernimento. Per esempio pu essere di ostacolo porre troppa enfasi sui cosiddetti poteri paranormali, in quan64

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io inclini a generare una sorta di specialit e assuefazione, p!> nendosi come conseguente barriera nella ricerca spirituale. II libro di Elizabeth Jenkins si compone di due parti: una racconta l'esperienza condivisa con i maestri del terzo livello, la seconda narra la mia trasmissione dell'insegnamento di Don Benito. Forse per la mia formazione scettica ebbi la fortuna di ag- < ganciarmi a questa tradizione attraverso un maestro del quarto &;&? livello. Nel terzo livello si possono manifestare una serie di effetti della cui natura non sono nella condizione di essere molto esplicativo. Il tipo di invocazione agli Apu (divinit delle montagne), che descrive Elizabeth nella prima parte, avviene in una stanza buia: c' una serie di suoni, come battito di ali o cose del genere, gli Apu scendono sotto forma di condor sul tavolo e fanno dei rumori, come se le zampe degli uccelli vi battessero sopra. Que- f "! !sti tipi di effetti sono certamente possibili, ma per loro natura - * ' '' ^ un po' difficile parlarne, in quanto possono confondersi con suggestioni e proiezioni personali. Ho avuto modo di riscontrare qualcosa del genere quando cercai di scrivere il mio primo articolo. Accadde una sorta di mescolanza tra quello che avevo appreso coscientemente e le mie proiezioni, che non appartenevano alla cultura andina. Fino al terzo livello c' la possibilit che l'energia vivente degli Apu si stia mescolando con l'inconscio delle persone che assistono, producendo manifestazioni definibili paranormali che generano suoni ed altri "effetti speciali". In ogni caso, tutte queste immagini e percezioni che si avvertono, sono semplicemente fuochi d'artifcio. Il punto che a me interessa riguardo ai livelli la parte strumentale, pratica, perch realmente ha la forza di cambiare e amplificare la percezione delle persone sulla loro realt e quella circostante. Tanti avvenimenti possono magari emergere durante questo processo, ma non sono utili in
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A proposito delle varie associazioni legate alla parola potere, qualcuno mi ha chiesto se il mio maestro, Don Benito, aveva potere. Don Benito era veramente un uomo di potere, di potere puro; sto parlando del potere in generale, non di quello spirituale, materiale o del mondo, parlo del potere che un'unica espressione. Ho gi avuto modo di dire che parlare di potere associandolo alla sfera spirituale pu provocare incomprensione, per il solo fatto che nella nostra esperienza lo abbiamo utilizzato in modo sbagliato per almeno 1500 anni, abusandolo per manipolare, segregare, espropriare. Infatti, ripeto, il problema non il potere, ma l'utilizzo che ne viene fatto. Proviamo a ripensare il potere riportandolo alla semplicit terminologica, cio alla differenza tra il potere e il non poter fare qualcosa. Io, per esempio, posso insegnare antropologia, mi sono esercitato per avere questo tipo di potere, per non potrei insegnare ingegneria, non ne sarei in grado. Ci non vuoi dire che non potrei acquisire l'autorit d'insegnarla una volta imparata. Il potere ci pu rendere liberi, sempre che non cerchiamo di usarlo per creare schiavit. Secondo la nostra visione, esiste una legge di reciprocit universale secondo la quale, nel tentativo di sottomettere qualcuno, finir per essere sottomesso da quella stessa forza che ho proiettato verso la persona, con l'intenzione di dominarla. Provate a pensare a coloro in genere classificati come persone di potere, soffermatevi sul perch hanno tanti soldi al punto da essere spesso schiavi di essi, tanto da non sviluppare nemmeno la capacit di goderseli. Persone che magari hanno cercato di arrivare alle posizioni pi elevate e poi sono rimaste vittime della corruzione; individui saliti al massimo della carriera pensando di essere liberi e invece, lavorando per 14/16 ore al giorno, si ritrovano poi con un infarto. Viviamo in un panorama nel quale si perso il vero senso del potere, sto parlando del potere di tipo personale: una "forza" 66

i dimessa alla capacit di lavoro su me stesso, un potere inditt unibile non legato a circostanze esterne; non il potere dell'jivere (se faccio un gioco in borsa e sbaglio rischio di perdere inno), non il potere di arrivare ad una certa posizione: per M-mpio si pu conquistare uno status politico oggi, ma non ii ito che domani lo si possa mantenere. Un altro degli aspetti !< ;'ati al potere che ci sembra tra i pi solidi il "sapere", per .in. li'esso limitato. Nella scienza si sta parlando di un camI iiamento di paradigma che invalida il sapere acquisito con il :.i:.icma precedente, persino il potere della sapienza qualcosa i he pu essere distrutto. 11 potere di cui io parlo il potere dell'individuo, il potere di r>..-;ere. Quest'ultimo si pu sviluppare in un modo cos semplice, iiprendosi, per ricevere tutta l'energia vivente che intorno a noi, un'energia che sta saturando tutto, ovunque, che nasce dalla (erra, dai fiumi, dagli alberi... che si trova in qualsiasi luogo pensabile (e magari anche impensabile) intorno a noi. Anni fa due scienziati hanno scoperto lapossibilit di fotografare il campo di energia che avvolge ogni elemento vivente. Tutto il vivente si circonda di un "pulviscolo" energetico. Questo tipo di foto si chiama Kirlian ed evidenzia lo stesso fenomeno chiamato anche aura, o quella che gli occidentali chiamavano aureola dei santi. Sono manifestazioni pi sottili che tante societ hanno percepito prima di noi, dimenticandole poi in qualche angolo trascurato della tradizione. L'insegnamento andino afferma, sperimentandolo, che la qualit creativa del mio campo energetico si manifesta anche fuori da esso e in quantit abbondanti. Si pu migliorare l'intensit e la frequenza di questi fenomeni energetici in modo da arricchirci e portare al massimo l'utilizzo delle nostre potenzialit. Il punto chiave : accettiamo che esista energia vivente sovrabbondante intorno a noi? Se la risposta s, l'unica cosa che 67

dobbiamo fare aprirci a riceverla. Se la risposta no, semplice mente vi chiedo di concedermi il beneficio del dubbio, vi chiedo di dubitare solo per un momento della concezione che l'energia vivente limitata. Ora vorrei mostrarvi alcune foto del mio maestro. Questo l'uomo a cui dobbiamo questa conoscenza, Don Benito Qoriwaman. La sua casa un ambiente molto semplice, la stanza piena d piccole pentole di coccio appese alle pareti, eppure in tutta que sta semplicit c' una ricchezza di conoscenza molto profonda sorridente, sta facendo un rituale di lettura delle foglie di coca. un tipo di oracolo tradizionale. Don Benito ha un atteggiamento molto gioviale. Usa vestiti molto semplici, non diversi dagli altri contadini. Oltretutto sta seduto su un tronco d'albero, ai suoi piedi c' una coperta con le foglie di coca. Nel viso ben in evidenza di Don Benito si possono vedere i suoi occhi particolari, la loro espressione intensa e scintillante. Quando sembrano appannati perch c' il riflesso del flash. Sta facendo l'offerta di un K'intu di coca (tre foglie di coca), ogni foglia di coca rappresenta uno dei tre poteri che dentro di noi: munay, il potere dell'amore combinato con la volont; llank'ay, il potere dell'azione e del lavoro; ychay il potere della conoscenza intellettuale. Nell'offrire le foglie dona il potere alla Madre Terra e alle montagne, in un certo modo come un dare se stesso, darsi totalmente. Osservando il suo sguardo si pu cogliere una sorta di fissit, in effetti sta vedendo qualcosa. C' l'emozione profonda dell'uomo che sta facendo un'offerta, un'evento molto semplice. Poi dialoga con il k'intu di coca. Quando si fa un'offerta c' comunicazione, le parole saranno trasportate verso chi potr ascoltarle, usando il k'intu come veicolo. Soffia le foglie di coca offrendo l'energia vivente. Soffiare un gesto per connettersi. Ieri, quando ho reso omaggio a Osho, 68

un importante maestro spirituale, quello che ho fatto stato soffiare verso la sua immagine. Abbiamo poi soffiato verso tutti lineili che sono qua, Nell'offrire di nuovo Wk'ntu di foglie Don Benito ha lo sguari lo di chi in un altro mondo. Fare un oracolo, nella nostra trad* ione, una cosa molto comune e per molti assai seria, eppure MIIvibra un bimbo che sta giocando. Non difficile notare la differenza tra il mio viso serio e il volto sorridente di Don Benito. In certe immagini siamo semplicemente seduti vicini. A volte uidavo a casa sua e stavamo seduti insieme, a lungo. Stando al .-.no fianco provavo la sensazione di partecipare a un evento mollo raro, condividevo la serenit che, come nelle immagini, aleggia nel suo sorriso. Essergli vicino mi rendeva parte della sua stessa bolla e godevo, in questo modo, del suo livello energetico. I Intervento di Lida, moglie di Jun, ,; Ci sono individui che posseggono llank 'ay (la forza dell'azione), altri ychay (la forza della conoscenza) e altri ancora munay (la forza dell'amore, il darsi). Ciascuno porta in s una qualit della vita, quindi i nostri maestri affermano l'arrivo di un tempo in cui tutti i figli di Dio si riuniranno e Dio dir loro una parola in quechua che significa aiutatevi tra di voi, sostenetevi. Questa la profezia delle Ande: tutti si siederanno insieme, ciascuno con le proprie capacit e le proprie caratteristiche porter un contributo, condividendolo con gli altri. quello che sta succedendo qui, tra di noi; si pu dire che un ayninakuy. Quindi, adesso che siamo in un ayninakuy, il fattore pi importante apprendere lo strumento di lavoro del rituale andino che Jun sta insegnando. Non un rituale nel senso a cui siamo abituati, ma una tecnica da praticare. I nostri maestri aggiungono che quando tutti avremo praticato Yayni (lo scambio reciproco), diventeremo individui nuovi, di una qualit diversa, perch ciascuno por* . 69 :

ter dentro di s, contemporaneamente, il potere della conoscenza, dell'azione e dell'amore.

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Domande e risposte
Hai parlato di un universo saturo di energia, perch non hai mai detto la parola amore? L'amore un valore e anche un sentimento, il tipo pi elevato di energia sottile (samiy). Nonostante questo noi lavoriamo a un livello molto pratico, utilizzando l'energia. In Occidente si tende a pensare che cambiando i sentimenti si possano mutare le situazioni. Mi pi idoneo trasformare la qualit energetica e, conseguentemente, cambiare anche i sentimenti. Sto parlando a livello personale e questo un sentiero spirituale che mi si adatta perfettamente. Potrebbe non essere la via migliore per altri. Il mio semplicemente un invito a sperimentare. L'amore come sentimento, come valore gi il concetto pi alto. Nella nostra tradizione, abbiamo qualcosa che si avvicina alla valenza che ha in Occidente l'amore, Yayni: dare e ricevere, il reciproco scambio. Non voglio dire che l'amore e Yayni siano la stessa cosa, ma nel luogo dell'amore nel cammino andino c' Yayni, di cui parleremo poi diffusamente. Ma l'amore amore, non dare per poi ricevere qualcosa in cambio... Per me molto importante l'energia, l'amore comunque una grande risorsa. Credo che un innamorato sappia che cos' l'amore. Tutti, intimamente, lo sappiamo. Per non abbiamo avuto la capacit di coltivare questo punto di riferimento come una costante della nostra vita. Ripeto, nelle Ande ci occupiamo essenzialmente di energie e pensiamo che le emozioni siano conse70

guenti. Non ci neghiamo, per, la possibilit di lavorare anche a livello emotivo. Volendo visualizzare l'energia con dei colori, che colore hanno l'energia pesante e quella sottile? La tradizione andina enfatizza molto la diversit, e ogni differenza assume la possibilit di un'alleanza. chiaro che ognuno di noi un essere unico. Gli stessi fenomeni si possono manifestare in modo diverso a seconda del percepente. Vi parler di un'esperienza che ebbi durante uno dei miei incontri con Don Benito. Dovete tener conto dell'arco di anni passati a fianco del mio maestro, non sono avvenimenti di tutti i giorni. In rare occasioni ho avuto l'opportunit di vedere l'energia pesante. Alcune volte ho colto intorno alle forme un colore arancio-dorato, coperto da una specie di pelle pi opaca. La parte di pelle meno lucente risult essere energia pesante. L'energia sottile pi luminosa, quella pesante caratterizzata da una luce d'intensit minore, pi tenue. Il preambolo precedente voleva sottolineare che in questo cammino le esperienze spettacolari non sono importanti, pu succedere di viverle, ma non fondamentale. Perci insisto nel dire che se a qualcuno capita di vedere una cosa, non necessario che tutti debbano vederla. Lo ripeto, perch quando si vanno a sperimentare questi accadimenti straordinari, non inusuale fissarsi su di essi. Il nostro obiettivo quello di raggiungere un livello pi alto di consapevolezza. Durante il percorso, nella ricerca, possiamo certo incontrare esperienze particolari, magari meravigliose, ma non per questo dobbiamo fare sforzi per cercarle. Pu essere che alcuni siano pi capaci di visualizzare, altri pi fecalizzati sul sentire, oppure pi tattili, o maggiormente sensibili alle esperienze olfattive. Ci sono varie possibilit, lascio ad ognuno il gusto e la sorpresa di scoprire la propria potenzialit. 71

Non singolare che solo noi umani produciamo entrambe le energie, quella pesante e quella sottile? Ricordate la metafora del mio maestro: l'energia sottile come acqua che scorre, viva e fresca; l'energia pesante come l'acqua stagnante e maleodorante. Ma l'acqua ferma pu tornare a scorrere, diventando limpida, fluida. Noi esseri umani produciamo pesantezza perch abbiamo il privilegio di scelta e quindi la libert di bloccare il cammino dell'energia. Tutti siamo un flusso di energie viventi, a volte per si crea un ristagno. L'energia che fluisce non incontra ostacoli, semplicemente scorre. A differenza dell'uomo, gli altri esseri fluiscono. A noi, invece, data la possibilit di scorrere o bloccarci. Grazie a questa libera opportunit abbiamo l'occasione di riciclare l'energia, d'imparare l'arte e l'alchimia della trasformazione. Vi anticipo qualcosa che poi sperimenteremo insieme: praticare Yayn aiuta a mantenere l'energia sottile, a farla fluire. Quando lo neghiamo, rifiutandoci di praticarlo ostruiamo lo scorrere del Kausay e generiamo energia pesante.

Intervento di Lida, moglie di Jun. Qualcuno pu farti un dono e tu puoi gelosamente tenerlo per te, senza scambio alcuno. A lungo andare l'energia si blocca. Ad esempio: ci regalano una cassetta di frutta e non vogliamo condividerla con nessuno, ce la teniamo stretta, stretta per noi senza magari neanche mangiarla, e poi quanta frutta mai potremo mangiare nel breve tempo di conservazione? Come spesso accade, la frutta marcisce. Ma che cos' esattamente l'energia pesante? Lo vedremo meglio utilizzando la tecnica per "mangiare" l'energia pesante. Avremo modo di percepire anche la relazione con i sentimenti. Capiremo con maggiore chiarezza che cosa

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significhi, nella pratica, lavorare a livello energetico senza per questo ignorare le emozioni. Se, per esempio, ci troviamo in una relazione scomoda, possiamo cambiare la qualit delle energie coinvolte, i sentimenti seguono la direzione dell'avvenuta trasformazione. Soprattutto nella tradizione occidentale abbiamo la tendenza a lavorare su concetti e sentimenti. Per noi andini pi facile affrontare il discorso dalla radice, dal terreno energetico. Da un punto di vista generale, la bolla (campo energetico diffuso) che ci circonda coperta da una specie di pelle di energia pesante; non voglio dire che non debba essere cos, perch una specie di protezione naturale necessaria, ma quando affrontiamo dei rapporti confrontandoci con antagonismo o concorrenza, abbiamo la tendenza a proiettare sull'altra persona questa energia e lo facciamo quotidianamente. , Hai mai visto l'energia proiettata? '- Ho avuto un'esperienza. In quel caso riuscii a vederla ed era come una rete. Ci sono stati anche momenti in cui sono riuscito a vedere la bolla, la mia e quella degli altri. In altre occasioni sono stato in grado di visualizzare le corde di energia tra le persone. Tuttavia questi fenomeni non sono la parte importante dell'insegnamento, emergono magari per portare chiarezza, e come arrivano, spariscono. Per quanto mi riguarda non riesco a controllare con la mia volont la capacit di vedere o non vedere. Del resto sto parlando di vent'anni della mia vita, vent'anni di ricerca. In Oriente questi fenomeni, vengono chiamati sddhi. Nel cammino spirituale, ripeto, se sono ricercati per se stessi, possono trasformarsi in un tipo di distrazione che ci allontana dal lavoro vero e proprio. Questo sentiero idoneo ad ampliare la percezione, certi avvenimenti se accadono, impariamo a includerli senza troppa enfasi. Come vi renderete conto, molto pi importante sperimentare l'utilit della tecnica.
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possibile rubare l'energia fine ad un'altra persona? Cercare di sottrarre ad altri samiy stupido, visto che ce n' in abbondanza per tutti. come se avessi accesso lbero alla merc di un supermercato e andassi in un altro a rubare, con il rischio di veder irrompere la polizia. Quindi, possiamo creare la possibilit di furto, ma, partendo da questa visione, risulta un pessimo investimento appropriarsi dell'energia altrui. C' sovrabbondanza di energia prodotta dalle stelle, dal vento, dalle nuvole, dalle montagne, dai fiumi, dai laghi, dagli alberi, anche dalle piante del nostro giardino, come avremo modo di sperimentare alla fine di questo lavoro, permettendoci un contatto pi intimo con la Madre Terra. Sono tutte fonti di energia fine, disponibili e gratuite per tutti coloro che ne fanno richiesta. Non voglio dare la sensazione di romanzare la realt, ci muoviamo su un piano umano, quindi quella piccola quantit di energia pesante pu comunque provocare fastidio, sofferenza. Ho la sensazione che tutto quello che produce frustrazione, nella vita individuale come in quella collettiva, abbia a che fare con l'accumulo e la ritenzione di energia pesante, compreso lo stress. Vorrei capire meglio l'interazione di queste due manifestazioni dell'energia. Quella che impareremo a digerire durante certi esercizi esclusivamente energia pesante. Alla capacit di generarla non pu non affiancarsi quella di poterla distillare, trasformando una parte di essa in energia sottile. Vero che effettivamente abbiamo questo "talento", allo stesso modo in cui conosciamo la modalit di separare la parte essenziale degli alimenti e nutrircene, liberandoci poi del residuo che utile concime per la Terra. Nella nostra tradizione ci sono diversi livelli di crescita per ogni partecipante alla vita dell'universo, quindi il concetto di energia pesante appare abbastanza relativo. Per esempio, se sono vicino ad un individuo molto evoluto, la sua energia pesante pu 74

risultare per me, sottile. L'energia pesante di una persona del quarto livello, energia fine per una del terzo e cos via. Un essere umano che sta lavorando su se stesso ingenera una specie di effetto a cascata di energia vivente, dove la forma pi sottile tocca la persona avanzata nella ricerca e quella pi pesante cibo per la Madre Terra. Pu sembrare assurdo eseguire una tecnica per rendere partecipare la Madre Terra di questo nutrimento. In Occidente pu generarsi un tale controllo su se stessi (una sorta d'isolamento dalla natura e dalle sue creature), da non voler lasciare andare l'energia pesante per paura di palesarla o di separarsene. Una volta Elizabeth Jenkins, l'autrice del libro che vi ho citato, dopo un lungo periodo passato in Per ritorn in America e, all'aeroporto di Miami, si rese conto di un fenomeno molto strano: le bolle che avvolgevano le persone si differenziavano da quelle viste generalmente in Per. Le bolle dei peruviani, a forma di campana, erano unite alla Madre Terra, mentre quelle degli americani erano completamente circolari, arrivavano alle ginocchia e non avevano nessun tipo di collegamento con il suolo. Questo uno di quegli effetti speciali che ci pu regalare la realt nella sua variet. Abbiamo bisogno di una vera coscienza per poter ristabilire questo contatto con la Madre Terra. Come avviene il processo energetico d digerire energia pesante nella vita quotidiana, fra conoscenti, senza che ne siamo consapevoli? Secondo la mia tradizione un processo naturale. Quindi ora sappiamo che ci sono una serie di fenomeni naturali in atto dentro e fuori di noi, di cui non siamo consapevoli. Del resto, grazie anche alla psicoanalisi, abbiamo scoperto che prendendo coscienza dei nostri processi inconsci, possiamo guadagnare un grosso potenziale. .. .< .

Vorrei puntualizzare il vantaggio che pu donarci avere consapevolezza di determinati meccanismi. Assumendone responsabilit e coscienza possiamo utilizzarli liberamente ogni volta che necessario. L'esistenza di questa tecnica della digestione dell'energia "spessa", perch bloccata, che impareremo, evidenzia il bisogno di confrontarsi con la presenza di questa espressione pi "ombrosa" dell'energia, da noi stessi prodotta. il sacchetto pesante di tutto quel materiale a cui non abbiamo potuto permettere libera circolazione, l'impedimento, che man mano riconosciuto e selezionato, pu donarci l'arte di fluire. Ricordate non da buttar via, da eliminare, sarebbe come rifiutare l'energia vivente stessa. Le tecniche del sentiero andino sono state sviluppate da un popolo che ha subito una forte energia pesante, una lunga colonizzazione di 500 anni, sottomesso a forme di vita estremamente dure. Se riuscito a conservare una dignit, una tradizione grazie anche ad un pratica costante. Spero di aver stuzzicato a sufficienza la vostra curiosit e il desiderio di sperimentare.

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Introduzione alle pratiche energetiche

Gli esercizi che ora faremo hanno valore universale e si possono praticare in qualsiasi parte del mondo. Personalmente, il modo di trattare con l'energia vivente, soprattutto con il suo aspetto pi pesante, mi ha dato un grado maggiore di calma e stabilit. Se lavorare con quest'aspetto d'aiuto a chiunque, lo sar ancora di pi per quelle persone particolarmente sensibili. In Occidente tendiamo a opporre la forza alla sensibilit e chi vulnerabile si considera debole. Nella tradizione andina, invece, cerchiamo di sostenere la posizione di ricettivit, e la percezione un risultato della sensibilit. Possiamo arrivare ad essere estremamente sensibili e allo stesso tempo molto forti. un'opportunit meravigliosa per una persona molto ricettiva: le stiamo dando degli strumenti con i quali arrivi ad essere veramente forte e veramente sensibile

Passaggio della mesa


Mesa e Saminchakuy ... ; Sto portando qui la conoscenza e la pratica ricevuta dall'iniziazione al quarto livello. Passeremo adesso al primo esercizio. Vi invito a praticare, e poi, una volta diventati pi esperti e consci, a condividere. Questo fondamentale.
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Ora faremo "l'imposizione" della mesa, per attuare una prima connessione con la tradizione. Questo rituale fa parte del Satnnchakuy, significa connettersi con l'energia vivente sottile ed assorbirla. una tecnica molto semplice per sperimentare la relazione diretta con l'energia sovrabbondante che ci circonda (Kausay). Il Kausay disponibile, pronto a bagnarci con la sua generosit, e se ci permettiamo di accoglierlo, saremo nella stessa condizione di qualsiasi altro organismo che vive su questo pianeta, attraverso il quale questo flusso scorre senza ostacolo. L'energia vivente sta facendo s che ciascuno di noi realizzi a pieno il suo potenziale. Esiste una forza che vuole il compimento di tutto il potenziale dell'energia vivente stessa. Come catalizzatore dell'energia vivente e della tradizione user uno strumento rituale detto mesa In questo caso la mesa un piccolo mantello tradizionale del Per che avvolge oggetti molto semplici: c' un primo tessuto, poi un secondo pi piccolo all'interno che contiene una serie di minuscole cose: piccoli oggetti simbolici di vari materiali, croci di legno, conchiglie di mare, semplici piccoli sassi che non hanno niente di speciale. Ognuno di questi oggetti stato permeato dell'energia personale dei miei maestri. Il loro nome khuya, una parola che si usa anche per definire l'amore che lega maestro e discepolo, o l'amore che unisce una coppia. Per me, la mesa, uno strumento per entrare in contatto con le mie guide. Siccome tutti questi piccoli oggetti sono stati caricati di energia personale, sono in connessione con l'energia del maestro, con quella del mio lignaggio spirituale e con l'energia collettiva della tradizione andina. una tradizione vivente alla quale partecipano, in questo momento, almeno dieci milioni di persone che vivono principalmente in Per, Ecuador, Bolivia e parlano ancora un linguaggio molto antico, il quechua. Secondo la nostra visione questa etnia forma un'enorme bolla collettiva.

Ognuno degli oggetti della mesa stato caricato dai maestri in un rituale iniziatico con l'intenzione che sia utilizzato poi come canale per recuperare la capacit di riunirsi con l'energia vivente. Questo piccolo "pacchetto" mi consente quasi di avere un collegamento fisico con l'energia di tutti i maestri con i quali ho lavorato. Sedetevi pure in circolo, quello che far semplicemente toccare la testa di ognuno con la mesa per aprire il vostro campo di energia, chiamato poqpo, che come una bolla. Questa bolla con il tocco della mesa pu ricevere energia vivente. Uso questo strumento per mettervi in contatto con l'energia samiy di cui portatore. Mi metter di fronte a ciascuno e pogger la mesa sulle vostre teste. , Vi chiedo di rimanere ricettivi e semplicemente rilassati cos da essere aperti a ci che sta accadendo. Prestate attenzione e sentirete che qualcosa scender dalla mesa verso di voi, da sopra la testa verso il basso. Pu essere simile a un flusso, un movimento vibrante che vi attraversa e torna alla terra. Non c' una forma corretta, canonica di percezione. Abbiamo detto che siamo diversi, quindi, ognuno di voi sentir a suo modo: alcuni potranno avvertire un calore che discende, altri una sensazione di freschezza, oppure un formicolio che pervade il corpo, o il peso di una montagna. Non c' una maniera migliore, semplicemente siate presenti a ci che accade. Anche se quello che succede niente. Non importante la forma di percezione, il punto che sentirete come un flusso che vi attraverser e vi comunicher una sensazione di benessere. Non importa il modo personaie di percepire questa energia, essenziale questo contatto con qualcosa che entra e defluisce. Quello che scorre Kausay, energi vivente.

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Dopo il passaggio della mesa Domande e risposte


A contatto con la mesa ho provato un senso di bruciore alla testa... In questa tradizione, in molti casi, l'energia sottile paragonata al fuoco. Jun qual il tuo parere sull'uso di determinate tecniche di respirazione durante la pratica? In questo tipo d'insegnamento non abbiamo esercizi specifici di respirazione. Viviamo oltre i 3000 metri di altitudine, talvolta quasi a 5000 metri di altezza, per cui, respirare in maniera efficiente per noi quasi inevitabile. Ci sono altri tipi di tradizioni o scuole che possono essere di aiuto in questo campo. Comunque, anche secondo il sentiero andino le tecniche sulla respirazione sono considerate valide. Se a qualcuno pu essere d'aiuto un tipo di esercizio del genere, pu usarlo. Va bene aiutarsi anche tramite altri percorsi di risveglio. Le tecniche andine che cosa intendono ampliare o infondere? Tutta la tradizione propone metodi di percezione, quindi gli esercizi affinano la sensibilit. L'esperienza del primo incontro con il mio maestro fu il risultato del collegamento con il suo livello di energia sottile. La vicinanza stimol in me partecipazione totale, risvegliando completamente la mia percezione, seppure non avessi mai conosciuto fino a quel momento comunicazioni del genere. Anche voi potete ritrovare il contatto con quel genere di energia. , , .,, ;. ,.>,,- Siate ricettivi, un po' come bambini. Per noi, i bimbi, sono una delle forme di energia pi sottile.

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Puoi spiegare perch, a contatto con la mesa, mi sono sentita trascinare via dall'energia pesante e ho visto una luce fortissima e dell'acqua che scendeva? possibile percepire la mesa come una pressione molto forte: la forza dell'energia catalizzata dalla mesa stessa. Nel tuo caso come se ti trovassi dentro un tubo di energia pesante, la tua bolla ha preso questa forma. Poi hai visualizzato la sorgente di energia sottile e ne hai avvertito il flusso sotto forma di acqua, come a volte succede. Vi ho detto che la percezione fa parte del processo, ma non focalizzate tutto su di essa. Usatela semplicemente come aiuto. Non stiamo lavorando con i simboli, ma con l'energia. Ci che importante sono i processi energetici. C' gente che andata a sperimentare queste tecniche in tutti i luoghi geografici "di potere" descritti nel libro di Elizabeth Jenkins e non ha percepito nessuna connessione. Poi, dopo una settimana, o tre settimane, o tre mesi, si prodotta una sinergia immediata con la totalit del lavoro svolto. Il mio maestro usava una metafora molto semplice: ciascuno di noi ha dentro di s un piccolo seme. I semi sono diversi. Alcuni, annaffiandoli, germogliano immediatamente, altri dopo qualche giorno, altri ancora necessitano di un tempo molto lungo. Ma, in ogni caso, i semi sono l e l'energia sempre a disposizione. Le persone che dicono di non percepire, alle quali, durante tutto il seminario, sembra che niente stia accadendo, vorrei che seguissero con attenzione le tecniche, perch, nel momento in cui sono pronte ad aprirsi al sentire, gli esercizi saranno particolarmente d'aiuto per trattare con questo nuovo

mondo.
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Durante il passaggio della mesa ho provato emozioni molto forti d'unione con gli altri. Stiamo lavorando in gruppo, quindi, solo passando tra di voi avvio una connessione energetica. Probabilmente hai percepito

il crearsi, nel movimento, di un legame unico. Questo tipo ili esperienza molto gratificante. un po' come sciogliersi. Quando mi hai toccato con la mesa ho provato un senso d fresco alla testa che ha cominciato a muoversi e mi sono sentita un serpente, poi un albero in crescita, provando una forte sensazione di libert, come un uccello... C', vedremo pi volte, una certa analogia tra la crescita per sonale e quella di un albero. Infatti, alcuni momenti rituali sono caratterizzati dall'esercizio che consiste nel sentirsi un albero: percepire di esserlo, intimamente, crescere come un albero, on deggiare come i suoi rami. L'albero un simbolo universale. Questa pratica pu catalizzare sviluppi importanti sebbene, d solito, non enfatizziamo sul fatto che si creino processi terapeutici. Gli "effetti speciali" possono allontanare da quello che il vero lavoro. Ci che hai vissuto combacia bene con tutto il tema affrontato. C' un'analogia con alcuni simboli importanti: il serpente il simbolo di una delle due grandi forze vitali che circolano in noi, poi hai citato l'albero, infine hai concluso con il simbolo dell'uccello, in genere associato allo sviluppo spirituale. A volte questa crescita pu manifestarsi come una luce, oppure, appunto, come la sensazione di trasformarsi in un uccello, unita alla percezione di qualcosa di concreto. Vicino alla citt di Cuzco c' un luogo, sulle cime delle montagne, dove si pu godere un'alba spettacolare, una delle pi belle al mondo. Si vede una luce grandissima che non pu essere solo il sole, qualcosa di pi. In uno dei grandi santuari andini c' un culto preciso riguardo a ci. un processo di trasformazione che culmina nell'incontro con il sole. . .,';. ; ;:.:', Io ho sentito, invece, una pressione come un enorme peso. Poi sono entrata in cunicoli di fuoco, in spirali e ho visto un 'eclisse 82

(//' sole, nera con un anello d'oro. Mi sembrava d uscire dal tarpo e di volare nel vuoto e c'era una specie di astronave di fuoco, in rniezzo a un grande calore. Avvertivo una grande pressione alla cervicale, era forte, bruciante. Probabillmente non avrai bisogno di lavorare a lungo con noi, hai gi trovato tutto! Si attivato il centro dell'energia mentale. molto bello. Qualcosa ai sciolto. un'esperienza di liberazione. Per noi, il sole nell'eclisse, il matrimonio regale tra il sole e la luna. Per ultimo, tutto quel calore! Sono condizioni molto belle. Puoi dirmi qualcosa sulla mia visione? C'erano dei monaci tibetani in una discesa, poi acqua che scorreva, con al centro un raggio d luce d'argento. ' ', Ho avuto l'opportunit di ricevere l'iniziazione da un monaco tibetano, ora quell'evento fa parte di me. I tibetani stanno dando un enorme contributo al risveglio delle capacit umane. Abbiamo gi paragonato l'acqua, in questo caso il canale, con l'energia fine. Il colore argento, , per noi, in relazione con la femminilit. Lo vedo come un ridestarsi della tua energia sottile. Si sono verifcate una serie di esperienze energetiche, tutte molto intense. Consideriamole un regalo. Il punto principale riinane comunque il tema dell'energia, l'esercizio. Questo pu essere ripetuto, in seguito, da ciascuno di voi, semplicemente mettendovi in una posizione comoda e disponendovi a percepire come la sovrabbondanza di energia sottile sia a disposizione di tutti. Insisto sul fatto delle visioni, delle esperienze da considerarsi come dono, come un di pi che pu o non pu succedere. Ci sono persone pi o meno facili alla percezione. Nel mio caso ho avuto esperienze bellissime e importanti, non necessariamente nell'immediato. Non vale dire che una modalit migliore di un'altra. relativo al temperamento personale.

Juchamijuy Mangiare e digerire l'energia pesante

Torniamo per un momento a parlare dell'energia sottile. Possiamo trovarci di fronte a persone che emanano samiy (energia vivente sottile) oppure anche a luoghi sacri (chiamati waka) o oggetti (chiamati khuy) che hanno la stessa qualit. Ad esempio, qualche giorno fa ho visitato il centro di Bologna ed evidente che la cattedrale emana energia vivente. Quando questo accade vuoi dire che i costruttori hanno trasferito all'oggetto parte della loro energia. Quell'enorme edificio permeato dall'energia degli architetti, inoltre da tutti quelli che lavorarono, con grande sforzo umano, alla costruzione dell'edificio. E ancora, "caricato" da tutti coloro che vi si sono riuniti per le funzioni religiose. Ieri siete stati partecipi di una piccola esperienza per comprendere ci che samiy: soltanto aprendosi si pu ricevere samiy a volont. Quindi abbiamo praticato il Saminchakuy, cio la connessione con l'energia vivente sottile. Il samiy sovrabbondante, la natura ricca e generosa di samiy, ciascuno di noi pu prendere samiy in ogni momento, nella quantit che vuole. Il problema che cosa fare con jucha, l'energia pesante. Quando Don Benito mi concesse l'insegnamento, il primo approccio fu come fare Juchamijuy: mangiare e digerire l'energia pesante. Per cimentarsi in questa pratica utilizziamo un centro energetico, situato nella zona ombelicale, che nella mia tra-

dizione si chiama qosqo. Il qosqo uno strumento di lavoro fondamentale perch attraverso di esso si pu entrare in relazione con tutti i generi di energia pesante. Un punto da evidenziare che questo centro, essendo un luogo fisico ed energetico di grande importanza nella pratica andina, ha dato anche il nome all'antica citt, un tempo capitale dell'impero inka, Cuzco. Possiamo dire che Cuzco era una citt eminente grazie alla seguente funzione: aveva il ruolo di trasformare tutta l'energia pesante dell'impero. Se intendiamo seriamente questa capacit e ci prestiamo a sperimentarla, ci accorgeremo che ciascuno di noi pu fare questo lavoro ad un piccolo livello. Vi racconter due aneddoti che hanno a che fare con il mio allenamento di mangiatore d'energia "pesada". All'epoca del primo insegnamento, Don Benito mi conosceva meglio di quanto io conoscessi me stesso e sapeva che ero molto curioso. Sapeva che avevo l'inclinazione a mettermi in situazioni pericolose. Cos, mentre mi insegnava la tecnica, inizi, quasi per caso, a parlare di un altro uomo che viveva nella stessa comunit ed era caduto in preda alle forze oscure, una persona con la quale io non dovevo aver niente a che fare. Se mi fossi avvicinato a lui, sarei rimasto coinvolto, invischiato in qualcosa a me nocivo. Don Benito, allora, mi insegnava il Juchamijuy e contemporaneamente continuava a descrivermi questa persona, che si chiamava Don Melchor Desa. Dopo un certo tempo cominciai a credere che quell'uomo fosse l'incarnazione del diavolo. Un giorno la mia curiosit vinse e andai a trovarlo. Lo cercai e mi indicarono dove lavorava. Entrai l e sentii come se una rete mi stesse cadendo addosso. La prima reazione, d'istinto, fu chiudermi, serrando la mia bolla, perch ero assolutamente spaventato. Quell'uomo mi stava proiettando qualcosa di veramente forte. Mi resi conto che Don Benito aveva ragione e se non fossi riuscito a resistere a quella forza ne sarei diventato schiavo. Per, nella paura, mi ricordai dell'insegnamento del mio mae86

stiro, un po' alla volta aprii il qosqo, sentii l'energia e percepii la sensazione fisica di star digerendo quell'eccesso di potere. Fiducioso espansi ancora di pi il qosqo, per digerirla tutta. Percepii che la mia forza cresceva e quella di Don Melchor diminuiva. Don Melchor aveva gli occhi fissi su di me, mi sembr consapevole del mio sforzo. Improvvisamente sorrise e mi abbracci. Chiaramente tenni tutto per me e non dissi nulla al mio maestro riguardo all'accaduto! Qualche tempo dopo andai a casa di Don Benito e lo trovai tutto allegro. Disse che mi avrebbe presentato un suo grande amico: dietro la porta c'era Don Melchor. Ci mettemmo tutti quanti a ridere. Don Melchor successivamente mi condusse sulle montagne dove in un rituale di iniziazione mi dette il secondo livello. Comunque era evidente che Don Benito aveva escogitato questo trucco per verificare se ero capace di usare il Juchamijuy in una situazione critica. Le tecniche che noi conosciamo sono facili da utilizzare in situazioni normali, per quando ci troviamo in un momento di grande identificazione o emergenza dimentichiamo perfino quelle che fino ad un attimo prima giuravamo di praticare benissimo. Voglio raccontare un secondo aneddoto per farvi capire come si possono utilizzare certi esercizi nella vita di tutti i giorni. Lavoravo all'interno del Dipartimento di Antropologia dell'Universit e, come spesso succede, avevo un pessimo rapporto con un altro professore. Quando iniziai a frequentare Don Benito questo docente era andato all'estero per un corso di specializzazione, cos mi sentivo tranquillo, visto che lui non era pi nei paraggi. I problemi cominciarono di nuovo quando il professore torn a lavorare nel mio stesso dipartimento. Era chiaro che non potevamo fare a meno di incontrarci durante le riunioni nella sala dei professori.
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Il suo disagio era anche il mio, ovvero era molto scomodo per ambedue trovarsi insieme nello stesso posto. Si trattava di un'inimicizia che durava da molto tempo. Io passavo almeno un quarto d'ora al giorno pensando a come infastidirlo, immagino che anche a lui succedesse qualcosa del genere. Davanti a questa situazione di malessere, decisi di sperimentare una delle tecniche imparate da Don Benito e iniziai a mangiare l'energia pesante del professore "nemico". I risultati non furono magici. L'intero processo dur almeno sette-otto mesi, per quello che realizzai da subito fu che fare l'esercizio in sua presenza mi faceva star meglio, alleggeriva la mia sensazione di fastidio. Passato il tempo necessario, un giorno, mentre stavo entrando, di fretta, nell'ufficio del responsabile del dipartimento, incontrai quel docente che, velocemente, stava uscendo e automaticamente mi disse: Buongiorno! Allora ne approfittai immediatamente e risposi:Buongiorno! Quattro passi pi avanti quell'uomo barcoll, come se si fosse reso conto, solo allora, di aver commesso un gravissimo e traumatico errore: aveva salutato il suo "nemico". Siamo andati avanti per un po' a suon di "Buongiorno", "Buon pomeriggio" ecc, poi nell'occasione di un suo seminario, mi invit a partecipare. Io accettai, poi fui io ad invitarlo a un mo seminario. Adesso siamo buoni amici. Se questa tecnica pu essere utile per sanare una lunga inimicizia, immagino che possa aiutare chiunque a migliorare i rapporti umani e possa anche risultare possibile strumento di chiarezza e difesa, cos come sperimentai con Don Melchor. In seguito ho utilizzato il Juchamijuy con vari manipolatori, che tutti noi abbiamo occasione d'incontrare, quando non siamo noi stessi a manipolare. Certe persone sembrano proiettare energia pesante probabilmente in modo inconscio. In queste situazioni tendiamo a ricevere una visione distorta della realt e quando abbiamo una lettura non chiara della situazione diventiamo og88

getto di manipolazione. molto utile se riuscite ad assimilare ci che sto dicendo.

Adesso entriamo nel vivo della pratica. Ieri abbiamo lavorato >!s' ' con samiy, l'energia fina, ora lavoreremo con jucha, l'aspetto pesante dell'energia. Queste due tecniche sono complementari e ci daranno una chiave per entrare in rapporto con l'energia del : mondo vivente. ' s v^ Quando Don Benito cercava di insegnarmi questa tecnica fondamentale io, professore accademico, mi stavo scontrando con alcune difficolt concettuali. Ovviamente, un giorno, riuscii a far diventare impaziente Don Benito per la mia incapacit a capire il concreto da farsi. Mi sembrava di non poter captare qualcosa di essenziale, cos lui disse: Vediamo se cos capisci! Hai uno stomaco fisico? Certo, ne ho uno risposi. ": Hai forse insegnato al tuo stomaco fisico a digerire il cibo? Naturalmente no dissi. Ecco continu Don Benito hai anche uno stomaco spirituale e neppure in questo caso devi insegnargli a digerire l'energia, perch sa gi come farlo, cos come il tuo stomaco fisico capace di digerire il cibo. Devi solo ricordare al tuo stomaco ;i ' spirituale di digerire. Non c'era nulla da capire, si trattava piuttosto di iniziare a ' ' usare consapevolmente una facolt che abbiamo connaturata in
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Siamo abituati a pensare che le cose di un certo valore debbano essere per forza complicate e quando qualcuno ci propone una tecnica cos semplice risulta difficile assimilarne la semplicit. Secondo questa tradizione siamo tutti dotati di uno stomaco spirituale creato apposta per digerire l'energia pesante. Un gior- *' ' ' no chiesi a Don Benito che cosa sarebbe accaduto se il mio stomaco spirituale non avesse funzionato. Mi ha risposto che sarei 89

morto gi da un po'. Siccome tutti quelli che sono qui ora, sono vivi, me compreso, vuoi dire che il nostro stomaco spirituale gi in funzione, l'unica differenza che possiamo prendere atto di questa funzione e usarla in modo cosciente. Comunque un'azione che dobbiamo imparare ad esercitare, ai fini di digerire l'energia pesante, aprire e chiudere il nostro qosqo. Questo un esercizio molto semplice che praticheremo adesso. Vi chiedo di mettere la mano destra sul qosqo, nell'area ombelicale, chi mancino usi la mano sinistra. Abbiamo visto che la concezione delle differenze un'altra prerogativa della visione andina. Non c', quindi, una geografa energetica millimetrica uguale per tutti. Ognuno deve trovare il suo qosqo, che all'incirca nella zona vicino all'ombelico, subito sopra, subito sotto, o magari l'ombelico stesso. Infatti, il qosqo non deve essere necessariamente dov' l'ombelico, l'ombelico anatomico si chiama pupu, qosqo il nome del centro energetico. Ripeto, ognuno di voi deve trovarlo, perch per alcuni leggermente sopra l'ombelico, per altri pu essere accanto, per altri ancora pu stare sotto l'ombelico. Ora mettete la vostra mano sull'area indicata e muovetela delicatamente, fermandovi e lasciandola nel punto dove avvertite qualche sensazione. Una volta trovata questa zona sensibile, soffermatevi, cercando di assorbire quello che c'. Sentirete un flusso dalla mano verso il qosqo, potete avvertirlo come un flusso di calore, o una corrente fresca, oppure come un formicolio. Non importa il modo in cui lo percepite, importante che riusciate ad averne percezione. Lasciate la mano qualche minuto a contatto con quel punto sensibile, in modo da sentire il flusso dell'energia verso il qosqo. La prima parte dell'esercizio consiste nel porre attenzione alla percezione e iniziare ad essere sensibili al flusso di energia. Prendetevi il tempo necessario per farlo. , ....,..-.\;, ., ( . Ora, piano piano, iniziate ad allontanare la mano mantenendo per il flusso di energia, non interrompetelo; con delicatezza sten90

dete il braccio in avanti. Iniziate ad allontanare molto, molto lentamente la mano dal qosqo, con attenzione: muovetela in modo , tale da non perdere la connessione. Continuate nel frattempo a percepire il flusso di energia che va dalla mano al qosqo, allon- , ,. lanate la mano fino a che il braccio non sia completamente di- ;t_,...,/ steso, per senza perdere il collegamento con la mano stessa. ,: Restate sensibili al flusso della mano verso il qosqo. ,: Quando il braccio totalmente disteso continuate a sentire il ., , flusso di energia verso il qosqo, ora il qosqo completamente aperto. Adesso se tornate a riavvicinare molto lentamente la mano ,.-, al qosqo, quando sar di nuovo appoggiata sull'addome, sentirete che la zona sensibile si saia ridotta fino ad essere quasi un punto. Il primo movimento connettere la mano, muoverla lenta- , f . mente fino a stendere tutto il braccio, recepire la connessione a jti< j distanza e tornare indietro. Mettete tutta la vostra attenzione su , : r ci che sentite. Praticando questo esercizio dopo un p di tempo .-..:; inizierete a percepire che c' una zona nella vostra pancia che si j :, apre e si chiude, allo stesso modo in cui si apre e si chiude il diaframma di una macchina fotografica. Dopo un buon allenamento non avrete pi bisogno di mettere la mano sul qosqo - , allontanadola e avvicinandola, ma sarete in grado di aprire e chi- 1;,. . dere solo con la volont. Comincerete a sentire la periferia del qosqo che si espande e si contrae semplicemente grazie al vostro volere, senza dover agire. Questo il primo passo dell'esercizio. Entriamo adesso nella seconda parte. Ritorniamo ad appog- , . u giare la mano e allontaniamola lentamente fino ad una distanza ; dove percepiamo con grande intensit il flusso d'energia. , Continuamo l'esercizio in modo da renderci conto come si pr- >t,,,, duce la digestione. Durante la percezione del flusso di energia -i.--.-1 dalla mano al qosqo, consci del nostro stomaco spirituale, ordiniamogli con autorit di cominciare a digerire. Quando inizierete la digestione, sar probabilmente presente anche un ' altra sen- . sazione. Sentirete una certa quantit di energia che entra accom- , .,
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pagnata da una percezione di divisione dell' onda energetica: una parte va verso il basso, e un'altra sale verso il petto e la testa. In pratica il flusso si muove dal qosqo ai piedi, questo nel caso che siamo in piedi, oppure se siamo seduti per terra sentiremo che qualcosa scende dalla colonna vertebrale, "cadendo" dal qosqo. Allo stesso tempo avvertiremo un flusso pi sottile che va dal qosqo verso la testa. Nel momento in cui percepiremo la separazione, vuoi dire che il nostro stomaco spirituale si sta attivando: non solo sta ricevendo energia, ma sta anche digerendo. L'energia destinata a scendere verso il basso pesante, quella che sale in alto pi sottile. In qualche maniera il nostro centro, il qosqo, sta facendo un lavoro di distillazione dell'energia, separando la pesante dalla pi fine, una vera operazione alchemica. Continuiamo a praticare per un po' l'esercizio: prima restiamo nella percezione del flusso, poi esprimiamo interiormente, ma chiaramente, l'ordine di digerire. L'energia inizia a separarsi: la parte pi pesante va verso la terra e la parte pi sottile sale verso la testa. Ora che i due flussi sono presenti stiamo digerendo l'energia pesante. Prendetevi un po' di tempo con la mano sul qosqo per iniziare a percepire la differenziazione dell'energia. Quello che state facendo dividere l'energia generale Kausay in samiy cjucha, in energia fina e pesante. L'energia fine vi nutrir e l'altra, semplicemente, torner alla terra. Da dove arriva questa energia che abbiamo digerito? All'inizio vi ho detto che il campo di energia che ci circonda, o bolla (poqpo), ha una specie di copertura di energia pesante; quello che abbiamo fatto adesso stato digerire parte di quello spessore che avvolge la nostra bolla. Ho aggiunto che questa "pelle" pi spessa non necessariamente un problema, ma anche una protezione, un naturale isolamento. Se la copertura molto spessa si produce per una desensibilizzazione, abbinata comunemente alla perdita della nostra capacit di percezione. Possiamo, cio, vivere come reclusi nella nostra bolla. Digeren-

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do l'energia pesante del proprio poqpo, stiamo recuperando la nostra sensibilit, stiamo incrementando la nostra capacit di percezione. Questo un fattore essenziale nella tradizione andina. Adesso faremo un passo ulteriore, cio digerire l'energia pesante di un'altra persona. Vorrei anticiparvi che non abbiamo bisogno del permesso dell'altro per digerire la sua energia pesante, allo stesso modo in cui non abbiamo bisogno del permesso, per esempio, di un uomo che caduto per strada portando un carico pesante sulle spalle, per alleggerirlo del suo peso, aiutandolo a rimettersi in piedi. In secondo luogo consigliabile imparare a praticare gradualmente questa tecnica. Inizialmente possiamo provare con persone affini, che ci sono simpatiche e vicine, nelle quali riponiamo fiducia e confidenza nel quotidiano. Nel caso del nostro gruppo, visto che siamo venuti tutti a fare lo stesso corso e stiamo facendo un percorso spirituale, questa l'affinit comune che ci unisce. L'esercizio pu essere dunque praticato, qui, con chiunque vogliate. In seguito potete approfondire il vostro addestramento scegliendo una persona neutrale. Naturalmente una neutralit assoluta non esiste, per preferibile chi non vi provochi sentimenti di forte convolgimento o di forte repulsione. Fate la stessa pratica con la persona "neutrale". Il terzo passaggio quello che evidenzia la maestria nell'utilizzo di questa tecnica. : w; . ( . : . ; ! ;;i 'Ji';r,5;:,':, . > Scegliete, successivamente, una persona che vi risulti insopportabile, che viva, secondo il vostro punto di vista, per rendervi impossibile l'esistenza. Fate il Juchamijuy con questa persona. Attraverso l'esperienza ho appreso che la concezione di energia pesante molto relativa, non dimenticatelo. Per esempio qualcuno potrebbe emanare energia molto fine che su di me, per, gioca l'effetto di essere pesante. solo una questione di affinit e livelli vibratori, si producono naturalmen93

te varie sinergie. Molti amici miei possono avere familiarit con persone che con me non andrebbero d'accordo. Non mi aspetto che voi facciate Juchamijuy, domani, con la persona che vi pi antipatica; come tutte le tecniche questo un processo che richiede pazienza, tempo, disciplina. Dopo un certo allenamento dovreste essere in grado di digerire l'energia pesante delle persone che vi risultano sgradevoli. Scegliete, ora, un'altra persona del gruppo. Questo esercizio si fa in coppia. Mettetevi in piedi, guardandovi, alla distanza di 50-60 cm, poi entrate nel ruolo di "mangiatori", prima uno e poi l'altro, alternativamente. Gli occhi possono essere chiusi o aperti. Sentitevi a vostro agio. All'inizio della pratica consigliabile decidere chi sar il primo a mangiare, mettetevi quindi d'accordo su quale dei due copre prima il ruolo attivo e poi quello passivo. Nomineremo la persona attiva "numero uno", chiameremo invece chi riceve "numero due". La numero uno deve semplicemente aprire il proprio qosqo con l'intenzione di attirare o toccare l'energia pesante dell'altra persona. Quando sentir l'energia che raggiunge il qosqo, prenda autorit su questo centro e gli ordini di iniziare a digerire. x < Sentirete il tocco dell'altra energia in vari modi: una sensazione di caldo, di freddo, un pizzicorino, una pulsazione, una luce o un colore... Avrete poi, digerendo, la percezione della divisione del flusso ascendente e discendente. Continuate l'esercizio finch lo riterrete opportuno, quindi, in un dato momento, con delicatezza, fate sapere all'altro (il numero due) che bisogna invertire i ruoli. Nel frattempo, chi sta ricevendo (il numero due), semplicemente calmo e presente, fecalizzando tutta l'attenzione a ci che sente, a come percepisce l'essere a poco a poco liberato dall'energia pesante. Nel cambiare i ruoli, spontaneamente si inver: >

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tiranno anche le sensazioni, con chiarezza. Abbiate questa visione: tutta l'energia pesante destinata alla Madre Terra, ma ci non significa inquinarla o contaminarla, anzi, la stiamo nutrendo. Vorrei portare ancora maggiore chiarezza riguardo al Juchamijuy prima di praticare l'esercizio. Con questa tecnica si realizzano tre condizioni importanti: la prima liberare l'altra persona dal sovraccarico di energia pesante, la seconda che attraverso questa trasformazione, l'energia ascendente (verso la testa) incrementa il potere del "mangiatore", la terza, che va compresa, dare nutrimento alla Terra. Infatti, alcuni, facendo questo esercizio si bloccano perch hanno la sensazione di inquinarla. Nella nostra tradizione la Madre Terra un'esperta nel digerire l'energia, quindi quando facciamo l'esercizio stiamo semplicemente offrendole da mangiare. Una delle condizioni pi belle dare e prendere energia dalla Madre Terra. Quindi ricordate: stiamo aiutando qualcuno, aumentiamo il nostro potere e portiamo nutrimento rivitalizzante alla Terra. Restituiamo, facendo ci, un ayni (scambio reciproco) alla Pachamama. Dalla Madre Terra abbiamo ricevuto cibo, potenzialit, forma e in questo modo creiamo l'opportunit per ricompensarla, per restituirle i doni elargiti generosamente.

Dopo la pratica del Juchamijuy Domande e risposte


Trasformare o, in questo caso, digerire energia scomoda, non un processo che avviene naturalmente? La tradizione segue la natura. Tutti noi, vero, digeriamo spontaneamente energia pesante, solo che lo facciamo in modo del tutto inconsapevole. Secondo il mio maestro, se qualcuno non fosse in grado di digerire energia pesante, morirebbe. Del resto, quando ci rendiamo consapevoli di un processo, lo 95

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possiamo usare a volont e in maniera pi efficace. Mi sono avvicinato alla tradizione orientale e al buddismo. Potenzialmente ognuno di noi un Buddha. Tutto il lavoro che stiamo facendo serve ad ampliale la consapevolezza. Dobbiamo essere consci del nostro mondo intcriore. L'essere consapevoli di una tematica, di un meccanismo, ci porta poi ad accettarlo. C' relazione tra stomaco spirituale e stomaco fisico? In questa tradizione abbiamo la tendenza a non differenziare troppo la parte spirituale e quella fisica. In generale c' affinit e correlazione tra l'organo e il centro energetico. Secondo la mia esperienza, dopo una pratica di questo genere, i processi materiali di digestione possono migliorare, con l'ulteriore beneficio che, in alcuni casi dove si siano presentati mali o disfunzioni del sistema digestivo, c' stato anche un miglioramento di condizione. Non vorrei speculare troppo su questo, perch mi difficile spiegare come succede. Ho avuto l'impressione di non riuscire a digerire. Questa l'importanza della pratica: imparare a digerire. Ricevi comunque energia pesante, per non sai ancora come smaltirla, come digerirla. Puoi agire su questo processo solo quando veramente impari, consapevolmente. Del resto esistono livelli di energia pesante che, senza una grossa preparazione, difficilmente sono digeribili. Vi abbiamo dato una progressione di esercizi da seguire nel lavoro fin'ora fatto insieme, per imparare piano piano queste pratiche. Quando siete in una situazione in cui non riuscite a digerire l'energia pesante e questa vi opprime, la cosa migliore da fare richiudere il vostro qosqo. Ricordatevi: prima praticate su voi stessi, digerite la vostra jucha, poi passate a fare l'esercizio con una persona simpatica e affine, successivamente con qualcuno neutro e solo dopo un buon allenamento, provate con coloro che non sopportate. 96

Durante l'esercizio ho quasi perso la percezione fsica del corpo e mi sembrava di essere solo energia. Cosa succede durante lo scambio? Ci pu accadere quando c' una buona affinit di scambio o la tecnica molto perfezionata. In questa maniera si crea un continuum, si perde la sensazione di separazione e sembra di essere parte di un tutto unico. La tua la percezione derivata da un esercizio ben fatto. Nelle relazioni diffcili ho sempre creduto che fosse l'altro a togliermi energia, si tratta invece di uno scambio reciproco di energie pesanti? \ Nel caso del professore, di cui vi ho parlato, e in altri, quando ambedue le persone entrano in una dinamica repulsivo-distruttiva, c' una specie di circuito energetico che si autoalmenta, dove si produce energia pesante e contemporaneamente una diminuzione dell'energia fine. ( Non in genere chi predomina che toglie energia sottile all'altro passandogli energia pesante? Siamo preda di un forte condizionamento: pensiamo che Tener- '" ' gi sottile sia scarsa e siamo in lotta per sottrarla all'altro. None cos. Appena siamo in grado di lasciar andare energia pesante immediatamente possiamo iniziare a ricevere energia fine, per- "-'""'. che sovrabbondante. Nel momento in cui abbandoni questa concezione che imprigiona il tuo mondo, scarichi energia pe. ' sante, facendo pi spazio all'energia sottile, contemporaneamente '\ anche l'altro che in relazione con te potr beneficiarne. '' " * " ' Puntualizzo: chi cerca di rubare energia a un altro, sciocca- _/ mente pensa di poterlo fare. Che senso ha sforzarsi cos tanto, ' ' ' ' .." quando esiste tanta energia sottile ovunque, di cui possiamo di- ' " ' '. sporre in abbondanza?
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Intervento di Lida, moglie di Jun. C' un altro motivo che vi pu aiutare ad abbandonare questo tipo di timore, cio che qualcuno vi rubi energia sottile, passandovi magari quella pesante. . ,;,.;>,.,,, Facciamo un esempio pratico: sono vicina a te e mi rendo conto che sei carico di energia sottile. Supponiamo pure che io cominci ad assorbirla. La tua bolla, contemporaneamente, inizia a ricevere energia fine dall'ambiente circostante. In realt, invece di sottrarti energia sto permettendo che il tuo campo energetico si arricchisca ulteriormente. Nella vita pratica di tutti i giorni ci sono persone che innegabilmente cercano di dominare gli altri, d controllarli. Secondo la tua teoria stanno passando energia pesante o non cos? S, ci sono persone che stanno riversando energia pesante sugli altri, per questo importante imparare con consapevolezza a digerirla. Ci sono individui (e qualche volta tutti noi lo facciamo) che utilizzano energia pesante nel tentativo di dominare, agendo sul potere percettivo dell'altro. Nel momento in cui la percezione alterata si crea una falsa realt e quindi una mancanza di capacit conoscitiva che spinge ad operare in modo sbagliato. Si produce cos una sorta di stato allucinatone; la persona che ti aggredisce con energia pesante, se cadi nella sua trappola, ti fa vedere il mondo a suo modo, in un certo senso perdi il tuo proprio potere di percezione della realt. Nel caso di Don Melchor, effettivamente, in quel gioco, egli aveva volutamente riversato energia pesante su di me, per mettere alla prova la mia preparazione. In quella condizione il ricordo dello strumento appreso (il Juchamijuy) ha permesso in me la rottura di una reazione di paura e d'identificazione, portandomi ad agire. Una volta padroni della tecnica si possono far provare dei momenti piuttosto duri ai manipolatori. Dopo quell'esperienza, quando incontravo per98

sone che intendevano mettermi in una situazione di dipendenza, ero in grado di mantenere la mia tranquillit e cominciare a fare, in tutta calma, la digestione dell'energia. C' un punto nel quale il manipolatore si vede del tutto perso, poich mentre sta utilizzando uno strumento che ha sempre funzionato, all'improvviso quello stesso strumento s'inceppa, si inveite. Un dettaglio ancora: questa una pratica energetica, quindi dipende molto da quanto uno sia disposto a utilizzarla. Ciascuno potr incontrare una serie di variazioni, di sottigliezze relative all'esperienza individuale. In che senso l'energia fine e quella pesante sono due processi distinti? Le due energie sono differenti fra loro, ma complementari quando ci riferiamo a noi stessi. L'esercizio che abbiamo fatto ieri, con la mesa, serve ad assorbire energia fine. Adesso stiamo imparando come agire in modo appropriato con l'energia pesante. Tutto questo avr ancora un valore quando tu, Jun, sarai tornato in Per? Potremo continuare ad assorbire energia sottile? Non conta la tua presenza? In questo caso io rappresento una semplice connessione, un canale: sono come un filo elettrico, la spina che viene inserita nella presa. Una specie di khuya vivente! Ieri ho parlato degli oggetti che mi sono stati dati dai miei maestri. Fanno parte della mia mesa e mantengono vivo il contatto con la loro energia, con la tradizione che essi rappresentano, con la bolla energetica. Chiunque di noi stia comunicando quest'arte sta svolgendo una funzione khuya di trasmissione del sentiero. Quando torner in Per e vorrete continuare ad assorbire energia fine attraverso il canale che rappresento, potete farlo. In questo modo aiuterete anche la mia energia, ma potete farlo utilizzando qualsiasi altra fonte a voi vicina.

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L'energia sottile di un individuo pu diventare energia pesante per me? un punto di vista personale. Ciascuno pu sentire energia pesante da parte di un altro se essa incompatibile con [a struttura vibratoria della sua bolla energetica. Siccome questa tradizione apre al diverso e allo sconosciuto, alla fine si pu stabilire una comunicazione armoniosa con qualsiasi tipo di energia. In una relazione equilibrata fra due poli c' da parte di entrambi una liberazione di energia pesante e un prodursi di energia pi sottile. Del resto, come abbiamo gi visto, il concetto di pesante e leggero relativo. Le persone che sono ai livelli pi alti lasciano cadere le energie pi sottili, ridistribuendole come una specie di cascata, per quelli dei livelli inferiori. Posso portarvi un esempio di vita quotidiana: alcune volte avevo la semplice necessit di andare a trovare Don Benito. Solamente toccandolo potevo percepire una serie di processi intensi dentro di me, veramente gratificanti. Questa particolare relazione con il maestro non accade solo ali' interno della tradizione andina. Alcuni anni fa un amico ci chiese di dare ospitalit ad un lama tibetano che voleva fermarsi nella citt di Cuzco per un breve periodo. Andai con mio figlio all'aeroporto e nel momento in cui il lama scese dall'aereo percepimmo che si stava producendo un campo di energia capace di avvolgere tutti i presenti e l'ambiente circostante. Quest'uomo, semplicemente con la sua presenza, poteva indurre molte altre persone a entrare in uno stato di coscienza che non era quello sperimentato normalmente. come un processo di induzione, ossia qualcuno che sta vibrando ad una frequenza pi alta pu coinvolgere altri nella sua dimensione vibrazionale. Mentre stavo digerendo l'energa percepivo pesantezza alle gambe e leggerezza in alto. Nel ruolo ricettivo mi sentivo invece sempre pi alta e sottile, come se stessi per prendere il volo e poi 100

abbiamo riso... Mi piace soffermarmi, in questo caso, sul fatto che ambedue avete cominciato a ridere. bello a tecniche cos particolari, applicare il gioco degli innamorati, dei bambini. I bambini giocano con passione e con semplicit, senza prendersi troppo sul serio. Un giorno mi trovai a condurre un gruppo, (ancora pensavamo che le "faccende" spirituali fossero molto serie) e qualcuno cominci a ridere mentre gli altri si adoperavano affinch questo non disturbasse il lavoro, ma tutti finirono per essere coinvolti nella risata. Alla fine sessanta persone si sbellicavano dal ridere. Se accade non solo divertente, ma anche di supporto al lavoro. Mentre rilasciavo l'energia pesante avevo l'impressione di non averne pi da cedere, per ho continuato a fare l'esercizio provando a donare qualcosa di pi. L'altra persona, dal canto suo, ha visto come un lampo di luce. Questo semplicemente coincide con una regola di San Francesco d'Assisi: donando che si riceve. Quando tu hai deciso di offrire anche la tua energia sottile, immediatamente l'hai contattata e incrementata.

. Ho percepito chiaro un cambiamento del ritmo respiratorio, perch? L'energia che si alza di livello pu provocare una respirazione ritmica. In altri approcci si agisce sulla respirazione stessa per muovere e aumentare energia. In questo caso, lavorando direttamente sul campo energetico, la respirazione si autoregola. Vorrei approfittare dell'argomento per chiarire che questa tecnica non incompatibile con altre. Consideratela complementare a quelle che magari state gi usando. consigliabile, per, usare una tecnica per volta. Questo non vieta, per esempio, di utilizzare nello stesso giorno, una tecnica di meditazione orientale in un momento e in un altro il Juchamijuy. 101

Mangiando l'energia dell'altro ho provato la forte sensazione di non reggermi in piedi. Si pu creare una sorta di ubriacatura fino a perdere l'equilibrio e cadere a terra. Non c' niente da temere. Sono stato testimone di una serie di cadute spettacolari senza nessun danno. Si pu considerare un regalo della Madre Terra che donato produce una sorta di cambiamento completo dell'energia della persona. Chi cade vive una sensazione di riposo profondo. Nell'uso quotidiano di questa pratica un effetto del genere pu annunciarsi con dei giramenti di testa. In questi casi, il mio maestro diceva di "inviare" l'energia fine sovrabbondante in modo che qualcuno possa riceverla. Se il passaggio avviene in modo generico. Don Benito aggiungeva che l'energia va a finire in una kolca, una riserva di cibi. Se vogliamo raccontarlo in un modo a noi pi familiare, come mettere energia sottile in un deposito, acquisendo il potere di chiederla in un momento di emergenza, come supporto immediato. Ognuno di voi riuscir ad elaborare uno stile proprio. Pu, questo eserczio, definirsi una tecnica d meditazione? Non appropriato definirlo in questi termini. Non il tipo di meditazione orientale che ho praticato in altri momenti. La differenza sostanziale racchiusa in un diverso approccio mentale. Nel lavoro diretto con l'energia la mente ha un ruolo di minore
centralit. > - '>''< ''i- '" . . w " 1 : : =:' ' ''--! : : - > . -,

Vi ho gi parlato dei tre strumenti spirituali caratterizzanti diverse aree geografiche e culturali: la preghiera, la meditazione e il lavoro con l'energia vivente, quest'ultimo proprio delle comunit indigene delle Americhe. ->!jiv.*i,:t!-? .rote nov Del resto pi strumenti abbiamo nella nostra scatola degli attrezzi, pi ricco e vario diventa il nostro lavoro. L'esperienza mi insegna che ci sono temperamenti (e situazioni) pi adatti alla preghiera, altri alla meditazione ed altri ancora alla pratica di 102

queste tecniche focalizzate sull'energia. Per esempio le dinamiche di relazione, come quella che ho vissuto con il mio collega universitario trovano facilmente sblocco attraverso la tecnica della digestione dell'energia pesante. . a. ,., Si pu mangiare l'energia di un altro mentre sta parlando? Ci che dici in relazione con quella che chiamiamo l'invisibilit, ossia fare questo esercizio senza dare nessun segno visibile. Raggiungere la maestria significa praticare il Juchamijuy senza palesare niente all'esterno. Si pu fare parlando, lavorando, camminando per strada. Si impara a sentire quando il momento
appropriato. .... ...,
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Non necessario mangiare energia pesante per tutto il giorno! Non trasformiamola in un'ossessione. Naturalmente la pasta italiana deliziosa, ma io stesso, se mangio sempre pasta, avr qualche problema digestivo! Dovrebbe diventare qualcosa di assolutamente naturale, ma consapevole. Come mangiare quando
si ha fame. ,. .. .,.;.,,,-, :,

Come si pu distinguere una visione da una visualizzazione? Ci sono persone che hanno il dono di visualizzare, ci pu aiutarle a sviluppare questa tecnica. Altre sono pi portate a "sentire" e in questo caso forzarle a visualizzare pu rappresentare un ostacolo. Sentire un modo di percepire, come visualizzare o avere visioni. Queste ultime due modalit sono processi visivi e si manifestano come immagini. La visualizzazione caratterizzata da un atto creativo mentale. L'esperienza della visione, invece, la percezione di un'immagine preesistente che viene a noi. Le figure, nel primo caso, sono di solito pi artificiose, con colori forti, enfatizzati. Nella visione, in genere, ci sono colorazioni e tessiture molto delicate e armoniose. C' anche una terza possibilit, l'allucinazione: qualcosa che non stiamo n percependo, 103

in- visualizzando volutamente, con una natura inconscia spesso nipivnnabile. Come possiamo stabilire la differenza fra le tre? I-, :.olo umi questione di esperienza.
"> , ' i j i - iti':- fi.: i.yC!-.;.-:;!', <ij

.S7 pu distinguere tra allucinazione positiva e negativa? I >imontichiamoci il positivo e il negativo, siamo qui per impalair nuovi approcci. Oliando qualcuno ci invia energia pesante ci disorienta, la base di nj'tii manipolazione creare smarrimento o confusione. una lal.sa percezione della realt, una realt che non esiste. Certamente estranea alla nostra volont come l'allucinazione. La visione, per, esattamente l'opposto: ci mostra una parte sottili- (Mia realt che esiste, aiutandoci nell'orientamento. La visione normalmente produce una sorta di quieta sicurezza, l'allucinazione una sensazione di angoscia. In tutti e due i processi pu manifestarsi del timore, combinato nel primo caso, con un senso tli apertura che spinge ad agire, nel secondo caso spesso la paura si somma ad ansia e tensione paralizzanti. Vorrei ribadire che non ci sarebbe problema ad utilizzare i termini positivo e negativo se non dessimo loro quel valore cos assoluto. Io sono costretto ad utilizzare un'altra terminologia perch per voi, positivo e negativo, evocano precise associazioni. Se potessimo utilizzarli alla maniera della Fisica, come semplice polarit, non nascerebbero malintesi. Nella nostra cultura, il negativo, cio il male, stato usato per troppo tempo in una visione manichea del cosmo. Quindi difficile staccarsi da questa abitudine di linguaggio. '-- >' "-'' vi ; ^ : :; ungoan .w
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Ayni e Karpay Ayni


II principio della reciprocit e l'iniziazione andina

Avviciniamoci ora a quella che sar la nostra terza pratica. Ieri abbiamo parlato di ayni che il nome che diamo in quechua alla reciprocit, all'atto di dare e ricevere, accumulare e ridistribuire. All'interno della tradizione andina, si pu dire che questo l'unico precetto generale, il solo comandamento morale. Se nella visione ebrea ce ne sono dieci, noi ne abbiamo fondamentalmente uno. Nelle Ande la manifestazione del Dio metafisico accompagnata da questo semplice richiamo verbale: ayninakuychis! che significa: praticate la reciprocit. Quindi per noi lo scambio sacro, oltre ad essere sacro anche un principio cosmico. Ayni infatti una regola generale del cosmo che pu aiutare a comprenderlo, un ordine grazie al quale tutto cresce, si sviluppa, fiorisce. Possiamo veramente pensare aVayni come ad una salda reciprocit. Ieri abbiamo detto che la realt concepita nelle Ande Kausaypacha. Tra la nozione di Kausaypacha e ayni si manifesta una relazione nei tre mondi dell'esistenza, che sono: Hanaqpacha o mondo superiore, Kaypacha, questo nostro mondo e Ujupacha, il mondo all'interno della terra e all'interno di noi stessi. UHanaqpacha formato da puro samiy perch gli esseri di questa regione sanno praticare l'ayn in modo perfetto. Il Kaypacha una mescolanza di energia fine e pesante. Gli es-

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seri umani conoscono la pratica dlVayni, ma talvolta se la dimenticano, non sono capaci o si rifiutano di usarla. Il nostro mondo quindi l'espressione di ambedue l'energie. Poi esiste un mondo sotterraneo, Vjupacha, dove c' jucha (energia pesante), perch gli esseri (o le energie ) che lo abitano non hanno appreso ancora Vayni. Il nostro unico obbligo morale consiste in questo: scambiare, ridistribuire, intercambiare, dare e ricevere. Praticando Vayni la nostra energia diventa man mano pi sottile. Ieri abbiamo visto che gli unici ad avere "l'opportunit" di generare energia pesante siamo noi esseri umani e la produciamo quando non ci apriamo allo scambio. Quindi praticare Vayni permette il fluire dell'energia vitale che scorrendo si trasforma in energia sottile. Quando vi ho parlato della mesa vi ho detto che ci sono certi oggetti permeati di samiy, in questo caso dall'energia sottile del maestro. Possiamo, quindi, avere un'idea di come uno scambio materiale pu diventare qualcosa di sacro, perch tutte le forme viventi hanno un certo tipo di samiy. Se baratto il mais con le patate, anche questo, in certo qual modo, uno scambio di samiy. Lo stesso se pratico la mia attivit con l'aiuto di un amico, oppure vado a lavorare nel suo terreno e lui nel mio, anche qui c' una specie di reciprocit energetica: stiamo scambiando lavoro, ma anche con questa operazione si muove energia. La societ attuale degli indigeni delle Ande , in tutti i suoi livelli, il risultato della pratica lVayni. Quindi, quando vado a lavorare al mio podere, vengono tre o quattro amici ad aiutarmi. Quando, poi, sar il momento di prender cura della loro terra, restituir il favore nell'ambito della reciprocit. L'organizzazione politica di alcune comunit indigene si basa su una specie di interscambio di poteri politici e spirituali, ed fondata essenzialmente sulVayni. 106

Vayni una specie di rito che include ogni cosa e, come diceva Don Benito, persino la nostra propria vita ayni. Nascendo abbiamo ricevuto la vita terrestre in maniera gratuita, un vero e proprio regalo, e vi sar un tempo in cui dovremo restituirla, lasciando questo mondo. Fra questi due momenti abbiamo l'opportunit di realizzare una serie di ayni in cui riceveremo e daremo ad altri. la parte pi importante del nostro rituale e pu essere una pratica come quella che compie Don Benito nelle diapositive che vi ho mostrato: offrire con un semplice k'intu di, coca i nostri poteri, mettendoli a disposizione degli esseri soprannaturali. Farlo ci attribuisce delle qualit molto importanti, perch come ritorno, i tre tipi di poteri propri degli esseri spirituali, diventano una nostra prerogativa. Questa una forma di ayni. Lo scambio comprende i tre poteri personali di cui abbiamo gi parlato, ossia munay, llankay, ychay. interessante parlare dell'amore {munay) come di una forma di potere. Di solito sia-, mo abituati a concepire l'amore come un sentimento, ma dal punto di vista energetico l'amore potere. Llankay il potere dell'azione, perch agendo possiamo produrre tutto ci di cui abbiamo bisogno. Ritengo, infine, che sia molto importante l'esistenza di ychai, la conoscenza, che un tipo di potere non trascurabile. Questi tre fattori sono sempre presenti nella tradizio- , ne andina. La conoscenza intellettuale utile, in particolare in > questo momento caratterizzato da un'ampia inquietudine spirituale dove comune pensare che per muoversi verso la conoscenza intuitiva e percettiva, bisogna abbandonare le facolt intellettive. C' il rischio di passare, semplicemente, da un aspetto all'altro con la medesima attitudine estrema. Come vi ho detto la tradizione andina molto inclusiva. Ychay un potere pi sviluppato tra gli occidentali, ma noi ne riconosciamo l'utilit, per cui, nell'insegnamento andino coltivare la conoscenza intuitiva non significa mettere da parte quella intellettuale, ma 107

piuttosto utilizzare ambedue, poich allo stesso tempo, sono guida all'azione. Dal momento che Yayni il nostro valore pi elevato, l'iniziazione la sua massima espressione. Usiamo come parola per l'iniziazione: Karpay. La forma pi importante del Karpay il Karpay Ayn, vale a dire lo scambio di iniziazioni. Karpay significa anche potere personale. Lo potete intendere come la quantit di ydchay, munay, llankay, che ognuno di noi arrivato a generare. Karpay Ayni sarebbe quindi il mutuo trasferimento di iniziazioni o anche il mutuo passaggio di potere personale, ovvero quello che abbiamo ricevuto durante il processo di "allenamento" iniziatico, o sviluppato nella vita quotidiana. Dal nostro punto di vista, essenzialmente molto pratico, la vita stessa pu essere un processo permanente di iniziazione. Questo nostro rituale l'espressione suprema del valore che ha per noi Yayni. Siate consapevoli che durante lo scambio di iniziazioni o dei poteri individuali, nell'atto del trasferire non state perdendo niente, anzi state attivando ancora di pi certe qualit. Quello che faremo adesso richiede un gesto enorme di generosit: vi chieder di donare il vostro potere personale per poi darmi la possibilit di restituirvi il mio, acquisito attraverso il lavoro fatto finora. ,... ',..<.' ., ,-.'...,. , .,.,,, Ognuno ha un tipo di potere personale, tutti possiamo considerarci potenzialmente iniziati. Certamente un rito ha importanza ed la forma pi scandita di trasmissione del potere. Per esempio, credo che noi tutti abbiamo sperimentato una situazione difficile e siamo, in qualche modo, riusciti a superarla. Dopo che abbiamo attraversato un frangente particolarmente duro sperimentiamo una forza maggiore. Faremo ora l'esercizio di scambio di potere personale che appartiene alle pratiche del quarto livello del cammino andino. Ho ricevuto il passaggio di questo stadio da Don Benito e adesso

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lo ridistribuisco fra tutti i presenti. Agli iniziati andini non interessa stabilire chi ha posizioni pi o meno evolute in questo scambio. Ci possono essere persone con un livello avanzato di sviluppo che ricevono la qualit di potere a loro necessaria da una persona all'inizio della ricerca. Siccome ognuno di noi unico, una piccola quantit di potere personale pu essere un catalizzatore per portare chi ha un livello di sviluppo molto elevato, ad uno stadio ancora pi alto. L'esercizio consiste nel darci questa possibilit, presupponendo un certo distacco da noi stessi che permette di aprirci alla capacit di ricevere. Qualsiasi persona nel gruppo presente che abbia appena iniziato la sua ricerca spirituale, partecipando per la prima volta a esperienze del genere, pu avere esattamente quel tipo di energia di cui io ho bisogno per fare il passo successivo. Quindi l'officiante, nell'onorare il potere degli altri, pu ricevere degli insegnamenti. Ripeto che Vayni esprime l'orientamento della tradizione andina, sostenendo che ha senso accumulare solo se poi ridistribuiamo. Se abbiamo accumulato qualcosa a livello del nostro lavoro, quest'eccesso ha valore soltanto se poi condiviso. Per questo mi appresto a trasmettervi gli stessi livelli che mi sono stati dati dal mio maestro. ; . J J ; :s ; un enorme guadagno poter ricevere da voi tutto ci che avete sviluppato, per esempio l'esperienza energetica di tecniche a me sconosciute, non necessariamente spirituali. Quello che faremo adesso molto semplice. * .,. ,&v >>.... :..- Vi chiedo di lasciarmi uno spazio per poter passare davanti a voi. In questo caso, quando mi porr davanti alla persona, le chieder di mettersi in piedi cercando di ricordare, di ritrovare il contatto con un momento, un evento accaduto nella sua vita, tale da aver rappresentato un'esperienza molto forte. Non necessariamente deve essere un'esperienza gradevole, bens intensa, toc109

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cante. Se mi prendo la libert di partecipare a questo tipo di condivisione, si suppone che abbia imparato a digerire ogni qualit di energia. Se questo non vi sembra troppo pretenzioso, in casi di esperienze molto pesanti, giocher il ruolo che potrebbe avere la Madre Terra. Non importa, dunque, se l'esperienza piacevole o dolorosa, frutto, magari, di un momento di grande sofferenza. Quello che intendo dire riguarda un tipo di esperienza forte per voi, non importa se avuta durante un'iniziazione o nella vita ordinaria. Provate, quindi, ad evocare un momento che stato particolarmente bello, importante, gioioso, oppure un evento di tipo iniziatico, o un accadimento molto semplice, ma non per questo di minore importanza: la visione di un bellissimo tramonto, un incontro, un'esperienza d'amore. Questo possibile perch noi concepiamo la vita quotidiana stessa come un processo di iniziazione. Sembra un paradosso che sia io a chiedervi qualcosa: necessario per attivare il senso della reciprocit e per ricordare a me stesso che "non ha valore quanto io abbia camminato su questo sentiero", in ogni caso, ho bisogno di tutti gli altri. Quello che vi chiedo di fare contatto con la forza dell'esperienza destinata allo scambio. Vi comunicher il dono pi alto che ho ricevuto in questo cammino, che tecnicamente un'energia del quarto livello. Mi porr davanti a voi, uno per uno, la persona che ho di fronte pone le mani sulla mia testa riportando alla memoria l'esperienza che vuole comunicare, cercando di trasferire, attraverso le mani, quella vibrazione, quella risonanza. Poi, quando la persona ha finito la trasmissione d'energia connessa al suo vissuto, cercher di passarle a mia volta, mettendole le mani sulla testa, la qualit di energia che ho ricevuto dal mio maestro. , Don Benito, , secondo me, la forma di energia pi sottile con la quale sono entrato in contatto finora. Questo non significa che 110

non ci siano altri maestri capaci di arrivare ad un espressione energetica ancora pi elevata. Cos si attua lo scambio. Abbiate la pazienza di "rimanere in ascolto", ricettivi, tranquilli. Osservate quello che succede, sia dando che ricevendo. Trovate, ora, una posizione comoda.

Domande e risposte
preferbile pensare prima l'esperienza da trasmettere durante il karpay, oppure c' un tempo stabilito? Potete pensarla anche prima. Chi ha la possibilit di rievocarla sul momento lo faccia semplicemente durante la trasmissione. Dipende un po' dalla capacit personale e da quello che sentite di fare. Non ho capito bene il mondo dell'Ujupacha, dove c' solo jucha, energia pesante... Voglio un po' spiegarvi l'idea che ho di questo mondo sotterraneo, non c' niente che trovi relazione con il concetto occidentale di inferno. Non so se sapete che i conquistadores, quando arrivarono in Per, trovarono una guerra civile in corso tra i due regali fratelli Inka, pretendenti alla successione. Ovviamente, in seguito alla conquista spagnola, ambedue persero ogni possibilit di ottenere il governo dell'impero. Secondo la tradizione, la loro condotta fu una rottura del comandamento dell'acni, scegliendo la competizione e la lotta elusero lo scambio reciproco che produce armonia. Avevano ricevuto dai loro antenati quasi un terzo del territorio dell'America del Sud e non lasciarono ai loro successori nulla, non furono capaci di restituire Yayni, generando un'enorme quantit dijucha, 111

cos pesante che li ha trascinati nell' Ujupacha, dove hanno la missione di insegnare agli esseri che ci vivono, come praticare Vayni. Quando finalmente vi riusciranno potranno tornare di nuovo. Ci non significa che abbiano perso la loro qualit di Inka e neppure che siano in una situazione di sofferenza. Secondo la tradizione vivono in bei palazzi, circondati da una corte; non per una vita di riposo, sono l per restituire quello che hanno dissipato. Questo per far capire che la dimora sotterranea non un luogo di patimento, di sofferenza, ma di apprendimento, in questo caso della regola d&Vayni. Quando questi esseri riusciranno a riemergere si produrr, nel nostro mondo, una specie di unanimit delVayni e, secondo un'altra versione della profezia, avremo una vita di pienezza totale. Il mio maestro usava la parola Karpay Ayni o anche la parola inversa, Ayni Karpay; nel primo caso vuoi dire scambio reciproco di potere personale attraverso l'iniziazione, nel secondo caso l'iniziazione alla pratica dell'acni. Tutte e due le forme hanno un senso completo. lj.'xti\J~
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stata quindi la lotta tra i due fratelli che ha permesso il dominio dei conquistadores? '/,_ ...'... L Quella lotta ha certamente creato le condizioni per la conquista dell'America incaica; senza il conflitto interno, l'occupazione sarebbe andata diversamente. Permettendoci un po' di fantastoria potremmo pensare ad un'analogia con il Giappone che di fronte alla presenza dei primi portoghesi e spagnoli tese a unificarsi, creando una barriera inaccessibile agli europei, fino all'inizio di questo secolo. Si sarebbe potuto sviluppare un processo simile anche nelle Ande, cio una semplice contaminazione, con la capacit di assorbire alcuni elementi, per arrivare in piena autonomia ad un rapporto successivo. La cultura andina ha assimilato dentro la tradizione la propria responsabilit relativa alla conquista, inglobandola nella realt cos come nel mito. 112

In Occidente, avvenimenti simili hanno sempre dato luogo a ;. proiezioni collettive, per esempio durante il processo della guer- > ra fredda abbiamo incolpato interamente i russi mentre la responsabilit era reciproca. Attualmente i nord americani stanno incolpando il Giappone dei loro disagi economici e probabilmente lo faranno in seguito con la Cina. Mentre nelle Ande, sia da un punto di vista individuale che da quello collettivo, stata assunta la parte di responsabilit che era di competenza alla tradizione, senza per questo negare tutta la violenza oppressiva e il v.genocidio subiti per mano degli Spagnoli. .-..- . < < * : ; Non ho afferrato bene la differenza fra Karpay Ayni e Ayni .;;.;

Karpay Ayni significa interscambio reciproco di iniziazioni o (.. di potere personale. Ayni Karpay significa un'iniziazione alla norma morale del comandamento dell 'ayni. Come se dicessimo \, che il battesimo una iniziazione nel comandamento dell'amo- v re. Ayni Karpay sarebbe l'iniziazione al supremo comandamento dell'ayni. .. .. . ,..,. >;.v Perch passiamo direttamente ad una esperienza iniziatica del
quarto livello? <.:.. .;;..;.; i-\.-^^.~;\.,

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Perch questo ci che ho ricevuto e mi impegno a restituire. Del resto, se abbiamo fiducia nel vivere quotidiano come processo iniziatico, la maggior parte delle persone cresciute in Occidente, hanno gi avuto accesso ai primi tre livelli. Leggendo il libro della Jenkins emergono tutta una serie di difficolt interne legate al primo, secondo e terzo livello, quindi preferisco dare qualcosa di pi libero, pi chiaro, pi direttamente utilizzabile. Alla fine, in questa decisione, c' anche un po' di egoismo. Un giorno che insistevo con Don Benito per sapere come avrei potuto ottenere il quinto livello, mi fu detto che l'avrei raggiunto insegnando ci che avevo da lui stesso ricevuto. Anche Don

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Benito era al quarto livello e stava cercando il quinto. Una delle caratteristiche del quinto livello la capacit di curare ogni malattia in qualsiasi circostanza. Don Benito era in grado in molti casi di guarire, per a volte il suo potere non era sufficiente per restituire la salute e quindi, ovviamente, non aveva ancora raggiunto la pienezza. .<;,...-. Mi sai dire perch lavorando con l'energia mi succede di essere assalita da improvvisa sonnolenza? >:.. .:-; ,..' perfettamente normale essere vinti dal sonno. Entrare in contatto con l'energia un po' riposare al suo interno e abbandonarsi al sonno va bene. un modo per rigenerarsi, e magari smaltire digestioni incomplete o pasti troppo abbondanti. Naturalmente sempre in senso energetico. ; ': t;., ' : Ho avuto difficolt nella trasmissione perch ho pensato a esperienze molto belle, ma anche a situazioni altrettanto brutte. Volevo restituire amore e gioia, purtroppo mi sono venute in mente esperienze di lacrime. Poi ho ricevuto immagini di tanta gente contenta e una grande energia d'amore. In quel momento tu sei arrivato. Grazie. Le esperienze accompagnate da lacrime non sono necessariamente pesanti. A volte le lacrime accompagnano situazioni di dolore, altre volte di gioia. Sebbene, in questo caso, lo stimolo che le abbia fatte affiorare non sia felice, la risposta delle lacrime quella della semplicit. Durante un periodo dell'apprendistato mi resi conto, osservando la mia esperienza, che in Occidente avevamo reso equivalenti la sensibilit e la debolezza e, d'altra parte, eguagliate l'insensibilit e la forza. Sento quest'equazione molto arbitraria e superficiale. Quando uno inizia a scoprire la propria vulnerabilit come maschio, quando comincia a vedersi troppo sensibile si spaventa e crede di comportarsi come una donna. Credo che l'Occidente

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abbia commesso un errore di base confondendo la sensibilit con la debolezza e di seguito la debolezza con il femminile. D'altra parte, essere forti e quindi agire con durezza, viene spesso associato con la mascolinit. Penso che si possa essere immensamente ricettivi senza cessare di essere maschili. Si pu essere molto sensibili senza per questo sentirsi deboli. I condizionamenti personali e quelli familiari, rappresentanti l'ambiente in cui siamo cresciuti, possono averci spinto a vedere la realt e la natura come non . comune dire a un maschietto di non piangere perch potrebbe sembrare una femminuccia. Se c' qualcosa che ho imparato da Don Benito, personalmente, che si pu essere sensibili e forti allo stesso tempo. Anzi, per essere sensibili, bisogna avere un certo grado di forza intcriore. Questa anche frutto delle esperienze che donano lacrime. Quando ebbi il mio primo contatto mistico rimasi a piangere per tre ore, continuamente. Dopo quel momento, ogni mia esperienza spirituale toccante era accompagnata da lacrime. Scoprii un certo modo di piangere che era riposo gioioso, rigenerante. Le lacrime sono una risposta della nostra apertura, di quella sensibilit che va assolutamente recuperata nel mondo di ogni giorno. Credo che siamo diventati troppo duri, troppo impermeabili, in generale. Ho vissuto qualcosa d molto bello, perch non posso vverlo tutti i giorni? Permettersi ogni giorno momenti gioiosi e gradevoli dovrebbe essere l'obiettivo di ognuno. Uno dei problemi comuni la mancanza di coraggio a sentire e ad accogliere tutti i sentimenti che ci attraversano, compresi quelli felici o piacevoli, come se fosse quasi una vergogna vivere gioiosamente. Riportare alla luce un sentimento della nostra vita come togliere dalla rete un pacchetto di energia legato a quel tipo di esperienza. Quindi lo svolgere, il districare, l'aprire, 115

ci pu portare a esperienze successive di altro genere. C' un condizionamento, connesso alla meschinit, che ci permette solo qualche goccia di felicit giusto per sopravvivere. Tutto ci, anche se appare paradossale rispetto all'indottrinamento ricevuto, in netta contraddizione con l'insegnamento del grande maestro d'Occidente Ges, il quale venuto come stimolo per portare a compimento tutta la nostra felicit. Eppure raramente ho ascoltato qualcuno che predica questo. Ci hanno insegnato che soffrire una virt. Se prendiamo ancora l'esempio di Ges, quando riceve la visione della sua Passione, non dice che la sofferenza bella. Quello che afferma semplicemente: Padre, se possibile, allontana da me questo calice. Poi aggiunge anche: Sia fatta la tua volont. Da un certo punto di vista come se avesse voluto darci la chiave per vincere la sofferenza, affrontandola. Credo che sia una grande sciocchezza pensare la sofferenza in se stessa come portatrice di meriti. Naturalmente non si pu neanche idealizzare la realt dicendo che a questo mondo non esiste dolore e neppure vogliamo dire che grazie a questo insegnamento tutto diventa una festa permanente. La vita per sua natura ci porta situazioni dure che possiamo affrontare faccia a faccia usando il nostro potere personale. Dobbiamo cominciare a farlo di persona, individualmente. Secondo la visione del mio maestro ci stiamo incamminando su questo sentiero, verso un mondo che privilegia grandi spazi di felicit e di godimento, dove le dimensioni di durezza siano non pi amplificate, ma comprese, attraversate e superate. Oltre a Ges, ti ho sentito varie volte nominare San Francesco, una figura che amo tantissimo, ma che non capisco. Lui lodava tutto l'universo, tutte le creature, per odiava profondamente se stesso e si infliggeva sofferenze. Che senso ha? necessario inquadrare il personaggio nel momento storico. Con San Francesco siamo alla fine del Medio Evo che vide l'in116

tensificarsi di esperienze spirituali in tutta Europa. L'epoca fu, come sappiamo, caratterizzata dall'ascetismo, ma all'interno di quel quadro per noi essenziale cogliere la qualit del potere personale di Francesco. Ai margini di quella tendenza ascetica egli il primo che introduce il Cantico, creativo, personale, come una forma di estasi, di godimento. anche il primo santo cristiano che in qualche maniera inizia un processo di santificazione in coppia, perch la sua storia in relazione con quella di Santa Chiara. Naturalmente non potevano arrivare, a causa della mentalit del loro tempo, a vivere come una vera e propria coppia. San Francesco ebbe sempre problemi con la gerarchia ecclesiastica del tempo. ben percepibile nei suoi scritti il godimento che scaturisce dal rapporto mistico con la natura: fratello sole, sorella luna, sorella terra, fratello lupo e via dicendo. I Fioretti potrebbero essere stati scritti da un sacerdote andino. C' un legame speciale tra il Per e il misticismo di San Francesco. Subito dopo la conquista, nel sedicesimo secolo, un gruppo di francescani venne a contatto con alcuni sacerdoti andini. Quello che sto facendo qui, seguendo l'insegnamento di Don Benito, una specie di ayni, un ritorno, dal versante andino, di ci che ricevemmo allora. Abbiamo avuto qualcosa e ora stiamo scambiando il dono. L'insegnamento dei primi francescani faceva riferimento allo Spirito Santo come qualcosa di estremamente concreto e simile alla concezione del Kausay, dell'energia vivente. Per questo le due visioni si incontrarono armonicamente, il terreno andino era molto appropriato per comprendere la mistica francescana. L'idea di poter comunicare direttamente con l'assoluto, con il divino per la religione europea medievale veramente rivoluzionaria. Gioacchino da Fiore, un monaco che sostenne questa mistica cos diretta, fu condannato dalla chiesa cattolica.

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Voglio solo comunicarti, Jun, quello che mi hai dato. Ho avuto la sensazione che tutto l'amore, tutta la cultura, tutta la saggezza, tutta la storia del Per in quel momento fossero l e si occupassero di me. precisamente il tipo di esperienza che auguriamo a tutti. A partire da ora, puoi in qualche modo avere la sicurezza di possedere una serie di conoscenze, di esperienze che sono in relazione con la saggezza degli lnka. Mi accadde qualcosa di simile quando Don Benito mi sottopose al KarpayAyni. Come antropologo, faceva parte della mia formazione occuparmi di gran parte delle cronache spagnole del XVI e XVII secolo, scritte dopo la conquista e la colonizzazione del Per. Con l'iniziazione trovai accesso ad aspetti assolutamente nuovi, mai considerati prima. Solamente il contatto con quella energia mi dette la capacit di cogliere elementi prima non percepibili. Hai sperimentato qualcosa su cui tutti possiamo fare affidamento. Grazie a tutti coloro che condividono le esperienze avute, perch questo ci permette di vedere i tasselli, come in un mosaico, dell'intera tradizione andina. Mia moglie vi pu raccontare un'esperienza, successa nella casa di sua sorella, riguardo a ci che possiamo aspettarci dal contatto con gli strumenti pi popolari di questa conoscenza. Intervento di Lida, moglie di Jun. Quando ero piccola avevamo una sorellina di otto mesi; stavamo giocando nel cortile di casa, pass un aereo molto basso e tutti gridammo impressionati perch, a quel tempo, era molto difficile vedere aerei sorvolare il Cuzco. La sorellina piccola che era seduta all'altezza del tavolo, quando tutti gridarono cadde a terra e si mise a piangere ininterrottamente. Allora venne la mamma e la coccol. In apparenza fin tutto, per, il giorno seguente, la piccolina si svegli molto malata. La portarono dal medico per una visita, lui disse che aveva preso un colpo alla testa e le 118

fece una ricetta. La malattia continuava implacabile. Dopo una settimana era cos magra che neppure poteva muoversi. I medici non sapevano spiegarsi che cosa succedeva perch apparentemente stava bene. Entr in una nuova fase della malattia; si staccavano dal suo corpo pezzi di pelle e di carne, praticamente stava morendo poich non riusciva nemmeno a mangiare. Un'amica della mamma consigli di farla visitare da un indio suo conoscente. Lo chiamarono affinch la vedesse e il curandero disse che la bimba si era cos spaventata, al punto che, prima la sua bolla, poi il suo corpo si erano come spappolati. Allora chiesero alla mamma di comprare una bambolina di pane da vestire con gli abiti della bimba. Durante la notte uscirono nel cortile della casa e tenendo la bambolina di pane, accesero un fuoco. Camminavano nel cortile, quando vedevano che le braci si attizzavano facendo piccole esplosioni, l'andino prendeva la bamboletta di pane e diceva, piegandosi verso il luogo dove le braci scoppiavano:ritorna, vieni qua. Questo fu fatto in ogni angolo del cortile, la mamma era stupita, ma lo lasci fare. Il curandero mise la bambola di pane accanto alla bimba, nella culla, affinch il suo corpo potesse assorbirne l'energia. Afferm che il giorno dopo sarebbe guarita. La mamma non era cos fiduciosa perch la creatura era sul punto di morire. In ogni caso lasciarono la bamboletta nel letto; il curandero aveva detto che la bimba non doveva assimilare nessun cibo tranne l'energia della bambola di pane. Il giorno dopo la bimba aveva gli occhi aperti, si muoveva e aveva fame. Adesso mia sorella sta bene. I medici non furono in grado di guarirla, mentre il curandero la riport alla vita con la sua conoscenza e la sua tecnica.

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YANANTIN-MSINTIN Polarit e alleanza

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Parliamo adesso di quello che possiamo, impropriamente, chiamare la base filosofica di questo sistema, perch pi che una speculazione intellettuale, una visione del mondo condivisa da molte generazioni andine. Cercheremo di rendere chiar alcuni concetti per arrivare poi a sperimentare, nella pratica, i fattori considerati. La prima parola, in questo caso, una parola tecnica, yanantin, significa alleanza tra forze diverse, per esempio potrebbe essere 1 ' alleanza che nasce tra un uomo e una donna. Anche se non di moda dirlo, l'uomo e la donna, grazie al cielo, sono diversi. Riconoscendo ci, "l'altra parte del mondo", quella "opposta", pu diventare pi comprensibile. Soltanto se mi riconosco come maschio in un luogo del mondo che altro da quello occupato da una donna, posso imparare la modalit di visione del versante femminile e questo pu arricchirmi. Vale, naturalmente, anche il contrailo. Si tratta semplicemente di accettare la differenza. In genere qualsiasi coppia di elementi dissimili forma un'unit yanantin, mentre invece una coppia di elementi somiglianti crea un'unit masintin. Questi due fattori sono la base su cui si costruisce la cosmologia andina: ognuno di essi si riferisce a un processo di alleanza e 111

indicano due tipi, basilari, di unione possibile. La prima,yanantn un'alleanza fra soggetti diversi, radicalmente differenti; mentre masintin viene ad essere un'unit fra fattori simili, omologhi. Yanantn, come troviamo anche nella concezione taoista, non soltanto di un'alleanza fra maschile e femminile, ma un legame tra fattori contrari, per esempio alto/basso, destro/sinistro, scuro/chiaro. Si pu definire l'unit degli opposti o anche la complementarit. Come abbiamo gi visto, tutto il sistema andino ha una sua attitudine specifica che include sempre l'aspetto pratico della vita ed orientato verso tutto ci che interagisce. Yanantn una chiave di lettura che trova espressione in qualsiasi manifestazione del mondo che ci circonda. Nella visione sovrannaturale andina, naturalmente, esistono deit maschili e femminili, e la totalit del mondo retta da un grande yanantn che costituito dalla Pachamama e Ruwal. Ruwal un nome per indicare il Dio metafisico. Pachamama, in questo caso, non solo la Madre Terra, ma la Madre Cosmica. Su questa grande unit basilare yanantn si allineano, successivamente, un'altra serie di relazioni yanantn a cascata, che contraddistinguono ogni livello d'interazione. Se, per esempio, io come uomo ho una relazione con la Pachamama, questa di qualit yanantn, per una questione di genere. La relazione con mia moglie anch'essa yanantn, per lo stesso motivo. Anche il mio collegamento con tutte le donne di questa stanza yanantn. Ovviamente la stessa lettura, si pu applicare anche all'altro versante del rapporto. La relazione della donna con Ruwal, con qualsiasi Apu delle montagne, yanantn. Anche la relazione della totalit delle donne, qui presenti, con la totalit degli uomini del gruppo, yanantn. Come potete verificare questa una categoria di rapporto abbastanza simile a quella del Tao. Masintin l'altro aspetto: ovvero sempre una forma di alleanza, per tra omologhi; per esempio la mia relazione, in quanto
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uomo, con Ruwal e con tutti gli spiriti maschili masintin, come pure il mio rapporto con tutti gli uomini che sono qui. Masintin e yanantin non si producono automaticamente, una corrispondenza che dobbiamo creare, un'alleanza concreta da costituire. Anche se, di base, la polarit esiste, l'unione richiede un atto di realizzazione. Cos, sebbene il masintin in analogia esista, necessita di una realt concreta su cui stabilire l'alleanza. Questa si attua attraverso uno scambio, come succede in qualsiasi tipo di relazione. Abbiamo parlato di una forma di scambio essenziale, profondo, lo scambio di potere personale. Naturalmente, esso costituito essenzialmente da quei tre poteri che abbiamo esaminato: munay (volont e amore), llankay (l'azione, il lavoro), ychay (la conoscenza). Ogni yanantin si stabilisce sullo scambio di questi tre poteri. Quando il masintin diventa perfetto si ha la condizione ranti, mentre quando lo yanantin raggiunge la perfezione si ha la condizione di japu. I livelli pi alti delle relazioni sono espressi da questi stati dell'essere, dove fra individui o collettivit si manifesta una sincronicit totale. come nel lavoro agricolo: sia la mano destra che la sinistra si muovono alzando le zolle, per l'azione il risultato del coordinamento armonico di entrambe. Per portare un altro esempio: se il mio assistente italiano, Celso, fosse ranti nel rapporto omologo con me, potrebbe prendere delle decisioni come se fosse me stesso, ed io pur essendo in Per sarei ugualmente presente nell'attivit del vostro paese. Yanantin japu e masintin ranti erano relazioni essenziali nell'organizzazione del governo Inka. Pensate all'antico Per, una societ gigantesca dove mancavano i cavalli, la ruota e la scrittura alfabetica. Senza tali mezzi come potevano i governanti del Cuzco avere il controllo dell'Impero, le cui frontiere erano distanti 4000 miglia da nord a sud? La soluzione era semplice: 123

avevano degli Inkaranti, cio i loro equivalenti sincronici. Questi risuonavano in ogni regione del Tawantinsuyo in accordo con quello che era il pensiero dei regnanti della capitale. Ovviamente i ranti imperiali si riunivano con Ylnka in determinante epoche dell'anno, ma allorch tornavano nei loro tenitori attuavano come se fosse lo stesso Inka a governare. L'altro aspetto la condizione dijapu nella relazioneyanantin, che veniva espressaci suo massimo livello simbolico e pratico dalla coppia reale: VInkae la sua compagna chiamata Qoya. Nella loro unione c'era una collaborazione totale, era il modello dell'alleanza fra il mondo degli uomini e quello delle donne. Nella vita di allora (ed in buona parte anche oggigiorno) gli andini assegnavano compiti precisi agli appartenenti ai due sessi. Ci sono degli aspetti non ancora ben conosciuti, che indicano delle forme di autonomia fra l'organizzazione maschile e quella femminile, senza che fra le due ci fossero differenze di superiorit. Si riconoscevano diversit fondamentali che legittimavano ruoli specifici non antagonistici, ma complementari; tutti avevano dignit e diritto di espressione. interessante notare che tutti gli atti importanti della societ andina non sono mai avvenuti grazie al singolo individuo, ma sempre alla presenza collaborativa della coppia. La stessa fondazione dell'impero incaico, avvenne attraverso una coppia: Pachakuti Inka e Marna Anawarqe. Quando, nel secolo diciottesimo si produsse un movimento di liberazione Inka contrapposto alla colonizzazione spagnola, i leaders erano due, un uomo e una donna. La situazione era tale che ambedue avevano il comando dei ribelli. Entrambi erano dentro l'organizzazione politica. Tuttora, quando si danno incarichi religiosi nelle feste delle comunit andine, si utilizzano dei cartelli dove sono nominate tutte le persone che hanno assunto ruoli e compiti specifici. Questi cartelli sono la testimonianza di un atteggiamento veramente sorprendente, ad esempio pu comparire: "Jun Nunez 124

del Prado e la sua signora", ma ci pu anche essere solo il nome completo della moglie, come nel caso: "Lida Murillo Valdivia e il suo sposo". A volte si usa una modalit, a volte l'altra. Esplorando il motivo di questo costume si scopre che se prima appare il nome della donna lei ad avere il governo della casa, nel caso contrario viene riconosciuto all'uomo quello stesso ruolo. una concezione che poggia sulla coppia come unit di base, al cui interno sia l'uno che l'altra possono assumere il compito di governare la casa, dipende solo dalle capacit operative individuali. In relazione al contesto sociale, l'economia andina veramente governata dalle donne. I mercati sono interamente gestiti da donne e i mariti dipendono in questo campo dalle decisioni della moglie. Mentre nel caso dell'allevamento del bestiame sono gli uomini ad avere il governo e le donne accettano di essere guidate dal marito. Nelle Ande non ci sarebbe spazio per la cosiddetta liberazione femminile o maschile, come viene concepita in Occidente. Credo che molte capacit siano a disposizione, concrete, operative, aperte ad entrambi. Assume il controllo, in modo flessibile, chi ha maggior talento in quel campo, pi esperienza e le qualit necessarie per poter eseguire un determinato compito. Quanto detto amplia la cornice entro la quale ci stiamo muovendo. I fattori esaminati (yanantin/masintir) sono strumento necessario per tessere le relazioni adeguate. Fra me e il traduttore (Celso) c' una relazione masintin; poi sia Celso che io, Jun, abbiamo ricevuto un'iniziazione andina, accentuando ulteriormente la relazione masintin. Si pu comunque definire un'altra possibile alleanza basata sulle professioni: Celso sta lavorando nel campo della salute naturale e io in quello dell'antropologia. Questa una relazione di tipo yanantin. Ripeto, allorch compare omologia la relazione masintin. Masintin si ha quando c' relazione tra fattori simili o uguali. una mappa utile per riflettere sulla natura delle relazioni che continuamente intrecciamo con gli altri. Quando conosco qual125

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cuno per la prima volta, questo tipo di dialettica cosciente mi serve per stabilire, da subito, una relazione pi chiara. In Occidente diciamo in modo generico:"Ho conosciuto il signor Rossi", mentre nelle Ande, quando affermiamo di aver fatto una nuova conoscenza specifichiamo anche la qualit della relazione: ossia che tipo di rapporto, quale interazione si prodotta, che tipo di alleanza si attuata. Al di l dei simboli e dei codici che possiamo avere per identificare una relazione, c' un vissuto che aiuta a comprendere la natura energetica di una relazione yanantin o masntin. La differenza, come abbiamo detto, determina la possibilit di un'alleanza, di creare un insieme che pi di due persone, prima separate e poi venute a contatto. Ognuna di queste alleanze conferma il concetto di yanantin. Anche masintn costituisce un'unione, per tra due elementi che hanno qualcosa in comune. Io e mia moglie, ovviamente, abbiamo una relazione yanantin, per, siccome tutti e due siamo antropologi, compare anche una corrispondenza masintn. A sua volta mia moglie, con tutte le donne del gruppo ha, come abbiamo visto, una relazione di base masintin, ma se una delle donne in questione fosse una psicoioga, il rapporto che si stabilirebbe sarebbe di tipo yanantin. Questo si applica non solo alle relazioni interpersonali, ma a tutta la realt. Per esempio, il mio rapporto con la Pachamama, con la Madre Terra, yanantin, perch lei ha caratteristiche femminili, mentre i miei caratteri sono maschili. Il mio rapporto con la maggior parte degli spiriti delle montagne masintin, poich, nella mia tradizione, gli spiriti delle montagne di solito sono maschili. uno schema logico abbastanza chiaro, che, per, prende corpo solo quando si sperimenta veramente la natura di queste relazioni, percependola con chiarezza energetica. Successivamente questo sistema pu essere utilizzato per diventare pi consapevoli della relazione attuabile con gli altri. Per esempio, il rapporto di coppia in genere la relazione d base, per, spesso, i 126

te c' l'attitudine a vivere in modo scontato certi aspetti dell'essere insieme in quanto tale, senza cercare di approfondire la natura, i modi nei quali pu esprimersi. Queste due aspetti dell'alleanza infatti possono sovrapporsi e ] confondersi nella relazione di coppia. Certe volte io e mia moglie puliamo la casa insieme. Pulendo, il rapporto che abbiamo masintin in quanto ambedue ci dedichiamo alla cura della casa. Nel momento in cui ci facciamo le coccole non siamo pi in una relazione masintin. Se lavoriamo come antropologi e voglio trasferire la realt di coppia in quella del lavoro, nasce facilmente un conflitto. Se stiamo pulendo la-casa insieme e vi sovrappongo l'esperienza di coppia, sar pi difficile trovare un accordo sulla modalit. Questo il senso pra- ; tico della classificazione: stabilire consapevolmente quali sono i vari piani di una relazione fin dal primo incontro. Se un uomo ha' una barba incolta come la mia, lasciata crescere senza alcuna cura, anche qui pu esserci una relazione masintin, poich an~! che l'altro informale. Appena conosciamo qualcuno, possiamo gi vedere i livelli entro i quali individuare le possibili differenze e alleanze fra elementi diversi o simili. In Occidente tendiamo a pensare che pu esserci unione solo fra fattori somiglianti; nella tradizione andina si dimostra che pu nascere una profon-1 da corrispondenza anche tra caratteri molto diversi. Quindi, ritornando alla mia relazione di coppia, il fatto di determinare un rapporto yanantin come marito e moglie e uno masintin come antropologi, ci consente di distinguere questi livelli: abbiamo una relazione molto chiara come colleghi e come coppia, in quanto sono relazioni che gravitano su livelli diversi. Ovviamente questo eviter confusioni, perch le regole in una relazione di coppia sono diverse da quelle che si possono stabilire fra colleghi. Se prestate attenzione alla nostra societ vi renderete conto che queste sovrapposizioni di relazione, non comprese in modo adeguato, creano problemi, producendo energia ,127

pesante, jucha, poich quando c' un malinteso in una relazione, la cooperazione, che per noi ayni (scambio reciproco) subisce un blocco, generando conflitto. Quando siamo a casa e stiamo semplicemente cucinando o pulendo, ci conveniamo in cuochi o in donne di servizio, cio relazioni di tipo masintin, nelle quali entrambi possiamo fare la stessa cosa senza che si creino ostacoli. Se interferiamo in queste faccende con il nostro rapporto di coppia, si pu supporre che, per condizionamento, i ruoli debbano essere gi assegnati e divisi, quindi staremmo inquinando i termini dell'alleanza. Possiamo utilizzare questa logica per essere pi coscienti della natura dei rapporti, avremo cos una rete di relazioni pi chiara, pi armoniosa, quindi pi forte. Inoltre saranno contatti generanti poca jucha, energia pesante, liberando invece pi samy, energia fine. Credo che a livello concettuale sia tutto abbastanza chiaro, ma fondamentale entrare nell'esperienza. Come abbiamo ripetuto pi volte l'esperienza di gruppo amplifica il potere dell'esercizio, c' un collegamento fra i centri sottili di tutti noi, facciamo tutti parte di questo campo di energia collettiva che ci sosterr nel percepire meglio i due tipi di forze che giocano nellarelazione. . , . : . . . . , - , V t ^ ;.. ? v c - ..-' ,".-? ; >':.

Intervento di Lda, moglie di Jun. Ora possiamo avere una pi chiara lettura di alcune situazioni che si creano normalmente. Una donna, medico di professione, pu darsi non sia ben vista da certi uomini che utilizzando lo yanantin proiettano su lei qualit maschili, ma se considerassero il masintin, ovvero ci che in lei come dottore simile a loro, la tratterebbero come una collega. Il movimento femminista ha reagito cercando di cambiare uno schema di relazioni cristallizzato, poi, uscito dai binari, perch le donne hanno assunto il ruolo degli uomini e hanno dimenticato una delle finalit del movimento, cio lasciar emergere l'alleanza masintin. 128

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L'idea quella di utilizzare questa mappa per eliminare molta confusione. Pu essere di grande supporto per risolvere conflitti che si producono all'interno della coppia. Se ci sono due soggetti masintin in quanto professione, il fatto di voler trasferire la relazione di coppia anche sul piano professionale, rende tutto conflittuale fino a distruggere, in certi casi, il rapporto di base. Quindi potete mettere in pratica un modo per distinguere. L'esercizio che faremo dar corpo ed esperienza alle mie parole. Nella tecnica utilizzata prima andremo a vedere masintin, poi entreremo inyanantn, in modo da avere la percezione della qualit energetica di entrambe le relazioni. Per far ci lavoreremo in maniera molto semplice, usando 1 ' energia del gruppo per amplificare la nostra sensibilit e affinch ciascuno possa avere un assaggio personale di quello che yanantn e masintin.

Pratica dello yanantn e del masintin

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Vi chiedo di formare due cerchi separati, uno di donne e uno di uomini. Unitevi bene con le braccia. Nel cerchio degli uomini concentratevi su quello che il vostro carattere maschile e cercate di dare alla Pachamama, la terra, tutto quello che femminile, affinch possiate avere una percezione nitida del maschile e concedervi l'esperienza, allo stesso tempo, dell'alleanza masintin formatasi fra di voi. Le donne faranno la stessa cosa, si concentreranno sull'energia femminile e donando alla terra la qualit energetica maschile si permetteranno la percezione chiara del femminile e un vissuto concreto di quello che il masintin creatosi nel loro cerchio. Sia le donne che gli uomini arriveranno a sentire l'energia masintin. Le donne concentrandosi sulla femminilit che hanno 129

dentro, eliminando ogni elemento opposto, mentre gli uomini fecalizzando l'attenzione sulla loro mascolinit. Le donne tratteranno l'energia femminile come samiy, mentre l'energia maschile sar jucha. Gli uomini faranno il contrario: considereranno l'energia femminile come se fosse jucha e cercheranno di concentrarsi sull'energia maschile, il loro samiy. Cercate di trattarla veramente come jucha. In questo caso le donne lasciano cadere la componente maschile in quanto energia pesante, mentre gli uomini fanno il contrario: l'energia delle donne pesante e se ne liberano. Una volta raggiunta questa condizione dovreste essere in grado di sentire in modo nitido l'energia presente nel vostro gruppo, sar la sensazione che corrisponde ad una relazione masintin. Poi, apriremo questi due cerchi, e uno entrer dentro l'altro. Faremo in modo che i maschi attirino l'energia femminile e le donne quella maschile. Ogni fattore cercher di assorbire l'energia di quello opposto. Ripeto, nella seconda parte dell'esercizio, gli uomini si aprono a ricevere energia femminile e le donne energia maschile fino a produrre una naturale armonia in grado di darci l'esperienza di un'unit yanantin. Una volta che avremo percepito i due tipi "basici" di relazione, sar abbastanza facile decodificare questi fattori per poterli utilizzare nei rapporti concreti della nostra vita quotidiana. Questo ci dar una specie di mappa sulla quale individuare la natura delle nostre relazioni. Potremo convertire, in qualsiasi momento, i nostri contatti, in vere alleanze. Naturalmente, quando potremo farlo, non detto che saremo capaci di avere incontri o alleanze con tutti. chiaro? Facciamo l'esercizio. ,;:,; i(

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Domande e risposte
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In alcune tradizioni esoteriche il maschile e il femminile, unendosi, creano l'Uno, l'essere, la simbiosi pura; questo succede anche nella tradizione andina o rimangono due elementi r separati? '" L'immagine del dio androgino legata ad una tradizione di derivazione ellenica, dove facile leggere la purezza come perdita di quei confini determinanti la differenza tra maschile e femminile. Per noi,yanantin, gi una relazione armonica, in cui un fattore non necessariamente assorbito dall'altro, una figura archetipica che, per, non corrisponde a quella dell'androgino. Quale la differenza fra le due figure archetipiche, quella occidentale e quella andina? Per un andino, il fatto veramente oggettivo, mettere in evidenza la diversit, enfatizzarla. Senza, per questo, arrivare mai ad una disuguaglianza in termini di superiorit e inferiorit. Anzi, per esempio, io e mia moglie possiamo essere una coppia molto armonica grazie alla nostra profonda differenza. Se noi volessimo cancellare questa diversit, probabilmente cesseremo di essere una coppia. Sono schemi culturali diversi. Effettivamente quest'enfasi posta sulla differenza e sul rispetto di essa, fa s che riconosciamo dignit a tutto il resto della natura. Per esempio, in Occidente, c' un Paradiso solo per gli umani. Nelle Ande anche i cani, o gli alpaca hanno il loro Paradiso, persino agli animali non neghiamo un'essenza trascendente, cos come alle piante. Certo questo non significa che un alpaca e un essere umano siano uguali, per lo chiamo fratello alpaca, onorando la sua esistenza, riconoscendo il suo ruolo nel proposito e nella volont dell'energia vivente.

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Grazie Jun, perla chiarezza ricevuta riguardo al confronto e competizione presente tra uomo e donna, soprattutto nella nostra epoca e cultura new age che punta spesso l'accento sulla non differenza, sul dover essere uguali. Mi sento pi rilassata sul mio essere donna, ora mi accetto perch comprendo che gli uomini e le donne sono diversi e a volte anche impossibile incontrarsi sullo stesso piano. Non colpa di nessuno. Adesso ho pi rispetto per la differenza che per la lotta condotta verso uno sforzo di eguaglianza. Non soltanto nella New Age, ma nella totalit della cultura occidentale stiamo andando verso rindifferenzazione, perch ci sono due piani: o diventiamo tutti uguali come dei robot o, comunque, quando certe identit perdono la loro differenza, diventiamo a nostra volta indifferenti. Potete vedere l'indifferenza che abbiamo sviluppato verso il nostro ambiente? Come se il mondo in cui viviamo non ci concernesse, come se non ne fossimo responsabili. '16' ;rwit,iu-']f- '.* i>-r:f" v>; ," w.'f.r' C' una forte tendenza a confondere i piani dell'esistente e questo produce jucha, energia pesante. chiaro che saltino fuori tanti problemi.
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Ho sentito quattro forme di energia: prima molto calore, nel cerchio con gli uomini, e un'energia pi spessa. Poi, nel circolo con le donne nata una sorta di quiete. La quarta esperienza stata quando ci siamo staccati, percepivo una qualit energetica ancora diversa, una sorta d'integrit. Il primo passo stato sperimentare l'alleanza masintin, poi quando abbiamo chiuso il cerchio, facendo entrare quello femminile, si resa possibile una nuova particolare armonizzazione che nasceva da questo incontro. Alla fine c' stato un recupero della tua propria energia. Un fattore importante: durante la pratica, l'energia di tutti quanti salita, ti sei dunque riappropriato della tua ad un livello pi alto.

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Anch'io ho sentito un calore fortssimo, poi un senso di gratitudine nato dall'impressione che l'energia maschile mi stesse proteggendo. Ho avvertito il mio qosqo che si apriva e percependolo in relazione con la mia parte spirituale ho stimolato questo senso di accoglienza... Sono situazioni molto interessanti. Quando il maschile attua una forma di protezione, aiuta ad accentuare il femminile dando la possibilit che esso si accresca. Ci pu mostrarci un altro aspetto dell'esercizio: se riconosciamo che siamo diversi e ci ancoriamo a questa differenza, saremo in grado di relazionarci senza paura perch ognuno di noi al suo posto. Quando possiamo incontrarci senza timore, l'altra energia aiuta ad affermare e nutrire quella che ci corrisponde e qui subentra un naturale sentimento di gratitudine verso l'altro. Io donna, nel cerchio delle donne, sentivo freschezza e poca stabilit, come un albero mosso dal vento. Gli uomini hanno portato calore, maggiore saldezza e armonia. Dopo ho percepito qualcosa di molto delicato e una quiete totale. La cosa pi importante stata sperimentare il femminile, da me sempre giudicato fragile .come distinto, leggero e fresco. Non fragile, bens fresco, centrato e forte. Ho sentito la differenza tra maschile e femminile, ma non so
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una considerazione molto semplice, ma molto importante. Nessuno qui deve inventarsi come essere un uomo. In effetti abbiamo una paura terribile quando dobbiamo relazionarci con l'altro sesso, nel tentativo di essere sempre adeguati, riusciamo a sentirci a disagio e fuori luogo. L'unica possibilit essere se stessi.

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Intervento di Lida, moglie d Jun. v . In uno degli esercizi fatti precedentemente qualcuno ha detto che con il lavoro mentale si possono raggiungere gli stessi risultati. Per esempio quando l'acqua torbida basta concentrarsi e dire con la mente: acqua pulita. acqua pulita. acqua pulita,.. Poi la beviamo credendo che sia pulita, mentre in realt ci stiamo dissetando con la stessa acqua sporca. un gioco mentale. Invece possiamo osservare, accettare che l'acqua torbida e trattarla come energia pesante. In che modo? Lasciando con pazienza che la parte densa, torbida si posi sul fondo e bevendo poi quella pulita di superficie. Il resto lo possiamo donare alla terra. Nel cerchio delle donne sono stata concretamente toccata da un senso di alleanza e riconoscimento. Quando sono arrivati gli uomini ho sentito l'eccitazione e l'attrazione verso lo sconosciuto. Finora, in qualche modo, magari attraverso il giudizio o la cultura, abbiamo pensato che il lato opposto ci era familiare, forse anche un po' scontato. Adesso abbiamo un punto di partenza per renderci conto che esso sconosciuto, un inizio a mio avviso adatto per incontrare l'altra parte. Se facciamo uno sforzo per conoscere veramente l'altro cos com' (e non come ci piacerebbe che fosse), lo spazio del nostro reale pu espandersi. Ho una convinzione, certamente molto personale, che donne e uomini siano due mondi diversi. Se voi donne siete disposte a insegnarci la vostra visione, veramente possiamo arricchirci. E viceversa. Questo mi ricorda Dante: una rei azione masintin, quella con Virgilio, lo pu guidare attraverso i sette gironi dell'Inferno e oltre, ma per arrivare al Cielo ha bisogno della guida di
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Ho avuto visione di un colore diverso per ognuna delle tre fasi dell'esercizio. Si pu percepire tramite i colori: comparir un colore per gli 134

uomini, uno per le donne e un terzo per l'ultimo cerchio. Indipendentemente dal fatto che ci siano i colori piuttosto che le > sensazioni, la cosa importante sperimentare due realt distinte che tendono a creare una terza opportunit. Nel cerchio degli uomini provavo molto calore, mentre in quello che comprendeva le donne ho avuto tanto freddo. Ero ansioso di trovare un equilibrio. -, Secondo l'esperienza del nostro amico il contatto con le donne gli ha fatto prendere il raffreddore! una percezione in ter-: mini di temperatura, la stessa che precedentemente si manifestata attraverso il colore. Vorrei puntualizzare che non chiamerei equilibrio la terza opportunit raggiunta, ma armonia. Io vivo l'armonia come una cosa ben distinta dall'equilibrio. Quest'ultimo rappresenta un'esperienza tesa fra due contrari, mentre qui non c' nessun antagonismo, sono due fattori diversi che spingono verso una situazione nuova, questo processo si avvicina di pi a ci che conosciamo con il nome di armonia. La reciprocit, quindi Vayni, la base dell'armonia.

Puoi parlarci allora dell'armonia e dell'alleanza? Dal momento in cui un'alleanza si basa, comunque, su un, tipo di reciprocit. A ragione possiamo dire di aver sperimentato ; tre diversi tipi di armonia. Una, di qualit masntin fra donne, poi una seconda masintin fra uomini e alla fine un'armonia yanantin fra tutti quanti. In questo caso non c' nessun giudizio. di valore sulle tre possibilit. Non stiamo assolutamente cercando di dire che una di queste forme sia superiore alle altre, sono. semplicemente tre manifestazioni differenti di armonie possibi-i; li. Se le abbiamo sperimentate, questo ci aiuter a mettere ordi-i ne e a essere pi coscienti, nella pratica, dei tre tipi concreti di. relazioni che fanno parte di un insieme pi ampio. Dopo un cer-

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to allenamento potremo percepire una relazione yanantin o masintin subito dopo il primo contatto. Gi solo la coscienza della percezione mi render pi chiara la relazione che sto iniziando. Questo semplicemente osservare, far luce su ci che succede in modo naturale, ma inconscio. Il divenire consapevole mi consente di gestire il rapporto in modo pi efficiente e pi chiaro. Con la pratica scoprirete quanto questo strumento possa essere valido, non solo per gestire le nostre relazioni pubbliche, ma anche quelle pi intime che appaiono spesso maggiormente conflittuali, difficili, scomode. Lavorare sul masntinlyanantin diventa una sorta di meditazione sulla natura delle relazioni, che ci permette di essere pi liberi. Attraverso questo tipo di pratica possiamo scoprire che alcuni rapporti apparentemente vicini, non lo sono realmente. In questo caso quale sarebbero le relazioni pi significative? Quelle dove posso stabilire una quantit di vincoli, sia di natura yanantin che masintin, alleanze dove ci sia uno scambio il pi possibile completo di munay, llankay e ychay. Questo pu servire anche se voglio coltivare una relazione in crisi cercando di scoprire quali sono i livelli dove il rapporto funziona o carente. Posso arrivare ad avere una percezione molto pi chiara dei cosiddetti rapporti sociali, dove la relazione d'amore emerge per importanza, per anche le altre possono o meglio dovrebbero essere amorevoli. In Occidente, invece, non cos. Secondo la concezione andina anche una relazione di lavoro porta con s una qualit d'amore; munay, llankay e ychay dovrebbero essere sempre presenti. Rispetto alla nostra mentalit come si inserisce l'omologia? L'omologia non mai totale e completa, comunque determinata dalla relazione. Bisogna cercare di stabilire qual il fattore pi importante, cio se un rapporto tra diversi o di collaborazione tra omologhi. 136

La relazione che avevo con Don Benito, il mio maestro, di base era masintin, tra uomini, ma a un certo livello, era anche yanantin, perch lui era un iniziato, un sacerdote, mentre io non -, lo ero ancora. Poi il rapporto si svilupp da una dimensione : yanantin ad una. masintin, quando ricevetti l'iniziazione. La tendenza mia personale di essere un sacerdote del lato destro e lo era anche Don Benito. Don Melchor apparteneva al lato sinistro, l'equivalente di Don Benito, ma sull'altro ramo. Il caso ha voluto che la mia relazione con Don Melchor fosse yanantin, come quella fra Don Benito e Don Melchor stesso. ,:.. i ' . Il lato destro rappresenta un approccio pi mistico, si accentua l'aspetto del contatto, l'entrare in diretta comunicazione con le forze sottili. Esplora di pi, da un certo punto di vista, l'aspet-. to estatico. Il lato sinistro, invece, utilizza il potere per risolvere problemi pi pratici come curare le malattie o pulire la bolla energetica. Posso chiedere perch gli uomini dovevano stare ali 'estemo e le donne all'interno? stato fatto semplicemente per un motivo di spazio, niente vieta il contrario, come gi successo precedentemente. Comunque sia, questa condizione da maggiore intensit all'esercizio. : importante che ognuno abbia vissuto la nitidezza della differenza e un'identificazione con l'identit di base. Questo ci ha permesso di sentire che l'esperienza era il risultato di un processo individuale e un frutto della reciprocit. Il processo di alleanza ha portato ad un miglioramento della qualit maschile che pu elevarsi ad un livello di altissima sottigliez- za senza cessare di essere maschile. Nel caso delle donne, si pu conservare la dolcezza, la soavit, accompagnata da uno stato di forza, di potere che non contraddice l'essenza femminile. Credo che questo pu essere il senso della prima parte. La seconda parte un'esperienza particolare. Se possibile 137

allacciare un'alleanza tra queste due manifestazioni dell'energia, possiamo aprirci ad un visione successiva, che comprende i fattori emersi arricchiti da nuove qualit. Il fenomeno bellissimo stato l'esprimersi di una danza spontanea. Chi ha aperto gli occhi ha potuto vedere che ciascun cerchio stava girando su se stesso, per nell'insieme si era prodotta una strana armonia caratterizzata da onde mosse in direzioni diverse nell'uno e nell'altro circolo. Avete permesso una grande apertura lasciandovi permeare dall'energia, lasciandovi muovere, danzare. Avevamo gi parlato di una sovrabbondanza di Kausay, di generosit della natura e abbiamo appena finito di scoprire quanto questa sia armonica e creativa, producendo fenomeni di straordinaria bellezza, di straordinario piacere, godimento. Se noi fossimo veramente sinceri nessuno avrebbe voluto lasciare il cerchio. "- - " vero, vero! Avremmo potuto continuare all'infinito. Abbiamo solo due giorni per lavorare insieme, eppure, questo ci insegna che possiamo permetterci quella qualit della vita, quello stato espresso con la danza, quello stesso lasciarsi andare. un'esperienza estatica. Se realmente potessimo affinare ancora meglio gli strumenti che abbiamo, in questo gruppo, o in piccole comunit, potremmo vivere la vita quotidiana lasciando spazio alla ricchezza delle percezioni. Questa condizione si pu raggiungere non soltanto per un'armonizzazione dell'energia femminile e maschile nata grazie al gruppo, ma anche lavorando dentro ad una coppia sufficiente. L'esperienza vissuta ci ricorda qualcosa che il mondo contemporaneo, invece, ci spinge a dimenticare: le donne, grazie a Dio, sono radicalmente differenti e questo non significa superiori o inferiori. Se siamo in grado di esporci puntualmente e di condividere l'area del mondo al quale apparteniamo, pu sorgere una visione armonica completamente nuova. Non im138

portante sapere se questo tipo di armonia abbia gi caratterizzato la storia umana, Inka o altro, noi siamo qui ora, abbiamo sperimentato in questa situazione concreta, in questa sala, che tale armonia realizzabile e se accaduto, pu succedere ancora. All'inizio, ognuno nel proprio cerchio, ha sentito l'amplificarsi e il distinguersi dell'energia; quando i cerchi si sono uniti siamo arrivati a comprendere come in una relazione yanantin si possa arrivare alla completezza.

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Apertura degli nawi
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Gli occhi della percezione sottile

Parallelo fra le concezioni andine e quelle tibetane buddiste

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Permettiamoci di riconoscere la nostra natura divina, ma riconoscendola, dobbiamo assumercene la responsabilit. Sto parlando di trascendere le tradizioni ed i codici simbolici. Avendo gi sperimentato yanantin e masintin, possiamo ora entrare in questo nuovo gioco. Abbiamo anche fatto l'esperienza di quanto sia poderoso aprirsi all'energia, al Kausay e accogliere "la grazia" che pu donarci. Quando le tradizioni rivelano la propria essenza si pu andare al di l dei rituali e dei sistemi simbolici, che in un certo senso sono secondari. importante capire che cosa intendo quando parlo di andare oltre senza perdere lo spirito proprio di ogni tradizione, poich penso che ogni approccio abbia un valore in se stesso. A questo proposito tenter di fare un confronto fra il nostro sistema e quello tibetano, mantenendo presente che c' una differenza fondamentale: mentre i sistemi orientali sono pi focalizzati sulla mente e la sua trasformazione o superamento, quelli andini si riferiscono sempre all'energia vivente, alla presenza del divino nel quotidiano e nella natura. Sul livello delle pratiche, facendo un parallelo, i primi sono accentrati sulla liberazione del s dalla mente, mentre quelli 141

andini sono indirizzati al discorso energetico e percettivo. Abbiamo parlato del valore fondamentale de'ainy: c' una correlazione tra questo termine andino e la concezione induista di karma. In Occidente c' confusione riguardo all'utilizzo della parola karma, spesso viene inteso come il carico delle vite precedenti che ognuno di noi si porta appresso. Tuttavia i maestri orientali che ne parlano, gli danno il seguente significato: una legge di azione e reazione. Quindi, mentre per gli orientali il karma una legge, per gli andini Vainy un valore. La prima differenza : un valore si relaziona con i sentimenti e con le aspettative morali, mentre una legge ha un'azione inevitabile sulla realt. Tuttavia, anche se Vainy un valore basato sulla reciprocit e il karma una legge di azione e reazione, mostrano similitudini importanti, pur tenendo presente che il primo opera attraverso l'energia e il secondo attraverso la mente. Nelle Ande abbiamo un altro concetto che si avvicina ad uno dei significati del karma ed : kuti, secondo il quale tutto ritorna all'origine, cos se proiettiamo energia pesante, quello che riceveremo indietro sar un sovraccarico di jucha. Nella tradizione orientale questo corrisponde al concetto di vipaca, un'idea che si fonda sul ritorno delle azioni passate. Quando in Occidente si parla di karma di un individuo, stiamo esprimendo in realt il significato di vipaca, dando, cio, una spiegazione al perch le azioni delle vite precedenti tornano a manifestarsi. Un altro parallelo interessante fradharma che la retta azione o l'insegnamento corretto e samiy, energia fine. Anche in questo caso, seppure il senso sia simile, da una parte parliamo di concetti relativi alla sfera del potere della mente sull'azione e dall'altra ci riferiamo al manifestarsi dell'energia in quanto tale. Infine c' una corrispondenza fra il concetto di jucha, energia pesante, e adharma, insegnamento o azione errati. Credo che chiarire questo possa essere utile per smentire un 142

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pregiudizio sulla tradizione orientale: la sua tendenza all'inattivit, alla stasi. Gli insegnamenti tibetani che agiscono sul karma propongono un cammino d'azione, nel quale non si ricerca la calma, ma l'agire secondo il dharma. Se produciamo un'azione adharma quello che riceveremo, secondo la legge del karma, adharma vipaca. Invece se mettiamo in atto il dharma, otterremo il dharma vipaca, il riflusso positivo dell'energia espressa. Utilizzo quest'esempio come un aggancio con le persone che hanno familiarit con la tradizione orientale, specialmente tibetana. Sebbene si possa andare al di l dei sistemi simbolici, non si tratta di livellarli, poich verificando le molte similitudini, ogni tradizione si muove in un suo ambito specifico anche se niente ci impedisce di usare le tecniche di pi insegnamenti. Ricordiamoci che gli andini sono fecalizzati totalmente su questa vita, cos credono che quello che si da si riceve, e quello che si riceve va restituito; questo Yany, il cui movimento sempre legato all'energia vivente. Questa concezione non nega quella orientale del karma, ma semplicemente bisogna notare che nella tradizione indigena peruviana si accentuano le potenzialit insite in questa esistenza. Il nostro "sentiero" riconosce che tutte le realizzazioni che desideriamo possono accadere in una sola vita, quella presente. Comunque uno pu muoversi pi comodamente nella visione orientale, un altro pu trovarsi pi a suo agio in quella andina o in altre ancora. Nonostante l'appartenenza di base che ognuno pu sentire si pu presentare il caso che strumenti della tradizione tibetana o del cristianesimo mistico possano risolvere i problemi per i quali le tecniche andine non hanno soluzioni efficaci. Ammettere ci credo che possa essere utile, per trascendere i sistemi simbolici e acquisire una visione completa e non frammentaria delle vie spirituali. Nel contempo questa attitudine aiuta a trovare le corrispondenze che ci sono fra gli insegna143

menti, cio a incontrare la relazione masntin (analogia) rendendoci conto che c' anche una relazione yanantin (complementariet). Ci accorgeremo che pur mantenendo ogni via la propria originalit, possono essere simili in certi aspetti, e questo le rende relativamente compatibili, sebbene ognuna operi su basi culturali differenti. Se abbiamo questa abilit possiamo usare tutti i sistemi, in maniera complementare. Se, invece, li mescoliamo, probabile che nessuno funzioni. Se manteniamo ogni sistema nella propria diversit, nessuno ci impedisce di arricchirci prendendo ci che pu essere integrato. Ci sono altri due termini legati che hanno una certa analogia: nawi e chakra. Il sistema andino dei centri energetici del corpo parallelo a quello dei chakra orientali; per non si pu ridurre la mappa dei chakra a quella andina e viceversa, sebbene coincidano in alcuni punti.

Tecnica del Nawi Kichay: apertura degli occhi


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Anche la tecnica che usiamo per aprire i centri diversa da quella utilizzata per i chakra. Qui vedete, al centro della stanza, un "set" di pietre scolpite dette mullu khuya, ognuna di esse utilizzata dai nostri maestri come un oggetto caricato con la forza della tradizione andina. Esse servono per aprire una serie di centri che captano energia. Noi li chiamiamo nawi, che letteralmente significa "occhio". Certo questa una similitudine, cercheremo in realt di attivare dei punti di percezione presenti nel nostro corpo energetico. Tutto l'insegnamento indigeno si basa fin dall'antichit sulla percezione. L'essenza della conoscenza sempre trattata in maniera percettiva. In questa pratica apriremo gli nawi con un preciso 144

rituale; questo possibile poich non stiamo lavorando solo con le energie personali, individuali, ma anche con il supporto di quelle di Don Benito, degli altri maestri, e il campo di forza
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So che sembra un tantino presuntuoso ed arduo, dal punto di vista orientale, attivare tutti i centri con una sola pratica. Questo perch, secondo tale visione, per raggiungere un risultato simile occorrerebbe un lungo lavoro di meditazione individuale. Noi invece approfitteremo qui dell'energia vivente che in connessione con la tradizione. Questo un esercizio collettivo che avviene fra almeno due persone oppure all'interno di un gruppo, e come avete visto ieri, il gruppo amplifica la capacit di percepire. Ricordatevi che stiamo lavorando appoggiandoci al Kausay che ci circonda; gi abbiamo imparato che cosa significa. Stiamo utilizzando anche l'energia antica dell'insegnamento, concentrata in ognuno di queste khuya ed inoltre quella del "sacerdote" che opera, il quale fa convergere su di s il potere della tradizione. Il primo centro che apriremo non considerato un occhio vero e proprio, ma piuttosto una fonte; infatti chiamato pujyu, che significa sorgente, e si trova sulla parte alta mediana della fronte. Di solito si localizza nel luogo dov' la fontanella dei neonati. Infatti a quell'et quest'area ancora aperta e pulsante di vita. una vera e propria apertura dalla quale sgorga energia vivente. Secondo la nostra tradizione il punto dove, quando veniamo al mondo, si riuniscono il nostro corpo, la nostra anima, il nostro spirito. Quando queste tre forze confluiscono inizia a svilupparsi la vita. Possiamo interamente attivare questa fonte in modo tale da tornare ad essere come i bambini: quasi una rinascita accedere ad una rinnovata e fresca fonte di energia. f La vita in noi entra da qua e quando lasceremo il mondo usciremo dallo stesso punto, ed quindi da pujyu che iniziamo. Dopo aver aperto questa fonte passeremo al primo occhio si145

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tuato alla base della colonna vertebrale che collegato con Unu, l'energia dell 'acqua. Poi passeremo al secondo occhio nel qosqo, nella regione ombelicale, collegato alla Pachamama, la Terra. Quindi un terzo occhio sul petto, collegato ad/nri, il sole. Segue il quarto nella zona della gola collegato a Wayra, il vento. Poi abbiamo i due occhi fisici, anch'essi considerati centri, sono il quinto e il sesto, ma che nella pratica di oggi non vengono toccati. Infine un punto nella fronte sopra le sopracciglia che il settimo occhio, chiamato "qanchis iawi", che riceve un'energia estremamente sottile. Ogni occhio, ad eccezione del settimo e del pujyu, ha una radice dove fissato il sistema, mentre l'apertura dell'occhio l'entrata e l'uscita dal sistema stesso. ,,.-> . .: Poich questo sistema si sviluppato in una societ agricola, impiega termini del mondo contadino. Infatti diciamo che con il Karpay Ayni, l'iniziazione andina, riceviamo il seme dell'Inka, che potenzialmente del sesto livello. Affinch un seme germogli e cresca ha bisogno di acqua, terra, sole e aria (vento); ognuno di questi quattro elementi ha una sua qualit di samiy o energia sottile necessaria per il nostro obiettivo. Aprendo gli iawi ci collegheremo con le qualit delle energie viventi necessarie per il nutrimento del seme ormai presente in noi. Passiamo quindi a spiegare nel dettaglio la tecnica del Nawi Kchay, ossia l'apertura degli occhi e che comprende per una parte di essi anche il Chumpi Awaiy, letteralmente "tessere fasce". Bisogna formare un cerchio attorno alla mesa, contenente gli oggetti per la pratica, che adesso metto al centro. Inizio portando sul pujyu, la fonte primaria, la ch'ulta khuya di una sola punta, che ha una forma cilindrica come una piccola colonna poggiata su una base quadrangolare. Nel momento che la metter nella parte alta mediana della fronte, in pratica sull'attaccatura dei capelli, star aprendo la fontana dove la nostra energia interna ascendente si unisce al samiy del Kausay che ci 146

circonda. Potrete percepire una luce bianca. Prendo adesso la yanantin khuya con due saiwa (colonne) e partendo dal punto del pujyu, scorro lungo la linea mediana della testa e scendo lungo la nuca fino all'inizio del collo. Durante questo movimento lungo la testa l'energia si separa in due aree: nell'emisfero destro appare dorata e nell'emisfero sinistro argentata. Sono due campi, non linee, che prima sul punto della fronte erano uniti. All'altezza delle prime cervicali ruoto la khuya di 180 gradi poich l le energie si incrociano. Continuo a scendere lungo la colonna vertebrale come se stessi calando due corde: una dorata a sinistra ed una argentea a destra Arrivo al coccige fino alla punta dell ' osso sacro, dove e ' siki fiawi. Questo centro energetico ha il suo "occhio" nel sacro, cio nella parte posteriore del corpo, mentre la radice davanti sul pube. Siki fiawi connesso con l'acqua, pu ricevere un samiy verde. Lo strofino delicatamente con la yanantin khuya per attivarlo e per fissare il collegamento con le due corde, in quel punto riceviamo dall'esterno energia verde. possibile che sperimentiate sensazioni di qualcosa che attraversa la colonna vertebrale fino all'osso sacro. Potr trattarsi di caldo, freddo, solletico, formicolio, qualsiasi cosa. Adesso, oltre alle due corde gi presenti ai lati della colonna vertebrale, chiedo alla persona di fare salire o di portare lei stessa lungo la spina una terza corda verde dal coccige fino alla base della nuca, nell'incrocio energetico dove prima avevo ruotato la khuya. Qui la nuova corda confluisce con le altre e l'unione delle tre, argentata, dorata e verde, le trasforma in un unico cordone di luce nera. Usando la stessa yanantin khuya, scendo dal coccige passando fra l'arco delle gambe fino a risalire alla radice del siki fiawi sul pube scorrendo lungo la linea mediana del corpo. Facendo questo movimento estendo dall'occhio posteriore un cinturone nero e arrivato sul punto corrispondente frontale da l tesso, uti147

lizzando la khuya, una fascia nera come se formassi delle mutande di tale colore. Lo faccio muovendomi dalla radice, prima sulla parte sinistra della persona su cui opero arrivando fino alla colonna e tornando indietro, e poi dall'altra parte allo stesso
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Adesso con la yanantn khuya proseguo salendo centralmente fino al secondo occhio: il qosqo nawi, situato nella zona ombelicale e lo attivo strofinandolo. Il qosqo collegato con la Terra e riceve un'energia di colore rosso ha la sua radice nella colonna vertebrale. ^. * .' : ; Una volta aperto prendo un'altra khuya, la kinsantn, che ha tre piccole colonne, il suo nome significa: "alleanza fra tre". La faccio scorrere orizzontalmente partendo dal qosqo, prima sulla parte sinistra fino alla radice sulla colonna vertebrale, poi tomo indietro fino al centro e faccio la stessa cosa sulla parte destra. come se tessessi una fascia di energia all'altezza dell'occhio. Quindi riparto dall'occhio sempre seguendo la linea mediana del corpo fino ad arrivare al petto all'altezza del cuore e attivo il terzo occhio, il sonqo nawi, strofinando la khuya. Qui si riceve una luce dorata e ci si collega con Inti, il sole; la radice di questo occhio anch'essa sulla spina dorsale. Fatta l'apertura lascio la khuya usata e ne prendo un'altra: l&tawantin, con quattro piccole colonne, che simbolizzano l'alleanza fra due yanantn. Come ho fatto precedentemente, tesso una fascia orizzontale che va fino alla radice del centro situata alla stessa altezza sulla colonna, lavorando prima sul lato sinistro e poi sul lato destro del corpo della persona. Ritornato sul sonqo, ancora salgo centralmente fino ad arrivare alla gola e con tawantin khuya attivo il centro corrispondente, chiamato kunka nawi. Dall'occhio della gola ricevo un'energia argentea e mi collego con Wayra, il potere del vento. Questo centro ha anch'esso la radice sulla colonna, che coincide con l'incrocio dove si originano le corde argentea e dorata. Cambio khuya passando a

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psqantin che presenta cinque punte e vuoi dire "l'alleanza dei cinque". Con essa tesso la fascia di energia orizzontale lungo il collo con la modalit sempre usata. Proseguendo lungo la linea mediana vado con la khuya verso l'alto e dalla gola arrivo al profilo del viso. Il quinto centro, l'occhio destro, collegato al potere della visione mistica, ed il sesto centro, l'occhio sinistro, collegato al potere della visione magica, non vengono toccati. Giungo cos al settimo centro detto qanchis nawi, posto sulla fronte leggermente pi in alto del punto fra le sopracciglia e lo attivo con una punta della khuya. Da l si riceve un'energia violetta, posso chiedere alla persona che assorba dalla stessa khuya quell'energia fino a sentirsi totalmente colma. Dopodich rigiro la khuya appoggiandola sull'occhio energetico dal lato piatto e assorbo con la stessa khuya tutta ajucha presente. Quindi torno a girare la khuya premendola dolcemente con una delle punte sul qanchis nawi. Chiedo alla persona che si riempia un'altra volta di energia violetta fino a quando si senta totalmente colma. Quest'ultimo centro solo un occhio, non ha radice, pu assorbire il samiy che proviene dalVHanaq Pacha e pu donare la possibilit di accedere alla veggenza, ossia vedere senza lo schermo delle proiezioni. Questa tecnica di apertura degli occhi pu essere svolta, con una forma abbreviata, utilizzando al posto delle khuya la mesa. Adesso mettetevi nella posizione pi comoda e rilassatevi. Io avr bisogno di un po' di tempo per aprire tutti i cinque centri di f ognuno. Vi alzerete in piedi quando sar il vostro turno.

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Voglio farvi notare come durante l'esercizio non solo abbiamo aperto i centri ma abbiamo anche collegato i centri con i 149

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canali o le bande energetiche, cio le fasce di energia connesse. Ricordatevi che abbiamo parlato di sette livelli e poi di sette centri. La relazione abbastanza evidente: cerchiamo di aprire ogni punto di percezione. Per il fatto stesso che li abbiamo connessi, come all'interno di un'organica rete energetica, i flussi adesso possono passare pi liberamente e generare una vera armonia. L'essenziale aprire un sistema che vi.permetta di ricevere molto pi samiy di quello che potete fare ordinariamente. Questo ha degli effetti speciali. La nostra bolla, se riuscissimo a vederla, qualcosa che pu apparire come un insieme con un'enorme quantit di fili. Vi racconter un'esperienza personale di come si pu percepire questo. Un giorno, in ufficio, stavo lavorando ad un progetto di sviluppo; ero veramente esaurito, avevo lavorato troppo su una discreta quantit di documenti. Ero stanco e volli fare un intervallo. C'era un bar vicino agli uffici. Entrai, chiesi un caff e cominciai a berlo. Improvvisamente vidi una rete di fili luminosi che coprivano il pavimento mentre due persone stavano uscendo da due uffici diversi. Osservando con attenzione, colsi con chiarezza le loro bolle energetiche. Le due persone si misero a conversare, mentre parlavano le loro bolle interagivano l'una con l'altra. Dopo, ognuna torn nel suo ufficio. Fu evidente che dalla connessione fra i due si era creato qualcosa, come se fossero rimasti dei fili dal movimento delle loro bolle. Questo spiegava anche il fatto che quelle due bolle sembravano porcospini, cio una quantit di punte da cui partivano i fili. Sicuramente mentre noi interagiamo le bolle energetiche si toccano, producono delle connessioni grazie alle loro sottili "antenne". Quando facciamo questo rituale di apertura dei centri energetici, la bolla riceve una quantit enorme di energia samiy, sottile, e si amplifica. Quando la bolla arriva ad una situazione di tensione sufficiente, i fili iniziano a staccarsi. La prima cosa insegnatemi da questa esperienza che siamo tutti collegati; l'al%;

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tra cosa che ogni collegamento implica una proiezione, in questo caso di energia. Naturalmente le proiezioni possono essere di samiy, energia sottile o di jucha, energia pesante. Durante l'esercizio la bolla emana tutte le proiezioni. Le proiezioni ritornano, poi, alla loro origine: se qualcuno ha proiettato samiy ricever in cambio samiy; se qualcuno ha proiettato jucha, e gi abbiamo visto cosa pu produrre in noi la jucha proiettata, ricever una bella porzione di jucha. Nella nostra tradizione c' un rito, il kutichi, in cui Yainy entra in azione facendo ritornare le differenti proiezioni che abbiamo ricevuto o subito alla loro origine. Questo provoca uno stato in cui ci sentiamo staccati o liberati da ogni tipo di proiezione. Soffermiamoci un attimo sulla simbologia degli strumenti usati per il fjawi Kichay: questa una mesa diversa da quella che vi ho mostrato il primo giorno e che ho poggiato sulle vostre teste per fare un primo collegamento con la bolla della tradizione andina. Quella mesa viene definita come appartenente al lato destro, mentre quella di oggi che contiene il set di khuya per l'apertura degli occhi appartiene al lato sinistro. Come abbiamo potuto sperimentare la mesa odierna molto operativa. Sia gli oggetti contenuti nella prima mesa che in questa si chiamano khuya. Voglio ancora darvi alcune informazioni sulle mullu khuya. La prima, la eh 'ulla khuya, vuoi dire singola, associata al tema dell'origine e per questo apre pujiu, la fontana che l'origine del nostro circuito energetico. Questa con due punte la yonontin khuya e gi voi sapete cosa significa, una forma di relazione orizzontale. Questa a tre punte la kinsantin khuya: l'alleanza fra tre. Di solito i numeri pari hanno un significato orizzontale e i numeri dispari uno verticale. La kinsantin khuya in un certo senso una relazione fra i tre mondi. La pietra con quattro punte una tawantin khuya, un simbolo 151

della completezza. L'impero degli Inka si chiamava Tawantinsuyo, cio l'alleanza dei quattro cantoni o grandi regioni, che erano l'alleanza di due yanantin. Due yanantin fanno il tawanti, cio una cosa completa in se stessa. Questo tawanti, come vedete, un simbolo orizzontale. L'ultima pisqantin khuya, ovvero un'alleanza di cinque: vuoi significare l'alleanza tra il tawanti, una relazione orizzontale e un qualcosa di verticale che ci connette con l'altro mondo. In questo modo si rappresenta anche il transito fra questo e l'altro mondo. Il proposito di aprire il centro energetico connesso, il settimo nawi, posto in mezzo agli occhi fisici, affinch si abbia la capacit di vedere le cose dei mondi sottili.

Domande e risposte
Parli di apertura di questi "occhi" o centri energetici, come pensi che sia possibile quando in alcune vie spirituali si richiedono anni o addirittura vite per raggiungere questo obbiettivo? Si tratta di attivare potenzialit latenti relative ai centri energetici, solo se tali capacit sono giunte a maturazione si pu ottenere una vera e propria apertura. Per questo ho cercato di sottolineare il fatto che una tradizione non pu essere ridotta ad un'altra. Se, dopo questo corso, direte di aver aperto i chakra, sarebbe come usurpare l'insegnamento dei maestri orientali. Ho parlato di paralleli riguardo ai due sistemi, non di identit. 152

Ho visto dei colori, prima di tutto il nero, poi un verde cupo, sai dirmi il significato? I centri sono collegati con gli spiriti del sole, della terra, dell'acqua e del vento. Nella nostra tradizione, come vi ho gi detto, il centro che si trova alla base della colonna vertebrale, riceve energia di colore verde. Il qosqo riceve energia rossa. Il centro del petto caratterizzato da energia dorata, quello del collo da energia argentata. Il colore viola distingue il punto appena sopra e in mezzo agli occhi. Una combinazione fra l'argentato, il dorato e il verde produce il colore nero. Questa la relazione che la nostra tradizione ha con i colori. Se si utilizzano i centri da questo punto di vista il risultato sar un'associazione come quella da te sperimentata. Hai reso attiva la capacit di vedere i colori.
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Ho sentito un dolore allo stomaco seguito da una sensazione di svenimento e un gran caldo. Quando si attivano i centri pu succedere che si presenti una sensazione dolorosa, relativa ad un blocco in scioglimento. Abbiamo gi detto che sensazioni di calore o di freddo sono assolutamente naturali. Ripeto che la presenza di nitide sensazioni non una cosa imprescindibile o fondamentale. Quest'ultime possono accompagnare il processo di attivazione, ma la mancanza di percezioni immediate non invalida il lavoro energetico in corso. -:'.>/ Le me sensazioni erano pi legate alla tua presenza che alle pietre (khuya) in se stesse. >' -"*..,,...;,>.. II set di pietre solo uno strumento. La cosa pi importante la persona che sta lavorando con te. Pu verificarsi una forte affinit tra chi da energia e chi riceve. In ogni caso, qualcuno con la tua sensibilit potrebbe sentire la stessa cosa con ognuna delle altre persone presenti. l

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Che cosa succeder dopo l'attivazione di questi centri? Semplicemente migliora la nostra capacit di contatto e assorbimento dell'energia vivente. Don Benito diceva che abbiamo un seme dentro di noi, con un enorme potere o potenziale. Mettere in contatto il seme con gli spiriti dell'acqua e del vento, con quelli del sole e della terra, provoca la germinazione. Quindi utilizzando i quattro centri in relazione al Kausay presente nella terra, nel sole, nell'aria e nell'acqua, verranno potenziate, accrescendole, le capacit che abbiamo a disposizione per svilupparci e migliorarci. . . . -.' .-il V . i J ; ,
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Intervento di Lida, moglie di Jun. . . . Abbiamo tutti capacit che sono addormentate, latenti dentro di noi. Spesso non siamo nemmeno coscienti di possederle. Dopo l'attivazione dei centri possibile rendersi conto dell'amplificazione di certe potenzialit, di una maggiore disponibilit a sviluppare i doni, i talenti le qualit che abbiamo dentro e che ci possono rendere felici. Possiamo scoprirci poeti, pittori, scrittori perch qualsiasi capacit riaffiora. Voglio condividervi un'esperienza che mi successa. Una sera, andando a letto, improvvisamente sentii il desiderio di scrivere poesie. Non avevo niente di particolarmente adatto a disposizione. Il pensiero molto veloce ed io volevo fermare quelle immagini poetiche per poi leggerle a Juan. Pensai immediatamente alla matita per gli occhi, tesi la mano e dissi "matita" e subito fu alla mia portata. Cominciai a scrivere nell'oscurit pi totale, non accesi nemmeno la luce. Iniziai a farlo in modo automatico, il pensiero era molto pi veloce della mia mano. Annotai qualcosa. Il giorno dopo pensai di aver sognato, ma guardando il comodino vidi la matita e alcuni versi scritti. Da allora scrivo poesie, con gioia. una connessione con la vita, con la sua forza creativa. 154

Jun. Questa qualit di contatto completo, naturalmente produce lo sviluppo del seme. Nessuno pu sapere esattamente quale tipo di seme sta nascondendo. In questo caso mia moglie ha aperto la sua capacit di scrivere poesie, prima non sapeva di poterlo fare. Pu esserci qualsiasi altra capacit. Ho cercato di resistere alla possibilit di avere visioni, ma improvvisamente, eccomi volare come un 'aquila su una grande roccia pi alta delle altre, eri tu Jun, poi ho cessato di sentirmi un'aquila e sono stato risucchiato da quella stessa montagna diventando una cosa sola con la terra e recuperando di nuovo la forma di aquila. Spero che quelle montagne visualizzate esistano veramente. C' un'associazione simbolica, il processo fatto di attivazione dei centri, ci mette in contatto con gli Apu, entit custodi delle montagne e, in un modo o nell'altro, ognuno di noi diventato un piccolo Apu. Il progetto relativo al lavoro appena eseguito esattamente questo: che noi si possa diventare montagne, tutte della stessa altezza, perch rappresenterebbe la migliore armonia, la diffusione ottimale dell'energia vivente. Il piccolo vantaggio, cio la montagna pi alta, pu essere una questione di esperienza e non di condizione. Io ho giocato con voi il ruolo del maestro, ma la parte che giocheremo dopo sar quella di colleghi. stato un piacere per me trasmettervi le stesse cose che ho ricevuto in una condizione simile alla vostra. L'aver visto un foro nella montagna pu suggerire l'idea di un vulcano, poich per noi il luogo di comunicazione tra il mondo i superiore, questo mondo, e il mondo sotterraneo. Ha qualcosa a che vedere con la mia posizione qui, in questi giorni. Hai vissuto un'esperienza equivalente a un momento di comunione con la Pachamama. Una comunione intima con la Ma- ' 155

dre Terra che paradossalmente ti da il potere di volare. Questa una spiegazione semplice della simbologia della tua visione ma ci non esclude che ci sia un luogo geografico come quello da te visto. L'elemento pi interessante, per, la tua resistenza alla visione. Le persone che vedono, in realt, stanno vedendo anche per noi. Si creato un insieme, c' un legame tra i nostri cordoni d'argento. Ogni membro parte dell'unit. Ho partecipato al seminario seguendo l'indicazione del cuore. Ho sempre avuto contatti con lo sciamanesimo e dopo una forte crisi mistica, ho trovato degli oggetti, in montagna, che vorrei donarti Volevo aprire questo mio cuore e durante il seminario sono riuscita a lasciarmi andare del tutto. Provo molta gratitudine nei tuoi confronti. Nel cerchio mi sono sentita come la cima altissima di una montagna, circondata da una brezza. Grazie. Mi piacerebbe che tu tenessi questi oggetti, perch ti sono stati donati in modo speciale dalla Madre Terra. Dovrebbero far parte della tua mesa: in una grotta in Italia hai trovato dei monili Inka. Ho visto un triangolo azzurro con un alone bianco e dell 'oro. Ai lati sporgevano due grandi ali nere. La figura del triangolo, se normalmente viene associata all'oro, il simbolo del Dio supremo e le immagini delle due ali nere rappresentano una specie di grande contrasto. Vi ho detto che il nero associato al centro della colonna vertebrale. La luce nera, per noi, in relazione con la luce della natura. Qui trova spazio una sorta di analogia, spesso usata dagli alchimisti: lumen naturae e dall'altra parte lumen dei, che il compimento. Hai ricevuto un messaggio di realizzazione che vale anche per tutti noi. Vorrei sottolineare un po' questa unione della luce di Dio con la luce della natura: una ricerca comune in alchimia. Come 156

saprete, l'alchimi a, era nelle mani di pochissimi uomini, oltretutto ' ostacolata e perseguitata poich l'idea che la materia fosse negativa era dominante. Per gli andini si tratta solo di qualcosa di pi denso o pi leggero, senza separazione, e portiamo nella pra- v ; tica la fusione della luce di Dio con quella della natura. Hai avuto la percezione simbolica della nostra tradizione. In uno dei miei gruppi, in Per, abbiamo avuto la fortuna di ' celebrare un'eclissi solare: un anello dorato con un punto nero. il matrimonio del sole con la luna, ma anche l'alleanza tra ' l'oro e il nero. Ha lo stesso senso della tua visione. In questo ' caso veramente significativo perch al sole noi diamo valenza "'* maschile e alla luna femminile. In genere la luna in associazio- ' ' ne con il bianco o il colore argentato, ma nell'incontro durante ^ l'eclisse diventa scura, simbolo favorito dell'unione di Dio con la natura, figura finale della relazione yanantin. -f-n Ho provato varie sensazione durante l'apertura dei centri, fra le quali anche la presenza di un forte profumo. il profumo del samiy, l'olfatto stato lo strumento della tua :f " percezione. Mi sono raccolta concentrandomi sulla capacit di ">Ji'< ":;'; visualizzare, per ho visto solo e completamente nero. Per tutto l i "'i'fJf / 'esercizio ho percepito un movimento continuo, indescrivibile... **'s h'n In un caso uno si impegna nel non vedere, e vede. Nell'altro **<' caso uno si sforza nel tentativo di vedere e non vede, ma sente. ;Ti ;i*' Un esempio magnifico e la dimostrazione che non stiamo gio- ! ' " cando con elementi illusori. un'esperienza totalmente pulita ' r - i ; i l I che non segue il tuo desiderio. Tutta questa gamma di sensazioni ' s possibile, ognuno di noi si fatto sensore di diverse capacit di 1't!>;! accedere alla percezione e ci manifesta la ricchezza delle prati- ; n '*5 che utilizzate. Alla fine spero che tutti possiate odorare, toccare, ' : sentire, vedere.

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Ho visto un grande fiume, apparso pi volte precedentemente. Sulla sponda e' una barca, dove mai ho avuto il coraggio di salire. Questa volta sono salita. Ero a mio agio. Quando hai toccato il secondo centro ho percepito un cerchio come una calamit; arrivata al qosqo ho sentito onde che si allargavano e vibravano, era una sensazione molto piacevole. Il contatto con il cuore ha provocato una musica stupenda, nello stesso istante qualcuno del gruppo ha innalzato un canto. Le immagini arrivavano senza essere pensate, l'energia fluiva con facilit. Poi ho sentito una scossa violenta e si formata la figura di un uomo sconosciuto con uno sguardo toccante, racchiudeva tutto: dalla dolcezza, alla sensualit. La visione diventava sempre pi grande e luminosa. Ho assaporato la grande gioia di fare parte del gruppo. Alla fine rimasta solo una volta stellata. Qui abbiamo una sintesi figurativa, bellissima, di tutto il lavoro. Ognuno arriva al proprio fiume, alla propria barca. Trovare il coraggio di salire l'apertura a nuovi insegnamenti, il lasciarsi condurre verso lo sconosciuto. Il disco di energia visualizzato quello che si forma attraverso questo lavoro. Quando siamo passati al qosqo hai percepito una spirale di energia, che si espande, ci protegge, ci nutre e salendo si riversa nel cuore. La forza si trasforma in sentimento e in strumento di realizzazione. Finalmente si manifestata anche la percezione della musica e Nityama ha iniziato a cantare. interessante. Questo canto nato nella sincronicit, frutto di necessit espresse in sintonia: tu hai sentito della musica, mia moglie sentiva il bisogno di mettere un CD, altri desideravano in quel momento essere cullati da un canto e qualcuno ha semplicemente cominciato a cantare. Quando si arriva a fare un lavoro cos sottile, grazie all'apertura di ognuno, spontaneamente si realizza la forza della sincronia che va ad intensificare con potenza il percorso del singolo. Il gruppo importante, nelle Ande il cammino mistico non mai solo individuale.
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Finalmente appaiono anche le stelle. In questa tradizione la stella una guida spirituale, in un certo senso Don Benito la mia stella. Possiamo contemplare le stelle, tra tutte identificare le nostre guide, e un giorno, finalmente, essere stelle noi stessi. Questo tuo racconto una sintesi stupenda.
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Digestione di gruppo dell'energia pesante e formazione della mesa personale


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Pratica della digestione dell'energia pesante F ,. i nella bolla collettiva del gruppo ,. ,^
Durante questo incontro ci troviamo inseriti dentro alla grande bolla del gruppo, che ci copre come una campana di cristallo. Si fa un cerchio, si percepisce la propria bolla e digeriamo la jucha personale per qualche minuto. : ; Ora canalizziamo il samiy dall'alto, espandiamo la bolla (o poqpo) personale, per poi fonderla con le altre fino a coprire tutto il cerchio e formare una bolla collettiva. Possiamo, quindi, aprire nuovamente il qosqo e mangiare tutta l'energia scomoda che appesantisce la bolla collettiva. Sentiamo che una parte del flusso si dirige verso la nostra testa e ci da potere mentre l'altra torna alla terra Abbiamo cos una bolla completamente pulita, una grande intensit di energia, una campo energetico che include anche le persone che sono fuori dal cerchio. Prestiamo attenzione al fatto di avere due bolle, una individuale e l'altra collettiva, sentiamo la sensazione di una bolla forte di gruppo che ci protegge individualmente. Tutte queste bolle individuali sono sostenute da una bolla pi grande. Ancora pi forte e concreta l'esperienza di unione. Adesso tornate a percepire distintamente la bolla personale. 161

Sciogliamo ora lentamente il cerchio, continuate a seguire le sensazioni che percepite e tornate ai vostri posti.
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La prima khuya per la mesa personale


Adesso, a casa o nei dintorni, cercate un piccolo oggetto che vi attragga, un oggetto anche molto semplice, a cui siete disposti a rinunciare per donarlo. Prendete l'oggetto nelle vostre mani e caricatelo di samiy, con il samy personale che passa attraverso di voi e dell'impronta energetica del lavoro che stiamo facendo. Naturalmente nel fare questo sarete in grado di collegarlo con la tradizione andina perch voi, adesso, siete connessi con essa. Questo oggetto lo regalerete ad un partecipante del gruppo, ricevendone un altro in cambio. Sar il primo strumento della vostra mesa personale, con la quale voi lavorerete. Questo oggetto vi relazioner con la persona alla quale lo avete dato, ed inoltre in virt del fatto che siamo connessi all'insegnamento andino, crea un collegamento ancora pi ampio. A questo oggetto potrete poi aggiungerne altri nella vostra mesa personale. Per esempio dei doni ricevuti da maestri o da persone significative della vostra vita o qualsiasi cosa che sia in relazione ad eventi di particolare importanza o potere per voi. Tutto questo costituir la vostra mesa, il vostro pacchetto rituale. Conservatelo con molta cura, per non ne siate dipendenti. Ricordatevi che la mesa siete voi!

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SAYWACHAKUY fare una colonna di energia vivente

Passiamo all'ultimo esercizio. In questo caso attueremo uno scambio fra una dimensione di energia pi contenuta con una pi grande, pi ampia. Formiamo nuovamente un cerchio, di cui 10 stesso sono partecipe. La tecnica che faremo si chiama Saywachakuy dove saywa 11 nome dato alla "colonna" di energia che ci prepariamo ad innalzare. Si suppone che la capacit di creare colonne o pilastri di energia sia una facolt dei maestri del quarto livello. Abbiamo sperimentato come sia possibile entrare in un'intima comunicazione tramite la pratica del yanatin-masintin e ora ne approfitteremo per fare un esercizio di unificazione. In effetti siamo un'unit e la prima tappa liberarci di tutta l'energia pesante ancora presente. Il lavoro fin'ora fatto ha contribuito a sciogliere tutti i nodi di energia scomoda bloccati nel corpo, liberando anche gli accumuli energetici della bolla che lo circonda. Facciamo scendere l'energia pesante rimasta lungo il nostro corpo, lasciandola scorrere dalle gambe ai nostri piedi e da l la inviamo alla Pachamama, la Madre Terra. Lajucha si pu manifestare attraverso un semplice malessere, un peso ulteriore, una sensazione spiacevole localizzata nel corpo o in un organo che non funziona troppo bene. essenziale farla fluire verso il basso. 163

Pensiamo di invitare la Pachamama a una grande cena, immaginando a quanto si nutrir e si divertir con il cibo e il banchetto che le offriamo. Prestiamo attenzione al nostro corpo, alla nostra bolla. Cominciamo a fare una specie di trascinamento di queste energie, iniziando dalla testa e scendendo verso il basso. Permettiamoci di sentire l'aiuto ed il sostegno della Pachamama che ci sollecita a rimuovere i ristagni di ostacolo al libero fluire energetico. Una volta abbandonata quest'energia pesante, siamo colmi di energia sottile, che abbiamo contattato in abbondanza attraverso l'attivazione dei centri di percezione. Chiediamo quindi alla Pachamama, che sta ricevendo nutrimento, di scambiarci il dono . Percepiamo il momento in cui la Madre Terra ci restituisce Yainy, onorandoci della sua energia pi fine, derivata da una reciproca comunione. Se prestiamo attenzione al punto di contatto con la terra, possiamo renderci conto che qualcosa sta salendo. Sale dai nostri piedi, attraverso le ginocchia, lentamente raggiunge il petto, poi arriva alla gola e finalmente ci sta coprendo tutti da ogni parte. Non rimane che accogliere questo regalo assorbendo l'energia sottile che, pian piano, ci colma fino alla testa. Quando avremo la percezione nitida dell'energia fine intorno alla testa, prestiamo attenzione a quello che accade davanti a noi. Possiamo sentire che il cerchio ricolmo grazie alla generosit della Pachamama. Il circolo totalmente pieno di samiy e l'energia che \&Madre Terra ci invia permea tutta la stanza. Consci di questa sovrabbondanza, lasciamo che il samiy fluisca verso di noi formando una colonna lungo il perimetro del nostro cerchio e facendola innalzare pi in alto possibile, andando fino a trenta metri e ancor pi. Ognuno di noi gestisce nella colonna lo spazio che occupa e che sta sopra la sua testa; continuiamo ad assorbire energia dai piedi e lasciamola salire colmando ed in164

nalzando la colonna fino all'altezza che vi ho suggerito* Adesso dalla sommit della colonna facciamo partire delle corde o dei raggi di energia o dei fasci di luce per mandarli verso persone o luoghi che ne abbiano bisogno. Possono essere nostro figlio, un parente, un amico, la nostra casa, il nostro luogo di lavoro, quello che volete; importante che siano persone o luoghi precisi. Non cercate di fare delle cose per le quali ancora non siete capaci, del tipo inviare energia samiy a tutta l'Italia o a tutto il mondo, sarebbe troppo dispersivo poich non avete ancora il potere sufficiente per farlo. Mandiamo invece l'energia verso le destinazioni prescelte per un certo periodo di tempo e poi stacchiamo le corde dalla colonna, lasciamo che l'energia samiy di ciascun raggio vada interamente verso il suo destino. Assorbiamo, quindi, attraverso il corpo la parte di colonna che sopra di noi. Ricordate, quando la colonna ha raggiunto l'altezza adeguata, ognuno prende il "pezzo" di energia davanti e sopra di s e lo dirige verso il luogo prescelto. Infatti, quando la colonna sufficientemente grande, e iniziamo a proiettare l'energia samiy, possiamo percepire che da essa partono una serie di corde indipendenti, che si separano e scendono come il getto di una fonte, facile da dirigere. Facciamo in modo che quel posto, o quella persona, si riempiano completamente di samiy. Spingiamo la colonna verso l'alto, con una grande quantit di energia, che indirizzeremo l dove vogliamo. Infine proviamo ad assorbire tutta l'energia vivente che sopra di noi, davanti a noi e nel centro del circolo versandola nella nostra bolla personale. Volgiamo l'attenzione alla sensazione di energia sottile superconcentrata che caratterizza il cerchio e a quella che permea, nello stesso momento, le nostre stesse bolle. Rimaniamo consci di questa qualit del sentire. . Questa tecnica anche uno stimolo a fare una successiva verifica per vedere cosa successo alle persone o ai luoghi dove abbiamo inviato samiy, poich dobbiamo renderci disponibili a cogliere le novit. Normalmente qualcosa accade, non necessa-

riamente eventi spettacolari: una armonizzazione che migliora


certe relazioni di tensione, un ambiente pi c o m o d o , una sensaz i o n e di m a g g i o r b e n e s s e r e . ' '" - "' ; : 1

Domande/risposte
Si pu inviare energia ad un posto ideale, che sarebbe quello dove cogliere le nostre prossime occasioni? Non mi mai venuto in mente di praticare Yayni attraverso il tempo; se vuoi mandare questa energia a un futuro luogo ideale va bene, ma abbi nitida la situazione che vuoi nutrire. Faccio fatica a seguire e visualizzare ci che chiedi, mi sembra molto laborioso. Del resto tempo fa, dopo aver letto" II ritorno dell'Inka", ho fatto un sogno: mangiavo topi e di fronte alla mia stessa costernazione mi piaceva pure, II tuo sogno apre una prospettiva di grande augurio per una buona mangiatrice di energia. Un particolare da notare: da una parte c' il modo convenzionale di vedere le cose, non si mangiano topi, dall'altra c' il farlo con soddisfazione. naturale che all'inizio possa sembrare scomodo mangiare energia pesante. C' una sequenza graduale nel fare le cose. Piano piano saremo in grado di digerire topi e di mangiare elefanti. Ero una torcia, e nella gloria di ardere, ho faticato alla fine nel trattenere una fragorosa risata. Spesso l'atto di mangiare energia pesante trova relazione col fuoco Una torcia qualcosa che emana luce, irradia calore. Stiamo semplicemente liberando energia, permettendoci accesso illimitato al samy e da subito percepiamo una maggiore radianza fino al punto in cui saremo capaci di brillare, di splendere in modo visibile. Questa la prospettiva.
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Un giorno stavamo andando con un maestro del "sentiero" a fare un'offerta ad un Apu. Per sostenerci facevamo un esercizio particolare che consiste nello scegliere una pietra e, poggiatala sul qosqo, trasferire ad essa, durante il tragitto verso la montagna, tutta lajucha. Dopo di che la pietra viene abbandonata sul luogo come segno d'offerta. Noi, da buoni occidentali, stavamo salendo con una faccia seria, seria, da circostanza. Cos il maestro si gira ed esclama: se fate quelle facce, YApu non vi ricevera! Finalmente abbiamo riso, ridere cos naturale. Spesso il mio maestro definiva il gioco dei bambini come il rituale pi elevato. Quello che stiamo facendo un gioco, seppure tentiamo di mantenere delle facce veramente serie.

i." >\> Intervento di Lida, moglie di Jun. y- ' In Bolivia esiste un rituale molto giocoso: quando le persone " ,;> desiderano comprare un camion per lavorare, vanno al santua.' :> rio, dove all'esterno vendono dei camion-giocattolo. Allo stesso - > modo se qualcuno vuole costruire una casa, pu trovare mattoni .: i ' in miniatura e tutto il materiale per la costruzione. Cos, a secon\I;'- da delle personali necessit, si pu andare e comprare questo o t rb quello; anche i soldi utilizzati sono come quelli del Monopoli, ''"--h da gioco. C' chi vuole ottenere un'automobile, chi vuole aprire v un negozio, e giocano a guidare, a vendere, lo fanno con una tale JJ dignit: comprano il giocattolo e ci giocano. Vogliono la benedizione del giocattolo e se ne vanno via contenti con il loro balocco. L'anno dopo, tornano nello stesso luogo con un'automobile ..<?.?} vera, non pi un giocattolo, e il sacerdote non pu che benedire ",i * suo malgrado.
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C' un santuario dove si possono incontrare 10.000-15.000 persone che giocano in una radura o una piazza vicino alla chiesa. Sono indaffarati a costruire case-giocattolo, a venderle, c' 167

chi si atteggia a studente universitario, chi si inventa un matrimonio con un prete naturalmente finto, ci sono persino persone che stanno imparando a diventare ladri esperti. una grande e variegata rappresentazione che dura tre giorni, sembrano bambini, ma sono tutti "adulti e vaccinati", anche di cinquanta o sessant'anni. tutta una scena dove giocano con l'allegria e la convinzione che poi il santo, o l'Apu, conceder loro il dono o la grazia. Intervento di Lida. Giocano con tale certezza e totalit l'intero rituale e quindi, in tutti i modi, dovranno ricevere. Noi avevamo una vecchia e malandata macchina, mi ero stufata. Sono andata al santuario vicino a casa mia, dove non ci sono giocattoli, ma si possono formare degli oggetti utilizzando la cera delle candele. Ho fatto una piccola automobile di forma allungata, poi sono tornata felice a casa, perch sapevo che avrei avuto la mia macchina. Infatti dopo due settimane ho potuto comprarne una nuova. t.;, ......., ,.
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Pu sembrare una cosa bizzarra, ma pienamente accettata all'interno della tradizione; mi riferisco a quelli che chiedono, i postulanti. Vanno nei santuari, rivolgendosi agli Apu, alla Pachamama e chiedono le cose pi varie, anche i soldi. Tutto ammissibile: lavoro, amore, fortuna, intelligenza, una macchina, un computer. Intervento di Lida. comunque importante saper chiedere, quando realmente si vuole qualcosa. Per esempio la mia mamma diceva: Io vorrei una casa. And al santuario e compr il materiale-giocattolo per costruirla. Alla fine ebbe i mattoni e tutto il resto, ma si era dimenticata di chiedere il terreno! Jun. Vi sembreranno un p strane tutte queste richieste, ma il noi 168

stro standard di vita in Per molto basso. Avere una casa propria o una nuova macchina molto difficile. Sento la necessit di condividere anche se l'esperienza vissuta stata cos intensa, difficilmente descrivibile. Stare cos bene insieme agli altri molto bello.Quando ho mandato l'energia alla ma donna, che qui presente ed in attesa di nostro figlio, ho provato una sensazione talmente grande che dire amore sarebbe riduttivo. Mi sono trovato in lacrime. La parola amore non sufficiente a spiegare quello che hai sentito. Questo tipico. Non sai spiegare quello che successo. un regalo meraviglioso per tutti noi. Non importa il nome che vogliamo dargli, comunque . Le parole sono troppo piccole, l'esperienza molto di pi. Ricordate che siamo tutti in contatto. Nel cerchio ero lieta, in stato di grazia. Provavo fatica a seguire le tue istruzioni, come se qualsiasi sforzo potesse distur-1 bare quello stato di pienezza. Mi sono accorta che stavo perdendo tutte le indicazioni date, poi improvvisamente ho avuto immensa fiducia e tutto era gi fatto e assorbito. sufficiente questa fiducia? . ' "'I.U ne , v . -A\ . La fiducia quando nasce non pu che accrescersi e essere di sostegno. Grazie a questa fiducia abbiamo sperimentato l'ab-' bondanza, in modi diversi: ricchezza di sentimenti, un esperienza diretta, sensibilit intensa, un'immagine completa che esplica tutto il lavoro. Ognuno di noi ha ricevuto qualcosa che sicuramente non era nelle aspettative, includo anche me. Alla radice di tutto questo c' semplicemente fiducia. Stiamo lavorando con l'energia vivente. Con un po' di allenamento, possiamo trovarci, un giorno, fermi in una stazione ferroviaria affollata e invitare a colazione \&Pachamama. Lei sem-; pre in grado di distribuirci il samiy di cui abbiamo bisogno. Ma tutto questo possibile quando abbiamo fiducia. Il voler rimane-

re in stato di grazia ha a che fare con la contemplazione, ma si pu prendere questa contemplazione, portarsela in giro per il mondo e magari incontrare anche il "non fare". Il popolo delle Ande molto lavoratore. Ciononostante c' qualcuno che si permette l'ozio totale. Quelle comunit accettano anche l'ozioso, non chiedono giustificazioni per il suo comportamento, ognuno offre qualcosa affinch possa sopravvivere, parte integrante della comunit. Datti momenti di non fare, un po' di tempo durante il giorno, un giorno alla settimana. Poi se ti va porta la tua estasi nel mezzo di una piazza o di un mercato. ... ...,. Seppure timorosa, ho cantato con gioia spontanea ed ora chiedo alleanza e supporto per il lavoro di cura e assemblaggio del materiale che comporr il tuo libro sulle tecniche andine. Vorrei che quest'alleanza abbia il sapore e la sincronia di quel canto. Allora Nityama mettiamo energia su questo desiderio; si far, si concretizzer. >.-,., -/u w-. ^* u\ .: >w.-M m".-^^" ^ Sto cercando una casa; posso dirigere l'energia della colonna verso questa casa che ancora non trovo? Cerchiamo di lavorare sul presente, cose identificabili. Nel presente c' gi tutta la potenzialit. Per la casa ti suggerisco il gioco prima descritto da me e Lida. Abbiamo gi percepito quanto si intensifichi il lavoro con il sostegno del gruppo. Possiamo potenziare la tecnica e lasciare andare, in una maniera pi facile, la jucha. Certe volte abbandonare le cose che ci fanno male, a cui siamo in un certo senso affezionati, difficile; invece in questo modo si crea un'onda diretta alla Madre Terra che sempre riceve; come il flusso di una corrente, molto pi facile lasciarsi andare al fluire, allo scorrere. Approfittiamo di questa opportunit. < v . \ ^ruin?;

170

Qualcuno mi ha chiesto di sintetizzare il percorso elaborato insieme durante questi tre intensi giorni *i Sar molto facile ritrovare nella vostra memoria le sequenze del seminario. Queste tappe ci permetteranno di seguire lo stesso cammino che io feci con Don Benito durante l'iniziazione. Il primo elemento per fare correttamente la tecnica del Saminchakuy, ricevere energia sottile, abbandonare l'idea di scarsit e comprendere che l'energia sovrabbondante, tutta ini. i ' torno a noi. necessario aprire la propria bolla in modo da as> < : sorbire energia; nel nostro caso abbiamo attivato il processo utilizzando la mesa. Accade comunque, senza alcun bisogno della mesa. semplicemente qualcosa che arriva, "ci bagna", basta essere disponibili a ricevere. Quindi il punto aprirsi e ricevere samiy, l'energia leggera e raffinata. Questo significa trovare un luogo tranquillo e cominciare a praticare. Pu succedere ovunque, in un parco, in un bo;j.-: sco, in campagna, in casa tua. Si tratta di iniziare ad aprire la .'. bolla energetica per far entrare e scendere il samiy, affinch ci i" ; ?*, pervada. Se abbiamo una pianta, a casa, possiamo toccarla e ri!'"' cevere da essa il samiy. Possiamo fare lo stesso con un animale .< 4; << domestico. State camminando nel parco, permettetevi di riceve;

,; sii) v;-:

re samiy.

.! Fate questi esercizi semplicemente nelle occasioni che vi si i -Oli*- presentano; camminando nel bosco tra le piante, nella vita di
171
:*!
.

tutti i giorni. Oppure al supermercato, cercate il luogo adatto! Ci sono certi esercizi che si fanno in luoghi tradizionali, sacri, per ricevere, ad esempio, il samiy dell'acqua. Ma ugualmente sacro, alla mattina, quando facciamo la doccia, cominciare ad accudirci sentendo che, con lo scroscio dell'acqua, possiamo riceverne il samiy e cominceremo veramente a riceverlo. Queste sono alcune opportunit per fare il Saminchakuy, per ricevere energia fine. Apprendere a mangiare energia pesante richiede, almeno all'inizio, pi impegno. -;. .:.,<" : La prima cosa da fare un piccolo esercizio, ossia porre la mano destra sul qosqo (per chi mancino la sinistra) e sentire sempjicemente il flusso di energia che nasce dalla mano verso il centro, verso il qosqo. Una volta percepito il flusso bisogna allontanare la mano tenendo il braccio completamente teso, senza per tagliare la corrente di energia. Ripetete l'esercizio avvicinando e allontanando la mano dal qosqo. importante non interrompere il flusso di energia. Con questo esercizio sarete in grado di percepire che quando il braccio completamente teso, il centro interamente aperto e quando la mano tocca il qosqo, la sensazione si restringe ad un punto di chiusura. Con la pratica riuscirete a sentire come questa zona si contrae e si allarga, in modo simile al diaframma di una macchina fotografica, fatto per aprirsi e chiudersi a volont. i;r^ Poi si passa alla seconda fase dell'esercizio che concerne la digestione dell'energia pesante. Si mette la mano ad una certa distanza fino a sentire l'apertura all'intensit del flusso di energia, si fa entrare la jucha, attiviamo il qosqo e con autorit si ordina allo stomaco spirituale di digerirla. Sentirete una doppia corrente di energia: l'energia fine che va verso l'alto, verso la testa, e l'energia pesante che raggiunge i piedi, verso il punto di contatto con la terra. Quando presente questa separazione gi in atto il processo di digestione dell'energia pesante. Non si trafc 172

ta di insegnare al qosqo a digerire l'energia, come diceva il mio maestro, questo nawi sa come digerire l'energia: si tratta semplicemente di prendere coscienza del processo e dare l'ordine di digestione. Il terzo esercizio quello di mangiare l'energia pesante di un'altra persona, accogliendo e digerendo, attraverso lo stesso processo, la sua energia densa. Inizialmente consigliabile praticare con persone affini, poi "neutre" e dopo un buon allenaj. mento, sviluppata una certa maestria, possiamo digerire l'ener, gi pesante di persone a noi sgradevoli. ' ; >c. . ^ S Vi ringrazio per questa richiesta a chi arire ulteriormente. Pen4- / so che il Samnchakuy e il Juchamijuy siano gli strumenti spiri/ tuali pi importanti della tradizione andina. C' poi la tecnica del KarpayAyni. Si pu accedere a questa ,; - ; pratica iniziatica di trasmissione del potere personale, senza sei, v;<;:;: guire ritualit particolari, semplicemente con la volont di co.. .'.;.} municare, a livello energetico, l'intensit di un'esperienza ad , .;;v;.> altri. Poggiando le mani sulla testa del ricevente trasferite quello ;; i a f che avete e che vi sentite, al momento, di dare; allo stesso tempo , i insegnate all'altro a trasmettere qualcosa di analogo. .i. . ; < ? Come vi avevo detto ci sono tre strumenti spirituali importanif:-':."h ti attualmente nel mondo: uno la preghiera, che appartiene all'area mediterranea, l'altro la meditazione, che un'eredit ;f. ;, dell'Oriente e il terzo strumento, secondo il mio punto di vista, ./-.- il lavoro con l'energia, che comprende un vasto settore apparte, &;; nente alla totalit degli indigeni delle Americhe. Tuttavia la tee* ; A! nica della digestione dell'energia pesante l'ho riscontrata solo :s,(5 nelle comunit dei nativi del Per. Come ho avuto modo di rac;. contarvi, pu essere molto utile nella vita quotidiana. Si pu utilizzare per mangiare energia pesante di bolle individuali o di :,y ..v,o?& bolle collettive, come successo stasera. Se lo abbiamo fatto per oV questo gruppo non vedo il motivo per cui non si possa fare anche o '<H- per una piccola comunit, un piccolo paese, ovviamente questo 173

per il futuro. Sperimentando mi rendo conto che questa una tecnica illimitata, come d'altronde sono illimitati il potere della preghiera e quello della meditazione. Avete poi sperimentato la forza dello yanantin (alleanza fra i diversi) e del masintin (alleanza degli omologhi). Questo vi aiuter ad identificare nella vostra vita la qualit e la natura delle vostre relazioni. Il passaggio successivo stato entrare dentro la mappa energetica degli nawi, gli occhi di percezione sottile presenti nel nostro poqpo e delle loro bande di energia, e ne abbiamo praticato la tecnica di apertura. Infine vi ho insegnato come formare colonne di energia per portare un sostegno energetico a persone o luoghi e rendere ancora pi ricca di samiy la vostra bolla di energia personale.
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Se vi ho annoiato a volte, parlandovi un po' troppo, resta il dono pi importante che abbiamo condiviso: le tecniche. Spero che questi strumenti spirituali vi siano utili; come per qualsiasi insegnamento la sua utilit dipender da come e da quanto lo
metterete in pratica. ''' ' ( , --p''

Abbiamo presentato le tecniche in una sequenza ordinata e questa vi sar di sostegno per sviluppare un sistema organico di riferimento. Se vi sembra opportuno e vi pu essere di aiuto, organizzate dei piccoli gruppi d'incontro per praticare insieme. La qualit di energia del gruppo dipende dalla quantit di persone che sono veramente interessate ad un lavoro di questo tipo. La dimensione del gruppo dipende dall'interesse che avete voi nell'incontrarvi. La presenza del gruppo molto importante in questa tradizione, la pratica individuale si accompagna a quella collettiva, ci vogliono, infatti, almeno due persone per fare, ad esempio, la tecnica del Juchamijuy. Ci sono altri esercizi che potete, comunque, praticare da soli: ricevere l'energia fine o aprire e chiudere il qosqo con l'aiuto della mano, mangiare e digerire la vostra energia pesante... utili e basilari per passare ad approfondire quelli successivi. Del resto vi abbiamo donato ci che abbiamo ricevuto dai nostri maestri, quindi anche voi siete ora aspiranti sacerdoti o
sacerdotesse del quarto livello. "' ? ' '""; ;; ' > ^:'r- U. ' -ry

Per finire vorrei ringraziarvi, prima di tutto, per la vostra pa* zienza. Voglio ringraziare coloro che hanno organizzato, reso possibile questi incontri e anche i traduttori.
*
115

Vi ringrazio a nome mio e di mia moglie, ma anche a nome del mio maestro Don Benito, quell'uomo che avete conosciuto qui due giorni fa, attraverso le diapositive. L'interesse che abbiamo messo in tutto questo lavoro penso che sia il miglior omaggio che possiamo fargli. Veramente vi ringrazio dal profondo del mio cuore. Spero che questo insegnamento sia per voi fonte di ricchezza come lo per me. Grazie a tutti. Che ognuno lo passi al suo compagno o compagna: se vuole che l'altro lo abbia, che l'altro lo riceva. Questo il principio della mesa e eWayn. Voi siete la mesa. Sono molto felice perch in questi gruppi ho trovato persone molto aperte, molto belle, disponibili, di una particolare finezza e soavit. Sono molto contento che voi siate entrati in contatto con la tradizione, grazie a Don Benito. Non avete visto soltanto delle diapositive, di fatto la sua presenza si sente, in qualche modo ora collegato con voi. Avete iniziato a percepire qualcosa del mondo in cui viveva. .n La qualit di quest'insegnamento la sua praticabilit, per vivere meglio. Ha delle concezioni filosofiche, delle idee generali del mondo, per, la cosa pi importante, sono gli strumenti di lavoro utili per la nostra realizzazione. Secondo Don Benito abbiamo una potenzialit illimitata. Non da sola che si realizza, ma con l'appoggio e il sostegno della volont del Kausay stesso, l'energia "sovrabbondante" e in qualche modo ci sta sostenendo e spingendo affinch noi possiamo realizzarci seguendo la danza della natura. Anch'io ho ricevuto qualcosa di pi di quello che mi aspettavo. Voglio ringraziarvi tutti per il fatto di essere qui, ora. Voglio dirvi che anche Don Benito vi molto riconoscente per la vostra presenza e onorando questo momento, onorate lui. *-.' ^- > Godetevi creativamente il vostro camminare in questo sorprendente cosmo vivente. Grazie. , ; 176

Vocabolarietto
tritii;,,

d.q. = termine quechua d.s. = termine spagnolo

Allin Kausay (d.q.): Alpaca (d.q.): Altomisayoq (d.q.):

il modo di vivere in cui si usano le piene capacit >, umane. ;.> camelide che ha un mantello lanoso con una fibra >;; molto lunga e sottile. -.> ; colui che evoca gli Apu, che "conosce i segreti delle alte montagne"; si occupa anche dei principali problemi della comunit, del suo futuro e della salute dei suoi membri. un alto sacerdote. "anaconda". "signore, grande, eccelso". Il nome si usava anche per gli alti dignitar dell'impero incaico. Indica gli spiriti delle montagne elevate, di solito oltre i 4.000 metri s.l.m. Queste entit possono avere come missione la protezione del genere umano e/o di una area geografica. da Apu = "signore", K'on = "luce energetica o energia che fluisce", Teqsi = "il sostegno, il fondamento, la base", Wiraqocha = "il dio supremo creatore". Espressione per indicare la qualit del Dio metafisico
a n d i n o . _ . .;'; . ; > . ..>/.-,;:>' , ~ A w r ..:..

Amaru (d.q.):

Apu K'on Teqsi Wiraqocha (d.q.):

Ausangate (d.q.): Ayllu (d.q.):

un ghiacciaio considerato il principale Apu regionale del Cuzco. "gruppo famigliare, la comunit andina".
t :

177

Ayni (d.q.): jv :

"aiuto reciproco che si prestano due o pi persone nel lavoro". il principale insegnamento morale del mondo andino: l'invito al dare e ricevere, all'accumulare per ridistribuire, il fluire nella reciprocit degli scambi. l'iniziazione all'insegnamento morale dell'ayni. "contadino".

Aynikarpay (d.q.): Campesino(d.s):

Ch'ulla Khuya (d.q.): Ch'ulla = "singolo, imparo, non accoppiato, solitario". la prima Khuya del Mullu Khuyu, serve per attivare il Pujiu, la fontana o centro energetico situato nella parte alta mediana della fronte. Choro (d.q.): Chumpi (d.q.): "conchiglia".. "fascia per cingere la vita o altri parti del corpo". < r < Sono le bande energetiche intorno agli fiawi. "' '

ChumpiAway(d.q.): Chumpi = "fascia,banda"eAway = "tessere". '' ' " ,, la tecnica di tessitura delle fasce energetiche intorno agli rlawi. Chumpi Paqo (d.q.): da Chumpi = "fascia per cingere la vita o altre parti del ; corpo" e Paqo = "sacerdote indigeno che sa evocare e parlare con gli Apu, operare con i rituali andini". Il Chumpi Paqo colui che sa aprire gli fiawi e "tessere" le cinture energetiche che da essi si formano. Cuzco o Cusco (d.q.): da qosqo = "cippo, masso". ; la capitale archeologica e spirituale delle Ande. Si trova a 3.400 di altezza s.l.m. ed ha 300.000 abitanti. Era la capitale del Tawantinsuyu, il regno incaico. .. "viene anche pi correttamente chiamata Qosqo che significa "ombelico del mondo", rivelando la sua |, funzione di centro sacro, energetico e politico. Despacho (d.s.): ! Hanaq Pacha (d.q.): '
;

"dispaccio, invio rapido, pacco da spedire". Indica l'offerta tradizionale alla Madre Terra o agli Apu o altri spiriti della natura. da Hanaq = "elevato, superiore", e Pacha = "luogo, mondo, suolo, terra, spazio e tempo". il mondo di sopra, il cielo. Nella cosmologia andina questo piano di esistenza puramente spirituale e abitato dalle energie pi raffinate, dagli spiriti celesti che sanno praticare l'ayni in modo perfetto. ;- '',.,,;.

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178

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Hatun Karpay (d.q.): da Hatn = "grande, superiore, principale" e .' Karpay = "l'iniziazione andina, il potere personale". Indica la grande iniziazione che viene svolta in Per, dura dieci giorni e porta il partecipante a conoscere tutte le principali tecniche del quarto livello insegnate da Don Jun. Inka (d.q.): "re, imperatore, monarca". oH*oixar ;&: ' ' . J Questo attributo designava oltre alla coppia regale governante anche tutti i lignaggi della nobilt, era usato in generale come titolo onorifico. Nella tradizione iniziatica andina colui che capace di concentrare energia vivente e poi ridistribuirla. da Inka = "re, monarca, imperatore" e Mallku = "giovane condor". Nella tradizione spirituale andina l'aspirante candidato per diventare Inka.
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Inka Mallku (d.q.):

Inti (d.q.): Japu (d.q.): Jucha (d.q.): Juchamijuy (d.q.):

"sole, la divinit solare, lo spirito del sole". "blando, soffice". E la condizione perfetta dello Yanantin. "energia pesante, ma vivente".

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da Jucha = "energia pesante" e Mijuy = "cibo, alimento, mangiare". la tecnica del mangiare e del digerire le energie pesanti attraverso il centro energetico del qosqo. Fu una delle prime tecniche che Don Benito insegn a Don Jun. generalmente sono delle foglie di coca selezionate per un'offerta o per un'invocazione. Nella ritualit andina sono tre foglie di coca intere che non presentono rotture o altre imperfezioni, le quali vengono unite una sopra all'altra e tenute tenendole in mano dai piccioli, con il lato pi scuro rivolto verso l'alto. Nella tradizione di Don Benito di solito si soffia o si alita tre volte sul K'intu offrendo i tre poteri personali (munay, Uankay, ychay) quando ci si rivolge agli Apu. l'iniziazione andina insegnata da Don Benito e dai sacerdoti indigeni di Q'ero, che avviene attraverso lo scambio di potere personale fra il maestro e il discepolo.

K'intu (d.q.):

Karpay Ayni (d.q.):

Kausay (d.q.):

"vita" e "vivere". ;.;.'. l'energia vivente illimitata che permea ogni ;r. .:, espressione del cosmo e ci sta sostenendo affinch si possa esprimere le nostre capacit. Un'espressione del Kausay sono le bolle di energia (poqpo) che circondano e compenetrano ogni manifestazione dell'universo a noi visibile o invisibile. Kausay Chumpi (d.q.):da Kausay = "vita e vivere, energia vivente" - - ?< e Chumpi = "fascia". Sono le cinque bande di vitalit che si originano dagli fiawi. Kausay Puriy (d.q.): da Kausay = "vita e vivere, energia vivente" e Puriy = "camminare". L'espressione camminare nel cosmo vivente denomina il ; corpo degli insegnamenti di Don Jun. Kaypacha (d.q.): da Kay = "questo, questa, essere, stare" e Pacha = . "luogo, mondo, suolo, terra, spazio e tempo". fc il regno dell' umanit e della consapevolezza materiale. | il nostro mondo dove sono presenti sia energie j* raffinate che pesanti. il "mondo di mezzo", la terra di ',. superficie e contemporaneamente anche il tempo e l'era che stiamo vivendo sul pianeta. Khuya (d.q.): popolarmente sono tutte le pietre che posseggono virt j magiche o che portano fortuna; nella tradizione iniziatica | andina un qualsiasi oggetto carico di potere. La Mesa | personale contiene Khuyas. Questa parola usata anche 2 per indicare ogni oggetto caricato dal potere personale di s un maestro che viene dato al discepolo e che connette ' l'energia di chi la da con quella di colui che la riceve. Killa (d.q.); "luna". . -,.:*.. Kinsantin Khuya (d.q.): da Kimsa o Kinsa = "tre". Indica l'alleanza fra tre fattori. un numero verticale. Kiswarkancha (d.q.): il nome incaico dell'antico tempo dedicato a Wiraqocha distrutto dagli spagnoli per erigerci la cattedrale cattolica. Kunka (d.q.): Kuti (d.q.); Kutichi (d.q.): "collo, gola, voce". "rovescio". L'atto di fare ritornare una proiezione energetica alla fonte. da Kuti = "rovescio" e da qui "obbligare a ritornare, restituire, rendere qualcosa, fare ritornare una cosa".

180

il rituale per mezzo del quale le proiezioni energetiche che abbiamo ricevuto o subito ritornino alla loro origine. Llank'ay (d.q.): Mamaqocha (d.q.): Mesa (d.s.): "lavorare". il potere dell'azione. "il mare, l'oceano".

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"tavola, piano". : .. . ,,....,.:,,.-...- ,,w,-,s,.-,~, *.-,i La mesa per l'iniziato andino uno dei suoi principali strumenti di lavoro e di collegamento con la tradizione. formata da un piccolo mantello di stoffa con disegni tradizionali, che contiene all'interno un altro tessuto che racchiude le Khuyas. La mesa serve per connettersi con i maestri che hanno donato le khuyas, con il loro lignaggio spirituale, con l'energia della tradizione e pi in generale con la bolla vivente del mondo andino. il set di oggetti di pietre scolpite che possono avere forme diverse utilizzato per aprire gli fiawis (occhi energetici). Possono avere la forma di piccole colonne o altre configurazioni. Le Khuyas con colonne o punte dispari sono considerate verticali, mentre le pari sono orizzontali. "amare, voler bene". ,..,,,., il potere dell'amore, negli insegnamenti di Don Jun l'amore unito alla volont. "occhio, vista". ,.... ;. .... Indica i centri energetici presenti nel corpo umano. ftawi ss "occhio" e Kichay = "aprire, scoprire, stappare". la tecnica di apertura e di attivazione dei centri energetici. "principessa o giovane della nobilt incaica". Le entit energetiche femminili della natura. H " , .,,.,

Mullu Khuya (d.q.):

Munay (d.q.):

Sawi (d.q.): ftawi Kichay (d.q.): Nust'a (d.q.):

Pachakuti o Pachakuteq (d.q.): da Pacha = "luogo, terra, suolo, mondo, tempo o epoca" e Kuti = "rovescio", oppure Kutiq (o Kutij) = "ritornare, dare un mezzo giro", ma anche un nuovo movimento che riforma, scuote. Fu il nono Inka del Tawantinsuyo, figlio di Wiraqocha Inka e di Maina Runtu Qayani. Fece arrivare l'impero degli Incas al suo apogeo. Nella tradizione andina con Pachakuti (k) si indica un cataclisma che nel senso esoterico indica una trasformazione radicale, un mutamento di fase nella storia degli uomini e/o del pianeta.

181

^ ^

Pachamama(d.q.):

da Pacha = "terra, globo terrestre, mondo, tempo, spazio, il qui adesso" e Marna = "madre, l'essere che da l'origine". la Madre Terra. da Pana = "la sorella del fratello". Gruppo famigliare formato dalla discendenza di ciascun Inka appartenente alla dinasta fondata da Manko Qapak Inka. A Cuzco c'erano dodici lignaggi paralleli e da questi emergeva il Sapa Inka e la sua Qoya. "alpaca". Indica il sacerdote andino o l'iniziato sul sentiero andino. "fiorire".

Panaka (d.q.):

Paqo (d.q.): Phutuy (d.q.):

Pisqantin Khuya (d.q.): da Pisqa (o Phishqa) = "cinque". la Mullu Khuya con cinque colonne o punte. un numero verticale. Serve per attivare Qanchis fiawi, il settimo centro di percezione. Poqpo (d.q.): "bolla, la forma ad ampolla che ha l'acqua piovendo". Indica la bolla energetica, ogni campo di energia che circonda qualsiasi forma vivente individuale e collettiva. "fonte, sorgente, origine". il centro energetico situato nella parte alta mediana della fronte. "giocare, gioco". Indica anche la partecipazione ai riti ed alle pratiche andine come gioco sacro.

Pujyu (d.q.):

Pujllay (d.q.):

Qanchis Nawi (d.q.): da Qanchi = "settimo" e fiawi = "occhio". Indica il settimo centro situato nella fronte poco pi in alto dello spazio mediano fra le sopracciglia. '< Qawaq (d.q.): Qoriwaman (d.q.): Qosqo (d.q.): il veggente andino, ha il settimo occhio energetico aperto. da Qori = "oro", e Waman = "falco", ossia falco d'oro. il secondo nawi; con questo centro energetico, situato intorno all'ombelico, si pratica il Juchamijuy. "regina, imperatrice". La sposa dell'Inka. la compagna regale dell'Inka. Indica una sacerdotessa del sesto livello. . . . , ,- . : .,. , v- "stella". '

Qoya (d,q,):

Qoyllur (d.q.):

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Quechua (d.q.):

attualmente questo termine utilizzato per designare la lingua e le stesse nazioni indigene che la parlano in Per, Bolivia e Ecuador. Al tempo degli Inkas la stessa lingua veniva chiamata Runa Simi. "sostituto, supplente, luogotenente". Pu indicare anche il baratto, lo scambio di prodotti. Nella tradizione di Juan designa la perfezione della condizione masintin. Runa = "uomo, gente umana", Simi = "linguaggio". Era la lingua utilizzata al tempo degli Inca ed oggi parlata da milioni di indios e comunemente chiamata Quechua. _. . .

Ranti(d.q.):

Runa Simi (d.q.):

il dio metafisico andino, il creatore. "coraggioso, selvatico, selvaggio nel senso di indomito". Indica la principale qualit del lato sinistro del sentiero andino, ossia la forza operativa e pratica del potere personale. Salqantay (d.q.): da Salqa = "selvaggio nel senso di indomito, .. .< >, ,..{, ( coraggioso", e Antay = "formare nel cielo delle nuvole, ! dar luogo ad una bellezza che pu provocare un certo timore reverente". un ghiacciaio a 6.264 metri s.l.m., situato nel diparti"'' mento del Cuzco nella provincia di Urubamba. uno degli Apu maggiori della regione del Cuzco. , Saminchakuy (d.q.): "bagnarsi con l'energia sottile". Indica le tecniche di assorbimento dell'energia Samiy, fra >di esse l'imposizione della mesa sulla testa e il .,,,.,,.., Saywachakuy (costruire colonne di luce). Samiy (d.q.): "energia fine, raffinata vivente" Indica popolarmente fortuna, esito, successo. Sapay = "unico, una sola persona", Inka = "re, monarca, Sapa Inka (d.q.): imperatore". Nella tradizione andina e nella profezia indica un sacerdote del sesto livello, che riunisce in s saggezza, potere spirituale e politico, in grado di riunire attraverso un governo armonioso le nazioni andine. Saywachakuy (d.q.): da Saywa = "colonna". la tecnica per innalzare colonne di energia samiy.

Ruwal (d.q.): Salqa (d.q.):

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ieqe (d.q.): Siki ftawi (d.q.):

"corda o linea di energia". ..a* ;."?' Siki = "base, parte inferiore di una cosa, natiche". il primo flawi (occhio energetico) posto alla base dell'osso sacro.

5uyo o Suyu (d.q.): "quartiere o grande regione". Faripay Pacha (d.q.): da Tariy = "incontrare, trovare, scoprire", Pay = "egli, ella, esso, essa" e Pacha = "terra, tempo, spazio, mondo, il qui adesso". Indica l'et del rencontro, l'epoca in cui incontreremo noi stessi, il tempo in cui gli esseri umani torneranno a collaborare, a scoprire nuove alleanze, dando vita a rapporti amichevoli con i mondi oggi a noi invisibili e con le forze della natura Tawantin Khuya (d.q.) :da Tawa = "quattro". la Mullu Khuya con quattro colonne o punte. l'alleanza complementare fra due Yanantin, due u J' ' coppie. un numero orizzontale. ^.-Tawantinsuyu (d.q.): da Tawa = "quattro" e Suyu = "regione o circoscrizione estesa". Era tutto il territorio dell'impero degli Inka. 3! r colui che tesse linee (Seqe) o reti energetiche , . Tejedor (d.s.): che collegono vari luoghi di potere fra di loro. denominato "awaq" in quechua. Ujupacha (d.q.): da Uju (o Ukhu) = "intcriore, interno, profondo" e Pacha = "terra, luogo, mondo, suolo, spazio e tempo". Il mondo sotterraneo, terra intema, profonda, del dentro. il corpo nascosto del pianeta, il suo mondo intcriore. In questa dimensione prevalgono le energie pesanti. "acqua, lo spirito dell'acqua".

Unu (d.q.):

Waka o Huaca (d.q.): "idolo, divinit, deit, sacro, divino, cosa sacra, -r\;, j 5, u santuario, tempio, adoratono, tumulo funerario, persona sacra". Indica tutto ci che sacro. Waskar Inka (d.q.):
J figlio di Wayna Qapak Inka e di Marna Rawa Ukllu. ' - if ' Fu il dodicesimo Inka del Cuzco, entr in guerra con suo fratello Atawallpa per divenire l'unico regnante del Tawantinsuyo.

Wayra (d.q.): Wiflay (d.q.):

"vento, spirito del vento". "germogliare". .

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Wiraqocha (d.q.):

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da Wira = "sacro" e Qocha = "acqua". lo spirito supremo creatore. Egli incarna tutto l'universo e lo governa. il principio delle "acque sacre" primordiali, l'oceano originario. Viene anche chiamato Apu K'on Teqsi Wiraqocha. II cronista spagnolo Jun de Santa Cruz Pachacuti lo rappresent con un uovo e lo defin un'entit "dalla forza irresistibile e sconosciuta, per ordinatrice". "sapere". il potere della conoscenza. da Yana = "coppia, amante nella coppia, sposo, sposa". l'alleanza fra forze diverse.

Ychay (d.q.): Yanantin (d.q.):

Yanantin Khuya (d.q.): "alleanza fra due". , . un numero orizzontale. Questa Khuya serve per ' attivare il primo occhio, il Siki fawi.

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Indice
Prefazione pag. 5 Lo spazio archetipico Quechua e Aymara ' introduzione a cura di Celso Bambi 7 La relazione uomo-natura nell'Occidente e nelle Ande 7 II panpsichismo dell'universo andino 9 Concetti di morte, tempo e spazio 10 La Pachamama o Madre Terra 13 1. Come sono diventato un sacerdote andino Domande e risposte 2. Profezia Domande e risposte 3. Kausay: l'energia sovrabbondante Kausaypacha, l'energia e il cosmo vivente Potere e poteri Domande e risposte 4. Introduzione alle pratiche energetiche Passaggio della mesa - Mesa e Saminchakuy Domande e risposte 5. Juchamijuy: mangiare e digerire l'energia pesante Domande e risposte 6. Ayni e Karpay Ayni: il principio della reciprocit e l'iniziazione andina Domande e risposte 7. Yanantin-Masintin: polarit e alleanza Pratica dello Yanantin e del Masintin Domande e risposte 187 K' 17 26 45 50 57 57 64 70 77 77 80 85 95 105 Ili 121 129 131

8. Apertura degli fiawi, gli occhi della percezione sottile Parallelo fra le concezioni andine e quelle tibetane buddiste Tecnica del Nawi Kichay: apertura degli occhi Dopo la pratica Domande e risposte 9. Digestione di gruppo dell'energia pesante e , formazione della mesa personale Pratica della digestione dell'energia pesante nella bolla collettiva del gruppo La prima khuyaper la mesa personale 10. Saywachakuy: fare una colonna di energia vivente Domande e 11. Riassunto 12. Arnvederci Vocabolaretto risposte

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