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La scelta di sincronizzazione della Relativit misurabile?

Riassunto. Si esamina il ruolo svolto dalla scelta convenzionale della sincronizzazione degli orologi nella teoria della relativit ristretta. Sono esposti i punti principali dello scenario che corrisponde ad una scelta convenzionale differente da quella adottata nella relativit ristretta. In particolare si fa riferimento a quello proposto da Franco Selleri. Viene posto il problema della previsione della precessione di Thomas, mostrando che le scelte di sincronizzazione della relativit ristretta e quella proposta da Selleri porterebbero a differenti previsioni sperimentali. Il parametro di sincronizzazione che costituisce lelemento discriminante fra lo scenario proposto da Selleri e quello della relativit ristretta potrebbe essere soggetto a verifica sperimentale.

1. La determinazione della velocit della luce e la questione della simultaneit Il problema delle assunzioni convenzionali nella determinazione della velocit della luce stato oggetto di studio anche prima della formulazione della teoria della relativit. Henri Poincar, in alcuni scritti antecedenti alla formulazione della teoria della relativit ("La Misura del Tempo" - 1898) e ("Scienza e Ipotesi" - 1902) si poneva il problema della determinazione della velocit della luce in un percorso non chiuso, e di come determinare la simultaneit degli eventi. La conclusione di Poincar che questo non possibile a prescindere da assunzioni convenzionali; in particolare riguardo allindipendenza della velocit della luce dalla direzione di propagazione afferm che: Questo un postulato senza il quale sarebbe impossibile iniziare una qualsiasi misura di questa velocit. Rester per sempre impossibile verificare la validit di questo postulato con degli esperimenti (affermazione questa che rimarr nota come la maledizione di Poincar) Il carattere convenzionale della determinazione della velocit della luce in un percorso aperto presente anche nella relativit. Le evidenze sperimentali indipendenti da assunzioni convenzionali riguardano percorsi chiusi, dove non vi sono problemi di sincronizzazione essendo utilizzato un solo orologio. Le misurazioni della velocit della luce riguardano quindi unicamente la velocit media della luce in un percorso chiuso, che una costante indipendente dal SI. Nella teoria della relativit ristretta (TRR) la sincronizzazione fra due osservatori A e B effettuata assumendo per convenzione che la velocit della luce nel percorso di andata A B sia uguale a quella nel percorso di ritorno B A, in modo che il tempo T(A-B) impiegato da un segnale luminoso per andare da A a B sia uguale a T(B-A) . Nulla vieta di considerare una pi generale convenzione di sincronizzazione nella quale T(A-B) = (T(A-B) + T(B-A)), essendo 0< <1. La convenzione adottata nella TRR corrisponde ad = , che solo uno dei possibili valori compatibili con il risultato sperimentale della misurazione della velocit della luce in un percorso chiuso.

2. Le relazioni di trasformazione La formulazione delle relazioni di trasformazione fra sistemi di riferimento inerziali (SI) in dipendenza della convenzione di sincronizzazione stata estensivamente trattata da Selleri. Selleri giunge a queste relazioni di trasformazione che dipendono da un parametro di sincronizzazione e1 : ( = v/c )

Viene dimostrato in [2] che queste relazioni valgono per due SI S0 e S per i quali siano verificate queste condizioni: 1) Lo spazio sia omogeneo e isotropo, e il tempo sia omogeneo, almeno se giudicato da osservatori a riposo in S0 2) Nel sistema S0 la velocit della luce abbia lo stesso valore c in tutte le direzioni, definendo cos in S0 la velocit su percorsi aperti e la sincronizzazione degli orologi. 3) Lorigine di S, vista da S0, viene vista muoversi con velocit v < c parallela allasse x0, in accordo con lequazione x0 = v t0 4) Gli assi di S e S0 coincidono per t =t0 =0 5) La velocit della luce in un percorso chiuso la stessa per tutti i SI 6) Il rallentamento degli orologi avviene rispetto al sistema di S0 secondo il fattore

Le trasformazioni di Lorentz (TL) corrispondono a questo valore del parametro e1

Selleri considera il caso e1 = 0 e chiama trasformazioni inerziali (TI) le trasformazioni corrispondenti a questo valore del parametro. Lo scenario nel quale si applicano le TI notevolmente diverso rispetto a quello in cui valgono le TL. In particolare: Si ammette lesistenza di un solo SI (S0) nel quale la velocit della luce sia isotropa. Quale sia la velocit di un qualsiasi SI rispetto a S0 non per rilevabile sperimentalmente

Il rallentamento degli orologi e la contrazione delle lunghezze rispetto a questo sistema di riferimento sono assoluti. Questo significa che, rispetto al sistema S, gli orologi di S0 si muovono pi velocemente e le lunghezze in S0 risultano dilatate; le TI inoltre non formano un gruppo. Altra importante caratteristica lassenza della relativit della simultaneit. Eventi simultanei in un SI lo sono in qualunque altro SI.

3. Esempi di applicazione delle TI Esemplificativa la trattazione del cosiddetto paradosso dei gemelli in questo scenario. La differenza fra i tempi propri trascorsi per i due gemelli spiegata unicamente con le differenti velocit dei due gemelli rispetto a S0. Nella TRR un contributo fondamentale in questo calcolo dato da potenziali gravitazionali equivalenti fatti entrare in gioco al momento di invertire la direzione del moto e iniziare il percorso di ritorno. Nello scenario che utilizza le TI invece tale fattore non necessario e non viene considerato. Una verifica fondamentale per le TI costituita dallelettrodinamica. E mostrato in [4] che lelettrodinamica ottenuta basandosi sulle TI prevede correttamente leffetto Wilson, considerato unimportante verifica per teorie che prevedano la presenza di un etere (Anche se non stiamo esaminando una teoria di questo tipo comunque una verifica significativa data la presenza di un sistema di riferimento privilegiato). In [5] esaminato leffetto Compton, mostrando che lutilizzo delle TI porta alle stesse previsioni sperimentali della TRR. Altra verifica svolta in [3], dove viene considerata la cinematica delle interazioni fra particelle ad alta energia, mostrando che le previsioni sperimentali che si ottengono utilizzando le TI sono analoghe a quelle della TRR. Ladozione delle TI inoltre ha un impatto, ancora da valutare, anche sulla relativit generale. Questo perch ds2 non pu essere pi considerato invariante, dato che la velocit della luce in un percorso aperto dipende dal SI considerato (vedi [2]). Linteresse per questo tipo di verifiche rimane per principalmente confinato in un ambito di tipo interpretativo / epistemologico, dato che si tratta di spiegare risultati gi previsti in un diverso scenario interpretativo. Inoltre si pu obiettare che il formalismo della TRR sia pi simmetrico e quindi soddisfacente ed elegante di quello ottenuto con le TI. In definitiva limportanza di questa interpretazione dipende dai punti di vista del singolo; avrebbe scarso intesse per chi non ritenga particolarmente significativi gli aspetti interpretativi. Sarebbe ovviamente importante identificare una verifica sperimentale in grado di distinguere fra i due scenari, che costituirebbe quindi una ulteriore verifica sperimentale a cui sottoporre la TRR.

4. La precessione di Thomas Il fenomeno della precessione di Thomas (PT) preso in considerazione con lobiettivo di individuare una verifica sperimentale che dia risultati diversi per le TI e le TL. La PT stata introdotta negli anni venti per spiegare il valore del momento magnetico dellelettrone. Tale spiegazione si basa su considerazioni di carattere esclusivamente cinematico che fanno riferimento al modello dellatomo di Bohr. Lo spin dellelettrone stato poi in seguito spiegato come un risultato previsto dallequazione di Dirac. Consideriamo per che: - Le spiegazioni della PT che fanno riferimento allatomo di Bohr hanno oramai un valore principalmente storico, trattandosi di un modello dellatomo superato dallintroduzione dellequazione di Dirac. - Nellequazione di Dirac, la spiegazione dello spin dellelettrone non di tipo cinematico (non essendo definita la traiettoria dellelettrone), e quindi non si pu imputare a un effetto puramente cinematico come la PT. Inoltre a questo proposito interessante segnalare unanalisi di Peter Rowlands (research fellow presso luniversit di Liverpool). In [6] e [7] mostra che le considerazioni fatte per spiegare la PT dopo la sua scoperta erano scorrette, e la relativit non era necessaria spiegare il fenomeno. Poi esamina lo spin ell'elettrone nel contesto dell'equazione di Dirac, e mostra che non ha che vedere con la relativit ma un risultato delle propriet non commutative delloperatore momento. Inoltre, per assicurarsi che non derivi da aspetti relativistici dellequazione di Dirac, considera l'elettrone nellambito dellequazione di Schrdinger non relativistica, mostrando che anche in questo caso la PT dell'elettrone prevista e origina dalla non commutativit degli operatori. La misura dello spin dellelettrone non pare quindi costituire una verifica sperimentale della PT. Inoltre, a meno di altre verifiche sperimentali della PT (delle quali chi scrive non a conoscenza), la PT sarebbe da considerarsi un fenomeno relativistico previsto ma mai realmente osservato. Vi sono delle considerazioni basilari che indicano che le TI non prevedano il fenomeno della PT. La PT non prevista sostanzialmente a causa della simultaneit assoluta dello scenario nel quale valgono le TI. In generale nella TRR, un cambiamento di velocit che avviene simultaneamente per tutti gli osservatori in quiete in un certo SI non avviene pi simultaneamente per gli stessi osservatori se considerato in altro SI; quindi negli altri SI ha luogo una rotazione. Questa considerazione alla base della rotazione prevista nella PT.

Data la simultaneit assoluta dello scenario nel quale valgono le TI, i cambiamenti di velocit simultanei in un dato SI lo sono in qualunque altro SI. Non si determinano quindi rotazioni e la PT risulta essere sempre nulla. Le due scelte di sincronizzazione prevedrebbero quindi valori diversi della PT, consentendo quindi la falsificazione di (almeno) una delle due scelte su base sperimentale. Curiosamente, verrebbe determinata la presenza o l assenza di S0, senza per in ogni caso potere determinare la velocit di un qualsiasi SI rispetto a S0. E al di fuori degli obiettivi di questarticolo individuare metodi sperimentali per la verifica della PT, che potrebbe essere problematica da un punto di vista tecnologico. Ad esempio non sono utilizzabili i risultati di grande precisione forniti dal satellite Gravity Probe B, dato che la PT non viene misurata. Infatti il satellite, essendo in caduta libera lungo una geodetica, non subisce nessuna accelerazione rispetto al sistema di riferimento nel quale si trova in quiete. Non vi perci nessun boost e quindi in ogni caso nessuna PT. (vedi [8])

[1] F. Selleri: Lezioni di relativit - da Einstein alletere di Lorentz, ed. Progedit [2] F. Selleri: Found. Phys. 26, 641-664, 1996 [3] F. Selleri: Found. Phys. 9, 43-60, 1996 [4] G. D. Puccini: Electrodynamics under a Possible Alternative to the Lorentz Transformation, arXiv:physics/0407096 v1 [5] B.Buonaura: Electromagnetic Waves, Inertial Transformations and Compton Effect, Apeiron, Vol. 14, No. 3, Luglio 2007 [6] P. Rowlands: Zero to Infinity: The Foundations of Physics pag 422-424 World Scientific, 2008 [7] P. Rowlands: The factor 2 in fundamental physics, arXiv:physics/0110069 [8] J. D. Fairbank, B. S. Deaver, Jr., C.W. F. Everitt, & P. F. Michelson,: Near Zero: New Frontiers of Physics, pag 578, W. H. Freeman & Company