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Democrazia informativa e media user empowerment: verso nuove logiche di partecipazione distribuita nei processi di comunicazione

Enrico Valdani Emanuela Prandelli

Pubblicato in Tecnologia dellinformazione e nuovi media ISIMM Roma, 2002

Introduzione Gli ultimi anni dello scorso millennio hanno segnato un cambiamento radicale non solo negli strumenti e nei processi di pianificazione e gestione peculiari dellindustria dei media, ma anche nello stesso significato profondo dellattivit comunicativa. Paradossalmente, le modalit di comunicazione introdotte dalla diffusione dei cosiddetti new media, multimediali e interattivi, sono pi simili a quelle dominanti secoli fa piuttosto che alle forme comunicative che hanno caratterizzato la storia pi recente, ovvero al fermento di idee sperimentato ad esempio nella irenze rinascimentale o, prima ancora, alla diffusione di forme di cultura

popolare collettivamente generate nellambito di singole comunit locali piuttosto che alla diffusione su vastissima scala di contenuti standardizzati che ha contraddistinto la nascita e soprattutto levoluzione della comunicazione attraverso mass media. !a vera discontinuit, da questo punto di vista, " nel nuovo ruolo assunto da # o, quanto meno, riconosciuto a $ gli stessi utenti, destinatari dei messaggi tradizionalmente confezionati in totale autonomia e altrettanto discrezionalmente spesso diffusi dagli stessi strumenti di comunicazione. %e, dunque, la logica prevalente " sempre stata quella del media inteso come contenitore&erogatore di contenuti, la vera novit portata dalla multimedialit e dallinterattivit " proprio da ascriversi alla possibilit che per la prima volta si offre a lettori, ascoltatori, spettatori e, pi in generale, fruitori dei media di partecipare essi stessi attivamente alla costruzione ed elaborazione dei contenuti di interesse. !a democrazia informativa # ovvero la distribuzione su scala di massa di informazioni ricche a basso costo, che secondo gli esperti di mar'eting introduce una svolta irreversibile nei rapporti tra domanda e offerta, riabilitando la figura del consumatore, conferendogli uninedita capacit di espressione e, in ultima analisi, creando le premesse per un fenomeno di customer empowerment senza precedenti $ non pu( cio" che trovare nel mondo dei media, che di

informazione vivono e si auto#alimentano nel tempo, il proprio fisiologico terreno di crescita e affermazione. %i vanno cos* sviluppando le condizioni ideali per una sorta di media user empowerment che ha gi cominciato a palesare le sue prime manifestazioni concrete e sempre pi pare destinato a incidere in misura rilevante sui tradizionali modi, processi e attori della comunicazione. Per comprendere a fondo le potenzialit di un simile fenomeno " indispensabile analizzare, a monte, le innovazioni che sono andate manifestandosi nellambito dei processi comunicativi nel corso degli ultimi dieci anni, modificando radicalmente lo scenario di riferimento, e, a valle, le implicazioni che da un tale approccio caratterizzato da sempre maggiore apertura e partecipazione distribuita derivano sotto il profilo della gestione degli stessi processi e strumenti di comunicazione.

Le condizioni innovative emerse a monte dei processi comunicativi + processi di comunicazione sono andati sensibilmente mutando perch, " cambiata la tecnologia sulla quale essi stessi si basano, passando da media di tipo broadcast a media con comunicazioni mirate, a media interattivi, fino ai pi recenti media digitali interattivi. +n questo percorso evolutivo sempre pi si sono andate, in particolare, diffondendo information & communication technologies -+./0 caratterizzate da straordinaria flessibilit e produttivit, apertura ed esternalit positive, che trovano in +nternet e, pi in generale, nellambiente digitale il proprio comune denominatore, pur componendosi al proprio interno di un insieme di soluzioni tuttaltro che omogeneo. !a 1ete, con le sue forme di connessione distribuita, ha modificato radicalmente la stessa nozione di intelligenza tradizionalmente diffusa e il computer, da strumento per lelaborazione dei dati, si " sempre pi trasformato in strumento di comunicazione e relazione, capace di gestire in misura crescente contenuti multimediali e di supportare processi

interattivi. +n questa prospettiva, addirittura, sono gli stessi cambiamenti nei processi e negli strumenti di comunicazione a generare una radicale innovazione di carattere economico, che investe profondamente le stesse modalit con cui le imprese svolgono il loro business abituale. !a vera novit degli ultimi dieci anni " proprio nelleffetto trainante assunto dalle inedite modalit di comunicazione nei confronti del mondo economico e manageriale3 levoluzione nei media " giunta a segnare un nuovo modo di fare impresa e soprattutto gestire le relazioni con i consumatori. 4i fatto, tre sono i fondamentali driver alla base di un simile processo, riconducibili a nuove possibilit di accesso distribuito e multidevice a una variet e profondit di informazioni senza precedenti, a nuove forme di comunicazione intrinsecamente multimediali, nonch, a una opzione costante di interattivit che, anche quando non esercitata, segna comunque un irreversibile spostamento del baricentro del potere dalla parte di chi in passato " sempre stato costretto ad assumere il ruolo di ricettore passivo di contenuti per lui pre#selezionati da terzi, siano essi attori del mondo media piuttosto che imprese industriali e commerciali.

5ccesso multidevice, anytime e anywhere a informazioni distribuite e a basso costo 6na prima caratteristica dei nuovi media basati su supporto digitale di grande importanza nello spiegare levoluzione delle modalit di comunicazione " da rintracciarsi nellinedita possibilit di accesso diffuso a informazioni e basato su una pluralit di device $ dal computer connesso al 7eb alla televisione interattiva, dal cellulare al Personal 4igital 5ssistano -P450 # che per la prima volta viene ad offrirsi allutente. 5 tal proposito basti pensarsi alla diffusione della connettivit, in prima approssimazione misurata dagli accessi al 7eb, secondo i dati rilevati dall+#!58, il .entro di 1icerca sull9conomia 4igitale dell6niversit 8occoni3 se solo allinizio dellultimo decennio una simile possibilit neppure esisteva e solo

nella seconda met dello stesso ha cominciato a profilarsi, negli ultimissimi anni le connessioni alla 1ete sono cresciute in maniera esponenziale, fino a giungere a consolidarsi, nel nostro Paese, nellordine degli oltre undici milioni e mezzo di accessi da parte della popolazione con almeno quattordici anni di et, palesando ora una tendenza sempre pi marcata allintensificazione dei comportamenti di fruizione del 7eb piuttosto che alla crescita indiscriminata dellutenza. !e implicazioni che ne derivano per i processi di comunicazione sono rilevanti, in quanto in ambiente digitale linformazione " separata da ogni supporto fisico che ne vincola le possibilit di approfondimento e da ogni rigida necessit di tempificazione che ne limita le possibilit di aggiornamento. .hiunque viene a poter disporre di una quantit di informazioni a basso costo che non conosce precedenti, potendo accedere in ogni momento e utilizzando diversi supporti a una molteplicit di fonti. +l confronto ", di conseguenza, favorito e loggettivit tende a crescere, conferendo maggior potere di controllo sullintero processo comunicativo da parte dello stesso utente.

%viluppo della multimedialit 6n secondo fattore di evoluzione " rappresentato dal progressivo imporsi della multimedialit, che incide fortemente sulle modalit di organizzazione del lavoro e, pi in generale, di socializzazione delle conoscenze nellambito di team impegnati in attivit scarsamente strutturate. ino a oggi il computer e le reti sono state utilizzate essenzialmente per trasferire dati codificati secondo uno schema basato su una gerarchia tra centro $ il luogo dellelaborazione $ e periferia. .i( ha, quindi, sempre implicato per limpresa, oltre a un costo di codificazione ed elaborazione, solitamente noto, anche un costo per la diffusione e la costante alimentazione di linguaggi condivisi, indispensabili per dare un senso alle informazioni codificate. ;ggi, la 1ete tende a trasformarsi e, attraverso la multimedialit,

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garantisce la possibilit di mantenere, a costi limitati, ambienti artificiali nellambito dei quali " possibile socializzare conoscenza di tipo contestuale, non necessariamente codificata, ma comunque condivisibile nella misura in cui spontaneamente si creano linguaggi specifici e un bac'ground di esperienze comune a tutti gli interlocutori, dando origine a contesti capaci di comunicare una straordinaria ricchezza informativa. Proprio la possibilit di sfruttare la 1ete per annullare le distanze tra soggetti impegnati in un progetto condiviso, creando le premesse per un =contesto di lavoro comune> " una delle principali novit nel mondo della comunicazione che vengono a interessare le logiche di regolazione dellattivit economica. +n altre parole, le distanze di natura fisica cominciano a perdere parte dellimportanza rivestita durante il passato. 9sse finiscono, cio", col venire sempre pi frequentemente sostituite da distanze che potrebbero definirsi =cognitive>, la cui contrazione implica in primo luogo lo sviluppo di un linguaggio comune tra le parti poste in relazione tra loro, nonch, la condivisione di esperienze individuali, modelli mentali e la maturazione di una comune percezione del mondo. 5l livello pi elementare, dunque, la =conoscenza rilevante> per sviluppare processi di apprendimento distribuito torna a essere costituita proprio da quel sistema di linguaggi e di simboli di significazione condivisi ai quali da sempre " attribuita centralit in ogni processo di interazione. + nuovi strumenti di comunicazione e di cooperazione in 1ete consentono, in particolare, agli utenti di scambiare messaggi non strutturati di tipo diverso -suoni, immagini, testi0, creando le premesse per lo sviluppo di nuovi ambienti di comunicazione che non necessitano di complesse procedure di codificazione e decodificazione dei messaggi, bens*, pi semplicemente, di un sistema di significazione comune. +n questo modo, il dialogo pu( arricchirsi del contributo di una periferia in passato spesso esclusa3 attraverso la multimedialit diviene, cio", possibile generare contesti di interazione che non sono pi necessariamente fondati sullimposizione gerarchica di un linguaggio o di un codice, ma che

possono essere il risultato dellinterazione disciplinata tra attori indipendenti. @uesti linguaggi continuano, cio", a riflettere una specializzazione funzionale agli obiettivi di un gruppo o di una comunit, ma non sono pi il frutto di imposizioni da parte di un =centro ordinatore>, bens* la risultante di un processo a logica emergente, il cui punto di arrivo " difficilmente prevedibile a priori, anche perch, continuamente ridefinito sulla base dei contributi via via apportati dai singoli interlocutori, alimentando un processo di autentico co#apprendimento che conferisce maggior empowerment ai singoli.

.omunicazione a due vie e feedbac' in tempo reale grazie allinterattivit diffusa !a terza tendenza evolutiva da considerare concerne, infine, limpatto delle nuove tecnologie sulle modalit e le stesse potenzialit di comunicazione tra soggetti. !a contrapposizione tra strumenti per la comunicazione interpersonale -peer-to-peer0 e strumenti per la comunicazione di massa -broadcasting0 viene, infatti, a conciliarsi sul 7eb, che sintetizza funzioni di comunicazione interpersonale e di massa entro un unico ambiente. %e da un lato consente di gestire la pubblicazione di contenuti editoriali di tipo tradizionale, anche se a costi limitati rispetto a tecnologie alternative, dallaltro innesca dinamiche interattive fino a oggi sconosciute, non solo tra =produttore> e consumatore> di informazioni, ma anche tra gli stessi utenti. Aiene cos* ad affermarsi una nuova geometria di flussi di comunicazione di tipo many-to-many, che consente di trasformare in istanze collettive contributi e opinioni difficilmente valorizzabili in passato, nella misura in cui tendevano a restare fondamentalmente isolati. + contesti elettronici tendono cos* ad =assomigliare> sempre pi a quelli reali, scontando sempre meno i vincoli di una comunicazione mediata e beneficiando sempre pi delle caratteristiche di un ambiente in grado di rendere la qualit degli elementi sociali e culturali dellinterazione nella loro effettiva complessit, di riproporre la ricchezza delle forme di

interazione face-to-face, dando loro memoria e riproducibilit nel tempo, possibilit di rilettura, riascolto e condivisione con terze parti. 5l contempo, tende ad aumentare la mobilit dei singoli nodi di accumulazione della conoscenza e, di nuovo, cresce la possibilit di aggregare progettualit diverse, anche in assenza di un centro ordinatore di tipo tradizionale. +n questa prospettiva, la 1ete diviene il =contenitore> di intuizioni collettive, stimoli ed esperienze che, interagendo tra loro, danno luogo non solo a nuovi bisogni, ma anche a nuove, spesso originali, soluzioni. +n altre parole, in un mondo sempre pi interconnesso, in grado di valorizzare lattivazione di processi di apprendimento diffuso e innovazione di tipo distribuito, ci( che maggiormente viene a contare " la capacit di aggregazione rispetto ad obiettivi comuni, la capacit di generare contesti di interazione che supportino la fiducia e la cooperazione tra i partecipanti.

Le implicazioni emergenti a valle di processi comunicativi basati su logiche di partecipazione distribuita + media digitali, quale +nternet e i suoi sviluppi wireless, permettono di ampliare la portata e le stesse potenzialit dellorientamento interattivo alla gestione delle relazioni con lutente finale che " andato nel tempo consolidandosi, combinando la selettivit del target e la comunicazione personalizzata con la possibilit di ottenere un feedbac' in tempo reale, ventiquattrore su ventiquattro e su scala globale. !aspetto forse pi interessante di una simile innovazione nelle tecnologie che supportano i processi comunicativi " che ci( ha implicazioni di straordinario rilievo sotto il profilo delle stesse modalit di generazione del contenuto diffuso, nonch, della sua gestione e tutela in termini di copyright. 5 fronte di processi sempre pi partecipati di scambio di informazioni e condivisione di esperienze, in grado di coinvolgere anche interlocutori periferici in passato fondamentalmente considerati quali atomi isolati e destinatari passivi di ogni processo comunicativo, si rende, infatti,

necessaria una profonda ridefinizione delle modalit di produzione dei messaggi e dei meccanismi di controllo sugli stessi, nellintento di valorizzare opportunamente le pi significative forme di auto#produzione del contenuto # preziosissime per arricchire unofferta informativa necessariamente sempre pi specializzata # senza, tuttavia, al contempo perdere il presidio sullintero processo comunicativo.

Personalizzazione on demand e contenuti co#generati diffusi su scala di massa !effetto congiunto di multimedialit e interattivit ha reso, in primo luogo, possibile nuove forme di dialogo tanto tra il singolo utente e uno specifico media, quanto tra gli stessi utenti, che insieme contribuiscono a generare nuovi contenuti a beneficio di un pi vasto pubblico non necessariamente disposto a lasciarsi attivamente coinvolgere e investire tempo ed energie a tal scopoD entrambi i fenomeni concorrono, quindi, ad alimentare una condizione di media user empowerment senza precedenti. .on riferimento al primo aspetto $ interazione tra individuo e media $ lespressione pi rilevante non pu( che individuarsi nello sviluppo crescente delle logiche di fruizione di contenuti on-demand, fino alla completa personalizzazione degli stessi su base individuale. !utente pare, in altre parole, determinato a decidere con molti pi gradi di libert rispetto al passato i contenuti standardizzati di cui desidera fruire, quando non addirittura a rifuggire completamente gli stessi, ricercando, almeno per soddisfare specifici bisogni conoscitivi, contenuti ad hoc, prodotti o selezionati e comunque sempre rielaborati sulla base delle sue specifiche esigenze, secondo un approccio di autentica customizzazione che solo le nuove tecnologie flessibili, in grado di trattare una quantit di dati senza precedenti, sono in grado di garantire. Per quanto riguarda invece il secondo fenomeno $ interazione =ricca> tra gli stessi utenti # le comunit virtuali che nascono in ambiente digitale possono considerarsi la pi tipica

espressione di tale fenomeno, aggregando individui accomunati dai medesimi interessi personali e&o professionali e favorendo il confronto aperto tra gli stessi, dal quale scaturisce un contenuto originale, frutto del reciproco arricchimento del sapere e delle esperienze maturate dai singoli, che nella gran parte dei casi resta liberamente fruibile dallintero pubblico di utenti, su scala di massa. Fon si tratta, del resto, di un fenomeno completamente nuovo, visto che lo sviluppo delle comunit on line ha caratterizzato la rete gi prima della affermazione degli standard ipertestuali che hanno portato alla diffusione del 7orld 7ide 7eb. !a vera innovazione " nel loro crescente impatto, a livello tanto sociale quanto economico, che la 1ete ha progressivamente favorito, al punto da innescare significativi processi di redistribuzione del valore che rendono la comunit virtuale un nuovo modello organizzativo e di business. +n un contesto di ricerca di contenuti sempre pi specializzati e approfonditi, ", in particolare, evidente il ruolo strategico che una simile modalit di auto#produzione di contenuto da parte degli utenti pu( avere per tutti gli attori economici del mondo media. 5ddirittura, essa diventa una modalit di generazione di informazioni istituzionalizzata da parte di alcuni operatori che favoriscono scientemente meccanismi di spontanea auto# segnalazione da parte di utenti esperti nellambito delle materie approfondite, al fine di fare leva sulle loro specifiche competenze per migliorare la qualit complessiva di unofferta di contenuti di natura sempre pi distribuita e partecipata. !a consapevole valorizzazione di simili contributi al fine di rendere maggiormente appealing la propria offerta di contenuti richiede, tuttavia, il sistematico riconoscimento di qualche forma di payoff agli utenti che con maggior frequenza e competenza contribuiscono alla generazione del sapere collettivamente fruito, ovvero lintroduzione di un opportuno sistema di incentivi.

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+ntroduzione di un sistema di distribuzione dei pay-off 5ffinch, gli utenti decidano di contribuire attivamente alla generazione dei contenuti diffusi dai media e, soprattutto, si impegnino alla loro sistematica alimentazione diviene fondamentale riconoscere loro anche qualche forma di pay-off. Pi precisamente, la partecipazione a meccanismi di creazione di contenuti di tipo distribuito pu( dipendere non solo dallesistenza di uneventuale gratificazione monetaria, ma anche dallidentificazione in una specifica comunit di riferimento. %ovente, gli incentivi di natura intangibile, legati a fenomeni di opinion leadership e alla legittimazione in qualit di esperti nellambito di una specifica area disciplinare, si rivelano persino pi importanti delle ricompense di tipo economico. Proprio le imprese operanti nel mondo dei media, in grado di fornire particolare visibilit e diffusione a contributi individuali di interesse generale, possono valorizzare simili meccanismi al fine di stimolare opportunamente processi distribuiti di creazione dei contenuti e favorirne il consolidamento nel tempo.

Fecessit di ridefinizione delle disposizioni in materia di diritto dautore !a natura sempre pi partecipata del processo di generazione dei contenuti non solo pone un problema di incentivazione dei singoli utenti e conferisce loro maggiore autonomia e potere di controllo, ma simmetricamente richiede anche unopportuna ridefinizione delle stesse disposizioni in materia di diritto dautore, formulate per tutelare il prodotto della creativit individuale e, di conseguenza, sempre pi inadeguate per la salvaguardia di un sapere che " frutto di contribuiti di natura collettiva e distribuita. +l mondo del diritto ", in particolare, consapevole che le tecnologie digitali dellinformazione e della comunicazione pongono problemi di copyright, ma non ha ricondotto questi problemi alla loro causa prima3 un fondamentale conflitto di interessi tra gli editori delle opere tutelate e i loro utenti, sempre pi disposti a contribuire attivamente alle

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stesse e, al contempo, sempre pi orientati a rivendicarne un diritto autonomo di duplicazione e redistribuzione. !e intuizioni derivate dalla propriet degli oggetti fisici paiono, in questottica, difficilmente applicabili alla propriet di uninformazione che da sempre " astratta e progressivamente tende anche a essere sempre pi distribuita, che addirittura acquista valore nel momento in cui viene condivisa. !attuale sistema di tutela delle opere dellingegno si ", infatti, sviluppato parallelamente allavvento della stampa a caratteri mobili, che rendeva necessaria la disponibilit di un torchio tipografico per ogni forma di riproduzione, economicamente sostenibile solo da parte di un editore in grado di distribuire numerose copie. !a possibilit di infinita duplicazione garantita dai recenti sviluppi dell+./ rende, tuttavia, una simile normativa tendenzialmente anacronistica e poco condivisibile da parte di un pubblico che chiede di co#determinare i contenuti di cui fruisce e soprattutto di conservare ed esercitare la libert di copia di cui " venuto a godere. %ono, dunque, necessarie nuove disposizioni volte a tutelare il diritto su una propriet intellettuale sempre pi facilmente riproducibile e, al contempo, sempre pi spesso frutto di un processo di produzione di senso collettivo, nellambito del quale " sovente addirittura complesso riconoscere il contributo fornito dai singoli a un output finale di rilievo ben superiore rispetto alla mera sommatoria degli apporti individuali.

Conclusioni !a vera novit nella storia dei media degli ultimi dieci anni " nella natura fondamentalmente democratica e partecipativa che essi sono andati assumendo. .oloro che gestiscono le imprese operanti in questo settore non possono quindi non tener conto della nuova forma di media user empowerment resa possibile dai recenti sviluppi dell+./.

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+ nuovi media vengono, infatti, a supportare una connettivit distribuita che tende a incidere sensibilmente tanto sul profilo demografico quanto sulle esperienze del pubblico di destinatari. !a competenza chiave viene a risiedere non tanto nella capacit di gestire una =galassia di bit>, quanto nelleffettiva abilit di offrire percorsi di personalizzazione, fino al coinvolgimento attivo di comunit di utenti nella produzione degli stessi contenuti trasmessi. @uanto pi la banda diviene ampia, tanto pi il sistema di comunicazione tende a farsi distribuito, tanto pi laudience viene a contribuire al programma. +n altre parole, la distinzione tra informazione e commento, tra fonte e ricevente tende a diventare sempre pi labile, via via che la linea di demarcazione tra memoria, programma, contenuto, mezzo e interfaccia si fa pi sfuocata. Fon solo, ma la comunicazione di tipo broadcasting nel mondo analogico si caratterizza per lo spettro ridotto di risorse, con un numero limitato di canali disponibili in grado di catalizzare gli interessi di unaudience di massa, esercitando un notevole potere e lasciando poco spazio alla variet, tanto nella propriet che nel contenuto, al punto da rendere necessarie opportune normative per evitare leccessiva concentrazione. !a comunicazione di tipo narrowcasting, interattiva e personalizzata, nel mondo digitale si basa invece su una tale capacit distribuita di produzione ed elaborazione di informazioni da supportare la creazione di contenuto anche per gruppi di minoranza e rendere possibile la condivisione di sapere ed esperienze persino nellambito di comunit dagli interessi particolarmente circoscritti. 5nzi, " proprio lauto#generazione di contenuti allinterno di queste stesse comunit a garantire agli utenti la disponibilit di una pluralit di fonti e, di conseguenza, la possibilit di effettuare scelte sempre pi indipendenti. +n ci( " lessenza pi profonda del processo di democratizzazione della comunicazione oggi in atto.

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