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RACCONTI DI NATALE
Favole illustrate per bambini

Piccolini Barilla presenta

RACCONTI DI NATALE
Favole illustrate per bambini

Chiara Cecilia Santamaria

A cura di

INDICE

Il supereroe ....................................................................

Natale a Solealto ........................................................... 12 Pim, piccola renna alla riscossa ................................. 16 Tartina, la tartarughina che sognava il mare .......... 20 Lila, la conchiglia ballerina ......................................... 24 Il topolino Joe e il formaggio di Natale ..................... 28 La vera storia della neve ............................................... 32 Loretta e le lancette fatate ........................................... 36

Indice

I tre doni della vita ......................................................... 40 La letterina di Anna ....................................................... 44 La nuvola di Greta .......................................................... 48 Il ume dellamicizia ..................................................... 52 Baghella, Baghib e la scopa della befana ................. 56 Freddy la renna freddolosa .......................................... 60 La Vigilia volante di Candito ........................................ 64 Tutti insieme per Natale .............................................. 68 Il cavallo magico ............................................................ 72

Indice

Il piccolo Mino e la torta col cavolo ........................... 76 Scatolina e i tesori di Nina ........................................... 80 Cera una volta un albero ............................................. 84 Linverno rubato ............................................................ 88 Un bau sotto lalbero ..................................................... 92 La renna smarrita ......................................................... 96 Il regalo di Caterina ...................................................... 100 La giostra delle feste ..................................................... 104 Scrivi il tuo racconto di Natale ................................... 108

INTRODUZIONE

Racconti di Natale una raccolta di favole illustrate per bambini. Il progetto, rmato Piccolini Barilla, nasce online: gli scrittori e gli illustratori hanno realizzato storie e immagini a tema natalizio, raccolte sul sito Piccolini e scaricabili in forma di e-book. Un modo nuovo per avvicinarsi insieme alla notte pi magica dellanno. Il risultato un libro pieno di sogni ed emozioni, in cui la purezza dellinfanzia rivive nella creativit degli autori. Venticinque storie da condividere con tutta la famiglia, per vivere il calore e la gioia del Natale. Grazie a tutti i collaboratori del progetto. La loro fantasia ha dato vita alla dolcezza di questi racconti, ne ha illustrato lessenza e ne ha fatto un piccolo dono per tutti i bambini, anche al bimbo nel cuore dognuno di noi.

IL SUPEREROE

Letizia Lafuenti
Illustrazioni di

Storia di

Ilaria Urbinati
ono un bambino 3XL di bont. Me lha detto Carlino, il signore che abita sopra di noi. Lui lo sa: quando era giovane ha lavorato per Babbo Natale. Ora in pensione, dice, ma sa riconoscere i bambini buoni! Carlino mi ha anche detto che se sono tanto, tanto bravo, posso chiedere a Babbo Natale quello che desidero di pi. Devo scrivergli una letterina, dice, e tenerla sotto il mio cuscino nch lui non verr a prenderla.

Il supereroe

Ho deciso cosa chieder questanno a Babbo Natale: da tanto che lo desidero, ma questa la volta buona, ieri ho anche aiutato mamma ad apparecchiare non mi potr dire di no. Sono trooooppo bravo! Caro Babbo Natale, questanno vorrei diventare un Supereroe. Ti prego, fammi questo regalo non per me, lo faccio per la mia famiglia: con i miei superpoteri potrei aiutare mamma a portare la spesa quando troppo pesante, a cucinare senza stancarsi e potrei buttare i pannolini di Marta quando sono troppo puzzolenti. Potrei anche aggiustare le cose che si rompono e aiutare pap a lavoro, cos la sera torna a casa prima! Prometto che aiuter anche te a portare i regali in giro per il mondo cos, ora che sei vecchietto, ti stancherai di meno. Grazie! Carlino dice che se Babbo Natale avverer il mio desiderio non dovr dirlo a nessuno, perch i Supereroi devono restare sconosciuti, altrimenti sai che macello! Questa mattina successo un fatto strano: la mamma venuta a svegliarmi, mi ha dato un grosso bacio sulla fronte e mi ha detto: Buongiorno mio piccolo Supereroe!

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Il supereroe

Sapete che c? Alla mia mamma non sfugge mai nulla, e poi sa fare trooooooppe cose: secondo me anche lei un Supereroe ma acqua in bocca!

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NATALE A SOLEALTO
Caterina Falchi
Illustrazioni di Storia di

Anastasia Fogal
icembre arrivato! Natale alle porte e a Solealto tutti si preparano per la grande festa. Gli abitanti, la sera della Vigilia, si riuniscono nella grande piazza sotto labete Arturo, che per loccasione indossa le sue luci migliori. A mezzanotte tutti si danno la mano e formano un grande girotondo cantando canzoni natalizie. Per tradizione, gli abitanti di Solealto nella notte

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Natale a Solealto

di Natale si fanno un solo regalo speciale: scelgono una persona che sta loro a cuore e le rinnovano tutto laffetto e lamore che provano. Cos il macellaio Gino prende per mano la pasticcera Amalia e la gatta Flora va a braccetto con il topino Gustavo. Il piccione Anselmo se ne sta sui rami dellabete Arturo che lo stringe forte a s promettendogli di dargli sempre un rifugio sicuro. Tutti hanno una persona speciale nel cuore e tutti sanno quanto importante far sapere cosa sentono per lei. un regalo che vale pi di tanti altri. Anche Ciclamino vuole rispettare la tradizione e decide di dichiarare tutto il suo affetto a Petunia: tutto lautunno che si guardano da un davanzale allaltro. Lesto, Ciclamino inforca le ruote del suo vaso e le si avvicina. un po impacciato, ma che caspita, oggi la notte di Natale e la tradizione deve essere rispettata! Prende

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Natale a Solealto

il coraggio a quattro foglie e si dichiara a Petunia. Lei arrossisce, si nasconde fra i petali ma poi si fa coraggio e confessa a Ciclamino tutto il suo affetto ricambiato. Ciclamino al settimo cielo! Questo un Natale pi speciale degli altri, che gli ha regalato tanto amore e felicit, e augura a tutti i suoi amici di ricevere un regalo bello ed importante come il suo.

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PIM, PICCOLA RENNA ALLA RISCOSSA


Romina Fantusi
Illustrazioni di Storia di

Ada Tirelli
l Natale era vicino, e al Polo Nord tutti si preparavano per le feste. Erano tutti felici, tranne Pim. Pim era una piccola renna e i suoi genitori trainavano la slitta di Babbo Natale. Desiderava volare come loro, ma non ci riusciva. La mamma gli disse: Perch sei triste? Perch voglio crescere e volare con voi la notte di Natale! Amore, presto diventerai grande e

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Pim, piccola renna alla riscossa

potrai farlo. Pim sorrise e and a giocare a nascondino con i suoi amici. Lui si nascose in cima a un albero, mentre il suo amico Flip si rintan dietro la slitta. Allimprovviso, il ghiaccio si ruppe e Flip cadde nellacqua gelida. Pim, spaventato, voleva aiutarlo. Salt subito gi dallalbero, vol n sopra il buco nel ghiaccio dove il suo amico era caduto e lo salv. Grazie, Pim, mi hai salvato la vita e hai volato! Pim sorrise: era cos preoccupato per Flip che non si era accorto di aver volato. La mamma arriv e gli diede un forte abbraccio. Hai aiutato un tuo amico e il tuo gesto stato cos importante che hai imparato volare! Due giorni dopo arriv il momento per Babbo Natale e le sue renne di partire per il lungo viaggio intorno al mondo. Flip si avvicin a Pim e gli porse un regalo. Buon Natale! Grazie Flip, ma la nostra amicizia il dono pi bello! I due amici sorrisero, poi arriv Babbo Natale che disse: Coraggio, Pim, ora di andare!. Pim corse

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Pim, piccola renna alla riscossa

verso la slitta. Il suo desiderio si era avverato: ora che, grazie allamicizia, aveva imparato a volare, poteva accompagnare Babbo Natale nel lungo viaggio per portare i doni ai bambini.

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TARTINA, LA TARTARUGHINA CHE SOGNAVA IL MARE


Maria Cristina Novello
Illustrazioni di Storia di

Silvia Pignat
uando Tartina la tartarughina usc dal guscio non si trovava su una spiaggia tropicale, ma nel terrario di un negozio di animali di citt. Sapeva che doveva raggiungere il mare e cos inizi a cercarlo. Una grande mano la prese e: splash! si ritrov in una vasca assieme a tante altre tartarughine. Ma non il mare! pens. Era troppo piccolo e affollato. Tartina cerc di fare amicizia con le altre tartarughine.

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Tartina, la tratarughina che sognava il mare

Ma nessuna le dava retta, anzi la prendevano in giro: Il mare? Ma di che parli? Hai battuto troppo forte la testa rompendo luovo? Tartina si mise in un angolo e continu a pensare al mare: esisteva di certo e un giorno lo avrebbe visto. La Vigilia di Natale, Babbo Natale prese Tartina e la port a casa di Elena, che era una bimba sognatrice proprio come la tartarughina. Poich i suoi genitori lavoravano tanto e stavano poco a casa, si sentiva sola e desiderava avere un animaletto a cui raccontare i suoi sogni, ma era allergica al pelo. Babbo Natale depose la tartarughina sotto lalbero di Natale. Era proprio contento, perch Tartina era senza pelo e avrebbe fatto felice una bimba brava e buona. Cos, la mattina di Natale Elena trov Tartina. Ciao io sono Elena e tu? la salut, prendendola delicatamente fra le mani. Io sono Tartina. Vieni Tartina, non avere paura, devo farti vedere una cosa. Vedi Tartina tu provieni da qui. disse Elena, indicando su un libro la foto di una spiaggia e del mare blu Mamma dice che se mangiamo tanta verdura e pesce diventeremo grandi e un giorno

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Tartina, la tratarughina che sognava il mare

ci andremo, cos tu nuoterai libera nel mare e io studier gli animali. Tartina sgran gli occhi e il suo cuoricino batt forte: quello era il mare! Anche il cuore di Elena batt forte, non si sarebbe pi sentita sola: ora aveva unamica con cui condividere i sogni.

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LILA, LA CONCHIGLIA BALLERINA


Marcella Panseri
Illustrazioni di Storia di

Dsire Gedda
era una volta una conchiglia piccolina di nome Lila. Era una conchiglia ballerina che amava fare le giravolte nel mare. Un giorno ci fu una forte marea che la port sulla spiaggia dorata. Si ritrov sola, impaurita, con il sole che stava per tramontare. A un tratto una bimba con i riccioli biondi le si avvicin. Ehi conchiglietta che fai qui tutta sola? Stavo ballando nel mare e mi sono persa.

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Lila, la conchiglia ballerina

La bimba la accolse nelle sue manine e la port con s. Fa troppo freddo, andiamo a casa mia, qui sulla spiaggia. In cucina, mamma e pap stavano per preparare la cena. Mamma guarda cosa ho trovato! Pu restare con noi? Ti prego! Certo che pu stare con noi, ma solo per stasera. Domani la aiuteremo a tornare dalla sua famiglia. Lila sembrava contenta. Poi locchio n su una miriade di conchigliette raggruppate su un piatto. Non capiva. Ma chi sono queste? Mi assomigliano ma sono senza occhi. Da dove vengono? La mamma cap i suoi pensieri e la rassicur: Lila, non sono extraterresti, noi umani mangiamo molta pasta e questa cos bella che lhanno disegnata pensando a te. Che forte! Passarono la serata fra risate e chiacchiere. La notte Lila dorm accanto alla bimba e, la mattina, la mamma inl un messaggio in una bottiglia con la foto di Lila e le coordinate per raggiungere la spiaggia.

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Lila, la conchiglia ballerina

Nel giro di due ore si sparse la voce e arrivarono mille conchiglie sulla spiaggia per riportare a casa la piccola Lila che continu per sempre a ballare felice fra le onde del mare.

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IL TOPOLINO JOE E IL FORMAGGIO DI NATALE


Valentina Polidori
Illustrazioni di Storia di

Alessandra Redi
l topolino Joe era goloso di formaggio ma, con larrivo dellinverno, faticava a trovare il suo cibo preferito. Da qualche tempo poi, nella tana che condivideva con gli amici, era arrivato un roditore losco di nome Tim. Tim era sempre satollo di formaggio, ma nessuno sapeva come se lo procurasse. Dimprovviso, Tim cominci a dimagrire in fretta,

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Il topolino Joe e il formaggio di Natale

nch si ridusse pelle e ossa. Joe invece si apprestava a trascorrere un Natale gioioso: Frank, luomo del supermercato, gli aveva regalato un grosso spicchio di parmigiano. Mentre stava per addentarlo sopraggiunse Tim, che gli chiese di condividerlo. Perch dovrei? esclam Joe Tu non hai mai offerto nulla, anche quando era chiaro che noi altri pativamo la fame: ti facevi beffe di noi che, a tuo dire, non eravamo abbastanza furbi da procurarci il cibo! Credevo di essere scaltro, ammise Tim ma quando Frank ha scoperto che rubavo il formaggio dal suo supermercato mi ha cacciato e, da allora, mangio pochissimo. Io invece sono stato onesto anche quando ero affamato, e Frank mi ha regalato questo formaggio ribatt Joe. Natale e lo divider con te, anche se tu non hai mai fatto lo stesso. Imparerai che il vero valore di un topo si vede nella capacit di dare senza ricevere nulla in cambio: Frank ha fatto cos con me, ed io far cos con te. Ti ringrazio, disse Tim e non

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Il topolino Joe e il formaggio di Natale

solo del formaggio. Da quel giorno Tim impar il valore della generosit e, condividendo il formaggio insieme, nessuno dei topolini fu pi affamato.

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LA VERA STORIA DELLA NEVE


Chiara Cecilia Santamaria
Illustrazioni di Storia di

Chiara Cecilia Santamaria


e fatine della dispensa si annoiavano durante il freddo e il lungo inverno nella casetta della nonna. Di tanto in tanto la vecchina riceveva la visita dallarzilla nipote dal cappuccio rosso. Ormai cintura nera di karate dopo i ripetuti assalti di un lupo, la piccola percorreva allegra i sentieri del bosco portando in dono torte. Sempre torte. Talmente buone, che la nonna aveva smesso di prepararle.

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La vera storia della neve

Disoccupate e infelici, senza uova da rompere, impasti da mescolare e marmellate da spalmare sulle crostate impiastricciandosi no ai gomiti, le fatine non avevano proprio nulla di eccitante da fare. Ho trovato! esclam un giorno Fata Farina guardando le sue colleghe, Fata Zuccherina e Fata Candita. Se non possiamo usare i nostri poteri per rendere pi golose le torte della nonna, usiamoli per addolcire il Natale! Ottima idea le fece eco Fata Candita la sda inizia domattina allalba. Al tramonto ci ritroveremo qui e ognuna potr raccontare il suo lavoro. Le fatine uscirono alle prime luci della freddissima alba della Vigilia e rientrarono, esauste ma soddisfatte, poco prima del tramonto. Guardate esclam Fata Candita io ho decorato tutti gli alberi del bosco di dolcissime bacche rosse caramellate. Le fatine annuirono compiaciute davanti agli abeti decorati. Io invece ho glassato le stelle una ad una, stasera splenderanno come non mai disse felice Fata Farina. E tu? chiesero a Fata Zuccherina.

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La vera storia della neve

Io ho tessuto lo zucchero lato pi ne e morbido che si sia mai visto, e ne ho steso un tappeto. Adesso tutto candido, dolce e magico. Lo zucchero rietter i bagliori del sole e quelli della luna, facendo splendere il bosco per tutto il giorno di Natale. Tutte le fate del bosco rimasero ammaliate dal meraviglioso spettacolo. La fata Madre, impressionata da tanto bagliore, si fece dare la ricetta da Fata Zuccherina. Visto che per in cucina era sempre stata negata e in pi, con tutto quel dolciume, gli animaletti del bosco rischiavano un grande mal di pancia, cambi la ricetta. Lo zucchero divenne acqua cristallizzata e nacque una nuova fata per dipingere il bosco di morbido bianco ogni inverno. Il suo nome era Neve.

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LORETTA E LE LANCETTE FATATE


RosMary Apone
Illustrazioni di Storia di

Sonia Moggi
ho sempre detto io. tutta colpa del mio nome disse la bambola di lana leggendo il suo nome ricamato sul vestito e raccontando la sua storia alla bambina! Le mamme e i pap dovrebbero aspettare di guardare in faccia il proprio bambino prima di timbrargli sopra un nome. Prima di deciderlo ssando il soffitto, perch quello dei nonni o solo perch carino.

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Loretta e le lancette fatate

Bisognerebbe aspettare qualche mese per capire se il nome sta bene al bimbo, se gli assomiglia! Il mio nome, per esempio, mi fa sempre un sacco di dispetti! Ha fatato le ore della mia vita, cos non sono mai puntuale. Sempre in anticipo o in ritardo. Come la notte di Natale, quando sono arrivata in ritardo allappuntamento con Babbo Natale. Me lo ricordo! disse la bambina Ti aspettavo Eppure mi ero svegliata in tempo, fatto una bella colazione Continu a raccontare la bambola Tutto era preciso ma poi allimprovviso successo! Il mio nome ha fatto lo sgambetto al tempo, ha confuso i minuti cos che sono arrivata a casa di Babbo Natale che il sacco dei regali era gi chiuso. Desideravo cos tanto arrivare da te che ho tirato per la sua giacca rossa Babbo Natale e ho detto: Loretta! Tutte le renne si sono girate a guardarmi. Babbo Natale mi ha guardata e ha tuonato: Signorina altro che oretta sei in ritardo di pi di unora intera! Ma io le ho risposto di corsa: No, no, sono io! Il mio nome Loretta! Qualche secondo di silenzio poi la sua gran risata mi ha scongelato il cuore.

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Loretta e le lancette fatate

Ha aperto il suo enorme sacco ed io sono saltata dentro! Per una volta il mio buffo nome era arrivato al momento giusto! Brava Loretta! Cos sei arrivata da me! disse la bambina. E tu a me che nome vuoi dare? Tu sei la mia bambina disse Loretta ti chiamer Vittoria! e si abbracciarono sotto lalbero pieno di luci.

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I TRE DONI DELLA VITA


Daniele Del Rio
Illustrazioni di Storia di

Pandora

ra la Vigilia di Natale ed Enrico, frugando nella soffitta della vecchia casa del nonno, tutto si aspettava di trovare tranne quellantico libro tutto impolverato. Il titolo era: La Saggezza degli Avi e, a prima vista, sembrava un libro di ricette ormai dimenticate. Enrico lo sfogli e si accorse che le due pagine centrali erano diverse. Parlavano dei Tre Doni della Vita,

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I tre doni della vita

lanello dai mille colori, la corazza di bra e lacqua miracolosa. Il libro raccontava che chi avesse compreso il signicato dei tre doni della vita, e ne avesse fatto uso, avrebbe poi vissuto a lungo e in salute. Enrico non si dava pace e pass i giorni successivi tutto intento a cercare il signicato profondo celato nelle pagine dellantico ricettario. Le ricette che conteneva erano quasi tutte a base di frutta ed Enrico pens che forse quel dettaglio potesse aiutarlo a risolvere lenigma. And in biblioteca e us Internet per documentarsi su quelle parole anello, colori, corazza di bra, acqua e cap! Lanello colorato doveva riferirsi ai polifenoli, composti beneci e colorati contenuti nella frutta. La corazza doveva essere la buccia della frutta, ricca di bra, tanto preziosa per la salute. Lacqua miracolosa era sicuramente lacqua della frutta che, tutti lo dimentichiamo, ne il principale costituente. Ecco risolto lenigma! La frutta il segreto celato nellantico libro degli avi, perch racchiude in s tutti

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I tre doni della vita

e tre i Doni della Vita. E chi ne fa uso, ossia la mangia spesso, vivr pi a lungo e pi sano e felice.

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LA LETTERINA DI ANNA
Stefy DElia
Illustrazioni di Storia di

Cinzia Bolognesi
uella mattina Anna si era svegliata proprio sconsolata. Era la Vigilia di Natale e lei non sapeva ancora che regalo chiedere a Babbo Natale. Aveva troppe idee: una bambola, il libretto dellorsetto Teddy, un album da colorare... La sua mamma, per, le ha detto di scegliere una cosa sola, la pi importante. La pi importante! Come si fa a sapere qual la cosa pi importante? brontol tra s e s Anna e, assorta nei suoi pensieri, si avvi

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La letterina di Anna

verso la cucina.Buuuh Buuuh un lamento attir la sua attenzione, veniva dal ripostiglio, qualcuno stava piangendo ed era proprio disperato. Chi sei? chiese Anna. Sono Tobia, un folletto di Babbo Natale rispose una vocina triste triste. E perch piangi nel mio ripostiglio? Mi stato affidato un compito importantissimo, devo portare le lettere dei bambini a Babbo Natale. Questo il mio primo incarico, ci tenevo a essere il pi veloce, ma tu non hai ancora scritto la tua letterina. Non far mai una bella gura. E cos dicendo inizi a piangere ancora pi forte. Anna era davvero morticata: stava per rovinare il Natale a Tobia. Sapeva cosa doveva fare e torn con lui nella sua cameretta. Scrisse la sua lettera a Babbo Natale e la consegn al folletto che vol via ringraziando felice. La lettera diceva: Caro Babbo Natale, niente regali per me questanno.

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La letterina di Anna

Mandami Tobia il prossimo anno, vedrai sar il folletto pi veloce di tutti. Con affetto Anna. Anna era stata generosa. Aveva regalato la sua letterina al suo nuovo amico.

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LA NUVOLA DI GRETA
Leonardo Laviano
Illustrazioni di Storia di

Leonardo Laviano
e i miei calcoli sono giusti manca solo una monetina. Greta soppesa il salvadanaio: il suo sogno si sta per realizzare. La giornata passata aspettando i genitori che lavorano sempre. sera, Greta in bagno che si lava i denti quando sente la porta che si apre: pap e mamma sono nalmente a casa. Giusto il tempo per un bacino veloce perch tardi ed ora di dormire. Greta sincammina verso la sua camera quando sente in lontananza il tintinnio

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La nuvola di Greta

di una moneta che cade nel salvadanaio, inlata da suo pap. Lultima moneta! pensa raggiante. Il mattino dopo corre dal venditore di palloncini con le monete e la sua sediolina. Me li dia tutti! E faccia un nodo robusto attorno alla sedia! Luomo distrattamente fa il nodo e Greta spicca il volo. In strada comincia un gran parapiglia: Qualcuno la tiri gi!. Greta ignora tutte quelle voci: fantastico guardare casa sua dal cielo, sembra la casa delle bambole. Giunta vicino alla sua nuvola, la tocca con una mano: come cercare di prendere un fantasma Ma che profumo buono di pioggia! Le ore trascorrono veloci. A casa sua i genitori piangono disperati, i vigili del fuoco discutono su come farla tornare sulla terra senza danni. Ma si sa che i palloncini dopo un po si sgonano Per fortuna latterraggio morbido: tutti scoppiano in un applauso. Dal giorno dopo la malinconia di Greta svanisce: pap e mamma ora hanno il tempo per stare con lei e giocare Come al gioco di dare una forma alle nuvole. Anche a quella di Greta.

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La nuvola di Greta

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IL FIUME DELL AMICIZIA


Paola Traspedini
Illustrazione di Storia di

Paola Traspedini
era una volta un giovane delno di ume che trascorreva la sua giornata a vedere i bradipi sonnecchiare sui rami e gli aironi volare al tramonto verso il cielo. Il pap di questo delno era un tipo coraggioso, che aveva deciso di migrare da giovane alla ricerca di nuove avventure. Il piccolo delno invece amava la vita tranquilla e non desiderava diventare un eroe

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Il ume dellamicizia

o essere premiato con il pesciolino d oro, il premo consegnato annualmente dal capo dei delni al pi coraggioso di tutti. Un giorno, girovagando nel ume, sent una vocina venire dallalto tra i rami folti e le liane a penzoloni. Allimprovviso vide spuntare una zampa pelosa pelosa, con le unghie lunghe lunghe. Era un piccolo bradipo, animali molto famosi nel circondario perch non lasciavano mai la loro casa sullalbero. Il delno cap che il piccolo bradipo era solo e decise di diventare suo amico. Ma come farlo scendere dallalbero? Si avvicin e prov a dare una codata al tronco, ma l unico risultato fu un dolore incredibile no alla punta del muso. La vocina per era talmente insistente che il piccolo delno ci mise tutto il suo cuore e soprattutto tutta la sua coda e tir un colpo fortissimo che gli fece girare la testa, ma quando si riprese si ritrov con il bradipino sulla schiena. E ora? Distinto si diresse verso la sua casa, con la certezza che la sua famiglia avrebbe accolto calorosamente il nuovo arrivato.

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Il ume dellamicizia

Quellanno il pesciolino doro fu aggiudicato proprio a quel giovane delno che non aveva esplorato il mondo contro mille pericoli, ma aveva donato una nuova famiglia, un nuovo amore, una nuova vita a qualcuno.

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BAGHELLA, BAGHIB E LA SCOPA DELLA BEFANA


Giovanni Antonio Lafuenti
Illustrazione di Storia di

Claudia Carieri
ap, mi racconti una favola?, disse la piccola L sdraiata sul suo lettino. Me ne racconti una anche a me? ripeteva L, la sorellina pi piccola. Va bene, vi racconter una delle storie di Baghella e Baghib, un orsacchiotto rosa ed uno celeste. Si avvicinava il giorno della Befana, ma gli animali del bosco, che aiutavano la vecchina a preparare i regali per i bimbi buoni, erano molto agitati perch lei non era ancora arrivata.

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Baghella, Baghib e la scopa befana

Temevano che, per via dellet, si fosse persa nel bosco. Baghella e Baghib organizzarono allora un piano per cercarla, cos da poter assicurare ai bimbi buoni larrivo dei doni. Voi uccellini controllerete dallalto tutte le strade del bosco e voi, farfalle e libellule, volerete pi in basso, sotto i rami degli alberi, dove la luce del sole non arriva. Voi ranocchie e castori, con tutti gli animali dellacqua, guarderete nello stagno e lungo il corso dei ruscelli disse Baghella. E voi, aggiunse Baghib rivolgendosi agli scoiattoli, insieme ai cerbiatti e alle talpe cercate per terra, se fosse scivolata in qualche buca, e vicino agli alberi e fatevi aiutare anche dalla volpe e dal lupo ai quali non mancano furbizia e coraggio. Poi rivolto a Baghella disse: noi due la cercheremo su per la collina, tra le rocce e nelle caverne. Dopo molte ore di faticosa ricerca, tutti gli animali ripresero, stanchi e delusi, la via del ritorno. Giunti davanti alla casa dove di solito arrivava la Befana, videro la tenera vecchina seduta davanti alla porta che cullava, come fosse un bimbo, la sua scopa.

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Baghella, Baghib e la scopa befana

molto vecchia e stanca, diceva carezzandola non ha pi la memoria di una volta e ha smarrito la strada. Ma stato meraviglioso viaggiare con lei! Girovagando di qua e di l mi ha raccontato storie bellissime di luoghi che non avevo mai visto. Gli anziani, anche se smemorati, insegnano sempre qualcosa, persino delle vecchie scope! L e L gi dormivano: Speriamo almeno che abbiano ascoltato la ne della storia pens il pap.

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FREDDY LA RENNA FREDDOLOSA


Giulia Russo
Illustrazioni di Storia di

Francesca Azzano
a piccola renna Freddy viveva al Polo Nord ma, a differenza delle altre renne, era molto freddolosa e quando usciva di casa il naso le diventava blu. Quando Freddy prese di nuovo il raffreddore, il dottore sugger di passare qualche tempo al Sud, dove fa caldo, cos non si sarebbe pi ammalato. Natale per era alle porte e i genitori di Freddy, aiutanti di Babbo Natale, non potevano assentarsi dal lavoro. Freddy non voleva che Babbo

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Freddy la renna freddolosa

Natale restasse senza due renne proprio la notte della Vigilia, cos decise di partire da solo. Prese un treno per il Sud ma, anche dopo aver viaggiato tutta la notte, aveva ancora freddo. Dal controllore scopr che in Africa faceva molto caldo e cos sal su una grande nave che lo port in Marocco, dove cera davvero un bel calduccio. Sceso a terra, Freddy cominci a passeggiare no ad arrivare a un prato pieno di grossi batuffoli bianchi. Freddy chiese loro se fossero nuvole e scopr, invece, che erano pecorelle. Raccont loro della neve, del perch si trovasse l e di quanto gli mancasse la sua famiglia. Le pecore furono molto colpite dalla sua storia e dal racconto sulla neve, che non avevano mai visto. Decisero di aiutarlo: gli fecero un cappello e una sciarpa con la loro lana calda, cos non avrebbe pi avuto freddo. Grazie a loro, Freddy riusc a tornare a casa per Natale e i suoi genitori, felicissimi, lo aiutarono a realizzare il regalo per le pecorelle gentili che, la mattina di Natale, si svegliarono sotto soffici occhi di neve.

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Freddy la renna freddolosa

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LA VIGILIA VOLANTE DI CANDITO


Francesca Pellas
Illustrazioni di Storia di

Sophie Aiello
andito era un piccolo folletto di Babbo Natale che, nella notte della Vigilia, si nascose tra i pacchetti sulla slitta per fare il giro di tutte le citt. Era felice e guard gi pi che pot, ma a met della notte, per stare pi comodo, si appoggi su un pacchetto e si addorment. Babbo Natale, passando sopra la casa della bimba che aveva chiesto quel regalo, lanci il pacco gi nel camino senza accorgersi di lui. E che spavento si prese Candito, quando

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La Vigilia volante di Candito

si svegli e si accorse di non esser pi sulla slitta! Si guard intorno per un po, senza sapere che fare. Non si accorse della bimba nch quella non gli si avvicin e non disse: Ciao! E tu chi sei? domand il folletto. Mi chiamo Linda. Sono rimasta sveglia perch volevo vedere Babbo Natale, ma ho sentito solo un suono di campanellini, e poi sei caduto tu. Ero sulla slitta e mi sono addormentato disse Candito imbarazzato, e poi aggiunse: Questo devessere il tuo regalo. Lei per gli chiese: E tu? Come fai a tornare a casa, adesso? Non un problema rispose lui mi servono un po di zucchero e un giardino. Linda lo port in cucina e gli porse il barattolo dello zucchero. Lui ne prese un pugnetto. In giardino, il folletto le disse: Mi aiuti? Dobbiamo cantare Jingle Bells. Si misero a cantare e lui lanci in aria lo zucchero:

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La Vigilia volante di Candito

i granelli diventarono tante stelline luminose. Allora Candito ci salt in mezzo, fece ciao con la mano a Linda, le stelline iniziarono a girare, e lui spar. Era tornato a casa, in tempo per Natale.

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TUTTI INSIEME PER NATALE


Ilaria Bellini
Illustrazioni di Storia di

Andrea Astuto
orsetto Peppo aveva freddo, lass in solaio. Rabbrividiva e avrebbe tanto voluto una bella copertina, ma proprio non sapeva come procurarsela. E poi non cera nessuno con cui potesse chiacchierare un po. Allangolo opposto della stanza, la renna Imelda aspettava con ansia che qualcuno arrivasse a liberarla dalla scatola in cui si sentiva tanto stretta.

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Tutti insieme per Natale

Sapeva che ormai era quasi ora. Intanto in salotto, il panda Gedeone si annoiava. Era un giocherellone e stare cos senza far nulla gli sembrava proprio una perdita di tempo. Ma ancora non era arrivato nessuno con cui divertirsi, e allora mentre aspettava i suoi amici sbuffava, si agitava, sbuffava, si agitava. Sul tavolo della cucina cera la pecorella Ombretta, davvero impaziente: era arrivata da poco in quella casa e non vedeva lora di fare nuove conoscenze. Poi, in men che non si dica, si ritrovarono tutti insieme appesi ai verdi rami. Una mano attacc una spina, pigi un interruttore. Le luci si accesero a intermittenza, rosse e dorate. Gli animali dellalbero di Natale le guardavano incantati, stupiti dalle meraviglie che vedevano intorno a loro. Adesso avevano tutto ci che potevano desiderare: dalla cima langelo vegliava su di loro, in basso il presepe giaceva splendido e immobile protetto dai rami. Peppo, Imelda, Gedeone e Ombretta si guardarono, si salutarono, iniziarono a parlottare tra di loro. Era bello sapere di non essere soli, sapere di essere parte di un mondo cos luminoso.

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Tutti insieme per Natale

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IL CAVALLO MAGICO
Valentina Cortesi
Illustrazioni di Storia di

Cinzia Di Palma
ilippo era un bravo bambino, obbediente con i suoi genitori e generoso con i suoi amichetti. Nonostante questo sapeva che per questanno Babbo Natale avrebbe portato pochi doni, perch il suo pap purtroppo era rimasto senza lavoro e bisognava cercare di risparmiare. La mamma, per, gli chiese di scrivere comunque la letterina ai folletti del Polo Nord e, per fargli avere unidea su cosa chiedere, lo port a vedere le vetrine di giocattoli.

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Il cavallo magico

Che meraviglia! Colori, luci, profumi ma le vetrine erano la cosa pi bella. Vestite a festa di rosso e oro accecavano gli occhi di stupore e allegria. E fu proprio una vetrina tutta dorata che attir lattenzione di Filippo. Con le manine e il nasino appiccicati sul vetro freddo, aveva formato una nuvoletta mentre ammirava e rimirava senza dire niente uno splendido cavallo di legno. Era proprio quello il regalo pi bello che avesse mai potuto desiderare. Filippo amava i cavalli e da tanto ne avrebbe voluto possedere uno. Purtroppo quel grande cavallo a dondolo era molto costoso e alla mamma le sembr giusto avvertirlo che forse Babbo Natale non avrebbe potuto accontentarlo. Filippo cap le parole della sua mamma e fu contento di scegliere qualcosaltro. Il giorno di Natale arriv e Filippo trov sotto lalbero tanti regalini di cui fu molto contento, festeggi con gioia quel giorno insieme alla mamma, al pap e alla nonna e si divert moltissimo con i suoi nuovi giocattoli. Qualche giorno dopo la mamma and da Filippo e gli mostr un cestino. Dallaltra parte aveva in mano un vecchio manico di scopa. Filippo la guard stupita chiedendole, con aria interrogativa, cosa dovesse farne. Lei sorridendo lo invit a seguirla.

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Il cavallo magico

Andarono nella stanza della mamma. Con quel manico di scopa e quei ritagli di stoffa, un po di ovatta, due bottoni neri e un gomitolo di lana, la mamma cre per Filippo un fantastico cavallo di pezza. Filippo non era in s dalla gioia e cavalcava il suo nuovo destriero per tutta la casa! Era ancora pi bello di quello in vetrina e, soprattutto, laveva creato la sua mamma con tanto amore. Che felicit!

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IL PICCOLO MINO E LA TORTA COL CAVOLO


Cristiano Callegari aka Zio Burp
Illustrazioni di Storia di

Claudia Catenelli
uel giorno Mino, che parlava poco e ascoltava molto, era stato al mercato con la mamma. A casa, lei pos la borsa della verdura e si mise a fare una torta. Prese farina, uova, burro e zucchero e stava per iniziare a impastare ma... driiin! squill il telefono. Mirella, ciao, com andato il viaggio di nozze? E inizi a chiacchierare. Mino si era seduto al tavolo a disegnare

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Il piccolo Mino e la torta col cavolo

quando... sent una voce. No, non quella della mamma. Una voce che veniva dalla borsa della spesa. A quellet, attorno ai 3 anni, i bimbi come Mino hanno ancora un udito cos sviluppato che riescono ad ascoltare tutte le voci, anche quelle che i grandi invece non sentono pi. La voce che il bimbo sent era quella del cavolo. Anchio voglio entrare in una torta , disse dalla borsa. Eh, chi ha parlato? fece la farina sbuffando. Io. Fatemi posto in quella torta. Non scherziamo. Che centrano i cavoli con torte e merende? fece lo zucchero tutto scandalizzato. Beh... esistono anche le torte salate suggerirono le uova. Ma questa una torta dolce, vero amico burro? Certo. Ascoltatemi riprese il cavolo. Io, come tutti i miei amici dellorto, sono un cibo sano e ricco di vitamine. Lo sapete cosa dicono i dottori? Bisogna mangiare la verdura... ... almeno 5 porzioni al giorno conclusero

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Il piccolo Mino e la torta col cavolo

tutti in coro. Mino, aiutami tu supplic il cavolo. In quel momento torn la mamma. Allora Mino allung un calcetto allo zucchero facendolo cadere in terra. Poi indic il cavolo e disse: Mamma, preparami per favore una torta col cavolo. Lei sorrise e lo accontent. Da quel giorno Mino divent ghiotto di torte di verdura.

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SCATOLINA E I TESORI DI NINA


Silvia Carbotti
Illustrazioni di Storia di

Silvia Carbotti
n un paese lontano, viveva po annoiata Scatolina. Nessuno la utilizzava ed per questo che la sua casa era lo scaffale di una cantina, in compagnia di bottiglie vuote e vecchi libri. La vita non le dispiaceva ma proprio non capiva perch, con tutte le utilit di una scatola, dovesse restare l. Un giorno, per, successe qualcosa. La sua padrona inizi a rovistare in cantina e a prendere qua e l alcuni oggetti. Quante cose inutili. Tu per esempio!

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Scatolina e i tesori di Nina

disse rivolgendosi a Scatolina Ti porto al mercatino! Qualcuno ti comprer. Da quel momento iniziarono i guai: prima fu comperata da una sarta per gli aghi da cucito, ma di essere punta proprio non ne aveva voglia; poi da un pescatore per le esche vive. Al sol pensiero Scatolina perdeva conoscenza ma per fortuna luomo cambi idea. Questa storia si ripet pi volte nch, alla Vigilia di Natale, incontr la piccola Nina, una bambina dagli occhi vispi e dai capelli ricci che passeggiava per il mercatino con la sua mamma. Mentre Scatolina sonnecchiava tranquilla sul suo banchetto, Nina esclam: Eccola mamma! perfetta per i miei tesori! La mattina di Natale, Scatolina si stropicci gli occhietti e vide Nina venire verso di lei con una tazza di latte e cacao. La bimba le alz il coperchio, e Scatolina ebbe molta paura, Aiuto! Cosa mi far! pens. Ma la bimba tutta felice teneva tra le mani un biscotto alla vaniglia!

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Scatolina e i tesori di Nina

Allora Scatolina cap che nalmente che era giunta a casa e che da quel giorno avrebbe custodito con cura i tesori della piccola Nina. Le amicizie sono proprio come Scatolina: custodiscono i segreti e proteggono i nostri tesori.

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CERA UNA VOLTA UN ALBERO


Anna Franchina
Illustrazioni di Storia di

Franco Roncoroni
era una volta un albero, che viveva in un bosco. Era, a dirla tutta, un po particolare, completamente diverso da quelli che lo circondavano: mentre gli altri si ricoprivano di verdi e morbide foglioline in primavera, lui era ricoperto di tanti aghetti verde scuro. Dautunno poi non ne parliamo: tutto intorno si colorava di rosso e giallo e lui restava l, sempre verde e sempre uguale. E dinverno? Era solo soletto: cadute le foglie, gli altri

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Cera una volta un albero

alberi si addormentavano di botto per risvegliarsi lentamente in primavera. Immagina la noia! Un giorno, mentre era tutto impegnato a rimuginare sulla sua solitudine, scorse un giovane nel bosco, che raccoglieva legna. Luomo trascinava faticosamente una slitta carica di rami, ma era stato sorpreso dalla neve e vagava cercando un riparo. Lalbero, impietosito, lasci da parte il suo malumore e allung i rami, offrendogli riparo. Il giovane era talmente stanco che croll addormentato ai suoi piedi. La pianta, grazie alla sua chioma sempreverde, fece scudo al gelo proteggendolo no al mattino. Quando luomo si svegli, incredulo di essere sopravvissuto al freddo della notte, fu grato a quellalbero cos strano e promise di tornare presto a ringraziarlo. Il giorno dopo torn con i suoi gli che abbellirono i rami con ghirlande e palline colorate in segno di riconoscenza. Lalbero da quel giorno non si sent pi solo e inadeguato: la sua chioma cos diversa gli aveva regalato un amico. Fu cos che nacque il primo albero di Natale.

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Cera una volta un albero

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L INVERNO RUBATO
Giamila Yehya
Illustrazioni di Storia di

Roberta Ragona
izzy era preoccupata: qualcuno aveva rubato linverno. Il freddo era scomparso. Il calendario segnava 24 dicembre ma i ciliegi erano in ore. Poteva scorrazzare in costume e mangiare gelati. Non che le dispiacesse, ma sua madre alla cioccolateria si lamentava che il il cacao si squagliasse e la panna si smontasse. Niente albero questanno, niente Natale: fa troppo caldo le aveva detto. In effetti a Natale fa freddo, si tirano palle di neve

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Linverno rubato

e quando parli escono nuvolette di vapore dalla bocca. E poi, se i camini restavano chiusi, come faceva Lui a scendere e a portare i doni? No no, bisognava fare qualcosa. Bisognava invocare il Grande Gelo. Quella sera Lizzy and a letto come se niente fosse. Appena la mamma spense la luce, sgattaiol fuori e scese alla cioccolateria. Prese loccorrente e si arrampic sulla scala. Man mano che sistemava i cubetti, la gura prendeva forma. Alla ne ricopr tutto con una colata di sciroppo di menta, poi chiuse gli occhi. Ti prego, fa che si svegli disse sottovoce. Una ventata gelida la sor. Riapr gli occhi e lo vide. Il suo albero di ghiaccio sembrava una piramide e illuminava di argento tutta la stanza. Una miriade di pacchetti erano apparsi dal nulla, pieni di regali per tutti. Il Grande Gelo si era svegliato. La mattina seguente, la madre la trov addormentata sul pavimento, in una pozza di gelato sciolto, tra decine di pupazzi e giochi, con un biglietto tra le mani. Lo prese e lo lesse. Qualcuno pu rubare linverno, ma nessuno potr mai rubare il Natale ai bambini.

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Linverno rubato

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UN BAU SOTTO L ALBERO


Stefania DAlo
Illustrazioni di Storia di

Davide Pettani
imone era un bambino che desiderava un cane per Natale. La mamma e il pap lo avevano portato in diversi canili e allevamenti, ma non erano mai riusciti a trovare il cane per il loro gliolo. Simone decise di andare da Babbo Natale che, con la sua slitta, era al parco a chiedere ai bambini cosa volessero per Natale. Simone si sedette in braccio al vecchio Babbo e gli disse: Caro Babbo, io vorrei tanto un cane, ma non uno comune. Dovrebbe essere

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Un bau sotto lalbero

il cane adatto a me. Babbo Natale gli promise di fare tutto il possibile per esaudire il suo desiderio e Simone se ne and contento. Giunto a casa si accorse daver dimenticato la sciarpa sulla slitta. Pi tardi Babbo Natale trov un cane, tutto solo nel parco, in cerca di un padroncino che gli volesse tanto bene. Babbo Natale allora gli avvolse la sciarpa di Simone intorno al collo, come un occo, e gli disse: Il profumo di questa sciarpa quello del tuo futuro padroncino. Segui il suo odore, ti porter da lui. Il cane, tutto contento, inizi la ricerca. Lodore del bambino attraversava tutto il parco, passava prima per un negozio di giocattoli, poi da una pasticceria e continuava in un supermercato, in un bagno e per una lunga strada. La pista niva davanti a una casa in fondo in fondo alla via. Il cane era tutto emozionato e carico di speranza. Col naso suon il campanello e Simone apr la porta. Appena vide il cane con indosso la sua sciarpa a occo cap che nalmente aveva trovato il cucciolo per lui. La mamma e il pap di Simone furono lieti di accogliere il nuovo arrivato e, insieme, festeggiarono il loro Natale pi bello.

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Un bau sotto lalbero

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LA RENNA SMARRITA
Francesca Tondino
Illustrazioni di Storia di

Lucilla Tubaro
ella casa di Babbo Natale tutto pronto: i regali sono stati impacchettati, e i folletti hanno oliato e lucidato la slitta. Babbo Natale ha tirato fuori il suo abito rosso e lha poggiato sul letto in attesa della partenza. Manca solo lultimo controllo alle renne e poi si pu partire. Vediamo un po come stanno le mie amiche dice Babbo Natale entrando nella stalla. Le renne stanno masticando la biada, e hanno gi in groppa le coperte per il viaggio.

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La renna smarrita

Bene, bene mormora soddisfatto Babbo Natale, ma mentre esce dalla stalla, ha un sussulto: Per tutte le bacche di pungitopo! Le mie renne sono sei e non cinque, dove nita Pernille? In cinque non riusciranno mai a trainare la slitta! I folletti cominciano a cercare dappertutto, ma di Pernille nessuna traccia. Babbo Natale sempre pi agitato: il Natale non pu essere rovinato! Dopo molto tempo, dalla foschia emerge una sagoma e, man mano che si avvicina, tutti esclamano: Pernille! Pernille ha le corna avvolte da una buffa matassa di lana, e non sola. Accanto a lei c una vecchietta che sorride soddisfatta. Grazie, cara dice lanziana signora a Pernille, senza di te non avrei mai sbrogliato questa matassa! Babbo Natale sospira: ci mancava solo la vicina col pallino dei lavori a maglia! Poi per sorride. Pernille tornata, ed bello che le sue renne aiutino gli altri, per esempio una vecchietta che ha bisogno di compagnia. Ora per non c pi tempo, la vicina si riprende il suo gomitolo e saluta con la manina. E nalmente, si parte!

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La renna smarrita

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IL REGALO DI CATERINA
Jolanda Restano
Illustrazioni di Storia di

Pandora

ualche giorno prima di Natale, Caterina si mise a scrivere la sua letterina, che diceva pi o meno cos: Caro Babbo Natale, questanno vorrei un solo regalo, ma molto, molto importante per me: vorrei unamica! Infatti spesso mi sento sola, non ho nessuno con cui giocare e mi annoio da impazzire. Ci puoi pensare tu? So che non mi deluderai. Grazie mille, ciao! Caterina. Poi, come tutti gli anni, mise la sua letterina tra i rami dellalbero di Natale in salotto

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Il regalo di Caterina

e and a dormire tranquilla, sapendo che gli gnomi sarebbero passati nella notte a ritirare la sua lettera. Il giorno dopo, in cortile, Caterina incontr Valeria, la bambina super-antipatica che abitava al secondo piano. Non ti porter mai unamichetta le disse Valeria Babbo Natale porta solo giocattoli!. Caterina ci rest malissimo e inizi a pensare di aver fatto una sciocchezza a chiedere unamichetta: Babbo Natale non lavrebbe portata e lei aveva anche perso loccasione di chiedere un altro regalo! La mamma prese in braccio Caterina e le disse: Stai tranquilla, tesoro, vedrai che lamichetta che desideri arriver presto e non ti sentirai mai pi sola! Ma Caterina non era tranquilla e, man mano che si avvicinava il grande giorno, era sempre pi preoccupata. Cosa le avrebbe portato Babbo Natale? La mattina di Natale, Caterina usc col suo pap. Dove andiamo pap? Andiamo a prendere il tuo regalo, Caterina. E dov il mio regalo? Allospedale, lo ha preparato per te la mamma, su consiglio di Babbo Natale in persona! Caterina non capiva Era anche un po preoccupata che la mamma fosse in ospedale e cos chiese al pap: Come mai la mamma in ospedale? Non sta bene?

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Il regalo di Caterina

No, tesoro, sta benissimo, per fortuna. Non appena arrivarono in camera della mamma, Caterina labbracci e la riemp di baci. Poi chiese: Dov il mio regalo mamma? Eccolo, Caterina. Ecco lamichetta che avevi chiesto a Babbo Natale! La mamma mostr a Caterina la sorellina che stava nella culla accanto al suo letto. Si chiama Anna disse. la tua sorellina, appena arrivata! Verr a casa con noi e non sarai mai pi sola! Caterina fu felicissima, abbracci la mamma, il pap e riemp di baci la sua nuova amichetta! Poi, tutti insieme, tornarono a casa a festeggiare il Natale. La sera stessa, prima di andare a dormire, Caterina scrisse una nuova letterina a Babbo Natale per ringraziarlo del bellissimo regalo che aveva ricevuto. Il giorno dopo, non appena vide Valeria giocare in cortile, scese di corsa e le fece una linguaccia!

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LA GIOSTRA DELLE FESTE


Rossella Rasulo
Illustrazioni di Storia di

Dsire Gedda
el Paese delle Feste i bambini si annoiavano. Non andavano a scuola, non facevano i compiti e non si alzavano presto, eppure non riuscivano a divertirsi. Le feste si susseguivano una dietro laltra ma non cera attesa, non cerano desideri, non cera niente da festeggiare. Un giorno per, in una delle grandi piazze, comparve dal nulla unimmensa giostra. La giostra aveva dodici

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La giostra delle feste

cavalli, ognuno diverso dallaltro. I bambini non avevano mai visto niente di simile e subito fecero a gara per salirci, ma il mastro giostraio usc dal suo gabbiotto e li ferm. Disse loro che per un giro sulla giostra avrebbero dovuto rinunciare a quella festa perenne e che avrebbero avuto soltanto dodici feste allanno, una per mese. I bambini, dopo aver riettuto, accettarono la proposta del mastro, che fece partire la grande giostra. Salirono a turno sugli alti cavalli no a che il sole non inizi a tramontare. Prima di fermare la giostra il mastro chiese loro di descrivere la festa che avrebbero voluto e cos nacquero il Capodanno, la Pasqua, la Festa della Mamma, il Ferragosto, lEpifania e il Carnevale, per un totale di undici feste. Fu il bambino arrivato per ultimo a dirgli che avrebbe voluto un giorno in cui celebrare laffetto, lamore e luguaglianza. Il bambino per non riusciva a dare

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La giostra delle feste

un nome a tale festa. Come ti chiami, piccolo? gli chiese il mastro giostraio. Natale rispose lui. E che Natale sia! gli disse, un attimo prima di scomparire insieme alla sua giostra.

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Scrivi il tuo racconto di Natale

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Disegna il tuo racconto di Natale

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Disegna il tuo racconto di Natale

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Imille Claudia Calderoni


Progetto graco

Concept

Chiara Cecilia Santamaria Enrico dAloja - Barilla


Supervisione

A cura di

www.piccolini.com

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Racconti di Natale una raccolta di favole illustrate per bambini, rmata Piccolini Barilla. Un libro pieno di sogni ed emozioni, in cui la purezza dellinfanzia rivive nella creativit di autori e illustratori. Venticinque storie da condividere con tutta la famiglia, per vivere insieme il calore e la magia del Natale.

www.piccolini.com