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Rischio infettivologico nel malato critico: l’ottica dell’infermiere Inf Alessandro Monesi U.O. Rianimazione 118 Osp Maggiore Bologna
Rischio infettivologico nel malato critico: l’ottica dell’infermiere Inf Alessandro Monesi U.O. Rianimazione 118 Osp Maggiore Bologna
Rischio infettivologico nel malato critico: l’ottica dell’infermiere Inf Alessandro Monesi U.O. Rianimazione 118 Osp Maggiore Bologna
Rischio infettivologico nel malato critico: l’ottica dell’infermiere Inf Alessandro Monesi U.O. Rianimazione 118 Osp Maggiore Bologna

Rischio infettivologico nel malato critico:

l’ottica dell’infermiere

Inf Alessandro Monesi U.O. Rianimazione 118 Osp Maggiore Bologna

Di cosa parleremo:

Il ruolo dell’infermiere Accenni al rischio infettivologico La valutazione infermieristica Un modello di sorveglianza sistematica L’importanza di un approccio basato sulle evidenze Alcune raccomandazioni

Codice Deontologico dell’Infermiere

“…l’infermiere si impegna a non nuocere, orienta la sua azione all’autonomia e al bene dell’assistito, assume la responsabilità in funzione del livello di competenza raggiunto, avvalendosi della consulenza oppure declinando la responsabilità quando potrebbe mettere a rischio la sicurezza dell’assistito, si avvale della ricerca e della riflessione critica per la scelta degli interventi…”

Codice Deontologico dell’Infermiere

“…l’infermiere ha il dovere di essere informato sul progetto diagnostico terapeutico, per le influenze che questo ha sul piano di assistenza e la relazione con la persona…”

Analisi della complessità assistenziale

Salute/malattia

stabilità

instabilità bassa alta autonomia
instabilità
bassa
alta
autonomia

Persona

assistita

Comprensione /scelta

dipendenza

Azione autonoma

Silvestro Silvestro ee Pitacco Pitacco Con Conggresso resso Aniarti Aniarti Bologna Bologna 2003 2003
Silvestro
Silvestro ee Pitacco
Pitacco
Con
Conggresso
resso Aniarti
Aniarti Bologna
Bologna 2003
2003
CCOOMMPPEETTEENNZZEE
CCOOMMPPEETTEENNZZEE
Izzi Izzi,, Mon Moneessii Maste Masterr II livell livelloo Ar Areaea Critica Critica Bologna Bologna
Izzi
Izzi,, Mon
Moneessii
Maste
Masterr II livell
livelloo Ar
Areaea Critica
Critica Bologna
Bologna

Classificazione

Classificazione

SIRS ((Syste

SIRS

Systemmicic Inflammatory

Inflammatory Reaction

Reaction Syndrome

Syndrome))

presente in numerose situazioni cliniche non associate ad

infezione (es.pancreatite acuta, stato postoperatorio,

ustioni etc), caratterizzata da:

– temperatura >38° C o <36° C;

– frequenza cardiaca >90 bpm;

– frequenza respiratoria >20 a/min o PaCO2 <32 mm

Hg;

– GB >12000/ml, o <4000/ml, o >10% forme immature.

Tale condizione viene attribuita all’effetto di una

attivazione diffusa di mediatori ad azione

proinfiammatoria; tale meccanismo è considerato

responsabile della sovrapposizione di sintomi con

patologie di sicura origine infettiva (es. peritoniti);

Classificazione

Classificazione

Sepsi, caratterizzata dalla SIRS in associazione ad

Sepsi

un’infezione documentata;

Sepsi

Sepsi Grave

Grave, caratterizzata dalle stesse alterazioni ma

associata a segni di disfunzione d’organo, ipotensione

o ipoperfusione. Questi ultimi possono essere

caratterizzati anche, ma non solo, da oliguria,

iperlattacidemia, ed alterazioni acute dello stato

mentale.

Shock

Shock Settico

Settico, in cui le alterazioni descritte al punto

precedente si associano ad un’ipotensione arteriosa

non reversibile con la somministrazione di quantità

adeguate di fluidi.

SEPSI

SEPSI

E’ la causa primaria di morbilità e mortalità che si

registrano nelle UTI a livello mondiale (Balk, 2000)

E’ la causa più importante di morte nelle ICU non

coronariche in USA

Negli USA ci sono più di 750.000 casi di Sepsi Grave

all’anno

Ogni giorno negli Stati Uniti muoiono

500 persone di Sepsi Grave

National Nosocomial Infections Surveillance, USA 2000

Nei primi

Nei

primi anni

anni ’80

80 lala mortalità

mortalità da

da shock

shock settico

settico

variava

variava secondo

secondo ii vari

vari autori

autori tra

tra 4040 ee ilil 90%90%

(( Kregher

Kregher ee all

all 1980;

1980; Parker

Parker et

et all

all 1983

1983))

Dopo circa

Dopo

circa 1010 anni

anni Brun

Brun--Buisson

Buisson et

et all

all

nel 1995

nel

1995 riportano

riportano una

una mortalità

mortalità da

da sepsi

sepsi

grave ee shock

grave

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del 56%56%

((Brun

Brun ee Buisson

Buisson 1995)

1995)

Malgrado gli

Malgrado

gli enormi

enormi investimenti

investimenti nella

nella cura

cura

intensiva, lala sepsi

intensiva,

sepsi comporta

comporta ancora

ancora oggi

oggi tassi

tassi

  • di di mortalità

mortalità compresi

compresi tra

tra ilil 25%25% ee ilil 60%60%

Alberttii C,

((Alber

C, Brun

Brun--Buisson

Buisson C;

C; European

European Sepsis

Sepsis Group

Group 2003)

2003)

Il rischio di acquisire una infezione in Italia è, in media, della stessa entità o maggiore

Il rischio di acquisire una infezione in Italia è, in

media, della stessa entità o maggiore di quanto

riportato in letteratura

Ogni anno si verificano in Italia 450000 450000 700000 700000 casi casi

(incidenza 5%-8%), che sono direttamente responsabili

di 4500 4500--7000 7000 decessi decessi

Se si assume che il 30% siano prevenibili

ogni

ogni anno

sono potenzialmente

potenzialmente evitabili

evitabili

anno sono

  • 135000 135000--210000

210000 infezioni

infezioni ee 1350

1350--2100

2100 decessi

decessi

Analisi studi multicentrici Ippolito et al. 1990, Moro et al. 1995, Salvo et al. 1995

I centri di TI sono le aree ospedaliere con

la maggiore frequenza di infezioni nosocomiali

Il 25% circa delle infezioni acquisite in un presidio

ospedaliero interessa i pazienti ricoverati in TI

Il 90% degli eventi epidemici che si verifica in

ospedale colpisce i pazienti ricoverati in TI

I centri di TI sono le aree ospedaliere con la maggiore frequenza di infezioni nosocomiali Il

Premessa Piano Sanitario Nazionale 1998\2000 sulla base dello SENIC study, CDC Atlanta

FATTORE DI RISCHIO

Una condizione del paziente o una

esposizione che comportino un aumento

della probabilità di contrarre una

malattia

fattori di rischio intrinseci

fattori di rischio estrinseci

FATTORI DI RISCHIO INTRINSECI

ETÀ

SESSO (le donne hanno un rischio più elevato di contrarre una infezione urinaria, rispetto agli uomini)

MALATTIE DI BASE E PATOLOGIE ASSOCIATE

FATTORI DI RISCHIO ESTRINSECI

DURATA DELLA DEGENZA TOTALE E

PREOPERATORIA

L'INTERVENTO CHIRURGICO E LA SUA DURATA

LA PRESENZA E LA DURATA DELLA PERMANENZA

DEL CATETERE URINARIO

LA PRESENZA DI CATETERI INTRAVASCOLARI O

DI RESPIRAZIONE ASSISTITA

SONO INVECE

SONO

INVECE MODIFICABILI

MODIFICABILI

RIDUCENDO

RIDUCENDO LALA DURATA

DURATA DI

DI ESPOSIZIONE

ESPOSIZIONE AA TALI

TALI

RISCHI

RISCHI AL

AL MINIMO

MINIMO INDISPENSABILE

INDISPENSABILE EDED

UTILIZZANDO PRATICHE

UTILIZZANDO

PRATICHE DI

DI ASSISTENZA

ASSISTENZA

ADEGUATE

ADEGUATE

PAZIENTI AD ALTO RISCHIO PER RECETTIVITÀ PROPRIA

IMMATURI (TUTTI PRIVI DI GAMMAGLOBULINE)

ANZIANI (RIDOTTA PRODUZIONE DI GAMMAGLOBULINE)

PAZIENTI AFFETTI DA IMMUNOGLOBULINOPATIE PRIMITIVE O ACQUISITE

USTIONI GRAVI

PAZIENTI GRAVEMENTE DEBILITATI

PAZIENTI IN STATO DI SHOCK

PAZIENTI GRAVEMENTE TRAUMATIZZATI

OBESI E DIABETICI

PAZIENTI AD ALTO RISCHIO PER RECETTIVITÀ INDOTTA

PAZIENTI SOTTOPOSTI AD INTERVENTI CHIRURGICI O A TRAPIANTO D’ORGANO

PAZIENTI TRATTATI CON TERAPIA IMMUNOSOPPRESSIVA E RADIANTE

PAZIENTI SOTTOPOSTI A CATETERIZZAZIONE

PAZIENTI SOTTOPOSTI AD INTUBAZIONE O A TRACHEOTOMIA

PAZIENTI SOTTOPOSTI A TRASFUSIONI

PAZIENTI SOTTOPOSTI A TRATTAMENTO DIALITICO

ALTRI FATTORI FAVORENTI LE INFEZIONI

FATTORI AMBIENTALI

aumentato uso di strumenti diagnostici e di assistenza, abuso di

antibiotici

FATTORI INDIVIDUALI

malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, lesioni cutanee

FATTORI IATROGENI

interventi chirurgici protratti e laboriosi, esposizione prolungata

di cavità ed organi interni permanenza in loco di cannule e

cateteri

FATTORI LEGATI ALL’ASSISTENZA

il reparto di ricovero, le procedure invasive attuate

FATTORI LEGATI ALLA QUALITA’ DELL’ASSISTENZA

applicazione corretta di protocolli, criteri di utilizzo dei farmaci

e procedure invasive, gestione del paziente

Come valutare i pazienti più a rischio di infezione in T.I.?

Dai fattori intrinseci

Dal tipo di evento che ha portato al ricovero

Dalle patologie correlate all’evento

Sulla base degli indicatori di gravità (ISS, APACHE II,

SAPSII, …)

Dallo stato di coscienza e autonomia

Dal supporto ventilatorio e nutritivo che richiede

Dal numero di giornate di supporto richiesto

Dal numero di complicanze che si presentano (reintubazioni,

reinterventi,…)

Dal numero di presidi a supporto (tubo ot. o canula, cateteri

vascolari, drenaggi, …)

Dal numero di giornate di degenza

Competenze dell’infermiere nella valutazione/prevenzione delle infezioni

Adesione a linee guida internazionali

Formazione dell’utente, dei familiari e del personale di

supporto

Sviluppo di un percorso sistematico di sorveglianza delle

infezioni che rientri nella organizzazione del reparto

Corretta applicazione dei sistemi di monitoraggio clinico per

riconoscere precocemente i segni di infezione

Corretta gestione dei supporti nutritivi e delle posture

Collaborazione con altri professionisti

Consulenza per colleghi di altre unità operative

Quali indicatori utilizzare?

Si

Si riferiscono

riferiscono alle

alle specifiche

specifiche caratteristiche

caratteristiche strutturali,

strutturali,

tecnologiche, organizzative;

tecnologiche,

organizzative; possono

possono

riferirsi

riferirsi alle

alle abilità,

abilità, agli

agli accorgimenti

accorgimenti organizzativi,

organizzativi, alla

alla

presenza di

presenza

di strumenti

strumenti oo di

di spazi.”

spazi.

numero degli operatori del reparto

Indicatori di struttura

che hanno ricevuto il reminder

tutti gli operatori del reparto

A.Cartabelllotta, A.Potena; “ Sole 24 ore Sanità e Management” pag. 40 apr. 2001

Quali indicatori utilizzare?

Informano

Informano che

che ilil processo

processo assistenziale

assistenziale èè stato

stato erogato,

erogato,

oo meno,

meno, inin maniera

maniera appropriata”

appropriata

Indicatori di processo

numero degli operatori che

utilizzano la linea guida

totale degli operatori

Standard

Standard:: 100%

100% degli

degli operatori

operatori utilizzano

utilizzano lala LGLG

A.Cartabelllotta, A.Potena; “ Sole 24 ore Sanità e Management” pag. 40 apr. 2001

Quali indicatori utilizzare?

Documentano,

Documentano, invece,

invece, che

che l’introduzione

l’introduzione della

della LGLG ha

ha

modificato

modificato esisti

esisti assistenziali

assistenziali (clinici,

(clinici, morbilità,

morbilità,

mortalità),

mortalità), economici

economici (costi

(costi dire

diretti

tti oo indiretti),

indiretti), umanistici

umanistici

(qualità

(qualità della

della vita

vita dei

dei pazienti)”

pazienti)”

Indicatori di esito

numero di persone con catetere

venoso centrale che presenta

infezione

numero di persone con catetere

venoso centrale

Standard

Standard:: 90%

90% delle

delle persone

persone con

con accesso

accesso vascolare

vascolare

non presenta

non

presenta infezioni

infezioni

A.Cartabelllotta, A.Potena; “ Sole 24 ore Sanità e Management” pag. 40 apr. 2001

Sedi soggette a maggiore infezione

Sedi soggette a maggiore infezione Respiratoria Urinaria Accessi vascolari Ferite chirurgiche
Sedi soggette a maggiore infezione Respiratoria Urinaria Accessi vascolari Ferite chirurgiche
Sedi soggette a maggiore infezione Respiratoria Urinaria Accessi vascolari Ferite chirurgiche

Respiratoria

Urinaria

Accessi vascolari

Ferite chirurgiche

Le infezioni nosocomiali in TI

National Nosocomial Infections Surveillance

NNIS 1992-2001

VAP*

medica

7.3

chirurgica

13.2

medica/chirurgica

10.5

trauma

16.2

ustionati

15.9

*numero

VAP X 1000

____

_____

numero di giorni di ventilazione

Le infezioni nosocomiali in TI

National Nosocomial Infections Surveillance

NNIS 1992-2001

UTI *

medica

6.6

chirurgica

5.2

medica/chirurgica

5.8

trauma

6.7

ustionati

9.7

*numero infezioni urinarie X 1000

numero di giorni catetere

Le infezioni nosocomiali in TI

National Nosocomial Infections Surveillance

NNIS 1992-2001

CR-BSI * medica

5.9

chirurgica

5.3

medica/chirurgica

5.3

trauma

7.9

ustionati

9.7

*numero infezioni associate CVC X 1000

numero di giorni CVC

All’interno delle T.I. dovrebbe esserci una raccolta sistematica dei

dati relativi alla popolazione degente ed ai microrganismi riscontrati

Questo database deve rientrare nell’organizzazione del reparto

e deve essere uno strumento condiviso

All’interno delle T.I. dovrebbe esse rci una raccolta sistematica dei dati relativi alla popolazione dege nte

gestione informatizzata della scheda paziente e del processo terapeutico monitoraggio delle procedure monitoraggio della popolazione microbiologica presente e del tasso di infezioni calcolo degli indici di gravità calcolo degli indicatori di qualità

La sorveglianza delle infezioni è una

componente essenziale dei programmi di

controllo in ospedale

(National Audit Office, UK, 2000)

E’ efficace a ridurre la frequenza di infezioni

ospedaliere

(NNIS, USA, 2000)

Lo staff infermieristico deve essere a conoscenza del rischio infettivo

presente nella propria Unità Operativa

Il piano assistenziale deve basarsi sulla ricerca e l’analisi delle

migliori evidenze scientifiche

(Cat IA LG CDC Atlanta per controllo infezioni)

Lo staff infermieristico deve essere a co <a href=nosc enza del rischio infettivo presente nella propria Unità Operativa Il piano assistenziale deve basars i sulla ricer ca e l’analisi delle migliori evidenze scientifiche (Cat IA LG CDC Atlan ta per controllo infezioni) Centro studi EBN Policlinico Sant’Orsola - Malpighi Bologna Direttore DDSI Paolo Chiari www.evidencebasednursing.it " id="pdf-obj-29-20" src="pdf-obj-29-20.jpg">

Centro studi EBN Policlinico Sant’Orsola - Malpighi Bologna Direttore DDSI Paolo Chiari

www.evidencebasednursing.it

Cosa dice la letteratura scientifica? Alcuni articoli ...

aICU nurses and outcomes (Jama, vol.286 No 20, Nov.2001)

aNurse staffing and health care-associated infections: Proceedings from a working group meeting (AJIC Jackson ed al.,june 2002)

aNurse-staffing levels and the quality of care in hospitals (Nengl Med, Vol 346, No 22-May 30,2002)

aNurse Staffing and Healthcare associated Infections (Jona Vol 32, No 6, June2002)

aIncreasing registered nursestaffing levels may improve clinical outcomes for people in hospital (Evidence-Based Healthcare (2002), 6 ,141-142)

aSurveillance of hospital acquired infections in an intensive care departement-the benefit of the full time presence of an infection control nurse. (J Hosp Infect 2002 ; 52:56-9)

AACN Clin Issues. 2002 Aug;13(3):358-66.

Nosocomial infections: important acute care nursing-sensitive outcomes indicators.

Duffy JR.

Catholic University of America, Washington, DC

Clinical and cost burdens related to nosocomial infections continue to plague the US healthcare

system. Vulnerable populations, such as the elderly and the immunocompromised are especially

at risk. Current evidence suggests that because hospital stays are shorter, nosocomial infection

rates per 1000 patients have actually increased. Nosocomial infections, specifically bacteremias,

have been targeted by the American Nurses Association as outcomes that can be affected by

nursing in acute care settings. Nursing staffing and practices recently have been linked to the

incidence of nosocomial infections. Participation in national databases and benchmarking

techniques can provide data-based evidence that nursing

nursing practice

practice influences

influences nosocomial

nosocomial

infections

infections.

Advanced practice

Advanced

practice nurses

nurses are

are key

key toto ensuring

ensuring that

that evidence

evidence--based

based practice

practice environments,

environments, inin

which data

which

data drive

drive decision

decision--making,

making, can

can flourish

flourish soso that

that nurses

nurses can

can identify

identify and

and implement

implement

practices that

practices

that can

can reduce

reduce the

the rates

rates of

of nosocomial

nosocomial infections.

infections.

Publication Types: Review

PMID: 12151989 [PubMed - indexed for MEDLINE]

ICU nurses and outcomes (Jama, vol.286 No 20, Nov.2001)

47% di pazienti (con almeno una complicanza) trattati in ospedali

(ICU) con un

rapporto infermieri-pazienti 1:3 o 1:4

34% di pazienti (con almeno una complicanza) trattati in ospedali

(ICU) con un

rapporto infermieri-pazienti 1:1 o 1:2

I pazienti trattati in ICU con meno infermieri vs più infermieri

hanno più complicanze

  • - complicanze mediche

43% vs 28%

  • - problemi respiratori

21% vs 13%

  • - necessitano di re-intubazione respiratoria 21% vs 13%

E però

E’

però fondamentale

fondamentale l’integrazione

l’integrazione delle

delle diverse

diverse competenze

competenze

Infermiere clinico Infermiere generalista Infermiere esperto epidemiologo
Infermiere clinico
Infermiere generalista
Infermiere esperto
epidemiologo

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni delle basse vie respiratorie

Pulire accuratamente tutte le attrezzature ed i presidi che devono

essere sterilizzati o disinfettati Cat. IA

Dopo la disinfezione sciacquare accuratamente, asciugare e

confezionare, non contaminare durante il processo

Cat. IA

Utilizzare preferibilmente acqua sterile per sciacquare i dispositivi

che si utilizzano nel tratto respiratorio, dopo la disinfezione chimica.

Se questo non è possibile, utilizzare acqua filtrata ( 0,2 µ) e poi

sciacquare con alcol isopropilico ed asciugare con aria compressa

Cat. IB

Non sterilizzare o disinfettare di routine le parti interne dei

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni delle basse vie respiratorie

Non cambiare di routine, in base alla durata dell’uso, i circuiti

dei ventilatori utilizzati sullo stesso pz . Cambiare il circuito

quando è visibilmente sporco o malfunzionante

Cat. IA

Nessuna raccomandazione può essere fatta per l’uso

preferenziale o di filtri HME o di umidificatori riscaldati per

prevenire le infezioni in pz che ricevono ventilazione meccanica

assistita (Tema irrisolto) Cat.IB

Cambiare un HME in uso ad un Pz solo quando visibilmente

sporco o malfunzionante

Cat. II

Usare acqua sterile (né distillata, né semplicemente pulita) per

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni delle basse vie respiratorie

Drenare ed eliminare periodicamente la condensa

che si forma nel tubo del ventilatore, facendo

attenzione che la condensa non dreni verso il paz.

Cat. IB

Raccomandazioni dei CDC per il controllo delle infezioni delle basse vie respiratorie Drenare ed eliminare periodicamente

Indossare i guanti durante le procedure precedenti

e/o quando si manipolano i fluidi Cat. IB

Decontaminarsi le mani con acqua e sapone (se le mani sono

visibilmente sporche) o con soluzione a base di alcool, dopo aver

effettuato tale procedura o aver manipolato la condensa Cat. IA

Mantenere il paziente semiseduto per evitare microinalazioni Cat.

IA

Raccomandazioni per il controllo delle

infezioni delle vie urinarie

Educare il personale alle corrette tecniche di inserimento e cura del

catetere Cat. I

Cateterizzare solo quando è necessario Cat. I

Sottolineare l’importanza del lavaggio delle mani Cat. I

Inserire i cateteri con tecniche asettiche ed attrezzatura sterile Cat. I

Fissare opportunamente il catetere Cat. I

Mantenere il drenaggio chiuso sterile Cat. I

Prelevare asetticamente i campioni di urina Cat. I

Raccomandazioni per il controllo delle

infezioni delle vie urinarie

Usare cateteri più sottili possibili Cat. II

Evitare le irrigazioni, ameno che non siano necessarie per prevenire

o eliminare ostruzioni Cat. II

Non sostituire i cateteri ad intervalli fissati arbitrariamente Cat. II

Sostituire il sistema di raccolta quando il drenaggio chiuso sterile è

stato violato Cat. III

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni della ferita chirurgica

FASE PREOPERATORIA

Non depilare il paziente a meno che i peli non

interferiscano nella zona di incisione Cat. IA

Se si depila il paziente, farlo immediatamente prima

dell’intervento con rasoi elettrici Cat. IA

Applicare la soluzione con movimenti circolari e

centrifughi Cat. IA

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni della ferita chirurgica

FASE PREOPERATORIA

Identificare e trattare le infezioni distali dal sito prima

dell’intervento Cat. IB

Fare attenzione alla glicemia Cat. IB

Scoraggiare il tabagismo Cat. IB

Raccomandazioni dei CDC per il controllo delle infezioni della ferita chirurgica FASE PREOPERATORIA Identificare e trattare

Far eseguire al paziente una doccia con antisettico almeno

la notte prima dell’intervento Cat. IB

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni della ferita chirurgica

IN SALA OPERATORIA

Mantenere una pressione positiva all’interno della s.o.

con un minimo di 15 ricambi di aria/ora Cat. IA

Tenere chiuse le porte Cat. IA

Considerare il ricorso a sale operatorie ultrasterili nelle

operazioni di artroprotesi Cat. IB

Non ricorrere a lavaggi speciali o a chiusura della s.o.

dopo interventi sporchi o contaminati Cat. IB

Non effettuare di routine campioni ambientali Cat. IB

Non utilizzare tappetini adesivi Cat. II

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni della ferita chirurgica

FASE POSTOPERATORIA

Lavarsi le mani prima e dopo i cambi di

medicazione Cat. IA

Utilizzare tecniche sterili Cat. IA

Proteggere le incisioni chiuse di prima intenzione

per 24-48 ore, con teli sterili Cat. IB

Istruire i pazienti sulla gestione del sito di

incisione Cat. IB

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni dei cateteri vascolari

Usare garze sterili o medicazioni sterili trasparenti o sempermeabili

Cat. IA

Non usare pomate antibiotiche sul sito di inserzione (eccezione

per i cateteri emodialisi) Cat. IA

Cambiare la medicazione del sito del catetere se la medicazione

risulta bagnata, staccata o visibilmente sporca Cat. IB

Completare l’infusione di soluzioni contenenti lipidi entro 24 ore

dall’inizio dell’infusione Cat. IB

Raccomandazioni dei CDC per il controllo

delle infezioni dei cateteri vascolari

In caso di paziente diaforetico è preferibile usare una garza

piuttosto che una medicazione semipermeabile, trasparente. Cat. II

Se il CVC a più lumi è usato per la somministrazione della NPT

destinare una porta esclusivamente per la NPT. Cat. II

Completare l’infusione di emoderivati entro 4 ore dall’inizio

dell’infusione Cat. II

SOSTITUZIONE DEI SET D’INFUSIONE

Sostituire i set d’infusione ad intervalli di 72 ore se non sia

sospettata/accertata una infezione Cat. IA

Sostituire i set usati per infusione di propofol ogni 6-12 ore dall’inizio

dell’infusione Cat. IA

Sostituire i set usati per infusione sangue, emoderivati, lipidi a 24 ore

dall’inizio dell’infusione Cat. IB

DISPOSITIVI INTRAVASCOLARI SENZA AGHI

Sostituire i componenti senza ago almeno con la frequenza dei “set” per

infusione Cat. II

Cambiare i tappi ogni 72 ore o secondo raccomandazioni del produttore Cat. II

Disinfettare la porta di accesso con un antisettico appropriato e accedendo solo

con dispositivi sterili Cat. IB

CONCLUDENDO …

E’ possibile prevenire il rischio infettivologico se c’è presa di coscienza inerente al problema;

l’infermiere ha un ruolo preminente nella attuazione di una sorveglianza organizzata, basata sull’assistenza alla persona, e sulla condivisione delle migliori evidenze

Grazie

Grazie