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Rough Science

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di Luciano Drusetta

Relazione presentata al XII convegno annuale di Astrologia di Vico Equense, Hotel Aequa 3, 4 e 5 giugno 2005.

ra che luomo, sia pure indirettamente, ha messo piede addirittura su Titano (una delle lune di Saturno della quale da tempo vado dicendo che ha caratteristiche molto simili a quelle della Terra e che pertanto potrebbe teoricamente ospitare anche forme di vita evolute o superiori), non appare forse tanto campata per aria lidea di voler esportare la nostra Astrologia geocentrica su altri corpi celesti, basandoci sul principio secondo il quale le stelle accompagnano lessere umano ovunque esso si trovi nellUniverso, e che il tutto funzioni come un sistema di proiezioni al cui centro si trova lindividuo: e che pertanto se lindividuo si sposta, si deve spostare con lui anche il sistema di riferimento. Nel caso dellAstrologia, il sistema di riferimento con cui lavoriamo noi astrologi dato da semplici ma poco conosciuti elementi di geografia astronomica, che ho gi avuto modo di illustrare e spiegare in alcuni miei articoli: per esempio nella mia Astronomia per astrologi (apprezzata anche da alcuni scettici, i quali, non volendo credere che un astrologo potesse conoscere cos bene la materia astronomica, mi hanno semplicemente accusato di avere scopiazzato qua e l giusto per fare bella figura); oppure nel mio studio sulle Rivoluzioni Solari degli astronauti in orbita. Mi riferisco a concetti fondamentali quali la volta celeste, lorizzonte razionale, e soprattutto a quel sistema di coordinate geografiche latitudine e longitudine che ci serve tantissimo in fase di domificazione.

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Quando nellaprile dellanno 2001 presentai a Roma la mia idea di Astrologia Extraterrestre in occasione del primo incontro primaverile della mailing list Convivio Astrologico (per la cronaca, fu anche una delle mie prime RSM), un noto astrologo del quale non desidero fare il nome obiett che non possibile domificare su un corpo celeste che non sia la Terra, per la mancanza di un sistema di coordinate geografiche da cui partire per i normali calcoli di domificazione. Lobiezione infondata. Esistono gi mappe precise dei principali corpi celesti del nostro sistema solare, con tanto di meridiani e paralleli; basta acquistare un qualsiasi atlante del nostro sistema solare per accertarsene. Ma anche ipotizzando di trovarci su un corpo celeste sconosciuto, chiunque, con un po di ingegno e qualche semplice strumento fatto in casa, pu essere in grado di determinare con una buona approssimazione le coordinate geografiche del luogo in cui si trova. Come? Lho scoperto da un programma TV. La nostra maltrattata e bistrattata TV ogni tanto ci pu riservare piacevoli sorprese, specie se si sa dove (e quando) guardare... E questa volta linformazione illuminante mi venuta da un simpatico programma che mi capit di vedere un paio di volte sul canale satellitare BBC World, dove and in onda per la prima volta nel marzo 2001 diventando subito un programma cult. La serie televisiva in questione si intitola Rough Science, che potremmo tradurre come Scienza grezza, Scienza alla buona, ma anche Scienza applicata alla vita quotidiana. In Rough Science vengono messi alla prova cinque scienziati di diversa estrazione culturale (un chimico, un biologo, un fisico, un botanico, un biologo marino). Essi vengono spediti, a guisa di survivor o di moderni Robinson, in unisola misteriosa e inabitata dove si trova una ex prigione in cui possono reperire diversi materiali utili: corde, cavi elettrici, pentolame, assi di legno, attrezzi da bricolage e da giardinaggio. Su questisola gli scienziati, coi limitati mezzi a loro disposizione e facendo perno soprattutto sulle proprie conoscenze scientifiche, devono risolvere una serie di problemi o compiti che vengono loro affidati (per esempio, accendere un focolare o produrre energia elettrica). Penserete al solito reality show, ma vi assicuro che si tratta di un godibilissimo documentario di divulgazione scientifica. Nella prima puntata gli scienziati, sbarcati sullisola misteriosa sen2

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za avere la minima idea di dove si trovino, hanno il compito di individuare con la massima approssimazione possibile la latitudine e la longitudine dellisola che li ospita. Questa prima puntata di Rough Science ha dimostrato che calcolare la latitudine del luogo in cui ci si trova non poi impresa cos difficile. La latitudine di un luogo infatti la sua distanza angolare dallequatore; ovviamente tale distanza la possiamo anche misurare dal Polo, e in questo caso otterremmo langolo complementare alla latitudine. Cio, se con i nostri mezzi (che poi vedremo) stabiliamo di trovarci per esempio a 15 di distanza dal Polo Nord, sapremo anche di essere a 90 - 15 = 75 di distanza dallequatore, e quindi a una latitudine nord di 75. Nel nostro caso, i cinque baldi scienziati inglesi capirono subito, osservando il cielo notturno, di trovarsi nellemisfero boreale; infatti il cielo del nostro emisfero presenta costellazioni diverse da quelle dellemisfero australe. Tra le costellazioni che popolano il cielo boreale, lOrsa maggiore quella pi facilmente riconoscibile nelle notti di cielo sereno, e questo anche perch si trova in una zona di cielo relativamente pulita, cio povera di stelle, e soprattutto perch una costellazione sempre visibile in qualsiasi stagione (sempre che il cielo sia sereno, ovviamente...). Partendo dunque dallOrsa maggiore, con un piccolo trucchetto possibile riconoscere la costellazione dellOrsa minore, simile ma pi piccola, che si trova in posizione rovesciata e speculare rispetto alla... sorella maggiore. Il trucchetto consiste nel congiungere con una linea ideale le due stelle che formano il lato del carro opposto al manico del Carro (o alla coda dellOrsa) maggiore, e immaginando di prolungare di 5 volte questa linea, arriveremo a individuare con una certa facilit la Stella Polare, che la stella allestremo del manico o coda dellOrsa minore. possibile, con un trucchetto simile, arrivare allOrsa minore anche partendo da altre costellazioni, come per esempio quella di Orione, che unaltra costellazione facilmente individuabile nel nostro cielo stellato. Individuata la Stella Polare, non dobbiamo far altro che misurarne lascensione retta, cio la distanza angolare misurata perpendicolarmente al nostro orizzonte. Al Polo Nord la Stella Polare si trova allo zenit (90), e man mano che scendiamo di latitudine anche la Stella Polare si abbassa, fino a toccare lorizzonte (0) allequatore. Se dunque ci troviamo a 40 di latitudine nord, la stella polare ci apparir a 90 - 40 = 50 sopra lorizzonte. Se siamo a 45 di lat. nord la stella polare ci apparir a 90 - 45 = 45 dallorizzonte.
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Se non riusciamo ad individuare la Stella Polare, o se ci troviamo in un luogo per noi del tutto alieno, lalternativa che ci rimane quella di restare ad osservare il cielo stellato per alcune ore, in modo da poter riuscire a percepirne lapparente movimento rotatorio attorno a un punto solo: quel punto costituisce il polo celeste dal quale potremo misurare appunto la nostra latitudine. Per calcolare langolo della latitudine i nostri cinque scienziati dovettero costruirsi un rudimentale goniometro. Per fare un goniometro sufficientemente accurato non necessario avere a disposizione chiss quali strumenti di precisione: basta piegare un foglio di carta. Prima di tutto, dal foglio rettangolare bisogna farne un quadrato, e poi questo quadrato va piegato ripetutamente in diagonale per creare successivi angoli di 90, 45, 2230, 1115 e cos via a seconda del livello di precisione che desideriamo ottenere. Poi basta tracciare questi angoli su una tavoletta di legno e legare la tavoletta a un filo a piombo. Con questo sistema gli scienziati di Rough Science calcolarono di trovarsi a circa 43 di latitudine nord. E grazie allosservazione della vegetazione e della fauna marina, capirono anche di trovarsi in una qualche isola mediterranea. I nostri cinque rappresentanti della scienza ufficiale sarebbero riusciti ugualmente nellimpresa anche se si fossero trovati su un corpo celeste sconosciuto? Certamente s. Infatti il polo celeste, come detto, pu essere determinato tramite una semplice osservazione prolungata del cielo, perch quel punto della volta celeste attorno al quale apparentemente ruota tutto il cielo. Esiste anche un metodo empirico molto semplice per sapere se ci si trova nellemisfero nord o sud di un qualsiasi corpo celeste. Per farlo ci viene in aiuto la cosiddetta forza di Coriolis, che regola il moto dei fluidi sulla superficie dei corpi celesti dotati di una rotazione attorno al proprio asse. Ci basta allora aprire un rubinetto e notare in che direzione va il mulinello che lacqua fa scendendo per lo scarico del lavandino o della vasca. Ma trovandoci in unisola da reality show senza particolari comfort, possiamo anche prendere una bacinella con un piccolo foro sul fondo, riempirla dacqua e stare a vedere in che direzione ruota il mulinello che si scarica dal fondo, magari aiutandoci visivamente appoggiando una pagliuzza a galleggiare in superficie. Se il mulinello (e la pagliuzza) gira in senso orario ci troviamo allemisfero nord, se gira in senso antiorario
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ci si troviamo allemisfero sud. Provare per credere E se ci si trova esattamente allequatore? In questo caso, se non ci sono altre forze in gioco, lacqua dovrebbe scendere dal foro linearmente, senza creare nessun mulinello. Individuare la longitudine si rivela invece un compito molto pi complesso. La longitudine di un luogo viene infatti definita come la sua distanza angolare dal meridiano fondamentale. Il problema che, mentre lequatore , per cos dire, un fattore esistente, una realt unica e indiscutibile per ciascun corpo celeste dotato di un moto di rotazione attorno al proprio asse, i meridiani sono tutti uguali, equivalenti; e pertanto il meridiano fondamentale (chiamato anche meridiano primo) determinato esclusivamente in base a una convenzione. Nel caso concreto, e a causa della convenzionalit del meridiano primo, per calcolare la longitudine della loro isola misteriosa i protagonisti di Rough Science dovettero innanzitutto attendere il mezzogiorno vero locale, il momento cio in cui il sole culmina sul meridiano locale. Come possiamo determinare anche noi questo momento? Basterebbe una bussola; ma in mancanza di questa, dopo aver determinato il Nord geografico in base alla posizione della Stella Polare, dovremmo fissare due paletti sulla direzione Nord-Sud, e tracciare sul terreno una linea retta che unisca questi due paletti. Poi dovremmo (e cos fecero i cinque scienziati dellisola) restare in paziente attesa che lombra di uno dei paletti si sovrapponga esattamente a questa linea. Quando ci avviene, il sole si trova esattamente al culmine del suo tragitto diurno (al Medio Cielo, diremmo noi astrologi). Abbiamo detto che, mentre i paralleli sono fissati in modo naturale a partire dallequatore, che lunico circolo massimo orizzontale di un pianeta, i meridiani (che sono tutti quanti circoli massimi verticali) partono arbitrariamente da un meridiano di riferimento, che qui sulla Terra il Meridiano di Greenwich: quel circolo massimo meridiano (verticale) passante attraverso lOsservatorio Reale di Greenwich, in Inghilterra. Si tratta, come accennato, di una semplice convenzione frutto di un accordo internazionale stipulato in unepoca in cui era probabilmente pi facile di adesso mettersi daccordo su alcune questioni internazionali di basilare importanza. Nellottobre 1884 a Washington DC, negli Stati Uniti, si tenne la Conferenza Internazionale dei Meridia5

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ni alla presenza del Presidente degli Stati Uniti e di 41 delegati di 25 paesi, che tra le altre cose decisero ladozione di un unico sistema di meridiani a livello mondiale, in sostituzione dei vari sistemi locali esistenti allepoca. Stabilirono anche che il primo meridiano sarebbe stato quello passante per lOsservatorio di Greenwich, e che tutte le longitudini, sia ad Est che ad Ovest, sarebbero state calcolate a partire da questo meridiano con angoli da 0 a 180; che tutti i paesi avrebbero adottato la data universale; e che il giorno universale sarebbe iniziato alla mezzanotte di Greenwich e misurato su un orologio di 24 ore. Di conseguenza, da quel momento la linea di cambio data veniva a cadere sul meridiano opposto a quello di Greenwich. Ovviamente non tutti furono daccordo e, per esempio, la Francia adott il meridiano di Greenwich solo nel 1911. Prima di questa risoluzione fondamentale per lo sviluppo e larmonizzazione dei trasporti e delle telecomunicazioni a livello mondiale, venivano adottati diversi meridiani di riferimento. Per esempio, la maggior parte delle Marine dellEuropa continentale usava il meridiano di El Hierro (Isole Canarie), definito per convenzione come il meridiano 20 a Ovest di Parigi (17 39 46" a Ovest di Greenwich). Altri meridiani di riferimento usati in passato erano quelli di Roma (12 27 08.04" a Est di Greenwich), Copenaghen, Gerusalemme, San Pietroburgo (Meridiano di Pulkovo, 30 19 42.09" a Est di Greenwich), Pisa, Parigi (2 20 14" a Est di Greenwich) e Philadelphia. Dopo questa necessaria divagazione torniamo ai nostri due paletti infissi nel terreno in direzione Nord-Sud: nel momento esatto in cui il sole fa coincidere le ombre dei due paletti, il nostro compito non che allinizio; proprio a causa di questa arbitrariet nel concetto di meridiano primo, per conoscere la nostra longitudine non sufficiente definire il momento del mezzogiorno vero, ma dobbiamo anche cercare di sapere che ore sono ufficialmente nel posto in cui ci troviamo (in altre parole, dobbiamo conoscerne lora civile), e come ultimo passo dobbiamo riportare il tutto allora universale in vigore sul meridiano primo. Dato che i perfidi ideatori del programma della BBC non avevano lasciato loro nemmeno uno straccio di orologio, i cinque studiosi sullisola di Rough Science dovettero crearsi un rudimentale apparecchio radio (altra affascinante parentesi sulla quale non mi dilungo, per non uscire dallo scopo del presente articolo) e restare in fervente attesa di un segnale orario o di un qualsiasi programma che annunciasse lora.

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Nel frattempo si costruirono anche un rudimentale orologio. Fecero un pendolo con una corda lunga 4 metri, sapendo (anche in questo caso vi risparmio i dettagli) che ogni sua oscillazione completa (avanti e indietro) sarebbe durata 4 secondi. Il periodo di oscillazione di un pendolo, infatti, costante nel tempo e dipende soltanto dalla lunghezza del filo e non dallampiezza delloscillazione. Sapevano anche che ogni 4 minuti di differenza tra il segnale orario e il mezzogiorno reale corrispondono a un grado di longitudine. Non furono molto fortunati: captato da una radio italiana il segnale orario delle 12:24, fecero partire il pendolo e, dopo ben 841 oscillazioni pari a circa 56 minuti di paziente attesa, lombra di uno dei paletti tocc la retta immaginaria che univa i due paletti, indicando larrivo del mezzogiorno locale vero. Il calcolo che fecero allora i nostri cinque scienziati fu: - Segnale orario: 12:24 ora italiana, pari alle 10:24 GMT (qui i nostri scienziati bararono un pochino, nel senso che laver captato una radio in lingua italiana e laver capito di trovarsi in unisola del Mediterraneo li port fin troppo facilmente a dedurre di trovarsi nel fuso orario dellEuropa Centrale, per di pi in un periodo in cui si stava adottando lora legale estiva che porta a +2 la differenza oraria tra i due fusi). - Numero di oscillazioni tra il segnale orario e il mezzogiorno locale: 841 = 56 minuti - Ora locale: 10:24 GMT + 0:56 = 11:20 GMT (non facciamo noi lo stesso calcolo come primo passo per la determinazione del Tempo Siderale?). - Differenza tra il mezzogiorno GMT e il mezzogiorno locale: 12:00 11:20 = 40 minuti Ora, considerando la rotazione media della Terra pari a 360 in 24 ore, 4 minuti di tempo corrispondono a 1 di longitudine, pertanto lisola misteriosa si trova a una longitudine oraria di 40 minuti, pari a una longitudine di 10. Dieci gradi, a Est o ad Ovest di Greenwich? Beh, su Greenwich il sole culmina alle ore 12 esatte; a Est di Greenwich il sole culmina un po prima delle ore 12 di Greenwich; a Ovest di Greenwich il sole culmina un po dopo le ore 12 di Greenwich. Se fossero stati pi fortunati, i nostri avrebbero potuto intercettare un segnale orario in lingua inglese, magari espresso direttamente nellora di Greenwich; ancora, avrebbero potuto attendere prima la culminazione del sole (mezzogiorno vero), e quindi far partire il pendolo e mettersi in ascolto della loro radio primitiva
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fino a captare un segnale orario. Il risultato finale, invertendo alcuni fattori, non sarebbe poi cambiato di molto. Per la cronaca, nel giro di poco pi di 48 ore i baldi protagonisti di Rough Science calcolarono di trovarsi a 43N e 10E, corrispondenti allitalianissima Isola di Capraia. Ovviamente il risultato non accuratissimo, e il metodo illustrato potrebbe portare a errori di quasi 15 minuti a seconda della latitudine e del periodo dellanno in cui vengono fatte le misurazioni; ma in questo caso specifico, il risultato fu di tutto rispetto. Perch vi racconto queste cose e cosa centrano con lAstrologia? Beh, innanzitutto perch vedere questo programma fa capire come la latitudine sia un valore assoluto, astronomico, dunque facilmente determinabile su qualsiasi corpo celeste. Invece la longitudine un valore relativo calcolato in base a una mera convenzione: qui sulla Terra, abbiamo detto che la longitudine viene calcolata a partire dal meridiano di Greenwich; sulla Luna, si parte dal meridiano che passa per il centro della faccia lunare visibile dalla Terra, e che passa anche vicino al Cratere Bruce. Su Marte, il calcolo della longitudine fa riferimento al cosiddetto meridiano Airy-0, dal nome dellastronomo inglese Sir George Biddel Airy che nel 1850 costru il circolo di transito nellOsservatorio di Greenwich, che pochi anni dopo fu scelto come riferimento per la longitudine terrestre. Il meridiano primo di Marte fu definito per la prima volta dagli astronomi tedeschi W. Beer e J. H. Mdler negli anni 1830-32, usando una struttura circolare che si vedeva con regolarit sulla superficie del Pianeta Rosso, che veniva usata come riferimento visivo per calcolare il periodo di rotazione del pianeta, e che essi chiamarono A. Giovanni Schiaparelli utilizz la stessa macchia come punto zero di longitudine nella sua mappa di Marte del 1877. In seguito il francese Camille Flammarion battezz tale struttura circolare Sinus Meridiani. Col progredire delle tecniche fotografiche e delle esplorazioni spaziali, venne scoperto allinterno del Sinus Meridiani un grande cratere che fu dedicato allastronomo Airy. Nel 1972 la sonda Mariner IX fotograf allinterno del grande cratere Airy un cratere pi piccolo, del diametro di 500 metri, che venne chiamato Airy-0 e che fu presto scelto dallUnione Astronomica Mondiale per indicare il meridiano primo di Marte. Tra parentesi, si tratta di una struttura difficilmente individuabile: dopo il Mariner IX, solo il Viking 1 riusc a fotografarlo ancora, mentre la pur modernissima Mars Global Surveyor riusc a
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fotografarlo nel 2001 dopo nove tentativi. Dunque, per conoscere la nostra longitudine anche qui sulla Terra dobbiamo appoggiarci a dati assolutamente arbitrari o convenzionali quali, nellesempio che abbiamo illustrato, lora civile del luogo. Ovviamente se ci trovassimo su un pianeta sconosciuto una radio potrebbe non servirci nulla; non capiremmo la lingua degli abitanti del posto, sempre che il pianeta fosse abitato e dotato di stazioni radiofoniche; ma anche nei casi pi disperati nessuno ci vieterebbe di scegliere un meridiano fondamentale qualsiasi da cui far partire la nostra ora Zero (o grado Zero) e da qui tutto il sistema di coordinate geografiche Est Ovest. E infatti, proprio quello che hanno fatto gli astronomi quando hanno deciso di disegnare le mappe e i mappamondi della Luna, di Marte e degli altri corpi celesti del nostro sistema solare. Unultima nota: il sistema di coordinate alla terrestre, quello cio che misura la latitudine e la longitudine con angoli che vanno da 0 a 180 nelle due direzioni a partire dai due circoli fondamentali (lequatore nel caso della latitudine e il meridiano primo nel caso della longitudine) viene chiamato planetocentrico. Ma per le mappe dei corpi celesti extraterrestri si affermato anche un altro sistema, detto planetografico, in cui le coordinate sono espresse in angoli da 0 a 360 che aumentano verso Est. Entrambi i sistemi sono stati approvati dallUnione Astronomica Internazionale nellanno 2000 e sono comunemente usati nelle missioni spaziali della NASA e dellESA.