Sei sulla pagina 1di 13

Musicalit

L11 2012-2013

Musicalit
Malloch chiama communicative musicality gli elementi delle interazioni comunicative cooperative e co-dipendenti tra madre ed infante. Le sue dimensioni sono: Pulse: successione regolare di eventi nel tempo, ove per evento si intende linizio o la fine di una vocalizzazione, un momento a voce alta, un turno nella forma dellintensit della voce della madre. Si misura con lo spettrografo

Communicative musicality
Quality: costituita dai contorni melodici e timbrici delle vocalizzazioni equivalenti al contorno e alla velocit del gesto corporeo.

Communicative musicality
Narratives: costruite dalla precedenti unit, sono lo scambio empatico di involucri emotivi che evolvono nel condividere gesti, vocalizzazioni e lo scorrere del tempo. Esprimono la ricerca di creare significato in attivit congiunte con laltro. Si tratta di accedere alla strutture di un vero e proprio musical game con laltro ove la temporalizzazione (su unit percettivamente riconoscibili) un elemento vitale nelle vocalizzazioni che compongono levento narrativo.

nello sviluppo regolare del linguaggio


la musicalit svolge il ruolo di anticipatore della scansione metrico-sillabica degli enunciati Verso la fine dello stadio di lallazione variata appare nelle produzioni del bambino una variet di schemi di accentazione e di intonazione: si parla di gergo espressivo o gibberish, in quanto la sensazione delladulto che la lallazione suoni come una lingua straniera ovvero sequenze di suoni linguistici che non hanno un significato ma riproducono le intonazioni delladulto.

Musica/linguaggio
Melodia e ritmo sembrano essere neurologicamente dissociati (Falk 2000): lemisfero destro elabora gli aspetti melodici, mentre lemisfero sinistro il ritmo (Peretz 1993) Emisfero destro: interpreta gli aspetti melodici del linguaggio, il tono della voce, le connotazioni emotive ed affettive del parlato. profilo di dissociazione: ritmi pi lenti a destra, pi veloci a sinistra

Musica/linguaggio
Lemisfero destro ha difficolt ad analizzare le categorie fonetiche, mentre la discriminazione delle vocali sembra non costituire un problema (Zaidel 1977) Lemisfero destro sembra essere prevalentemente un analizzatore gestaltico di tratti acustici e non di tratti fonetici. Superiorit dellorecchio destro, e dunque dellemisfero sinistro, per sillabe formate CVC, dunque in relazione alla combinazione consonante/vocale, mentre le vocali sono percettivamente o bilaterali, o addirittura unilaterali sullemisfero destro (Studdert-Kennedy e Shankweiler 1970).

Dissociazione dello stimolo le regioni uditive e associate al linguaggio dellemisfero sinistro contengono un gran numero di larghe cellule piramidali che tipicamente esplicano il prorompere ritmico veloce a velocit gamma (30-50 Hz), mentre nella corteccia uditiva destra c una proporzione assai pi grande di cellule piramidali pi piccole. Ci porterebbe a evidenziare la tendenza delle strutture dellemisfero sinistro a spezzettare il flusso dei segnali uditivi ad una frequenza pi alta e di quelle del destro a integrare tale flusso in periodi pi lunghi.

Giraud et al. 2011


Relazione fra le scale temprali presenti nel parlato e le costanti temporali proprie delle oscillazioni neuronali corticali Costituisce sia il riflesso che i mezzi mediante i quali il cervello converte i ritmi del parlato in segmenti linguistici: Gamma 25-25 Hz Teta 4-8 Hz Delta 1-3 Hz Legame tra neurofisiologia, computo neurale, acustica e psicolinguistica

Giraud et al 2012

Processo che trasforma il parlato continuo in unit discrete, su due scale temporali : le oscillazioni intrinseche nella corteccia uditiva A1 e A2 (BA 41 e 42) interagisce con lattivit generata da un segnale acustico afferente Incastro oscillatorio teta-gamma: la fase delle oscillazioni lente controlla le oscillazioni a velocit pi alta, la loro fase

Identificare i confini
La prosodia diviene, ancora in una fase pre-lessicale, la chiave per accedere allidentificazione dei confini dei costituenti sintagmatici, e dellordine delle parole la struttura fonologica scaturisce dall'esperienza cumulativa che consente il formarsi di categorizzazioni come forma di computo sulle regolarit statistiche presenti nel segnale del parlato, sulla base dell'accumulazione statistica piuttosto che di un codice predeterminato: la segmentazione il risultato dellintreccio oscillatorio che porta a integrare le diverse fasi:

Co-articolazione
Lunit linguistica iniziale la parola olistica: anche se prodotta come una sequenza di gesti discreti, tuttavia tali gesti ancora non sono rappresentati come elementi fonetici indipendenti che possono essere usati liberamente in altri e differenti contesti Co-articolazione il punto di partenza: le categorie fonologiche emergono da processi neurodinamici autoorganizzantesi Categorie: il parlante inizialmente replica ci che ode, e gradualmente le vocalizzazioni prodotte e percepite convergono e si stabilizzano su insiemi discreti di tratti acustico-articolatori, o categorie Col tempo, la variabilit viene disambiguata sulla base del contesto e tramite elementi che forniscono riconoscimento semantico. Lo stesso meccanismo alla base dello sviluppo lessicale.

Differenziare
Il riconoscimento avviene per differenziazione di unit sempre pi piccole, trasducendo la variabilit in eventi multimodali, acustico-motorio-visivi Gli indici prosodici sono trasdotti in variazioni di frequenza e segnali temporali quando la covariazione pu essere ridotta associando al suono la mappa dei gesti articolatori connessi La sillaba come elemento chiave La formazione di vocali e consonanti da una unit prelinguistica di azione motoria. Le unit salienti del parlato dal punto di vista percettivo sono le sillabe non i fonemi Le sillabe, portatrici di ritmo e melodia del parlato, sono schemi intricati di gesti simultanei e sovrapposti. (cfr. anche Liberman et al.1967). Per arrivare al linguaggio - che funziona sul principio composizionale c bisogno di un sistema neuro-anatomico integro di parti distinte muovibili indipendentemente che possono essere coordinate per effettuare sequenze rapide di azione motoria, e sono le azioni di queste parti individuali, i gesti, che costituiscono le unit di base del linguaggio (Studdert-Kennedy e Goldstein 2005)