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SINCRONICITA'- Un paradigma per la mente Il seguente libro tratta della sincronicita' e in particolaredei processi di pensiero che la sottintendono.

Ognuno nella propria esperienza soggetti a ha potuto constatare strane coincidenze che risaltano per l'ele ato contenuto simbolico e di signi!icato che hanno presentato relati amente all'esperienza stessa del soggetto. "uando si parla di sincronicita' iene spontaneo !ar ri!erimento ad e enti legati da un !ilo misterioso che non puo' essere spiegato in termini di causa e e!!etto. Il concetto di sincronicita'# di!!icilmente accettabile in una concezione scienti!ica occidentale# e' particolarmente caro alleconcezioni !iloso!iche orientali e nella !iloso!ia antica. Alcune pratiche esoteriche considerano il principio di sincronicita' come o io e sottinteso# per esempio l'astrologia. Nel testo che segue# in ece# il concetto di sincronicita' iene interpretato come una modalita' di !unzionamento dei processi conosciti i della mente$ la tesi consiste nell'osser are come tutti i processi conosciti i si basino sulla coincidenza di segni che poi di engono signi!icati i tramite un processo di selezione che ne sottolinea la pertinenza. Sostanzialmente il cer ello !unziona come un potente selezionatore di coincidenze e %uindi le sincronicita' ac%uistano una particolare rile anza per le !unzioni conosciti e. Il passaggio successi o consiste nell'ipotesi che il principio di sincronicita' abbia una propria consistenza nel mondo reale. Nel libro engono presentati i principali meccanismi di pensiero che sono stati indi iduati tramite gli studi di intelligenza arti!iciale. Tali modelli di strutturazione dei processi cogniti i engono costantemente messi in rapporto con il principio di sincronicita'. Capitolo & Capitolo ' Capitolo ( Capitolo ) Capitolo * Capitolo + Capitolo , Capitolo Capitolo . Capitolo &/ Capitolo &&

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Capitolo 1

Ri!lessioni sull'intelligenza arti!iciale


INTRO0U1ION2 0a %uali presupposti 3 possibile partire per crearsi una rappresentazione del mondo4 Il mondo 3 accessibile solo tramite una rappresentazione soggetti a oppure esiste una "REALT" di cui la !iloso!ia pu5 darci ontologicamente con!erma4 2cco alcuni temi su cui sono stati scritti !iumi di inchiostro6 domande a cui# ancora# non sappiamo dare risposte de!initi e. Il mio punto di partenza# curiosamente# trae spunti dalla scienza dei calcolatori$ a!!ermato con 7ittgenstein che le proposizioni della !iloso!ia sono condannate a essere pri e di alore in!ormati o sul mondo# anche se suscettibili di essere una chiari!icazione di %uelle proposizioni che sono in!ormati e intorno al mondo# beninteso non gi8 ri!erendosi a dati di !atto# ma correggendo i nostri errori d'uso nel ri!erire dati di !atto6 accettato# non senza alcune riser e critiche# il materialismo dialettico che ci !ornisce per lo meno una 9Realt89 indipendente dall'osser atore :alcuni eminenti !isici hanno suggerito la possibilit8# almeno in linea di principio# che l'osser atore in!luenzi irriducibilmente la realt8 con il solo atto conosciti o; traiamo dun%ue le nostre considerazioni da un campo estremamente pragmatico come %uello della scienza dei calcolatori. Nel seguito oseremo in adere il campo della !iloso!ia anche se non dichiaratamente6 non intendo rispol erare i classici testi e trattati# anche se ine itabilmente incontreremo nel corso logico dell'esposizione espliciti od impliciti ri!erimenti alle 9scuole9 di pensiero dominanti. Il mio intento dichiarato consiste nel tentati o di scuotere il lettore rispetto ad assunti all'apparenza 9o i9 che di !atto non lo sono. Nel seguito erranno suggerite idee e identemente 9ridutti e96 appellandomi alla pazienza del lettore# orrei ricordare la complessit8 ed importanza dei temi trattati# tale da giusti!icare la palese incompletezza degli schemi concettuali utilizzati per a!!rontarli. Che cos' un oggetto.

<a !iloso!ia della seconda met8 del =I= secolo nella maggior parte dei suoi esponenti 3 caratterizzata# nella ariet8 delle !orme# da un denominatore# che sembra comune sia alla corrente empirista che all'idealistica$ la riduzione dell'oggetti it8 ad 9apparire9 e del !atto a rappresentazione. "uesta assunzione di iene e idente necessit8 rispetto al compito di costruire automi o macchine pensanti. <'ingegnere che progetta un sistema a calcolatore 9de e9 compiere un la oro di suddi isione ine itabile$ il mondo# la macchina e ci5 che la macchina sa del mondo. 0a %uesto punto di ista una macchina pensante si presenta naturalmente nel contesto del materialismo dialettico. > anche ero che nessuno :!inora; ha ancora costruito una macchina eramente 9pensante96 ma %uesto 3 un altro discorso. Che cosa una macchina pu5 sapere del mondo4 Se per macchina intendiamo un calcolatore digitale si rende necessario speci!icare una %ualche :complessa %uanto si uole; rappresentazione del mondo rispetto alla %uale il computer elabora risposte 9intelligenti9. Il lettore attento a r8 notato come abbiamo li%uidato senza 9critica9 la dipendenza della cosa dal soggetto$ %uesto pone a il problema di dar ragione dell'iter progressi o della conoscenza di un oggetto o di un campo di !enomeni e di come lo 9spirito9 potesse trascendere il carattere !rammentario e meccanico o contraddittorio del suo rappresentare e rappresentarsi. Il giudizio# non pi? inteso come s!orzo di adeguamento ad un'oggetti it8 gi8 data ed esterna# cio3 essenzialmente come asserzioni ere e !alse# ma ridotto a concezione psicologica ripetiti a del !enomenico che di iene mera espressione di credenza o di attesa e pre isione. <a riduzione del giudizio a espressione di credenza e pre isione ben si accorda con le indagini genetiche sull'ideologia e i comportamenti delle nuo e scienze dell'uomo# ma si presenta indi!!erente al corpo costituito delle scienze !isiche# della matematica e della logica. <a scienza pretende di essere una rappresentazione oggetti a di un certo ambito di realt8. Se la sua radice 3 sperimentale-percetti a come e perch@ il suo uni erso si presenta di erso dal mondo dell'esperienza %uotidiana4 Come e perch@ la rappresentazione %ualitati a e soggetti o pri ata della cosa si tras!orma in un'indicazione in cui la cosa 3 designata sotto indici astratti e colta in relazioni %uantitati e# che ariano secondo i tipi generali dell'aspetto del !enomenico che la scienza speciale mette in luce4 Come 9l'esperienza9 %ualitati a e imprecisa della %uotidianit8 si scinde e ricompone nell'esperimento %uantitati o4 2 in!ine# gli enunciati della logica !ormale e della matematica# cosA necessariamente e aprioricamente alidi e nel contempo cosA radicati nel discorso di ogni scienza !ino a costituirne il tessuto della legalit8 dedutti a# come pote ano tro are giusti!icazione e riconoscimento del loro senso essendo come ogni proposizione reale# mere generalizzazioni dell'esperienza4 Ber l'empirismo il problema radicale consiste nel passare dalla rappresentazione al concetto. <'empiria ci o!!re# sA# percezioni di cambiamenti successi i o di oggetti giustapposti# ma non gi8 una connessione necessaria. 0o endo la percezione restare il !ondamento di ci5 che ale come erit8# l'uni ersalit8 e la necessit8 sembrano %ualche cosa di ingiusti!icato# un'accidentalit8 soggetti a# una semplice abitudine# il cui contenuto pu5 essere costituito cosA o altrimenti. <a connessione necessaria pu5 essere !ornita solo dalla struttura interna presente nella macchina pensante e corrisponde ai limiti intrinseci alla macchina stessa. Una macchina che non percepisce il erde non edr8 9mai9 il erde. Ora pu5 una macchina pensante a ere una percezione interna6 non una percezione di s@ stessa come oggetto# ma una percezione della propria percezione4 :Cogito ergo sum; 0al punto di ista umano per l'introspezione esiste un'impossibilit8 di una e!!etti a osser azione dei propri atti psichici# che non possono essere colti nel loro s olgersi originario# in %uanto il nostro

tematizzarli# concentrando la nostra attenzione su di essi# li modi!ica irrimediabilmente# !ino a distruggerne il carattere di atti it8. :un concetto analogo 3 espresso dal principio di indeterminazione nell'ambito della !isica delle particelle; Crentano# d'altra parte a!!erma a risolutamente l'e idenza della percezione interna# come tipico strumento che ci permette di cogliere il !enomeno psichico nella sua struttura. In ogni nostro atto mentale# sia esso una rappresentazione# un giudizio o un moto di desiderio o ripulsa# siamo costretti a riconoscere una !orma unica essenziale$ il simultaneo essere consci e del contenuto e del nostro atto di coscienza che ha presa su di esso. Ber esempio# non possiamo udire un suono senza essere consci non solo del suono stesso# ma anche dell'essere consci di udirlo. <a coscienza di s@ 3 raggiunta# nell'esperienza umana# direttamente e nel medesimo atto in cui si 3 consci di un %ualsiasi contenuto. Nel chiarire la relazione !ra %uesti due poli necessariamente compresenti nell'atto di coscienza Crentano introduce il termine di 9intenzionalit89$ 9<'in-esistenza intenzionale 3 peculiare solamente ai !enomeni psichici. Nessun !enomeno !isico sembra mostrare %ualcosa di simile. > cosA noi possiamo de!inire i !enomeni psichici dicendo che essi sono %uei !enomeni che contengono oggetti in se stessi mediante intenzionalit89. Seguendo alla lettera l'argomentazione di Crentano# un ingegnere che si pre!iggesse di costruire una macchina pensante do rebbe essere in grado# per poterla costruire# di creare un processo psichico6 o in altri termini un !enomeno di coscienza. Bresi da scoramento rispetto ad una tale impresa lasciamo la psicologia 9genetica9# che si pone come obietti o lo studio degli atti psichici# e ripieghiamo sulla psicologia 9descritti a9# come indagine 9intuiti a9 sui processi psichici$ come descrizione delle propriet8 strutturali degli stessi. I problemi che Crentano dischiude possono essere indicati come$ &; Status degli oggetti di coscienza# in relazione con l'oggetti it8 della cosa e con l'oggetti it8 ideale6 '; Rapporto tra il soggetto e la s!era dei signi!icati6 logica e genesi di senso delle categorie6 noeticit8 dell'atti it8 della coscienza. Il !enomeno psichico si presenta legato a tre elementi$ l'atto mentale# il contenuto e l'oggetto. Il contenuto di un atto mentale di presentazione 3 parte necessariamente integrante della presentazione# mentre l'oggetto 3 assolutamente esterno ad essa$ al punto da non a ere a!!atto bisogno di esistere. Noi possiamo soltanto pensare a una montagna d'oro# a endo un'idea con un certo contenuto6 il contenuto esiste nell'idea# mentre l'oggetto non ha nessuna esistenza nell'idea o in nessun altro luogo. Bossiamo pensare anche ad un %uadrato rotondo# in tal caso non esiste nessun oggetto# di iene un mero gioco linguistico. 2mergono due tesi salienti$ &; Dra contenuto e oggetto i 3 una irriducibile di!!erenza di 9status ontico9. Ber5 i due elementi sono incatenati !ra di loro# nel senso che non si pu5 dare contenuto senza oggetto e l'oggetto non pu5 presentarsi alla coscienza che attra erso il contenuto. Ea considerata l'assoluta indipendenza che intercorre !ra di essi# il loro rapportarsi non potr8 tanto de!inirsi una relazione# %uanto piuttosto una necessaria correlazione. '; Ogni atto mentale si ri!erisce a un oggetto assolutamente esterno che non cessa di essere oggetto :cio3 di possedere gli essenziali caratteri dell'estraneit8 al mentale e del presentarsi opposto-innanzi al pensiero; se non esiste di !atto o perch@ contraddittorio. Il contenuto 3 per de!inizione mentale# mentre l'oggetto pu5 possedere propriet8 che nessun mentale esistente ha la possibilit8 di possedere$ Una montagna d'oro 3 un oggetto esteso# 3 !atta d'oro# 3 pi? grande o pi? piccola di altre montagne.

2 identemente la montagna d'oro# malgrado la sua inesistenza# possiede tutte le determinazioni di un oggetto !isico. Un primo errore consiste nel porre immediatamente il contenuto nella struttura signi!icati a del giudizio. Un secondo errore consiste nel !ar regredire il contenuto a mera copia dell'oggetto.

Capitolo 2
Ber e itare di cadere da un estremo all'altro possiamo aggrapparci ad una teoria che riesca a mantenersi in e%uilibrio sullo spartiac%ue di %uesti opposti errori# ma a prezzo di indicare una semplice classi!icazione di elementi# che resta inerte e muta e che sembra %uasi indi!!erente a con!rontarsi con il senso comune e con i concetti e le costruzioni della scienza. Cercare una rappresentazione !edele del rapporto della coscienza all'oggetto porta ad ine itabili di!!icolt8. Occorre allora partire dalla percezione pi? concreta e icina alle esperienze sensibili. Bercezione intesa nel suo senso pi? pieno di a ertimento della coscienza dell'esistenza di un oggetto. <a percezione ha cosA tra tutti gli atti la !unzione di una esperienza primiti a da cui gli altri atti dell'esperienza traggono la loro !orza !ondatrice. 2d 3 appunto sul concreto terreno della percezione sensibile che la trascendenza dell'oggetto si ri ela in tutta la sua immediata e idenza. > e idente che la isione e la cosa ista# la percezione e la cosa percepita si ri!eriscono l'una all'altra# ma per necessit8 di principio non !anno tutt'uno# n@ realmente n@ per essenza. Brendiamo ad esempio una ta ola e la sua percezione6 girandole attorno io ho costantemente la coscienza dell'esistere di %uesta sola ed medesima ta ola# che rimane in s@ stessa assolutamente immutata. Eentre la percezione della ta ola 3 costantemente mute ole$ 3 una continuit8 di percezioni mute oli. <a percezione 3 %uello che 3# nel costante !luire della coscienza6 anzi 3 essa stessa un !lusso costante$ il presente percetti o si muta continuamente nell'annessa coscienza di un passato prossimo# mentre spunta un nuo o presente. <a percezione non 3 un momento muto e cieco della ita psichica# ma 3 percezione di un particolare oggetto$ 3 emergere di un percepito gra ido di senso. Ora cosa pu5 percepire un computer4 Una risposta o ia ma riduttrice 3 la seguente$ l'atti azione di canali a!!erenti# o pi? precisamente l'atti azione di celle di memoria connesse rigidamente a canali di comunicazione. Brendiamo ad esempio la percezione di un'immagine. <'immagine de e essere registrata su un supporto leggibile dall'elaboratore de e essere interpretabile in termini spaziali e potrebbe !ar ri!erimento a 9oggetti9 in essa contenuti. Tali oggetti do rebbero essere identi!icati in relazione ad altre celle di memoria che ne consentirebbero una classi!icazione. Una di!!icolt8 che ci appare e idente consiste nella di!!erenza insormontabile tra la percezione da una parte e la rappresentazione simbolico-signi!icati a dall'altra. Un errore da cui 3 necessario sgomberare il campo consiste nella assunzione della percezione come 9copia9 dell'oggetto esterno. In nessun senso la percezione pu5 essere la 9copia9 dell'oggetto reale$ l'oggetto reale emerge da un la orio di astrazioni basato sulla tras!ormazione delle percezioni in 9idee9 che rimangono costanti durante tutto l'atto percetti o. 0al punto di ista dell'ingegnere della conoscenza in ece 3 necessario un legame !unzionale che si stabilisca tra la percezione e l'oggetto6 tanto pi? e tanto meglio il simbolo rappresenta l'oggetto nella sua interezza percetti a tanto pi? 3 sempli!icato il la oro di progettazione.

Il sensibile non pu5 essere de!inito come l'e!!etto immediato di uno stimolo esterno# perch@ gi8 nella percezione scorgiamo la genesi di un processo di integrazione in cui il testo del mondo esterno non 3 ricopiato bensA costituito. Si de!inisce pertanto una distinzione !ra 9schema9 ed 9eidos9 che si pongono rispetti amente come sorgenti della ra!!igurazione e di signi!icati nella predicabilit8. <'eidos# seppure intuito 9in carne ed ossa9# trascende ogni ra!!igurazione e ogni comprensione esauriente# e si pone come limite-guida del pensare e del nostro orientamento nel mondo. <'eidos# a di!!erenza della cosa# non 3 reale e non 3 psicologico# come non pu5 essere localizzato in nessun posto del mondo spazio-temporale$ non iene dun%ue incontrato come si incontrano casualmente gli oggetti che erano lA gi8 da prima# ma iene intuito sulla base di percezioni ed esperienze concrete e di operazioni issute. Broprio in %uesto consiste %uello che 3 stato chiamato 9il miracolo della coscienza96 nel proiettare essenze che illuminano di senso l'esperienza e consentono la signi!icati it8 del giudizio su di essa e# pi? in generale# la razionalit8 del discorso teorico. 2lementi necessari all'intelligibilit8 della tipicit8 della ita# esse# proprio come uni ersali# non sono mai comprese o analiticamente circoscritte nelle arie deduzioni concettuali# ma si pongono sempre come %ualcosa d'altro rispetto al dato# che di esse 3 solo parziale aspetto ed esempio. 0a %uesto punto di ista la !enomenologia si pone come scienza delle essenze# in una genesi naturale che lega la s!era dell'esperienza con %uella del giudizio. <e essenze non sono separate dall'esistenza# anche se appaiono tali nel linguaggio6 il linguaggio 3 un mezzo# che come tale codi!ica e restringe la ricchezza originale dell'esperire# nel momento stesso in cui# correggendosi ed adeguandosi continuamente# !a trasparire la sorgente trascendentale del signi!icato. Nel silenzio della coscienza originaria si ede apparire non soltanto ci5 che ogliono dire le parole# ma anche ci5 che ogliono dire le cose# il nucleo di signi!icato primario attorno al %uale si organizzano gli atti di denominazione ed espressione. 0al punto di ista del linguaggio solo le cose sono eramente oggetti# intese come polo assolutamente irriducibilmente altro dalla coscienza nel rapporto originario io-mondo# mentre tutti gli altri termini posseggono un'oggetti it8 deri ata e mediata dal linguaggio stesso. In complesso# il alore !iloso!ico !ondamentale della teoria della denotazione di Russell consiste nella chiara consape olezza della separazione igente !ra la s!era del signi!icato# del discorso e la realt8 esterna$ l'assunzione nel giudizio dell'esistenza di alcunch@ non implica l'esistenza di un oggetto denotato# e la signi!icati it8 della proposizione# e %uindi dell'asserzione che la esprime# non implica l'esistenza di un oggetto su cui la proposizione 9 erta9 o a cui si ri!erisca.

Capitolo 3
I nomi rappresentano le cose nel linguaggio. Fli e enti sono entit8 complesse legate alla realt8 in maniera di ersi!icata# essi richiamano coincidenze e correlazioni coordinate dal sistema percetti o e cogniti o. Gi sono alcune modalit8 tramite le %uali gli esseri umani colgono l'unit8 della percezione e costruiscono l'identit8 del soggetto percepito. <'essere coscienti di un e ento coin olge strati successi i di codi!ica ed elaborazione6 il termine ultimo dell'atto conosciti o s!ugge all'analisi analitica del processo nel suo insieme. Un calcolatore 3 in grado di simulare un collo%uio del tipo domanda e risposta ma l'attore principale rimane l'essere umano l'unico in grado di attribuire un senso all'intero collo%uio. Un calcolatore !ornisce una risposta in termini di complessit8 eppure il processo di comprensione s!ugge per!ino ad una de!inizione !ormale$ il calcolatore reagisce ma non comprende ci5 che succede. Nemmeno 3 !acile stabilire cosa si intende per comprensione. Si potrebbe dire che il calcolatore comprende una parola se risponde con!ormemente al signi!icato della parola stessa6 analizzando il meccanismo con cui una e entuale risposta automatica iene ottenuta ci si rende conto che non

esiste un punto in cui la parola iene compresa ma semplicemente lo stimolo corrispondente ad una particolare parola determina una risposta corrispondente. <a rappresentazione del mondo passa attra erso l'apparato sensoriale che ne codi!ica gli elementi in una memoria storica. <a traduzione che a iene 3 intrinsecamente legata all'organismo che la produce# o al meccanismo percetti o. <e connessioni tra i ari elementi sono rappresentate da connessioni tra stimoli coesistenti. <a coincidenza e la sincronicit8 degli stimoli producono relazioni logiche tra gli elementi rappresentati. <a icinanza spazio temporale produce una somiglianza tra le percezioni e determina un rapporto su cui l'organismo pu5 inter enire ampliando o restringendo il raggio d'azione della !unzione di discernimento. A iene cosA il riconoscimento di luoghi ri isitati e la mistura di cambiamenti e mutazioni iene ricondotta alla storia dell'organismo. Il di enire sempre pi? !renetico iene rapportato al passato iscritto nella memoria e con esso con!rontato# 3 grazie alla relati a stabilit8 di %uesto processo che 3 possibile costruire una rappresentazione coerente della realt8. Il riconoscimento degli oggetti a iene sulla base di un con!ronto tra i segni lasciati sul supporto mnemonico. <e somiglianze tra gli oggetti possono essere espresse in termini di somiglianze tra i segni6 il mondo dei segni si isola dal mondo reale presentando una propria indipendenza$ 3 l'inizio della !ondamentale !rattura tra la realt8 e la rappresentazione. <a continua interazione tra il mondo e il percepito produce il necessario allineamento tra rappresentazione e realt8. <o s iluppo dell'insieme di relazioni tra i segni segue un proprio schema di implementazione indipendente dal mondo reale. <e regole e le leggi a cui sottostanno i segni nella rappresentazione engono indirizzati tramite la successione di esperienze# e enti !ondamentali nel processo di memorizzazione. 2sistono leggi !ondamentali intrinseche nell'organismo6 tali leggi mostrano un naturale allineamento con le leggi della matematica e della logica. <a strutturazione dell'organismo# plagiato dall'e oluzione storica# mostra una base oggetti a strettamente connessa a leggi generali. Un calcolatore pu5 simulare un tale processo di memorizzazione prendendo a !ondamento leggi di prossimit8# operazioni di intersezione e di unione# strutture matematiche generali e !ondamentali. Nel gioco di stimolo e risposta un programma pu5 districarsi con una certa disin oltura# come mostrato da programmi che giocano a scacchi in maniera egregia. Una prima osser azione 3 la seguente$ il programma gioca a scacchi egregiamente# ma non sa di giocare a scacchi6 non ne ha nessuna consape olezza. Noi osser iamo il comportamento del mondo# compreso gli altri esseri umani# sulla base di un gioco di stimolo e risposta6 su %uesta base un calcolatore potrebbe di entare competiti o con il comportamento di un essere intelligente. 2siste nell'essere umano un punto in cui l'in!ormazione in ingresso iene 9compresa9# dopo di che pro oca una risposta pi? o meno logica6 nel calcolatore esiste solo la possibilit8 di a ere una risposta che appare logica# manca la !unzione di comprensione dell'in!ormazione in ingresso. > possibile aumentare il grado di comprensione di una in!ormazione in ingresso aumentando il numero di relazioni tra l'input e il corpo di in!ormazioni presenti in memoria# o ero aumentando i signi!icati connessi ad una determinata in!ormazione. Il signi!icato legato ad una in!ormazione# dal punto di ista in!ormatico# risulta connesso ad una ulteriore rappresentazione# in cui compare come in!ormazione correlata$ in %uesta successione di rappresentazioni incluse l'una nell'altra non si ede la !ine$ l'attribuzione del signi!icato partecipa ad un gioco di rimandi ricorsi i continui ed in!initi. <a so rapposizione spazio temporale degli e enti# la sincronicit8# produce una relazione potenziale che pu5 essere l'inizio di una relazione stabile tra le esperienze in tal modo correlate. <a sincronicit8 tra e enti pro oca una rete di interconnessioni che consente di stabilire la pertinenza dei rapporti tra gli oggetti. > solo tramite %uesta rete di connessioni che 3 possibile stabilire il signi!icato# inteso come relazione tra segni nella rappresentazione.

<a coincidenza spaziale determina i rapporti tra gli oggetti nonch@ la loro collocazione. <a coincidenza temporale determina un nesso di causa-e!!etto essenziale nella catena di s olgimento causale degli e enti. <a probabilit8 che un e ento si so rapponga ad un'altro nello spazio-tempo !ornisce un indice di con!erma delle leggi !isiche che go ernano gli e enti stessi. Tanto pi? la so rapposizione appare improbabile tanto pi? aumenta la !orza che con!erma una possibile legge !isica che go erna il !enomeno stesso. <a conoscenza di una legge !isica che sottenda al !enomeno riduce il !enomeno stesso alla pre edibilit8 statistica che da essa si rica a. I corpi lasciati liberi nel campo gra itazionale cadono con un grado ele ato di probabilit8. :a meno che non !iniscano in orbita;. Come un organismo rica a la legge !isica a partire dai dati dell'esperienza4 Il processo a iene in stadi successi i. Il primo passo concerne la sincronicit8 degli e enti stessi. Il secondo coin olge l'osser azione di costanti statisticamente stabili. Un organismo non pu5 prescindere dalla propria struttura cogniti a# e nemmeno dal proprio apparato sensoriale. Tutti gli e enti a engono sullo s!ondo di un meccanismo percetti o e procedono su di ersi stadi di astrazione. Ogni elemento percetti o si articola in successi e astrazioni perdendo la propria natura !rammentaria per con ergere in uno schema generale in grado di essere interpretato in termini di classi e aggregati. Alcune automobili sono 9rosse9# il rosso di iene una classe astratta in grado di raccogliere la caratteristica comune. > e idente che occorrono di ersi li elli di astrazione in cui gli e enti si tras!ormano e in cui mostrano le concomitanti caratteristiche. <'automobile di per s@ 3 una classe# anch'essa estratta dal mute ole percepire6 il rosso appare come una costante riconoscibile come stimolo all'interno della rappresentazione opportuna. <a percezione elaborata in strati successi i presenta di ersi piani e li elli di astrazione# a ciascun piano la coincidenza tra segni !ornisce la chia e per determinare le costanti signi!icati e. Il segno 3 un oggetto che denota un altro oggetto e che pu5 essere il tramite per signi!icare altri oggetti ancora. <a rete di rimandi continua in un ortice senza !ine. Il collegamento tra il segno ed il suo signi!icato pu5 essere simulata da un calcolatore# ma l'essenza di un tale processo s!ugge all'analisi. Il segno pu5 tras!ormarsi in simbolo# nel momento in cui racchiude in s3 la sintesi di una storia complessa. Tutto il linguaggio 3 permeato di simboli. Un organismo reagisce sulla base del proprio linguaggio pi? o meno complesso# il passaggio dallo stimolo alla risposta a iene sulla base dell'intricato sistema di correlazioni che legano i segnali al loro signi!icato. Il colore rosso pro oca nel toro una reazione aggressi a# e pure 3 possibile pro ocare sali azione nel cane sottoponendolo ad un condizionamento di stimoli. Il segno nella nostra esperienza percetti a 3 mute ole# e ritro a una propria stabilit8 tramite una elaborazione che coin olge !unzioni elementari della memoria. <'analisi delle somiglianze# basata sulle di!!erenze e le coincidenze# consente il riconoscimento del segno che di iene il !ondamento della stimolazione e della elaborazione dell'organismo. Una delle pi? e identi di!!icolt8 nel simulare un simile processo a calcolatore consiste proprio nella grande ariet8 di possibilit8 di signi!icati che il segno pu5 produrre. Una ulteriore complicazione deri a dal !atto che uno stesso segno pu5# in dipendenza di un determinato contesto# ri!erirsi a distinti e a olte inconciliabili signi!icati. Ber non parlare dell'ambiguit8 del linguaggio naturale. Indispensabile alla comprensione di un messaggio 3 la memoria. <a memoria costituisce la la agna su cui le parole ed i simboli sono registrati.

Capitolo 4
<a coscienza potrebbe essere generata da rientri tra mappe neuronali. In altri termini il cer ello conterrebbe connessioni circolari che collegando mappe di erse produrrebbero %uel senso di unit8 che 3 tipico della coscienza. Eemoria e percezione si !ondono in un tutto indi isibile mera igliosamente organizzato ed unitario. Coscienza 3 anche coscienza di s@. <a percezione di s3 stessi che con un circolo di connessioni rientranti sposta l'attenzione dal mondo all'io percipiente. Nonostante il senso di unit8 indubbiamente il sistema ner oso 3 strutturato a strati pi? o meno autonomi. <a recisione del corpo calloso tra i due emis!eri porta alla scissione della personalit8. <'organismo i ente 3 in continuo ascolto degli stimoli che gli pro engono dal mondo esterno# entra in simbiosi con esso. <e catene di causa ed e!!etto# di stimolo e risposta determinano il comportamento dell'organismo$ la memoria ne conser a la traccia. Il sistema ner oso duplica al proprio interno le relazioni che si mani!estano nel mondo reale# produce una mappa di connessioni che replicano le correlazioni percetti e. Un meccanismo di e oluzione basato su alori di merito consente al cer ello di allinearsi agli e enti che si eri!icano nella realt8. Fli algoritmi genetici sono un esempio di come ci5 possa realizzarsi. Un algoritmo genetico 3 basato sulla riproduzione di indi idui# nel nostro caso connessioni# con premiazione di %uelli pi? idonei. <'e ento nel reale 3 la molla che !a scattare il meccanismo di percezione e di classi!icazione. "uando due e enti si eri!icano in coincidenza si ottiene una sincronicit8 che iene registrata dalla memoria. Una sincronicit8 pu5 essere rara oppure !re%uente. Il contenuto in!ormati o rica abile da una sincronicit8 3 tanto pi? ele ato %uanto pi? 3 raro l'e ento registrato. <e connessioni si ra!!orzano se !re%uentemente percorse e determinano %uelle che poi di erranno le 9leggi9 naturali. <a capacit8 di astrarre leggi generali da e enti contingenti 3 una !unzione tipica del cer ello. > possibile che tale capacit8 deri i dalla possibilit8 strutturale di manipolare insiemi# eseguire operazioni di intersezione ed unione di insiemi$ selezionare ed associare. Una isione dualistica della mente edrebbe la coscienza come in conciliabile con la materia# in una isione materialistica la coscienza sarebbe un !enomeno complesso del !unzionamento del cer ello. > possibile costruire un oggetto cosciente4 Ber %uanto ne sappiamo siamo ancora lontani da %uesto obietti o. > possibile costruire una macchina che si comporta come se !osse intelligente4 "uesta 3 la s!ida dell'intelligenza arti!iciale. > possibile costruire una macchina in grado di simulare un uomo4 Sono stati costruiti programmi a calcolatore che simulano un collo%uio umano# il calcolatore iene presto smascherato ma %uesti studi appaiono promettenti. Certamente in %uesto caso non sembra che la macchina debba essere cosciente per poter superare il test. Eolti studiosi# per arie ragioni# si sono con inti che il calcolatore elettronico non 3 un buon simulatore del cer ello# in particolare non ne coglie l'essenza del !unzionamento. <a ricerca nel settore in!ormatico compie s!orzi note oli nel tentati o di dotare il computer delle !unzionalit8 del cer ello# come la capacit8 di apprendere dall'esperienza o la capacit8 di astrazione.

Analizzando come un calcolatore esegue determinati compiti ci si !a un'idea teorica di come il cer ello possa eseguire gli stessi compiti e ice ersa$ alcuni pensano che tale modello sia !uor iante a causa delle di!!erenze strutturali abissali tra il computer e il cer ello. 0'altra parte il cer ello sa contare# grandi progressi sono stati !atti dotando le macchine della capacit8 di contare. Ber cui sembra che il miglior contributo possibile della ricerca deri i dall'analizzare le !unzionalit8 del cer ello settorialmente e %uindi cercare di riprodurle con l'ausilio di un computer. Riprodurre# o anche solo simulare# un cer ello nella sua globalit8 sembra essere ancora troppo !uori dalla portata delle attuali conoscenze. Nel computer il motore principale 3 costituito dal microprocessore che esegue le istruzioni se%uenzialmente# anche i pensieri !luiscono nella mente in maniera apparentemente se%uenziale. <a complessit8 del compito iene superata da un programma globale che tiene conto di tutto il contenuto della memoria. Nell'uomo esiste una coordinazione degli stimoli che pro engono dall'inconscio$ !unzioni di correzione retti!ica e selezione !orgiano il prodotto !inale. Eicroprocessori che la orano in parallelo !ormano un sistema complesso che decentra i compiti. <e successioni si intersecano e le priorit8 cambiano. Come !a un calcolatore a riconoscere un olto4 Il processo sembra essere se%uenziale$ un successi o con!ronto con immagini memorizzate. "uando un bambino riconosce un olto noto il processo sembra essere di natura globale$ lo stimolo atti a delle ie ner ose che reagiscono immediatamente ripescando dalla memoria un pattern unico. Ea il problema del riconoscimento non si !erma a %uesto li ello. Ber riconoscere un olto occorre essere in grado di astrarre. Inclinazioni di erse# luce di ersa# prospetti a di ersa sono tutte ariabili che alterano l'immagine e riconoscere l'identit8 che ad esse soggiace 3 tutt'altro che o io. <'astrazione presuppone una elaborazione degli stimoli originari. Fli stimoli engono classi!icati ed ordinati. Bromettenti per i problemi di riconoscimento sono le reti neurali. 2sse consentono un certo margine di ariazione dello stimolo conser ando il riconoscimento dello stesso. Sembrerebbe che una memoria imper!etta possa essere migliore di una assolutamente !edele. 0'altra parte siamo per!ettamente in grado di ricordare un numero di tele!ono senza alterarne il contenuto. Il cer ello esegue una mera igliosa sintesi nel processo di memorizzazione estrae i dettagli rile anti dal contesto trascurando le in!ormazioni so rabbondanti che lo metterebbero in crisi. In casi di ipnosi dettagli che pare ano dimenticati si sono ri elati presenti nel ricordo$ ci5 !a pensare che le potenzialit8 del cer ello siano eramente note oli. Un calcolatore pu5 considerare irrile anti determinate in!ormazioni sotto determinati incoli# ed 3 possibile costruire una classe astratta a partire da una base di input. Il problema consiste nel rendere signi!icati a tale classe per i molteplici !ini a cui pu5 essere soggetta.

Capitolo 5
Un altro aspetto interessante 3 la capacit8 di prestare attenzione soltanto ad un piccolo insieme degli stimoli. In un campo isi o sono presenti una moltitudine di stimoli# l'attenzione consente di !ocalizzare solo un piccolo insieme selezionato. <'attenzione si sposta nel campo isi o rendendo attuale l'elemento che si uole osser are# isolandolo dal resto dell'immagine. Ea non 3 una selezione banale# l'oggetto si staglia dal contesto ac%uisendo una propria identit8# una propria unitariet8 di oggetto separato ed indipendente dal resto. <'oggetto pu5 essere spostato# ruotato o altrimenti manipolato e conser are nonostante ci5 la propria indi idualit8.

<'attenzione 3 attratta dagli stimoli ma si sposta con!ormemente ai desideri della olont8. <'attenzione determina l'ordine con cui i ari elementi engono percepiti ed elaborati dal cer ello. Fi8 nell'occhio# nella retina# comincia il processo che porter8 alla di!!erenziazione tra l'oggetto e lo s!ondo. Il meccanismo di riconoscimento 3 strati!icato# ma solo con la messa a !uoco# do uta all'attenzione# l'oggetto iene isolato. <e in!ormazioni engono comprese sulla base delle relazioni che esse stesse coin olgono. <a memoria inter iene immediatamente nel problema del riconoscimento. <e connessioni si eccitano con!ormemente alle relazioni richiamate in essere dalla memoria$ l'eccitabilit8 stessa delle connessioni rappresenta la memoria. Consideriamo il mo imento di una mano# esso ci sorprende per la sua incredibile complessit8$ un numero note ole di connessioni ner ose organizzate armonicamente producono gli stimoli necessari alla contrazione dei muscoli. Il mo imento 3 armonioso nonostante la complessit8 degli stimoli necessari. Baragonato al mo imento di un braccio meccanico# il semplice mo imento di una mano ci mostra la complessit8 con cui si ha a che !are %uando si analizza l'output del sistema ner oso centrale. Eiriadi di stimoli coordinati si dipartono dal cer ello per raggiungere i muscoli della mano. Il tutto coordinato dalla olont8 in un unico atto. Il cer ello 3 il prodotto dell'e oluzione# che si sia !ormato un organo tanto complesso per selezione naturale 3 un !atto note ole. Consideriamo un uomo mentre cammina6 procede# mantiene l'e%uilibrio# aluta il percorso e magari pensa a %ualcos'altro. Immaginare una macchina che esegua tutte %ueste !unzioni contemporaneamente esula dalle possibilit8 tecnologiche attuali. Bossiamo costruire automobili che posseggono una limitata capacit8 di mo imento6 utilizziamo sempli!icazioni. > sulla base di sempli!icazioni simili che 3 possibile simulare le !unzionalit8 cogniti e dell'uomo. Sono stati scritti programmi che giocano a scacchi egregiamente. Il campo di azione 3 stato limitato ad una scacchiera con pezzi che si muo ono con precise regole ben de!inite. <o scopo del gioco 3 chiaro e un programma so!isticato 3 in grado di simulare %uesta capacit8 della mente. Analogamente in molti settori 3 possibile a!!rontare l'arduo compito di emulare il comportamento del cer ello. Studi linguistici e psicologici !orniscono le basi per la costruzione di algoritmi che simulano particolari caratteristiche del comportamento umano e in generale delineano i criteri probabilmente utilizzati dal pensiero logico dedutti o. <a capacit8 di memorizzare in!ormazioni 3 ottenibile utilizzando un supporto magnetico. Il cer ello utilizza un metodo completamente di erso ma ci5 non in!icia la possibilit8 di simulare la memoria. Il cer ello !unziona come un tutto ma sono indi iduabili strati gerarchici successi i e connessioni rientranti. Un computer 3 strutturato per !unzionare se%uenzialmente ma pu5 essere reso modulare# possono essere collegati pi? microprocessori in parallelo e possono essere simulati elementi in rete tipo le reti neurali. Anche se le modalit8 di !unzionamento sono di erse# in linea di principio# una olta simulate le !unzionalit8 base 3 possibile costruire analogie di !unzionamento che creano un parallelismo tra cer ello e calcolatore. Astrazione# apprendimento# riconoscimento# coordinazione sono tutte !unzioni che delimitano promettenti aree di ricerca. Sottostante a %ueste di erse !unzionalit8 esiste un problema comune$ la rappresentazione delle in!ormazioni. <a rappresentazione delle in!ormazioni 3 un aspetto cruciale e si presenta in maniere di erse dipendentemente dal problema in esame. A li ello di microprocessore le in!ormazioni sono rappresentate da successioni ordinate di bit e %uesto 3 un primo limite che la tecnologia del computer impone. Il computer manipola stringhe di bit il cer ello potenziali elettrici tra sinapsi neuroniche$ la di!!erenza 3 note ole.

In ogni caso le arie !unzionalit8 concernono le in!ormazioni astratte rappresentate e pertanto %uando si ottiene un comportamento del computer simile a %uello umano si pu5 dire di a er colto un aspetto signi!icati o caratterizzante il processo che si sta studiando. > eramente sorprendente la ersatilit8 e la potenzialit8 di un calcolatore elettronico. <a complessit8 dell'applicazione si rispecchia nella complessit8 della rappresentazione utilizzata ma con stringhe di bit si pu5 rappresentare in!ormazioni di note ole complessit8. <a struttura utilizzata assorbe in se stessa la natura del problema# per cui 3 estremamente di!!icoltoso separare il problema dalla rappresentazione delle in!ormazioni. Il linguaggio naturale !ornisce una prima !ondamentale codi!ica delle in!ormazioni. Rappresentare parole del linguaggio con stringhe di bit 3 una delle prime applicazioni che consente il collo%uio tra computer ed esseri umani. Ea in %uesta codi!ica si perde la semantica del le parole. Ber il sistema ner oso centrale una parola 3 rappresentata da scariche neuronali che coin olgono molteplici connessioni# per un computer una parola 3 semplicemente una stringa di bit. <a di!!erenza 3 note ole. <a costruzione di intricati collegamenti tra le parole 3 un argomento tipico nella tecnologia dei data base. Solitamente si de!iniscono delle classi di parole collegate ad altre classi con puntatori6 nonostante costruzioni estremamente so!isticate la complessit8 tipica delle connessioni cerebrali non 3 nemmeno s!iorata. <e tecniche di disegno dei data base sono estremamente importanti per la soluzione di problemi di intelligenza arti!iciale ed 3 una ia interessante per a!!rontare il problema della semantica. Il signi!icato di una parola errebbe colto tramite una complessa rami!icazione di collegamenti con altre parole. Nonostante %ueste osser azioni il computer si destreggia egregiamente con la sintassi ma non riesce a risol ere pienamente il problema della semantica. <o schema input - elaborazione - output 3 il principale metodo di !unzionamento di un computer# ma mentre il calcolatore 3 completamente succube ai dati di input un essere umano mani!esta una maggiore elasticit8. Un essere umano 3 in grado di rispondere in maniera di ersa a !ronte di uno stesso input. Eentre un computer ripropone le stesse reazioni a seguito di una parola in ingresso# un essere umano pu5 rispondere# e spesso lo !a# in maniera di ersa. <'output dipende anche da stati interni che coin olgono un processo che si dipana nel tempo in maniera continua. > possibile simulare %uesto comportamento ipotizzando un processo interno che si s olga con continuit8 e che consenta di modi!icare il comportamento sulla base dello stato corrente ad un determinato momento. Un essere umano pu5 produrre autonomamente un discorso articolato# un computer si tro a in netta di!!icolt8 a riprodurre un simile comportamento# non tanto per la mole del discorso prodotto# %uanto al signi!icato# soprattutto se il corso del discorso procede in maniera impre edibile e non programmata a priori. <'e oluzione dei computer segue un ritmo note ole. In pochi anni dalla sua nascita il computer ha compiuto passi da gigante. <a tecnologia ha ridotto le dimensioni# elocizzato e potenziato i microprocessori e so!tHare inno ati o ha !atto la comparsa sulla scena. Il cer ello ha do uto attendere milioni di anni per poter raggiungere le prestazioni che oggi conosciamo. <'e oluzione naturale ha seguito delle linee pre!erenziali# sarebbe interessante conoscere i meccanismi base che hanno prodotto un oggetto cosA complesso come il cer ello$ su che base certe !unzioni sono state selezionate rispetto al loro !ormarsi in embrione. Sono le stesse leggi che go erneranno e determineranno le prestazioni dei computer del !uturo4 <e leggi di mercato e la competizione tra !ornitori determinano delle linee di s iluppo che a prima ista sono decisamente di erse da %uelle che si sono storicamente eri!icate in natura. Gerosimilmente entro pochi decenni la potenza di calcolo dei computer sar8 tale da poter a!!rontare compiti estremamente complessi. Ci sono prestazioni che sono pi? adatte a un computer rispetto ad altre. Brobabilmente %uesta predisposizione del computer per il calcolo porter8 ad applicazioni

estremamente di erse da %uello che solitamente si ritiene possa essere eseguito dal cer ello6 nonostante ci5 molte !unzionalit8 tipiche del cer ello saranno simulate a calcolatore.

Capitolo 6
Una delle strade pi? battute dai ricercatori di intelligenza arti!iciale consiste nell'ideare algoritmi che mani!estino la capacit8 di apprendere. Occorre de!inire cosa si intende per apprendimento$ in e!!etti il campo di indagine 3 astissimo. Un primo rudimentale apprendimento lo si ottiene direttamente dalla memorizzazione dell'in!ormazione. Apprendere dall'esperienza per5 !a ri!erimento a %ualcosa di pi? complesso della semplice registrazione dell'in!ormazione nuo a. Un tipico esempio 3 la rete neurale che impara ad eseguire un certo compito sulla base di ripetuti tentati i. Un altro esempio sono gli algoritmi genetici che imparano dall'esperienza tro ando la soluzione per selezione di popolazioni. <e !orme di apprendimento sono molteplici. Un tipo di apprendimento consiste nel generare un insieme di regole che risol ano un determinato compito. Utilizzando un algoritmo genetico 3 possibile selezionare un insieme di regole che controllano le risposte del sistema determinando un comportamento intelligente. Il sistema# se casualmente genera una regola intelligente allora se la ricorda aumentandone la di!!usione nella popolazione e la ripropone pi? !re%uentemente. Con %uesta tecnica 3 possibile controllare un 9animale9 che si muo e in un reticolo di caselle contenenti o cibo o pericoli# guidandolo erso il cibo ed e itando i pericoli. <e regole che go ernano il mo imento sono generate in popolazioni e selezionate sulla base dell'esperienza6 le regole che portano l'animale erso il cibo si riproducono maggiormente rispetto alle altre# in %uesto modo il sistema impara e l'animale comincia a muo ersi con una certa intelligenza. > interessante notare che non esiste una regola 9programmata9 ma le regole buone engono generate e selezionate in maniera casuale. Nelle reti neurali il processo di apprendimento risiede nei pesi con cui i ari neurodi sono connessi. All'inizio i pesi sono casuali# per mezzo di pro e ripetute le connessioni buone engono ra!!orzate e il risultato !inale 3 che il sistema impara a rispondere con una certa intelligenza. Anche in %uesto caso non i 3 una programmazione esplicita ma 3 il processo di pro a ed errore che consente al sistema di imparare. <a scala delle di!!icolt8 di apprendimento cresce in base all'aumentare della complessit8 del compito da s olgere e la rappresentazione che iene !ornita al sistema gioca un ruolo essenziale. Tra i compiti pi? complessi possiamo tro are l'apprendimento di un linguaggio naturale. Una tra le di!!icolt8 che incontriamo nell'apprendimento di un linguaggio risiede nel !atto che i linguaggi naturali sono ambigui. Una parola pu5 signi!icare pi? cose. Una !rase pu5 essere interpretata in pi? modi. <e prestazioni di un bambino che impara un linguaggio in pochi anni partendo da zero sono certamente note oli. <a tecnologia attuale non 3 ancora in grado di costruire macchine in grado di padroneggiare un linguaggio naturale nemmeno a li ello di sintassi. Un primo problema !ondamentale consiste nelle tecniche di rappresentazione delle in!ormazioni. In un calcolatore l'in!ormazione 3 rappresentata da una stringa di bit. Il signi!icato attribuibile ad un'in!ormazione risiede nelle relazioni con altre in!ormazioni. <e relazioni tra in!ormazioni si !ormano tramite coincidenze che si eri!icano nello spazio e nel tempo. Eentalmente noi ci creiamo delle aspettati e sulle correlazioni esistenti tra le in!ormazioni che rice iamo dai sensi. "ueste aspettati e costituiscono una mappa di relazioni tra e enti.

"uando si eri!ica una coincidenza spaziale o temporale siamo in grado di rica are una relazione inerente la correlazione tra e enti. Tanto pi? 3 improbabile la coincidenza tanto maggiore 3 il contenuto in!ormati o che ne rica iamo. Relazioni ormai consolidate engono date per scontate e %uando le incontriamo le riteniamo o ie6 sulla base di %ueste noi traiamo conseguenze in catene di causa ed e!!etto che costituiscono la trama del nostro pensiero dedutti o. <e coincidenze che ci sorprendono producono in ece un e!!etto di sincronicit8# esse contengono una maggiore %uantit8 di in!ormazione. Anche se non siamo autorizzati a trarre conclusioni de!initi e# le relazioni pi? improbabili sono %uelle che ci interessano maggiormente e ci suggeriscono teorie che desideriamo compro are. Un !enomeno altamente improbabile che si eri!ichi nel nostro campo di azione pu5 risultare molto pi? con incente rispetto ad una serie di osser azioni di e enti banali. > e idente che una particolare coincidenza pu5 essere do uta al semplice caso ma noi consideriamo l'e ento come signi!icati o e costruiamo su di esso una intera teoria6 il passo successi o consiste nella con!erma o nella smentita della teoria stessa. Il punto essenziale risiede nella possibilit8 di !alsi!icare la teoria. Teorie !acilmente !alsi!icabili sono ritenute buone teorie. Noi tutti conosciamo il !ascino delle teorie non !alsi!icabili. 2 enti connessi da teorie non !alsi!icabili sono particolarmente esplicatori del mondo e possiedono una note ole !orza di attrazione. <a mente si adagia su catene dedutti e conseguenti ma non !alsi!icabili in cui ogni e ento tro a la sua collocazione in una teoria del tutto. <a mente desidera costruire una spiegazione# in termini di causa ed e!!etto# della realt8. Ogni cosa pu5 essere connessa ad un'altra ed ogni e ento pu5 essere la causa di un altro. Su %uesto terreno di possibilit8 la mente costruisce il proprio sapere. Solo una rigorosa metodologia scienti!ica pu5 e itare i tranelli insiti in una tale tendenza alla razionalizzazione dei !atti. Burtroppo la metodologia scienti!ica mostra dei limiti di applicabilit8. <a causa ultima risulta essere inaccessibile ad un approccio scienti!ico. Tutta la nostra conoscenza si !onda sulle connessioni tra e enti# le parole con gli oggetti# le percezioni con altre percezioni# le azioni con gli e enti. <a coordinazione sensomotoria consente le prime esperienze di causa ed e!!etto# l'azione di a!!errare si connette all'oggetto a!!errato. Il bambino impara le conseguenze delle proprie azioni con l'esperienza# impara la consistenza degli oggetti ed impara a manipolarli. Collega i mo imenti della mano ai desideri della propria olont8. 2sperimenta che alcuni oggetti sono ru idi altri morbidi. Collega gli e enti e contemporaneamente costruisce una mappa di relazioni che utilizza per interpretare il mondo. <e relazioni sono memorizzate nel supporto cerebrale e engono interpretate da un io proprio della mente. In un calcolatore 3 il programma che elabora la memoria. <e in!ormazioni sono connesse da puntatori. Reti di connessioni possono essere strutturate sulla base di coincidenze proprie delle rappresentazioni# il problema consiste nell'allineamento semantico tra rappresentazione e in!ormazione originaria. > e idente che la rappresentazione dipende dalla struttura del supporto mnemonico. Ber un cer ello le connessioni sono collegamenti tra neuroni. Ber un computer l'in!ormazione 3 codi!icata in stringhe di bit. <e in!ormazioni contenute in un giornale sono parole del linguaggio. Un computer pu5 memorizzare le in!ormazioni contenute in una pagina di giornale senza comprenderne il signi!icato.

<a tras!ormazione delle parole a in!ormazioni dotate di signi!icato necessita di una complessa rete di correlazioni. Non 3 su!!iciente memorizzare !edelmente il contenuto della pagina ma 3 necessario atti are una complessa rete di connessioni. Ogni parola !a ri!erimento ad una costellazione di altre parole# immagini# esperienze# e enti che engono richiamati alla memoria. Il numero di tali connessioni cresce note olmente con l'esperienza. Inoltre il cer ello costruisce instancabilmente delle teorie tramite le %uali interpreta le in!ormazioni che rice e# 3 attra erso %uesto processo di con!erma o smentita che il !atto iene compreso pienamente. A olte lie i stimoli pro ocano risposte note oli6 stimoli selezionati sono particolarmente signi!icati i rispetto al contesto di !ondo. <a mappa delle connessioni semantiche 3 solitamente di!!erente dalla mappa delle connessioni !isiche tra gli e enti. Il cer ello riesce ad isolare le stimolazioni rile anti da %uelle che non lo sono. Una piccola stimolazione pu5 ri estire un ruolo rile ante per una determinata !unzionalit8. Situazioni di %uesto tipo si riscontrano abbondantemente nei problemi di riconoscimento di immagini6 particolari minimi possono essere determinanti per l'identi!icazione di un determinato oggetto. <'attenzione gioca un ruolo !ondamentale ed 3 go ernata dalla olont8. Noi siamo in grado di estrapolare da un indizio un'in!ormazione complessa# per esempio riconosciamo una na e osser ando solo la cima del pennone in lontananza. Ogni parola 3 soggetta ad una certa struttura di controllo che ci !ornisce una certa aria di !amiglia della parola stessa6 sulla base di tale struttura possiamo stabilire se la parola ricordata 3 proprio %uella giusta oppure no. Il ricordo 3 di tipo globale# ricordiamo intere !rasi e le parole sono soggette ad un tipo di controllo basato su assonanze !amiliari. Bossiamo a ere la parola cercata sulla punta della lingua cercando di ricordarla esattamente ed ad un certo punto ecco siamo sicuri la parola ritorna alla mente ed 3 %uella giusta. Tempo e spazio sono elaborati strutturalmente dal cer ello6 in essi si collocano tutte le esperienze# la logica stessa ne 3 soggetta. Costruiamo le nostre strutture mentali sulla base di indizi e completiamo la rappresentazione utilizzando strutture !unzionali innate. Nella !ase di s iluppo del cer ello determinate connessioni engono ra!!orzate ed altre indebolite sulla base dell'esperienza ma in ogni caso sempre rimanendo soggette alla struttura stessa del cer ello.

Capitolo
<a musica ci o!!re una interessante analogia# la melodia 3 sempre di ersa ma ogni melodia 3 scomponibile in un ristretto numero di note. Una melodia pu5 essere rappresentata da note su uno spartito musicale# da tasti di un piano!orte oppure da onde sonore. Un modo solito di memorizzare in!ormazioni consiste nell'identi!icare degli attributi6 l'in!ormazione iene %uindi rappresentata da una collezione di attributi. Ogni attributo pu5 generare un'astrazione ed ogni attributo pu5 delimitare un campo di applicabilit8. Raggruppando attributi si possono de!inire oggetti arbitrari. In %uesto modo 3 possibile de!inire dei prototipi estratti da una collezione di oggetti. > possibile identi!icare ogni attributo con un nome6 in tal caso le in!ormazioni sono descritte da un insieme di nomi e da associazioni tra i nomi stessi. Ogni associazione pu5 essere rappresentata da un insieme di relazioni binarie che collegano un nome ad un insieme di altri nomi.

In %uesto modo la nostra rappresentazione di enta una collezione di nomi e di associazioni. > possibile programmare un algoritmo di ottimizzazione dei percorsi possibili che collegano tramite le associazioni i ari nomi. Una associazione rappresenta una coincidenza spazio-temporale di e enti. Un collo%uio consiste in un percorso di na igazione che ci porta da un nome ad un'altro. Uno stimolo atti a uno o pi? nomi i %uali a loro olta atti ano altri nomi connessi tramite le associazioni presenti !ornendo una risposta consistente in un insieme di nomi. Un simile insieme di nomi pu5 rappresentare un oggetto# un e ento o un concetto astratto. Il meccanismo di na igazione pre ede semplici operatori matematici come l'intersezione o l'unione di insiemi. Con %uesta tecnica 3 possibile simulare un semplice ragionamento coin olgente e enti legati da causa ed e!!etto oppure simulare un collo%uio complesso che pre eda un operatore umano come controparte. Un operatore umano 3 in grado di allargare o restringere il contesto del discorso e pilotare il collo%uio erso un !ine sensato. 2sistono associazioni di tipo !isico# di tipo logico# di tipo contestuale e di altro tipo ancora. All'interno della testa risiede un 9io della coscienza9 che coordina le arie in!ormazioni in un tutto unico producendo un e!!etto di globalit8 e di coordinamento. <e sensazioni con!luiscono tutte in un unico punto in cui il soggetto ha coscienza di s3. 0a %uesto punto pro iene la risposta soppesata dall'indi iduo# una risposta cosciente. <'aspetto sorprendente 3 il senso di unit8 che ciascuno di noi pro a rispetto al proprio io. In realt8 molto erosimilmente nell'io con!luiscono miriadi di mappe neuronali# molteplici in!ormazioni anche contrastanti# molti sottosettori contribuiscono al !enomeno della coscienza. Nella nostra esperienza la coscienza si mani!esta unitaria e globale# essa comprende tutto l'indi iduo in ogni sua parte e controlla con un unico atto tutto l'organismo. > possibile pensare ad un algoritmo super isore e controllore del !unzionamento di un computer# ma %uello che si realizza con il !enomeno della coscienza si presenta di tipo completamente di erso# per a!!errare cosa intendo dire basta pensare a cosa ci iene in mente %uando cerchiamo di de!inire il proprio io# la propria identit8 ed indi idualit8. Un programma super isore esegue il proprio compito senza 9sapere9 di eseguire alcunch@. Non esiste un punto in cui l'in!ormazione iene conosciuta# essa iene semplicemente elaborata. Noi i iamo nel presente ma la nostra consape olezza abbraccia un intero inter allo di !uturopassato# gli e enti sono interconnessi nel tempo. Bercepiamo lo scorrere del tempo con continuit8 e la memoria rende conto degli e enti passati in!luenzando# tramite il presente# il !uturo. <e capacit8 di pre isione !anno parte di un bagaglio di conoscenze che consentono alla coscienza# intesa come super isore# di scegliere le azioni da compiere con una certa elasticit8 rispetto agli input sensori contingenti# non si attua un mero processo di stimolo-risposta ma piuttosto un complesso processo decisionale in cui passato e !uturo entrano in ballo per determinare le scelte e le azioni. Il pensiero si snoda da stati !isici determinati e procede erso stati possibili in un di enire controllato dalla consape olezza e da regole tipiche della razionalit8. Fli e enti sono correlati secondo regole che ne e idenziano le similarit8 e che ra!!rontano i di ersi aspetti in un atto sintetico. I !atti sono memorizzati# elaborati# alterati# scomposti e ricomposti il tutto all'interno di un processo dinamico di contrapposizione. In %uesto contesto grande importanza assumono le sincronie spaziali e temporali ra isabili negli e enti stessi in relazione a teorie esplicati e e classi!icatorie costruite per rendere conto dei !atti. Il centro di tutto %uesto elaborare si presenta unitario# eppure in esso possiamo identi!icare ari settori e sottosettori. Nel magma che si genera la mente riesce a discernere ci5 che 3 rile ante da ci5 che non lo 3. <e relazioni non sono semplicemente un rapporto tra due entit8 ma coin olgono una %uantit8 di associazioni e di distinzioni che possono assumere signi!icati di!!erenti.

Non solo il contesto ma anche altri !attori come ad esempio la olont8 possono colorare in un senso o in un altro le relazioni tra e enti. Il ragionamento pu5 partire da un determinato !atto e proseguire per associazione erso di!!erenti conclusioni# i dati sono ordinati a seconda delle necessit8 logiche e !edelmente si susseguono producendo una catena di cause ed e!!etti. Il presente 3 immerso nel passato e nel !uturo# la storia del soggetto ne determina le scelte presenti proiettandole nel !uturo. Tutta l'atti it8 cosciente 3 in!ormata dal passato ed elabora le in!ormazioni sulla base delle necessit8 presenti distaccando le in un periodo temporale che si dilata nel tempo. Tutta l'atti it8 cogniti a ruota sull'azione della memoria che tiene conto di e enti del passato pi? o meno remoto. Un bambino costruisce la propria consape olezza sulla base di esperienze motorie# %ueste si sedimentano per raggiungere un nuo o li ello di astrazione e generalit8. <'a!!errare# il toccare# lo spostare oggetti costituiscono l'atti it8 primaria che determina la costruzione delle cognizioni sul mondo e sulle sue leggi$ la logica prima che erbale 3 costituita da una logica !attuale# leggi che go ernano le percezioni e i mo imenti. <a memoria colleziona e enti e li organizza in una !itta rete di connessioni# icinanze spaziali e temporali determinano le relazioni elementari. Il linguaggio utilizza nomi per denotare oggetti# le relazioni tra nomi e oggetti sono arbitrarie ma una olta stabilite di engono !ondamentali. <a catena di collegamenti nome-oggetto pu5 essere allungata ed essere soggetta a tras!ormazioni che ne consente un pi? ampio utilizzo. Tecniche computazionali consentono di gestire relazioni complesse tra nomi6 una gestione analoga a %uella che noi utilizziamo 3 estremamente di!!icile da simulare# i collegamenti tra parole si moltiplicano a dismisura e sono necessarie strutture dati estremamente complesse. <e in!ormazioni competono l'una con l'altra per essere oggetto della attenzione# la ragnatela aumenta a dismisura. Eeccanismi di selezione naturale sono un buon esempio di come si possa sempli!icare il sistema classi!icatorio.

Capitolo !
Il meccanismo descritto presenta alcune caratteristiche tipiche delle !unzionalit8 degli algoritmi genetici. In un algoritmo genetico# tipicamente# una con!igurazione iene associata ad una azione6 la correttezza della !unzione rispetto ad un problema da risol ere iene premiata sia a li ello di 9peso9 della regola sia con maggiori probabilit8 di riproduzione della regola stessa. 2lementi importanti sono le mutazioni# ariazioni casuali delle regole che consentono di sondare regole casualmente migliori rispetto alle regole generatrici. <e regole engono atti ate in un determinato ambiente con caratteristiche tali da 9premiare9 o 9punire9 le regole stesse$ la bont8 di una azione rispetto ad una determinata con!igurazione a iene tramite una !unzione di alutazione. > possibile tenere conto di incoli sul sistema6 tali incoli possono essere inglobati nella !unzione di alutazione stessa. Il meccanismo logico con cui il sistema procede erso una soluzione del problema risulta relati amente semplice. > dimostrato che il sistema con erge in maniera esponenziale$ teorema !ondamentale degli algoritmi genetici. > interessante a!!rontare con %uesti algoritmi problemi concreti6 per esempio la preparazione di un orario scolastico. Il problema degli orari scolastici 3 relati amente ben de!inito si tratta di determinare una particolare combinazione di ore di insegnamento distribuite su un certo numero di classi. Il problema 3 %uindi un problema combinatoriale in cui il numero di permutazioni che si possono analizzare 3 enorme# in particolare 3 tale per cui una scansione di tutte le possibili combinazioni non pu5 essere e!!ettuata nella pratica nemmeno da potenti elaboratori. 0al punto di ista degli algoritmi genetici il problema si pone nel modo seguente$

&; analisi di una generazione iniziale di permutazioni '; alutazione delle con!igurazioni sulla base dei incoli imposti (; premiazione e riproduzione delle con!igurazioni migliori ); analisi della generazione prodotta *; nel caso in cui enga tro ata una soluzione compatibile con tutti i incoli il processo si arresta altrimenti il processo iene ripetuto. Occorre analizzare la elocit8 di con ergenza del metodo. In particolare le probabilit8 ed i premi relati i a!!inch@ l'algoritmo si presenti come un 9gioco e%uo9. In altri termini i 9premi9 debbono essere una !unzione della probabilit8 legata alla creazione di una con!igurazione 9buona9 in ogni caso non 3 detto che le !amiglie che si riproducono maggiormente contengano la soluzione cercata. Certamente e ol eranno erso con!igurazioni con alti alori della !unzione di alutazione6 %uesto non 3 su!!iciente a garantire che la combinazione cercata appartenga alle !amiglie selezionate. Inoltre il processo# !ondamentalmente casuale# di creazione delle con!igurazioni non promette il sostanziale miglioramento sperato nei tempi di esecuzione. Occorre introdurre criteri aggiunti i legati alla struttura delle con!igurazioni medesime. In particolare$ &; una creazione di con!igurazioni che sia !in dall'inizio compatibile con i principali incoli :locali;6 '; una stabilit8 maggiore per con!igurazioni che sono soluzione in sottosistemi per il problema completo6 (; una sostanziale 9estinzione di massa9 per con!igurazioni buone che# dopo un determinato tempo# non producono la soluzione cercata. Analizzando %uesti punti 3 possibile arri are alle seguenti considerazioni$ &; il principio di generazione casuale delle con!igurazioni rimane# anche se pilotato da 9regole locali9 '; il principio di risoluzione tramite utilizzo di soluzioni a sottoproblemi (; il principio di ritorno su scelte prese in precedenza :bacI tracIing; > !acile riconoscer i alcuni criteri solitamente utilizzati nella programmazione di sistemi di intelligenza arti!iciale. Approcci di!!erenti portano a medesimi criteri. Brobabilmente esiste una logica generale sottostante che consente l'e idenziazione di tras!ormazioni di rappresentazione che portano la soluzione di un determinato problema nel campo di pi? discipline. Anche le reti neurali possono essere reinterpretate alla luce di alcuni concetti computazionali. <e leggi !isiche scoperte da neHton suggeriscono una stretta correlazione tra le condizioni iniziali in cui un sistema si tro a ad un certo istante e le modalit8 con cui il sistema si e ol e nel tempo. <a meccanica %uantistica moderna introduce alcuni elementi di in determinazione che di !atto impediscono la completa pre isione dell'e oluzione di un sistema !isico. Anche rimanendo nell'ambito della meccanica classica 3 possibile immaginare sistemi !isici in cui ariazioni in!initesime nelle condizioni iniziali producono di!!erenze di grandezza in!inita dello stato del sistema dopo un tempo su!!icientemente lungo. Ber esempio# una pallina in e%uilibrio instabile su un potenziale a campana# a seguito di una perturbazione# rotola da una parte oppure dall'altra raggiungendo posizioni distanti a piacere. Cause in!initesime possono produrre e!!etti di grandezza in!inita. O iamente# %uando si costruiscono modelli di rappresentazione della realt8# ci si concentra sulle relazioni che presentano una stabilit8 di !ondo$ modelli intrinsecamente instabili# come %uelli che sembrano essere modelli realistici# sono accuratamente e itati proprio per la di!!icolt8 di trattamento che presentano. <e relazioni di causa ed e!!etto prese in considerazione sono %uelle maggiormente de!inite$ in particolare# a li ello di rappresentazione !ormale# in un calcolatore le relazioni sono rappresentate da connessioni del tipo tutto o niente# o ero relazioni di e%ui alenza completamente de!inite.

Insiemi matematici che pre edono la possibilit8 di relazioni s!umate sono conosciuti come !uzzJ sets :insiemi s!umati;# studi recenti mostrano come molti problemi in ambito di incertezza possano essere a!!rontati con %uesti strumenti. Comun%ue la struttura stessa dei dati# o ero delle in!ormazioni codi!icate in un computer# porta ad una de!inizione di base che non tiene conto delle s!umature$ %uesta circostanza chiama in causa l'utilizzatore umano per %uanto riguarda la alutazione e l'interpretazione delle in!ormazioni prodotte. > possibile anche introdurre un criterio di somiglianza tra i dati# consentendo classi!icazioni s!umate$ insiemi simili sono per de!inizione insiemi s!umati. Anche in %uesto caso l'interpretazione degli attributi signi!icati i# su cui si basa la misura della somiglianza# riposa !ortemente sull'uso che l'operatore umano le attribuir8. <'estrema elocit8 e potenzialit8 di calcolo che l'elaboratore dimostra di possedere lo mettono in grado di s olgere compiti tali che un essere umano non potrebbe controllare. <a rappresentazione interna del mondo# in un calcolatore# 3 tale per cui solo le in!ormazioni pi? signi!icati e sono presenti# in !orma di dati# mentre la maggior parte delle in!ormazioni a contorno non compaiono oppure sono distorte. "uesti !atti congiuntamente producono l'e!!etto di a!!idare ai calcolatori compiti per i %uali non sono adatti# producendo di !atto soluzioni incomplete e a olte scadenti. A olte ci mera igliamo di %ueste scarse prestazioni comparate alla indiscussa capacit8 di calcolo che un elaboratore possiede ed ad altri compiti in cui eccelle rispetto alle possibilit8 umane$ la ragione principale risiede nella di ersa rappresentazione del problema che in ariabilmente esiste tra un elaboratore ed un essere umano. Consideriamo un gioco !ormale come gli scacchi. In un gioco di %uesto tipo le regole sono ben de!inite e il calcolatore do rebbe essere in grado di battere l'uomo. Al momento in cui scri o %uesto non si 3 ancora eri!icato# anche se i sono buone prospetti e# negli anni !uturi# che il campione del mondo di scacchi possa essere un calcolatore. Consideriamo la comprensione del linguaggio. Gi sono grandi di!!icolt8 da superare per realizzare un programma che !ornisca risposte sensate ad un interlocutore umano. Innanzitutto una parola !a ri!erimento ad un insieme di altri dati correlati che ne !orniscono il signi!icato. Un altro problema !ondamentale risiede nella costruzione erbale# sintassi e grammatica. > possibile costruire una rete semantica che leghi le parole per realizzare connessioni in grado di !ornire il signi!icato delle parole.

Capitolo "
Il punto critico risiede nella rappresentazione6 nei modelli che abbiamo a disposizione. Un bicchiere d'ac%ua pu5 essere un modello del mare4 2ntrambi contengono dell'ac%ua. O iamente non tutti i !enomeni che si producono nel mare possiedono un corrispetti o nel bicchiere d'ac%ua. <'ac%ua del bicchiere bagna come %uella del mare ma di!!icilmente si annega in un bicchiere d'ac%ua# non ci sono tempeste od onde gigantesche. In e!!etti 3 note ole che in un modello possano esistere gli stessi rapporti che algono nella realt8. Un modello 3 !orzatamente solo una parte del reale# come pu5 rappresentare !edelmente tutta la realt84 Un modello particolarmente potente 3 costituito dalla matematica. <'intelligenza arti!iciale utilizza modelli matematici. Si possono !are alcune considerazioni !iloso!iche sull'intelligenza arti!iciale. Gi sono alcuni %uesiti che %uesta disciplina pone$ riuscir8 una macchina a comportarsi in maniera intelligente4 riuscir8 una macchina a comprendere il linguaggio4

riuscir8 una macchina ad a!!rontare problemi non strutturati4 riuscir8 una macchina ad emulare il comportamento umano4 esiste un limite di complessit8 per un computer4 Tutte %ueste domande scaturiscono dal con!ronto tra le prestazioni di un programma per calcolatore e le prestazioni umane. A %uesto punto sorge una domanda in%uietante$ sar8 mai possibile per un computer emulare la coscienza umana4 Nel tentati o di !ornire una risposta a %ueste domande si 3 cercato di de!inire un ambito adeguato alle caratteristiche dei computer. In particolare si 3 sostenuto che l'importante 3 il comportamento complessi o del sistema e non i principi che sottostanno al !unzionamento del sistema stesso. Bragmaticamente# in sostanza# sono state de!inite delle caratteristiche comportamentali che ipotizzano un comportamento intelligente$ se la macchina risponde in maniera intelligente allora se ne deduce che e!!etti amente 3 intelligente. 0a %uesto punto di ista non si cerca pi? di !ornire di anima la macchina# ma piuttosto di costruire algoritmi di risoluzione che !unzionino anche in ambito di incertezza$ un risultato note ole 3 costituito dai programmi che giocano a scacchi. Burtroppo risultati altrettanto brillanti non si riescono ad ottenere %uando si a!!rontano problemi meno strutturati come per esempio la comprensione del linguaggio. <'analisi comparata della psicologia cogniti a e delle tecniche di intelligenza arti!iciale pu5 portare alcuni chiarimenti sulle impre iste di!!icolt8 incontrate dai computer. Un aspetto critico in tal senso risiede nel processo di rappresentazione delle in!ormazioni nella base di conoscenza. Bossiamo indi iduare delle catene causali nel processo conosciti o umano esattamente allo stesso modo in cui le tro iamo nel !lusso di inputKoutput in un computer. In un uomo le in!ormazioni sono di!!erenziate in maniera maggiore a causa della ariet8 degli input sensoriali e engono eleborate !in dall'inizio del processo di percezione# ma sostanzialmente ogni in!ormazione per essere percepita de e essere 9codi!icata9 e 9trasportata9 all'interno del sistema ner oso. <e tecniche di codi!ica delle in!ormazioni sono state analizzate a !ondo dai moderni in!ormatici e il supporto magnetico attuale presenta una potenzialit8 ed e!!icacia note oli. Un aspetto !ondamentale in ogni rappresentazione parte dal presupposto che esista una corrispondenza de!inita tra l'in!ormazione e il dato codi!icato6 3 proprio a %uesto li ello che sorgono i problemi maggiori. In sostanza de e esistere una sincronicit8 essenziale tra il mondo reale e la sua rappresentazione. <a relazione pi? semplice che pu5 esistere tra due dati 3 l'associazione e un collo%uio procede per associazioni. <e associazioni possono essere rappresentate tramite coppie di puntatori memorizzati in posizioni contigue spazialmente$ una relazione logica iene tradotta in una relazione spaziale. Seguendo %ueste idee si possono s iluppare programmi che gestiscono le in!ormazioni in termini di associazioni. <o scopo principale consiste nello studiare il comportamento di tali programmi in ambito di incertezza e eri!icare l'e!!icenza di comportamento nella risoluzione di problemi# nel sostenere un collo%uio uomo-macchina e nella comprensione del linguaggio. Nel modello relazionale di data base i dati sono organizzati in classi omogenee# in particolare si manipolano tabelle di domini prede!initi. Il processo di astrazione si s iluppa sia riconoscendo in!ormazioni come appartenenti ad un determinato dominio sia creando nuo i domini sulla base delle in!ormazioni elaborate. Il processo conosciti o 3 elastico e procede nei due sensi della catalogazione e creazione delle categorie. Se consideriamo catene associati e possiamo indi iduare delle soglie che determinano il riconoscimento di una in!ormazione in un gruppo o ice ersa la creazione di un nuo o raggruppamento. <e associazioni possono essere determinate da somiglianze o coincidenze nell'input percetti o# oppure possono essere generate da legami di causa ed e!!etto sulle

stimolazioni ner ose. Il supporto !isico su cui le in!ormazioni sono codi!icate non 3 per nulla trascurabile6 in!atti %uando tentiamo di utilizzare il calcolatore per simulare un simile processo siamo costretti ad indi iduare come criteri di somiglianza delle caratteristiche !isiche di registrazione# per esempio la continuit8 spaziale. Ber un calcolatore le relazioni logiche sono tradotte in legami o connessioni tra dati# principalmente di tipo spaziale6 probabilmente una codi!ica analoga a iene anche nel sistema ner oso centrale. I problemi di aggiornamento sono tra i pi? studiati dal punto di ista in!ormatico. Se i domini non sono corrispondenti a classi ben de!inite e stabili nella realt8 allora il data base degrada rapidamente. Anche se i domini sono stabili si eri!icano spesso anomalie di aggiornamento do ute alla dipendenza !unzionale tra i dati. In particolare anche le relazioni debbono essere stabili$ se un dato dipende da un'altro allora de e possedere la stessa dinamica di aggiornamento per e itare incongruenze nel data base. Appare e idente come un buon disegno di data base scaturisca da una analisi di una realt8 completamente strutturata. In casi reali le in!ormazioni non sono a!!atto strutturate# esse debbono strutturarsi man mano che il processo di memorizzazione procede. Ber a!!rontare %uesto problema occorre indi iduare una relazione generale che possa alere in tutti i casi6 una tale relazione non pu5 essere disgiunta dal supporto !isico utilizzato. Una correlazione che comprenda tutte le in!ormazioni rappresentabili potrebbe essere utile allo scopo6 occorre per5 un processo di di!!erenziazione che tenga conto delle numerose relazioni particolari che sussistono tra le in!ormazioni stesse. Ber esempio$ un canarino 3 un uccello# un uccello 3 un animale# un animale 3 un essere i ente# anche un gatto 3 un essere i ente6 esiste %uindi una relazione tra un canarino e un gatto# ma esiste anche la possibilit8 che il gatto si mangi il canarino. Ber descri ere %uesto stato di cose non 3 su!!iciente costruire le categorie sulla base dell'appartenenza# occorre gestire anche relazioni !unzionali basate sulle interazioni tra gli oggetti rappresentati. "ueste relazioni sono tras ersali e rendono di!!icile la progettazione di un data base che le contempli. <'indi iduazione degli oggetti nella loro indi idualit8 sta alla base di un buon progetto di data base# ma %uesto processo non 3 a!!atto banale$ pensiamo alle di!!icolt8 che si incontrano nel determinare i contorni degli oggetti presenti in un'immagine. Il processo riconosciti o per cui un olto si staglia sullo s!ondo 3 incredibilmente complesso# come dimostrano gli studi in corso sul problema del riconoscimento automatico delle immagini. Il concetto di 9oggetto9 esula e a oltre il processo percetti o. Bossiamo in!atti de!inire oggetti completamente astratti. Ber memorizzare in maniera e!!icace delle in!ormazioni occorre %uindi indi iduare gli oggetti a cui esse stesse si ri!eriscono# occorre una rappresentazione di tali oggetti e non ultimo 3 necessario de!inire le relazioni logiche che tra di essi sussistono. Ber concludere %ueste ri!lessioni accenner5 al !atto che la realt8 3 in e oluzione e %uindi gli oggetti e le relazioni mutano nel tempo# con ritmi di ersi pi? o meno celeri# la base di conoscenza de e essere in grado non solo di strutturarsi ma anche di modi!icare la propria struttura.

Capitolo 1#
Recentemente sono state s iluppate dei programmi di simulazione del comportamento umano# principalmente per %uanto riguarda sessioni di dialogo secondo lo schema$ 0OEAN0A LLM BROFRAEEA LLM RISBOSTA "ueste ricerche !anno parte delle nuo e !rontiere dell'intelligenza arti!iciale. In particolare la creazione di personalit8 irtuali o entit8 irtuali. Una delle pi? interessanti conseguenze pratiche della simulazione dei processi mentali dell'uomo 3 la creazione di 2ntit8 Girtuali. "ueste ricerche ipotizzano che in ogni persona con i ano contemporaneamente un certo numero di 9zone mentali9.

<'identi!icazione esatta del numero di zone ha occupato gran parte della ricerca durante il passato decennio. 0a un paio di anni si pensa di essere riusciti a isolare le ariabili principali ed anche un numero signi!icati o di leggi che ne regolano il !unzionamento. <a prima conseguenza 3 che tramite un numero grande# ma non in !inito# di ariabili si pensa sia possibile rappresentare la mente di ciascuna persona. Ne consegue# per esempio# che 3 possibile pre edere con una certa a!!idabilit8 le sue decisioni o# altro esempio# inter enire per migliorarne sensibilmente le prestazioni. Inoltre si pensa che il modello di rappresentazione possa essere utilizzato# non solo per riprodurre la mente di una speci!ica persona# ma anche per simulare 9persone che non esistono9. Un esempio pratico !orse aiuter8 a comprendere meglio. Supponiamo che# tramite un numero N di ariabili# sia possibile rappresentare in modo soddis!acente la mente di un uomo. Supponiamo inoltre di essere in grado di misurare# con una certa precisione# i alori di %ueste ariabili e di identi!icare le leggi che ne regolano il comportamento. Supponiamo in!ine che un bra o pro!essionista sia disposto a !arsi analizzare la mente dietro adeguato compenso :ma l'amore per la scienza non pu5 a ere prezzo...;. A remo cosA ottenuto una riproduzione mentale sempli!icata della nostra coraggiosa 9ca ia9. Supponiamo ora di modi!icare i alori delle N ariabili. Che cosa otterremo 4 Otterremo una riproduzione mentale di una mente che non esiste. Otterremo una 2ntit8 Girtuale. <a modi!ica 9a casaccio9 dei alori delle ariabili pu5 portare a dei comportamenti di ertenti :per chi si di erte con %ueste cose; ma naturalmente di nessuna utilit8 pratica. Gice ersa se le modi!iche engono indirizzate ad uno speci!ico !ine le utilit8 pratiche si !aranno particolarmente interessanti. "uesto# secondo alcuni# pu5 essere considerato lo scopo ultimo della Intelligenza Arti!iciale$ la creazione di 2ntit8 Girtuali dotate di propria conoscenza# esperienza e personalit8. 2ntit8 utili all'uomo# non certo sostituti e e# men che meno# antagoniste. Negli ultimi mesi sono nate# all'interno di alcuni laboratori di ricerca# un discreto numero di entit8 irtuali. Alcune di %ueste sono state direttamente messe a disposizione di broIers assicurati i e di trader !inanziari. Il concetto di personalit8 irtuale o di entit8 irtuale parte dall'ipotesi che ci5 che conta sia il comportamento risultante dal corretto !unzionamento del programma nel rispondere a domande. <'approccio teorico segue lo schema della 9blacI boN9 o ero ci si pre!igge la costruzione di una 9scatola nera9 in grado di rispondere ad una serie pressoch@ in!inita di input. 0OEAN0A LLM BROFRAEEA LLM RISBOSTA Allo stato attuale delle conoscenze %uesto approccio sembra a molti il pi? robusto sia in termini teorici che applicati i. In!atti consente di utilizzare un discreto numero di strumenti so!tHare gi8 elaborati e l'impatto psicologico si 3 dimostrato# in situazioni analoghe# ben accettato. <'obietti o operati o consiste nel con!igurare la reazione della blacI boN in modo tale da somigliare il pi? possibile allo stile di reazione della persona da sintetizzare. In !ondo la percezione che noi abbiamo della personalit8 di un indi iduo non 3 altro che l'insieme delle sue reazioni rispetto ai %uotidiani stimoli esterni$ le sue opinioni# il modo di esprimerle# il suo modo di rapportarsi con noi# con gli estranei# con gli e enti che scorrono. Naturalmente il grado di so!isticazione necessaria ad elaborare una risposta uni ersale ad un generico stimolo complesso 3 ancora molto lontana dalle attuali capacit8 della intelligenza arti!iciale. "uesto per5 non uol dire che non sia possibile !issare# anche se !ondamentalmente in modo statico# alcuni aspetti della personalit8 di un indi iduo. Ad esempio da una persona opportunamente interrogata si pu5 rica are un discreto numero opinioni !ino a capirne i tratti salienti della personalit8. Una olta capita la struttura della personalit8 si pu5 tentare anche di e!!ettuare delle pre isioni comportamentali spesso abbastanza coincidenti con i comportamenti

osser abili. <'idea di base che sta alla costruzione della blacI boN 3 proprio %uesta$ osser are il comportamento di un indi iduo conseguente a determinati stimoli e !issarlo in modo riproducibile. <'esempio pi? semplice :ma anche il pi? interessante in generale; di se%uenza 9stimolo LM reazione9 3 sicuramente %uello legato alla se%uenza 9domanda LM risposta9 in ambito erbale. In !ondo sarebbe gi8 un eccellente risultato poter costruire una blacIboN che sia in grado di rispondere ad un ele ato numero di domande erbali riproducendo !edelmente il modo in cui risponderebbe l'indi iduo da sintetizzare. 2d allo stato attuale della tecnologia probabilmente %uesto 3 anche l'unico obietti o raggiungibile nell'arco di %ualche anno. A tutti piacerebbe interagire con i propri antenati o con personaggi del passato# !amosi e non. Fli e entuali scritti :o pi? in generale le opere; che %uesti personaggi ci hanno lasciato sono una prima !orma di elementare e limitata interazione nel tempo. "uando leggiamo un libro o ascoltiamo un brano musicale in un certo senso l'autore# anche se 3 morto da molti secoli# comunica direttamente con noi. <'intelligenza arti!iciale ci permetter8 di ampliare e dilatare signi!icati amente la nostra interazione temporale con le generazioni !uture. Anche se simulata la comunicazione sar8 comun%ue bi direzionale e appena i progressi teorici lo consentiranno la blacIboN sar8 in grado di adattarsi anche ad e enti strutturalmente nuo i come l'opinione su un !uturo a enimento di cronaca o la posizione rispetto ad una nuo a idea politica o !iloso!ica. In alcuni laboratori sono stati realizzati dei prototipi che presentano comportamenti particolarmente interessanti. In particolare# nel seguito# descri er5 un prototipo realizzato in Italia dagli I-<abs. Il prototipo realizzato rappresenta i primi mattoni di un edi!icio che naturalmente sar8 molto pi? complesso ed articolato. 2sso comun%ue contiene tutti gli elementi strutturali dell'intero progetto e molte delle !uture !unzionalit8. 0a un punto di ista applicati o il programma 3 per!ettamente !unzionante anche se 3 in grado di riconoscere :e %uindi rispondere; ad un numero limitato di !rasi. Rispetto al progetto !inale le principali limitazioni riguardano l'inter!accia erbale ed il riconoscimento isi o. Oggi il collo%uio tra entit8 irtuale e uomo a iene tramite !rasi scritte sul ideo e battute sulla tastiera. 2ntro pochi mesi 3 probabile che la tecnologia 9teNt-to-speech9 sia utilizzabile per !ar rispondere in modo ocale all'entit8 irtuale con la oce della persona sintetizzata. 2ntro pochi mesi do rebbe essere possibile anche a!!idare ad una telecamera un e!!iciente riconoscimento isi o della persona che intende collo%uiare. Il ero salto %ualitati o da un punto di ista dell'inter!accia si a r8 comun%ue solo %uando la tecnologia del riconoscimento ocale 9speech-to-teNt9 sar8 su!!icientemente uni ersale ed a!!idabile. Il programma 3 stato s iluppato seguendo un particolare Schema teorico di ri!erimento. 0opo la !ase dei cosiddetti sistemi esperti classici :%uelli basati sul concetto di 9shell O base di conoscenza9; negli ultimi anni le ricerche nel campo della Intelligenza Arti!iciale si sono !ondamentalmente indirizzate erso tre aree principali comunemente conosciute come$ reti neurali !uzzJ logic algoritmi genetici Ognuna delle tre di erse metodologie ha conseguito importanti risultati in alcuni settori applicati i speci!ici come la robotica# il riconoscimento ottico ed acustico# la produzione di so!tHare# i processi di simulazione biologica# i modelli pre isionali# etc... Ea# !ino ad oggi# nessuna di %ueste metodologie si 3 ri elata adeguata alla gestione di una realt8 complessa e strati!icata come pu5 essere %uella di un sistema che ha l'obietti o di riprodurre in modo soddis!acente la personalit8 di un indi iduo. <'approccio proposto trae origine dalla interazione di un modello di comunicazione erbale :che rappresenta il modo di collo%uiare tra l'uomo e la macchina;# di un modello di memorizzazione delle in!ormazioni :che rappresenta la metodologia con la %uale le in!ormazioni engono metabolizzate; e di un modello matematico-simbolico :che rappresenta in modo tendenzialmente soddis!acente i processi mentali dell'uomo;. "uest'ultimo modello di rappresentazione dei processi

mentali a sua olta 3 il prodotto di una doppia interazione tra un modello !ormale-dedutti o :rappresentante la cosiddetta dimensione logica dei processi mentali umani; ed un modello operazionale-indutti o :rappresentante la cosiddetta dimensione analogica;. A remo %uindi$ Eodello di rappresentazione dei processi mentali Eodello di memorizzazione dell'in!ormazione Eodello di comunicazione erbale L 2ntit8 Girtuale I tre modelli utilizzati sono stati s iluppati all'interno degli I-<abs. Gediamo ora le caratteristiche principali dei tre modelli di ri!erimento utilizzati.

Capitolo 11
EO02<<O 0I RABBR2S2NTA1ION2 02I BROC2SSI E2NTA<I Alla base del progetto tro iamo la con inzione che l'atti it8 mentale umana sia rappresentabile da un modello. Ea cosa signi!ica rappresentabile da un modello 4 Sempli!icando# ma non troppo# potremmo dire che i nostri pensieri sono descri ibili mediante !ormule matematiche. Allo stesso modo in cui possiamo calcolare la traiettoria di un pianeta# analizzare la !orma delle onde radio o pre edere il punto di !usione di una sostanza. Che il !unzionamento della nostra mente sia riconducibile ad un modello matematico 3 oramai un concetto accettato da %uasi tutta la comunit8 scienti!ica internazionale. <a disputa !iloso!ica# centrale nella nostra attuale ci ilt8# erte sui limiti a cui %uesto concetto 3 applicabile. Alcuni sostengono che non esistono limiti di applicabilit8$ cio3 che %ualsiasi nostro pensiero o atti it8 mentale 3 rappresentabile in modo matematico-simbolico. Altri sostengono che esistono alcune atti it8 mentali che non saranno mai rappresentabili in modo !ormale. Le ca$atte$istiche %el &o%ello <'accettazione della possibilit8 che i nostri pensieri siano !ormalizzabili in un modello matematico 3 solo il primo passo erso la comprensione dei nostri processi decisionali. Il di!!icile arri a %uando si tentano di de!inire le caratteristiche proprie del modello. Naturalmente %uesto 3 un 9argomento di !rontiera9 e# come tutti gli argomenti di !rontiera# 3 soggetto a i aci dispute tra i ricercatori. 0al nostro punto di ista l'importante 3 che il modello sia utile# cio3 che sia utilizzabile con soddis!azione nella pratica. "uando una 2ntit8 Girtuale stampa# ad esempio# una relazione sulla situazione assicurati a di un ipotetico cliente# l'importante 3 che il broIer ac%uisisca il cliente. "uando una 2ntit8 Girtuale !ornisce degli strumenti di controllo economico# l'importante 3 che l'utile dell'azienda aumenti. Tutto il resto sono chiacchiere. <e 2ntit8 Girtuali# prodotte dal laboratorio di ricerca# si basano su due idee !ondamentali. <a prima consiste nella con inzione che %ualsiasi atti it8 mentale umana sia rappresentabile in uno spazio multi dimensionale caratterizzato dalla presenza contemporanea di molteplici !attori# tutti potenzialmente misurabili. 0etto in parole pi? semplici %ualsiasi nostra decisione 3 determinata da un certo numero :grande ma non in!inito; di !attori contemporanei. <'interessante 3 che tutti %uesti !attori sono misurabili. "uesto signi!ica che# mediante opportuni calcoli# 3 possibile conoscere %uanto ogni singolo !attore pesa nelle arie decisioni. Ea molta strada 3 stata !atta anche nella misurazione delle ariabili irrazionali. Il !atto che nel processo decisionale inter engano !attori non propriamente economici :come il tono di oce dell'interlocutore o la temperatura esterna; 3 un concetto ac%uisito dalla psicologia

moti azionale. Casta accendere la tele isione# e guardare molte delle attuali campagne pubblicitarie# per accorgersi di come %uesti concetti engano utilizzati con grande successo pratico. <a seconda con inzione# alla base delle 2ntit8 Girtuali# risiede nel !atto che all'interno di ognuna delle arie dimensioni :che !ormano lo spazio multi dimensionale della mente umana; agiscono contemporaneamente tre !orze distinte. "ueste tre !orze sono la risultante della atti it8 s olta dalla parte 9logica9# dalla parte 9analogica9 e dalla parte 9emoti a9 del cer ello di ciascuna persona. 0etto in altre parole# %ualsiasi nostra decisione# a seconda della situazione in cui iene presa# 3 determinata da tre atti it8 mentali ben distinte$ %uella gestita dall'emis!ero sinistro del cer ello :logica;# %uella gestita dall'emis!ero destro :analogica; e %uella gestita dal corpo calloso centrale :sintesi istinti a;. Bensiero logico e pensiero analogico Ber pensiero logico si intende tutta %uella atti it8 mentale umana che# con un po' di sempli!icazione# potremmo dire essere gestita dall'emis!ero sinistro del cer ello. 0a un punto di ista !unzionale stiamo parlando delle capacit8 dedutti e e matematiche. 0a un punto di isto statistico potremmo dire che sono %ualit8 pi? comunemente 9maschili9. 0a un punto di ista storico potremmo dire che hanno tro ato la loro realizzazione nella nostra 9ci ilt8 occidentale9. Ber pensiero analogico si intende tutta %uella atti it8 mentale umana che 3 gestita principalmente dall'emis!ero destro del cer ello. 0a un punto di ista !unzionale stiamo parlando delle capacit8 associati e e geometriche. 0a un punto di isto statistico potremmo dire che sono %ualit8 pi? comunemente 9!emminili9. 0a un punto di ista storico potremmo dire che hanno tro ato la loro realizzazione nelle cosiddette 9ci ilt8 orientali9. Naturalmente %ualsiasi pensiero# %ualsiasi persona e %ualsiasi ci ilt8 saranno contemporaneamente sia logiche che analogiche. "uando diciamo che# da un punto di ista statistico# una donna 3 tendenzialmente 9pi? analogica9 dell'uomo intendiamo che nei suoi processi mentali la parte analogica 3 spesso pi? s iluppata di %uella logica. "uando diciamo che la ci ilt8 occidentale 3 pi? 9logica9 di %uella orientale intendiamo che la cultura prodotta :linguaggio# al!abeto# metodi di scoperta# etc..; ha seguito criteri maggiormente dedutti i-conse%uenziali che associati i-analogici. 0a un punto di ista gra!ico crediamo che il concetto sia !acilmente comprensibile. Se rappresentiamo la mente di una persona in uno spazio cartesiano do e la componente analogica 3 posizionata sull'asse delle = :dimensione orizzontale; e la componente logica 3 posizionata sull'asse delle P :dimensione erticale; otterremo delle !igure geometriche ellittiche. Una persona in cui la parte logica !osse per!ettamente bilanciata dalla parte analogica a rebbe come !igura di rappresentazione un 9cerchio per!etto9. A li ello di pura curiosit8 il modello matematico implementato e idenzia che un cerchio per!etto 3 impossibile e che pi? i alori di una persona si a icinano al cerchio e maggiormente la persona 3 psichicamente instabile. Ogni persona ha una di ersa ellisse di rappresentazione delle atti it8 mentali. <'interessante 3 che per5 possiamo raggruppare le arie ellissi in categorie simili. A remo %uindi la persona tendenzialmente 9 erticale9 :logica;# la persona tendenzialmente 9orizzontale9 :analogica; e# perch@ no# la persona tendenzialmente 9circolare9. A parit8 di !orma dell'ellisse %uindi pi? la !igura 3 grande e pi? la persona 3 9intelligente9 :cio3 e!!iciente rispetto alla realt8 che lo circonda;. <'e oluzione cerebrale dell'Uomo# sia in termini indi iduali che sociali# 3 un continuo passaggio ad ellissi sempre pi? grandi. 2 tale s iluppo iene ottenuto mediante due soli !attori$ l'esperienza personale diretta e l'esperienza indiretta sintetizzata nella tecnologia. Ne consegue che pi? una persona 3 in grado di metabolizzare esperienza e tecnologia# tanto meglio si adatta alla realt8 che lo circonda. In termini biologici si potrebbe dire che 3 pi? 9!orte9. <O SBA1IO E2NTA<2

Il modello ha subito naturalmente numerose modi!iche ed e oluzioni nel corso degli anni anche se la struttura di base 3 rimasta !ondamentalmente inalterata. <a ersione utilizzata per la creazione del prototipo %ui descritto 3 !ormato da &' spazi ad - dimensioni ciascuno per un totale di .+ ariabili. Anche in %uesto caso# per una maggiore completezza di in!ormazione# pu5 !orse essere utile elencare sinteticamente i &' spazi dimensionali e le relati e ariabili utilizzati dal modello. Gariabili di Sistema :lo spazio descri e %uello che potremmo de!inire l'9hardHare mentale9 di una persona; Ampiezza Contemporaneit8 Bro!ondit8 Originalit8 Creati it8 Braticit8 Brecisione Gelocit8 Sommatorie di accumulo Storico :lo spazio sintetizza i risultati delle esperienze della persona nelle arie s!ere a!!etti e e pro!essionali; accettazione Fenitori ittorie Bre isionali ittorie Bro!essionali accettazione Digli accettazione Bartner ittorie Sessuali ittorie Scolastiche accettazione Adolescenti Bropensioni Eentali :lo spazio descri e %uello che potrebbe essere de!inito come il 9carattere9 della persona; Sensibilit8 Responsabilit8 Autocontrollo Ironia 2mulazione Insegnamento Competizione Rischio Bercezione del Tempo Bsicologico :lo spazio descri e come la persona percepisce i ari momenti temporali e le relati e importanze che a ciascun momento attribuisce# detto in altre parole descri e lo spazio temporale in cui la persona i e; Duturo Remoto 0omani Duturo Bassato Brossimo Bassato Remoto Ieri

Bassato Duturo Brossimo

Bercezione dello Spazio Bsicologico :lo spazio descri e come la persona percepisce i ari li elli nel rapporto con gli altri; la Natura il Gicinissimo :genitori# !igli; il S@ il Complementare :moglieKmarito; il Trascendente gli Altri :conoscenti; il Eondo il Gicino :colleghi# amici; 1one d'Interesse :lo spazio descri e le propensioni e gli interessi nei con!ronti delle principali s!ere di moti azione; la Salute le 2sperienze la Cultura il 0anaro il Sociale il Sesso il Botere :il Comando; il Cibo Tipi di Eemoria :lo spazio descri e le caratteristiche della persona dal punto di ista delle arie capacit8 di memorizzazione; memoria Dotogra!ica memoria a Cre e memoria Analitica memoria di Barcheggio orientamento <ogico memoria a <ungo orientamento Spaziale memoria StacI Classi di Apprendimento :lo spazio descri e le principali modalit8 di apprendimento; 2sperienza 0iretta 2sperienza Indiretta Conoscenza 0iretta Conoscenza Dantastica Conoscenza 2moti a Conoscenza Onirica 2sperienza Astratta 2sperienza Simulata Eezzi del Comunicare :lo spazio descri e le principali modalit8 di comunicazione; <inguaggio 2 ocati o

Dormule <inguaggio Eatematico Rito Barabole Comunicazione Eodello Atti o <inguaggio Simbolico Comunicazione Non Gerbale 1one Sensoriali :lo spazio descri e i principali parametri sensoriali; Tatto <uce Gista Fenitale Ol!atto Fusto Udito 2%uilibrio 1one Disiologiche :lo spazio descri e i principali parametri !isiologici; sistema Ormonale sistema Riprodutti o sistema Ner oso sistema Immunitario sistema Sanguineo sistema 0igesti o sistema Respiratorio sistema Osseo Barametri Gitali :lo spazio descri e i principali parametri itali; 2!!icienza Ciologica 2!!icienza Onirica Resistenza Eentale Resistenza Alimentare 2%uilibrio Bressorio Resistenza Euscolare Resistenza Respiratoria 2!!icienza Cellulare "uesto modello di rappresentazione dello spazio mentale rappresenta %uindi il principale schema di ri!erimento per la sintetizzazione di una persona nell'entit8 irtuale. Nel corso degli anni molte delle .+ ariabili sono state particolarmente analizzate specialmente dal punto di ista della speci!ica misurazione e della identi!icazione dei legami che le relazionano# in primo luogo# con le altre ariabili del proprio spazio. Ci rendiamo per5 per!ettamente conto che passeranno ancora molti anni prima di poter giungere a %ualcosa di eramente robusto da un punto di ista teorico# specialmente nelle sue implicazioni !isiologiche. Ea 3 altrettanto ero che da un punto di ista !unzionale %uesto modello di rappresentazione si 3 gi8 ri elato molto utile in numerosi casi applicati i.

Capitolo 12

EO02<<O 0I E2EORI11A1ION2 02<<' INDOREA1ION2 <'idea di base consiste nel memorizzare le in!ormazioni non in modo testuale ma in modo simbolico. "ualsiasi !rase# %ualsiasi archi io# %ualsiasi dato prima di essere memorizzato iene 9tradotto9 in un sistema matematico-simbolico chiuso. Ad esempio la parola 9E2<A9 non iene memorizzata secondo la classica se%uenza di caratteri ASCII ma bensA iene con ertita nel 9concetto di E2<A9 a cui corrisponder8 un certo alore :dinamico nel tempo e dipendente dalle caratteristiche del sistema chiuso;. "uesto consente di atti are una serie di leggi e di legami tra i concetti che altrimenti non sarebbero esprimibili secondo i sistemi di memorizzazione in!ormatici classici. "uesta caratteristica 3 !ondamentale per poter utilizzare in modo e!!icace gli operatori analogici :ad esempio %uelli utilizzati nei ragionamenti associati i;. Una delle pi? interessanti conseguenze operati e di %uesto sistema di memorizzazione simbolico riguarda la completa assenza di archi i di ser izio indicizzati. "uesto consente di gestire banche dati di grandi dimensioni senza do erle strutturare a priori. Ne consegue# ad esempio# che la !usione di due banche dati memorizzate in modo simbolico 3 una operazione semplicissima e praticamente immediata. Inoltre la base di conoscenza s iluppata per un certo sistema simbolico chiuso 3 !acilmente trasportabile in %ualsiasi altro sistema simbolico. Ad esempio gli operatori utilizzati per gestire il modello di comunicazione erbale :%uello che consente all'entit8 irtuale di 9capire9 le !rasi espresse in italiano corrente possono essere applicati in %ualsiasi circostanza con e identi bene!ici economi ci in termini di progettazione so!tHare. Il sistema di memorizzazione simbolico consente di ottimizzare le prestazioni anche secondo le normali esigenze di ricerca :retri al ipertestuale;. Seguendo sempre un approccio !unzionale pu5 !orse essere interessante e idenziare i tempi di risposta rispetto ad alcune situazioni classiche. Ad esempio per ricercare una %ualsiasi parola situata alla !ine di un testo di ('Eb :circa + milioni di parole; %uesto sistema impiega meno di &/ secondi su un normale BC)-+ in ambiente 7indoHs. Considerando sempre lo stesso archi io per estrarre circa duecento !rasi in cui appare la parola da ricercare il sistema impiega meno di '/ secondi. In!ine per estrarre circa */#/// !rasi in cui compare la parola il sistema impiega meno di due minuti. Il tutto# come gi8 detto# senza utilizzare nessun tipo di indicizzazione. Consideriamo che le prestazioni rimangono pressoch@ inalterate anche e!!ettuando le ricerche per radice :automobilQ$ automobile# automobilista# automobili# automobilina# etc...; o per sinonimi. :automobileR$ automobile# automobili# macchina# automezzo# car# auto eicolo# etc...;. EO02<<O 0I COEUNICA1ION2 G2RCA<2 Il modello di comunicazione erbale molto semplicemente consente alla entit8 irtuale di 9capire9 la domanda :o la richiesta; !ormulata dalla persona in italiano corrente# cio3 senza ricorrere ad una sintassi speci!ica. "uesto tipo di tecnologia 3 gi8 stata applicata con grande soddis!azione in contesti speci!ici ma non ancora in situazioni generali. In un certo senso il modello di comunicazione erbale de e necessariamente e ol ere insieme al sistema a cui si applica e non pu5# almeno per il momento# essere completato 9a priori9. Il sistema di memorizzazione simbolica# come abbiamo isto nel precedente paragra!o# consente di standardizzare buona parte degli operatori :sia logici che analogici; ma poi ogni entit8 irtuale de e essere istruita sull'argomento e sulle !unzionalit8 speci!iche. Il prototipo di entit8 irtuale presentato 3 %uindi# al momento attuale# in grado di riconoscere un numero limitato di !rasi. 2 %uesta sar8 la principale atti it8 necessaria per renderla e!!etti amente utilizzabile da un punto di ista pratico. <'idea di base del modello di comunicazione erbale risiede nella ipotesi che anche se le arianti di una speci!ica domanda sono pressoch@ in!inite# in!inito non 3 il numero delle possibili 9esigenze di risposta9 da soddis!are. "uesto concetto 3 particolarmente e idente se applicato ad una realt8 speci!ica.

Capitolo 13
UN ABBROCCIO A<T2RNATIGO$ R2TI N2URONA<I Un approccio di erso ma complementare 3 costituito dalla reti neuronali. <'approccio ideale alla soluzione di problemi legati alla percezione 3 %uello connessionista. Un sistema pu5 mani!estare comportamenti intelligenti se possiede le seguenti caratteristiche$ &; 2le ato numero di componenti elementari '; Ogni componente 3 interconnesso con un ele ato numero di altri componenti (; <e connessioni non sono rigide# ma plastiche# modi!icabili da adeguati processi di apprendimento ); Ogni componente 3 in grado di e!!ettuare semplici operazioni Una rete neurale si comporta come un sistema adattati o che apprende il alore opportuno da dare ai pesi delle connessioni per ottenere una rappresentazione non simbolica del mondo reale. <e reti neurali rappresentano una metodologia di calcolo che tenta di replicare i processi di elaborazione utilizzati dal cer ello umano. <'idea risiede nel !atto secondo cui copiando la struttura a neuroni del cer ello si possa ottenere delle !unzionalit8 simili a %uelle del cer ello stesso. Il cer ello# in!atti# si ri ela estremamente e!!iciente nel risol ere problemi complessi di classi!icazione# riconoscimento# controllo sensomotorio# e soprattutto possiede la capacit8 di apprendere un comportamento# sia sulla base di esempi che in !unzione dei propri errori. Il principale modello di calcolo neuronale si basa su una architettura parallela di tipo connessionistico. In particolare 3 possibile costruire delle memorie associati e. I singoli neurodi sono astrazioni a partire dalle conoscenze disponibili sul !unzionamento dei neuroni. <a principale caratteristica della rete neurale consiste nel !atto che !unziona come un tutto unico6 i singoli impulsi sono determinati dalle numerose connessioni tra i neurodi e non sono determinati a priori. <a rete ha necessit8 di un periodo di addestramento durante il %uale si creano delle 9 ie9 pre!erenziali degli stimoli# ci5 consente alla rete di imparare un determinato compito. I pesi associati ad ogni connessione mutano con l'esperienza e determinano la risposta della rete. Nonostante che il neurodo sia una copia molto rudimentale di un neurone del cer ello il comportamento complessi o# determinato dall'interazione di molti neurodi# mostra signi!icati i successi in compiti complessi come per esempio il riconoscimento di immagini. <a relazione tra stimolo e risposta iene pol erizzata in tantissimi contributi associati ad ogni singolo neurodo# il risultato 3 una memoria dinamica che consente alla rete di 9risuonare9 se sollecitata da un determinato stimolo. <a distribuzione dei pesi nella rete non 3 pre edibile a priori# e costituisce l'essenza della conoscenza della rete. Nelle reti neurali la conoscenza 3 memorizzata in una !orma subsimbolica# mentre in una entit8 irtuale la conoscenza 3 memorizzata in !orma simbolica. > possibile tradurre la logica di una rete neurale in termini matematici# o ero simbolici6 in!atti molte di %ueste reti sono simulate a calcolatore# calcolando istante per istante le !unzioni caratteristiche di ogni neurodo. Non esiste pertanto una di!!erenza di principio tra l'utilizzo di reti neurali o l'utilizzo di entit8 irtuali nel risol ere il problema di !ornire risposte automatiche a domande in input. <a !rammentazione che riscontriamo nelle reti neuronali 3 riproducibile simbolicamente# pertanto le potenzialit8 di emulazione del cer ello do ute all'ele ato numero di interazioni# rimane sostanzialmente inalterato$ 3 solo un problema di complessit8. Indubbiamente le reti neurali mostrano una note ole capacit8 di apprendimento e apparentemente s!uggono ad una analisi dettagliata delle singole interazioni. Ber esempio se addestriamo una rete neurale a riconoscere la parola 9mela9 non tro eremo nessuna stringa o simbolo che la rappresenta$

l'in!ormazione 3 distribuita su tutta la rete complessi amente. <'in!ormazione 3 !rammentata e solo una !unzione di correlazione 3 in grado di ricomporla nella este originaria. Ogni singolo neurodo contribuisce alla risposta !inale. "uesto tipo di memorizzazione richiama alla mente gli ologrammi# in cui l'immagine 3 ricostruibile solo tramite processi di inter!erenza. 0al punto di ista simbolico ci5 implica la costruzione di una ragnatela di relazioni che consente l'associazione di ogni singolo termine ad un numero note ole di altri termini. Sia nelle personalit8 irtuali che nelle reti neurali non esiste alcuna 9coscienza9# se cerchiamo la sede della coscienza non tro iamo altro che pure relazioni tra uno stimolo ed una risposta. Tutto %uesto !a pensare che il nostro senso dell'io sia puramente illusorio e assolutamente non necessario. Dorse# in ece# l'esistenza di un 9io9 3 !ondamentale nei processi cogniti i# !orse solo attra erso una strati!icazione aggiunti a di elaborazione 3 possibile simulare il comportamento umano. Gi sono alcuni meccanismi intelletti i che sono di!!icilmente emulabili dal computer$ simulare alcune !unzionalit8 3 gi8 un note ole risultato anche se non si coglie l'intima essenza del processo stesso. Un'automobile si sposta elocemente anche senza gambe. <a realizzazione di processi automatici di pensiero ci consente di comprendere meglio la natura del pensiero umano. <a memoria di un computer 3 estremamente pi? !edele della memoria umana# le in!ormazioni sono riportate !edelmente cosA come sono introdotte# nell'uomo a iene in ece una elaborazione# !in dall'inizio della percezione# dell'in!ormazione. <'uomo mostra una note ole elasticit8 e capacit8 elaborati a ma per certi scopi 3 meglio la risposta !edele di un computer. Che dire poi dell'attenzione# che go erna i nostri processi percetti i. Un uomo pu5 prestare attenzione a %uesto e a %uello# nulla di simile esiste per una macchina che macina i dati come un rullo compressore. <a possibilit8 di eseguire un processo 3 la chia e del !unzionamento del computer# come per l'uomo del resto. Un processo che si s iluppa nel tempo e che pu5 elaborare delle in!ormazioni# tras!ormare un input in un output# !ornire una risposta ad una domanda. Ea una importante relazione tra processi paralleli 3 la sincronicit8 che consente la sincronizzazione dei processi stessi$ due orologi !unzionanti !orniscono la stessa ora. Il tentati o di emulare il comportamento umano porta ad una maggiore conoscenza delle caratteristiche del nostro comportamento e attra erso l'analisi dei principi che go ernano particolari !unzionalit8 si per iene ad una tecnologia pi? a anzata al ser izio dell'uomo stesso. In particolare 3 possibile costruire macchine che eseguono !unzioni complesse e gestiscono una mole considere ole di in!ormazioni. <a sinergia tra le caratteristiche tecnologiche dei computer e la conoscenza dei principi base dell'elaborazione della conoscenza portano a strumenti estremamente potenti di elaborazione delle in!ormazioni. 2siste# !orse# una incompatibilit8 tra l'e!!icienza !unzionale e la malleabilit8 tipica dei sistemi i enti6 %uando si introducono dei parametri di ariabilit8 e di incertezza in un sistema computazionale si osser a un ine itabile degrado delle prestazioni. <e tecnologie in!ormatiche sembrano non a ere limiti di applicabilit8 ma solo problemi legati alla crescita esponenziale del tempo di calcolo# relati amente ad alcuni problemi combinatoriali. <a combinazione di processi e memoria sembra coprire le pi? s ariate esigenze logiche legate alle prestazioni degli organismi i enti. <a capacit8 di apprendere iene emulata con la memorizzazione di in!ormazioni# la capacit8 di modi!icarsi iene emulata con opportuni processi elettronici. <a realt8 3 go ernata da leggi che controllano gli e enti in natura.

Un organismo i ente de e riconoscere gli e enti e reagire di conseguenza$ un importante !attore risiede nella coincidenza di stimoli corrispondenti ad e enti concomitanti. Il principale paradigma di %uesto stato di !atto 3 la relazione di causa ed e!!etto che lega due e enti distinti. <a icinanza o distanza :sia spaziale che temporale; di stimoli 3 il principale indizio di cui la percezione tiene conto per la costruzione di connessioni astratte tra e enti. Eatematicamente 3 possibile de!inire uno spazio metrico in cui gli e enti sono collocati# de!inendo una distanza basata sulle coincidenze presenti in insiemi astratti delle propriet8 degli e enti medesimi. In particolare risulta naturale determinare una soglia di atti azione che consente la creazione di categorie astratte$ tali categorie# generate dalla percezione# consentono di classi!icare il mondo circostante e %uindi di riconoscere e enti simili. <a struttura matematica alla base di tali astrazioni# basata sulla teoria degli insiemi# 3 abbastanza semplice$ essa prende origine dalla de!inizione dei possibili input sensoriali in termini di attributi# per procedere con la costruzione di domini che consentono al processo di astrazione di de!inire le classi astratte. Il cer ello 3 la struttura pi? complessa che conosciamo in natura. A!!rontare la comprensione del !unzionamento del sistema ner oso centrale 3 e!!etti amente un'impresa note ole. Ber isolare alcuni aspetti delle capacit8 cogniti e dell'uomo alcuni ricercatori realizzano esperimenti su animali di laboratorio. Altri ancora studiano il comportamento di animali unicellulari o sistemi !isiologici come il sistema immunitario. <e !onti a cui attingere indicazioni sono innumere oli. Il cer ello 3 il risultato di un processo e oluti o su una scala di tempi astronomici# e si pu5 dire che 3 iniziato con la nascita dell'uni erso circa %uindici miliardi di anni !a. Ber molti aspetti siamo !igli delle stelle. <a ricerca teorica# pur prendendo spunto da osser azioni sul comportamento o sulla struttura degli esseri i enti# utilizza principalmente nozioni e modelli matematici. <e relazioni logiche sono alla base dei primi studi di intelligenza arti!iciale$ logica dei predicati e linguaggi logici in testa. "uando ci si 3 accorti che particolari !unzioni# come il controllo motorio o il riconoscimento isi o# presentano inattese di!!icolt8 per gli algoritmi conosciuti# allora l'interesse per ci5 che la selezione naturale ha realizzato nel tempo in natura 3 di enuto preponderante rispetto alle tecniche matematiche disponibili. Un aspetto teorico 3 comun%ue !ondamentale$ la traduzione delle in!ormazioni in una rappresentazione simbolica de e conser are la sostanza delle corrispondenze ed interrelazioni esistenti tra gli e enti originari. Spesso utilizziamo nei nostri ragionamenti le propriet8 di in arianza ed omogeneit8 presenti in natura# tras!ormiamo una connessione logica in una prossimit8 spaziale o temporale oppure attribuiamo ad un nome le propriet8 che l'oggetto presenta. Il ragionamento per analogia# tipico del pensiero esoterico# anche se gra ido di possibili errori# !ornisce ai ricercatori utilissimi spunti di indagine e !ertili idee per s iluppare le ricerche.

Capitolo 14
<a matematica greca# basata non pi? sull'intuizione :a olte !allace; come nel caso della geometria egiziana o babilonese# ma sulla dimostrazione# di enne presto un modello di ragionamento.

Blatone si interess5 alla natura degli oggetti matematici# e cerc5 di spiegare che cosa !ossero le !igure di cui si tratta a nella geometria. <a sua soluzione al problema !u il nucleo di una nuo a !iloso!ia$ le !igure geometriche sono idealizzazioni :o le !orme; degli oggetti !isici percepiti mediante le sensazioni. Boich@ tali idealizzazioni :o idee; posseggono una per!ezione che gli oggetti :cosA come engono; percepiti non hanno# esse non solo esistono indipendentemente da %uesti e costituiscono un mondo parallelo a %uello sensoriale# ma sono addirittura la 9 era9 realt8# di cui il mondo sensoriale 3 soltanto una pallida immagine :un mondo di ombre percepite sulle pareti di una ca erna;. <a geometria di iene dun%ue il modo attra erso cui noi eniamo a conoscenza del mondo delle idee# e come tale ac%uista un'importanza !ondamentale. Aristotele si interess5 in ece della natura del metodo matematico. 2gli sistematizz5 la logica come scienza del ragionamento# enunciando chiaramente che le sue leggi erano state sA !ormulate sul modello delle dimostrazioni matematiche# ma anche che essa do e a essere considerata indipendente dalla matematica# e a %uesta precedente. Sant ha usato la geometria euclidea come uno dei !ondamenti della sua !iloso!ia# nella prima parte della Critica della Ragion Bura essa costituisce la !orma :o# in termini moderni# il paradigma; della percezione sensoriale per gli oggetti esterni :cosA come il tempo costituisce la !orma della percezione interna;. <'idea di Sant 3 che lo spazio non sia :come per Blatone; un'idealizzazione dell'esperienza sensoriale# n@ tanto meno :come per NeHton; una %ualit8 del mondo esterno# bensA un 9a priori9 che !a parte di ci5 che signi!ica essere 9umani9# e che noi usiamo per organizzare le nostre percezioni sensoriali. Noi percepiamo il mondo come euclideo non perch@ esso cosA sia :per Sant il problema di come la realt8 sia eramente non ha alcun senso# isto che possiamo soltanto sapere come essa si presenta a noi;# ma perch@ %uesto !a parte del nostro modo di essere$ il concetto di spazio non ha origine empirica# ma 3 un'ine itabile necessit8 del pensiero. Sant presenta un sistema che pu5 essere descritto bre emente come !ondato su categorie :concetti dell'intelletto; che sono semplicemente le nozioni primiti e di una !ormulazione del calcolo dei predicati modale. <e idee trascendentali :concetti della ragione; si ottengono mediante un passaggio al limite di alcune di tali categorie. Sant mostr5# mediante %uattro antinomie# che le idee trascendentali sono contraddittorie# e ne dedusse la seguente conclusione$ se si richiede completezza della ragione# permettendo la considerazione di idee 9al limite9# si cade nell'inconsistenza. <a conclusione di Sant si pu5 ri!ormulare dicendo che se la ragione uole essere consistente# non pu5 essere completa :nel senso di poter decidere ogni problema che essa si ponga; . "ueste !iloso!ie hanno portato a risultati matematici concreti. FTdel ottenne uno dei risultati pi? signi!icati i della logica matematica$ se un sistema !ormale per l'aritmetica 3 consistente allora non pu5 essere completo. <'idea che noi possiamo percepire solo ci5 che 3 compatibile con la nostra struttura ac%uista un note ole spessore. Ci5 si traduce nell'idea che un sistema 9cogniti o9 possa interpretare solo i messaggi rispetto ai %uali 3 stato predisposto. O ero un canale trasmissi o pu5 trasportare solo i messaggi codi!icabili per il canale stesso. <'uomo per5 riesce# grazie a strumenti che esso stesso costruisce# a concepire parti del reale che sono proibiti ai propri sensi$ per esempio sappiamo che esistono i raggi ultra ioletti che non percepiamo direttamente ma che possiamo rile are e misurare con opportune apparecchiature. Il concetto di tempo 3 cambiato dopo la relati it8 di 2instein# considerazioni logiche e anche misure indirette hanno portato a concepire un tempo dipendente dall'osser atore e di erso per di!!erenti sistemi di ri!erimento. In particolare alcuni !isici contemporanei hanno introdotto il concetto di tempo immaginario# un tempo che sarebbe alla base di processi nel microcosmo e nel macrocosmo# come il Cig Cang.

Una ri!lessione interessante pu5 essere !atta relati amente al concetto di caso$ esiste eramente il caso4 > possibile scri ere un programma per calcolatore che risponda a domande in maniera impre edibile. Il programma 3 un algoritmo deterministico# %uindi a rigor di logica le risposte che !ornisce possono essere pre iste# ma i !attori di ariabilit8 come la storia dei collo%ui precedenti o una routine di randomizzazione rendono praticamente impossibile predire come risponder8 il sistema ad una determinata domanda. Seguendo passo passo l'algoritmo e conoscendo tutte le ariabili il risultato 3 pre edibile ma ci5 esula dalle possibilit8 di un operatore umano che utilizzi tale programma. <a risposta pu5 essere de!inita casuale e rispetta le leggi probabilistiche$ 3 possibile pre edere una probabile risposta. <a complessit8 tras!orma un processo deterministico in un processo aleatorio. Una conoscenza parziale necessita del concetto di casualit8. <a nostra conoscenza del mondo 3 parziale e pertanto dobbiamo utilizzare il concetto di 9caso9 per pre edere i !enomeni. Se osser iamo il mondo circostante possiamo rile are un certo ordine. <a natura sembra essere organizzata e go ernata da leggi matematiche. <'uomo manipola il mondo intorno a s@ creando continuamente oggetti che rispecchiano il suo pensiero razionale o irrazionale che sia. <e costruzioni di un uomo sono comprensibili ad altri uomini e l'agente principale di una tale intelligibilit8 risiede in essenza nella coscienza. <a coscienza che conosciamo solo per introspezione personale 3 un aspetto indubitabile della natura umana per ciascuno di noi. Noi attribuiamo anche ad altri# oltre che a noi stessi# il possesso di %uesta propriet8$ pensiamo che tutti gli uomini siano coscienti. <a coscienza si presenta in modo preminente nella nostra personale esperienza# siamo cio3 certi di essere coscienti# ma nessun !enomeno basato su elementi esterni a noi stessi# cio3 di tipo percetti o comportamentale# pu5 garantire la presenza di una coscienza. Ber esempio il comportamento degli animali non presuppone lo stesso li ello di coscienza che noi attribuiamo a noi stessi. In generale nessun comportamento# intelligente o meno# di esseri i enti presuppone la coscienza. <a coscienza potrebbe essere una emanazione del cer ello# scaturita come risultato di un processo e oluti o che ottimizza il comportamento accentrando le risposte del sistema ner oso in un nucleo principale. <a coscienza potrebbe essere un li ello aggiunti o di ri-!lessione su se stesso dei processi cogniti i. <a coscienza potrebbe essere %ualcosa di 9a s@ stante9 come sostengono le !iloso!ie orientali# %ualcosa che a oltre la costituzione del cer ello# %ualcosa di pi? generale presente in natura. In tal caso la coscienza non sarebbe solo una peculiarit8 dell'uomo ma in essenza una caratteristica presente nella natura. Nessun elemento del mondo !enomenico implica necessariamente la presenza o assenza di coscienza# 3 gi8 problematico attribuire una coscienza agli esseri i enti in generale$ sar8 mai possibile che un oggetto non i ente# come per esempio il computer# possa a ere una coscienza4

Capitolo 15
Se si potesse risalire il corso dei pensieri !ino alla loro sorgente primaria# si arri erebbe a classi!icarli tutti in termini di impulsi della rete ner osa cerebrale. Si sa ancora relati amente poco sui particolari del !unzionamento del cer ello6 3 tutta ia possibile a ere una isione generale della sua organizzazione# in particolare 3 possibile arri are a una certa comprensione del meccanismo

intelletti o attra erso un esame delle mani!estazioni esteriori del pensiero che rechi testimonianza degli schemi mentali di partenza. <e mani!estazioni esteriori una olta de!inite sono in linea teorica riproducibili con meccanismi che non coin olgono l'esistenza della coscienza# in particolare un computer pu5 simulare un %ualsiasi processo in cui input ed output siano ben de!initi. Teoricamente non si indi iduano limiti alle possibilit8 di razionalizzazione di %ualsiasi processo. Come nell'esempio del programma che !ornisce risposte impre edibili 3 sempre possibile costruire una concatenazione di e enti logicamente conseguenti che emuli un determinato processo ben de!inito. Solo %uando per ragioni sostanzialmente di complessit8 si de e operare in ambito di incertezza# allora la logica classica non 3 pi? applicabile e!!icacemente. Occorrono nuo i strumenti come per esempio il pensiero analogico o se ogliamo il pensiero intuiti o. > per!ettamente lecito rendere razionale col pensiero logico una soluzione tro ata con altri mezzi# per esempio euristici# il pericolo sta nel presumere che # per il !atto che tale ia sia ricostruibile a posteriori# tutti i problemi possano essere risolti con il metodo logico con la stessa !acilit8 con cui potrebbero esserlo con altri metodi. Una delle tecniche dei metodi alternati i 3 procedere a ritroso cercando di costruire un collegamento logico tra elementi nuo i e il punto di partenza. <a mente umana# per il modo in cui 3 organizzata# ha# come sistema ottimale# la !unzione di interpretare le arie situazioni secondo il criterio della probabilit8. Il maggiore o minor grado di %uesta sar8 determinato dall'esperienza e dalle necessit8 del momento. Il pensiero logico si basa sul massimo di probabilit8. Il pensiero del senso comune d8 per scontato una grande %uantit8 di dati# se cosA non !osse la mente umana sarebbe paralizzata dalla sua stessa complessit8. Nel momento stesso in cui due concetti si collegano# essi si pongono in una determinata direzione# ed 3 pi? !acile associare altri concetti ai primi due# e seguirne l'orientamento# che ignorarli. 2siste cio3 una retro-atti it8 positi a tra e enti. Come nella !ormazione di un !iume il corso# prima debolmente accennato# cresce poi e si appro!ondisce nel tempo# cosA i canali ner osi si ra!!orzano con l'uso. Costa !atica non tener conto di un precedente# specialmente %uando non esiste ancora un'alternati a. Fli s!orzi di ricerca scienti!ica sono in gran parte impiegati nell'ampliamento logico di alcuni campi che generalmente sono ritenuti redditizi. Spesso per5 le geniali intuizioni e i grandi progressi scienti!ici sono merito di persone che hanno sca ato in un nuo o campo senza tener conto dei la ori in corso nel ecchio# a olte perch@ non lo ritene ano produtti o# altre perch@ ne ignora ano semplicemente l'esistenza# altre olte ancora per seguire il loro temperamento anticon!ormista# o per puro capriccio. <a scuola de e !ornire certezze ai propri allie i# de e in!ormare non creare# il suo scopo 3 di di!!ondere nozioni ritenute utili$ non 3 pensabile ripartire tutte le olte da zero. <e grandi scoperte per5# il pi? delle olte# rompono gli schemi precedenti per proporre un nuo o indirizzo ancora inesplorato. Spesso si sotto alutano le conseguenze del predominio delle teorie generalmente ritenute alide. 2sse sono considerate utili punti di partenza# in attesa del momento di compiere ulteriori passi in a anti. "uesto 3 un atteggiamento che# se pu5 portare a risultati pratici# pu5 anche impedire il mani!estarsi di idee originali. Nuo i dati che potrebbero smantellare una con inzione di!!usa engono al contrario sollecitamente incorporati in essa# perch@ %uanto pi? numerosi sono i dati nuo i che le si possono adattare# e tanto pi? boni!icata essa ne risulta. > come %uando si posa %ualche goccia di mercurio su una super!icie piana. Allargando sempre di pi? una goccia# lo spazio che la separa dalle icine diminuisce !ino a

scomparire. Nell'istante in cui sono raggiunte# le gocce piccole perdono la loro identit8# incorporandosi in %uella grande. Analogamente a %uanto a iene per le idee dominanti# la goccia grossa ingloba senza scampo la piccola. Il processo conosciti o logico si basa sulla scomposizione# in unit8 logiche pi? semplici# del !enomeno complessi o globale. Una spiegazione logica si a ale di mattoni costrutti i :assiomi elementari; e composizione di %uesti mattoni in rapporti logici. Una unit8 logica elementare si a!!erma come !ondamentale per la propria utilit8 ed e!!icacia nell'interpretare situazioni complesse. A olte per5# per includere nuo e esperienze# si rende necessario scomporre una tale unit8 logica in parti ancora pi? elementari. Il processo di scomposizione procede !intanto che una unit8 risulta economica ed idonea alla spiegazione del !enomeno originario. "uando il pensiero logico non 3 pi? su!!iciente per a!!errare compiutamente il senso di un !enomeno# allora si pu5 attingere ad un pensiero alternati o o pensiero laterale. <o schema d'azione del pensiero laterale pu5 essere articolato su %uattro principi operati i# di contenuto estremamente asto e che non esauriscono certo le possibilit8 d'inter ento del pensiero laterale. Tra %uesti principi esiste uno stato di !luidit86 possono a ere pi? di un elemento in comune# e alcuni di %uesti elementi potrebbero anche di entare loro stessi dei principi autonomi. I %uattro principi operati i sono$ &; <'identi!icazione delle idee dominanti# o polarizzanti. '; <a ricerca di nuo i metodi d'indagine della realt8. (; <'e asione dal rigido controllo esercitato dal pensiero logico. ); <'utilizzazione dei dati e delle circostanze !ortuite. <a scelta di un determinato modulo interpretati o di una realt8 3# di solito# do uta al caso o a ragioni pratiche. 0ue modi# entrambi arbitrari# di de!inire una realt8 si e%ui algono. Ea se si 3 in presenza di un problema che richiede un'elaborazione allora di erse scelte portano a risultati assai di ersi. Un leggerissimo spostamento del punto di osser azione pu5 portare a risultati pro!ondamente di ersi. Bu5 bastare spostare l'attenzione da un dato all'altro di un problema per passare da un tipo di ricerca o ia a un tipo di ricerca pi? originale. Il nostro intelletto di ide il continuum della realt8 che ci circonda in unit8 distinte. In parte# i 3 costretto dal tipo di organizzazione !unzionale del nostro sistema ner oso cerebrale# che pone dei limiti alla conoscenza. In parte 3 per5 una scelta deliberata che permette di capire le cose scomponendole in elementi gi8 noti. Una situazione che si e ol e senza soluzioni di continuit8# pu5 essere arbitrariamente di isa in due# in un punto adatto# e la met8 che precede il punto di di isione collegata a %uella che lo segue col noto rapporto di causa ed e!!etto. <a scelta delle parti in cui scomporre il tutto 3 dettata dalla notoriet8# dalla con enienza e dalla disponibilit8 dei rapporti semplici con cui ricomporre le parti ad unit8. Un rapporto mostra come due parti erano combinate tra loro prima della di isione. Se %uesta iene ripetuta parecchie olte# le parti !iniscono con l'assumere una propria identit8. Appena le unit8 di comodo# le unit8 di in!ormazione# rice ono un nome# %uesto le congela e le immobilizza de!initi amente. Allora di enta necessario considerare la realt8 come un edi!icio di mattoni ciascuno dei %uali dichiara la propria origine$ una concettualizzazione arbitraria e!!ettuata in precedenza. Ber esempio# noi utilizziamo il linguaggio per descri ere le nostre idee# ma esso si compone di parole prede!inite e storicamente accettate da un'intera cultura.

<a disponibilit8 di parole e di denominazioni condiziona rigidamente il modo di a!!rontare un determinato problema. <a rigidit8 della denominazione 3 collegata alla rigidit8 delle classi!icazioni che a loro olta determinano una impostazione obbligata del problema. Spesso il problema pi? di!!icile sta proprio nella !ormulazione dei problemi. Ber %uanto un calcolatore elettronico sia e!!iciente# non potr8 mai risol ere un problema che sia stato mal posto dal programmatore. "uando si a!!ronta un problema# 3 prassi comune delimitarlo entro una determinata in%uadratura e cercarne la soluzione all'interno di essa. Si accetta come un dato dimostrato che una certa linea rappresenti i con!ini del problema# ed 3 entro %uesti con!ini che il pensiero logico ricerca la soluzione. Eolto spesso per5 %uesti con!ini non esistono nella realt8 e la soluzione pu5 tro arsi al di !uori di essi. <a logica per essere e!!icace ha bisogno di un contesto preciso e rigidamente de!inito. Certe premesse de ono essere accettate per ere e non possono essere messe in discussione. > proprio grazie alle illimitate possibilit8 che la realt8 o!!re che il pensiero laterale riesce a !ormulare idee originali. Un modo per applicare il pensiero analogico consiste nell'utilizzare i dati di una situazione ad un'altra situazione# che sia pi? !acile da esaminare o che sia pi? conosciuta. In tal modo 3 possibile passare da considerazioni astratte ad analogie concrete. Un antaggio del ricorso alle analogie 3 che %ueste utilizzano normalmente immagini concrete che suggeriscono altre immagini concrete pi? !acilmente di %uanto idee astratte suggeriscano altre idee astratte# con il risultato che la !ormazione delle idee a iene pi? !acilmente. <'esperienza e la capacit8 d'indagine probabilistica dell'intelletto permettono di associare automaticamente elementi tratti da alternati e di erse !ino ad ottenere una soluzione alida. <'esistenza di omogeneit8 tra i ari sistemi naturali consente di indi iduare modelli adeguati per la rappresentazione dei !enomeni. Il ragionamento o le osser azioni in un particolare ambito possono essere trasportate in un'altro e produrre interessanti considerazioni. <'atti it8 di scomporre in elementi sempre pi? semplici e !ondamentali porta ad indi iduare gli assiomi della matematica. <e regole di composizione dei mattoni di base costituisce il corpo delle tecniche matematiche a disposizione. Indi iduare i principi e gli assiomi a !ondamento della matematica 3 un obietti o delle principali ricerche !iloso!iche. Il principio di sincronicit8 si pone a %uesto li ello ed a!!erma che la coincidenza di stimoli# o ero la so rapposizione di segni# 3 un elemento logico ineliminabile in ogni processo cogniti o. 0ue e enti interagiscono sulla base della propria capacit8 di essere rapportati nello stesso istante e nello stesso tempo. 0i pi? due sistemi distinti possono essere con!rontati sulla base di coincidenze di e enti che si eri!icano in entrambi# tali coincidenze possono indi iduare le in arianze esistenti nel passaggio da un sistema all'altro. Tutto %uesto senza l'esistenza di un rigido legame di causa ed e!!etto. <e sincronicit8 indicano una relazione esistente tra due sistemi di rappresentazione# senza un legame di causa ed e!!etto diretto. > possibile ricostruire %uesta relazione analizzando i sistemi da un punto di ista logico ed indi iduare la ragione del mani!estarsi delle coincidenze. Ber esempio# due orologi !orniscono la stessa ora# analizzando i meccanismi di ciascuno di essi ed ipotizzando l'in ariabilit8 della !reccia temporale# il pensiero logico si d8 ragione del sussistere di una tale circostanza.

Ber l'uomo della strada 3 pi? semplice dire che due orologi misurano la stessa ariabile temporale e trarne considerazioni in merito senza disperdersi in un'analisi del !unzionamento speci!ico di ciascun sistema isolatamente.

Capitolo 16
<e sincronicit8 sono caratterizzate dall'unione di uni ersale e particolare che si realizza in una coincidenza di !atti. <'essenza dell'uni erso iene anche rile ata in campo scienti!ico# in cui strutture# simmetrie e leggi matematiche !ungono da elementi di interconnessione !ra numerosi !atti speci!ici. <a scienza ha con enzionalmente accettato che tali leggi matematiche siano in natura puramente descritti e6 3# tutta ia# possibile che al di l8 dei !enomeni del mondo materiale i sia un ordine generati o e !ormati o chiamato intelligenza oggetti a. > possibile che al di sotto della coscienza e dell'inconscio personale !reudiano esista un li ello mentale colletti o e uni ersale. A %uesto proposito Uung sostiene l'esistenza di un inconscio colletti o. 2sattamente come le particelle elementari sono supportate da una danza che trascende il mondo materiale# la mente esiste grazie alla dinamica presente ad un li ello pi? pro!ondo. Al di l8 della mente e della materia i sono strutture e simmetrie che hanno e!!etti generati i e stimolatori. 0urante una sincronicit8 3 possibile# per un istante# s!iorare %uesti li elli pro!ondi. Nella congiunzione di coincidenze 3 racchiuso %ualcosa di eramente uni ersale# che tocca l'essenza della creazione e dei ritmi basilari dell'esistenza. <e particelle elementari hanno una conoscenza dello stato occupato da altre particelle# edi il principio di esclusione di Bauli$ come 3 possibile che %uesta interazione a enga# su %uali canali in!ormati i si basa4 2siste !orse una struttura in!ormati a a li ello sub-%uantistico4 "uale potrebbe essere il lato obietti o di una 9correlazione acausale94 Si pu5 ipotizzare che una struttura relati a ad esperienze interiori ed esteriori pu5 scaturire da un ordine comune a entrambe. <e sincronicit8 originano in un sostrato che giace a un li ello pi? pro!ondo rispetto a %uello delle categorie di conoscenza e s!ida ogni tentati o di porre limiti e di isioni mentali !ra i ari settori dell'esperienza. In altri termini le sincronicit8 sono mani!estazioni nella mente e nella materia# di un sostrato sconosciuto che le origina. > probabile che esistano degli ordini analoghi sia nella coscienza che nella materia. Il parallelismo riscontrabile !ra aspetti oggetti i e soggetti i non scaturirebbe da connessioni causali# ma da una dinamica nascosta comune a entrambi. <e sincronicit8 ci s!idano a tentare la costruzione di un ponte con un'estremit8 saldamente radicata nell'obietti it8 della scienza e con l'altra ancorata# in ece# nella soggetti it8 dei alori personali. Consideriamo la seguente a!!ermazione :Vume;$ <a semplice osser azione di due oggetti o due azioni# in %ualche modo correlati# non pu5 implicare un'idea di potere o di connessione causale esistente !ra loro. Se osser iamo i meccanismi di percezione ci rendiamo conto che# al contrario# 3 proprio %uesta la supposizione che iene !atta# ed e entualmente in seguito con!utata# dal giudizio intuiti o. <'osser azione di una coincidenza porta il pensiero intuiti o a creare una connessione tra e enti che esula per signi!icato la contingenza dell'atto osser ati o. Il ragionamento basato sulla concatenazione di elementi causali si basa su alcune con inzioni$ &; 0ue !atti sono distinti l'uno dall'altro senza alcuna possibilit8 di dubbio ed hanno esistenza propria come# ad esempio# due corpi dai limiti ben de!initi.

'; Contatti# !orze o in!luenze engono trasmessi da un corpo o da un !atto all'altro. (; Dra la causa a enuta nel passato e l'e!!etto che si eri!ica nel presente passa chiaramente un certo lasso di tempo. Gice ersa il mondo soggetti o non risponde a %ueste con inzioni# ma piuttosto$ &; I !atti non sono chiaramente distinti n@ indipendenti. '; Non i 3 una precisa in!luenza esercitata da un !atto su di un altro. (; Il tempo non 3 lineare n@ pri o di ambiguit8. Dinch@ oggetti ed e enti sono netti e distinguibili# !inch@ le !orze sono ben de!inite e il tempo scorre# colletti amente e senza turbamenti allora la concezione di causalit8 non crea problemi di sorta. Ea %uando la scienza sonda pi? a !ondo un uni erso di !lussi interiori e di e oluzioni dinamiche# di sottili in!luenze e criteri cronologici che si intersecano tra loro# le concatenazioni causali non possono pi? essere analizzate e ricondotte a connessioni lineari di singoli !atti. Il concetto stesso di causalit8 inizia a acillare e a perdere un po' della sua e!!icacia. <a !isica moderna ha modi!icato la posizione dell'osser atore# non pi? esterno ai !enomeni ed assolutamente obietti o ma esso stesso partecipe degli e enti che osser a. <'azione di osser are perturba il sistema %uantistico sino al punto che non 3 pi? possibile trascurare l'interazione dell'osser atore con il !enomeno osser ato. <e e%uazioni d'onda che go ernano il comportamento delle particelle elementari sono rigorosamente deterministiche nella loro !ormulazione matematica# ma gli e enti che descri ono sono per loro natura statistici# o ero singolarmente impre edibili. > di!!icile ri!lettere sugli stati e gli e enti mentali# perch@ %uesti non possono essere osser ati direttamente# e perch@ non sono a!!atto cose !isiche e tangibili. 2siste un punto di ista secondo il %uale l'esperienza garantisce una comprensione della ita mentale. All'inizio il metodo principale di studio delle cognizioni era l'introspezione6 si pensa a che osser ando la propria mente dall'interno !osse possibile scoprire in che modo si s olgono le atti it8 cogniti e. <'introspezione non si 3 per5 dimostrata e!!icace nella comprensione dei processi mentali in genere. Anzitutto# molte delle nostre capacit8 appaiono del tutto indipendenti dall'esperienza cosciente. Consideriamo i processi di memoria$ non sapete come recuperate i nomi dalla memoria# eppure de e esistere un processo che ha per e!!etto il recupero delle in!ormazioni dalla memoria. <a sensazione che un nome 3 stato recuperato esattamente de e a ere una modalit8 di con!erma a noi del tutto sconosciuta. Consideriamo il linguaggio$ noi comprendiamo il linguaggio parlato# eppure non sappiamo in che modo a enga la comprensione# anzi non riusciamo nemmeno ad immaginare un algoritmo che produca lo stesso e!!etto6 possiamo de!inire il processo di comprensione solo sulla base delle risposte e non cosa esso sia in essenza. <'approccio dell'elaborazione dell'in!ormazione incorpora di solito l'assunzione che ci5 che potremmo chiamare 9atti it8 mentale9 ha luogo nel cer ello# e che ogni compito che eseguiamo# ogni decisione che prendiamo# sono e!!etto dell'atti it8 del cer ello. In pratica# per5# si sa ben poco del modo esatto in cui molte !unzioni sono realizzate dal cer ello. <'esistenza dei computer ci consente di ipotizzare modalit8 di !unzionamento astratte basate sulla teoria dell'in!ormazione. Si pu5 assumere che i dati siano immagazzinati nella memoria# che le in!ormazioni immagazzinate siano utilizzate da un meccanismo cerebrale di controllo# che le rappresentazioni dei problemi che cerchiamo di risol ere siano conser ate temporaneamente nel cer ello. Il problema di iene allora %uello di scoprire %uali !attori in!luenzano il modo in cui engono immagazzinate le di erse in!ormazioni in %uali stadi dell'elaborazione engono recuperati e usati certi tipi di in!ormazione# %uali sono i !attori che limitano la !acilit8 con cui pu5 essere risolto un problema# %uali possono essere gli algoritmi che meglio emulano il comportamento osser ato.

Un primo componente da esaminare 3 la memoria# in particolare la cosiddetta memoria a lungo termine. Nella memoria a lungo termine i 3 conser ato tutto %uel che sappiamo e crediamo# %uel che siamo capaci di !are# ogni abilit8 che possediamo. Non sembra esistere un limite alla mole di dati che possono essere conser ati nella memoria a lungo termine. Una propriet8 note ole della memoria a lungo termine 3 la !acilit8 con cui permette il recupero delle in!ormazioni6 in generale 3 su!!icientemente accurato e sorprendentemente rapido.

Capitolo 1
Il linguaggio ha un ruolo centrale nella ita della specie umana. Il linguaggio e il pensiero sono intimamente connessi. Noi tutta ia non pensiamo# erosimilmente# a parole6 il linguaggio stesso non 3 compreso a parole ma 3 interpretato in !rasi intere. <e parole manipolano i meccanismi di pensiero# e i processi di pensiero determinano %uali parole pronunzieremo$ le parole in s@ e per s@ sono solo suoni o !orme che interagiscono con le procedure mentali. Se da una parte 3 bene sottolineare la complessit8 computazionale della comprensione del linguaggio# dall'altra non a dimenticato %uanto 3 !acile per gli esseri umani !arne uso. Fran parte dell'elaborazione del linguaggio 3 automatica# e automatismi analoghi sottostanno ad altri aspetti# pi? generali# della comprensione. "ualun%ue modello procedurale della comprensione del linguaggio scritto de e prendere le mosse dal riconoscimento delle parole# l'atto s%uisitamente percetti o di riconoscere unit8 dotate di signi!icato in ci5 che# considerato ad un certo li ello# sembra solo un guazzabuglio di segni sulla carta. Ber soddis!are un criterio di a enuta comprensione# per esempio rispondere a domande in!erenziali# occorre che un processore del linguaggio costruisca un tipo di rappresentazione che ada al di l8 delle parole del testo. <'idea consiste nel !atto che la rappresentazione mentale di un brano scritto o di un discorso non 3 una mera registrazione delle parole# ma la registrazione dell'interpretazione del messaggio. "uesta interpretazione de e essere presente !in dall'inizio# poich@ il processore de e trarre un senso dalle parti successi e del messaggio. Un aspetto chia e della comprensione 3 l'interpretazione di ci5 che de e essere compreso nei termini di ci5 che gi8 si sa. <'interpretazione 3 l'operazione di collegare un input con %uel che 3 gi8 noto# %uesto processo pu5 sembrare banale ma non lo 3 a!!atto. Un sistema di elaborazione del discorso de e soddis!are ai seguenti re%uisiti$ &; la presenza di strutture di conoscenza :strutture di dati; nella memoria a lungo termine con cui possa essere collegato un messaggio. '; la presenza di procedure che colleghino utilmente i messaggi con le strutture di conoscenza. In particolare$ che tipo di strutture di conoscenza sono possedute dagli esseri umani4 In che modo engono scelte le conoscenze pertinenti4 I pi? noti schemi che cercano di rispondere a %ueste domande sono do uti a SchanI e Abelson# che usano il termine di script :copione; per designare un pacchetto di conoscenze relati e a situazioni stereotipiche# e a EinsIJ che usa il termine !rame :cornice; per strutture di dati analoghe. <'ipotesi 3 che la memoria a lungo termine contenga moduli di in!ormazione stereotipici# e che %uesti engano usati# laddo e possibile# come base per la comprensione. In sostanza le parole sono solo la punta di un iceberg6 sottostante esiste una intera montagna di relazioni connesse a con!igurazioni correlate allo stimolo percepito e che engono atti ate praticamente contemporaneamente.

In %uesta mole considere ole di dati engono selezionate solo le con!igurazioni pertinenti# portandosi dietro degli schemi generali di interpretazione6 tali schemi# strutturati dall'esperienza passata# contengono le in!ormazioni tipiche collegate alla percezione corrente. "uesto processo richiama i principi dell'elaborazione parallela anche se il criterio di 9pertinenza9 non 3 !acilmente riproducibile negli algoritmi !inora usati per tali elaborazioni. Nel ragionamento naturale si utilizzano spesso delle similitudini. Tro are una similitudine signi!ica tro are dei rapporti e delle caratteristiche simili in contesti di ersi. "uesto processo presuppone una meta-rappresentazione in cui contesti di!!erenti engono con!rontati. Un altro strumento del pensiero naturale 3 l'analogia. <a caratteristica pi? note ole delle analogie 3 il !atto che esse si concentrano sulle relazioni tra le cose6 le relazioni in contesti di!!erenti engono e%uiparate e riconosciute simili. > importante notare che un'analogia pu5 !ornire una base per la comprensione poich@ le relazioni che algono in un dominio possono essere applicate a un altro dominio. Nella misura in cui esiste una buona corrispondenza# si pu5 dire che l'analogia 3 alida. <'analogia non 3 un !enomeno meramente linguistico. 2ssa permette di usare un dominio : ecchio o !amiliare; per ragionare su un dominio nuo o. <e analogie permettono di ragionare sul nuo o nei termini del ecchio6 spesso un'analogia produce predizioni buone. In particolare %uando ci si tro a di !ronte ad un dominio eramente nuo o l'unico surrogato di elaborazione possibile 3 il ricorso all'analogia$ si interpreta il nuo o sulla base del ecchio. In e!!etti si potrebbe dire che abbiamo la sensazione di comprendere un nuo o dominio in %uanto lo interpretiamo analogicamente. <'analogia# in una !orma o in un'altra# domina il nostro sistema concettuale. Chi uole capire %ualcosa costruisce di solito un modello !isico o matematico di %uel che sta cercando di capire. I modelli incorporano solo alcuni aspetti della cosa modellata. Nella maggior parte dei casi chi cerca di costruire dei modelli cerca di cogliere solo le caratteristiche ritenute interessanti. Il risultato 3 una intrinseca incompletezza$ un modello mentale non solo istituisce un dominio di pensiero6 esso taglia !uori altre linee di pensiero.

Capitolo 1!
Consideriamo il seguente problema$ misurare l'energia di una candela. Ber risol ere %uesto problema occorre a ere a disposizione il concetto di energia. Il concetto di energia coin olge un modello matematico di interpretazione della realt8# in particolare le leggi della !isica. Supponiamo che l'energia in %uestione sia l'energia irradiata dalla candela# o ero dalla sua !iamma. Se la candela 3 spenta l'energia 3 zero. Se la candela 3 accesa allora si potrebbe calcolare l'energia della luce emessa# in particolare legata alla !re%uenza di emissione. <e !re%uenze emesse non risiedono tutte nel isibile ma anche nell'in!rarosso e nell'ultra ioletto# cosicch@ la percezione del calore emesso o la isione della !iammella non sono su!!icienti per il calcolo di tutta l'energia irradiata. Occorre ideare degli strumenti idonei che 9percepiscano9 le !re%uenze emesse e le traducano in termini numerici. Supponiamo che l'energia in %uestione sia tutta l'energia della candela e non solo %uella che si libera per combustione della cera.

In tal caso 3 su!!iciente pesare la candela e con l'e%ui alenza tra massa ed energia si pu5 calcolare l'energia totale racchiusa nella candela sia essa spenta o accesa. Vo !atto %uesto esempio per mettere in luce i di ersi li elli semantici presenti in una enunciazione banale di un problema. Ber comprendere e risol ere un problema posto da una semplice !rase dobbiamo !ar ricorso a modelli mentali complessi che si situano su piani di ersi della conoscenza. Come interagiscono %uesti piani distinti e come sono atti ati dalla mente nel tentati o di risol ere un problema4 "uali sono i modelli mentali usati e %uali le analogie sottintese richiamate dalla mente riguardo un determinato problema. <'uomo de e essere considerato come un tutto# completo in ogni sua parte$ mente e corpo. Isolare come si !a di solito un singolo processo pu5 portare allo stra olgimento delle !unzionalit8 osser ate. Il problema di iene incomprensibile se non si tiene conto di tutte le nozioni presenti nella memoria a lungo termine# una parte non 3 su!!iciente nemmeno ad impostare il problema. Il ragionamento mostrato 3 olistico e presuppone la messa in azione di tutto il corpo di conoscenze contemporaneamente. Borre il precedente %uesito ad un uomo dell'et8 della pietra 3 assolutamente insensato. Nel nostro 0NA non c'3 probabilmente molta di!!erenza se con!rontato con %uello dell'uomo della pietra6 il cer ello non 3 poi cosA di erso6 eppure !unzionalmente esistono di!!erenze note oli. Nel nostro 0NA sono memorizzate le in!ormazioni che consentono la costruzione del nostro organismo e sono sedimentate con un processo durato milioni di anni. Recentemente il computer si 3 a!!acciato al mondo e propone nuo e interpretazioni dell'intelligenza. I tempi e oluti i della tecnologia sono estremamente pi? rapidi dei tempi e oluti i nel mondo i ente. Bresto potremmo a ere delle interessanti e oluzioni tecnologiche. Brobabilmente il computer sar8 sempre pi? un'appendice della nostra intelligenza# e la sua potenza di calcolo asser ir8 la nostra capacit8 di sintesi. Comun%ue non ritengo tempo sprecato cercare algoritmi che rendano il computer pi? intelligente. Il problema della !iamma della candela si presta ad ulteriori considerazioni. CosA come la !iamma della candela 3 un processo determinato da e enti particolari e concomitanti# cosA gli organismi i enti necessitano di una serie di condizioni !a ore oli. <a scintilla della ita 3 analoga al brillare della !iamma di una candela$ un processo caratteristico di !lebile natura. Creare le condizioni per cui la !iamma si accende non 3 cosA banale. Una olta atti ato il processo continua in maniera indipendente. I processi itali sono altrettanto di!!icili da misurare e spesso s!uggono nella loro essenza. Ber comprendere i meccanismi della ita 3 necessario appellarsi a teorie interpretati e che ancora non abbiamo ben delineato. Occorrono modelli matematici e leggi naturali che ancora non conosciamo. Una olta che i processi itali sono atti ati 3 possibile utilizzare i concetti della teoria dell'e oluzione per spiegare l'e oluzione della specie# ma il perch@ la ita sia possibile in %uesto uni erso# condannato ad una sempre crescente %uantit8 di entropia# rimane ancora un grande mistero. Un %uesito si pu5 porre a %uesto punto$ una macchina per essere intelligente de e !orse essere i a4 In un uomo tro iamo ita# intelligenza e coscienza il tutto intrecciato in maniera indissolubile. <o studio dell'uomo che la scienza moderna riesce a dominare si basa sulla suddi isione in parti !unzionali indipendenti. Fli studiosi moderni sono imbarazzati da una isione globale dell'uomo# nella sua unit8 e !unzionalit8 complessi a# si a!!rettano a separare i problemi nel relati o 9dominio di competenza9.

Ea una %ualit8# come per esempio l'intelligenza# pu5 essere sradicata dal contesto originario in cui si presenta4 Eanterr8 la stessa natura e la stessa !unzionalit84

Capitolo 1"
Il linguaggio si presenta in !orme di!!erenti in di!!erenti culture. 2siste per5 un linguaggio uni ersale# %uello che nei !ilm di !antascienza iene utilizzato nei primi contatti con gli eNtraterrestri$ il linguaggio musicale. Tutti apprezzano la buona musica e alcune sin!onie classiche !acilitano il rilassamento e la concentrazione. <a musica 3 basata su rapporti armonici tra note# o ero particolari !re%uenze sonore emesse dagli strumenti. Nella musica si pu5 distinguere la melodia dalla base armonica di accompagnamento. Ogni strumento 3 riconoscibile dal proprio timbro di oce e il ritmo go erna il procedere e la sincronizzazione delle note all'interno delle rispetti e battute. 2sistono regole precise per l'armonia e le giustapposizioni di note costituiscono un mirabile modello matematico di rapporti tra i suoni :precise !re%uenze; emessi da un'orchestra. > noto a tutti che un brano musicale# in particolare una melodia# si ricorda molto !acilmente# anzi a olte iene spontaneo canticchiarla. <e in!ormazioni codi!icate in una melodia# come anche in una !ilastrocca# sono particolarmente a!!ini ai processi di memorizzazione# si ricordano come una se%uenza di dati ciascuno dei %uali richiama il successi o in una catena unica. Una canzone# come anche una poesia# iene cantata o recitata tutta d'un !iato senza interruzioni# ogni parola 3 come legata ad un !ilo che le trascina tutte assieme e che consente di pronunziarle in se%uenza. "uesta modalit8 si adatta molto bene ad un modello di memoria associati a# o ero costituita principalmente di associazioni tra pattern del tipo stimolo-risposta. <'immagine che i neuroni# nel processo di comprensione# eseguano una sorta di danza musicale 3 di note ole presa. Il cer ello elabora in!ormazioni in condizioni di incertezza. I dati che pro engono dagli organi di senso !orniscono in!ormazioni su una realt8 incompleta# ariabile ed incerta. Fli oggetti della realt8 sono percepiti in maniera dinamica# mute ole e parziale. Come 3 possibile procedere in maniera strettamente dedutti a in un ambito di tale insicurezza. 2siste un importante capitolo della matematica moderna che si occupa di dati e ariabili aleatori$ la matematica dell'incertezza. "uesto ramo della matematica 3 costituito principalmente dalla teoria del calcolo probabilistico. Un concetto !ondamentale de!inito nella teoria del calcolo delle probabilit8 3 appunto %uello di 9probabilit89. 2sistono principalmente tre de!inizioni accettate del concetto di probabilit8. &; de!inizione classica$ la probabilit8 di un e ento in un esperimento 3 il rapporto tra il numero di casi !a ore oli e il numero di casi possibili %uando %uesti siano e%uiprobabili. '; de!inizione !re%uentistica$ la probabilit8 di un e ento 3 il rapporto tra il numero di esperimenti e!!ettuati con esito !a ore ole e il numero complessi o di esperimenti e!!ettuati. (; de!inizione soggetti istica$ la probabilit8 di un e ento 3 il rapporto tra la puntata soggetti a sul realizzarsi dell'e ento e la somma delle puntate. <a de!inizione classica mostra una e idente circolarit8 nella de!inizione# utilizza il concetto di e%uiprobabilit8 per de!inire la probabilit8.

<a de!inizione !re%uentistica introduce il concetto di !re%uenza relati a ed 3 applicabile solamente %uando sia possibile ripetere numerose olte l'esperimento. Inoltre !ornisce una probabilit8 empirica che pu5 essere sporcata dalla ariabilit8 degli e enti :de iazione standard;. <a de!inizione soggetti istica 3 basata sostanzialmente sulla capacit8 di alutazione soggetti a dei pro e dei contro relati amente alle puntate. 0al %uadro delineato se ne deduce che il concetto di probabilit8 rimane a olto dal mistero. A partire dalle probabilit8 degli e enti elementari 3 possibile calcolare le probabilit8 di e enti complessi. Una olta de!inite le probabilit8 degli e enti elementari la teoria del calcolo delle probabilit8 mette a disposizione un complesso sistema di calcolo per le probabilit8 degli e enti complessi. Noi riusciamo a comprendere anche messaggi parziali. A iene una specie di integrazione tra il messaggio e i possibili messaggi con senso che gli somigliano. Il messaggio parziale iene interpretato come il messaggio che ha la massima probabilit8 rispetto all'input. <e coincidenze e le somiglianze giocano ancora un ruolo decisi o nel processo di comprensione. Sembrerebbe che il cer ello sia particolarmente abile nell'attribuire il alore di probabilit8 agli e enti. Il cer ello 3 in grado di produrre un tipo di pensiero non strettamente dedutti o$ il pensiero intuiti o. <a nozione di pensiero intuiti o non 3 particolarmente !acile da de!inire6 3 possibile per5 esaminare alcune condizioni d'uso. <'uso !orse dominante dell'espressione rimanda a una contrapposizione con il ragionamento dedutti o# %uello in cui tutti i pro e i contro di un argomento o di una situazione engono attentamente# e se possibile esausti amente# alutati. Il ragionamento intuiti o 3 in!ormale# basato sulla 9percezione9 di una situazione. Ber molti aspetti 3 %ualcosa di sintetico# richiedendo meno risorse del ragionamento analitico. Un altro uso del termine 3 %uello tipico di espressioni del tipo$ 9%uesto 3 intuiti amente o io9 oppure 9%uesto corrisponde alla mia intuizione9. Solitamente diciamo che %ualcuno ha 9buone9 intuizioni se %uel che dice# pur non essendo basato sul pensiero analitico# risulta corrispondere ai !atti. 2siste un alone di mistero intorno alla penetrazione intuiti a. Bossiamo essere sicuri di %ualcosa senza saper dire il perch@4 Una olta stabilita una corrispondenza tra uno stato del mondo e una struttura della memoria abbiamo posto la base minima per una %uantit8 di atti it8 cogniti e. Bossiamo interpretare %uello stato del mondo nei termini del modello a un li ello di dettaglio pi? o meno grande# in modo pi? o meno esausti o. Bossiamo anche limitarci a usare i risultati di un'elaborazione pi? sbrigati a per dire %ualcosa su %uello stato del mondo. Ber pensare occorre del tempo# tanto pi? tempo %uanto pi? 3 complicato il pensiero. <a pro!ondit8 e la accuratezza della nostra comprensione non possono essere uni!ormi6 dipendono dai incoli di tempo. "uesta 3 la principale ragion d'essere dell'esistenza di procedure mentali eloci ma incomplete. 2sistono incoli di tempo e incoli imposti dai dati. A olte %uando dobbiamo !ormulare un giudizio# o tentiamo di comprendere %ualcosa# non abbiamo a disposizione tutte le conoscenze pertinenti. <e procedure che consentono di prendere delle scorciatoie nel ragionamento si chiamano euristiche. <e procedure euristiche ser ono per tro are pi? elocemente una soluzione# non necessariamente la soluzione ottimale. <e euristiche sono regole di buon senso che la maggior parte delle olte !unzionano.

Ricerche psicologiche sull'argomento dimostrano che esistono procedure euristiche utilizzate dal pensiero umano. In particolare procedure legate alla !amiliarit8 degli stimoli. Se un certo numero di e enti rile anti si sono eri!icati insieme in un limitato periodo di tempo# gli e enti pi? !amiliari sono pi? disponibili di %uelli meno !amiliari. In sostanza ie pi? !re%uentemente battute sono maggiormente determinanti rispetto alle conclusioni raggiunte. <a mente umana sembra essere eccezionalmente propensa a costruire modelli completi e coerenti a partire da piccoli insiemi di !atti e di conoscenze$ essa integra le parti mancanti con idealizzazioni e congetture intuiti e. A partire da un dato# la mente sembra capace di scegliere# tra un gran numero di condizioni# %uelle che sono rile anti rispetto a %uel dato. "ueste condizioni di entano un modello entro cui engono spiegati i risultati ottenuti. <a mente cerca principalmente di 9con!ermare9 le proprie pre isioni e le proprie teorie e non di !alsi!icarle. <a caratteristica del pensiero intuiti o di prendere in considerazione i !atti maggiormente rile anti pu5 portare a conclusioni errate. <e euristiche utilizzate non esauriscono tutte le combinazioni possibili e se la soluzione si tro a tra le con!igurazioni improbabili il pensiero intuiti o non riesce a tro arla. 0al punto di ista computazionale sono state studiate delle tecniche euristiche di elaborazione# in particolare %uando la complessit8 del problema 3 esponenziale. Sostanzialmente nel cer ello# il pensiero intuiti o si a ale dei percorsi pi? !re%uentemente atti ati# come il letto di un !iume che 3 generato dalla tendenza principale del corso d'ac%ua.

Capitolo 2#
<a struttura associati a del cer ello 3 un indizio dell'enorme reticolo di legami che sono atti ati$ l'in!ormazione 3 distribuita su tutta la rete di neuroni# percorsi pri ilegiati engono a !ormarsi in un tutto armonico e coordinato. Barticolarmente signi!icati a 3 la capacit8 di indi iduare gli aspetti rile anti presenti in una situazione. Un e!!etto simile lo si pu5 ottenere rappresentando la conoscenza in reti semantiche# in cui a partire da ogni dato si possono raggiungere i dati direttamente o indirettamente collegati senza e!!ettuare una ricerca esausti a sulla base di conoscenza. <a strutturazione in concetti 3 un modo !unzionalmente utile di costruire una base di conoscenza. Teoricamente un reticolo di puntatori potrebbe simulare in maniera e!!icace le associazioni tra le in!ormazioni. Alcune di %ueste tecniche sono state sperimentate in realizzazioni di progetti di intelligenza arti!iciale. Burtroppo in un mondo in cui tutto 3 associato a tutto le prestazioni di un computer degradano rapidamente al crescere della base di dati. Abbiamo solo una aga idea di come sono memorizzati i dati nel cer ello# ma sulla base delle prestazioni associati e che esso dimostra 3 possibile ideare delle strutture di dati associati e. Sappiamo come sono registrati i dati in un computer e conosciamo le possibilit8 teoriche che esso o!!re. Sulla base di %ueste conoscenze di iene sempre pi? importante ideare meccanismi di memorizzazione che rispondano ai re%uisiti di potenza e !lessibilit8 mostrate dalla memoria a lungo termine. Importante a %uesto riguardo 3 una teoria del processo di astrazione.

<e astrazioni possono essere di tipo classi!icatorio# basate sulla generalizzazione oppure di tipo euristico. <e in!ormazioni possono essere rappresentate come entit8# relazioni ed attributi. <e associazioni de!inite tra in!ormazioni possono essere la base su cui costruire una memoria associati a# non del tipo basato su reti neurali# ma s%uisitamente simbolica. Il ruolo che le sincronicit8 giocano in un simile progetto 3 assolutamente !ondamentale. Ber comprendere meglio le sincronicit8 del tipo necessario in un modello matematico di una memoria associati a# riprendiamo l'analisi delle leggi della !isica. <a !isica si occupa dell'uni erso materiale e pu5 essere compresa considerando gli ordini delle sue strutture# simmetrie e rapporti. Il concetto di particella elementare ha subito note oli modi!icazioni negli anni recenti# si 3 anzi sostenuto che il concetto per cui le particelle elementari sono iste come elementi costituenti basilari do rebbe essere sostituito con %uello delle simmetrie !ondamentali. Si pone a %uesto li ello una domanda$ 3 possibile che 9l'intelligenza oggetti a9 e 9l'ordine creati o9 siano i principi generati i che danno origine all'ordine nascosto proprio della materia4 <e origini della mente potrebbero essere rintracciate negli ordini dinamici presenti a li ello di intelligenza oggetti a# la %uale non 3 n@ materia n@ mente# ma 3 la !onte di entrambe. Una tale intelligenza oggetti a sarebbe in ultima analisi la ragione d'essere di ogni relazione possibile. Il signi!icato sarebbe perci5 il nucleo sia delle strutture materiali sia dell'inconscio colletti o. A %uesto li ello l'inconscio colletti o iene supportato da una costante atti it8 dinamica e dall'e ol ersi continuo del signi!icato e della struttura. 0al momento che il cer ello stesso 3 responsi o nei con!ronti del signi!icato# 3 possibile che la sua struttura enga modi!icata creati amente grazie all'interazione dinamica della mente colletti a e di %uella inconscia. <a coscienza personale inizierebbe a s!iorare %ualcosa che 3 letteralmente colletti o ed uni ersale. "uando ci si cala nei simboli e nelle immagini dell'inconscio colletti o si entra in un mondo che a oltre lo spazio# il tempo e la materia. > come scendere lungo un cunicolo buio nella roccia ed arri are a un oceano sotterraneo dal %uale tutte le menti hanno origine. In %uesto mondo nascosto si possono riscontrare i ritmi dell'intero uni erso e il potere generati o della materia e della mente. 0a %uesta !onte scaturirebbe l'essenza della sincronicit8. 0a %uesto punto di ista la sincronicit8 3 l'origine# il momento creati o in cui 3 possibile percepire nella sua interezza l'ordine presente nella ita di un indi iduo# mentre si espande nel !uturo. Gediamo ora %uali sono gli aspetti# tra %uelli !inora isti# che possono essere emulati da un computer. Stiamo incominciando ad a!!idare la nostra maggiore ricchezza# la conoscenza# a un nuo o partner mai esistito prima# il computer. 0obbiamo perci5 preoccuparci dei limiti concettuali che esistono in %uesta disciplina# per non tro arci a mal partito in seguito. "uesta nostra epoca# come del resto ogni altra della storia# tro a dei riscontri nel passato. Tre precedenti ri oluzioni storiche hanno alcune caratteristiche cruciali in comune con %uella in corso. Si tratta dello s iluppo del linguaggio# della nascita della scrittura e dell'in enzione della stampa# tre ri oluzioni che riguardano la comunicazione umana# cio3 il modo con cui iene trasmessa la conoscenza. Una caratteristica !ondamentale delle ri oluzioni che riguardano l'in!ormazione 3 il !atto che l'uomo pone i supporti dell'in!ormazione !uori da se stesso. "uesto realizza una !orma di selezione naturale senza strumenti biologici. <a conoscenza ha origine dalla comunicazione6 coin olge tras!ormazioni di dati e interazioni tra di ersi soggetti coscienti. All'inizio non era necessaria una !ormalizzazione dei pensieri# n@ esiste a alcun riscontro per controllarne la alidit8.

"ueste nuo e esigenze hanno dato il ia ad un lungo e multi!orme s iluppo teorico# che si 3 ri elato uno strumento estremamente pratico per tutte le atti it8 organizzate# particolarmente %uelle in cui la cooperazione si basa sulla comunicazione. <e ri oluzioni della comunicazione prendono le mosse dalla necessit8 di a!!rontare nuo e !ormalizzazioni# di meglio comprendere la natura della mente e i processi del pensiero# nonch@ la relazione tra la realt8 e la sua rappresentazione. Il processo di rappresentazione ci ha condotto all'uso di simboli e successi amente a stabilire delle loro gerarchie# una caratteristica %uesta del pensiero astratto. <a ri oluzione do uta alla nascita della scrittura 3 %uella che pi? si a icina# come meta!ora# alla ri oluzione dei computer. <a comunicazione scritta preclude l'interazione immediata tra mittente e destinatario del messaggio. <a rappresentazione do e a portare con s@ per intero %uello che si ole a dire. <a scrittura ha ampliato note olmente le potenzialit8 della memoria umana. <a ri oluzione dei computer e comunicazione elettronica permette una enorme capacit8 di memorizzazione e trasmissione di in!ormazioni. <a presenza di %uesto nuo o attore della storia umana# il computer# produce e!!etti che non sono stati ancora assimilati completamente. Siamo ancora lontani dal capirne le conseguenze nella loro globalit8. "ualche olta siamo colpiti dall'ottusit8 delle risposte della macchina# soprattutto se pro engono da %uei prototipi di elaborazione del linguaggio e della conoscenza. In ogni caso la macchina intelligente 3 in procinto di a ere un note ole potere sulla nostra ita. <e sue capacit8 di ragionamento e le sue straordinarie prestazioni a ranno un ruolo crescente in tutto ci5 che ci riguarda. Eolti processi sono troppo eloci per poter essere controllati direttamente dall'uomo ecco che allora la macchina entra in campo e si propone come strumento che pian piano di enta indispensabile. Anche se nei sistemi pi? a anzati# basati sulla conoscenza# altro non c'3 che il ragionamento e l'esperienza dell'uomo# tradotti in programmi da persone competenti per realizzare macchine sempre pi? capaci ed a!!idabili# il risultato complessi o supera le possibilit8 di controllo dell'uomo$ in sostanza compare un elemento assolutamente nuo o e impre edibile. Ogni astrazione# erbale o matematica# che cercasse di descri ere il mondo o singole parti di esso# 3 un modello. I modelli engono usati per tro are relazioni tra e enti# trasmettere conoscenza ad altre persone# pre edere accadimenti !uturi. I modelli sono !rutto di una doppia ri!lessione$ %uella del mondo nel cer ello e %uella delle immagini cerebrali nei mezzi di comunicazione$ parole# immagini# !ormule. Un modello 3 corretto se esso !unziona in una certa misura e se possiede capacit8 preditti e su e enti !uturi. Ogni modello 3 incolato alla propria rappresentazione degli e enti. <a teoria computazionale 3 il modello su cui !unziona il computer.

Capitolo 21
Un aspetto che caratterizza tutti i problemi risiede nel rispetti o grado di complessit8. Frazie al la oro !atto dai matematici sulla teoria della complessit8# specialmente %uella algoritmica# abbiamo ora una chiara isione dei li elli di complessit8 e ne possiamo stimare la calcolabilit8. <e indagini s olte sulla complessit8 indicano che essa 3 %ualcosa di sottile# simile e collegata al concetto di in!inito. Non solo i modelli mentali ma anche %uelli matematici non hanno con!ini !initi e de!initi.

0a %ueste considerazioni si deduce che la conoscenza accessibile ad un computer 3 e rimarr8# per %uanto possiamo edere nel !uturo# una specie di sistema !ormale limitato nella propria rappresentazione e incolato dai problemi di crescente complessit8. <'introduzione negli algoritmi di calcolo di parametri che tengono conto dell'incertezza si scontra con un problema a monte del calcolo delle probabilit8$ la de!inizione di probabilit8. <a stima del alore della probabilit8 degli e enti 3 l'anello debole di tutti i pi? so!isticati sistemi di trattamento dell'incertezza sia essa intrinseca o semplicemente esplorati a. Il alore della probabilit8 degli e enti do rebbe essere rica ato nel processo stesso di interazione del sistema con gli e enti medesimi. Un calcolo statistico sembra il pi? promettente dal punto di ista teorico# ma si scontra con di!!icolt8 pratiche messe in e idenza dalle recenti applicazioni. I sistemi esperti che utilizzano parametri di incertezza chiedono all'operatore :esperto; di !ornire le alutazioni sulle probabilit8. Rica are dall'esperienza le probabilit8 3 ancora un obietti o da raggiungere# e erosimilmente si arri er8 alla conclusione che le stime di probabilit8 saranno e!!icaci nella misura in cui saranno 9intuiti e9 o ero soggetti e. Ogni mondo# ogni di!!erenza di signi!icato# ogni situazione richiedono de!inizioni separate di concetti# gruppi separati di dati ed un ampio numero di legami per realizzare le associazioni. Tutto ci5 porta rapidamente alla esplosione combinatoria. O cerchiamo di mettere nella memoria di un computer tutti i di!!erenti casi pre edibili con tutte le loro possibili conclusioni# oppure cerchiamo di tro are poche regole generali con cui si possano determinare tutte le arie possibilit8 mediante dei calcoli a partire da alcuni dati esistenti. Il progettista di una base di conoscenza 3 chiamato a tro are il giusto compromesso tra %ueste due opposte alternati e. <a rappresentazione possibile in un computer 3 strettamente legata alle caratteristiche tecnologiche con cui 3 realizzato. Sono possibili molte traduzioni all'interno della sua rappresentazione ma in!ine il dato de e essere memorizzato se%uenzialmente su un supporto magnetico. Il modello base che !a da supporto a li elli pi? so!isticati 3 costituito dai numeri. Il numero 3 il mattone primario utilizzato in tutte le strutture concettuali realizzate nel computer. Caratterizzare ogni e ento in %uesto modo porta ad ine itabili troncature e registrazioni parziali delle in!ormazioni# solo ci5 che 3 essenziale di iene oggetto di codi!ica e relati a memorizzazione. <a ridondanza tipica presente nella percezione umana 3 completamente assente nei dati dei computer. Consideriamo un modello matematico astratto composto da insiemi. Ogni elemento dell'insieme iene numerato o in altri termini gli si d8 un nome. Otteniamo perci5 un insieme di nomi. 0e!iniamo inoltre delle associazioni# o ero connessioni# tra i nomi. Un simile modello 3 concettualmente semplice e molto icino alla struttura !isica di memorizzazione delle in!ormazioni in un computer. <e pi? semplici operazioni che possiamo de!inire sono$ &; <'unione di insiemi '; <'intersezione tra insiemi Una relazione d'ordine pu5 essere de!inita su ciascun insieme. Ogni insieme rappresenta una unit8 logica# o se ogliamo un elemento astratto# corrispondente al concetto di !rame o script. Ogni raggruppamento arbitrario di nomi 3 un insieme possibile. Sulla base delle operazioni di unione ed intersezione possiamo indurre una metrica sulla potenza dell'insieme complessi o di nomi. Bossiamo cio3 introdurre una nozione di distanza# o simiglianza# tra %ualsiasi sottoinsieme selezionato.

Il meccanismo !ondamentale utilizzato si basa sulle coincidenze# o ero sul !atto che uno stesso nome compare in di ersi insiemi. "uando due insiemi hanno nomi in comune# la loro intersezione non 3 uota# allora possiamo de!inire una relazione di simiglianza6 tale relazione non 3 statica ma dinamica e dipende dagli insiemi scelti. Insiemi simili sono associati !ra loro tramite la relazione sopra descritta. > possibile na igare tra gli insiemi# cio3 partendo da un insieme iniziale raggiungere altri insiemi utilizzando le associazioni de!inite. Il modello 3 concettualmente analogo a %uello connessionista# ma rimane di tipo simbolico. I pesi delle associazioni sono determinate dalla metrica indotta. <e atti azioni engono propagate attra erso il reticolo di associazioni. Ogni nome inter iene sia come elemento costituente sia come tramite per il propagarsi delle atti azioni. Nel modello possiamo %uindi tro are gli elementi base per le !unzioni associati e intuite negli studi di psicologia cogniti a. Simulando al calcolatore i processi psicologici si pu5 eri!icare l'idea secondo la %uale un meccanismo per il trattamento dell'in!ormazione potrebbe operare su oggetti di ersi dai numeri# o dai nomi# se si tro assero oggetti le cui relazioni reciproche !ondamentali !ossero esprimibili per mezzo di %uelle della scienza astratta delle operazioni# oggetti che do rebbero essere inoltre adattabili all'azione della notazione operati a e del meccanismo della macchina. In sostanza %uesto 3 un problema di rappresentazione. <a possibilit8 che 9%ualsiasi9 oggetto possa essere rappresentato in una notazione matematica non 3 da scartare a priori. Ne consegue che occorre una certa prudenza nello scartare a priori la possibilit8 che i calcolatori possano emulare la mente umana# almeno da un punto di ista !enomenico. <o scopo dell'intelligenza arti!iciale 3 di mettere i calcolatori in grado di !are lo stesso tipo di cose che riesce a !are la mente dell'uomo# non di essere una 9mente9. <'intelligenza arti!iciale 3 strettamente connessa con le teorie psicologiche che presuppongono una similitudine !ra la mente e la macchina. In particolare l'obietti o non 3 comprendere il cer ello nella sua essenza# ma riprodurre %uello che 3 capace di !are.

Capitolo 22
Come potremmo de!inire il concetto di 9signi!icato9 senza appellarci ad una 9coscienza9 che ne colga il senso. Il signi!icato pu5 essere# in astratto# considerato come una relazione 9pertinente9 tra di erse rappresentazioni. In ogni rappresentazione gli e enti# gli oggetti sussistono in %uanto supportati da segni mnemonici. Un determinato insieme di tali segni in una rappresentazione pu5 essere in relazione con un insieme in un'altra rappresentazione. Ci5 che 3 denotato in un ambito corrisponde a ci5 che 3 denotato in un ambito di erso. Se la relazione 3 pertinente allora si ottiene una corrispondenza di signi!icato. Ber esempio# in un collo%uio# se la risposta ad una domanda 3 pertinente allora si pu5 ipotizzare che sia stata compresa. Bossono esistere ari strati di interpretazione ciascuno con rimandi ad elementi pi? astratti che ne costituiscono il signi!icato. In sostanza il signi!icato di un dato 3 costituito dall'insieme delle connessioni ad esso a!!erenti. <e connessioni coerenti !ra mondi descritti i di ersi sono la chia e delle nostre pi? utili meta!ore# permettendoci di comprendere# o ero dare un senso# anche ci5 che esula dalla nostra esperienza diretta.

Se %ualcosa ci sembra totalmente nuo o in uno dei mondi descritti i# 3 possibile che# se tradotto nel linguaggio di un altro mondo# cominci a somigliare a %ualcosa che gi8 conosciamo# o ero a cui siamo in grado di attribuire un signi!icato. Un programma 3 pienamente caratterizzato dalle sue propriet8 !ormali o sintattiche. Se conosciamo solo il programma realizzato per un calcolatore# la nostra conoscenza non pu5 che essere limitata agli aspetti !ormali o sintattici. <a conoscenza del programma permette di spiegare perch@ il calcolatore produca certi segni# suoni o !igure# in corrispondenza con certi dati in ingresso# a loro olta descritti in termini altrettanto astratti. Ea %uesta conoscenza non s!iora nemmeno la %uestione del signi!icato# del ri!erimento al mondo esterno# delle condizioni di erit8$ %uesti sono concetti di natura semantica e non sintattica. 2siste una di!!erenza !ondamentale !ra la semantica# che pone le parole in relazione con il mondo# e la sintassi# che in ece non !a nulla di tutto ci5. 0alla mera analisi di un programma di un calcolatore si pu5 comprendere soltanto come e perch@ il calcolatore elabora e memorizza le 9in!ormazioni9# ma non si pu5 sapere nulla relati amente a che cosa 3 l'in!ormazione o per!ino se si tratta d'in!ormazione. Se conoscessimo soltanto il programma# non potremmo nemmeno dire che il calcolatore dispone di %ualche in!ormazione# n@ che %uesto o %uel particolare e ento o aspetto della macchina rappresenta %ualcosa di esterno ad essa. > solo la corrispondenza tra gli stati interni ed esterni che contiene il signi!icato delle in!ormazioni. <a relazione dell'interno con l'esterno# della mente con il mondo# 3 senza dubbio una delle caratteristiche principali del nostro modo di descri ere e di identi!icare gli stati mentali. Tutta ia# la dipendenza logica dei contenuti del pensiero dalle connessioni causali con gli oggetti del pensiero non 3 sempre cosA diretta e puntuale# n@ generalmente 3 tale da garantire la eridicit8. 2siste una certa correlazione !ra il carattere cosA pro!ondamente causale dei concetti utilizzati nella descrizione e nella spiegazione dei !enomeni mentali# e la distinzione !ra sintassi e semantica. "uando# in !orza della natura causale della memoria# speci!ichiamo i contenuti di un ricordo ri!erendoci a cause normalmente esterne alla persona# non solo stiamo spiegando causalmente una credenza# ma ne stiamo dando anche un'interpretazione semantica. Non i 3 altro modo di descri ere e spiegare le nostre credenze# che pure sono pri ate e soggetti e# se non riportandole a e enti e oggetti esterni. <e credenze# che a loro olta sono disposizioni causali# sono identi!icabili solo per mezzo delle relazioni che hanno l'una con l'altra e con gli e enti e gli oggetti del mondo esterno.

Capitolo 23
Consideriamo ora il sistema in!ormati o completo pi? semplice !ormatosi in natura$ la cellula i ente. <a cellula i ente presenta le principali caratteristiche di un sistema in!ormati o e il suo scopo principale 3 %uello di sopra irere e riprodursi. Ber !ar ci5 la cellula elabora continuamente le in!ormazioni necessarie in termini di elaborazione e costruzione dei propri elementi costituti i. <a cellula i ente possiede una memoria costituita dal patrimonio genetico contenuto nel 0NA. 2ssa utilizza il mo imento casuale delle molecole e il principio di sincronicit8 come proprio motore d'azione. "uando si eri!ica un e ento 9propizio9 essa ne appro!itta riconoscendolo e utilizzandolo nelle complesse atti it8 che la tengono in ita. Bur essendo l'unit8 pi? semplice in natura essa tutta ia presenta un note ole li ello di complessit8. <e cellule i enti presentano una serie di propriet8 che non si tro ano mai tutte insieme nel mondo inanimato$ si muo ono# scambiano sostanze con l'ambiente esterno# possono essere stimolate a

reagire in modo complesso ad in!lussi esterni# sintetizzano molecole di grandi dimensioni# e soprattutto crescono e si riproducono. <e cellule i enti sono strutture integrate le cui parti sono tutte necessarie perch@ l'insieme !unzioni armonicamente. <e enormi molecole chimiche costruite con precisione dalle cellule non hanno nessuna possibilit8 di apparire spontaneamente e# abbandonate a se stesse nell'ambiente# si degradano con grande rapidit8. <e cellule sono contenute in una membrana che 3 al tempo stesso una barriera ed un luogo di transito. <e cellule pi? semplici sono costituite da spazi delimitati# contenenti sia l'attrezzatura necessaria per produrre le molecole che !ormano le strutture e s olgono arie !unzioni# sia l'in!ormazione caratteristica per tale produzione e i meccanismi che !orniscono l'energia necessaria per %ueste atti it8. <e cellule sono sede di migliaia di reazioni chimiche# il cui complesso 3 detto metabolismo. il prodotto di una reazione costituisce spesso la materia prima per una reazione successi a$ modi!icazioni note oli possono cosA prodursi attra erso una serie di passaggi molto semplici. Una cellula pu5 produrre decine di migliaia di proteine di!!erenti# !ormate essenzialmente dall'unione di numerose molecole di piccole dimensioni# dette amminoacidi# di cui esistono enti tipi di ersi. <e proteine de ono essere composte collegando gli amminoacidi nel giusto ordine# perch@ la sostituzione anche di un solo amminoacido con un altro pu5 alterare completamente le loro propriet8. Il 0NA 3 il portatore dell'in!ormazione. <e in!ormazioni sono codi!icate nella catena dell'acido desossiribonucleico o 0NA presente in tutte le cellule. I nucleotidi del 0NA di!!eriscono !ra loro solo per la base azotata# che pu5 assumere %uattro !orme$ timina :T;# citosina :C;# adenina :A; e guanina :F;. Sulla base delle possibili se%uenze di %ueste %uattro !orme iene codi!icata l'in!ormazione genetica. <a trasmissione di %uesta in!ormazione iene a!!idata all' RNA. <a propriet8 pi? note ole degli esseri i enti 3 la capacit8 di riprodurre esseri simili a loro6 a li ello cellulare %uesta propriet8 si mani!esta nella duplicazione di tutti i componenti e nella loro successi a ripartizione al momento della scissione in due cellule !iglie. <a duplicazione del 0NA richiederebbe un tempo enorme se do esse s olgersi in un processo continuo da un estremo all'altro della sua molecola !ilamentosa# che in ciascun nucleo raggiunge a olte una lunghezza di parecchi metri6 %uesta lunghezza renderebbe impossibile la separazione delle enormi molecole !iglie# aggro igliate !ra loro# al momento di tras!erirsi in due spazi di ersi. Il 0NA 3 di iso in un certo numero di segmenti# in ciascuno dei %uali la duplicazione a iene simultaneamente in pi? punti6 %uesti segmenti si tras!ormano# prima della ripartizione# in strutture corte e compatte# i cromosomi# di cui ciascuna cellula !iglia rice er8 l'esatto contingente grazie a un meccanismo complesso e preciso$ la mitosi. "uesti processi a engono utilizzando il moto molecolare e s!ruttando le coincidenze che si eri!icano allor%uando si eri!ica un allineamento spaziale tra molecole complementari$ un tipico esempio di sincronicit8. Ogni essere i ente 3 !ormato da un gran numero di cellule :anche milioni di miliardi; spesso molto di erse !ra loro# anche se nate da un unico zigote per di isioni mitotiche successi e. I particolari strutturali di %ueste cellule e le molecole che esse producono sono in parte dissimili6 le cellule agiscono in modo complementare# prestandosi reciproci ser igi che contribuiscono alla conser azione dell'intero organismo. <a ita si mani!esta cosA a due li elli$ %uello delle singole cellule e %uello dell'organismo nel suo insieme. <'in!ormazione permane in tutti i nuclei# presente nel 0NA che si conser a. Tutta ia molti enzimi e molte altre proteine engono costruiti solo in certi momenti del ciclo itale.

Gi sono due problemi$ &; come hanno origine %ueste di!!erenze4 '; in che modo iene modi!icato il !unzionamento dei nuclei perch@ esse si mani!estino4 Inoltre# come mai nel corso dello s iluppo le sostanze direttrici compaiono proprio nel momento pi? opportuno4 Non si conoscono meccanismi plausibili del !atto che alcuni geni siano atti ati solo in certi momenti. <a principale s!ida che la biologia cellulare do r8 a!!rontare nel prossimo !uturo riguarda appunto la di!!erenziazione cellulare$ chi 3 il direttore d'orchestra che presiede alla trascrizione di %uesta o %uella se%uenza di 0NA nei di ersi momenti della ita di un indi iduo o nei di ersi tessuti4 In che modo %uest'ordinamento dell'atti azione dei geni iene mantenuto4 <a cellula i ente 3 in grado di selezionare le sostanze che ser ono alla propria atti it8 utilizzando le in!ormazioni contenute nella propria memoria$ il 0NA. 2ssa s!rutta il moto termico interno che consente la produzione di una ariet8 di con!igurazioni e riconosce %uelle che le consentono di sintetizzare le molecole necessarie. <'e!!icienza e la precisione dei meccanismi interni produce una se%uenza di e enti sorprendentemente complessa. <a cellula i ente utilizza e!!icacemente il principio di sincronicit8$ coincidenze di e enti causali che assumono un signi!icato importante ai !ini del mantenimento delle proprie atti it8 itali. "ueste coincidenze engono riconosciute sulla base di una memoria che consente la sintetizzazione di molecole complesse attra erso il !issaggio di legami chimici possibili tra molecole adiacenti.

Capitolo 24
Ritornando ai modelli astratti relati i ai sistemi in!ormati i si pu5 asserire che il 9riconoscimento di con!igurazioni9 pu5 essere realizzato con ari mezzi# struttura cellulare# scariche sinaptiche# impulsi elettromagnetici ed altro ancora. Il mezzo !isico di realizzazione sarebbe pertanto irrile ante. Nelle scienze del cer ello e del comportamento i sono molti di ersi li elli di analisi e di descrizione# semplicemente non abbiamo alcuna idea di %uale sia il li ello a cui la natura del materiale !isico di realizzazione risulta indi!!erente rispetto alle !unzionalit8 che desideriamo osser are. <a meta!ora del calcolatore ha diretto l'attenzione erso modelli in cui tutto 3 ottenuto per mezzo di elaborate combinazioni di operazioni estremamente primiti e come per esempio$ 9controlla se c'3 una corrispondenza9... > !orse a %uesto li ello che la meta!ora del calcolatore pu5 risultare !allace. 0obbiamo prendere in considerazione la possibilit8 che le operazioni primiti e siano pi? complesse e il loro ruolo esplicati o maggiore. Gi 3 una possibilit8 reale che le spiegazioni psicologiche a!!ondino le radici nella struttura !isica e che siano utilizzabili molto prima che la meta!ora del calcolatore ci insegni %ualcosa. Oggi i programmi per calcolatore riescono a identi!icare triangoli# cubi# %uadrati# e !orse un giorno riusciranno a identi!icare anche %uegli alberi e %uei pesci che i piccioni riescono ad identi!icare senza problemi. "uesti programmi identi!icano gli oggetti nel senso che possono dire# o stampare# ci5 che essi sono. Un problema importante nella scienza dei calcolatori consiste nell'emulare la capacit8 di riconoscere le con!igurazioni rile anti. > molto di!!icile riconoscere le conoscenze speci!iche di dominio che sono rile anti nel ragionamento in!ormale ed esprimerle computazionalmente in modo da renderle disponibili alla macchina.

Non 3 stato ancora risolto il problema di usare in modo e!!iciente e corretto le grandi basi di conoscenza. Come pu5 riuscire un programma a rendersi conto della necessit8 di un particolare dato e %uali algoritmi sono disponibili per poterlo recuperare elocemente4 "uale do rebbe essere l'organizzazione interna di una base di conoscenza a!!inch@ i dati necessari siano !acilmente accessibili nel corso del ragionamento in!ormale del senso comune4 Il modello del calcolatore implicitamente limita la nostra attenzione alle rappresentazioni semantiche# enunciati e o simboliche# connesse attra erso ari tipi di logica !ormale. Abbiamo imparato molto da tentati i non riusciti di simulazione del comportamento umano. Chi a rebbe mai immaginato che il riconoscimento di con!igurazioni o la coordinazione occhiomano !ossero cosA complicati4 > possibile utilizzare i calcolatori come indizi del !unzionamento della mente-cer ello# e anche usare ci5 che sappiamo sull'architettura del cer ello per costruire macchine che isolino e simulino la 9microstruttura cogniti a9 che il cer ello si suppone abbia. <ogici e !iloso!i della matematica non danno un grande aiuto a psicologi e ricercatori di Intelligenza Arti!iciale# %uasi che le loro conoscenze non a essero che uno scarso interesse. "uesta incapacit8 culturale !inisce per so!!ocare le ri!lessioni dei matematici e consegnare ad altre discipline# ad altri settori# delle ricerche che do rebbero in ece radicarsi nella matematica. Sono state scritte migliaia di pagine sull'atti it8 simbolica con scarso ri!erimento al luogo principe di %uesta atti it8# la matematica# e sca ando in ece in altre discipline come la linguistica. Sembra che nessuno abbia ri!lettuto sul signi!icato del !atto che nella parte della matematica do e si studia# e non si usa soltanto# la manipolazione simbolica# la logica matematica# i simboli sono oggetti matematici# con tutto %uello che ci5 comporta sulla loro astrattezza e molteplicit8 di rappresentazione. Ber %uesta ragione# un modello matematico !ormale in cui si de!iniscano propriet8 e simboli utilizzabili in un processo cogniti o ri este un'importanza !ondamentale. I matematici non si riconoscono certo nella pura atti it8 computazionale tipica dei calcolatori elettronici. <a caratteristica !ondamentale 3 %uella dell'astrazione concettuale. <e nozioni astratte# come oggetto tipico della matematica# nella loro de!inizione insiemistica# giocano il ruolo di immagine-ponte tra la realt8 concreta delle !ormule# di cui rappresentano il mondo dei signi!icati# e %uelle delle leggi della !isica. > possibile rile are che nel processo di astrazione 3 !ondamentale la possibilit8 di adattare e reinterpretare certe propriet8 operazionali da un li ello a %uello superiore# poich@ le astrazioni senza corrispondenti operazioni sono pri e di senso dal punto di ista strettamente matematico. Non 3 detto che gli stessi s iluppi debbano essere perseguiti sia nella matematica pura che nell'in!ormatica# ma almeno un tra aso di in!ormazioni e stimoli 3 certamente auspicabile. <a matematica si a ale della logica. <'epistemologia# o ero la teoria della conoscenza# do rebbe !ondarsi su modelli matematici e logici. Ber rispondere alla domanda$ come arri iamo alle nostre credenze4 la !ormalizzazione matematica e logica non 3 su!!iciente# dobbiamo perci5 ri olgerci alla psicologia. <e ricerche in psicologia potrebbero dimostrare che la persona arri a alle proprie credenze attra erso un %ualche genere di meccanismo inconscio che misura la coerenza delle nuo e credenze con il corpo delle credenze gi8 esistenti e che accetta solo %uelle coerenti e ri!iuta le incoerenti. <'epistemologia di enterebbe perci5 un capitolo della psicologia e %uindi delle scienze naturali# non della matematica. Note ole in!luenza su %uesto atteggiamento deri a dal !allimento del programma !ondazionalista che cerc5 di dimostrare che i era una classe di credenze :%uella basata sulle nostre esperienze

sensoriali; su cui 3 impossibile commettere errori. Inoltre %ueste credenze erano ritenute su!!icienti per giusti!icare il resto delle credenze. Il programma di Carnap mira a alla traduzione# alla ricostruzione razionale di ogni asserzione intorno al mondo nei termini dei dati sensoriali# della logica e della teoria degli insiemi. Una intuizione do uta a %uesto programma porta all'idea che il ragionamento normale sia con!orme ai dettami della logica. <a presenza di radicati pregiudizi di tipo logicista nello studio delle per!ormance in!erenziali dell'uomo 3 bene illustrato da alcune tradizionali teorie sul pensiero schizo!renico. Nello schizo!renico si pu5 e idenziare una chiara de iazione dai canoni classici del ragionamento logico.

Capitolo 25
Nello schizo!renico si indi iduano alcune leggi !ondamentali$ &; Brincipio di generalizzazione$ una cosa singola iene trattata come se !osse un elemento di una classe6 %uesta classe iene considerata a sua olta come sottoclasse rispetto ad una classe pi? generale e cosA di seguito !ino a costituire una catena di generalizzazioni. <a di!!erenza con il comportamento normale 3 che spesso le classi di ordine superiore engono scelte per caratteristiche in comune di tipo accessorio e non !ondamentale. '; Brincipio di simmetria$ lo schizo!renico tratta l'in ersa di una relazione come se !osse identica alla relazione stessa. Ne deri ano importanti corollari come$ la scomparsa del tempo e la parte che di iene uguale all'intero. > possibile dimostrare in alcune osser azioni sperimentali che anche soggetti normali e idenziano a olte !orme di ragionamento di %uesto tipo$ il ragionamento naturale non segue strettamente i principi dettati dalla logica classica. Anche se potessimo accettare la proposta della logica classica come modello della logica mentale e delle caratteristiche in!erenziali del ragionare umano non si e iterebbe un altro gra e problema. Ogni insieme di premesse implica un numero enorme di di!!erenti conclusioni alide. 0e ono allora sussistere dei principi euristici che !anno in modo di e itare %uesta ridondanza delle conclusioni# che !anno in modo di !iltrare il banale e l'inutile. Brincipi euristici che risiedono !uori della logica e che sono incorporati nelle caratteristiche in!erenziali della psicologia del ragionare umano. Tali principi euristici debbono essere tali che# pur !iltrando e selezionando la conclusione# riescano a mantenere il contenuto di in!ormazione semantica delle premesse. Gari risultati empirici della scienza cogniti a dimostrano come non esista alcuna logica mentale in accordo con i canoni della logica classica# ma che la capacit8 cogniti a dedutti a umana abbia caratteristiche peculiari di!!icilmente con!ormi a modelli a priori. Il linguaggio ordinario generalmente si ri!erisce non a condizioni di erit8 ma a situazioni# a !atti del mondo su cui l'abilit8 in!erenziale sembra esprimersi in base alla !amiliarit8 e organizzazione in schemi e modelli dei !atti da elaborare# piuttosto che in base a regole logiche e !ormali stabilite a priori. Un conto 3 la giusti!icazione della alidit8 di una teoria logica# un'altra 3 la possibilit8 della sua applicazione alla realt8 cogniti a. Anche se si pu5 dimostrare la alidit8 del calcolo delle proposizioni con ci5 non si dimostra la possibilit8 del suo utilizzo come teoria delle in!erenze nel ragionare di tutti i giorni. I pionieri dell'intelligenza arti!iciale pensa ano che i problemi di pi? immediata soluzione nella simulazione dell'intelligenza umana mediante programmi per calcolatore sarebbero stati la riproduzione della ista# dell'udito e del mo imento. 2ssi immagina ano d'altra parte che sarebbe stato molto di!!icile esprimere nella logica di un programma per calcolatore %uelle con%uiste

dell'intelletto umano che pi? sono considerate indice di intelligenza# %uali il ragionamento# la matematica e i giochi di strategia come gli scacchi. Ber una di %uelle ironie che spesso hanno segnato il cammino della scienza# 3 a enuto l'esatto contrario. > stato relati amente !acile scri ere programmi capaci di !are calcoli complessi# giocare a scacchi piuttosto bene# dimostrare di!!icili teoremi e persino diagnosticare oscure malattie. Si 3 in ece ri elato incredibilmente di!!icile controllare gli arti e le dita di un robot con la stessa e!!icienza dimostrata dagli esseri umani e interpretare i segnali di un occhio arti!iciale. A dispetto degli s!orzi enormi# e nonostante alcuni signi!icati i progressi# la isione arti!iciale ha ancora una lunga strada di !ronte a s@ prima di raggiungere prestazioni paragonabili a %uelle umane. Ancora una olta# la nostra esperienza conscia ci inganna# nascondendoci l'incredibile complessit8 del compito. <a nostra percezione del mondo sembra irtualmente istantanea# del tutto a!!idabile e %uasi mai ambigua6 inoltre# non sembra richiedere nessuno s!orzo della olont8 o dell'intelletto. Ea nonostante i note oli s!orzi compiuti siamo ancora lontani dal comprendere il !unzionamento della isione. A %uanto si 3 potuto appurare# il sistema isi o di tutte le specie animali presenta una caratteristica ricorrente$ le !ibre ner ose che dall'occhio giungono al cer ello tendono a !ormare delle 9mappe9# cio3 delle rappresentazioni topogra!iche ordinate di una scena isi a. Gi sono delle teorie che attribuiscono un signi!icato alla distribuzione spaziale dell'atti it8 ner osa corrispondente alle zone in cui si tro ano le mappe. Come se %ueste potessero essere interpretate da un ipotetico osser atore. Ea gi8 Cartesio a e a indi iduato la contraddizione di cui so!!re una simile teoria$ se i !ossero degli occhi interiori che osser ano l'atti it8 ner osa del cer ello# come sarebbe possibile interpretare le immagini prodotte da tali occhi4 Sembra che il primo passo nell'analisi percetti a di una scena isi a sia la scomposizione dell'immagine retinica in un !lusso di in!ormazioni relati e all'orientamento dei bordi e dei pro!ili# in!ormazioni rappresentate mediante le propriet8 seletti e delle cellule ner ose indi iduali. Si ipotizza che le loro caratteristiche non siano a!!atto casuali# ma che prendano parte atti a nel processo di scomposizione dell'immagine e che le relazioni spaziali tra le cellule non siano a!!atto trascurabili. Studi recenti suggeriscono che l'immagine retinica subisca da parte del sistema ner oso una tras!ormazione matematica nota come tras!ormazione di Dourier. Secondo il teorema di Dourier# si pu5 rappresentare %ualsiasi con!igurazione regolare mediante una serie di !orme d'onda di di ersa ampiezza e !re%uenza. > possibile caratterizzare le !orme non classiche di percezione isi a# organizzate in potenziali di energia come implicate o a iluppate# assumendo l'esempio dell'ologramma come paradigma di %uesto tipo di ordine. <'ologramma iene generato dalla memorizzazione su una pellicola dei modelli di inter!erenza delle !orme d'onda prodotte dalla ri!lessione o dalla ri!razione della luce su un dato oggetto. > possibile in seguito ricostruire l'immagine originale dell'oggetto a partire dalle registrazioni sulla pellicola. <'immagine ottica 3 decomposta nelle sue componenti di Dourier$ !orme d'onda regolari di di ersa ampiezza e !re%uenza. <e cellule del sistema isi o rispondono all'una o all'altra di %ueste componenti e costituiscono cosA# nel loro insieme# un !iltro in grado di elaborare un'immagine ottica6 tale !iltro 3 simile a %uello che permette# in un ologramma# di ricostruire l'immagine a partire dalla tras!ormazione in ersa. Tutta ia# i sono alcune importanti di!!erenze !ra gli ordinari ologrammi !otogra!ici e il sistema ner oso isi o. Fli ologrammi sono composti mediante una tras!ormazione di Dourier globale che distribuisce le in!ormazioni contenute in un'immagine spazio-temporale sul suo intero dominio. Nel sistema ner oso isi o la distribuzione 3 anatomicamente limitata alle in!ormazioni incanalate erso una particolare cellula corticale.

Capitolo 26
Che l'immagine isi a enga trattata come un ologramma da parte del sistema ner oso centrale suggerisce che anche il !unzionamento della memoria segua lo stesso paradigma. Alcuni ricercatori sostengono che esistono dei neuroni speci!ici preposti al riconoscimento di caratteristiche presenti nella isione. Ber esempio una con!igurazione a scacchiera. Se %uesto 3 ero allora una caratteristica olistica potrebbe essere memorizzata in determinate con!igurazioni di neuroni# preposti appunto al loro riconoscimento. Il problema della corrispondenza tra uno spazio mnesico e gli oggetti reali potrebbe essere risolto utilizzando una rappresentazione su!!icientemente astratta e sottoponendola a opportune tras!ormazioni matematiche del tipo della tras!ormazione di Dourier. In %uesto modo potrebbero realizzarsi delle corrispondenze tra i concetti astratti e l'atti it8 di singoli neuroni. <e con!igurazioni dei potenziali d'azione complessi i nel cer ello potrebbero essere !atti corrispondere ad un modello simbolico riproducibile su calcolatore. Una olta de!inito un modello del tipo$ insieme di nomi do rebbe essere possibile associare ciascun nome a un concetto de!inito nello spazio mnesico. Sulla base di %ueste corrispondenze le associazioni mnemoniche potrebbero essere emulate da relazioni matematiche nel modello astratto. A un li ello pi? elementare della percezione# relazioni spazio-temporali potrebbero essere rappresentate da icinanze topologiche riscontrabili nella rappresentazione matematica del modello di memoria. Il problema relati o al !atto che una determinata rappresentazione conser i il senso delle cose rappresentate si riallaccia a un problema !ondamentale della !iloso!ia$ il problema dell'essere. Il problema dell'esistenza ac%uista un particolare ruolo nel %uadro del problema dell'essere perch@ muta il modo di intendere il rapporto !ra un'antropologia esistenziale e una psicologia descritti a. Il problema della nuo a !iloso!ia non 3 l'uomo o l'essere ma l'esistenza come rapporto possibile !ra l'uomo e l'essere. Un elemento imprescindibile della ragione 3 la scienza. <a chiarezza di un genuino atteggiamento scienti!ico di iene attendibile solo grazie alla ri!lessione metodologica. "uesta conduce alla distinzione dei ari modi di conoscenza scienti!ica dai metodi !iloso!ici del pensiero. > un campo di studio e di ri!lessione ampio ed essenziale. A olte un pensiero basilare# una cosa semplice# una olta a!!errato pu5 comportare un mutamento di senso in tutto il nostro sapere. Ogni sapere nel mondo si ri!erisce ad oggetti particolari e iene con%uistato# con determinati metodi# da punti di ista determinati. > perci5 errato assolutizzare in un sapere totale un %ualsiasi sapere. > un !acile inganno %uello di scambiare l'essere assoluto con l'essere oggetti ato ia ia conosciuto# le cose con le cose in s@# l'oggetto con l'essere stesso. Non possiamo dimenticare che ogni conoscenza iene elaborata in molti modi dai nostri strumenti conosciti i. Ogni in!ormazione sul mondo 3 soggetta ad una traduzione e codi!icazione negli strumenti percetti i che abbiamo a disposizione. Cerchiamo con tutti i nostri s!orzi l'essere stesso# ma nella conoscenza scienti!ica lo tro iamo solo negli oggetti# i %uali con la loro tendenza ad essere assolutizzanti subito lo celano.

<a coscienza metodologica ci pu5 preser are da una stortura che sempre tende automaticamente a opprimerci e a piegarci. <a nostra conoscenza scienti!ica giunge soltanto !in do e la realt8 pu5 essere imbrigliata nelle nostre categorie e con i nostri metodi. "uesti presupposti del procedimento delle scienze empiriche non permettono un sapere concernente la totalit8 dell'esperienza. 0i!atti# dati %uesti presupposti 3 possibile procedere con la conoscenza all'in!inito# ma non 3 possibile anticipare un'immagine dell'in!inito !acendone un oggetto che si presuma gi8 conosciuto in toto# nei tratti !ondamentali. <'origine della scienza non 3 la olont8 di potenza sulle cose# la mera capacit8 di controllo come orrebbero i criteri economici# ma 3 piuttosto la olont8 di erit8. Che de e succedere a ci5 che 3 percepito nella contemplazione %uando la ragione strappa la con!erma della erit84 > solo muo endosi dalla ragione che si pu5 !ondare il senso della scienza e l'esigenza stessa che !a' sA che debba esser i scienza. Ea la scienza non pu5 pol erizzare ci5 che la contemplazione mistica pu5 raggiungere in slanci di ele azione spirituale. <a con inzione assolutizzante del mistico# pur non potendo essere scienza# ha un alore intrinseco soggetti amente insuperabile. Occorre che la ragione si liberi dagli impacci del dogmatismo# dell'arbitrio# della tracotanza# dell'ebbrezza esaltante per non essere snaturata dalla propria essenza originaria6 per non essere !raintesa con ci5 che non 3. Tutto ci5 porta ad uno spirito di tolleranza e ad una ricerca della giusta misura. <a struttura cerebrale incorpora in!ormazioni di due tipi$ &; conoscenze innate !ormatesi durante l'e oluzione '; conoscenze ac%uisite nel corso della ita. "ueste !onti di in!ormazione costituiscono la complessa soluzione spazio-temporale del problema di !ar !ronte agli e enti dell'ambiente. Brincipalmente per preser are la ita stessa. 0al punto di ista dell'intelligenza arti!iciale# su %uesta base# 3 possibile !ormulare tre domande$ &; > possibile correlare le strutture cerebrali a meccanismi speci!ici o a schemi astratti di computazione4 '; Gi sono aspetti dell'anatomia del sistema ner oso cui corrispondono le idee innate4 (; 2sistono tracce anatomiche delle conoscenze o delle idee ac%uisite4 Studi di neuroanatomia mostrano che non esiste un parallelismo immediato tra la disposizione spaziale dei neuroni e strutture logiche del tipo analogo ad espressioni del calcolo proposizionale. In particolare esiste una preponderanza di sinapsi eccitatorie rispetto a %uelle inibitorie# in contraddizione con la simmetria presupposta da sistemi di logica classica. <'alto grado di di ergenza che caratterizza la neuro!isiologia dei neuroni 3 in stridente disaccordo con l'organizzazione riscontrabile nei calcolatori elettronici e rende di di!!icile applicazione il modello logico relati amente alle reti ner ose. Una irriducibile casualit8 contraddice l'idea di uno schema preciso come %uello dei circuiti elettronici. Si pensa che le connessioni dei neuroni siano soggetti ad una legge statistica# il patrimonio genetico non sarebbe su!!iciente per determinare in maniera uni oca tutte le connessioni. 2sistono per5 strutture tipiche che ri elano una origine genetica. Tro are la traccia di una in!ormazione ac%uisita 3 %uasi impossibile poich@ le in!ormazioni sono probabilmente distribuite su ampie zone corticali. <a presenza di con!igurazioni innate potrebbe essere la base tramite la %uale le esperienze successi e si organizzano.

Supponendo un tipo di memoria ologra!ica# basata su tras!ormazioni di con oluzione degli stimoli# le atti azioni neuronali potrebbero essere interpretate in un sistema !ormale logico# non una corrispondenza diretta ma mediata da tras!ormazioni matematiche. <a caratteristica osser ata di essere principalmente di tipo eccitatorio induce a pensare ad una logica in cui le con!erme siano pi? signi!icati e rispetto alle con!utazioni. "uesto tipo di logica pu5 essere de!inita in un ambito in cui la sussistenza di una !unzione di erit8 sia maggiormente signi!icati a rispetto alla corrispondente negazione$ la presenza di uno stimolo sarebbe pi? importante rispetto al non-stimolo in %uanto e ento che si realizza !attualmente nell'apparato percetti o. <a negazione di un !atto do rebbe %uindi essere esplicito. In sostanza ogni e ento 3 una coincidenza signi!icati a a dispetto del non-e ento che 3 logicamente possibile ma ancora insussistente. <a mente a di!!erenza del sistema percetti o# elabora la negazione contestualmente al eri!icarsi dell'e ento$ il nostro sistema concettuale 3 intrinsecamente dualistico# ogni !atto genera nella mente implicitamente il suo opposto. Non riusciamo a pensare al bianco senza introdurre il concetto di nero# il che 3 per5 di erso dal non-bianco. 0a ci5 consegue la struttura tipicamente basata sul concetto di ero-!also tipica della logica classica. Il sistema sensoriale si comporta# per5# in maniera di!!erente$ esso registra dei !atti che sussistono nell'atto percetti o. Se ne e ince# che debba esistere un ulteriore li ello di astrazione# uno strato intermedio# che collega la percezione con la concettualizzazione astratta.

Capitolo 2
2sistono due posizioni principali che si contendono il !a ore degli studiosi di scienze neurologiche. Secondo alcuni# gli oggetti del mondo esterno sono rappresentati centralmente nel cer ello mediante l'atti azione di singoli neuroni. Altri sostengono che tale ruolo pu5 essere sostenuto soltanto da insiemi di neuroni. Alla base della prima posizione i 3 l'idea che i de e pur essere %ualcosa nel mondo esterno cui il singolo neurone risponde# almeno in %uelle parti del cer ello pi? direttamente legate all'atti it8 sensoriale. Il singolo neurone sarebbe l'atomo naturale o ero l'unit8 !ondamentale della rappresentazione del 9signi!icato9 nel cer ello. <a !orza della seconda posizione sta in ece nel !atto che in un cer ello !inito i gruppi di neuroni sono pi? numerosi dei neuroni singoli# purch@ si ammetta che i gruppi possano so rapporsi# e che %uindi i gruppi o insiemi di neuroni possano nel loro insieme rappresentare pi? oggetti dei neuroni presi singolarmente. 0al punto di ista della prima posizione# la rappresentazione di un dato oggetto andrebbe persa %uando il neurone corrispondente muore# come capita spesso. <'ipotesi di una memoria ologra!ica porta naturalmente a pre!erire la seconda posizione. 2siste una certa esperienza accumulata in intelligenza arti!iciale riguardo all'e!!icacia dei di ersi schemi di rappresentazione. Si 3 ormai appurato che la di!!icolt8 di un problema dipende moltissimo dal modo in cui si 3 scelto di rappresentarlo# e tale scelta costituisce spesso il passo decisi o per giungere alla soluzione. <a scelta della rappresentazione e!!etti amente pi? utile dipende essenzialmente e %uasi interamente dal particolare problema considerato. Non 3 possibile indi iduare un criterio generale. Si tratta di reperire uno schema generale per la rappresentazione degli oggetti e delle entit8 del mondo esterno che risultino di olta in olta pertinenti.

Ci5 che ogliamo reperire 3 un criterio di ottimizzazione per uno schema di rappresentazione generale# perci5 bisogna indi iduare un'atti it8 altrettanto generale di soluzione dei problemi# che sia al tempo stesso indipendente dallo speci!ico problema cui 3 applicata. Ber !ar ci5 possiamo appellarci a modelli matematici astratti. In particolare modelli in cui le !unzioni di associazione e completamento di con!igurazioni siano de!inibili in maniera chiara ed e!!icace. <'associazione di con!igurazioni 3 la capacit8 della memoria di imparare che C 3 associato ad A in modo da ritenere che C 3 pertinente se sottoposta allo stimolo A. Il completamento di con!igurazioni 3 la capacit8 di riconoscere la con!igurazione A anche se di essa ne compare solo una parte. Un modello di elementi di uno spazio mnesico dotato di una metrica# del tipo a cui abbiamo accennato pi? olte# sembra essere un alido punto di partenza per emulare %ueste propriet8. 2siste un problema logico da superare$ se le connessioni di !eedbacI positi o sono troppo numerose# un piccolo numero di neuroni atti i pu5 essere su!!iciente a pro ocare delle ere e proprie esplosioni di atti azione. > possibile con!inare l'atti azione a un insieme di neuroni# e itando che gli insiemi a esso so rapposti ne siano a loro olta atti ati. Il meccanismo neurale alla base di %uesto comportamento 3 il controllo a soglia# che si a ale del !atto che ogni neurone ha una soglia di atti azione al di sotto della %uale resta inatti o. Il concetto di soglia 3 strettamente collegato al concetto di distanza. Non tutte le nostre atti it8 e capacit8 razionali possono enire rese intelligibili in termini di deliberazione pienamente cosciente# ma %uesto non le rende per niente meno razionali6 dopo tutto# i procedimenti della scoperta scienti!ica costituiscono una pro a !amiliare del !atto che il cer ello umano opera sottili calcoli e alutazioni a un li ello subconscio. <a possibilit8 che i criteri seletti i risultino esprimibili in termini razionali iene esclusa dai positi isti logici in base al cosiddetto 9dilemma della spiegazione9. Se una teoria ha successo nel !ornire una spiegazione della scoperta e dell'in enzione# allora essa riduce il pensiero creati o nella scienza a una procedura algoritmica# o a una conseguenza dedutti a della teoria esplicati a# dissol endo cosA la nozione stessa di creati it8. 2siste un altro sistema in!ormati o naturale in grado di riconoscere ed elaborare in!ormazioni# oltre al cer ello$ il sistema immunitario. <a capacit8 di adattamento del sistema immunitario sono sbalorditi e. 2sso 3 in grado di riconoscere un note ole numero di batteri di ersi e produrre i corrispondenti anticorpi. Il sistema immunitario si comporta come una memoria dinamica pur non essendo presenti neuroni. Il meccanismo di memorizzazione si basa sulla creazione di strutture speci!iche relati amente ad ogni e ento :attacco; che si eri!ica nell'organismo. Ci5 suggerisce che !orse non tutte le capacit8 elaborati e del cer ello possono essere riprodotte sulla base del meccanismo di trasmissione elettrochimica delle sinapsi# ma che esista anche una componente strutturale cellulare. <a ita ci costringe a !are continue scelte ad ogni li ello :personale# !amiliare# sociale; e in ogni campo :morale# economico# politico;# in situazioni di conoscenza imper!etta della situazione# del comportamento altrui# e degli e!!etti delle arie scelte. Nonostante la sua complessit8# il processo decisionale pu5 essere modellato con strumenti matematici# nella maniera tipica della scienza$ astraendo cio3 dalle situazioni reali elementi signi!icati i che si prestino ad un trattamento !ormalizzato. <a branca della matematica che si interessa di tali problemi si chiama teoria dei giochi. > possibile considerare la teoria dei giochi come una teoria che e!!ettua drastiche sempli!icazioni della realt8# oppure considerarla alla stregua di un paradigma essenziale in!allibile nelle sue applicazioni# nel %ual caso si ridurrebbe la complessit8 del mondo reale alla rigidit8 del !ormalismo matematico e scienti!ico.

Nel primo caso la teoria potr8 essere utilmente usata come un mezzo approssimati o per l'analisi di una situazione# e la scelta di un relati o comportamento razionale. Nel secondo caso essa di err8 in ece un !ine assoluto# una camicia di !orza in cui costringere la realt8 a discapito della sua !luidit8. "uesto ale in generale per tutte le costruzioni della scienza. <a tendenza a considerare le teorie matematiche come assolute e omnicomprensi e# oltre ad esercitare un !ascino irresistibile# si dimostra tutta ia gra ida di pericoli ed errori aberranti. Una !unzione 3 calcolabile da un punto di ista !isico se esiste un meccanismo che !ornisce i suoi alori. Naturalmente# l'a!!ermazione che ogni simile !unzione sia calcolabile mediante un computer richiede# per non essere circolare# che si intenda 9meccanismo9 in un senso su!!icientemente generale :e non# ad esempio# soltanto come un computer;. Ber poter tenere conto non solo di ci5 che la tecnologia ci ha o!!erto sino ad oggi# ma anche di ci5 che potr8 o!!rire in !uturo# ed allo stesso tempo non essere antiscienti!ici# possiamo considerare come 9meccanismo9 ogni sistema !isico che si e ol a secondo leggi !isiche note. <'idea che un %ualun%ue sistema !isico in e oluzione possa calcolare 3 ben nota$ ad esempio# un termometro !ornisce dei dati numerici sulla temperatura attra erso le modi!icazioni di lunghezza di una colonnina di mercurio. Ea allora la dimessa a!!ermazione che ogni !unzione calcolabile 3 calcolabile mediante un computer di enta la meno o ia a!!ermazione che ogni sistema !isico in e oluzione si pu5 simulare mediante un computer. Un po' meno precisamente# ma in modo ancora pi? stimolante# si potrebbe dire che il mondo stesso 3 un gigantesco computer.

Capitolo 2!
Una !unzione 3 calcolabile da un punto di ista umano se si possono ottenere i suoi alori mediante processi di calcolo cerebrali o mentali. <a distinzione 3 opportuna# perch@ la tradizione !iloso!ica occidentale !a una distinzione tra cer ello e mente. Il dibattito moderno sull'esistenza della mente cominci5 con Ren3 0escartes. 2gli propose una isione del mondo puramente meccanicistica eccezion !atta per l'esistenza dell'anima. A !a ore di %uest'ultima 0escartes port5 come argomenti l'autocoscienza e la so!isticazione del linguaggio umano# che egli consider5 come caratteristiche impossibili per animali o macchine. Thomas Vobbes propose un'opinione radicalmente opposta. 0a un lato# egli consider5 il ragionamento come una manipolazione meccanica di nomi !ungenti da simboli per i pensieri. 0'altro lato# egli ritenne la macchina calcolatrice una su!!iciente re!utazione delle a!!ermazioni limitati e della capacit8 delle macchine. 0a un punto di ista moderno# non si pu5 dire che gli argomenti a !a ore o contro l'esistenza della mente o la plausibilit8 del meccanicismo !ossero conclusi i. 2ssi ci appaiono oggi piuttosto rudimentali# considerato i !iumi di inchiostro che sono stati scritti sull'argomento# ma lo s iluppo scienti!ico e tecnologico ha portato ac%ua ad entrambi i mulini. 0a un lato molta parte della matematica 3 stata e!!etti amente meccanizzata# in certi casi# come per la 9logica dei predicati9 in modo dimostrabilmente completo# e la %ualit8 delle macchine calcolatrici 3 cresciuta in modo impressionante. 0'altro lato# i teoremi di incompletezza di FTdel indicano sostanziali limiti al processo di meccanizzazione# ad esempio pro ando che nessun computer pu5 !ornire risposte corrette ad ogni domanda riguardo ai numeri. Considerare cer ello e mente come entit8 separate ci porta dun%ue a discutere due conseguenze dell'a!!ermazione che ogni !unzione umanamente calcolabile 3 calcolabile da un computer.

Ber %uanto riguarda il cer ello# essa si traduce nell'a!!ermazione che le atti it8 cerebrali di natura logica o dedutti a si possono simulare mediante un computer# anzi il sogno dell'intelligenza arti!iciale suona$ le atti it8 cerebrali si possono simulare mediante il computer. Ber %uanto riguarda la mente# l'a!!ermazione che ogni !unzione umanamente calcolabile 3 calcolabile mediante un computer si traduce in$ le atti it8 mentali matematiche si possono simulare mediante un computer. Come gi8 per il caso della calcolabilit8 !isica# l'e idenza a disposizione non 3 certo !a ore ole alla ersione umana di %uesta tesi$ le di!!erenze !ra cer ello e computer sono enormi. Il cer ello 3 un organo elettrochimico con un gran numero di connessioni# che opera massicciamente con azioni parallele e globali :olistiche;# a bassa elocit8 e basso consumo energetico# capace di generare in continuazione nuo i elementi e nuo e connessioni. Il computer 3 in ece un sistema elettronico a connessioni !isse# operante %uasi solo se%uenzialmente e localmente# e ad alta elocit8. Recentemente :Fennaio &..,; un %uotidiano se ne 3 uscito con un articolo titolato$ 9Computer con l'anima9. Si tratta a della recensione di una presentazione di un computer che 9usa la logica del cer ello umano9. <a s!ida# come dice l'articolo# consiste nel !ar di entare intelligente un computer# in particolare !ar sA che il computer si 9renda conto9 della situazione e agisca di conseguenza. 9Sa persino di essere i o9 hanno a!!ermato i suoi in entori. Il coordinatore del progetto Igor AleIsander ha aggiunto$ 9capisce benissimo i risultato delle proprie azioni# perch@ ad esse 3 arri ato sulla base del libero arbitrio9. Il computer !unziona sulla base della tecnologia a reti neuronali. Eagnus# cosA 3 stato battezzato il prototipo# de e essere addestrato ad esaminare i problemi# ma non segue binari predeterminati di opzioni. Il postulato !ondamentale del la oro di Igor AleIsander consiste nel seguente assunto$ le sensazioni personali che portano alla coscienza di un organismo sono do ute a dei pattern di atti azione di alcuni neuroni# che !anno parte di una grande %uantit8 di neuroni che !ormano le ariabili di stato di una macchina di stato neurale6 %uesti pattern di atti azione sono stati imparati attra erso un tras!erimento di atti it8 tra i neuroni sensori in entrata ed i neuroni di stato. Il clamore e l'interesse per le ri elazioni giornalistiche ha coin olto il grande pubblico e ha colpito la !antasia dell'uomo della strada. Bu5 eramente un computer a ere un'anima e in che senso la possiede4 Il computer pu5 certamente a ere una rappresentazione di s@. A ere una coscienza di s@ 3 per5 un'altra cosa. Se poniamo una cinepresa da anti ad uno specchio essa !ilmer8 se stessa# ma non per %uesto di err8 cosciente di s@. Boniamoci la seguente domanda$ 9Io sono la mia mano49 Eolti risponderanno che certamente no# non si identi!icano nella mano. Boniamoci allora la seguente domanda$ 9Io sono il mio cer ello49 A %uesta domanda 3 un po' pi? di!!icile rispondere. <a struttura !isica del cer ello# per %uanto complicata possa essere# sembra possa essere riprodotta ed emulata da circuiti elettronici6 3 un problema di complessit8 che chiama in causa pi? la tecnologia che la !iloso!ia# in linea di principio un neurone pu5 essere simulato con opportune !unzioni matematiche. Il cer ello non 3 altro che un insieme di neuroni ben concertato. Ora# la coscienza 3 o non 3 un prodotto dei processi che a engono nel cer ello# ed in ultima analisi consistente in una !unzione elettrochimica prodotta dall'atti azione dei neuroni. Immaginarsi come un processo elettrochimico si tras!ormi in coscienza 3 eramente un'impresa disperata.

Ea se la coscienza non 3 solo un processo di trasmissione di segnali all'interno del cer ello allora che cosa 3 4 Un computer pu5 simulare e!!icacemente la memorizzazione e la trasmissione di in!ormazioni ma non pu5 dar origine ad alcuna consape olezza o ero del signi!icato ultimo dell'in!ormazione. Il computer 3 un traduttore# traduce segni in altri segni e su %uesta base pu5 interpretare una domanda e !ornire una risposta pertinente. Anche se un computer potesse rispondere a tono alle nostre domande saremmo disposti ad attribuirgli una coscienza nel senso in cui la sperimentiamo nella nostra indagine introspetti a4 Conosciamo il !unzionamento del computer mera trasmissione di segnali elettrici e ci sorprende che la coscienza possa originarsi in un tale sistema# non sapremmo do e collocarla se non nel sistema complessi o. 0'altra parte anche nel cer ello non i 3 altro che trasmissione di segnali elettrochimici.

Capitolo 2"
9> la coscienza un processo cerebrale49. Ber stabilire l'identit8 della coscienza con certi processi cerebrali sarebbe necessario mostrare che le osser azioni introspetti e riportate dal soggetto possono essere ri!erite nei termini dei processi che si sa essersi eri!icati nel suo cer ello. Fli esseri umani potrebbero essere ittime di una pericolosa illusione di tipo !enomenologicoidealistico. Tale illusione consiste nell'attribuire una maggiore attendibilit8 cogniti a all'uni erso delle sensazioni e dei pensieri collocato nello spazio della coscienza o dell'io. Brima engono i nostri schemi soggetti i# e poi engono le cose# condizionate dai nostri schemi. Se la coscienza 3 un processo cerebrale# allora presumibilmente potrebbe essere un processo elettronico. Il principio 3# molto semplicemente# che la mente# anzi lo stesso uomo come essere pensanteKagente# 3 una macchina. <a di!!erenza tra un uomo e una pietra consisterebbe allora solo nell'estremamente complessa struttura materiale che si tro a nel corpo i ente e che 3 assente nella pietra. Come %ualcuno ha osser ato# la conclusione di tutto ci5 e che# %uando usiamo terminiKconcetti mentali# stiamo :inconsciamente; parlando degli stati !isici che# di !atto# giocano ruoli causali. In %uesta isione !isicalistaKmaterialista un computer potrebbe non solo simulare# ma addirittura riprodurre degli stati mentali. Benrose sostiene l'esistenza di un li ello sub-%uantistico della realt8. 2gli si appella ad un tale li ello microscopico per giusti!icare la comparsa della coscienza# come prodotto di e!!etti sub-%uantici nel complesso dei processi cerebrali. Charon sostiene che gli elettroni siano in realt8 degli eoni# microscopici buchi neri# tunnel di comunicazione tra il nostro uni erso ed un uni erso di luce in cui gli e enti si organizzano essendo tale uni erso parallelo ad entropia decrescente. Che dire poi del pensiero orientale che a!!erma il primato della coscienza rispetto alla materia4 Ber Butnam la possibilit8 di costruire computer intelligenti dimostra non tanto che gli uomini e i loro stati mentali sono %ualcosa di !isico# %uanto che determinate !unzioni e prestazioni possono essere riprodotte :o meglio simulate; da enti o organi di ersi. Intelligenza e memoria non sono dun%ue identi!icabili con processi neurocerebrali. <e descrizioni dell'organizzazione !unzionale di un sistema sono di natura logicamente di ersa sia dalle descrizioni della sua composizione !isico-chimica# sia dalle descrizioni del suo comportamento potenziale. Denomeni psicologici identici possono deri are da meccanismi neurologici di ersi6 il sistema ner oso produce e!!etti psicologici indistinguibili con mezzi !isiologici di!!erenti.

Bertanto occorre respingere l'idea che per ciascuno stato psicologico i debba essere uno e un solo stato cerebrale corrispondente. Anche supponendo che un computer possa comportarsi in tutto e per tutto come un essere umano potremmo dire che 3 esso stesso umano4 2sso do rebbe riprodurre tutta una serie di complesse elaborazioni tipiche della nostra psiche# do rebbe essere umanizzato non solo a li ello di per!ormances# ma ad un pro!ondo li ello psicologico. Ora i processi psicologici sono riducibili a processi meramente !isici4

A iandoci erso la conclusione di %uesto libro riassumiamo le principali linee guida$ - l'importanza della soggetti it8 - l'io come attore isolato e !attuale - l'importanza dell'atto comunicati o - l'unit8 dell'esistenza - l'indi iduo come un tutto armonico - la ariet8 dell'essere.

Capitolo 3#
<'importanza della soggetti it8. Nei processi di simulazione delle prestazioni umane a calcolatore ci si imbatte ine itabilmente nel problema della soggetti it8 delle regole utilizzate nelle nostre deduzioni. <a teoria del calcolo delle probabilit8 ha accettato il punto di ista soggetti o come un punto di ista rispettabile nella de!inizione del concetto di probabilit8. <e in!ormazioni sul mondo sono !iltrate ine itabilmente dal nostro punto di ista soggetti o ed 3 necessario un note ole s!orzo concettuale per basare le nostre credenze su !atti oggetti i. <a logica classica non sembra essere un buon modello del modo di ragionare umano# occorrono modi!iche suggerite dalla soggetti it8 dettate dalla percezione reale degli e enti. <e modi!icazioni soggetti e dei !atti del mondo sono un campo di studio !econdo per la psicologia cogniti a. <a isione stessa contiene alterazioni tipiche dettate dalla soggetti it8$ linee che ci appaiono di lunghezza di ersa anche se oggetti amente sono uguali. Il signi!icato soggetti o che diamo alle sincronicit8 assume per noi un ruolo importante. Attra erso una coincidenza# all'apparenza !ortuita# ci rendiamo conto di una realt8 nuo a che ci a!!ascina e che ci sorprende. Il giudizio soggetti o s olge una !unzione !ondamentale nella comprensione dei !atti oggetti i ed 3 imprescindibile dall'azione cogniti a che ciascuno esegue costantemente. Broblemi teorici all'apparenza insolubili sono deri ati proprio dal prendere in considerazione gli aspetti soggetti i implicati dal ragionamento intuiti o. <a psicologia cogniti a si scontra %uotidianamente con tali di!!icolt8. <'io come attore isolato e !attuale. Tutta la nostra conoscenza 3 !ondata sulla nostra esperienza pri ata# personale# irripetibile. <e con inzioni pi? radicate sono %uelle che non tro ano una spiegazione razionale ma piuttosto deri ano da processi inconsci. Una esperienza singola e signi!icati a pu5 in!luenzare in maniera decisi a il nostro atteggiamento erso il mondo.

Ognuno di noi si tro a assolutamente solo con la propria coscienza. <e nostre credenze sono generate all'interno della nostra rappresentazione del mondo che 3 assolutamente originale. Ogni nostro concetto 3 ricostruito sulla base dell'in!luenza della cultura in una nostra personale interpretazione del mondo. <a pietra di paragone nell'interazione tra noi ed una macchina per %uanto so!isticata possa essere# cosciente o non cosciente# rimane la nostra stessa indi idualit8 o se ogliamo la nostra coscienza. 2 %uesto 3 ero relati amente a %ualsiasi tipo di interazione possa sussistere tra noi e il mondo. <'importanza dell'atto comunicati o. <'unico modo per uscire dal proprio isolamento 3 comunicare. <'importanza della comunit8 scienti!ica si basa proprio sulla comunicazione# aglio# sperimentazione e eri!ica delle esperienze dei singoli in un processo conosciti o che supera la soggetti it8 dell'esperienza indi iduale. Intuizioni# teorie e idee dominanti# engono messe alla pro a e selezionate in base ad un processo di condi isione dei punti di ista. Il contributo di ognuno iene !iltrato dall'intera comunit8 scienti!ica. Inoltre la maggior parte delle conoscenze iene conser ato ed incrementato nella cultura del periodo storico in cui si i e. I concetti e le idee crescono e si di!!ondono sulla base di processi di comunicazione ad iniziare dalla scuola !ino alla con ersazione in!ormale tra amici. <o scambio di idee 3 !ondamentale per il processo di de!inizione delle proprie credenze e molto spesso ci5 a iene considerando l'autorit8 assegnata alla !onte dalla %uale rica iamo le in!ormazioni# in altri termini molto spesso ci !idiamo del parere di oratori che do rebbero essere competenti :per esempio gli scienziati;. <'unit8 dell'esistenza. <a caratteristica pi? importante della concezione del mondo orientale 3 la consape olezza dell'unit8 e della mutua interrelazione di tutte le cose e di tutti gli esseri i enti# la constatazione che tutti i !enomeni nel mondo sono mani!estazioni di una !ondamentale unicit8. Tutte le cose sono iste come parti interdipendenti e inseparabili di %uesto tutto cosmico. <e tradizioni orientali si ri!eriscono costantemente a %uesta realt8 ultima# indi isibile# che si mani!esta in tutte le cose e della %uale tutte le cose sono parte. Anche la !isica moderna# in particolare la meccanica %uantistica# 3 giunta a considerare le cose come tutte interconnesse e interagenti. <'azione di di idere il mondo in oggetti ed e enti separati porta ine itabilmente ad una parzialit8 di giudizio. <'indi iduo come un tutto armonico. Un uomo si compone di molteplici aspetti dipendenti dalla prospetti a da cui lo guardiamo6 tutti %uesti aspetti sono armonizzati in un tutto unico ed armonico$ la capacit8 di muo ersi# la propriet8 del linguaggio# le esperienze cogniti e# la ista# l'udito# ecc. Se limitiamo l'uomo solo a %ualche aspetto della sua realt8 psico-!isica otteniamo un menomato che pro oca un senso di piet8 e commiserazione. I ari aspetti dell'essere un uomo si amalgamano l'uno con l'altro ed analizzarli separatamente produce un'impo erimento ine itabile dei concetti che ne giusti!icano il comportamento. <a ariet8 dell'essere. <a natura# il mondo# la realt8 in genere si mani!esta in una ariet8 sempre nuo a e sorprendente. <'impre edibilit8 del !uturo garantisce alla ricerca scienti!ica sempre nuo e idee ed argomentazioni. Nessuna scienza pu5 dirsi de!initi a. Gi sono sempre !atti nuo i da contemplare e da inserire in una spiegazione delle cose. Ogni teoria 3 destinata ad essere superata da nuo e conoscenze. <'essere 3 una !onte inesauribile di conoscenze e i sono continuamente nuo i punti di ista con cui osser are il mondo.

Ogni nuo a conoscenza dischiude una possibilit8 per nuo e conoscenze. Un problema risolto pone nuo i %uesiti e nuo i problemi. Ogni passo in a anti 3 una con%uista inserita in un percorso senza !ine# percorso erso la erit8 a cui sono chiamate le generazioni successi e che si susseguono nel tempo$ le generazioni !uture non si tro eranno disoccupate.