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GIORNALE STUDENTESCO UNIVERSITARIO INDIPENDENTE

www.luniverso.com, redazione@luniverso.com anno IX n. 1 Mercoled 18 gennaio 2012

Editoriale

Finestre sul mondo si evolvono


u Marco Urso n sociologia si blatera sullovvia considerazione che la televisione, oggi, sia il pi potente canale dinformazione contemporaneo. Secondo questa tesi, internet un mezzo lato di comunicazione. Vi per unaltra corrente, a cui aderisce gran parte del mondo informatico e psichiatrico, la quale sostiene che effettivamente, il web, sia sotto ogni aspetto il mezzo comunicativo pi pulito e allavanguardia. Grazie allavvento della banda larga, quella comunicazione che una volta era unidirezionale, oggi diventa bidirezionale, rendendo il fruitore attivo. Sfogliando unedizione del Times, il lettore ha la possibilit di disporre di tante informazioni, quante un uomo poteva venire a conoscenza durante tutta una vita nel periodo medioevale. Allo stesso modo un utente del web ha la possibilit di fruire velocemente di tante informazioni, quante un lettore del Times potr leggere in tutta la sua vita. Internet, di fatto, moltiplica qualsiasi esperienza della conoscenza. Secondo le considerazioni appena fatte verrebbe da concludere che vi un dominio assoluto della rete come strumento di comunicazione. In realt non cos, poich lavvento del web non ha visto scomparire tv, radio e giornali bens ladattarsi e levolversi degli stessi alla nuova tecnologia. La tv on demand oggi ci permette di scegliere quando e cosa vedere e di utilizzare portali web. La radio ci offre podcast e la possibilit di vedere materiale video. Inoltre vi da considerare che internet s un enorme contenitore dinformazioni, ma la sua attendibilit cala proporzionalmente alla grandezza del contenitore stesso perch privo di ogni tipo di filtro. Non per ultimo vi il rischio che vi sia unomogeneizzazione dellintelligenza collettiva, rendendo il sapere qualcosa di standardizzato e la conoscenza qualcosa di superficiale, perch troppo facile da interpellare. Insomma dire quale sia oggi il migliore modo per informarsi e quale sia il mezzo con la migliore capacit comunicativa non facile. Noi per vi forniremo degli spunti su cui riflettere.

La sfida dellinformazione

Il rischio della comunicazione via internet che vi sia unomogeneizzazione dellintelligenza collettiva, rendendo il sapere qualcosa di piatto

A pagina 2, 3 e 4

Time Out!
Agenda di eventi a Lugano consigliati da Luniverso
u Anno nuovo, rubrica nuova: nasce Time Out!, una selezione di eventi in scena a Lugano, scelti apposta per i nostri lettori dalla redazione dellUniverso. Il titolo cita direttamente e ironicamente il celebre magazine TimeOut, ossia Your guide to whats happening in the most exciting cities on the planet. Che Lugano non sia una metropoli e che non abbia unedizione di TimeOut lo sappiamo tutti, ma che a Lugano non ci sia niente da fare una bugia. Basta consultare www.agendalugano.ch per trovare eventi, spettacoli, manifestazioni in tutto il Ticino e non solo, ma per i pi pigri ci pensiamo noi a individuare alcuni eventi di particolare interesse che hanno luogo in citt. Time Out!, inoltre, significa anche una pausa dallo studio, dalla routine quotidiana attraverso uno svago che non la solita cena o la solita birra; ogni mese sulle pagine dellUniverso si parla di spettacolo dal vivo soprattutto con lintento di incuriosire i lettori ad andare a teatro o a un concerto per provare unesperienza che per statuto unica e irripetibile. Il progetto Time Out! appena partito e si evolver grazie alla collaborazione delle istituzioni che si occupano dellorganizzazione degli eventi e delle stagioni teatrali di Lugano, quindi invitiamo tutti voi lettori a seguire la nuova rubrica nei prossimi numeri dellUniverso e a tenere docchio tutte le sorprese che vi aspettano!
7-8-9 FEBBRAIO 2012 teatro Racconto dinverno, Teatro Cittadella 10 FEBBRAIO 2012 musica CW Stoneking , Foce (Rassegna Randoms) 13 FEBBRAIO 2012 teatro Pamela Villoresi, Foce (PerVoceSola) 27 FEBBRAIO 2012 teatro BabiloniaTeatri, Foce 28 FEBBRAIO 2012 danza Miguel Angel Berna, Palazzo Congressi Dal sempre terapeutico Shakespeare (specie dopo la sessione di esami), attraverso lindisciplina degli eventi Randoms e della nuova creazione di BabiloniaTeatri con la poesia di Luzi nel recital della Villoresi nel mezzo-, per concludere il mese con il pi importante danzatore flamenco del momento. Per info www.agendalugano.ch

pagina

u Scopriamo come si finanzia un quotdiano u Limpatto della free press sul lavoro di giornalista pagina

u Mass media: quando la programmazione riflette un nuovo assetto sociale u Jasper Johnes e il parallelo con i mass media pagina

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u Leditoria secondo Rupert Murdoch pagina

u Mappare il contemporaneo: i mass media per le arti u Le (in)attendibili diagnosi di Wikipedia pagina

u Lo strano passaggio dal vinile al compact disc

Il Letterificio: arte e cultura allUSI


u Vivere e condividere la letteratura e le arti nel quotidiano. Questo uno degli intenti della nuova associazione studentesca dellUSI Il Letterificio: troppo semplice? troppo ambizioso? Alcuni studenti del Master in Lingua, Letteratura e Civilt italiana hanno pensato di creare lAssociazione per coinvolgere gli studenti degli altri corsi e delle altre facolt dellUSI in quei discorsi che sono generalmente considerati solo per specialisti, ma che in realt riguardano tutti. Chiunque pu emozionarsi leggendo una poesia, ascoltando Bach o davanti a un Picasso! Il nome Il Letterificio vuole sottolineare lidea del fare: la radice
vo lassociazione si costituisce come un vero e proprio laboratorio in cui tutti i membri possono dare il proprio contributo attivamente, ideando progetti che uniscano le diverse forze intellettuali e i diversi campi di interesse degli studenti dellUSI. Affinch tutti possano condividere le attivit, Il Letterificio organizza una serie di eventi (come reading, mostre, installazioni, proiezioni di documentari) aperti a tutti, in collaborazione con altre associazioni e importanti istituzioni come il Dicastero Giovani ed Eventi di Lugano. Il Letterificio invita tutti gli studenti a partecipare alle loro iniziative. gi stato avviato con successo e partecipazione il progetto Dentro il paesaggio, una serie di gite alla riscoperta di un paesaggio che non sia solo immagine da cartolina ma che, riletto attraverso lo sguardo poetico di importanti autori italiani ed europei del Novecento, stimoli e rinnovi il nostro legame con ci che ci circonda. Dal 17 gennaio, presso il teatro Foce, partir anche la rassegna Arche e deserti, proiezioni di film e documentari sullarte russa del Novecento commentate da esperti darte e critici cinematografici. Scrivete per partecipare alle attivit, portare le vostre proposte o per chiedere informazioni sulla pagina Facebook oppure a letterificio@usi.ch. t

ZOOT RADIO IS UNBREAKABLE!


uCome siamo soliti fare noi redattori de LUniverso, una volta al mese partecipiamo a Zoot radio, un programma speciale di Rete Tre in onda ogni gioved sera dalle 20.00, e gioved 15 dicembre stato uno shock. Nella solita allegria che caratterizza Zoot animato da Christian Testoni e Fabrizio Casati, abbiamo incontrato tra i molti ospiti, uno deccezione ancora ignoto nel mondo del wrestling: The Unbreakable. Cercava di mimetizzarsi tra i membri dei Sinplus presenti, ma questo nuovo indistruttibile personaggio di Rete Tre non passa inosservato. Fatto di muscoli, tutina e maschera, The Unbreakable salir sul ring
di Zoot a partire dal mese di gennaio. Interpretato da Alessandro Veletta ci far sorridere, come tutti i simpatici personaggi della rete giovane, intrattenendo il pubblico e gli ospiti. Zoot Radio sicuramente uno dei programmi pi variegati di Rete Tre, entrando in studio non ci mai capitato di essere soli, gli ospiti vanno e vengono, spaziando da band ticinesi a sportivi. Molti sketch comici, anche inaspettati, e tanta bella musica spesso richiesta dagli ascoltatori colorano questo programma divertente a cui partecipare, e davvero spassoso da ascoltare! t Enza Di Santo

latina rimanda a una serie di luoghi del quotidiano (come ad esempio il panificio), fucine in cui la manualit e la creativit coniugano arte e utilit: per questo moti-

La free press e i giornali di domani


Russ-Mohl: credibilit e qualit faranno sempre la differenza
u Da qualche mese anche il Ticino sommerso dai giornali gratuiti. In Svizzera, questo fenomeno assolutamente in crescit, come conferma Stephan Russ-Mohl, Direttore dellEJO (Osservatorio Europeo di Giornalismo) e professore di giornalismo e media management allUSI. Bench il concetto del giornale gratuito abbia successo, il fatto che sia interamente finanziato dalla pubblicit pone alcune domande riguardo alla qualit delle informazioni diffuse e, pi in generale, riguardo allimpatto che questi quotidiani possono avere sulla professione. Apparsi alla fine degli anni 90, i tabloid hanno riscosso molto successo per il fatto di essere gratuiti e si sono espansi rapidamente tra il pubblico. In effetti, per i lettori di oggi (e in particolare i giovani) che sinformano gratuitamente sul web, linformazione gratuita ormai normale. In Svizzera tuttavia esistono altri fattori che favoriscono il fenomeno, almeno in quella tedesca e francese spiega il professor Russ-Mohl . Ci sono infatti, in queste regioni, tantissimi pendolari che usano i trasporti pubblici per andare a lavorare e in queste condizioni il giornale gratuito si lascia facilmente distribuire. Se in Ticino i giornali gratuiti sono arrivati relativamente tardi rispetto alla Svizzera francese e tedesca, perch appunto i pendolari hanno la tendenza a recarsi a lavoro in macchina. Questo elemento impedisce di raggiungere un ampio pubblico. Inoltre, il mercato della pubblicit in Ticino troppo piccolo continua il Direttore dellEJO . Senza il mercato svizzero tedesco e francese, il giornale gratuito non pu funzionare da solo in Ticino. Lo sviluppo dei quotidiani gratuiti rappresenta per i giornali tradizionali una perdita sia di lettori sia di ricavi pubblicitari, perch le due cose non si lasciano separare, prosegue il professore di giornalismo. Sempre pi gente usa il computer o anche il telefonino per informarsi invece di leggere una rivista o un giornale stampato. Per i pubblicitari, ci significa che ormai molto pi facile ed efficiente, ma anche meno costoso, raggiungere un target group su Internet usando i social network o i motori di ricerca. Si tratta di unevoluzione che potrebbe, a lungo termine, rendere pi fragili i giornali gratuiti che, tra laltro, sono gi in decrescita in alcuni paesi. Tuttavia, grazie ad una larga diffusione, i gratuiti continuano ad attirare gli inserzionisti, come la testata 20 minuti che garantisce una visibilit in tutta la Svizzera. I giornali tradizionali invece, gi fortemente indeboliti dallo spostamento del mercato della pubblicit verso Internet, ricevono, con lo sviluppo dei gratuiti, sempre meno entrate pubblicitarie. E cos diventa sempre pi difficile finanziare una buona redazione prosegue Stephan RussMohl. Difatti, lIstituto di ricerca FG dellUniversit di Zurigo, che misura la qualit dei media in Svizzera, osserva con una certa preoccupazione questevoluzione. Nella nostra era dinformazione in cui le public relations sono sempre pi professionali, bisogna pi che mai avere dei professionisti che non soltanto ricercano ma verificano e analizzano le tantissime informazioni distribuite. un lavoro essenziale per fornire tutti gli elementi necessari alla formazione delle opinioni. Paragonato ad altri gratuiti, leditore del 20 minuti ha di certo lesperienza e la capacit per concepire un prodotto bello e attrattivo per i giovani riconosce tuttavia il professore. In effetti, con i ricavi provenienti dalla pubblicit si possono permettere di avere una redazione abbastanza competente ma il giornale tradizionale ha comunque un valore aggiunto insiste il Direttore dellEJO perch qualcosa di pi rispetto ad un semplice copy-paste dinformazioni che emanano i servizi di comunicazione, interessati unicamente a dare una buona immagine della loro organizzazione. Quale sarebbe allora lalternativa? Io personalmente penso che lunico modo di cambiare questo atteggiamento sia di educare il pubblico afferma Russ-Mohl. La gente deve capire che c una grande differenza di qualit tra il 20 minuti e il Corriere del Ticino e che vale la pena spendere qualche franco per leggere un giornale affidabile per il quale siamo sicuri che un giornalista abbia fatto le sue verifiche ed avere uninformazione di buona qualit. Pochi media fanno lo sforzo di comunicare sul giornalismo e sulle differenze di qualit al pubblico. Se non lo fanno, i lettori non sviluppano un senso per la qualit e tendono a scegliere il giornale gratuito. t Cecilia Mason

Il professor Stephan Russ-Mohl, direttore dellEJO e professore di management allUSI; in alto: dispenser del 20 minuti.

La pubblicit e economia della carta stampata


Giancarlo Dillena spiega che anche i giornali devono seguire gli interessi dei lettori
u quasi ripetitivo affermare che internet ha creato unautentica rivoluzione nel mondo delleconomia, della societ e dei media, paragonabile per portata allinvenzione della stampa di Gutenberg. Oltre a cambiare la fruizione dei contenuti, internet ha modificato radicalmente la struttura economica dellindustria dei mass media in tutto il mondo. Se prima i produttori di contenuti disponevano di una certa flessibilit nellimpostazione della propria attivit e nella strutturazione del proprio modello di business, ora i media devono seguire le esigenze di consumatori esigenti, intercettando il gusto e le esigenze in costante mutamento dei consumatori. Il ruolo passivo del fruitore di contenuti infatti stato modificato radicalmente dallopportunit di accedere a contenuti di tutti i tipi, a pagamento e non, su qualunque strumento e in qualunque momento, cercando sempre pi una interazione stretta con gli stessi produttori di contenuti attraverso email, sms e interventi nei blog. In questo scenario di profondo mutamento del rapporto tra domanda ed offerta nellindustria dei mass media, si inserito il quadro economico fortemente negativo degli ultimi anni nei paesi occidentali, che ha posto sotto stress con diversa intensit i media, in particolare negli Stati Uniti e in Europa (come evidenziato dal tredicesimo rapporto sullIndustria della Comunicazione in Italia pubblicato dallo IEM Istituto di Economia dei Media ). Riuscire a produrre contenuti di qualit tenendo sotto controllo i costi necessario in una fase cos complessa per lindustria della carta stampata. Conquistarsi la fiducia e lattenzione del pubblico altres lunico modo per mantenere elevato il livello dintroiti garantiti dalla pubblicit, primaria fonte di finanziamento dei giornali. Le ricadute del quadro economico attuale si avvertono attraverso le crescenti richieste di sconti sugli abbonamenti spiega Giancarlo Dillena, direttore della testata Corriere del Ticino ma anche nellaccentuarsi del fenomeno della condivisione della singola copia che viene passata tra i diversi membri della famiglia, passata al vicino, o ad un amico, oppure viene letta gratuitamente al bar. Questo incide sulle entrate degli abbonamenti, ma mantiene comunque alto il numero dei lettori, che ci che interessa agli inserzionisti. La raccolta pubblicitaria rappresenta oltre i 2 / 3 della base economica del giornale. Il suo contributo determinante, anche perch non esistono sovvenzioni pubbliche dirette alla stampa nel sistema svizzero e la distribuzione avviene in larga misura in abbonamento, con consegna al domicilio e quindi relativi costi a carico del nostro giornale, prosegue il direttore del Corriere del Ticino. In questo senso i supporti informatici rappresentano una delle sfide pi importanti delleditoria, potendo offrire opportunit di efficienza nella struttura di business anche del giornale, che destinata sentoriale sembra essere lo specchio pi fedele per considerare levoluzione generata dalla rete nellindustria dei mass media negli anni della crisi globale. Con un approccio spesso apocalittico si parla da molto tempo della possibilit che la carta stampata perisca, a favore della diffusione dellinformazione basata su internet, similmente a come il disco fisico stato pressoch annientato da iTunes e dal download digitale. Questo, se si realizzasse, produrrebbe anche la fine delleditoria? In un parallelismo con lindustria discografica, si pu sostenere che internet non uccider leditoria tanto quanto non ha eliminato band e cantanti nel mondo della musica, di ogni genere. Forse si faranno sempre pi rari i giornali e le riviste su carta, specialmente nei prossimi anni in cui il mercato sar sempre pi rappresentato da ragazzi ormai abituati a sfogliare le notizie su tablet e smartphone, ma proprio la grande offerta di contenuti garantita da internet, render necessario un brand, un nome che il consumatore possa associare a correttezza e seriet, ancor pi importante nel mare magnum della rete e dellinformazione a flusso continuo presente su internet. Cos come i musicisti ora devono comunicare con il proprio pubblico attraverso i social network e altri strumenti informatici e non pi attraverso la TV, impostando il proprio lavoro sui concerti e sulla vendita di singole canzoni nei negozi online, leditore del domani dovr saper costruire quotidianamente un rapporto di interscambio costante con il proprio pubblico, amplificando la funzione di ascolto per recepire le esigenze del consumatore cliente e poter mantenere un ritorno economico di successo. Farlo in un momento congiunturale sfavorevole costringer gli editori a vivere le crisi per quello che devono essere: momenti di cambiamento, in cui si cercano nuove chiavi di lettura per ripartire, cambiando quel che necessario. una sfida, quella di evolvere in una situazione di strutturale difficolt economica globale, che non pu prescindere da due concetti: qualit e coraggio. t Umberto Baccini

Il contributo della pubblicit determinante perch non esistono sovvenzioni pubbliche alla stampa in Svizzera.
za dubbio a modificarsi radicalmente nel futuro, aggiunge in ultimo Dillena. Levoluzione del settore delleditoria tuttora in pieno fermento, e sicuramente la rete sar sempre pi il pilastro centrale del mondo dellinformazione. I formati e i supporti determineranno lapproccio con il quale si dovr competere in futuro, ma sar la qualit e la seriet delleditore a rappresentare lo snodo decisivo per mantenere e, se possibile rafforzare, il vincolo fiduciario tra consumatore e produttore di contenuti, necessario oggi come in futuro. Nellepoca di internet, la realt edi-

Tecnologie
u Il 2011 stato un anno tutto sommato movimentato per quanto riguarda i prodotti elettronici di consumo come cellulari e tablet. Per esempio Apple ha commercializzato il suo nuovo iPhone 4S puntando soprattutto sul suo nuovo riconoscitore vocale denominato Siri, che riesce a capire quasi completamente il linguaggio umano. In realt non una grandissima novit, quello che sorprende la sua affidabilit e flessibilit. Invece per quello che riguarda il mondo Android, abbiamo potuto vedere cellulari e tablet venduti soprattutto puntando la loro potenza a livello hardware vedendo spuntare cellulari dual-core e tablet addirittura quad-core. In sostanza, sia lo sviluppo software che quello hardware non hanno mai sorpreso pi di tanto, si tratta semplicemente di evoluzione, che nel mondo informatico vertiginosamente veloce. Quello che sorprende di pi la co-

La Patent War tra Apple, Samsung e HTC


giudiziarie piuttosto che nel mercato libero. Siamo tutti daccordo che se qualcuno inventa qualcosa di innovativo e, perch no, anche rivoluzionario, abbia il diritto di guadagnarci qualcosa se qualcunaltro la usa, ma ultimamente si sente parlare dellazieda X che brevetta il design di un men o sul modo in cui si deve usare lindice per scorrere le foto di una galleria di un cellulare touchscreen. Niente di innovativo o rivoluzionario.. eppure tutto ci viene brevettato ed usato nelle aule giudiziarie per cercare di bloccare la vendita dei dispositivi concorrenti. Il 2011 stato caratterizzato dalla Patent War, speriamo che per questo 2012 le aziende tornino a farsi concorrenza lanciando sul mercato dispositivi sempre migliori ed innovativi. t

siddetta guerra dei brevetti chiamata dai media Patent War che in questo periodo sta infuocando molti tribunali di tutto il mondo. Tra gli attori principali si trovano Apple, Samsung e HTC che stanno combattendo per rivendicare tecnologie e design considerati propri. Per esempio recentemente Apple ha denunciato Samsung perch considera che il design della nuova linea di cellulari e tablet denominata Galaxy sia troppo simile a quello delliPhone cercando di bloccarne la vendita in moltissimi paesi, inclusi gli Stati Uniti. Invece una delle molteplici cause che Samsung sta intentando contro Apple c quella che riguarda la tecnologia 3G ormai presente in moltissimi prodotti Apple. Anche Samsung sta tentando di bloccare la vendita dei devices in questione sostenendo che Apple non paga per le tecnologie implementate e bre-

vettate dallazienda tempo addietro. Di storie come queste due se ne contano tantissime. Sembrerebbe quasi che le aziende preferiscano darsi battaglia nelle aule

Luca Urso

Quando il triste show si chiama realt


il pubblico il vero grande protagonista della TV di oggi
u Intervista a Mariagrazia Fanchi, professoressa di sociologia della comunicazione di massa allUSI e di storia culturale dei linguaggi e dei media alluniversit Cattolica di Milano e ad Adriano Fabris, professore di etica dei linguaggi pubblicitari presso la facolt di Teologia di Lugano oltre che professore e direttore del Master in Comunicazione pubblica e politica dellUniversit di Pisa.
immediato e naturale attribuire ai mass media la responsabilit del numero sempre pi cospicuo di prodotti spazzatura che affollano le pagine dei giornali, dei siti internet e dei programmi radiotelevisivi. Ma davvero si pu sostenere che la causa del degrado mediatico al quale stiamo assistendo dettata dalle scelte editoriali dei mezzi di comunicazione? O piuttosto la responsabilit di questo fenomeno va ricercata nellatteggiamento di chi accende la televisione, apre il giornale e sceglie cosa guardare? I media e il pubblico in realt non sono due entit separate, ma interagiscono tra loro e da questa interazione nascono le programmazioni, afferma Mariagrazia Fanchi. Prendendo ad esempio i programmi televisivi, si decide cosa trasmettere in base a diversi aspetti tra cui le politiche e le tradizioni, la filosofia aziendale, i costi, il capitale culturale etc. Non quindi il pubblico che richiede esplicitamente un certo tipo di programmi, ma allo stesso tempo, sono gli spettatori a determinare con le loro scelte quelli di maggior successo. Circuito di mercato o corto circuito? Il mondo dei media anche se non soprattutto un mercato, e per tanto esiste un legame stretto tra le preferenze del pubblico e la programmazione. Il problema che sta assumendo sempre pi la connotazione di un corto circuito che tende ad abbassare il livello di contenuti, consolidandoli nel tempo ad un livello sempre inferiore afferma Adriano Fabris. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che tutto ci non un destino, da subire passivamente prosegue Fabris. Come individui fruitori dei media abbiamo voce in capitolo: sia per far prevalere determinate forme comunicative su altre, sia per far s che vengano privilegiati certi contenuti. Fino, se necessario, alluso dellarma finale: disconnetterci, non comprare pi un determinato giornale, spegnere lapparecchio televisivo. Partendo dalle parole di Fabris, si pu cogliere un parallelismo con la condizione dellelettore in un sistema politico democratico, in cui la preferenza espressa dal singolo individuo contribuisce allesito finale delle scelte collettive, senza tuttavia poterle determinare in modo complessivo. Chi non si riconosce nelle scelte e nel gusto maggiormente diffuso, avvertir con fastidio una sorta di dittatura della maggioranza, e parler dei contenuti sempre pi bassi dei mass media con lo stesso fastidio con il quale non si rispecchia nelle maggioranze politiche. Linteresse del pubblico si crea o si intercetta? Ma quali sono i fattori sociologici/filosofici che spingono il pubblico a domandare contenuti scadenti o ad appassionarsi, per pren- A destra in alto: la professoressa Mariagrazia Fanchi; in dere un esempio rappre- basso il professor Adriano Fabris. sentativo, ai reality shows? Secondo Fanchi da un lato la cu- me vicino, come prossimo, even- degli altri nella sindrome che spinriosit, dallaltro una forma di rico- tualmente come proprio quello che ge a guardare nello spiraglio lanoscimento che fa leva sulla prossi- si sta vedendo. Da un punto di vista sciato da una porta aperta. Il punmit, sulla percezione di una certa filosofico Fabris riconosce linteres- to di partenza la curiosit sofamiliarit, di un riconoscere co- se eccessivo del pubblico alla vita stiene Fabris ma poi subentra ben presto lsidea che le esperienze degli altri, soprattutto quelle negative, fortunatamente non ci riguardano e che dunque possiamo esserne semplicemente spettatori. In altri casi, dove invece le vicende vengono presentate come qualcosa di emblematico, scatta il meccanismo dellidentificazione e dellimitazione. Il problema, in questo caso, riguarda i modelli che vengono proposti. Nella logica della tv commerciale, che deve massimizzare gli ascolti, questi modelli, per poter interessare tutti, non possono essere molto elevati. Considerando proprio la questione dei reality shows, interessante capire le ragioni per cui la televisione svizzera non trasmette la versione elvetica del famosissimo format olandese Grande Fratello dato anche il successo che riscuote tra i vicini italiani. Italia e Svizzera sono due paesi che hanno conosciuto, negli ultimi decenni, una storia diversa per quanto riguarda il modo in cui si configurato il loro sistema dellinformazione e della comunicazione, osserva Fabris. In Italia, per le vicende legate allimporsi di un certo tipo di tv commerciale e alla parallela, progressiva, trasformazione sulla stessa linea della tv di Stato, ha preso il sopravvento la logica dello spettacolo a tutti i costi. I contenuti sono stati cos assorbiti in una forma o meglio in un format standardizzato e volto semplicemente a tener desta lattenzione dello spettatore curioso. In Svizzera, al contrario, la struttura in parte diversa, ed stato possibile in tal modo salvaguardare una maggiore attenzione ai contenuti e alla loro qualit. In ogni caso anche in Italia, cos come in altre parti del mondo, i reality shows sembrano in questo periodo in crisi di ascolti. Limportanza dei media nella vita quotidiana Ma facendo un passo indietro, com stato possibile che i mass media siano divenuti cos importanti per luomo ad un certo punto della storia? La comunicazione ha assunto un ruolo centrale nella vita delle persone tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta in concomitanza con la nascita della cosiddetta societ dellinformazione prosegue Fanchi. Tra i diversi aspetti che hanno portato a questo cambiamento nellambito della comunicazione si trovano il potenziamento dei mezzi di comunicazione, la trasformazione degli assetti economici e produttivi e la sempre pi sottile linea che separa la sfera pubblica da quella privata. Per Fabris invece si verificato un duplice processo, come accade ogni volta che nella storia dellumanit viene introdotto un nuovo strumento. Da una parte, infatti, un determinato mezzo di comunicazione ha successo perch risponde a un bisogno gi presente, anche se pi o meno avvertito. Dallaltra, esso capace sempre pi dimporsi perch induce, a sua volta, nuovi bisogni. Nel caso degli strumenti o dei mezzi di comunicazione di massa il bisogno che veniva avvertito era per lindividuo dellepoca moderna che aveva perso i suoi tradizionali riferimenti quello di ritrovare, almeno in parte, tali riferimenti concependosi come parte di un tutto, come componente di un gruppo o di una nazione capace di fornirgli identit. La comunicazione risult funzionale a questo scopo, favorendo la nascita di unopinione pubblica. Fra i bisogni indotti, invece, vi sono quelli che portano allestremo la necessit di consolidare unappartenenza fino a produrre esiti unilaterali: trasformando il gruppo in una massa indistinta, lindividuo in un semplice target, la comunicazione in propaganda. t Claudia Basso, Eleonora Biondi

Il futuro online... e a pagamento


Sar necessario trovare soluzioni che siano eque per tutti
u Negli ultimi quindici anni molti siti web di grandi testate giornalistiche sono divenuti a pagamento. Questo fenomeno dei cosiddetti paywall ha suscitato non poche lamentele e risultati contrastanti sia nellindustria che da parte del pubblico, sollevando anche qualche interrogativo sul futuro del giornalismo stesso. Il primo caso di grande giornale ad introdurre un paywall fu quello del Wall Street Journal, che ha introdotto il suo sistema di consultazione online a pagamento nel 1997, passando da liberi contenuti liberamente accessibili attraverso la rete a contenuti protetti e a pagamento. Nel 2010 alla crescente lista dei giornali paywall si aggiunto anche il The Times britannico, scelta che ha fatto non poco scalpore tra il pubblico e gli esperti del settore. Infatti, se la scelta del Wall Street Journal era pi naturale in quanto giornale specialistico, il carattere di cronaca del The Times poneva qualche dubbio sulla disponibilit degli internauti a pagare per visualizzare i suoi contenuti: nella rete non per nulla difficile trovare fonti dinformazione alternative anzi, fin troppo facile. Come conseguenza The Times ha registrato una diminuzione dell87% del traffico internet mensile da parte di singoli utenti, i quali si sono dirottati sullaltro grande giornale britannico The Guardian che, da parte sua, un acerrimo nemico dei paywall. Infatti, i contenuti del sito web del The Guardian sono di libero accesso, in quanto il giornale dice di credere in un internet libero e di portare una attenzione alla comunit di internet. E tutti noi sappiamo quanto la libert dinformazione sia un concetto estremamente caro (e praticamente necessario) alla comunit di internet. Alla base dellintroduzione del paywall si riscontra per un problema molto attuale per i giornali: quello della raccolta di fondi per il proprio finanziamento. Infatti, a partire dal 2008, per ovvie ragioni, si incrementata la gi presente e costante diminuzione dellofferta pubblicitaria nel settore. Il paywall stata la risposta di alcuni giornali, tra cui in particolare The Times, per aumentare le entrate; mentre giornali come The Guardian hanno cercato metodi di pubblicit online alternativi. Ci porta ad un interrogativo cruciale, che riguarda il giornalismo in s. Infatti, vi sono persone che pensano che non vi possa essere giornalismo senza giornali (il cui finanziamento causa tanti problemi), quando in realt vero il contrario come ben dimostra il proliferare di blog e lutilizzo di social network per veicolare informazioni. Per risolvere il problema nel nuovo panorama mediatico mondiale bisognerebbe spingere verso una convergenza delle caratteristiche dei nuovi media (trasparenza, interattivit e immediatezza) e quelle dei vecchi (moderazione, accuratezza e giornalismo investigativo), per creare degli ibridi che poi non sarebbero altro che i prototipi di un giornalismo pi al passo coi tempi. Il giornalismo un presupposto necessario per uninformazione libera, giusta e affidabile (che compone la base della democrazia), ma il giornalismo deve essere anche qualcosa che va al di l dei supporti attraverso cui veicolato. In caso contrario la mancanza di adattabilit avr effetti ben peggiori che la sola scomparsa dei giornali. t Francesco Bortoluzzi

New Dada Il senso ipnotico della comunicazione di massa


u Per chi conosce un po la storia dellarte, un primo accostamento che pu sorgere alla mente sentendo parlare di nuovi media, mass media, e comunicazione di massa, potrebbe essere lassociazione del lavoro artistico di Jasper Johns, lartista americano, con la critica alla societ. Jasper Johns, nato nel maggio del 1930, conosciuto come uno dei maggiori esponenti del movimento New Dada, risalente al 1955-1965 negli Stati Uniti, insieme ad un altro grande artista, Robert Rauschenberg. Nel New Dada possibile riscontrare dei punti in comune con il Dadaismo (1915-1923), ovvero luso di oggetti e materiali decontestualizzati, che non si ritrovano pi nel loro contesto originario, ma in un posto a loro estraneo. Contemporaneamente a questo, si insiste sul mondo della comunicazione, della produzione di
massa e le conseguenze che questi comportano: i rifiuti, in tutti sensi, generati dalla comunicazione e dalla produzione. In questo movimento artistico, possibile riconoscere anche dei punti in comune con la Pop Art (1955-1965, Inghilterra); fondamentale per ci che distingue questi due mondi artistici: il New Dada esprime qualcosa di critico nei confronti dellarte e della societ, la Pop Art, no. proprio tramite lopera di Johns che possibile mettere in luce e far emergere una critica nei confronti della societ del momento, soprattutto visibile tramite unanalisi un po pi accurata dellopera Bersaglio con forme di gesso dellanno 1955. In questopera sono riconoscibili le principali caratteristiche di Jonhs: il suo interesse per gli oggetti elementari, quelli noti e conosciuti da tutti, e le semplici espressioni comunicative, sperimentate da tutti. Lopera sostanzialmente composta da un bersaglio su sfondo rosso, accompagnato da una sorta di gabbie contenenti delle parti del corpo umano poste al di sopra di esso. Ogni singolo elemento che compone lopera di unimportanza rilevante, il tutto accompagnato dallespressione di un pensiero sulla societ contemporanea. Si pu notare infatti, che se si osserva insistentemente il bersaglio, si crea un senso ipnotico, la nostra mente viene quindi ipnotizzata dalla comunicazione di massa. Il bersaglio quindi una gabbia per la mente. Un secondo genere di gabbie sono le scatolette allinterno delle quali sono presenti dei pezzi di corpo. Qui il significato base legato alla paralisi del corpo, alla sua frammentazione ed alla visione spezzata, perdendo la sua unit organica. Questa frammentazione del corpo riprende la percezione che ci viene offerta dalla comunicazione di massa, che ci influenza tramite la pubblicit, avendo come risultato dei pezzi, mai un insieme; siamo sempre pi a confronto con un corpo visto a pezzi. Con questimmagine banale, Jasper Johns ci dice qualcosa di fondamentale che si deve tener bene a mente. Per dare un ulteriore importanza allopera, lartista utilizza unantica tecnica ad encausto, che consiste nellutilizzo di una cera liquida, che viene mescolata con il pigmento di colore, che nessuno usa pi. Con la tecnica scelta, impreziosisce qualcosa che di per s elementare, arricchendone anche il significato. t

Jasper Johns, bersaglio conformedigesso, 1955, collezione Leo Castelli

Laura Inserra

Il potere dellimpero di Citizen Cane


Murdoch e il successo della News Corp. tra bianco e nero
uCos il potere? la possibilit di fare quello che si vuole? la capacit di far fare ad altri ci che vuoi? No. Non solo. Penso che il vero potere sia far credere agli altri quello in cui si crede. Valutare le cose con il proprio metro di giudizio. In un sistema come quello di oggi, dove linformazione copre in maniera capillare tutto il mondo e dove, nella maggior parte dei paesi, vige la democrazia, fare s che la gente creda in quello che voglio io immagino che sia la maggiore espressione di potere. carisma, attendibilit e sicurezza, il tutto allennesima potenza. Rupert Murdoch, in questo, non ha eguali. Il suo impero editoriale possiede quotidiani, periodici, reti televisive satellitari e digitali in tutto il mondo. Fox, 20th Century Fox, Sky, The Times, il Wall Street Journal, sono solo alcuni dei nomi che fanno parte della News Corporation. Non ci sono limiti det al suo pubblico. Di classe sociale, di razza o nazionalit. Dagli USA al Giappone i ragazzi guardano i Simpson, econoe la 20th Century Fox. In tutto questo tempo amplia il suo impero con Sky e in seguito con il social network My Space. Una sola parola: capitaliglie di recuperare le notizie dove vuole. Blogs e forums, quotidiani e riviste, telegiornali e faccia a faccia televisivi. News Corp. sempre presente. Il che non necessariamente un male se lo si vede dal punto di vista ideologico. Se si crede nel capitalismo questa la quintessenza del successo. Solo che si tratta, volendo, di una forma di monopolio. Prendiamo il caso dellItalia. Lobiettivo di Murdoch nel Bel Paese, quando arriv con la piattaforma di Sky dopo aver rilevato Tele+, era quello di ottenere lesclusiva nella messa in onda delle partite di calcio. Cosa che, in Italia, equivale a successo garantito. La Heiniken fece una delle pubblicit pi belle che io abbia mai visto giocando sul dolore causato da fidanzate, capi e amici quando viene impedito di vedere una partita di calcio. Nel caso in questione era la partita di Champions League tra Real Madrid e A. C. Milan dove 1136 tifosi vennero trascinati dalle persone a loro vicine a seguire un concerto di musica classica che iniziava esattamente alle 20.30. Allorario dinizio della partita per lorchestra ha iniziato a suonare linno della Champions League e sullo schermo sistemato dietro ai musicisti (che fino a poco prima proiettava parole a caso) la Heineken ha proiettato la partita. La notizia il giorno successivo ha fatto il giro del mondo e il marchio con essa. Murdoch, quindi, in un Paese dove il calcio pane, voleva essere lunico a proiettare le partite e ci sarebbe riuscito se non fosse stato per una nuova legge approvata dal governo Berlusconi che imponeva il tetto di trasmissioni al 60% per le televisioni private. Se ci fosse riuscito il profitto che ne avrebbe ricavato sarebbe stato immenso. Murdoch stato anche un grande fautore della rivoluzione che ha portato gran parte dei giornali online a essere messi a pagamento. Il giornalismo di qualit non merce a buon mercato e unindustria che cede gratis i suoi contenuti non fa altro che cannibalizzare la propria capacit di produrre buon giornalismo afferm nel corso di unintervista. I suoi giornali sono stati messi a pagamento e piano piano, soprattutto negli Stati Uniti, dove la vendita dei giornali cartacei diminuita drasticamente con gli anni, anche gli altri hanno seguito la stessa strada. Quindi chi Rupert Murdoch. Un genio dellindustria mediatica? Un capitalista senza scrupoli che farebbe di tutto pur di vendere i suoi prodotti? Forse tutti e due. Rimane il fatto che i suoi giornali sono letti da milioni di persone in tutto il mondo e canali televisivi rappresentano il massimo livello nei paesi in cui si trovano. Il suo marchio sinonimo di qualit. t Antonio Nucci

Il giornalismo di qualit non merce a buon mercato e unindustria che cede gratis i suoi contenuti non fa altro che cannibalizzare la propria capacit di produrre buon giornalismo

smo. Con tutto ci che ne consegue. Perch non sono solo rose e fiori. Perch esiste una sottile linea che i media non devono mai attraversare e se il primo obiettivo lo scoop per aumentare le vendite questo limite varcato costantemente. il caso di News of the World. Il giornale ha chiuso a seguito di uno scandalo che ha portato alla luce la provenienza delle informazioni pubblicate. Intercettazioni ai danni di politici, gente dello spettacolo e addirittura delle famiglie

In alto: Rupert Murdoch, fondatore e presidente della News Corporation; a sinistra: un fotogramma del film di Orson Welles Citizen Cane (Quarto Potere,1941)
vittime degli attentati di Londra del 7 luglio 2005. Mazzette passate ad agenti della polizia per ottenere informazioni confidenziali che poi erano costantemente pubblicate. News of the World chiuse nel 2011 dopo 163 anni di lavoro. stato il giornale in lingua inglese pi letto di sempre. La famiglia Murdoch stata travolta dallo scandalo, ma la cosa non ha portato a nessuna conseguenza. Quindi questo il potere? Quello che Orson Welles mostrava con la sua arte in Citizen Cane (Quarto potere, 1941)? Probabilmente. Una delle frasi che sento pronunciare pi spesso quando si parla di media (e, studiando scienze della comunicazione vi assicuro che capita spesso) che le informazioni che noi riusciamo a reperire in un giorno sulla rete equivalgono a tutte quelle che un uomo nel medioevo riusciva a recuperare in tutta la sua vita. Ognuno oggi sce-

RSI: un mondo tra radio e TV


Stefania Verzasconi spiega la complementariet di oggi
u Fino a qualche anno fa la risposta su quanto influisce la radio e la televisione nella vita quotidiana delle persone era scontata: la radio durante la giornata, e la tv la sera, con la famiglia riunita davanti al teleschermo, erano parte di un rito quotidiano, afferma Stefania Verzasconi, responsabile della comunicazione della RSI. Oggi, a seguito della convergenza multimediale, che cosa cambiato riguardo al rapporto delle persone con la radio e la televisione? Larrivo della comunicazione digitale ha introdotto molta confusione, modificando anche le abitudini di consumo mediatico. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare continua Verzasconi , radio e tv hanno mantenuto intatta la loro capacit di essere presenti nella vita della gente. la partecipazione del pubblico a mantenere forte questo legame: alla radio in cui linterazione possibile attraverso email, telefonate e SMS tanto quanto alla
La SRG SSR presenza di la societ retta del pubmadre che riblico nei ceve dal sempre pi Consiglio numerosi Federale il programmi mandato di di intratteniprodurre promento. In un grammi raPaese fedediotelevisivi ralista come di servizio il nostro, con pubblico. La quattro regioni cultura- Stefania Verzasconi, responsabile della co- RSI come le omologhe li e linguisti- municazione di RSI della Svizzeche distinte, complicato dare vita a televisioni e ra tedesca, romanda e romancia radio in unottica di servizio pubbli- ha il compito di tradurre il mandato co nazionale. Il perno che rende at- in programmi attraverso le sue reti rativo questo sistema mediatico equi- dio e i canali tv. La SSR offre il quadro valente nel paese la SRG SSR ide generale dentro il quale si colloca latsuisse, volta a realizzare il mandato tivit di RSI, RTS, SRF e RTR, ognuna pubblico di promuovere la cultura, la delle quali ha un pubblico linguistipolitica, leconomia e lintrattenimento camente e culturalmente differente e in tutta la Svizzera. quindi inevita- deve quindi predisporre unofferta bile chiedersi con quale autonomia originale, pensata e impostata in auRSI crei i propri programmi, in fun- tonomia per soddisfare le esigenze zione del suo rapporto con SRG SSR. e gli interessi delle persone cui ci si rivolge. Ogni pubblico richiede programmi, linguaggi e sfumature diverse. Abbiamo chiesto a Stefania Verzasconi, infine, di illustrarci come si sviluppa oggi il rapporto tra televisione e radio in termini di concorrenza diretta . Se in passato non mancata una certa concorrenza fra radio e tv, oggi sempre pi si tende a fare in modo che le offerte siano complementari. Sotto questo aspetto stata determinante la convergenza multimediale, grazie alla quale format radiofonici e televisivi trovano un punto di contatto nella fruizione attraverso internet. Spesso pensiamo al caso emblematico dei Frontaliers, ma anche a Squot, dedicato al pubblico degli adolescenti format nati per la tv si rivelano adatti anche alla radio, o viceversa; o, come nel caso di Linea rossa, nascono addirittura come format multimediali con una presenza importante sia in radio e tv sia sul web conclude Verzasconi. t

RUPERT MURDOCH
misti in Germania come in Brasile o in India seguono attentamente le informazioni del gruppo Dow Jones e nel Regno Unito, come nelle ex-colonie dellImpero Britannico, The Times il quotidiano pi apprezzato. Non c neanche differenza di partito politico. I Simpson sono di sinistra e Fox News, famoso canale di notizie in onda negli Stati Uniti, apertamente di destra. questa la qualit di Murdoch. Il suo prodotto per tutti e d a tutti quello che vogliono. La sua scalata ha dellincredibile. Nato nel 1931 a Melbourne in Australia, si laurea a Oxford, al Worcester College, e, tornato in patria, alla morte del padre, eredita il Melbourne Herald e lAdelaide News. Successivamente si reca in Inghilterra dove acquista The Sun e News of the Wold. Negli USA compra il New York Post e il New York Magazine. Torna in Inghilterra e prende il The Times e il Sunday Times. Negli Stati Uniti poi fa suo il gruppo Dow Jones

Sara Buffenoir

Il silenzio delle masse e lisolamento volontario


u il 1916 quando David Sarnoff propone radio music box, un progetto che mira a portare la musica nelle case degli Americani, trasformando la radiodiffusione da telecomunicazione punto a punto in un sistema broadcast che costituisce il fulcro di un rinnovato focolare domestico. Qualche anno pi tardi, inoltre, nascono i primi prototipi di televisione che troneggiano in salotto e riuniscono intere famiglie, portando alla riscoperta dellambiente casalingo e della condivisione. Tuttavia, lascolto collettivo, proprio anche del teatro e del cinema di inizio XX secolo, non avr vita lunga: in pochi decenni, allascoltare parlando si sostituisce un ascoltare in silenzio (Flichy), in cui il destinatario della comunicazione
del transistor, infatti, i mezzi di comunicazione di massa si moltiplicano e diventano non soltanto portatili, ma anche personali: dietro una parvenza di libert si maschera per la frantumazione e lindividualizzazione del nucleo familiare. La famiglia non scompare, ma la sua identit non pi definita da un ritmo comune, bens da pratiche individuali sovrapposte, dove ognuno libero di ascoltare la musica desiderata o di scegliere il programma che preferisce autonomamente nella propria stanza. La televisione e la radio non si rivolgono pi al gruppo, ma consentono un ripiegamento su di s, pur permettendo il mantenimento di alcune fondamentali interazioni sociali. Si ha la garanzia di essere solo, pur sapendo che tutta la famiglia l (Kouloumdjian): la bolla fa sentire protetti, leggeri, liberi dalla pesantezza del mondo, mobili e speciali, senza che ci si accorga che, in realt, unillusione fragilissima. Dagli anni Sessanta a oggi lattivit solitaria di fruizione dei mass media avvenuta secondo forme diverse e sempre pi evolute di costruzione di sottili membrane divisorie trasparenti, dal walkman alla segreteria telefonica, al videoregistratore, allo zapping, al cellulare, al lettore mp3, alliPod e allemail. In tutti questi casi non pi il medium che raggiunge la massa, ma la massa che trasporta i suoi spazi privati, singolarizzati e sovrapposti, le sue piccole e grandi bolle, nella sfera pubblica. Si sviluppa cos un mondo in cui ogni individuo contemporaneamente solo e potenzialmente connesso con tutti, mentre lofferta si specializza sempre di pi per meglio rispondere alle esigenze del singolo. Viene quasi da chiedersi se abbia ancora senso parlare di comunicazione di massa o se si dovrebbe piuttosto cominciare a indagare il silenzio delle masse. t Anna Piccoli

un individuo solo, distaccato dal resto del pubblico e chiuso nella sua fragile bolla comunicazionale (Flichy). Dal 1930, ad esempio, davanti al palco o al grande schermo non pi possibile commentare ad alta voce con il vicino lo spettacolo: in sala richiesto silenzio assoluto. Il 1954 segna invece lanno della svolta per radio e televisione: con linvenzione

I media per mappare il presente


Linterrogativo dellartista: Come accedere al contemporaneo?
u Mappe. Si potrebbe pensare la storia delluomo come un ramificarsi di percorsi alla ricerca di nuove tchnai tecnologie nel senso etimologico del termine, ossia tecniche o arti che permettono di dare forma a un discorso. Il moltiplicarsi, il raffinarsi e il diffondersi dei media e delle micro tecnologie nel corso del XX secolo ha sollecitato gli artisti rinnovando linterrogativo: come parlare di un mondo che pare farsi sempre pi complicato? Mentre le
lartista: come accedere al contemporaneo? (Iper)scene. Non si tratta dunque di verificare lo statuto di verit dei media, come il McLuhan di Annie Hall (reg. Woody Allen, 1977) conferma con il suo nonsense You mean my whole fallacy is wrong, ma di sperimentare modi e tecniche per addentrarsi nelle asimmetrie del mondo. I media consentono sguardi mutevoli e plurali se considerati come material social practice (suggerisce Raymond Williams). I BabiloniaTeatri (Italia) utilizzano il linguaggio dei mass media, costruendo vertiginose drammaturgie con citazioni da slogan, programmi tv, titoli di giornale, per sfondare il cristallo che sembra paralizzare lo sguardo dello spettatore/lettore/cittadino, per riportarlo a un dialogo, sottraendolo alla paralisi della violenza, indignandosi. Se i BabiloniaTeatri strozzano, estremizzandolo, il linguaggio mediatico, una compagnia come gli Anagoor (Italia) in Tempesta (2009) utilizza schermi ed effetti elaborati al computer per forzare e dare movimento alla pittura di Giorgione, alla ricerca di una tchne per sperimentare nuove drammaturgie iconografiche e interpretare gli archetipi odierni partendo dallidea di scena come conflitto di simboli e immagini, per violarli, strappandoli alluso strumentale e non critico. Lautorit dello sguardo mediatico protagonista di Two playful pink (2003) della coreografa Yasmeen Godder (israeliana di formazione americana), in cui le due protagoniste sembrano tentare di incarnare la frammentariet dei diversi modelli di corpo ideale attraverso un movimento che non pu essere che sgraziato (non pi aggraziabile). Nel 2011 il coreografo Gideon Obarzanek crea per la sua compagnia ChunkyMove (Australia) Connected, in cui il movimento umano trasferito su altri media in forma di luce secondo un dialogo tra corpi (in carne ed ossa e virtuali). Un ultimo fondamentale capitolo del rapporto danza-media-tecnologie sono i software di elaborazione del movimento sperimentati, ad esempio, da Merce Cunningham, che dal 1991 sino alla morte nel 2009 coreograf attraverso il sistema di creazione di movimento in 3D Life Forms, o da William Forsythe, che col suo Improvisation Technologies (dal 1994) permette di visualizzare il suo vocabolario di movimento e le possibilit per svilupparlo attraverso animazioni e computer grafica. t Melissa Melpignano

Dallalto in senso orario: La compagnia Anagoor (Italia) in Tempesta (2009) utilizza schermi ed effetti elaborati al computer per forzare e dare movimento alla pittura di Giorgione. William Forsythe, col suo Improvisation Technologies permette di visualizzare il suo vocabolario di movimento e le possibilit per svilupparlo attraverso animazioni e computer grafica. La compagnia ChunkyMove (Australia) in Connected, in cui il movimento umano trasferito su altri media in forma di luce secondo un dialogo tra corpi (in carne ed ossa e virtuali).
tecnologie e i media sembrano accorciare le distanze, velocizzare e alleggerire (Calvino disse chiaramente nei Six memos quali sarebbero state le qualit da affinare in questo nostro millennio), la rete di connessioni, rimandi, riflessi, rifrazioni si fa sempre pi fitta. Mappare pare oggi essenziale. Come orientarsi nellemozionante subway del contemporaneo sapendo dove e come muoversi, e perch, senza perdere Station di New York City Persone, vite, corpi, passano veloci, mutano, si trasformano, indugiano e ripartono, come su uno schermo. Sembra o ? Ancora una volta la domanda antica. Le grandi stazioni sono teatro per incessanti coreografie improvvisate, e come ogni improvvisazione, non sono casuali: ci sono indicazioni, percorsi stabiliti, tempi e spazi da rispettare, e poi schermi che distraggono, che incantano, applicazioni per telefonino che consigliano itinerari e aiutano a organizzare i passaggi, annunci commerciali, possibili flash mob, musiche dambiente, cellulari che squillano, che filmano, che immortalano Che cosa del presente delle immagini, dei passi, dei suoni, delle voci, degli sguardi sapr durare? Ecco linterrogativo del-

nulla della sua ricchezza e delle sue possibilit? Prendiamo la stazione principale di una delle nostre metropoli Termini a Roma, Liverpool St. a Londra, Berlin Hauptbahnhof, Grand Central

Solo guai dallItalia?


Nuove opportunit dalla vicina Penisola
u Analizzando i grandi problemi che affliggono la vicina Italia, interessante notare come il nostro Paese possa anche beneficiare di questa situazione attraendo cos pi cervelli, pi imprese e pi capitali. Il Ticino, e tutto il territorio elvetico, potrebbero diventare la nuova dimora di un sempre pi elevato numero di cervelli in fuga dagli atenei italiani, poco abili nel valorizzare il merito e incapaci di fornire prospettive lavorative adeguate per le capacit dei ragazzi. Infatti, errori programmatici, clientele e tagli di bilancio caratterizzano da molti anni il mondo universitario italiano, specchio delle inefficienze delle classi dirigenti nazionali. Queste menti, se sostenute e valorizzate, potranno fornire quelle qualit intellettuali necessarie a mantenere competitive nei mercati mondiali le economie occidentali, caratterizzate da un alto costo del lavoro. Anche il tessuto produttivo italiano sempre pi posto in difficolt dalla scarsit dinfrastrutture e dalle complicazioni burocratiche e legislative che hanno limitato linnovazione dei processi industriali. Gli errori della politica e delle classi dirigenti si sono susseguiti nel corso degli anni, danneggiando oltre modo le imprese. Molte di queste attivit non sono in cerca di manodopera a basso costo in paesi sottosviluppati o emergenti: hanno bisogno delle condizioni giuste per poter produrre. Attrarre questo potenziale produttivo in Ticino creerebbe ricchezza, posti di lavoro e gettito fiscale per tutta leconomia locale. Lo stesso sistema finanziario elvetico, oggetto di critiche e preoccupazioni da parte dellopinione pubblica svizzera, pu attrarre un crescente volume di capitali provenienti dallItalia. La Borsa e le banche italiane sono in forte difficolt per problemi strutturali, aggravati dalle stesse tensioni che caratterizzano tutti i mercati occidentali ed inevitabilmente anche quello svizzero. Ricche di titoli di debito pubblico nazionale nei loro bilanci, le banche italiane sono guardate con sospetto da molti risparmiatori e dagli analisti internazionali per la diretta esposizione al rischio di ulteriori peggioramenti del merito di credito dello Stato italiano. Il volume di capitali provenienti in Svizzera dallItalia potrebbe continuare a crescere nei prossimi mesi a prescindere da questioni fiscali, generando buone opportunit per gli intermediari finanziari locali rifocillandone i bilanci. Occorreranno comunque strategie e analisi su come gestire tali situazioni dalla prospettiva elvetica. La sfida complessa e si pu partire proprio dalla dura lezione impartita dalla contemporaneit allItalia, e proprio da questi tre cardini essenziali per lo sviluppo di un paese: imprese, giovani e capitali. Accoglierli e investire in loro equivale a guadagnare pi risorse per il Ticino; continuare a perderli crea un lungo e profondo declino per lItalia. t Umberto Baccini

Ipocondriaci del web


Quando il dottore si chiama Wikipedia
u No dottore, lei si sbaglia sicuramente. Wikipedia sostiene tuttaltro: ho lamiloidosi! I sintomi corrispondono. Siparietto assurdo? Niente affatto. risaputo che Internet sia unenorme miniera dinformazioni a cielo aperto, sorvegliata da pochi guardiani e protetta da recinti incompleti e facili da scavalcare; accessibile da qualsiasi computer o smartphone. In un click si pu recuperare una valanga di dati sulle pi disparate questioni. Comprese quelle a carattere medico. Nellera dei media digitali, blogs, forum e portali si sono sostituiti alle ingombranti enciclopedie a volumi che raccolgono dettagliate descrizioni di sintomi, malattie, procedure, cure e rimedi assortiti. Cos, sempre pi di frequente, capita che nonostante i disclaimer e gli avvisi: questo strumento non pu sostituirsi al parere del tuo medico i pazienti, senza le conoscenze adeguate, pratichino lautodiagnosi. Perch semplice e non costa nulla. I risultati sono spesso disastrosi. Alcuni malati venlume descriveva anche la brutale cura: un esorcismo a base di ripetuti impacchi di acqua bollente sulla zona genitale, che avrebbe dovuto scacciare il sortilegio di una strega. Lunico effetto del trattamento fai-da-te per stato una parziale necrosi dellorgano sessuale, che ha costretto i chirurghi alla poco simpatica amputazione di una parte del pene. Consultare blogs o forum medici per informarsi su sintomi, patologie e rimedi non sbagliato. Dissipare quella cortina dincertezza che avviluppa alcune malattie, aiuta a comprendere. Limportante avere sempre un occhio critico, tenendo bene a mente che i dati raccolti potrebbero essere del tutto incorretti. E ricordare che, nel dubbio, sempre meglio rivolgersi al medico curante o al farmacista di fiducia, che potranno dare un consiglio serio e professionale. Svariati anni di studi universitari e approfondite specializzazioni, serviranno pur a qualcosa, no? t Luca Bortone

gono persuasi da ci che hanno letto al punto da litigare ferocemente con il proprio medico, reo di avere diagnosticato loro una malattia diversa (e meno rara!). O, peggio ancora, decidono di curarsi da soli, somministrandosi farmaci dubbi e applicando procedure raccomandate da altri internauti o sedicenti esperti in materia. Con gravi conseguenze. Eclatante il caso del sessantacinquenne affetto da una banale (e facilmente curabile) uretrite che, consultando una copia del manuale dellInquisizione redatto nel medioevo si autodiagnosticato il malocchio. Lo stesso vo-

Classici in pillole
Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray
u Sono geloso di tutto ci la cui bellezza non muore. Sono geloso del ritratto che hai dipinto. Perch dovrebbe conservare quello che io devo perdere? Con queste parole il giovane Dorian Gray, protagonista del celebre romanzo di Oscar Wilde ambientato nella Londra del XIX secolo, esprime ci che prova nellosservare il quadro che lo imita alla perfezione. Realizzato dal pittore e amico Basil Hallward, il ritratto riproduce cos fedelmente i bei lineamenti del ragazzo, che Dorian inizier addirittura ad invidiarlo, desiderando di poter possedere eternamente la giovinezza a spese dellopera, che invecchier al suo posto. Libero dalla consapevolezza di dover un giorno perdere la sua bellezza, il giovane si abbandoner completamente ai piaceri della vita, perdendo inevitabilmente la sua innocenza e conducendo unesistenza allinsegna dellegoismo e dellinsensibilit. Ma il quadro, oltre a portare il peso dei suoi anni, si macchier anche di tutte le sue colpe, ricordandogli costantemente la sua decadenza morale e diventando linsopportabile emblema della sua anima corrotta. Apparso per la prima volta come volume a s stante nel 1891, Il ritratto di Dorian Gray, inizialmente poco apprezzato dalla critica del tempo per i temi affrontati in aperto conflitto con i principi del moralismo vittoriano, deve il suo successo al facile instaurarsi di un rapporto con il lettore che, succube di una societ che incita a godere della propria fugace giovinezza, riesce a identificarsi nella vicenda. Manuela Lancuba (O. WILDE, Il ritratto di Dorian Gray, Mondadori, 1999, Milano)

Il telefonino e la tua vita


u Non c niente di pi bello che passare le vacanze e le festivit come il Natale con la propria famiglia e con chi si ama. Ci si sente sempre a casa, circondati da amore, amicizia e fratellanza. Questanno, come anche in passato, Vodafone ha saputo trasmettere al proprio pubblico queste emozioni, non solo durante queste ultime settimane, ma ogni singolo giorno del 2011. Con i suoi spot teneri e talvolta commoventi, ha saputo dialogare con spettatori di ogni et, bambini, ragazzi, adulti e anziani, facendoci sorridere e divertire. Si tratta di scene di vita quotidiana raccontate con affetto, che coinvolgono persone diverse con stili di vita differenti, ma tutte bisognose delle stesse emozioni, quelle pi profonde, quelle capaci di scaldare il cuore. Vodafone You e Le cose pi belle si fanno in due sono due campa-

gne, entrambe declinate in diverse versioni, che raccontano unItalia tenera e semplice: un bambino che pasticcia i muri di casa; due personaggi non pi giovani che si divertono assieme come fossero ancora ragazzini; unamicizia vera tra i banchi di scuola; una dimostrazione di amore alluscita della metropolitana. Tutti gli spot si caratterizzano per colori chiari e luminosi, capaci di favorire sensibilmente la percezione di sentimenti positivi e gioviali. Anche la scelta della musica, come Whatever degli Oasis, gi usa-

ta in precedenza, riesce a trasmettere emozioni piacevoli e una sensazione di tranquillit.Vodafone fa leva sui sentimenti pi profondi che commuovono lanimo umano, facendoci riflettere sui nostri affetti e riconoscere la loro importanza, senza mai mancare di enfatizzare il piacere della condivisione e, ovviamente, della comunicazione. Le campagne sono state entrambe firmate 1861united, casa di produzione Filmmaster, per la regia di D. Rosenfeld. t Arianna Fareri

Quando il vinile si trasform in CD...


Laccordo tra i colossi Philips e Sony decise la sorte del 33 giri
u Anni 60, pieno boom discografico, grandi artisti appaiono sulla scena musicale diffondendo i loro brani su un supporto audio quasi magico: il vinile. La puntina segue il microsolco, lo stesso scroscio diventa parte del brano. Nascono i DJ, gli addetti al suono sono importanti sia per la radio sia per le industrie cinematografiche e televisive. I costi di produzione sono bassi e le case discografiche grandi e piccole sono aperte alle novit artistiche. Intanto nasce nellindustria cinematografica il compact disc. Lolandese Philips negli anni 70 stava studiando un modo per mettere su disco i film, ma il suo CD non era abbastanza capiente e lidea fu un flop. Cos decise di ripiegare sullindustria musicale. Le ricerche di Philips trapelarono e i giganti dellindustria elettronica giapponese, tra cui Sony, non rimasero a guardare. Philips bruci sul tempo la concorrenza e nel 1978 dichiar luscita del CD, trovandosi in una situazione di vantaggio rispetto alla concorrenza e vantando lappoggio della casa discografica Polygram di cui era proprietaria. Nello stesso tempo voleva evitare lo scontro diretto con Sony che avrebbe sbarrato limportante mercato nipponico disponendo di lettori tecnologicamente superiori. La battaglia si concluse nel 79 con un accordo: Sony rinunciava a perfezionare il proprio CD e si impegnava a risolvere alcuni problemi dei lettori di cui avrebbe condiviso il copyright, mentre lolandese deteneva il copyright sul software. Larrivo del CD negli anni 80 avvenne in un periodo in cui le vendite dei dischi avevano perso vigore e le case discografiche si erano concentrate sulla vendita degli LP pi costosi. Il nuovo supporto per dava la possibilit di ripubblicare massicciamente brani esistenti per rimediare alla mancanza di nuove hit, ma i costi di conversione elevati costituivano un problema e si crearono grandi monopoli che costrinsero le piccole case indipendenti a chiudere battenti. Il successo del CD non sarebbe stato possibile senza lappoggio delle grandi major, infatti fino al 1985 le vendite dei CD non infastidivano quelle del vinile che continuava ad essere in voga. Il problema dei produttori era spodestare il disco nero e rimpiazzarlo con il dischetto metallizzato. La sostituzione di formato non avvenne per una scelta dei consumatori, ma per un preciso intento dei produttori. Philips e Sony decisero di optare per leliminazione del vecchio formato iniziando delle operazioni commerciali mediante lindustria musicale e, grazie allabbassamento dei prezzi del lettore CD tra il 1985 e il 1988, le vendite dei CD passarono da 61 a 400 milioni di pezzi (un aumento del 555%). Il nuovo supporto inizialmente non adempiva alle aspettative e consumatori ed artisti ne rimasero delusi, motivo per cui molti artisti pubblicano ancora su LP. Il vinile per uscito vittorioso dal complotto delle major, ora un prodotto vintage per un pubblico di nicchia, raffinato e nostalgico. Il CD ha unottima qualit, ma la causa madre della pirateria che oggi le major cercano di combattere dopo averla creata. t

Enza Di Santo

Tra privacy e scoop


I VIP e leterna guerra con i paparazzi
u Brillano sui red carpet di Hollywood e del mondo, sono stelle del cinema, della musica, della televisione, della letteratura, sono Very Important Person e la loro vita sotto gli occhi di tutti i lettori dei tabloid. Penna in una mano, macchina fotografica nellaltra, plotoni di giornalisti sono costantemente in agguato per accaparrarsi lesclusiva del giorno in nome dellinformazione. Quel che conta essere i primi a fiutare lo scoop ed essere abili a trasformarlo in una notizia di gossip (foto paparazzata compresa) fresca di stampa. Ma se da un lato il giornalista persegue la libert di espressione e di manifestazione del pensiero tramite il diritto di cronaca, dallaltro lato, i VIP, cos come tutti gli esseri umani, hanno il diritto alla vita privata e famigliare. Non tutto quel che viene scritto e pubblicato dai tabloid pu giovare allimmagine delle celebrit, anzi, molto spesso succede il contrario e le denunce
non mancano. Ma come direbbe Oscar Wilde: non importa che se ne parli bene o male, limportante che se ne parli. S, certo, ma il confine tra il diritto alla cronaca e il diritto alla privacy pi sottile di quanto si possa immaginare. I giornalisti tendono ad abusare dei propri diritti a scapito di quelli delle celebrit, dimenticandosi che c un limite a tutto. Come recita il proverbio: Il gioco bello quando dura poco, o almeno finch non si perde il lavoro perch chiude il giornale. successo al britannico News of the World che ha cessato di esistere lo scorso 10 luglio dopo 168 anni di notizie, sempre in prima linea Almeno fino a quando le attivit illegali commesse dai giornalisti per spiare i VIP tra cui una probabile corruzione degli agenti di polizia per avere informazioni strettamente riservate hanno fatto scoppiare lo scandalo che ha dato vita ad uninchiesta sui crimini dei media britannici. La stampa svolge un controllo essenziale su tutti gli aspetti della vita pubblica. Al centro di questa inchiesta, pertanto, vi sar una questione molto semplice: chi controlla i controllori?. Questa la domanda che si pone Lord Brian Leveson, giudice a capo dellindagine istituita dal premier David Cameron, che verr assistito nel suo lavoro da sei esperti dei media. Lintento di far luce sui fatti e misfatti dei giornalisti, percorrendo il confine sottile tra il diritto di cronaca e il diritto alla privacy. Ovviamente i testimonichiave saranno proprio i VIP spiati dai tabloid britannici. La questione, per, tocca anche i media internazionali: il controllo delle informazioni una tematica che scotta e che turba non pochi. Forse bisognerebbe ridefinire i criteri di notiziabilit e ripassare i codici deontologici, forse basterebbe, forse no. Chiss. t Nadia Lischer

Il caso Scientology
Nuove forme religiose al passo con i tempi
u Il nome di Ron Hubbard non dir nulla a molti di voi, sicuramente per conoscerete ci che ha inventato, almeno per sentito dire. Si chiama Scientology, una religione che annovera tra i suoi esponenti personaggi famosi come Tom Cruise e John Travolta. Il Credo di Scientology si basa principalmente sui diritti inalienabili accordati alluomo: tutti gli uomini sono stati creati con gli stessi diritti e possono professare qualsiasi religione. Hanno il diritto alla propria difesa, di pensare, parlare e scrivere liberamente le proprie opinioni. Tra gli altri, ovviamente, c anche il principio per il quale tutti gli uomini hanno il diritto di concepire, scegliere, assistere o sostenere le proprie organizzazioni, le proprie chiese e i propri governi. Il messaggio che manda scientology alla comunit, in breve, quello di scoprire le infinite potenzialit nascoste nelluomo e risvegliarle tramite una lunga sequenza di riti.Un veloce quadro del personaggio Ron Hubbard: scrittore di
fantascienza, 3 mogli e 7 figli, arruolato in Marina, ma cacciato per essersi inimicato troppe persone, indagato per truffa e successivamente ritiratosi a vita privata fino alla sua morte nel 1986. Ciarlatano, a detta di molti, ma sicuramente molto furbo. Certo, perch costruire un filone di pensiero cos resistente, ma soprattutto redditizio, e riuscire a tenerlo in piedi dal 1954 ad oggi non da tutti. A mio avviso, Scientology appare pi come una setta. Non ha alcuna figura di riferimento, tranne il suo creatore. incentrata su di s e sul ritrovamento della propria anima, o meglio del thetan che alberga dentro ognuno di noi. quindi necessario tirarlo fuori, e una volta fatto... il cieco vede di nuovo, lo storpio cammina, lammalato guarisce, il pazzo diventa sano di mente, e chi non ha disturbi mentali ha la possibilit di migliorarsi (What to audit, Ron Hubbard, 1952). Grazie Ron, ma come si fa a compiere il miracolo? Pagando, ovviamente. Perch Scientology ti chiede tanti soldi, tanto da essere definita la religione pi costosa del mondo. Gli adepti devono munirsi di videocassette, libri, dvd e quantaltro, oltre che partecipare a sedute periodiche obbligatorie. Tutte queste nozioni hanno un costo stimato attorno ai 25.000 dollari, nel caso in cui ci si accontenti di uno stato dignitoso di benessere, fino ad arrivare ai 250.000, che quasi donano poteri magici. Ed cos che, adepto dopo adepto, Scientology diventa una multinazionale in grado di rendere il suo creatore un milionario e i suoi fedeli un branco di indebitati che continuano a credere ciecamente nei princpi di Scientology perch rinforzati continuamente dai racconti di esperienze altrui. E poi c ancora chi ha il coraggio di dire che viviamo in un mondo troppo razionale, dove nessuno capace di credere ai sogni. Il problema forse un altro: non si sogna pi, ma quando lo si fa lo si spaccia per religione. t Lara Pasquarelli

Secondo vincitore del Club del libro: Finale di Partita, Samuel Beckett
u Umberto Baccini Per raccontare unopera di Beckett, si dovrebbe partire da un aneddoto della sua vita privata. stato lunico premiato da un Nobel era lanno 1969 a non essersi presentato per ritirare lonorificenza, pur essendo in vita. Questa assenza, la pi celebre delle sue opere nellopinione pubblica. LAssenza, il filo rosso che collega i suoi lavori ed il suo pensiero. Essendo impossibile descrivere unopera in cui non accade nulla, e i personaggi non fanno alcunch, non resta che giustificare il consiglio di lettura raccontando il senso di questo brano. Finale di partita un bilico. Si resta sospesi nel disegno dellautore, a partire dal titolo. Non chiaro che sia un finale. Non si sa di quale partita. Finale di partita rappresenta nel lessico tecnico la parte conclusiva di una sfida a scacchi. Questa non si sa da chi sia giocata, ne contro chi. Non si sa se sia una vittoria o una sconfitta la conclusione. Sembra tutto gi perso in partenza, eppure si continua a giocare. Lo chiamano teatro dellassurdo i critici, di assurdo c che lo chiamino teatro: le opere dellautore irlandese sono un punto di rottura nella lunga storia della cultura europea, capaci di riappropriarsi di una portata universale, in cui il significato ed il significante si compenetrano ridefinendosi. Quella raccontata non sembra neppure essere una vicenda. una storia senza inizio, senza fine, che si replica costantemente allinterno di unattesa, di qualcosa che forse gi accaduto, o che forse non accadr mai; I due personaggi principali Clov ed Hamm , uno infermo su una carrozzina, laltro afflitto da una grave difficolt nella deambulazione, sembrano sospesi in un frammento di tempo perso tra il troppo presto ed il troppo tardi. Impossibilitati a fuggire dalla condizione nella quale lautore li colloca, senza speranze a cui aggrapparsi, si abbandonano alle parole. Entrambi parlano dellinsostenibilit della loro condizione, del loro essere in quella stanza, tra quelle mura, eppure entrambi restano. Borbottii, litigi, accenni di fughe non compiute. La collocazione spazio temporale non chiara. Mancano riferimenti, e ci che c fuori si pu scorgere solo su una scala, altissima, dalla quale guardare il cielo anonimo dietro il vetro di una delle due finestre descritte nel brano. Ma il fuori non importa, perch tutto il Mondo, la Vita, le Cose, il Giorno e la Notte, sono dentro, racchiuse nelle parole dei protagonisti, nel senso di assenza che resta. Essere, malgrado tutto; il senso che rimane da questa pice, che insieme ad unaltra opera per il teatro di Beckett, Aspettando Godot il testo sacro dellUomo Senza Tutto e post tutto, nella sua infantile purezza, nella sua dannata consapevolezza. La vita testimoniata dalle parole che spaccano il silenzio, che idealmente continua al di l della quarta parete teatrale, nel bianco della pagina, e fuori dal libro stesso. lUomo di Beckett. Sopravvissuto a se stesso, fuori dalla Storia e dal tempo, senza un passato n futuro. Linesorabile Assenza resta tuttintorno al racconto, che illumina, come un faro il palco dove si muove lUomo Senza Tutto. Nudo, vuoto, perso, vivo. t

Le note dell Ed Sullivan Show


La musica in TV allepoca dei Beatles e di Elvis
u Quando Mtv nel 1981 trasmise per la prima volta un video musicale lo si giudic come qualcosa di estremamente rivoluzionario ed innovativo. In realt la musica trasmessa via etere era presente nelle case degli americani gi da ben quattro decenni, sin da quando il programma televisivo Ed Sullivan Show inizi la sua programmazione abituale la domenica durante la fascia oraria 8PM9PM sul canale CBS. Bench il format fosse diverso da quello proposto dal canale giovane musicale nato negli anni 80, lEd Sullivan Show perseguiva il medesimo obiettivo, ovvero quello di proporre nuovi artisti, musicisti ed attori al pubblico. Il famoso programma fu ideato e presentato da Ed Sullivan dal 1948 fino alla sua chiusura nel 1971; durante questo ventennio numerosi artisti, specialmente del campo della musica, hanno visto accrescere la loro popolarit grazie alle esibizioni su quel palco dello studio di New York. Negli studios era presente anche un folto pubblico di fan, ai quali veniva data la possibilit di vedere dal vivo i loro idoli, e anche, perch no, di apparire in un programma televisivo. Ed Sullivan si ispir ai vaudville, un genere di
spettacolo teatrale di intrattenimento molto popolare negli anni precedenti al programma, dove numerosi artisti si esibivano dal vivo in diverse specialit. Sullivan riprese lidea e la traspose per la televisione, come segno di adattamento ai cambiamenti della societ. Il suo programma venne da subito ben accolto dal pubblico, e continu su questa scia per tutta la durata della sua produzione, tanto da aggiudicarsi il 15. posto nella classifica di TV Guide dei migliori programmi televisivi di sempre. La fortuna del programma per la fecero i suoi ospiti, da Elvis Presely ai The Beatles fino ai The Doors. Le loro performances rimasero scritte nella storia per diversi motivi. Lepisodio pi conosciuto la prima esibizione di Elvis, nel 1956, quando durante la prima canzone, Hound dog, inizi a ballare ondeggiando quel bacino che scandalizz mezza America, tanto che il cameraman che lo stava riprendendo fu costretto ad alzare linquadratura per tagliare via quella parte del corpo che cos in movimento veniva considerata estremamente sconcia ed inappropriata. Altre esibizioni famose furono quelle dei The Beatles, che durante la met degli anni 60 sta-

lAngolo
Neve
Una bella donna, superba e quasi austera guarda dalla finestra del suo appartamento al terzo piano. La neve caduta copiosa e ha ricoperto tutto quanto. Il marciapiede di fronte, a causa del passaggio continuo degli spazzaneve, si riempito di neve sporca e bagnata. Un signore sulla quarantina sta spalando per liberare laccesso. Eccolo di nuovo; non rinuncer tanto facilmente. Devessere un uomo molto cocciuto, intrigante, al quale piace fare bella figura. Ha cambiato i pantaloni, si vede che quelli di velluto nero che indossava stamattina non erano abbastanza pesanti, oppure si sono bagnati. Poverino sta arrivando ancora uno spazzaneve, gli render inutile tutto il lavoro. Ecco, infatti, ancora un mucchio di neve sul marciapiede davanti alla sua macchina. Una gran bella macchina, nera, sportiva, con quelle due righe sul cofano che gli danno unaria da pilota professionista. proprio un belluomo, con quella barba un poco arruffata. Col vigore con cui colpisce la neve misto acqua si capisce che deve essere uno sportivo, un giocatore di calcio magari. Sicuramente sua moglie allinterno del suo appartamento lo sta aspettando con un bel the caldo, i biscotti di Natale e un abbraccio pieno di amore e speranza che solo una moglie innamorata sa dare. Eccolo di nuovo, un altro spazzaneve. Pensavo quasi non passasse pi. Con questi pantaloni risulto pi serio; un vero uomo. Ma mi star ancora guardando? Si eccola, crede di nascondersi dietro le tende ma tiene la luce accesa e la vedo benissimo, o almeno, la sua sagoma. Ora che ho della neve nuova potr restare fuori un po di pi. una fortuna che quelli del 3C siano andati in vacanza, cos posso liberare la loro macchina dalla neve, anche se quelle due righe bianche potevano risparmiarsele. Devo trovare il modo di fare bella figura, proviamo a dare colpi vigorosi alla neve: che fatica, magari da domani mi iscrivo ad una palestra. Non ho mai fatto niente nella vita di cos sportivo come oggi; si sente! Ho quasi finito, mancano solo due o tre palate e mi toccher rientrare nel mio appartamento freddo e buio. Il the finito da un po e i biscotti, beh meglio non toccarli: quel verdino attorno alla marmellata non preannuncia nulla di buono. Cosa star facendo ora? Sta leggendo? No, sembra concentrata su qualche cosa di pi piccolo, forse un telefono. Un messaggio ricevuto: Vuoi salire?.

di Amleto

A sinistra: fantastici e rivoluzionari Beatles; a destra: linimitabile Re del Rock, Mr. Elvis Presely.
vano vivendo il loro momento doro negli USA e migliaia di migliaia di ragazzine strillanti li perseguitavano ovunque si spostassero. Ed Sullivan venne proprio colpito da questo fatto, infatti un giorno, recandosi allaeroporto, scorse i Beatles appena atterrati a New York, e la scena che gli apparse agli occhi furono una miriade di ragazzine in prenda ad una folle eccitazione per larrivo dei loro beniamini. Sullivan, ignorando chi fossero, decise cos di invitarli allo show prevendendo un successo assicurato. Attorno alle esibizioni dei The Beatles gira anche la leggenda metropolitana che, durante le loro performances, in tutti gli Stati Uniti ci fosse un crollo dei crimini. Notizia infondata e falsa, utilizzata dai giornali come tattica di marketing per dimostrare lincredibile popolarit dei Fab Four. Oggi dellEd Sullivan Show rimangono solo alcuni video di famose esibizioni e il teatro da dove trasmettevano, a New York. Purtroppo lo show non molto conosciuto nel vecchio continente, anche perch fu trasmesso in un periodo in cui la televisione non era un mezzo di comunicazione diffuso in Europa. Nonostante ci il programma rimarr negli annali come una grande piattaforma di lancio per musicisti, tra i quali un grande artista come Elvis Presley, che deve tanto della sua fama alla storica apparizione allEd Sullivan Show. t Julie Moscatelli

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