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84 Basi bibliche

persona di Ges, che gli viene dischiuso progressivamente fin dall'ini-


zio, conosce quindi in partenza pi di quanto conoscessero i discepo-
li, il popolo e gli altri attori della storia che ora segue, ai quali la verit
di Ges nascosta.
La rima 1,14-10,52) racconta l: attivit di Ge-
d__, del Figlio di Dio ripieno di Spirito ancora nascosto ai discepoli, il
quale - come attesta il sommario marciano della sua predicazione, Mc
1,14s.--:- annuncia la vicinanza del regno di Dio (cio della redenzione
e della salvezza: Mc 10,25s.) e invita a trame le conseguenze (conver-
sione e passaggio al nuovo). Ges rende gi simbolicamente presente
nelle sue azioni la della signoria di Dio- insegnanao con auto-
rit e operan o molte uarTToni, ponendo fine al dominio deleterio
del male sugli uomini, perdonando i peccati in qualit di terreno Fi-
glio dell'uomo (per il lettore cristiano rivestito di potest) e servendo
umilmente tutti (Mc 10,45). I testimoni di tale attivit si interrogano
sulla fonte della sua sapienza e capacit taumaturgica (Mc 6,2s.). Pure
i discepoli si domandano: Chi dunque costui?>>(Mc 4,41), ma non
lo comprendono (motivo della incomprensione dei discepoli), lo rico-
noscono - in senso politico sbagliato - come il Messia (Mc 8,29) e
infine come il Figlio di Dio legittimato da Dio stesso (Mc 9,7). Ge-
s per ordina loro di tacere fino a Pasqua (Mc 8,30; 9,9) e di non di-
vu gare quanto sannoClei mistero della sua persona (cosiddetto segre-
to messianico). Perch? \Una qualche aziQQ.e ci viene fornita dal
motivo del cammino di Ges verso Gerusalemme (Mc 8,27;
9,30.33s.; 10,1.17.32.52), con gli annunci che il Figlio_del-
l'uomo soffrir, morir e -risorger (Mc 2,20; 8,31; 9,9.12.31; 10,32-
34.38.45) e con l'annotazione che i disce oli proprio uesto
prendono sino alla fine (Mc 8,32s.; 9,10.32; 10,32).
Tutto converge perci verso la seconda parte (Mc 11,1- 16,8), verso
la passione quale fine necessaria d.el cammino, che Ges consapevol-
mente e volontariamente percorre (Mc 2,19s.; 10,32s.; 12,6s.;
14,21.36.41s.), e verso il krygma pasquale (Mc 16,6s.; cfr. 14,28). Un
altro scenario qui, i nessun mantenimento del segreto: Ges si de-
scrive, attraverso un discorso parabolico indiretto;-come il messagge-
ro inviato per ultimo e come il Figlio prediletto, che viene ucciso e
respinto, ma che diverr la pietra angolare (Mc 12,1-11). confessa
apertamente davanti al sinedrio che lo condanner - in una specie di
compendio della cristologia marciana culminante nell'enunciato sul
Figlio dell'uomo (Mc 14,61s.) - di essere il - Figlio_ di Dio
(sofferente, crocifisso), anzi di essere il Figlio de l'uomo _veniente (in
Nascita e sviluppo della cristologia del NT 85
qualit di glorificato a giudicare e instaurare la signoria di Dio), cosa
che, secondo la concezione di Marco, includendo l'arrogante pretesa
di poter giudicare in nome di Dio i suoi giudici, d il via all'accusa di
bestemmia e alla condanna a morte. E mentre i discepoli falliscono e
fuggono, sotto la croce egli viene riconosciuto qnicamente dal centu-
rione: Veramente quest'uomo era Figlio di Dio (Mc 15,39).
Ma il lettore che trascende la trama narrativa sa che Qqfino gJL
verwj, i quali deridono Ges come Cristo e Re dei giudei (Mc
15,12.18.26.32), _QQQ involontariamente a la verit; che
il in effetti il giusto innocentemente (Mc
i5)4a28.34), il quale, proprio mentre non salva se stesso, salva altri
(Mc 15,31s.; cfr. 10,45b e 14,24 ). Ma Dio, anche questo il lettore sa, ha
risuscitato questo Ges dai morti (Mc 16,6; cfr. 8,31; 9,9; 9,31; 10,33s.;
14 28) e insedia!o come Figlio dell'uomo alla propria destra (Mc
12:36; 14,62), da d ove egli verr per gLudicare e salvare (Mc 8,38;
13,26s.33-37; 14,62; cfr. 10,40) e da dove verr, con lui, la signoria di
Dio con potenza (Mc 9,1; 14,25). Questa fine per Marco imminente
(Mc 13,29s.; cfr. 9,1).
Perch dunque !!__motivo del (segreto circa il Messia e i mi- - l
raco ') a mantenere fino a Pasqua (Mc 9,9) nella prima parte del vap-
gelo? Perch messianicit e figliolanza divina possono far nascere fal-
se idee e aspettative, come se si trattasse di un potere e di una sovra-
nit terrena (Mc 11,10; 9,34s.; 10,37.42s.) e come se il precedere di
Ges e il seguire del discepolo potessero evitare la passione e la croce
(Mc 8,32-35; 9,32-34; 10,32-45). E perch i miracoli di Ges possono
essere falsamente interpretati come opere potenti di un taumaturgo
divino (anzich come segni vivi della vicinanza della signoria di Dio) e
come la prova autentica della figliolanza divina (anzich come servizio
per gli altri: Mc 9,35; 10,45). Inoltre la salvezza non si esaurisce nella
guarigione intrastorica, ma significa infinitamente di pi: vita eterna
nell'eone futuro (Mc 10,30; cfr. 10,17 .23-25). Di qui il comando dita-
cere fino alla risurrezione impartito ai discepoli. Di qui l'interpreta-
zione della messianicit e della figliolanza divina mediante il rimando
alla passione, morte e risurrezione del Figlio dell'uomo; nel contesto i
discepoli sono sempre invitati a disporsi a soffrire nella sequela (Mc
8,34s.; 9,35; 10,43s.); cristolo ia e sequela sono quindi inseparabil-
mente collegate fra di loro.
Il cammino di Ges comporta inevitabilmente la croce (e la risurre-
zione) . Quindi solo nell'orizzonte della croce (Mc 14,61s., 15,39) e nel-
la sequela vissuta si pu conoscere senza fraintendimenti che Ges il