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ILL.

MO COMANDANTE PROVINCIALE DELLARMA DEI CARABINIERI I sottoscritti - Mirko Rossi, nato a Giulianova (TE) il giorno 01/07/1989, residente in Mosciano SantAngelo (TE), in via Valle Iana n. 48; - Matteo Sabini, nato a San Benedetto del Tronto (AP) il giorno 06/09/1988, residente in Colonnella (TE) in C.da Rio Moro n. 156; - Gian Luigi Core, nato a Giulinova (TE) il giorno 27/10/1989, residente in Giulianova (TE), in via Cairoli n. 20; - Giacinta Marseglia, Valleverdina, nata a Torino (TO) il giorno 27/02/1984, residente in Teramo, in via Don Lorenzo Milani snc; - Simone Aloisi, nato ad Atri (TE) il giorno 14/06/1986, residente in Roseto degli Abruzzi (TE), in via S. Rocco n. 28; - Fabrice Ruffini, nato a Sion (CHE) il giorno 24/03/1982, residente in Giulianova (TE), in via Traversa Parere n. 8; - Raffaella Maria Cecilia DElpidio, nata a Roseto degli Abruzzi (TE) il giorno 29/03/1967, residente in Roseto degli Abruzzi (TE), in via Cavour n.121; - Chiara Di Nardo Di Maio, nata ad Atri (TE) il giorno 19/07/1982, residente in Atri (TE), in via Antonio Finocchi n. 26; - Mauro Falini, nato a Teramo (TE) il giorno 09/12/1983, residente in Giulianova (TE), in via G. Galilei n.325; - Federica Corneli, nata ad Atri (TE) il giorno 14/06/1984, residente in Pineto (TE), in via Gramsci n. 128; a mezzo della presente si pregiano di

RIFERIRE ESPORRE DENUNCIARE Quanto di seguito. E' noto che dal giorno 9 dicembre 2013 in corso uno sciopero indetto dal c.d. Movimento dei Forconi e da varie sigle sindacali operanti nel settore dell'autotrasporto, alla quale si legata una pi ampia gamma di soggetti di

diversa estrazione, indirizzo e natura politica. La protesta, tuttora in corso, si sviluppata in diverse localit d'Italia, attraverso presidi, manifestazioni, cortei e, in alcuni casi, blocchi alla circolazione dei mezzi di trasporto pubblico e privato. Nel corso di queste, per quanto riportato dalla stragrande maggioranza degli organi di stampa, accaduto che gli appartenenti alle varie forze di polizia impegnate a mantenere l'ordine e la sicurezza, fra poliziotti e carabinieri, hanno tolto il casco di protezione in loro dotazione, probabilmente per non creare eccessivi nervosismo durante lo svolgimento del corteo. Tale evento non in contestazione in questa sede, ma viene ricordato quale mero antecedente logico del fatto, ben pi grave, che si va ad esporre di seguito. Infatti, in data 10/12/13, alle ore 10:57, veniva postato, sul noto blog riferibile al sig. Giuseppe Piero Grillo, meglio noto come Beppe Grillo, beppegrillo.it, un articolo, o post, Lettera aperta ai responsabili delle forze dell'Ordine, firmato dal Sig. Beppe Grillo, dal seguente tenore:

Lettera aperta a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell'Esercito italiano. Mi rivolgo a voi che avete la responsabilit della sicurezza del Paese. Questo un appello per l'Italia. Il momento storico che stiamo vivendo molto pericoloso. Le istituzioni sono delegittimate. La legge elettorale stata considerata incostituzionale. Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni. E' indifferente che qualche costituzionalista, qualche giornalista, qualche politico affermi il contrario, questi sono i fatti, questo il comune sentire della nazione. I partiti sono anch'essi delegittimati dai continui scandali, dalla trattativa Stato - mafia, dalla contiguit di alcuni loro membri con la criminalit organizzata,

dall'indifferenza verso i problemi del Paese, dall'appropriazione indebita di 2,3 miliardi di euro di finanziamenti pubblici bocciati dalla volont popolare attraverso un referendum. La gestione della cosa pubblica, dei servizi sociali, dalla sanit alla scuola alla sicurezza allo sbando. L'economia al tracollo,
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la

disoccupazione,

in

particolare

giovanile,

sta

arrivando

livelli

intollerabili, la piccola e media impresa sta scomparendo. Il Governo inesistente, capace solo di continue dichiarazioni di ottimismo subito smentite dai fatti il giorno seguente. I partiti hanno occupato ogni spazio,

dall'economia, all'informazione, alla destinazione dei soldi pubblici per foraggiare le lobby da cui provengono spesso i loro appartenenti. L'Italia ha perso la sovranit monetaria, la sovranit fiscale e si appresta a perdere ben presto anche quella economica con l'ipotesi pi che probabile di essere strangolata dalle politiche recessive del Fondo Monetario Internazionale. Gran parte dei cittadini tenuta all'oscuro della reale situazione in cui versa il Paese grazie a un regime di disinformazione che pone l'Italia al 70esimo posto per la libert di stampa dopo molti Stati del cosiddetto Terzo Mondo. I disordini di ieri in tutta Italia sono per la maggior parte dovuti a gente esasperata per le sue condizioni di vita e per l'arroganza, la sordit, il menefreghismo di una classe politica che non rinuncia ad alcun privilegio, tesa soltanto a perpetuare s stessa. La protesta di ieri pu essere l'inizio di un incendio o l'annuncio di future rivolte forse incontrollabili. Alcuni agenti di Polizia e della Guardia di Finanza a Torino si sono tolti il casco, si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. E' stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari. Vi chiedo di non proteggere pi questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell'Ordine non meritano un ruolo cos degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sar un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l'Italia

cambier.In alto i cuori.Beppe Grillo


Il testo viene riportato in forma integrale per non comprometterne la genuinit e consentire alla S.V.I. di poterne valutare compiutamente la rilevanza penale. La legge italiana sanziona, infatti, tramite l'art. 266 c.p., la condotta di 3

colui il quale: istiga i militari a disobbedire alle leggi o a violare il giuramento dato o i

doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l'apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, punito, per ci solo, se il fatto non costituisce un pi grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni. La pena della reclusione da due a cinque anni se il fatto commesso pubblicamente. Le pene sono aumentate se il fatto commesso in tempo di guerra. Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto commesso: 1) col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda; 2) in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di pi persone; 3) in una riunione che, per il luogo in cui tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata.
Ad opinione di chi scrive, evidente che la lettera pubblicata sul blog dal sig. Grillo contenga gli elementi che la norma richiede affinch possa ritenersi sussistere il delitto, grave, che essa sanziona. Risulta

per

tabulas

l'elemento

oggettivo

dell'istigazione,

consistente

nell'esortazione rivolta ai militari per il tramite dei propri vertici. E se pu discutersi dell'identificazione della Polizia dello Stato quale Arma o corpo militare in senso stretto, noto che tale dubbio non possa sorgere nei confronti dell'Arma dei Carabinieri e, a maggior ragione, dell'Esercito. Altrettanto solare il senso della frase Vi chiedo di non proteggere pi questa

classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare.
Il Grillo, in altri termini, chiede esplicitamente agli appartenenti alla forza dell'ordine tutte, militari compresi, di venir meno ai doveri inerenti al proprio stato, fra i quali quello di prestare il servizio di scorta, secondo i 4

modi ed i tempi stabiliti dalle autorit competenti, e/o di schierarsi per il servizio di vigilanza ed ordine pubblico nei pressi delle sedi istituzionali tutte, omnicomprensivamente definiti palazzi del potere. Sul punto ogni ulteriore disquisizione sembra superflua. Sotto un diverso profilo occorre valutare la frase Alcuni agenti di Polizia e

della Guardia di Finanza a Torino si sono tolti il casco, si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. E' stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari.
Ebbene, qualora qualora tale gesto, indipendentemente dalle intenzioni di chi lo ha compiuto, dovesse essere ritenuto contrario ai doveri di disciplina, il reato di cui alla disposizione codicistica sopra richiamata dovrebbe ritenersi

integrato anche sotto tale profilo. Per concludere, pare opportuno segnalare che, nel caso di specie, sembra applicabile l'ipotesi aggravata disciplinata dai commi 2 e 3 della norma sopra richiamata. Ci in quanto lo strumento utilizzato, a prescindere dalla sua possibile qualificazione o assimilazione ad una testata giornalistica, sicuramente un mezzo di propaganda personale e politica del sig. Grillo, che si rivelato idoneo a raggiungere, anche nel recente passato, un numero indeterminato di visitatori; tanto vero che, ad oggi, gli utenti che hanno visionato e commentato l'articolo (rectius, post) sono, com' possibile verificare

attraverso la visione della pagina stessa, oltre 750. *** Tutto ci premesso, con il presente atto CHIEDIAMO anche con lausilio delle nostre persone e con le audizioni a chiarimento dei fatti esposti in narrativa, che si proceda penalmente, ai sensi dellart. 336 c.p.p., in ordine al reato di cui all'art. 266 c.p. ed a tutti gli altri fatti previsti dalla legge come reato che la S.V. vorr ravvisare, chiedendone la giusta punizione, nei confronti di: Giuseppe Piero Grillo, nato a Genova, il 21 luglio 1948

e di chiunque altro eventualmente concorrente nel delitto di cui sopra. Chiediamo, inoltre, alla S.V, di essere informati, ai sensi dellartt. 405 e 408 c.p.p., in caso di richiesta di archiviazione e/o di proroga delle indagini preliminari.

Con osservanza.

Mosciano SantAngelo l, 14/12/2013

Mirko Rossi

Matteo Sabini

Gian Luigi Core

Giacinta, Valleverdina Marseglia

Simone Aloisi

Fabrice Ruffini

Raffaella Maria Cecilia DElpidio

Chiara Di Nardo Di Maio

Mauro Falini

Federica Corneli