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LEBRAISMO Che cos lebraismo Lebraismo il primo monoteismo, la prima religione rivelata 1.

. Ebraismo, Cristianesimo e Islam sono chiamati anche religioni abramitiche o abramiche, nella misura in cui discendono dal seno di Abramo. Inteso come religione degli ebrei, lEbraismo si configura come una mescolanza originale di etnicit e di religione: lappartenenza ebraica, tradizionalmente coincidente con il fatto di nascere da madre ebrea, ricorda il volto etnico dellebraismo, la possibilit di aderirvi co mpiendo determinati riti di ingresso ricorda il suo volto religioso, affidato alla libera scelta del singolo. Questa dimensione religiosa ruota intorno alla fede monoteistica e allaccettazione della rivelazione sul Sinai, con gli obblighi che ne derivano per Israele, il popolo eletto da Dio. Un volto di Israele guarda al passato, attraverso la sua memoria culturale, che mantiene vivo il ricordo di quella rivelazione, e attraverso la pratica dei comandamenti, che mantiene vivo il rapporto di fedelt con Yahweh. Laltro volto guarda al futuro, al compimento delle promesse messianiche: losservanza dei precetti, allontanando il peccato, favorisce la venuta del Messia atteso, coincidente con la fine della storia e il compimento delle promesse divine. doveroso mettere in evidenza come lebraismo non sia una religione monolitica: ne sia un esempio, oggi, il diverso profilo della religione ebraica a seconda che si osservi ad esempio il giudaismo nord-americano e quello dello Stato dIsraele, una religione nazionale in cui le feste non sono osservate in quanto tali ma in quanto feste nazionali e in cui il lealismo verso Israele ha prima un significato politico e militare (il servizio militare obbligatorio per i ragazzi e le ragazze e dura tre anni per i primi e uno per le seconde), secondo un modello che non quello laico. Attualmente gli ebrei sono 15 milioni, la met dei quali residenti negli Stati Uniti. Israele lo stato ebraico costituitosi nel 1948. I testi sacri dellebraismo La religione di Israele antico si differenzia da tutte le religioni coeve dellOriente mediterraneo perch attestata da una serie di libri, che noi chiamiamo Bibbia, che hanno epoche di composizioni estremamente differenti (tra il secolo XI e il I a.C.). Questi, in forma embrionale, gi dal III secolo a.C. erano stati racchiusi in canoni fissi ed erano considerati rivelati: il canone ebraico si chiude per solo alla fine del II sec. d.C., con il cosiddetto canone2 palestinese valido per gli ebrei (e non per i cristiani). Questo lorizzonte cronologico della formazione dei canoni biblici, intesi come raccolte organiche di libri sacri e autorevoli, organizzate in modo tale che eventuali scritti anche antichi e significativi ne restino esclusi. Oltre al canone palestinese abbiamo anche il
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Le religioni rivelate sono quelle i cui principi sono comunicati da Dio direttamente o indirettamente agli uomini. Per canone si intende il complesso di libri riconosciuti come rivelati, versus quelli apocrifi. Esiste un canone di libri dellAntico Testamento ebraico e di quello cristiano.

canone samaritano, valido per i samaritani3 e che comprende solo il Pentateuco, e quello alessandrino, cio la Settanta4, da cui dipende lAntico Testamento in uso presso i cristiani. La storia della formazione dei testi biblici assai complessa: per rendersene meglio conto basta pensare a due dati. Il primo che le notazioni vocaliche del testo ebraico dei testi canonici della Bibbia (il testo masoretico) con il quale oggi si legge la Bibbia sono di molti secoli pi recenti delle consonanti, dal momento che alla tradizionale scrittura consonantica dellebraico antico solo molto tardi (durante la seconda met del I millennio d.C.) gli studiosi ebrei detti Masoreti, dallebraico massoret, tradizione, stabilirono la pronuncia secondo loro corretta di ogni parola del testo mediante segni diacritici equivalenti alle vocali. Ovviamente la recenziorit della notazione vocalica si ripercuote negativamente sulla possibilit di ricostruire con certezza il testo antico. Il secondo che si notano varianti significative fra quel testo e il testo formatosi a partire dal III secolo a.C. per opera degli Ebrei dEgitto, cio la gi citata Bibbia dei Settanta. In realt quello che i cristiani chiamano Bibbia linsieme di Antico Testamento (dora in poi AT) e di Nuovo Testamento. Gli Ebrei, che accettano solo quello che noi chiamiamo AT, non parlano di Bibbia (dal latino tardo Biblia, al femminile, dal neutro plurale greco ta biblia: il termine femminile in italiano, francese, inglese e tedesco) ma di berit, patto tra Yahweh e il suo popolo. La tradizione ebraica distingue tre gruppi di libri componenti il canone: a) Pentateuco (5 libri) o Torah, che comprende i seguenti libri: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio; b) Profeti (Nabim), divisi in anteriori (i libri storici o narrativi, cio Giosu, Giudici I e II, Re I e II) e posteriori (divisi in maggiori, cio Isaia, Geremia ed Ezechiele, e minori). c) Scritti (Ketubim), tra cui annoveriamo i Salmi, il libro tardivo del profeta Daniele, libri pi recenti della cui inclusione nel canone si discusse a lungo (Cantico dei Cantici, Ester), libri narrativi tardi o minori (Ezra, Neemia, Rut, Cronache), i libri sapienziali come Proverbi e Giobbe. Si suole indicare queste tre parti con lacrostico TANAK. La tradizione attribuisce diversi gradi di autorit e di sacralit ai tre gruppi di libri: il pi sacro e il pi ampiamente accettato il Pentateuco; meno autorevoli i Ketubim, ad eccezione dei Salmi, alcuni dei quali attribuiti al secondo e pi importante dei re dIsraele, Davide.
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NellAntico Testamento il termine samaritani (osservanti della Torah) indica i residenti nel distretto di Samaria, nel Nuovo Testamento i membri di una particolare comunit etnico-religiosa originaria di questarea. A partire da unosservanza rigorosa della T orah, ritengono di essere essi stessi, e non gli ebrei, i depositari della vera fede dellAntico Israele. 4 La leggenda vuole che, verso la seconda met del III secolo a.C., Tolomeo II Filadelfo, faraone egizio, avesse commissionato a 70 dotti ebrei alessandrini di tradurre in greco la Bibbia ebraica, perch la corte tolemaica potesse avere la raccolta base delle leggi secondo le quali viveva una comunit autonoma dei suoi sudditi, o forse per avere in traduzione questa come altre opere di culture orientali. I 70 sapienti, lavorando separatamente, avrebbero prodotto 70 traduzioni tutte uguali, prova del fatto che si trattava di traduzione ispirata da Dio.

Tra III e IV secolo, in ambienti rabbinici palestinesi, venne elaborato il canone della Bibbia ebraica, dal quale furono esclusi i libri non allineati con il loro orientamento. Essi non accettarono i libri che furono accolti nel canone della comunit ebraica di Alessandria dEgitto (canone alessandrino, alla base della Bibbia greca), che comprendeva libri scritti in ebraico o aramaico ma trasmessi solo dalla versione greca, o libri scritti direttamente in greco. Questi libri, classificati come deuterocanonici dai cattolici, come apocrifi o pseudoepigrafi dai protestanti, sono: Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide (Ecclesiastico), Maccabei. Venuto meno il Tempio, che era il luogo unificato del culto e del sacrificio, diventano fondamentali per la vita religiosa le sinagoghe ove, anche prima della distruzione del tempio, avveniva il cosiddetto sacrificio della parola, cio la lettura e la meditazione del testo sacro. Dopo la distruzione del Tempio, la funzione che competeva al sacerdote passa al rabbino, il maestro che ha il compito di guidare i discepoli nei meandri dei misteri del testo sacro. Gli ebrei erano convinti che la Rivelazione divina fosse in parte avvenuta nella Sacra Scrittura, in parte oralmente di generazione in generazione fino ai rabbini: vigeva il divieto di metterla per iscritto, per timore che si confondesse con la legge scritta e ne assumesse lo stesso ruolo. Infrangendo il divieto, a partire dal III secolo d.C. i rabbini cominciarono a mettere per iscritto la legge orale, forse perch non era pi possibile conservare a memoria tutto il vastissimo materiale accumulato per secoli, sia anche perch le drammatiche vicende avevano messo in pericolo la sopravvivenza della legge orale. La raccolta di norme che si impose su tutte le altre fu compilata verso la fine del II secolo o linizio del III: essa fu chiamata Mishnah, che significa ripetizione e indica sia il metodo per mezzo del quale si svolgeva linsegnamento orale, sia la singola norma, sia il loro insieme. Lapproccio era quello del midrash, cio la ricerca e lindagine applicata alla Legge. Rispetto alla legge scritta che conteneva il principio generale, la legge orale codificata nella Mishnah indicava dettagliatamente le singole regole e le loro modalit di applicazione. La Mishnah scritta in un ebraico diverso da quello biblico ed divisa in sei sezioni chiamate sedarim, ordini. Si tratta del frutto dello studio da parte rabbinica dellAT, confluito in una serie di pareri espressi dai rabbini circa la corretta interpretazione soprattutto dei passaggi biblici che riguardavano prescrizioni alimentari e prassi devozionali: i rabbini esprimono pareri e impartiscono insegnamenti frutto della Rivelazione. Nei secoli tra III e VI i rabbini delle scuole babilonesi e palestinesi fecero della Mishnah loggetto prevalente dei loro studi e i risultati volti a spiegarla collegandola alla legge scritta, scioglierne le contraddizioni e trovare una risposta ai problemi confluirono nella Ghemarah (cio studio). Linsieme di Mishnah e Ghemara costituiscono il Talmud, abbreviazione di Talmud Torah, cio studio della legge.

Cronologia e breve storia dellebraismo Dalla Bibbia alla storia Si considerano libri apodittici quelli che contengono le leggi che regolano la vita del popolo ebraico e i suoi rapporti con il dio della nazione, Yahweh o Elohim, in forma di comandi perentori. La Bibbia narra la storia del patto tra Yahweh e il suo popolo, Israele, in ebraico berit5, greco diatheke tradotto in latino con testamentum, donde testamento. La narrazione biblica articola la vicenda di Israele e del suo rapporto con Yahweh in sei grandi periodi e gli storici hanno costantemente accettato questa periodizzazione biblica. I sei periodi sono: 1) dalla creazione del mondo fino allet di Giacobbe, chiamato anche Israele e dunque capostipite eponimo, e dei suoi figli. Si tratta del periodo narrato nella Genesi e che termina con le vicende del figlio di Giacobbe, Giuseppe, che responsabile della migrazione del popolo (per il tramite dei suoi fratelli e del padre) dalla Palestina allEgitto in tempo di grave carestia. 2) Permanenza di Israele in Egitto, un tempo di oppressione e sofferenza. Alla fine di questera, dopo le sette piaghe dEgitto, culminate nella morte dei primogeniti degli Egizia ni e nella fuga dallEgitto sotto la guida di Mos6, Israele riallaccia i legami con Yahweh ricevendo la legge divina e rinnovando il patto con il dio nazionale. Le vicende sono narrate nellEsodo. 3) Ritorno nella terra di Canaan e conquista di essa; racconto delle vicende di Israele stanziato nella sua terra e guidato da capi carismatici che di volta in volta lo liberano dalloppressione straniera, sancita dalla divinit per punire il popolo continuamente infedele (Giosu e Giudici). 4) Et della monarchia fondata da Samuele, ultimo dei Giudici e figura profetica con funzioni sacerdotali che consacra Saul come primo re e, dopo il fallimento di questultimo per i suoi peccati, Davide (Samuele). Sotto il figlio di Davide, Salomone, si ha un regno glorioso: viene costruito il tempio di Gerusalemme7. Alla sua morte il regno viene diviso in due regni diversi (I e II Re, Cronache): il regno settentrionale, quello di Israele, con capitale Samaria, che cade nel 722 a.C. in mano neo-assira, e il regno meridionale, di Giuda, con capitale Gerusalemme. Nel 586 questultimo cade in mano babilonese per mano del re Nabuccodonosor II: Gerusalemme viene espugnata e

Si d qui la scrittura vocalizzata. Come gi detto, lebraico antico, cos come larabo, una lingua consonantica: il testo consonantico della Bibbia fu fissato in modo definitivo dopo i primi secoli dellera volgare. Successivamente, per stabilire lesatta pronunzia e grafia del testo consonantico si idearono un sistema vocalico e altri accorgimenti per creare attorno alla Bibbia una sorta di cintura protettiva perch essa fosse tramandata senza alcuna modifica. Questo sistema fu chiamato massorh (infatti si parla di testo masoretico), masoreti gli specialisti che lo elaborarono. 6 Ricordiamo che esistono le cosiddette tradizioni extrabibliche sullorigine di Mos, che non sarebbe stato ebreo, bens egiziano. Jan Assmann, in Mos lEgizio, riprende queste tesi e vede nella cosiddetta distinzione mosaica la tappa miliare per la nascita dellebraismo: Mos, uscendo dallEgitto, si sarebbe lasciato alle spalle lerrore del politeismo, cio la religione egiziana, per abbracciare la verit del monoteismo. 7 Nel nome Salomone reca il concetto di pace e di benessere (shalom).

distrutta, lultimo re di Giuda accecato e condotto a Babilonia, una parte della classe dirigente viene deportata (cattivit babilonese), il tempio viene distrutto8. 5) Esilio babilonese. 6) Periodo post-esilico9 (posteriore allesilio babilonese) dal 521 a.C., quando Babilonia cade nelle mani di Ciro, re di Persia, i deportati ritornano a Gerusalemme e il tempio viene ricostruito e riconsacrato. La fase della storia che va dal 518 a.C. al 70 d.C., quando il Tempio verr definitivamente distrutto per mano dei Romani guidati da Tito, figlio di Vespasiano, e mai pi ricostruito10, stata denominata da Paolo Sacchi storia del Giudaismo del secondo Tempio. La storicit (corroborata soprattutto dallarcheologia) stata verificata solo per le ultime tre fasi, che trovano conferma anche in fonti diverse dalla Bibbia. I tre periodi pi antichi, dallet dei Patriarchi, che va da Abramo a Giuseppe, fino al tempo dei Giudici, sono finzioni bibliche e ormai gli storici, anche quelli pi tradizionalisti, sono concordi nel ritenere la Bibbia la ricostruzione a posteriori del cammino di Israele, il cui rapporto con Yahweh scandito da momenti di infedelt del popolo eletto (o del re) e da interventi salvifici della divinit in seguito a ripensamenti e pentimenti. I peccati del popolo o del monarca consistono nellabbandono del culto rivolto al solo Yahweh e nella ricerca di altre divinit. Interessante il fatto che la Bibbia ha un atteggiamento peculiare nei confronti dei singoli monarchi, di cui si narrano i peccati e le infedelt, e in generale della monarchia, che nei libri di Samuele addirittura presentata come istituzione estranea alla tradizione di Israele e in un certo senso incompatibile con la corretta teocrazia yahwista rappresentata da Samuele, che al contempo figura profetica e lultimo dei capi carismatici eletti nel popolo, detti Giudici. I Salmi e il libri sapienziali sfuggono a questa impostazione antimonarchica, ma le figure monarchiche positive sono solo Davide e Salomone, fondatori di un Israele unito e potente, saggi e fedeli. In particolare Davide figura positiva: legato alla divinit da un patto, diviene il simbolo dellunit e della potenza, divenendo fulcro di un messianismo regale: gli ebrei attendono ancora oggi un Messia politico11 che riconduca Israele ai fasti della monarchia davidica.
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In riferimento allesilio o allemigrazione di ebrei da Israele ad altri paesi si usa il termine diaspora (dal greco diaspeirein, disseminare, disperdere): ebrei della diaspora sono in particolare quelli della cattivit babilonese e coloro che durante lepoca persiana prima e quella elle nistica poi si spostarono in tutti i maggiori centri abitati del Mediterraneo orientale. Ecco perch troviamo, al tempo di Ges, comunit a Roma, Alessandria, Cipro, in Grecia e nellAsia Minore, ad Antiochia. 9 Il periodo pre-esilico detto comunemente dellebraismo, quello post-esilico detto periodo giudaico. 10 Vi furono vari tentativi di ricostruire il tempio: il pi celebre quello dellimperatore Giuliano, detto dai cristiani lApostata, che cerc di ricondurre sul solco del politeismo e dei culti tradizionali il proprio Impero. In chiave anticristiana va dunque intesa la promozione, da parte sua, della ricostruzione del Tempio, cosa che fu ostacolata da un terremoto prima e da un violento uragano poi, segno, cos interpretano le fonti cristiane, che la volont di Dio era contraria. Lattuale gruppo fondamentalista dei Ricostruttori del Tempio mira proprio alla ricostruzione del Tempio in chiave messianica. 11 Lideale messianico quello secondo il quale giunger un discendente della casa regnante d avidica, dotato da Dio di doni particolari, che ricondurr Israele a una condizione di pace e di giustizia. La parola messianismo deriva da

Per ci che concerne i caratteri della religione dellantico Israele pre-esilico, il fulcro di essa Yahweh, Dio potente, creatore, legato dal patto con Israele, terribile nel punire le colpe di popoli e singoli, ma sollecito e generoso nel soccorrere giusti e penitenti. Il passaggio da un esclusivismo religioso propriamente etnico a un abbozzo di monoteismo universalistico presente nella Bibbia, ma sfumato e variegato, legato alla diversa datazione dei vari libri e delle loro fonti e componenti. Le tendenze pi marcatamente vicine al monoteismo si accentrano nella prima parte della Genesi, che narra le vicende dellumanit dal primo uomo, Adamo, e dal peccato suo e di Eva, punito con la cacciata dallEden. Il quadro in questo caso riguarda lumanit intera e la divinit agisce su un campo pi vasto. Se per si indaga la creazione narrata da Genesi, evidente che Genesi 1-3 pieno di contraddizioni. Molti studiosi vi hanno riconosciuto due strati redazionali che presero il nome dal termine usato per la divinit: Yahweh (fonte yahwista o J) o la forma plurale Elohim (fonte elohista o E), una tesi che ormai per tende ad essere abbandonata. Il rapporto tra la comunit dIsraele e Yahweh costituito fondamentalmente dai due pilastri del culto, preghiera e sacrificio. I Patriarchi pregano, i re pregano e preghiere sono i Salmi; la preghiera fa per spesso tuttuno con il sacrificio. Per quanto riguarda il sacrificio, esso regolato normativamente da Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio, che fondano il sacrificio cruento come corretto ed efficace mezzo di comunicazione tra sfera umana e divina (in Gen. 4 lofferta del pastore Abele gradita a Yahweh). Nei testi si distinguono in generale tre tipi di sacrificio: 1) Olocausto12, il cui nome ebraico, olah, viene fatto derivare dalla radice che significa salire: soprattutto seguendo Levitico 1, la vittima che viene offerta dallofferente, o dal sacerdote se si tratta di un uccello, viene sgozzata ed completamente consumata dal fuoco dellaltare, giacch spetta simbolicamente tutta intera alla divinit (se la vittima un quadrupede la pelle viene risparmiata). 2) Sacrificio di comunione o pacifico: la vittima, sgozzata e fatta a pezzi, in parte (parti grasse, viscere, reni, fegato) viene bruciata per Yahweh sullaltare, in parte divisa fra il sacerdote e lofferente che la consuma con i familiari in un banchetto sacrificale. 3) Sacrifici detti espiatori (Levitico 4-6) che si distinguono in sacrificio del peccato (hattat) e sacrificio di riparazione (asam): lofferente non consuma parte alcuna della vittima, che destinata totalmente ai sacerdoti o bruciata fuori del santuario. Nel sacrificio per lespiazione di un
messia, italianizzazione dellebraico mashiah, che significa unto (in greco christos, da cui Cristo), titolo del re. Il messianismo biblico pu essere di tre tipi: superumano (Elia, Melchisedec), duplice (ci sono due figure messianiche, una di un sacerdote, laltra di un laico), davidico 12 Si ricordi che gli ebrei rifiutano la dizione Olocausto per lo sterminio perpetrato dai nazisti contro il popolo ebraico, proprio per la valenza sacrale, che conferisce in qualche modo una sorta di legittimit, mentre approvano il termine Shoah, che vuol dire distruzione.

peccato (hattat) del grande sacerdote o della comunit, importante una complessa manipolazione del sangue della vittima. Il sacrificio asam implica invece il pagamento al sacerdote, cio la parte lesa, di una somma pari al valore per cui si in colpa, aumentata di un quinto. Ai sacrifici espiatori va avvicinato il rituale del capro espiatorio descritto il Lev. 16,16-34, che ne attribuisce il compimento ad Aronne, fratello di Mos e sacerdote prototipico. Vengono estratti a sorte due capi, uno per Azazel e uno per Yahweh; si offrono il capro per Yahweh e un giovenco in sacrificio espiatorio, aspergendo del loro sangue laltare; Aronne posa le mani sulla testa del capro vivo, confessa su di esso le colpe di Israele ponendole sulla testa del capro e lo manda nel deserto. Il capro porta con s tutte le colpe in una terra desertica e, purificatosi, Aronne offre in olocausto un montone. Nel Levitico il rituale del capro espiatorio presentato come parte di un complesso rituale annuale, che si identifica con la festa annuale del giorno dellespiazione (Yom Kippur). Un sacrificio particolare quello della Pasqua (si veda nella parte dedicata alle feste): nel giorno del plenilunio del mese di Abib, divenuto poi, dopo lesilio, il mese di Nisan, si sacrificava un agnello o un capretto maschio in ogni casa: la vittima doveva essere nata nellanno e il suo sangue era passato sugli stipiti e sullarchitrave delle porte (il fatto che gli egiziani non lo avessero fatto, determin la morte dei primogeniti). Il sacrificio avveniva al crepuscolo, dopo che lanimale era arrostito e mangiato nella notte con erbe amare, ci che ne rimaneva doveva essere bruciato e nessuna parte spettava alla divinit. Accanto ai sacrifici cruenti era praticata lofferta vegetale, la presentazione di pani non lievitati, lofferta di incenso. Caratteristica del sacerdote quella di godere del massimo di purit necessaria, per avere il massimo dellenergia che gli consenta di entrare in contatto con laltare, e cio il luogo per eccellenza della sacert. A fianco del ruolo nel sacrificio, abbiamo una serie di testi biblici che insistono sul fatto che la competenza specifica dei sacerdoti la divinazione, cio linterrogazione divina al riguardo della volont divina: al loro fianco abbiamo i profeti. Dal post-esilio allEllenismo Al ritorno degli Ebrei in Palestina dopo la cattivit babilonese, la monarchia ha vita breve e dura fino al 515. Nel IV secolo si forma in Giudea una teologia nettamente diversa dal resto del pensiero ebraico, il cosiddetto enochismo, a cui si ascrive il Libro dei Vigilanti e nel cui seno in seguito nascer lessenismo. Esso crede nellorigine preterumana del male e nellimmortalit dellanima, intesa come entit disincarnabile e capace di vivere dopo la morte presso Dio. Inoltre lenochismo riconosce solo la validit del tempio di Salomone distrutto dai Babilonesi, ma non di quello coevo, e forse questo potrebbe riflettere la tradizione giudaica di coloro che non furono portati in esilio a Babilonia.

Abbiamo un periodo persiano, che si conclude con il 332 a.C., quando Alessandro Magno conquista la Palestina, che entra dunque nellorbita culturale dellellenismo, passando di fatto sotto il controllo di Tolemeo I Soter, faraone egiziano, nel 312; segue dunque il periodo ellenistico, fino al 63 a.C., anno in cui Pompeo conquista Gerusalemme, gettando le basi della romanizzazione, seppur a tratti assai difficoltosa, di quelle zone, che procede di pari passo con il processo di ellenizzazione della Palestina. Sul piano della storia del pensiero religioso, distinguiamo tra giudaismo antico (520-300 a.C.) e giudaismo medio (fino al 200 d.C. quando si forma la Mishnah), detto anche giudaismo tardo e, dagli inglesi, early Judaism. Antioco III (della dinastia dei Seleucidi, cui dopo la morte di Alessando Magno era toccata la Siria), nel 200 sconfisse Tolomeo V Epifane, ma nel 189 venne sconfitto dai Romani. Gerusalemme era retta in quegli anni da sommi sacerdoti non ancora ellenizzati: il successore di Antioco III, Antioco IV Epifane, diede inizio all'ellenizzazione rapida di Gerusalemme e della Giudea (Yahweh venne identificato con Giove Olimpo, la circoncisione e l'osservanza erano vietate, pena la morte nei casi di ostinazione), provocando lo scontento dei Giudei non filelleni, fino ad arrivare all'insurrezione nel 167. Un sacerdote di famiglia non sadocitica, cio non appartenente alla pi potente delle famiglie sacerdotali esiliate in Babilonia, con i suoi cinque figli si mise a capo di un movimento armato che riteneva che durante la guerra santa di difesa si potesse combattere anche di sabato. Alla sua morte nel 166 gli successe il figlio Giuda detto Maccabeo (il martello), e poi i fratelli di Giuda Gionata e Simone: i Maccabei arrivarono a controllare il sommo sacerdozio e a riunire nelle proprie mani il potere politico e militare. Esseni, Sadducei, Farisei Fu in questo periodo che ebbe origine il movimento essenico, che si fondava sulla possibilit di vivere secondo la Torah e che riteneva che il centro di Gerusalemme fosse il Tempio: il che fa capire perch scomparvero dopo il 70 d.C. Gli esseni sono un gruppo di sacerdoti che lasci Gerusalemme per ritirarsi nel deserto di Giuda, sulle sponde nord-occidentali del Mar Morto. I celebri rotoli del Mar Morto sono i testi di una comunit, quella di Qumran, che sotto Vespasiano imperatore abbandona il proprio villaggio, nasconde i testi in una caverna e non riesce a tornare. I testi ritrovati a Qumran nel 1947 ci hanno permesso di meglio ricostruire la fisionomia di questo gruppo: gli esseni credono nellimmortalit dellanima, nellorigine preterumana del male che dipende da un peccato che ebbe origine agli inizi della storia ed attribuito ad Adamo ma anche agli angeli, nel senso della libert e della responsabilit umana, nella scelta del bene e del male. Accettano in toto il berit, cio tutti i libri di quello che chiamiamo AT, di cui fanno unesegesi allegorica. Il capo del movimento il Maestro di

Giustizia; credono in un messianismo duplice (uno di discendenza sacerdotale, che fa capo ad Aronne, e uno di discendenza laica, che fa capo ad Israele). Allopposto di essi troviamo i sadducei, di cui si comincia a parlare dalla fine del II secolo a.C.: essi osservano solo la Legge mosaica (dunque il Pentateuco), rifiutano la tradizione orale e credono che tutto avvenga sulla terra come conseguenza dellattivit umana; non credono nellintervento di Dio nella storia, nellesistenza di unanima immortale destinata al giudizio, n nella risurrezione. Una via di mezzo rappresentata dai Farisei (dallebraico paroshim, coloro che sanno distinguere con precisione), attestati a partire dalla fine del II secolo a.C.: essi credono nella Legge mosaica ma anche nella Mishnah, nella piena libert e responsabilit delluomo, nella risurrezione e nellimmortalit dellanima, nel giudizio dopo la morte, nelle norme di purit, nella venuta del Messia13. Nel 141 Simone cacci gli ultimi soldati dei Seleucidi dalla fortezza di Gerusalemme, ma nel 134 venne ucciso con tutta la sua famiglia dal genero che tent un colpo di mano. Si salv per il figlio Giovanni Ircano che assunse e tenne saldamente il potere fino al 104. I suoi successori vengono detti Asmonei, dal nome di un antenato. Dalla distruzione del Tempio allet tardo-antica Verso la fine del Giudaismo del secondo Tempio si parla di un Common Judaism, basato su un monoteismo esclusivo ma nel contempo etico e sul nomismo del patto, cio sul patto di Dio: il profilo quello di una religione del Tempio, perch Dio vuole essere adorato in un unico luogo, Gerusalemme, e in un tempio senza limmagine della divinit: il Giudaismo, come anche lIslam e a differenza del Cristianesimo, una religione aniconica, cio senza immagini. Esso, ancora, si fonda sul culto sacrificale ma anche su quello della parola (la lettura pubblica e linterpretazione della Scrittura), che si svolgono rispettivamente nel Tempio e nelle sinagoghe. In epoca romana vi furono numerose rivolte da parte dei Giudei palestinesi al potere politico e militare, sostenute dall'idea che il potere fosse avverso sia alla legge mosaica sia alla volont di Dio. La pi grave rivolta scoppi nel 66 d.C. e Vespasiano, non ancora imperatore, si mosse nel 67 riuscendo ad avere ragione della resistenza giudaica, aiutato anche dal fatto che a Gerusalemme i rivoltosi si dividevano in fazioni intente a scannarsi con una guerra fratricida. Divenuto imperatore nel 69, Vespasiano lasci l'affaire nelle mani del figlio Tito, che assedi Gerusalemme, la conquist e la distrusse nel 70 d.C., insieme con il Tempio. Il sistema sacrificale subisce un ridimensionamento notevole: in assenza del Tempio, lunico sacrificio che rimane quello della parola e i luoghi di culto diventano le sinagoghe.
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I Samaritani non vengono riconosciuti come un gruppo giudaico, credono in Yahweh e attendono come Messia un secondo Mos.

Il cerchio si chiude quando nel 130 l'imperatore Adriano visit la Palestina e decise che sarebbe stato opportuno costruire una citt pagana, Elia Capitolina, sul luogo dove sorgeva Gerusalemme, con un tempio dedicato a Zeus sulla spianata del vecchio tempo ove ora sorge una moschea. Adriano aveva da qualche tempo vietato la circoncisione su tutto il territorio dell'Impero e la sua decisione di costruire una citt pagana sul luogo santo di Gerusalemme port i Giudei osservanti all'esasperazione. Scoppi una rivolta armata e a capo degli insorti si pose Simone Bar Kosibah, detto Bar Kochbah, Figlio della stella, cio Messia, dai suoi sostenitori, e Bar Kozibah, figlio della menzogna, dai suoi detrattori: la guerriglia dilag in tutto il paese e il sito di Gerusalemme fu conquistato. I romani impiegarono quasi quattro anni per domare la ribellione il cui costo, in termini di vite umane, fu altissimo. Alla fine quanto restava di Gerusalemme fu spianato e si procedette alla costruzione di Elia Capitolina, con statuto di colonia romana. Gli Ebrei vennero scacciati da Gerusalemme e fu consentito a un piccolo gruppo di cristiani guidati dal vescovo Marco di insediarvisi. La Palestina fu organizzata come una provincia romana autonoma: lebraismo continu a essere considerato dai Romani religio licita, cio religione ammessa, e il sinedrio, il pi importante organo politico e religioso ebraico di et ellenistico-romana, fu ricostituito a Jamnia ed estese la sua autorit sugli ebrei della diaspora. Esso nomin anche i primi rabbini, cio maestri. I Bizantini furono molto meno tolleranti dei Romani e arrivarono a imporre nel VII secolo le conversioni forzate. Il Medioevo Nellalto Medioevo il giudaismo si svilupp soprattutto in Mesopotamia, nella regione siropalestinese e in Egitto. Sotto la dominazione musulmana gli Ebrei ebbero un consistente incremento demografico, attraversarono un periodo di benessere materiale, avviarono un processo di evoluzione e di arricchimento culturale. Essi smisero di parlare laramaico e adottarono larabo, la nuova lingua internazionale: in arabo sono le opere di pensatori come ha-Levi (1075-1141) o del pi famoso Mos Maimonide (11381204), di cui ricordiamo La guida dei perplessi. Nel basso medioevo, invece, il giudaismo continu il suo sviluppo in Africa settentrionale, in Spagna e nel resto dellEuropa. Nei secoli successivi al Mille il giudaismo si trapiant in modo duraturo sul suolo europeo e divent componente importante della sua storia, aggiungendo alla propria connotazione semitica una connotazione occidentale che ne modific e ne arricch il patrimonio tradizionale religioso e profano. Le crociate allontanarono definitivamente gli Ebrei dalla vita mercantile e li trasformarono in gestori del prestito su pegno; nei secoli XII-XIII essi furono completamente emarginati dallattivit commerciale, giacch le leggi vietavano ai cristiani il prestito su pegno; crebbe nei loro confronti il

risentimento popolare che provoc spesso in persecuzioni, massacri ed espulsioni. Londa lunga di questo atteggiamento arriva fino allo shakespiriano Mercante di Venezia. Nel 1294 essi furono cacciati dallInghilterra, nel 1394 dalla Francia, tranne che dalla Provenza, perch il papa li autorizz a stabilirsi tra Carpentras e Avignone. La tradizione mistica ebraica La Qabbalah La Qabbalah (in ebraico tradizione) un insegnamento religioso inizialmente trasmesso per via orale di generazione in generazione e comprende un movimento religioso che ha percorso la storia ebraica fino ad oggi. Punto di partenza sono le lettere, considerate come aventi valore numerico (ghematria). Gli elementi del mondo sono le 22 lettere dellalfabeto ebraico e i primi dieci numeri primordiali, chiamati sefirot. Lettere e numeri sono le 32 vie segrete della sapienza di cui Dio si servito per la creazione, mescolandole in tutte le possibili combinazioni. La tradizione sicuramente molto antica, ma le prime espressioni documentate di Qabbalah vera e propria sono del XII secolo e provengono dalla zona della Francia meridionale: le Sefirot diventano gli attributi divini e costituiscono un regno superiore descrivibile solo con un linguaggio simbolico che in rapporto con il mondo inferiore. la Spagna, per, a diventare il centro pi importante per la speculazione mistica, in particolare con la figura di Abulafia: egli nel XIII secolo elabora una teoria mistica, che al contempo una dottrina razionale, volta a liberare lanima per farla giungere alla visione delle cose divine e delle forme spirituali. Abulafia introduce la pratica della meditazione sulle lettere dellalfabeto ebraico come via grazie alla quale lanima pu cogliere la vita divina dentro i suoi limiti naturali senza esserne stravolta: le lettere infatti rappresentano una via di mezzo tra astrazione e concretezza. In Castiglia Moshe de Leon compone il Sefer Ha-Zohar, il Libro dello splendore, il testo fondamentale della letteratura cabalistica, alla cui base abbiamo una dottrina mistica secondo la quale si pu intuire, comprendere e descrivere la vita nascosta della Divinit nel suo operare. Con Yishaq Luria (1534-1572) si parla di una nuova qabbalah. Egli teorizza il cosiddetto simsum, il primo atto della creazione, cio la contrazione dellEn Sof, il senza fine, Dio, che si ritirato in se stesso per fare posto al mondo. Nel vuoto lasciato dalla contrazione, chiamato spazio primordiale, Dio eman una luce formando luomo primordiale, la prima e pi alta espressione con cui la divinit si manifestata dopo la sua contrazione e dai cui occhi, bocca, orecchie e naso spuntarono le luci delle Sefirot, convogliate in vasi. I vasi predisposti per le Sefirot pi alte trattennero la loro luce, mentre la luce delle sei sefirot inferiori, troppo forte rispetto alla debolezza dei suoi recipienti, ridusse i vasi in frantumi, come anche avvenne alla decima sefirah, che ruppe il vaso ma in modo pi ridotto. Ci ha compromesso lequilibrio del mondo superiore e di quello inferiore. Infatti,

invece di diffondersi in modo uniforme in tutto luniverso, la luce emanata dalla divinit si ridotta in scintille posatesi solo su alcuni esseri del mondo, lasciando gli altri al buio, esposti al male. Il mondo diventato il teatro della lotta tra il bene e il male e la Shekinah (Presenza divina), la parte femminile di Dio, si vista costretta allesilio. Inoltre le scintille divine si sono mescolate nel buio e non esiste bene che non contenga del male e viceversa. Alla rottura dei vasi sul piano cosmico corrisposta una frattura sul piano umano, perch luomo primordiale, che conteneva in s tutte le anime, con la sua disobbedienza ha fatto scoppiare lanima universale che si dispersa in ogni direzione. Nelluomo primordiale tutte le anime erano buone, ma poi si sono mescolate, spezzando lequilibrio tra anime delluomo primordiale. Questa mescolanza non per destinata a durare per sempre, giacch avverr il Tiqqun, la restaurazione, che sar completato alla venuta del Messia. Centrale , nella pratica cabalistica, la preghiera, grazie alla quale lo spirito si concentra nella restaurazione dellarmonia originaria, che deve unirsi allosservanza dei precetti. La corrente luriana si interseca con un altro episodio, destinato a creare una vera e propria frattura nellidentit ebraica e legato al fenomeno del sabbatianesimo. Shabbetai Tzevi14, vissuto tra il 1625 e il 1675, conosciuto anche come il Messia apostata, si autoproclam Messia. Il suo il classico caso di costruzione di unautocoscienza messianica, giacch egli fu convinto di essere il Messia dal maestro, Natan di Gaza: se per Luria lavvento del Messia lultimo atto nel processo del Tiqqun, Natan fa convergere sabbatianesimo e sistema luriano nella misura in cui ritiene che lanima del Messia, impigliata nella luce originaria, sia piombata nel pi profondo abisso e si sia liberata. Shabbetai, posto dalla Corte ottomana di fronte alla scelta tra la conversione allIslam e la morte, scelse di convertirsi. Parecchi dei suoi seguaci lo abbandonarono di fronte allapostasia, altri videro in lui il modello vivente del paradosso del santo peccatore, o meglio di colui che porta a compimento la Torah, la legge, nella misura stessa in cui la trasgredisce: il compimento della legge dunque la sua trasgressione, e quale trasgressione, sovvertimento pi grande della Legge possibile se non lapostasia? Accanto a Shabbetai ricordiamo il suo discepolo, il polacco Jacob Frank, che si convert al cristianesimo. Altro filone della mistica il chassidismo, nato tra XII e XIII secolo in Renania. Esso si basa su una figura inedita per il giudaismo, quella del chassid, il devoto, una persona che si distingue per la sua condotta morale e religiosa e non per le sue conoscenze culturali. Il chassidismo si fonda sulla trasmissione della via mistica dal singolo alla collettivit. Coloro che hanno raggiunto e sperimentato personalmente il segreto dellautentica adesione a Dio lo rivelano a chi disposto ad accettarlo. Esso si incentra sul culto della personalit del maestro, il saddiq, il giusto, e si
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Su questo personaggio non si pu non citare il lavoro di Gershom Scholem da cui traspare una certa adesione al modello sabbatiano: Gerschom Scholem, Sabbatai Zevi, il Messia mistico, Einaudi, Torino 2001.

caratterizza per il fatto di essere assai diffuso anche tra le persone incolte, il che gli conferisce una dimensione popolare. Elementi fondamentali del chassidismo sono: nascita e diffusione dellardore religiose fra persone poco istruite o prive di istruzione; rapporto speciale tra saddiq e discepoli; popolarizzazione delle teorie mistiche; centralit del comportamento individuale. Let moderna Data discrimine il 1492: in seguito allunione delle due corone di Castiglia e dAragona, con il matrimonio di Isabella e Ferdinando, i re cristianissimi decidono la cacciata di Ebrei e Musulmani e dunque abbiamo la cacciata degli Ebrei dalla Spagna, nel Medio Evo esempio di convivencia tra le tre religioni monoteistiche. Questo evento rappresenta il declino del ramo sefardita de llebraismo (Sefarad significa penisola iberica), che scompare da Spagna, Francia e Germania. In particolare lo spostamento delle comunit ebraiche tedesche in Polonia e Lituania vede lascesa del ramo dellEuropa orientale, quello ashkenazita (Ashkenazi in ebraico vuol dire Germania), che si esprime nella lingua yiddish, un misto di ebraico e termini tedeschi e slavi (Moni Ovadiah colui che ha fatto conoscere in Italia la cultura yiddish). Nel 1516 nasce, a Venezia, il primo ghetto, cio la residenza obbligatoria in un quartiere chiuso per impedire che tra Ebrei e cristiani ci fossero rapporti: i ghetti divennero il simbolo della segregazione degli Ebrei e del loro isolamento dal mondo esterno. Dopo la Rivoluzione Francese cominci il processo di emancipazione che gradualmente port gli Ebrei a ottenere i diritti civili, politici e religiosi persi nei due secoli precedenti. Let contemporanea La fine del 1700 da un lato vede, grazie alla Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino, luscita degli Ebrei dal loro isolamento politico, civile, culturale e religioso. Si trattava di dare agli Ebrei luguaglianza come singoli individui e come cittadini dei paesi in cui abitavano, oppure considerarli come membri di una nazione moderna, ponendo fine alla loro dispersione, riunendoli in un territorio e permettendo loro di manifestare la loro diversit. Gli Ebrei dellEuropa occidentale e centrale, dove il progresso di emancipazione aveva fatto progressi, adottarono generalmente la prima soluzione e continuarono a vivere nella societ non ebraica. La seconda soluzione fu adottata solo da una parte dellEuropa orientale, che si trovava in una situazione completamente diversa, perch pochi ebrei desideravano o consideravano possibile un inserimento nella societ russa, che peraltro non favor la loro emancipazione. Inoltre il periodo fu cruciale per lacutizzarsi dellantisemitismo, in Italia e in Europa: i milieux cattolici romani accusarono infatti gli Ebrei di aver complottato con i Francesi per linstaurazione della Repubblica romana e questo si tradusse in

una serie di decreti papali antiebraici. Alla fine dell800, in Russia, si redasse un testo, i Protocolli dei savi anziani di Sion, pubblicato nel 1903, un oscuro progetto in cui i savi anziani ebrei si servono del bolscevismo per sottomettere il mondo intero: si tratta, inutile dirlo, di un falso che ha fomentato il sentimento antiebraico novecentesco, con le conseguenze nefaste che tutti conosciamo. Altra data centrale , nel 1948, la nascita dello Stato dIsraele, che si innesta sul solco del sionismo, un movimento laico fondato da Theodor Herzl alla fine dellOttocento: esso fu un movimento politico, a orientamento laico, che si propose prima di creare uno Stato ebraico (che agli inizi non si pens dovesse essere necessariamente a Gerusalemme) e poi di organizzare il ritorno degli ebrei in Palestina. Le correnti attuali del Giudaismo Uno dei grandi problemi che si sono trovate ad affrontare le religioni stato quello del rapporto con la modernit, con il secolo che ha fatto irruzione nelle societ europee, e non solo dopo la Rivoluzione Francese (la cosiddetta secolarizzazione). Anche lebraismo si trovato a reagire e a rispondere al fenomeno, e lo ha fatto in tre modi: chiudendosi nei confronti della modernit, di cui accoglie una serie di istanze, ma senza modificare il proprio rapporto con il sistema dellosservanza (giudaismo ortodosso), oppure accogliendo in toto le istanze di rinnovamento (giudaismo riformato) o in parte (giudaismo conservatore). Giudaismo ortodosso: ritiene la legge scritta e quella orale immutabili e sempre valide. Esso ha dunque mantenuto intatta losservanza (norme alimentari come il divieto di cibarsi della carne di maiale o dei crostacei, di cuocere la carne nel latte, rispetto dello shabbat, cio del sabato etc.). Il giudaismo ortodosso maggioritario a Gerusalemme. Fondamentale stata lesperienza dei cosiddetti Lubavitch15 per il radicamento di questo giudaismo negli Stati Uniti. Ortodossi sono anche i Chassidim. La maggioranza segue la variante neo-ortodossa, che cerca di trovare un accordo tra la fedelt alla tradizione e la vita e il pensiero attuali. Nelle sinagoghe le donne sono separate dagli uomini ma le prediche si tengono non in ebraico ma nella lingua locale. Giudaismo riformato: ritiene che gli Ebrei debbano integrarsi nelle nazioni in cui si trovano a vivere e che la legislazione rabbinica non abbia unorigine divina ma sia lespressione di determinate situazioni storiche, e che dunque possa essere modificata. Esso nasce in Germania per impulso di Israel Jacobson (1768-1828), che fece costruire a proprie spese il tempio riformato: era la prima volta che un luogo di culto ebraico veniva nuovamente chiamato tempio. Jacobson volle modellare il servizio liturgico ebraico su quello delle chiese cristiane, introducendo due cambiamenti sostanziali: le omelie si dovevano recitare in tedesco, lingua in cui dovevano recitarsi inni e
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, quello dei Lubavitch, un gruppo ultraortodosso, fondato dal primo rebbe, Joseph Yithzak Schneerson; il rebbe suo successore, Menahem Mendel Schneerson, stato considerato dal gruppo il Messia.

preghiere (sicuramente un influsso diretto del contatto con il protestantesimo): le funzioni potevano essere accompagnate dallorgano nella celebrazione: pratiche, queste, in uso ormai da tempo presso gli ebrei italiani! A poco a poco il servizio liturgico venne spostato dal sabato alla domenica, nonch abbreviato e reso pi accattivante, il Bar Mitzvah (la cerimonia durante la quale si segna il passaggio alla maggiorit religiosa) venne esteso anche alle ragazze, venne abolito lobbligo della Kippah (il copricapo), vennero abolite circoncisione e regole alimentari. La riforma sorse non per eliminare il giudaismo, ma per aggiornarlo e adeguarlo alla societ europea. I suoi seguaci trovarono accanita opposizione negli ambienti ortodossi. La riforma, nata in Germania, si trasfer negli Stati Uniti, attualmente il pi importante centro della riforma, e nel 1875, a Cincinnati, fu fondato un seminario, luogo di formazione dei rabbini riformati, lHebrew Union College. Fino a qualche anno fa i riformati, assai avversi agli ortodossi, non avevano diritto a una propria sinagoga a Gerusalemme, diritto loro concesso da poco tempo. Giudaismo conservatore: una via di mezzo tra la riforma e lortodossia. Riconosce lautorit della tradizione e delle norme giuridiche elaborate, ma ne ha una concezione dinamica. Esso considera la rivelazione non un codice di comandamenti divini trascritti nel Pentateuco, ma un sistema di regole religiose che non stato dato una volta per sempre, ma che si affermato e si afferma in un lungo processo storico. La rivelazione non stata data a Israele, ma per mezzo di Israele. Fondatore ne Solomon Schechter (1847-1915), il principale seminario per la formazione dei rabbini conservatori il Jewish Theological Seminar of America, a New York. Oggi, per sintetizzare latteggiamento dei tre maggiori movimenti nei riguardi del patrimonio religioso di Israele, si ricorre alla seguente schematizzazione: gli ortodossi valorizzano la Torah, i riformatori Dio e i conservatori il popolo ebraico. I riti I due complessi rituali fondamentali dellEbraismo sono la circoncisione, che segna linizio della vita sociale e religiosa del maschio, e i riti funebri, che valgono a sancire la sorte dei defunti. La circoncisione fondata dai racconti di Genesi 21,4 (circoncisione di Isacco) e di Genesi 17 (patto tra Yahweh e Abramo segnato mediante la circoncisione) nonch prescritta in Levitico 12,3: il rito consiste nellasportazione del prepuzio, lottavo giorno dopo la nascita. Nella Bibbia non abbiamo invece prescrizioni relative ai riti di sepoltura, ma possibile tracciarne un quadro coerente basato sul rapporto fra terra, discendenza e memoria: la sorte del defunto dipende dalla continuit della famiglia che a sua volta basata sulla propriet del suolo coltivabile; la mancanza di discendenti comporta la cessazione dei riti e una condizione negativa del morto che non ha chi se ne prenda cura; analoga sventura lo sradicamento del gruppo familiare.

La morte intesa come aspetto estremo dellimpurit, in una concezione del mondo che si organizza intorno a una polarit puro-impuro, che assume forma apodittica e sistematica in una serie di testi fra cui spicca Levitico 11-16 insieme con Numeri 19 e Deuteronomio 14,1-21 e 23,1015. Attualmente i riti funerari comprendono la lacerazione dei vestiti, questa di origine biblica, la veglia mortuaria accompagnata dalla lettura dei Salmi, la taharah o toeletta del morto, linumazione con la recita del Sidduq ha-din, cio la giustificazione della sentenza divina, del Qaddish degli orfani da parte dei figli del defunto, della Hashavah o requiem per i sefarditi e dell El mole rahamim, Dio pieno di misericordia, per gli ashkenaziti. Il rispetto dellintegrit della persona umana proibisce assolutamente lincinerazione. Bisogna seppellire i morti con rispetto e la responsabilit della sepoltura spetta ai figli o al coniuge; se il defunto non ha n gli uni n laltro, essa spetta ai parenti pi prossimi o, se non ve ne sono, sulla comunit. Bisogna procedere al servizio funebre e alla sepoltura due o tre giorni dopo il decesso e il funerale non pu aver luogo n durante lo Shabbat n durante i giorni di festa. In genere si pronuncia un elogio funebre. La famiglia e gli amici buttano tre palate di terra sulla bara. La liturgia ebraica, dopo linterpretazione della Sacra Scrittura e la codificazione della legge, il terzo grande pilastro su cui si regge il giudaismo rabbinico. Fu la scomparsa del Tempio a costringere gli ebrei ad elaborare un nuovo servizio liturgico che, sostituendosi agli antichi sacrifici e al servizio sacerdotale, tenesse conto delle nuove esigenze della diaspora e dellistituzione della sinagoga, dove ogni sabato la comunit si riuniva per pregare e per essere istruita con la lettura, la traduzione e il commento della Bibbia. La preghiera precedeva e seguiva la lettura e la spiegazione della Sacra Scrittura. Seguendo i sette giorni della creazione la settimana si compie con il sabato, separato dai giorni profani con laccensione delle candele e consacrato dal Qiddush, la santificazione del vino: non vi si esegue nessuna attivit e il trasgredirlo comporterebbe la lapidazione (sequilah; ecco perch i Neturei Karta, un gruppo ultra-ortodosso di Gerusalemme, getta le pietre contro i non osservanti). Questo giorno deve costituire una pregustazione del mondo paradisiaco. Detta Havdalah, separazione, la chiusura del sabato effettiva solo con la benedizione che si esprime nella formula: Benedetto sii tu, o Signore, tu che distingui il sacro dal profano. Quando non sono esplicitamente contenuti nella Torah, i riti vi figurano in una forma implicita svelata dal Midrash e sono codificati dalla halakah o norma rabbinica. Riti agricoli regolano il consumo dei cereali autorizzati dopo lofferta di un covone di primizie il 16 nisan, lo scorrere di tre anni prima dellutilizzazione del frutto di un albero, gli innesti, gli incroci e gli attacchi degli animali da tiro diversi, le miscele di lana e lino, la consacrazione dei primogeniti degli animali o il loro riscatto. Senza propriamente costituire dei riti, le usanze relative ai malati sono attestate nelle

fonti tradizionali: si tratta ad esempio delle preghiere per la guarigione o della cerimonia detta del cambiamento di nome, per ingannare gli angeli che reggono la vita e la morte. La pratica domestica fa anchessa parte del culto e comprende: labluzione delle mani prima e dopo il pasto, la preparazione del sabato con il prelievo di una parte di farina al momento della cottura del pane, laccensione da parte della padrona di casa delle luci del sabato e le tre preghiere quotidiane; nella misura in cui lorante impedito a partecipare a una preghiera pubblica prega individualmente. La preghiera pubblica deve essere fatta alla presenza di un minyan, un gruppo di dieci adulti maschi. Il servizio liturgico comprende sei fasi: a) recita della preghiera fondamentale del giudaismo, lo Shema Ysral (Ascolta, Israele), considerata il credo degli Ebrei: essa proclama lunicit di Dio e assicura il premio a chi osserva i precetti e il castigo a chi non li osserva. b) Recita delle diciotto benedizioni: questa preghiera detta Amidah (lo stare in piedi) o semplicemente Tefillah (preghiera silenziosa). Essa comprende appunto 18 benedizioni, tra le quali ricordiamo la berakh Benedetto il Signore che non mi ha fatto donna (con la recitazione di essa si apre il bellissimo film di Amos Gitai, Kadosh). Con le prime tre benedizioni si loda Dio, con le ultime tre lo si ringrazia e nelle dodici preghiere intermedie si rivolgono a Dio altre richieste, che possono essere tralasciate o sostituite con altre preghiere. c ed e) Precedono lomelia (di cui al punto d) e la seguono salmi e frammenti profetici, nonch la lettura di una pericope della Torah in occasione del sabato e delle feste, seguita dalla traduzione aramaica e da un passo dei Profeti. d) Omelia quasi sempre basata sul passo biblico letto e basata sul metodo del midrash. f) benedizione di Numeri 6,2-26. Una delle preghiere pi famose quella chiamata Qaddish (santo), la santificazione del nome divino, che mostra indubbie affinit con il Padre nostro:
Sia esaltato e santificato il grande nome [di Dio] nel mondo che Egli ha creato secondo la sua volont. Si realizzi il suo regno nella vostra vita e nei vostri giorni e nella vita di tutta la casa di Israele, presto e in un tempo vicino. Amen. Sia il suo grande nome benedetto per sempre, e nei secoli dei secoli sia benedetto. Sia lodato, glorificato, esaltato, innalzato, magnificato, elevato e lodato il nome del Santo, benedetto egli sia. Al di sopra di ogni benedizione, canto, lode e parola sacra che si possa pronunciare in questo mondo. Amen. Sia accettata con benevolenza e favore la preghiera e linvocazione di tutta la casa di Israele dal Padre che sta nei cieli. Amen. Sia concessa pace grande dal cielo e vita felice a noi e a tutto Israele. Amen. Colui che stabilisce larmonia dei luoghi eccelsi, nella sua misericordia, dia pace a noi e a tutto Israele.

Il Qaddish scandisce le varie parti del servizio: prima di recitarlo lorante fa tre passi in avanti, poi ritorna al suo posto e resta completamente immobile, inchinandosi al momento delle prime due benedizioni. Alcune parti della preghiera si recitano da seduti, altre in piedi. Il Qaddish richiede al

fedele una gestualit complessa, che esprime un immenso rispetto. Durante la ripetizione dellAmidah, al momento della triplice santificazione, lorante alza la pianta dei piedi, fremendo come il popolo di Israele davanti al Sinai. Nel culto ebraico non vi traccia di coreografia n nel Tempio n nella sinagoga, ad eccezione delle danze dei fedeli che portano la Torah e la fanno ballare nella festa di Shimhat Torah. Una delle innovazioni del chassidismo stata quella di introdurre le danze collettive, uomini e donne separati, vera e propria forma di espressione della gioia in Dio. Lufficio sinagogale pu essere celebrato da qualunque fedele di sesso maschile, di et superiore ai tredici anni, che abbia gi fatto il Bar-Mizwah, il rito con cui, allet di tredici anni, i giovani ebrei maschi diventano soggetti allosservanza della legge e sono accolti allinterno della comunit come membri dotati a tutti gli effetti della responsabilit in ambito religioso. Nel quadro del culto ebraico, gli abiti rivestono una parte importante: se il Levitico elenca in dettaglio e con precisione forme e tinte degli abiti, oggi lobbligo vestimentario si limita ad un vestito con frange, il tallit (scialle di preghiera bianco con larghe righe nere e blu) e i tefillin o filatteri. Per rispetto al suo Creatore un ebreo deve tenere la testa coperta con la kippah. Ci si traveste nel giorno di Purim, ma ogni tatuaggio proibito. Nella sinagoga ortodossa viene sempre riservata una galleria alle donne (matroneo). Le feste ebraiche Il sabato la festa pi frequente ed un giorno interamente dedicato a Yahweh che, dopo aver completato la creazione in sei giorni, il settimo si era riposato. La parola ebraica shabbat, sabato, deriva da una forma verbale che significa cessare, smettere di lavorare. Non bisogna lavorare, n cucinare, n scrivere: ecco perch durante lo shabbat gli ebrei consumano pasti freddi, non vanno a scuola, quelli che se lo possono permettere hanno in casa interruttori a tempo e nei condomini gli ascensori sono predisposti per fermarsi in tutti i piani! Poich per gli Ebrei il giorno comincia al tramonto e dura fino al tramonto, la vigilia del sabato inizia il venerd sera e termina al sabato sera: un giorno di riposo, di preghiera, di studio della Bibbia, di partecipazione alle funzioni sinagogali. Ogni sabato, durante la cerimonia del mattino, larca che contiene i rotoli della Legge scritta in ebraico viene ritualmente aperta e il rotolo della Legge sollevato in alto e portato in processione attorno alla sinagoga. Si leggono diversi brani in ebraico dal rotolo; i partecipanti al culto sono invitati a recitare la benedizione tradizionale prima e dopo ogni lettura. Finita la lettura, il rotolo viene di nuovo portato in giro per la sinagoga e riposto nellarca. I partecipanti possono toccarlo con le frange del loro scialle di preghiera e baciare le frange come atto di devozione. A un ciclo sabbatico in epoca antica si rifacevano anche alcune periodizzazioni pluriennali come lanno sabbatico o settimo anno, che implicava la remissione dei debiti fra Israeliti e la

riacquisizione della terra eventualmente alienata, oltre alla sospensione dei lavori agricoli perch la terra riposasse e i poveri e le bestie potessero nutrirsi dei suoi prodotti spontanei. Giubileo (dallebraico jovel, il corno di montone che con il suo suono scandiva linizio dellanno giubilare) era il settimo anno sabbatico. Nella tradizione cattolica lanno santo o giubileo quellanno in cui i fedeli possono beneficiare di particolari benedizioni e indulgenze e vengono invitati in modo solenne alla conversione. Il primo anno santo fu celebrato nel 1300 sotto Bonifacio VIII. Per celebrare le feste sempre nello stesso periodo, allanno ebraico che, essendo costituito da mesi lunari di 29 o 30 giorni, pi breve dellanno solare, sette volte in 19 anni si intercala un tredicesimo mese in modo da far coincidere lanno lunare con quello solare. Gli ebrei inoltre contano gli anni a partire dalla creazione del mondo che calcolata sulla cronologia biblica (secondo il calendario ebraico lanno primo inizia il 6 ottobre 3761 a.C.). Lanno civile comincia con il primo di Tishr (settembre-ottobre) mentre lanno religioso comincia con il mese di Nisn (marzo-aprile), quando avvenne la liberazione dalla schiavit egiziana (Esodo 12,1). Tre sono le grandi feste liete, chiamate anche feste di pellegrinaggio perch nellant ichit gli Ebrei si recavano in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme: Pasqua, Settimane, Capanne. La Pasqua, una festa che si celebra in famiglia. Comincia la sera del 14 e termina la sera del 22 del mese di Nisn. Il termine ebraico che indica questa festa, pesach, significa passare oltre ed usato in Esodo 12,26-27 a proposito della decima piaga che colp gli egiziani, la morte dei primogeniti. Con essa si commemora la liberazione dalla schiavit egiziana, si mangia il pane azzimo, cio non lievitato, in ricordo della fretta con cui gli ebrei fuggirono dallEgitto, e ci si astiene da qualsiasi cibo lievitato. Il momento centrale il Sder Haggadah Psah, Ordine del racconto della Pasqua. I partecipanti stanno davanti al tavolo sul quale stato preparato un vassoio con i seguenti cibi: tre pani azzimi e una zampa dagnello, in ricordo del sacrificio pasquale che si offriva quando cera il Tempio; un uovo sodo che commemora la distruzione del Tempio, in quanto cibo che si consuma in periodi di lutto; una foglia di erba amara in ricordo della schiavit in Egitto; una marmellata che ricorda nellaspetto la malta che gli Ebrei erano costretti a preparare in Egitto quando lavoravano come muratori. A tavola gli Ebrei apparecchiano anche per il profeta Elia, di cui si attende il ritorno, in qualit di araldo dellera messianica. Dopo la recita di una preghiera di consacrazione il celebrante, in genere il capofamiglia, solleva il vassoio, recita una formula in aramaico e poi spiega il significato della cerimonia. La seconda festa quella delle Settimane (Shavuot, o Pentecoste), che si celebra sette settimane (cinquanta giorni) dopo la Pasqua: essa ricorre il sei del mese di Siwn (maggio-giugno). Dopo aver trascorso la notte precedente leggendo e meditando la Scrittura, si commemora il dono della Torah e dei dieci comandamenti da parte di Dio a Mos sul Sinai. Si legge il libro di Rut e si commemora lofferta delle primizie che si presentavano al Tempio prima che fosse distrutto. La Pentecoste

anche festa delle primizie: la sinagoga decorata con fiori e piante e si consumano pasti a base di latticini. La terza la festa delle capanne (o dei tabernacoli), Sukkt, perch si consumano i pasti in capanne di legno dal tetto di rami o di paglia, in ricordo delle tende in cui dimorarono gli ebrei dopo luscita dallEgitto. Anticamente questa festa, che si celebra fra il 15 e il 22 del mese di Tishr (tra ottobre e novembre), era per ringraziare il Signore per i prodotti della terra. Ancora oggi, se il tempo lo permette, gli Ebrei dormono in capanne di legno poste nei giardini o anche sui balconi o vicino alla sinagoga. Con la Pasqua e la Pentecoste una festa della mietitura o del raccolto. Il primo giorno del mese di Tishr, in coincidenza con linizio dellanno civile, si celebra il Capodanno, Rosh-ha-shanah, che ricorda la creazione del mondo da parte di Dio. Il servizio liturgico mattutino caratterizzato dal suono del corno di montone (shofar), che risveglia alla penitenza. Si usa mangiare mele immerse nel miele e augurare un buon anno. Lultimo dei dieci giorni penitenziali compresi fra il primo e il dieci di Tishr e durante i quali si invoca il perdono divino si chiama Yom Kippur, giorno dellespiazione, il giorno pi sacro dellanno religioso ebraico, ed caratterizzato dal digiuno, dallastensione dal lavoro, dalla confessione pubblica dei peccati e dalla penitenza, per ottenere il perdono dei peccati. Il rito un rito sinaitico, perch Mos a istituirlo sul Sinai, e prevedeva il sacrificio di un capro che veniva offerto al sacerdote e di un altro, il cosiddetto capro espiatorio, caricato di tutti i peccati del popolo di Israele e inviato nel deserto: oggi questa cerimonia stata sostituita dal pentimento individuale e collettivo. Il pio ebreo digiuna per ventiquattro ore, passa tutto il giorno in sinagoga e indossa una veste bianca quale simbolo di purezza. Fra le feste minori, per cui non vale lobbligo di astenersi dal lavoro, si segnalano la festa di Hannukkh, cio la festa dellinaugurazione, che si celebra il 25 di Kislw (novembre-dicembre) e ricorda la riconsacrazione del secondo Tempio fatta da Giuda Maccabeo il 25 Kislw del 165 a.C. Essa celebra la purificazione del tempio e il miracolo del ritrovamento dellampolla doro in esso, ampolla il cui olio dur per tutti gli otto giorni di festa. La festa dura otto giorni e molte famiglie ebraiche accendono un candelabro con otto bracci o menorah. Ogni giorno si accende una candela, finch nellottavo giorno della festa le candele risultano tutte accese. Infine abbiano la festa di Purm (Sorti) che si celebra il 14 Adr (febbraio-marzo) per ricordare, attraverso la lettura del libro di Ester, lintervento della regina Ester che liber gli Ebrei dallimpero persiano: il nome si riferisce alla sorte tirata da Aman per scegliere il giorno in cui distruggere gli ebrei presenti nellImpero persiano. Tutte le volte che ricorre il nome di Aman durante la lettura sinagogale i ragazzi presenti rumoreggiano pestando i piedi. Tra le feste ebraiche la pi allegra ed chiamata carnevale ebraico.

Le prescrizioni alimentari Sicuramente il sistema ebraico quello pi complesso, in cui molti sono i cibi considerati impuri: in primo luogo possiamo citare gli animali carnivori e gli uccelli da preda, che mangiano la carne senza averne lasciato scolare il sangue (si pu al proposito citare Levitico 11 con lelenco completo degli animali di cui non ci si pu cibare). Sono permessi, perch considerati animali puri, i quadrupedi, che sono ruminanti e hanno il piede diviso in due e lunghia fessa (ad esempio bovini, ovini, cervi, caprioli), mentre sono proibiti, perch considerati impuri, quelli che hanno una sola di queste condizioni (maiale, cammello) o nessuna (cavallo, gatto). Sono puri tutti i volatili, salvo 24 specie non identificabili in modo sicuro; sono impuri tutti i crostacei, dal momento che gli animali acquatici di cui permesso cibarsi devono avere pinne e squame. Essendo vietato cibarsi del sangue dei quadrupedi e dei volatili, dal momento che il sangue la sede della vita, e dunque sacro, gli animali devono essere macellati secondo determinate regole che impongono il taglio completo di esofago e trachea per mezzo di un coltello affilatissimo in modo che sia versata, in breve tempo, la maggior parte possibile del sangue. Inoltre, poich un agnello non deve cuocere nel latte della madre, le carni non possono cuocere con i latticini. Il pane azzimo, cio non lievitato, in ricordo della fuga dallEgitto, quando non ci fu appunto il tempo di farlo lievitare. Lidoneit di un cibo ed essere consumato secondo le regole alimentari della religione ebraica si chiama Kasherut o Casherut. Una tendenza tipica quella di dare spiegazioni di carattere razionale alle prescrizioni alimentari: ad esempio non si mangia il maiale perch la sua carne grassa e nei paesi caldi difficile da digerire, oppure perch un animale sporco. Trovata questa spiegazione, bisogna spiegare allora perch non si possono mangiare i crostacei, che certo non sono sporchi!. bene abituare i bambini a ragionare sul fatto che chi rispetta i precetti lo fa perch essi sono stati direttamente ispirati da Dio e sono parola di Dio, senza avventurarsi in spiegazioni (magari condivise da alcuni degli appartenenti alla religione in oggetto) razionalizzanti o pseudo-scientifiche che in genere banalizzano e sviliscono la portata dei precetti religiosi; in altre parole, il pio ebreo non mangia gli animali impuri perch la sua unortoprassi (cio una corretta pratica) che segue quelli che egli considera come ordini divini (come avviene anche per chi appartiene altre religioni). In ambito ebraico, al problema dellalimentazione se ne collegano altri: ad esempio, legittimo luso del forno a microonde? Inoltre, si pone anche il problema delle maglie pi o meno strette dellosservanza: ci sono ebrei che si limitano a non mangiare cibi impuri e altri che rispettano anche tutto linsieme delle norme di preparazione dei cibi, che devono cuocere ad esempio in pentole non utilizzate per cucinare il cibo per i non-ebrei etc.

LISLAM Che cos lIslam La parola Islam vuol dire sottomissione, cio la posizione fondamentale di ogni uomo nei riguardi di Dio, e indica i fedeli ad Allah e al suo profeta, Muhammad. Nellislam si intrecciano gli elementi spirituali e teologici con lorganizzazione della comunit, per la quale la definizione dei rapporti fra gli uomini, nel pubblico e nel privato, stata altrettanto importante del culto da attribuire a Dio. Da questo punto di vista, il rispetto delle leggi divine si impone a tutti i livelli, ma i doveri verso gli uomini devono avere la precedenza sulla devozione a Dio. Cos, se qualcuno si trovasse nel pieno di un impegnativo esercizio spirituale e vedesse un cieco che sta per cadere in un baratro, dovrebbe sospendere la sua pratica per salvare una vita in pericolo: troviamo questa posizione anche in alcune opere cristiane. Il ricordo di Dio, il dhikr Allah, non pu essere confinato solo ai momenti di preghiera o della meditazione, ma va esteso a tutte le occorrenze dellesistenza. Lislam non concepisce in via di principio alcun tipo di distinzione fra aspetti sacri ed evenienze profane della vita. Attualmente lIslam, che conta circa 1.147.000.000 aderenti, maggioritario nel nord Africa (Maghreb), nei paesi arabi (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Siria, Giordania, Pakistan), ma ormai ampiamente rappresentato anche in Europa e Stati Uniti, nonch nelle ex repubbliche sovietiche. Il fondatore dellIslam Lultimo dei grandi monoteismi, lIslam, nasce nel contesto dellArabia politeista del VI-VII secolo d.C. Muhammad, cui Allah rivel i contenuti della nuova religione, era originario della Mecca e apparteneva al clan dei Quraishiti, un clan stanziale di contro ad altri clan nomadi in quanto deteneva il privilegio della custodia della Kaaba, il recinto che custodiva la pietra nera, oggetto di venerazione anche prima dellavvento dellIslam. importante premettere che, di contro allimmagine storiografica tradizionale di un Islam bellicoso, Muhammad costru nel centro dellArabia un regno quasi esclusivamente tramite negoziati, trasmettendo ai primi califfi Abu Bakr e Omar i precedenti per instaurare unabile diplomazia. Anche la conquista della Mecca fu frutto di negoziati. Muhammad nacque tra il 567 e il 570, rimase orfano assai presto e di lui si occup il nonno paterno. Alla morte di questo fu preso in tutela dallo zio. Allet di 25 anni spos una ricca vedova assai pi anziana di lui, Khadigia, che aveva quarantanni e che gli consent una rapida carrie ra affidandogli i propri traffici mercantili carovanieri.

Degli anni precedenti alla comparsa del dono profetico si sa poco: egli avrebbe incontrato, dodicenne (come Ges al Tempio), a Bostra un monaco arabo che ne avrebbe intuito le potenzialit carismatiche. La situazione di agio goduta dopo il matrimonio da Muhammad influ non poco sulla sua vita quotidiana, favorendo le riflessioni di un uomo sensibile e insoddisfatto dalle rozze risposte offerte dal paganesimo alle domande esistenziali delluomo. Prese cos a moltiplicare i periodi di ritiro spirituale nei dintorni della Mecca e in un anfratto del monte Hira, in un giorno imprecisato durante il mese di ramadan, Muhammad, che doveva avere circa quarantanni, ebbe la sua prima rivelazione da parte di un angelo, che si riveler essere Gabriele. , questa, la rivelazione meccana: Gabriele, dopo averlo salutato chiamandolo Inviato di Dio (rasul), lo strinse fortemente a s, forzandolo ad ascoltare e a recitare la prima rivelazione coranica: Recita in nome del tuo Signore che ha creato/ha creato luomo da un grumo di sangue! Recita! Ch il tuo signore il Generosissimo. / Colui che ha insegnato luso del calamo,/ha insegnato alluomo ci che non sapeva (Corano 96,1-5). Precipitatosi a casa e posta la testa sotto un mantello per sfuggire alla sconvolgente visione, Muhammad fu rincuorato dalla moglie che per prima credette a quanto narratole. Accettare quellesperienza non fu facile: egli infatti temeva di essere diventato pazzo, posseduto dai ginn, sorta di demoni, n giov linterruzione della rivelazione, giacch egli arriv sullorlo del suicidio. Il flusso rivelativo riprese, con quella che poi diventata la prima sura del Corano, la cosiddetta Aprente o Fatiha, destinata a essere recitata nel corso di ogni preghiera dai musulmani: Nel nome di Dio, clemente misericordioso!/ Sia lode a Dio, il Signore del Creato,/il Clemente, il Misericordioso, /il Padrone del giorno del Giudizio!/ Te noi adoriamo, Te invochiamo in aiuto: / guidaci per la retta via,/ la via di coloro sui quali hai effuso la Tua grazia, la via di coloro coi quali non sei adirato, la via di quelli che non vagolano nellerrore! (1,1-7). Per i primi tre anni, pur succedendosi le rivelazioni, lopera di proselitismo rimase circoscritta allinterno della famiglia e di pochi altri vicini: da parte dei pi fu espressa indifferenza, da parte di qualcuno dura avversione e da pochi consenso e conversione. Llite meccana cap presto che le parole di quelluomo avrebbero potuto avere effetti dirompenti sulla societ e, sentendo denigrare i propri di, pass dalla curiosit allostilit e allirrisione. Quando la predicazione divenne pubblica, le sure rivelate erano gi circa settanta: il tono iniziale, succinto e pieno di invocazioni e giuramenti, cedette il passo a una prosa pi rotonda, dotta e didascalica. La parte pi innovativa del messaggio di Muhammad, oltre al monoteismo, era la centralit della preghiera, che presso i pagani, che ricorrevano a sacrificio e pellegrinaggio, non esisteva e che ora

diventa uno dei pilastri (arkan), essendo obbligatorio farla due volte al giorno rivolti verso la Mecca. Nel 619 la morte dellamata moglie fu un duro colpo. Alla Mecca intanto andava crescendo la tensione contro Muhammad e i suoi correligionari; per loro si apr uno spiraglio quando la citt di Medina offr a Muhammad laccoglienza del suo credo monoteistico (Noi ti apparteniamo, tu ci appartieni, e se tu e i tuoi compagni verrete da noi vi difenderemo, come difenderemo noi stessi). Nel 622, il primo anno della nuova era islamica, Muhammad si trasferisce a Medina: si tratta della cosiddetta Egira, emigrazione, e da quellanno i musulmani avrebbero preso a contare i loro anni lunari. Larrivo a Medina in diretta relazione con la rivelazione pi lunga dellintero corpo coranico; con il loro insediamento l i musulmani cominciarono a gettare le basi di una comunit non solo di fede ma di opere, di credenti, di politici e di guerrieri. Per lungo tempo i musulmani furono ospitati dai Medinesi convertiti alla fede islamica, gli Ansar (Ausiliari). Vi furono matrimoni (il Profeta spos Aisha, figlia del suo successore Abu Bakr), nascite, nuovi vincoli damicizia. Muhammad per rafforzare la posizione dei musulmani a Medina e per rendere concreto il forte richiamo alla solidariet fra i credenti volle creare nuova coesione fra di essi, sottolineando il fatto che i legami di fede dovessero prevalere su quelli di sangue. Affratell Emigrati ed Ausiliari, prese per fratello il cugino Ali, perch non fosse geloso di lui, e gli diede in sposa la figlia Fatima, lunica in grado di garantire al padre una discendenza maschile. Tuttavia gli Emigrati non potevano rimanere sempre a carico dei loro ospiti, se non altro perch un vecchio adagio arabo recita che, dopo tre giorni, lospitalit si muta in pura beneficenza. Era necessario procacciarsi autonomamente di che vivere, nellunico modo allepoca disponibile: razziando coloro che possedevano quei beni in misura sovrabbondante, cio i ricchi politeisti meccani. Muhammad divenne il capo della umma, la comunit posta allo stesso livello di tutti gli altri clan, intestataria di precisi diritti e doveri perch ogni controversia eventualmente insorta fra i musulmani, meccani o medinesi che fossero, doveva essere sottoposta a lui perch la dirimesse: la Costituzione di Medina rovescia il concetto antico di trib che da gruppo di famiglia diventa umma, comunit dei credenti. Si apr dunque una nuova fase della storia, nella quale Allah autorizzava la guerra offensiva contro i suoi nemici: il fine era quello dellesaltazione della volont di Allah e laccettazione totale della sua guida. Per indicare il sacro impegno che deve essere perseguito da ogni musulmano sulla strada di dio si usava il termine gihad. Lacquisizione di una propria identit fu resa esplicita da unulteriore riforma: la qibla, lorientamento dei fedeli durante le preghiere, fu spostata da Gerusalemme alla Mecca, forse perch i rapporti con gli Ebrei cominciarono a deteriorarsi. Fu anche il periodo in cui essi abbandonarono

la pratica di unirsi agli ebrei durante la festa dello Yom Kippur, sostituendolo con il digiuno durante il mese di Ramadan. Muhammad muore nel 632 (8 giugno). Al suo messaggio originario sono legati i cosiddetti pilastri dellIslam su cui si torner in seguito: LIslam che tu creda a Dio e non associ nessuno a Lui, che tu compia la preghiera, paghi la decima dobbligo e digiuni nel Ramadan e faccia il hajj, una volta nella vita, se ne hai la possibilit. Fede in un Dio Uno e Unico e nella missione profetica ultima di Muhammad, imposta di purificazione gravante sulle proprie ricchezze, preghiere canoniche cinque volte al giorno, digiuno del mese di ramadan, pellegrinaggio e sacro impegno (gihad) erano i pilastri su cui la fede islamica si sarebbe dovuta poggiare. Dopo Muhammad: il califfato Muhammad, morendo, lasci alcuni problemi irrisolti: quelli relativi allinterpretazione del messaggio divino, la precisa definizione delle leggi, la codificazione degli atti di culto, la gestione degli affari sociali, militari e politici. A questo si aggiunga lo stato di smarrimento in cui venne a trovarsi la neonata comunit islamica. A fronteggiare questa difficile situazione fu Abu Bakr, compagno della prima ora e fedele e intimo amico di Muhammad, con cui si inaugur la dinastia abbaside e che visse per soli due anni dopo Muhammad; egli fu il primo califfo, cio il vicario del Profeta, in cui prende corpo linsegnamento del Profeta e con cui si riafferma lirrevocabilit della nuova concezione universale di fronte alle minacce arrecate da particolarismi e tribalismi di ogni specie. Abu Bakr, alla comunit smarrita per la morte del Profeta, disse: Orbene, se qualcuno adorava Muhammad, Muhammad morto. Se qualcuno adora Dio, Dio vivo e non morir mai. Egli inoltre disse: Muhammad non che un messaggero di Dio come quelli che lo han preceduto in antico. Orbene, se egli morir o sar ucciso ve ne tornereste voi indietro? Ma chi si ritira non far a Dio alcun danno, mentre Dio compenser chi Gli grato. Queste dichiarazioni, pronunciate da una persona il cui attaccamento al Profeta era ben noto a tutti, ebbero leffetto di placare gli animi e di infondere un senso di serena rassegnazione. Il pericolo pi grave che la comunit musulmana dovette affrontare risiedeva nelle altre regioni dellArabia, presso quelle trib la cui islamizzazione era stata un fatto superficiale e che avevano aderito al patto con Muhammad per convenienza politica, pi che per profonda convinzione religiosa. Morto il Profeta, molti si ritennero liberi da quel patto e tesero a riaffermare la propria autonomia. Abu Bakr non ebbe cedimenti nei loro confronti e ordin una dura politica repressiva nei confronti di ogni tendenza secessionista. La vittoria contro lapostasia delle trib rappresent il segno che lIslam intendeva affermare con decisione i suoi aspetti universali sulle istanze particolaristiche. Il merito di Abu Bakr e dei suoi successori fu quello di raffermare lirrevocabilit della nuova concezione universale di fronte alle

minacce particolaristiche. In questo periodo comincia inoltre lespansione islamica verso la Siria ai danni dellImpero bizantino: bisogna per dire che la pressione fiscale esercitata dallImpero era cos forte che di buon grado le popolazioni passarono da una dominazione allaltra. LIslam, consapevole di apportare per il tramite della sua missione dei valori spirituali, non si rinchiuse cos nei limiti di una fede nazionale degli Arabi. Morto Muhammad e venuta meno unautorit unica e universalmente riconosciuta, sorsero le prime divergenze in seno alla comunit: si vedr pi avanti come esse in un caso condussero a un vero e proprio scisma, quello sciita. LIslam di cui si parla in queste pagine quello maggioritario, cio quello sunnita. La pluralit di idee spinse lIslam a elaborare uno dei tratti pi caratteristici del proprio atteggiamento, rappresentato dalla flessibilit in materia di questioni dottrinali e dalla ricerca costante dellarmonia nella diversit. Sar, questa, la via seguita in tutti i campi del sapere islamico, dalla fissazione del testo e della lettura del Corano allanalisi delle tradizioni del Profeta. Tutto questo reso possibile dallaffermazione del Profeta stesso secondo cui nella divergenza dopinione vi una misericordia per la mia comunit. In questo quadro assume unimportanza eccezionale lopinione delle generazioni contemporanee al Profeta, perch sentite come pi vicine al suo insegnamento e affidabili nel riferirlo. La trattatistica musulmana posteriore ha cercato di meglio individuare queste categorie di persone e da un punto di vista giuridico si propone la seguente classificazione: i Compagni sono coloro che hanno professato lislam e hanno visto e conosciuto Muhammad; i Seguenti sono coloro che non han no conosciuto il Profeta ma hanno conosciuto personalmente i Compagni; i Seguenti dei Seguenti sono coloro che non hanno conosciuto il Profeta e Compagni ma hanno conosciuto i Seguenti. Dunque la maggiore intimit personale o prossimit cronologica con il Profeta garanzia della veridicit e autorevolezza dellinsegnamento trasmesso e viene cos fissata una gerarchia di referenti. Come si detto, noi stiamo delineando i caratteri dellIslam sunnita, che si considera fissato nei suoi principali aspetti nel X secolo, ma le linee direttrici sono gi tracciate nei primi decenni, con lo sforzo di regolare gli aspetti spirituali e materiali della vita dei credenti in conformit allinsegnamento, lesempio di Muhammad (Sunna) e allaccordo fra le opinioni espresse dalla comunit (nozione del consenso, igma). La parola di Dio contenuta nel Corano, linsegnamento del Profeta riferito dalle tradizioni, laccordo prevalente dei saggi: queste sono le tre fonti dellelaborazione dottrinale sunnita. Il testo sacro dellIslam

Frutto della rivelazione di Allah a Muhammad il Corano (qaraa in arabo vuol dire lettura ad alta voce, recitazione, predicazione), il testo sacro dellIslam: esso non semplicemente un libro ispirato, ma la diretta e letterale trascrizione della rivelazione diretta di Dio ed pertanto lunico vero miracolo operato da Muhammad (che peraltro era analfabeta). esemplare la storia della fissazione e dellordinamento del testo coranico, avviata nei primi decenni dopo la morte del Profeta. Il messaggio divino trasmesso da Muhammad venne nei primi tempi affidato soprattutto alla memoria dei viventi, anche se delle redazioni scritte circolavano gi durante la vita del Profeta: il supporto facilmente deperibile dove esse vennero trascritte e il carattere difettivo della lingua araba, consonantica, non furono daiuto. Cominciarono pertanto a circolare versioni sensibilmente differenti del Corano. Fu Uthman a prendere la decisione di redigere un testo unico del Corano, ma loperazione si rivel complessa: lo stesso scriba del Profeta si rifiut di partecipare allimpresa, dicendo di non voler assumersi la responsabilit di una cosa che neppure lInviato aveva intrapreso! Uthman ordin che venissero distrutte le versioni divergenti, per imporre la versione che Abu Bakr aveva dato in eredit a Omar, il quale laveva trasmessa a Uthman stesso. Il teso sacro consta di 114 capitoli o sure di diversa estensione, dalle prime, le pi lunghe, in ordine di lunghezza decrescente a partire dalla seconda: fatta dunque eccezione per la prima sura, gi citata, cio la Fatiha, lAprente, la seconda la pi lunga, la terza meno lunga della seconda etc., anche se vi sono alcune eccezioni. La fissazione del testo e lordinamento definitivo delle sure non furono sufficienti a eliminare ogni possibile discrepanza, dovuta alla forma consonantica e allassenza di punteggiatura: fu solo alla fine dellVIII secolo, sotto il califfato di Al-Malik (dinastia omayyade), che si provvide a fissare pi rigorosamente la scrittura coranica. In parallelo si erano anche diffuse diverse letture o recitazioni, ognuna basata su una tradizione profetica. Sempre alla fine dellVIII secolo vennero fissate sette letture canoniche e cominciarono i primi commentari al Corano. La Sunna, cio lesempio del Profeta, che detta un comportamento e una regola di condotta, la tradizione che raccoglie tutto ci che stato tramandato a proposito dei detti e dei fatti del Profeta, che hanno un esempio normativo secondo al solo Corano. Nasce dunque lhadith, termine che significa notizia, ma con cui si intendono esclusivamente le narrazioni che hanno come protagonista il Profeta. Gli Ahadith (sing. hadith), i Detti e fatti del Profeta, sono dunque il corpo delle tradizioni risalenti al Profeta e a coloro che gli furono vicini. Infatti attorno alle gesta del Profeta si era raccolto un ampio materiale narrativo perch chiunque avesse visto Muhammad dire o fare qualcosa si sentiva tenuto a riferirlo. Con la narrazione del fatto si era soliti ricordare anche colui che per ultimo lo

aveva raccontato, da chi lo aveva appreso fino a risalire al Profeta stesso o a colui dei suoi compagni che per primo aveva riferito le parole o i gesti di Muhammad. La fisionomia di un hadith questa: abbiamo lhadith vero e proprio, preceduto dalla cosiddetta catena dei trasmettitori (isnad o sanad), cio lelenco dei nomi che garantivano lattendibilit della notizia (la catena dei trasmettitori indica le persone che sono state il tramite, la fonte del detto o del fatto); maggiore era la reputazione di affidabilit dei trasmettitori, pi ampiamente accettato era il racconto. Il fenomeno della falsificazione degli Ahadith si presenta gi alla fine del I secolo della storia islamica e solleva il grave problema della loro autenticit. Nacque dunque una disciplina storicobiografica definita la scienza degli uomini, che mirava a classificare tutti i personaggi coinvolti nella trasmissione degli Ahadith sia dal punto di vista storico, sia sotto il profilo morale, per escludere coloro che si mostravano di dubbia affidabilit. La classificazione degli Ahadith avviene in base alla continuit della catena dei trasmettitori, al numero di coloro che per primi avevano trasmesso un certo racconto. Si distinguono tre categorie di autenticit: sicuro, buono, debole. Solo alcune raccolte di Ahadith furono considerate canoniche in base alla fama di onest dei loro compilatori e il sunnismo unanime nellattribuire unautorit indiscussa a cinque categorie di Ahadith: la pi nota raccolta quella di al-Buhari. Sugli Ahadith si fonda, come gi detto, la cosiddetta Sunna, cio la tradizione, da cui trae il suo nome la corrente maggioritaria dellIslam, quella sunnita: per Sunna si intende dunque linsieme degli atti di culto e delle norme giuridiche. Quando il Corano e la Sunna non sono sufficienti a regolare una questione, si fa ricorso al consenso generale della comunit (Igma). Se neanche questo basta, si ricorre al quarto strumento normativo riconosciuto, il ragionamento analogico, che per non accolto da tutti (lanalogia come una carogna: quando non vi nientaltro, la si deve mangiare, dice un pensatore arabo) e soprattutto imprescindibile dallo sforzo interpretativo, lesercizio individuale di elaborazione normativa operato a partire dalle fonti scritturali. La legge e le scuole giuridiche Centrale la sharia (grande via, strada maestra), cio linsieme delle norme dettate da Dio al Profeta, legge cui si deve attenere ogni credente: essa non lespressione della volont sancita dalluomo, ma la precisa formulazione, attraverso una serie di precetti e divieti, del volere divino. LIslam ha pi volte sottolineato il carattere di religione primordiale, che ripropone il messaggio divino nella sua originaria purezza, ma al contempo mitiga lasprezza delle legislazioni precedenti. Il concetto fondamentale della sharia quello della libert o liceit: alluomo deve essere concessa una naturale libert di godere appieno dei frutti legittimi della vita di questo mondo, ma la libert

non deve diventare arbitrio, ecco perch occorre porre dei limiti. La sharia salvaguarda i diritti di Dio regolamentando gli obblighi che gli uomini sono tenuti a rispettare nei confronti del loro creatore e tutela la pubblica utilit, impedendo al credente di prevaricare nei confronti del proprio fratello. Essa definisce tutti gli ambiti della vita umana e classifica tutti gli atti in cinque categorie normative: 1) 2) 3) 4) 5) latto assolutamente obbligatorio, la cui omissione viene punita (Fard): la preghiera atti raccomandati o desiderabili, la cui omissione non viene punita e che sono considerati in atto lecito, indifferente dal punto di vista legale, che il credente libero di compiere, senza azioni riprovevoli, da cui fortemente consigliato astenersi ma la cui esecuzione non atto illecito o vietato, che comporta punizione se viene compiuto (Haram). quotidiana rientra in questa categoria. vario grado meritori (Mandub o Mustahabb). che ci comporti merito o colpa (Mubah o Gaiz). comporta punibilit (Makruh).

Queste categorie non possono considerarsi come assolutamente rigide e non tutte le scuole giuridiche sono concordi nel far rientrare determinati atti nelle stesse categorie. Per ci che riguarda le scuole giuridiche, esse si formarono verso lVIII secolo d.C. e hanno nel loro campo dazione non solo le norme legali vere e proprie, ma anche tutto ci che riguarda la sfera di rapporti fra credente e Dio. Esse sono la hanafita (quella pi diffusa), la malichita, la sciafiita (che la seconda per aderenti), la hanbalita, la pi rigida. pratica corrente che un fedele possa passare da una scuola allaltra, adottando ad esempio un rito che renda pi facile losservanza di un precetto rispetto a come previsto dalla propria scuola. Lo Sciismo Come si detto, morto Muhammad e venuta meno unautorit unica e universalmente riconosciuta, sorsero le prime divergenze in seno alla comunit. Quella che condusse a un vero e proprio scisma fu la controversia a riguardo della legittima successione di Muhammad. Si visto come il primo khalifa, vicario o califfo, sia stato Abu Bakr, la cui elezione fu caldeggiata da un Compagno e poi suo successore, Umar. Non tutti per furono daccordo con questa scelta: gli Ansar, gli Ausiliari medinesi, videro in essa il privilegio degli Emigranti meccani, mentre altri avrebbero voluto un successore appartenente alla diretta discendenza del Profeta. Fu solo con il tempo che questo latente movimento dopinione dai conorni indefiniti fin per assumere i caratteri e i modi di una vera fazione, il cosiddetto shiAli, partito di Ali.

Tra i vari figli del Profeta nessuno gli era sopravvissuto, quindi la sua discendenza era legata solo ad alcune figlie femmine. Una di queste, Fatima, era andata in sposa ad Ali, cugino carnale di Mohammad, che ne divenne anche genero. I partigiani della successione di sangue videro nella coppia Ali-Fatima e nella loro progenie la naturale linea genealogica cui la comunit era tenuta a prestare obbedienza. Essi non si differenziavano nei fondamenti del credo e nella pratica di culto, n attribuivano un valore sacrale alla discendenza del Profeta; consideravano per lesi i propri diritti politici. Le numerose sconfitte nel corso delle guerre con la parte avversa, limpossibilit di far accedere la Famiglia di Muhammad al ruolo di guida, lincapacit di rivendicare i propri diritti determinarono un ripiegamento su se stessa della componente sciita, che vedr nellattesa messianica e nellentusiasmo religioso lesito naturale del proprio insuccesso terreno. In questo modo si forma una concezione sempre pi ritualizzata e sacrale dellimam, la guida per diritto divino che anche il pi intimo amico di Dio e il cui regno si esercita nella dimensione dello spirito in attesa di potersi affermare anche nel tempo di questo mondo. Dopo Abu Bakr, suocero di Muhammad, morto nel 634, furono califfi Umar (morto nel 644) e Uthman (morto nel 656) e sotto di loro si accentu la dissidenza: in particolare questultimo venne accusato di favorire i componenti della propria famiglia, gli Omayyadi, di fatto premiando la componente meccana. Soprattutto nella seconda parte del califfato le tensioni crebbero e alcuni rivoltosi uccisero Uthman mentre, nella sua residenza medinese, era intento a leggere il Corano. Ali e i suoi partigiani furono considerati responsabili dellevento e fu aperto conflitto. Ali divenne califfo alla morte di Uthman e il suo califfato fu turbato da tensioni continue, che culminarono nel fatto che egli venne pugnalato nel 661. Hasan, il figlio maggiore di Ali, abdic e il califfato fu assunto dalla famiglia degli Omayyadi che lo tenne per quasi un secolo. Nel frattempo Husayn, fratello minore di Hasan, rivendic la successione e si arriv alla sanguinosa battaglia di Karbala, in Irak, avvenuta il 10 ottobre del 680, quando gli sciiti vennero sconfitti dai sunniti e Husayn per con i suoi. Per commemorare questo eccidio, gli sciiti celebrano la festa dellAshura: in ricordo dello spargimento del sangue dei martiri, in particolare del figlio di Ali, ancora oggi alcuni si percuotono con flagelli e fanno sanguinare i propri corpi. Allinterno dello sciismo ricordiamo la corrente duodecimana (duodecim in latino=12), la quale ritiene che nell874 il dodicesimo Imam sia scomparso (e non morto), si sia occultato per tornare sulla terra alla fine dei tempi a ristabilire la giustizia, la pace e la verit. La prima fase delloccultamento, fino al 940, si chiama piccolo occultamento, perch lImam nascosto continua a trasmettere messaggi attraverso degli emissari, mentre poi si ha il grande occultamento, quando nessuno pu pi sentire i messaggi. LImam nascosto il Mahdi, il Guidato: celato a tutti anche se

presente in questo mondo. In assenza dellImam i suoi interpreti sono i teologi (Ulema), che interpretano il Corano ed esercitano i poteri temporali. In Iran vicario dellImam layatollah. Il sufismo Il sufismo, termine che traduce larabo tasawwuf, rappresenta la via mistica dellIslam. NellIslam seguire i precetti della legge sufficiente per la salvezza di tutti, e questo d adito a una certa tolleranza teologica. La via mistica quella di coloro che si dedicano alle discipline spirituali ed legata per lo pi alle confraternite (turuq, sing. tariqa), ove centrale il rapporto maestro-discepolo: lo shaykh, il maestro o direttore spirituale, luomo perfetto, la piena e totale realizzazione delle possibilit dellessere, luomo cosmico attorno a cui ruotano le sfere dellesistenza spirituale, il maestro sostituto del Profeta come modello di perfezione, cui il Murid, il discepolo, deve completa e totale obbedienza. Il concetto delladab, delle convenienze o buone maniere da osservarsi in materia spirituale, ricorrente in tutto lIslam, nel tasawwuf assume il carattere di una vera e propria normativa cui il discepolo tenuto nei rapporti con il maestro. Nelle confraternite si pratica il Dhikr, il ricordo di Dio parallelo al ricordo di Dio, un esercizio spirituale presente nella tradizione cristiana , perch menzionando ripetutamente il nome di Dio si riaccende nelluomo la consapevolezza della presenza divina allinterno di s. I 5 pilastri dellIslam Gli atti di culto (ibadat) sono quelle azioni rituali che i credenti, singolarmente o collettivamente, sono tenuti ad adempiere nel loro rapporto con Dio e che manifestano la sottomissione (islam vuol dire proprio questo) nei confronti del loro Signore. Un detto del Profeta afferma che lislam costruito su cinque cose: lattestazione per cui non vi divinit allinfuori di Dio, lesecuzione della preghiera, lelargizione dellelemosina, ladempimento del digiuno nel mese di Ramadan e il pellegrinaggio alla casa di Dio. In conformit al simbolismo costruttivo dellhadith, questi cinque precetti vengono chiamati i fondamenti o pilastri (arkan). a) La Shahada o professione di fede consiste in una breve formula nella quale sono espresse le verit fondamentali dellIslam: Attesto che non vi divinit allinfuori di Allah e attesto che Muhammad lInviato di Dio. il meno formale degli atti richiesti al musulmano, in quanto pi lespressione di una fede intima che unazione esteriore. Anche se considerata unadesione alla verit di carattere naturale e intuitivo, viene definita nel suo aspetto e nelle sue valenze formali ed considerata come lo strumento attraverso cui il credente d il suo tangibile e materiale riconoscimento alle verit essenziali della religione. Recitando questa formula due volte di fronte a due testimoni di fede islamica si entra nellIslam: essa dunque una sorta di rito di ingresso. Dio libero di accettare una conversione anche senza questo protocollo formale, ma gli uomini che

devono giudicare dagli atti esterni sono tenuti a rispettare questa regola prima di riconoscere qualcuno come loro fratello nella fede. Lislam non una religione dogmatica e non vi unautorit che possa formulare ex cathedra un credo assoluto e obbligatorio per tutti, ma se per dogmi intendiamo delle verit imprescindibili della fede, i due principi espressi nella shahada, cio lunicit di Dio e la missione profetica di Muhammad, possono essere considerati tali. Con la prima parte della professione il musulmano si impegna a riconoscere il solo Dio come Signore e padrone di tutte le cose, ma questo atto di fede sarebbe incompleto senza il secondo, che ribadisce la fede in Muhammad come lInviato di Dio: il Profeta il testimone ultimo della unicit divina e solo attraverso di lui gli uomini possono dirsi a loro volta testimoni di questo monoteismo assoluto. Egli rasul, porta cio una rivelazione con carattere universale e prescrittivo: Muhammad il sigillo dei Profeti, cio colui con il quale si conclude il ciclo della rivelazione (che comincia con Adamo, prosegue con i profeti biblici e non solo, passa attraverso Ges e si conclude appunto con Muhammad). Altra figura quella del nabi, il profeta che non porta una nuova rivelazione: ogni rasul un nabi, non ogni nabi un rasul. La shahada viene ripetuta costantemente dai fedeli in ogni occasione della vita quotidiana e rientra nelle formule che si recitano nel corso delle preghiere giornaliere. b) Preghiera (salat) lorazione rituale compiuta secondo modalit ben precise ed attenendosi a un certo numero di prescrizioni. Essa distinta dalla preghiera libera e spontanea, la dua, con la quale il credente si rivolge direttamente a Dio. La salat lascensione del credente, ma questa elevazione dello spirito non pu essere tale se non rispetta una normativa rituale che lo stesso Profeta ha sancito con il proprio esempio. Il Corano si limita a ingiungere lobbligo della preghiera in modo generico, senza precisarne modalit di esecuzione, orari etc., dunque bisogna attingere alla Sunna. Ladempimento dellatto non ha alcun valore reale se non vivificato dalla retta intenzione e dalla presenza di spirito del fedele. Il concetto dellintenzione (niyya) dunque fondamentale non solo per quanto concerne la preghiera, ma anche per tutti gli altri precetti previsti dalla legge, poich un atto compiuto senza la necessaria concentrazione pu essere valido agli occhi degli uomini, ma non otterr da Dio la ricompensa (thawab). La preghiera dobbligo pu essere eseguita sia singolarmente sia in collettivit. La preghiera collettiva (considerata tale gi quando due fedeli pregano insieme) generalmente raccomandata, in quanto cementa lo spirito comunitario. Essa va condotta da una guida, limam, che esegue per primo i movimenti e le recitazioni prescritte, seguiti dagli altri fedeli schierati in rango dietro di lui. Limam non ha alcuna valenza sacerdotale, in quanto non lamministratore del culto, ma solo colui che fra gli oranti maggiormente risponde ad alcuni requisiti. Le moschee in genere possiedono un imam stabile, che diventa un punto di riferimento per i frequentatori della moschea, nonch figura socialmente rilevante.

Originariamente Muhammad aveva istituito la preghiera due volte al giorno; oggi le preghiere che ogni musulmano deve compiere quotidianamente sono cinque: la fissazione di questo numero viene fatta risalire alla notte dellascensione, quando il Profeta fu trasportato dallarcangelo Gabriele in un viaggio ultraterreno (Corano 17,1) che lo port da Mecca a Gerusalemme citt santa sia per ebrei, sia per cristiani, sia per musulmani e di qui alla visione di Dio. Nella sua giornata, dunque, il musulmano prega cinque volte al giorno: alba, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto (maghrib), notte. Nei paesi musulmani lorario di inizio di ogni preghiera viene scandito dallappello (adhan) del muezzin, colui che dallalto del minareto richiama i fedeli alla preghiera. Tra le formule dappello sicuramente la pi famosa Allah akbar, Allah pi grande. Dopo un breve lasso di tempo, tale da consentire ai fedeli di lasciare le loro case o il lavoro per recarsi in moschea, un attimo prima che la preghiera venga materialmente eseguita si pronuncia una forma leggermente diversa dellappello. Ogni preghiera ha un lasso di tempo entro il quale deve essere eseguita e passato il quale essa caduta in prescrizione e deve essere recuperata. Il tempo della preghiera dellalba in izia con il primo chiarore del giorno e ha termine quando il sole effettivamente spuntato allorizzonte visibile; quello della preghiera del mezzogiorno matura allorch il sole, raggiunto il meridiano, ha appena iniziato la sua fase discendente; la preghiera del pomeriggio ha inizio quando il sole a mezza strada fra il mezzogiorno e il tramonto; quella del tramonto comincia non appena il sole calato e dura fino al persistere di qualsiasi forma di luce nel cielo; la preghiera notturna comincia con la totale oscurit e dura fino allalba. Il fedele deve essere in stato di purit rituale (tahara): non possibile adempiere al precetto della preghiera se una qualsiasi causa ha fatto perdere al credente il suo stato di purit. La legge distingue fra impurit visibili ed invisibili: le prime sono quelle percepibili con i sensi, come la presenza di una sostanza impura (sangue, vino, urina ecc.) sul corpo e sulle vesti dellorante o nel luogo di preghiera, mentre le seconde sono quelle che non si possono avvertire esteriormente e che sono procurate da svariate cause. Queste impurit invisibili vengono distinte in due classi fondamentali: vi limpurit minore, causata dal sonno, dai bisogni fisiologici, dalla perdita di sangue, dallassunzione di bevande o alimenti proibiti, dal contatto con sostanze impure; quella maggiore provocata essenzialmente dal rapporto sessuale e, per le donne, dalle mestruazioni e dallo stato che per quaranta giorni segue il parto. Limpurit viene rimossa provvedendo a uno speciale rito di abluzione. Per rimuovere limpurit minore, necessario compiere il wudu, che consiste nel lavare con acqua pulita le mani, la bocca, le narici (inalando il liquido), il volto, gli avambracci, fino ai gomiti, il capo e i piedi fino alle caviglie (ma basta anche una leggera frizione di essi compiuta direttamente sui calzari). In assenza di acqua viene ammesso il tayammum, una procedura compiuta con sabbia o polvere. Per rimuovere limpurit maggiore necessario un lavaggio completo (ghusl).

La pulizia delle vesti e del luogo ove si compie il rito vengono considerate come ulteriori ed essenziali requisiti per la preghiera: questo il motivo principale per cui nelle moschee non si utilizzano scarpe. Il fedele deve pregare rivolto verso la Mecca: la direzione della preghiera viene chiamato qibla ed indicata da una nicchia, il minbar, situata nelle moschee. Nei primissimi anni dellIslam la preghiera veniva fatta rivolgendosi verso Gerusalemme, ma una rivelazione divina a Muhammad mut in seguito il primitivo orientamento, stabilendo che la qibla dovesse essere in direzione della Kaba. Il credente, purificato e rivolto verso la Mecca, deve formulare espressamente lintenzione di compiere quel rito e poi pu avere inizio la preghiera, che consta di una serie di movimenti e recitazioni compiute un numero variabile di volte. Ciascuna di queste serie di movimenti prende il nome di raka (plurale rakat) e viene ripetuta due volte per la preghiera dellalba, tre per quella del tramonto e quattro per quelle del mezzogiorno, del pomeriggio e della notte. Ciascuna raka comporta le seguenti fasi: 1) Takbir e cio il pronunciare, stando in posizione eretta, la formula Allah akbar, che pone il credente in stato di sacralizzazione e deve essere proferita portando le mani aperte allaltezza del capo, in corrispondenza delle orecchie, con le palme rivolte in avanti; questa stessa formula viene ripetuta ogni volta che nel corso della preghiera si passa da una posizione allaltra. 2) Recitazione della prima sura del Corano (al-fatiha, laprente), seguita dalla lettura di un passo coranico di libera scelta, sottovoce nelle preghiere diurne, a voce udibile nelle altre. 3) Inchino (ruku), che consiste nel piegare la schiena ad angolo retto, appoggiando le mani sulle ginocchia, e nel recitare a bassa voce pi volte la formula sia glorificato il mio Signore lEccelso. 4) Ritorno alla posizione eretta (itidal) con la pronuncia delle formule Iddio ascolta colui che lo loda e nostro Signore, a te la lode. 5) Prostrazione (sugud), che consiste nellinginocchiarsi ponendo a terra le mani e la fronte e pronunciando pi volte a bassa voce la formula sia glorificato il mio Signore lAltissimo. 6) Breve intermezzo in posizione seduta (gulus o quud) durante il quale ci si siede sui talloni per qualche istante. 7) Seconda prostrazione, uguale alla precedente. A questo punto una raka terminata e lorante torna in posizione eretta per cominciare daccapo le varie posizioni del rito. Ogni volta che si completano due di queste rakat e quando si conclude la preghiera, invece di tornare in piedi, lorante si rimette in posizione seduta e pronuncia varie recitazioni fra le quali la professione di fede e le eulogie (formule di benedizione) del profeta. Poi o ritorna in piedi, se la preghiera composta di due o pi rakat, oppure compie il saluto terminale, volgendo il capo prima a destra e poi a sinistra e pronunciando le parole la pace sia con voi e la

misericordia di Dio e le Sue benedizioni. Con queste parole si esce dallo stato di sacralizzazione e la preghiera definitivamente conclusa. Le procedure della salat prevedono alcune possibili eccezioni: il viaggiatore, cio colui che si trova a una determinata distanza e per un determinato tempo lontano dalla propria residenza abituale, pu ricorrere allabbreviamento di certe preghiere quali quelle del mezzogiorno, del pomeriggio e della notte, riducendo le rakat da due a quattro. Inoltre si possono abbinare alcune preghiere, eseguendo nello stesso tempo le salawat del mezzogiorno e del pomeriggio e quelle del tramonto e della notte. Se prevale la consuetudine di pregare individualmente, un obbligo quello di pregare collettivamente il venerd (salat al-jumua): il rito assembleare si svolge in sostituzione della preghiera di mezzogiorno, consta di due sole rakat ed preceduto da un sermone (khutba), pronunciato da un imam predicatore. Il venerd non propriamente il giorno festivo dei musulmani, al pari del sabato per gli ebrei e della domenica per i cristiani, perch le attivit lavorative si interrompono solo per lespletamento del rito; limportanza della preghiera comune risiede nel suo grande valore simbolico di momento aggregante della comunit. Pi solenni e considerate per lo pi obbligatorie sono le preghiere comunitarie dei due id, le due festivit maggiori del calendario musulmano (si veda nella parte sulle feste), la festa dei sacrifici, celebrata durante il mese del pellegrinaggio, e quella della rottura del digiuno, che cade al termine del mese di Ramadan. Esistono poi preghiere suppletive, entrate nelluso grazie allesempio del Profeta; vi poi la salat volontaria o supererogatoria, facoltativamente eseguita dal singolo credente a titolo personale e per motivazioni diverse (espiazione, voto). Si soliti tenere conto delle formule di questa preghiera utilizzando le falangi delle dita della mano destra, ma in seguito ha avuto diffusione una sorta di rosario (tasbih) composto di 99 grani, cio il numero dei nomi di Dio, cui si ispirato lanalogo uso cristiano. c) Elemosina rituale, zakat, cio lobbligo di elargire parte dei propri beni in elemosina. La zakat quella decurtazione dei beni che li purifica dalle loro possibili valenze negative ed di buon auspicio per il loro futuro accrescimento degli stessi. La radice del termine arabo zakat rimanda al significato di purificare, mondare, ma anche far prosperare. La zakat non una donazione spontanea e volontaria (in arabo sadaqa), ma una vera e propria tassa, calcolata con precisi parametri e soggetta a normative. Anche in questo caso lintenzione ci che rende pienamente valido latto, diversamente lelemosina un gesto senza valore. Il valore spirituale della zakat e della sadaqa consiste nel porre un freno alla cupidigia e allavarizia degli uomini, ispirat e da Satana.

Limportanza attribuita dallIslam alle opere caritatevoli confermata dal fatto che la zakat spesso si accomuna alla preghiera come indice di un corretto adempimento dei precetti. Essa pertanto un obbligo per i musulmani e deve essere eseguita pubblicamente: va pagata su tutti quei beni che luomo acquisisce legittimamente con le proprie attivit e che rappresentano il superfluo dei guadagni. Ne esentato ci che serve alla sopravvivenza e al decoro personale. Gli introiti della zakat vanno redistribuiti tra categorie di persone che il Corano indica essere poveri, miseri, coloro che sono incaricati di raccogliere gli introiti stessi (cio gli esattori), quelle persone cui si deve conciliare il cuore, per riscattare schiavi o debitori, per la causa di Dio, per il viandante. Il povero colui che non riesce a provvedere ai bisogno personali e della propria famiglia, il misero colui che privo di mezzi di sostentamento; coloro cui si deve conciliare il cuore sono i neo-convertiti o persone vicine ad abbracciare lIslam e che potrebbero essere ulteriormente incoraggiati a farlo; i debitori sono coloro che hanno contratto debiti per scopi leciti o meritori e che vanno sostenuti nel far fronte ai loro impegni; la causa di Dio comprende ogni sforzo (gihad) per la causa religiosa. Muhammad aveva detto di donare il sovrappi, che doveva essere redistribuito tra i poveri: il resto viene distribuito a seconda delle disponibilit. Nei paesi arabi la zakat stata una vera e propria tassa governativa; oggi gli ordinamenti legali dei paesi islamici non prevedono lesazione della zakat che i pii musulmani sono tornati a versare localmente ai bisognosi della propria comunit. d) Digiuno (sawm o siyam) durante il mese di Ramadan. Esso venne istituito in un luned del mese di Shaban nel secondo anno dellegira (624). Il termine arabo vuol dire astensione, intesa come rinuncia al cibo, alle bevande e agli atti sessuali. Numerosi sono i meriti che la tradizione ascrive al digiuno, pratica che apporta vantaggi di carattere sociale, fisico e spirituale, poich crea un clima di unit fra i credenti, purifica lorganismo e favorisce lintrospezione e lautodisciplina; bisogna evitare per di intendere questa pratica come una mortificazione del corpo. Ramadan il pi importante fra i mesi che lIslam considera sacri: in esso venne rivelato il Corano ed nel corso di questo mese che la presenza divina fra gli uomini si fa pi percepibile. Di qui luso di intensificare nel corso del mese la lettura del Corano e le pratiche devozionali, favorite dal rallentamento delle normali attivit, naturale conseguenza sul digiuno. Precetto particolarmente seguito il cosiddetto tarawih, che consiste nel radunarsi ogni notte nelle moschee per compiere in assemblea una preghiera di venti rakat durante le quali viene recitato un trentesimo del Corano, in modo tale che alla fine del mese il libro sacro sia stato letto nella sua interezza. Lesatta determinazione dellinizio del mese riveste unimportanza particolare a fini rituali: l a concezione islamica del tempo, considerato non come una quantit aritmeticamente misurabile ma come una qualit discontinua e imprevedibile, fa s che non si possa predeterminare con calcoli astronomici il momento del sorgere della nuova luna. Muhammad disse: In verit Dio il tempo

e in base a questo principio i momenti temporali non sono prevedibili ma corrispondono a un manifestarsi di Dio che deve essere di volta in volta certificato direttamente alluomo. In questo, come suggerisce Massignon (Parole donne, Paris 1970, p. 353), lIslam ribadisce un atteggiamento dellumanit primordiale che venera nella stessa irregolarit delle fasi lunari la manifestazione di una Volont misteriosa indipendente dalle stagioni solari. Giunti al ventinovesimo giorno del mese di Shaban i musulmani sono tenuti a scrutare il cielo per osservare i segni della nuova lunazione: se almeno un testimone attendibile dichiara di aver visto il nuovo crescente di luna, il mese di Ramadan cominciato e si proclama lo stato di digiuno, diversamente si rimanda al giorno successivo. La stessa procedura viene seguita quando si deve dichiarare la fine del mese, ma in questo caso si richiede la testimonianza di due persone fededegne. Una volta iniziato il mese, tutti i credenti devono astenersi da ogni forma di cibo, bevanda e atti sessuali dallalba al tramonto: anche per il digiuno bisogna formulare lintenzione, che va espressa prima dellalba ma anche in precedenza, prima di addormentarsi. Lesempio del Profeta ha reso raccomandabile un frugale pasto prima del sorgere del sole (suhur) ed una rottura del digiuno (iftar) compiuta al momento esatto del tramonto: si consiglia di interrompere lastinenza con un gesto simbolico (un sorso dacqua e qualche dattero) per poi dedicarsi alla preghiera dobbligo e in seguito concedersi un pasto regolare. La legge esenta dallobbligo i malati, i viaggiatori, le persone anziane e tutti coloro la cui salute potrebbe venire pregiudicata dallastensione dal cibo; sono escluse le donne durante il ci clo mestruale, nel corso della gestazione e dellallattamento, che devono per recuperare il digiuno o compensarlo con lelemosina. I bimbi sono esentati dal precetto, ma usanza diffusa per le madri abituarli gradualmente a digiunare ancora prima della pubert, trattenendoli dal mangiare e dal bere per qualche ora o per unintera giornata. Se per qualche motivo viene omesso un giorno di digiuno nel mese di Ramadan, quel giorno va recuperato alla prima occasione possibile e accompagnato o sostituito anche da un atto espiatorio, in genere unelemosina. Il credente deve abbandonare ogni atteggiamento litigioso, il cattivo eloquio, la menzogna, le parole vane, le distrazioni, le passioni. e) Pellegrinaggio, Hajj, spicca tra gli altri riti per la ricchezza del suo simbolismo, la sacralit delle pratiche, la complessit delle procedure. Le origini storiche del pellegrinaggio vengono fatte risalire agli inizi stessi dellumanit, quando Dio fece scendere sulla terra per Adamo, che per lIslam un profeta, una tenda del paradiso, custodita da una schiera di angeli. La tenda, di forma circolare, discese in una localit che corrisponde allattuale sito della Mecca e gli angeli si andarono a disporre intorno, determinando una sorta di recinto interdetto a quelli che tra i ginn sono demoni i ginn sono esseri del mondo intermedio e possono essere sia figure positive sia negative , uno spazio sacro e inviolabile. Allepoca del diluvio il tempio venne distrutto ma Dio ordin ad Abramo

di ricostruirlo, cosa che egli fece con il figlio Ismaele. Anche questo secondo edificio and in rovina e venne riedificato quando il Profeta aveva circa trentacinque anni. Il pellegrinaggio al tempio della Kaba (che significa cubo) era una delle espressioni pi significative della religio sit araba preislamica: lIslam ha recuperato lidea del pellegrinaggio, riunificandone gli aspetti alla luce del monoteismo; questo rito costituisce per lIslam unespressione del culto primordiale dellumanit, depurato delle degenerazioni idolatriche. Il credente tenuto a mimare gli avvenimenti della storia sacra che riguardano la casa di Dio sulla terra, in particolare le vicende di Abramo, Ismaele, suo figlio e la madre di questi, Agar. Grande il trasporto emotivo con il quale i fedeli si recano alla Mecca per compiere il pellegrinaggio: esso si compie in genere una volta soltanto nel corso della vita e bisogna accostarvisi con unintensa preparazione. La legge prescrive che il hagg deve essere compiuto almeno una volta nella vita da tutti i musulmani che ne abbiano la possibilit, cio che possano sostenerne lonere economico, che non lascino la famiglia in condizioni di sussistenza precarie o che non si lascino dietro situazioni di litigi o controversie irrisolte. La visita (umra) e il pellegrinaggio vero e proprio (hagg), o piccolo e grande pellegrinaggio, sono due cose diverse: la umra pu essere condotta in qualsiasi momento dellanno, non obbligatoria e consiste in una serie di riti da compiersi nella citt santa; il hagg pu essere eseguito unicamente durante un mese dellanno, il Dhu al-higga, e comporta lesecuzione completa delle procedure rituali che si svolgono anche al di fuori della Mecca. Giunto in prossimit del territorio sacro, il pellegrino deve esprimere lintenzione di accingersi al rito ed assumere lo stato di sacralizzazione, che consiste in un lavaggio totale del corpo e nellindossare uno speciale abito di due pezzi di stoffa non cucita, preferibilmente nuova e bianca, uno da cingere ai fianchi e uno da mettere sulle spalle; le donne non sono tenute a uno speciale abbigliamento, ma in genere vestono di bianco. Il pellegrino, a partire da questo momento, non pu avere rapporti sessuali, non pu radersi, profumarsi, uccidere animali, sradicare piante allinterno del territorio sacro, avere contegni irriguardosi, litigare. Allarrivo alla Mecca i pellegrini compiono sette giri rituali nel grande sagrato che circonda la Kaba, tenendo sempre ledificio alla sinistra e salutando o baciando ad ogni passaggio la pietra nera incastonata alla base di uno degli angoli della costruzione. Questa circumambulazione (tawaf) uno degli elementi pi caratteristici del rito e viene ripetuta pi volte nel corso del pellegrinaggio. Subito dopo i fedeli si recano a compiere il rito della corsa, che consiste nel percorrere sette volte, quattro in un senso e tre nellaltro, i circa 400 metri che separano le colline di Safa e di Marwa, accelerando ogni volta il passo per un breve tratto di percorso. Il rito evoca la corsa disperata di Agar che, abbandonata nel deserto con il figlio Ismaele, cercava ansiosamente aiuto per il proprio piccolo quasi morto di sete. Dio fece sgorgare miracolosamente lacqua nel deserto e i pellegrini alla fine del rito si recano a bere da questa fonte

(zamzam). Il pellegrino a questo punto deve compiere una preghiera di due rakat nei pressi della stazione di Abramo, unedicola con le orme dei piedi del patriarca, impresse nella roccia al momento in cui egli pose lultima pietra della costruzione del Tempio. Questi riti costituiscono la umra o piccolo pellegrinaggio. Una volta compiuti, la massa dei pellegrini si reca fuori della citt santa per iniziare il grande pellegrinaggio, il hagg. L8 del mese del pellegrinaggio la folla si reca a Mina e passa la notte allaperto. Allalba successiva riprende il cammino e i pellegrini arrivano ad Arafat, un altipiano circondato da piccoli rilievi, fra i quali spicca il monte della misericordia, ove avvenne lultima grande predicazione pubblica del Profeta. Si tratta del momento culminante del pellegrinaggio: i pellegrini, accampati nella grande spianata, invocano di continuo il perdono divino per s e per gli altri, dando libero sfogo alla devozione personale. La vicinanza a Dio si fa pi forte, perch il giorno di arafa il giorno in cui Dio apre le porte della sua misericordia e accoglie le richieste dei suoi fedeli. Al tramonto i pellegrini prendono la strada del ritorno: si fa tappa per la notte a Muzdalifa e il mattino del 10 si fa unaltra sosta a Mina per il girono del sacrificio. Qui si svolge il grande sacrificio (in genere un ovino a testa) che segna la principale festivit del calendario, celebrata in tutto il mondo anche da coloro che non hanno potuto prendere parte al pellegrinaggio. Le carni delle bestie immolate vengono in parte consumate dai sacrificanti e in parte date in elemosina. A Mina si compiono nello stesso giorno due riti essenziali: la lapidazione, eseguita scagliando sette pietruzze contro una stele che rappresenta Satana, a ricordo di Abramo che scacci il demonio con delle pietre, e la rasatura del capo, che indica una parziale uscita del pellegrino dallo stato di sacralizzazione. Si arriva alla Mecca dove si compie ancora una volta la circumambulazione della Kaba e il rito della corsa. Le procedure del pellegrinaggio sono a questo punto terminate, ma i pellegrini trascorrono ancora i giorni di 11, 12 e 13 a Mina per nuovi rituali di lapidazione, si recano unultima volta alla Mecca per unultima circumambulazione; lultimo atto la pia visita alla citt di Medina, per venerare la moschea e la tomba del Profeta e di numerosi Compagni. Il pellegrinaggio il rito del perdono, poich cancella i peccati e purifica le anime dei credenti. A questi precetti si aggiungono altri due obblighi: il divieto di mangiare carne di maiale e di cavalcature (cavalli, asini) e di bere alcolici (vedi il paragrafo dedicato alle prescrizioni alimentari), e la prescrizione del gihad. Il gihad uno degli obblighi religiosi pi importanti e coloro che vi perdono la vita non sono realmente morti, ma sono esseri viventi (Corano 2,154). Esso uno sforzo sulla via di Dio, comporta il ricorso alle armi se la sicurezza o la vita della comunit musulmana sono in pericolo, ma anche latteggiamento solo simbolicamente bellico che si traduce nel distacco dalle cose terrene per dedicarsi alla causa divina. In questo senso esso si divide in piccolo gihad, la guerra per

laffermazione dellIslam, combattuta contro i nemici esteriori, e in grande gihad, il combattimento interiore contro le passioni dellanima e lattaccamento ai beni di questo mondo. Per quanto riguarda la guerra santa, il piccolo gihad, si tenga conto che, se il compito dellIslam quello di rimanere in stato di belligeranza permanente nei confronti degli infedeli, la gente del Libro (cio ebrei e cristiani) legittimata a conservare la propria fede anche quando lIslam ha conquistato le loro terre: i Profeti del passato sono infatti gli apportatori di una legge divina e valida. I dhimmi sono coloro che vivono in terra dIslam ma non sono di fede islamica; la comunit islamica si chiama umma e lo scisma provocato dagli sciiti di chiama fitna. Ci sono poi altre prescrizioni e normative cui il credente si deve attenere nel corso della sua esistenza. La Sunna prescrive una serie di atti che un padre deve compiere entro le prime tre settimane dalla nascita di un figlio: si consiglia di espletare queste pratiche il settimo giorno. Il padre provvede a sussurrare le due forme dellappello alla preghiera allorecchio destro e sin istro del neonato, oppure la shahada, per ricordargli sin dai primi giorni di vita il suo principale dovere religioso. Segue limposizione del nome. Il rito pi importante la aqiqa, che consiste nel sacrificio di un ovino o di un altro animale, immolato per ringraziare Dio di avere concesso il beneficio di una nuova nascita: questo sacrificio pu essere sostituito da una sadaqa. Atto particolarmente raccomandato la circoncisione, che riguarda i minori maschi e pu essere effettuata nel momento della nascita, ma la pratica pi diffusa quella di rimandarla allingresso del giovane nella pubert. Il matrimonio (nikah) lunica forma legittima di unione fra i sessi: esso essenzialmente un contratto stipulato in presenza di due testimoni dalluomo e dal rappresentante della sposa, il wali, che ne cura gli interessi e vigila sul rispetto delle clausole. Per essere pienamente valido devono esserci alcuni requisiti formali: la dote che la moglie percepisce dal marito al momento della stipula del contratto nuziale e che rimane suo bene inalienabile; il consenso delle parti; la consumazione; la coabitazione dei coniugi. La donna musulmana non pu sposare un uomo che non sia di religione islamica (egli deve dunque convertirsi), mentre luomo pu sposare donne di altre fedi che per non dovrebbero essere di religioni politeistiche, poich luomo a tramandare la discendenza religiosa (patrilinearit), non la donna (diversamente che nellebraismo, matrilineare). Il Corano (4,3) ammette che luomo possa avere fino a quattro mogli contemporaneamente (poligamia16), ma deve trattarle tutte e quattro allo stesso modo, diversamente meglio che si limiti a una. Il trattamento delle mogli deve essere paritario dal punto di vista morale, affettivo ed economico. Oggi solo una trascurabile minoranza di musulmani ha pi di una moglie.
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Nel cristianesimo, la poligamia esiste solo allinterno del mormonismo, un movimento evangelico anche detto Chiesa di Ges Cristo dei santi degli ultimi giorni e fondato da Joseph Smith (1805-1844), originario del Vermont. In seguito a una serie di visioni, una delle quali dellangelo Moroni, Smith cominci a cercare le tavole doro, contenenti la storia di un antico popolo. Le trov e le tradusse, dando origine al cosiddetto Libro di Mormon. La rivelazione tra le altre cose legittimava la poligamia.

Il matrimonio pu essere sciolto con il ripudio, una forma unilaterale di risoluzione del contratto matrimoniale operata dalluomo, per scioglimento consensuale o riscatto, con cui la donna ottien e il divorzio pagando una cifra in denaro, o per decesso di uno dei coniugi. Luomo pu risposare la stessa donna dopo averla ripudiata, ma ci non possibile dopo tre ripudi. I figli nati dal matrimonio sono sotto tutela del padre, che deve mantenerli ed educarli; alla madre ne affidata la custodia, che dura per i maschi fino alla pubert, per le femmine fino al matrimonio. In caso di ripudio e di divorzio, i figli restano con il padre, a meno che let troppo tenera dei figli non richieda il contrario. I figli devono avere nei confronti dei genitori unobbedienza e un rispetto assoluti. I riti funebri vengono definiti nei dettagli: al momento dellagonia si ricorda al moribondo la professione di fede perch, una volta rimasto solo nella tomba, verr sottoposto ad interrogatorio sui principi del credo dagli angeli Munkar e Nakir. Se dovesse essere impreparato, gli angeli cominceranno a tormentare il cadavere che avvertir un dolore fisico e tali tormenti dureranno fino al giorno del giudizio finale. Avvenuto il decesso, si devono chiudere gli occhi del defunto nel caso fossero rimasti aperti, su precisa indicazione del Profeta che una volta fece personalmente questa azione affermando: quando lanima abbandona il corpo, il moribondo la segue con lo sguardo . Le lamentazioni funebri devono essere contenute perch lanima soffre nelludire grida troppo forti e scomposte. meritorio recitare la sura 36 del Corano che, per alcuni accenni al giudizio finale e ai destini delluomo, viene considerata il migliore viatico per affrontare il cammino dellaldil. Il cadavere viene sottoposto a un lavaggio completo, profumato e avvolto in un sudario (quelli che hanno compiuto il pellegrinaggio vengono avvolti nellabito del pellegrino). La preghiera funebre viene in genere recitata prima dellinumazione, una vera e propria salat che consiste nel recitare in posizione eretta e a bassa voce formule e passi coranici. Il morto viene sepolto con il corpo poggiato sul fianco destro e il volto rivolto nella direzione della qibla. Il lavaggio del cadavere obbligatorio in tutti i casi, salvo che per coloro che sono morti combattendo sulla via di Dio: nel caso dei martiri il sangue, normalmente causa di impurit, considerato puro e non va rimosso dal corpo. Per ci che concerne labbigliamento, vi sono una serie di norme che devono salvaguardare moralit e decenza: gli uomini devono nascondere il corpo dallaltezza dellombelico fino alle ginocchia, ma labbigliamento tradizionale del musulmano copre anche il resto della persona: in particolar modo, quando ci si dedica alla preghiera, le braccia e le gambe sono in genere coperte. Le donne, invece, devono tenere coperte tutte le loro parti belle (Corano 24,31) e possono mostrare in pubblico volto, mani e piedi. Il velo sul viso non dunque un obbligo coranico e deve la sua diffusione a motivazioni di carattere etnico o come segno distintivo, ad esempio in Occidente. Le

restrizioni al vestiario femminile non valgono in ambito domestico. Agli uomini proibito indossare vesti di seta e oggetti in oro, mentre per le donne non esistono specifiche proibizioni. Per quanto concerne il velo, ne esistono di diversi tipi e ognuno di essi legato allarea di appartenenza geografica: Abbiamo labaya (Golfo Persico), nero, lungo dalla testa ai piedi, che lascia completamente scoperto il volto; il chador (Iran), nero, che pu essere sia un fazzoletto nero sulla testa, sia un mantello su tutto il corpo; il niqab (Arabia Saudita), nero, che ammanta lintera figura e ha una fessura allaltezza degli occhi; il burqa (Afganistan), in genere azzurro, che nasconde tutta la figura e ha una griglia allaltezza degli occhi; haik (Tunisia e Algeria), bianco o nero, di cotone, copre dalla testa ai piedi e spesso anche il volto, ma solo per le ragazze giovani; hijab il fazzoletto ampio, di colori diversi, che cela orecchie, nuca e capelli ed il pi diffuso. In questi ultimi anni, spesso si sentito parlare di problemi inerenti il velo: soprattutto in Francia, in seguito a una serie di polemiche legate alla legittimit o meno di portare il velo in ambienti pubblici quali le scuole, si arrivati al 2004, quando il governo francese ha proibito del tutto il velo islamico nelle scuole pubbliche, arrivando al paradosso che non poche studentesse musulmane hanno preferito iscriversi nelle scuole paritarie cattoliche, dove il velo liberamente tollerato. Le feste islamiche Il venerd il giorno sacro per i musulmani e la festa si chiama al-jumua, che significa giorno di riunione, assemblea. Questo giorno non implica lobbligo del riposo settimanale. Il venerd il miglior giorno della settimana perch il giorno in cui Adamo stato creato, entrato in Paradiso ed stato cacciato, nonch quello in cui morto. Il giorno della Resurrezione sar di venerd. Questo giorno superiore alle feste della Rottura del digiuno e dei Sacrifici, che sono le due feste designate dalla forma duale al-idan, la piccola festa e la grande festa. La al-adha, o id-al-Kabir, la festa dei Sacrifici, commemora nellIslam il sacrificio di Ismaele; lal-fitr la festa della Rottura del digiuno del mese di Ramadan. La loro celebrazione si svolge di norma fuori della moschea (salvo alla Mecca e a Medina) in un luogo di preghiera (musalla): vi partecipa tutta la comunit, comprese donne e bambini. Il Takbir (Allah akbar, Allah grande) viene ripetuto assai intensamente. La festa della Rottura viene celebrata il decimo mese (primo Shawwal) dopo il levarsi del sole, quella del sacrificio (o dei Sacrifici, o delle vittime sacrificali) il mattino del decimo giorno del dodicesimo mese dopo il levar del sole. Questultima festa quella in cui si celebra il sacrificio, legato alla cerimonia del pellegrinaggio. In contraddizione con il nome, la piccola festa ha di fatto unimportanza maggiore della grande nella maggior parte dei paesi islamici.

Ancora, bisogna citare il mawlid, la festa della Nascita del Profeta, uninnovazione di epoca ottomana, che si celebra il 12 Rabi I (terzo mese), e lashura, celebrata il decimo Muharram (primo mese), un giorno di digiuno non obbligatorio ma ormai sentito come pressoch obbligatorio. Per gli sciiti essa commemora la battaglia di Karbala ed segnata da manifestazioni religiose e folkloristiche (lamentazioni, flagellazioni): la festa della beneficenza e della generosit verso la famiglia, i genitori, gli orfani, i poveri. In tale occasione duso sgozzare polli e visitare cimiteri. Le prescrizioni alimentari il sistema delle prescrizioni alimentari semplificato rispetto a quello ebraico, ma analogo per alcune tipologie di carni proibite (ad esempio il maiale) e per lesigenza della macellazione rituale (anche se ad esempio i convertiti italiani non comprano le carni soltanto nelle macellerie islamiche). Le prescrizioni alimentari hanno base coranica (Cor. 2, 172-173; 5,3-5; 6,118-121). Sono proibite le carni del maiale, di animali morti per cause naturali, delle cavalcature (asini, muli, cavalli, cammelli), di carnivori muniti di canini, di rapaci, di animali domestici. Luccisione dellan imale deve essere compiuta in nome di Dio: esso deve essere sgozzato con un completo deflusso del sangue, evitando la sofferenza dellanimale. La legge islamica ammette come lecita la macellazione effettuata da ebrei e cristiani, ma non pu accettare i metodi della moderna macellazione dei paesi occidentali, che non prevedono lo sgozzamento e il dissanguamento totale della bestia. I musulmani non possono bere alcolici di nessun tipo. interdetto il latte degli animali dei quali non lecito mangiare la carne. Nei paesi occidentali lislam fa i conti con i simboli, gli status, i luoghi che attirano soprattutto i pi giovani: uno di essi senza dubbio il MacDonalds, il fast food per eccellenza, dove i ragazzini di fede islamica fino al 2005 dovevano rassegnarsi a ordinare unicamente il panino con il filetto di pesce. Nel 2005, per, a Clichy-sous-Bois, Parigi, ha aperto il primo Beurger King Muslim, dove si servono hamburger in tutte le salse, ma con animali halal (ossia leciti), macellati secondo il rito islamico, senza uso di alcool n di strutto. Il fast food ha inoltre dato lavoro a 28 ragazzi musulmani disoccupati e senza prospettive di lavoro, diventando un luogo di incontro e di aggregazione giovanile.