Sei sulla pagina 1di 8

CARLO BRAGA, C.M.

L EDITIO TYPICA TERTIA DELLA INSTITUTIO GENERALIS MISSALIS ROMANI Per gentile concessione dellautore e delleditore, pubblichiamo, con qualche aggiornamento reda ionale, alcune parti dellarticolo a commento della Institutio della ter a edi ione tipica del Missale Romanum, apparso in !"phemerides Liturgicae# $$% &'((() %*$+%,-. Ringra iamo P. Braga e la dire ione della Ri.ista per disponibilit/ dimostrata.

Allini io dellestate di questo anno '((( 0 stata di.ulgata dalla Congrega ione per il Culto di.ino e la 1isciplina dei 2acramenti lInstitutio generalis Missalis Romani, quale estratto e anticipo della editio typica tertia del Messale Romano, che sar/ pubblicato in un secondo tempo . 3l documento non 0 preceduto da un decreto u44iciale di promulga+ ione. 2olo una nota spiega la natura e la 4inalit/ delledi ione5
$

6uam 2ummus Ponti4e7 3oannes Paulus 33 die $$ ianuarii '((( no.am editionem Missalis Romani benigne approba.it, Congregatio de Cultu 1i.ino et 1isciplina 2acramentorum die '( mensis aprilis promulga.it, t8picam declara.it et t8pis mandari cura.it. 9t autem te7tus recognitus 3nstitutionis generalis, quae eidem Missali inhaeret, di44usius cognoscatur atque Con4erentiae "piscoporum comparent translationes in linguas .ernaculas, postea a 2ede Apostolica recognoscendas, hae paginae, e7 eadem editione t8pica tertia e7cerptae, publici iuris separatim 4iunt. La nota dichiara, quindi, che questo documento 4a parte di un libro liturgico giuridicamente appro.ato, promulgato e dichiarato tipico, ma ancora in corso di stampa: che 0 un testo u44iciale, da conoscere, da studiare, e del quale le Con4eren e "piscopali sono in.itate a preparare le tradu ioni da inserire nelle edi ioni del nuo.o Messale in lingua .olgare. ; un altro capitolo che si iscri.e nei trentanni di storia tra.agliata di questo documento. Un po di storia 3l primo testo della Institutio generalis del Messale Romano ha come data di promulga ione il < aprile $,<,, domenica di Pasqua, data del decreto u44iciale di promulga ione dell! Ordo Missae #, anticipo del ! Missale Romanum e7 decreto 2acrosancti Oecumenici Concilii =aticani 33 instauratum, auctoritate Pauli Papae =3 promulgatum #. 3l collegamento tra Ordo Missae e Missale era assicurato dalla Costitu ione Apostolica ! Missale Romanum #, con la quale il Papa appro.a.a il nuo.o Messale, riportata nel .olume . >on 4u una nascita tranquilla. Alle espressioni di esultan a di coloro che attende.ano la ri4orma del libro liturgico, si unirono subito le recrimina ioni. 3 tradi ionalisti pi? intransigenti tentarono di impugnare la .alidit/ della decisione papale di sostituire il
'

1 MISSALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILI VATICANI II INSTAURATUM, AUCTORITATE PAULI PP. VI PROMULGATUM, IOANNIS PAULI PP. II CURA RECOGNITUM, Institutio Generalis ex editione typica tertia, cura et studio Congregationis de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum excerpta, Romae, 2000. Alla fine si dice che il volume stampato Typis Vaticanis. 2 Una prima presentazione dell Ordo Missae e della Institutio generalis si pu leggere in Notitiae 5 (1969) 148-158. Cf. anche Annibale BUGNINI, La riforma liturgica (1948-1975): nuova edizione riveduta ed arricchita di note e di supplementi per una lettura analitica, CLV-Edizioni Liturgiche, Roma, 1997 (= Bibliotheca Ephemerides Liturgicae Subsidia 30), pp. 381-389: La pubblicazione dellOrdo Missae ; Carlo BRAGA, In novum Ordinem Missae , in Ephemerides Liturgicae 83 (1969) 357-385.

Messale del Concilio =aticano 33 al Messale del @ridentino, pubblicato da Pio = nel $A-(. Poi arricchirono la loro inconsistente opposi ione giuridica ricorrendo alla segna+ la ione di errori esistenti nella Institutio e nellOrdo Missae. CiB che pi? sorprese 4u lappoggio dato a questa opposi ione da due Cardinali di Curia &Otta.iani e Bacci) . Lentrata in .igore del nuo.o Ordo Missae era 4issata per il C( no.embre, prima domenica dA..ento. Le opposi ioni non tende.ano a placarsi. 3l '( ottobre $,<,, la 2acra Congrega ione per il Culto 1i.ino, ormai a.anti nella stampa del nuo.o Messale, emanB un3stru ione per la graduale applica ione della Costitu ione Apostolica Missale Romanum , a cui 4ece seguire, il $* no.embre, una 1ichiara ione sul .alore della Institutio, precisando che questa anda.a considerata non come un documento dogmatico o dottrinale, ma come un documento liturgico e pastorale. Lascia.a pre.edere la possibilit/ di alcune precisa ioni, ma non la speran a di cambiamenti radicali . Lo stesso Paolo =3, in due udien e generali &$, e '< no.embre $,<,), inter.enne presentando il nuo.o rito della Messa come .olont/ del Concilio e come aiuto alla piet/ cristiana . Lini io dellapplica ione delle ri4orma della Messa a..enne con molta tranquillit/, direi con gioia, e andB progressi.amente consolidandosi, nonostante le di44icolt/ create dalla mancan a di libri liturgici completi e precisi. La pubblica ione del nuo.o Messale di.enne e44etti.a il '< mar o $,-(, gio.edD santo, data del decreto di promulga ione del Messale di Paolo =3 , ma 4u messo in circola ione allini io dellestate. La Institutio si presenta.a arricchita di un Proemio, nuo.o, a sE stante come contenuto e come numera ione marginale, in cui si giusti4ica.a ledi ione del nuo.o Messale, dichiarandolo in piena coeren a con il =aticano 33 e con tutta la tradi ione dottrinale ed eucologica della Chiesa . 3l Proemio era stato .oluto da Paolo =3 come tentati.o di concilia ione. Ma non raggiunse pienamente lo scopo. 3l testo della Institutio presenta.a cambiamenti in alcuni numeri, anche importanti &c4. nn. -, %, ecc.), per rassicurare gli scontenti, mediante precisa ioni ed esplicita ioni, soprattutto per ria44ermare la natura sacri4icale della Messa. Ma la sostan a, il contenuto e la tessitura della prima edi ione non .eni.ano toccati. Piccole .arianti, sparse, riguarda.ano punti rubricali o cerimoniali, da precisare in seguito alledi ione di testi liturgici, susseguenti il Messale . Leditio t8pica del $,-( 4u ristampata nel $,-', ma sen a .aria ioni.
C % A < * ,

Fu in.ece nel $,-A &'- mar o, gio.edD santo) che .ide la luce l editio typica altera del Messale del =aticano 33 . La no.it/ principale era un considere.ole aumento di testi eucologici, specialmente tra le Messe .oti.e e ad di.ersa. L Institutio generalis presenta.a un ri4acimento dei nn. $%'+$A' del cap. 3=, riguardanti i compiti dei ministri
$(

3 Il fascicolo contenente le critiche dei tradizionalisti, appoggiate dai due Cardinali, ha come titolo Breve esame critico del Novus Ordo Missae, pp. 29, risulta protetto dal Copyright della Fondazione Lumen gentium con sede a Vaduz, Lichtenstein, ed preceduto dalla lettera al Papa dei due Cardinali. 4 S. CONGREGATIO DE CULTU DIVINO, Instructio de Constitutione Apostolica Missale Romanum gradatim ad effectum ducenda, in Notitiae 5 (1969) 418-423. Contiene pochi richiami a punti della Institutio. 5 S. CONGREGATIO DE CULTU DIVINO, Declaratio de valore Institutionis generalis Missalis Romani in Ordine Missae exstantis, in Notitiae 5 (1969) 417-418. 6 PAOLO VI, Nuova epoca della vita della Chiesa (Udienza generale del 19 nov. 1969, in LOsservatore Romano, 20 novembre 1969); La Messa scuola di profondit spirituale (Udienza generale del 26 nov. 1969, in LOsservatore Romano, 27 nov. 1969). I testi sono riportati in Notitiae 5 (1969) 409-416. 7 M ISSALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI CONCILII OECUMENICI VATICANI II INSTAURATUM , AUCTORITATE PAULI PP. VI PROMULGATUM , Editio typica, Typis Polyglottis Vaticanis 1970. Cf. A. BUGNINI , La riforma liturgica (1948-1975): nuova edizione riveduta ed arricchita di note e di supplementi per una lettura analitica, pp. 390-402: cap. 25 Il nuovo Messale Romano ; C. B RAGA, Il nuovo Messale Romano , in Ephemerides Liturgicae 84 (1970) 249-274; 401-431. 8 Il testo del Proemio riportato in Notitiae 6 (1970) 170-176. 9 Cf. Variationes in Institutionem generalem Missalis Romani inductae, in Notitiae 6 (1970) 177-193. 10 MISSALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILII VATICANI II INSTAURATUM, AUCTORITATE PAULI PP. VI PROMULGATUM, Editio typica altera, Typis Polyglottis Vaticanis, 1975.

in4eriori, in particolare del suddiacono. 6uesto Ordine, in4atti, era stato soppresso da Paolo =3 nella riorgani a ione degli Ordini minori . 3 compiti del suddiacono, quindi, .eni.ano assegnati al lettore e allaccolito, ai quali giustamente spetta.ano. Anche piccoli cambiamenti rubricali o cerimoniali erano stati apportati ad alcuni numeri del testo, do.e necessario . La nuo.a edi ione non contene.a cambiamenti radicali nE di reda ione nE di attua ione. "d 0 quella che tro.iamo ancora a guidare le nostre celebra ioni a distan a di .enticinque anni.
$$ $'

6uesti .enticinque anni, perB, hanno registrato numerosi s.iluppi nel libro liturgico. 3l calendario si 0 arricchito di nuo.e memorie di 2anti: sono stati appro.ati nuo.i testi sia per queste memorie sia per altre celebra ioni: sono stati pubblicati nuo.i libri liturgici e nuo.i documenti riguardanti la disciplina e la celebra ione liturgica. ; stato un cammino lento, ma continuo. Per cui, a .enti anni dalla prima edi ione del Messale di Paolo =3 &$,,(), la Congrega ione per il Culto di.ino e la 1isciplina dei 2acramenti pose tra i punti del suo programma di la.oro la prepara ione della editio typica tertia del Messale Romano. Largomento 4u uno dei principali della 2essione Plenaria del gennaio $,,$: e la ri.ista della Congrega ione, Notitiae, ne diede ampia in4orma ione . La reali a ione, diluita nel tempo, compie ora il primo passo con la pubblica ione della Institutio, come estratto dalla ter a edi ione del Messale. >on 0 accessibile la documenta ione del la.oro. Ma 0 possibile intuire il sotto4ondo delliter, condi ionato dai libri liturgici e dai documenti interessanti la Liturgia, pubblicati dopo il $,-A. 2ono di natura e di importan a di.ersa: .i si nota anche un progressi.o cambiamento di sensibilit/ e di mentalit/ per alcuni problemi: ma tutti hanno in4luito, a .olte in modo note.ole, sulla nuo.a edi ione della Institutio e del Messale Romano. Ricordo i pi? signi4icati.i. @ra i documenti5 G Listru ione Inaestimabile donum, su alcune norme relati.e al culto del mistero eucaristico, C aprile $,*( . G 3l Codex Iuris Canonici &'A gennaio $,*C) e il 1ecreto susseguente Promulgato Codice, con le Variazioni da introdurre nelle nuove edizioni dei libri liturgici, $' settembre $,*C . G La Lettera Apostolica Vicesimus uintus annus, nel HH= anni.ersario della Costitu ione Conciliare sulla sacra Liturgia, % dicembre $,** . G L3stru ione Varietates legitimae, su la Liturgia Romana e lincultura ione, 'A gennaio $,,% . G L3stru ione !cclesiae de mysterio, su alcune questioni circa la collabora ione dei 4edeli laici al ministero dei sacerdoti, $A agosto $,,- . @ra i libri liturgici5 G Ordo Cantus Missae, '% giugno $,-' : editio t8pica altera $,*-.
$C $% $A $< $$* $,

11 PAULUS VI, Litterae Apostolicae Ministeria quaedam, quibus disciplina circa primam tonsuram, Ordines minores et Subdiaconatum in Ecclesia Latina innovatur, 15 agosto 1972; Litterae Apostolicae Ad pascendum, quibus nonnullae normae ad sacrum Diaconatus Ordinem spectantes statuuuntur, 15 agosto 1970. Testo e commento: cf. Notitiae 9 (1973) 4-37. 12 Cf. Variationes Missalis Romani, in Notitiae 11 (1975) 299-337: I. Ad Institutionem generalem (pp. 298-308); II. Ad normas de Anno liturgico et de Calendario (p. 309); III. Ad textus Missalis (pp. 310-314); Tetxus novi (pp. 315-337). 13 La plenaria della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti , in Notitiae 27 (1991) 3-87. Vedi in particolare la presentazione fatta dal Cardinale Prefetto (pp. 38-43) e altre indicazioni nella Relazione del Segretario della Congregazione e nel resoconto della Sessione (pp. 63-64 e 86). 14 Acta Apostolicae Sedis 72 (1980) 331-343. 15 Notitiae 19 (1983) 540-555; per il Messale, pp. 541-543. 16 Acta Apostolicae Sedis 81 (1989) 897-918. 17 Acta Apostolicae Sedis 87 (1995) 288-314. 18 Acta Apostolicae Sedis 89 (1997) 852-877. 19 MISSALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILII VATICANI II INSTAURATUM, AUCTORITATE PAULI PP. VI PROMULGATUM, Ordo cantus Missae, Editio typica, Typis Polyglottis Vaticanis, 1972; editio typica altera 1975.

G Ordo "edicationis ecclesiae, ', maggio $,-- . G Ordo lectionum Missae, editio t8pica altera, 'A gennaio $,*$ . G Rituale Romanum. "e #enedictionibus, C$ maggio $,*% . G Caeremoniale !piscoporum, $% settembre $,*%: ristampa $,*A . G Rituale Romanum. Ordo celebrandi Matrimonium, editio t8pica altera, $, mar o $,,( .
'( '$ '' 'C '%

La nuova di!ion d ""a Institutio La Congrega ione per il Culto 1i.ino, pubblicando il testo della Institutio, esprime il desiderio che ! pro4undius cognoscatur #. Penso che sia non solo lauspicio di una conoscen a materiale: ma un in.ito ad appro4ondirne lo spirito mediante una lettura attenta e ri4lessi.a, che aiuti a riscoprirne le 4onti di ispira ione. La lettura che intendo 4arne in queste note, anche se limitatamente ai primi quattro capitoli e in 4orma non sempre sistematica, si propone 4are ciB, mediante lesame dei punti di maggiore interesse per i cambiamenti e le aggiunte apportate. A"#un oss rva!ioni di #aratt r $ n ra" $. $a natura del documento Credo sia indispensabile non perderla di .ista, per giudicare rettamente i cambiamenti apportati. LInstitutio non 0 nata come succedaneo al corpus delle rubriche e del Ritus servandus del Messale di Pio =. >on si propone.a di essere una semplice raccolta di norme rubricali e cerimoniali. 3ntende.a essere una guida, una manuductio, che aiutasse il sacerdote, i ministri e lassemblea a scoprire il signi4icato e il .alore degli elementi della celebra ione sotto il pro4ilo dottrinale, spirituale e pastorale, per 4ar capire anche il perchE delle norme rituali. Per questo al termine Instructio, nella prassi ormai legato a documenti che raccolgono soprattutto norme dispositi.e, si pre4erD il termine nuo.o di Institutio. Linten ione si ri4lette nella imposta ione del testo5 o44re il signi4icato delle parti e dei suoi elementi, ne spiega luso, ne indica la modalit/ di reali a ione. Appare cosD pi? chiaramente lo spirito che ha animato la composi ione del documento5 proporre una normati.a sobria, su44icientemente precisa e allo stesso tempo 4lessibile, cosD da essere realistica e incisi.a nella celebra ione. Ogni popolo ha un suo animus: ogni assemblea ha sue possibilit/ e capacit/ di espressione. Pur nel rispetto delle linee 4ondamentali del rito, il la.oro di adattamento 0 determinante per un risultato e44icace. '. $a nuova redazione 9n giudi io sulla nuo.a reda ione del documento de.e 4ondarsi sulla considera ione della natura del documento stesso e su una lettura in parallelo tra la reda ione del $,-(+$,-A e quella del '(((. a% An itutto la disposi ione materiale del testo. Rimane identica la di.isione in capitoli, che conser.ano i titoli originali. >uo.o 0 il 3H, riguardante gli adattamenti. =engono
20 PONTIFICALE AUCTORITATE PAULI

ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILII VATICANI II INSTAURATUM, PP. VI PROMULGATUM, Ordo Dedicationis ecclesiae et altaris, Editio typica, Typis Polyglottis

Vaticanis, 1977. 21 MISSALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILII VATICANI II INSTAURATUM, AUCTORITATE PAULI PP. VI PROMULGATUM, Ordo Lectionum Missae, Editio typica altera, Libreria Editrice Vaticana, 1981. 22 RITUALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILII VATICANI II INSTAURATUM, AUCTORITATE IOANNIS PAULI II PROMULGATUM, De Benedictionibus, Editio typica, Typis Polyglottis Vaticanis, 1894. 23 CAEREMONIALE EPISCOPORUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILII VATICANI II INSTAURATUM, AUCTORITATE IOANNIS PAULI PP. II PROMULGATUM, Typis Polyglottis Vaticanis, 1984; ristampa 1985. 24 RITUALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANCTI OECUMENICI CONCILII VATICANI II RENOVATUM, AUCTORITATE PAULI PP. VI EDITUM, IOANNIS PAULI II CURA RECOGNITUM, Ordo celebrandi Matrimonium, Editio typica altera, Typis Polyglottis Vaticanis, 1991.

in.ece aumentati, allinterno dei capitoli, i sottotitoli per meglio e.iden iare gli elementi di una se ione, prima raccolti come parte di uno stesso paragra4o o di uno stesso numero. CiB a..iene soprattutto nella descri ione della celebra ione dei Riti di Comunione &c4. nn. *(+*,). La numera ione marginale .iene uni4icata, partendo dal Proemio, che in tal modo entra a 4ar parte di tutto il documento. 3 numeri, nel totale, passano da C%$ a C,,, a causa delle aggiunte e della suddi.isione di alcuni articoli. >on sempre 0 4acile 4are un parallelo esatto tra lantica e la nuo.a reda ione, a causa dello spostamento di alcuni paragra4i, secondo la nuo.a economia generale del testo. b% CiB che pi? colpisce 0 labbondan a e la 4requen a di cambiamenti e delle inser ioni di parole o di 4rasi. La lettura parallela dei due testi mette chiaramente in risalto anche la natura delle numerose .arianti, a .olte signi4icati.e, a .olte puramente 4ormali. Ca%&ia% nti novit' 1opo questo sguardo di carattere generale, ci sembra opportuno 4ermarci sulla natura dei cambiamenti introdotti nella Institutio. 2ono in4atti di natura di.ersa5 alcuni sono originati da documenti emanati negli ultimi .enticinque anni: altri sono stati 4atti nellintento di precisare meglio tanti dettagli rubricali o celebrati.i, se non altro per correggere ! abusi #: altri ancora sembrano quasi 4rutto di desideri o sentimenti personali. $. "ai documenti e dai libri liturgici Io gi/ elencato i principali. Alcuni sono importanti, anche per loccasione che li ha prodotti. Meritano un cenno particolare l3stru ione Inaestimabile donum, pubblicata in occasione del .entennale del nuo.o Messale: il Codice di 1iritto Canonico: la lettera apostolica Vicesimus uintus annus, in occasione dei .enticinque anni della Costitu ione del =aticano 33, il decreto interdicasteriale !cclesiae de mysterio del $,,-. Alcune precisa ioni sono importanti e do.e.ano essere raccolte. >e ricordo alcune, che deri.ano dalla Inaestimabile donum e riguardano soprattutto lomelia, la Preghiera eucaristica e la Comunione. a% $&omelia de.e essere 4atta dal celebrante o a44idata ad altro sacerdote e, ! quandoque pro opportunitate #, al diacono &n. <<). ; la normati.a del Codex Iuris Canonici can. -<- J $, linterpreta ione data dal Consilium per linterpreta ione dei testi legislati.i e le indica ioni del decreto interdicasteriale &art. C). 9n accenno si ha pure nella Inaestimabile donum &n. '). ; da auspicare che il sacerdote sappia tenere presente il principio che lomelia de.e partire dalla parola di 1io e dai testi liturgici. 3 libri liturgici lo sottolineano chiaramente. Anche nel n. <A si legge5 ! Lomelia de.e consistere nella spiega ione o di qualche aspetto delle letture della sacra 2crittura, o di un altro testo dellOrdinario o del Proprio della Messa del giorno, tenuto conto sia del mistero che .iene celebrato, sia delle particolari necessit/ di chi ascolta #. b% 6uanto alla Preg'iera eucaristica, il testo della Institutio &n. $%-) deri.a dalla Inaestimabile donum &nn. %+A) quattro precisa ioni5 G la proclama ione della Preghiera eucaristica 0 riser.ata al sacerdote celebrante: G in ragione dellordina ione, cio0 del carattere del sacerdo io ministeriale: G de.e essere usato un testo esistente nel Messale o appro.ato dalla 2ede Apostolica: G i 4edeli .i partecipano con le acclama ioni ad essi assegnate. 2ono problemi che erano di attualit/ alcuni anni or sono: 4orse, in qualche parte, lo sono ancora oggi. LInstitutio .i torna con una certa 4or a.

c% Circa il modo di accedere alla Comunione da parte dei (edeli durante la Messa, .engono riprese dalla Inaestimabile donum &n. $$) queste precisa ioni &n. $<()5 G non 0 consentito ai 4edeli prendere essi stessi il pane consacrato e il sacro calice, e tanto meno che li 4acciano passare dalluno allaltro: G possono rice.ere la Comunione stando in ginocchio o in piedi, secondo le disposi ioni della Con4eren a "piscopale: G chi rice.e la Comunione stando in piedi 0 in.itato a premettere una ri.eren a, la cui 4orma de.e essere stabilita dalla Con4eren a "piscopale &questo dettaglio 0 nuo.o nella Institutio): G la particola de.e essere consumata subito, prima di tornare al posto. Anche queste sono norme di rispetto e di atten ione ad e.itare pro4ana ioni delle specie eucaristiche, sulle quali la preoccupa ione della 2anta 2ede si era espressa gi/ .arie .olte. d% 9natten ione esplicita .iene riser.ata anche allatto della puri(icazione dei vasi sacri, partendo sempre dalla Inaestimabile donum &nn. $C+$A)5 G le ostie che rimangono de.ono essere portate al luogo della custodia dell"ucaristia, mentre il .ino de.e essere consumato subito ! ad altare # dal sacerdote o dal diacono: G la puri4ica ione delle pissidi e del calice puB essere 4atta dal sacerdote &n. $<C) o dal diacono &n. $*C) o dallaccolito ! rite institutus # &n. $,'). 2iamo sempre nel quadro di indica ioni tese al rispetto all"ucaristia. '. )ottolineature Meritano di essere indicate alcune sottolineature, che sono dettagli, ma signi4icati.i, destinati a .alori are alcuni elementi della celebra ione. a% 2i raccomanda al sacerdote la celebra ione quotidiana dell"ucaristia. =i a.e.a insistito il Concilio &Presbyterorum Ordinis $C), ne a.e.a riparlato il Codex Iuris Canonici &can. ,(%). Lo consiglia la condi ione del presbitero e il .alore singolare del sacri4icio eucaristico, dal quale deri.a tutta le44icacia della reden ione e la 4or a del ministero sacerdotale &n. $,). Pi? oltre &n. $$%) .iene richiamato al sacerdote un altro principio5 il modo ordinario di partecipare all"ucaristia 0 quello che gli consente di esercitare il suo ordine, cio0 la celebra ione .era e propria. 3l principio giusti4ica la 4acolt/ data ai membri di una comunit/ canonicale o religiosa di concelebrare nella Messa della propria comunit/, anche se sono tenuti a celebrare indi.idualmente per moti.i pastorali. ; anche la base per spiegare la concessione della concelebra ione in circostan e particolari, come quelle indicate nei nn. '(C e '(%. Ma .ale per ogni celebra ione in cui il presbitero partecipa insieme alla comunit/ cristiana. 3mportante sar/ creare una mentalit/ che induca ad accettarne e a 4acilitarne la reali a ione. 3l principio delleserci io del proprio ordine .iene applicato ai .ari ministri, in particolare al diacono &n. $-$). 3n 4ondo, 0 lapplica ione dei principi contenuti nei nn. '< e '* della Costitu ione liturgica. b% =engono richiamate le possibilit/ di adattamento che il sacerdote puB compiere nel corso della celebra ione &n. '%), e .engono indicate, in 4orma riassunti.a, quelle spettanti al =esco.o o alla Con4eren a "piscopale. Mi pare abbia un signi4icato molto importante linsisten a sul .alore sacramentale ed esemplare delle celebra ioni presiedute dal =esco.o nella sua Chiesa particolare: e soprattutto linsisten a sul compito del =esco.o nellanima ione liturgica &n. C*-). Principio ribadito nel n. ''. 3l ricupero del .ero spirito della Liturgia e della celebra ione 0 il modo migliore per superare le sempre rinascenti tenden e di ritorno al 4ormalismo e al ritualismo. c% 1a sottolineare anche linsisten a sul .alore del canto nella celebra ione. "ra ben sottolineato nelle reda ioni precedenti della Institutio. La nuo.a reda ione ne ritiene i

principi, insiste sullapprendimento di alcune melodie per celebra ioni con 4edeli di lingue di.erse, e aggiunge un richiamo al .alore e alla pre4eren a da dare al canto gregoriano &nn. C,+%$). d% 9tile 0 il richiamo del .alore di alcuni elementi e quindi il modo della loro reali a ione. Ricordo in modo speci4ico il *loria &n. AC) e il salmo responsoriale &n. <$)5 non sono canti qualsiasi, liberamente intercambiabili. Costituiscono un ! rito a sE stante #5 non accompagnano mo.imenti o a ioni. Lo stesso principio .ale anche per altri canti, quali il )anctus e la pro4essione di 4ede. PerB per questultima 0 data la possibilit/ di una scelta del testo, tra quelli appro.ati per luso liturgico. e% 9n altro richiamo si ri4erisce alla preg'iera dei (edeli. 3l testo pre.ede quattro dettagli signi4icati.i, che possono migliorare il signi4icato e il contenuto di questa preghiera5 le inten ioni ! siano sobrie, 4ormulate con una sapiente libert/ e con poche parole, ed esprimano le inten ioni di tutta la comunit/ # &n. -$). >on 0 raro sentire 4ormula ioni sla.ate e interminabili, espressioni personali che 4anno apparire questa preghiera pi? la somma di preghiere personali che non ! preghiera comune #, proposta liberamente, ma a nome di tutta la comunit/, che la 4a sua. Forse la spontaneit/ lha a.uta .inta sul senso comunitario delle nostre assemblee. (% 9ltimo elemento che .oglio sottolineare 0 la .alori a ione del ! sacrum silentium #. 3l n. %A ne ricorda il signi4icato e i momenti di applica ione. Pi? concreto 0 il suggerimento ad usare del sacro silen io durante la liturgia della parola5 0 uno dei me i di accoglien a e di assimila ione &n. AA5 laccenno non cera nella reda ione precedente), usato soprattutto dopo le letture e dopo lomelia &nn. $'*, $C(, $C<). ; auspicabile che il silen io entri .eramente a 4ar parte .i.a della celebra ione come un tempo proprio, non solo come momento di passaggio, .uoto di signi4icato e di atten ione. Forse non 0 completamente al suo posto, anche se come richiamo 0 .alido, laccenno al silen io da osser.are ! laudabiliter # prima della celebra ione, in sagrestia e luoghi .icini ad essa, ! ut omnes se ad sacra peragenda de.ote et rite disponantur #. ; perB un preludio ai momenti di silen io ! sacro #. C. Novit+ >o.it/ sensa ionali lInstitutio non ne presenta. Ma richiamano latten ione5 a% 3 nn. ''+'< e il capitolo 3H. =i tro.iamo principi per l adattamento, potremmo dire ! spicciolo #, alle .arie situa ioni, mediante ladattamento immediato, possibile al sacerdote celebrante. 3l testo accenna alle possibilit/ o44erte dal libro liturgico5 in genere si tratta di scelte di 4ormule o di gesti, indicati sotto la rubrica ! pro opportunitate # o altra simile. Pi? importante 0 il capitolo 3H, totalmente nuo.o, che applica alladatta+ mento del Messale le possibilit/ o44erte dall3stru ione Varietates legitimae sullincultura ione. ; un tema che meriterebbe una presenta ione pi? dettagliata, non possibile nel nostro contesto. Certo, liter pre.isto per il la.oro delle Con4eren e "piscopali 0 piuttosto complesso. 6uesto capitolo allinea il Messale con gli altri libri liturgici che, nei Praenotanda, hanno sempre almeno un paragra4o dedicato allargo+ mento. b% $a Comunione sotto le due specie 0, 4orse, il punto pi? nuo.o. 1alle indica ioni molto timide della Costitu ione sulla Liturgia &n. AA), c0 stato un cammino di ampliamento della 4acolt/ prima nella 4ormula ione del rito, poi nella pubblica ione dei .ari Rituali 4ino alla Institutio del $,-A. 3n essa, oltre allindica ione concreta di casi, si concede.a alle Con4eren e "piscopali di permetterla nei casi ! qui magnum momentum

habent in .ita spirituali alicuius communitatis .el alicuius coetus 4idelium #. "rano, poi, richiamate le precau ioni atte a pre.enire casi di pro4ana ione delle specie eucaristiche. >el nuo.o testo della Institutio la Comunione sub utraque si a..ia a di.entare una disciplina comune o quasi. 2ono richiamati i casi pre.isti nei .ari Rituali, la concessione abituale ai sacerdoti che non concelebrano, al diacono ministrante, ai membri delle comunit/ nella loro Messa. La Con4eren a "piscopale puB determinare altri casi e stabilire norme. Ma la concessione .eramente nuo.a e liberali atrice 0 quella demandata al =esco.o della diocesi5 Allo stesso =esco.o 0 data 4acolt/ di permettere la Comunione sotto le due specie ogni .olta che sembri opportuno al sacerdote al quale, come pastore proprio, 0 a44idata la comunit/, purchE i 4edeli siano ben preparati e non ci sia pericolo di pro4ana ione del 2acramento o la celebra ione non risulti troppo di44icoltosa per il gran numero di partecipanti o per altra causa. &n. '*C). Ritengo tale concessione un modo concreto di .alori are ! 4ormam ratione signi pleniorem # della partecipa ione al banchetto eucaristico nei suoi signi4icati &c4. n. '*$). 9n dettaglio rituale5 tra le 4orme di comunione al calice non 4igura pi? luso del cucchiaio e della cannuccia. Laccenno a queste 4orme rimane nella descri ione della concelebra ione &n. '%A): ma poi il rito non .iene descritto. c% Altra no.it/ 0, in certo senso, il ritorno esplicito alla triplice celebra ione o concelebra ione il ' no.embre, secondo la concessione di Benedetto H= del $,$A. 3l Messale del $,-( non parla.a di questa concessione, ma indirettamente la lascia.a sussistere5 al ' no.embre assegna.a tre 4ormulari completi, comprese le letture. >ei calendari .eni.a mantenuta lindica ione della possibilit/, con la precau ione che le tre Messe non 4ossero celebrate una dopo laltra, come a..eni.a spesso prima del Concilio. Ora sia la 4acolt/ sia il modo di celebrare queste tre Messe sono chiaramente indicati5 ! dummodo celebrationes di.ersis temporibus 4iant #. Con#"usion Io compiuto questo percorso, certamente non completo, attra.erso i primi quattro capitoli della Institutio generalis del Messale Romano con il desiderio di conoscere lo spirito e lo s4or o con cui questa ter a edi ione 0 stata preparata. Certamente non mi sono so44ermato su molti punti, anche importanti e interessanti: ma credo di a.erne presentato una .isione abbastan a esatta. 3l documento conser.a 4ondamentalmente limpegno ini iale di guidare sacerdoti, ministri e 4edeli alla comprensione della celebra ione e del suo spirito. C0 da ammirare la cura con cui sono state raccolte le .arianti contenute nei documenti pubblicati dopo il $,-A. "sprimo, in4ine, il desiderio che alcuni miglioramenti possano essere introdotti nel testo prima della sua pubblica ione de4initi.a, a44inchE questo raggiunga lo scopo di ra..i.are lamore e la stima per la liturgia e in particolare per la celebra ione eucaristica.