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CON GLI OCCHI DEGLI APOSTOLI UNA PRESENZA CHE TRAVOLGE LA VITA

a cura di Jos Miguel Garca e Daniela Massara

CON GLI OCCHI DEGLI APOSTOLI. UNA PRESENZA CHE TRAVOLGE LA VITA

SAGGI CRITICI

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IL CONTESTO STORICO-ARCHEOLOGICO DELLA MISSIONE DI GES ATTORNO AL LAGO DI GALILEA

Gli studi sul Ges storico degli ultimi decenni sottolineano con forza limportanza e limprescindibilit del contesto galilaico per la comprensione del messaggio evangelico. I dati archeologici del I sec. d.C. sono stati utilizzati per definire una cultura e una societ giudaiche con aspetti e caratteristiche fortemente regionali e in netta opposizione al mondo greco-romano, specialmente per linquadramento del giudaismo antico e del primitivo movimento cristiano. Ma davvero questa la realt della Galilea che costitu il contesto vitale di Ges di Nazareth e a cui sindirizzava il suo insegnamento? Limplementazione delle ricerche archeologiche, combinate finalmente agli studi socio-economici, sta mettendo in crisi il modello tradizionalmente assunto dagli studiosi del Nuovo Testamento. Ci particolarmente evidente dagli scavi attualmente in corso attorno al Lago di Galilea che vanno documentando una realt sorprendentemente pi variegata e complessa. Grazie alle nuove acquisizioni la Galilea emerge come regione ponte tra il mondo giudaico, la Decapoli, la Siria e la Fenicia e il Mediterraneo. Alcuni modelli culturali, tecnici e sociali tipicamente ellenistici o romani vengono assunti e coesistono con elementi propriamente giudaici. Accanto a villaggi di pescatori come Cafarnao e a citt autonome ellenistiche come Hippos e Gadara, esiste un mondo rurale fatto di campagne fertili e piccoli villaggi (Horvat Kur, Wadi Hamam, Huqoq) in relazione con i maggiori centri urbani di Magdala/Tarichaee e Tiberiade e, forse, Bethsaida. Leconomia peschiera trovava a Magdala un ricco mercato e il principale centro per la lavorazione, la conservazione e lesportazione del pescato. Tale mercato era regolato da agoranomoi e favorito da una grande struttura portuale (lunica fino ad ora individuata sulle rive del Lago) e dalle vie di comunicazione che collegavano la regione alle coste del Mediterraneo e alla Siria. Come dimostra il relitto di Ginnosar, la carpenteria navale era altamente sviluppata e impiegava legnami diversi forniti dal suburbio rurale, specie dalla fertilissima piana di Genezareth. I sistemi di pesca con le reti adottati dai pescatori, oltre che di una fitta serie di piccoli approdi, si servivano di strutture per lallevamento del pesce, come quelli individuati lungo i 2 Km di costa tra Cafarnao e le sue sorgenti dacqua calda ad Et-Tabgha. Lindotto dellindustria ittica comprendeva anche artigiani specializzati nella realizzazione di pietre da

ormeggio, ancore e pesi da rete scolpiti nella locale pietra basaltica. In basalto erano anche realizzati bacini, vassoi tripodi, mortai e diversi tipi di macine per il grano come anche le basi da pressa, le mole, le macine e i pesi per i frantoi. La quantit di strutture olearie o vinicole dislocate nei suburbi rurali, come a Cafarnao, Korazin, Horvat Kur e Wadi Hamam, denotano una produzione di olive e di uva molto sostenuta. Le tre sinagoghe tardoantiche di Huqoq, Kur e Hamam recentemente scoperte, che pongono nuovamente la questione della cronologia delle sinagoghe galilaiche messa in discussione dagli scavi di quella di Cafarnao , indicano che i siti rurali dellhinterland erano abitati da comunit giudaiche. Di estremo interesse in questo senso il ritrovamento di una sinagoga a Magdala, datata dagli scavatori al I secolo d.C. Presenze giudaiche, a parte altri centri legati alla resistenza antiromana (Yodafat e Gamla), sono segnalate persino allinterno delle citt autonome della Decapoli come Hippos, i cui recenti scavi, oltre alle strutture urbane e difensive (porta a due torri, decumano, fortificazioni), stanno portando alla luce vestigia di luoghi pagani per culto e per cultura: un foro, una basilica, alcuni templi, un odeon e postazioni per il culto dellimperatore. Sia Hippos che Gadara gestivano un affaccio diretto al Lago con i porti di Sussita e Tell Samra attraverso i quali, oltre ai beni commerciati, transitavano mode, espressioni artistiche e idee. Non sorprenderebbe trovare testimonianza del passaggio dei filosofi cinici della scuola di Gadara nei centri urbani di Magdala o di Tiberiade. Lincremento demografico registrato nella regione a partire dal I secolo d.C., dovette senza dubbio essere favorito dal fiorente commercio di beni di lusso (spezie, seta, pietre preziose, balsamo) in transito verso lOccidente lungo la Via dellincenso che attraversava da N a S la Penisola Arabica e la Valle del Giordano ed era gi controllata dai Nabatei. Con la creazione del grande porto di Cesarea Marittima, Erode il Grande intese dirottare gli intensi traffici commerciali che in precedenza i principi asmonei avevano tentato di monopolizzare controllando le vie carovaniere del Negev, i porti sul Mar Morto e sul Lago di Galilea. Similmente, la decisione di Erode Antipa di spostare la capitale, nel 19 d.C., da Sepphoris allerigenda Tiberiade, proprio sulle coste del Lago, pu comprendersi in unottica di strategia economica. Le ingenti opere pubbliche nella capitale, datate dai recenti scavi allepoca della fondazione, comprendono una monumentale porta a S, fiancheggiata da due torri circolari, preceduta da un ponte in muratura e collegata al lungo cardo lastricato e porticato che percorre tutta la citt, il maestoso teatro sotto le pendici del monte Berenice, capace di 7000 spettatori, e, pi a N, un

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complesso palaziale con pavimentazioni in opus sectile (individuato sotto una villa a peristilio), forse la residenza dello stesso Antipa o della sua aristocrazia. La febbrile attivit edilizia, che necessitava di numerosa manodopera, deve aver contribuito allincremento demografico e al benessere della regione durante la prima met del I sec. Non sorprende che i modelli architettonici adottati a Tiberiade, rispecchino quelli delle principali citt ellenistiche mediorientali, mentre desta pi sorpresa trovare a Magdala elementi estranei alla cultura giudaica fino ad ora intesa: un ampio quadriportico, fontane, latrine e bagni pubblici, forse, originariamente, su modello dei balaneia greci. Stando alle fonti vi era anche un ippodromo. A partire dal periodo tardo romano la regione del Lago fu interessata da una cristianizzazione molto precoce connessa sia al fiorire del monachesimo, che allintensificarsi del fenomeno del pellegrinaggio. Tra IV e V secolo tre santuari sorsero a Tabgha in ricordo del Sermone della Montagna, della Moltiplicazione dei pani e dei pesci e dellapparizione del Risorto. Una presenza monastica ne garantiva lufficiatura. A Magdala il monastero fortificato connesso al porto bizantino, offriva ospitalit ai pellegrini che visitavano la casa di Maria Maddalena. Ugualmente avveniva a Kursi, dove, in una grotta trasformata in cappella, si commemorava lepisodio dellindemoniato di Gerasa. Sin dallepoca costantiniana Tiberiade fu sede episcopale (suffraganea di Scitopolis): resti di una basilica mosaicata del IV sec. sono venuti alla luce nellarea del mercato bizantino. Anche Hippos dal IV sec. fu eletta a sede episcopale. Oltre ad una cattedrale comunicante con una cappella absidata che ospitava il battistero, sono state scavate tre chiese bizantine usate per scopi funerari e forse anche martiriali, ma sembra che ve ne siano almeno altrettante in attesa di essere riportate alla luce. Padre Stefano De Luca, ofm Direttore del Magdala Project Studium Biblicum Franciscanum, Gerusalemme

CAFARNAO LE RICERCHE ARCHEOLOGICHE

Chi giunge oggi a Cafarnao si trova come avvolto dallo splendore della natura, dai monumenti e dai resti archeologici. Lo spettacolo del Lago di Tiberiade per i cristiani il Lago di Ges contemplato nella sua estensione dal lato nordoccidentale, il trionfo delle piante e dei fiori, limponente sinagoga in pietra bianca, il Memoriale di S. Pietro e le rovine archeologiche di case, vie e cortili in pietra scura basaltica fanno di Cafarnao un posto unico della Terra Santa. Eppure fino a poco pi di cento anni fa della localizzazione di Cafarnao si era persa anche la memoria. La storia della sua riscoperta fa parte dei fioretti francescani scritti da un umile e ardimentoso fratello non sacerdote napoletano Fra Giuseppe Baldi che con incredibili stratagemmi riusc ad assicurare la propriet alla Custodia di Terra Santa. Era lanno 1894. Al momento dellacquisto le rovine della sinagoga erano in parte visibili ma oggetto di dilapidazioni da parte dei beduini della zona e degli abitanti di Tiberiade. I Francescani si affrettarono a ricoprire i preziosi resti della sinagoga e circondarono con un muro, in parte ancora esistente, la vasta zona del villaggio per proteggerla dai vandalismi. Linsigne studioso israeliano E. Sukenik diceva nel 1930: LOrdine Francescano nel 1894 si guadagn la gratitudine di tutti gli amici delle antichit di Palestina acquistando le rovine [di Cafarnao] dai proprietari beduini e ricoprendole di terra. Pochi anni dopo lacquisto, nel 1905 inizi lesplorazione archeologica che continuata fino ai nostri giorni. Vi si possono individuare tre tappe. La tappa iniziale va dal 1905 al 1926 e si concentr sulla sinagoga per poi estendersi alla chiesa ottagonale. I primi archeologi furono H. Kohl e C. Watzinger i quali si occuparono della sinagoga. Seguirono larchitetto francescano Fra Wendelin da Menden e larcheologo, anche lui francescano, padre Gaudenzio Orfali di Nazaret. Furono essi a ripulire e ricostruire la sinagoga, scoprire parte dellantico villaggio e la chiesa ottagonale. Gli scavi furono documentati in diverse pubblicazioni di grande formato, pubblicate da eminenti editrici per conto della Custodia di Terra Santa. La seconda tappa pu essere delimitata negli anni dal 1968 al 1972. Gli archeologi dello Studio Biblico Francescano, padre Virgilio Corbo e padre Stanislao Loffreda, praticarono otto intensissime campagne di

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