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Scheda 1 La figura del Bagnino di Salvataggio




Bagnino di Salvataggioqualcosa che pi di un mestiere.

La figura del Bagnino di Salvataggio si sta avviando a ricoprire, sempre di pi, un ruolo emergente nellambito
della salvaguardia e della prevenzione degli incidenti in acqua. E quindi di primaria importanza laggiornamento
continuo teorico-pratico, nello spirito della formazione permanente. La professionalit del Bagnino di
Salvataggio si esprime anche attraverso un profondo rispetto verso i colleghi e la capacit di rappresentare un
punto di riferimento certo per il pubblico, mostrando unalta considerazione del proprio lavoro. Quello del
Bagnino di Salvataggio un impegno morale, prima che operativo e professionale.

Le caratteristiche fondamentali del Bagnino di Salvataggio

1. Essere affidabile e infondere fiducia
2. Dimostrare maturit e competenza
3. Mostrarsi con cortesia e fermezza
4. Mantenersi in eccellente forma fisica ed in stato di buona salute
5. Saper essere un leader
6. Saper lavorare in un gruppo


Affidabilit e fiducia
Il pubblico e i colleghi le percepiscono se sappiamo reagire ad ogni necessit in modo rapido e deciso.

Maturit e competenza
Il Bagnino di Salvataggio maturo ed esperto rimane calmo e prende decisioni efficaci sia nelle situazioni di tutti i
giorni che in caso di emergenza.

Cortesia e fermezza
Il bagnino di Salvataggio deve comunicare le decisioni e le norme da rispettare in modo gentile ed educato con
CHIUNQUE, ma in maniera ferma e coerente. La cortesia e la fermezza aiutano nel guadagnare il rispetto e la
cooperazione sia del pubblico che dei gestori.

Forma fisica e stato di buona salute
In caso di emergenza il Bagnino di Salvataggio deve rispondere con unattivit muscolare energica ed improvvisa.
Praticando un esercizio regolare si migliora:

a. la velocit di risposta alle situazioni di emergenza
b. lefficacia e la rapidit dellintervento
c. la capacit di mantenere lo stato di allerta
d. la reazione dellorganismo allo stress e allaffaticamento
e. la sensazione di benessere

Il Bagnino di Salvataggio che, dopo un periodo di inattivit, decide di riprendere la professione deve, per prima
cosa, valutare il suo stato di forma fisica.


Fattori che aiutano a mantenere alta lefficienza fisica durante le ore di servizio sono un riposo adeguato e
unalimentazione corretta, con una dieta bilanciata e lassunzione di molti liquidi (almeno due litri al giorno).
Ancora, per chi lavora allaperto, fondamentale la protezione solare sia della pelle (con creme e maglietta) che
della vista (con occhiali da sole e cappellino). La vista determinante nellespletamento del servizio, per questo
il Bagnino di Salvataggio deve, nel limite del possibile, stare di spalle alla fonte luminosa.

Fattori invece che riducono lefficienza fisica sono alcune sostanze tra le quali gli alcolici che agiscono sul
sistema nervoso rallentando i riflessi, ed in generale tutti i depressivi del sistema nervoso che condizionano la
funzione motoria rendendo pi difficile e lenta la reazione.

Leader
Il Bagnino di Salvataggio diviene un punto di riferimento allinterno della struttura in cui opera, pertanto deve
saper dimostrare una buona sicurezza di se, gestendo le situazioni di emergenza in prima persona senza subire gli
inevitabili consigli degli immancabili soccorritori improvvisati.

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Lavoro di gruppo
Tutto quello che stato detto non va per confuso con leroismo a qualsiasi costo! In ogni intervento deve
esistere ponderazione e conoscenza dei propri limiti, analisi e capacit di valutare e di decidere un salvataggio
senza eroismi inutili; per questo diviene fondamentale, oltre ad un uso attento delle attrezzature, anche un
efficace lavoro di squadra e di coordinazione con i colleghi.

Le linee guida del soccorritore

Il recupero di un pericolante in acqua sempre un momento di grande concitazione e forte eccitabilit
emozionale, tanto vero che, spesso, si interviene in maniera non idonea. E importante, quindi, ribadire che il
salvataggio ha precise regole dintervento, occorre estremo autocontrollo, conoscenza scientifica della
metodologia del salvataggio, ampio bagaglio addestrativo ma, soprattutto, puntuale giudizio delle condizioni
oggettive esistenti e delle loro variabili:

a. Ambientali: piscina, lago, fiume, mare, alluvione
b. Dinamiche: acque calme, agitate, vive, torrenziali, fredde
c. Antropometriche: traumatizzato, adulto, bambino, neonato
d. Fisiche: pericolante magro, grasso, in galleggiamento positivo, negativo
e. Psichiche: soggetto collaborante, calmo, agitato, in panico
f. Oggettive: vittima annegata, in idrocuzione, sommersa, priva di vita


Sono da tener presenti, inoltre, alcune regole fondamentali perch un salvataggio sia condotto correttamente dal
soccorritore:

a. Instaurare una possibile comunicazione.
b. Non colpire mai il pericolante.
c. Non avviare un soccorso a mani vuote.
d. Non farsi afferrare se non volutamente.
e. Effettuare il contatto possibilmente alle spalle.
f. Essere sempre il primo a riemergere.

Le fasi di un soccorso
I tre punti imprescindibili sono:
1. Riconoscimento precoce dellemergenza (continua fase di scanning della propria zona)
2. Intervento adeguato (aver ben presente tutti i protocolli e le attrezzature)
3. Primo soccorso

Lintervento di salvataggio in acqua prevede alcuni concetti fondamentali di esecuzione, che non sono
certamente esaustivi delle varie tipologie di incidenti, ma che vogliono solo essere aspetti essenziali e
imprescindibili delle linee guida alle quali bisogna attenersi:

a. Non perdere mai di vista il pericolante.
b. Avvicinarlo effettuando una nuotata a testa alta
c. Dosare le forze per distribuire, durante la fase di avvicinamento, di approccio e di trasporto.
d. Contatto rapido e preciso con il pericolante.
e. Grande decisione nelle liberazioni da varie prese.
f. Posizionare il pericolante sul dorso con il capo emerso.
g. Trasporto con tecnica giusta secondo i casi.
h. Recupero veloce in caso di emergenza o asfissia.


Va ricordato infine che una salvataggio improvvisato o eseguito da persone impreparate a volte diventa letale
anche per il soccorritore, come ci ricorda spesso la cronaca.
In generale la poca preparazione, la superficialit e la mancanza di aggiornamento sono elementi che il Bagnino
di Salvataggio rischia di pagare con la propria vita.






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Liberazione dai vari tipi di vari tipi di prese

Pur essendo una situazione rara allinterno delle piscine, diventa molto probabile nei parchi acquatici e in mare
dove, persone che non hanno una buona confidenza con lacqua, spesso si avventurano nellelemento a loro
sconosciuto, fidandosi dei consigli degli amici, o sottovalutando situazioni che si rivelano poi pericolose quando
ormai non c pi modo di porvi rimedio.
A volte capita di non doversi divincolare dalle prese di un pericolante, ma di dover dividere due persone
avvinghiate tra loro nel disperato tentativo di sostenersi.
Insomma i problemi ed i perch si creino, possono essere i pi svariati; quello che importante riuscire a
risolvere le situazioni.

Il pericolante/laggressore
Non crediamo di esagerare nel definire aggressione, quella effettuata ai danni del bagnino. Una manifestazione
aggressiva implica spesso uno stato di frustrazione, e la situazione di affogare, di non arrivare ad aggrapparsi
al natante che l a due metri, di non poter gridare pi forte per farsi sentire, o altro, indubbiamente
frustrante! Il pericolante, nel momento in cui diviene consapevole del pericolo, smette dessere razionale. Il
cervello della persona in quel momento, va in panico!Il panico a sua volta determina uno stato definibile come
CERVELLO IN AUTOMATICO. come se non ritenesse pi la persona, alla quale appartiene, in grado di controllare
la situazione e cerca soluzioni fisiologiche per sopravvivere. Non volendo entrare nel campo specifico della
psiche umana, ma la situazione davvero complessa. come se ci fossero due persone, una che si rifiuta di
ubbidire allaltra per mancanza di fiducia, e proprio nel momento in cui insieme potrebbero, almeno cercare,
una soluzione. Questo pericolante, pu dirigere la propria aggressivit verso colui che, in quel momento, vede
come unica ancora di salvezza. uno di quei casi in cui, paradossalmente, un individuo per difendersi da una
realt minacciosa, o vissuta come tale, sulla quale non riesce ad agire, crea un comportamento dannoso nei
confronti di un altro che cerca di aiutarlo. Il suo comportamento si configura come una strategia di difesa (anche
se patologica), che ha come scopo quello di scaricare laccumulo di tensione intrapsichica.
Per questo motivo il pericolante/aggressore non pianifica le sue azioni, agisce inconsciamente, come in preda ad
un raptus.
Una cosa importantissima: quando qualunque essere umano si trova di fronte ad una situazione disperata, la sua
forza fisica aumenta in maniera sovrannaturale!
Il bagnino/laggredito
Calma! Esperienza. Allenamento. Lucidit.
Purtroppo il coraggio non basta. Non con il cuore che si risolve una situazione complessa. Occorre valutare in
tempi brevissimi ci che sta accadendo e trovare la soluzione pi appropriata e conveniente. Per fare ci,
occorre essere calmi, non lasciarsi sopraffare dallo stesso panico di cui sopra.
Lesperienza indubbiamente conta; il sapere cosa fare, poich gi accaduto di trovarsi in una situazione
analoga, fa apparire semplice, un qualcosa ritenuto pericoloso ai pi. Si pensi a mestieri come il vigile del fuoco,
il poliziotto o altri, dove il rischio ed il pericolo sono costantemente in agguato. Nessun professionista serio
sottovaluta una situazione, per ripetendo il concetto, essere esperti, aiuta!
Perch risulti vantaggiosa, la difesa messa in atto per proteggersi da chi attacca, deve essere adattabile: ci
che una persona pensa e vuole, strettamente dipendente dalla situazione, da ci che le consentito fare e
dalle conseguenze stesse della sua condotta. A nulla pu servire, ad esempio, colpire il pericolante in qualunque
circostanza per metterlo in condizione di non nuocere, anzi!
Per questo si dimostra utile lallenamento, perch fornisce al bagnino gli strumenti psicofisici per affrontare al
meglio le situazioni. Laddestramento continuo agli svincoli da parte del bagnino di salvataggio, sviluppa
unautentica fiducia nelle capacit di riuscita in quelle situazioni che minacciano la propria incolumit.

Valutare il momento
Fronteggiare una situazione significa essere in grado di valutare se e in che modo reagire allattacco.
Lesperienza insegna che a volte non necessario liberarsi da una stretta, anche se forte. Ad esempio se il bordo
vasca o il natante sono vicini pochi metri, conviene trasportare in qualche modo il pericolante fino al punto
dove questi possa attaccarsi lasciandoci cos automaticamente liberi senza dover lottare.
Se siamo stati colti alla sprovvista da un incauto nuotatore sbucato da unonda pi alta del solito, e questi ha
adottato una presa non contemplata dal manuale, occorre un attimo per capire in che modo si pu arrivare ad
uno svincolo tradizionale. Agendo subito distinto, si rischia di favorire al pericolante una presa ancora migliore
dal suo punto di vista!
Ma valutare significa anche arrivare a pochi metri dal pericolante che si agita, e cercare di tranquillizzarlo
parlandogli, guardare sottacqua la sua stazza fisica o se le gambe si agitano. Una persona incompetente pu
pensare che in quel modo si stia perdendo tempo prezioso main fondo se il pericolante si agita, significa che
ancora vivo!
La valutazione il modo migliore per salvare salvandosi!

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Limportanza delle leve articolari..come funzionano?
Se osserviamo il nostro braccio, ci accorgiamo che esso si piega in una sola direzione, mentre quando lo
distendiamo non possibile proseguire per piegarlo nella direzione opposta. Qualunque forzatura in questa
direzione porta al dolore acuto e alla rottura dei capi articolari. La stessa cosa avviene se sollevando il braccio lo
pieghiamo e lo spingiamo allindietro verso la nostra schiena; vi accorgerete che esiste un limite oltre il quale il
nostro arto si blocca e qualunque forma di spinta ulteriore provocherebbe un forte dolore e il danneggiamento
dellarticolazione della spalla. Osserviamo adesso il nostro polso; ci accorgiamo subito che si tratta di
unarticolazione molto mobile, che permette una rotazione prossima ai 360 ovvero quasi un angolo giro, un
cerchio intero per intenderci. Eppure, se con una vostra mano piegate laltra nella direzione dellavambraccio, in
qualunque punto del vostro angolo giro, scoprirete che una volta raggiunto il limite e forzando oltre,
incominciate a sentire dolore, ed un colpo secco e veloce porterebbe al danneggiamento dellarticolazione del
polso. Ma non solo! Ogni dito della vostra mano possiede delle articolazioni che, se opportunamente stimolate
provocano dolore.
Ed proprio il dolore il principio attivo utilizzato per liberarsi dalle prese. Lo stress al quale sono sottoposte le
varie articolazioni, in maniera isolata o sollecitate una dopo laltra, porta al dolore, ed questo che il cervello,
anche se in condizione di panico, percepisce.
Anche in condizione di inferiorit fisica, una serie di leve porta a liberarsi dallo svincolo. La prima leva di solito
avviene sul polso, poi sul gomito ed infine sulla spalla. Naturalmente ci che influisce positivamente sulla
riuscita della leva, la forza maggiore contro la forza minore, per cui saranno due mani contro il polso e la
forza di due braccia effettueranno la torsione necessaria sul gomito.
Perch sia tale, la leva si ottiene agendo CONTEMPORANEAMENTE su due punti.
Ultimo accorgimento: perch la leva ottenuta sia mantenuta, occorre impedire lavanzamento del pericolante.
Come nelle arti marziali sul terreno, anche in acqua occorre impedire che il busto del pericolante si sposti in
avanti, altrimenti leffetto torsione si esaurisce e dovremo rifare tutto da capo.
Anche se pu sembrare un controsenso, una volta che un pericolante si aggrappato, meglio sfruttare questa
sua vicinanza, piuttosto che liberarci allontanandolo, cosa che sicuramente risulterebbe pi facile.
Suggerimenti
1) Nellavvicinamento al punto dove il pericolante sta arrancando, usare molto le braccia a stile. Le gambe
ci saranno necessarie sia per sostenerci negli svincoli sia nel ritorno.

2) Se non abbiamo avuto modo di portare con noi qualcosa da porgere al pericolante per poi trascinarlo a
nuoto, avviciniamoci:
! parliamogli tranquillizzandolo;
! allunghiamo verso il suo braccio destro il nostro braccio destro;
! cerchiamo di avvicinarci in modo da essergli quasi di fianco;
! al momento che riteniamo opportuno, prendiamo il suo polso destro e pratichiamo la leva.

3) In una qualunque presa, dove la testa del bagnino sia stretta tra le braccia e il petto del pericolante,
prima di effettuare qualunque manovra, girare la testa da un lato per impedire che il nostro naso
rimanga schiacciato provocandoci un forte dolore.

4) Se veniamo afferrati di fronte, dopo aver bloccato un braccio del pericolante per non doverlo poi
riprendere, abbiamo almeno tre modi per allontanarlo:
! la nostra mano di taglio spinge sotto il suo naso;
! il palmo della nostra mano spinge il suo mento con un movimento indietro/basso;
! con il nostro peso sul pericolante, spingiamo in avanti cercando di spingergli il viso sottacqua. La
liberazione sicura ma leventuale lentrata dellacqua in bocca o nel naso, provoca movimenti ancora
pi violenti da parte sua.

5) Se riusciamo ad arrivare con le nostre due mani a prendere il braccio per operare la leva, ma la rigidit
dello stesso eccessiva, agire sul polso:
! prendendo la sua mano tra le nostre (come se prendessimo un libro) e piegandola in basso verso il suo
avambraccio (facendo leva sul polso, spingendo in basso/indietro), il gomito si piegher e si potr
concludere la leva
! prendendo la sua mano con la nostra (il nostro palmo sul suo dorso) ed impugnando con laltra nostra
mano lo stesso suo polso inferiormente; spingendo con la mano superiore verso il basso e
contemporaneamente opponendo resistenza con laltra verso lalto, il gomito si piegher e si potr
concludere la leva.

01.10.10 SNS Sez. di Bologna rev 1 del 01.10.10