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Immagini della citt


Percorsi inediti a Lecce tra passato e futuro
a cura di Sarah Siciliano

Stampato presso Studio De Angelis - Galugnano nel mese di ottobre 2006 per conto di Piero Manni s.r.l.

Manni

La guida Immagini della citt si pu scaricare gratuitamente dai seguenti siti: www.unile.it www.euromedagency.eu/Internet/ www.comune.lecce.it

Testi di
Vincenzo Bianculli Stefano Laghezza Enrico Portaccio Francesca Amato, Marco Arnesano, Rosaria Birtolo, Tabata Busico, Raffaella Calso, Angela Camarda, Ilaria Cangiulli, Alfredo Carrozzini, Lorenza Carrozzini, Laura Castelluzzo, Daniela Cimino, Emanuele Ciullo, Alessandro Conte, Katia Cosma, Annamaria De Santis, Alessandra DellAglio, Anna Clara Deodati, Maria Giovanna Di Leo, Elisabetta Fanizza, Cristina Foscarini, Dora Foumba Moni, Luana Gianfreda, Paola Gianfreda, Marianna Gioia, Marina Grassi, Chiara Greco, Elisa Indraccolo, Laura Lia, Silvia Licchelli, Stefania Malorgio, Federica Marino, Monica Martucci, Gloria Nuzzo, Anna Francesca Paladini, Fabrizia Patisto, Antonella Perrone, Anna Piccolo, Armando Politano, Elisabetta Politano, Paola Resci, Pamela Russo, Vita Santoro, Valeria Schirinzi, Mattia Serra, Sandra Spada, Carla Tarantini, Rita Zingaro Immagini fotografiche Autori dei testi e Luciana Stomeo Headline Chiara Greco

con il patrocinio

Traduzioni Anne Van den Troost

Comune di Lecce

Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo

con il contributo

Indice
9 11 13 15 19 23 27 31 34 37 39 41 43 46 49 52 54 57 61 65 Introduzione di Oronzo Limone Introduzione di Adriana Poli Bortone Introduzione di Marcello Strazzeri Prefazione di Sarah Siciliano La magia della lupa Passeggiando in citt Il miele di Lecce Passato incontaminato Essere straniero a Lecce A come Aperitivo Salato e dolce Luoghi dimenticati Un aroma di cultura Il trionfo della delizia 12: non solo un numero Vita da Erasmus Loisir a costo zero o quasi Il circo della movida Nuovo sound nel Salento Bibliografia

IDENTIT CULTURALE PERCORSI DEL GUSTO DIVERTENTISMO

Attraverso un laboratorio di narrazione attivato nellambito del corso di Comunicazione e marketing del territorio 2005/2006, gli studenti dellUniversit di Lecce si riappropriano della capacit di guardare la citt in cui studiano e vivono. Questa guida il frutto dellesercitazione degli studenti del corso. Lecce viene raccontata con gli occhi dello studente che, partendo dal proprio vissuto e dalla propria curiosit, indirizza verso chiavi di lettura poco note Leccesi e turisti, per svelare una Lecce diversa. LUniversit, dunque, ha voluto ancora una volta attirare lattenzione su un percorso possibile per leggere la nostra citt capoluogo, ricostruendo un nuovo equilibrio tra sviluppo sostenibile del territorio e coesione sociale: una strada che passa attraverso Lecce citt universitaria. La guida un significativo esempio di diretto coinvolgimento degli studenti e di stimolo allo sviluppo della loro creativit, per risvegliare il loro senso di appartenenza al territorio.
Il Rettore dellUniversit degli Studi di Lecce

Oronzo Limone

Un lavoro di gruppo, una ricerca sul campo effettuata da giovani universitari nella citt che li ospita, dove realizzano percorsi diversi, quelli che interessano i ragazzi, ma che offrono i segni tangibili di tanti mutamenti che Lecce esprime, essendosi destata da antichi torpori e da irrigidimenti che fin troppo lhanno cristallizzata nellenfasi delle memorie. Ci non significa che gli autori di questo volumetto abbiano totalmente rimosso la memoria del luogo; anzi, qua e l emergono le suggestioni e le male che il sito continua ad esercitare ribadendo la propria identit anche in presenza di ci che potrebbe far sussultare i cultori della tradizione, della leccesit che, forse, troppo velocemente si fatta omologare ai nuovi riti giovanili. Percorsi diversi entro le mura cittadine, sicuramente inediti i luoghi di ritrovo dove tutto sembrerebbe appartenere esclusivamente alle attuali giovani generazioni. Ma, sotto sotto, dai tanti racconti in cui si articola il testo, emerge inaspettatamente il recupero di sprazzi della memoria, che cos si riattualizza, diviene presenza disponibile per la metamorfosi delle interpretazioni, del percepire Lecce e del sentirsi leccesi. Una guida, questa, che esce dagli schemi consueti e che, a mio avviso, non intende prendere il posto di analoghe pubblicazioni, le quali sicuramente assolvono al proprio ruolo e restano necessarie e indispensabili. Questo agile testo, allora, ritengo che integri le conoscenze che di Lecce si vogliono offrire, presentando cos una citt anche con un cuore giovane che gi esprime altri modi di essere e di vivere.
Il Sindaco di Lecce

Adriana Poli Bortone

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Come Preside della nuova Facolt di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio dellUniversit di Lecce saluto con piacere ed entusiasmo il lavoro promosso da Sarah Siciliano e realizzato dagli studenti del corso di Comunicazione e marketing del territorio. Listituzione universitaria, infatti, deve porsi, e costantemente ri-proporsi, come obiettivo strategico la conoscenza del proprio contesto territoriale e la costruzione di relazioni non solo economiche ma primariamente culturali con esso, pena una sua asfittica e anonima presenza rispetto alle forze vive che la circondano, e la sostengono. Immagini della citt: percorsi inediti a Lecce tra passato e futuro risponde a questa esigenza in un modo innovativo e vivace, attraverso i racconti e le riflessioni, mai banali, degli studenti universitari, sapientemente ispirati dalla creativit e dallesperienza della Siciliano. Unesplorazione che parte dalle biografie, dai mondi di vita, dalle esperienze, dalle amicizie, dalle sensazioni infine, e che ci ricorda quanto fortunato e fecondo sia lincontro tra la citt di Lecce, la sua Universit, i suoi giovani.
Il Preside della Facolt di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio

Marcello Strazzeri

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Prefazione
Immagini della citt. Percorsi inediti a Lecce tra passato e futuro una guida che nasce per scoprire Lecce attraverso gli occhi degli studenti che vivono ed abitano la citt. La guida suggerisce possibili attraversamenti della citt di Lecce come lenti da cui guardare ci che ci circonda, e ci consente di conservare memoria delle attivit svolte nelle ore di laboratorio del corso di Comunicazione e marketing del territorio 2005/06. Cinquanta studenti coinvolti, iscritti al Corso di Laurea in Sociologia e al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dellUniversit di Lecce, hanno offerto una nuova lettura della citt, nel tentativo di dare significato allambiente in cui vivono, inter-agiscono, con-vivono. Cinquanta studenti, spinti dal desiderio dimparare a saper fare, senza limitarsi ad imparare a sapere, hanno individuato e costruito quindici percorsi urbani. Le tracce emerse aprono nuovi spunti narrativi. Organizzati in gruppi, i ragazzi hanno scelto quale Lecce raccontare. Ogni gruppo ha attraversato e scritto la propria tappa, e poi ha preso il racconto degli altri gruppi e lo ha rielaborato. Questa guida quindi il risultato di un lavoro collettivo: per questa ragione i singoli racconti non hanno la firma degli autori: autore stato lintero gruppo di lavoro che ha filtrato, attraverso il suo punto di vista, limmagine della sua Lecce. Cittadini leccesi e stranieri (come Dora, che viene da Cancun, o come Adriana, studentessa Erasmus che viene da Colonia, ma anche come Stefano, Enrico, Lorenza, che fanno su e gi ogni giorno dai loro paesi, o ancora come Marianna, che da Policoro, in Basilicata, vive a Lecce perch studia qui), si sono cimentati a scrivere questa storia per offrire una nuova lettura dei luoghi individuati nel nostro percorso. La superstizione della lupa, limmagine di Lecce che nelle tradizioni conserva il passato, e a noi studenti affida il presente, la traduzione della pietra leccese dal Barocco allet contemporanea, pezzi di storia incontaminata che si scoprono in un vecchio negozio, la tradizione

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gastronomica e le tappe del gusto, modi fuori dallordinario per arricchire e reinventare continuamente il tempo libero, il senso di appartenenza e di identit con il territorio che si fondono con la fede calcistica, la movida, che trasforma la citt popolata dagli abitanti della notte, il ritmo di musica dei Sud Sound System, moderni cantastorie nostrani, sono le tappe che si offrono al lettore. Un lettore che non classificabile in una categoria perch, di fronte al nomadismo del consumo, dove segmenti di mercato sfumano e si confondono, abbiamo scelto di non definire il nostro target. Il nostro prodotto parla un linguaggio trasversale, un linguaggio aperto a quanti, studenti, turisti e/o abitanti della citt, vogliono catapultarsi in una dimensione tutta da scoprire. La scelta di offrirsi in italiano ed inglese nasce dal desiderio di una diffusione capillare, aperta alletnorama mutevole in cui viviamo. Quello che emerge un percorso inusuale, che svela una Lecce poco conosciuta, glocale, la Lecce che gli studenti che hanno partecipato a questo laboratorio vedono, vivono, abitano, desiderano, inventano. Il nostro lavoro non ha nessuna pretesa di descrivere Lecce n di tracciare un percorso coerente. Vogliamo invece fermare dei luoghi e svelarli nei loro aspetti poco noti, o forse noti a pochi. un tentativo di apertura alla citt dal basso, in cui Lecce viene raccontata come un territorio in cui perdersi per poi ritrovarsi e riscoprire noi stessi. solo unesercitazione, modesta, nata con lo scopo di motivare gli studenti coinvolti alla progettualit e allimpegno per uno sviluppo locale sostenibile, secondo le proprie forze, i propri mezzi ed il proprio ruolo, partendo dalla vocazione territoriale che la citt offre. un piccolo segno di come gli abitanti della casa Universit cercano di vivere il territorio e di costruirlo a propria misura. Questa strategia per comunicare il territorio non parte dai vertici istituzionali, e cammina insieme alle Istituzioni. LUniversit si fa elemento propulsore per conoscere il territorio anche attraverso i suoi studenti. Dentro lUniversit si fanno strada desideri e forme di partecipazione che danno un significato alluso sociale dei percorsi scelti, perch Lecce vive non solo per

i contenuti espressivi che contiene in s, ma anche e soprattutto nel momento in cui viene svelata e comunicata, e quindi restituita nel processo di elaborazione e comunicazione che ha coinvolto gli studenti. La comunicazione un disperato bisogno di trovare un posto, e gli studenti si sono interrogati su cosa comunicare del patrimonio di valori, contenuti, oggetti, ricchezze, possibilit, percorsi di lettura che Lecce offre, e hanno voluto rendere chiara questa comunicazione, evitando i clich e gli stereotipi. Per mostrare la molteplicit di Lecce, le sue sfaccettature, abbiamo attivato un laboratorio che diventato un luogo di dialogo, dinterazione, di costruzione di contenuti, di allargamento delle conoscenze. Attraverso un metodo di sviluppo partecipativo degli studenti coinvolti si proceduto alla costruzione condivisa di unimmagine di Lecce, certo non lunica, non la pi prepotente, per far riflettere e accentuare la consapevolezza delle risorse di questa citt che si trova sul tacco dello stivale, ma al centro del Mediterraneo. Siamo cos riusciti ad attivare confronto e vivacit, a mediare e catalizzare energie, perch si registra sempre pi forte, in tutti gli strati della popolazione, il bisogno di condividere e di avvicinarsi alla citt di Lecce, fino ad ora attraversata in modo distratto. Lecce diventata il nostro abito, inteso come abitudine, il nostro modo di fare esperienza, un abito interiore riesperito che ci ha fatto fare una nuova conoscenza della realt che ci circonda, con consapevolezza diversa. Il nostro abitare Lecce ci ha visto soggetti attivi in un rapporto di compenetrazione, interiorizzazione, in cui il verbo abitare intensivo di avere, e quindi stato inteso come un entrare dentro, lasciarsi entrare dentro e trasportare dove ci ha portato il cuore, listinto, la curiosit.

Sarah Siciliano
Docente di Comunicazione e Marketing del Territorio Universit degli Studi di Lecce

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La magia della lupa

Lecce, citt da interpretare in modo non esclusivamente razionale. necessario aprire la Porta dei Sensi per poter assaporare lOpus Alchemicae (o Opera Alchemica, altrimenti detta Crisopea, meglio conosciuta come Pietra Filosofale). Pochi, per, sanno ascoltare. Di sera, quando il Regno della Luna si afferma sul mondo e sugli uomini, la magia della pietra leccese si sprigiona con laiuto di luci artificiali, che riflettono la sua anima dorata. Un gradevole venticello ci accompagna in questa serata invernale mentre anche noi, attratti dalla forza lunare, privi di volont, ci abbandoniamo al Rito della notte. Ci fondiamo alla folla e vaghiamo senza meta apparente. Arriviamo in Piazza SantOronzo. Questa piazza rappresenta il cuore delle trasformazioni urbanistiche che si sono susseguite nel corso degli anni. frammentariet di stili, di culture, unione di antico e moderno, punto dincontro di giovani, turisti, anziani. Osserviamo i suoi monumenti: lAnfiteatro, il Sedile,

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lObelisco e poi, sul basolato al centro dellovale, spicca il mosaico con lo stemma cittadino: la Lupa con il Leccio.
Per saperne di pi sullo stemma Lo stemma di Lecce raffigura una lupa al passo sotto ad un albero di leccio. Incerte sono le sue origini: sappiamo solo che appare dopo il 1000, e che il riferimento alla lupa sullo stemma viene affiancato al leccio nel Medio Evo. Secondo Antonello Coniger e Giulio Cesare Infantino, nel XV secolo limmagine dello stemma cambia: la lupa viene sostituita da SantIrene, allora patrona di Lecce, che stende la mano sul campanile del Duomo in segno di protezione. Alla fine del 500 viene ripristinato lo stemma della lupa con il leccio. Discordano sulla decodificazione dello stemma di Lecce gli studiosi che se ne sono occupati. I sostenitori della latinit di Lupiae riconoscono nello stemma la lupa capitolina, simbolo di Roma. Una tesi suggestiva riconduce lo stemma alle origini mitiche della citt: secondo una leggenda, il fondatore Malennio avrebbe chiamato la citt Lupiae per il sogno avuto: una lupa sotto ad un albero di quercia. Questa leggenda, per, troppo simile a quello delle origini mitiche di Roma. Resta il mistero, che non possibile svelare in mancanza di dati oggettivi.

che gi agli inizi del secolo scorso aveva unattivit commerciale nelle capande, e adesso un grande negozio.

Caratteristica della piazza di inizi Novecento sono le capande, sul lato Nord, eredit lasciata dalla presenza di una colonia veneziana a Lecce. un porticato che si apre sulla piazza attraverso i grandi fornici, unarea semiaperta che si chiude la sera con i portoni non protetta da vetri, e dinverno fa freddo e qui ogni commerciante ha il proprio spazio. C chi vende filati, chi vende salumi e spezie aromatiche, chi ha allestito un bar e mette anche i tavoli con le sedie fuori dal portico, chi vende camicie e cravatte, chi vende stoffa al metraggio, chi giocattoli, chi cappelli.

La lupa incede sul fondo dargento, davanti allalbero di leccio sradicato e coronato, con frutti doro. Ci assale un pizzico di rispetto e timore. Sembra tranquilla, levitare, sembra assorta in unaltra dimensione! Facciamo un po di Silenzio attorno a noi Ascoltiamo Questa lingua ci sconosciuta, non riusciamo a comprenderla, nessuno ce lha insegnata. La Lupa non si lascia distrarre, ma Vigile e Consapevole, ci parla in una lingua antica, arcaica, fatta di Totalit, di immagini, di sensazioni, e di certo Ragione non pu capirla. Secondo unantica leggenda, sulla quale non si sa granch, camminare sopra la lupa porta sfortuna. Speriamo di saperne qualcosa di pi da un antico abitante della piazza,

La memoria storica di Lecce, il signor Binucci, nel suo lanificio in vico degli Storella, la stretta strada pedonale che, costeggiando il palazzo del Municipio, conduce da piazza SantOronzo in piazzetta Castromediano, una vera autorit per quanto riguarda la storia e i segreti della citt. Sempre felice di condividere i suoi ricordi con i numerosi studenti che, spesso, cercano di saperne di pi sulla loro citt, dice: sono venuti molti ragazzi universitari prima di voi, e io li ho aiutati volentieri. Purtroppo, per quanto riguarda la lupa, non so molto, la leggenda pare sia nata nella seconda guerra mondiale. Torniamo allora in piazza, a cercare una risposta dalla lupa. Una coppia di ragazzi che attraversa lovale evita in extremis di calpestarla, e cambia direzione: ahh appena in tempo, dice la ragazza, e ancora, due amici: io di qui non ci passo. Un gruppo di studenti, sprezzanti del pericolo, calpestano tranquillamente la lupa: sono solo baggianate. Turisti e anziani non sembrano curarsi pi di tanto del problema che invece esiste, per studenti universitari come noi, e decidiamo di non sfidare la sorte. Sempre pi curiosi, facciamo qualche domanda a chi scansa la lupa: perch non ci passi su? Hai paura di non laurearti? Elia, un ragazzo di 27 anni, lattraversa per stupirci. sicuro di s, crede che conseguir comunque la

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sua desiderata laurea in Ingeneria meccanica, magari tra 5-6 anni. La sua come dire una risposta pragmatica. Maria Giovanna, invece, afferma: io non credo alle leggende, per. E Lucio: mica sono uno stupido a calpestarla! Ho degli amici che lhanno fatto e hanno abbandonato gli studi. Grazia: ho paura, un simbolo potente, passarci su pericoloso, significa in un certo qual modo sfidare un potere pi grande di noi, capite? Lo stesso discorso vale per porta Napoli, vicino allObelisco chi ci passa sotto, se la vede brutta, e ci congeda. Infine, Chiara rivela che la sfortuna non colpisce solo gli studenti, ma anche le persone comuni: un antidoto indossare qualcosa di rosso. Se, poi, chi passa sopra lo stemma guarda contemporaneamente il Santo Protettore, sfigato a vita. Superstizione a parte, la lupa la quintessenza di Lecce, e rappresenta qualcosa che luomo ha perduto, il pensiero Mitico-Rituale, amputazione inevitabile per luomo stesso.

Passeggiando in citt

Piccola e nobile citt, gelosa del suo passato e del suo presente, Lecce langolo di quiete della nostra Puglia. Una citt da considerare un vero e proprio museo allaperto grazie alla ricca scenografia che contraddistingue ogni vicolo del centro storico e che le ha fatto guadagnare il titolo di Atene delle Puglie. Niente sirene ululanti, niente ciminiere, niente fuliggine nel capoluogo salentino, ma arte e cultura, che sono la linfa che la mantiene in vita, sempre uguale, ma sempre pronta ad assurgere a nuove forme, a reinventarsi agendo su se stessa, sui propri bisogni, sui propri desideri, sulle proprie paure. Una citt che nelle tradizioni conserva il passato, e a noi studenti affida il presente. Sembra una citt fiorita da una favola, anche se privazione e dolori fanno da contorno a questa terra: non per questo Lecce una Signora decaduta, anzi, guarda al resto della Puglia senza invidia e senza rancore.

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Proprio il bisogno di svelare un tempo ormai trascorso ci ha portato da Cosimino Conte, che abbiamo incontrato in via Trinchese, nei pressi dellex teatro Ariston. C chi ama definirlo il pi piccolo dei monumenti di Lecce, questo perch Cosimino ormai ha fatto di Lecce la sua casa: dal 1969 che da Porto Cesareo si sposta ogni giorno nel capoluogo salentino. Ci ha reso partecipi della sua esperienza trascorsa tra larco di Porta Rudiae, negli anni 60 e 70, quando era l il fulcro della vita cittadina, per trasferirsi, con la trasformazione della citt, in Piazza Mazzini. un uomo che ha fatto della sua malattia, la focomelia, non una debolezza ma un punto di forza. Cosimino cerca di arrangiarsi come pu, vendendo biglietti della lotteria e uno dei tanti libri dedicati a Lecce. In verit non un libro fra tanti, un libro singolare che descrive non solo la citt di Lecce, ma anche i suoi piccoli e grandi personaggi. A dispetto di tutte quelle persone che sfuggono al suo sguardo, Cosimino ha tanti amici che lo rispettano e gli vogliono bene. Proprio il suo racconto a tratti frivolo, a tratti fin troppo realista, ci ha entusiasmate e spinte a vedere Lecce: una citt singolare, gentile, astratta, lunare... Il cuore di Lecce batte tra piazza Mazzini e porta Rudiae, passando per piazza santOronzo. Il filo rosso che congiunge i due cuori pulsanti via Trinchese, la via delle boutique, del Bingo, delle gioiellerie. Una strada caotica e sovraffollata, effusa e diffusa di armonia, di una gamma di toni e di colori, di luci sfavillanti, di vetrine scintillanti e per tutte le tasche. Coppie, bimbi divertiti, ragazzi alla moda, persone prese dalla smania dello shopping: tantissime persone di tutte le et, con stili diversi, attraversano ogni giorno questa strada. C qualcosa che le accomuna tutte: il piacere di concedersi una passeggiata, rilassante o frenetica che sia. Allombra del Barocco, tanti sono gli universitari e non che scelgono come punto di incontro il Sedile di Piazza SantOronzo per scambiare due chiacchiere, per scegliere la meta serale, e per lasciarsi incantare da una citt molto diversa dai piccoli paesini dai quali molti di noi provengono. Poco lontano, prende il posto dello storico Bar della

Borsa il regno del fast food, simbolo della globalizzazione salentina: il Mc Donalds, che ha eletto lantica piazza di Lecce a suo domicilio. Meta di studenti attratti dai prezzi accessibili, offre lavoro part time a molti universitari.

Il corso Vittorio Emanuele, che va da Piazza SantOronzo a Porta Rudiae, la parte vecchia della citt, ed tutto un tripudio di stile barocco, che si mostra nei grandi edifici e nelle abitazioni, anche le pi modeste. Barocca la struttura architettonica, barocca la motivazione decorativa, barocco lo stile dei panciuti balconi in ferro battuto. Lattenzione viene rapita dal Duomo, dalla sua grazia, dal suo splendore fiorito darte leggera, fatta di luci e di ombre, testimone di amori, tradimenti, intrighi. Non da meno sono le Chiese intagliate in una pietra che ha il colore del miele e la lievit della crosta del pane appena sfornato, come dice Stefania Mola nella cartoguida Regionale della Puglia. Il nostro percorso si conclude sotto larco di porta Rudiae, dove troviamo un colpo di fortuna: una navetta elettrica, pronta a ripartire per Piazza Mazzini. Approfittiamo delloccasione e ci facciamo traghettare come le anime di Caronte da Mario. La disponibilit e la

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simpatia del nostro Cicerone ci fa rivivere Lecce con gli occhi del turista, non pi assorto nei propri pensieri o distratto dalle vetrine, ma attratto dalla bellezza della citt. Lecce tutto questo e molto altro ancora. Non facile fermare su carta i fotogrammi di una citt capace di reinventarsi continuamente: sarebbe la lotta di chi ha molte cose da dire e vuol trovare la forma pi adatta per far affiorare quel che preme potentemente nel cuore.

Il miele di Lecce

Un raggio di sole illumina palazzi e chiese del centro storico. Le sinuose forme abilmente scolpite riflettono lessenza dei monumenti ed il nuovo colore. Ci che prima era solo pietra, diventa oro al divino tocco di Apollo. La pietra, impreziosita in modo magistrale, diventa gioiello e assume una nuova forma. Dun tratto sembra di essere stati catapultati in una mitica citt aurea. La lavorazione della pietra leccese, una delle arti pi antiche del Salento, nel corso delle diverse epoche storiche ha rappresentato lespressione pi vera e autentica della terra salentina.
La pietra leccese una roccia calcarea di colore giallo paglierino che conserva una ricchissima serie di resti fossili di fauna marina; questo fa s che possa essere modellata anche a mano, quasi fosse argilla. Attualmente, le tecniche di lavorazione utilizzate sono per la maggior parte quelle tradizionali risalenti allet barocca, epoca in cui gli artigiani, dopo aver ridotto la pietra in blocchi squadrati, la modellavano con la mazza e lo scalpello. La pietra stessa ha una capacit intrinseca di accrescere la propria durezza e resistenza con il passare del tempo. Per renderla ancora pi resistente alle insidie del tempo gli artigiani utilizzavano una tecnica a base di latte: il lattosio, infatti, penetrando nella porosit della pietra, crea uno strato impermeabile.

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Proprio percorrendo le vie di Lecce, in particolare quelle del centro storico, possiamo imparare a conoscere e ad ammirare questa antica arte, non solo nelle forme pi austere ed eccentriche che caratterizzano gli edifici barocchi, ma anche nella sua evoluzione contemporanea. Passato e presente, antico e moderno, globale e locale

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convivono, si mescolano e si confondono nella citt contemporanea. Questo materiale ancora oggi continua ad ispirare tanti artisti e scultori anche grazie alla sua composizione, che la rende particolarmente malleabile e che quindi consente una facile lavorazione. Tra il 500 e il 700 si sviluppa il barocco leccese, prendendo vita nei tanti monumenti ed edifici che ancora oggi, guardandoli, producono lo stesso effetto ipnotico nellosservatore. Uno stile prevalentemente classico le cui superfici sono state rese plastiche proprio dalluso scultoreo della pietra.

La lavorazione barocca della pietra leccese esprime la ricchezza ed il potere delle famiglie nobili o dellordine religioso a cui appartenevano. Campanili svettanti, cupole, facciate di chiese colme di simboli allegorici e religiosi, per non parlare degli altari, traboccanti di angeli, festoni, fiori, statue: uno stile architettonico singolare e inimitabile, da cui si rivela una doppia anima, rappresentata dalla tensione tra tradizione e innovazione. Negli ultimi anni molti giovani hanno fatto rivivere le vecchie botteghe artigianali, soprattutto nel centro storico. Armati di scalpellino e di tanta passione, lavorano la pietra leccese. Le loro forme si riagganciano al passato, ma

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fanno guidare le loro mani dal presente, cercando di leggere i bisogni attuali e il modo pi fantasioso per realizzarli. Tra i tanti scultori, quello che riuscito a ritagliarsi un ruolo di primo piano Renzo Buttazzo, che interpreta in modo originale la traduzione in chiave moderna della

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pietra leccese. Nel suo laboratorio darte e sperimentazione della pietra, lartista crea sculture realizzate con tecniche tradizionali. Emozioni primordiali emergono attraverso i volumi modulari e le geometrie morbide di soggetti che si ispirano prevalentemente alla natura organica, come le onde del mare e le scogliere. Tra individuo e oggetto si viene a creare un rapporto ludico che si esprime in veri e propri mobili-scultura, oggetti polifunzionali come lampade che producono particolari giochi di luce, librerie, sopramobili che rispecchiano lo stile di vita moderno, semplice e ricercato allo stesso tempo. Buttazzo stato tra i primi a promuovere iniziative per la rivalutazione della pietra leccese, e le sue opere ottengono molto successo anche oltreoceano. Il successo conquistato da questi giovani con la loro arte dimostra le enormi potenzialit della materia prima scelta, che si integra perfettamente nellambito scultoreoarchitettonico contemporaneo.

Passato incontaminato

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Spesso, con occhio distratto e disinteressato, non ci rendiamo conto che dietro una facciata normale, a volte si pu nascondere una storia sorprendente che non avremmo mai immaginato, che sempre stata l, e aspettava solo di essere riscoperta e soprattutto raccontata. Cos nasce questa storia. Girovaghiamo per le vie di Lecce, alla ricerca di qualche posto diverso dal solito, per riscoprire quegli angoli in cui il tempo si fermato. Durante il nostro viaggio ci lasciamo trasportare dalla curiosit per qualsiasi dettaglio e dal desiderio di scoprire ci che ci sta intorno e che diamo per scontato. Giunti in piazza SantOronzo, di fronte allanfiteatro romano, ci incuriosisce una piccola bottega poco conosciuta, poco frequentata. Allapparenza un semplice negozio: uninsegna luminosa con su scritto PELLETTERIA CHIARELLI, alla destra dellingresso una vetrina anni 60 espone accessori e calzature in pelle. Decidiamo di entrare. Sorpresa! Inaspettatamente ci avvolge unatmosfera buia, riscaldata da un familiare sapore di antico. Intorno c grande confusione, ma una confusione che risponde ad un ordine tutto suo. Tanti oggetti riposti in scatole accatastate, scaffali affollati di merce in uno scenario incorniciato dalle volte a stella in pietra leccese. Sembra quasi unaltra epoca! Scopriamo un pezzo di storia tutta da svelare. Dietro al bancone ci sono due uomini, uno Pierfranco Chiarelli, il proprietario, sempre ben disponibile a raccontare le origini di una delle prime botteghe di piazza SantOronzo. Nel 1860, anno in cui viene aperta questa attivit, il negozio si apriva direttamente sulla piazza, e non, come oggi, su via Giuseppe Verdi, che costeggia lanfiteatro romano.

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La scoperta dellanfiteatro romano il grande evento con il quale si apre il 1900, e condiziona negli anni lassetto urbanistico, limmagine e luso del cuore di Lecce. La piazza, con il suo mercatino, si estendeva davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, ma si sposta nella posizione attuale quando viene portato alla luce lanfiteatro. Anche la statua del patrono della citt ruota di 180 per benedire la nuova piazza: originariamente si trovava sopra ad una parte della cavea riportata alla luce.

re gli scaffali pi alti: la prima, per salire sui due ripiani posti sotto la volta a stella, strapieni di scatole; la seconda in fondo al locale, vicino ad una vecchia cassettiera.

La famiglia Chiarelli si tramanda questattivit da cinque generazioni, e la disposizione del negozio rimasta sempre la stessa: un vecchio bancone sulla sinistra, ricoperto da vari articoli e circondato da grandi scaffali stracolmi di prodotti per tutto ci che riguarda la scarpa e chi ha problemi con le scarpe: cremine, spray, suole Qui si vende ogni articolo di calzoleria immaginabile: dal semplice chiodino (ce ne sono tanti e di tutte le misure), ai pi sofisticati articoli in pelle (cinte, borse, portafogli), sia di produzione propria che provenienti dalla grande distribuzione. Alla sinistra dellingresso un muro tappezzato da santini, immagini sacre che vegliano sulla bottega sin dalle sue origini. Se solo potessero parlare racconterebbero tutta la sua storia. Due scale permettono di raggiunge-

Non stato mai fatto nessun lavoro di ristrutturazione per una scelta dei proprietari, lodata dal celebre attore Aldo Giuffr, passato un giorno da questo negozio. Secondo i proprietari, mantenere invariato lo stile del luogo permette di custodirne lo spirito del tempo. Neppure la tecnologia ha contaminato questo luogo... Non c un computer e neppure il desiderio di farne uso. Come ha detto il titolare: preferiamo i cari e vecchi conteggi con carta e penna! Tra uninformazione e laltra Pierfranco ci confida che gli affari non vanno pi come una volta. Il perch molto semplice: prima la gente comprava dal piccolo commerciante, negli ultimi anni si preferisce fare spese presso i grandi centri commerciali. Piuttosto che riparare un oggetto, si acquista nuovo.

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Essere straniero a Lecce

la nostra condizione: la condizione che molti studenti sperimentano quotidianamente lungo il percorso della vita universitaria. Per stranieri, infatti, intendiamo tutti quei ragazzi fuori sede che vivono una realt ricca di sorprese, imprevedibile e al tempo stesso bella, divertente ma a volte noiosa, esaltante ma anche difficile.

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Gli stranieri si dividono in due tipologie: i pendolari, che ogni giorno svolgono lo stesso rituale: sveglia di buon mattino e con aria assonnata, guidati dallistinto, prendono il pullman che li porter dove hanno deciso di arricchire le loro conoscenze, speranzosi che in un futuro questi loro sacrifici saranno premiati. Poi ci sono gli studenti che scelgono di trasferirsi a Lecce e, appena arrivati, partono alla ricerca di una casa. I pi fortunati perch sfortunati economicamente (si passi il gioco di parola) vengono aiu-

tati dallEnte per il Diritto allo Studio Universitario (EDISU), che mette a disposizione ogni anno centinaia di posti letto. Per chi, invece, deve fare da s, il kit composto dal giornale, una penna, un telefono e non dimenticate la pazienza... Altro modo per andare a caccia di annunci quello di saccheggiare le bacheche dei vari Dipartimenti, Facolt, biblioteche, segreterie ma non sorprendetevi di trovare avvisi anche su pali, cabine, alberi: consultandoli vi aiuteranno a trovare casa. Il nostro Ateneo conta ormai 30.000 iscritti, che vengono non solo dal territorio salentino: tanti sono i ragazzi che da Bari, Brindisi, Taranto, ma anche da Basilicata e Calabria, hanno deciso di venire a studiare a Lecce. E chi pi di questi ragazzi pu essere considerato straniero? Stressati e per certi versi persino insicuri di fronte al nuovo, si trovano a fare i conti con la vita: essere autosufficienti, sapersi adattare alla nuova realt, e soprattutto costruirsi nuove sfere di amicizie. Per questultimo aspetto lUniversit ci viene in aiuto: il fitto intreccio di esperienze di vita che si tesse ogni giorno a lezione permette agli studenti di conoscersi e confrontarsi soprattutto tra noi stranieri. Ma se volete vedere la maggiore aggregazione fra gli studenti, il momento topico in cui tutte le paure, le ansie, le emozioni diventano una cosa sola il giorno dellesame. La maggior parte delle amicizie viene stretta proprio in quel momento, come dire: lunione fa la forza. Queste simpatie si rafforzano anche fuori dallaula, nelle ore di buca, nelle quali gli studenti si ritrovano a parlare dei loro desideri, delle loro speranze, a condividere emozioni programmando il futuro o pi semplicemente la serata. In questo Lecce d una mano. Pur essendo una citt relativamente piccola, sa offrire buon divertimento a chi la sera vuol mettere da parte gli stress e le ansie di lezioni ed esami. In un vortice di pub, discopub, pizzerie, cinema e quantaltro, gli stranieri hanno la possibilit di sentirsi parte della citt, calandosi nel clima della vita notturna leccese. Una realt ludica certamente pi ampia e coinvolgente rispetto a quella offerta dai nostri piccoli paesi. Un mondo sveglio la notte in cui si respira aria di libert, voglia di essere e di esserci.

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Divertirsi e studiare a Lecce si pu: lo consigliamo a quanti, come noi, vogliono sentire vicino ci che, scesi per la prima volta dal pullman, considerano straniero.

A come Aperitivo a Lecce

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A Milano, ormai, lo chiamano happy hours, nel resto dItalia pi semplicemente aperitivo. Saranno sinonimi o contrari? Lecce ne propone una vasta e variegata tipologia, capace di soddisfare anche i palati pi esigenti. Molti sono i locali e i bar che proprio dellaperitivo hanno fatto una vera e propria arte. Inizia cos il nostro viaggio tra alcune delle tappe pi gustose, come se sfogliassimo un dizionario alla ricerca del significato della parola aperitivo. In Piazza Duomo, tra il trionfo del barocco firmato Manieri, Zimbalo, Cino, si affaccia la porta-finestra di un bar. Lingresso su Corso Vittorio Emanuele. Il SYRBAR offre un aperitivo per soli intenditori, insieme ad un posto in prima fila sulla scenografica piazza pi bella della citt e non solo. Crostini al pesce spada affumicato e flute di prosecco, bruschetta caprese con calice di Chardonnay del Salento, canap al prosciutto crudo e battuto di olive e calice di vino rosso, piccolo piatto di mortadella doca e calice di vino rosso, crostini misti e analcolico alla frutta, stuzzichini, taglieri e crostini caldi accompagnati da formaggi fusi, marmellata e miele, il tutto preparato al momento: sono queste alcune proposte di Mino Rollo, che, sullargomento moda-aperitivo, afferma: A volte si esagera. Tra i gestori ormai una guerra dei poveri, si fa a gara a chi offre di pi, linteresse tutto sul cibo, a tal punto da far perdere allaperitivo la sua vera funzione: aprire lo stomaco al pranzo e non sostituirlo. Completamente opposta a tale offerta la nostra seconda tappa: ci fermiamo al bar TITO SCHIPA, in vico degli Storella, con affaccio su piazza SantOronzo. Qui laperitivo una vera e propria sostituzione del pranzo. Il men ricco, giunge addirittura ad offrire assaggini di pasta e secondi piatti. Ci sono poi diversi tipi di ver-

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dure grigliate, polpette, e le famose pittule: frittelle salate che si consumano ormai regolarmente come antipasto e sfizieria, ma che, secondo tradizione, si preparano in occasione della vigilia dellImmacolata o di Natale. Condite in vari modi (pomodoro, capperi, olive, peperoni, baccal, cavoli, tonno), difficile tirarsi indietro. Il Tito Schipa aperto 24 ore su 24 ed frequentato da una vastissima clientela straniera e dai colletti bianchi leccesi. Proseguendo per il nostro percorso dei sapori, giungiamo in via Novantacinquesimo Reggimento Fanteria, dove si trova il bar MONDONI: la nostra terza tappa. Qui possibile gustare panini farciti, polpette, crocchette di patate, rustici, pizzette, cornetti salati, accompagnati da cocktail alcolici o semplicemente alla frutta. I suoi aperitivi li prepara soprattutto nella fascia oraria compresa tra le 11.00 e le 14.00. Il Mondoni rappresenta il punto di ritrovo di molti giovani, che possono gustare laperitivo anche allaperto. Nelle vicinanze del suddetto bar si trova il BAMBOO, del quale facciamo la nostra quarta ed ultima tappa. Aperto tutto il giorno, frequentato soprattutto allora di pranzo da quanti non hanno tempo di tornare a casa, come impiegati di banca e docenti. Numerosi sono anche gli universitari tra gli habitu. Laperitivo non fisso, ma muta a seconda dellinventiva di Tommaso. Egli offre piccoli panini imbottiti con verdure grigliate o salumi, mozzarelline, olive, ma ci che si trova solo qui la misteriosa salsa rosa, ricetta segreta di Tommaso, in cui intingere grissini e patatine in gran quantit. Parlando di aperitivo possiamo dire che ce ne davvero per tutti i gusti: dunque, un pranzo per aperitivo o un aperitivo tradizionale per giungere al pranzo?

Salato e dolce

Profumi salati e dolci ricordano giorni ormai lontani, risvegliando un leggero languorino. Ogni papilla gustativa, anche la pi difficile, si stuzzica. Per uno spuntino veloce, vi consigliamo di entrare in un forno. Per trovarne uno, vi baster farvi guidare dal profumo del pane appena sfornato. La semplice pasta di farina, lievito, acqua e sale, diventa arte nelle abili mani dellartista fornaio. Quando sarete dentro, cercate di scovare del pane impastato con olive nere: sono le famose pucce, cosparse di farina, che tradizionalmente accompagnano il pranzo nei giorni di digiuno. Ma se siete disposti ad azzardare, prendete dei pizzi, conditi con pomodoro, cipolla, olive e peperoncino, una pietanza per le persone che amano il rischio.

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Altra possibilit per voi amanti del salato il rustico, dalla tipica forma di disco volante, che vi soddisfer se avete voglia di qualcosa di sfizioso e caldo. Il colore dorato e la pasta tanto sottile da sciogliersi in bocca vi cattureranno. La sorpresa maggiore lavrete quando scoprirete che il cuore del rustico, protetto da un bordo di pasta sfoglia, contiene un soffice ripieno: pomodoro, mozzarella e besciamella. A causa del suo grande successo, il rusti-

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co viene commercializzato su vasta scala ed facile trovarlo congelato nei supermercati. Purtroppo, in questa forma, nel ripieno si trova solo besciamella e salsa di pomodoro, niente mozzarella filante. Per questo motivo, occhio alle imitazioni!

Luoghi dimenticati

Se il vostro stomaco reclama invece qualcosa di dolce, le possibilit tipicamente leccesi sono soprattutto due: il pasticciotto e il fruttone. Per aiutarvi in questa scelta amletica, vi diciamo che il primo, con la sua friabile pasta al San Marzano, accompagnato dalla crema al limone e il colore dorato della cottura, appetitoso gi al solo sguardo. Andando in giro potr capitarvi di trovare varianti con pinoli o con il cioccolato. Il secondo, invece, vi tenter con una pennellata di cioccolato fondente in superficie. Il fruttone si differenzia dal suo antagonista per la farcitura interna composta da pasta di mandorle e da pezzetti di cotognata di un intenso color porpora, con una compattezza simile a gelatina, la cui dolcezza si lega perfettamente alla combinazione della pasta frolla sbriciolata e delle bucce di cedro, che donano un gusto speziato non riscontrabile in altri dolci. Questi sono solo alcuni dei prodotti tipici che si possono trovare a Lecce. Per arricchire ulteriormente le vostre conoscenze, vi invitiamo ad andare alla scoperta di tutte le altre delizie che la nostra terra offre.

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Fra i tanti luoghi caratteristici scomparsi nella nostra terra, di uno in particolare se ne sente maggiormente la mancanza: la puta. Tipica del Salento, molto simile ad unosteria, era generalmente una stanza con volte a stella, arredata molto semplicemente e a gestione familiare. Luogo di sosta semplice e alla buona, era frequentata soprattutto da contadini, operai e manovali che, dopo unintensa giornata lavorativa, cercavano di dimenticare le fatiche quotidiane, rifugiandosi in un luogo in cui mangiare e soprattutto bere, tra una partita a carte e unaltra. Il clima giocoso che si respirava faceva sopportare simpaticamente gli sproloqui e i canti a squarciagola di alcuni avventori dopo gli eccessi del vino. Ci andavano in molti e a tutte le ore: nata per il popolo, era apprezzata molto dagli intellettuali locali, che spesso vi si riunivano come nei caff letterari per i loro scambi di idee e di cultura, e talora anche dai nobili che, agli inizi del secolo, nel periodo di Carnevale, organizzavano nella puta, ma pi spesso nelle case private, le cosiddette debosce. Si trattava di feste in cui gli invitati si scatenavano e si abbandonavano in atteggiamenti scandalosi: da qui il termine debbusciatu, che un grave insulto. La sporcizia garantiva la bont della puta: era infatti segno che fosse molto frequentata, e quindi apprezzata. Si mangiavano i piatti della cucina tradizionale salentina, che ricca di fantasia, ma povera di ingredienti. Per questo si usava la farina integrale per impastare il pane cotto al forno di pietra, le sagne ncannulate, le ricchiteddhe e i minchiareddhi. Nella puta si trovavano verdure selvatiche cotte o crude, lampascioni, melanzane, pomodori, peperoni sottolio, uova lesse, sardine sottolio col peperoncino (che stimolavano la sete), moniceddhi, cozze piccinne, fritture, e soprattutto carne: gnemmarieddhi di trippa, turcinieddhi,

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agnello, sanguinaccio, spiedini, salsiccia, pezzetti di cavallo erano i piatti forti di ogni puta. Niente si trovava per caso: sedano, ravanelli, noci, ceci, fave arrostite, lupini, castagne e peperoncino avevano lo scopo di stimolare la sete, il finocchio era offerto per addormentare le papille gustative e far assaporare il vino leggermente spunto, mentre le uova sode e il pane servivano ad attenuare gli effetti del vino. Sapori di pietanze genuine, fatte con i prodotti della terra, una terra avara, fertilizzata dal lavoro e irrigata dal sudore dei contadini. Oggi, mentre si va sempre pi diffondendo la moda del fast-food e dei quattro salti in padella, latmosfera tradizionale delle putee si trasformata per poter accogliere una clientela differenziata e pi sofisticata, che non si accontenta di mangiare con le mani o direttamente dal tegame, ma cerca una cucina casareccia. La naturalit e la genuinit della puta purtroppo sono andate smarrite. Eppure sono nati locali assiduamente frequentati e di gran moda che cercano per quanto possibile di conservare inalterati almeno i piatti che fanno parte della nostra tradizione, facendo conoscere ed apprezzare la nostra cucina, salvaguardandola dallestinzione. Questi locali richiamano nel cibo tradizionale o con latmosfera le vecchie putee: segno che lesigenza di conservare memoria storica e identit culturale di un luogo si avverte anche a tavola.

Un aroma di cultura

Vaghiamo per le vie del centro storico di Lecce senza una meta precisa, ma con la voglia di staccare la spina, lontano dalle luci e dai rumori dei luoghi tipici della Movida, per passare del tempo in compagnia e rilassarci un po. Per i vicoli nei pressi del Duomo ci attira, tra le botteghe, uninsegna: Caff Letterario. Entriamo. Luci soffuse, colori caldi, atmosfera rilassante. C poca gente. Sar lorario (sono circa le 20.00)! Sembra che il luogo faccia al caso nostro: cuscini colorati, intonati alle pareti, riscaldano lambiente, rendendo cos unico il locale nel suo genere. Ecco perch Caff Letterario! Siamo circondate da scaffali pieni di libri, chiss se possiamo consultarli. Tabata, incuriosita, ne prende uno; un fumetto, ma subito ci rendiamo conto che ci sono libri di vario genere: romanzi, libri di avventura, qualche testo di poesia ce n per tutti i gusti! Ogni

CURIOSIT Si dice che Vittorio Bodini, poeta leccese (19141970), amasse andare a mangiare in una puta, dove facevano polpette particolarmente buone. Poich per era spesso a corto di denaro e con una porzione di polpette gliene sarebbero toccate solo tre, aveva escogitato uno stratagemma: chiedeva una mezza porzione di polpette, e il vinaio gli dava due polpette (non poteva certo dargliene solo una, e neppure una e mezzo!), poi ne chiedeva unaltra mezza porzione. In questo modo mangiava quattro polpette al prezzo di tre!

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socio pu donare un proprio libro, cos da dare un tocco personale al locale e lasciare un segno tangibile del proprio passaggio. questo un modo per rafforzare ulteriormente latmosfera di familiarit in un ambiente condiviso da un pubblico vario ed eterogeneo.

Allangolo, sulla nostra sinistra, ci sono due ragazzi, una ragazza ed un cane: un boxer; di fronte, una coppia con un bambino che beve cioccolata calda. Il locale inizia a riempirsi. Il tempo passa, e i frequentatori cambiano. Ecco che arriva un gruppo di amici, prendono del vino rosso. Intanto si avvicina anche a noi la ragazza addetta alle ordinazioni: si presenta e ci d qualche informazione sul locale. unassociazione culturale, perci compiliamo una scheda per diventarne soci. Compiuta questa formalit, ordiniamo.

Nel frattempo, in modo molto naturale, ci troviamo a chiacchierare con i ragazzi seduti al tavolo accanto al nostro. Troviamo subito argomenti che ci accomunano: lUniversit, il tempo libero Intanto, Daniela si avvicina alla bacheca allentrata e, tra i tanti volantini affissi, scopre che qui si organizzano attivit di vario genere: serate a tema, mostre e corsi di vario tipo. Laura entusiasta del corso di fotografia, ma sicuramente sar interessantissimo anche quello di poesia, cinema, chitarra, e perch non imparare una lingua straniera? Finalmente consumiamo le nostre ordinazioni: puntiamo gli occhi sulla torta fatta in casa che ci hanno portato, ha un aspetto davvero invitante! Laroma avvolgente del the ai frutti rossi e di quello alla mela ci rilassa, mentre ascoltiamo musica RNB (rhythm and blues), new age Ecco un luogo capace di intrecciare esperienze di vita con le pi svariate manifestazioni culturali, basti pensare alle numerose serate a tema che prevedono, almeno una volta a settimana, musica dal vivo, ma anche diverse mostre e presentazioni di libri, in collaborazione con note librerie della citt. Contente di aver scoperto questo nuovo particolare ritrovo, e sempre pi incuriosite, Ilaria e Marina commentano i colori vivaci dei quadri esposti, rappresentanti soggetti bizzarri e spiritose scenette di vita quotidiana, che ci ricordano la tipica famiglia meridionale. Veniamo in seguito a sapere che sono opere di artisti leccesi contemporanei, che si alternano nellesposizione indicativamente ogni quindici giorni. Entusiaste e soddisfatte per la meta scelta, concludiamo la nostra serata alternativa, ripromettendoci di ritornare al pi presto. Lecce una citt giovane e ricca di sorprese, che pu offrirci nuovi spunti per arricchire e reinventare continuamente il tempo libero.

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Il trionfo della delizia

Vorreste un consiglio per addolcire le vostre serate? Da tempo alcuni nostri amici ci parlano molto bene di una crperie che si trova nei pressi di piazza SantOronzo. Cos una sera, incuriositi, decidiamo di farci tentare dalla Reggia delle Delizie. Deleterie per la linea, unestasi di irrinunciabile piacere, le crpes sono capaci di accontentare davvero tutti: grandi e piccini, amanti della tradizione e semplici curiosi alla ricerca di novit.
Per risalire allideazione di questa delizia, dobbiamo fare un salto nel V secolo dopo Cristo, quando dei pellegrini francesi in viaggio per Roma in occasione della festa di Chandeleur (che commemora la presentazione di Ges al tempio di Gerusalemme e la purificazione di Maria), giunsero alla loro meta stanchi ed affamati da suscitare la misericordia del Vaticano. Per rifocillarli, il pontefice Gelasio ordin di far portare nelle cucine papali tutte la farina e le uova reperibili, al fine di confezionare delle elementari frittatine. Il cibo fu cos gradito dai pellegrini che una volta tornati in Francia ne diffusero la ricetta con il nome di crpe. La tradizione vuole che, il giorno della Chandeleur (2 febbraio), si faccia saltare una crpe tenendo una moneta nella mano. Se la crpe gira bene, allora fortuna e ricchezza vi accompagneranno durante tutto lanno.

Improvvisamente e inaspettatamente ci si trova immersi in un luogo che evoca notevole familiarit ed intimit, abbinate allatteggiamento abbastanza confidenziale e amichevole di Ronzino e di Fiorella, che lavora con lui. Suggestive sono le luci, le musiche, le fotografie e le cartoline, che permettono di andare oltre le piccole dimensioni del locale e di viaggiare con la fantasia nelle varie localit del mondo e nei ricordi del passato. Ancor pi suggestivi sono gli odori, immediatamente percepibili, e poi i sapori, capaci di inebriare qualsiasi palato e di illuminare anche le giornate pi tenebrose. Immaginate di lasciarvi trasportare in unesperienza in cui i sapori pi autentici si incontrano per dare vita a qualcosa di assolutamente irresistibile, qualcosa che sa di casa ma che ha anche profumo di insolito, qualcosa che sa soprattutto di buono.

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Impazienti di gustare questa prelibatezza, chiediamo ad un gruppo di passanti dove sia la precisa ubicazione di Dolce Lecce. Dopo un attimo di esitazione, il volto del signore che si avvicina si illumina: Cercate Ronzino?

Creativit stemperata con maestria e un pizzico di tradizione: tutto questo larte di Ronzino. Specialit gastronomica che deve ad un suo amico francese di vecchia data, il quale ventisei anni fa ha cercato di trasmettere ai Leccesi la cultura delle crpes. Il suo progetto si subito coniugato con la figura di Ronzino, in quanto ha intuito che la sua semplicit e la sua voglia di fare sarebbero state le carte vincenti.

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Questa indiscutibile leccornia, adattabile ad ogni preparazione, ha una storia che va ben al di l della citt di Lecce. Una crpe va cotta sul galatoire, una spessa piastra circolare in ghisa cha va ben oliata, sulla quale si versa un cucchiaio di pastella spalmandola sulla superficie e girandola con la tournette, lapposita spatola. Dalla combinazione di uova, farina tipo 00, latte, burro e vanillina, verr fuori in pochi minuti una pasta dallaspetto semplice, ma caratteristico, offrendosi al palato finissima, friabile e allo stesso tempo soffice e croccante. Questa singolare pasta si sposa con una molteplicit di sapori. Partendo dallintramontabile e richiestissima crpe alla nutella, potrete abbinare pinoli, noccioline, scaglie di cocco, cioccolato bianco, smarties, banana, o ancora Bayles, Grand Marnier, Cointreau, Cognac e Rhum. Dopo averla ripiegata e guarnita finemente, la crpe viene impreziosita con una morbida pioggia di nutella e una candida spolverata di zucchero a velo. Potrete assaggiare queste ghiottonerie tutti i giorni dalle 19.00 alle 2.30. Dopo una cos deliziosa lettura, lacquolina in bocca e la corsa da Ronzino, bilancia permettendo, dobbligo!

12: non solo un numero

Da studente fuori sede, respiro laria di questa nuova citt, sento il desiderio di esplorarla e di conoscere le passioni dei Salentini. Basta una domenica allo stadio per entrare in una dimensione dove il senso di appartenenza e di identit con il territorio si fondono con la fede calcistica. Nello stadio i caldi colori del Lecce, giallo come il sole, rosso come il cuore, fanno da padroni, mentre i cori della curva si diffondono dappertutto: Salento musica, come un attrazione magica; il sole, il mare, il vento dAfrica, la terra pi bella che c. Forse le parole non rendono quanto dovrebbero: per capire latmosfera che si respira al Via del Mare bisogna andarci. Vedere tanta gente che da ogni parte del Salento si raduna e da inizio ad un rito. Veri tifosi, pronti ad incitare la loro squadra del cuore contro tutto e contro tutti, cantando e sospingendo per novanta minuti i loro undici leoni. Questi sono i Salentini e questo il loro amore per il Lecce.

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Passeggiando con aria assente per il centro, ripenso alle domenica allo stadio. Intorno a me c un continuo via vai di gente, ma a colpire la mia attenzione un dettaglio, la felpa di un ragazzo con uno slogan allaltezza del petto: Salentino 12. Ho un deja-vu: ho la sensazione di aver gi visto qualcosa del genere. Non ho il tempo di ricordare dove e vedo una ragazza con uno zainetto con la stessa scritta, e poi ancora un sacchetto con lo stesso marchio. Sembra un epidemia. Guidato dalla mia crescente curiosit, continuo la mia passeggiata verso piazza Mazzini, fino a notare un negozio: espone in vetrina accessori con il marchio Salento 12. Mi domando cosa significhi questo slogan. Cerco di soddisfare la mia curiosit e vengo a conoscenza da alcuni ragazzi che il marchio in questione una creazione della tifoseria che si attribuita lappellativo di dodicesimo uomo in campo. Qualcuno ha poi pensato di sfruttare commercialmente il marchio, che rappresenta il forte senso di appartenenza che lega i tifosi del Lecce a questo lembo di terra e alla loro squadra. Le vetrine del negozio sono una festa di colori giallo rossi, e un grande schermo ripropone alcune partite. A questo punto entro. Ci sono molti clienti diversi tra loro, per et ed estrazione sociale. Solo ora capisco cosa vuol dire portare sulla propria pelle il marchio Salento 12. Ora capisco perch non ho visto pubblicit mediatica in giro: la vera pubblicit la gente che mostra sulla propria pelle SALENTO 12.

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Vita da Erasmus

Guidati dalla nostra curiosit sociologica abbiamo deciso di scoprire come la vita per uno studente Erasmus a Lecce. Per fare questo abbiamo chiesto aiuto ad Adriana, una studentessa tedesca di 24 anni, incontrata per caso durante la lezione di Sociologia della Comunicazione. La nostra protagonista ci racconta che litaliano una delle poche lingue che non conosce: proprio questa lacuna lha spinta a venire in Italia. Al momento della partenza, per lei Lecce stata una scelta obbligata: avrebbe preferito fare questa esperienza in una grande citt come Roma, Firenze, Venezia. Oggi, per, ammette che Lecce le infonde sicurezza, grazie alla routine che giorno dopo giorno le fa sentire Lecce un po meno sconosciuta. Le uniche informazioni sulla nostra citt erano quelle che i suoi amici, che erano gi stati qui, le avevano dato prima di partire. I loro racconti rassicuranti si sono tradotti in realt, parla di Lecce come una sensazionale sorpresa, soddisfatta dellUniversit, molto contenta delle persone che ha incontrato, tutte simpatiche, allegre, come dice lei tipicamente italiane.

Le maggiori difficolt le incontra a lezione nel comprendere le spiegazioni dei professori, che per giudica disponibili e gentili, al contrario di quelli tedeschi. A causa della lingua e della timidezza non riuscita a fare molte amicizie, non a caso le poche persone a lei pi vicine sono le sue coinquiline: una ragazza francese e due italiane con le quali esce la sera andando in giro per il centro storico tra pub e trattorie. Lunico handicap, lassenza di discoteche, da lei tanto amate. Quando, invece, ha bisogno di conforto, preferisce passare la serata con gli altri ragazzi Erasmus. Confrontarsi con loro, condividere i problemi, la aiuta a sentirsi meno sola. Il loro luogo dincontro preferito il Caff del Teatro. Adriana a Lecce da quattro mesi, e la mancanza dei genitori e degli amici inizia a farsi sentire. I momenti difficili non mancano, ma quando la tristezza prende il sopravvento, il suo spirito teutonico esce fuori: la sua stata una scelta ponderata e per questo decisa a portarla avanti. La voglia di vivere pienamente questa esperienza e i modi di fare leccesi sono per lei il motivo che la spinge ad andare avanti, a superare le piccole difficolt e a scoprire tutto ci che la circonda. La citt, vista da Adriana, si copre di unatmosfera magica in cui tutto novit.

Il progetto Socrates stato ideato nel 1987 dalla Comunit Europea come programma di azione per la cooperazione nel settore dellistruzione. Abbraccia tutti i tipi e tutti i gradi dellistruzione superiore, in tutte le discipline e a tutti i livelli di studio, fino alle specializzazioni e al dottorato. Erasmus il programma dintervento che riguarda lUniversit. Grazie a queste borse di mobilit, gli studenti europei possono passare un periodo di studio compreso fra i tre mesi ed un anno in un paese dellUnione Europea. Il progetto prevede la costituzione di accordi tra Universit dei vari stati UE pi Norvegia, Islanda e Liechtenstein. LUniversit degli Studi di Lecce pubblica il bando delle borse Erasmus ogni anno intorno al mese di aprile.

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Loisir a costo zero o quasi

Cari colleghi universitari, siete stanchi di chiudervi nei pub e sentire le vostre tasche vuote implorare piet? Abbiamo quello che fa per voi! Le associazioni studentesche presenti nel nostro Ateneo ci vengono incontro organizzando eventi culturali e attivit di ogni genere a costo zero (o quasi). Per voi appassionati del cinema, ogni anno sono in cantiere numerose iniziative: dalle rassegne cinematografiche sui film dautore, agli ultimi film proiettati da poco nelle sale. Non mancano poi le convenzioni con i vari cinema di Lecce, che applicano degli sconti particolari a tutti gli universitari (ad esclusione dei giorni festivi).
MULTISALA MASSIMO viale Lo Re 3, +39 0832.307433: marted universitario ODEON via Libertini 3, +39 0832.302068: tutti i giorni, tranne i festivi SANTALUCIA via S. Lazzaro 32, +39 0832.343479: tutti i giorni, tranne i festivi ANTONIANO via Monte San Michele 2, +39 0832.464117 DB DESSAI via dei Salesiani 4, tel. 0832.390557: tutti i giorni, tranne i festivi Surbo MEDUSA MULTICINEMA via Lecce, +39 0832 254411: marted universitario

certi di gruppi emergenti e non. Max Gazz, Negramaro, Aprs la Classe, Modena City Rambles, tanto per cominciare, ma aspettatevi tante altre novit. necessario soltanto ritirare i biglietti, riservati solo ed esclusivamente agli universitari, presso le sedi delle associazioni organizzatrici. Fate in fretta ragazzi, perch vanno a ruba! E ancora, per chi ha voglia di ampliare il proprio bagaglio teatrale, possiamo suggerire alcuni spettacoli realizzati appositamente per noi universitari, come: LOrlando Furioso, il Dribbling della Farfalla, Don Chisciotte e Sancio Panza. Il tutto rigorosamente a prezzo ridotto! Vi consigliamo i pi economici: Laboratorio Teatrale Prosarte, Astragali, Specimen, ma se siete trai pochi privilegiati che hanno le tasche piene, anche Cantieri Teatrali Koreja e Paisiello potrebbero fare al caso vostro.

LABORATORIO TEATRALE PROSARTE via Scarambone +39 0832.242838 ASTRAGALI via Candido 23, +39 0832.306194 CANTIERI TEATRALI KOREJA via Guido Dorso +39 0832.242000 www.tetrokoreja.com PAISIELLO via Palmieri, +39 0832.245499 POLITEAMA GRECO via XXV Luglio, 30, +39 0832.241468 SPECIMEN via Vanini, +39 0832.308519

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Non ci credete? Possiamo garantirvelo personalmente: qualche turo in meno e tanta cultura in pi! Vi annoia il cinema e la musica la vostra passione? Siete stanchi di sborsare decine di turo per ascoltare dal vivo il vostro cantante preferito? State tranquilli, abbiamo qualcosa anche per voi! Le nostre associazioni hanno organizzato, infatti, con-

Se il vostro sogno, invece, quello di calcare le scene dei teatri di tutta Europa (ovviamente si fa per dire), tenetevi aggiornati su laboratori, stage e corsi di formazione teatrale. A volte la stessa Universit, tramite convenzioni con i centri teatrali, che permette agli studenti di frequentarli gratuitamente. Se invece volete farvi quattro risate dopo una pesante giornata di studio, non perdetevi le serate di cabaret in Ateneo, con la partecipazione di grandi comici direttamente da Zelig, come Dado, Belardi e molti altri. Ma non finita qui. Tante sono ancora le iniziative dedicate a noi. Tanto per elencarne qualcuna, possiamo

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ricordarvi corsi di graphic design, web design e autocad, corsi per subacquei (con tanto di CFU al seguito) ed il servizio di emeroteca realizzato dalle nostre associazioni in collaborazione con la biblioteca dellUniversit, dove anche possibile leggere tutti i quotidiani locali e nazionali.

Il circo della movida

Inoltre, avete lopportunit di sfogare le vostre passioni mettendole al servizio degli altri studenti. Dovete sapere che ogni anno, infatti, lUniversit di Lecce emana un bando per le attivit ricreative, rivolto alle associazioni studentesche e a gruppi di studenti, nel quale invita a concorrere chiunque abbia unidea, una proposta o un progetto per iniziative che normalmente non sono comprese nei programmi di studio. Sar poi la Commissione Diritto allo Studio a valutare le vostre richieste. Tenete presente alcune regole: necessario che il gruppo degli studenti che intende lanciare liniziativa sia composto da almeno 50 membri. obbligatorio seguire il modello fac-simile allegato al bando; liniziativa non deve perseguire fini di lucro. Un consiglio: non fate richieste che comportino un finanziamento elevato perch non saranno prese in considerazione. Inoltre, le attivit proposte devono essere il pi possibile autogestite dagli studenti. Qualora il progetto venisse bocciato, bene richiedere presso lufficio Diritto allo Studio il verbale per capire dove si sbagliato e ripresentarlo corretto lanno successivo. Coraggio allora, che cosa aspettate? Iniziate a scegliere e buon divertimento!

Passeggiando per le vie del centro pu capitarvi di percorrere la strada che da piazza Vittorio Emanuele va a Porta San Biagio. Questa zona che, fino al tardo pomeriggio, vive solo di poche attivit commerciali, la notte si trasforma come il Dottor Jekyll che diventa mister Hyde. Nello stesso modo si anima di gente, i negozi chiudono e inizia il circo della Movida. La prima fermata di questo nostro viaggio avviene vicino alla scalinata della chiesa di Santa Chiara, luogo di ritrovo per decine di giovani, ma anche uno dei punti dingresso della strada contenitore del movimento notturno dei Leccesi, da qualche anno oggetto di numerose polemiche tra i residenti e gli invasori notturni. Per combattere questa guerra alcuni residenti hanno utilizzato misure passive, montando doppi vetri, cos da tutelare la quiete del focolare domestico; altri, invece, sono partiti al contrattacco con schizzi dacqua azionati da fotocel-

Tra i tanti i riti del popolo della movida ce ne uno poco simpatico, soprattutto per coloro che abitano nei vicoli adiacenti a via Ferdinando DAragona. Per difendersi da quanti cercano di soddisfare davanti al portone quei bisogni che si avvertono dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, i proprietari hanno istallato delle fotocellule che attivano un getto dacqua che colpisce chi si sofferma sulluscio di casa.

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lule, per difendersi dagli attacchi di qualche abitante della notte. Due tifoserie avversarie popolano la notte leccese: sulla scalinata della chiesa di Santa Chiara, nella piazzetta intitolata a Vittorio Emanuele, ci sono i ragazzi grandi firme, mentre, sulla curva opposta, i giovani che, rispetto ai loro alter ego, rinunciano ad entrare nel mondo che i media hanno definito movida, sottraendosi agli stili e agli usi che caratterizzano i propri dirimpettai. I primi trascorrono le serate fermi come statuine di un presepe ai piedi di una chiesa, alzandosi di tanto in tanto per una rapida vasca. Di fronte, in una fortezza di folti alberi e nebbie artificiali, alcune panchine ospitano gli ultr avversari, che preferiscono passare la serata facendo la spola dal rifugio verso i vicini bar per il rifornimento delle pozioni che riscalderanno le ore da trascorrere insieme.

mente sui gradini di qualche splendido esemplare del barocco leccese. I tanti locali, fioriti negli ultimi anni, soddisferanno ogni vostra voglia: dalla cucina messicana del Road 66, alla pizza dal profumo partenopeo della Torre di Merlino, per non parlare della enorme variet di panini che troverete in tutti i locali di questa strada e delle insalatone dei Merli per chi vuole rimanere leggero. E se a fine serata avrete voglia di qualcosa di dolce, il posto che fa per voi lAllonsanfan, unica controindicazione occhio alle calorie lo stile della strada richiede rigidi parametri. Il cibo non vi interessa? Volete solo trascorrere la serata gustando qualche drink? Non vi preoccupate, per quanto riguarda le varie marche di birra avrete limbarazzo della scelta; vi sembrer di essere ad una succursale dellOctober Fest. Se, invece, la vostra passione il rum, La Negra Tomasa la vostra meta. Tanta scelta per i cocktail, presenti in tutti i locali, ma se volete essere appagati completamente il Mad, il B-Lounge e il Prosit fanno al caso vostro.

Proseguendo verso limbuto, ci si imbatte nella testa del serpentone della Movida che, dallo storico locale dei Merli, pioniere insieme al mitico Road 66, si snoda diventando lo zenith della vita notturna leccese. Da un certo orario in poi centinaia di ragazzi danno inizio ad una sorta di rituale, muovendosi su e gi sullantico basolato, condendo la propria serata con soste nei tanti pub, localini e sgabuzzini arredati in modo molto suggestivo e accattivante. I prezzi non sono bassissimi, soprattutto per gli studenti, perci molti giovani, specie destate, hanno ormai abbracciato la formula del takeaway, cio prendere il bicchiere di plastica e bere libera-

Se, infine, quello che desiderate un bel bicchiere di vino, il Godot su questa strada il locale che Bacco avrebbe benedetto.

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Lo stile barocco di chiese e palazzi rispecchia perfettamente la maggior parte dei giovani che affollano questa stradina. Senza dubbio, chi ha progettato questa architettura urbana non avrebbe mai immaginato che quattrocento anni dopo ci che era stato costruito per una elite di nobili famiglie, sarebbe diventato il fulcro del divertimento dei giovani salentini. Forse proprio questo intrecciarsi tra lantico e il moderno una delle caratteristiche vincenti della vita notturna leccese. Siamo giunti alla fine del nostro breve, ma intenso viaggio, ora, grazie al nostro affresco unidea ve la siete fatta, un po di curiosit vi venuta, non vi rimane che sperimentare Buona serata.

Nuovo sound nel Salento

Al contrario di chi ha bisogno di un palco, di luci e tanta organizzazione, i Sud Sound System con due casse, due piatti e un microfono, ti rendono schiavi dei tuoi sogni e liberi nei tuoi passi. Le tre S del nostro Salento sono un gruppo di ragazzi che, con un genere musicale ispirato ai sound system giamaicani, utilizzando il dialetto della loro terra, hanno conquistato la ribalta nazionale ed europea.

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Il reggae la loro sonorit, un genere di musica che cultura o controcultura, una musica che potr essere la colonna sonora della vostra vita o che non condividerete affatto Chiunque partecipi ad un loro concerto non riesce a stare fermo, il ritmo e lenergia del sound ti avvolge e inevitabilmente cominci a muoverti, in unatmosfera piacevole, serena, calda. Tutte le loro dance hall si tramutano in festa, un modo per stare bene con persone che non cono-

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sci, per sentirsi tutti uguali, senza la pretesa di essere in o out, e con la voglia di trascinare anima e corpo in un luogo che di giorno non ci sar pi.

avere valori forti nella vita: amore per la propria terra, per le tradizioni, per la famiglia dando consigli su come seminare azioni, raccogliere pensieri, irrigare le conquiste.

I Sud Sound System hanno cominciato il loro viaggio senza bisaccia e sandali, ma con ispirazione ed esperienza: cos che il loro addestramento ha dato risultati. Nasce tutto per gioco, gioco che diventato unesigenza. Esordiscono discograficamente nel Giugno del 1991, provocando un notevole impatto nel mondo musicale italiano: per luso del dialetto salentino nel reggae, per la freschezza delle trovate musicali e per limpegno senza retorica dei testi. Linflusso del dialetto salentino sulla loro musica fortissimo: solo la lingua madre riesce a comunicare in modo naturale e diretto emozioni e situazioni. Comunicare usando un dialetto che parlato solo in una piccola zona dItalia non ha limitato la popolarit della band salentina: la musica una magia, riesce a tradurre i vocaboli senza bisogno di parlare. Questo ha permesso ai Sud Sound System di raggiungere alcuni tra i pi significativi festival europei (Polonia, Ucraina, Romania, Portogallo, Germania). I Sud non hanno preso sulle spalle il peso del mondo, ma affrontano le sfide del momento: guerra, violenza, potere, disoccupazione La caparbiet di chi ha tante cose da dire, non si lascia spaventare da un do mancato o da una forma poco corretta, con lobiettivo di stimolare chi lascolta ad

Per conoscere e comprendere questi moderni cantastorie nostrani, il modo migliore resta senzaltro quello diretto di ascoltare i messaggi che le loro canzoni custodiscono meglio di mille parole, vi faranno intendere lessenza e mai solo la forma dei loro pensieri.
dance hall Assemblando mixer, piatti, casse e microfoni, sono stati costruiti i sound system, sorta di discoteche ambulanti, diffusesi in Giamaica. Ogni paese, borgo, agglomerato di case li accoglie durante il fine settimana: basta un cavo della luce e uno spazio per la folla. Cos nascono le dance hall, musica fresca ed immediata, comunicazione orizzontale dove tutti possono essere artisti o spettatori: lattivit legata alla dance hall diviene il punto focale del reggae. I testi sono improvvisati, unici, dedicati alla serata in corso, al pubblico presente, agli avvenimenti salienti della settimana appena finita. La voce nel microfono rappa, racconta, insulta, commenta, una sorta di notiziario non ufficiale, il pensiero delluomo della strada.

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Bibliografia

Amendola 2003, Giandomenico Amendola, La citt postmoderna. Miti, riti e paure della citt contemporanea, Bari, Laterza Bonomi Abruzzese 2004 (a cura di), Aldo Bonomi, Alberto Abruzzese, La citt infinita, Milano, Bruno Mondadori Cartoguida Regionale Puglia, fasti e splendori del barocco, direttore delledizione: Franco Mauro, Bari, Mario Adda Foscarini 1912, Antonio Edoardo Foscarini (a cura di), La cucina rusciara curiosit, tradizioni e ricette della cucina leccese, Conte Lecce 1912 Gli stemmi raccontano, a cura di Antonio Maglio, supplemento al Quotidiano 1993. Greco 2003, Antonio Greco, Passeggiando in citt, Lecce, Edizioni del Grifo Piceci 2000, Tonio Piceci, Salentinbocca Vademecum della tradizione culinaria salentina, Edizioni del Grifo Piceci 2003, Tonio Piceci, Oltre le orecchiette, Gli speziali, Collana salentina di cibo e territorio, Lecce, Edizioni del Grifo Pit giovani numero speciale, Roma citt del cinema, a cura di Marina Canestri, comitato di direzione: Alberto Abruzzese e Francesco Pettarin, grafiche Ponticelli Pit giovani numero zero, a cura di Michela Carella, comitato di direzione: Alberto Abruzzese e Francesco Pettarin, grafiche Ponticelli Sedda 2004, Franciscu Sedda (a cura di), Glocal. Sul presente a venire, Roma, Luca Sossella Editore Siciliano 2003, Sarah Siciliano, Ieri e oggi in piazza. Bene culturale e contemporaneit attraverso la fotografia in piazza SantOronzo a Lecce, collana: Biblioteca di Cultura Pugliese, diretta da Mario Congedo, serie seconda 145, Galatina, Congedo editore

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Images of the city


A new approach to the past and the future
edited by Sarah Siciliano

Manni

Editors
Vincenzo Bianculli Stefano Laghezza Enrico Portaccio Francesca Amato, Marco Arnesano, Rosaria Birtolo, Tabata Busico, Raffaella Calso, Angela Camarda, Ilaria Cangiulli, Alfredo Carrozzini, Lorenza Carrozzini, Laura Castelluzzo, Daniela Cimino, Emanuele Ciullo, Alessandro Conte, Katia Cosma, Annamaria De Santis, Alessandra DellAglio, Anna Clara Deodati, Maria Giovanna Di Leo, Elisabetta Fanizza, Cristina Foscarini, Dora Foumba Moni, Luana Gianfreda, Paola Gianfreda, Marianna Gioia, Marina Grassi, Chiara Greco, Elisa Indraccolo, Laura Lia, Silvia Licchelli, Stefania Malorgio, Federica Marino, Monica Martucci, Gloria Nuzzo, Anna Francesca Paladini, Fabrizia Patisto, Antonella Perrone, Anna Piccolo, Armando Politano, Elisabetta Politano, Paola Resci, Pamela Russo, Vita Santoro, Valeria Schirinzi, Mattia Serra, Sandra Spada, Carla Tarantini, Rita Zingaro Photographs Authors and Luciana Stomeo Headline Chiara Greco Translation Anne van den Troost

Index
9 11 13 15 19 22 25 27 29 31 33 35 37 39 41 43 45 48 51 53 Introduction by Oronzo Limone Introduction by Adriana Poli Bortone Introduction by Marcello Strazzeri Preface by Sarah Siciliano The magic of the Lupa A walk through the town The honey of Lecce A piece of uncontaminated past Being a stranger in Lecce A from Aperitive Salted and sweet Hidden places A touch of culture Supreme delight 12. not only a number Erasmus Loisir... on no account The circus of the movida The new sound of Salento Bibliography

CULTURAL IDENTITY THE GOURMET ROUTE ENTERTAINMENT

The laboratory for narrative communication as part of the Communication and Territorial marketing Course 2005/2006 created the right platform for the students of the University of Lecce to re-discover the city wherein they study and live. This guide is the result of what the students acquired during the course. Lecce is being described in a rather unknown literary form, explored through the eyes of the students. Starting from their own experiences and guided by their own interests, they reveal a different Lecce. The University, once again, has focused its attention on the provincial capital where it resides and shows another possible way for interpretation of its context: a new balance between sustainable development and social cohesion is finding its way throughout the university city, Lecce. This guide is a perfect example of how a direct students involvement and a guided enhancement of their creativity can improve the commitment towards the territory.
Rector of the University of Lecce

Oronzo Limone

This group work represents a field research carried out by university students in the town where they reside. They cover diverse routes of particular interest for them, but which show at the same time tangible signs of change in a town roused out of an antique torpor and rigidity which for too long has been keeping Lecce crystallized in an emphasized memory. This doent mean that the authors of this booklet totally removed remembrances, on the contrary, now and then emerges the fascination and enchantment the place is continuing to have. Lecce is stressing its proper identity even at the presence of what could be absolutely unacceptable for the devotees of tradition, of the traditional Lecce, which maybe indeed is adapting itself too fast to the new juvenile customs. The diverse routes covered within the city walls reveal unknown meeting places apparently solely belonging to the current new generations. But deep down, from all the stories by which the text is composed suddenly flashes of memory come forth and get real, ready for interpretation, observation and identification. This guide doesnt follow the usual patterns and, as I understand, it neither does mean to compete with similar publications, which surely keep having their own function and remain essential and indispensable all the same. I believe therefore that the present text easily integrates our knowledge of Lecce, showing a juvenile city with yet a new character and new ways of life.
Mayor of Lecce

Adriana Poli Bortone

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As Dean of the new faculty for Social, Political and Territorial Sciences of the University of Lecce, I am glad to welcome this publication promoted by Sarah Siciliano and written by the students of the Comunication and Territorial Marketing Course. The University as institution has, indeed, to define, and constantly re-define, its strategic objectives towards its territory. It has to study its territorial context and needs to deal not only with the economical but especially with the cultural surrounding in order to make its presence meaningful and productive. Images of the city: a new approach to the past and the future answers this need in an innovative and positive way by means of the extraordinary stories and reflections of the University students, wisely inspired by the creativity and experience of their teacher Sarah Siciliano. It is an exploration starting from biographies, ways of life, experiences and friendships, even from sensations, and it actually reminds us how fortunate and successful it can be when the city of Lecce, its University and its youngsters meet.
Dean of the Faculty of Social Sciences Politics and Regional Studies

Marcello Strazzeri

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The publication Images of the city: a new approach to the past and the future leads us by the hand to discover Lecce through the eyes of the young people living and studying in this town. The guide proposes possible passageways throughout the city with a closer look on whats around. It recalls the laboratory activities related to the course Communication and marketing of the territory 2005/2006. 50 students Sociology and Communication Sciences of the University of Lecce gave a new interpretation to the place where they stay, interact and live together. A group of 50 enthusiastic students identified and traced 15 urban routes. The emerging map has been calling up an authentic narrative inspiration. The students were organized in different groups and each group chose which aspect of Lecce to describe. Then they went along the selected route and made a description of it. Once the story was ready, they examined and reformulated the descriptions of the other groups. Hence, this guide is the result of a joint effort. For this reason the single stories are not signed by single authors: the entire team is considered to be the author and the image they describe is the expression of a common point of view. Citizens from Lecce and people from abroad (as for instance Dora from Cancun, or Adriana, an Erasmus student from Koeln, but also Stefan, Enrico, Lorenza who shuttle back and forth every day from their small province town to Lecce, or Marianna who originally comes from Policoro in Basilicata while living and studying in Lecce), did put their heads together to write their stories and to offer a new interpretation of the selected places in town. Who is reading will discover he superstition of the Lupa, the she-wolf, the image of Lecce that preserves the past through tradition, and entrusts the present to us, students, the traditional use of the typical local stone from the Baroque period until today, pieces of uncontam-

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inated history hidden in an old shop, traditional gastronomy and tastings, surprising ways to enrich and continuously reinvent leisure time, a sense of inclusion and identification with the territory together with the common passion for soccer, the movida (nightlife) filling the streets with the people of the night, the rythm of the music of the Sud Sound System band, our modern wandering storietellers. The reader is not classifiable in a specific category because we chose not to define our target, standing up to the itinerancy of consumism where market segments fade and melt together. This text speaks therefore a transversal language, a language open to students, tourists, inhabitants of the town, all those who want to throw themselves in a dimension yet to discover. The choice to prepare the edition in two languages, Italian and English, ensures a wider diffusion in the panorama of ethnologies we live in. What is emerging is an unusual approach to reveal a little known, glocal Lecce as it has been experienced by the partecipants of this laboratory, the way they see it, they live it, they reside in it, they dream of it or invent it. Our work has not the pretention to describe Lecce neither to trace a coherent course. We only want to preserve places and reveal their rather unknown aspect. It should be considered to be an attempt to discover the city from below, describing Lecce as a territory in which you could loose yourself, refind and rediscover yourself. It is only a kind of exercice, unambitious so to say, to motivate the students to be committed with local sustainable development, according to their own efforts, means and role, with the territorial vocation of the city as a starting point. It reflects how the students experience the territory and build it up to their own measure. This way to transmit the territory is not a strategy imposed by the institution but comes up from below, and walks hand in hand with the institutions. The University promotes the propagation of the territory also by means of its students. The university, indeed,

is eager to develop new ways of participation emphasizing the social aspect of the selected routes. Lecce on its own brings out its cultural content of course, but it reveals itself in a particular way in a moment of discovery and comunication, as it did for the students during the elaboration proces of this guide. Comunication involves an explicit need to pass information, and the students have been defining what exactly they wanted to comunicate about the patrimony of values, contents, objects, richness, possibilities and bibliography on Lecce, and how they could transmit this information without using clichs or stereotypes. To show the multiplicity of Lecce, its variousness, we set up a laboratory which ended up to be a space for dialogue and interaction, filling in of contents, an apprenticeship. By means of a partecipative development method the students have been building up a commonly shared representation of Lecce, which surely will not be the only one, and neither the most assertive one. It is an image that invites the reader to reflect and to be conscious of the resources this city offers, a city located not only in the heel of the Italian boot, but also in the centre of the Mediterranean area. We succeeded to confrontate opinions with vivacity, and to mediate and catalyze energy, because people expressed a growing need to share the city with others and wanted to look at it less absent-mindedly than usual. Lecce has become our habitat, our habit, our way of experiencing things, a new way of living the reality thats surrounding, a new being aware of it. The issue of living Lecce has thrown us in a full immersion experience where the verb residing is the intensification of possess and therefore understood as go into it, be guided into it leaded by the heart, the instinct and curiosity.

Sarah Siciliano
Lecturer Communication and Territorial Marketing Course

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The magic of the she-wolf

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You cant interpret Lecce only in a rational way. You need indeed to be sensible to sensibility if you want to enjoy the Opus Alchemicae (or Opera Alchemica, also called Crisopea, better known as Philosophers stone). Only few people are able to listen. At night, when the Reign of the Moon is prevailing on the world and its people, the artificial light inspires the magic of the Lecce stone and reflects its golden soul. A pleasing breeze takes us by the hand in this winternight while we give ourselves up to the ritual of the night. We disappear in the crowd and ramble around. And then there is Piazza SantOronzo. This square is the core of all the urban transformations ever happened in the past. It shows a fragmentariness of styles and cultures, a union of antique and modern, a meeting point for youngsters, tourists, elderly people. Lets take a look at its monuments: the Amphitheatre, the Seat (Sedile), the Obelisk... and then, on the pavement in the middle of the square, there is the She-Wolf with the Holm Oak. The Lupa walks on a silver background, in front of an eradicated and crowned holm oak, full of golden fruits. And yet a bit of respect and dread is overwhelming us. She looks quiet, suspended in the air, lost in another dimension! Just lets be silent for a while Lets listen This language is strange to us, we cant understand it, we never learned to know it. The Lupa is Attentive, she Supervises and is Conscious, she speaks to us in an antique, archaic language made of Totality, images, sensations and she, for sure, will not understand Reasoning. According to an antique legend from which not much is known, it brings bad luck if you walk over it. We hope to find out some more asking an old resident of the square, who already in the beginning of last century has been running his shop in the Capande and who became now the owner of a big shop. The historical memory of the town, Mr. Binucci, in his wool mill in the vico degli

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Storella, the smale pedestrian street going along the Municipality leading to Piazza S. Oronzo through Piazza Castromediano, is a real authority for what concerns the history and secrets of the town. He is always happy to share his memories with the numerous students who are looking to know there town better: Many university students came here before you and I always loved to meet them. Unfortunately, I dont know much about the lupa, the legend seems to date back to the second world war.
The capande were a characteristic aspect of the square at the beginning of the twentieth century, located on the north side, a heritage since the presence of a Venice colony in Lecce. It was an arcade connected with the square through big archways, a half open space with portals to be closed at night not protected by windows, cold in winter and each merchant had his own space. Some sold yarns, groceries, aromatic spices, there was a bar with tables and seats arranged outside the portico, others sold shirts and neckties, tissues sold by the metre, toys and hats.

and they abandoned their studies. And Grazia says: Im afraid, it is a powerful symbol and to step over it is dangerous, it means in a certain way challenging a power thats bigger than we are, you understand? The same counts for Porta Napoli, near to the Obilisc who passes under the arch, will have bad luck! and then she goes of. Finally, there is Chiara who reveals that bad luck not only hits students, but also common people: an antidote would be to wear something in red. And whats eventually worse, if somebody steps upon the ensign and at the same time looks up to the Holy Protector, he will be dammed for ever!. Putting apart any superstition, the she-wolf is the quintessence of Lecce, and she represents a kind of mythical-ritual thougt, something man has lost. Really a pity.

So we turn back to the piazza to try to find out things there. Two youngsters pass by the oval pavement and avoid in extremis to step on it and change their direction: ahh.. just in time! says the girl, and there is also somebody who says:here I will not pass by. A group of students just despises the risk and steps all the same over the Lupa: this is only nonsense!. Neither the tourists nor the elderly people seem to bother too much about the problem, but for us students it exists, so we decide not to challenge fate. With increasing curiosity we continue asking around to those avoiding to step on the Lupa: why dont you walk over it? Are you afraid not to get your degree? Elias, a boy of 27 years old, steps over it to strike us. He is quite sure of himself and is convinced he will get his degree in mechanical engineering all the same, say in 5, 6 years. What he did is so to say a pragmatic answer on our question. Maria Giovanna, though, states: I dont believe in the legend, but... And Lucio says: I will not be so stupid to step over it! Ive some friends who did it

To know more about the ensign The ensign of Lecce represents a she-wolf, walking under a holm oak. Its origins are uncertain: we know only that it appeared after the year 1000, and that the image of the she-wolf has been put next to the holm oak in the Middle Ages. According to Antonello Coniger and Giulio Cesare Infantino, the image of the ensign changed in the XV century: the Lupa was substituted by Saint Irene, at the time patron saint of Lecce, stretching her hand over the cathedrals belltower to protect it. At the end of the XVI century the ensign of the she-wolf and the holm oak has been re-established. Scientists dont agree on how to decipher the Lecce ensign. Those who stand for the Latinism of the Lupiae recognise in the ensign the Capitoline she-wolf, the symbol of Rome. A suggestive thesis takes the ensign back to the mythical origins of the city: according to the legend, the founder Malennio would have given the name Lupiae to the city for the dream he had: a she-wolf under an oak tree. This legend, though, is too close to the legend of the mythical origins of Rome. Il leaves us with the enigma, impossible to unveil for the lack of objective data.

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Strolling in town

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Lecce, small and noble, jealous of its past and its present, is a quiet angle of Apuliae. The city is considered to be a real open air museum with rich sceneries all over the typical streets of its old urban centre, what makes her merit to be called the Athens of Apuliae. You will not hear the noise of wailing sirens, there are no smokestacks, neither soots, but it is art and culture that is the lymph which keeps the Salento capital alive. Though it tends to remain the same, the city is always ready to ascend to a new form, to reinvent itself re-elaborating itself, its needs, its will and fears. A city which preserves the past through tradition and entrusts the present to us, students. The city seems to be part of a fairytale, although privation and pain are intrinsic to this earth. This does not mean, though, that Lecce is an obsolete Lady, its quite the opposite, the city looks to the rest of Apuliae without envy and rancour. It is the need to unveil the past that brought us finally to meet Cosimino Conte, in via Trinchese near the former Ariston Theatre. Somebody calls him the smallest monument of Lecce, because Cosimino made of Lecce his home: it is since 1969 makes his daily trip from Porto Cesareo to Lecce. He told us about the sixties and seventies, when the core of the city life took place under the arch of Porta rudiae, to be transferred later to Piazza Mazzini along with the transformation of the city. He is a man who made out of his illness, phocomelia, not his weakness but his strength. Cosimino tries to get along selling lottery tickets. Besides this he is selling a book, one of the so many, devoted to Lecce. To be honest, its not an ordinary book, its a rather special one which describes both the city and its small and big personalities.

In spite of all the people he never met, he is surrounded by lots of friends who respect and love him. It is exactly his story, at times frivolous at times even too realistic, which inspired us to go to take a look at Lecce: a special, nice, absent-minded, lunatic town. The heart of Lecce beats between Piazza Mazzini and Porta Rudiae, passing by Piazza S. Oronzo. The red line that links the two focal points is via Trinchese, the street of the boutiques, of the Bingo hall and jewelry shops. It is a chaotic and crowded street, scattered and diffused of harmony, of sound and colour spectra, of sparkling lights, of scintillating shopwindows accessible for every purse. Some mates, playing children, fashionable youngsters, people with shopping mania: so many people of all ages, each with his own style, passes by every day. There is something they have in common: they enjoy strolling around, no matter if relaxed or in a hurry. Youngsters, students as well as non-students, choose the Sedile of Piazza S. Oronzo as their meeting point and use to discuss, in the shade of the Baroque, where to go out for the night. They get bewitched by a city that in so many ways is different from the small villages they come from. Not far from there, where first the historical Bar della Borsa was located, is now the reign of the fast food, the symbol of the Salento globalization: a McDonalds restaurant has choosen to open its doors on this antique square of Lecce. Students like to go there for its low prices and many of them work there part-time. The course Vittorio Emanuele, going from Piazza S. Oronzo to Porta Rudiae, belongs to the old part of the town, characterized by an exaltation of baroque architecture, admirable in the palaces and houses, even in the most humble ones. Baroque is the architectonic structure, baroque are the ornamental motifs, baroque is the style of the round-bellied balconies in ironwork. The Duomo draws attention for its grace, for its splendour of flourishing delicate arts made of lights and shadows, testimony of love, betrayal and intrigue.

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The same magnificence we find in the Churches carved in a stone marked by the colour of honey and the lightness of a bread crust right from the oven, as says Stefania Mola in the Regional Guide of maps Apulian. Our trip finishes under the arches of Porta Rudiae where we are lucky to find an electric shuttle to bring us back to Piazza Mazzini. On the occasion we let us ferry by Mister Mario, which makes us remind the souls carried away by the ferryman Kharon. The kindness and fondness of our driver makes us feel as if we were tourists who light-heartedly and attracted by the shopwindows simply enjoy the beauty of the place. Lecce is all this and yet much more. It is not easy to make a photogramme of a city which is continuously changing: a nice challenge for who has much to tell and looks for the best way to transmit it.

The honey of Lecce

A sunray is illuminating buildings and churches of the historical centre. It makes the skilfully carved sinuous forms of the monuments decked out with a new colour. What first was only to be a stone, now changes in gold by the divine touch of Apollo. The stone, preciously elaborated, changes to be a jewel and takes a new form. All of a sudden it seems we are waking up in a mythical golden town.
The pietra leccese is a straw-coloured limestone which preserves a considerable amount of marine fossils; this is the reason why this stone is extremely malleable as if it was clay. The stone has the intrinsic capacity to increase its own hardness and resistence when time passes by. Currently the techniques that are used are mainly those traditional ones dating back to the baroque era. In this period craftsmen first divided the stone in square blocks, and then they started to chisel it. To make the stone still more resistent against the perils of time, craftsmen used a technique based on lactose. Indeed, lactose penetrates into the porous stone and makes it water repellent.

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The manufacturing of the typical stone, the pietra leccese, has been one of the most antique arts of Salento during the past centuries and represented the most sincere and authentical expression of the Salento area. Walking the streets of Lecce, in particular those of the historical centre, we learn to know and admire this antique art not only in the most bare and most excentrical way typical for baroque buildings, but also in a contemporary interpretation. It all lives together simultaneously, the past and the present, antique and modern, globally and locally and they melt together in the contemporaneous surrounding. Until today this stone continues to inspire artists and sculptors thanks to the composition of the substance, which makes it particularly malleable and therefore easy to elabo-

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rate. The Lecce Baroque appears between the sixteenth and the seventeenth century in lots of monuments and buildings, still fascinating in the same way today as in the past. The sculptor uses the plasticity of the surfaces to express the beauty of the stone in a prevailingly classic style. The elaboration of the pietra leccese during the Baroque period was actually expression of the richness and power of the noble family or of the religious order who ordered the work. Towering belfries, domes, church frontages full of allegoric and religious symbols, not to talk about the altars overflown with angels, festoons, flowers and statues: they mark a particular and matchless architectonic style, with a dualistic character reflecting a tension between tradition and innovation. There has been a revival of the old craftsmens workshops, especially in the historical centre. Lots of youngsters are keen to use their chisel to work the pietra leccese. They create forms that remind the past but their hands are inspired by the present; they try to satisfy nowadays needs and look for the most fanciful way to fulfill them. The sculptor who actually seems to play a first rank role is Renzo Buttazzo, who succeeds to interprete tradition with a new and original approach to the Lecce stone. In his craftmens laboratory the artist creates sculptures with a traditional technique. Through the modular volumes and soft geometric objects, mostly inspired by organic nature as for instance see waves and reefs, primordial emotions emerge. It is as if person and object are playing some kind of a game creating sculpture-furniture and multifunctional objects like lamps with particular light effects, libraries, fashionable ornaments, at the same time simple and sophisticated. It was Butazzo who was the first to promote the revaluation of the typical stone of Lecce and his works are very much appreciated both here and overseas. The success these young artists obtain shows the enormous potentiality of the raw materials they use and prove how perfectly this material is integrated within the contemporaneous scenery of sculpture-architecture.

A piece of uncontaminated past

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It often happens, absent-minded and distracted, that we are not aware that behind a normal facade a surprising and unimaginable story would be hiding, an old story, waiting to be discovered and, above all, to be told. Here comes such a story. Rambling around through the streets of Lecce, we are looking for a yet unknown place, hoping to rediscover some particolar corner where time has stopped. During our trip we let ourselves guide by curiosity eager to discover some detail we took for granted and never noticed before. It is when we arrive in piazza SantOronzo, opposite the roman amphitheater, that we are attracted by a small shop little known, hardly frequented. So to see its all very simple: an illuminated signboard says PELLETTERIA CHIARELLI, and at the right side of the entrance there is a shopwindow from the sixties exposing leather accessories and shoes. We decide to enter. What a surprise! Unexpectedly we are surrounded by a gloomy atmosphere and a familiar touch of antique. There is big chaos all around, but there is so to say a system in the chaos. Lots of wares are stored in piled boxes, shelves full of merchandise in a scenery enframed by the vaults in pietra leccese. We find us back in another century! We are discovering a piece of the past. Behind the counter there are two man, there is Pierfranco Chiarelli, the owner, telling us about the origins of this shop which was one of the first ones to exist in piazza SantOronzo. In 1860, the year in which the shop opened its doors, the entrance was directly on the square and not, as it is now, in via Giuseppe Verdi along the roman amphitheater. The Chiarelli family passed down this activity for five generations and the shop remained always the same: an old counter at the left, covered with various wares and surrounded by big shelves full of whatever is needed for

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shoes of for those who have problems wit their shoes: cream, spray, soles Here whatever article of shoemaking is being sold: from the simple hobnail (in every measure), to the most sofisticated leather goods (belts, purses, wallets), both own production and coming from the big distribution markets. Left of the entrance the wall is plastered with santini, holy images since ever watching over the shop. If they only could speak they would have a lot to tell! Two scales allow to reach the higher shelves: the first one serves to reach the shelves under the star-vaults, packed with boxes; the other one has been put in the back of the shop, near to an old chest of drawers. No restructuring has ever been made for choice of the owners, a choice fully approved by the famous actor Aldo Giuffr when he visited this shop at the time. The owners are convinced that never changing the style of the place preserves the spirit of time. Neither technology has contaminated the place... There is no computer and they even dont want one. As says the shopkeeper: we still prefer to do our calculations with pen and paper! Pierfranco confides that affairs are not flourishing as before. The reason is very simple: before, people made their shopping in the small stores, but lately everybody likes to go to the big commercial centres. Rather than repairing an object one buys a new one.

Being a stranger in Lecce

This is how we feel: this is what lots of youngsters daily feel being university students. With the word strangers, indeed, we mean all the non-resident youngsters who live a life full of surprises, totally unpredictable and at the same time really nice, amusing yet now and then annoying, exciting but also difficult. You can divide the strangers in two groups: first there are the shuttlers who follow every day the same ritual: they wake up early in the morning and then, sleepy and rather guided by instinct, they take the bus to go to where they think they can increase their knowledge, hoping that their efforts will be rewarded in the future. Then there are the students who decide to move to Lecce and therefore have to look for a place to live as soon as they arrive in town. Who is lucky can get helped by the EDISU (Institute for the Right to Study), which yearly provides a hundred places to sleep to economically unfortunate students. Those who have to find a place for themselves need only the newspaper, a pen a telephone anddont forget the patience Another way to pursue announces is to go through the showcases of the various Departments, Faculties, libraries, secretariats but you will find them also on poles, cabins, trees: they will help you to find what yo are looking for. Our university counts 30.000 students by now, coming from all over. They come from the Salento territory, but also from Bari, Brindisi, Taranto, and even from Basilicata and Calabria, to come to study in Lecce. They actually feel to be a stranger! They are upset and in a certain way they even feel insecure, since they have to face a new way of life: they need to be self-sufficient, they have to know how to cope with this new reality and, most of all, they have make new friends.

The discovery of the roman amphitheater is the big event which signs the beginning of the XX th century and which influenced the urban structure, the image and the use of the heart of Lecce. The square, with its market, extended as far as the church Santa Maria delle Grazie, but changed its aspect with the discovery of the amphitheatre. Also the statue of the patron saint of the city makes a 180 turn to bless the new square: originally it was located above the rediscovered cavea.

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But here comes the university to their aid: every day one can make a whole network of contacts during the lectures and students, especially those from abroad, look forward to meeting each other. The best moment to make friends, though, is the topical moment in which fear, apprehension and emotions are piling up, and this happens during the exams. It is just in that occasion that you mainly make new friends, so to say under the slogan: Unity is strenght. These friendships are consolidated outside the lecture hall, during the free time in-between, when students meet to talk and share experiences, expectations and emotions or to plan the future, or simply to prepare the evening. And here comes Lecce to their aid. Although Lecce is a relatively small town, it offers a lot of entertainment for those who want to free themselves at night from the stress and worries for lecturers and examinations. In the turmoil of pubs, discopubs, pizzerias, movies and so on, the strangers can enjoy the atmosphere of the nightlife and feel to be part of the town. A reality that certainly is much more light-hearted than the one that exists in our small provincial town of origin. At night there is a lively atmosphere, radiating an air of freedom, the will to live and the desire to be there. In Lecce both entertainment and concentration is possible: its something we can advise to everybody who arrives for the first time in Lecce, as we actually did, and wants to lay hands upon what he considers to be strange.

A from Aperitif

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In Milano, they call it happy hour, in the rest of Italy the name is simply aperitif. Would these be synonyms or opposites? Lecce offers a choice range of aperitifs to satisfy the most exigent connoisseur. Often pubs and bars make a real piece of art out of them. So lets go and see some of the most famous ones and lets do as if we were glancing through a dictionary looking for the meaning of the word aperitif. In Piazza Duomo, in between the triumphant baroque of Manieri, Zimbalo and Cino, a window-door opens onto a bar. The entrance of the bar is located in Corso Vittorio Emanuele. The SYRBAR offers an aperitif for connoisseurs, while sitting in a comfortably front-row seat enjoying the gorgeous scenery of piazza Duomo, the most beautiful square of town. Toast with smoked swordfish and a flute of prosecco; a tomato-mozzarella toast (bruschetta caprese) with a glass of Salento Chardonnay; canap of gammon and olives with a glass of red wine; a small plate of goose mortadella with a glass of red wine; mixed toasts and a soft fruit drink; appetizers; cold cuts (taglieri) and warm toasts (crostini) with melted cheese, marmalade and honey, all freshly prepared at the moment: these are some of the proposals of Mino Rollo, who disagrees with the new trend regarding aperitifs: Now and then they exagerate. Barkeepers compete for who is offering the best, and they concentrate their attention totally on the food so that the aperitif looses its real function: to prepare the stomach for lunch without being a substitute for it. Absolutely different is the offer of our second stop over: we enter in the bar TITO SCHIPA, in vico degli Storella, which looks out over piazza SantOronzo. Here the aperitif actually is a substitution to lunch. The menu is substantial, and offers even a small portion of pasta and main dishes. There are also various kinds of veg-

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etables, grilled meat, meatballs, and the famous pittule: these are salted fritters often used as antipasto or appetizers, but which traditionally were being prepared for the festivity of the Immaculate Madonna or on Christmas Eve. Seasoned in various ways (tomato, capers, olives, sweet peppers, dried salt cod, cabbages, tune fish), you simply cant resist them. Tito Schipa is open 24 hours a day and is frequented by lots of customers from abroad and by young professionals from Lecce. Lets continue our savoury trip going to bar MONDONI in via Novantacinquesimo Reggimento Fanteria, which will be our third stop over. Here you can enjoy stuffed rolls, meat balls, potato croquettes, hot cheesetomato pies (rustici), pieces of pizza, salted croissants, to go with alcoholic cocktails or simply with soft fruit drinks. Aperitifs are mainly prepared between 11 and 2 oclock. The Mondoni is a meeting point for lots of youngsters and has outdoor tables. In the neighbourhood of this bar you can find bar BAMBOO, our fourth and last stop over. The Bamboo bar is open all day and most of the people you meet there jump in for a quick lunch for they dont have time to go back home, as for instance bank employees and teachers. Youll find also lots of university students among the habitus. There is no standard aperitif, all depends on Tommasos creativity of the moment. He offers small stuffed rolls with grilled vegetables or sausages, mozzarella and olives. What you find only here is the mysterious salsa rosa, a secret recipe of Tommaso, a dipping sauce with toasts or potato chips in large quantities. Talking about aperitifs and appetizers, you see you can find a whole range of savories so to satisfy everybody. Lets put it this way: do you prefer an aperitif for lunch or do you choose a traditional aperitif to introduce you to lunch?

Salted and sweet

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Salted and sweet savories remember long ago days, and make you feel hungry. The lovely smell tempts the appetite. To have a snack, we would advise you to enter in a bakery. And to find a bakery you simply let yourself guide by the smell of ovenfresh bread. The dough of flour, leaven, water and salt becomes art in the skilful hands of the baker-artist. Once inside, try to find bread impasted with black olives: these are the famous pucce, sprinkled with flour, which traditionally were used for lunch in days of abstinence. Then, if you dare, you should try the pizzi, seasoned with tomatoes, oignon, olives and hot chili pepper, really worthwhile for those who like to take the risk. Another choice for those who love salted food would be the rustico, with the typical form of the flying saucer, which will surely satisfy you if you are looking for something tasty and warm. Its golden colour and the thin puff pastry melting in your mouth will attract you. You will be surprised to discover that the rustico, protected by a border of puff pastry, is marvelously stuffed with tomatoes, mozzarella and white sauce. Since the rustico is scoring a lot of success, it is being widely commercialized and you can even find it in the frozen food sector of the supermarket. Unfortunately a frozen rustico is only stuffed with white sauce and tomatoes, without any stringy mozzarella. Therefore, mind you for imitations! If you prefer something sweet, instead, Lecce offers you two typical choices: the pasticciotto or the fruttone. To come to your aid in this dreadful doubt which one to choose, we can say that the first one, with his crispy pastry flavoured with San Marzano, stuffed with lemon cream and with its golden baking colour, is yet most inviting just looking at it. You can find various types with pine nuts or with chocolate. The later, instead, will attract you with a touch of semisweet chocolate on top. The fruttone is different from its antagonist for it is

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filled with almond pastry and pieces of deep purple quince jam of a jellylike consistency. Its sweet taste matches perfectly with the combination of crumbled shortcake and citron peelings, a seasoned taste you never find in other sweets. These are only some of the typical products Lecce has to offer. To learn more about them, we invite you to go and discover yourself all the other delights of our territory.

Hidden places

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From the so many characteristic places that have been disappearing lately, there is one which is failing most of all: the puta. Typical place of Salento, much like a tavern, this usually was a room with star vaults, very simply furnished and runned by family management. It was a simple and plain stop over, mostly frequented by farmers, workmen and labourers who after an intense day of work were looking to forget the daily strain, sheltering in a place where they could eat and most of all where they could drink while playing cards. The playful athmosphere of the place helped to support the palavers and chants at the top of some customers voice after the umpteenth glass of wine. So many people used to go there and at whatever time: although it had a vulgar origin, the putea was also much appreciated by the local intellectuals, who often gathered there to exchange ideas and culture as they did in the literary cafes, and even the noblemen, in the beginning of the century, used the putea or private houses to organize the so-called debosce during the carnival period. These were parties in which people did loose the devil and they abandoned themselves in scandalous behaviour: herefrom comes the term debbusciatu, which would be a heavy insult. The filthiness was some kind of a warranty for the quality of the puta: it meant that the place was much frequented and, therefore, appreciated. You used to eat there the typical dishes of the Salento, rich of fantasy but poor of ingredients. They used wholemeal flour either to knead the dough before baking it in a stone oven, and for the sagne ncannulate, the ricchiteddhe and the minchiareddhi. In the puta youll find raw and cooked uncultivated vegetables, lampascioni (uncultivated smal oignons), aubergines, tomatoes, sweet pepper under oil, cooked eggs, sardines under oil with hot chili pepper (to whet the

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thirst), moniceddhi, small mussels, fries, and most of all meat: gnemmarieddhi of tripe, turcinieddhi, lamb, black pudding, kebabs, sausages and, horse meat were all the favourate dishes of each puta. Nothing happened to be there by chance: celery, radishes, nuts, chickpeas, roasted broad beans, lupines, chestnuts and chili pepper had the purpose to whet the thirst, the fennel was offered to blunt the tastebuds so to give a slightly sour taste to the wine, while the eggs and the bread served to diminuish the effects of the wine. Savouries and genuine dishes, they were all made of the products of the land, a scarce land, fertilized by the heavy work and irrigated by the sweat of the farmers. Nowadays, while the trend of the fast-food and the ready in a minute is becoming popular, the traditional athmosphere of the putee has been transformed to welcome a differentiated and more sophisticated clientele, which doesnt accept any more to eat with the hands or directly from the pan, but which is looking for genuine dishes. The naturality and genuinety of the puta unfortunately went lost. Still other eating places are being created, patronized and fashionable, trying to preserve, as far as possible, at least the dishes which are part of our tradition. They boost our cookery for promotion, to save it from extinction. These restaurants recall the traditional dishes and typical amosphere of the old putee: this simply means that there is a strong will to preserve the historical memory and cultural identity also at the table.
CURIOSITY The story goes that Vittorio Bodini, a poet of Lecce (1914-1970), loved to eat in a puta, where they prepared particularly tasty meatballs. Since he often was short of money and with one portion of meatballs he would get three of them, he devised a stratagem: he ordered only half portion of meatballs, so the wine-merchant gave him two meatballs (he surely could not give him only one of them or neither one and a half!), and afterwards he ordered another half portion! In this way he succeeded to eat four meatballs for the price of three!

A touch of culture

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We stroll around through the historical centre of Lecce without a definite purpose in mind, wanting to pull out the plug, far away from the lights and rumours of the Lecce by night, and to pass some time together and relax. And look, in a backstreet in the neighbourhood of the Duomo one of the shops signboards attracts our attention: Caff Letterario. We decide to enter. Dimmed light, warm colours, relaxed atmosphere. Only few people around. It must be because of the time of the day (around 8 PM)! It seems this is really the place we are looking for: brightly coloured cushions matching with the walls warm up the ambience, and make this place really unique. Thats why it is called Caff Letterario! There are shelves all around full of books, maybe we can take a look at them. Tabata, out of curiosity, pulls out one of them, it is a cartoon, but glancing around we find all kind of books: novels, adventure novels, some poetry all tastes are catered for! Each consociate can donate a book and in doing so he is giving a personal touch to the place and leaves a tangible sign of his passing by. Thats why there is such a cosy atmosphere in a place frequented by a really heterogeneous public. In the corner to the left there is a small group of youngsters, two boys a girl and a dog: its a boxer; right in front to us, there are parents with their child which is drinking hot chocolate. The place starts to fill up. Time passes by, and the people change. Now a group of friends is arriving, they order red wine. The waitress comes our way, she presents herself and gives a bit of information on the bar. It is a cultural association, she tells us, and she makes us fill in the form to become a consociate. Once this is finished, we order a drink. Then we start chatting with the youngsters sitting at the table next to ours. We immediately find out our com-

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mon interests: the university, leasure time In the mean time, Daniela starts to examin the fly-sheets posted in the showcase at the entrance and learns that people organize various activities in this place: thematic evenings, expositions and various courses. Laura is super enthousiast for the course of photography but also the course on poetry, cinema and guitar will be quite interesting, and why not learn another language? And now we can finally take a look at what we ordered: there is the home-made cake which really has an inviting aspect! The fragrance of the red fruit tea and the relaxing apple tea is appetizing, and somebody has put on some music RNB (rhythm and blues), new age Well this is really a place where you can pick up some culture, just think about the organized events, the numerous thematic evenenings that are planned at least once a week, live music, as well as various expositions and book presentations, in collaboration with the most important libraries of town. Happy with this new find, Ilaria e Marina continue to rummage around and comment the bright colours of the exposed paintings, which represent eccentric subjects and witty scenes of everyday life, referring to the typical meridional family. Afterwards we get to know that these works are made by contemporary local artists, and that expositions alternate indicatively every two weeks. Enthusiast and satisfied about our alternative evening we leave with the promise to come back here very soon. Lecce nowadays is a city full of surprises, which continuously offers new inspiration to enrich and reinvent leasure time.

Supreme delight

Would you like a hint on how to sweeten your evenings? Some of our friends kept speaking well of a crperie located in the neighbourhood of piazza SantOronzo, so at the end we were curious and decided to go and try this Royal Delice. Although they make you grow fat, crpes are an extasy of irremissible pleasure and make simply everybody happy: adults and children, those who love tradition or even those only interested in something new.
To trace the original idea of this delight, we have to go back to the 4th century A.C., when French pilgrims, in occasion of the Chandeleurs festivities (celebrating the presentation of Jesus in the temple of Jerusalem and the purification of Maria), arrived in Rome so tired and hungry that they gave rise to the compassion of the Vatican. To feed them, Pontiff Gelasio ordered from the popes kitchen all the flour and eggs to be found to prepare elementary pancakes. They liked the food so much that the pilgrims, once returned in France, released the receipt with the name crpe. Tradition asks, on the day of the Chandeleur (February 2nd), to throw your crpe in the air while holding a coin in the hand. If the crpe turns down in the right way, then fortune and money will be with you during the whole year.

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Eager to taste this deliciousness we ask some passer-by where exactly would be Dolce Lecce. He hesitates for a moment and then he utters an exclamation: Are you looking for Ronzino? All of a sudden and unexpectedly we find ourselves in a place which recalls familiarity and cosiness, combined with a rather confidential and most friendly behaviour of Ronzino and Fiorella. The lights, the music, the photo-

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graphs and picture postcards are all most suggestive and they make you fly away and daydream of travelling all over the world or of the memories of the past. Still more suggestive is the smell you perceive immediately, and then you have of course this inebriating taste which has the capacity to enlighten even the darkest days. Please try to immagine this experience of absolutely irresistible authentic tasting, this recalling something either familiar and with a unusual perfume, something particularly good. The art of Ronzino stays in his creativity mixed with mastery and a bit of tradition. It is all about a gastronomic speciality he got from his old French friend, who brought the crpe culture to Lecce 26 years ago. From the beginning this friend linked his project to the figure of Ronzino, for he guessed that his simplicity and energy would make the project to be a winner. This unquestionable delicacy, adaptable to any preparation, has a long story going back far beyond the city of Lecce. A crpe has to be baked in a galatoire, a thick circular cast iron plate which has to be abundantly oiled and on which surface a spoonful of butter has to be spread with a tournette, the proper spatula. In only a few minutes one makes a dough from the combination of eggs, flour type 00, milk, butter and vanillin, which has a simple but characteristic aspect, which offers a fine savour and is at the same time friable, soft and crispy. This particular dough is adaptable to a lot of savours. Starting from the eternal and popular crpe with nutella, you can add pine-seeds, nuts, coconut flakes, white chocolate, smarties, banana, or Baileys, Grand Marnier, Cointreau, Cognac or Rhum. After the garnishing you fold the crpe up and give it another touch of nutella and a dusting of icing sugar. You can eat these titbits every day from 7 PM until 2.30 AM. After having read all this you surely would like to taste this delicacy so, hurry up, lets go to Ronzino if you dont mind to gain some weight!

12: not only a number

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I came to Lecce to study, I breathe the air of this new city and Im ready to explore it and to discover the spirit of the Salento people. An eye-opener is to go to the stadium on Sundays and to enter in a new dimension where the sense of inclusion and identification with the territory melt together with the faith in soccer. The warm colours of Lecce yellow as the sun, red as your heart, reign over the stadium and chants brake out everywhere in the curve: Salento is music, and has a magic charm; the sun, the sea, the African wind, the most beautiful region that exists. Maybe these words do not express exactly what they mean: to understand the atmosphere of the stadium Via del Mare you simply have to go there. Its just incredibile to see how many people from all over Salento meet there and perform the same ritual. Youll see the real fans, ready to incite their beloved team against everything and everyone, singing and pushing their eleven lions for ninety minutes. These are the Salento people and this is their passion for the Lecce football team. Walking around absentmindedly through the centre, I think back at what I saw on Sunday at the stadium. I am surrounded by a lot of coming-and-going people, but my attention is caught by what is written on somebodys Tshirt right in front: Salentino 12. I get a deja-vu feeling: it seems as if I saw already something like this. Ive not even the time to remember where this could have been and I see a girls kitbag with the same inscription, and then again another bag with the same mark. It seems to be an outbreak! By sheer curiosity I continue my walk towards piazza Mazzini, until I find a shop where all kinds of accessories are exposed with this mark Salento 12. Wat could this slogan mean? Trying to find things out I learn that this trademark has

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been created by the soccer team fans who called themselves the twelfth man on the field. Somebody decided then to exploit this trademark commercially, since it represents a strong feeling of pertaining that binds the Lecce fans with this strip of land and with their team. The window-dressing of this shop is a colour festival of yellow and red, and you can see some match on a large screen. At this point I go in. There is a big variety of clients, various for age and social background. It is only now that I see what it really means to wear this mark. And now I understand why I never saw it advertised: the best publicity for SALENTO 12 is the people who wears it.

Erasmus

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For sheer sociological curiosity, we decided to find out how is life for an Erasmus student in Lecce. So we asked the help of Adriana, a German student of 24 years, we accidentally met during the Sociology of Communication lecture. Our protagonist tells us that Italian is one of the few languages she doesnt know. Thats why she wanted to come to Italy. At the moment of departure, though, she had no choice but to come to Lecce: she would have preferred to have this experience in a big city such as Rome, Florence or Venice. But today she can tell you she feels fine being in Lecce, and the daily routine makes her know the city better. The only information she got about our city, was what her friends, who had been here already, told her before she left. She loved the cheerful stories they told about Lecce and now she talks about how coming here was a sensational surprise, she is satisfied about how things go at the university, she is really pleased with the persons she meets, they are all nice persons, joyful people, typical Italians as she says. The main difficulty she has is to understand what the teachers say during the lessons, but she considers them to be available and affable, exactly the opposite of what German teachers are. She didnt succeed to make a lot of friends because of the language and while she is rather shy. Its not for nothing that the only persons close to her are her cotenants: one French girl and two Italian ones with whom she goes out at night for pubs and restaurants in the old urban centre. The only handicap seems to be that there are no discos, she really adores to go there. But when she needs some comfort, she prefers to go out for a walk with the other Erasmus students. Indeed, matching yourself with the others and sharing your problems makes you feel less lonely. Their favourite meeting point is Caff del Teatro.

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Adriana is in Lecce since four months, and she starts missing her family and friends. Sometimes times are really hard, but when she gets sad then her Teutonic spirit comes up: she is convinced that her choice has been wellconsidered and is therefore fully determined to bring it to a good end. She d like to fully live this experience and she is happy to learn to know the habits in Lecce. This urges her to go on and helps her to face her problems. The city, seen by Adriana, is filled with magic and everything is new.

Loisir at no charge

Since 1987, the Socrates project represents a European action programme for cooperation within the educational sector. It includes al types of higher education in all disciplines and at whatever level of study, up to specialization and doctorate. Erasmus is the programma regarding the university. Thanks to these grants for mobility, European students can spend some of their study time, from 3 months up to a year, in another country of the European Union. The project foresees the set up of agreements between universities and various European member states, plus Norvegia, Islanda e Liechtenstein. The University of Lecce publishes the Erasmus proclamation every year around the month of april.

Dear university colleagues, are you tired of locking you up in a pub with those empty pockets pleading for mercy? Then we have what you need! The student associations of our university are willing to meet us halfway by organizing cultural events and activities of all kind at no charge. For those who are fund of cinema, there are various initiatives on the stocks: ranging from film performances on author films, up to the projection of the newest films. Then there are the agreements with the various cinemas of Lecce, which applicate particular discount at all university students (except on holidays).
MULTISALA MASSIMO, viale Lo Re 3, tel. +39 0832.307433: university tuesday ODEON, via Libertini 3, tel. +39 0832.302068: every day, except holidays SANTALUCIA, via San Lazzaro 32, tel. +39 0832.343479: every day, except holidays ANTONIANO, via Monte San Michele 2, tel. +39 0832.464117 DB DESSAI, via dei Salesiani 4, tel. +39 0832.390557: every day, except holidays Surbo MEDUSA MULTICINEMA via Lecce, tel. +39 0832 254411: university tuesday

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It sounds unbelievable but we can fully guarantee: youll spend less money for much more culture! But if all these movies are annoying you and music is your thing? Are you tired of paying tens of euros just to be present at the live concert of your favourite singer? Be sure, then we have something for you too! Our associations are organizing, indeed, concerts of some emerging groups. Max Gazz, Negramaro, Aprs la Classe, Modena City Rambles, to start with, but we are still waiting for more news. You only need to go and fetch

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the tickets, exclusively reserved for the students at the offices of the organizing associations. Just hurry up guys, they go like hot cakes! And whats more, for those who want to amplify their theater luggage, we can suggest to go to the performances executed especially for us students, as for instance: LOrlando Furioso, il Dribbling della Farfalla, Don Chisciotte e Sancio Panza. All rigorously at a reduced price! We advise you the most economic ones: Laboratorio Teatrale Prosarte, Astragali, Specimen, but if you, instead, belong to the priviledged ones whithout any money problem, then also Cantieri Teatrali Koreja and Paisiello can offer you a lot.
LABORATORIO TEATRALE PROSARTE, via Scarambone +39 0832.242838 ASTRAGALI, via Candido 23, 0832.306194 CANTIERI TEATRALI KOREJA, via Guido Dorso +39 0832.242000 - web: www.tetrokoreja.com PAISIELLO, via Palmieri, +39 0832.245499 POLITEAMA GRECO, via XXV Luglio, 30, tel. +39 0832.241468 SPECIMEN, via Vanini, +39 0832.308519

If your dream is to tread the boards of the big European theaters (so to say, obviously), then keep yourselves informed about laboratories, stages and theater training. It even happens that students can attend these classes for free, thanks to the agreements made between the university and the theater centres. If you, instead, want to laugh a lot after a heavy day of study, then go to see the cabaret nights at the university, with the participation of famous comedians coming from Zelig, as for instance Dado, Belardi and many others. But it doesnt finish here. There are still so many other initiatives dedicated to us. To name a few of them, there are the courses of graphic design, web design and autocad, courses for skin-diving (even rewarded with CFU) and the newspaper library, which has been set up by the student organizations in collaboration with the

university libraries, where local and national newspapers are available. Whats more: you have the possibility to take out on your favourate hobby putting it on the service of your fellow students. You should indeed know that the university publishes every year a proclamation for proposals of recreational activities adressed to the student associations or groups of students, inviting whoever has an idea, a proposal or a project to present initiatives excluded from the normal study programmes. It will be the Committee for Study affairs which evaluates the demands. There are only a few rules to keep in mind: the proponing group of students has to consist of minimum 50 members. You have to follow strictly the indications on the facsimile in attachment to the proclamation; it must be a no-profit event. It is better not to make high financial requests because they surely will be ruled out. The proposed activity should also be managed by the students themselves for as much as possible. If your project has been rejected then ask the Study affairs office to communicate what would have been the reason of the rejection, so you can represent your project the next year with the necessary adjustments! So, lets start, what are you waiting for? Make your choice and go! have a nice time!

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The Movida

Strolling through the centre you occasionally take the street that is going from square Vittorio Emanuele to Porta San Biagio. While during daytime the place is quiet with scarce commercial activity, overnight this aspect changes completely, like Dottor Jekyll who becomes mister Hyde. At night the area gets lively, the shops close and the Movida circus gets started. Our trip starts in the neighbourhood of the church Santa Chiara, where tens of youngsters use to meet. From here you enter the street where the core of Lecces nightlife happens, a nightlife which lately grew out to be a polemic issue between the residents on the one hand and the nocturnal invaders on the other. Some residents defend themselves against this war in a passive way, putting double windows to guarantee peace and quiet at home, while others counterattack with water squirts activated by photocells against the nightly visitors.

The first group would be all night in front of the church idly positioned like statuettes of a crib only going from time to time to have a vasca. In front of them, in a fortress of thickset trees and smokescreens the adverse Ultras would gather on some benches preferring to pass the evening shuttling back and forth from their shelter to the nearby bars to lay in drinks to sheer up the company. If you continue towards the bottleneck of the street you get right into the serpentiform Movida street with its historical pioneers the Merli and the legendary Road 66, to curl up in the nightlife of Lecce. From a certain moment on hundreds of young people start a kind of ritual, just walking back and forth over the antique pavement, passing their time between the so many pubs, bars and small eating places furnished in a very suggestive and attracting way. Prices surely are not low, especially not for students, and therefore many people choose the take away formula, especially in summertime, that means that they take something to drink on the way and get seated somewhere on the stairs of a beautiful barocque building. The various places of resort which lately have been appearing will surely satisfy any of your whims: from the mexican kitchen of Road 66, to the neapolitan pizza of the Torre di Merlino, not to talk about the enormous variety of sandwiches you will find all over the place and the giant salad of the Merli for a lighter meal. And if you want something sweet at the end of the evening then you go to the Allonsanfan, with a special warning for the excess of calories you get there not exactly along the style of the rigid parameters in use Food doesnt interest you? Do you just want a drink? Dont you worry, you ll find the widest choice of beers and the embarrassment of riches makes you feel in a branch of the October Feste. Or if you are fund of rum, you just have to be at the Negra Tomasa. Good cocktails youll find all over but the Mad, the B-Lounge and the Prosit win the competition. If, at the end, you are looking for a good glass of wine, we can assure you that the

There is one particular ritual rather unpleasant for those who live in the streets nearby via Ferdinando DAragona. To avoid those who after all the drinking feel they have to satisfy their needs, some residents installed photocells which provoke a water squirt on who lingers before the entrance of the house.

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At night there are two groups of contrasting supporters hanging around in Lecce: sitting on the stairs of the S.Chiara church in the Vittorio Emanuele square there are the youngsters latest fashion and then, on the other curve, you find those who refuse to take part of the trendy world of the movida as the media call it, just using another style and behaviour as to their neighbours at the opposite side.

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Godot will be the bar which would have gotten Bacchus benediction. The barocque style of churches and buildings is a perfect reflexion of the people in the street. Without any doubt, the architect who designed this urban project never could have imagined that four hundred years later this town once built for the elite of noble families would become the place to be for the Salento youngsters. Maybe just this enlacement of antique and modern is part of the winning feature of the nightlife of Lecce. There we are at the end of our short but intense trip! Maybe what we showed you is intriguing enough to go and try for yourself have a nice evening!

A new sound in Salento

Contrarily to those who need a platform, lights and a lot of organization, the Sud Sound System band makes you dream and fly high with only two amplifiers, two cymbals and a microphone. The three S of our Salento stand for a group of youngsters who, with a style inspired to the Jamaican sound systems, have conquered the national and european stage while using their original dialect. Reggae is their sonority, a style of music which is culture or counterculture, a music which could be the soundtrack of your life or which on the contrary you really cant stand.. Anyone assisting to a concert of theirs agrees you just cant stay still, the rythm and energy of the sound involves you totally and makes you inevitably starting to move in an easy going, unworried and warm atmosphere. All their dance halls turn out to be a party, a way to feel good together with people you even dont know. They make you feel part of the group without a claim to be in or out, so you are happy to carry away mind and body into a space which tomorrow will not be there anymore.
dance hall Assembling mixer, cymbals, amplifiers and microphones, they made a sound system, a travelling kind of a dance hall like they use in Jamaica. Each town, village or quarter can invite them for the weekend: the only thing they need is a cable for the electricity and a space for the crowd to be. So there they are, the dance hall, with lively and direct music, where in a kind of horizontal communication anybody can be either artist or public: the dance hall actually becomes the focal point of reggae music. The texts are pure improvisation, they are unique and dedicated to the current evening, to the public that is present and to the latest events. The voice in the microphone is rapping, telling, blaming, commenting, it is a kind of unofficial news bulletin, the voice of the man in the street.

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In the very beginning the Sud Sound System started without knapsack or sandals, but they had inspiration and experience, and this training has been succesful. Everything started as a joke, a joke that became a need. They start making their first CD in June 1991, which had a remarkable impact on the italian musical scene: because of the use of the Salento dialect in reggae music, because of the originality of the music and the lack of rhetorics in the lyrics. The influence this dialect has on their music is enormous: it is only in your mothertongue that you can comunicate emotions and events in a natural and direct way. To communicate in a dialect which is only used in a small zone of Italy has not limited at all the popularity of the salento band: the music is magic and translates the words automatically. Thats why the Sud Sound System were invited in the major European festivals (Poland, Ucraina, Roumania, Portugal, Germany). The Sud dont take the weight of the world on their shoulders, but they are ready to face the challenges of the moment: war, violence, power, unemployment Obstinate in what they have to say, they dont mind if some dowas out of tune or if some form wasnt correct, they want to incite the listener to enforce the values of life: devotion to your country, to tradition, to your family telling how to inseminate actions, to gather ideas and to irrigate the results. To get to know or to understand these modern storytellers you better go and sit down and listen to them. The messages in their songs are more expressive than thousand words could say and they make you understand the essence of their philosophy.

Bibliography

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