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ORDINAMENTO GENERALE DEL MESSALE ROMANO

PROEMIO 1. Cristo Signore, desiderando celebrare con i suoi discepoli il banchetto pasquale, nel quale istitu il sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue, ordin di preparare una sala grande e addobbata (Lc 22,12). La Chiesa, quando dettava le nor e per preparare gli ani i, disporre i luoghi, fissare i riti e scegliere i testi per la celebra!ione dell"#ucaristia, ha perci se pre considerato quest"ordine co e rivolto a se stessa. $llo stesso odo le presenti nor e, stabilite in base alle decisioni del Concilio #cu enico %aticano &&, co e anche il nuovo 'essale, che d"ora in poi la Chiesa di (ito ro ano utili!!er) per celebrare la 'essa, sono una prova di questa sollecitudine della Chiesa, della sua fede e del suo a ore i utato verso il grande istero eucaristico, e testi oniano la sua continua e ininterrotta tradi!ione, nonostante siano state introdotte alcune novit). Testimonianza di una fede immutata 2. La natura sacrificale della 'essa, solenne ente affer ata dal Concilio di *rento, in ar onia con tutta la tradi!ione della Chiesa1, + stata riaffer ata dal Concilio %aticano &&, che ha pronunciato, a proposito della 'essa, queste significative parole, -&l nostro Salvatore nell"ulti a Cena... istitu il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, al fine di perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e di affidare cos alla sua diletta sposa, la Chiesa, il e oriale della sua orte e risurre!ione.2. /uesto stesso insegna ento del Concilio si ritrova costante ente nelle for ule della 'essa. *ale dottrina infatti, enunciata con precisione in questo testo dell"antico Sacra entario detto Leoniano, -ogni volta che celebria o il e oriale di questo sacrificio, si co pie l"opera della nostra reden!ione. 0, + sviluppata con chiare!!a e con cura nelle 1reghiere eucaristiche, in queste 1reghiere, quando il sacerdote fa l"ana nesi, rivolgendosi a 2io in no e di tutto il popolo, gli rende gra!ie e gli offre il sacrificio vivo, santo, cio+ l"obla!ione della Chiesa e la vitti a i olata per la nostra reden!ione 3, e prega perch4 il Corpo e il Sangue di Cristo siano un sacrificio accetto al 1adre per la salve!!a del ondo intero5.
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C67C. #C8'. *(&2#7*&76, Sess. 99&&, 1: sette bre 15;2, 2en!.<Sch=n . 1:0><1:5?. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 3:@ Costitu!ione dog atica sulla Chiesa, Lumen Gentium, nn. 0, 2>@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, nn. 2, 3, 5. 'essa vespertina -7ella Cena del Signore., ora!ione sulle offerte. Cf. Sacramentarium Veronense, ed. L. C. 'ohlberg, n. ?0. Cf. 1reghiera eucaristica &&&. Cf. 1reghiera eucaristica &%.

Cos, nel nuovo 'essale, la nor a della preghiera (lex orandi) della Chiesa corrisponde alla sua costante regola di fede (lex credendi)@ questa ci dice che, fatta ecce!ione per il odo di offrire, che + differente, vi + piena identit) tra il sacrificio della croce e la sua rinnova!ione sacra entale nella 'essa, che Cristo Signore ha istituito nell"ulti a Cena e ha ordinato agli $postoli di celebrare in e oria di lui. 7e consegue che la 'essa + insie e sacrificio di lode, d"a!ione di gra!ie, di propi!ia!ione e di espia!ione. 3. $nche il istero irabile della presen!a reale del Signore sotto le specie eucaristiche + affer ato dal Concilio %aticano &&; e dagli altri docu enti del agistero della Chiesa :, nel edesi o senso e con la edesi a dottrina con cui il Concilio di *rento l"aveva proposto alla nostra fede>. 7ella celebra!ione della 'essa, questo istero + posto in luce non soltanto dalle parole stesse della consacra!ione, che rendono Cristo presente per e!!o della transustan!ia!ione, a anche dal senso e dall"espressione esteriore di so o rispetto e di adora!ione di cui + fatto oggetto nel corso della Liturgia eucaristica. 1er lo stesso otivo, il Aioved santo, nella celebra!ione della Cena del Signore, e nella solennit) del Corpo e del Sangue del Signore, il popolo cristiano + chia ato a onorare in odo particolare, con l"adora!ione, questo irabile sacra ento. 4. La natura del sacerdo!io inisteriale, che + proprio del %escovo e del presbitero, in quanto offrono il sacrificio nella persona di Cristo e presiedono l"asse blea del popolo santo, + posta in luce, nella for a stessa del rito, dal posto e inente del sacerdote e dalla sua fun!ione. & co piti di questa fun!ione sono indicati e ribaditi con olta chiare!!a nel prefa!io della 'essa cris ale del Aioved santo, giorno in cui si co e ora l"istitu!ione del sacerdo!io. &l testo sottolinea la potest) sacerdotale conferita per e!!o dell"i posi!ione delle ani e descrive questa edesi a potest) enu erandone tutti gli uffici, + la continua!ione della potest) sacerdotale di Cristo, So o Sacerdote della 7uova $llean!a. . /uesta natura del sacerdo!io inisteriale ette a sua volta nella giusta luce un"altra realt) di grande i portan!a, il sacerdo!io regale dei fedeli, il cui sacrificio spirituale raggiunge la sua piena reali!!a!ione attraverso il inistero del %escovo e dei presbiteri, in unione con il sacrificio di Cristo, unico 'ediatore ?. La celebra!ione dell"#ucaristia + infatti a!ione di tutta la Chiesa. &n essa ciascuno co pie soltanto, a integral ente, quello che gli co pete, tenuto conto del posto che occupa nel popolo di 2io. B il otivo per cui si presta ora aggiore atten!ione a certi aspetti della celebra!ione che, nel corso dei secoli, erano stati talvolta alquanto trascurati. /uesto popolo + il popolo di 2io, acquistato dal Sangue di
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C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn. :, 3:@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, nn. 5, 1>. Cf. 1&6 9&&, Lett. enc. Humani generis, 12 agosto 1?5C, $$S 32 (1?5C) 5:C<5:1@ 1$6L6 %&, Lett. enc. Mysterium fidei, 0 sette bre 1?;5, $$S 5: (1?;5) :;2<:;?@ Solenne professione di fede, 0 giugno 1?;>, nn. 23<2;, $$S ;C (1?;>) 332<330@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, nn. 0f, ?, $$S 5? (1?;:) 530, 53:. C67C. #C8'. *(&2#7*&76, Sess. 9&&&, 11 ottobre 1551, 2en!.<Sch=n . 1;05<1;;1. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 2.

Cristo, radunato dal Signore, nutrito con la sua 1arola@ popolo la cui voca!ione + di far salire verso 2io le preghiere di tutta la fa iglia u ana@ popolo che, in Cristo, rende gra!ie per il istero della salve!!a, offrendo il suo Sacrificio@ popolo infine che, per e!!o della Co unione al Corpo e al Sangue di Cristo, raffor!a la sua unit). /uesto popolo + gi) santo per la sua origine@ a in for!a della sua partecipa!ione consapevole, attiva e fruttuosa al istero eucaristico, progredisce continua ente in santit)1C. P!o"a di una t!adizione ininte!!otta #. 7ell"enunciare le nor e per la revisione del rito della 'essa, il Concilio %aticano && ha ordinato, tra l"altro, che certi riti venissero -riportati all"antica tradi!ione dei santi 1adri. 11, sono le stesse parole usate da san 1io % nella costitu!ione apostolica !uo primum, con la quale nel 15:C pro ulgava il 'essale di *rento. $nche da questa corrisponden!a testuale + facile rilevare co e i due 'essali ro ani, bench4 separati da quattro secoli, conservino una edesi a e identica tradi!ione. Se poi si tengono presenti gli ele enti profondi di tale tradi!ione, non + difficile rendersi conto co e il secondo 'essale co pleti egregia ente il pri o. $. &n te pi davvero difficili, nei quali la fede cattolica era stata essa in pericolo circa la natura sacrificale della 'essa, il sacerdo!io inisteriale, la presen!a reale e per anente di Cristo sotto le specie eucaristiche, a san 1io % pre eva an!itutto salvaguardare una tradi!ione relativa ente recente ingiusta ente attaccata, introducendo eno ca bia enti possibili nel sacro rito. # in verit), il 'essale del 15:C si differen!ia ben poco dal pri o 'essale sta pato nel 13:3@ e questo, a sua volta, riprende fedel ente il 'essale del te po di &nnocen!o &&&. &noltre i anoscritti della Eiblioteca %aticana, anche se avevano per esso di adottare in certi casi delle le!ioni igliori, non consentirono, in quella diligente ricerca di -antichi autori degni di fede., di andare al di l) di quanto s"era fatto con i co entari liturgici del 'edioevo. %. 6ggi, invece, questa -tradi!ione dei santi 1adri., tenuta presente dai revisori responsabili del 'essale di san 1io %, si + arricchita di innu erevoli studi di eruditi. 2opo la pri a edi!ione del Sacra entario detto Aregoriano nel 15:1, gli antichi sacra entari ro ani e a brosiani sono stati oggetto di nu erose edi!ioni critiche@ lo stesso si dica degli antichi libri liturgici ispanici e gallicani, che hanno fatto riscoprire un buon nu ero di preghiere fino allora sconosciute, a di non poca i portan!a sotto l"aspetto spirituale. Le tradi!ioni dei pri i secoli, anteriori alla for a!ione dei riti d"6riente e d"6ccidente, sono ora eglio conosciute, gra!ie alla scoperta di un buon nu ero di docu enti liturgici. &noltre, il progresso degli studi patristici ha per esso di approfondire la teologia del istero eucaristico attraverso l"insegna ento di 1adri e inenti nell"antichit) cristiana, co e sant"&reneo, sant"$ brogio, san Cirillo di Aerusale e, san Aiovanni Crisosto o.

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C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 11. "bidem, n. 5C.

&. La -tradi!ione dei santi 1adri. esige dunque che non solo si conservi la tradi!ione tras essa dai nostri predecessori i ediati, a che si tenga presente e si approfondisca fin dalle origini tutto il passato della Chiesa e si faccia un"accurata indagine sui odi olteplici con cui l"unica fede si + anifestata in for e di cultura u ana e profana cos diverse tra loro, quali erano quelle in uso nelle regioni abitate da Se iti, Areci e Latini. /uesto approfondi ento piF vasto ci per ette di constatare co e lo Spirito Santo accordi al popolo di 2io un"a irevole fedelt) nel conservare i utato il deposito della fede, per quanto varie siano le preghiere e i riti. Adattamento a''e nuo"e (ondizioni 1). &l nuovo 'essale, entre attesta la nor a della preghiera della Chiesa ro ana e salvaguarda il deposito della fede tras esso dai recenti Concili, segna a sua volta una tappa di grande i portan!a nella tradi!ione liturgica. /uando i 1adri del Concilio %aticano && ripresero le for ula!ioni dog atiche del Concilio di *rento, le loro parole risuonarono in un"epoca ben diversa nella vita del ondo. 1er questo in ca po pastorale essi hanno potuto dare suggeri enti e consigli che sarebbero stati i pensabili quattro secoli pri a. 11. &l Concilio di *rento aveva gi) riconosciuto il grande valore catechistico contenuto nella celebra!ione della 'essa, a non poteva trarne tutte le conseguen!e pratiche. &n realt) olti chiedevano che venisse concesso l"uso della lingua volgare nella celebra!ione del sacrificio eucaristico. 'a dinan!i a tale richiesta il Concilio, considerate le circostan!e di allora, riteneva suo dovere riaffer are la dottrina tradi!ionale della Chiesa, secondo la quale il sacrificio eucaristico + an!itutto a!ione di Cristo stesso, ne consegue che la sua efficacia non dipende affatto da co e vi partecipano i fedeli. #cco perch4 si espresse con queste parole decise e insie e isurate, -Eench4 la 'essa contenga un ricco insegna ento per il popolo dei fedeli, i 1adri non hanno ritenuto opportuno che venga celebrata indistinta ente in lingua volgare.12. # condann chi osasse affer are che -non si deve a ettere il rito della Chiesa ro ana, in for!a del quale una parte del canone e le parole della consacra!ione vengono dette a bassa voce@ o che la 'essa si deve celebrare soltanto in lingua volgare.10. 7ondi eno, se da una parte proib l"uso della lingua parlata nella 'essa, dall"altra ordin ai pastori di supplirvi con un"opportuna catechesi, -1erch4 il gregge di Cristo non soffra la fa e... il santo Concilio ordina ai pastori e a tutti quelli che hanno cura d"ani e di soffer arsi frequente ente, nel corso della celebra!ione della 'essa, o personal ente o per e!!o di altri, su questo o quel testo della 'essa, e di spiegare, tra le altre cose, il istero di questo santissi o Sacrificio, special ente nelle do eniche e nei giorni festivi.13. 12. Convocato perch4 la Chiesa adattasse ai nostri te pi i co piti della sua issione apostolica, il Concilio %aticano && ha, co e quello di *rento, esa inato profonda ente la
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C67C. #C8'. *(&2#7*&76, Sess. 99&&, 2ottrina sul santissi o sacrificio della 'essa, cap. >, 2en!.< Sch=n . 1:3?. "bidem, can. ?, 2en!.<Sch=n . 1:5?. "bidem, cap. >, 2en!.<Sch=n . 1:3?.

natura didattica e pastorale della Liturgia 15. # poich4 non v"+ or ai nessun cattolico che neghi la legitti it) e l"efficacia del rito co piuto in lingua latina, il Concilio ha a esso sen!a difficolt) che -l"uso della lingua parlata pu riuscire spesso di grande utilit) per il popolo. e l"ha quindi autori!!ata 1;. L"entusias o con cui questa decisione + stata dovunque accolta, ha portato, sotto la guida dei %escovi e della stessa Sede $postolica, alla concessione che tutte le celebra!ioni liturgiche con partecipa!ione di popolo si possono fare in lingua viva, per rendere piF facile la piena intelligen!a del istero celebrato. 13. *uttavia, poich4 l"uso della lingua parlata nella sacra Liturgia + soltanto uno stru ento, anche se olto i portante, per espri ere piF chiara ente la catechesi del istero contenuto nella celebra!ione, il Concilio %aticano && ha insistito perch4 si ettessero in pratica certe prescri!ioni del Concilio di *rento che non erano state dovunque osservate, co e il dovere di fare l"o elia nelle do eniche e nei giorni festivi 1:@ e la possibilit) di intercalare ai riti deter inate oni!ioni1>. Soprattutto, per, il Concilio %aticano &&, nel consigliare -quella partecipa!ione perfetta alla 'essa, per la quale i fedeli, dopo la Co unione del sacerdote, ricevono il Corpo del Signore dal edesi o sacrificio. 1?, ha portato al co pi ento di un altro voto dei 1adri tridentini, che, cio+, per partecipare piF piena ente all"#ucaristia, -nelle singole 'esse i presenti si co unicassero non solo con l"inti o fervore dell"ani a, a anche con la rece!ione sacra entale dell"#ucaristia.2C. 14. 'osso dal edesi o spirito e dallo stesso !elo pastorale, il Concilio %aticano && ha potuto riesa inare le decisioni di *rento a proposito della Co unione sotto le due specie. 1oich4 attual ente nessuno ette in dubbio i principi dottrinali sul pieno valore della Co unione sotto la sola specie del pane, il Concilio ha per esso in alcuni casi la Co unione sotto le due specie, con la quale, gra!ie alla for a piF chiara del segno sacra entale, si ha odo di penetrare piF profonda ente il istero al quale i fedeli partecipano21. 1 . &n questo odo, entre la Chiesa ri ane fedele al suo co pito di aestra di verit), conservando -le cose vecchie. cio+ il deposito della tradi!ione, assolve pure il suo co pito di esa inare e adottare con pruden!a -le cose nuove. (Cf. Mt 10,52). 8na parte del nuovo 'essale adegua piF visibil ente le preghiere della Chiesa ai bisogni del nostro te po. *ali sono special ente le 'esse rituali e quelle per varie necessit), nelle quali si fondono felice ente tradi!ione e novit). 1ertanto, entre sono ri aste intatte olte espressioni attinte alla piF antica tradi!ione della Chiesa e rese fa iliari dallo stesso 'essale (o ano nelle sue varie edi!ioni, olte altre sono state adattate alle esigen!e e alle condi!ioni attuali. $ltre infine, co e le ora!ioni per la Chiesa,
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C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 00. "bidem, n. 0;. Cf. ibidem, n. 52. Cf. ibidem, n. 05, G 0. "bidem, n. 55. C67C. #C8'. *(&2#7*&76, Sess. 99&&, 2ottrina sul santissi o sacrificio della 'essa, cap. ;, 2en!.< Sch=n . 1:3:. Cf. Conc. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 55.

per i laici, per la santifica!ione del lavoro u ano, per l"unione di tutti i popoli e per certe necessit) proprie del nostro te po, sono state intera ente co poste eH novo, traendo i pensieri e spesso anche i ter ini dai recenti docu enti conciliari. Cos pure, in vista di una presa di coscien!a della situa!ione nuova del ondo conte poraneo, + se brato che non si recasse offesa alcuna al venerabile tesoro della tradi!ione, odificando alcune espressioni dei testi antichi, allo scopo di eglio ar oni!!are la lingua con quella della teologia attuale e perch4 espri essero in verit) la presente situa!ione della disciplina della Chiesa. 1er questo otivo sono stati ca biati alcuni odi di espri ersi, che risentivano di una certa entalit) sull"appre!!a ento e sull"uso dei beni terrestri, e altri ancora che ettevano in rilievo una for a di peniten!a esteriore propria della Chiesa di altri te pi. Le nor e liturgiche del Concilio di *rento sono state, dunque, su olti punti, co pletate e integrate dalle nor e del Concilio %aticano &&@ il Concilio ha cos condotto a ter ine gli sfor!i fatti per accostare i fedeli alla Liturgia, sfor!i condotti per quattro secoli e con piF intensit) in un"epoca recente, gra!ie soprattutto allo !elo liturgico pro osso da san 1io 9 e dai suoi successori.

C$1&*6L6 & IMPORTAN*A E DIGNIT+ DELLA ,ELE-RA*IONE E.,ARISTI,A

1#. La celebra!ione della 'essa, in quanto a!ione di Cristo e del popolo di 2io gerarchica ente ordinato, costituisce il centro di tutta la vita cristiana per la Chiesa universale, per quella locale, e per i singoli fedeli 22. 7ella 'essa, infatti, si ha il cul ine sia dell"a!ione con cui 2io santifica il ondo in Cristo, sia del culto che gli uo ini rendono al 1adre, adorandolo per e!!o di Cristo Iiglio di 2io nello Spirito Santo 20. &n essa inoltre la Chiesa co e ora, nel corso dell"anno, i isteri della reden!ione, in odo da renderli in certo odo presenti23. *utte le altre a!ioni sacre e ogni attivit) della vita cristiana sono in stretta rela!ione con la 'essa, da essa derivano e ad essa sono ordinate25. 1$. B perci di so a i portan!a che la celebra!ione della 'essa, o Cena del Signore, sia ordinata in odo tale che i sacri inistri e i fedeli, partecipandovi ciascuno secondo il proprio ordine e grado, traggano abbondan!a di quei frutti2;, per il consegui ento dei quali Cristo Signore ha istituito il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue e lo ha affidato, co e e oriale della sua passione e risurre!ione, alla Chiesa, sua dilettissi a sposa2:. 1%. Si potr) ottenere davvero questo risultato, se, tenuto conto della natura e delle altre caratteristiche di ogni asse blea liturgica, tutta la celebra!ione verr) ordinata in odo tale da portare i fedeli a una partecipa!ione consapevole, attiva e piena, esteriore e interiore, ardente di fede, speran!a e carit)@ partecipa!ione viva ente desiderata dalla Chiesa e richiesta dalla natura stessa della celebra!ione, e alla quale il popolo cristiano ha diritto e dovere in for!a del battesi o2>. 1&. 7on se pre si possono avere la presen!a e l"attiva partecipa!ione dei fedeli, che anifestano piF chiara ente la natura ecclesiale della celebra!ione2?. Se pre per la celebra!ione eucaristica ha l"efficacia e la dignit) che le sono proprie, in quanto + a!ione di
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2;

2: 2> 2?

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 31@ Costitu!ione dog atica sulla Chiesa, Lumen Gentium, n. 11@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, nn. 2, 5, ;@ 2ecreto sull"ufficio pastorale dei %escovi, C ristus #ominus, n. 0C@ 2ecreto sull"ecu enis o, $nitatis redintegratio, n. 15@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, nn. 0e, ;, $$S 5? (1?;:) 532, 533<535. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 1C. Cf. ibidem, n. 1C2. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 1C@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 5. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn. 13, 1?, 2;, 2>, 0C. Cf. ibidem, n. 3:. Cf. ibidem, n. 13. Cf. ibidem, n. 31.

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Cristo e della Chiesa, nella quale il sacerdote co pie il suo inistero specifico e agisce se pre per la salve!!a del popolo. 1erci a lui si racco anda di celebrare anche ogni giorno, avendone la possibilit), il sacrificio eucaristico0C. 2). 1oich4 inoltre la celebra!ione dell"#ucaristia, co e tutta la Liturgia, si co pie per e!!o di segni sensibili, ediante i quali la fede si ali enta, s"irrobustisce e si espri e 01, si deve avere la assi a cura nello scegliere e nel disporre quelle for e e quegli ele enti che la Chiesa propone, e che, considerate le circostan!e di persone e di luoghi, possono favorire piF intensa ente la partecipa!ione attiva e piena, e rispondere piF adeguata ente al bene spirituale dei fedeli. 21. 1ertanto questo 6rdina ento si propone di esporre i principi generali per lo svolgi ento della celebra!ione dell"#ucaristia, e di presentare le nor e per regolare le singole for e di celebra!ione02. 22. 6ra, nella Chiesa particolare, la celebra!ione dell"#ucaristia + l"atto piF i portante. &l %escovo diocesano infatti, pri o dispensatore dei isteri di 2io nella Chiesa particolare a lui affidata, + la guida, il pro otore e il custode di tutta la vita liturgica 00. 7elle celebra!ioni che si co piono sotto la sua presiden!a, soprattutto in quella eucaristica, celebrata con la partecipa!ione del presbiterio, dei diaconi e del popolo, si anifesta il istero della Chiesa. 1erci questo tipo di celebra!ione eucaristica deve fungere da odello per tutta la diocesi. 2eve essere quindi i pegno del %escovo fare in odo che i presbiteri, i diaconi e i fedeli co prendano se pre piF il senso autentico dei riti e dei testi liturgici e cos siano condotti ad una attiva e fruttuosa celebra!ione dell"#ucaristia. $llo stesso fine presti atten!ione perch4 cresca la dignit) delle edesi e celebra!ioni. $ questo scopo risulta di grande i portan!a pro uovere la cura per la belle!!a del luogo sacro, della usica e dell"arte. 23. &noltre, perch4 la celebra!ione corrisponda aggior ente alle nor e e allo spirito della sacra Liturgia e se ne avvantaggi l"efficacia pastorale, in questo 6rdina ento generale e nel
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Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 10@ C&C, can. ?C3. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 5?. 1er la celebra!ione della 'essa in situa!ioni particolari si osservi quanto stabilito, per le 'esse nei gruppi particolari cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76, &stru!ione %ctio pastoralis, 15 aggio 1?;?, $$S ;1 (1?;?) >C;<>11@ per le 'esse con i fanciulli cf. #irettorio delle Messe con i fanciulli, 1 nove bre 1?:0, $$S ;; (1?:3) 0C<3;@ sul odo di unire le 6re dell"8fficio con la 'essa cf. Principi e norme per la Liturgia delle Ore , nn. ?0<?>@ sul odo di unire alcune benedi!ioni e l"incorona!ione dell"i agine della beata %ergine 'aria con la 'essa cf. (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1re esse generali, n. 2>@ (&*8$L# (6'$76, (ito per l)incorona'ione dell)immagine della beata Vergine Maria, nn. 1C, 13. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, 2ecreto sull"ufficio pastorale dei %escovi, C ristus #ominus, n. 13@ Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 31.

(ito della 'essa vengono esposti le scelte e gli adatta enti possibili. 24. /uesti adatta enti, che per lo piF consistono nella scelta di alcuni riti o testi, cio+ di canti, letture, ora!ioni, oni!ioni e gesti che siano piF rispondenti alle necessit), alla prepara!ione e alla capacit) di co prensione dei partecipanti, spettano al sacerdote celebrante. *uttavia, il sacerdote ricordi di essere il servitore della sacra Liturgia e che nella celebra!ione della 'essa a lui non + consentito aggiungere, togliere o utare nulla a proprio piaci ento03. 2 . &noltre, nel 'essale, a suo luogo (Cf. nn. *+,, *++-*.*) sono indicati alcuni adatta enti che, secondo la Costitu!ione sulla sacra Liturgia, co petono rispettiva ente al %escovo diocesano o alla Conferen!a #piscopale05. 2#. 1er quanto riguarda le varia!ioni e gli adatta enti piF profondi, rispondenti alle tradi!ioni e alla cultura di popoli e regioni, e da introdurre per utilit) o necessit) secondo l"art. 3C della Costitu!ione sulla sacra Liturgia, si osservi quanto + stabilito nell"&stru!ione -Liturgia (o ana e incultura!ione.0; e ai nu eri 0?5<0?? del presente docu ento.

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0;

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 22. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 0>@ 1$6L6 %&, Cost. $p. Missale (omanum, 0 aprile 1?;?. C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76 # L$ 2&SC&1L&7$ 2#& S$C($'#7*&, &stru!ione Varietates Legitimae, 25 gennaio 1??3, $$S >: (1??5) 2>><013.

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C$1&*6L6 && STR.TT.RA/ ELEMENTI E PARTI DELLA MESSA &. S*(8**8($ A#7#($L# 2#LL$ '#SS$ 2$. 7ella 'essa o Cena del Signore, il popolo di 2io + chia ato a riunirsi insie e sotto la presiden!a del sacerdote, che agisce nella persona di Cristo, per celebrare il e oriale del Signore, cio+ il sacrificio eucaristico 0:. 1er questo raduno locale della santa Chiesa vale perci in odo e inente la pro essa di Cristo, -L) dove sono due o tre radunati nel io no e, io sono in e!!o a loro. (Mt 1>,2C). &nfatti nella celebra!ione della 'essa, nella quale si perpetua il sacrificio della croce0>, Cristo + real ente presente nell"asse blea riunita in suo no e, nella persona del inistro, nella sua parola e in odo sostan!iale e per anente sotto le specie eucaristiche0?. 2%. La 'essa + costituita da due parti, la -Liturgia della 1arola. e la -Liturgia eucaristica.@ esse sono cos stretta ente congiunte tra loro da for are un unico atto di culto3C. 7ella 'essa, infatti, viene i bandita tanto la ensa della parola di 2io quanto la ensa del Corpo di Cristo, e i fedeli ne ricevono istru!ione e ristoro 31. Ci sono inoltre alcuni riti che ini!iano e altri che concludono la celebra!ione. &&. & 2&%#(S& #L#'#7*& 2#LL$ '#SS$ Lettu!a de''a 0a!o'a di Dio e sua s0ie1azione 2&. /uando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, 2io stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sua parola, annun!ia il %angelo. 1er questo tutti devono ascoltare con venera!ione le letture della parola di 2io, che costituiscono un ele ento i portantissi o della Liturgia. # bench4 la parola di 2io nelle
0:

0>

0?

3C

31

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 5@ Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 00. C67C. #C8'. *(&2#7*&76, Sess. 99&&, 2ottrina sul santissi o sacrificio della 'essa, cap. 1, 2en!.< Sch=n . 1:3C@ cf. 1$6L6 %&, Solenne professione di fede, 0 giugno 1?;>, n. 23, $$S ;C (1?;>) 332. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. :@ 1$6L6 %&, Lett. enc. Mysterium fidei, 0 sette bre 1?;5, $$S 5: (1?;5) :;3@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. ?, $$S 5? (1?;:) 53:. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 5;@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 0, $$S 5? (1?;:) 532. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 3>, 51@ Costitu!ione dog atica sulla divina (ivela!ione, #ei /erbum, n. 21@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 3.

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letture della sacra Scrittura sia rivolta a tutti gli uo ini di ogni epoca e sia da essi intelligibile, tuttavia una sua piF piena co prensione ed efficacia viene favorita da un"esposi!ione viva e attuale, cio+ dall"o elia, che + parte dell"a!ione liturgica32. Le o!azioni e 'e a't!e 0a!ti (2e s0ettano a' sa(e!dote 3). *ra le parti proprie del sacerdote, occupa il pri o posto la 1reghiera eucaristica, cul ine di tutta la celebra!ione. Seguono poi le ora!ioni, cio+, l"ora!ione di ini!io (o colletta), l"ora!ione sulle offerte e l"ora!ione dopo la Co unione. /ueste preghiere, dette dal sacerdote nella sua qualit) di presidente dell"asse blea nella persona di Cristo, sono rivolte a 2io a no e dell"intero popolo santo e di tutti i presenti 30. 1erci giusta ente si chia ano -ora!ioni presiden!iali.. 31. Spetta ugual ente al sacerdote, per il suo ufficio di presidente dell"asse blea radunata, for ulare alcune oni!ioni previste nel rito edesi o. /uando + previsto dalle rubriche, al celebrante + per esso adattarle in parte affinch4 rispondano alla co prensione dei partecipanti. *uttavia il sacerdote faccia in odo di conservare se pre il senso della oni!ione proposta nel 'essale e la espri a con poche parole. Cos pure spetta al sacerdote che presiede guidare la procla a!ione della parola di 2io e i partire la benedi!ione finale. #gli pu inoltre intervenire con brevissi e parole, per introdurre i fedeli alla 'essa del giorno, dopo il saluto ini!iale e pri a dell"atto peniten!iale@ alla Liturgia della 1arola, pri a delle letture@ alla 1reghiera eucaristica, pri a di ini!iare il prefa!io, natural ente ai nel corso della 1reghiera stessa@ pri a del congedo, per concludere l"intera a!ione sacra. 32. La natura delle parti -presiden!iali. esige che esse siano proferite a voce alta e chiara e che siano ascoltate da tutti con atten!ione 33. 1erci, entre il sacerdote le dice, non si devono sovrapporre altre ora!ioni o canti, e l"organo e altri stru enti usicali devono tacere. 33. &l sacerdote infatti, in quanto presidente, for ula le preghiere a no e della Chiesa e della co unit) riunita, talvolta invece anche a titolo personale, per poter co piere il proprio inistero con aggior atten!ione e piet). *ali preghiere, che sono proposte pri a della procla a!ione del %angelo, alla prepara!ione dei doni, pri a e dopo la Co unione del sacerdote, si dicono sottovoce.

32

30 33

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn. :, 00, 52. Cf. ibidem, 00. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, n. 13, $$S 5? (1?;:) 0C3.

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A't!e fo!mu'e (2e !i(o!!ono ne''a (e'e3!azione 34. 1oich4 la celebra!ione della 'essa, per sua natura, ha carattere -co unitario. 35, grande rilievo assu ono i dialoghi tra il sacerdote e i fedeli riuniti e le accla a!ioni3;. &nfatti questi ele enti non sono soltanto segni esteriori della celebra!ione co unitaria, a favoriscono e reali!!ano la co unione tra il sacerdote e il popolo. 3 . Le accla a!ioni e le risposte dei fedeli al saluto del sacerdote e alle ora!ioni, costituiscono quel grado di partecipa!ione attiva che i fedeli riuniti devono porre in atto in ogni for a di 'essa, per espri ere e ravvivare l"a!ione di tutta la co unit)3:. 3#. $ltre parti, assai utili per anifestare e favorire la partecipa!ione attiva dei fedeli, spettano all"intera asse blea convocata@ sono soprattutto l"atto peniten!iale, la professione di fede, la preghiera universale (detta anche preghiera dei fedeli) e la preghiera del Signore (cio+ il 1adre nostro). 3$. &nfine, tra le altre for ule, a) alcune costituiscono un rito o un atto a s4 stante, co e l"inno Aloria, il sal o responsoriale, l"$lleluia e il versetto pri a del %angelo (canto al %angelo), il Santo, l"accla a!ione dell"ana nesi e il canto dopo la Co unione@ b) altre, invece, acco pagnano qualche rito, co e i canti d"ingresso, di offertorio, quelli che acco pagnano la fra!ione del pane ($gnello di 2io) e la Co unione. I' modo di 0!o('ama!e i "a!i testi 3%. 7ei testi che devono essere pronun!iati a voce alta e chiara dal sacerdote, dal diacono, dal lettore o da tutti, la voce deve corrispondere al genere del testo, secondo che si tratti di una lettura, di un"ora!ione, di una oni!ione, di un"accla a!ione, di un canto@ deve anche corrispondere alla for a di celebra!ione e alla solennit) della riunione liturgica. &noltre si tenga conto delle caratteristiche delle diverse lingue e della cultura specifica di ogni popolo. 7elle rubriche e nelle nor e che seguono, le parole -dire. oppure -procla are. devono essere intese in riferi ento sia al canto che alla recita, tenuto conto dei principi sopra esposti. Im0o!tanza de' (anto 3&. & fedeli, che si radunano nell"attesa della venuta del loro Signore, sono esortati dall"apostolo a cantare insie e sal i, inni e cantici spirituali (Cf. Col 0,1;). &nfatti il canto + segno della gioia del cuore (Cf. %t 2,3;). 1erci dice olto bene sant"$gostino, -&l
35

3; 3:

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn. 2;<2:@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 0, $$S 5? (1?;:) 532. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 0C. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, n. 1; a, $$S 5? (1?;:) 0C5.

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cantare + proprio di chi a a.3>, e gi) dall"antichit) si for il detto, -Chi canta bene, prega due volte.. 4). 7ella celebra!ione della 'essa si dia quindi grande i portan!a al canto, ponendo atten!ione alla diversit) culturale delle popola!ioni e alle possibilit) di ciascuna asse blea liturgica. $nche se non + se pre necessario, per ese pio nelle 'esse feriali, cantare tutti i testi che per loro natura sono destinati al canto, si deve co unque fare in odo che non anchi il canto dei inistri e del popolo nelle celebra!ioni do enicali e nelle feste di precetto. 7ella scelta delle parti destinate al canto, si dia la preferen!a a quelle di aggior i portan!a, e soprattutto a quelle che devono essere cantate dal sacerdote, dal diacono o dal lettore con la risposta del popolo, o dal sacerdote e dal popolo insie e3?. 41. $ parit) di condi!ioni, si dia la preferen!a al canto gregoriano, in quanto proprio della Liturgia ro ana. Ali altri generi di usica sacra, special ente la polifonia, non sono affatto da escludere, purch4 rispondano allo spirito dell"a!ione liturgica e favoriscano la partecipa!ione di tutti i fedeli5C. 1oich4 sono se pre piF frequenti le riunioni di fedeli di diverse na!ionalit), + opportuno che sappiano cantare insie e, in lingua latina, e nelle elodie piF facili, al eno le parti dell"ordinario della 'essa, special ente il si bolo della fede e la preghiera del Signore51. Gesti e atte11iamenti de' (o!0o 42. & gesti e l"atteggia ento del corpo sia del sacerdote, del diacono e dei inistri, sia del popolo devono tendere a far s che tutta la celebra!ione risplenda per decoro e per nobile se plicit), che si colga il vero e pieno significato delle sue diverse parti e si favorisca la partecipa!ione di tutti52. Si dovr) prestare atten!ione affinch4 le nor e, stabilite da questo 6rdina ento generale e dalla prassi secolare del (ito ro ano, contribuiscano al bene spirituale co une del popolo di 2io, piF che al gusto personale o all"arbitrio. L"atteggia ento co une del corpo, da osservarsi da tutti i partecipanti, + segno dell"unit) dei e bri della co unit) cristiana riuniti per la sacra Liturgia, anifesta infatti e favorisce l"inten!ione e i senti enti dell"ani o di coloro che partecipano. 43. & fedeli stiano in piedi dall"ini!io del canto di ingresso, o entre il sacerdote si reca all"altare, fino alla conclusione dell"ora!ione di ini!io (o colletta), durante il canto
3> 3?

5C

51

52

S. $A6S*&76 2& &1167$, Sermo 00;, 1, 1L 0>, 13:2. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, nn. :, 1;, $$S 5? (1?;:) 0C2, 0C5. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 11;@ cf. anche il n. 0C. Cf. ibidem, n. 53@ Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. 5?, $$S 5; (1?;3) >?1@ cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, n. 3:, $$S 5? (1?;:) 013. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 0C, 03@ cf. anche il n. 21.

13

dell"$lleluia pri a del %angelo@ durante la procla a!ione del %angelo@ durante la professione di fede e la preghiera universale (o preghiera dei fedeli)@ e ancora dall"invito 1regate fratelli pri a dell"ora!ione sulle offerte fino al ter ine della 'essa, fatta ecce!ione di quanto + detto in seguito. Stiano invece seduti durante la procla a!ione delle letture pri a del %angelo e durante il sal o responsoriale@ all"o elia e durante la prepara!ione dei doni all"offertorio@ se lo si ritiene opportuno, durante il sacro silen!io dopo la Co unione. S"inginocchino poi alla consacra!ione, a eno che lo i pediscano lo stato di salute, la ristrette!!a del luogo, o il gran nu ero dei presenti, o altri ragionevoli otivi. /uelli che non si inginocchiano alla consacra!ione, facciano un profondo inchino entre il sacerdote genuflette dopo la consacra!ione. Spetta per alle Conferen!e #piscopali adattare i gesti e gli atteggia enti del corpo, descritti nel (ito della 'essa, alla cultura e alle ragionevoli tradi!ioni dei vari popoli secondo le nor e del diritto50. 7ondi eno si faccia in odo che tali adatta enti corrispondano al senso e al carattere di ciascuna parte della celebra!ione. 2ove vi + la consuetudine che il popolo ri anga in ginocchio dall"accla a!ione del Santo fino alla conclusione della 1reghiera eucaristica e pri a della Co unione, quando il sacerdote dice #cco l"$gnello di 2io, tale uso pu essere lodevol ente conservato. 1er ottenere l"unifor it) nei gesti e negli atteggia enti del corpo in una stessa celebra!ione, i fedeli seguano le indica!ioni che il diacono o un altro inistro laico o lo stesso sacerdote danno secondo le nor e stabilite nel 'essale. 44. Ira i gesti sono co prese anche le a!ioni e le processioni, quella del sacerdote che, insie e al diacono e ai inistri, si reca all"altare@ quella del diacono che porta all"a bone l"#vangeliario o il Libro dei %angeli pri a della procla a!ione del %angelo@ quella con la quale i fedeli presentano i doni o si recano a ricevere la Co unione. Conviene che tali a!ioni e processioni siano fatte in odo decoroso, entre si eseguono canti appropriati, secondo le nor e stabilite per ognuna di esse. I' si'enzio 4 . Si deve anche osservare, a suo te po, il sacro silen!io, co e parte della celebra!ione 53. La sua natura dipende dal o ento in cui ha luogo nelle singole celebra!ioni. Cos, durante l"atto peniten!iale e dopo l"invito alla preghiera, il silen!io aiuta il raccogli ento@ dopo la lettura o l"o elia, + un richia o a editare breve ente ci che si + ascoltato@ dopo la Co unione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica. $nche pri a della stessa celebra!ione + bene osservare il silen!io in chiesa, in sagrestia, nel luogo dove si assu ono i para enti e nei locali annessi, perch4 tutti possano prepararsi devota ente e nei giusti odi alla sacra celebra!ione.
50

53

Cf. ibidem, n. 3C@ C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76 # L$ 2&SC&1L&7$ 2#& S$C($'#7*&, &stru!ione Varietates Legitimae, 25 gennaio 1??3, n. 31, $$S >: (1??5) 0C3. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 0C@ cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, n. 1:, $$S 5? (1?;:) 0C5.

15

&&&. L# S&7A6L# 1$(*& 2#LL$ '#SS$ A4 RITI DI INTROD.*IONE 4#. & riti che precedono la Liturgia della 1arola, cio+ l"introito, il saluto, l"atto peniten!iale, il JKrie eleison, il Aloria e l"ora!ione (o colletta), hanno un carattere di ini!io, di introdu!ione e di prepara!ione. Scopo di questi riti + che i fedeli, riuniti insie e, for ino una co unit), e si dispongano ad ascoltare con fede la parola di 2io e a celebrare degna ente l"#ucaristia. &n alcune celebra!ioni, connesse con la 'essa secondo le nor e dei libri liturgici, si o ettono i riti ini!iali o si svolgono in aniera particolare. L5int!oito 4$. /uando il popolo + radunato, entre il sacerdote fa il suo ingresso con il diacono e i inistri, si ini!ia il canto d"ingresso. La fun!ione propria di questo canto + quella di dare ini!io alla celebra!ione, favorire l"unione dei fedeli riuniti, introdurre il loro spirito nel istero del te po liturgico o della festivit), e acco pagnare la processione del sacerdote e dei inistri. 4%. &l canto viene eseguito alternativa ente dalla sc ola e dal popolo, o dal cantore e dal popolo, oppure tutto quanto dal popolo o dalla sola sc ola. Si pu utili!!are sia l"antifona con il suo sal o, quale si trova nel Graduale romanum o nel Graduale simplex, oppure un altro canto adatto all"a!ione sacra, al carattere del giorno o del te po 55, e il cui testo sia stato approvato dalla Conferen!a #piscopale. Se all"introito non ha luogo il canto, l"antifona proposta dal 'essale (o ano viene letta o dai fedeli, o da alcuni di essi, o dal lettore, o altri enti dallo stesso sacerdote che pu anche adattarla a odo di oni!ione ini!iale (Cf. n. *0). Sa'uto a''5a'ta!e e a' 0o0o'o !adunato 4&. Aiunti in presbiterio, il sacerdote, il diacono e i inistri salutano l"altare con un profondo inchino. /uindi, in segno di venera!ione, il sacerdote e il diacono lo baciano e il sacerdote, secondo l"opportunit), incensa la croce e l"altare. ). *er inato il canto d"ingresso, il sacerdote, stando in piedi alla sede, con tutta l"asse blea si segna col segno di croce. 1oi il sacerdote con il saluto annun!ia alla co unit) radunata la presen!a del Signore. &l saluto sacerdotale e la risposta del popolo anifestano il istero della Chiesa radunata. Salutato il popolo, il sacerdote, o il diacono o un inistro laico, pu fare una brevissi a introdu!ione alla 'essa del giorno.
55

Cf. A&6%$77& 1$6L6 &&, Lett. $p. #ies #omini, 01

aggio 1??>, n. 5C, $$S ?C (1??>) :35.

1;

Atto 0enitenzia'e 1. /uindi il sacerdote invita all"atto peniten!iale, che, dopo una breve pausa di silen!io, viene co piuto da tutta la co unit) ediante una for ula di confessione generale, e si conclude con l"assolu!ione del sacerdote, che tuttavia non ha lo stesso valore del sacra ento della 1eniten!a. La do enica, special ente nel te po pasquale, in circostan!e particolari, si pu sostituire il consueto atto peniten!iale con la benedi!ione e l"aspersione dell"acqua in e oria del Eattesi o5;. 67!ie e'eison 2. 2opo l"atto peniten!iale ha se pre luogo il JKrie eleison, a eno che non sia gi) stato detto durante l"atto peniten!iale. #ssendo un canto col quale i fedeli accla ano il Signore e i plorano la sua isericordia, di solito viene eseguito da tutti, in alternan!a tra il popolo e la sc ola o un cantore. 6gni accla a!ione viene ripetuta nor al ente due volte, sen!a escluderne tuttavia un nu ero aggiore, in considera!ione dell"indole delle diverse lingue o della co posi!ione usicale o di circostan!e particolari. /uando il JKrie eleison viene cantato co e parte dell"atto peniten!iale, alle singole accla a!ioni si fa precedere un -tropo.. G'o!ia 3. &l Aloria + un inno antichissi o e venerabile con il quale la Chiesa, radunata nello Spirito Santo, glorifica e supplica 2io 1adre e l"$gnello. &l testo di questo inno non pu essere sostituito con un altro. %iene ini!iato dal sacerdote o, secondo l"opportunit), dal cantore o dalla sc ola, a viene cantato o da tutti si ultanea ente o dal popolo alternativa ente con la sc ola, oppure dalla stessa sc ola. Se non lo si canta, viene recitato da tutti, o insie e o da due cori che si alternano. Lo si canta o si recita nelle do eniche fuori del te po di $vvento e /uaresi a@ e inoltre nelle solennit) e feste, e in celebra!ioni di particolare solennit). ,o''etta 4. 1oi il sacerdote invita il popolo a pregare e tutti insie e con lui stanno per qualche o ento in silen!io, per prendere coscien!a di essere alla presen!a di 2io e poter for ulare nel cuore le proprie inten!ioni di preghiera. /uindi il sacerdote dice l"ora!ione, chia ata co une ente -colletta., per e!!o della quale viene espresso il carattere della celebra!ione. 1er antica tradi!ione della Chiesa, l"ora!ione colletta + abitual ente rivolta a 2io 1adre, per e!!o di Cristo, nello Spirito Santo 5: e ter ina con la conclusione trinitaria, cio+ piF lunga, in questo odo,
5; 5:

Cf. sotto, $ppendice &&. Cf. *#(*8LL&$76, %d/ersus Marcionem, &%, ?, CCSL 1, 5;C@ 6(&A#7#, #isputatio cum Heracleida , n. 3, 23, SCh ;:, ;2@ Statuta Concilii Hipponensi &re/iata, 21, CCSL 13?, 0?.

1:

< se + rivolta al 1adre, 1er il nostro Signore AesF Cristo, tuo Iiglio, che + 2io, e vive e regna con te, nell"unit) dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli@ < se + rivolta al 1adre, a verso la fine dell"ora!ione edesi a si fa en!ione del Iiglio, #gli + 2io e vive e regna con te, nell"unit) dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli@ < se + rivolta al Iiglio, *u sei 2io e vivi e regni con 2io 1adre, nell"unit) dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. &l popolo, unendosi alla preghiera, fa propria l"ora!ione con l"accla a!ione $ en. 7ella 'essa si dice se pre una sola colletta. -4 LIT.RGIA DELLA PAROLA . Le letture scelte dalla sacra Scrittura con i canti che le acco pagnano costituiscono la parte principale della Liturgia della 1arola@ l"o elia, la professione di fede e la preghiera universale o preghiera dei fedeli sviluppano e concludono tale parte. &nfatti nelle letture, che vengono poi spiegate nell"o elia, 2io parla al suo popolo5>, gli anifesta il istero della reden!ione e della salve!!a e offre un nutri ento spirituale@ Cristo stesso + presente, per e!!o della sua 1arola, tra i fedeli5?. &l popolo fa propria questa 1arola divina con il silen!io e i canti, e vi aderisce con la professione di fede. Cos nutrito, prega nell"ora!ione universale per le necessit) di tutta la Chiesa e per la salve!!a del ondo intero. I' si'enzio #. La Liturgia della 1arola deve essere celebrata in odo da favorire la edita!ione@ quindi si deve assoluta ente evitare ogni for a di fretta che i pedisca il raccogli ento. &n essa sono opportuni anche brevi o enti di silen!io, adatti all"asse blea radunata, per e!!o dei quali, con l"aiuto dello Spirito Santo, la parola di 2io venga accolta nel cuore e si prepari la risposta con la preghiera. /uesti o enti di silen!io si possono osservare, ad ese pio, pri a che ini!i la stessa Liturgia della 1arola, dopo la pri a e la seconda lettura, e ter inata l"o elia;C. Le 'ettu!e 3i3'i(2e $. 7elle letture viene preparata ai fedeli la ensa della parola di 2io e vengono loro aperti i tesori della Eibbia;1. Conviene quindi che si osservi l"ordine delle letture bibliche, con il quale + essa eglio in luce l"unit) dei due *esta enti e della storia della salve!!a@ non + per esso quindi sostituire con altri testi non biblici le letture e il sal o responsoriale, che contengono la parola di 2io;2.
5> 5? ;C ;1 ;2

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 00. Cf. ibidem, n. :. '#SS$L# (6'$76, Le'ionario, seconda edi!ione tipica, &ntrodu!ione, n. 2>. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 51. Cf. A&6%$77& 1$6L6 &&, Lett. $p. Vicesimus 1uintus annus, 3 dice bre 1?>>, n. 10, $$S >1 (1?>>) ?1C.

1>

%. 7ella celebra!ione della 'essa con il popolo, le letture si procla ano se pre dall"a bone. &. &l co pito di procla are le letture, secondo la tradi!ione, non + co peten!a specifica di colui che presiede, a di altri inistri. Le letture quindi siano procla ate da un lettore, il %angelo sia invece procla ato dal diacono o, in sua assen!a, da un altro sacerdote. Se non + presente un diacono o un altro sacerdote, lo stesso sacerdote celebrante legga il %angelo@ e se anca un lettore idoneo, il sacerdote celebrante procla i anche le altre letture. 2opo le singole letture il lettore pronuncia l"accla a!ione e il popolo riunito con la sua risposta d) onore alla parola di 2io, accolta con fede e con ani o grato. #). La lettura del %angelo costituisce il cul ine della Liturgia della 1arola. La stessa Liturgia insegna che si deve dare ad essa assi a venera!ione, poich4 la distingue dalle altre letture con particolare onore, sia da parte del inistro incaricato di procla arla, che si prepara con la benedi!ione o con la preghiera@ sia da parte dei fedeli, i quali con le accla a!ioni riconoscono e professano che Cristo + presente e parla a loro, e ascoltano la lettura stando in piedi@ sia per e!!o dei segni di venera!ione che si rendono all"#vangeliario. I' Sa'mo !es0onso!ia'e #1. $lla pri a lettura segue il sal o responsoriale, che + parte integrante della Liturgia della 1arola e che ha grande valore liturgico e pastorale, perch4 favorisce la edita!ione della parola di 2io. &l sal o responsoriale deve corrispondere a ciascuna lettura e deve essere preso nor al ente dal Le!ionario. Conviene che il sal o responsoriale si esegua con il canto, al eno per quanto riguarda la risposta del popolo. &l sal ista, quindi, o cantore del sal o canta o recita i versetti del sal o all"a bone o in altro luogo adatto@ tutta l"asse blea ascolta restando seduta, e partecipa di solito con il ritornello, a eno che il sal o non sia cantato o recitato per intero sen!a ritornello. 'a perch4 il popolo possa piF facil ente ripetere il ritornello, sono stati scelti alcuni testi co uni di ritornelli e di sal i per i diversi te pi dell"anno e per le diverse categorie di Santi. /uesti testi si possono utili!!are al posto di quelli corrispondenti alle letture ogni volta che il sal o viene cantato. Se il sal o non pu essere cantato, venga procla ato nel odo piF adatto a favorire la edita!ione della parola di 2io. $l posto del sal o assegnato nel Le!ionario si pu cantare o il responsorio graduale tratto dal Graduale romanum, oppure un sal o responsoriale o alleluiatico dal Graduale simplex, cos co e sono indicati nei rispettivi libri.

L5a(('amazione 0!ima de''a 'ettu!a de' 8an1e'o #2. 2opo la lettura che precede i ediata ente il %angelo, si canta l"$lleluia o un altro canto stabilito dalle rubriche, co e richiede il te po liturgico. *ale accla a!ione

1?

costituisce un rito o atto a s4 stante, con il quale l"asse blea dei fedeli accoglie e saluta il Signore che sta per parlare nel %angelo e con il canto anifesta la propria fede. %iene cantato da tutti stando in piedi, sotto la guida della sc ola o del cantore, e se il caso lo richiede, si ripete@ il versetto invece viene cantato dalla sc ola o dal cantore. a) L"$lleluia si canta in qualsiasi te po, tranne in /uaresi a. & versetti si scelgono dal Le!ionario oppure dal Araduale. b) &n te po di /uaresi a, al posto dell"$lleluia si canta il versetto posto nel Le!ionario pri a del %angelo. Si pu anche cantare un altro sal o o tratto, co e si trova nel Araduale. #3. /uando vi + una sola lettura pri a del %angelo, a) nel te po in cui si canta l"$lleluia, si pu utili!!are o il sal o alleluiatico, oppure il sal o e l"$lleluia con il suo versetto, b) nel te po in cui non si canta l"$lleluia, si pu eseguire o il sal o e il versetto pri a del %angelo o il sal o soltanto. c) l"$lleluia e il versetto pri a del %angelo, se non si cantano, si possono tralasciare. #4. La Sequen!a, che, tranne nei giorni di 1asqua e 1entecoste, + facoltativa, si canta pri a dell"$lleluia. L5ome'ia # . L"o elia fa parte della liturgia ed + viva ente racco andata;0, + infatti necessaria per ali entare la vita cristiana. #ssa deve consistere nella spiega!ione o di qualche aspetto delle letture della sacra Scrittura, o di un altro testo dell"6rdinario o del 1roprio della 'essa del giorno, tenuto conto sia del istero che viene celebrato, sia delle particolari necessit) di chi ascolta;3. ##. L"o elia di solito sia tenuta personal ente dal sacerdote celebrante. *alvolta, potr) essere da lui affidata a un sacerdote concelebrante e, secondo l"opportunit), anche al diacono@ ai per a un laico;5. &n casi particolari e per un giusto otivo l"o elia pu essere tenuta anche dal %escovo o da un presbitero che partecipa alla celebra!ione anche se non pu concelebrare. 7elle do eniche e nelle feste di precetto l"o elia si deve tenere e non pu essere o essa se non per un grave otivo in tutte le 'esse con partecipa!ione di popolo. 7egli altri giorni + racco andata, special ente nelle ferie di $vvento, di /uaresi a e del te po pasquale@ cos pure nelle altre feste e circostan!e nelle quali + piF nu eroso il concorso del
;0

;3

;5

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 52@ C&C, can. :;:, G 1. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. 53, $$S 5; (1?;3) >?C. Cf. C&C, can. :;:, G 1@ 167*&I&C&$ C6''&SS&67# 1#( L"&7*#(1(#*$D&67# $8*#7*&C$ 2#L C&C, risposta al dubbio circa il can. :;:, G 1, $$S :? (1?>:) 123?@ &stru!ione interdicasteriale su alcune questioni circa la collabora!ione dei fedeli laici al inistero dei sacerdoti, Ecclesiae de mysterio, 15 agosto 1??:, art. 0, $$S >? (1??:) >;3.

2C

popolo alla chiesa;;. B opportuno, dopo l"o elia, osservare un breve La 0!ofessione di fede

o ento di silen!io.

#$. &l si bolo, o professione di fede, ha co e fine che tutto il popolo riunito risponda alla parola di 2io, procla ata nella lettura della sacra Scrittura e spiegata nell"o elia@ e perch4, recitando la regola della fede, con una for ula approvata per l"uso liturgico, torni a editare e professi i grandi isteri della fede, pri a della loro celebra!ione nell"#ucaristia. #%. &l si bolo deve essere cantato o recitato dal sacerdote insie e con il popolo nelle do eniche e nelle solennit)@ si pu dire anche in particolari celebra!ioni piF solenni. Se si procla a in canto, viene intonato dal sacerdote o, secondo l"opportunit), dal cantore o dalla sc ola@ a viene cantato da tutti insie e o dal popolo alternativa ente con la sc ola. Se non si canta, viene recitato da tutti insie e o a cori alterni. La 0!e12ie!a uni"e!sa'e #&. 7ella preghiera universale, o preghiera dei fedeli, il popolo risponde in certo odo alla parola di 2io accolta con fede e, esercitando il proprio sacerdo!io battesi ale, offre a 2io preghiere per la salve!!a di tutti. B conveniente che nelle 'esse con partecipa!ione di popolo vi sia nor al ente questa preghiera, nella quale si elevino suppliche per la santa Chiesa, per i governanti, per coloro che portano il peso di varie necessit), per tutti gli uo ini e per la salve!!a di tutto il ondo;:. $). La successione delle inten!ioni sia ordinaria ente questa, a) per le necessit) della Chiesa@ b) per i governanti e per la salve!!a di tutto il ondo@ c) per quelli che si trovano in difficolt)@ d) per la co unit) locale. *uttavia in qualche celebra!ione particolare, per ese pio nella Confer a!ione, nel 'atri onio, nelle #sequie, la successione delle inten!ioni pu venire adattata aggior ente alla circostan!a particolare. $1. Spetta al sacerdote celebrante guidare dalla sede la preghiera. #gli la introduce con una breve oni!ione, per invitare i fedeli a pregare, e la conclude con un"ora!ione. Le inten!ioni che vengono proposte siano sobrie, for ulate con una sapiente libert) e con poche parole, ed espri ano le inten!ioni di tutta la co unit). Le inten!ioni si leggono dall"a bone o da altro luogo conveniente, da parte del diacono o del cantore o del lettore o da un fedele laico;>. &l popolo invece, stando in piedi, espri e la sua supplica con una invoca!ione co une
;;

;:

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. 50, $$S 5; (1?;3) >?C. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 50.

21

dopo la for ula!ione di ogni singola inten!ione, oppure pregando in silen!io. ,4 LIT.RGIA E.,ARISTI,A $2. 7ell"ulti a Cena Cristo istitu il sacrificio e convito pasquale per e!!o del quale + reso continua ente presente nella Chiesa il sacrificio della croce, allorch4 il sacerdote, che rappresenta Cristo Signore, co pie ci che il Signore stesso fece e affid ai discepoli, perch4 lo facessero in e oria di lui;?. Cristo infatti prese il pane e il calice, rese gra!ie, spe!! il pane e li diede ai suoi discepoli, dicendo, -1rendete, angiate, bevete@ questo + il io Corpo@ questo + il calice del io Sangue. Iate questo in e oria di e.. 1erci la Chiesa ha disposto tutta la celebra!ione della Liturgia eucaristica in vari o enti, che corrispondono a queste parole e gesti di Cristo. &nfatti, 1) 7ella prepara!ione dei doni, vengono portati all"altare pane e vino con acqua, cio+ gli stessi ele enti che Cristo prese tra le sue ani. 2) 7ella 1reghiera eucaristica si rendono gra!ie a 2io per tutta l"opera della salve!!a, e le offerte diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. 0) 'ediante la fra!ione del pane e per e!!o della Co unione i fedeli, bench4 olti, si cibano del Corpo del Signore dall"unico pane e ricevono il suo Sangue dall"unico calice, allo stesso odo con il quale gli $postoli li hanno ricevuti dalle ani di Cristo stesso. La 0!e0a!azione dei doni $3. $ll"ini!io della Liturgia eucaristica si portano all"altare i doni, che diventeranno il Corpo e il Sangue di Cristo. 1ri a di tutto si prepara l"altare, o ensa del Signore, che + il centro di tutta la Liturgia eucaristica:C, ponendovi sopra il corporale, il purificatoio, il 'essale e il calice, se non viene preparato alla creden!a. 1oi si portano le offerte, + bene che i fedeli presentino il pane e il vino@ il sacerdote, o il diacono, li riceve in luogo opportuno e adatto e li depone sull"altare. /uantunque i fedeli non portino piF, co e un te po, il loro proprio pane e vino destinati alla Liturgia, tuttavia il rito della presenta!ione di questi doni conserva il suo valore e il suo significato spirituale. Si possono anche fare offerte in denaro, o presentare altri doni per i poveri o per la Chiesa, portati dai fedeli o raccolti in chiesa. #ssi vengono deposti in luogo adatto, fuori della ensa eucaristica.

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:C

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. 5;, $$S 5; (1?;3) >?C. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 3:@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, nn. 0a, b, $$S 5? (1?;:) 53C<531. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?1, $$S 5; (1?;3) >?>@ &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 23, $$S 5? (1?;:) 553.

22

$4. &l canto all"offertorio (Cf. n. *,, b) acco pagna la processione con la quale si portano i doni@ esso si protrae al eno fino a quando i doni sono stati deposti sull"altare. Le nor e che regolano questo canto sono le stesse previste per il canto d"ingresso (Cf. n. 2+). B se pre possibile acco pagnare con il canto i riti offertoriali, anche se non si svolge la processione con i doni. $ . &l sacerdote depone il pane e il vino sull"altare pronunciando le for ule prescritte@ egli pu incensare i doni posti sull"altare, quindi la croce e lo stesso altare, per significare che l"offerta della Chiesa e la sua preghiera si innal!ano co e incenso al cospetto di 2io. 2opo l"incensa!ione dei doni e dell"altare, anche il sacerdote, in ragione del sacro inistero, e il popolo, per la sua dignit) battesi ale, possono ricevere l"incensa!ione dal diacono o da un altro inistro. $#. /uindi il sacerdote si lava le desiderio di purifica!ione interiore. L5o!azione su''e offe!te $$. 2eposte le offerte sull"altare e co piuti i riti che acco pagnano questo gesto, il sacerdote invita i fedeli a unirsi a lui nella preghiera e pronun!ia l"ora!ione sulle offerte, si conclude cos la prepara!ione dei doni e ci si prepara alla 1reghiera eucaristica. 7ella 'essa si dice un"unica ora!ione sulle offerte, che si conclude con la for ula breve, 1er Cristo nostro Signore@ se invece essa ter ina con la en!ione del Iiglio, #gli vive e regna nei secoli dei secoli. &l popolo, unendosi alla preghiera, fa propria l"ora!ione con l"accla a!ione $ en. La P!e12ie!a eu(a!isti(a $%. $ questo punto ha ini!io il o ento centrale e cul inante dell"intera celebra!ione, la 1reghiera eucaristica, ossia la preghiera di a!ione di gra!ie e di santifica!ione. &l sacerdote invita il popolo a innal!are il cuore verso il Signore nella preghiera e nell"a!ione di gra!ie, e lo associa a s4 nella solenne preghiera, che egli, a no e di tutta la co unit), rivolge a 2io 1adre per e!!o di AesF Cristo nello Spirito Santo. &l significato di questa 1reghiera + che tutta l"asse blea dei fedeli si unisca insie e con Cristo nel agnificare le grandi opere di 2io e nell"offrire il sacrificio. La 1reghiera eucaristica esige che tutti l"ascoltino con riveren!a e silen!io. $&. Ali ele enti principali di cui consta la 1reghiera eucaristica si possono distinguere co e segue, a) L"a!ione di gra!ie (che si espri e particolar ente nel prefa!io), il sacerdote, a no e di tutto il popolo santo, glorifica 2io 1adre e gli rende gra!ie per tutta l"opera della salve!!a o per qualche suo aspetto particolare, a seconda della diversit) del giorno, della festa o del *e po. ani a lato dell"altare@ con questo rito si espri e il

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b) L"accla a!ione, tutta l"asse blea, unendosi alle creature celesti, canta il Santo. /uesta accla a!ione, che fa parte della 1reghiera eucaristica, + procla ata da tutto il popolo col sacerdote. c) L"epiclesi, la Chiesa i plora con speciali invoca!ioni la poten!a dello Spirito Santo, perch4 i doni offerti dagli uo ini siano consacrati, cio+ diventino il Corpo e il Sangue di Cristo, e perch4 la vitti a i acolata, che si riceve nella Co unione, giovi per la salve!!a di coloro che vi parteciperanno. d) &l racconto dell"istitu!ione e la consacra!ione, ediante le parole e i gesti di Cristo, si co pie il sacrificio che Cristo stesso istitu nell"ulti a Cena, quando offr il suo Corpo e il suo Sangue sotto le specie del pane e del vino, li diede a angiare e a bere agli $postoli e lasci loro il andato di perpetuare questo istero. e) L"ana nesi, la Chiesa, ade piendo il co ando ricevuto da Cristo Signore per e!!o degli $postoli, celebra il e oriale di Cristo, co e orando special ente la sua beata passione, la gloriosa risurre!ione e l"ascensione al cielo. f) L"offerta, nel corso di questo stesso e oriale la Chiesa, in odo particolare quella radunata in quel o ento e in quel luogo, offre al 1adre nello Spirito Santo la vitti a i acolata. La Chiesa desidera che i fedeli non solo offrano la vitti a i acolata, a i parino anche ad offrire se stessi:1 e cos portino a co pi ento ogni giorno di piF, per e!!o di Cristo 'ediatore, la loro unione con 2io e con i fratelli, perch4 final ente 2io sia tutto in tutti:2. g) Le intercessioni, con esse si espri e che l"#ucaristia viene celebrata in co unione con tutta la Chiesa, sia celeste che terrena, e che l"offerta + fatta per essa e per tutti i suoi e bri, vivi e defunti, i quali sono stati chia ati a partecipare alla reden!ione e alla salve!!a ottenuta per e!!o del Corpo e del Sangue di Cristo. h) La dossologia finale, con essa si espri e la glorifica!ione di 2io@ viene ratificata e conclusa con l"accla a!ione del popolo, $ en. Riti di ,omunione %). 1oich4 la celebra!ione eucaristica + un convito pasquale, conviene che, secondo il co ando del Signore, i fedeli ben disposti ricevano il suo Corpo e il suo Sangue co e cibo spirituale. $ questo irano la fra!ione del pane e gli altri riti preparatori, che dispongono i ediata ente i fedeli alla Co unione.

P!e12ie!a de' Si1no!e

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:2

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 3>@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 12, $$S 5? (1?;:) 53><53?. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 3>@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 5@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 12, $$S 5? (1?;:) 53><53?.

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%1. 7ella 1reghiera del Signore si chiede il pane quotidiano, nel quale i cristiani scorgono un particolare riferi ento al pane eucaristico, e si i plora la purifica!ione dai peccati, cos che real ente i santi doni vengano dati ai santi. &l sacerdote rivolge l"invito alla preghiera, che tutti i fedeli dicono insie e con lui@ a soltanto il sacerdote vi aggiunge l"e bolis o, che il popolo conclude con la dossologia. L"e bolis o, sviluppando l"ulti a do anda della preghiera del Signore, chiede per tutta la co unit) dei fedeli la libera!ione dal potere del ale. L"invito, la preghiera del Signore, l"e bolis o e la dossologia, con la quale il popolo conclude l"e bolis o, si cantano o si dicono ad alta voce. Rito de''a 0a(e %2. Segue il rito della pace, con il quale la Chiesa i plora la pace e l"unit) per se stessa e per l"intera fa iglia u ana, e i fedeli espri ono la co unione ecclesiale e l"a ore vicendevole, pri a di co unicare al Sacra ento. Spetta alle Conferen!e #piscopali stabilire il odo di co piere questo gesto di pace secondo l"indole e le usan!e dei popoli. Conviene tuttavia che ciascuno dia la pace soltanto a chi gli sta piF vicino, in odo sobrio. 9!azione de' 0ane %3. &l sacerdote spe!!a il pane eucaristico, con l"aiuto, se + necessario, del diacono o di un concelebrante. &l gesto della fra!ione del pane, co piuto da Cristo nell"ulti a Cena, che sin dal te po apostolico ha dato il no e a tutta l"a!ione eucaristica, significa che i olti fedeli, nella Co unione dall"unico pane di vita, che + il Cristo orto e risorto per la salve!!a del ondo, costituiscono un solo corpo (0 Cor 1C,1:). La fra!ione del pane ha ini!io dopo lo sca bio di pace e deve essere co piuta con il necessario rispetto, sen!a per che si protragga oltre il te po dovuto e le si attribuisca esagerata i portan!a. /uesto rito + riservato al sacerdote e al diacono. &l sacerdote spe!!a il pane e ette una parte dell"ostia nel calice, per significare l"unit) del Corpo e del Sangue di Cristo nell"opera della salve!!a, cio+ del Corpo di Cristo AesF vivente e glorioso. $bitual ente l"invoca!ione $gnello di 2io viene cantata dalla sc ola o dal cantore, con la risposta del popolo, oppure la si dice al eno ad alta voce. L"invoca!ione acco pagna la fra!ione del pane, perci la si pu ripetere tanto quanto + necessario fino alla conclusione del rito. L"ulti a invoca!ione ter ina con le parole dona a noi la pace. ,omunione %4. &l sacerdote si prepara con una preghiera silen!iosa a ricevere con frutto il Corpo e il Sangue di Cristo. Lo stesso fanno i fedeli pregando in silen!io. /uindi il sacerdote ostra ai fedeli il pane eucaristico sulla patena o sul calice e li invita al banchetto di Cristo@ poi insie e con loro espri e senti enti di u ilt), servendosi delle prescritte parole evangeliche.

25

% . Si desidera viva ente che i fedeli, co e anche il sacerdote + tenuto a fare, ricevano il Corpo del Signore con ostie consacrate nella stessa 'essa e, nei casi previsti, facciano la Co unione al calice (Cf. n. 3+2), perch4, anche per e!!o dei segni, la Co unione appaia eglio co e partecipa!ione al sacrificio in atto:0. %#. 'entre il sacerdote assu e il Sacra ento, si ini!ia il canto di Co unione, con esso si espri e, ediante l"accordo delle voci, l"unione spirituale di coloro che si co unicano, si anifesta la gioia del cuore e si pone aggior ente in luce il carattere Lco unitarioM della processione di coloro che si accostano a ricevere l"#ucaristia. &l canto si protrae durante la distribu!ione del Sacra ento ai fedeli :3. Se per + previsto che dopo la Co unione si esegua un inno, il canto di Co unione s"interro pa al o ento opportuno. Si faccia in odo che anche i cantori possano ricevere agevol ente la Co unione. %$. 1er il canto alla Co unione si pu utili!!are o l"antifona del Graduale romanum, con o sen!a sal o, o l"antifona col sal o del Graduale simplex, oppure un altro canto adatto, approvato dalla Conferen!a #piscopale. 1u essere cantato o dalla sola sc ola, o dalla sc ola o dal cantore insie e col popolo. Se invece non si canta, l"antifona alla Co unione proposta dal 'essale pu essere recitata o dai fedeli, o da alcuni di essi, o dal lettore, altri enti dallo stesso sacerdote dopo che questi si + co unicato, pri a di distribuire la Co unione ai fedeli. %%. *er inata la distribu!ione della Co unione, il sacerdote e i fedeli, secondo l"opportunit), pregano per un po" di te po in silen!io. *utta l"asse blea pu anche cantare un sal o, un altro cantico di lode o un inno. %&. 1er co pletare la preghiera del popolo di 2io e anche per concludere tutto il rito di Co unione, il sacerdote recita l"ora!ione dopo la Co unione, nella quale invoca i frutti del istero celebrato. 7ella 'essa si dice una sola ora!ione dopo la Co unione, che ter ina con la conclusione breve, cio+, < se + rivolta al 1adre, 1er Cristo nostro Signore4 < se + rivolta al 1adre, a verso la fine dell"ora!ione edesi a si fa en!ione del Iiglio, #gli vive e regna nei secoli dei secoli@ < se + rivolta al Iiglio, *u che vivi e regni nei secoli dei secoli. &l popolo fa sua l"ora!ione con l"accla a!ione $ en. D4 RITI DI ,ON,L.SIONE &). & riti di conclusione co prendono, a) brevi avvisi, se necessari@
:0

:3

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, nn. 01, 02, $$S 5? (1?;:) 55><55?@ S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( L$ 2&SC&1L&7$ 2#& S$C($'#7*&, &stru!ione "mmensae caritatis, 2? gennaio 1?:0, n. 2, $$S ;5 (1?:0) 2;:<2;>. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( & S$C($'#7*& # &L C8L*6 2&%&76, &stru!ione "nestimabile donum, 0 aprile 1?>C, n. 1:, $$S :2 (1?>C) 00>.

2;

b) il saluto e la benedi!ione del sacerdote, che in alcuni giorni e in certe circostan!e si pu arricchire e sviluppare con l"ora!ione sul popolo o con un"altra for ula piF solenne@ c) il congedo del popolo da parte del diacono o del sacerdote, perch4 ognuno ritorni alle sue opere di bene lodando e benedicendo 2io@ d) il bacio dell"altare da parte del sacerdote e del diacono e poi l"inchino profondo all"altare da parte del sacerdote, del diacono e degli altri inistri.

2:

C$1&*6L6 &&& .99I,I E MINISTERI NELLA MESSA &1. La celebra!ione eucaristica + a!ione di Cristo e della Chiesa, cio+ del popolo santo riunito e ordinato sotto la guida del %escovo. 1erci essa appartiene all"intero Corpo della Chiesa, lo anifesta e lo i plica@ i suoi singoli e bri poi vi sono interessati in diverso odo, secondo la diversit) degli stati, dei co piti e dell"attiva partecipa!ione :5. &n questo odo il popolo cristiano, -stirpe eletta, sacerdo!io regale, na!ione santa, popolo che 2io si + acquistato., anifesta il proprio coerente e gerarchico ordine :;. *utti perci, sia inistri ordinati sia fedeli laici, esercitando il loro inistero o ufficio, co piano solo e tutto ci che + di loro co peten!a::. &. 8II&C& 2#LL"6(2&7# S$C(6 &2. 6gni legitti a celebra!ione dell"#ucaristia + diretta dal %escovo, o personal ente, o per e!!o dei presbiteri suoi collaboratori:>. /uando il %escovo + presente a una 'essa con partecipa!ione di popolo, + olto opportuno che celebri egli stesso l"#ucaristia e che associ a s4 nell"a!ione sacra i presbiteri, co e concelebranti. /uesto si fa non tanto per accrescere la solennit) esteriore del rito, a per espri ere con aggior chiare!!a il istero della Chiesa, -sacra ento di unit).:?. Se il %escovo non celebra l"#ucaristia, a ne affida il co pito ad altri, allora + bene che lui stesso, indossati la croce pettorale, la stola e il piviale sopra il ca ice, presieda la Liturgia della 1arola e i partisca la benedi!ione alla fine della 'essa>C. &3. $nche il presbitero, che nella Chiesa ha il potere di offrire il sacrificio nella persona di Cristo in virtF della sacra potest) dell"6rdine>1, presiede il popolo fedele radunato in quel luogo e in quel o ento, ne dirige la preghiera, annuncia ad esso il essaggio della salve!!a, lo associa a s4 nell"offerta del sacrificio a 2io 1adre per Cristo nello Spirito Santo, distribuisce ai fratelli il pane della vita eterna e lo condivide con loro. 1ertanto, quando celebra l"#ucaristia, deve servire 2io e il popolo con dignit) e u ilt), e, nel odo di co portarsi e di pronun!iare le parole divine, deve far percepire ai fedeli la presen!a viva di Cristo.

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Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 2;. Cf. ibidem, n. 13. Cf. ibidem, n. 2>. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione dog atica sulla Chiesa, Lumen Gentium, nn. 2;, 2>@ Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 32. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 2;. Cf. Caeremoniale Episcoporum, nn. 1:5<1>;. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione dog atica sulla Chiesa, Lumen Gentium, n. 2>@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 2.

2>

&4. &l diacono, in for!a della sacra ordina!ione ricevuta, occupa il pri o posto dopo il presbitero tra coloro che esercitano un inistero nella celebra!ione eucaristica. &nfatti il sacro 6rdine del diaconato gi) nella pri itiva et) apostolica fu tenuto in grande onore nella Chiesa>2. 7ella 'essa il diacono ha co e ufficio proprio, annunciare il %angelo e talvolta predicare la parola di 2io, proporre ai fedeli le inten!ioni della preghiera universale, servire il sacerdote, preparare l"altare e prestare servi!io alla celebra!ione del sacrificio, distribuire ai fedeli l"#ucaristia, special ente sotto la specie del vino, ed eventual ente indicare al popolo i gesti e gli atteggia enti da assu ere. &&. & C6'1&*& 2#L 1616L6 2& 2&6 & . & fedeli nella celebra!ione della 'essa for ano la gente santa, il popolo che 2io si + acquistato e il sacerdo!io regale, per rendere gra!ie a 2io, per offrire la vitti a i acolata non soltanto per le ani del sacerdote a anche insie e con lui, e per i parare a offrire se stessi>0. 1rocurino quindi di anifestare tutto ci con un profondo senso religioso e con la carit) verso i fratelli che partecipano alla stessa celebra!ione. #vitino perci ogni for a di individualis o e di divisione, tenendo presente che hanno un unico 1adre nei cieli, e perci tutti sono tra loro fratelli. &#. Ior ino invece un solo corpo, sia nell"ascoltare la parola di 2io, sia nel prendere parte alle preghiere e al canto, sia special ente nella co une offerta del sacrificio e nella co une partecipa!ione alla ensa del Signore. /uesta unit) appare olto bene dai gesti e dagli atteggia enti del corpo, che i fedeli co piono tutti insie e. &$. & fedeli non rifiutino di servire con gioia il popolo di 2io, ogni volta che sono pregati di prestare qualche inistero o co pito particolare nella celebra!ione. &&&. '&7&S*#(& 1$(*&C6L$(& I' ministe!o de''5a((o'ito e de' 'etto!e istituiti &%. L"accolito + istituito per il servi!io all"altare e per aiutare il sacerdote e il diacono. $ lui spetta in odo particolare preparare l"altare e i vasi sacri, e, se necessario, distribuire l"#ucaristia ai fedeli di cui + inistro straordinario>3.

>2

>0

>3

1$6L6 %&, Lett. $p. Sacrum #iaconatus Ordinem, 1> giugno 1?;:, $$S 5? (1?;:) ;?:<:C3@ 167*&I&C$L# (6'$76, Ordina'ione del Vesco/o, dei Presbiteri e dei #iaconi, seconda edi!ione, 1??2, n. 1?1. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 3>@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 12, $$S 5? (1?;:) 53><53?. Cf. C&C, can. ?1C, G 2@ &stru!ione interdicasteriale su alcune questioni circa la collabora!ione dei fedeli laici al inistero dei sacerdoti, Ecclesiae de mysterio, 15 agosto 1??:, art. >, $$S >? (1??:) >:1.

2?

7el inistero dell"altare, l"accolito ha co piti propri che egli stesso deve esercitare (Cf. nn. 0+,-0.*). &&. &l lettore + istituito per procla are le letture della sacra Scrittura, eccetto il %angelo@ pu anche proporre le inten!ioni della preghiera universale e, in ancan!a del sal ista, procla are il sal o interle!ionale. 7ella celebra!ione eucaristica il lettore ha un suo ufficio proprio (Cf. nn. 0.2-0.+), che egli stesso deve esercitare. G'i a't!i (om0iti 1)). Se anca l"accolito istituito, si possono designare, per il servi!io dell"altare in aiuto al sacerdote e al diacono, altri inistri laici che portano la croce, i ceri, il turibolo, il pane, il vino, l"acqua. #ssi possono essere anche incaricati per distribuire la Co unione co e inistri straordinari>5. 1)1. Se anca il lettore istituito, altri laici, che siano per adatti a svolgere questo co pito e ben preparati, siano incaricati di procla are le letture della sacra Scrittura, affinch4 i fedeli aturino nel loro cuore, ascoltando le letture divine, un soave e vivo a ore alla sacra Scrittura>;. 1)2. B co pito del sal ista procla are il sal o o un altro canto biblico che si trova tra le letture. 1er ade piere conveniente ente il suo ufficio, + necessario che il sal ista possegga l"arte del sal odiare e abbia una buona pronuncia e una buona di!ione. 1)3. *ra i fedeli esercita un proprio ufficio liturgico la sc ola cantorum o coro, il cui co pito + quello di eseguire a dovere le parti che le sono proprie, secondo i vari generi di canto, e pro uovere la partecipa!ione attiva dei fedeli nel canto>:. /uello che si dice della sc ola cantorum, con gli opportuni adatta enti, vale anche per gli altri usicisti, special ente per l"organista. 1)4. B opportuno che vi sia un cantore o aestro di coro per dirigere e sostenere il canto del popolo. $n!i, ancando la sc ola, + co pito del cantore guidare i diversi canti, facendo partecipare il popolo per la parte che gli spetta>>. 1) . #sercitano un servi!io liturgico anche, a) &l sacrista, che prepara diligente ente i libri liturgici, le vesti liturgiche e le altre cose che sono necessarie per la celebra!ione della 'essa.
>5

>; >:

>>

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( L$ 2&SC&1L&7$ 2#& S$C($'#7*&, &stru!ione "mmensae caritatis, 2? gennaio 1?:0, n. 1, $$S ;5 (1?:0) 2;5<2;;@ C.&.C, can. 20C, G 0. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 23. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, n. 1?, $$S 5? (1?;:) 0C;. Cf. ibidem, n. 21, $$S 5? (1?;:) 0C;<0C:.

0C

b) &l co entatore, che, secondo l"opportunit), rivolge breve ente ai fedeli spiega!ioni ed esorta!ioni per introdurli nella celebra!ione e eglio disporli a co prenderla. Ali interventi del co entatore siano preparati con cura, siano chiari e sobri. 7el co piere il suo ufficio, il co entatore sta in un luogo adatto davanti ai fedeli, non per all"a bone. c) Coloro che raccolgono le offerte in chiesa. d) Coloro che, in alcune regioni, accolgono i fedeli alla porta della chiesa, li dispongono ai propri posti e ordinano i loro ovi enti processionali. 1)#. B bene che, al eno nelle chiese cattedrali e nelle chiese aggiori, vi sia un inistro co petente o aestro delle celebra!ioni liturgiche, incaricato di predisporre con cura i sacri riti, e di preparare i inistri sacri e i fedeli laici a co pierli con decoro, ordine e devo!ione. 1)$. & co piti liturgici, che non sono propri del sacerdote o del diacono, e di cui si + detto sopra 5nn6 077-0789, possono essere affidati, con la benedi!ione liturgica o con incarico te poraneo, anche a laici idonei, scelti dal parroco o dal rettore della chiesa >?. (iguardo al co pito di servire il sacerdote all"altare, si osservino le disposi!ioni date dal %escovo per la sua diocesi. &%. L$ 2&S*(&E8D&67# 2#& C6'1&*& # L$ 1(#1$($D&67# 2#LL$ C#L#E($D&67# 1)%. L"unico e edesi o sacerdote deve se pre esercitare l"ufficio presiden!iale in tutte le sue parti, tranne ci che + proprio della 'essa in cui + presente il %escovo (Cf. n. .3). 1)&. Se sono presenti piF persone che possono esercitare lo stesso inistero, nulla i pedisce che si distribuiscano tra loro le varie parti di uno stesso inistero o ufficio e ciascuno svolga la sua. 1er ese pio, un diacono pu essere incaricato delle parti in canto e un altro del servi!io all"altare@ se vi sono piF letture, converr) distribuirle tra piF lettori, e cos via. 7on + affatto opportuno che piF persone si dividano fra loro un unico ele ento della celebra!ione, per es. che la edesi a lettura sia procla ata da due lettori, uno dopo l"altro, tranne che si tratti della 1assione del Signore. 11). Se nella 'essa con partecipa!ione di popolo vi + un solo uffici. inistro, egli co pia diversi

111. La prepara!ione pratica di ogni celebra!ione liturgica si faccia di co une e diligente intesa, secondo il 'essale e gli altri libri liturgici, fra tutti coloro che sono interessati rispettiva ente alla parte rituale, pastorale e usicale, sotto la dire!ione del rettore della chiesa e sentito anche il parere dei fedeli per quelle cose che li riguardano diretta ente. $l

>?

Cf. 167*&I&C&6 C67S&AL&6 1#( L"&7*#(1(#*$D&67# can. 20C, G 2, $$S >; (1??3) 531.

2#& *#S*& L#A&SL$*&%&,

risposta al dubbio circa il

01

sacerdote che presiede la celebra!ione spetta per se pre il diritto di disporre ci che a lui co pete?C.

?C

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 22.

02

C$1&*6L6 &% DI8ERSE 9ORME DI ,ELE-RA*IONE DELLA MESSA 112. 7ella Chiesa locale si deve davvero dare il pri o posto, co e lo richiede il suo significato, alla 'essa presieduta dal %escovo circondato dal suo presbiterio, dai diaconi e dai inistri laici?1 con la partecipa!ione piena e attiva del popolo santo di 2io. Si ha qui infatti una speciale anifesta!ione della Chiesa. 7ella 'essa che viene celebrata dal %escovo, o presieduta dal %escovo sen!a che celebri l"#ucaristia, si osservino le nor e che si trovano nel Ceri oniale dei %escovi?2. 113. Arande i portan!a si deve dare anche alla 'essa celebrata con una co unit), special ente parrocchiale@ essa, infatti, soprattutto nella celebra!ione co unitaria della do enica, anifesta la Chiesa universale in un o ento e in un luogo deter inato?0. 114. *ra le 'esse celebrate da deter inate co unit), particolare i portan!a ha la 'essa conventuale, che + parte dell"ufficio quotidiano, co e pure la 'essa detta della -co unit).. #, sebbene queste 'esse non co portino nessuna for a particolare di celebra!ione, tuttavia + quanto ai conveniente che siano celebrate con il canto e soprattutto con la piena partecipa!ione di tutti i e bri della co unit), sia di religiosi che di canonici. &n queste 'esse perci ognuno eserciti la sua fun!ione, secondo l"6rdine o il inistero ricevuto. $n!i, conviene che tutti i sacerdoti non tenuti a celebrare individual ente per l"utilit) pastorale dei fedeli, per quanto + possibile concelebrino in queste 'esse. &noltre tutti i sacerdoti e bri della co unit), tenuti a celebrare individual ente per il bene pastorale dei fedeli, possono, nello stesso giorno, concelebrare anche la 'essa conventuale o di co unit)?3. B preferibile infatti che i presbiteri presenti alla celebra!ione eucaristica, se non sono scusati da una giusta causa, esercitino nor al ente il inistero del proprio 6rdine e quindi partecipino co e concelebranti, indossando le sacre vesti. 2iversa ente indossano il proprio abito corale o la cotta sopra la veste talare. &. '#SS$ C67 &L 1616L6 11 . 1er 'essa con il popolo si intende quella celebrata con la partecipa!ione dei fedeli. Soprattutto nelle do eniche e nelle feste di precetto, conviene, per quanto + possibile, che
?1 ?2 ?0

?3

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 31. Cf. Caeremoniale Episcoporum, nn. 11?<1>;. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 32@ Costitu!ione dog atica sulla Chiesa, Lumen Gentium, n. 2>@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 5@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 2;, $$S 5? (1?;:) 555. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 3:, $$S 5? (1?;:) 5;5.

00

la celebra!ione si svolga con il canto e con un congruo nu ero di per anche sen!a canto e con un solo inistro.

inistri ?5@ si pu fare

11#. &n ogni celebra!ione della 'essa, se + presente il diacono, co pia il suo ufficio. B bene inoltre che un accolito, un lettore e un cantore assistano il sacerdote celebrante. &l rito qui sotto descritto prevede tuttavia la possibilit) di usare un nu ero anche aggiore di inistri. ,ose da 0!e0a!a!e 11$. L"altare sia ricoperto da al eno una tovaglia bianca. &n ogni celebra!ione sull"altare, o accanto ad esso, si pongano al eno due candelabri con i ceri accesi, o anche quattro o sei, special ente se si tratta della 'essa do enicale o festiva di precetto@ se celebra il %escovo della diocesi, si usino sette candelabri. &noltre, sull"altare, o vicino ad esso, si collochi la croce con l"i agine di Cristo crocifisso. & candelabri e la croce con l"i agine di Cristo crocifisso si possono portare nella processione di ingresso. Sopra l"altare si pu collocare l"#vangeliario, distinto dal libro delle altre letture, a eno che non venga portato nella processione d"ingresso. 11%. Si preparino pure, a) accanto alla sede del sacerdote, il 'essale e, se necessario, il libro dei canti@ b) sull"a bone, il Le!ionario@ c) sopra la creden!a, il calice, il corporale, il purificatoio e, secondo l"opportunit), la palla@ la patena e le pissidi, se sono necessarie@ il pane per la Co unione del sacerdote che presiede, dei diaconi, dei inistri e del popolo@ le a polle con il vino e l"acqua, a eno che tutte queste cose non vengano presentate dai fedeli all"offertorio@ un vaso con l"acqua da benedire se si co pie il rito dell"aspersione@ il piattello per la Co unione dei fedeli@ inoltre il necessario per lavarsi le ani. &l calice sia lodevol ente ricoperto da un velo, che pu essere o del colore del giorno o bianco. 11&. &n sagrestia, si preparino, secondo le varie for e di celebra!ione, le vesti sacre (Cf. nn. **,-*20) del sacerdote, del diacono e degli altri inistri, a) per il sacerdote, ca ice, stola, casula o pianeta@ b) per il diacono, ca ice, stola e dal atica@ in caso per di necessit) o di inor solennit), la dal atica si pu o ettere@ c) per gli altri inistri, ca ici o altre vesti legitti a ente approvate?;. *utti coloro che indossano il ca ice, usino il cingolo e l"a itto, a eno che per la for a stessa del ca ice non siano necessari. /uando si fa la processione d"ingresso, vengano preparati anche l"#vangeliario@ nelle do eniche e nelle feste, il turibolo e la navicella con l"incenso, se si usa l"incenso@ la croce
?5

?;

Cf. ibidem, n. 2;, $$S 5? (1?;:) 555@ &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, nn. 1;, 2:, $$S 5? (1?;:) 0C5, 0C>. Cf. &stru!ione interdicasteriale su alcune questioni circa la collabora!ione dei fedeli laici al inistero dei sacerdoti, Ecclesiae de mysterio, 15 agosto 1??:, art. ;, $$S >? (1??:) >;?.

03

da portare in processione, i candelabri con le candele accese. A4 MESSA SEN*A DIA,ONO Riti di int!oduzione 12). /uando il popolo + radunato, il sacerdote e i inistri, rivestiti delle vesti sacre, si avviano all"altare, in quest"ordine, a) il turiferario con il turibolo fu igante, se si usa l"incenso@ b) i inistri che portano i ceri accesi e, in e!!o a loro, l"accolito o un altro inistro con la croce@ c) gli accoliti e gli altri inistri@ d) il lettore, che pu portare l"#vangeliario un po" elevato, a non il Le!ionario@ e) il sacerdote che celebra la 'essa. Se si usa l"incenso, pri a di inca inarsi, il sacerdote pone l"incenso nel turibolo e lo benedice con un segno di croce sen!a dire nulla. 121. 2urante la processione all"altare, si esegue il canto d"ingresso (Cf. nn. 2,-2+). 122. $rrivati all"altare, il sacerdote e i inistri fanno un inchino profondo. La croce con l"i agine di Cristo crocifisso se portata in processione viene collocata presso l"altare perch4 sia la croce dell"altare, che deve essere una soltanto, altri enti si etta in disparte in un luogo degno. & candelabri invece si ettano sull"altare o accanto ad esso@ + bene che l"#vangeliario sia collocato sull"altare. 123. &l sacerdote accede all"altare e lo venera con il bacio. 1oi, secondo l"opportunit), incensa la croce e l"altare, girandogli intorno. 124. Iatto questo, il sacerdote si reca alla sede. *er inato il canto d"ingresso, tutti, sacerdote e fedeli, ri anendo in piedi, fanno il segno della croce. &l sacerdote dice, 7el no e del 1adre e del Iiglio e dello Spirito Santo@ il popolo risponde, $ en6 1oi, rivolto al popolo, e allargando le braccia, il sacerdote lo saluta con una delle for ule proposte. #gli stesso o un altro inistro pu anche introdurre breve ente i fedeli alla 'essa del giorno. 12 . Segue l"atto peniten!iale. 1oi si canta o si recita il JKrie eleison secondo le rubriche (Cf. n. :3). 12#. 7elle celebra!ioni in cui + stabilito, si canta o si recita il Aloria (Cf. n. :*). 12$. /uindi il sacerdote invita il popolo alla preghiera, dicendo a ani giunte, 1reghia o. # tutti insie e con il sacerdote pregano, per breve te po, in silen!io. 1oi il sacerdote, con le braccia allargate, dice la colletta@ al ter ine di questa, il popolo accla a, $ en.

05

Litu!1ia de''a Pa!o'a 12%. *er inata la colletta, tutti siedono. &l sacerdote in odo olto breve pu introdurre i fedeli alla Liturgia della 1arola. &l lettore va all"a bone e procla a la pri a lettura dal Le!ionario, gi) l) collocato pri a della 'essa. *utti ascoltano. $lla fine il lettore pronuncia l"accla a!ione 1arola di 2io e tutti rispondono (endia o gra!ie a 2io. /uindi si pu osservare, secondo l"opportunit), un breve o ento di silen!io affinch4 tutti editino breve ente ci che hanno ascoltato. 12&. /uindi, il sal ista, o lo stesso lettore, procla a i versetti del sal o, risponde abitual ente con il ritornello. entre il popolo

13). Se c"+ una seconda lettura pri a del %angelo, il lettore la procla a dall"a bone, tutti stanno in ascolto, e alla fine rispondono con l"accla a!ione co e + detto sopra ( n6 03+). 1oi, secondo l"opportunit), si pu osservare un breve o ento di silen!io. 131. 1oi tutti si al!ano e si canta l"$lleluia o un altro canto, co e richiesto dal te po liturgico (Cf. nn. 83-82). 132. 'entre si canta l"$lleluia o un altro canto, se si usa l"incenso, il sacerdote lo ette nel turibolo e lo benedice. /uindi, a ani giunte, e inchinato profonda ente davanti all"altare, dice sottovoce, 1urifica il io cuore. 133. 1oi, se l"#vangeliario + sull"altare, lo prende e, preceduto da inistri laici, che possono portare il turibolo e i ceri, si reca all"a bone, tenendo un po" elevato l"#vangeliario. & presenti si rivolgono verso l"a bone, per anifestare una particolare riveren!a al %angelo di Cristo. 134. $ll"a bone il sacerdote apre il libro e, a ani giunte, dice, &l Signore sia con voi, entre il popolo risponde, # con il tuo spirito@ quindi, 2al %angelo secondo 7., tracciando con il pollice il segno di croce sul libro e sulla propria persona, in fronte, sulla bocca e sul petto, gesto che co piono anche tutti i presenti. &l popolo accla a, dicendo, Aloria a te, o Signore. &l sacerdote, se si usa il turibolo, incensa il libro (Cf. nn. 3,8-3,,). /uindi procla a il %angelo, concludendo con l"accla a!ione, 1arola del Signore, alla quale tutti rispondono, Lode a te, o Cristo. &l sacerdote bacia il libro, dicendo sottovoce, La parola del %angelo cancelli i nostri peccati. 13 . /uando anca il lettore, il sacerdote stesso procla a tutte le letture e il sal o stando all"a bone. /ui, se lo si usa, pone l"incenso nel turibolo, lo benedice e, inchinandosi profonda ente, dice, 1urifica il io cuore. 13#. &l sacerdote, stando alla sede o allo stesso a bone, o, secondo l"opportunit), in un altro luogo idoneo, pronuncia l"o elia, al ter ine della quale si pu osservare un o ento di silen!io.

0;

13$. &l si bolo (Credo) viene cantato o recitato dal sacerdote insie e con il popolo (Cf. n. 8+), stando tutti in piedi. $lle parole, # per opera dello Spirito Santo... e si + fatto uo o, tutti si inchinano profonda ente@ nelle solennit) dell"$nnuncia!ione (25 ar!o) e del 7atale del Signore (25 dice bre) tutti genuflettono. 13%. *er inato il canto o la procla a!ione della professione di fede, il sacerdote stando alla sede, a ani giunte, con una breve oni!ione invita i fedeli alla preghiera universale. /uindi il cantore, il lettore o un altro inistro, dall"a bone o da un altro luogo conveniente, rivolto al popolo propone le inten!ioni, entre il popolo risponde supplicando. $lla fine il sacerdote, a braccia aperte, conclude la preghiera con un"ora!ione. Litu!1ia eu(a!isti(a 13&. *er inata la preghiera dei fedeli, tutti siedono e ha ini!io il canto di offertorio (Cf. n. ,2). L"accolito o un altro inistro laico colloca sull"altare il corporale, il purificatoio, il calice, la palla e il 'essale. 14). B bene che la partecipa!ione dei fedeli si anifesti con l"offerta del pane e del vino per la celebra!ione dell"#ucaristia, sia di altri doni, per le necessit) della Chiesa e dei poveri. Le offerte dei fedeli sono ricevute dal sacerdote, aiutato dall"accolito o da un altro inistro. &l pane e il vino per l"#ucaristia sono consegnati al celebrante, che li depone sull"altare, entre gli altri doni sono deposti in un altro luogo adatto (Cf. n. ,*). 141. $ll"altare il sacerdote riceve la patena con il pane, e tenendola con entra be le ani un po" sollevata sull"altare, dice sottovoce, Eenedetto sei tu, Signore. /uindi depone la patena con il pane sopra il corporale. 142. 1oi il sacerdote, stando a lato dell"altare, dalle a polline presentate dal inistro, versa il vino e un po" d"acqua nel calice, dicendo sottovoce, L"acqua unita al vino. (itornato al centro dell"altare, prende il calice e, tenendolo un po" sollevato con entra be le ani, dice sottovoce, Eenedetto sei tu, Signore@ quindi depone il calice sul corporale e, se occorre, lo copre con la palla. Se non si fa il canto all"offertorio o non si suona l"organo, il sacerdote, nella presenta!ione del pane e del vino, pu dire ad alta voce le for ule della benedi!ione, alle quali il popolo risponde, Eenedetto nei secoli il Signore. 143. 2eposto il calice sull"altare, il sacerdote, inchinandosi profonda ente, dice sottovoce, 8 ili e pentiti. 144. Se si usa l"incenso, il sacerdote lo infonde nel turibolo, lo benedice sen!a nulla dire e incensa le offerte, la croce e l"altare. &l inistro, stando a lato dell"altare, incensa il celebrante, poi il popolo.

0:

14 . 2opo la preghiera 8 ili e pentiti, oppure dopo l"incensa!ione, il sacerdote, stando a lato dell"altare, si lava le ani con l"acqua versatagli dal inistro, dicendo sottovoce, Lava i, Signore, da ogni colpa. 14#. (itornato al centro dell"altare, il sacerdote, rivolto al popolo, allargando e ricongiungendo le ani, lo invita a pregare dicendo, 1regate, fratelli. &l popolo si al!a e risponde, &l Signore riceva6 2opo la risposta del popolo, il sacerdote, con le braccia allargate, dice l"ora!ione sopra le offerte. $l ter ine, il popolo accla a, $ en. 14$. /uindi il sacerdote ini!ia la 1reghiera eucaristica. Secondo le rubriche (Cf. n. *8:) ne sceglie una fra quelle che si trovano nel 'essale (o ano o che sono approvate dalla Santa Sede. La 1reghiera eucaristica esige, per sua natura, di essere pronunciata dal solo sacerdote, in for!a dell"ordina!ione. &l popolo invece si associ al sacerdote con fede e in silen!io, ed anche con gli interventi stabiliti nel corso della 1reghiera eucaristica, quali sono le risposte nel dialogo del 1refa!io, il Santo, l"accla a!ione dopo la consacra!ione e l"$ en dopo la dossologia finale, ed altre accla a!ioni approvate dalla Conferen!a #piscopale e confer ate dalla Santa Sede. B assai conveniente che il sacerdote canti le parti della 1reghiera eucaristica che sono indicate in usica. 14%. &l sacerdote, quando ini!ia la 1reghiera eucaristica, allargando le braccia, canta o dice, &l Signore sia con voi@ entre il popolo risponde, # con il tuo spirito6 1rosegue, &n alto i nostri cuori, e intanto innal!a le ani. &l popolo risponde, Sono rivolti al Signore. 1oi il sacerdote, con le braccia aperte, soggiunge, (endia o gra!ie al Signore, nostro 2io, e il popolo risponde, B cosa buona e giusta. 1oi il sacerdote, con le braccia allargate, continua il prefa!io@ al ter ine di esso, a ani giunte, canta o dice ad alta voce, insie e con tutti i presenti, Santo (Cf. n. ,. b). 14&. &l sacerdote prosegue la 1reghiera eucaristica, secondo le rubriche indicate in ogni for ulario della 1reghiera stessa. Se il celebrante + un %escovo, nelle 1reghiere, dopo le parole, il nostro 1apa 76 soggiunge, e, indegno tuo servo. 6 dopo le parole, del nostro 1apa 7., aggiunge, di e indegno tuo servo. Se invece il %escovo celebra fuori della sua 2iocesi, dopo le parole, il nostro 1apa 7. aggiunge, e e indegno tuo servo, e il io fratello 7., %escovo di questa Chiesa 7., o dopo le parole, del nostro 1apa 76, aggiunge, di e indegno tuo servo, e del io fratello 7., %escovo di questa Chiesa 7. &l %escovo diocesano o colui che + ad esso equiparato a nor a del diritto, si deve no inare con questa for ula, con il tuo servo il nostro 1apa 7. e il nostro %escovo (o %icario, 1relato, 1refetto, $bate) 7. 7ella 1reghiera eucaristica + per esso no inare i %escovi Coadiutori e $usiliari, non invece altri %escovi eventual ente presenti. /uando si dovessero fare piF no i, si dice con for ula generale, e con il nostro %escovo 7. e i %escovi suoi collaboratori. &n ogni 1reghiera eucaristica tali for ule si devono adattare, secondo le esigen!e gra aticali.

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1 ). 1oco pri a della consacra!ione, il inistro, se + opportuno, avverte i fedeli con un segno di ca panello. Cos pure suona il ca panello alla presenta!ione al popolo dell"ostia consacrata e del calice secondo le consuetudini locali. Se si usa l"incenso, quando, dopo la consacra!ione, si ostrano al popolo l"ostia e il calice, il inistro li incensa. 1 1. 2opo la consacra!ione, il sacerdote dice, 'istero della fede e il popolo risponde con un"accla a!ione, scegliendo una for ula fra quelle prescritte. $l ter ine della 1reghiera eucaristica, il sacerdote, prendendo la patena con l"ostia insie e al calice, ed elevandoli entra bi, pronuncia, lui solo, la dossologia, 1er Cristo6 &l popolo al ter ine accla a, $ en. 1oi il sacerdote depone sopra il corporale la patena e il calice. 1 2. Conclusa la 1reghiera eucaristica, il sacerdote, a ani giunte, dice la oni!ione che precede l"ora!ione del Signore e recita poi il 1adre nostro, con le braccia allargate, insie e con il popolo. 1 3. $l ter ine del 1adre nostro, il sacerdote, con le braccia allargate, dice da solo l"e bolis o Liberaci, o Signore, dopo il quale il popolo accla a, *uo + il regno6 1 4. /uindi il sacerdote, con le braccia allargate, dice ad alta voce la preghiera, Signore AesF Cristo@ ter inata la preghiera, allargando e ricongiungendo le ani, annuncia la pace, dicendo verso il popolo, La pace del Signore sia se pre con voi. &l popolo risponde, # con il tuo spirito. 1oi, secondo l"opportunit), il sacerdote soggiunge, Sca biatevi il dono della pace. &l sacerdote pu dare la pace ai inistri, ri anendo tuttavia se pre nel presbiterio, per non disturbare la celebra!ione. Cos ugual ente faccia se, per qualche buon otivo, vuol dare la pace ad alcuni fedeli. *utti per, secondo quanto + stabilito dalla Conferen!a #piscopale, si anifestano reciproca ente pace, co unione e carit). /uando si d) la pace, si pu dire, La pace del Signore sia se pre con te, a cui si risponde, $ en. 1 . &l sacerdote prende l"ostia, la spe!!a sopra la patena e ne ette una particella nel calice, dicendo sottovoce, &l Corpo e il Sangue... uniti in questo calice. &ntanto la sc ola e il popolo cantano o dicono, $gnello di 2io (Cf. n. +*). 1 #. /uindi il sacerdote dice sottovoce e con le ani giunte la preghiera alla Co unione, Signore AesF Cristo, Iiglio del 2io vivo, oppure La Co unione con il tuo Corpo. 1 $. *er inata la preghiera, il sacerdote genuflette, prende l"ostia consacrata nella stessa 'essa e, tenendola alquanto sollevata sopra la patena o sopra il calice, rivolto al popolo, dice, #cco l"$gnello di 2io, e, insie e con il popolo, prosegue, 6 Signore, non sono degno6 1 %. 1oi, rivolto all"altare, il sacerdote dice sottovoce, &l Corpo di Cristo i custodisca per la vita eterna, e con riveren!a si ciba del Corpo di Cristo. /uindi prende il calice, dicendo

0?

sottovoce, &l Sangue di Cristo Sangue di Cristo.

i custodisca per la vita eterna, e con riveren!a beve il

1 &. 'entre il sacerdote si co unica, si ini!ia il canto alla Co unione (Cf. n. +8). 1#). 1oi il sacerdote prende la patena o la pisside e si reca dai co unicandi, che nor al ente si avvicinano processional ente. 7on + per esso ai fedeli prendere da se stessi il pane consacrato o il sacro calice, tanto eno passarselo di ano in ano. & fedeli si co unicano in ginocchio o in piedi, co e stabilito dalla Conferen!a #piscopale. /uando per si co unicano stando in piedi, si racco anda che, pri a di ricevere il Sacra ento, facciano la debita riveren!a, da stabilire dalle stesse nor e. 1#1. Se la Co unione si fa sotto la sola specie del pane, il sacerdote eleva alquanto l"ostia e la presenta a ciascuno dicendo, &l Corpo di Cristo. &l co unicando risponde, $ en, e riceve il sacra ento in bocca o, nei luoghi in cui + stato per esso, sulla ano, co e preferisce. &l co unicando, appena ha ricevuto l"ostia sacra, la consu a total ente. Se invece la Co unione si fa sotto le due specie si segue il rito descritto a suo luogo (Cf. nn. 3+2-3+,). 1#2. 7el caso siano presenti altri presbiteri, essi possono aiutare il sacerdote nella distribu!ione della Co unione. Se non ve ne sono a disposi!ione e il nu ero dei co unicandi + olto grande, il sacerdote pu chia are in aiuto inistri straordinari, cio+ l"accolito istituito, o anche altri fedeli a ci deputati secondo il diritto ?:. &n caso di necessit), il sacerdote pu incaricare volta per volta fedeli idonei?>. /uesti inistri non salgano all"altare pri a che il sacerdote abbia fatto la Co unione e ricevano se pre dalla ano del sacerdote il vaso in cui si custodiscono le specie della Ss. a #ucaristia da distribuire ai fedeli. 1#3. *er inata la distribu!ione della Co unione, il sacerdote all"altare consu a subito e total ente il vino consacrato ri asto@ invece le ostie consacrate, che sono avan!ate, o le consu a all"altare o le porta al luogo destinato alla conserva!ione dell"#ucaristia. &l sacerdote, ritornato all"altare, raccoglie i fra enti, se ce ne fossero@ poi, stando all"altare o alla creden!a, purifica la patena o la pisside sopra il calice, purifica poi il calice dicendo sottovoce, &l sacra ento ricevuto, e lo asterge con il purificatoio. Se i vasi sacri sono stati astersi all"altare, il inistro li porta alla creden!a. & vasi sacri da purificare, soprattutto se fossero olti, si possono anche lasciare, opportuna ente ricoperti, sull"altare o alla creden!a, sopra il corporale@ la purifica!ione si co pie subito dopo la 'essa, una volta congedato il popolo.
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?>

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( & S$C($'#7*& # &L C8L*6 2&%&76, &stru!ione "nestimabile donum, 0 aprile 1?>C, n. 1C, $$S :2 (1?>C) 00;@ &stru!ione interdicasteriale su alcune questioni circa la collabora!ione dei fedeli laici al inistero dei sacerdoti, Ecclesiae de mysterio, 15 agosto 1??:, art. >, $$S >? (1??:) >:1. Cf. sotto, $ppendice &&&, (ito per incaricare /olta per /olta un fedele per la distribu'ione dell)Eucaristia.

3C

1#4. Co piuta la purifica!ione, il sacerdote pu ritornare alla sede. Si pu osservare, per un te po conveniente, il sacro silen!io, oppure cantare un sal o, un altro canto di lode o un inno (Cf. n. ++). 1# . 1oi, stando alla sede o all"altare, il sacerdote, rivolto al popolo, dice a ani giunte, 1reghia o, e, a braccia allargate, dice l"ora!ione dopo la Co unione, alla quale pu pre ettere una breve pausa di silen!io, a eno che sia gi) stato osservato subito dopo la Co unione. $l ter ine dell"ora!ione il popolo accla a, $ en. Riti di (on('usione 1##. 2etta l"ora!ione dopo la Co unione, si possono dare, se occorre, brevi co unica!ioni al popolo. 1#$. 1oi il sacerdote, allargando le braccia, saluta il popolo, dicendo, &l Signore sia con voi@ il popolo risponde, # con il tuo spirito. &l sacerdote congiunge ancora le ani e subito, tenendo la ano sinistra sul petto e al!ando la destra, soggiunge, %i benedica 2io onnipotente, e, tracciando il segno di croce sopra il popolo, prosegue, 1adre e Iiglio e Spirito Santo. *utti rispondono, $ en. &n giorni e circostan!e particolari, questa benedi!ione, secondo le rubriche, viene espressa e arricchita con l"ora!ione sul popolo o con un"altra for ula piF solenne. &l %escovo benedice il popolo secondo la for ula a lui propria, tracciando tre volte il segno di croce&&. 1#%. Subito dopo la benedi!ione, il sacerdote, a ani giunte, aggiunge, La 'essa + finita, andate in pace@ e tutti rispondono, (endia o gra!ie a 2io. 1#&. &nfine il sacerdote venera l"altare con il bacio e, fatto un profondo inchino all"altare insie e con i inistri laici, con loro si ritira. 1$). Se alla 'essa segue un"altra a!ione liturgica, si tralasciano i riti di conclusione, cio+ il saluto, la benedi!ione e il congedo. -4 MESSA ,ON IL DIA,ONO 1$1. &l diacono, quando + presente alla celebra!ione eucaristica, rivestito delle sacre vesti, eserciti il suo inistero. #gli infatti, a) sta accanto al sacerdote e lo aiuta@ b) all"altare, svolge il suo servi!io al calice e al libro@ c) procla a il %angelo e pu, per incarico del sacerdote celebrante, tenere l"o elia (Cf. n. 88)@
??

Cf. Caeremoniale Episcoporum, nn. 111><1121.

31

d) guida il popolo dei fedeli con opportune oni!ioni ed enuncia le inten!ioni della preghiera universale@ e) aiuta il sacerdote celebrante nella distribu!ione della Co unione, purifica e ripone i vasi sacri@ f) co pie lui stesso gli uffici degli altri inistri, secondo la necessit), quando nessuno di essi + presente. Riti di int!oduzione 1$2. &l diacono precede il sacerdote nella processione verso l"altare portando l"#vangeliario un po" elevato@ altri enti incede al suo fianco. 1$3. &l diacono, se porta l"#vangeliario, quando + giunto all"altare, vi si accosta, o ettendo la reveren!a. /uindi, deposto l"#vangeliario sull"altare, insie e con il sacerdote venera l"altare con il bacio. Se invece non porta l"#vangeliario, fa con il sacerdote nel odo consueto un profondo inchino all"altare e con lui lo venera con il bacio. &nfine, se si usa l"incenso, assiste il sacerdote nell"infusione dell"incenso nel turibolo e nella incensa!ione della croce e dell"altare. 1$4. &ncensato l"altare, insie e con il sacerdote si reca alla sede@ qui ri ane accanto al sacerdote, prestandogli servi!io secondo le necessit). Litu!1ia de''a Pa!o'a 1$ . 'entre si canta l"$lleluia o un altro canto, se si usa il turibolo, aiuta il sacerdote nell"infusione dell"incenso, quindi, inchinandosi profonda ente dinan!i al sacerdote, chiede la benedi!ione dicendo a bassa voce, Eenedici i, o padre. &l sacerdote lo benedice con la for ula, &l Signore sia nel tuo cuore. &l diacono si segna con il segno di croce e risponde, $ en. 1oi, fatta la debita riveren!a all"altare, prende l"#vangeliario che vi + stato collocato sopra e va all"a bone, portando il libro un po" elevato@ lo precedono il turiferario con il turibolo fu igante e i inistri con i ceri accesi. /ui saluta il popolo dicendo, a ani giunte, &l Signore sia con voi, quindi, alle parole 2al %angelo secondo 7., con il pollice segna il libro e poi se stesso sulla fronte, sulla bocca e sul petto, incensa il libro e procla a il %angelo. *er inata la lettura, accla a, 1arola del Signore@ tutti rispondono, Lode a te, o Cristo6 /uindi venera il libro con il bacio, dicendo sottovoce, La parola del %angelo, e ritorna presso il sacerdote. /uando il diacono serve il %escovo, gli porta il libro da baciare o lui stesso lo bacia, dicendo sottovoce, La parola del %angelo. 7elle celebra!ioni piF solenni il %escovo, secondo l"opportunit), i parte al popolo la benedi!ione con l"#vangeliario. L"#vangeliario infine pu essere portato alla creden!a o in altro luogo adatto e degno. 1$#. Se anca un altro lettore idoneo, il diacono procla i anche le altre letture.

32

1$$. $lla preghiera dei fedeli, dopo l"introdu!ione del sacerdote, il diacono propone le varie inten!ioni, stando abitual ente all"a bone. Litu!1ia eu(a!isti(a 1$%. *er inata la preghiera universale, entre il sacerdote ri ane alla sede, il diacono prepara l"altare con l"aiuto dell"accolito@ spetta a lui la cura dei vasi sacri. Sta accanto al sacerdote e lo aiuta nel ricevere i doni del popolo. 1resenta al sacerdote la patena con il pane da consacrare@ versa il vino e un po" d"acqua nel calice, dicendo sottovoce, L"acqua unita al vino, e lo presenta poi al sacerdote. /uesta prepara!ione del calice, la pu fare alla creden!a. Se si usa l"incenso, assiste il sacerdote nell"incensa!ione delle offerte, della croce e dell"altare, poi lui stesso, o l"accolito, incensa il sacerdote e il popolo. 1$&. 2urante la 1reghiera eucaristica, il diacono sta accanto al sacerdote, a un po" indietro, per attendere, quando occorre, al calice e al 'essale. /uindi dall"epiclesi fino all"ostensione del calice il diacono abitual ente sta in ginocchio. Se sono presenti piF diaconi, uno di essi, al o ento della consacra!ione, pu ettere l"incenso nel turibolo e incensare durante l"ostensione dell"ostia e del calice. 1%). $lla dossologia finale della 1reghiera eucaristica, stando accanto al sacerdote, tiene sollevato il calice, entre il sacerdote eleva la patena con l"ostia, finch4 il popolo non abbia accla ato l"$ en. 1%1. 2opo che il sacerdote ha detto la preghiera per la pace e rivolto l"augurio, La pace del Signore sia se pre con voi, al quale il popolo risponde, # con il tuo spirito, il diacono, secondo l"opportunit), invita a darsi sca bievol ente la pace, dicendo, a ani giunte e rivolto verso il popolo, Sca biatevi il dono della pace. (iceve dal sacerdote la pace, e la pu dare agli altri inistri a lui piF vicini. 1%2. 2opo che il sacerdote si + co unicato, il diacono riceve la Co unione sotto le due specie dallo stesso sacerdote, quindi aiuta il sacerdote a distribuire la Co unione al popolo. Se la Co unione viene distribuita sotto le due specie, porge il calice a quanti si co unicano@ poi, ter inata la distribu!ione, all"altare devota ente consu a subito il Sangue di Cristo che + ri asto, con l"aiuto, se il caso lo richiede, degli altri diaconi e presbiteri. 1%3. *er inata la distribu!ione della Co unione, il diacono ritorna all"altare con il sacerdote, raccoglie i fra enti, se ve ne fossero, quindi porta alla creden!a il calice e gli altri vasi sacri, dove li purifica e riordina, co e di nor a, entre il sacerdote ritorna alla sede. & vasi sacri da purificare si possono anche lasciare opportuna ente ricoperti alla creden!a, sopra il corporale@ la purifica!ione si co pia subito dopo la 'essa, una volta congedato il popolo. Riti di (on('usione

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1%4. 2etta l"ora!ione dopo la Co unione, il diacono d) al popolo brevi co unica!ioni, a eno che il sacerdote preferisca darle personal ente. 1% . Se si usa l"ora!ione sul popolo o la for ula della benedi!ione solenne, il diacono dice, &nchinatevi per la benedi!ione. 2opo la benedi!ione del sacerdote, il diacono congeda il popolo dicendo, a ani giunte e rivolto verso il popolo, La 'essa + finita andate in pace. *utti rispondono, (endia o gra!ie a 2io. 1%#. /uindi, insie e con il sacerdote, venera l"altare con il bacio e, fatto un profondo inchino, ritorna allo stesso odo co e era venuto. ,4 ,OMPITI DELL5A,,OLITO 1%$. & co piti che l"accolito pu svolgere sono di vario genere@ olti di essi si possono presentare conte poranea ente. Conviene quindi distribuire i vari co piti tra piF accoliti@ se per + presente un solo accolito, svolga lui stesso gli uffici piF i portanti, e gli altri vengano distribuiti tra piF inistri. Riti inizia'i 1%%. 7ella processione all"altare, l"accolito pu portare la croce, affiancato da due inistri con i ceri accesi. Aiunto all"altare, colloca la croce presso l"altare, affinch4 sia la croce dell"altare, altri enti la ripone in un luogo degno. /uindi va al suo posto in presbiterio. 1%&. 2urante l"intera celebra!ione, + co pito dell"accolito accostarsi, all"occorren!a, al sacerdote o al diacono per presentare loro il libro o per aiutarli in tutto ci che + necessario. Conviene pertanto che, per quanto possibile, occupi un posto dal quale possa svolgere co oda ente il suo co pito, sia alla sede che all"altare. Litu!1ia eu(a!isti(a 1&). &n assen!a del diacono, ter inata la preghiera universale, entre il sacerdote ri ane alla sede, l"accolito dispone sull"altare il corporale, il purificatoio, il calice, la palla e il 'essale. /uindi, se necessario, aiuta il sacerdote nel ricevere i doni del popolo e, secondo l"opportunit), porta all"altare il pane e il vino e li consegna al sacerdote. Se si usa l"incenso, presenta il turibolo al sacerdote, e lo assiste poi nell"incensa!ione delle offerte, della croce e dell"altare. /uindi incensa il sacerdote e il popolo. 1&1. L"accolito istituito, se necessario, pu, co e inistro straordinario, aiutare il sacerdote nella distribu!ione della Co unione al popolo 1CC. Se si fa la Co unione sotto le due specie, in assen!a del diacono, l"accolito presenta il calice ai co unicandi, o tiene lui stesso il calice, se la Co unione si d) per intin!ione.
1CC

Cf. 1$6L6 %&, Lett. $p. Ministeria 1uaedam, 15 agosto 1?:2, $$S ;3 (1?:2) 502.

33

1&2. L"accolito istituito, ter inata la distribu!ione della Co unione, aiuta il sacerdote o il diacono a purificare e riordinare i vasi sacri. &n assen!a del diacono, l"accolito istituito porta i vasi sacri alla creden!a e l, co e si usa abitual ente, li purifica, li asterge e li riordina. 1&3. *er inata la celebra!ione della 'essa, l"accolito e gli altri inistri, insie e al sacerdote e al diacono, ritornano in sagrestia processional ente nello stesso odo e ordine con il quale erano arrivati. D4 ,OMPITI DEL LETTORE Riti inizia'i 1&4. 7ella processione all"altare, in assen!a del diacono, il lettore, indossata una veste approvata, pu portare l"#vangeliario un po" elevato@ in tal caso procede davanti al sacerdote@ altri enti, incede con gli altri inistri. 1& . Aiunto all"altare, fa" con gli altri un profondo inchino. Se porta l"#vangeliario, accede all"altare e ve lo depone. /uindi va ad occupare il suo posto in presbiterio con gli altri inistri. Litu!1ia de''a Pa!o'a 1&#. 1rocla a dall"a bone le letture che precedono il %angelo. &n pu anche procla are il sal o responsoriale dopo la pri a lettura. ancan!a del sal ista,

1&$. &n assen!a del diacono, dopo l"introdu!ione del sacerdote, pu proporre dall"a bone le inten!ioni della preghiera universale. 1&%. Se all"ingresso 6 alla Co unione non si fa un canto, e se non vengono recitate dai fedeli le antifone indicate nel 'essale, le pu dire il lettore al te po dovuto (Cf. n. 2+, +,). &&. '#SS$ C67C#L#E($*$ 1&&. La concelebra!ione, nella quale si anifesta assai bene l"unit) del sacerdo!io, del sacrificio e di tutto il popolo di 2io, + prescritta dal rito stesso, nell"ordina!ione del %escovo e dei presbiteri, nella benedi!ione dell"abate e nella 'essa cris ale. B invece racco andata, se l"utilit) dei fedeli non richiede o suggerisce altro, a) nella 'essa vespertina -7ella Cena del Signore.@ b) nella 'essa celebrata in occasione di Concili, di raduni di %escovi e di Sinodi@ c) nella 'essa conventuale e nella 'essa principale nelle chiese e negli oratori@

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d) nelle 'esse in occasione di incontri di sacerdoti, secolari o religiosi, qualunque sia il carattere di tali incontri1C1. $l singolo sacerdote sia tuttavia per esso celebrare l"#ucaristia in odo individuale, non per nel te po in cui nella stessa chiesa o oratorio si tiene la concelebra!ione. 'a il Aioved della Setti ana santa nella 'essa vespertina -7ella Cena del Signore. e nella 'essa della %eglia 1asquale non + per esso celebrare in odo individuale. 2)). & presbiteri pellegrini siano accolti volentieri nella concelebra!ione eucaristica, purch4 sia riconosciuta la loro condi!ione di sacerdoti. 2)1. /uando vi + un nu ero considerevole di sacerdoti, se la necessit) o l"utilit) pastorale lo suggerisce, si possono svolgere anche piF concelebra!ioni nello stesso giorno@ si devono tuttavia tenere in te pi successivi o in luoghi sacri diversi1C2. 2)2. Spetta al %escovo, a nor a del diritto, regolare la disciplina della concelebra!ione nella sua diocesi. 2)3. 1articolare i portan!a si deve dare a quella concelebra!ione, in cui i presbiteri di una diocesi concelebrano con il proprio %escovo, nella 'essa sta!ionale soprattutto nei giorni piF solenni dell"anno liturgico, nella 'essa dell"ordina!ione del nuovo %escovo diocesano o del suo Coadiutore o $usiliare, nella 'essa cris ale, nella 'essa vespertina -7ella Cena del Signore., nelle celebra!ioni del Santo Iondatore della Chiesa locale o del 1atrono della diocesi, negli anniversari del %escovo e infine in occasione del Sinodo o della visita pastorale. 1er lo stesso otivo si racco anda la concelebra!ione tutte le volte che i sacerdoti si radunano insie e con il proprio %escovo, sia in occasione di eserci!i spirituali, sia per qualche altro convegno. &n tali circostan!e viene anifestato in odo piF evidente quel segno dell"unit) del sacerdo!io, co e pure della Chiesa stessa, che + proprio di ogni concelebra!ione1C0. 2)4. 1er otivi particolari, suggeriti dal significato del rito o della festa, + concesso celebrare o concelebrare piF volte nello stesso giorno nei seguenti casi, a) chi ha celebrato o concelebrato al Aioved della Setti ana santa la 'essa cris ale, pu celebrare o concelebrare anche la 'essa vespertina -7ella Cena del Signore.@ b) chi ha celebrato o concelebrato la 'essa della %eglia 1asquale pu celebrare o concelebrare la 'essa del giorno di 1asqua@ c) nel 7atale del Signore tutti i sacerdoti possono celebrare o concelebrare le tre 'esse, purch4 lo facciano nelle ore corrispondenti@ d) nel giorno della Co e ora!ione di tutti i fedeli defunti, tutti i sacerdoti possono celebrare o concelebrare tre 'esse, purch4 le celebra!ioni avvengano in te pi diversi e
1C1

1C2

1C0

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 5:@ C&C, can. ?C2. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 3:, $$S 5? (1?;:) 5;;. Cf. ibidem, 5;5.

3;

osservando ci che + stato stabilito per l"applica!ione della seconda e ter!a 'essa1C3@ e) chi in occasione del Sinodo, della visita pastorale o di incontri sacerdotali concelebra col %escovo o con un suo delegato, pu di nuovo celebrare, per l"utilit) dei fedeli. La stessa possibilit) + data, con gli opportuni adatta enti, anche per le riunioni dei religiosi. 2) . La 'essa concelebrata, in qualunque for a si svolga, + ordinata secondo le nor e che co une ente si devono osservare (Cf. nn. 003-0.+), tenute presenti le varianti qui sotto indicate. 2)#. 7essuno ai vada o sia a esso a concelebrare quando la 'essa + gi) ini!iata.

2)$. &n presbiterio si preparino, a) le sedi e i sussidi per i sacerdoti concelebranti@ b) sulla creden!a, un calice di sufficiente capacit) o piF calici. 2)%. Se non + presente il diacono, i co piti a lui propri sono svolti da alcuni concelebranti. Se non vi sono gli altri inistri, le parti loro proprie si possono affidare ad altri fedeli idonei, altri enti vengono assolte da alcuni concelebranti. 2)&. & concelebranti, in sagrestia o in altro luogo adatto, indossano le vesti sacre che abitual ente si utili!!ano nella celebra!ione individuale. *uttavia per un ragionevole otivo, co e ad ese pio un nu ero notevole di concelebranti e la ancan!a di para enti, i concelebranti, fatta se pre ecce!ione per il celebrante principale, possono fare a eno della casula o pianeta e usare soltanto la stola sopra il ca ice. Riti di int!oduzione 21). 1reparata ogni cosa in odo ordinato, si fa, co e di consueto, la processione attraverso la chiesa fino all"altare. & sacerdoti concelebranti precedono il celebrante principale. 211. Aiunti all"altare, i sacerdoti concelebranti e il sacerdote celebrante principale, fatto un profondo inchino, venerano l"altare con il bacio, quindi si recano al posto loro assegnato. &l sacerdote celebrante principale, secondo l"opportunit), incensa la croce e l"altare@ si reca poi alla sede. Litu!1ia de''a Pa!o'a 212. 2urante la Liturgia della 1arola, i sacerdoti concelebranti stanno al loro posto e nel sedersi e nell"al!arsi si unifor ano al sacerdote celebrante principale. &ni!iato il canto dell"$lleluia, tutti si al!ano, tranne il %escovo, che i pone l"incenso sen!a nulla dire e benedice il diacono o, se questo + assente, il concelebrante che
1C3

Cf. E#7#2#**6 9%, Cost. $p. "ncruentum altaris sacrificium, 1C agosto 1?15, $$S : (1?15) 3C1<3C3.

3:

procla er) il %angelo. *uttavia nella concelebra!ione presieduta da un presbitero, il concelebrante che procla a il %angelo in assen!a del diacono n4 chiede n4 riceve la benedi!ione del celebrante principale. 213. L"o elia + tenuta nor al ente dal sacerdote celebrante principale o da uno dei concelebranti. Litu!1ia eu(a!isti(a 214. La prepara!ione dei doni (Cf. nn. 0*.-028) viene co piuta dal celebrante principale@ gli altri concelebranti restano al loro posto. 21 . 2opo che il celebrante principale ha recitato l"ora!ione sulle offerte, i concelebranti si avvicinano all"altare disponendosi attorno ad esso, in odo per da non intralciare lo svolgi ento dei riti, da per ettere ai fedeli di vedere bene l"a!ione sacra e al diacono di avvicinarsi facil ente all"altare per svolgere il suo inistero. &l diacono eserciti il suo inistero all"altare, servendo quando + necessario al calice e al 'essale. *uttavia, per quanto + possibile, egli sta abbastan!a arretrato, un po" indietro rispetto ai sacerdoti concelebranti che si dispongono attorno al celebrante principale. Modo di di!e 'a P!e12ie!a eu(a!isti(a 21#. &l prefa!io viene cantato o detto dal solo sacerdote celebrante principale@ il Santo viene cantato o recitato da tutti i concelebranti insie e con il popolo e la sc ola. 21$. *er inato il Santo, i sacerdoti concelebranti proseguono la recita della 1reghiera eucaristica, nel odo sotto indicato. Soltanto il celebrante principale co pie i gesti, salvo indica!ioni contrarie. 21%. Le parti che sono pronunciate da tutti i concelebranti, in odo particolare le parole della consacra!ione, che tutti sono tenuti ad espri ere, si devono recitare sottovoce, in odo che venga udita chiara ente la voce del celebrante principale. &n tal odo le parole sono piF facil ente intese dal popolo. Le parti che devono essere dette insie e da tutti i concelebranti, se sul 'essale sono usicate, + bene che vengano cantate. Preg iera eucaristica " o Canone romano 21&. 7ella 1reghiera eucaristica & o Canone ro ano, solo il celebrante principale, con le braccia allargate, dice il 1adre cle entissi o. 22). &l ricordo dei vivi (icordati, Signore e il &n co unione conviene siano affidati all"uno o all"altro dei sacerdoti concelebranti, che dice queste preghiere da solo, con le braccia allargate e ad alta voce.

3>

221. &l solo celebrante principale, con le braccia allargate, dice l"$ccetta con benevolen!a, o Signore. 222. 2a Santifica, o 2io fino a *i supplichia o, 2io onnipotente il celebrante principale co pie i gesti, tutti i concelebranti per recitano insie e tutte le for ule, in questo odo, a9 Santifica, o 2io, con le ani stese verso le offerte@ b) La vigilia e 2opo la cena, a ani giunte@ c) alle parole del Signore, con la ano destra stesa verso il pane e il calice, se ci se bra opportuno@ alla loro presenta!ione, i concelebranti sollevano lo sguardo verso l"ostia consacrata e il calice, poi si inchinano profonda ente@ d) &n questo sacrificio e %olgi sulla nostra offerta, con le braccia allargate@ e) *i supplichia o, 2io onnipotente, stando inchinati e a ani giunte fino alle parole, perch4 su tutti noi che partecipia o di questo altare@ poi, eretti, i concelebranti fanno il segno di croce alle parole, scenda la piene!!a di ogni gra!ia e benedi!ione del cielo. 223. &l ricordo dei orti (icordati, o Signore e $nche a noi, tuoi inistri, peccatori, conviene siano affidati all"uno o all"altro dei concelebranti, che dice queste parti da solo, con le braccia allargate e ad alta voce. 224. $lle parole $nche a noi, tuoi petto. inistri, peccatori, tutti i concelebranti si battono il

22 . Solo il celebrante principale dice, 1er Cristo, nostro Signore, tu, o 2io. Preg iera eucaristica "" 22#. 7ella 1reghiera eucaristica && solo il celebrante principale, con le braccia allargate, dice il 1adre vera ente santo. 22$. *utti i concelebranti recitano insie e tutte le for ule da Santifica questi doni fino a *i preghia o u il ente, in questo odo, a) Santifica questi doni, con le ani stese verso le offerte@ b) #gli, offrendosi libera ente e 2opo la cena, a ani giunte@ c) le parole del Signore, con la ano destra stesa verso il pane e il calice, se ci se bra opportuno@ alla loro presenta!ione, i concelebranti sollevano lo sguardo verso l"ostia consacrata e il calice, poi si inchinano profonda ente@ d) Celebrando il e oriale e *i preghia o u il ente, con le braccia allargate. 22%. Le intercessioni per i vivi, (icordati, 1adre e per i defunti, (icordati dei nostri fratelli, conviene siano affidate all"uno o all"altro dei sacerdoti concelebranti, che dice queste parti da solo, con le braccia allargate e ad alta voce.

3?

Preg iera eucaristica """ 22&. 7ella 1reghiera eucaristica &&& solo il celebrante principale, con le braccia allargate, dice il 1adre vera ente santo. 23). *utti i concelebranti recitano insie e tutte le for ule da 6ra ti preghia o u il ente fino a Auarda con a ore, in questo odo, a) 6ra ti preghia o u il ente, con le ani stese verso le offerte@ b) 7ella notte in cui fu tradito e 2opo la cena a ani giunte@ c) le parole del Signore, con la ano destra stesa verso il pane e il calice, se ci se bra opportuno@ alla loro presenta!ione, i concelebranti sollevano lo sguardo verso l"ostia consacrata e il calice, poi si inchinano profonda ente@ d) Celebrando il e oriale e Auarda con a ore, con le braccia allargate. 231. Le intercessioni, #gli faccia di noi, 1er questo sacrificio di riconcilia!ione e $ccogli nel tuo regno, conviene siano affidate all"uno o all"altro dei sacerdoti concelebranti, che recita queste parti da solo, con le braccia allargate e ad alta voce. Preg iera eucaristica "V 232. 7ella 1reghiera eucaristica &% il celebrante principale, da solo, con le braccia allargate, dice 7oi ti lodia o, 1adre santo, fino a co piere ogni santifica!ione. 233. *utti i concelebranti dicono insie e tutte le for ule da 6ra ti preghia o, 1adre, fino a Auarda con a ore, in questo odo, a) 6ra ti preghia o, 1adre, con le ani stese verso le offerte@ b) #gli, venuta l"ora e $llo stesso odo, a ani giunte@ c) le parole del Signore, con la ano destra stesa verso il pane e il calice, se ci se bra opportuno@ alla loro presenta!ione, i concelebranti sollevano lo sguardo verso l"ostia consacrata e il calice, poi si inchinano profonda ente@ d) &n questo e oriale e Auarda con a ore, con le braccia allargate. 234. Le intercessioni, 6ra, 1adre, ricordati e 1adre isericordioso conviene siano affidate alternativa ente a uno dei sacerdoti concelebranti, che dice queste parti da solo, con le braccia allargate e ad alta voce. 23 . 1er quanto riguarda le altre 1reghiere eucaristiche approvate dalla Sede $postolica, si osservino le nor e stabilite per ciascuna di esse. 23#. La dossologia finale della 1reghiera eucaristica viene recitata sola ente dal sacerdote celebrante principale e, se se bra opportuno, insie e agli altri concelebranti, non invece dai fedeli.

5C

Riti di ,omunione 23$. /uindi il celebrante principale, a ani giunte, dice la oni!ione pri a della preghiera del Signore@ poi, con le braccia allargate, recita il 1adre nostro insie e con gli altri sacerdoti concelebranti, i quali pure allargano le braccia, e con il popolo. 23%. &l solo celebrante principale, con le braccia allargate, prosegue, Liberaci. $l ter ine, tutti i concelebranti, insie e con il popolo, accla ano, *uo + il regno. 23&. 2opo l"invito del diacono o, se questo + assente, di uno dei concelebranti, Sca biatevi il dono della pace, tutti si sca biano tra loro la pace. Coloro che sono piF vicini al celebrante principale ricevono da lui la pace pri a del diacono. 24). 'entre si canta o si dice l"$gnello di 2io, i diaconi o alcuni dei concelebranti possono aiutare il celebrante principale nello spe!!are le ostie per la Co unione dei concelebranti e del popolo. 241. Co piuta la immixtio, soltanto il celebrante principale recita sottovoce, a ani giunte, la preghiera, Signore AesF Cristo, Iiglio del 2io vivo, oppure La Co unione con il tuo Corpo e il tuo Sangue. 242. *er inata la preghiera pri a della Co unione, il celebrante principale genuflette e si scosta un poco dall"altare. & concelebranti, uno dopo l"altro, si accostano al centro dell"altare, genuflettono, prendono con devo!ione il Corpo di Cristo e, tenendo la ano sinistra sotto la destra, ritornano al loro posto. & concelebranti possono anche ri anere al loro posto e prendere il Corpo di Cristo dalla patena presentata ai singoli dal celebrante principale o da uno o piF concelebranti@ possono anche passarsi l"un l"altro la patena. 243. 1oi il celebrante principale prende l"ostia consacrata nella stessa 'essa e, tenendola un po" sollevata sopra la patena o sopra il calice, rivolto al popolo dice, #cco l"$gnello di 2io e prosegue insie e con i sacerdoti concelebranti e il popolo, dicendo, 6 Signore, non sono degno. 244. /uindi il celebrante principale, rivolto verso l"altare, dice sottovoce, &l Corpo di Cristo i custodisca per la vita eterna, e devota ente si co unica al Corpo di Cristo. $llo stesso odo si co unicano i concelebranti. 2opo di loro il diacono riceve dal celebrante principale il Corpo e il Sangue del Signore. 24 . La Co unione al Sangue di Cristo si pu fare bevendo diretta ente dal calice, per intin!ione, con la cannuccia o con il cucchiaino. 24#. Se si fa la Co unione diretta ente al calice, si pu fare in uno di questi odi, a) il celebrante principale, stando in e!!o all"altare, prende il calice, dicendo sottovoce, &l Sangue di Cristo i custodisca per la vita eterna e beve al calice, che consegna

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poi al diacono o a un concelebrante@ quindi distribuisce la Co unione ai fedeli (Cf. nn. 087-083). & concelebranti, uno dopo l"altro, oppure a due a due, se vi sono due calici, si accostano all"altare, genuflettono, assu ono il Sangue, astergono il labbro del calice e ritornano al loro posto. b) &l celebrante principale, stando in e!!o all"altare, fa la Co unione al Sangue del Signore nel odo consueto. & concelebranti possono ri anere al loro posto e fare la Co unione al Sangue del Signore bevendo al calice che viene loro presentato dal diacono o da uno dei concelebranti@ oppure anche passandosi il calice l"un l"altro. &l labbro del calice viene se pre asterso da colui che beve o da chi lo presenta ai singoli. 2opo essersi co unicato, ognuno ritorna al suo posto. 24$. &l diacono devota ente consu a all"altare tutto il Sangue di Cristo che + ri asto, con l"aiuto, se + il caso, di alcuni concelebranti, quindi porta il calice alla creden!a, dove lui stesso o l"accolito istituito co pie la purifica!ione, asterge il calice e lo riordina co e di consueto (Cf. n. 0+*). 24%. La Co unione dei concelebranti pu anche essere ordinata in odo che i singoli co unichino al Corpo e, subito dopo, al Sangue del Signore presso l"altare. &n questo caso, il celebrante principale si co unica sotto le due specie, co e di consueto (Cf. n. 0:+), attenendosi tuttavia al rito scelto nei singoli casi per la Co unione al calice, rito al quale devono confor arsi tutti gli altri concelebranti. 2opo che il celebrante principale si + co unicato, il calice viene deposto al lato destro dell"altare, sopra un altro corporale. & concelebranti, uno dopo l"altro, si portano al centro dell"altare, genuflettono e si co unicano al Corpo del Signore@ successiva ente, al lato destro dell"altare, si co unicano al Sangue del Signore, secondo il rito adottato per la Co unione al calice, co e + detto sopra. La Co unione del diacono e la purifica!ione del calice si svolgono secondo le odalit) sopra indicate. 24&. Se la Co unione dei concelebranti si fa per intin!ione, il celebrante principale si co unica al Corpo e al Sangue del Signore nel odo consueto, facendo per atten!ione a lasciarne nel calice una quantit) sufficiente per la Co unione dei concelebranti. 1oi il diacono, oppure uno dei concelebranti, dispone opportuna ente il calice insie e con la patena che contiene le ostie, in e!!o all"altare o a un suo lato sopra un altro corporale. & concelebranti, uno dopo l"altro, si accostano all"altare, genuflettono, prendono l"ostia, la intingono nel calice e, tenendo il purificatoio sotto il ento, si co unicano@ ritornano poi al loro posto, co e all"ini!io della 'essa. $nche il diacono riceve la Co unione per intin!ione e risponde $ en quando un concelebrante dice, &l Corpo e il Sangue di Cristo. /uindi il diacono, se + il caso con l"aiuto di alcuni concelebranti, all"altare, beve quanto + ri asto nel calice, poi lo porta alla creden!a, dove egli stesso o l"accolito istituito co pie la purifica!ione, asterge il calice e lo riordina co e di consueto.

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Riti di (on('usione 2 ). &l celebrante principale co pie i riti di conclusione nel 08.), entre i concelebranti ri angono al loro posto. odo consueto (Cf. nn. 088-

2 1. & concelebranti, pri a di allontanarsi dall"altare, fanno un profondo inchino. &l celebrante principale, invece, con il diacono venera l"altare con il bacio. &&&. '#SS$ $ C8& 1$(*#C&1$ 87 S6L6 '&7&S*(6 2 2. 7ella 'essa celebrata dal sacerdote con la sola presen!a di un inistro che gli risponde, si osserva il rito della 'essa con il popolo (Cf. nn. 037-08.). &l inistro secondo l"opportunit) pronuncia le parti che spettano al popolo. 2 3. Se tuttavia il inistro + un diacono, egli co pie gli uffici che gli sono propri (Cf. nn. 0,0-0+8) e svolge le altre parti del popolo. 2 4. La celebra!ione sen!a inistro o sen!a al eno qualche fedele non si faccia se non per un giusto e ragionevole otivo. &n questo caso si tralasciano i saluti, le oni!ioni e la benedi!ione al ter ine della 'essa. 2 . 1ri a della 'essa i vasi sacri necessari si preparano o alla creden!a o sull"altare al lato destro. Riti di int!oduzione 2 #. &l sacerdote si accosta all"altare e, fatto con il inistro un profondo inchino, venera l"altare con il bacio e si reca alla sede. Se lo preferisce, il sacerdote pu ri anere all"altare, in questo caso l si prepara anche il 'essale. $llora il inistro o il sacerdote recita l"antifona d"ingresso. 2 $. /uindi il sacerdote con il inistro, stando in piedi, si segna con il segno della croce e dice, 7el no e del 1adre@ rivolto al inistro lo saluta, scegliendo una delle for ule proposte. 2 %. 1oi co pie l"atto peniten!iale e, secondo le rubriche, dice il JKrie e il Aloria. 2 &. 1oi, a ani giunte, dice 1reghia o e, dopo una conveniente pausa, dice, con le braccia allargate, la colletta, al ter ine della quale il inistro risponde, $ en. Litu!1ia de''a Pa!o'a 2#). Le letture, per quanto + possibile, si fanno dall"a bone o da un leggio.

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2#1. 2opo la colletta, il inistro legge la pri a lettura e il sal o e, quando si deve dire, la seconda lettura e il versetto alleluiatico, o un altro canto. 2#2. /uindi, il sacerdote, profonda ente inchinato, dice, 1urifica il io cuore, poi legge il %angelo. $lla fine dice, 1arola del Signore, a cui il inistro risponde, Lode a te, o Cristo. 1oi il sacerdote venera il libro con il bacio, dicendo sottovoce, La parola del %angelo6 2#3. &l sacerdote recita poi, secondo le rubriche, il si bolo insie e con il inistro.

2#4. Segue la preghiera universale, che si pu dire anche in questa 'essa. &l sacerdote introduce e conclude la preghiera, entre il inistro for ula le inten!ioni. Litu!1ia eu(a!isti(a 2# . 7ella Liturgia eucaristica tutto si svolge co e nella 'essa con il popolo, tranne ci che segue. 2##. 2opo l"accla a!ione al ter ine dell"e bolis o che segue il 1adre nostro, il sacerdote dice la preghiera, Signore AesF Cristo, che hai detto@ quindi soggiunge, La pace del Signore sia se pre con voi, e il inistro risponde, # con il tuo spirito. Se lo ritiene opportuno, il sacerdote offre la pace al inistro. 2#$. /uindi, entre dice l"$gnello di 2io insie e con il inistro, il sacerdote spe!!a l"ostia sopra la patena. *er inato l"$gnello di 2io, co pie l"immixtio dicendo sottovoce, &l Corpo e il Sangue... uniti in questo calice. 2#%. 2opo l"immixtio, il sacerdote dice la preghiera Signore AesF Cristo, Iiglio del 2io vivo, oppure La Co unione con il tuo Corpo e il tuo Sangue@ quindi genuflette, prende l"ostia e, se il inistro fa la Co unione, si volta verso di lui. *enendo l"ostia un po" sollevata sopra la patena o sopra il calice, dice, #cco l"$gnello di 2io e continua con lui, 6 Signore non sono degno. (ivolto poi verso l"altare, si co unica al Corpo di Cristo. Se invece il inistro non riceve la Co unione, il sacerdote prende l"ostia e, stando rivolto all"altare, dice sottovoce, 6 Signore, non sono degno, e &l Corpo di Cristo i custodisca e quindi assu e il Corpo del Signore. /uindi prende il calice e dice sottovoce, &l Sangue di Cristo i custodisca e assu e il Sangue. 2#&. 1ri a di dare la Co unione al l"antifona alla Co unione. inistro, il inistro o lo stesso sacerdote legge

2$). &l sacerdote purifica il calice alla creden!a o all"altare. Se il calice viene purificato all"altare, pu essere portato alla creden!a dal inistro o essere riposto sopra l"altare a lato. 2$1. 2opo aver purificato il calice, conviene che il sacerdote osservi una pausa di silen!io@ poi dice l"ora!ione dopo la Co unione.

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Riti di (on('usione 2$2. & riti di conclusione si svolgono co e nella 'essa con il popolo, tralasciato il congedo. &l sacerdote nel odo solito venera l"altare con il bacio e, fatto un profondo inchino, insie e al inistro si allontana. &%. $LC87# 76('# 2& C$($**#(# A#7#($L# 1#( *8**# L# I6('# 2& '#SS$ 8ene!azione de''5a'ta!e e de''5E"an1e'ia!io 2$3. Secondo l"uso tra andato, la venera!ione dell"altare e dell"#vangeliario si espri e con il bacio. /ualora per questo gesto si bolico non corrispondesse piena ente alle tradi!ioni e alla cultura di una deter inata regione, spetta alla Conferen!a #piscopale deter inare, con il consenso della Sede $postolica, un gesto che sostituisca il bacio. Genuf'essione e in(2ino 2$4. La genuflessione, che si fa piegando il ginocchio destro fino a terra, significa adora!ione@ perci + riservata al Ss. o Sacra ento e alla santa Croce, dalla solenne adora!ione nell"$!ione liturgica del %enerd nella 1assione del Signore fino all"ini!io della %eglia pasquale. 7ella 'essa vengono fatte dal sacerdote celebrante tre genuflessioni, cio+, dopo l"ostensione dell"ostia, dopo l"ostensione del calice e pri a della Co unione. Le particolarit) da osservarsi nella 'essa concelebrata sono indicate a suo luogo (Cf. nn. 3073:0). Se nel presbiterio ci fosse il tabernacolo con il Ss. o Sacra ento, il sacerdote, il diacono e gli altri inistri genuflettono quando giungono all"altare o quando si allontanano, non invece durante la stessa celebra!ione della 'essa. &noltre genuflettono tutti coloro che passano davanti al Ss. o Sacra ento, se non procedono in processione. & inistri che portano la croce processionale o i ceri, al posto della genuflessione fanno un inchino col capo. 2$ . Con l"inchino si indicano la riveren!a e l"onore che si danno alle persone o ai loro segni. %i sono due specie di inchino, del capo e del corpo, a) L"inchino del capo si fa quando vengono no inate insie e le tre divine 1ersone@ al no e di AesF, della beata %ergine 'aria e del Santo in onore del quale si celebra la 'essa. b) L"inchino di tutto il corpo, o inchino profondo, si fa, all"altare@ entre si dicono le preghiere 1urifica il io cuore e 8 ili e pentiti@ nel si bolo (Credo) alle parole, # per opera dello Spirito Santo@ nel canone ro ano, alle parole, *i supplichia o, 2io onnipotente. &l diacono co pie lo stesso inchino entre chiede la benedi!ione pri a di

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procla are il %angelo. &noltre il sacerdote, alla consacra!ione, si inchina legger ente entre proferisce le parole del Signore. L5in(ensazione 2$#. L"incensa!ione espri e riveren!a e preghiera, co e + indicato nella sacra Scrittura (Cf. Sal 13C,24 %p >,0). L"uso dell"incenso in qualsiasi for a di 'essa + facoltativo, a) durante la processione d"ingresso@ b) all"ini!io della 'essa, per incensare la croce e l"altare@ c) alla processione e alla procla a!ione del %angelo@ d) quando sono stati posti sull"altare il pane e il calice, per incensare le offerte, la croce e l"altare, il sacerdote e il popolo@ e) alla presenta!ione dell"ostia e del calice dopo la consacra!ione. 2$$. &l sacerdote quando ette l"incenso nel turibolo lo benedice tracciando un segno di croce, sen!a nulla dire. 1ri a e dopo l"incensa!ione si fa un profondo inchino alla persona o alla cosa che viene incensata, non per all"altare e alle offerte per il sacrificio della 'essa. Con tre colpi del turibolo si incensano, il Ss. o Sacra ento, la reliquia della santa Croce e le i agini del Signore esposte alla pubblica venera!ione, le offerte per il sacrificio della 'essa, la croce dell"altare, l"#vangeliario, il cero pasquale, il sacerdote e il popolo. Con due colpi si incensano le reliquie e le i agini dei Santi esposte alla pubblica venera!ione, unica ente all"ini!io della celebra!ione, quando si incensa l"altare. L"altare si incensa con singoli colpi in questo odo, a) Se l"altare + separato dalla parete, il sacerdote lo incensa girandogli intorno@ b) Se invece l"altare + addossato alla parete, il sacerdote lo incensa passando pri a la parte destra dell"altare, poi la sinistra. La croce, se + sopra l"altare o accanto ad esso, viene incensata pri a dell"altare@ altri enti quando il sacerdote le passa davanti. &l sacerdote incensa le offerte pri a dell"incensa!ione della croce e dell"altare con tre colpi di turibolo, oppure facendo col turibolo il segno di croce sopra le offerte. La 0u!ifi(azione 2$%. 6gni volta che qualche fra ento di ostia ri ane attaccato alle dita, soprattutto dopo la fra!ione o dopo la Co unione dei fedeli, il sacerdote asterga le dita sulla patena, oppure, se necessario, lavi le dita stesse. Cos pure raccolga eventuali fra enti fuori della patena. 2$&. & vasi sacri vengono purificati dal sacerdote, dal diacono o dall"accolito istituito, dopo la Co unione, oppure dopo la 'essa, possibil ente alla creden!a. La purifica!ione del calice si fa con acqua o con acqua e vino, che poi quello che purifica beve. La patena si asterge nor al ente con il purificatoio. Si presti atten!ione a che si consu i subito e total ente all"altare quanto per caso

5;

ri ane del Sangue di Cristo dopo la distribu!ione della Co unione. 2%). Se un"ostia o una particola scivolasse via, si raccolga con rispetto@ se poi si versasse qualche goccia del Sangue del Signore, si lavi il luogo con acqua, e l"acqua si versi nel sacrario che si trova in sagrestia. La ,omunione sotto 'e due s0e(ie 2%1. La santa Co unione espri e con aggior piene!!a la sua for a di segno, se viene fatta sotto le due specie. (isulta infatti piF evidente il segno del banchetto eucaristico e si espri e piF chiara ente la volont) divina di ratificare la nuova ed eterna allean!a nel Sangue del Signore ed + piF intuitivo il rapporto tra il banchetto eucaristico e il convito escatologico nel regno del 1adre1C5. 2%2. & pastori d"ani e si facciano un dovere di ricordare, nel odo piF adatto, ai fedeli che partecipano al rito o che vi assistono, la dottrina cattolica riguardo alla for a della Co unione, secondo il Concilio #cu enico di *rento. &n particolare ricordino ai fedeli quanto insegna la fede cattolica, che, cio+, anche sotto una sola specie si riceve il Cristo tutto intero e il Sacra ento in tutta la sua verit)@ di conseguen!a, per quanto riguarda i frutti della Co unione, coloro che ricevono una sola specie, non ri angono privi di nessuna gra!ia necessaria alla salve!!a1C;. &noltre insegnino che nell"a inistra!ione dei Sacra enti, salva la loro sostan!a, la Chiesa ha il potere di deter inare o ca biare ci che essa ritiene piF conveniente per la venera!ione dovuta ai Sacra enti stessi e per l"utilit) di coloro che li ricevono secondo la diversit) delle circostan!e, dei te pi e dei luoghi 1C:. 7ello stesso te po per esortino i fedeli perch4 partecipino piF intensa ente al sacro rito, nella for a in cui + posto in aggior eviden!a il segno del banchetto. 2%3. La Co unione sotto le due specie + per essa, oltre ai casi descritti nei libri rituali, a) ai sacerdoti che non possono celebrare o concelebrare@ b) al diacono e agli altri che co piono qualche ufficio nella 'essa@ c) ai e bri delle co unit) nella 'essa conventuale o in quella che si dice -della co unit)., agli alunni dei se inari, a tutti coloro che attendono agli eserci!i spirituali o partecipano ad un convegno spirituale o pastorale. &l %escovo diocesano pu stabilire per la sua diocesi nor e riguardo alla Co unione sotto le due specie, da osservarsi anche nelle chiese dei religiosi e nei piccoli gruppi. $llo stesso %escovo + data facolt) di per ettere la Co unione sotto le due specie ogni volta che se bri opportuno al sacerdote al quale, co e pastore proprio, + affidata la co unit), purch4 i fedeli siano ben preparati e non ci sia pericolo di profana!ione del Sacra ento o la
1C5

1C;

1C:

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 02, $$S 5? (1?;:) 55>. Cf. C67C. #C8'. *(&2#7*&76, Sess. 99&, 1; luglio 15;2, 2ecreto sulla Co unione eucaristica, capp. 1<0, 2en!.<Sch=n . 1:25<1:2?. Cf. ibidem, cap. 2, 2en!.<Sch=n . 1:2>.

5:

celebra!ione non risulti troppo difficoltosa per il gran nu ero di partecipanti o per altra causa. Circa il odo di distribuire ai fedeli la sacra Co unione sotto le due specie e circa l"estensione delle facolt), le Conferen!e #piscopali possono stabilire delle nor e, approvate dalla Sede $postolica. 2%4. /uando si distribuisce la Co unione sotto le due specie, a) per il calice solita ente co pie il servi!io il diacono, o, in sua assen!a, il sacerdote@ o anche l"accolito istituito o un altro inistro straordinario della sacra Co unione@ o un fedele a cui, in caso di necessit), viene affidato questo co pito per l"occasione@ b) ci che ri ane del Sangue viene consu ato all"altare dal sacerdote, dal diacono o dall"accolito istituito che ha prestato servi!io per il calice e che poi, nel odo solito, purifica, asterge e ordina i vasi sacri. $i fedeli che vogliono co unicarsi solo sotto la specie del pane, la sacra Co unione si dia in questa for a. 2% . 1er distribuire la Co unione sotto le due specie, si devono preparare, a) se la Co unione si fa bevendo diretta ente dal calice, o un calice di sufficiente grande!!a o piF calici, con atten!ione tuttavia nel prevedere che la quantit) del Sangue di Cristo da consu are alla fine della celebra!ione non ri anga in isura sovrabbondante@ b) se si fa per intin!ione, ostie n4 troppo sottili n4 troppo piccole, a un poco piF consistenti del solito, perch4 si possano conveniente ente distribuire, dopo averle intinte par!ial ente nel Sangue del Signore. 2%#. Se la Co unione al Sangue si fa bevendo dal calice, il co unicando, dopo aver ricevuto il Corpo di Cristo, va dal inistro del calice e si fer a davanti a lui. &l inistro dice, &l Sangue di Cristo@ il co unicando risponde, $ en, e il inistro gli porge il calice, che lo stesso co unicando accosta alle labbra con le sue ani. &l co unicando beve un po" dal calice, lo restituisce al inistro e si allontana@ il inistro asterge con il purificatoio il labbro del calice. 2%$. Se la Co unione al calice si fa per intin!ione, il co unicando, tenendo la patena sotto il ento, va dal sacerdote che tiene il vaso con le particole, al cui fianco sta il inistro che tiene il calice. &l sacerdote prende l"ostia, ne intinge una parte nel calice e ostrandola dice, &l Corpo e il Sangue di Cristo@ il co unicando risponde, $ en, dal sacerdote riceve in bocca il Sacra ento e poi si allontana.

5>

C$1&*6L6 % DISPOSI*IONE E ARREDAMENTO DELLE ,:IESE PER LA ,ELE-RA*IONE DELLA E.,ARISTIA &. 1(&7C&1& A#7#($L& 2%%. 1er la celebra!ione dell"#ucaristia, il popolo di 2io si riunisce di solito nella chiesa oppure, se questa anca o + insufficiente, in un altro luogo decoroso che sia tuttavia degno di un cos grande istero. /uindi le chiese, o gli altri luoghi, siano adatte alla celebra!ione delle a!ioni sacre e all"attiva partecipa!ione dei fedeli. &noltre i luoghi sacri e le cose che servono al culto siano davvero degni, belli, segni e si boli delle realt) celesti1C>. 2%&. 1ertanto la Chiesa non cessa di fare appello al nobile servi!io delle arti e a ette le for e artistiche di tutti i popoli e di tutti i paesi 1C?. $n!i, co e si sfor!a di conservare le opere d"arte e i tesori che i secoli passati hanno tras esso 11C e, per quanto + possibile, cerca di adattarli alle nuove esigen!e, cerca pure di pro uovere nuove for e corrispondenti all"indole di ogni epoca111. 1erci nella for a!ione degli artisti co e pure nella scelta delle opere da a ettere nella chiesa, si ricerchino gli autentici valori dell"arte, che ali entino la fede e la devo!ione e corrispondano alla verit) del loro significato e al fine cui sono destinate112. 2&). *utte le chiese siano dedicate o al eno benedette. Le chiese cattedrali e parrocchiali siano dedicate con rito solenne. 2&1. *utti coloro che sono interessati alla costru!ione, alla ristruttura!ione e all"adegua ento delle chiese, consultino la Co issione diocesana di Liturgia e $rte sacra. &l %escovo diocesano, poi, si serva del consiglio e dell"aiuto della stessa Co issione quando si tratta di dare nor e in questa ateria o di approvare progetti di nuove chiese o di definire questioni di una certa i portan!a110.

1C>

1C? 11C

111

112 110

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn. 122< 123@ 2ecreto sulla vita e sul inistero sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, n. 5@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?C, $$S 5; (1?;3) >?:@ &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 23, $$S 5? (1?;:) 553@ C&C, can. ?02, G 1. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 120. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 23, $$S 5? (1?;:) 553. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 120, 12?@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. 10 c, $$S 5; (1?;3) >>C. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 120. Cf. ibidem, n. 12;@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?1, $$S 5; (1?;3) >?>.

5?

2&2. L"arreda ento della chiesa si ispiri a una nobile se plicit), piuttosto che al fasto. 7ella scelta degli ele enti per l"arreda ento, si curi la verit) delle cose e si tenda all"educa!ione dei fedeli e alla dignit) di tutto il luogo sacro. 2&3. 8na conveniente disposi!ione della chiesa e dei suoi accessori, che rispondano opportuna ente alle esigen!e del nostro te po, richiede che non si curino solo le cose piF diretta ente pertinenti alla celebra!ione delle a!ioni sacre, a che si preveda anche ci che contribuisce alla co odit) dei fedeli e che abitual ente si trova nei luoghi dove il popolo si raduna. 2&4. &l popolo di 2io, che si raduna per la 'essa, ha una struttura organica e gerarchica, che si espri e nei vari co piti e nel diverso co porta ento secondo le singole parti della celebra!ione. 1ertanto + necessario che la disposi!ione generale del luogo sacro sia tale da presentare in certo odo l"i agine dell"asse blea riunita, consentire l"ordinata e organica partecipa!ione di tutti e favorire il regolare svolgi ento dei co piti di ciascuno. & fedeli e la sc ola avranno un posto che renda piF facile la loro partecipa!ione 113 attiva . &l sacerdote celebrante, il diacono e gli altri inistri prenderanno posto nel presbiterio. L si preparino le sedi dei concelebranti@ se per il loro nu ero + grande, si dispongano le loro sedi in altra parte della chiesa, a vicino all"altare. /ueste disposi!ioni servono a espri ere la struttura gerarchica e la diversit) dei co piti, a devono anche assicurare una piF profonda e organica unit), attraverso la quale si anifesti chiara ente l"unit) di tutto il popolo santo. La natura e la belle!!a del luogo e di tutta la suppellettile devono poi favorire la piet) e anifestare la santit) dei isteri che vengono celebrati. &&. 6(2&7$'#7*6 2#L 1(#SE&*#(&6 1#( L$ C#L#E($D&67# #8C$(&S*&C$ 2& . &l presbiterio + il luogo dove si trova l"altare, viene procla ata la parola di 2io, e il sacerdote, il diacono e gli altri inistri esercitano il loro ufficio. Si deve opportuna ente distinguere dalla navata della chiesa per e!!o di una eleva!ione, o ediante strutture e orna enti particolari. Sia inoltre di tale a pie!!a da consentire un co odo svolgi ento della celebra!ione dell"#ucaristia e da favorire la sua visione115. L5a'ta!e e 'e sue su00e''etti'i 2&#. L"altare, sul quale si rende presente nei segni sacra entali il sacrificio della croce, + anche la ensa del Signore, alla quale il popolo di 2io + chia ato a partecipare quando + convocato per la 'essa@ l"altare + il centro dell"a!ione di gra!ie che si co pie con l"#ucaristia.
113

115

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, nn. ?:<?>, $$S 5; (1?;3) >??. Cf. ibidem, n. ?1, $$S 5; (1?;3) >?>.

;C

2&$. La celebra!ione dell"#ucaristia, nel luogo sacro, si deve co piere sopra un altare@ fuori del luogo sacro, invece, si pu co piere anche sopra un tavolo adatto, purch4 vi siano se pre una tovaglia e il corporale, la croce e i candelabri. 2&%. Conviene che in ogni chiesa ci sia l"altare fisso, che significa piF chiara ente e per anente ente AesF Cristo, pietra viva (Cf. 0Pt 2,3@ Ef 2,2C)@ negli altri luoghi, destinati alle celebra!ioni sacre, l"altare pu essere obile. L"altare si dice fisso se + costruito in odo da aderire al pavi ento e non poter quindi venir ri osso@ si dice invece obile se lo si pu trasportare. 2&&. L"altare sia costruito staccato dalla parete, per potervi facil ente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo, la qual cosa + conveniente reali!!are ovunque sia possibile. L"altare sia poi collocato in odo da costituire real ente il centro verso il quale spontanea ente converga l"atten!ione dei fedeli11;. 7or al ente sia fisso e dedicato. 3)). L"altare, sia fisso che obile, sia dedicato secondo il rito descritto nel 1ontificale (o ano@ tuttavia l"altare obile pu essere sola ente benedetto. 3)1. Secondo un uso e un si bolis o tradi!ionali nella Chiesa, la ensa dell"altare fisso sia di pietra, e piF precisa ente di pietra naturale. *uttavia, a giudi!io della Conferen!a #piscopale, si pu adoperare anche un"altra ateria degna, solida e ben lavorata. Ali stipiti per e la base per sostenere la ensa possono essere di qualsiasi ateriale, purch4 conveniente e solido. L"altare obile pu essere costruito con qualsiasi ateriale di un certo pregio e solido, confacente all"uso liturgico, secondo lo stile e gli usi locali delle diverse regioni. 3)2. Si antenga l"uso di deporre sotto l"altare da dedicare le reliquie dei Santi, anche se non artiri. 1er si curi di verificare l"autenticit) di tali reliquie. 3)3. 7elle nuove chiese si costruisca un solo altare che significhi alla co unit) dei fedeli l"unico Cristo e l"unica #ucaristia della Chiesa. 7elle chiese gi) costruite, quando il vecchio altare + collocato in odo da rendere difficile la partecipa!ione del popolo e non pu essere ri osso sen!a danneggiare il valore artistico, si costruisca un altro altare fisso, reali!!ato con arte e debita ente dedicato. Soltanto sopra questo altare si co piano le sacre celebra!ioni. &l vecchio altare non venga ornato con particolare cura per non sottrarre l"atten!ione dei fedeli dal nuovo altare. 3)4. 1er rispetto verso la celebra!ione del e oriale del Signore e verso il convito nel quale vengono presentati il Corpo e il Sangue di Cristo, si distenda sopra l"altare sul quale si celebra al eno una tovaglia di colore bianco, che sia adatta alla struttura dell"altare per la for a, la isura e l"orna ento. 3) . 7ell"ornare l"altare si agisca con
11;

odera!ione.

Cf. i/i.

;1

7el te po d"$vvento l"altare sia ornato di fiori con quella isura che conviene alla natura di questo te po, evitando di anticipare la gioia piena della 7ativit) del Signore. 7el te po di /uaresi a + proibito ornare l"altare con fiori. Ianno ecce!ione tuttavia la do enica Laetare (&% di /uaresi a), le solennit) e le feste. L"orna ento dei fiori sia se pre isurato e, piuttosto che sopra la ensa dell"altare, si disponga attorno ad esso. 3)#. &nfatti sopra la ensa dell"altare possono disporsi solo le cose richieste per la celebra!ione della 'essa, l"#vangeliario dall"ini!io della celebra!ione fino alla procla a!ione del %angelo@ il calice con la patena, la pisside, se + necessaria, il corporale, il purificatoio, la palla e il 'essale siano disposti sulla ensa solo dal o ento della presenta!ione dei doni fino alla purifica!ione dei vasi. Si collochi pure in odo discreto ci che pu essere necessario per a plificare la voce del sacerdote. 3)$. & candelabri, richiesti per le singole a!ioni liturgiche, in segno di venera!ione e di celebra!ione festiva (Cf. n. 00,), siano collocati o sopra l"altare, oppure accanto ad esso, tenuta presente la struttura sia dell"altare che del presbiterio, in odo da for are un tutto ar onico@ e non i pediscano ai fedeli di vedere co oda ente ci che si co pie o viene collocato sull"altare. 3)%. &noltre vi sia sopra l"altare, o accanto ad esso, una croce, con l"i agine di Cristo crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato. Conviene che questa croce ri anga vicino all"altare anche al di fuori delle celebra!ioni liturgiche, per ricordare alla ente dei fedeli la salvifica 1assione del Signore. L5am3one 3)&. L"i portan!a della parola di 2io esige che vi sia nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annunciata, e verso il quale, durante la Liturgia della 1arola, spontanea ente si rivolga l"atten!ione dei fedeli11:. Conviene che tale luogo general ente sia un a bone fisso e non un se plice leggio obile. L"a bone, secondo la struttura di ogni chiesa, deve essere disposto in odo tale che i inistri ordinati e i lettori possano essere co oda ente visti e ascoltati dai fedeli. 2all"a bone si procla ano unica ente le letture, il sal o responsoriale e il preconio pasquale@ ivi inoltre si possono proferire l"o elia e le inten!ioni della preghiera universale o preghiera dei fedeli. La dignit) dell"a bone esige che ad esso salga solo il inistro della 1arola. B conveniente che il nuovo a bone sia benedetto, pri a di esser destinato all"uso liturgico, secondo il rito descritto nel (ituale (o ano11>.

11:

11>

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?;, $$S 5; (1?;3) >??. Cf. (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, Eenedi!ione di un nuovo a bone, nn. 120><12;;.

;2

La sede 0e! i' sa(e!dote (e'e3!ante e 'e a't!e sedi 31). La sede del sacerdote celebrante deve ostrare il co pito che egli ha di presiedere l"asse blea e di guidare la preghiera. 1erci la colloca!ione piF adatta + quella rivolta al popolo, al fondo del presbiterio, a eno che non vi si oppongano la struttura dell"edificio e altri ele enti, ad ese pio la troppa distan!a che rendesse difficile la co unica!ione tra il sacerdote e i fedeli riuniti, o se il tabernacolo occupa un posto centrale dietro l"altare. Si eviti ogni for a di trono11?. B conveniente che la sede sia benedetta, pri a di esser destinata all"uso liturgico, secondo il rito descritto nel (ituale (o ano12C. 7el presbiterio siano collocate inoltre le sedi per i sacerdoti concelebranti e quelle per i presbiteri che, indossando la veste corale, sono presenti alla celebra!ione, sen!a concelebrare. La sede del diacono sia posta vicino alla sede del celebrante. 1er gli altri inistri le sedi siano disposte in odo che si distinguano dalle sedi del clero e che sia per esso loro di esercitare con facilit) il proprio ufficio121. &&&. L$ 2&S16S&D&67# 2#LL$ CN&#S$ I 0osti dei fede'i 311. Si curi in odo particolare la colloca!ione dei posti dei fedeli, perch4 possano debita ente partecipare, con lo sguardo e con lo spirito, alle sacre celebra!ioni. B bene ettere a loro disposi!ione banchi e sedie. Si deve per riprovare l"uso di riservare dei posti a persone private122. Le sedie o i banchi, special ente nelle nuove chiese, vengano disposti in odo che i fedeli possano assu ere co oda ente i diversi atteggia enti del corpo richiesti dalle diverse parti della celebra!ione, e recarsi sen!a difficolt) a ricevere la santa Co unione. Si abbia cura che i fedeli possano non solo vedere, a anche ascoltare co oda ente sia il sacerdote, sia il diacono che i lettori gra!ie ai e!!i tecnici oderni. I' 0osto de''a schola cantorum e de1'i st!umenti musi(a'i 312. La sc ola cantorum, tenuto conto della disposi!ione di ogni chiesa, sia collocata in odo da ettere chiara ente in risalto la sua natura, che essa cio+ + parte della co unit) dei fedeli e svolge un suo particolare ufficio@ sia agevolato perci il co pi ento del suo

11?

12C

121

122

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?2, $$S 5; (1?;3) >?>. Cf. (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, Eenedi!ione di una cattedra o sede presiden!iale, nn. 1213< 120:. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?2, $$S 5; (1?;3) >?>. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 02.

;0

inistero liturgico e sia facilitata a ciascuno dei sacra entale piena alla 'essa120.

e bri della sc ola la partecipa!ione

313. L"organo e gli altri stru enti usicali legitti a ente a essi siano collocati in luogo adatto, in odo da poter essere di appoggio sia alla sc ola sia al popolo che canta e, se vengono suonati da soli, possano essere facil ente ascoltati da tutti. B conveniente che l"organo venga benedetto pri a di esser destinato all"uso liturgico, secondo il rito descritto nel (ituale (o ano123. &n te po d"$vvento l"organo e altri stru enti usicali siano usati con quella odera!ione che conviene alla natura di questo te po, evitando di anticipare la gioia piena della 7ativit) del Signore. &n te po di /uaresi a + per esso il suono dell"organo e di altri stru enti usicali soltanto per sostenere il canto. Ianno ecce!ione tuttavia la do enica Laetare (&% di /uaresi a), le solennit) e le feste. I' 0osto 0e! 'a (ustodia de''a Ss.ma Eu(a!istia 314. *enuto conto della struttura di ciascuna chiesa e delle legitti e consuetudini dei luoghi, il Ss. o Sacra ento sia conservato nel tabernacolo collocato in una parte della chiesa assai dignitosa, insigne, ben visibile, ornata decorosa ente e adatta alla preghiera125. &l tabernacolo sia unico, ina ovibile, solido e inviolabile, non trasparente e chiuso in odo da evitare il piF possibile il pericolo di profana!ione 12;. B conveniente inoltre che venga benedetto pri a di esser destinato all"uso liturgico, secondo il rito descritto nel (ituale (o ano12:. 31 . &n ragione del segno, + piF conveniente che il tabernacolo in cui si conserva la Ss. a #ucaristia non sia collocato sull"altare su cui si celebra la 'essa12>. Conviene quindi che il tabernacolo sia collocato, a giudi!io del %escovo diocesano, a) o in presbiterio, non per sull"altare della celebra!ione, nella for a e nel luogo piF adatti, non escluso il vecchio altare che non si usa piF per la celebra!ione (Cf6 n6 *7*)@ b) o anche in qualche cappella adatta all"adora!ione e alla preghiera privata dei 12? fedeli , che per sia unita struttural ente con la chiesa e ben visibile ai fedeli.
120

123 125

12;

12: 12>

12?

Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Musicam sacram, 5 ar!o 1?;:, n. 20, $$S 5? (1?;:) 0C:. Cf. (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, Eenedi!ione di un organo, nn. 13:><13?3. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 53, $$S 5? (1?;:) 5;>@ &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?5, $$S 5; (1?;3) >?>. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 52, $$S 5? (1?;:) 5;>@ &stru!ione "nter oecumenici, 2; sette bre 1?;3, n. ?5, $$S 5; (1?;3) >?>@ S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( & S$C($'#7*&, &stru!ione ;ullo um1uam tempore, 2> aggio 1?0>, n. 3, $$S 0C (1?0>) 1??<2CC@ cf. (&*8$L# (6'$76, (ito della Comunione fuori della Messa e Culto eucaristico , 1?:?, nn. 1C<11@ C&C, can. ?0>, G 0. Cf. (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, Eenedi!ione di un tabernacolo eucaristico, nn. 1012<100C. Cf. S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 55, $$S 5? (1?;:) 5;?. Cf. ibidem, n. 50, $$S 5? (1?;:) 5;>@ (&*8$L# (6'$76, (ito della Comunione fuori della Messa e Culto eucaristico, 1?:?, n. ?@ C&C, can. ?0>, G 2@ A&6%$77& 1$6L6 &&, Lett. #ominicae Cenae, 23

;3

31#. Secondo una consuetudine tra andata, presso il tabernacolo ri anga se pre accesa una la pada particolare, ali entata da olio o cera, con cui si indichi e si onori la presen!a di Cristo10C. 31$. Si osservino rigorosa ente anche tutte le altre disposi!ioni previste dal diritto per la conserva!ione della Ss. a #ucaristia101. Le imma1ini sa(!e 31%. 7ella Liturgia terrena, la Chiesa partecipa, pregustandola, a quella celeste che viene celebrata nella santa citt) di Aerusale e, alla quale tende co e pellegrina e nella quale Cristo siede alla destra di 2io, e, venerando la e oria dei Santi, spera di avere parte con essi102. 1erci, secondo un"antichissi a tradi!ione della Chiesa, negli edifici sacri si espongano alla venera!ione dei fedeli le i agini del Signore, della beata %ergine 'aria e 100 dei Santi @ l siano disposte in odo che conducano i fedeli verso i isteri della fede che vi si celebrano. Si presti atten!ione che il loro nu ero non cresca in odo eccessivo, e che la loro disposi!ione non distolga l"atten!ione dei fedeli dalla celebra!ione 103. 2i un edesi o Santo poi non si abbia abitual ente che una sola i agine. &n generale, nell"orna ento e nella disposi!ione della chiesa, per quanto riguarda le i agini, si cerchi di favorire la piet) di tutta la co unit) oltre che la belle!!a e la dignit) delle i agini.

10C

101

102 100

103

febbraio 1?>C, n. 0, $$S :2 (1?>C) 11:<11?. Cf. C&C, can. ?3C@ S$C($ C67A(#A$D&67# 2#& (&*&, &stru!ione Euc aristicum mysterium, 25 aggio 1?;:, n. 5:, $$S 5? (1?;:) 5;?@ cf. (&*8$L# (6'$76, (ito della Comunione fuori della Messa e Culto eucaristico, 1?:?, n. 11. Cf. soprattutto S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( & S$C($'#7*&, &stru!ione ;ullo um1uam tempore, 2> aggio 1?0>, $$S 0C (1?0>) 1?><2C:@ C&C, can. ?03<?33. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. >. Cf. 167*&I&C$L# (6'$76, &enedi'ione degli oli e dedica'ione della c iesa e dell)altare, 1?>C, n. 1;1@ (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, Eenedi!ione per l"esposi!ione di nuove i agini alla pubblica venera!ione, nn. 105><13C;. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 125.

;5

C$1&*6L6 %& ,OSE NE,ESSARIE PER LA ,ELE-RA*IONE DELLA MESSA &. &L 1$7# # &L %&76 1#( C#L#E($(# L"#8C$(&S*&$ 31&. Iedele all"ese pio di Cristo, la Chiesa ha se pre usato pane e vino con acqua per celebrare la Cena del Signore. 32). &l pane per la celebra!ione dell"#ucaristia deve essere esclusiva ente di fru ento, confe!ionato di recente e a!!i o, secondo l"antica tradi!ione della Chiesa latina. 321. La natura di segno esige che la ateria della celebra!ione eucaristica si presenti vera ente co e cibo. Conviene quindi che il pane eucaristico, sebbene a!!i o e confe!ionato nella for a tradi!ionale, sia fatto in odo che il sacerdote nella 'essa celebrata con il popolo possa spe!!are davvero l"ostia in piF parti e distribuirle al eno ad alcuni dei fedeli. Le ostie piccole non sono co unque affatto escluse, quando il nu ero dei co unicandi o altre ragioni pastorali lo esigano. &l gesto della fra!ione del pane, con cui l"#ucaristia veniva se plice ente designata nel te po apostolico, anifester) se pre piF la for!a e l"i portan!a del segno dell"unit) di tutti in un unico pane e del segno della carit), per il fatto che un unico pane + distribuito tra i fratelli. 322. &l vino per la celebra!ione eucaristica deve essere tratto dal frutto della vite (Cf. Lc 22,1>), naturale e genuino, cio+ non isto a sostan!e estranee. 323. Con la assi a cura si conservino in perfetto stato il pane e il vino destinati all"#ucaristia@ si badi cio+ che il vino non diventi aceto e che il pane non si guasti o diventi troppo duro, cos che solo con difficolt) si possa spe!!are. 324. Se dopo la consacra!ione, o al o ento della Co unione, il sacerdote si accorge di aver usato acqua, an!ich4 vino, etta l"acqua in un recipiente, versi nel calice vino con acqua e lo consacri, ripetendo la parte del racconto evangelico che riguarda la consacra!ione del calice, sen!a dover nuova ente consacrare il pane. &&. L# S811#LL#**&L& S$C(# &7 A#7#(# 32 . Co e per la costru!ione delle chiese, anche per ogni tipo di suppellettile sacra la Chiesa a ette il genere e lo stile artistico di ogni regione, e accetta quegli adatta enti che corrispondono alle culture e alle tradi!ioni dei singoli popoli, purch4 ogni cosa sia adatta all"uso per il quale + destinata105.
105

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 12>.

;;

$nche in questo settore si curi quella nobile se plicit) che si acco pagna tanto bene con l"arte autentica. 32#. 7ello scegliere la ateria per la suppellettile sacra, oltre a quella tradi!ional ente in uso, si possono adoperare anche quelle che, secondo la entalit) del nostro te po, sono ritenute nobili, durevoli e che si adattano bene all"uso sacro. &n questo settore, il giudi!io spetta alla Conferen!a #piscopale delle singole regioni (Cf. n. *.7). &&&. & %$S& S$C(& 32$. *ra le cose richieste per la celebra!ione della 'essa, sono degni di particolare rispetto i vasi sacri@ tra questi, special ente il calice e la patena, nei quali vengono offerti, consacrati e consu ati il pane e il vino. 32%. & vasi sacri siano di etallo nobile. Se sono costruiti con nobile dell"oro, vengano dorati al eno all"interno. etallo ossidabile o eno

32&. $ giudi!io della Conferen!a #piscopale, con atti riconosciuti dalla Sede $postolica, i vasi sacri possono essere fatti anche con altre aterie solide e nobili, secondo la co une valuta!ione di ogni regione, per es. ebano o altri legni piF duri, purch4 siano aterie adatte all"uso sacro. &n questo caso siano da preferire se pre aterie che non si spe!!ino o si rovinino facil ente. /uesto vale per tutti i vasi che sono destinati a custodire le ostie, co e la patena, la pisside, la teca, l"ostensorio e altri vasi analoghi. 33). & calici e gli altri vasi, destinati a contenere il Sangue del Signore, abbiano la coppa fatta di una ateria che non assorba i liquidi. La base del calice pu essere fatta con aterie diverse, solide e decorose. 331. 1er la consacra!ione delle ostie, si pu conveniente ente usare un"unica patena piF grande, nella quale si pone il pane sia per il sacerdote e il diacono, sia per gli altri inistri e i fedeli. 332. 1er quanto riguarda la for a dei vasi sacri, + co pito dell"artista confe!ionarli nel odo piF conveniente, secondo gli usi delle singole regioni, purch4 siano adatti all"uso liturgico cui sono destinati, e si distinguano chiara ente da quelli destinati all"uso quotidiano. 333. 1er la benedi!ione dei vasi sacri, si osservino i riti prescritti nei libri liturgici10;. 334. Si conservi la tradi!ione di costruire in sagrestia il sacrario per versarvi l"acqua per l"ablu!ione dei vasi sacri e della biancheria (Cf. n. 3+7).
10;

Cf. 167*&I&C$L# (6'$76, &enedi'ione degli oli e dedica'ione della c iesa e dell)altare , 1?>C, Eenedi!ione del calice e della patena, nn. 2;C<2:?@ (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, Eenedi!ione degli oggetti per il culto, nn. 13?5<15C5.

;:

&%. L# %#S*& S$C(# 33 . 7ella Chiesa, corpo istico di Cristo, non tutte le e bra svolgono lo stesso co pito. /uesta diversit) di co piti, nella celebra!ione dell"#ucaristia, si anifesta esterior ente con la diversit) delle vesti sacre, che perci devono essere segno dell"ufficio proprio di ogni inistro. Conviene per che tali vesti contribuiscano anche al decoro dell"a!ione sacra. Le vesti che indossano i sacerdoti e i diaconi e gli altri inistri laici, pri a di essere destinate all"uso liturgico, vengono opportuna ente benedette secondo il rito descritto nel (ituale (o ano10:. 33#. La veste sacra co une a tutti i inistri ordinati e istituiti di qualsiasi grado + il ca ice stretto ai fianchi dal cingolo, a eno che non sia fatto in odo da aderire al corpo anche sen!a cingolo. 1ri a di indossare il ca ice, se questo non copre l"abito co une attorno al collo, si usi l"a itto. &l ca ice non pu essere sostituito dalla cotta, neppure sopra la veste talare, quando, secondo le nor e, si indossano la casula o la dal atica, oppure quando si deve indossare la stola, sen!a la casula o la dal atica. 33$. 7ella 'essa e nelle altre a!ioni sacre diretta ente collegate con essa, veste propria del sacerdote celebrante + la casula o pianeta, se non viene indicato diversa ente@ la casula s"indossa sopra il ca ice e la stola. 33%. %este propria del diacono + la dal atica, da indossarsi sopra il ca ice e la stola@ tuttavia la dal atica, o per necessit) o per il grado inore di solennit), si pu tralasciare. 33&. Ali accoliti, i lettori e gli altri inistri laici possono indossare il ca ice o un"altra veste legitti a ente approvata nella loro regione dalla Conferen!a #piscopale (Cf. n. *.7). 34). La stola indossata dal sacerdote gira attorno al collo e scende davanti, diritta. La stola indossata dal diacono poggia sulla spalla sinistra e, passando trasversal ente davanti al petto, si raccoglie sul fianco destro. 341. &l piviale viene indossato dal sacerdote nelle processioni e nelle altre a!ioni sacre, secondo le rubriche proprie dei singoli riti. 342. (iguardo alla for a delle vesti sacre, le Conferen!e #piscopali possono stabilire e proporre alla Sede $postolica adatta enti richiesti dalle necessit) e dagli usi delle singole regioni10>. 343. 1er la confe!ione delle vesti sacre, oltre alle stoffe tradi!ionali, si possono usare altre fibre naturali proprie delle singole regioni, co e pure fibre artificiali, rispondenti alla
10: 10>

Cf. (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, Eenedi!ione degli oggetti per il culto, n. 13?:. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 12>.

;>

dignit) dell"a!ione sacra e della persona. &n questa #piscopale10?.

ateria + giudice la Conferen!a

344. La belle!!a e la nobilt) delle vesti si devono cercare e porre in risalto piF nella for a e nella ateria usata, che nella ricche!!a dell"ornato. Ali orna enti possono presentare figura!ioni, o i agini, o si boli, che indichino l"uso sacro delle vesti, con esclusione di ci che non vi si addice. 34 . La differen!a dei colori nelle vesti sacre ha lo scopo di espri ere, anche con e!!i esterni, la caratteristica particolare dei isteri della fede che vengono celebrati e il senso della vita cristiana in ca ino lungo il corso dell"anno liturgico. 34#. (iguardo al colore delle sacre vesti, si antenga l"uso tradi!ionale, e cio+, a) &l colore bianco si usa negli 8ffici e nelle 'esse del te po pasquale e del te po natali!io. &noltre, nelle celebra!ioni del Signore, escluse quelle della 1assione@ nelle feste e nelle e orie della beata %ergine 'aria, dei Santi $ngeli, dei Santi non 'artiri, nelle solennit) di *utti i Santi (1 nove bre) e di san Aiovanni Eattista (23 giugno), nelle feste di san Aiovanni evangelista (2: dice bre), della Cattedra di san 1ietro (22 febbraio) e della Conversione di san 1aolo (25 gennaio). b) &l colore rosso si usa nella do enica di 1assione (o delle 1al e) e nel %enerd santo, nella do enica di 1entecoste, nelle celebra!ioni della 1assione del Signore, nella festa natali!ia degli $postoli e degli evangelisti e nelle celebra!ioni dei Santi 'artiri. c) &l colore verde si usa negli 8ffici e nelle 'esse del te po ordinario. d) &l colore viola si usa nel te po di $vvento e di /uaresi a. Si pu usare negli 8ffici e nelle 'esse per i defunti. e) &l colore nero si pu usare, dove + prassi consueta, nelle 'esse per i defunti. f) &l colore rosaceo si pu usare, dove + tradi!ione, nelle do eniche Aaudete (&&& di $vvento) e Laetare (&% di /uaresi a). g) 7ei giorni piF solenni si possono usare vesti festive piF pre!iose, anche se non sono del colore del giorno. 1er quanto riguarda i colori liturgici, le Conferen!e #piscopali possono per stabilire e proporre alla Sede $postolica adatta enti confor i alle necessit) e alla cultura dei singoli popoli. 34$. Le 'esse rituali si celebrano con il colore ad esse proprio, oppure con colore bianco o festivo. Le 'esse per varie necessit) con il colore proprio del giorno o del te po, oppure con colore viola se hanno carattere peniten!iale (ad es. le 'esse in te po di guerra o di disordini@ in te po di fa e@ per la re issione dei peccati). Le 'esse votive si celebrano con il colore adatto alla 'essa che si celebra o anche con il colore proprio del giorno o del te po. %. $L*(# S811#LL#**&L& 2#S*&7$*# $LL"8S6 2#LL$ CN&#S$
10?

Cf. i/i.

;?

34%. 6ltre ai vasi sacri e alle vesti liturgiche, per cui viene prescritta una deter inata ateria, anche l"altra suppellettile, destinata diretta ente all"uso liturgico 13C, o in qualunque altro odo a essa nella chiesa, deve essere degna e rispondere al fine a cui ogni cosa + destinata. 34&. Si curi in odo particolare che i libri liturgici, special ente l"#vangeliario e il Le!ionario, che sono destinati alla procla a!ione della parola di 2io e quindi eritano una particolare venera!ione, nell"a!ione liturgica siano davvero segni e si boli delle realt) soprannaturali, siano quindi degni, ornati e belli. 3 ). &noltre si deve avere ogni cura per le cose che sono diretta ente collegate con l"altare e la celebra!ione eucaristica, co e la croce dell"altare e quella processionale. 3 1. Si curi in odo particolare che anche nelle cose di inore i portan!a le esigen!e dell"arte siano opportuna ente rispettate e che una nobile se plicit) sia se pre congiunta con la debita puli!ia.

13C

1er quanto riguarda la benedi!ione degli oggetti che nella chiesa sono destinati all"uso liturgico, cf. (&*8$L# (6'$76, &enedi'ionale, 1??2, 1arte ter!a.

:C

C$1&*6L6 %&& LA S,ELTA DELLE PARTI DELLA MESSA 3 2. L"efficacia pastorale della celebra!ione au enta se i testi delle letture, delle ora!ioni e dei canti corrispondono il eglio possibile alle necessit), alla prepara!ione spirituale e alle capacit) dei partecipanti. /uesto si ottiene usando conveniente ente quella olteplice facolt) di scelta che sar) descritta piF avanti. 7el preparare la 'essa il sacerdote tenga presente piF il bene spirituale del popolo di 2io che la propria personale inclina!ione. Si ricordi anche che la scelta di queste parti si deve fare insie e con i inistri e con coloro che svolgono qualche ufficio nella celebra!ione, sen!a escludere i fedeli in ci che li riguarda diretta ente. 2al o ento che + offerta un"a pia possibilit) di scegliere le diverse parti della 'essa, + necessario che pri a della celebra!ione il diacono, il lettore, il sal ista, il cantore, il co entatore, la sc ola, ognuno per la sua parte, sappiano bene quali testi spettano a ciascuno, in odo che nulla si lasci all"i provvisa!ione. L"ar onica disposi!ione ed esecu!ione dei riti contribuisce oltissi o a disporre lo spirito dei fedeli per la partecipa!ione all"#ucaristia. &. L$ SC#L*$ 2#LL$ '#SS$ 3 3. 7elle solennit) il sacerdote + tenuto a seguire il calendario della chiesa in cui celebra. 3 4. 7elle do eniche, nelle ferie di $vvento, di 7atale, di /uaresi a e di 1asqua, nelle feste e nelle e orie obbligatorie, a) se la 'essa si celebra con il popolo, il sacerdote segua il calendario della chiesa in cui si celebra@ b) se la 'essa si celebra con la partecipa!ione del solo inistro, il sacerdote pu scegliere tra il calendario del luogo e il calendario proprio. 3 . 7elle e orie facoltative, a) 7elle ferie di $vvento dal 1: al 23 dice bre, tra l"ottava di 7atale, e nelle ferie di /uaresi a, fatta ecce!ione per il 'ercoled delle Ceneri e per le ferie della Setti ana santa, si celebra la 'essa del giorno liturgico corrente@ per dalla e oria eventual ente segnata in quel giorno sul calendario generale si pu prendere la colletta, purch4 non occorra il 'ercoled delle Ceneri o una feria della Setti ana santa. 7elle ferie del te po pasquale + possibile celebrare integral ente le e orie dei Santi. b) 7elle ferie di $vvento pri a del 1: dice bre, nelle ferie del te po natali!io dal 2 gennaio e in quelle del te po pasquale, si pu scegliere o la 'essa della feria o la 'essa del Santo o di uno dei Santi di cui si fa la e oria o la 'essa di un Santo ricordato quel giorno nel 'artirologio.

:1

c) 7elle ferie del te po ordinario, si pu scegliere o la 'essa della feria o la 'essa di un"eventuale e oria facoltativa, o la 'essa di qualche Santo ricordato in quel giorno nel 'artirologio, o una 'essa per le varie necessit) o una 'essa votiva. Se celebra con partecipa!ione di popolo, il sacerdote si preoccuper) di non o ettere troppo spesso e sen!a otivo sufficiente le letture assegnate per i singoli giorni dal Le!ionario feriale, la Chiesa desidera infatti che venga offerta ai fedeli una ensa se pre piF abbondante della parola di 2io131. 1er lo stesso otivo, non ricorra troppo spesso alle 'esse dei defunti, tutte le 'esse sono offerte per i vivi e per i defunti, e dei defunti si fa e oria in ogni 1reghiera eucaristica. L) dove le e orie facoltative della beata %ergine 'aria, o di un Santo, sono care alla piet) dei fedeli, si soddisfi la loro legitti a devo!ione. /uando poi c"+ possibilit) di scelta tra una e oria iscritta nel calendario generale e una e oria del calendario diocesano o religioso, si dia la preceden!a, a parit) di i portan!a e secondo la tradi!ione, alla e oria del calendario particolare. &&. L$ SC#L*$ 2#LL# 1$(*& 2#LL$ '#SS$ 3 #. 7ello scegliere i testi delle diverse parti della 'essa, sia del te po che dei Santi, si osservino le nor e seguenti. Le 'ettu!e 3 $. $lla do enica e nelle solennit) vi sono tre letture, il 1rofeta, l"$postolo e il %angelo@ la loro procla a!ione educa il popolo cristiano al senso della continuit) nell"opera di salve!!a, secondo la irabile pedagogia divina. /ueste letture siano scrupolosa ente utili!!ate. 7el te po pasquale, secondo la tradi!ione della Chiesa, al posto dell"$ntico *esta ento, la lettura viene tratta dagli $tti degli $postoli. 1er le feste invece sono assegnate due letture. Se tuttavia la festa, secondo le nor e, viene elevata al grado di solennit), si aggiunge la ter!a lettura, che si prende dal Co une. 7elle e orie dei Santi, se non vi sono letture proprie, si procla ano nor al ente le letture assegnate alla feria. &n alcuni casi si propongono letture appropriate, che pongono in luce un particolare aspetto della vita spirituale o dell"a!ione del Santo. 7on si deve per esagerare con l"uso di queste letture, se non lo suggerisce una autentica ragione pastorale. 3 %. 7el Le!ionario feriale sono proposte delle letture per ogni giorno della setti ana, lungo tutto il corso dell"anno, pertanto proprio queste letture si dovranno abitual ente usare nei giorni a cui sono assegnate, a eno che non ricorra una solennit) o una festa, o una e oria che abbia letture proprie dal 7uovo *esta ento, nelle quali si faccia la en!ione del Santo celebrato. /uando la lettura continua venisse interrotta durante la setti ana da una qualche solennit), o una festa o da qualche celebra!ione speciale, il sacerdote, tenendo presente
131

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 51.

:2

l"ordine delle letture di tutta la setti ana, pu aggiungere alle altre letture quella o essa o decidere quale testo sia da preferire. 7elle 'esse per gruppi particolari, il sacerdote potr) scegliere le letture piF adatte a quella particolare celebra!ione, purch4 tratte dai testi del Le!ionario approvato. 3 &. 8na scelta speciale di testi della sacra Scrittura + fatta nel Le!ionario per le 'esse rituali, nelle quali + inserita la celebra!ione di sacra enti o di sacra entali, o per le 'esse che vengono celebrate per diverse necessit). /uesti Le!ionari sono stati co posti in odo che i fedeli, attraverso l"ascolto di una lettura piF adatta, co prendano eglio il istero a cui prendono parte e au entino il loro a ore per la parola di 2io. /uindi i testi da leggersi nella celebra!ione si devono scegliere in base a un"opportuna considera!ione pastorale, e tenuta presente la libert) di scelta prevista per questi casi. 3#). Si d) a volte una for a piF lunga e una for a piF breve dello stesso testo. 7ella scelta fra le due stesure si tenga presente il criterio pastorale. Eisogna essere cio+ attenti alla capacit) dei fedeli di ascoltare con frutto una lettura piF lunga o piF breve e alla loro capacit) di ascoltare il testo piF co pleto, da spiegare poi con l"o elia132. 3#1. /uando + data la possibilit) di scelta tra due testi gi) stabiliti o proposti co e facoltativi, si dovr) tenere presente l"utilit) dei partecipanti, si sceglier) quindi il testo piF facile o piF adatto ai fedeli riuniti, oppure si ripeter) o si tralascer) un testo indicato co e proprio per una data celebra!ione e facoltativo per l"altra, tenendo conto dell"utilit) pastorale130. Ci pu avvenire o quando il edesi o testo si dovesse rileggere a distan!a ravvicinata, per ese pio di do enica e il luned seguente, o quando si ha il fondato ti ore che il testo presenti difficolt) in qualche gruppo di fedeli. Si eviti tuttavia che, nella scelta dei testi della sacra Scrittura, alcune parti siano costante ente escluse. 3#2. 6ltre alle possibilit) di cui si + parlato nei nu eri precedenti per la scelta dei testi piF adatti, le Conferen!e #piscopali hanno la facolt) di indicare, per particolari circostan!e, alcuni adatta enti per le letture, a condi!ione che i testi vengano scelti da un Le!ionario debita ente approvato. Le o!azioni 3#3. &n ogni 'essa, salvo indica!ioni in contrario, si dicono le ora!ioni proprie di quella 'essa. 7elle e orie dei Santi si dice la colletta propria o, se questa anca, quella del Co une adatto@ le ora!ioni sulle offerte e dopo la Co unione, se non sono proprie, si possono scegliere dal co une o dalle ferie del te po corrente.
132 130

Cf. '#SS$L# (6'$76, Le'ionario, seconda edi!ione tipica, &ntrodu!ione, n. >C. Cf. ibidem, n. >1.

:0

7elle ferie del te po ordinario, oltre all"ora!ione della do enica precedente, si possono dire le ora!ioni di un"altra do enica del te po ordinario, oppure un"ora!ione scelta tra i for ulari per -varie necessit). che si trovano nel 'essale. 2i queste 'esse si pu se pre co unque scegliere anche la sola colletta. &n tal odo viene proposta una aggior ricche!!a di testi, con i quali viene nutrita piF abbondante ente la preghiera dei fedeli. 7ei te pi piF i portanti dell"anno, questo adatta ento gi) avviene ediante l"ora!ione propria del te po, che si trova per ogni giorno nel 'essale. La P!e12ie!a eu(a!isti(a 3#4. & nu erosi prefa!i, di cui + arricchito il 'essale (o ano, irano a ettere piF piena ente in eviden!a i otivi dell"a!ione di gra!ie nella 1reghiera eucaristica e a porre aggior ente in luce i vari aspetti del istero della salve!!a. 3# . La scelta tra le 1reghiere eucaristiche, che si trovano nel rito della 'essa, + regolata dalle nor e seguenti, a) La 1reghiera eucaristica & o Canone ro ano, si pu se pre usare@ il suo uso tuttavia + piF indicato nei giorni ai quali + assegnato un &n co unione proprio, o nelle 'esse con l"$ccetta con benevolen!a proprio, oltre che nelle celebra!ioni degli $postoli e dei Santi di cui si fa en!ione nella 1reghiera stessa@ cos pure nelle do eniche, a eno che, per ragioni pastorali, non si preferisca la 1reghiera eucaristica &&&. b) La 1reghiera eucaristica &&, per le sue particolari caratteristiche, + piF indicata per i giorni feriali o in circostan!e particolari. /uantunque abbia un prefa!io proprio, pu essere collegata con altri prefa!i, special ente con quelli che presentano in sintesi il istero della salve!!a, co e ad ese pio i prefa!i co uni. /uando si celebra la 'essa per un defunto, si pu inserire la for ula particolare proposta a suo luogo, cio+ pri a del (icordati dei nostri fratelli. c) La 1reghiera eucaristica &&& si pu dire con qualsiasi prefa!io. B preferibile usarla nelle do eniche e nei giorni festivi. Se questa 1reghiera viene usata nelle 'esse per i defunti, si pu usare la for ula particolare per un defunto, inserendola a suo luogo, cio+ dopo le parole (icongiungi a te, 1adre isericordioso, tutti i tuoi figli ovunque dispersi. d) La 1reghiera eucaristica &% ha un prefa!io invariabile e offre un co pendio piF co pleto della storia della salve!!a. Si pu usare quando la 'essa anca di un prefa!io proprio e nelle do eniche del te po ordinario. &n questa 1reghiera, in ragione della sua struttura, non si pu inserire una particolare for ula per un defunto. I (anti 3##. $i canti stabiliti nell"ordinario della 'essa, co e ad ese pio l"$gnello di 2io, non si possono sostituire altri canti. 3#$. 7ello scegliere i canti fra le letture, e i canti di ingresso, di offertorio e di Co unione, si osservino le nor e stabilite a suo luogo (Cf. nn. 27-20@ 2,-2+@ 80-82@ ,2@ +8-++).

:3

C$1&*6L6 %&&& MESSE E ORA*IONI PER DI8ERSE ,IR,OSTAN*E E MESSE PER I DE9.NTI

&. '#SS# # 6($D&67& 1#( 2&%#(S# C&(C6S*$7D# 3#%. 1oich4 la Liturgia dei Sacra enti e dei Sacra entali offre ai fedeli ben disposti la possibilit) di santificare quasi tutti gli avveni enti della vita per e!!o della gra!ia che fluisce dal istero pasquale133, e poich4 l"#ucaristia + il sacra ento per eccellen!a, il 'essale presenta for ulari di 'esse e ora!ioni che si possono usare nelle diverse circostan!e della vita cristiana, per le necessit) di tutto il ondo o della Chiesa universale e locale. 3#&. #ssendovi una aggiore facolt) di scegliere le letture e le ora!ioni, + bene che delle 'esse per diverse circostan!e si faccia un uso oderato, cio+ quando lo esige l"opportunit) pastorale. 3$). &n tutte le 'esse per diverse circostan!e, salvo espresse indica!ioni in contrario, si possono usare le letture feriali con i loro canti responsoriali, se si accordano con la celebra!ione. 3$1. Ira queste 'esse vengono annoverate le 'esse rituali, le 'esse per le varie necessit), quelle per diverse circostan!e e le votive. 3$2. Le 'esse rituali sono collegate con la celebra!ione di alcuni Sacra enti o Sacra entali. Sono proibite nelle do eniche di $vvento, /uaresi a e 1asqua, nelle solennit), nei giorni fra l"ottava di 1asqua, nella Co e ora!ione di tutti i fedeli defunti, nel 'ercoled delle Ceneri e nelle ferie della Setti ana santa@ si devono inoltre osservare le nor e indicate nei libri rituali o nei for ulari delle 'esse stesse. 3$3. Le 'esse per varie necessit) o per diverse circostan!e si utili!!ano in alcuni particolari o enti, in te pi stabiliti o anche di tanto in tanto. *ra queste, la co petente autorit) pu scegliere 'esse per eventuali suppliche pubbliche, stabilite dalla Conferen!a #piscopale nel corso dell"anno. 3$4. 7el caso di una necessit) particolar ente grave o di una utilit) pastorale, si pu celebrare una 'essa adatta, per ordine o con il consenso del %escovo diocesano, in qualsiasi giorno, eccetto le solennit) e le do eniche di $vvento, /uaresi a e 1asqua, i giorni fra l"ottava di 1asqua, la Co e ora!ione di tutti i fedeli defunti, il 'ercoled delle Ceneri e le ferie della Setti ana santa.
133

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. ;1.

:5

3$ . Le 'esse votive dei isteri del Signore o in onore della beata %ergine 'aria o degli $ngeli o di qualche Santo o di tutti i Santi, si possono celebrare per la piet) dei fedeli nelle ferie del te po ordinario, anche se ricorre una e oria facoltativa. *uttavia non si possono celebrare co e votive le 'esse che si riferiscono ai isteri della vita del Signore o della beata %ergine 'aria, eccetto la 'essa della sua & acolata Conce!ione, perch4 la loro celebra!ione + in ar onia con il corso dell"anno liturgico. 3$#. 7ei giorni in cui ricorre una e oria obbligatoria o una feria di $vvento fino al 1; dice bre, del te po natali!io a co inciare dal 2 gennaio, e del te po pasquale dopo l"ottava di 1asqua, sono per s4 proibite le 'esse per varie necessit) e quelle votive. Se per lo richiede un"autentica necessit) o un"utilit) pastorale, nella 'essa con partecipa!ione di popolo si pu usare il for ulario corrispondente a questa necessit) o utilit), a giudi!io del rettore della chiesa o dello stesso sacerdote celebrante. 3$$. 7elle ferie del te po ordinario nelle quali ricorrono e orie facoltative o si fa l"ufficio della feria, si pu celebrare qualunque 'essa o utili!!are qualunque ora!ione per diverse circostan!e, fatta ecce!ione per le 'esse rituali. 3$%. Si racco anda particolar ente la e oria di santa 'aria in sabato, perch4 nella Liturgia della Chiesa viene venerata in odo speciale e pri a di tutti i Santi la 'adre del (edentore135. &&. '#SS# 1#( & 2#I87*& 3$&. La Chiesa offre il sacrificio eucaristico della 1asqua di Cristo per i defunti, in odo che, per la co unione esistente fra tutte le e bra di Cristo, gli uni ricevano un aiuto spirituale e gli altri il conforto della speran!a. 3%). *ra le 'esse per i defunti ha il pri o posto la 'essa esequiale, che si pu celebrare tutti i giorni, eccetto le solennit) di precetto, il Aioved della Setti ana santa, il *riduo pasquale e le do eniche di $vvento, /uaresi a e 1asqua, osservando inoltre tutto quello che prescrive il diritto13;. 3%1. La 'essa dei defunti alla noti!ia della orte di una persona, o nel giorno della sepoltura definitiva, o nel pri o anniversario, si pu celebrare anche fra l"ottava di 7atale, nei giorni nei quali occorre una e oria obbligatoria o una feria, che non sia il 'ercoled delle Ceneri o una feria della Setti ana santa. Le altre 'esse per i defunti, o 'esse -quotidiane., si possono celebrare nelle ferie del te po ordinario, nelle quali occorrono e orie facoltative o si fa l"8fficio della feria, purch4 siano vera ente applicate per i defunti.
135

13;

Cf. C67C. %$*&C$76 &&, Costitu!ione dog atica sulla Chiesa, Lumen Gentium, n. 53@ 1$6L6 %&, #sort. $p. Marialis cultus, 2 febbraio 1?:3, n. ?, $$S ;; (1?:3) 122<120. Cf. soprattutto C&C, cann. 11:;<11>5@ (&*8$L# (6'$76, (ito delle ese1uie, 1?:3.

:;

3%2. 7ella 'essa esequiale si tenga nor al ente una breve o elia, escludendo per la for a dell"elogio funebre. 3%3. Si invitino i fedeli, special ente i fa iliari del defunto, a partecipare anche con la santa Co unione al sacrificio eucaristico offerto per il defunto stesso. 3%4. Se la 'essa e il rito delle esequie vengono celebrati insie e, recitata l"ora!ione dopo la Co unione, si tralasciano i riti di conclusione e si co pie l"ulti a racco anda!ione o co iato. /uesto rito si fa soltanto quando il cadavere + presente. 3% . 7ell"ordinare e scegliere le parti variabili della 'essa per i defunti (co e le ora!ioni, le letture, la preghiera universale), special ente nella 'essa esequiale, si tengano presenti, co e + giusto, gli aspetti pastorali che interessano il defunto, la sua fa iglia e i presenti. &noltre i pastori d"ani e abbiano un riguardo speciale per coloro che in occasione del funerale assistono alla celebra!ione liturgica o ascoltano la procla a!ione del %angelo, siano essi acattolici o cattolici che non partecipano ai o quasi ai all"#ucaristia, o che se brano aver perduto la fede@ i sacerdoti sono per tutti i inistri del %angelo di Cristo.

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C$1&*6L6 &9 GLI ADATTAMENTI ,:E ,OMPETONO AI 8ES,O8I DIO,ESANI E ALLE ,ON9EREN*E EPIS,OPALI 3%#. $i nostri te pi, nel rifor are il 'essale (o ano secondo i decreti del Concilio #cu enico %aticano &&, ci si + se pre preoccupati che tutti i fedeli, nella celebra!ione eucaristica, possano esercitare quella piena, cosciente e attiva partecipa!ione, che + richiesta dalla natura della stessa Liturgia e alla quale gli stessi fedeli, in for!a della loro condi!ione, hanno diritto e dovere13:. 1erch4 la celebra!ione risponda piF piena ente alle nor e e allo spirito della sacra Liturgia, in questo 6rdina ento generale del 'essale (o ano e nel rito della 'essa vengono proposti alcuni ulteriori adatta enti, che sono affidati al giudi!io o del %escovo diocesano o delle Conferen!e #piscopali. 3%$. &l %escovo diocesano, che + da considerare co e il grande sacerdote del suo gregge, dal quale in qualche isura deriva e dipende la vita dei suoi fedeli in Cristo 13>, deve pro uovere, guidare e vigilare sulla vita liturgica nella sua diocesi. $ lui, in questo 6rdina ento generale del 'essale (o ano, + affidato il co pito di regolare la disciplina della concelebra!ione (Cf. n. 373, *,2), stabilire le nor e circa il co pito di servire il sacerdote all"altare (Cf. n. 07,), circa la distribu!ione della sacra Co unione sotto le due specie (Cf. n. 3+*), circa la costru!ione e la ristruttura!ione delle chiese (Cf. n. 3.0). 'a a lui spetta pri a di tutto coltivare nei presbiteri, nei diaconi e nei fedeli lo spirito della sacra Liturgia. 3%%. Ali adatta enti sotto descritti, che esigono aggiore coordina ento, sono da stabilirsi, secondo il diritto, dalla Conferen!a #piscopale. 3%&. $lle Conferen!e #piscopali spetta an!itutto preparare e approvare l"edi!ione di questo 'essale (o ano nelle lingue oderne approvate, affinch4, dopo la confer a della Sede $postolica, si usi poi nelle rispettive regioni13?. &l 'essale (o ano, sia nel testo latino che nelle tradu!ioni na!ionali legitti a ente approvate, si deve pubblicare integral ente. 3&). B proprio delle Conferen!e #piscopali, dopo la confer a della Sede $postolica, definire e introdurre nel 'essale gli adatta enti che sono indicati in questo 6rdina ento generale del 'essale (o ano e nel rito della 'essa, co e, < i gesti dei fedeli e gli atteggia enti del corpo (Cf. n. 2*)@ < i gesti di venera!ione verso l"altare e l"#vangeliario (Cf. n. 3,*)@ < i testi dei canti all"ingresso, all"offertorio e alla Co unione (Cf. nn. 2+@ ,2@ +,)@ < le letture della sacra Scrittura da usare in particolari circostan!e (Cf. n. *83)@
13: 13> 13?

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 13. Cf. ibidem, n. 31. Cf. C&C, can. >0>, G 0.

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< la odalit) dello sca bio di pace (Cf. n. +3)@ < il odo di ricevere la sacra Co unione (Cf. nn. 087@ 3+*)@ < la ateria dell"altare e della sacra suppellettile, special ente dei vasi sacri, e anche la ateria, la for a e il colore delle vesti liturgiche (Cf. nn. *70@ *38@ *3.@ **.@ *23-*28). & 2irettorO o le &stru!ioni pastorali, che le Conferen!e #piscopali riterranno utili, previo il riconosci ento della Sede $postolica, potranno essere introdotte nel 'essale (o ano in luogo opportuno. 3&1. $lle stesse Conferen!e #piscopali spetta di dedicare una cura particolare alla tradu!ione dei testi biblici che si usano nella celebra!ione della 'essa. 2alla sacra Scrittura infatti sono desunte le pericopi che si leggono e che si spiegano nell"o elia e i sal i che si cantano@ inoltre dalla sua ispira!ione e dal suo contenuto sono nate le preghiere, le ora!ioni e i canti liturgici, co e pure da essa prendono significato le a!ioni e i segni15C. Si usi il linguaggio che risponda alla capacit) dei fedeli e che sia adatto ad una procla a!ione pubblica, osservando tuttavia ci che + proprio dei diversi odi di parlare nei libri biblici. 3&2. Spetta inoltre alle Conferen!e #piscopali preparare con grande diligen!a la tradu!ione degli altri testi, cosicch4, nel rispetto anche del carattere proprio di ciascuna lingua, venga reso piena ente e fedel ente il senso del testo originale latino. 7el co piere questo lavoro, conviene prestare atten!ione ai diversi generi di espressioni che si usano nella 'essa, quali le ora!ioni presiden!iali, le antifone, le accla a!ioni, i responsori, le invoca!ioni litaniche, ecc. Si tenga presente che la tradu!ione dei testi non ha co e pri o scopo la edita!ione, a piuttosto la procla a!ione o il canto nell"atto della celebra!ione. Si usi un linguaggio adatto ai fedeli della regione@ tuttavia sia dignitoso e dotato di qualit) letteraria, fer a restando la necessit) di una catechesi sul senso biblico e cristiano di alcune parole ed espressioni. B opportuno che, nelle regioni che hanno la stessa lingua, per quanto possibile, si abbia la stessa tradu!ione dei testi liturgici, soprattutto dei testi biblici e del rito della 'essa151. 3&3. Considerando il posto e inente che il canto ha nella celebra!ione, co e parte necessaria e integrale della Liturgia152, + co pito delle Conferen!e #piscopali approvare elodie adatte, special ente per i testi dell"6rdinario della 'essa, per le risposte e le accla a!ioni del popolo e per riti particolari che ricorrono durante l"anno liturgico. B loro co peten!a, inoltre, giudicare quali for e usicali, quali elodie e quali stru enti usicali sia lecito a ettere nel culto divino, perch4 siano vera ente adatti all"uso sacro o possano adattarvisi. 3&4. B necessario che ogni diocesi abbia il suo Calendario e il 1roprio delle 'esse. La Conferen!a #piscopale poi prepari il calendario proprio della na!ione o, con le altre
15C 151 152

Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 23. Cf. ibidem, n. 0;, G 0. Cf. ibidem, n. 112.

:?

Conferen!e, un Calendario per una piF vasta regione, da approvarsi dalla Sede $postolica150. 7el fare questo lavoro, si deve rispettare e difendere la do enica, co e festa pri ordiale, quindi ad essa non siano anteposte altre celebra!ioni, se non sono davvero di grandissi a i portan!a153. &noltre si presti atten!ione che l"anno liturgico, rinnovato per volere del Concilio %aticano &&, non sia oscurato da ele enti secondari. 7el preparare il calendario della na!ione, si stabiliscano i giorni delle (oga!ioni e delle /uattro *e pora, facendo particolare atten!ione alle for e e ai testi per la loro celebra!ione155 e ad altre particolari disposi!ioni. Conviene che, nella edi!ione del 'essale, le celebra!ioni proprie di tutta la na!ione o territorio siano inserite a suo luogo nel calendario generale, quelle invece proprie di una particolare regione o diocesi siano poste in appendice. 3& . &nfine, se la partecipa!ione dei fedeli e il loro bene spirituale esigono varia!ioni e adatta enti piF profondi, perch4 la sacra celebra!ione risponda allo spirito e alle tradi!ioni delle diverse popola!ioni, le Conferen!e #piscopali potranno proporle alla Sede $postolica a nor a dell"art. 3C della Costitu!ione sulla sacra Liturgia, per introdurle, col suo consenso, a favore special ente di quelle popola!ioni a cui + stato annun!iato il %angelo piF recente ente15;. Si osservino attenta ente le nor e particolari che sono state stabilite nella &stru!ione -La liturgia ro ana e l"incultura!ione.15:. 7el odo di procedere in questo lavoro si osservi quanto segue. $n!itutto si faccia una previa esposi!ione particolareggiata alla Sede $postolica, affinch4, dopo aver ottenuta la debita facolt), si proceda ad elaborare i singoli adatta enti. 2opo l"approva!ione delle proposte da parte della Santa Sede, si facciano esperi enti per i te pi e nei luoghi stabiliti. Se + il caso, ter inato il te po dell"esperi ento, la Conferen!a #piscopale stabilir) la prosecu!ione degli adatta enti e sottoporr) al giudi!io della Sede $postolica la loro ulti a for ula!ione15>. 3&#. *uttavia, pri a di arrivare a nuovi adatta enti, special ente se olto profondi, ci si dovr) dedicare con cura a pro uovere saggia ente e ordinata ente una debita istru!ione del clero e dei fedeli, a condurre ad effetto le facolt) gi) previste e ad applicare piena ente le nor e pastorali rispondenti allo spirito della celebra!ione. 3&$. Si osservi anche il principio per cui ogni Chiesa particolare deve concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della fede e ai segni sacra entali, a anche
150

153 155

15; 15:

15>

Cf. ;orme generali per l)ordinamento dell)anno liturgico e del calendario , nn. 3><51@ S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76, &stru!ione Calendaria particularia, 23 giugno 1?:C, nn. 3, >, $$S ;2 (1?:C) ;52<;50. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 1C;. Cf. ;orme generali per l)ordinamento dell)anno liturgico e del calendario , n. 3;@ S$C($ C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76, &stru!ione Calendaria particularia, 23 giugno 1?:C, n. 0>, $$S ;2 (1?:C) ;;C. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn. 0:<3C. Cf. C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76 # L$ 2&SC&1L&7$ 2#& S$C($'#7*&, &stru!ione Varietates Legitimae, 25 gennaio 1??3, nn. 53, ;2<;?, $$S >: (1??5) 0C><0C?, 011<010. Cf. ibidem, nn. ;;<>>, $$S >: (1??5) 010.

>C

quanto agli usi universal ente accettati dalla ininterrotta tradi!ione apostolica, che devono essere osservati non solo per evitare errori, a anche per tras ettere l"integrit) della fede, perch4 la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede15?. &l (ito ro ano costituisce una parte notevole e pre!iosa del tesoro e del patri onio liturgico della Chiesa Cattolica@ le sue ricche!!e giovano al bene di tutta la Chiesa, tanto che la loro perdita le nuocerebbe grave ente. /uesto (ito nel corso dei secoli non solo ha conservato gli usi liturgici che hanno avuto origine nella citt) di (o a, a in odo profondo, organico e ar onico ha integrato in s4 alcuni altri usi che derivavano dalle consuetudini e dalla cultura dei diversi popoli e delle diverse Chiese particolari dell"6ccidente e dell"6riente, acquisendo in tal odo un carattere che supera i li iti di una sola regione. 7el nostro te po l"identit) e l"espressione unitaria di questo (ito si trova nelle edi!ioni tipiche dei libri liturgici, pro ulgati dall"autorit) del So o 1ontefice e nei libri liturgici ad essi corrispondenti, confer ati dalle Conferen!e #piscopali per i loro territori e riconosciuti dalla Sede $postolica1;C. 3&%. La nor a stabilita dal Concilio %aticano && 1;1, che cio+ le innova!ioni nel rinnova ento liturgico non avvengano se non lo esige una vera e certa utilit) della Chiesa, e usando quella cautela per cui le for e nuove in qualche odo scaturiscano organica ente dalle for e che gi) esistono, deve essere applicata per operare l"incultura!ione anche dello stesso (ito ro ano1;2. L"incultura!ione inoltre esige un congruo periodo di te po, perch4 nella fretta e nella disatten!ione non venga poi co pro essa l"autentica tradi!ione liturgica. La ricerca dell"incultura!ione infine non tende affatto alla crea!ione di nuove fa iglie rituali, a a provvedere alle esigen!e di una data cultura, in odo per che gli adatta enti introdotti sia nel 'essale sia negli altri libri liturgici non rechino pregiudi!io all"indole propria del (ito ro ano1;0. 3&&. 1erci il 'essale (o ano, anche nella diversit) delle lingue e in una certa variet) di consuetudini1;3, si deve conservare per il futuro co e stru ento e segno eccellente di integrit) e di unit) del (ito ro ano1;5.

15? 1;C

1;1 1;2

1;0 1;3 1;5

Cf. ibidem, nn. 2;<2:, $$S >: (1??5) 2?><2??. Cf. A&6%$77& 1$6L6 &&, Lett. $p. Vicesimus 1uintus annus, 3 dice bre 1?>>, n. 1;, $$S >1 (1?>>) ?12@ C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76 # L$ 2&SC&1L&7$ 2#& S$C($'#7*&, &stru!ione Varietates Legitimae, 25 gennaio 1??3, nn. 2, 0;, $$S >: (1??5) 2>>, 0C2. Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 20. Cf. C67A(#A$D&67# 1#( &L C8L*6 2&%&76 # L$ 2&SC&1L&7$ 2#& S$C($'#7*&, &stru!ione Varietates Legitimae, 25 gennaio 1??3, n. 3;, $$S >: (1??5) 0C;. Cf. ibidem, n. 0;, $$S >: (1??5) 0C2. Cf. ibidem, n. 53, $$S >: (1??5) 0C><0C? Cf. C67C. #C8'. %$*&C$76 &&, Costitu!ione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n. 0>@ 1$6L6 %&, Cost. $p. Missale (omanum.

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