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| Il "trequartista": punta in un sistema di gioco 3-4-3, o mezz'ala in un 5-3-2?

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| Premessa
Nulla si crea e nulla si distrugge. Niente di più vero in tema di organizzazione tecnico-tattica di una squadra di calcio. Organizzare in tal
senso presuppone, per dirla con concetti forse fin troppo semplicistici, occupare una data porzione di spazio (rettangolare in senso
verticale), movendosi da queste posizioni - base con determinati criteri spazio-temporali in riferimento a vari fattori (palla, propri
compagni, avversari,ecc…). Come insegna la didattica tale disposizione - base deve rispondere a requisiti di equilibrio e razionalità;con
quest'ultimo requisito s'intende che la disposizione-base e i movimenti tattici devono tenere conto, per quanto possibile, delle
caratteristiche dei giocatori a disposizione, in relazione alle tecniche utilizzabili in uno sport quale il calcio. Proprio riguardo a tale discorso,
si è molto discusso negli anni '90 sulla posizione del c.d. "trequartista", ritenuto incompatibile con i sistemi di gioco comunemente
individuati come 3-4-3,4-4-2,4-3-3,5-3-2…in effetti quasi tutti,perché la sola zona in cui un tale tipo di giocatore dovesse giocare era
"dietro le punte". Si isolava così il "fantasista" dal sistema di gioco, perché costituiva una sublimazione tecnica sì, ma un notevole
problema tattico (che grande contraddizione!). Innanzitutto, a favore dell'abbattimento di questo stereotipo, sono lampanti le parole
pronunciate da un tecnico professionista: "fantasista è chi ha la palla…"; in effetti partendo da tale tematica, si potrebbe arrivare ad un
discorso più ampio, che invece qui preferiamo chiudere col semplice concetto che in campo non contano i numeri, bensì i movimenti in
relazione alla situazione di gioco (per non dire poi di qualità caratteriali essenziali e quel po’ di fortuna negli episodi…). L'idea principale che
mi propongo di spiegare è questa:esistono reali differenze tra un 3-4-1-2,e un 5-3-2?O tra un 3-4-1-2 e un 3-4-3?Oppure tra un 4-3-1-2 e
un 4-3-3?Oppure tra un 4-2-3-1(o 4-4-1-1) e un 4-4-2? Vediamo:
| Analisi comparativa n.1: 3-4-1-2 e 3-4-3
Da un punto di vista teorico (io direi esclusivamente "numerico"), l'escamotage più riuscito per isolare il "fantasista" (in ossequio allo
stereotipo trattato precedentemente, v. sopra) è senza dubbio quello del c.d. 3-4-1-2. Ma se si intende per "trequartista" (quel "1" nel 3-
4-1-2…) quel giocatore che va a muoversi tra gli interspazi della situazione di gioco, probabilmente non c'è tanta differenza da una punta
in un sistema 3-4-3 o meglio,in un attacco a 3 con 1 punta centrale e 2 punte esterne: anche (e specialmente) in tal caso le soluzione
offensive si basano sul lavoro di una punta (spesso quella situata nel lato forte dell'azione) che viene a smarcarsi negli interspazi, con poi
le altre 2 che si muovono di conseguenza. Tale tipo di lavoro risulta ancora più utile quando si sfruttano al meglio le proprie caratteristiche
psicomotorie (un aspetto elementare: se il giocatore è un dx, tale tipo di lavoro, che comporta tagli,scarichi, triangolazioni,
verticalizzazioni sul breve, risulta molto pericoloso se effettuato dalla zona sinistra del campo; e viceversa.
| Esercitazioni
Fig.1: 10 esegue un taglio a ricevere sul possessore di palla (o chi si stia per trovare in tale
situazione);converge ed esegue una verticalizzazione sui tagli in diagonale delle altre 2 punte.
Fig.2: 10 esegue un taglio a ricevere sul possessore di palla; converge ed esegue una
verticalizzazione sull'incrocio delle altre 2 punte.
Fig.3: 10 esegue un taglio a ricevere sul possessore di palla; converge e triangola con 9
venuto in appoggio.
Fig.4: 10 esegue un taglio a ricevere sul possessore di palla;porta palla e,avendo perso il
tempo per sfruttare gli eventuali movimenti delle altre due punte, tenta la conclusione a rete o
allarga sullo smarcamento esterno di 7 (esterno destro del centrocampo a 4).
Fig.5: 10 esegue un movimento d'incontro sull'esterno sx 3 in possesso palla (o che si stia per
trovare in tale situazione);riceve orientato verso il campo e scarica su 8 che vede ed indirizza
sui movimenti delle altre 2 punte;in alternativa 10 converge con un'azione personale
accompagnato dai tagli (o incrocio) delle altre 2 punte.
Fig.6: 10 esegue un movimento d'incontro su 3 e scarica su 8 venuto a sostegno;mentre 8
sta per ricevere, gli va la punta centrale 9 in appoggio, che ricevendo, scarica sull'altro
mediano 4.Quest'ultimo o verticalizza sullo smarcamento in profondità di 11, o allarga su 7.In
alternativa 10 scambia con 9 che era venuto in appoggio.
Fig.7: 10 va incontro ad 8 e scarica su 4 che deve vedere e indirizzare sui movimenti delle
altre 2 punte ("uno va uno viene",incrocio,9 si abbassa e 11 gli taglia davanti a
mezzaluna,ecc…).
Fig.8: 9 riceve un lancio (o passaggio basso) dalle retrovie;10 gli taglia davanti e o indirizza
sul taglio di 11 o allarga sullo smarcamento esterno di 7.

| Esercitazioni
Il "trequartista": punta in un
sistema di gioco 3-4-3, o mezz'ala
in un 5-3-2?

| Conclusioni prima parte


Questi sono solo sviluppi esemplificativi di quel concetto basilare di cui parlavamo: in un sistema di gioco basato su 3 difensori,4
centrocampisti (due esterni e due centrali in linea),3 punte (2 esterne e 1 centrale, con magari un dx a sx e viceversa), risulta
fondamentale per la fase offensiva il lavoro tra gli "interspazi" che va a svolgere una delle due punte esterne. In definitiva non vi è alcuna
differenza con il lavoro svolto dal presunto "trequartista - fantasista" nel famoso "3-4-1-2";allargando il discorso, si noti come in fig.5 vi si
ritrovi una proposta di gioco analoga a quella che presuppone la collaborazione tra la "terna offensiva sx" in un modulo 4-3-3 (v. relativo
articolo). Allora dovremmo affermare che in tal caso l'esterno di centrocampo è un terzino laterale, l'8 è in effetti il cursore di sx, e il 10 è
l'ala (o punta esterna): mai etichette più sbagliate di queste! Come si è dimostrato, non è una questione di 4-3-3 o 3-4-3, ma si tratta di
far applicare,a quei giocatori coinvolti nella situazione di gioco sulla fascia sx, determinate tecniche applicate (cioè tecniche in adattamento
alla situazione tattica ch e comprende analisi degli spazi, della posizione della palla, degli avversari e dei propri compagni,ecc…) che si
traducono in determinati movimenti tipici.

Anche questa seconda parte si propone come tematica principale la tipicità delle catene di gioco, intese come una serie di movimenti
coordinati e funzionali tra loro in relazione ad una determinata situazione di possesso palla; esse rispondono ai medesimi criteri di spazio e
tempo in qualunque sistema di gioco vengano "interpretate". E, come nella parte I, partiamo per surrogare la tesi, dalla scomposizione
dello stereotipo del c.d. "trequartista" isolato in un "3 - 4 - 1 - 2". Questa volta la lavagna tattica iniziale, su cui i svilupperanno
ragionamenti ed osservazioni, sarà però un sistema di gioco che prevede 5 difensori (3 centrali, 2 esterni), 3 centrocampisti (1 centrale, 2
mezzali;con vertice basso costituito dal centrocampista centrale), 2 punte.(v. fig.1).
| Premessa
La domanda principale che i giocatori impegnati in un tale sistema logicamente questa: come
va aiutato l'esterno in una situazione, specialmente potenziale (quando sta cioè per ricevere),
di possesso palla? La figura 2 propone delle soluzioni alternative su cui potrà contare
l'esterno che è in una situazione potenziale di possesso palla. In generale, si "accenderanno",
con movimenti coordinati e funzionali tra loro, compagni: - la "sua" mezzala (in tal caso il 10;
mentre l'altra coppia binomio 7 - 8) taglia davanti alla palla:
a) per ricevere lungo linea;
b) per ricevere orientato verso la palla.
- la "sua" punta (quella cioè che è sul lato forte dell'azione) integrarsi con il movimento della
mezzala:
a) effettua un movimento d'incontro;
b) cerca lo smarcamento in profondità.
- il difensore centrale più vicino (in tal caso il 5) si sostegno arretrato;
- il centrocampista centrale (4) si proporrà a sostegno, triangolato con i difensori opposti, per
aggirare il avversari. Tale movimento del centrocampista è un movimento tutti i sistemi di
gioco, poiché costituisce quel "passaggio che è preparatorio di una verticalizzazione efficace
della utilissimo cambio di gioco (per esempio sull'esterno opposto tra 7 che si butta
centralmente e 8 che si allarga).

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Le figg. 3 -4 - 5 mostrano la catena di gioco che si innesca in aiuto all'esterno (3) che sta per ricevere palla. La prima soluzione tecnica è
quella più semplice: lancio immediato sulla mezzala (10). Nella seconda invece l'esterno chiama in causa la punta (11) venuta incontro.
La terza invece presuppone la collaborazione, nei tempi e spazi giusti, di 3 giocatori. La punta che viene incontro (11) scarica sul
centrocampista (4) venuto a sostegno, che può verticalizzare con estrema velocità sul movimento della mezzala (10). Il movimento
chiave è quello della mezzala sul lato forte dell'azione. Come visto in figura 1, essa può tagliare sulla linea della palla anche orientandosi
spalle alla porta avversaria, per poter ricevere "sui piedi" e non nello spazio,sulla corsa. Si può ben notare come una tale catena di gioco
costituisca anche il risultato di una razionale collaborazione, in un sistema base 4 - 4 - 2, tra terzino sinistro (3), esterni di centrocampo
(10), centrocampista centrale (4) e punta sul lato forte dell'azione (11). E perché no, ripropone anche quel tipo di lavoro che effettua una
punta esterna sinistra nell'interspazio in un sistema base 3 - 4 - 3, che a sua volta abbiamo dimostrato come in molte situazioni di gioco
vada a costituire quell' "1" con cui si indica il famoso "trequartista" nel c.d. "3 - 4 - 1 - 2". In effetti la c.d. mezzala in un modulo di gioco
5-3-2, in determinate situazioni può anche diventare quel giocatore che si inserisce nello spazio in profondità sul lato debole dell'azione,
svolgendo appunto lo stesso lavoro di una punta esterna in un 3-4-3 o di une esterno di centrocampo in un 4 - 4- 2.
| Esercitazioni

| Conclusioni prima parte


Nella figura 6 il movimento chiave della mezzala sul suo esterno che è in una situazione
potenziale di possesso palla, propone una catena di gioco che in un certo senso è
l'interpretazione tecnico-tattica, alla situazione di gioco, diametralmente opposta a quella
proposta nelle figg. 3 - 4 - 5. Nel primo caso infatti (v. fig.6) la mezzala sul lato forte
dell'azione non taglia davanti alla palla (per poi poter quindi occupare l'interspazio
eventualmente creatosi oppure per poter cercare la profondità), bensì si propone a sostegno
del suo esterno (7), con la "sua punta" (9) che va incontro per un eventuale appoggio
immediato,e l'altra (11) che attacca lo spazio. L'altra mezzala, quindi, si propone in
profondità. Dunque si ripropone la stessa utilizzazione degli spazi e delle corse di
smarcamento per crearli e per attaccarli di quando una punta esterna va in appoggio su un
centrocampista centrale e le altre 2 (la centrale e l'altra esterna) tagliano in profondità per
dettare un'immediata verticalizzazione della manovra. Tale catena di gioco (che, come visto,è
anch'essa tipica, all'interno di qualsiasi sistema di gioco venga proposta) racchiude
innumerevoli soluzioni tecniche, la cui efficacia e varietà , anche in questo caso, dipende poi
dalla combinazione di svariati fattori (tasso tecnico degli interpreti, conoscenze tecnico-
tattiche degli interpreti, fattori fisici e psicologici, reazioni degli avversari, ecc…).
| Esercitazioni

Fig.7: la punta 9, venuta appoggio su 8, scarica


centrocampista centrale 4, indirizza sui
movimenti profondità di 10 e 11.
Fig.8: la punta 9, venuta incontro alla "sua"
mezzala, indirizza (anche di prima, o pure di
seconda con un primo stop a seguire in direzione
dello smarcamento di 7) sulla sovrapposizione
dell'esterno 7.

| Esercitazioni

Fig.9: la punta 9 scarica sul centrocampista


centrale 4, che apre il gioco sullo smarcamento
esterno del laterale opposto (3). Fig.10: La
punta 9, venuta appoggio alla sua mezzala
scarica su 4. Intanto la mezzala opposta 10
taglia il campo attacca lo spazio alle spalle della
punta 9 venuta incontro, mentre l'altra punta 11
effettua il tipico movimento ad elastico (se una
punta "viene", l'altra "va").

| Conclusioni
Il gioco offensivo di una squadra prevede l'utilizzo di pochi e semplici concetti fondamentali. Questi sono identici sia per il campione
professionista che per il calciatore di una squadra amatoriale. Al di là delle "etichette" delle formule( rappresentate dai vari moduli di gioco
e dei vari ruoli, strategie "vincenti" - possesso palla o verticalizzazione? - il "fantasista - trequartista", ecc…) contano le scelte tecnico -
tattiche che il giocatore deve prendere un intervallo di tempo quasi impercettibile. E le capacità tecnico - tattiche possono essere
notevolmente "amplificate", se si vanno ad amalgamare con ulteriori capacità tecnico-tattiche elevate. Così l'organizzazione tecnico-tattica
di una squadra va ricercata essenzialmente in un utilizzo globale razionale delle caratteristiche dei giocatori in campo, in relazione
determinate situazioni di gioco. Per questo abbiamo cercato di dimostrare che non vi è poi tanta differenza 3 - 4 - 1 - 2 e 3 - 4 - 3 (si
attacca con i medesimi concetti), e quindi tra questi sistemi e un 5 - 3 - 2 o 4 - 4 - 2 (a seconda del movimento chiave, o della scelta
tecnico-tattica della mezzala in relazione alla situazione di gioco che propone il suo esterno in possesso palla). Logicamente, si potrebbe
condurre la stessa analisi su 4 - 4 - 2 e 4 - 3 - 3, e così via (per non parlare dei famosi "4 - 4 - 1 - 1 e 4 - 4" che, a mio modestissimo
parere, mi sembrano delle forzature esagerate). Il calcio si gioca, si vince e si perde, sul campo, e ciò che accade in partita è difficilmente
trasportabile su fogli di carta o peggio su discorsi a posteriori.