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Nel provare a gettare qualche appunto sui programmi delle mie discipline, la storia e la filosofia, avverto alcune resistenze;

forse perch il presupposto normativo, lidea di un cammino da proporre o semplicemente che qualcuno o qualcosa insegni, forse questo non mi piace. Per se proprio fossi costretto a dire qualcosa sui programmi e il loro rapporto col processo dapprendimento, mi chiederei se non sia importante combattere lanalfabetismo scientifico e il dogmatismo imperante nellacquisizione di abiti produttivi e consumistici. Mi chiederei se poi cos! scontato che ci sia la storia e la fisica, o la storia e la biologia, e se questo non proprio la negazione di una storia materiale e non lineare. Mi chiederei se studiare qualcosa sia distinguibile dal comprenderne il divenire e giocarlo ancora, come unapertura in una partita a scacchi. " infine mi porrei la questione della soggettivit#, dei desideri, della costituzione materiale e della sua costruzione intersoggettiva. Mi porrei come problema la domanda$ c qualcosa che somiglia ad un punto di vista rivoluzionario% "d ancora in questione nello studio della storia% & aveva ragione Nietzsche, quando sottolineava il danno costituito da un eccesso di consapevolezza che paralizza di fronte allesistente, quella che produce la subalternit# alle ideologie dominanti; e penso alle analisi di 'irilio e (astells sulle tecnostrutture, che impongono modelli di consumo e divisione del lavoro cognitivo, nel non)tempo, perch senza memoria * simultaneo, acefalo e multiverso ) della globalizzazione. +orse si dovrebbero esaminare senza rimpianti il nesso tra loblio che libera dal risentimento, dalla cattiva coscienza e lintenzione di Mar,, che non voleva interpretare il mondo, ma cambiarlo radicalmente; e cos! non confondere la memoria, che cambia il presente, e i ricordi, che a volte servono da blocco, resistenza, forma di esclusione. -al punto di vista metodologico molti oggi hanno messo da parte non solo leurocentrismo, ma anche lantropocentrismo; in breve i protagonisti non sono pi. soltanto gli esseri umani, ma i loro ospiti, i parassiti, o i loro partners animali. /a storia oggi non riguarda solo le scienze dello spirito, ma anche le scienze della natura. 0i pensi a Prigogine e a quellidea cos! semplice, che rivoluzion la termodinamica$ se in un sistema immettiamo un flusso di energia in entrata o in uscita, che lo spinga lontano dalle condizioni di equilibrio, le soluzioni, gli esiti possibili aumentano notevolmente; non ci sar# una stabilit# o un unico equilibrio possibile, e fluttuazioni minime potranno avere effetti decisivi sulle sorti future. 1uesto significa che conoscere la storia di sistemi fisici importantissimo, e lo stesso vale per i sistemi biologici e per quelli socio)economici; anche qui tagliando con laccetta$ non esiste un equilibrio ottimale e la componente soggettiva, critica, irriducibilmente collegata allanalisi. Non c teoria senza trasformazione e prospettiva, nessuno pu tirarsi fuori e vedere da lontano, ogni previsione politica e ogni esito scritto soltanto nelle relazioni tra attrattori e biforcazioni. (on in pi. unulteriore complicazione$i processi di trasformazione sono la (risi, non lattendono come un

suo possibile orizzonte rivoluzionario, e i sistemi * fisici, biologici, economici e sociali * interagiscono tra loro in modo non lineare. Negli studi di 2trthur 3berall lumanit# non si evolve secondo linee di uno sviluppo progressivo, ma secondo salti di stato tra biforcazioni che hanno convissuto con le alternative scartate. -esideri e credenze producono unautorganizzazione dal basso che potremmo esprimere semplicemente$ il tutto pi. delle singole parti e propriet# inattese possono essere il frutto di interazioni complesse. /a messa in produzione della nostra esistenza inconsapevole produce una complessit# che genera forza, potenza, ma anche soggezione e miseria. /a storia ha perso molto del suo interesse da quando non abbiamo pi. nutrito eccessiva fiducia verso le grandi narrazioni e persino delle nostre identit# ci siamo ormai abituati a poter fare a meno; nel senso che non ci si realizza nella professione, non ci si riduce ad un unico interesse, non ci si chiude allinterno di unistituzione che garantisca la nostra sicurezza psicologica, a meno che non si sia costretti o fortemente condizionati. -ifficile proporre come finalit# di un percorso di formazione lacquisizione del senso dello stato, o una cultura del lavoro, o una cittadinanza attiva$ oggi pi. facile prendere le distanze che realizzarsi e la scuola non offre pi. alcun modello di riferimento; eccezion fatta per la paccottiglia similimprenditoriale e i suoi slogan 4flessibilit#, cooperare e competere, uguaglianza dei punti di partenza ma gerarchia nei risultati5. 3n questo contesto * il tritacarne * poco importa titolare la rivoluzione cinese o quella russa con la stessa etichetta di totalitarismo, perch quel che conta la moltiplicazione degli accessi e il loro sbarramento, con la generalizzazione di un unico interfaccia produttivo. 2llora il multiculturalismo non sar# lalternativa buona alla globalizzazione cattiva, ma la versione politicamente corretta del tritacarne. /e macerie, quel che resta delle identit# improponibili, delle culture, dellethos, rimarranno cose, feticci da conservare gelosamente e mostrarle non cambier# nulla; altra faccenda loperazione di tecnicizzazione dei miti collettivi, nazionali o religiosi che siano. -a 3berall a Manuel -e /anda 4autore di 6Mille anni di storia non lineare,rocce, germi e parole75 il panorama di un approccio non umanistico alla storia oggi pi. che mai ricco. 0e a questo agganciassimo la prospettiva di un mar,ismo rivoluzionario, non lavorista, non socialdemocratico e statalista, con una prospettiva storica non lineare che era gi# nel (acciari di 8risis o nel Negri di Mar, oltre Mar,, forse potremmo evitare di cadere nel feticcio della 0toria, nella rassegnata accettazione delle compatibilit# macroeconomiche, nel culto delle reliquie e nella disperazione del frammento. Niente lutti o canti sulla fine del mondo. 3 bambini e gli adulti si somigliano$ amano le storie e i ritornelli, ma anche le sorprese.