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Mi chiamo Alnasrawi Alia. Sono nata e


cresciuta in Iraq. Abitavo a Baghdad, ho
lasciato l'Iraq tre anni fa, quando avevo
27 anni. Ho frequentato i miei studi
quando avevo 7 anni fino a 21 anni,
dove ho ottenuto il diploma di com-
mercio nell'Universit di Baghdad.
Ho lavorato presso un ufficio di
comunicazione sempre a Baghdad.
Durante la guerra Iran Iraq mi hanno
spostata durante quella situazione poli-
tica in caserma militare, dove mi hanno
fatto lavorare come segretaria presso il
Generale Hussein Kanel, il cognato del
Presidente Saddam. Nel 1995 il
Generale scappato in Giordania, dove
ha chiesto l'asilo politico con la sua
famiglia. Sei mesi dopo ha deciso di tor-
nare in Iraq. Appena sono arrivati a
Baghdad sono stati uccisi personalmente
dal Presidente Saddam. Dopo questa
storia sono scappata lasciando mio
figlio, marito, parenti, lavoro e il paese.
E cosi non so cosa fare, sono veramente
imbarazzata. E cosi la mia storia. L'Iraq
un bel paese, ci sono 20 milioni di
abitanti, la gente molto buona, un
paese abbastanza ricco. Purtroppo la
guerra ha distrutto tante cose. La gente
soffre e paga tutto. Ma ora con la mia
tristezza cerco di stare un po' bene. Qui
la gente sta bene buona e magnifica. Il
Ticino bellissimo. Ci sono montagne,
laghi e strade tranquillissime. Sto bene
specialmente nel Centro Diurno con voi.
Alia

NDR: Alia solo da 8 mesi in Ticino e sa gi cosi bene l'Italiano

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9/ -.i- :Jii-: .-i:.-, f::i-

cominciato venerd sera con la partita under 21 Italia - Svizzera. I
nostri meritavano un pareggio, ma la gara stata decisa da un certo
Pirlo che ha cosi giustificato la sua fama .
Passiamo poi a sabato sera tra le nazionali maggiori. La Svizzera
partita bene, ma troppo timorosa, senza carattere, senza orgoglio.
Abbiamo subito una sconfitta 2-0 da un'Italia comunque non
trascendentale. Mettiamo pure che mancassero diverse pedine
importanti per infortunio, Murat, Kubic, Marco e altri. Si sapeva gi che
l'Italia ha dei grandi giocatori, vedi Inzaghi, Del Piero, Totti ecc..
Comunque i nostri cugini devono avere un santo in paradiso che li
protegge, perch bene o male vincono sempre.
Adesso guardiamo avanti ... mercoled sera si giocher contro la
Danimarca e speriamo che Dio ce la mandi buona.
Comunque a cancellare la delusione del calcio ci ha pensato Oscar
Camenzind che ha portato a casa la medaglia d'oro, diventando
campione del mondo di ciclismo su strada. Tra raffiche di vento, pioggia
e freddo, ha tagliato in solitaria il traguardo di Valkenburg, lasciandosi
alle spalle il favorito della prova, guarda caso, l'italiano Michele Bartoli.



Siamo alle ultime gare autunnali, dopo i mondiali di Walhenburg
(Olanda)vinti dall'elvetico Oscar Camenzind.
Il 14 ottobre c' stata la classica Milano-Torino, ci sono quasi tutti i pi
forti ciclisti del mondo.
Gli svizzeri in questo scorcio di fine stagione sono fortissimi,
Camenzind sfoggia l'arcobaleno di campione del mondo.
Infatti la Milano-Torino dominata dai colori rossocrociati, vince il
campione svizzero del Post Swiss Team Niki Aebersold, tallonato da
uno splendido Camenzind. Poi il giro di Lombardia, dove Oscar
Camenzind taglia vittorioso il traguardo di Bergamo, al terzo posto un
bravo Felice Puttini, quinto Pascal Richard, ottavo Markus Zberg.
Infine domenica c' stata la pedalata popolare del Gianetti-Day.
Partenza da Campione con arrivo ad Isone, paese natale di Mauro
Gianetti.
Anche sul podio di Isone tre svizzeri, Camenzind, Richard, Puttini. C'
poi stata una grande festa per finire in bellezza questo 1998, che ci ha
portato tanta soddisfazioni.




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Le rondini sono emigrate
nei paesi pi caldi,
ma i passeri restano
cos come i corvi.

Guardo dalla finestra
della mia stanzetta;
Cosa vedo?
Vedo molte cose.

Per cominciare
noto che molte
piante sono spoglie
ma il verde spicca ancora.

Vedo un gregge
di pecore
tante di color chiaro
e le altre nere.

Un cagnolino zoppica
poverino chiss
come soffre,
forse il veterinario lo guarir.

Poi nella fattoria
accanto a casa mia
nella notte sono
nati due vitellini di color nero.

La montagna di fronte
tinta di colori autunnali,
dorme gi perch
il sole non c' pi.

Mandingo

L'ameno AROSA


Lsattamente 30 anni orsono io e il mio
inseparabile amico Paul partimmo per l'ancora
sconosciuto illaggio alpino di Arosa.
Lra l'inizio di luglio e la linea erroiaria Retica
B-M, cioe Bellinzona-Mesocco, unzionaa
ancora.
Da Mesocco in poi il iaggio era assicurato
dall'autopostale, che transitaa ancora sul passo
del San Bernardino essendo la amosa galleria
,6600 m, non ancora ultimata .
Piano, piano il postale salia, un po'` stantio
perch, c'erano molte cure, ma noi poteamo
goderci il panorama dai inestrini e respirare
l'aria buona della montagna.
Ora eraamo gia nel Grigione di lingua tedesca
e edendo le abitazioni dei paeselli si intuia
anche una cultura diersa.
Dopo dierso tempo il postale giunse a 1husis,
noto centro per l'incrocio di dierse strade, li
siamo scesi dal postale e siamo saliti sul treno in
direzione della capitale dei Grigioni, Coira.
Lra la prima olta che noi ,io e Paul, edeamo
Coira, che ci apparse bella e linda.
Alla stazione di Coira ci attendea un altro
trenino della Retica che acea serizio nella
tratta Coira-Arosa.
Dopo circa un'ora arriammo alla meta, cioe ad
Arosa.
Cosa andaamo a are cosi gioani e lontano da
casa
Una olta era costume che i ragazzi e ragazze,
nel periodo delle erie scolastiche, andassero a
laorare per alleiare le amiglie che aeano
una bocca in meno da samare!
La prima cosa che mi colpii, ricordo, u la pista
di ghiaccio "Obersee", cosi chiamata per ia
del lago, perch in piena estate si potea
praticare il disco su ghiaccio e il pattinaggio.






Il primo atto che acemmo u di noleggiare una
barca a pedalo e naigammo per un'ora.
Noi abitaamo al "lotel Merkur" e deo dire
che era molto pulito e accogliente, in una stanza
a due letti.
In principio laorao in una bottega molto
grande in cui aeo la mansione di aiuto-
magazziniere e doeo impegnarmi perch non
parlao il tedesco.
Li laorai per circa un mese.
Ora ricordo molto bene un atto, comico,
capitatomi nel magazzino della bottega.
Stao macinando delle nocciole ma erano di piu
quelle che mangiao che quelle che macinao.
L'amico Paul nei primi tempi laoraa al "Post-
lotel", come aiuto-portiere.
linch nel mese di agosto ci siamo ritroati
all"lotel-Merkur", doe eraamo addetti alla
pulizia della cucina e a laare i piatti.
L'ambiente era ottimo ed aeamo le nostre
giornate libere doe ci poteamo diertire
andando a passeggio o a pattinare.
Gia a quel tempo mi interessao di disco su
ghiaccio, quando una domenica ci u una
partita, amicheole, tra l'Arosa e il GC.
L'Arosa era solo in 1.a Diisione, mentre il GC
militaa in LNA.
Lbbene l'Arosa si impose nettamente e inse
per -2 ed io uori di me dalla gioia dientai un
tioso della squadra alpina e ancora oggi
sostengo l'Arosa anche se uori dai grandi
giochi.
Dopo due mesi, io e Paul, rientrammo a casa
con ancora in mente la bellissima estate passata
al nord delle Alpi.


Mandingo



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un pomeriggio d'agosto
abbastanza afoso
io mi incammino
alla ricerca di un po' di
fresco.
La mia meta il fiume,
dove penso che l'acqua
possa darmi sollievo,
il mio incedere
lento ma continuo.

Arrivato sul ponte
fisso lo scorrere dell'acqua,
ora blu ora verde,
mi accendo una sigaretta
e decido di costeggiare
la riva destra
del fiume.

Attraversando la foresta,
colorata di un verde
intenso,
mi rilasso e penso
positivamente.

Ad un tratto sento un
fruscio,
giro repentinamente la testa
dalla parte sinistra e,
con mia sorpresa
scorgo un bellissimo
esemplare di capriola.

Ci siamo fissati
per pochi secondi
oggi negli occhi,
poi lei scomparsa
nella macchia con
dei balzi molto eleganti.
A questo punto dalla
mia bocca usc un
grido spontaneo:
"Dinga, Dinga non
scappare,
non ti faccio del male
ti voglio solo ammirare".
Nel voltarsi notai
che aveva molto latte
perci pensai che
aveva partorito da poco e
stava proteggendo il
piccolo.

Arrivai, poco dopo,
a casa, contento ma triste
nello stesso tempo
pensando che fra
poco comincer la caccia,
spero che la mia
capriola Dinga
si possa salvare e
un giorno rivederla.

Mandingo
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| -J J://: J-:

L'introduzione a questo tema non certo facile. perci ho pensato di
definire la morale dal mio punto di vista. La morale, secondo me, uno
studio, un esame dell'agire umano, del bene e del male. Un uomo viene
ritenuto moralmente a posto quando conforme al buon costume,
all'onest, ecc.
Finita questa breve parentesi di introduzione, vorrei cominciare ad
addentrarmi nel tema vero e proprio, cio come indica il titolo, la moda
delle donne. Perch proprio la moda delle donne? Perch da alcuni anni la
moda delle donne suscita un certo scandalo nella maggior parte delle
persone, soprattutto nei cosiddetti "Matusa". S proprio cos, sono
principalmente gli uomini maturi e seri che, da quando sorta questa moda
femminile, cos licenziosa, si scandalizzano e si domanda: "La moda delle
donne in grado di pervertirci?" Giudicato da un giovane, come me,
naturale che siano proprio gli uomini maturi e seri a non accettare la moda
femminile d'oggi. Il perch molto semplice. L'uomo d'oggi sta diventando
sempre meno sensibile, cio quasi una specie di automa, ma gli uomini
maturi, cio cresciuti in un ambiente diverso, hanno conservato la loro
sensibilit e seriet, che i giovani d'oggi non hanno. Perci, quando vedono
passare per strada una ragazza in minigonna, provano certe tentazioni ed
eccitazioni che la loro morale si rifiuta di accettare ed soprattutto per
questo che condannano la moda femminile d'oggi, cos spregiudicata.
Secondo me, la moda femminile d'oggi, in special modo la minigonna,
viene giudicata troppo severamente dai "matusa".
Per non approvo che una ragazza
porti la minigonna in certe occasioni
(funerali, ecc.). Concludendo,
per me, la moda femminile
d'oggi io l'approvo
se portata con
naturalezza,
senza secondi fini.
La minigonna va
bene se portata da
ragazze o donne,
che hanno un corpo
adatto per questo
abbigliamento,
che mette in
mostra le loro
grazie naturali.
Se i "Matusa"
non vogliono
vederle si attengano
alla custodia degli occhi!
Tanto vero che l'uomo
e la donna nascono nudi!
Mandingo
3
Oggi manca una persona molto importante per me. Ci siamo conosciuti
diversi anni fa in un posto non troppo bello, l'ex ONC, e ci aiutavamo a
vicenda.
Oh, Fiorella, non sai quanto sono stato male quando ho appreso la notizia
del tuo ricovero all'Ospedale di Men-
drisio. Tutti i giorni sei nei miei pensieri e
nelle mie preghiere e prego perch sono si-
curo che piano piano tu possa superare
questi giorni bui, ritornare con noi che
abbiamo molto bisogno di te. Oh
Fiorella, resisti e combatti la perfida
malattia che come sai ha colpito anche me.
Ti ricordi quella volta gi all'Ospedale che
eravamo pazzi furiosi e facevamo
ammattire tutto il personale e noi ne godevamo. Poi quella volta (sempre
al mattino) che eravamo nelle due stanze dei deliri, una in cima e l'altra in
fondo e gridavamo tante cose e ci capivamo lo stesso.
Oh Fiorella non so se legger questo mio scritto alla redazione Perseo,
ma se lo legger mi si vedr forse piangere per la forte emozione.

Mandingo


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C'era una volta una Principessa



La Principessa Lady Diana
nata nel 1961, e purtroppo per
un banale incidente deceduta
a fine agosto del 1997.
stata sepolta nel parco del
Castello della fami-
glia Spencer. Alcuni
giorni prima della
morte aveva dichia-
rato in un'intervista
che soltanto per
amore dei figli risie-
deva in Inghilterra.
Era una gran reli-
giosa, aiutava molto i
poveri, ed era grande
amica di Madre Te-
resa di Calcutta.
Era stata definita "paladina dei
pi deboli", "principessa ri-
belle", "schiava", addirittura
affiancata al Papa per la
grande attenzione per il terzo
mondo.
Il tutto era sempre messo in ri-
salto dai giornalisti.
Sposando il Principe Carlo era
stata travolta da impegni uffi-
ciali, di rappresentanza e mon-
dani che mal si
adattavano alla
sua personalit di
ragazza moderna,
abituata alla sua
libert, alle uscite
in discoteca, alle
amicizie con la
gente normale.
Con il marito in-
fatti non aveva
gusti in comune,
lui appassionato di architet-
tura, arte, pittura e cavalli. Il
31 agosto 1997 morta la
Principessa Diana, colei che ha
portato la pace in Inghilterra.
Buon riposo Diana.

Marcel Gatti


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Conoscere Marcel

Io sono un ragazzo molto generoso mi piace viaggiare molto.
uando sono su un aereo il mio cuore parte e mi sembra di
essere anche io un aereo. Sono un giocherellone mi piacciono le
belle cose. Sono un ragazzo di colore ma sono uguale agli altri. Il
mio sport preferito lo judo. Con i miei genitori vado piu che
sinceramente d'accordo. Mi piacerebbe avere un cane un leone
piccolo ed un gatto. Sono amante della natura delle cose naturali
La mia amica si chiama Carmen e le voglio bene come fosse una
sorella .










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Ciao a tutti,
vi mando una mia poesia" riflessione". Spero vi faccia piacere.
Io sto abbastanza bene e adesso incomincio ad assaporare la mia
libert, anche se devo dire che stata molto dura.. La mia forza di
volont stata grande, ed auguro a tutti voi di arrivare a combattere le
avversit negative e di trovare un po' di serenit e gioia.. Credo
veramente che quando si desidera qualcosa, si riesce ad ottenerla,
appunto, basta crederci. Vi mando tanti saluti e un abbraccio a
Lorenzo.





Quando finisce un amore, incomincia la solitudine, e l'ingratitudine ti
ferisce profondamente.
La paura di vivere alla giornata, sarebbe pi semplice, ma non vero.
Soffri, soffri in un modo incredibile, sempre la solitudine, vuota di
sentimenti.
Vedere al futuro, anche se tua la colpa.
Duro combattere, la rabbia, l'angoscia, la delusione, ti portano dentro
un tunnel,
tocchi il fondo, ogni giorno, ogni notte, sempre pi.
Alla fine, quando credi di uscire da questo brutto incubo, ti mancano le
forze, ma ti senti pi forte, e riemergono i rimorsi e le paure.
Ma non sei pi sola, con te si alleato un meraviglioso amico,
il perdono.

Marilita
-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
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Quasi due mesi or sono ho traslocato da
Bellinzona a Montecarasso. Ho trovato
un appartamento molto grande, dove si
possono tenere animali. Traslocando, ha
automaticamente cambiato casa anche
Cici, il mio canarino. Ero soddisfatta
anche perch attorno al palazzo c' tanto
verde e sotto casa c' un parco giochi e
un campo di calcio. Cosi quando mio
figlio Helmut e mio nipote Manuel
vengono in visita,
hanno di che sfogarsi.
Ma adesso bando alla
ciance! Veniamo al
sodo! Il giorno 29
aprile, guardando
senza particolare
interesse la
televisione, ho visto
uno spot televisivo,
che in quel giorno
speciale mi ha colpito
particolarmente. Era
uno spot sui Brekkies,
un cibo secco per
gatti. Subito mi viene un allarmante flash
nel mio cervello. Ho spento la televisione
e afferrato il telefono tramite il 111 ho
chiesto il numero di telefono del gattile di
Bellinzona. Chiamo poi il gattile e chiedo
alla signora, che mi risponde, se vi un
gattino orfano. Lei mi spiega che ce n'
uno di sei settimane. Poi chiedo ancora se
possibile tenere il gatto con il canarino.
Lei mi risponde che forse per il canarino
ci sarebbe troppo stress. Ho allora riap-
peso il ricevitore delusa, e ho fissato la
parete di fronte a me senza vederla. Per
siccome ho la testa molto dura, telefono a
mia figlia Laura per chiedere se non sia
possibile costruire qualcosa per rialzare
la gabbia di Cici. Lei mi risponde di si,
impegnandosi anche a riferire il problema
a suo marito, che sicuramente entro il
giorno dopo avrebbe costruito qualcosa.
Dopo la telefonata a mia figlia per la
mensola, telefono al gattile e dico alla
signora, la quale si occupa dei gatti, che
sarei arrivata nella prossima mezz'ora. A
quel punto mi viene un idea cio
sistemare la gabbia di Cici nel buffet
della sala, il quale abbastanza alto.
Quindi decisamente prendo la gabbia e la
incastro nel buffet. Cos Cici vedrebbe
solo davanti e non ai lati. Cio
osserverebbe le cose come un cavallo,
perch le ante dell'armadio non si pos-
sono levare. Povero Cici! Saltata in auto
mi dirigo verso il gattile. La signora mi
precede e mi conduce
verso una gabbia dove
contiene due gattini
sparuti. Chiedo quanto
tempo anno e mi risponde
che hanno sei settimane e
che sono due maschi. Per
40 franchi mi offre una
gabbietta per gatti, una
cesta, una scatola di
whiskas e una cassetta con
della sabbia e i due gatti
naturalmente.
Miriam
- fine prime e seconda parte -


1
Ciclismo

Siamo alle ultime gare autunnali, dopo i mondiali di Walhenburg
(Olanda)vinti dall'elvetico Oscar Camenzind.
Il 14 ottobre c' stata la classica Milano-Torino, ci sono quasi tutti i pi forti
ciclisti del mondo.
Gli svizzeri in questo scorcio di fine stagione sono fortissimi, Camenzind
sfoggia l'arcobaleno di campione del mondo.
Infatti la Milano-Torino dominata dai colori rossocrociati, vince il
campione svizzero del Post Swiss TeamNiki Aebersold, tallonato da uno
splendido Camenzind. Poi il giro di Lombardia, dove Oscar Camenzind
taglia vittorioso il traguardo di Bergamo,al terzo posto un bravo Felice
Puttini, quinto Pascal Richard, ottavo Markus Zberg.
Infine domenica c' stata la pedalata popolare del Gianetti-Day.Partenza
da Campione con arrivo ad Isone, paese natale di Mauro Gianetti.
Anche sul podio di Isone tre svizzeri, Camenzind, Richard,Puttini.C' poi
stata una grande festa per finire in bellezza questo 1998, che ci ha portato
tanta soddisfazioni.

Benito
1
GATTI E CANARINO

2a parte

Dopo la telefonata a mia figlia per la mensola, telefono al gattile e dico alla signora, la
quale si occupa dei gatti, che sarei arrivata nella prossima mezz'ora. A quel punto mi
viene un idea cio sistemare la gabbia di Cici nel buffet della sala, il quale abbastanza
alto. Quindi decisamente prendo la gabbia e la incastro nel buffet. Cosi per Cici vedrebbe
solo davanti e non ai lati. Cio osserverebbe le cose come un cavallo, perch ante
dell'armadio non si possono levare. Povero Cici! saltata in auto mi dirigo verso il gattile.
La signora mi precede e mi conduce verso una gabbia dove contiene due gattini sparuti.
Chiedo quanto tempo anno e mi risponde che hanno sei settimane e che sono due maschi.
Per 40 franchi mi offre una gabbietta per gatti, una cesta, una scatola di whiskas e una
cassetta con della sabbia e i due gatti naturalmente.(Continua).

Miriam
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-continuazione-

Allora, piglio la cassetta, il cestino, la gabbia con due gattini sparuti all'interno e percorro i pochi
chilometri fino a casa mia. Intanto ha cominciato a piovere e i gatti nella gabbia hanno iniziato a
piangere (nel modo dei gatti) e io dico paroline dolci, ma non si calmano. Allora metto un po' di
musica radiofonica, ma i gatti piangono lo stesso.
Comunque, finalmente, alla fine raggiungo casa mia dolce casa. Prendo ceste gabbie, casette e
salgo a deporle nel mio appartamento. Infine prendo la gabbia dei gatti e li faccio salire anche loro
nel mio appartamento! Come escono dalla gabbia si guardano attorno e cominciano a ispezionare
la casa che grande e spaziosa. Io ho gi disposto la cassetta dei bisogni all'inizio della cucina,
come se loro la conoscessero gi la mia casa si dirigono verso la loro "toilette" e fanno i loro
bisogni. Sono contenta, ma allo stesso tempo preoccupata per la notte. Intanto Cic non stato
ancora intercettato dai cari micini, i quali si guardano attorno contenti, direi, di avere cos tanto
spazio. Loro che sono vissuti fino a quel momento in una gabbia. Allora mi viene in mente come
chiamarli. Uno, con delle macchie nere sulla met della testa e pelo nero intercalato di bianco
sulla schiena Chicco. L'altra con la schiena tutta nera e la testa come Chicco lo chiamo Cal.

"Meditando, con nobilt essi assumono le pose di grandi sfingi in fondo a solitudini distese, che in
un sogno senza fine sembrano addormentarsi" di
Charles Baudelaire. Cos inizio con una citazione. I miei gatti hanno adesso 4 mesi non potrei
stare senza di loro. Mi prende abbastanza tempo controllare se hanno acqua e latte pulire e
riempire le ciotole, pulire le lettiere poi dare a loro tantissimo amore. Cici ha paura di Chico e
Calo allora quando lo devo pulire metto i gatti in camera e quando gli devo fare prendere un po'
d'aria in balcone devo fare scendere tutta la tapparella. Chico molto pi affettuoso di Calo infatti
mi si strofina alle caviglie, se sono seduta sul divano egli viene sempre per farsi coccolare, invece
Calo pi prudente nel fare troppo le fusa con me. Chico quello che mangia di pi, Calo molto
pi moderato. Insomma hanno due caratteri diversi, pero io cerco di dare tanto amore anche a
Calo.
Quando vuole i vizietti Calo si sdraia sulla schiena e io gli gratto la pancia. Per ora la sola
effusione che vuole. Pero gi successo che il sopracitato Calo mi lecchi la faccia al mattino
quando io dormo ancora, mi mette i brividi. Quando sento la sua lingua(come carta di vetro)
percorrere la mia pelle.
Chico invece si mette sotto il piumone con me e non la finisce pi di fare il suo ron ron.
Prossimamente andr a visitare il museo del gatto a Basilea. Il museo espone oltre 10.000 oggetti
che hanno tutti come comune denominatore il gatto e chi ha modo di aggirarsi tra questi oggetti
cosi vari (il museo possiede tra l'altro una mummia egizia di gatto che risale a 3.000 anni fa). Ho la
netta sensazione che nessun altro animale domestico abbia mai esercitato il proprio fascino
sull'uomo come il gatto e il suo mondo misterioso. Reiner Maria Rilke ha detto "con un gatto la
vita vale molto di pi".
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|: :: .: |: :: .: |: :: .: |: :: .:
In questa estate infuocata
in capitan Mox mi son trasformata;
solcando mari tra mille avventure
con i lupetti tra le verdi alture,
un campeggio d'allegria abbiam passato
all caccia di tesori che non abbiam trovato .
Ma il tesoro pi bello
stato senza dubbio quello
di vivere in mezzo a natura e bambini
lontano dai grandi e soliti casini .
Un esperienza che vivo ogni anno in modo regolare
anche se si dimostra sempre unica e particolare;
il congedo che noi animatori offriamo
ai piccoli scaut che ogni sabato abitualmente seguiamo,
con l'augurio di trascorrere vacanze in allegria
E ritrovarci a settembre ricchi d'entusiasmo e fantasia.

Mox


|-: |-: |-: |-:
Sei stata poco
con noi, ma
hai lasciato
un ottimo ricordo.
La prima volta
che ti ho visto
eri biondina,
poi in seguito
ti sei fatta nera .
Sempre pronta
al sorriso che
molto aperto
e cosi puoi
sollevare il morale
a chi sta male .
Io mi ricordo
quel giorno che
siamo stati in piscina,
tu mi hai fatto
del bene sostenendo
un discorso che
in quel momento
mi ha rincuorato.
Mi ricorder per
sempre la tua modestia
e le tue guance rosse
e la tua pelle liscia..

Mandingo

13




Abbiamo proprio passato una serata straordinaria, con una sorpresa
preparata tutta per noi dal personale della casa. Entrare in quella sale,
ammirare quei tavoli preparati con tanta cura, fu proprio una grande
sorpresa. Ma quando il profumo della raclette riempi il nostro locale e
il
primo boccone dell'eccellente formaggio combinato con le squisite
patate si lascio degustare fu proprio un grande piacere, una grande
gioia perch non ci gustavamo solo una specialit squisita ma si
godeva di un atmosfera di gente che si vuol bene
Che magnifica serata abbiamo passato gustando
quei sapori un po' esotici, sapori che
si gustano veramente e per quello
si guano con gioia e anche tanta
allegria. Dicevo "esotici"
perch il formaggio
proveniva proprio dal
Canton Vallese,
patria di questa
specialit, e le patate
non erano quelle di
tutti i
giorni, ma anche
esse di prima scelta.
Poi, tra gli squisiti sott'aceto,
le grandi cipolle, magari
provenienti da Berna,
da quel mercato delle cipolle
che i baravi contadini bernesi coltivano
con grande competenza, per i cittadini e per i turisti
La serata poi terminata con un buon caff-grappa e alcuni
cioccolatini.

Pia



3







Una nuova esperienza

Scrivere sensazioni, pensieri ed
emozioni, non sempre facile impresa.
Spesso si lascia scorrere la penna
cercando di stampare su carta quello
che priviamo dentro di noi, come fosse
un disegno della nostra anima o una
foto del nostro cuore, ma n il disegno
pi preciso, n la foto pi nitida,
riusciranno mai a carpire nei minimi
dettagli le particolarit che rendono
unico e magico ci che abbiamo dentro
di noi.
Voglio comunque esprimere ci che ho
vissuto durante le prime settimane di
stage con voi.
Le esperienze di vita che ognuno di voi
mi racconta, sono come raggi di sole
che rischiarano in me pensieri fino ad
ora ricoperti da un grigio alone, cos
perch non chiari, non ben definiti, ma
soprattutto inquinati da pregiudizi e dal
timore del non conosciuto e non vissuto.







Grazie a voi sto imparando a guardare
il mondo in modo olistico, con occhi e
mente pi aperti e pi sensibili a tutto
ci che mi si presenta davanti.
Sicura di poter ricevere ancora molto,
mi auguro con tutto il cuore di potervi
dare in questi pochi mesi qualcosa di
mio che possa in qualche modo aiutarvi.

Monica
-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
3



@o eio i (ioe tgiooe

@ri miei i ereo.
ooo mi embr poibite. m quttro mei pti eoo voi tooo
gi giuogeoo t termioe.
@evo ire ebe t'impegoo riebietomi ut poto i tvoro e
euot ooo ioi((ereote. _goi tre mei. pri per tutto it
ieioo. _io (ioo qeoriio. i embi tuogo i tge. _
ebe ti pieei oppure oo. evi egurti ogoi reprto.
_oootote t piebitri ooo i proprio it mio "pttioo". evo
ire ebe tt uo'eperieox poitiv. t qute mi b permeo i
mptire ette eoooeeoxe oeeerie per t mi (ormxiooe
pro(eioote.
qi eeorgo empre i pi eome it tempo pi vetoeemeote e veo
vvieiori empre i pi it momeoto io eui i retixxer it mio
ogoo oto io pieeot. quetto i iveotre io(ermier pe-
itrie.
er eooetuere vogtio riogrxirvi tutti perebe io t primo
gioroo iete tti tutti geotiti e ipooibiti oei miei eoo(rooti e
pero oeb'io to i tt oei votri.
@uet'rtieoto ooo vuote eere uo tuto 'io. m uo ((et-
tuoo eio e preto?

_ebet
-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
7


La valle Mesolcina ricca di amene e
maestose montagne, da San Vittore a
San Bernardino svettano verso il cielo
pizzi e vette.
Non voglio per parlare di San
Bernardino con i suoi Pan di Zucchero e
Piz Uccello che ormai tutti conoscono.
Ai lati di Roveredo e nella vicina
Calanca vi sono posti che a dir poco
sono stupendi. Vi si organizzano anche
delle feste popolari al di sopra dei 2000
m.
Prendiamo ad esempio la festa del S.
Jorio; (Passo che ci congiunge alla
vicina Italia) ho partecipato tre volte e
I'ultima volta con la Jeep fuori strada
che I'amico Sandro ci ha gentilmente
prestato, abbiamo raggiunto la capanna
del Gesero sopra Roveredo -Laura.
Da qui salendo la strada militare della
"Biscia" abbiamo raggiunto la vetta del
Gesero e
poi in una mezzoretta siamo arrivati al
Passo del S. Jorio.
(ne sanno qualcosa i contrabbandieri
sopravvissuti).







La festa lass stata magnifica oltre
2000 partecipanti, che dopo aver gustato
un buon piatto di polenta hanno intonato
cori al suono delle armoniche.
Era la prima domenica d'agosto del
1997.
Altra festa che si tiene da alcuni anni
la festa dell'alpe "Rossiglion" in Val
Calanca..
Anche qui una strada forestale ci porta
in quota e in un ora circa si raggiunge
l'Alpe, dove dopo aver assistito alla S.
Messa davanti alla fornitissima griglia
gustammo costine e cibi vari.
La compagnia era favolosa, la data
15.8.97.
Poi ci sarebbe tutto un elenco: la festa di
Val Cama per citarne ancora una.
Ma quel che pi colpisce come la
natura ha disposto questi magnifici
luoghi che all'occhio umano sembra di
aver raggiunto il Paradiso.

Remo

15




Come a certi fa paura la solitudine o meglio il
pensiero di trovarsi soli un giorno, senza che ci sia
una persona tra le mura domestiche a cui dire buon
giorno, a cui chiedere cosa facciamo oggi, ecc.
Mi sono ritrovato con persone single della mia et
(classe 1958) e tra molti di queste, siano uomini
che donne affiorata questa paura.
Chi a quarant'anni (donna) non avendo ancora
trovato il compagno della vita si rassegna o quasi
all'idea che il tempo passa e che di figli non potr
pi averne.
Chi (uomo) medita, ora che una certa et l'ha
raggiunta (40 anni) che poteva magari avere
un'attivit di quelle toste, e che una compagna per
la vita, forse poteva averla avuta gi prima.
Parlando con i coetanei single ne scaturito che se
destino, non mai troppo tardi e che quando deve
arrivare, arriva.
Poi rassegnandoci un po' alla nostra futura
solitudine, tra le altre cose ci venuta alla mente la
societ di oggi, che malgrado tutto si impegna,
con gruppi, con riunioni, con centri come il nostro,
a fare in modo che il singolo sia sempre meno solo
e abbandonato a s stesso.
E chiss che un giorno saremo tutti accoppiati e
che da un amore profondo possa nascere una nuova
vita.

Remo


6



@t mio irio
) geooio 998

@ome bo eritto tootte u queto irio. ooo tt proprio
beoiimo ieri eoo voi tt'orome.
_t eoro eoo it brvo e imptieo qreo ettmoti mi b motto
toeet e eotuimt. _pero ebe tro empre beoe per
eootioure queto eoro i (umetti. qreo uo (umettro. b
(tto it tieeo rtitieo @ot e tre ooi uo euot i qitoo
per peeitixxri io (umetti. _r tvor eome oimtore t
retio _eee preo t @tioie iebitrie. _eri pomeriggio
bbimo (tto qui ue ore i teori. ove qreo b prtto.
piegoo. (eeoo ei primi eempi e ripooeoo tte ootre
vrie omoe. tte ":oo mi b poi rieeompgot mi
orett oreox ugoo. qeotre qreo ei piegv te vrie
teeoiebe it oreoxo i reeto tt rexiooe et quotiioo
_egiooe t igoor ue @ttrioo per eomioeire t
eottborxiooe. _ queto uo ttro iotereote impegoo ebe ei
imo prei. _o(tti pubbtieberemo uo ootr pgio ut
quotiioo meoite. _o perootmeote ooo motto eooteot e
oi(tt i quet opportuoit ebe ei vieoe o((ert. _iogrxio
oome i tutti ooi rettori i ereo quete brve perooe ebe ei
oteogooo e oett o((ereox ei (ooo eotire utiti.
_iore





-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
6



V..-. - -.-.-.+- + -+ --::-+ +.-+ .::+ e-.:.+

_ogtie utuooo

@uoo tutto i te mi embrv betto.
quoo tutto i te mi embrv giuto.
quoo i ootte retvo vegti per
repirre it uo repiro.
ooo pevo ebe te mie prote
eivotvoo u i te eome t
pioggi ui vetri.
q oebe or ebe mi eoto eome
uo (ogti utuooo.
mi orpreoo gurrti
eoo gti oeebi ettmore

_it
-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
9




Per me molto importante stare nella
natura. Perci quest'anno mi sono
dedicato di nuovo al mio orto che si
trova su in montagna ed circondato dal
bosco. Il bosco contiene umidit e
favorisce un'ottima vegetazione. L'orto
non cos grande ma per me molto
importante. Io ho bisogno conoscere e
stare nella natura anche perch mi tiene
molto occupato. Cosa trovo di bello
che la natura quando intatta riesce a
rigenerarsi da sola. Quando a volte ci
sono delle malattie o degli insetti nocivi,
allora solo un problema temporaneo
che si risolve da solo, quindi la natura
non ha bisogno di insetticidi e pesticidi.
Anche i fertilizzanti riescono a produrli
da soli. Un fertilizzate il composto e
con le ortiche se ne pu ottenere uno
veramente ottimo.














Mi piace vedere che le piante riescono
ad esprimere ci di cui hanno bisogno.
Dalle foglie si riesce a capire se la
pianta abbastanza nutrita o no. Io ho
sempre cercato di coltivare nel modo pi
naturale possibile. Sarebbe troppo facile
e comodo usare degli insetticidi o dei
concimi artificiali. Anche se con la
chimica si possono ottenere degli ottimi
risultati, io preferiscono pensare nel mio
piccolo al futuro. Dopo che l'Uomo
riuscito a fare cos tanti disastri
ecologici, gli venuto in mente di
risolvere i problemi anche con la
manipolazione genetica. Per me una
follia totale. Quando tutto comincer a
sfuggire al controllo, io spero di non
essere pi su questo pianeta.


Roberto
8
Dal nostro redattore sportivo,
Benito





Erano le 14:25 quando sono arrivato alla palestra delle Scuole
medie per giocare una partita di Unihokey contro i miei colleghi di
Lavoro. Mi sono spaventato quando ho visto tanta gente, il primo a
complimentarmi fu il Loris e poi tutti gli altri dove lavoro io. Gli
operatori si sono scherzosamente arrabbiati perch io non ho
giocato con loro.
La partita iniziata molto bene per noi perch eravamo troppo forti.
Le linee erano equilibrate e pi giocavamo pi segnavamo e loro
stavano indietro nel punteggio. Da segnalare che tutti noi ci siamo
impegnati e fra i migliori si distinto il portiere Teo per le strepitose
parate ma un elogio va anche a tutti gli altri.
I giocatori della Fondazione Diamante erano troppo deboli, ma
avevano alcuni validi giocatori (come Ivan, Fabio, Claudio, che il
mio capo sul posto di lavoro).
Devo dire che per i nostri avversari era la prima vera partita di
Unihokey, ma aspettano solo la rivincita che vorrebbero giocare
prima di Natale.
Ma noi li aspettiamo senza paura.






7
i O

Da alcune settimane andiamo Fiorella, Enrica, Bortolo ed io al
mimo dell'ONC di Mendrisio diretto da Ettore Pellandini. Il
mercoled un giorno speciale. Al mattino c' redazione, poi al
pomeriggio ci sono ginnastica dolce e unihockey. In seguito si
va a Mendrisio per il mimo. Prima del mimo ci viene offerta una
cena. Di solito un piatto freddo, ma me lo gusto moltissimo.
Noi quattro mangiamo nello stesso tavolo con molto appetito. la
mensa dell'ONC il luogo dove mi piace di pi mangiare. Dopo
la cena si inizia a fare il mimo. Il mimo per me qualcosa di
molto interessante. Mi distrae dai problemi e fa molto bene alla
psiche. Sono contento di partecipare al gruppo mimo.

Roberto
8


Noi ci conosciamo gi da tantissimi anni. Siamo cresciuti
insieme. Io ricordo ogni dettaglio di ci che abbiamo fatto
insieme. Abbiamo passato dei bellissimi momenti. Tu sei
sempre stato un tipo particolare: a volte anche un po' strano,
ma buono. Per te la vita era cos semplice. Per te non
esistevano problemi. Ma col tempo, tra una cosa e l'altra, i
problemi si accumularono sempre di pi. E col tempo non
siamo pi riusciti ad affrontarli. In un modo o nell'altro siamo
caduti in un buco molto brutto. E la cosa pi brutta stata che ci
siamo messi in conflitto tra noi due. Un conflitto enorme che
durato tantissimi anni. Un conflitto che non vorrei pi rivivere.
Ma per fortuna con il tempo incominciammo a ritrovarci. Uno pi
debole dell'altro, ma insieme ci siamo rinforzati immediatamente
. Abbiamo superato il nostro grande conflitto. Oggi siamo di
nuovo insieme e nessuno riuscir pi a separarci.
semplicemente bello. Amico ti voglio tanto bene.
Roberto

11

Io, Sabrina, 32 anni, ex
studente di una facolt di
diritto, attualmente in
formazione a Losanna per
diventare un giorno, nemmeno
tanto lontano, assistente
sociale e animatrice socio-cul-
turale, giunta ormai alla fine
del mio stage, vi dico: "Ciao e
arrivederci a presto!" Sembra
cos strano aver trascorso con
voi gi 6 mesi! 6 mesi trascorsi
velocemente. Neanche li ho
visti.
Ho cominciato il mio stage il 1.
settembre 97 presso l'Organiz-
zazione socio psichiatrica can-
tonale fra mille dubbi e esita-
zioni.
La scuola che frequento attual-
mente , l'Ecole d' Etudes
sociales et Pdagogiques di
Losanna prevede che durante
il 2. anno di formazione si
svolga uno stage "lungo"
presso un'istituzione sociale.
Per la scelta del luogo avevo
due possibilit, una delle quali
era appunto il Servizio di socio
terapia della clinica psichiatrica
di Mendrisio, sul quale poi
caduta la mia scelta.
Ho parlato all'inizio di mille
dubbi e esitazioni, eh s ero
subissata di esitazioni. Quante
"cose" avevo sentito dire,
quante "cose"" mi erano state
raccontate sull'Ospedale di
Mendrisio; "cose" strane,
"cose" probabilmente
immaginarie, sicuramente
esagerate e dette cos, tanto
per dire qualcosa.
Comunque e malgrado tutto, io
ho scelto l'OSC, strutturando il
mio stage d'accordo con il mio
formatore pratico Lorenzo, il
50% in Clinica e il 50% al Cen-
tro diurno Andromeda.
E proprio al Centro Diurno An-
dromeda ho incontrato voi, ca-
rissimi amici e colleghi. Mi
permetto di chiamarvi amici
perch il mio stage stato so-
prattutto un viaggio alla vostra
scoperta e alla vostra cono-
scenza; colleghi perch
insieme abbiamo lavorato,
portato avanti dei progetti,
abbiamo discusso, creato e
insieme immaginato nuove
cose I dubbi e le esitazioni
sono scomparsi , lasciando il
posto al grande affetto che ora
provo per voi. Pian piano vi ho
conosciuti ho capito il vostro
immenso bisogno di
comunicare , soprattutto, di
essere ascoltati. Con voi,
carissimi amici, sono stata
bene. L'ho detto a tutti e
ancora lo dir mi mancherete.
Ciao e arrivederci a presto.

Sabrina



Un bravo artigiano del rame


di Teodoro Raveglia




Nella nostra Valle Mesolcina a
Grono, risiede un conosciuto
ramaio e si chiama Gian Luigi
Scagliarini. Lui originariamente
proviene da Tirano in Valtellina
dove nato e cresciuto e poi si
trasfer in Mesolcina. A Grono
ha un proprio atelier dove opera
quotidianamente. Le sue opere
sono conosciute anche oltre i
confini del Grigioni Italiano. A
mio padre ha eseguito un bel
piatto in rame che raffigura la
bella frazione roveredana di San
Giulio con il suo maestoso
campanile in stile romanico e le
sue dimore antiche. L'artista
Scagliarini esegue con maestria
diverse opere per privati e anche
per societ che commemorano i
loro anniversari.















Per imparare la professione di
cesellatore ci vogliono 4 anni di
pratica e di studi. Per lavorare il
rame si adoperano vari attrezzi
tra cui la cesoia, la colata di
catrame per modellare le forme
in rilievo e le varie punte del
cesellatore.
Per pulire il rame si usano
apposite spazzole elettriche e poi
viene lucidato. Per fare i
caratteri delle lettere bisogna
disegnarli all'incontrario, poi
con il punteruolo dare la forma
esatta in rilievo con il martello.
Per ulteriori spiegazioni l'artista
e amico Scagliarini si pu
contattare al seguente numero
telefonico 827.17.82 a Grono.
13
Una eccezionale vacanza in Alsazia
di Teodoro Raveglia.

Introduzione



Abbiamo partecipato in dodici e
siamo: Flavia, Vittoria, Fiorella,
Myriam, Teodoro, Effisio, Benito,
Bortolo, Floriano e i nostri
accompagnatori dr. Bazeghy,
Lorenzo e Antonella.
Siamo partiti alle ore l0 45 da
Bellinzona col pulmino del
servizio di socioterapia di
Mendrisio guidato dal nostro
animatore Lorenzo,
Era una bella giornata soleggiata
e come prima tappa ci siamo
fermati al mitico passo del San
Gottardo. C'erano molte
macchine posteggiate e frotte di
turisti. Per il pranzo abbiamo
fatto sosta nell'area autostradale
di Schattdorf nel Canton Uri.
Ultima fermata in terra elvetica a
Basilea per un breve rinfresco.
Abbiamo proseguito oltre
frontiera per un tratto di strada in
Germania e poi siamo entrati in
Francia nell'Alsazia e siamo
arrivati alla periferia di
Strasburgo al nostro Etap Hotel.
Qui ci siamo rinfrescati prima
della cena. Per cenare ci siamo
recati nel centro di Strasburgo in
una antica trattoria con travature
in legno finemente intagliate.




Le vie del centro cittadino erano
molto animate. La Cattedrale di
Notre Dame, imponente struttura
gotica, era illuminata.
Nei giorni successivi abbiamo
visitato dei musei, i castelli e
ruderi di antiche rovine, la strada
dei vini, graziosi villaggi alsaziani
e strade boschive dei Vosgi.
Abbiamo visitato a Strasburgo la
"Petite France" e a Colmar la
"Petite Venise".
Prossimamente descriver in
dettaglio quello che abbiamo
visitato in Alsazia.
A nome di tutti ringrazio Lorenzo,
Antonella e il Dott. Bazeghy per
l'ottima riuscita delle vacanze.

-Fine prima parte -
(continua)
16


Quando andavo nelle scuole
primarie era nostra abitudine
collezionare fra i nostri compa-
gni il libro dei ricordi, che pas-
sandolo da amici disegnavano
i bei motivi del disegno libero.
Anche le foto erano molto gra-
dite e i disegni brutti venivano
scartati. In quel periodo della
mia vita avevo molta fantasia e
una fervida immaginazione.
Accanto presento l'album dei
ricordi dei miei compagni di
banco e di classe, ma anche i
miei fratelli e le mie sorelle
hanno collaborato a decorare
con dei loro disegni. Mi ricordo
che quando andavo in questa
classe, un mio quaderno di sto-
ria ben tenuto e ben illustrato
fu tenuto in ricordo della mia
maestra Sandra. Conservare
fino ai nostri giorni l'album
significa per me un caro
ricordo del passato. Una frase
che non ho dimenticato e che
scritta nell'album dei ricordi
questa: "Cadran le rose e
cadran le spine ma il ricordo di
te non avr mai fine". Alcuni
dei miei compagni hanno fatto
molta strada nella loro vita e
nella loro professione ,nella
nostra societ odierna. Alcuni
sono deceduti ma nel mio
cuore non li ho dimenticati.

Teo
16


Quando andavo nelle scuole
primarie era nostra abitudine
collezionare fra i nostri compa-
gni il libro dei ricordi, che pas-
sandolo da amici disegnavano
i bei motivi del disegno libero.
Anche le foto erano molto gra-
dite e i disegni brutti venivano
scartati. In quel periodo della
mia vita avevo molta fantasia e
una fervida immaginazione.
Accanto presento l'album dei
ricordi dei miei compagni di
banco e di classe, ma anche i
miei fratelli e le mie sorelle
hanno collaborato a decorare
con dei loro disegni. Mi ricordo
che quando andavo in questa
classe, un mio quaderno di sto-
ria ben tenuto e ben illustrato
fu tenuto in ricordo della mia
maestra Sandra. Conservare
fino ai nostri giorni l'album
significa per me un caro
ricordo del passato. Una frase
che non ho dimenticato e che
scritta nell'album dei ricordi
questa: "Cadran le rose e
cadran le spine ma il ricordo di
te non avr mai fine". Alcuni
dei miei compagni hanno fatto
molta strada nella loro vita e
nella loro professione ,nella
nostra societ odierna. Alcuni
sono deceduti ma nel mio
cuore non li ho dimenticati.

Teo

4




Il paese di Roveredo in dialetto viene
chiamato Ror, il nome deriva dalla
quercia. Se n trovano molt nei boschi
del paese. Il nome in dialetto ha dato il
proprio marchioa una rinomata citt
roveredana di confezioni di uniformi,
per societ di corali, di bande musicali..
Questa fabbrica da lavoro a molte
persone del paese e della valle
Mesolcina. Il nostro borgo ha diverse
frazioni e in ognuna di esse vi il
proprio soprannome per i personaggi
che ci abitano. La frazione che ha pi
soprannomi quella di San Giulio che
anche la pi vecchia del borgo. Cito un
paio di soprannomi dei personaggi di
questa frazione: come el "Cilici", el
"Mici" el "Penoia" el "Satellite" ecc. e
sono soprattutto in dialetto.
Nella mia frazione di "Belec" non sono
particolari soprannomi alle persone.
Quando andavo a scuola a Roveredo
nelle primarie, mi ricordo di un vicino
di banco che piangeva quando la
maestra lo sgridava e veniva
denominato "el fontanela" dalle lacrime
che scendevano dal suo volto.
Anche in altri luoghi della svizzera
italiana ci sono altri soprannomi a
persone e frazioni pi conosciuti e
questo sinonimo della nostra cultura
latina- Non tutti questi nomi sono per
offendere le persone questo per
giustificarci nella nostra societ
odierna.

Teo
N.d.R. Al tempo dei tempi nelle valli esistevano molte famiglie con lo stesso cognome. In caso di
bisogno di nominarle, le stesse venivano spesso confuse. Ai vari rami della famiglia veniva cos
dato un soprannome che ancora oggi viene tramandato da padre in figlio. Il soprannome
proveniva da un particolare attributo o da avvenimenti accaduti in quel ramo della famiglia, ecc.
Ci accade molto spesso ancora nelle valli cosiddette chiuse quale la Valle Maggia e la Valle
Verzasca.
11

Quando ero un fanciullo, mi ricordo di
avere trovato, in estate, su un sentiero
che dal monte di Laura portava al
monte di Rodas, una banconota da 50.-
franchi. Ai miei zii e ai nonni non
raccontai subito della mia scoperta, per
me quella somma era
enorme. Poi durante la
giornata ci ripensai e lo
dissi a mio nonno Pio. Il
nonno mi disse che era me-
glio parlarne agli altri
gitanti del monte sempre
per mantenendo il dovuto
riserbo. Quale ultima
decisione mio nonno decise
di dare la somma trovata
alla gendarmeria di Ro-
veredo e poi trascorso un
anno non avendo trovato il
proprietario mi ritornarono
la somma. Col nuovo anno
incominciarono i corsi di
nuoto alla nuova piscina di
Roveredo e con i 50.-
franchi mi pagai il corso di
nuoto per principianti. Un
altro episodio accadde
parecchio tempo prima
nella casa di mio nonno Pio
e precisamente in giardino
dove durante la primavera
lo zio Arnaldo aveva
lasciato il suo anello d'oro
sul muro dell'entrata della
casa, perch doveva
scavare l'orto. Anch'io ero
in giardino e la vista di
quell'anello mi aveva
incuriosito, poi lo raccolsi
senza dargli importanza,
ma dopo mi accorsi di
averlo perduto in giardino.
Quando mio zio Arnaldo lo
seppe era molto indignato e
mi disse di guardare ancora dappertutto
ovunque nel giardino. Non riuscivo a
trovarlo, ero molto in pensiero. Poi per
un caso fortunato 15 anni dopo mio zio
Arnaldo lo ritrov nell'orto mentre
faceva la semina delle verdure. La terza
storia riguarda il mio nuovo orologio
(un Tissot di marca che mi avevano
regalato per la cresima. Ero andato al
fiume Traversagna da solo per rin-
frescarmi, quando decisi di levarmi dal
polso l'orologio e lo misi sulla roccia
del torrente. Improvvisamente l'orologio
cadde in acqua e pensavo che la
corrente l'avesse portato via lontano.
Un'anziana signora passava di l e le
raccontai l'accaduto; lei mi aiut a
cercarlo senza trovarlo poi chiam due
ragazzi, Antonio e Piero che
passeggiavano l vicino. Antonio mi
disse che l'orologio non poteva trovarsi
lontano, e infatti aveva avuto ragione!
l'orologio si trovava sul fondo del
torrente ancora intero senza neppure un
graffio



Teo Raveglia






Non seguo soltanto il calcio estero ed il calcio
nazionale, ma anche il calcio minore. Come
bellinzonese seguo la mia squadra del cuore, quella
granata, che fa parte del gruppo 3 di prima lega.
Sabato sera mi sono recato al Comunale per assistere
alla partita contro il Muri.
L'allenatore degli ospiti ha messo in campo una
squadra bene impostata in difesa.
Ciononostante il Bellinzona ha costruito numerose
palle-gol purtroppo sciupate.
finita "1-1". La rete granata porta la firma di
Lustrinelli. Alla partita hanno assistito 500 spettatori,
troppo pochi per sostenere i giocatori.
Comunque sia forza Granata.


Benito.(un
supertifoso)



1
Nella campagna di San Vittore c' stato
un incontro nella cappella di Santa
Croce, per celebrare il rito protestante
del battesimo del piccolo Thimoty che
risiede a Saas in Prttigau, e figlio di
mio cugino Pietro e Priska originari di
questa regione grigionese di lingua
tedesca dove si parla il dialetto dei
Walser.
Numerose erano le persone presenti al
battesimo di Thimoty. Durante la
funzione, il pastore Alberto Pool si
espresso in italiano ed in tedesco.
stata una celebrazione molto bella che
ha unito in allegria due culture
grigionesi di lingue diverse. Due amici
di Pietro avevano con se due chitarre e
hanno suonato dei bei motivi di musica
Rock and Roll.















Finita la cerimonia religiosa ci siamo
recati al grotto Matafontana di San
Vittore di propriet del signor Reto
Togni.
Gli invitati alla festa avevano preso
posto ai tavoli riservati. Nell'altra parte
del grotto c'erano altre persone sedute
che mangiavano le costine al suono della
musica romagnola. C'erano ordinazioni
per 180 persone mi aveva riferito la
cameriera. Nel nostro tavolo c'erano le
bottiglie del Merlot mesolcinese, acqua
minerale e gazzose ed una buona pie-
tanza con costine, luganighette, polenta
e patate arrosto.
Era una bella giornata domenicale con
un bel sole, che tutti i partecipanti
avevano molto apprezzato.
Teo
4



Mi chiamo Cristina, ho 42 anni, ex
docente, ora inabile al lavoro. Le mie
gambe camminano, il mio fisico a
posto, ma qualcosa s' spezzato, si
rotto un filo che mi legava a questa
vita.
La mia mamma dopo un breve pe-
riodo d'ospedalizzazione morta.
Sembra, detto cos, il normale epi-
logo di una malattia che aveva da pi
anni, un forte diabete. Dapprima la
debilitazione del male port all'ampu-
tazione di una gamba, pi tardi di un
piede. Eppure lei, la mamma, era la
luce della mia famiglia.
Troppe erano le cose che dovevo
ancora dirle, troppo ancora il biso-
gno della sua presenza. Aveva quel
raro potere di capire al volo, di en-
trare nel centro dell'anima senza tanti
discorsi. Capiva subito, se c'era un
problema non glielo potevi nascon-
dere, lei l'aveva gi afferrato. Pur
nella sua malattia sperava, proget-
tava che dopo l'ospedalizzazione sa-
rebbe andata nell'estate a rivedere il
suo paese nativo, avrebbe riposato
un po' in una clinica o nell'ospedale
bleniese e contava sulla vicinanza
delle figlie, del marito, insomma della
sua famiglia.
Ma la morte arriva e dapprima a
botta calda io figlia non ho capito su-
bito la gravit della mancanza, del-
l'irreversibilit della morte. Pi il
tempo passa, pi mi manca. Sono
crollata. Abituata a sostenermi con
farmaci e qualche bicchierino di
troppo, sempre in apparenza forte e
brillante, d'improvviso mi sono tro-
vata l la verit nuda e cruda, la
mamma non c' pi.
Quasi credevo che un giorno l'avrei
ritrovata ancora l in cucina, in ca-
mera da letto, ancora vigile, ad os-
servarmi, a volermi capire o a cer-
care il conforto di una chiacchieratina
prima di addormentarsi, scoprire se
nascondevo le mie paure o un
remoto senso di colpa. Invece non
l'ho vista pi. Rimane una tomba con
dei fiori che a nulla servono. Lei non
c' pi. Non torna. D'un tratto un'idea
mi balen nella testa... Se lei se n'
andata, io la seguo. Presi un flacone
di pillole e un po' di grappa e via. Ma
avvisai del fatto il 117 e fui subito
ricoverata al San Giovanni e da l a
Mendrisio, dove rimasi due mesi.
Una gran confusione caratterizz i
due mesi di degenza in clinica, un
gran disordine dentro e fuori. Ora
sono ancora confusa e convale-
scente, ma con il CD Andromeda
riesco un po' a ricomporre i pezzi di
questo disordinato puzzle che il
mio cervello al momento.
Vado avanti per mio padre e mia so-
rella che soffre con me. Ho 42 anni
ma la mamma era per me la garan-
zia dell'immortalit. Fin che c'era lei
viva, l'idea di morte era solo una
teoria, un qualcosa che toccava gli
altri, lei la mamma cos forte e
combattiva non sarebbe mai
trapassata, qualcosa o qualcuno di
soprannaturale l'avrebbe salvata.
Ecco credevo nel fatalismo, che la
mamma ce la faceva sempre, anche
questa volta. Invece no.
Anch'io ho dovuto confrontarmi con
questa idea di provvisoriet che ac-
compagna la vita. Niente decisivo,
niente prevedibile. Ogni giorno pu
essere quello fatale, non faccio pi
programmi, vivo giorno per giorno,
cerco di risalire la china passo dopo
passo, di uscire dal tunnel della de-
pressione dal lutto adagio, adagio.
Sto lavorando su me stessa e trovo
positivo incontrarmi con gli altri,
dapprima in clinica poi con il gruppo
5
di Perseo, dove trovo compagni che
senza imporsi ti capiscono e ti
aiutano, anche perch da quel tunnel
ci sono passati pure loro. Grazie di
cuore a tutti voi, a tutti coloro che in
questa societ cos competitiva trova
tempo e spazio anche per chi soffre.

Cristina




3


Nostalgia

Il profumo del fuoco di sandalo
l'esalazione del fumo con il caratteristico odore
vecchio e dolciastro
ricorda il profumo di un petalo di rosa appassita.


La follia

Il velo sottile che separa il bene dal male
il giusto dall'ingiusto
scompare quando il dolore ormai non perdona pi
e arrogante infrange clandestino il confine
arrivando alla follia.


Unico amore

Di tanti amori un solo amore vive
di tanti colori una sola luce brilla
di tanti fiori un solo profumo
di tanti amori solo tu sei nell'unico cuore.


Cristina B.
5

Mi sono diplomata a giugno del 1973 come
aiuto familiare. Il l. luglio ho incominciato il
mio lavoro con tanto entusiasmo e amore,
anche perch era una professione sco-
nosciuta in Ticino. Io e le mie 8 colleghe di
Lugano, dopo 6 mesi di scuola (8 ore al
giorno di teoria) che comprendevano:
diritto familiare e civica, etica
professionale, igiene, psicologia evolutiva
del bambino, dell'adulto e della persona
anziana, psichiatria geriatrica, puericultura,
cure a domicilio, dietetica e alimentazione.
Al 1 luglio siamo andati allo sbaraglio con
tante nozioni e niente pratica! Dunque
bisognava usare il buon senso che c' in
ognuno di noi. Devo dire che me la sono
cavata bene, quando mi trovavo di fronte
una persona con problemi di depressione,
cercavo in tutti i modi di coinvolgerla a fare
quello che aveva fatto quando stava bene.
Per esempio mi sentivo dire : non so pi
fare i letti, allora io mi facevo aiutare
(anche se da sola avrei fatto prima) e dopo
averli fatti le dicevo, visto che sei ancora
capace! Non so pi fare da mangiare;
allora le indicavo il procedimento per fare
un sugo e la pasta, poi quando la famiglia
si sedeva a tavola la gratificava con uh che
buona pasta asciutta che hai fatto. Ho
sempre avuto un atteggiamento particolare
con le persone depresse, difatti la mia
capo settore li dava sempre a me, perch
diceva che avevo una sensibilit
particolare. Poi 5 anni fa in un incidente
stradale moriva l'unica nipote che avevo, e
che amavo alla follia, subito dopo moriva
anche mia madre dal grande dolore, io
lavoravo ancora, ma alla sera affogavo il
mio dolore nell'alcool, la mattina andavo a
lavorare con un sorriso forzato sul viso,
non lavoravo pi con amore. Io non la-
voravo pi con lo stesso entusiasmo, mi
creava problemi, la gente non se ne
accorgeva, perch le mie prestazioni non
erano cambiate, ero solo io cambiata. Poi
all'improvviso un altro grande dolore,
muore mio fratello, gli volevo molto bene
perch aveva avuto una vita difficile, era
poliomielitico e un carattere un po' chiuso,
ma con me era sempre dolcissimo. Non ce
l'ho fatta pi! Mi sono ritrovata nel tunnel
della depressione profonda e alcoolismo,
l'unica soluzione per uscire dal tunnel era il
suicidio! Mi sono domandata PERCH'?
S-NO? Mi sono ricoverata
volontariamente a Mendrisio al CPC. Mi
hanno curato molto bene, sono tornata a
casa con la voglia di vivere e combattere,
nonostante il dolore per la perdita della
famiglia rimane. Or a ripensando a tutti i
casi di depressione che con il mio lavoro
ho dovuto aiutare, non so come li
affronterei, anch'io ho provato il non saper
preparare una minestrina. Ora frequento il
gruppo Andromeda, il Centro diurno dove
ho trovato tanti amici, che il destino e la
malattia ci rende solidali, ho la possibilit di
scrivere e di esprimermi sul nostro giornale
Perseo, facendo parte della redazione e la
cosa mi fa particolarmente felice.
Vittoria
4


E' sera tarda, ho appena visto
alla televisione un programma
su Lucio Battisti che questa
mattina 9 settembre ci ha la-
sciato. Ho pianto e ancora
adesso ho le lacrime agli occhi.
Aveva solo un anno pi di me,
dunque ho seguito la carriera
quando ero giovane, quanti
ricordi.
Quante volte mi sono
innamorata con le sue poesie
messe in musica, quante volte
mi sono illusa che fosse amore e
poi era solo infatuazione ma le
sue canzoni hanno
accompagnato la mia giovent.!
Mi sono ritrovata spesso con
quella punta di tristezza che
accompagnava le sue canzoni,
come qualcuno che non ha
diritto a una felicit completa!
Ora lui l'ha trovata! Io sono
triste, e non retorica, ma mi
sento un po' pi vecchia.
Vittoria




























Io sogno sempre anche se certi
sogni cerco di ignorarli. Ho
purtroppo quello che sogno
appartiene a quello che effet-
tivamente ho vissuto in questi
anni di tribolazioni e di
dispiaceri.
Col passare del et aumentano
sempre i sogni collegati al
passato. Forse perch il passato
ho vissuto con tanta voglia di
lavorare et cercando di non
pensare. Ho letto che il sogno
ne risente delle condizione
fisiche, del clima, delle stagioni,
4
della luna e dei cambiamenti del
tempo. Anche se mio sogno non
mai uguale. Ma nella realt
quando ci penso ha sempre
qualcosa di vero.

Giovanni
7
A- ,-+-. +--.
Il mio grande amore si chiama Lul, sono 9 anni che viviamo
assieme. Mi sono innamorata di lei quando, tra 4 micetti di appena
una settimana, la vidi per la prima volta. nata a Gentilino, in una
casa piena di amore per gli animali. e ha avuto amore fin dal primo
giorno della sua vita, ed per questo che dolcissima. Quando sono
in casa e devo uscire per qualche commissione lascio la televisione
accesa, cos capisce che torno subito. Il venerd sera, che l'unica
sera che esco per andare a giocare a tombola, le lascio la luce
accesa, ma quando torno miagola per un quarto d'ora, mi rimprovera
di essere stata via per troppo tempo.
Con lei parlo, le dico tutto quello che faccio e penso, lei mi guarda.
Se le dico qualche cosa di positivo, alza il codone felice. Se mi capita
qualche volta sono triste, si mette davanti a me e sembra che dai
suoi occhi spuntano delle lacrime.
Allora io l'accarezzo dolcemente e le dico che la vita!
Accarezzandola dolcemente lei trema tutta.
Quel tremolio trasmette a me felicit,
perch con una carezza puoi trasmettere
amore ma puoi anche riceverlo.
Ha gli occhi come un semaforo
per me: verde: tutto va bene,
via libera; giallo: attenzione,
non metterti nei guai;
rosso; non fermarti,
e amore
Lul ti voglio
tanto bene.

Vittoria

10



Questa la storia di un sogno avverato!
Ma devo prima raccontare i preliminari;
nel l975 io andavo ad aiutare una
persona anziana, una vecchia signorina (e
ci teneva al signorina) che era di origine
lettone, ma era arrivata in Svizzera nel
l939 attraverso la CRS, come profuga e
apolide. Era nata a Riga da un famiglia
facoltosa e nobile, si era fidanzata con un
ufficiale che mor per l'indipendenza della
Lettonia. Dopo un anno si fidanz con il
fratello minore del primo fidanzato come
si usava in certe famiglie; ma ci teneva a
dirmi che non aveva mai baciato nessuno
dei due, solo qualche stretta di mano,
mor anche lui per la stessa causa, ma la
Lettonia nel '39 fu annessa alla Russia.
Torniamo in Svizzera, nel campo profughi
di Berna conobbe un giovane ingegnere di
Riga, aveva un sogno, andare in
Inghilterra, e disegnare le bianche
scogliere di Dover. La mia vecchia
signorina Gerda invece avrebbe voluto
venire in Ticino, paese caldo e
possibilmente vicino al lago. Gli
trovarono un appartamento a Ruvigliana
sopra Lugano con una magnifica vista sul
golfo! Si tenne sempre in contatto con
quel giovane ingegnere e seppe che aveva
ricevuto il visto per l'Inghilterra, il suo
sogno si era avverato! In casa di questa
signorina c'era un caos. Fotografie dei
suoi fidanzati dappertutto, vecchi libri in
lettone e in germanico antico, non c'era
posto neppure per appendere un
calendario ed per questo che mi regal
questo disegno. Diceva: quando morir
tutto questo sar bruciato, ma non sono
sogni avverati, mentre questo disegno s.
Il giovane ingegnere si spos, ebbe 4 figli,
la nazionalit inglese e venne diverse
volte in Svizzera. Ora pu anche tornare
in Lettonia quando vuole, perch dopo
l'annessione della Lettonia alla Russia dal
l934 al l939 venne occupata dai nazisti
nel 1941 e ritorn alla Russia nel l945.
Ora una repubblica libera, La mia
signorina Gerda lasci questo mondo
novantenne nel l980. Quando guardo
questo disegno penso sempre che non
bisogna disperarsi, a volte i sogni si
avverano.
Vittoria

11





Sono qui seduta sul mio balcone,
circondata dalle montagne, sta diventando
scuro, guardo a destra lontano e vedo un
lungo serpente di luci, chi va a nord e chi
torna a sud, l'autostrada.
Cominciano i primi spruzzi di colore e i
primi tuoni dei fuochi d'artificio, la mia
gatta scappa sotto il letto e i pipistrelli
sembrano impazziti.
Sono sola e penso che la mia vita sia stata
come un primo d'agosto, spruzzi di colore
nel buio.
Guardo su e alla mia destra c' Giove
luminoso e mi fissa! Me ne faccio un baffo
di te, io sono una ex sessantottina che ha
lottato per essere, non per avere, dopo 8
ore di catena di montaggio trovavo il
tempo per fare le lotte sociali e andare a
scuola per imparare.
Ma ora il bilancio della mia vita come
questo 1 agosto 1997, qualche spruzzo di
colore e gioia nell'oscurit.
Giove mi guarda. cos luminoso che non
puoi fare a meno di vederlo, me ne faccio
un baffo!
Accendo una sigaretta e appoggio i gomiti
alle ginocchia, e tutto tranquillo, sento la
mia gatta che si struscia vicino alle gambe,
i pipistrelli danzano vicino ai lampioni.
Guardo l'orologio, sono mezzanotte e
venti, gi il 2 agosto!

Vittoria
3

Cronache da una terra di confine
"Che tu possa trovare
presto la via del ritorno"


Ogni mercoled, alle 10.00, un gruppo numeroso di cronisti,
novellieri, poeti e illustratori, affolla i banchi della redazione del
"Perseo", il giornale del Centro diurno dell'Organizzazione
Sociopsichiatrica Cantonale a Bellinzona, e si accinge di buon
grado al settimanale impegno di lavoro.
Non so quanti giornali abbiano la loro sede in una Dogana di
frontiera, ma questo si, e non la sua sola particolarit
I redattori, chi pi esperto e chi ancora apprendista, sono
spesso in viaggio al di l del confine.
Mi si dir: ma certo, sono giornalisti, fa parte del loro mestiere.
Ma costoro sono inviati davvero speciali. Toccati, loro malgrado,
in passato o al presente dalla sofferenza psichica, partono e
ritornano a riportare cronache, racconti, novelle e poesie da
una terra vicina, di confine, non a tutti conosciuta perlomeno in
certe sue regioni. Si fermano a comporre le loro storie proprio
alla Dogana, con il favore di doganieri partecipi che offrono loro
lo spazio degli strumenti per farlo. Poi raggiungono casa. I pi.
Ma qualcuno torna ancora di l. Non ha ancora finito di vedere
e di raccontare. importante per gli altri oltre che per se. Per
tutti noi che leggiamo.
A volte sta via tanto. Troppo. Quasi i doganieri sono
preoccupati: "che posso trovare presto la via del ritorno".
davvero un viaggio difficile, arduo. I confini, nella penombra
della malattia sono difficilmente distinguibili .Di notte, poi, ci si
perde. Ma di solito ci si riesce a ritornare con qualche strappo
nei vestiti. E allora si racconta , dapprima increduli. davvero
cos? Quante cose strane, mirabili ma anche spaventose ci
sono da raccontare. Ma le abbiamo davvero viste e sentite?
Esistono davvero?
Il dialogo la forma suprema dell'evoluzione del linguaggio
come modalit nel rapporto interumano. Una particolare forma
quella del "raccontare agli altri", una condotta apparentemente
semplice ma in verit molto complessa che presuppone un
fruitore a cui riferirsi per descrivere, narrare e narrarsi in un
rapporto di reciprocit che deriva dal riconoscere il punto di
vista dell'altro. In sintesi una condotta sociale fondata sul
3
dualismo. Noi stiamo parlando, tra le forme di linguaggio, di
quello scritto e in particolare di quello mediatico, giornalistico:
quello che ci riporta alla quotidianit, che ci orienta attorno agli
accadimenti del mondo nelle sue parti pi vicine e in quelle pi
lontane da noi. I nostri cronisti, alla Dogana, si scambiano
dapprima informazioni, notizie, opinioni, su quel paese appena
visitato. Si riflette assieme: l'hai visto e sentito anche tu, cosa
pensare, che penseranno i nostri lettori?
Osservare, osservarsi, cogliere il punto di vista altrui, leggersi
dentro, riportarlo agli altri. Anche i cronisti anziani, stanchi,
prostrati da tanti viaggi si rianimano. Danno consiglio ai novizi,
raccontano come era quel paese l'ultima volta che vi sono stati,
tanti anni fa; come fare per ritornare in fretta, scampando ai
pericoli.
Poi si compone, presto si va in stampa.
Accingiamoci a leggere i loro racconti, i loro resoconti di
un'esperienza diversa, di solitudine, di fatica, di sofferenza ma
anche di ricerca di un'altra realt, seppure vicina, al limite della
nostra conoscenza. Di quelle terre i nostri autori ci scrivono.
Non sono poi cos lontane quelle terre, sono ad un passo dalla
Dogana. Sono le parti meno conosciute della nostra anima.
Quella di tutti noi.

Giovanni Zampato medico caposervizio

7




Articolo del Dottor Zampato che verr pubblicato in febbraio sul quotidiano La Regione


Accoglienza

- Per me, si mossa -.
- Caterina! Che fai con il naso appiccicato
al vetro della finestra! Con tutto quello che
c' da fare per questa sera, sai che c' la
cena del Club Andromeda che inizia i fe-
steggiamenti per il suo ventesimo di
fondazione; ci sono ancora tutti i tavoli da
disporre e tu te ne stai a guardare il
piazzale!-
- Ti dico che si mossa, ma come al
solito non mi ascolti, guarda anche tu.-
- Che cosa?-
- Ma la statuina, qui davanti a noi, nel
piazzale!- (In mezzo al piazzale Stadio a
Bellinzona sorge una colonna a
sostenere un globo; sopra in bilico, ma
fermo e leggero, si erge un bronzino di
donna in stile neo classico, penso a
valenza simbolica).
- Caterina, cosa dici, non c' di certo il ter-
remoto!-
- Senti Osvaldo, guarda anche tu, non ti
sembra che si sia mossa almeno un
poco, quasi a chinarsi?-
- Non mi pare, ma perch sei tanto colpita
da quella statuina? Io non l'ho quasi
notata, cos piccola rispetto al luogo che
la circonda.-
- Il fatto , Osvaldo, che l'ho invitata alla
cena di questa sera, e cos sono curiosa
di vedere cosa succede.-
- Caterina! Guarda che stasera vi sono
anche i dottori a cena. Se ti sentono
magari ti ritrovi in Clinica a Mendrisio e sai
allora che bella festa.-
- Oh, beh sai, io le ultime feste a Natale a
Mendrisio, le ho trascorse poi bene.
Certo, avrei preferito aver una salute
migliore, ma che belli i presepi nei
padiglioni, e quello vivente e la cena di
Natale. Erano tutti molto cari con me e poi
la Messa di Don Ottorino. Sai con la
famiglia che mi ritrovo..., quelli che mi
sono rimasti almeno.-
- E s, ma spiegami come ti venuto in
mente di invitare la statua.-
- Vedi, da quando siamo venuti qui,
traslocando da via Magoria il nostro
Centro Diurno, a volte mi sembrava che
la statua si voltasse a guardare verso la
nostra finestra, come incuriosita. Era un
attimo, ma mi sembrava che muovesse il
capo a guardarci. Cos ci ho pensato su:
non era un'illusione, quelle le conosco,
eccome. E poi si ripetuto altre volte.-
- Caterina, sai che quando attendiamo di
vedere e di sentire qualcosa, spesso la
sentiamo e la vediamo davvero. Lo
hanno spiegato, ai gruppi di discussione,
quale sia il meccanismo psicologico che
favorisce un'illusione dei sensi!-
- Mah... eppure..., cos sono passata
sotto la colonna e ho detto alla statuina
che, se le faceva piacere, poteva venire a
cena da noi ed anche prima per
l'Accoglienza. Fa cos freddo, sono i giorni
della Merla e quella non ha addosso che
uno straccetto a coprirla. Sai, sembra
indifferente, ma anch'io lo sono stata in
passato, o meglio lo facevo sembrare
tanto era la paura di me stessa ed il
8
timore degli altri che non mi permettevano
neppure di chiedere non solo aiuto ma
persino consiglio. E allora ho pensato di
fare io il primo passo. Chiss a cosa
pensa? Quel volgere del capo io l'ho visto
davvero, almeno credo, e noi dell'Ac-
coglienza dovremmo saper cogliere
anche un minimo cenno, uno spiraglio.
Sembra cos sola. Certo che, con quella
espressione, nessuno l'avvicina!-
L'Accoglienza un atto complesso, com-
posto di parole, di atteggiamenti e di com-
portamenti, la cui qualit, soprattutto affet-
tiva ci fa sentire accettati e riconosciuti
come simili prima ancora che accuditi e
compresi. una modalit iniziale di rap-
porto, di incontro, presente in tutte le spe-
cie, che si attiva particolarmente, oltre che
per ragioni sociali tipicamente nelluomo,
nel caso dell'espressione di bisogno da
parte di un consimile, della sua necessit
di prossimit e di ricerca successiva di
reciprocit. quasi un atto istintivo ma
che si pu modificare ed affinare in
relazione alle esigenze ambientali.





















anche la prima fase, quella del contatto
interumano d'Accoglienza e di Ospitalit,
di un rapporto terapeutico che trova i
fondamenti nel conforto dall'ambiente e
nella sensibilit degli operatori che
presiedono alla cura e che trae
sostentamento per gli sviluppi successivi
proprio dalla qualit ed intensit di questo
primo aspetto.
Accoglienza .....
- Osvaldo!! La statuina non c' pi, vieni,
vieni a vedere! Forse mi ha capito ed ha
accettato il mio invito.
- Non riesco a distinguere bene, Caterina.
Il crepuscolo calato in fretta, non si
vedono che ombre nella piazza. Ma senti
i passi nelle scale, stanno arrivando i
nostri ospiti, chiss... hai preparato un
posto anche per lei ?-

9



NdR: Un articolo di Benito della redazione sportiva che sicuramente
sapr accettare "sportivamente" il ritardo nella pubblicazione
e poi sempre meglio tardi che mai ...



Il 20 agosto 1997 la nostra Nazionale" giocava in Ungheria, a Budapest,
per la qualifica a Francia 1998.
Praticamente nel primo tempo si gioca a senso unico, con la nostra
nazionale all'attacco, la posta in gioco alta, abbiamo solo sei punti
dobbiamo vincere, ma il pallone non vuole entrare in rete, finisce cos il
primo tempo sullo 0:0. A pochi minuti dall'inizio del secondo tempo
l'Ungheria segna sul calcio dalla bandierina, lo stadio incandescente, si
va avanti cos ,la Svizzera gioca benissimo anche il secondo tempo:
sempre all'attacco ... ma il pallone sembra stregato ... non vuole entrare.
Si arriva cos al 90'. Ormai vediamo la Francia allontanarsi, ma durante
i minuti di recupero una capocciata di "Chappi" gela il Nepstadium. C'
ancora la possibilit di vincere, con Kunz che con un gran tiro prende
l'asta. Mancava la nostra punta di diamante Kubilay Trkyilmaz, forse la
prossima volta ce la faremo.


N.d.R. Purtroppo non ce l'abbiamo fatta, sar per la prossima volta.
14




Col nostro giovane parroco di Roveredo,
don Paolo, ci siamo recati nella capitale
del Piemonte a visitare la Sacra
Sindone. Poi abbiamo pure visitato la
Casa della Divina Provvidenza fondata
da San Giuseppe Cottolengo per i
bisognosi. Eravamo in 31 pellegrini del
nostro paese e una signora di Grono.
Percorrendo l'autostrada in direzione di
Torino abbiamo visto le distese di risaie
del Piemonte. Il tempo quel giorno era
piovoso. All'entrata della citt c'erano
diversi cartelli pubblicitari indicanti la
Sacra Sindone. Dovevamo seguire le
indicazioni stradali segnalate perch
c'erano molti altri pellegrini e molti
pullman. Giungevano da ogni parte
d'Italia e dall'estero. La Sindone un
lenzuolo di lino lungo 4,36 metri e largo
1,10.: e si crede che avvolse il corpo di
Ges quando venne schiodato dalla
croce e deposto nel sepolcro. Ci sono
pure delle diapositive che mostrano la
Sindone nei suoi vari aspetti, essa si
trova nel Duomo di Torino ben custodita
e sorvegliata. Noi abbiamo pranzato al
sacco in una sala della Casa della
Divina Provvidenza al Cottolengo.
Questo Istituto vive di volontariato e non
percepisce nessun soldo dallo Stato
Italiano. Dal suo fondatore fino ad oggi
molto stato fatto e ci sono volontari
che operano nel settore dell'educazione
speciale, ai lavori manuali, al recupero
dei tossicomani. Vengono pure formati
medici, infermieri e docenti per una
equa educazione scolastica. I
cottolenghini operano anche in altre
parti d'Italia e all'estero. Anche Don
Bosco aiut i pi bisognosi e la sua
salma si trova nella Chiesa dell'Istituto
in una teca ben conservata fino ai nostri
giorni.
Teo























5



Attorno a noi ci sono delle bellezze che la
natura ha formato , nel corso dei secoli.
Citando degli esempi: le grotte le cascate, le
gole profonde. Nel Canton di Zurigo,
precisamente a Baar, all'interno di un bosco
esiste una grotta, che ho visitato parecchio
tempo fa, con delle bellissime incrostazioni
intatte fino ai nostri giorni. L'entrata a
pagamento e si chiamano le "Hoellgrotten".
Nel Ticino ci sono da visitare le cascate di
Foroglio in Valle Bavona e le cascate della
Piumoa a Faido che di notte vengono il-
luminate e quella di Santa Petronilla di
Biasca.
Quando piove costantemente le cascate
aumentano il loro volume, diventando
un'attrattiva per i visitatori ed i turisti.
Anche l'orrido di Ponte Brolla vale la pena
di essere ammirato guardando dal vicino
ristorante. Infine anche i laghi (il Ceresio e
il Verbano) sono un'attrazione del Canton
Ticino e li ho percorsi con il battello
parecchie volte.
Nei Grigioni ,il pi grande Cantone
svizzero, ci sono delle belle montagne quali
il Pizzo Uccello.

Teo Raveglia
7
Una partita di hockey

Sabato con il mio amico
Stefano, dal Meridiano di
Castione sono partito alla volta
di Davos per assistere alla
partita dei biancoblu.
Torno sempre con piacere a
Davos dove passo le mie
vacanze invernali.
La pista della Eishalle era tutta
esaurita. L'Ambr ha vinto per
cinque a due dimostrando di
giocare pi bene fuori casa che
alla Valascia.
stata la prima sconfitta
casalinga della capolista
Davos.











Derby dei cattivi

Ho poco da dire se non la
sconfitta dell'Ambr.
I montanari hanno provato in
tutti i modi, ma non sono
riusciti ad evitare la sconfitta.
C' il dubbio che il disco della
terza rete del Lugano non
fosse entrato in porta. stato
un derby equilibrato ma molto
duro; c' persino colui che ci
ha lasciato i denti.
Alla fine Koleff felice, Huras un
po' meno.






Un supertifoso dell'Ambr
Benito
25.10.97


8
Bellinzona,14.ll.1997



Venerd con il mio amico Luca sono andato a Bellinzona al con-
certo di Jovanotti. Il Palabasket non era mai stato cos pieno di
gente.
Jovanotti arrivato, capelli e barba rossicci, vestiti larghi e como-
di: sembra un vulcano. Canta, corre, salta, balla, non sta fermo un
momento. Scende e risale dal palco, tocca le mani dei pi vicini.
Durante la serata Jovanotti esegue diverse canzoni tra le quali
"L'ombelico del mondo", "Affacciati alla finestra", "La mia casa" e
"Attacca la spina".
Verso la fine del concerto suona i tamburi e la portiera di una
macchina. Alla fine se ne va in un putiferio di applausi. Continuer
i suoi concerti a Zurigo. Mi sono proprio divertito.
Benito




Sementina, 30-11-1997



Domenica con il mio amico Luca e compagnia bella ci siamo tro-
vati al bar Stadio, quindi siamo andati al Palabasket a sentire il
concerto degli 883.
"Sei un mito", "Hanno ucciso l'Uomo Ragno", "La regola dell'ami-
co", "Nessun rimpianto", "Andr tutto bene", queste ed altre le
canzoni cantate.
I "mitici" 883 sono un gruppo famoso in Italia, ma sono molto co-
nosciuti anche in Svizzera dove hanno venduto 150mila dischi.
A ricordo della serata ho comperato una maglietta.
Benito
1
Bellinzona, 14.ll.1997

Concerto di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti.

Venerd con il mio amico Luca sono andato a Bellinzona al
concerto di Jovanotti. Il Palabasket non era mai stato cos pieno
di gente.
Jovanotti arrivato , capelli e barba rossicci, vestiti larghi e
comodi: sembra un vulcano. Canta, corre, salta, balla, non sta
fermo un momento. Scende e risale dal palco, tocca le mani dei
pi vicini. Durante la serata Jovanotti esegue diverse canzoni
tra le quali "L'ombelico del mondo", "Affacciati alla finestra", "La
mia casa" e "Attacca la spina".
Verso la fine del concerto suona i tamburi e la portiera di una
macchina. Alla fine se ne va in un putiferio di applausi.
Continuer i suoi concerti a Zurigo.
Mi sono proprio divertito.

Benito
1
Il litigio in casa

Tutte le mattine litigo sempre con mio padre per delle
stupidaggini: per la macchina. Infatti dice che sempre sporca
e ci sono dei puntini sulla portiera. Lui gi stato a Mendrisio.
Lo sa bene anche il Bortolo che matto da legare. Comunque
sia non vado mai d'accordo con lui. Purtroppo un paio di volte
gli ho anche messo le mani addosso.
Ora vi ho raccontato le mie parole.

Benito Guerra
8.12.1997
9


Sono gi di morale, il Bellinzona, la squadra del mio
cuore, sta per scivolare in seconda lega. Trenta anni in
A, venti in B ed ora in prima lega. I granata non erano
scesi tanto in basso. Un disastro. Tutti i buoni giocatori
sono emigrati in altri club.
Per contro le cose vanno bene al sorprendente
Biasca, in testa con venti punti e al Chiasso che segue
con diciassette punti.
Adesso bisogna lavorare sodo anzi, come dicono in
TV, palla lunga e pedalare. Speriamo in bene.

Benito












Le squadre regionali di quinta lega sono in vacanza
per il riposo invernale. Si ricomincia l'8 di marzo in
primavera. La mia squadra, il Pedemonte, mi ha
offerto una cena per festeggiare il meritato riposo.
Arrivederci in primavera. Ciao.

Benito Guerra



11

Marted 17 novembre siamo andati in 9 per-
sone a Lugano, a visitare la coloratissima
esposizione di dipinti del pittore norvegese Ed-
vard Munch, nato nel 1863. A partire dal 1885
viaggia nelle principali citt europee; a Parigi,
ad esempio subisce l'influsso della pittura di
Paul Gaugin,
Per me ha un linguaggio artistico molto per-
sonale. Perse la mamma, malata di tuberco-
losi, a soli 4 anni e poi moriranno anche la so-
rella preferita ed il fratello; anche il padre era
malato.
All'inizio degli anni 90 a Berlino e l nascono
molti suoi capolavori. All'inizio del 900 espone
in tutta Europa, influenzando molto la nuova
generazione di artisti.
Dipinti molto famosi sono un esempio:"Il grido"
(1893); "Angoscia" (1894); "Ragazze sul ponte"
(1901); "Malinconia" (1891).
A me piaciuto moltissimo il quadro intitolato
Cavallo al galoppo
Antonella

14
La pagina sportiva di Benito Guerra

La coppa Spengler 1997
Tutti gli anni vado a Davos, che si trova a 1540 metri di altitudine. Davos una
localit meravigliosa con il suo paesaggio, il bel trenino rosso e molta gente che
pratica lo sci oppure lhockey. Ma veniamo al dunque. La prima partita era Canada
Selects contro Davos rinforzato con i tre russi dellAmbr. La pista era molto affollata.
Cera tanta gente che faceva la ola. Ho conosciuto pure un signore di Aarau che
sapeva un po litaliano e con lui ho parlato un po. Era sempre elegantissimo e
accompagnato dai suoi due figli. stato un torneo favoloso con i forti svedesi,
canadesi e germanici e con la sorpresa del Mannheim che schierava il bravissimo
John Abrton. Per le mie vacanze non erano solo hockey, ma anche passeggiate
con il mio amico Enrico, momenti di piscina e tante altre volte a passeggio attorno al
lago dove cerano le pinete con gli scoiattoli.
Ora chiudo il mio bel racconto.

I campionati svizzeri di hockey di serie A e B
I campionato di serie A di hockey sta per arrivare al clou, praticamente ai play-off con
i favoriti Friborgo e Davos e di seguito le altre squadre, comprese lAmbr Piotta e il
Lugano. Ci sono sempre problemi di stranieri che si infortunano, vedi i due del
Friborgo. Bykov e Andrey, e cos in altre squadre come il Berna e il Davos.
Ah unaltra cosa! ... io, Benni, sono un tifoso dellAmbr Piotta, la mia seconda
squadra il Davos. Mi dispiace che il giocatore del Davos Dan Hodgson si fatto
male: ha rotto i legamenti incrociati.
Adesso parlo un po della serie B, dove ci sono squadre gi qualificate. Anche la
serie B ha un po di alti e bassi con uno squadrone che il Bienne e via via le altre,
non faccio nomi.
Ora vi ho raccontato la mia storia di hockey.
15
Olimpiadi invernali di Nagano 1998

Con una cerimonia di apertura, sabato 7 febbraio a Nagano
(Giappone) si sono aperti i giochi olimpici. Ci sono molte
discipline. La delegazione svizzera composta da 74 atleti.
Naturalmente spero in qualche medaglia. Sar molto difficile,
perch ci sono delle nazioni fortissime come l' Austria. I nostri
migliori sono Didier Cucher nella discesa, poi Michael Von
Grumigen nel gigante. Speriamo anche nelle donne con Sonia
Nef, Karin Roten, Heidi Zurbriggen. Poi nel bob con Reto
Gaetschi, Christian Reich. Speranze si hanno anche nel curling.
Nelle olimpiadi come nel campionato del mondo non sempre
vincono i migliori. Parecchi sono sotto pressione dal loro paese.
Cos c' spesso un outsider che vince.
Una medaglia di bronzo gi arrivata per i nostri colori con Ueli
Kestenhober.nello snowboard. Le olimpiadi finiranno il 22 di
febbraio , Ah dimenrticavo, il nostro portabandiera alla
cerimonia d'apertura stato Guido Acklin, frenatore nel bob con
Reto Botsch.
Auguriamo un hop alla Svizzera, Suisse ,Schweiz
Benito
12
Continuo qui l'articolo pubblicato lo scorso mese,
articolo che avevo scritto alla fine della prima
settimana di gara.
Siamo alla seconda settimana ai giochi, le pi pe-
nalizzate sono le discipline di sci alpino, che devono
essere continuamente spostate per le avverse
condizioni atmosferiche. Per la nostra nazionale le
cose non sono andate benissimo, comunque sette
medaglie le abbiamo portate a casa. Oltre le altre gi
citate, aggiungo il bronzo di Von Grnigen, e l'argento
del bob a quattro di Reich, il bronzo di Colette Brand.
Per quanto riguarda le altre nazioni il pi medagliato
stato il norvegese Dhlie per lo sci di fondo. La pi
giovane partecipante ai Giochi (15 anni) stata
l'americana Tara Lipinski medaglia d'oro nel pattinag-
gio artistico.
I prossimi giochi olimpici del 2002 si svolgeranno a
Salt Lake Placid, negli Stati Uniti.
Ah dimenticavo! Per la prima volta la repubblica Ceka,
con il primo posto nel disco su ghiaccio, ha vinto una
medaglia d'oro.
Benito





Una trasmissione alla televisione

Questa trasmissione la seguo da tanto tempo e la
trovo meravigliosa. presentata da Enrico Carpani
con i suoi ospiti del Bar Bruno. Si possono sapere
tutti i risultati di disco su ghiaccio e di calcio in
diretta. C' per, e lo devo dire, che da un po' di
tempo manca: il mitico Maurizio Canetta (altro noto
presentatore sportivo) che molto simpatico quasi
pi di Enrico. Tra gli ospiti famosi della trasmissione
ricordo qualche nome: Mauro Gianetti, Zappa ed
altri ancora.

Benito



4


Sabato 25 aprile con mio fratello mi
sono recato a Locarno a un
concerto.
Uno spettacolo originale e unico nel
suo genere: tastiera, corde pizzicate e
percussioni. Di scena Domenico Lafa-
sciano che ha eseguito un preludio del
grande compositore brasiliano Villa-Lo-
bios. per passare alla Spagna con El
Sombrero di De Falla, concludendo con il frenetico Canarios di Sanz.
Lafasciano ha suonato con i pi grandi jazzmen americani. Nel corso della
serata suona anche il musicista natopoletano Tullio De Piscopo, idolo di
mio fratello. Propone un tango argentino di Piazzolla, poi una sua
composizione dal titolo Mozartiana. Gran finale con Lafasciano, Mario
Rusca Jazz-trio e De Piscopo con la "Samba, de una nota so".
Benito




12
9/ -.i- :Jii-: .-i:.-, f::i-

0ggi marted 23 giugno fino al 26 giugno si stanno giocando le ultime partite
per il passaggio al 2. turno.
Oggi il turno del Brasile contro la Norvegia, poi Scozia-Marocco, Cile-
Camerum, Italia -Austria.
L'Italia deve vincere se non vuole trovarsi di fronte il Brasile negli ottavi, per
per passare basta anche un pareggio.
Grande festa a Teheran per la vittoria dell'Iran sugli Stati Uniti. Per l'occasione
hanno festeggiato anche le donne al grido di Allah il pi grande.
Peccato che la festa in altre citt, stata rovinata dai soliti imbecilli. Un
poliziotto in coma per le botte subite, da parte dei meschini.
Per intanto si continua a giocare con un caldo torrido.


0ggi 3O di giugno si giocano le ultime due partite degli ottavi di finale. Sono
gi passate ai quarti: Brasile, Danimarca, Olanda, Germania, Francia, Italia. Le
squadre pi forti al mondo sono sempre quelle. Comunque certe hanno faticato
parecchio. C' poi sempre lo zampino dell'arbitro, che favorisce una squadra con un
calcio di rigore inesistente. In Francia continuano i soliti tafferugli tra bande rivali con
parecchi feriti e molti arresti. Poi ci sono i giornalisti che vogliono saperne di pi degli
allenatori,


iamo al 7 luglio arrivati alle semifinali. Questa sera si incontrano Brasile-Olanda.
Domani sar Francia - Croazia. Saranno partite difficili, perch tutti vogliono arrivare
in finale. Al momento la squadra rivelazione di questi mondiali la Croazia. Squadre
forti e importanti come la Spagna, Italia, Argentina, Germania, Nigeria, sono uscite di
scena. Le polemiche non sono mancate, specialmente in Italia, dove si sta ancora
polemizzando adesso. Ci sono dei giornalisti veramente antipatici, vedi il Biscardi che
ne sa una pagina pi di un libro. Perch non va lui a capo della squadra italiana Le
spese le fanno i poveri allenatori. Anche Maldini deve fare la valigia. Ne sono poi state
dette di tutti i colori per i giocatori (Del Piero)che sono sotto forma. Ma anche loro non
sono di ferro, quindi possono sbagliare.
Questo non pi sport, ma una macchina per fare soldi
iamo al 11 di luglio alla fine dei campionati del mondo in semifinale Francia-Croazia,
Brasile - Olanda. In finale Brasile - Francia. il terzo posto l'ha vinto la Croazia per 2 a l
sull'Olanda. Incredibile questa Croazia, squadra rivelazione del torneo, che con Davor
Suker ha avuto anche il miglior marcatore. Arriviamo al l2 luglio con la finalissima
Brasile-Francia. Campione del mondo la Francia che conquista la sua prima Coppa.
Surclassato il Brasile assai deludente, 3 a 0 il risultato. Reti di Zidane e Petit. I migliori
giocatori del mondiale sono Mike Owen, Davor Suker, Zinedine Zidane, ecc. I peggiori

13
sono Del Piero e Ronaldo. Insieme alla festa nazionale della Francia si festeggia anche
la Coppa del mondo. I vergognosi Hoolligens inglesi e tedeschi hanno umiliato l'Europa
di fronte al tifo festoso e colorito dei Sudamericani, Africani e Asiatici.
Fra pochi giorni non si parler pi dei mondiali, non si ricorder pi dell'agente di
polizia ferito e sempre in coma all'ospedale.
La Coppa del mondo stata un successo, ma quest'ombra rimarr incancellabile.

1
La gelosia dell'amore

Vi sono uomini che si ingelosiscono appena la loro giovane amica
balla due volte con lo stesso cavaliere. L'accusano ingiustamente
d'essere troppo alla mano con tutti e vogliono sapere sempre che
cosa fa e dove va. Questo genere di gelosia un residuo dell'istinto
iperpossessivo infantile ed indice del senso d'inferiorit. La gelosia
morbosa va molto al di l della normale gelosia. una gelosia
normale cristallizzatasi in una malattia della mente.

Bortolo
29.10.l997
12
La neve




Quale provvida mamma, a l'appressar del'inverno, tepide lane al
nido familiare appresta ch'esperta mano educato avea gi al
tempo bello, tal madre natura, quando freddo e gelo e venti
crudi imperversan su la terra ignuda, manto su lei pietosa
stende candido e lieve, e pi alto l dove pi il freddo e
l'infuriar dei nembi.
Gelida la neve pur, ed ha tenace il morso, ma pi dolce
sempre il minor mal del peggio. Piani e monti cos l'ingrata
stagione duran fidenti che primavera torni e splenda caldo sole.
Per gli aperti solchi intanto, che spesso vel ricopre, quasi
impazienti i semi giacciono dormenti, sognando bionde messi
ondeggianti al vento e il croccante pan che liete all'uom stanco
profumer le mense e sempre doner forze novelle. Terra, cielo
e mare e l'universo intero come bimbi in culla di materne cure
ignari, nulla intendon di tanto Amor che li circonda. Solo
all'Amor risponde benigno e grande il lor sorriso inconscio e il
lor perpetuo Canto.

Comensoli Bortolo
Camorino, 6.l2.1997


8


Crun purto dog nfoc contrust
cho sorgono no mutrmono pos-
sono ossoro ovtut so mogo o mu-
rto udottuno unu fosofu d mutuu
consdoruzono. Mu quuunquo
sunu fosofu d sopruvvvonzu
dovo ossoro mossu n prutcu tutt
gorn. Lcco ucun suggormont
ut uo coppo cho non soo vo-
go rosturo spostuto mu vogono
furo do mutrmono un pucoro
sompro crosconto.
Lmturo u mussmo o crtcho.
Corcuro d comprondoro u psco-
ogu do'utro sosso. V sono doo
dvorst tru soss, trumundutoc fn
dug nz do tompo. Por osompo,
u quus tutt g uomn puco
sontrs mportunt, ossoro usngut,
ncoruggut, sprut. Moto donno
commottono futuo orroro d
doprozzuro oro murto, nvoco
d furo sontro un mombro
mportunto dou fumgu.
C pschutr dofnscono "custru-
zono" procosso dou mogo
cho pogu murto u propro vo-
oro. ln tu cuso u mogo scon-
fggo sotunto so stossu: pordo
'umoro do murto o s conqustu
'nfoct.
Lo donno normu non dosdoruno
domnuro 'uomo. uus tutto pro-
forscono murto como oro pro-
tottoro.
V sono uncho pocuurt dou
donnu cho non sompro g uomn
sunno upprozzuro. Lu donnu dovo
sontrs scuru. Non pototo trutturo
muo vostru mogo, o non ponsurc
p: c sur sompro unu rouzono.
Lo donno sono como for cho
hunno bsogno d humus o d soo.
Vogono ossoro truttuto con uffotto
o compmontuto d tunto n tunto.
Lu scurozzu mutoruo non bustu.
Vogono sontrs umono n purto
rosponsub do succosso do mu-
rto uncho porcho nou muggor
purto do cus o voro. L'uomo do-
vrobbo cupro cho uncho uu
donnu non puco rupprosonturo por
murto uncumonto ruoo mu-
torno. Vogono consdoruro un
uomo, rspotturo por u suu vrt.
Lg non puo ponsuro d com-
porturs como un bumbno, od os-
soro rspottuto duu propru mo-
go: s protondo cho 'uomo su
tuo n tutt sons dou purou ...
uncho so rupprosontu sotunto unu
purto.
1rusformut n dscusson costrut-
tvo contrust, purundono con so-
ront. Por tguro bsognu ossoro
n duo. D'utru purto so non pototo
dscutoro o dvorgonzo conugu
tonondo sotto controo o vostro
omozon non o dscutoto uffutto.
Do rosto muumor ospross, so
supontomonto dscuss rsutuno
nou muggor purto do cus, d
pocu mportunzu. Aspottuto
umono d ossorv cumut, o d
8
uvor mpuruto u pururo sonzu
uscurv trusporturo duu cooru o
du'ogosmo.
lmpuruto u fur dstnzono fru unu
to o unu dscussono pucfcu. So
'utro nssto u rbuttoro o u con-
truddro, rfututov d'mturo quo-
o cho rconoscoto como un com-
portumonto novrotco.
Convorsuro o un dovoro: rondotoo
pucovoo ovtundo o ugnunzo,
muunn, cont crucc. Lu por-
sonu normuo s rbou contro ch
trovu sompro du crtcuro, contro
ch s sonto sompro muo o pussu
du un modco u'utro o contro ch
s ugnu sonzu posu por o suo ro-
sponsubt fumur.




ortoo, 28 upro 1998

1
Torniamo al 29 luglio. Certo avr rovinato la sorpresa che volevi fare a
Memo, ma in compenso ne hai fatta una grossa a me! Sono stata
veramente felice di conoscere tutti, in cuor mio era una cosa che
desideravo ed immaginavo. Quando a Braccio, localit situata in fondo alla
valle, 7, 8 chilometri prima di arrivare a Cavergno, ove stavamo lavorando
da tutta la mattina.


Cesira
1



Parafrasando "lettera a Perseo"

Grazie Perseo
grazie davvero
per aver dato a Fisio l'opportunit
di realizzare un sogno di tanti anni fa.
Lo ricordo bambino
biondo e piccolino
calzoncini corti
maglietta di filanca
la matita in mano
sulla carta bianca.
Che fosse uno scritto, oppure un disegno
lui ci metteva tutto l'impegno.
Una banale occhiata cos a prima vista
gi si capiva che era un artista.
"Da grande" mi diceva "so quel che far:
il giornalista, ed in America andr.
Verrai anche tu, ma non a fare la scrittrice,
bens a cucinar e stirar le camicie."
Questo era il Fisio un po' monello
con l'animo buono ed rimasto quello.
Purtroppo l'America era lontana,
ma per fortuna la Svizzera vicina era
e grazie a Perseo il sogno in parte si avvera.

Cesira
12




La poesia nascosta nasce dal
cuore di Poestate e deve crescere
sana e forte. I poeti nascosti sono
tanti, e la grande avventura della
vita fatta anche di tanta poesia.
Una bella boccata di sensazioni e
induzioni, ogni tanto ci vuole.
Attualmente viviamo uno stato di
panico e confusione. Confusione
e alterazione forse dovuto ad una
paura collettiva di fine millennio.
Dubbi ed incertezze avanzano di
pari passo con i grandi processi di
trasformazione. Azioni e com-
portamenti errati potrebbero
crescere un vero collasso sociale.
Con la poesia, l'arte, la cultura si
pu strutturare un intervento
positivo, in modo da eliminare uno
dei peggiori mali della societ, la
noia. Disperazione, aggressivit,
depressione, crimine, si
aggiungono alle malattie perverse
di fine secolo. Questo solo per
fare un esempio. Ghettizzare la
cultura non permette di esplorare,
conoscere, sapere, capire,
crescere. In Ticino manca la
totale capacit di creare una
dinamica a due velocit, quella di-
namica innovatrice e quella spe-
rimentale.
La formula di "passare attraverso"
a delle vere intossicazioni di
potere e business, non cosa
facile. Far passare la poesia,
l'arte, la cultura diventa quasi un
operazione di contrabbando.
La Giovanna D'Arco della poesia,
disse di me E. Evtushenko...e al-
lora avanti tutta.
Con la poesia non si risolvono
tutti i mali e tutti i problemi. Ma
qualcosa di buono pu portare. E
tempo di liberalizzare la poesia e
cosi tutta l'arte, tutta la cultura, o
forse preferite liberalizzare altri
spacci o altri consumi?
La poesia spalanca la porta al
nostro io, al nostro credo, alla
fede di ognuno, ai nostri sogni e
desideri. Sognare la pi grande
libert dell'uomo.
Attraverso la poesia, i pensieri
prendono forma e le parole cre-
scono, si vestono e si spogliano.
Nel grande cortile delle nostre
emozioni quotidiane, dietro l'an-
golo c' l'espressione, c' la co-
municazione e abbiamo bisogno
di visioni sane per una presa di
coscienza sana.
Quando i piccoli o grandi salotti
della cultura ticinese ghettizzano,
non portano a nessuna evolu-
zione. Tenuto conto dell'attuale
resistenza e lentezza, se non
addirittura opposizione ad uno
sviluppo popolare della cultura,
presto assisteremo ad un dete-
rioramento catastrofico sociale.
L'evoluzione nel settore della cul-
tura importante tanto quanto
l'evoluzione psicologica scienti-
fica, politica e economica.
Poestate 3. edizione lavori in
corso o Poestate 1999 porter
ancora una volta uno spazio sul
13
quale si potr costruire un per-
corso culturale che afferma le di-
versit. Poestate, palco libero alla
poesia.
Poestate, palco libero all'arte, alla
cultura.

Armida
3



Carissimi,
ho letto con piacere ed interesse i brani scritti di Perseo inseriti nel mensile Insieme di
dicembre (nel quale con emozione mi ci sono trovata anch'io). Le stesse firme le ho poi
trovate sul quotidiano La Regione Ticino. Un bravo a tutti voi inviati speciali, ma
soprattutto penso che meriti un ringraziamento particolare il signor Lorenzo Pellandini il
quale con grande altruismo porta avanti un'iniziativa davvero interessante, per dare aiuto
a chi ha bisogno.
Naturalmente un riconoscimento dovuto alla psicologa Antonella Cairoli nel suo
difficile compito, allo psichiatra Giovanni Zampato del quale ho letto gli articoli. da
lodare la sensibilit del signor Luca Dattrino nell'ospitare fra le pagine del suo giornale
gli scrittori d'oltre frontiera. Che dire a delle persone cos? Vorrei essere colta, aver
studiato, per poter esprimere tutta la mia gratitudine e l'apprezzamento per quanto fate
per il bene di tutti. Dentro avrei tante cose da dire, ma mi manca la cultura, questa mano
che ora impugna la penna a biro, ha dovuto "non voluto" abbandonare la vecchia penna
di legno laccata con pennino inserito ad inchiostro per prendere in mano gli attrezzi
agricoli di lavoro. Certo le mie mani sono oneste anche se callose. Ma io nella mia
modesta persona, cosa posso dire a gente come voi? Grazie!! Troppo banale? Forse. Ma
non di circostanza, sentito dal cuore e quindi vale come mille istruite parole. Un caro
affettuoso saluto a tutti voi dalla vostra lettrice d'oltre frontiera.
Cesira
-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
12

di Arpad
-Seconda parte-

Con forte rumore stata trascinata dentro dal rozzo cancello di ferro
battuto una grande ruspa. Sembrava stanca nelle sue manovre ed era
ricoperta di fango secco. Si presentavano anche un paio di operai in tuta
da lavoro, fumavano sigarette e con le mani infilate nelle tasche fissavano
la vecchia casa. Uno di loro fischiettava piano. Ad un tratto la ruspa si
avvicinata al muro e a grandi morsi ha cominciato a demolire la casa. Nel
giro di poche ore l'orto sottostante diventato di un paesaggio lunare: le
foglie, l'erba, la casupola e gli alberi, tutto era ricoperto da un vasto strato
di polvere. Durante il sabato e la domenica i resti della vecchia casa sono
rimasti l, sanguinanti con le viscere all'aria, come una fetta di torta
denudata. Quasi esattamente la met rimasta intatta e stava nel mezzo
dell'orto semibuio in un'immobilit oscena, volgare, come una vecchia
cortigiana con la sottana alzata. Dagli scompartimenti di questa grande
bacheca guardavano fuori oggetti dimenticati nel tempo e nello spazio:
testimoni tristi di vite vissute da generazioni ormai scomparse nel nulla.
Nella fetta del soffitto un grande cartone, un secchio di latta annerita,
mazzi di giornali coperti di povere. Al secondo piano una vecchia stufa a
legna e una vasca da bagno mezza pendente dal pavimento crollato.
Sulla placca della stufa una grande pentola rossa a due manici, una
vecchia sedia di legno marrone ed un vecchio lampadario d'altri tempo
privo di lampadina ... Nel primo piano un armadio a porte spalancate con
dentro alcuni vestiti che non indosser pi nessuno.
Quando il tetto crollato lo stormo di piccioni ha fatto un paio di giri
disorientatamente sopra il quartiere. Poi volarono via verso la Chiesa della
Madonna delle Grazie, poi ancora pi lontano verso i cieli azzurri del Pizzo
di Claro. Da allora non sono mai pi tornati.
Alcuni giorni dopo la vecchia casa svanita nel nulla: hanno portato via
tutte le macerie e il posto rimasto deserto, privo di calore e privo di
sentimenti.

13
Ancora per giorni guardando talvolta fuori dalla finestra della nostra
cucina, ci sembrava di vedere l'immobile, calma sagoma della casa,
ridotta ad un gioco della nostra immaginazione.
Quando fu passato circa un mese ormai dalla demolizione, noi c'eravamo
abituati a non pi vedere la casa, ma a vedere solo l'orto sottostante la
nostra cucina, dove le galline strappavano l'erba, schiamazzavano e
saltellavano.
I nostri vicini facevano qualche grigliata ogni tanto, anche se il luogo era
diventato un po' cupo e scolorito. Aveva ed ha perso il fascino di luogo
abitato da gente che ha gioie, rabbia, tristezza e dolore.
Nell'alba di un giorno di fine settembre, immerso nei pensieri, guardavo
fuori dalla finestra e vedevo le galline vivaci e ho notato che stavano
cacciano qualcosa con istinto animalesco, che non conosce piet,
soltanto puro ed atavico egoismo. Quel qualcosa sembrava un piccolo e
morbido pallone grigio a righe nere, che faceva dei salti, ora correva, ora
si bloccava in un angolo del recinto di rete metallica. Con mia grande
sorpresa mi accorsi che era un piccione ancora incapace di volare anche
se vivace e ben sviluppato. Rubacchiava chicchi di grano e granturco in
un fuga continua, cacciato dalle galline. Il piccione giorno per giorno
diventava sempre pi grande e bello ed era aiutato dall'istinto della
sopravvivenza. Un giorno le galline hanno smesso di cercare di
scacciarlo: lo hanno lasciato beccare i chicchi da sorelle buone e lo
guardavano con affetto, come una specie di gallina onorevole. Era casa
sua e non era pi un intruso, ma faceva parte del piccolo microcosmo del
pollaio, dell'orto, della citt e del paese. Il piccione poi ha fatto il suo primo
volo solitario, spinto da istinti antichi che dentro di lui dettavano le cose
che doveva fare. Si sollev nell'aria con le ali ormai forti, gir sopra l'orto e
si avventur sui tetti dei palazzi grigi circostanti.
Al tramonto quando gli ultimi raggi del sole morente gettano macchie
rosse sull'orto e le galline si sono gi ritirate nel pollaio, il piccione sta
ancora seduto sul recinto, immobile, scruta con gli occhi nella penombra e
guarda verso il cielo di color madreperla, in una solitudine inenarrabile,
aspettando uno stormo che volato via e non ritorner mai pi. La sua
ombra diventa sempre pi scura, e infine anche lui stesso diventa un
ombra e si scioglie nel caldo buio della notte che ricopre con le sue
morbide ali i solitari ...
-Fine-
5



|o| 2+ sottobo |o accoso oo
caso |a to|ov|s|ooo su caoa|o 5, o
cosa vooo: ' |oa goot||o s|gooa
sta so|ogaooo c|o ouo||o c|o sa-
obbo sogu|to su tutt| | to|osc|o|
o| tutto, o ouas| tutto || oooo, sa-
obbo stato || oocosso o| C||otoo,
avutos| || + agosto scoso.
uas| ooo cooovo a ouo||o c|o
co|oc|avo a voooo su| |o|-
sc|oo. |o |os|oooto osso a||a
gogoa oa| ass oo|a, oo|so, accu-
sato oubb||caooto oo| suo| aa|
sossua|| coo oao|o oosaot| oo |ooo-
coot|. \|sto uo oozzo o| ouo| ||ato
|o cab|ato caoa|o, o|sgustata o|
tutto. |ooso c|o s|ao a| |||to
oo||a |ooocooza, |ooocooza c|o s|
abbattuta su uo uoo, |ooto so|o
uo uoo c|o |a sbag||ato.
|||a
1
Depressioni

Come infermiera ho curato gente che soffriva del male oscuro.
Ho visto la tristezza , la grande fatica, il vedere tutto negativo...
non essere pi capaci. Aver la paura della gente e non essere
pi capace di strutturare la giornata. Si sta a letto isolati.
Andavo una volta la settimana a parlare con loro e ad
accompagnarli a fare una passeggiata. Oggi che soffro di
depressione, devo dire che la mia prestazione era come una
goccia di amara pioggia in mezzo ad un deserto, goccia che
scivola via e svanisce in un istante senza cambiare niente.
Sono stata 3 volte a Beverin dove mi trovavo bene lasciando a
poco a poco alle spalle il nero della depressione. Dopo la terza
volta ho avuto la fortuna di venire all'Andromeda. L'Andromeda
mi d struttura, contatto con gente che ha anche sofferto o
soffre. C' comunicazione verbale (Perseo) e non verbale (bio-
energetica, ginnastica dolce, pittura) . Ci si sente s stessi ma si
sente anche gli altri. Mi sento di nuovo un essere umano e
sociale.
Il bello che riesco adesso anche a organizzarmi la mattina e il
week-end ( passeggiate, sauna, ecc.). Secondo me i centri
diurni sono molto importanti.
Come ultimo, quando sono stata per la prima volta a Beverin, e
facevo la ginnastica e la pittura, avevo la sensazione di aver gi
vissuto queste libere espressioni gi in passato. La terapeuta mi
ha spiegato che le ho vissute da bambina e ci sano. Bambini
siamo tutti. Abbiamo del sano dentro di noi, lasciamolo uscire e
costruiamo su quello.

Cristina
14




Come infermiera ho curato gente con depressione.
Ho visto la tristezza , la grande fatica, il vedere tutto
negativo, non essere pi capace di pronunciarsi.
Aver la paura della gente e non essere pi capace
di strutturare la giornata. Si sta a letto isolata.
Andavo una volta la settimana a parlare con loro e
portarli a spasso. Oggi che soffro di depressione,
devo dire che la mia prestazione era come una
goccia che scivola via e non cambia niente.
Sono stata tre volte a Beverin dove mi trovavo
bene. Dopo la terza volta ho avuto la fortuna di
venire all'Andromeda. L'Andromeda mi d struttura,
contatto con gente che ha anche sofferto o soffre.
C' comunicazione verbale (Perseo) e non verbale
(bioenergetica, ginnastica dolce, pittura) . Si sente
s stesso ma si sente anche gli altri. Mi sento di
nuovo un essere umano e sociale.
Il bello che riesco adesso anche a organizzarmi la
mattina e il week-end (passeggiate, sauna, ecc.).
Secondo me i centri diurni sono molto importanti.
Come ultimo, quando ero la prima volta a Beverin,
e facevo la ginnastica e la pittura, avevo la
sensazione di aver gi fatto. La terapeuta mi ha
spiegato che l'ho fatta da bambina e ci sano.
Bambini siamo stati tutti. Abbiamo del sano dentro
di noi, lasciamolo uscire e costruiamo su quello.

Cristina

16




Cara nonna mi hai allevato da quando avevo nove mesi e mezzo. Per
questo te ne sono molto grata . Ti ricordo, ed ero gi grandicella, quando
mi portavi nel bosco a fare la legna ed a raccogliere castagne. Quando mi
vedevi attraversare i ruscelli sopra i sassi temevi che mi facessi male e
cos poi mi sgridavi, e quando non facevo la brava prendevi la bacchetta.
Mi picchiavi forte e io piangevo altrettanto forte. Ma lo facevi per disciplina
e ora te ne sono spesso grata. Per quello che hai fatto per me e ancora
come se fossi viva. Cara nonna, ogni tanto prego perch tu mi mandi la
salute e che mi aiuti a stare meglio. Io non potr mai dimenticare i bei
momenti passati assieme, perci ti mando un bacione in memoria.

Daniela
6



Al 20 di maggio siamo
partiti con due pulmini
per l'Isola d'Elba
Dopo 6/7 ore siamo
arrivati a Piombino
dove abbiamo preso il
traghetto per
Portoferraio. Da li
abbiamo attraversato
l'isola verso sud, fino a
Pareti, dove siamo stati
accolti con gentilezza
dai proprietari della
Villa Miramare. Villa
Miramare un piccolo
albergo con due stelle,
con una cucina
fantastica e che si trova
direttamente al mare. La
maggior parte della
settimana l'abbiamo
passata alla spiaggia
prendendo il sole,
facendo il bagno nel
mare azzurro, andando
in motoscafo e giocando
a bocce. La sera e la
mattina chi voleva
poteva fare delle
escursioni. Cosi
abbiamo visitato
Capoliveri,
Portoazzurro, Portoferraio (Musei di Napoleone e il Museo).
Purtroppo gli otto giorni di relax sono passati troppo in fretta e abbiamo dovuto lasciare "IL
GIARDINO NEL BLU".

Daniela & Cristina



1
Scrivere

Non semplice ,....rincorrere le parole che velocemente
sembrano rimbalzare e nascondersi fra luci e bagliori di, ben
pi presenti, sentimenti e emozioni; una volta agguantate,
bisogna poi ordinarle, metterle in fila, fare in modo insomma,
che il tutto abbia un senso logico e un contenuto.
Dopo tutto ci, si prosegue, armarsi di foglio e matita ed
iniziare....ma qui vi un'altra difficolt, sembra di viaggiare col
freno tirato; la lentezza del mio scrivere mi provoca ingorghi
cerebrali e le frasi mie pi compiute, che mi sembra descrivano
quel che veramente vivo e penso, si accatastano e si
aggrovigliano; quando finalmente, dopo lunghi travagli, mi
ritrovo ad aver srotolato e fissato a matita sul bianco di un foglio
ci, che vorrebbe essere il mio pensiero vi leggo....
Eh no! Non ci siamo proprio! Ci che ho pensato, vissuto e
sentito e che volevo dire molto pi vasto, molto pi completo
di ci; Mi sento autoriduttivo e limitato, mi rassegno, non
tutto, ma comunque una parte di me.
Parole.....
Frequento la scuola infermieri e ho svolto un periodo di stage
presso il servizio psico sociale di Bellinzona. Durante questo
periodo ho avuto spesso l'occasione di incontrarmi con persone
sofferenti di disturbi psichici, quelli che, per intenderci spesso
non vengono definiti in modo generico matti*, termine che
chiss poi cosa vuol dire veramente, nessuno lo sa.
Questa esperienza mi ha permesso di conoscere una piccola
parte di quel mondo che ruota attorno alla psichiatria; mondo
che spesso suscita tra i "normali" imbarazzo, disagio ed
irrazionale paure; gi, perch a mio avviso, nessuno pu
sentirsi completamente immune e vaccinato verso la sofferenza
psichica, forse sono proprio queste paure e insicurezze a
contribuire a un atteggiamento emarginante verso coloro che mi
permetto di chiamare matti; gi, guardare in fronte la realt pi
formale.
Parlando di matti parliamo in primo luogo di persone che
spesso soffrono e soffrono ancora di pi subendo le
conseguenze emarginanti di un immaginario collettivo carico di
pregiudizi ed egoismi. Tutti lottano e nuotano in questo mare
agitato che la nostra societ, societ che non ha dubbi a
definirla alienata. e pure, se non riesco ad individuare i colpevoli
2
non vedo neppure gli innocenti, nuotando, tutti smuovono le
acque e provocano onde, teniamo conto per favore di chi non
sa nuotare e ha meno capacit di noi.
Dal ruolo di allievo infermiere sono diventato membro del Club
Andromeda, Club fondato da ex pazienti psichiatrici, di coloro
che hanno capito che nuotare assieme conviene e d pi
possibilit di rimanere a galla. Se vero, come dice un famoso
cantante, che la libert partecipazione, io invito coloro che non
rinunciano a voler sentire dentro di loro un alito di libert, a voler
partecipare. Come? Mi rivolgo alla popolazione tutta e la invito a
iscriversi al Club Andromeda, la invito a infrangere i propri
pregiudizi e abbattere i propri tab. Non per quietare la
coscienza o aver l'impressione d'aver fatto una buona azione,
ma unicamente per compiere un ulteriore passo verso una
libert che pu essere definita tale unicamente tramite la
partecipazione che nessuno esclude. Sarebbe forse una prova
di maturit sociale, di cui spesso mi illudo ma in cui voglio
ostinarmi a credere; Le iscrizioni sono aperte? Voglio ringraziare
le persone che ho conosciuto in questa sede poich molto ho
ricevuto da loro, non solo importante, ma comunque astratta
esperienza professionale, ma concreta umanit.
Dedico un grazie a tutti gli operatori che con professionalit si
occupano di chi sta male e soffre, poich il loro lavoro non
cero facile ma di importanza estrema anche se spesso passa
inosservato.
Non amo gli addii aggiungo quindi unicamente un vero ciao.

Edo
15





Gli studenti, 7 ragazze e 2 ragazzi, della
scuola di mimo e clown di Milano sono
venuti gioved sera 24 giugno al Centro
diurno di Bellinzona per proporre i loro
spettacoli comici drammatici.
I comici si basavano sulle prove dei
vestiti mimando le facce soddisfatte.
Per Antonella stata la prima volta che
ha avuto l'occasione di vedere uno
spettacolo di mimo. Impressionata dai
bei costumi, dalla felicit, dai loro
sorrisi e contagiata da quel buon umore
che tanto cerchiamo.
La seconda parte dello spettacolo
trattava di temi spaziali a forte
spettacolarit e precisione. Cristina ha
preferito questa seconda parte in quanto
l'espressione della mimica era forte
evidente. I movimenti erano coordinati
perfettamente, erano proprio dei bravi
professionisti. Apprezzato in particolare
la fine dello spettacolo quando tutti i
protagonisti del mimo sono crollati a
terra dando il messaggio di una tecnica
sconfitta dalla natura umana (per for-
tuna!).
Dopo la presentazione abbiamo cenato
in compagnia a base di riso in insalata,
pomodori e formaggini.
I nostri amici, perch proprio cos che
li abbiamo sentiti, erano commossi
dall'accoglienza ricevuta e dal nostro
entusiasmo. Serate cos vano ripetute di
spesso per poter suscitare la creativit
del sorriso e dare la possibilit ai
giovani di esprimersi.

9


Siamo partiti il 28 settembre alle
ore 10, ma il nostro autista
Lorenzo ha dimenticato qualcosa
di importante nella sua casa in
provincia di Varese e siamo par-
titi di buona lena per il recupero
delle assicurazioni rimpatrio. Lo-
renzo ha cos approfittato per
dare un bacio alla sua bellissima
moglie. La casa dove abita Lo-
renzo una bellis-
sima villa con un
magnifico giardino.
Stavamo salendo
sul furgoncino
quando abbiamo
sentito un grido di
dolore da parte di
Cristina che si era
schiacciato la ma-
no nella porta del
furgoncino. Subito
il nostro medico
De Marco si
accertato di quanto
era successo, rassicurando
Cristina che non era cosa grave.
Ripartiti, ci siamo poi fermati per
uno spuntino all'autogrill di Santi
dove vi erano esposte delle
bottiglie di olio. Enrica con la sua
borsetta senza volere ne urtava
una che cadeva a terra e si
frantumava in mille pezzi. L'olio
schizzava e macchiava gli
eleganti vestiti di un signore che
si trovava per caso a passare di
l. Enrica venne unta solo ad una
scarpa. Non dimenticheremo mai
la scena, in un attimo l'autogrill si
svuoto degli Andromedini che a
tutta velocit uscirono ... ci
chiediamo ancora ora perch! ...
Ma non fini l!!!
Il mattino seguente, gi in Costa
Azzurra, Fiorella nel fare cola-
zione si lasci scappare il vassoio
per terra provocando la rottura di
una tazza. Il locale della cola-
zione era piuttosto piccolo, co-
sicch nei giorni seguenti
abbiamo fatto ben attenzione a
non rompere pi nulla non
usando pi i vas-
soi ma portando a
mano ognuno la
propria tazza.
Certamente ne
sono successe di
quelle belle, se
penso che l'Anto-
nella un
pomeriggio in un
ristorante dove ci
eravamo fermati a
bere si seduta
con un signore
che aspettava la
moglie, ad un tavolo non distante
da noi, convinta di essere con
qualcuno dei nostri. E ci
mettendovi tutta la convinzione
possibile. Noi l'abbiamo guardata
chiedendoci che cosa cavolo
stesse facendo. Ma era cos
convinta che nemmeno noi le
abbiamo chiesto cosa stava
succedendo e chi era quel tipo
con lei. Fino a che, dopo non
poco tempo, si accorse che il si-
gnore di fronte a lei non faceva
parte del nostro gruppo. Come un
razzo si alzata e si poi seduta
accanto a noi innescando l'ilarit
di noi tutti

10
A mezzogiorno il pasto era a
base di panini con formaggio,
salame, pate. Poi la sera la cena
era abbondante e sempre a base
di specialit. Abbiamo assaporato
ostriche, la paella, l'aioli, il cus-
cus, il formaggio di capra. Tutti
gustavano queste specialit,
tranne Enrica e Benito che
optavano per altre pietanze a
base di carne e patate fritte.
Capito una sera una bistecca
dura. Enrica comand allora
spaghetti al sugo, ma anche
quelli non erano un gran ch. A
met vacanza Lorenzo dimen-
ticava il borsetto con i soldi.
Grazie alla sua perspicacia lo ri-
trovava poi nel ristorante Mc
Donald.
Eccoci giunti all'ultimo giorno,
eravamo tutti un po' stanchi.
Arrivati a Montecarlo Lorenzo
propose di salire 400 scalini per
visitare il Casino, ma scrutati i
nostri visi spaventati da tale
eventualit opto per la visita a un
supermercato(***).
Malgrado fosse tardo settembre
durante questa bella vacanza
abbiamo fatto il bagno. L'acqua
era fredda e i pi coraggiosi sono
stati Lorenzo, Antonella, Fiorella,
Benito e Teo che si sono tuffati.

Enrica e Fiorella
1
DEMOLI ZI ONE
di Arpad
-Prima parte-

Con l'alito caldo del caldo agosto si aprono le finestre delle case,
delle ville e dei condomini, si spalancano le porte dei balconi. Gatti
vagabondi , sonnecchianti, stesi tra l'erbaccia della vigna sognano
favolose prede, magari un topolino gigante, inerme fra gli artigli,
oppure qualcos'altro, cosa irraggiungibile.
Un soffio tiepido sorvola la citt e rende pi disponibile la gente ed i
volti che ricordano ancora questo inconsueto freddo in luglio di
quest'anno cominciano a perdere il pallore. Un soffio tiepido fa
vibrare lo stormo di piccioni che girano nel cielo come ubriachi, con
ali sbattenti, euforici dal tocco delle stelle invisibili dello spazio
azzurro ed infinito.
In fondo alla vigna tra palazzi grigi senza fantasia si estendeva una
vecchia casa a due piani. Sulla facciata verso la strada era esposto
un grosso cartellone con la scritta: casa e terreno in vendita.
Gi da molto tempo non abitava nessuno nella vecchia costruzione
che portava i segni vistosi del passare del tempo, delle intemperie e
della mancanza di cura quotidiana. Aveva i cornicioni ed i davanzali
un po' malandati, una pittura esterna che mutava in macchie tristi. Un
tubo per l'acqua piovana mezzo staccato dal muro del nord
dondolava disperatamente nel vento.
Aveva un'aria triste quella casa semi sommersa nel verde talmente
vivo del giardino selvatico sottostante. Come una signora vecchia
che ha vissuto tempi migliori e adesso non si ricorda` pi da che
cielo sia piombata qui.
Nel soffitto nidificavano i piccioni. Era casa loro l e una finestrella a
vetro rotto serviva da entrata principale
Ma nei dintorni della vecchia , immobile casa si svolgeva una vita
frizzante , piena di avvenimenti pi o meno importanti.
Dopo la morte del proprietario, quando la casa era disabitata ormai
da molti anni , gli eredi hanno trasformato il posto in una specie di
casa di vacanza. La vecchia costruzione rimasta sempre chiusa ,
ma la casupola degli attrezzi veniva trasformata in un grottino
improvvisato e il pollaio con il suo minuscolo cortile veniva riempito di
una dozzina di polli, compreso un gallo ancora giovane e visibilmente
principiante.
Le serate di fine settimana erano piuttosto movimentate con un
grande andirivieni di macchine e di ospiti. Si facevano grigliate fino a
tarda notte senza fare per particolare chiasso. Era gente benevole,
allegra ma tranquilla che viveva la sua gioia e divertimenti su quel
palcoscenico verde, attorniato da grandi palazzi grigi.
2
L'orto fioriva e verdeggiava. In esso prosperavano lattughe enormi,
fagioli, cornetti, patate, melanzane e tanti pomodori, insomma quasi
tutti i tipi di verdura esistenti.
Avevano anche un prugno nell'orto, un melo e un pero, vecchi ma
vigorosi, pieni di frutta. Era un piccolo microcosmo felice: le galline
schiamazzavano, gli uccellini cinguettavano e lo stormo dei piccioni
gironzolava nell'aria, perdendo talvolta piume di color cenere.
In un bel mattino di mezza estate questo piccolo mondo
all'improvviso andato in frantumi.

-Fine prima parte-
(continua)
IL NUOTO

Ho iniziato a praticare il nuoto a Vira Gambarogno verso la met di luglio.
L'acqua era bassa ai bordi e fredda che non invitava alla pratica del nuoto.
Dopo il necessario periodo di riscaldamento , ho preso coraggio e mi sono
tuffata a nuoto a rana , provando una piacevole sensazione. Dopo il necessario
periodo di riposo, ho ripreso gli allenamenti spingendomi al largo. Siamo
andati anche ad Agno in piscina. Anche l l'acqua era fredda, non invogliava
ma poi il freddo passato. L'acqua arrivava alle spalle e ho fatto molte
bracciate, guadagnando parecchi metri. Mi stava al fianco la Maria, infermiera,
che mi incoraggiava a nuotare. Prima di nuotare facevo la doccia per rilassare i
muscoli. Poi abbiamo iniziato a frequentare la piscina del Centro sportivo
nazionale di Tenero. Qui ho cominciato ad usare i braccioli, come
consigliatomi da Maria. Ho giocato a pallanuoto. Sono stata in difesa e a
difesa della porta. Ho subito alcuni gol, alcuni palloni li ho parati,
prendendomi complimenti del Dr. Bazeghy che capitanava la squadra. Ci sono
3 piscine, una con l'acqua bassa, una con l'acqua alta e una per i tuffi. Sono
entrata nell'acqua alta con l'aiuto della "buscionera" Ho percorso la piscina
intera senza annaspare come facevo nell'acqua bassa, tanta era la paura di
annegare. Col caldo che faceva l'acqua era pi' calda di quella di Vira
Gambarogno e di Agno. Una volta siamo andati alla piscina di Bellinzona.
Abbiamo preferito andare nell'acqua bassa e l ho nuotato con sicurezza. Ci
siamo stesi nel prato ad asciugarci e a prendere il sole.

Enrica
luglio agosto
10
11 W11141 11 W11141 11 W11141 11 W11141

Nel lontano 1970 partecipai alla prima puntata del gioco televisivo a
premi denominato "il Calderone". Il presentatore era Paolo Limiti, la
valletta era niente popodimeno che la grande Mina. L'aveva fatto per
fare un grande piacere al suo amico del cuore Paolo Limiti. Mina
portava un vestito lungo fino ai piedi. Ci hanno fatto domande
musicali riguardanti la musica leggera. Non me le ricordo pi, ma
non erano molto difficili. Ho guadagnato franchi 540.-. Come ultima
domanda si trattava di
indovinare un brano
musicale mascherato:
era la canzone "Fiori
rosa, fiori di pesco"
alla quale non ho
saputo rispondere. Se
avessi indovinato la
risposta sarei passata
alla puntata seguente
del
"Calderone".Invece
sono stata
squalificata. Hanno
registrato un'al-tra
puntata alla quale ha
partecipato come
cantante ospite Sergio
Endrigo. Alla prima
puntata aveva parteci-
pato il gruppo degli
"Aguaviva". Non
sape-vo che era la
prima puntata
altrimenti mi sarei
spaventata.
A questa puntata ave-va partecipato Viviana Krocsinski, una ragazza
polacca il cui padre si era trasferito dalla Polonia in Ticino. La
trasmissione, incominciata nel pomeriggio, andata oltre la
mezzanotte. Alla una ci trovavamo a Paradiso nella vecchia rimessa
dove avevano registrato le puntate del "Calderone". Abbiamo
obbligato la Televisione Svizzera a chiamare un taxi per portarci fino
a Giubiasco e poi a Bodio perch c'era un certo Gennari di Bodio.
Chiss cosa avr speso!
Enrica

5

Il nostro corso di pasticceria iniziato il
13 gennaio. Il primo giorno erano
presenti 4 persone a cui si aggiunta
ben un ora dopo Enrica, la quale prima
tuffarsi sui pasticcini aveva pensato di
farsi una pennichella. In questo modo
avrebbe avuto pi energie per divorarli
tutti .
Per quel primo giorno la pasticciere
Giovanna e la stagiaire in animazione
Sabrina, avevano previsto di farci una
lezione sulle paste frolla, lezione che si
conclusa con la degustazione, per
non dire assalto, di 2 torte alla
marmellate e una ventina di tartelle. In
seguito il gruppo si arricchito di altre
volonterose apprendiste pasticcere, e
visti i buoni risultati, dopo 2 ore di
lavoro, in 5 minuti "spazziamo tutto",
aiutate anche da alcuni volontari
presente al Centro diurno.
Le produzioni del nostro gruppo
variano dal tiramisu alla torta di carote,
dal cake al cioccolato alla torta di
albicocche, alle millefoglie di
cannoncini alla crema. Per la chiusura
del corso che avverr il 24 febbraio
previsto il boom finale con la foresta
nera. Grazie Sabrina e Giovanna
pasticciere simpatiche.

Enrica



A| mare con nosta|g|a

Pers|er| cre s| accava||aro re||a r|a rerle.
3erer| o corluroal| da lorl| eroz|or|.
verlo |rpeluoso cre r| la slar ra|e.
Perso e r| raggor|lo|o su re slessa.
lrlarlo || verlo serpre p|u lorle e spazza v|a
lulle |e ruo| e ... 3erero core || l|lo|o d| ura
veccr|a carzore cre carl|ccr|avo arr| la e a que|
lerpo r| p|aceva.
Nosla|g|a de| lerp| passal| , r|rp|arlo lorse s|
lorse ro.
8e||ezze scorl|rale |r queslo grarde rare verde
azzurro, cor var|op|rle corcr|g||e prorle da
raccog||ere e da dorare.
l| lerpo lrascorre ve|ocererle ed g|a sera.
V| serlo d|slrulla erol|varerle, vorre| cre queslo
g|orro s| arreslasse ur all|ro e ror r| lacesse
cosi ra|e.
3ersaz|or| do|c|ss|re ora soro |r re, dove r|
r|erp|oro || cuore d| g|o|a, r| appagaro d| lullo.
0ra slo oere cor re slessa.
0orar| sp|erdera s|curarerle d| ruovo || so|e .
verro a lrovarl| rare. 0|ocrero cor |e lue orde
d|verlerdor| core ur oaro|ro.



F|ore |6 |ug||o |997






















4


Una rosa che sboccia un
messaggio d'amore. bellis-
simo osservarla, toccarla,
sentire il suo profumo. Guar-
do e osservo per la bellezza
che mi circonda e che mi
prende con tutto il cuore.
un sentimento che mi ricorda
e mi fa sentire bene e mi ri-
scalda. Se sono triste os-
servo la natura e sto subito
meglio.
Fiore, 30 dicembre 1996



































Nuvole a pecorelle, leggere
di tante forme, tranquille.
Nuvole minacciose pronte a
scontrarsi per un imminente
nubifragio. Tempo incerto
con qualche raggio di sole
che muta cos velocemente
ed arriva la pioggia e cambia
anche l'umore. Se prima eri
allegro ora sei triste. Poi
d'un tratto si fa strada il ven-
to spazzando via le nuvole.
sera sul cielo arriva l'arco-
baleno con i suoi magnifici
sette colori. Domani final-
mente ci sar il sole!
Fiore, 22 gennaio 1997
13


O)
E
4C
E]E
:


]E
O]

E
+)+E


Nel mese di novembre del 97 ho dovuto trasferirmi a casa di mia
sorella Lorenza che abita a Lugano perch la mia casa di
Montecarasso verr riattata.
Infatti rifaranno i pavimenti, la cucina verr messa a nuovo, verr
aggiunta unulteriore ala nuova ed altri lavori.
Inizialmente ero molto incasinata per il fatto che dovevo organizzare
tutto il trasloco ed ero anche un po titubante in quanto mi chiedevo
se mia sorella mi avrebbe accettata.
Avevo anche paura di non poter pi venire al Centro diurno. e stavo
male per questo, ma con laiuto ed i consigli di Lorenzo sono riuscita
a superare questa mia difficolt. Sono cos riuscita a trovare le
soluzioni.
Ora un mese che abito da mia sorella e devo dire che mi trovo
veramente bene. Lorenza molto disponibile ed aperta, andiamo
molto daccordo e sto imparando a conoscerla. Mia sorella ha un
figlio che si chiama Javier, ha 14 anni, frequenta la quarta media alla
13
scuola di Breganzona. Se non vengo al Centro diurno al mattino gli
preparo il pranzo per quando torna da scuola.
Per venire a Bellinzona prendo il treno. Certe volte leggo e alcune
volte guardo il paesaggio dal finestrino.
I lavori di restaurazione incominceranno nel mese di gennaio e se
tutto va bene alla fine di luglio o ai primi di agosto mi trasferir nella
mia nuova casa, con i miei fratelli, mia cognata e i miei nipoti. Io
abiter nellala nuova con mio fratello Pietro. Sono molto contenta e
aspetto quel giorno con molta trepidazione.
Penso che questo mio scritto mi sia servito a guardarmi dentro, a
riflettere.
Vi scriver ancora cari amici lanno prossimo per farvi sapere come
mi sar sistemata nella mia nuova casa.
Fiore 1.12.97
4


@t mio irio
etter gti miei et @eotro iuroo orome

@ri miei to per reeootrvi uo tori. e ooo uo tori
poeo.
_ uo po tutt t mi vit. te mie emoxiooi. te mie pure. te mie
eoxiooi. tt er or ooo pi troquitt. eto etore i
(rteroit e mieixi emo io me eoxiooi ouove. m
porte prim or. _ore uo po i pur ee tbo empre.
@bi ooo b timore i eo rierv it omoi? giuto o bgtito
ebe i?
_ggi pero ooo tt vermeote beoe _oo mi ueeeev
preeebio tempo i eotirmi eoi beoe eoo voi. _i riogrxio tutti
per it beoe e t (iuei ebe mi imotrte gioroo opo gioroo.
_t per eoeere mexxootte. t giuogeoo uo ouovo gioroo. uo
giorot ebe pero i poitiv per tutti voi e per me. e ebe ei i
tote oi(xiooi e tot (orx eome tto per me oggi.
@ereo i peore poeo t pto. _t pto pto. _oo
peoo oemmeoo troppo t (uturo. _ megtio vivere beoe t giorot
eox pori troppe omoe e (ri toti probtemi. _t preeote oo.
qui. e to poro poeo poeo gutooto eome more.
_ore preuotuoo quetto ebe erivo. m io to peoo eoo it
euore?
@ri miei vi vogtio beoe. @oo uo (orte bbreeio uguro tutti
uo (etiee ooo.
mie _iore


_ oturtmeote oegti `miei ioetuo oebe tutto it peroote ebe ei iut
e ei otieoe oei momeoti i((ieiti e (eeooei ivertire io quetti betti???
-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
10

Tu con il tuo viso,
dolce e sensibile
con i tuoi occhi d'amare
con la tua bocca da baciare.
Il tuo sguardo innocente
che sa essere anche
colpevole.
Sorrido.
Penso a tutti i giorni passati
in amicizia.
Sognare s, con tanto
sentimento.
Dolce sei tu!
Quasi le stelle silluminano anche di giorno
e quando la luna fa capolino
andare a letto felici come non mai.
Musica fremente, quasi stonata odo in lontananza.
Parole.
In questo attimo di cielo non hanno senso.
pi ci penso e pi mi identifico in te.
Resto muta,
non parlo
Ascolto la natura
Musica in concerto
il vento soffia accarezza i miei capelli
dolcemente come un richiamo.
Immagino un usignolo che canta beato
libero ...
Terra lontana lAustralia
con i canguri che fanno tenerezza.
Sono viva,
sono viva e lo urlerei
cantando questa mia
e spontanea poesia

Fiore, 16 gennaio 1998

6



@t mio irio
) geooio 998

@ome bo eritto tootte u queto irio. ooo tt proprio
beoiimo ieri eoo voi tt'orome.
_t eoro eoo it brvo e imptieo qreo ettmoti mi b motto
toeet e eotuimt. _pero ebe tro empre beoe per
eootioure queto eoro i (umetti. qreo uo (umettro. b
(tto it tieeo rtitieo @ot e tre ooi uo euot i qitoo
per peeitixxri io (umetti. _r tvor eome oimtore t
retio _eee preo t @tioie iebitrie. _eri pomeriggio
bbimo (tto qui ue ore i teori. ove qreo b prtto.
piegoo. (eeoo ei primi eempi e ripooeoo tte ootre
vrie omoe. tte ":oo mi b poi rieeompgot mi
orett oreox ugoo. qeotre qreo ei piegv te vrie
teeoiebe it oreoxo i reeto tt rexiooe et quotiioo
_egiooe t igoor ue @ttrioo per eomioeire t
eottborxiooe. _ queto uo ttro iotereote impegoo ebe ei
imo prei. _o(tti pubbtieberemo uo ootr pgio ut
quotiioo meoite. _o perootmeote ooo motto eooteot e
oi(tt i quet opportuoit ebe ei vieoe o((ert. _iogrxio
oome i tutti ooi rettori i ereo quete brve perooe ebe ei
oteogooo e oett o((ereox ei (ooo eotire utiti.
_iore





-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
6



V..-. - -.-.-.+- + -+ --::-+ +.-+ .::+ e-.:.+

_ogtie utuooo

@uoo tutto i te mi embrv betto.
quoo tutto i te mi embrv giuto.
quoo i ootte retvo vegti per
repirre it tuo repiro.
ooo pevo ebe te mie prote
eivotvoo u i te eome t
pioggi ui vetri.
q oebe or ebe mi eoto eome
uo (ogti utuooo.
mi orpreoo gurrti
eoo gti oeebi ettmore

_it
-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
9


A me piace la neve. Mi piace quando scende, vellutata, mi fa avere
una bella sensazione di pace e benessere in tutto il corpo e lo spirito.
La neve fa bene per le malattie, depura l'aria. Gli automobilisti non
sono tanto contenti quando nevica. I bambini sono felici. Giocano
con le palle di neve. Finito l'inverno, arriver la timida primavera a
riscaldarci il cuore. Ci saranno mille profumi nell'aria. Anche la
pioggia far la sua comparsa. Il sole primaverile ci regala delle belle
e tiepide giornate e poi arriver Pasqua.
Poi maggio, giugno, l'estate! Aria di vacanze....finalmente un po' di
caldo ci vuole. Spero che far un po' di bel tempo quest'estate.
Luglio, agosto, settembre: autunno alle porte. Ottobre si
vendemmia, tempo di castagne, si va nei boschi a raccogliere i
funghi. Pian piano ci inoltriamo nel triste e lungo inverno. Novembre
mesi dei morti, triste e sconsolato, Dicembre mese dei bambini ma
per alcune persone sono giorni di sofferenza, tristi e malinconici.
Spesso in inverno soffro di depressione. Ora per sono 4 anni che
sto bene.
S qualche volta ho degli alti e bassi, questo capita a tutti, ma con
l'aiuto del mio terapeuta e delle brave persone che mi stanno vicino
ne parlo cercando di superare le difficolt che mi si presentano.
Le stagioni sono tutte belle, hanno il loro fascino e la loro funzione.

Fiore
12
DEMOLI ZI ONE
di Arpad
-Seconda parte-

Con forte rumore stata trascinata dentro dal rozzo cancello di ferro
battuto una grande ruspa. Sembrava stanca nelle sue manovre ed era
ricoperta di fango secco. Si presentavano anche un paio di operai in tuta
da lavoro, fumavano sigarette e con le mani infilate nelle tasche fissavano
la vecchia casa. Uno di loro fischiettava piano. Ad un tratto la ruspa si
avvicinata al muro e a grandi morsi ha cominciato a demolire la casa. Nel
giro di poche ore l'orto sottostante diventato di un paesaggio lunare: le
foglie, l'erba, la casupola e gli alberi, tutto era ricoperto da un vasto strato
di polvere. Durante il sabato e la domenica i resti della vecchia casa sono
rimasti l, sanguinanti con le viscere all'aria, come una fetta di torta
denudata. Quasi esattamente la met rimasta intatta e stava nel mezzo
dell'orto semibuio in un'immobilit oscena, volgare, come una vecchia
cortigiana con la sottana alzata. Dagli scompartimenti di questa grande
bacheca guardavano fuori oggetti dimenticati nel tempo e nello spazio:
testimoni tristi di vite vissute da generazioni ormai scomparse nel nulla.
Nella fetta del soffitto un grande cartone, un secchio di latta annerita,
mazzi di giornali coperti di povere. Al secondo piano una vecchia stufa a
legna e una vasca da bagno mezza pendente dal pavimento crollato.
Sulla placca della stufa una grande pentola rossa a due manici, una
vecchia sedia di legno marrone ed un vecchio lampadario d'altri tempo
privo di lampadina ... Nel primo piano un armadio a porte spalancate con
dentro alcuni vestiti che non indosser pi nessuno.
Quando il tetto crollato lo stormo di piccioni ha fatto un paio di giri
disorientatamente sopra il quartiere. Poi volarono via verso la Chiesa della
Madonna delle Grazie, poi ancora pi lontano verso i cieli azzurri del Pizzo
di Claro. Da allora non sono mai pi tornati.
Alcuni giorni dopo la vecchia casa svanita nel nulla: hanno portato via
tutte le macerie e il posto rimasto deserto, privo di calore e privo di
sentimenti.

13
Ancora per giorni guardando talvolta fuori dalla finestra della nostra
cucina, ci sembrava di vedere l'immobile, calma sagoma della casa,
ridotta ad un gioco della nostra immaginazione.
Quando fu passato circa un mese ormai dalla demolizione, noi c'eravamo
abituati a non pi vedere la casa, ma a vedere solo l'orto sottostante la
nostra cucina, dove le galline strappavano l'erba, schiamazzavano e
saltellavano.
I nostri vicini facevano qualche grigliata ogni tanto, anche se il luogo era
diventato un po' cupo e scolorito. Aveva ed ha perso il fascino di luogo
abitato da gente che ha gioie, rabbia, tristezza e dolore.
Nell'alba di un giorno di fine settembre, immerso nei pensieri, guardavo
fuori dalla finestra e vedevo le galline vivaci e ho notato che stavano
cacciano qualcosa con istinto animalesco, che non conosce piet,
soltanto puro ed atavico egoismo. Quel qualcosa sembrava un piccolo e
morbido pallone grigio a righe nere, che faceva dei salti, ora correva, ora
si bloccava in un angolo del recinto di rete metallica. Con mia grande
sorpresa mi accorsi che era un piccione ancora incapace di volare anche
se vivace e ben sviluppato. Rubacchiava chicchi di grano e granturco in
un fuga continua, cacciato dalle galline. Il piccione giorno per giorno
diventava sempre pi grande e bello ed era aiutato dall'istinto della
sopravvivenza. Un giorno le galline hanno smesso di cercare di
scacciarlo: lo hanno lasciato beccare i chicchi da sorelle buone e lo
guardavano con affetto, come una specie di gallina onorevole. Era casa
sua e non era pi un intruso, ma faceva parte del piccolo microcosmo del
pollaio, dell'orto, della citt e del paese. Il piccione poi ha fatto il suo primo
volo solitario, spinto da istinti antichi che dentro di lui dettavano le cose
che doveva fare. Si sollev nell'aria con le ali ormai forti, gir sopra l'orto e
si avventur sui tetti dei palazzi grigi circostanti.
Al tramonto quando gli ultimi raggi del sole morente gettano macchie
rosse sull'orto e le galline si sono gi ritirate nel pollaio, il piccione sta
ancora seduto sul recinto, immobile, scruta con gli occhi nella penombra e
guarda verso il cielo di color madreperla, in una solitudine inenarrabile,
aspettando uno stormo che volato via e non ritorner mai pi. La sua
ombra diventa sempre pi scura, e infine anche lui stesso diventa un
ombra e si scioglie nel caldo buio della notte che ricopre con le sue
morbide ali i solitari ...
-Fine-
5
Fiore, 27 gennaio 1998




Quando la solitudine mi assale
sento una morsa dentro
un vuoto inspiegabile
vorrei uscirne
ma non ce la faccio
sto sempre pi sola
a immaginare
sui miei fastidi
e lei resta l
mi prende tutta
mi soffoca
allora esco, faccio una piccola
passeggiata per distrarmi e non
pensare
o ascolto un disco un po' allegro,
cosi cambio anima
e mi sento meno sola


Giallo tenue
un sospiro
regalo di un attimo
una parola che non
si usa quasi mai
ti amo
e l'istante finito






15
A-+
::-++
.- .:-.:+
Era seduta
ad un tavolo d'angolo
di un fumoso bar.
mentre sorseggiavo un caff
la guardai fissare il vuoto
davanti a s. Era al suo terzo frizzantino
e la decima sigaretta. Avrei voluto gridarle "fermati"
ma come un codardo
me ne sono andato

Fisio


_+-+
++
Tu donna, piccola, bella, graziosa ...
materna, sei tu ma
compagna di mille e mille avventure
forse alcune non troppo felici ...
Nella tua vita hai fatto tanti sacrifici.
Certe volte non andando d'accordo,
abbiamo avuto delle divergenze,
ma chi non ha delle contrariet
con i propri genitori?
Oggi la tua festa
e ti faccio tantissimi auguri.
Volevo scriverti questi miei pensieri
che sono sinceri
e toccano il mio cuore
gonfio d'amore
ti voglio bene.

Fiore
6



Avevo quasi 5 anni, ero una
bambina quando non ti vidi
pi. Mi ricordo quel giorno
quando te ne andasti, in
cucina c'era lo zio Hans, in
piedi appoggiato all'armadio
con il suo viso che
esprimeva tutta la sua
tristezza, percepii che era
successo qualcosa.
Siccome tu nonna, abitavi
con noi, dormivi nella mia
cameretta e al mattino ci
svegliavamo cantando can-
zoni della tua giovent.
Ci divertivamo molto as-
sieme, eri molto buona e ge-
nerosa. Hai sofferto molto
nella tua vita (purtroppo). Vita fatta di stenti e di rinunce. Penso a te
spesso e ti immagino assieme al nonno Angelo. In certe notti ti sogno.
Sono sogni tranquilli e sereni. Al risveglio sento un po' di tristezza ma
anche molta pace.
Hai avuto quattro bravi figli tra cui una figlia meravigliosa che mia
madre. La tua valle era la Val di Blenio. Il tuo paese era Malvaglia.
Ora ti lascio, ciao nonna affettuosamente con tanto amore, un bacio, la
tua Nina.
Fiore


l| lr|rgue||o

vo|a da ur pa|o a||'a|lro
|eggero core ura p|ura.
Para pa||or| |rposs|o|||
e po| cade a| suo|o.

Avarza |'avversar|o
pa||a a| p|ede.
uro sguardo d| sl|da.
ur lorle l|ro.
La raro s| lerde.

L'|rpallo.
ur gr|do sollocalo,
ura srorl|a d| do|ore.
ur oracc|o p|egalo.

l| lr|rgue||o ror vo|a p|u.


F|s|o
10 sellerore 199Z


6

All'alba delle 1O e 3O del giorno 27 settembre 1997 il Generale Pellandini ferm
il suo cingolato nel piazzale Stadio di Bellinzona per caricare i suoi soldati.
Stabilite le gerarchie il manipolo era formato da: il colonnello Effisio, il capitano
medico Dottor Massoud, il tenente Teo, il sergente maggiore
Bortolo, il sergente Benito, il soldato Floriano, il furiere
Antonella, il caporale Fiorella, le crocerossine Myriam e
Flavia e la fuori -quota Vittoria.
Passata in rassegna la truppa, il
Generale punt verso il San Gottardo.
Giunto sul Passo fece scorta di armi e
di munizioni. In seguito prosegu verso
Basilea. Sconfin nella vicina Germania
per un breve tratto, quindi volt a
sinistra ed invase l'Alsazia. Prosegu
fino alla periferia di Strasbourg e stabil
il suo Quartier Generale nel rione de la
Vigie presso l'Etap Hotel. Scaricati
armi e bagagli concesse un po' di
libert ai suoi prodi, Verso le ore 20
port i suoi uomini in un Ristorante di
Strasbourg dove mangiarono la
Choucroute Alsacienne. Il giorno
seguente il Generale punt il suo
cingolato verso Nord fino al villaggio di
Marmoutier. Qui liber una piccola
comunit di Ebrei asserragliata nel
museo locale. In seguito occup la
centenaria Abbazia. Dopo un lussuoso
pasto da Mc Donald si diresse verso le
montagne: les Vosges. Vag a lungo per
i boschi in cerca di un castello fantasma
e alla fine si imbatt in un altro
maniero. Lo mise a ferro e fuoco fino a
ridurlo ad un cumulo di macerie. In
seguito fece ritorno all'Etap Hotel. Il 29
settembre punt di nuovo verso le
montagne fino a Mont Sainte Odile
occupato dalle monache. Al termine
della battaglia il reparto femminile si
diede a una frenetica danza propizia-
toria.



7



Nel pomeriggio i prodi guerrieri percorsero per la prima volta la Route des Vins.
Qui incontrarono diversi villaggi circondati da immense vigne.
Il 30 settembre il Generale sferr l'attacco alla citt di Strasbourg. Dopo aver
espugnato la Cattedrale ed il suo famoso orologio astronomico, marci verso la
Petite France e la conquist.
Ci fu un caso da Corte Marziale: il furiere Antonella si rifiut di sottostare agli
ordini ed il caporale Fiorella prese le sue difese. Vennero processate per
direttissima ed il magnanimo Generale concesse loro la grazia.
"Non avrete mai la mia obbedienza": queste furono le parole del furiere. Invece il
caporale Fiorella venne promosso sergente.
Il 1 ottobre il Generale and con i suoi soldati alla conquista del castello di
Haut Koenigsbourg. Fu una lotta stanza a stanza fino in cima alle alte mura, ma
alla fine la vittoria arrise agli audaci.
In seguito ripercorse la Route des Vins fino alla citt-forte di Riquewihr. Penetr
nella Tour des voleurs e liber i prigionieri in attesa di tortura.
Il 2 ottobre si diresse verso Sud fino alla citt di Colmar. Dapprima prese il
museo di Unterlinden ed in seguito occup la Petite Venise.
Frattanto i ribelli si stavano riorganizzando ed il 3 ottobre dovette ritornare sulla
Route des Vins. La prima citt a cadere fu Obernai ed il Generale permise ai
soldati di saccheggiare i negozi. Dopo un frugale pasto a Barr il Generale punt
su Selestat e questa volta partecip personalmente al saccheggio.
Ritornato all'Etap Hotel il Generale rientr nei ranghi. Riprese il grado di
colonnello nominando Generale il colonnello Viscardi.
Il giorno successivo alle 8.3o il manipolo era pronto per il rientro in Patria. Il
colonnello Pellandini guid il cingolato quasi senza sosta ed alle 14.30 era di
nuovo al Piazzale Stadio di Bellinzona. Dopo un infuocato discorso ruppe le righe
e mand al proprio domicilio gli stanchi ma soddisfatti soldati.

Fisio
7 ottobre 1997
1
UN AMORE IMPOSSIBILE
Storia d'amore e di gelosia nel mondo goccistico


Personaggi principali
Distillata Water La goccia innamorata
Candel Fire L'innamorato
Ink Oster Un bieco spasimante
Oil Motor Un turpe individuo
Benzina super L'amante di Oil Motor
Hic Barbera Il sergente

Prefazione
In un garage di periferia nasce l'amore tra una goccia d'acqua e una
timida fiammella di candela, ma la goccia d'inchiostro e la goccia d'olio
tramano nell'ombra. Riuscir il sergente Hic Barbera a sventare il
criminoso piano?
1
Distillata Water era felice. Lei , piccola goccia d'acqua di montagna, aveva
finalmente coronato il suo sogno di giovent: scendere al piano e
trasferirsi in un accogliente rubinetto di citt. Ora si sentiva
completamente realizzata in mezzo a tutte quelle cromature. Si stava
specchiando in esse quando il suo sguardo si pos sull'uscita del
rubinetto. Spinta dalla curiosit decise di dare un'occhiata all'esterno. Non
sapeva la poverina quale dramma di passione e di odio avrebbe generato
questa sua decisione.
2
I guai di Candel Fire cominciarono molto prima della sua nascita. Sua
madre Capocchia di Cerino, di nobile famiglia napoletana, si era a suo
tempo invaghita di un noto play boy, tale Monopoly Box. Fu un amore
ardente quello di donna Capocchia, tanto che perse letteralmente la testa
per lui e da quella fregatura nacque Candel Fire.
Candel stava pensando miseramente alle sue sventure quando alz gli
occhi e la vide. Anche lei lo vide. I due si videro e non parlarono. Stavano
l immobili senza respirare. Mai un amore fu pi grande del loro.
"Vi prego fuggite con me" disse la fiamma.
"Non so. Sono cos confusa" rispose la goccia "datemi tempo fino a
domani mattina"
2
Detto questo Distillata rientr nel rubinetto. Candel Fire si mise in paziente
attesa. Nessuno dei due not la lussuosa stilografica Parker svoltare
l'angolo.
3
L'umore di Ink Oster era nero come la sua anima. Egli era un tipo distinto
e raffinato ma era roso dalla gelosia .
"Maledizione " imprec "quella goccetta di Distillata se la fa con quello
spiantato d'un Candel Fire, ma non finir cos. Ella sar mia o di
nessuno".
Un lampo maligno attravers i suoi occhi mentre fissava un barattolo di
antigelo. Con un gelido sorriso si mise alla ricerca di Oil Motor.
4
Oil Motor scivol fuori dal serbatoio di un motorino Ciao pulendosi le
spalle
"Per la miseria " pens "fare l'amore con quella matta di Benzina mi piace
moltissimo, ma mi lascia addosso un mucchio di ottani".
Oil era un tipo viscido, untuoso ed aveva le mani in pasta in tutti gli affari
sporchi del garage. Ora era alla disperata ricerca di un barattolo di
antigelo da sperperare nei radiatori con le gocciacce. Era immerso nei
suoi pensieri quando si imbatt in Ink Oster.
5
Benzina Super detta BiPi per le sue forme, era preoccupata. Aveva visto
in lontananza Ink Oster e Oil Motor confabulare tra loro e Oil era ritornato
da lei con una strana luce omicida negli occhi. Era sicura che Ink gli aveva
proposto qualcosa di losco. Seppure a malincuore decise di avvisare il
sergente Hic Barbera.

-Fine prima parte-
(continua)

Fisio
9
UN AMORE IMPOSSIBILE
Storia d'amore e di gelosia nel mondo goccistico

-Seconda parte-

Riassunto della puntata precedente.
In un garage di periferia una goccia d'acqua ed una fiammella di
candela si innamorano perdutamente ma la goccia d'inchiostro,
rosa dalla gelosia , ordisce un piano criminoso con la complicit
della goccia d'olio.

6
Venne l'alba di quel giorno infausto. Grosse nubi nere stavano
per mettere al mondo tante altre sorelle di Distillata, mentre un
vento gelido spirava da nord.Oil Motor attravers nella
penombra il garage con in mano un grosso bicchiere d'acqua.
Giunto nelle vicinanze del rubinetto di Distillata osserv Candel
Fire che stava sonnecchiando. Con cautela appoggi il
bicchiere d'acqua sotto il rubinetto e si ritir in un angolo in
paziente attesa.

7
Il sergente Hic Barbera si svegli inebetito. Il graduato,
dall'aspetto rubicondo, aveva una personalit complessa: a
volte era allegro e ciarliero, altre volte invece era scontroso e
confuso. Inoltre soffriva di frequenti mal di testa. Ora, nel suo
ufficio situato nel fondo di una bottiglia, stava cercando di
mettere a fuoco il discorso di Benzina Super. aveva
l'impressione che qualcosa di losco stava per accadere.
Seppure a malincuore decise di fare un giro di ronda nel garage
e si avvi verso il collo della bottiglia.

8
Distillata Water era raggiante. Il mattino era arrivato e lei aveva
preso la decisione di unirsi a Candel Fire. Eccitata and
all'uscita del rubinetto e vi si affacci. La vicinanza di Candel
con il suo ardente amore riscaldava il cuore di Distillata.
Tuttavia la goccia era ancora titubante, ma tanto insistette la
fiamma che alla fine la goccia decise di lasciarsi cadere. Vide
appena in tempo il bicchiere d'acqua e si attacc al rubinetto
con il cuore in gola .

10
9
Oil Motor cap che il suo piano stava per fallire . Lestamente si
arrampic sul rubinetto e cominci ad ungerlo. Con
soddisfazione not che la goccia stava scivolando verso il
basso. Distillata moll la presa, cadde e si perse nel bicchiere
d'acqua. Candel Fire fu sconvolto da tale tragedia e, consumato
dal dolore, si spense poco dopo. Oil Motor si alz trionfante:
l'antigelo era suo. Dette un' occhiata in giro e il suo sguardo
incroci quello accusatore di
Hic Barbera. Si rese conto di essere perduto e si diede
lestamente alla macchia.

10
Ink Oster era attanagliato dal rimorso. Si rendeva conto della
gravit del crimine che aveva commissionato. Inoltre aveva
perduto per sempre Distillata Water. Mentre stava sbrigando la
corrispondenza ebbe un sussulto e cadde sul foglio sottostante
mormorando parole sconnesse. Fin i suoi giorni in una carta
assorbente,

11

11
Il sergente Hic Barbera aveva un chiodo fisso in testa:
incastrare Oil Motor. Con meticolosit incominci ad ispezionare
il garage e lo scovo all'incrocio tra la prima e la seconda marcia
di una vecchia Fiat. Lestamente gli punt contro la sua Dom
Perignon 64 Magnum e lo arrest.

12
Oil Motor venne processato per direttissima e fu condannato
alla candela elettrica. Benzina Super , morbosamente attaccata
a lui, volle seguirlo nel suo triste destino. Ai primi raggi di sole i
due entrarono avvinghiati nella camera di scoppio. Per volere
del destino fu Scintilla, lontana parente di Candel Fire , a porre
fine alla loro esistenza.

13
Il maresciallo Hic Barbera avanzava barcollando vistosamente.
Aveva festeggiato abbondantemente il suo avanzamento di
grado ed ora stava andando nel suo nuovo ufficio: un bel fiasco
impagliato di nuovo. Giunto sul collo del fiasco ebbe un
capogiro, moll la presa e cadde pesantemente al suolo. Era
l'ultima goccia.

Pi tardi il padrone del garage incominci il suo lavoro e non si
accorse di nulla.

FINE

Fisio
11



-Articoli da progettare. Effisio, nessuna idea? Te la diamo noi:
lettera a Perseo.-
Ecco sono inguaiato un'altra volta. Lettera a Perseo, gi, ma
cosa scrivo? Sembra facile...dunque: "Caro Perseo," bene ho
incominciato, una lettera si inizia cos, ma dopo?
"Sono trascorsi gi tre mesi" come vola il tempo. Mi sembra ieri
che ho avuto l'idea di partecipare alla redazione di Perseo.
"La sera stessa mentre passeggiavo mi vennero in mente
alcune frasi del mio primo articolo". Eccomi qua nella veste di
scrittore. A proposito perch non scrivo una lettera a mia
sorella? Sono anni che non lo faccio .
"Continua cos caro Perseo "meno male sono quasi alla fine.
"Carissimi, come mai una lettera?" Oddio ecco una buona frase
per la lettera a Cesira ed Isaia.
"Perch costa meno di una telefonata". vero e poi una lettera
si pu rileggere.
"Purtroppo il tempo non stato molto clemente ultimamente".
Sono gi a met lettera e mi stato abbastanza facile scrivere.
"Chiudo mandandovi tanti saluti ed un forte abbraccio". Ecco ho
finito. Ora vado a spedirla ed aspetto: sono sicuro che Cesira mi
risponder.

Fisio







P.S. Cos stato infatti. Ora ci scriviamo regolarmente almeno una volta al
mese.
8





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(: .-/:- -i: : .:i J:
-.:.
Arriviamo a piccoli gruppi: noi sei
da Bellinzona, alcuni da Lugano e
Locarno, altri da Chiasso e
dintorni, un gruppo formato da
operatori e pazienti della Clinica
Psichiatrica. Nella sala multiuso
siamo pi di una quarantina.
Abbiamo tutti una passione in
comune: il Mimo. C' tempo per
uno scambio di battute e una
sigaretta fumata nervosamente
prima di iniziare le prove.
- "Tutti in scena, svelti", tuona
l'Ettore,
- "Oggi facciamo il Don Chisciotte".
Saliamo sul palco pi o meno
ordinatamente e ci sistemiamo
dietro le quinte. Qualcuno, curioso,
fa capolino tra di esse, ma l'Ettore
categorico:
- "Tutti dietro le quinte, non voglio
vedere nessuno".
Buio. Poi una luce, poi un'altra
mentre la musica inonda l'aria: la
prova ha inizio. Due cavalieri si
fronteggiano, incrociano le armi e
si separano. Di nuovo buio.
- "Tutti dentro. Cominciate a
camminare".
Entriamo cercando di non far
rumore e camminiamo in circolo a
piccoli gruppi con il capo chino e lo
sguardo perso nel vuoto.
- "Dentro le suore ... dentro i
medici... e l'Arlecchino dov'?".
L'Arlecchino entra in scena
saltellando. Ci tocca e noi
prendiamo vita: qualcuno dipinge,
altri giocano, altri ancora ballano.
Di nuovo la luce se ne va.
- "Fuori tutti".
Un po' disordinatamente ritorniamo
dietro le quinte. Intanto incomincia
una scena drammatica con due
avvenenti donzelle affrante. Ma
non finita. Ancora una volta buio
completo.
- "Dentro tutti, svelti, e muoversi a
scatti".
Rientriamo sul palcoscenico e ci
comportiamo come tanti robot.
- "Attenti alla luce rossa. Quando si
accende lasciatevi cadere come
bambole sgonfiate".
Cos facciamo infatti. Poi si
accende lo strobo e noi ci alziamo
e cominciamo a dimenarci.
- "No, cos non va". Urla l'Ettore.
- "Dovete muovervi cos".
Sale sul palco e si scatena in una
frenetica danza della pioggia. In un
attimo si dimentica della spalla
9
lussata, della costola rotta e del
suo cuore matto. Un brivido freddo
percorre le nostre schiene mentre
qualcuno mormora:
- "Oddio, adesso si rompe".
E invece no, eccolo li impettito al
centro del palco:
- "Rifacciamo tutto daccapo. Prima
le luci, poi la musica".
Ritorniamo dietro le quinte e
rifacciamo lo spettacolo. Tutto fila
liscio questa volta e, pur con un
certo batticuore, arriviamo fino alla
fine.
- "Non male, c' da mettere a
posto qualcosina. Grazie e
arrivederci a mercoled".
Sono le lapidarie parole di Ettore.
Ecco abbiamo terminato le prove
ed abbiamo dentro di noi qualcosa
in pi: Bellinzona pi vicina.
Fisio


1
La carotina storna

Nella serra il silenzio
era gi alto.
Sussurravano i porri
del Rio Salto.
I cavoli romani
alle lor poste
frangean la rapa
con rumor di coste.

O h carotina , carotina al forno
t'ho mangiata a casa mia
a mezzogiorno.
Non ti contester pi mai
tu fosti buona
da mangiar, lo sai.

O h carotina, carotina al burro
che ti sciogliesti in bocca
come un sussurro.
Tu l'hai veduto l'uomo che ti colse
poi friggesti in padella
e tutto si dissolse.

Mia madre alz
nel gran silenzio un piatto:
pasta al tonno!
Suon alto un boato

Fisio
10
9/ -.i- :Jii-: .-i:.-, f::i-


10 giugno 1998
Iniziano questa sera in Francia i
16 mondiali, ultima edizione del
millenario. Il primo mondiale ha
32 squadre. Brasile e Scozia
aprono questa edizione.
Oggi tutte le squadre hanno
giocato una partita. Brasile,
Messico, Germa-nia, Francia,
Inghilterra, Nigeria, Argentina,
Croa-zia, Romania, Iugoslavia,
sono quelli che hanno vinto.
Italia l'ha vista brutta contro il
Cile.
Solo un rigore di Baggio ha
pareggiato il con-to.(Torna altro
per un fal-lo di mano che non esi-
steva).
La squadra rivelazione fino a
questo momento la Nigeria.
Questo mondiale stati turbato
da Hooligans.
Questi imbecilli vanno solo per
far casino. Certo questa non pi
la festa dello sport. Questa sera si
ricomincia con la seconda partita.
.


9







Nella serra il silenzio
era gi alto.
Sussurravano i porri
del Rio Salto.
I cavoli romani
alle lor poste
frangean la rapa
con rumor di coste.

Oh carotina , carotina al forno
t'ho mangiata a casa mia
a mezzogiorno.
Non ti contester pi mai
tu fosti buona
da mangiar, lo sai.

Oh carotina, carotina al burro
che ti sciogliesti in bocca
come un sussurro.
Tu l'hai veduto l'uomo che ti colse
poi friggesti in padella
e tutto si dissolse.

Mia madre alz
nel gran silenzio un piatto:
pasta al tonno!
Suon alto un boato.

Fisio

8



Ciao.
So cosa pensi
con gli occhi tristi
e lo sguardo
da cane bastonato.

So cosa provi
e lo nascondi.
So tutto
Perch anch'io l'ho provato.

Darei un pezzo del mio cervello
a te,
in questo momento.
Cos capisci che il giorno bello,
la notte non
solo tormento.

Se tu avessi il mio cervello
capiresti in un solo momento
che il mondo ormai
sempre quello,
ma io
ora vivo contento.

Io vivo ...

Fisio
12


Sono diventato deficiente.
Quel che ho studiato
non mi servito a niente.

Quando ho detto la verit
mi han risposto:
"Zitto stai, per carit".

"Lascia stare gli intrallazzi
un pericolo se ci sguazzi sai!
Ci vuole pelo.
Pensa solo a lavorare,
a produrre e consumare
per noi
che sappiamo ingrassare".

Sono diventato deficiente.
Questo pi nessuno
me lo leva dalla mente.

Ho appreso dai giornali
che i grandi criminali
poi
son gli innocenti.

E dalla televisione
io capii che le persone
ormai
non san pensare.

Poveretto, ragazzo poveretto,
ragazzo ....

Mi sono conciato proprio
rimbambito.
Se passo per la strada
sono segnato con il dito:

"Crede ancora nell'onest
proprio in questa
nostra bella societ!
davvero conturbante
quando pensa che il furfante
tra noi
il latitante!
rimasto un sognatore
che consuma nel liquore
ormai
la propria vita".

Poveretto, ragazzo poveretto,
ragazzo ...

Sono diventato deficiente ...

E tra questa confusione
io trovai consolazione
sai
in un bicchiere,
e cos come un cretino
tra un barbera ed un grappino
finii
alcolizzato.

Poveretto, ragazzo poveretto,
ragazzo ...

Sono diventato deficiente ...
Questa la realt
sono tollerato
solo per piet.

Poveretto, ragazzo poveretto,
ragazzo ...

Fisio

10


Non sempre andare in montagna
significa affrontare ripide pareti,
camminare per erti pascoli od
attraversare boschi scoscesi. Ci sono
delle zone che, pur trovandosi ad una
certa quota, presentano dei tratti quasi
pianeggianti. Una di queste Cancor,
nella Valle di Blenio. Situato a 1450
metri di altitudine; Cancori rag-
giungibile con una seggiovia che parte
da Leontica. Vicino all'arrivo della
seggiovia c' un ristorante-ostello co-
struito principalmente in legno. "La
Pernice" il suo nome. Li abbiamo
mangiato e pernottato durante la nostra
breve vacanza. Gi, perch di una va-
canza che vi voglio parlare.
Il Centro diurno "l'Orizzonte" di
Bellinzona ha organizzato questa uscita
di tre giorni, dal marted mattina al
gioved pomeriggio, per permettere ai 12
ospiti pi 2 educatori di vivere insieme
delle giornate complete. Per me stata
un'esperienza positiva perch ha
prolungato il mio contatto con gli altri
oltre il normale orario di apertura del
centro. Inoltre ho svolto un'attivit
diversa dalla quotidianit.
Ora voglio descrivere brevemente questi
tre giorni passati in montagna. Partiti in
mattinata dal Centro, abbiamo af-
frontato il viaggio con una certa calma.
Tuttavia siamo arrivati alla meta con un
certo anticipo sull'ora del pranzo.
Questo ha permesso ad alcuni di noi di
darsi battaglia con delle appassionanti
partite di scopa. In seguito tutti a tavola
per gustarci spezzatino e pur. Buono,
ma non abbondante per alcuni.(ci siamo
rifatti a cena con un'insalatina e piz-
zoccheri a volont). Il pomeriggio lo
abbiamo dedicato ad una passeggiata
nei dintorni. Percorrendo un comodo
sentiero che si snodava tra prati e
pascoli, ci siamo incamminati verso dei
nuclei vicini dei quali non conosco i
nomi. Era bello osservare quei rustici
riattati, tuttavia qualcuno presentava un
orrendo tetto in lamiera. Abbiamo pure
visto i contadini che facevano la
fienagione ed il profumo dell'erba
tagliata e fatta seccare ci riempiva le na-
rici. Lungo i bordi del sentiero, cardi in
fiore allietavano la nostra vista,. la
quale poi spaziava verso il fondovalle
con i suoi paesi e poi pi su verso le
cime delle montagne. C'erano pure le
mucche che pascolavano. Tutto questo
mi ha riportato alla mia infanzia vissuta
in un paesino di montagna. In serata,
dopo cena ci siamo dedicati al nostro
sport preferito: il gioco delle carte.
Partite incandescenti si sono susseguite
fino a mezzanotte. Poi tutti a nanna,
perlomeno chi c' riuscito. Infatti un so-
noro concerto di tromboni e fiati ha
tenuto sveglia pi di una persona. Il sole
che filtrava tra le tende delle finestre gi
alle 7 del mattino ci ha dato il
buongiorno. Dopo una nutriente
colazione eravamo pronti per affrontare
una nuova giornata. Questa volta ci
siamo divisi in 2 gruppi: il primo per
una passeggiata lungo un altro sentiero,
il secondo composto da sei persone tra
le quali c'era pure io, per una gita a
cavallo. Non ero mai andato a cavallo
ed avevo dentro di me una certa agita-
zione. Quando l'animale mosse i primi
passi presi un po' pi confidenza con
esso e mi tranquillizzai alquanto. La
prima tratta di strada che abbiamo fatto
stata quella effettuata a piedi il giorno
prima. Poi il percorso si allungato ed
abbiamo visitato una vasta zona. E' stata
un'esperienza bellissima.
Il pomeriggio abbiamo preso la
seggiovia, non senza qualche difficolt
per qualcuno, e siamo saliti al pian Nara
a quota 1900 metri. Qui gli ultimi pini
11
lasciano il posto all'erba e alle rocce. Ci
siamo incamminati per raggiungere la
bassa di Nara. pi in alto, ma dopo circa
20 minuti alcuni di noi, tra i quali
anch'io, hanno alzato bandiera bianca.
Chi ha raggiunto la cima ci ha rac-
contato di aver potuto ammirare da un
versante la valle Leventina e dall'altro la
valle di Blenio. Noi ci siamo limitati ad
ammirare i rododendri, l'arnica e dei
minuscoli fiori granata che profumavano
intensamente di vaniglia.
La sera ero piuttosto stanco dopo una
giornata cos intensa, quindi sono
andato a dormire abbastanza presto.
Il mattino del gioved ci ha trovati pronti
per il rientro. Caricati sacchi e borse,
nonch i panini, la frutta e le tortine
preparate dal personale, ci siamo avviati
verso l'alta valle di Blenio. Fatta una
tappa a Campra, alcuni di noi si sono
recati ad Acquacalda dove hanno
visitato il biotopo di Uomo e natura. In
seguito hanno raggiunto il passo del
Lucomagno e si sono spinti fino alla
diga di Santa Maria. Una breve sosta
per ammirare quell'opera dell'uomo e
quindi il ritorno a Campra per recu-
perare il resto del gruppo. Mezzogiorno
era passato da parecchio quando ci
siamo fermati a Sommascona per il
picnic. In seguito, dopo una sosta ad
Olivone, abbiamo preso la strada che
conduce a Bellinzona lasciandoci alle
spalle la solatia valle di Blenio. Erano
circa le 15 quando abbinammo fatto
ritorno al centro. Qui ci siamo
confrontati con la realt quotidiana
ritrovando gli altri utenti ed educatori,
ma sono convinto che il nostro io
interiore si sia arricchito di nuovi
stimoli dopo questi tre giorni al Nara.
Fisio
1






Ritornar bambino
per una volta ancora
il sogno di tutti
che non sempre si avvera.

Ma un mattino
di qualche giorno fa
son tornato al paese
e questo ho sognato:

Ho visto le piazze,
le case e le strade,
la neve in estate
ed i campi di grano.

Mi son visto correre
felice e contento,
cadere per terra
e sbucciarmi un ginocchio.















Ho visto mia madre
sull' uscio di casa,
ho visto mio padre
alla finestra.

E son corso da loro
per farmi consolare,
per chieder protezione,
per farmi amare.

Ma il sogno finito
cosi per incanto:
loro riposano
al camposanto.

Fisio


Ciao Armida,
siamo noi, i "poeti nascosti" del Centro Diurno Andromeda di Bellinzona, a mandarti due
righe. Ora, grazie a te, siamo un po' meno "nascosti" ed abbiamo fatto capolino sul
mondo esterno.
Quando i tuoi lettori, sul palco di Poestate, hanno declamato le poesie di alcuni di noi, un
brivido di paura, trepidazione ed ansia ha percorso le nostre schiene. L'applauso dei
presenti stato come una liberazione per noi. Era come se la nostra voce fosse uscita dai
muri del Centro e si fosse propagata per le vie di Lugano. Eravamo un gruppo compatto:
alcuni diretti interessati e gli altri nostri sostenitori morali. Abbiamo seguito con grande
interesse tutte e due le serate di poesia. Non solo la nostra ma anche quella dei poeti
affermati e dei dilettanti. Il tuo palco, pur piccolo, ha dato spazio a tutti. La Rivetta Tell
non offre molto spazio, i tavoli e le sedie erano un po' pochini, per questo abbiamo capito
e condiviso il tuo sfogo nella prima serata. La quale stata impreziosita dalla presenza
del poeta cheyenne Lance Henson. Abbiamo apprezzato i suoi versi che parlano di soprusi
ed angherie verso alcuni popoli ed etnie del mondo. Ha colpito le nostre anime il suo
parlare di massacri e guerre. Ci ha reso partecipi della sua sete di libert per tutti.
Nella seconda serata ha fatto la sua comparsa sul piccolo palco il grande poeta russo
Evgeny Eutuschenko. Ci ha impressionato con la sua imponente presenza scenica, la sua
mimica incisiva, la sua voce ora potente ora pacata e, non per ultimo, con il grande
contenuto poetico dei suoi versi. Non dimenticheremo tanto facilmente questo
personaggio cos vicino a noi quasi da poterlo toccare.
Ma parliamo un po' di te. Sei stata stupenda quando hai accolto con gentilezza e
disponibilit quella signora anziana che camminava a stento. Oppure quando eri rapita
dalla parole di quell'ultimo giovanotto che si presentato sul palco. Ti abbiamo vista
piangere a Montagnola e quelle lacrime ci sono scivolate addosso fino a raggiungere i
nostri cuori. Quante volte avremmo voluto piangere anche noi, ma un pesante macigno ce
lo impediva. Una grande emozione si impadronita di noi quando ha stretto la mano a
Mandingo per premiarlo. In quella stretta abbiamo visto coronarsi un sogno durato
lunghi anni.
Vieni pure a trovarci quando vuoi, la strada la conosci, sarai sempre accolta
calorosamente da tutti noi.
Abbiamo bisogno di persone come te.
Armida. Grazie di esistere. Arrivederci Armida



Fisio







9








M'ha salvata lui.
Avevo un appuntamento
e non ci sono andata.

M'ha salvata lui.
corso a casa mia
e m'ha trovata.

Ero a pezzi:
non cucinavo ,
ero tutta in disordine,
non mi lavavo pi.
Volevo morire.

Mi ha detto: "Ascoltami,
se vuoi guarire
all'ospedale devi andare,
o in un rifugio
dove ti sanno capire".










E al rifugio sono andata,
ho risalito la china.
Lui non mi ha mai
abbandonata.
Altra gente mi stata vicina.

Ed ho ricominciato a vivere
giorno dopo giorno,
mese dopo mese,
anno dopo anno.

Ora son rinata!
Padrona di me,
delle mie azioni.
Son pulita e curata.

Ma qualcosa di nuovo
nato dentro me:
ora ho sete
di libert.
Fisio


6





L'autunno un maestro dei
colori. Esso dipinge la natura
con la perizia di un pittore
impressionista. Ho avuto varie
volta la fortuna di ammirare
questi capolavori, viaggiando in
treno da Locarno a Domo-
dossola. Tralascio di descrivere
il versante svizzero per
concentrarmi principalmente
sulla Valle Vigezzo. Passata la
dogana di Camedo, tra Oligia e
Malesco ci sono immense
pinete che con il verde dei loro
aghi sfidano l'inverno. Pi in
alto i larici prendono un colore
giallastro. Ancora pi su terra
brulla e cime gi bianche di
neve. Superata Santa Maria
Maggiore si giunge a Druogno
dove inizia un bosco di faggi.
Al grigio dei tronche fa da
contrappunto il color rossastro
delle foglie.











Qua e l ci sono macchie gialle
e bianche delle betulle. Il
terreno ha un colore marrone
dato dalle foglie cadute negli
anni precedenti. Scendendo
verso Domodossola si
incontrano castagni con la
chioma gialla e verde. A
Trontano il grigio delle pietre
delle case del nucleo
circondato da vigneti color
rosso vino, giallo marroncino. Il
treno scende al piano e lo
sguardo spazia sulla citt di
Domodossola. Ci sono casette
color pastello e palazzi grigi di
cemento e granito. Superato il
ponte di ferro sul fiume Toce, il
treno imbocca la galleria sotto
la stazione di Domodossola. Il
viaggio terminato.

Fisio
+O



|o| s|ao ouo|||
c|o vaooo |o |aoc|a
a |oo|s|
tutta |a oaoc|a.

C| co' bo||o
co| ugooc|oo
aooao a soasso
g|a oa| att|oo.

| uoa vacaoza
uo oo' soo|ooa
co| gaooo caoo
c|o ooo oooooa

|o aac|o||o
o| oo| ao|oo|
sooo |o coca
o| ooz|oo|.

|o| c| soot|ao
uo oo' aocos|
so | oost| so|o|
soo boo soos|.

| oo |o|o
s|ao o||c|
o| |tovac|
ta vo| a|c|.

||s|o
3



Ma che bella societ,
proprio bella per davvero:
rimbambita per met
con qualcuno un po' sincero.

Ma che bella giovent,
proprio bella per davvero:
conosce vizi e virt
del suo mito bianco o nero.

Alcool, droga, ecstasy
per sentirti un po' sballato
e finisce che ogni di
ti ritrovi pi malato.

Ma la domenica vicina,
rimettiamoci un po' in sesto
perch luned mattina
ci alzeremo molto presto......

...se avremo ancora un posto di lavoro!

Fisio
8

9/ -.i- :Jii-: .-i:.-, f::i-

0ggi marted 23 giugno fino al 26 giugno si stanno giocando le ultime partite
per il passaggio al 2. turno.
Oggi il turno del Brasile contro la Norvegia, poi Scozia-Marocco, Cile-
Camerum, Italia -Austria.
L'Italia deve vincere se non vuole trovarsi di fronte il Brasile negli ottavi, per
per passare basta anche un pareggio.
Grande festa a Teheran per la vittoria dell'Iran sugli Stati Uniti. Per l'occasione
hanno festeggiato anche le donne al grido di Allah il pi grande.
Peccato che la festa in altre citt, stata rovinata dai soliti imbecilli. Un
poliziotto in coma per le botte subite, da parte dei meschini.
Per intanto si continua a giocare con un caldo torrido.


0ggi 3O di giugno si giocano le ultime due partite degli ottavi di finale. Sono
gi passate ai quarti: Brasile, Danimarca, Olanda, Germania, Francia, Italia. Le
squadre pi forti al mondo sono sempre quelle. Comunque certe hanno faticato
parecchio. C' poi sempre lo zampino dell'arbitro, che favorisce una squadra con un
calcio di rigore inesistente. In Francia continuano i soliti tafferugli tra bande rivali con
parecchi feriti e molti arresti. Poi ci sono i giornalisti che vogliono saperne di pi degli
allenatori,


iamo al 7 luglio arrivati alle semifinali. Questa sera si incontrano Brasile-Olanda.
Domani sar Francia - Croazia. Saranno partite difficili, perch tutti vogliono arrivare
in finale. Al momento la squadra rivelazione di questi mondiali la Croazia. Squadre
forti e importanti come la Spagna, Italia, Argentina, Germania, Nigeria, sono uscite di
scena. Le polemiche non sono mancate, specialmente in Italia, dove si sta ancora
polemizzando adesso. Ci sono dei giornalisti veramente antipatici, vedi il Biscardi che
ne sa una pagina pi di un libro. Perch non va lui a capo della squadra italiana Le
spese le fanno i poveri allenatori. Anche Maldini deve fare le valigie. Ne sono poi state
dette di tutti i colori per i giocatori (Del Piero) che sono sotto forma. Ma anche loro non
sono di ferro, quindi possono sbagliare.
Questo non pi sport, ma una macchina per fare soldi
iamo al 11 di luglio alla fine dei campionati del mondo in semifinale Francia-Croazia,
Brasile-Olanda. In finale Brasile- Francia. il terzo posto l'ha vinto la Croazia per 2 a l
sull'Olanda. Incredibile questa Croazia, squadra rivelazione del torneo, che con Davor
Suker ha avuto anche il miglior marcatore. Arriviamo al l2 luglio con la finalissima
Brasile-Francia. Campione del mondo la Francia che conquista la sua prima Coppa.
Surclassato il Brasile assai deludente, 3 a 0 il risultato. Reti di Zidane e Petit. I migliori
giocatori del mondiale sono Mike Owen, Davor Suker, Zinedine Zidane, ecc. I peggiori

9

sono Del Piero e Ronaldo. Insieme alla festa nazionale della Francia si festeggia anche
la Coppa del mondo. I vergognosi Hoolligens inglesi e tedeschi hanno umiliato l'Europa
di fronte al tifo festoso e colorito dei Sudamericani, Africani e Asiatici.
Fra pochi giorni non si parler pi dei mondiali, non si ricorder pi dell'agente di
polizia ferito e sempre in coma all'ospedale.
La Coppa del mondo stata un successo, ma quest'ombra rimarr incancellabile.

8
Candida era una bianca e
soffice nuvoletta che svolazzava
nel cielo sospinta dall'alito caldo
del vento.
Sua madre Pecorella l'aveva
messa in guardia dai pericoli
della vita, ma essa avanzava
nel cielo con la spensieratezza
e l'imprudenza della giovent.
Fu cos che s'imbatt
in una grande massa
grigia.
"Cosa vuoi tu, moc-
ciosa?" tuon
Tempor Al. Cos
dicendo sfreg le
mani e da esse
scatur un fulmine
che incener un larice
gi in basso. Il boato
che segu fece
trasalire la nuvola.
"Suvvia non faccia
cos disse Candida
mi ha spaventata".
Spaventata? Ah Ah
adesso ti faccio
vedere io" disse
Tempor Al e si mise a pestare i
piedi. Una vio-lenta e fitta
pioggia cominci a cadere verso
terra. Ben presto i rigagnoli si
trasformarono in ruscelli, poi in
torrenti e una grande massa
d'acqua e fango invase la terra.
Non contento Tempor Al scosse
energicamente il capo . Come
se fosse forfora la grandine
incominci a cadere lacerando
le foglie degli alberi e
devastando gli ortaggi. "La
prego si calmi, sta devastando
tutto" disse Candida. Forse le
parole della nuvola fecero
breccia nel cuore del burbero.
Di colpo i fulmini, la pioggia e la
grandine cessarono e Tempor
Al si allontan borbottando. Un
colorato arcobaleno scatur tra
cielo e terra e Candida lo
ammir estasiata fino a quando
esso si dissolse. Ad un tratto
una dolce melodia giunse alle
sue orecchie. Incantata segu la
musica e si trov davanti
Tromba d'Aria la quale disse:
"vuoi fare un giro di
valzer con me?"
"Volentieri" rispose
la nuvola e si allac-
ciarono in una
danza sempre pi
vorticosa. Alla fine
della danza, con la
testa che le girava,
Candida diede una
occhiata alla terra e
rest allibita: vide
case scoperchiate,
alberi sradicati, au-
tomobili rovesciate.
"Ti saluto timidona"
disse Tromba d'Aria
con un gelido sor-
riso e si allontan
da lei. Candida riprese il suo
vaga-bondare e il suo sguardo
si pos in un cumulo di cirri alti
e splendenti nel cielo. Rimase
affascinata della loro bellezza e
decise di raggiungerli. Giunta a
met strada si accorse che
erano gi occupati. Facevano
da sup-porto ad un gruppo di
angeli. Delusa riprese il suo
cammino. Il giorno stava per
finire. Il sole che stava
tramontando mand i suoi ultimi
raggi in direzione della nu-
voletta. Essa si incendi di un
rosso fuoco. Quella visione
ispir il poeta: rosso di sera bel
tempo si spera.
Fisio



14




terminato a Centro diurno di
Bellinzona il Corso di fumetti.
Il corso stato diretto dal bravo
animatore Marco Tettamanti, il quale
ha frequentato una scuola artistica di
fumetto. Qui ho imparato le tecniche
varie, per esempio il soggetto, la
sceneggiatura, le inquadrature, i primi
e i secondi piani, ecc. ecc.
Sono molto contento di avervi
partecipato, infatti per me come un
relax.
Oltre a me c'erano, in principio, una
decina di persone o amici, e alla fine
siamo rimasti solo in tre.
Il fumetto ha una sua storia. Tutti nella
vita avranno almeno una volta visto un
fumetto.
A ottobre allestiremo una mostra, forse
alla casa anziani di Bellinzona.
La sceneggiatura, ossia la storia, stata
scritta dall'amico Fisio, e si intitola "Un
amore impossibile". Si tratta di una
goccia d'acqua che s'innamora
perdutamente. Trovo che simili imprese
trovano spazio, e adesso incomincio un
corso di fotografia. Trovo anche che
l'animatore sia molto bravo e lo
ringrazio. Siamo stati tutti contenti e
felici.


Floriano


3


Cari amici,
come gi annunciato mi premuro inviarvi due poesiole di mia figlia Francesca. Francesca
ha 10 anni e frequenta la quinta elementare a Ponte Tresa. Ha apprezzato molto la
pagina di Perseo apparsa sulla Regione e mi ha raccomandato di "raccomandarla" presso
di voi per la pubblicazione sull'inserto Perseo/Regione delle sue poesiole. "D che
chiudano un occhio, sono pur sempre tua figlia!". (Si comincia presto!). Ho spiegato che
l'inserto Perseo/Regione frutto di un gran lavoro ed impegno di tutti voi e che quindi
giustamente vi sarebbero state delle precedenze. Ma non credo di aver avuto un gran
successo! Fatto che si un po' "gasata". Comunque chiaro che, se le poesiole
troveranno spazio sulla Regione, La V
a
di Ponte Tresa far festa!! Poi, le invidie, le
lasciamo gestire a loro ....
Buon lavoro
Dott. Giovanni Zampato

n.d.r. con piacere e tanta tenerezza che accontentiamo la piccola Francesca che in
modo cos dolce e con la sua giovane fantasia sa comunicarci dei sentimenti, dei colori,
delle immagini che, oppressi dal tempo che corre, a noi sfuggono.



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e-. +-,:.
:+ ::-.::+ . +--.

,.--+.- !^^

-::+ + .-:.-
I.-.-.+- . ess:.-/.+- ...
3



|o sogoo sooo aoc|o so cot| so-
go| coco o| |gooa||. |utoooo
ouo||o c|o sogoo aooat|ooo a
ouo||o c|o oott|vaooto |o v|s-
suto |o ouost| aoo| o| t|bo|az|oo| o
o| o|so|aco|.
Co| oassao oo||'ota auootaoo
sooo | sogo| co||ogat| a| oassato.
|oso ooc| || oassato |'|o v|ssuto
coo taota vog||a o| |avoao o co-
caooo o| ooo ooosao.





















o |otto c|o || sogoo |sooto oo||o
cooo|z|ooo |s|c|o, oo| c||a, oo||o
stag|oo|, oo||a |uoa o oo| ca-
b|aoot| oo| tooo. || sogoo ooo
a| ugua|o, o oo||a oa|ta, ouaooo c|
oooso, |a sooo oua|cosa o| voo.

C|ovaoo|
5



Rose gialle e rose Rosa;
rose color amaranto;
una, fanciulla una, sposa;
una, col suo boccio accanto;
una, senza foglie pi;
una, che appassisce al sole;
una, cui rinfresca il pianto;
rose di siepi ed aiuole .


Bisogna piantare molti soldati
per far crescere un tenente
bisogna piantare molti tenenti
per far crescere il generale
Bisogna piantare molti generali
per far crescere pi niente

Giovanni




Teresina Teresina,
fammi cuocere una gallina;
la gallina troppo cotta,
fammi cuocere una pagnotta;
la pagnotta non buona,
fammi cuocere la padrona;
la padrona non contenta,
fammi cuocere la polenta;
la polenta se n' andata,
fammi cuocere la frittata.
Anche l'uovo ne n' scappato
e io son qua che non ho mangiato.
Barga 1906

10




Da anni di tutto mi accaduto ora
su certe cose ho solo dei piccoli
ricordi vissuti male.
Da un periodo di tempo non rie-
sco a controllare la mia mente.
Sono pieno di paure un vuoto nel
corpo e nell'anima.
Ricordo lunghi sonni, lo stordi-
mento dei farmacia, la dispera-
zione dei miei genitori, dei miei
figli e dei miei fratelli.
Avevo paura di non capire o di
non essere capito di quello che mi
stava succedendo.




















Non provavo pi n dolore n
piacere.
Solo tanta indifferenza e piet per
come mi ero ridotto a 46 anni. Ero
e solo una nullit non avevo
nemmeno la forza di reagire.
Di notte gli incubi delle immagini
preghiere.
Angosce che mi toglievano il re-
spiro e delle emozioni che servi-
vano solo per piangere
Giovanni
10




Era una giornata favolosa. Al
mattino alle 8,30 partimmo da
piazza Stadio con due pulmini e
19 persone tra medico ed in-
fermieri per una gita in Valtellina
per vedere la mostra dei formaggi
e dei vini locali.
La strada che dal valico di fron-
tiera di Gandria porta in Valtellina
non una delle migliori per ci
siamo arrivati. Ci siamo fermati a
Morbegno per questa sagra ma
quel giorno non c'era. Ci diri-
gemmo a piedi verso il centro citt
dove il dottor Rigamonti co-
nosceva un negozio ancora al-
l'antica dove trovi anche delle
cose introvabili. Il padrone di que-
sto negozio ci fece da guida mo-
strandoci tutte le sue cantine dei
formaggi e dei salumi. Aveva an-
cora una collezione di formaggi
che cominciavano dal l988 in poi.
L'ultima cantina era 14 metri sotto
terra, ma il tempo passava troppo
svelto.










Non abbiamo potuto visitare bene
le fabbriche della brisaula la
fabbrica del prosciutto Rovagnati
e tanti altri monumenti. Erano le
12 e 30 ed eravamo ancora nelle
cantine di Morbegno. Per il pranzo
dovevamo andare a 20 chilometri
pi in montagna a quota 750 metri
sopra il mare. Il paese si chiama
Mello, si trova in provincia di
Sondrio, un paesino di circa
12OO abitanti La maggior parte
degli uomini lavorano nella vicina
Svizzera. Dopo il pranzo ben
servito, composto da un delicato
antipasto poi dei pizzoccheri dei
sciat. I sciat sono una specialit
esclusiva valtellinese, vanno fatti
con una pastella di grano
saraceno, si mettono dentro dei
pezzetti di formaggio grasso Bitto
,si tagliano a gnocchetti e si
friggono.
Finito di mangiare ci dirigemmo
verso Cosio alla fabbrica dei Bi-
scotti, per poi proseguire fino al
Bellinzona.
Giovanni
10
Un ora in compagnia

Nella Casa Anziani
Comunale di Bellinzona,
dove sono ospite tuttora, fra
le molteplici attivit che
vengono praticate, quella che
pi gradisco l'ora della
"memoria".
Infatti ogni venerd, dalle
dieci alle undici, un gruppo di
ospiti si raduna nell'acco-
gliente soggiorno, attorno ad
un tavolo, per risvegliare la
memoria, che con il passare
degli anni si un po' offu-
scata. L'animatrice Franca,
sempre gentile con tutti gli
ospiti della casa, ci elenca e
descrive delle parole delle
quali noi dobbiamo trovare
un sinonimi. Dopo diversi
nominativi con altrettante ri-
sposte si dovranno dire altri
sinonimi molto in fretta, que-
sto per l'esercizio della velo-
cit.
Si passa poi ad un altro com-
pito. Sul tavolo dispone dieci
oggetti di vario tipo. Dopo
averci ricordato il loro nome
possiamo osservarli per die
minuti, dopo di che, li copre
con una tovaglietta. Da quel
momento ognuno di noi si
cimenta per elencare, uno
dopo l'altro, gli oggetti che
abbiamo visto per due minuti.
Chi poi ricorda delle filastroc-
che, degli indovinelli, delle
barzellette invitato ad
esporli. Si risale cosi con la
memoria, ai bei tempi della
giovinezza, purtroppo pas-
sata. Durante quest'ora oltre
ad avere speso bene il nostro
tempo si rimasti in buona
compagnia.
Gisella

9
Poesia per Perseo

Quando ero un bambino, sul monte di Moncrine, dove mia madre aveva una cascina,
si diceva che quando cantava la civetta, qualcuno moriva in paese. ....... per
intenderci. Ora, un giorno, sopra la rupe di Predei, che un poggio sul monte, mi
venuta questa poesia, durante u

Solitudine beata

Solitudine beata
dopo un duro giorno.
Pace e sul poggio
chiaro di luna
mentre la civetta in ombra
canta
un "Requiem" alla notte.






GIULIANO
7


Dolce buonora di un solenne mattino
l'alba m'indora nell'universo divino
Odo gli uccelli darmi il saluto
Rispondo lieto al loro fiuto.

Cinguetto e strido pieno di luce
Lento risponde il supremo Duce.
Gaie immagini mi sollevan l'intelletto
Pensando al passato mio diletto.

Vedo una vetta, vedo una china
L in fondo ecco una collina.
Scendo, risalgo a piacimento
Mirando sereno il firmamento.

Penso, medito e contemplo
Le grandi leggi del firmamento.

Non c' pi notte, ma solo vita,
Quella che risulta a tutti gradita.
Lento me ne vado col capo fiero
Raggiro l'angolo del cimitero.

Pensoso e solo giungo alla china
Ecco che appare la mia cascina.
Immobile vedo il mio solo di monte.

Entro, mi siedo, con voce pia
In fondo suona l'Ave MARIA.
Dentro, un quadro del grande Ges,
Mio unico Dio, aiutami tu.

Crepita il fuoco pien di scintille
Col fumo escono le pie faville.
Ancor leggero e silenzioso
Beato godo del mio riposo.

Fuori il mondo sta subendo
Duri colpi in gran crescendo
Ma la terra ormai quasi regina
La vedo tutta dalla mia cascina.

Giuliano

5
Dal racconto di Romano Battaglia



Questo racconto parla di una giornalista in compagnia di un magico
interlocutore; Sirio un pescatore che anche un vecchio saggio, parlano e
descrivono semplicemente i momenti della vita di tutti i giorni. Ecco
qualche passaggio tratto da libro:
"Una notte feci un
sogno strano di do-
ver partire di tutta
fretta dal mio posto
di lavoro a Milano e
prendere il treno per
Pietra Santa in Ver-
siglia mio paese
nativo.
Questo viaggio mi
lasciava alle spalle
le ansie e le
angosce che mi
opprimevano e la
mia anima
diventava pi leg-
gera, pi serena.
All'arrivo a Pietra Santa c'era ad aspettarmi Sirio il fedele amico della mia
infanzia, il caro compagno che mi portava a passeggio per le strade di campagna
e sulla riva del mare quando ero bambino. Mi invit a seguirlo nella sua capanna
sulla riva del mare e mi prepar da mangiare una bella polenta con le acciughe.
Sirio incominci a parlare lentamente - " passato molto tempo da quando
andavamo in giro per i campi e per la riva del mare a raccontarci i momento della
vita. Erano giorni sereni bastava poco per essere felici. Nella vita bisogna saper
rimanere umili per essere felici. La vita fatta di attimi. inutile compiere lunghi
viaggi vedere le grandi montagne e i grandi fiumi e le grandi citt del mondo, se
non ci accorgiamo del filo d'erba bagnato di rugiada che cresce davanti alla porta
di casa" - Mentre Sirio racconta io guardo il suo sguardo che rimasto sereno
negli anni, la sua vita fatta di piccole e semplici cose. Sirio racconta di aver -
Passato molto tempo a guardare il fuoco, guardando la fiamma si pu vedere
paesi, persone, montagne e citt e si pu immaginare un mondo migliore di
quello che viviamo. la mia isola nata qui nel mio piccolo spazio del camino e
tutte le cose meravigliose che si possono vedere attraverso la fiamma Il fuoco
importante e ci vuole poco per riattivarlo. Lo stesso con i sentimenti, con
l'amore. Solo l'amore d un senso alla nostra vita-. Una volta mi raccont di aver
parlato con un albero, era un grande pioppo che stava solitario in mezzo ad un
campo. Aveva ospitato molti nidi di uccelli ed aveva fatto ombra a molti contadini
che tagliavano il grano. Quando divent vecchio e non serviva pi fu abbattuto e
molta gente fece scorta di legna per l'inverno, e mentre bruciava un pezzo dopo
l'altro era felice per questo suo ultimo sublime atto d'amore verso il prossimo.

6
Per essere sereni con se stessi bisogna aiutare il prossimo con le proprie
possibilit. Facendo del bene agli altri facciamo del bene a noi stessi e rendiamo
pi piena e pi ricca, pi intensa la nostra vita.
Che sera magica accanto ad un uomo buono e saggio che mi racconta piccole
grandi cose con le semplicit e la freschezza di un bambino.
La vita uguale a un fiume che nasce da un piccolo rigolo sulle alte montagne
dove tutto pace purezza e silenzio. E questo il bambino venuto al mondo che
incomincia a muovere i primi passi con tutta la semplicit e la naturalezza di una
creatura di Dio.

Di questo libro sono stato entusiasmato per come spiega in parole
semplici il sentiero della vita.
Sirio mi parla che nella sua vita ha imparato molto dal libri e dice: - I libri sono la
mia unica ricchezza, un tesoro insostituibile che mi ha permesso di capire il
mondo o, almeno di vederlo sotto una lice diversa. Non potete sapere che cosa
vuol dire leggere. Io ho imparato da solo perch non sono andato a scuola, ma
tutto quello che so l'ho appreso dai libri.

L'interlocutore ricorda la sua infanzia a Pietra Santa. Vicino alla sua casa
c'erano grandi campi di grano, il granoturco ed altri prodotti della terra
venivano stesi dalle donne al sole che li seccava per la conservazione.
In questa casa ho passato i momenti pi belli della mia vita. ricordo le primavere
con molti alberi fioriti, nelle sere d'estate il profumo dell'erba tagliata di fresco
riempiva l'aria. ricordo anche il profumo appetitoso del forno nei giorni di festa,
nei giorni di cottura del pane molti poveri si avvicinano a mia madre che teneva
da parte un qualche pezzo anche per loro.
La cottura del pane era sempre una cerimonia importante.

Ed ancora altri ricordi vengono narrati nel libro.
Ricordo il suono delle campane a festa mi davano un senso di gioia, la gente del
paese si radunava nelle piazze a discutere dei raccolti fatti nella campagna, era
gente umile e semplice. In quel periodo la maggior parte della gente lavorava la
terra, coltivavano molte piante di olivo e molta vigna, aravano i campi per le
verdure. La gente alla fine del lavoro si radunava nelle case a raccontare le
storie e si stava molto uniti tra famiglie vicino al focolare.

In questo libro il magico interlocutore Sirio parla sovente di Dio e dice:
- ... il tuo sogno finir, i tuoi occhi saranno accecati da una grande luce.
Cammina e mi vedrai. Ad un punto la luce mi parl e mi disse; - Io sono Dio, da
qui nasce la forza che governa l'universo e la luce che governa il mondo con
tutte le creature grandi e piccole. Il sole e tutti gli altri corpi celesti traggono
energia dalla mia luce e in me non c' inizio n fine, sono l'infinito, chi mi vuole
mi trover di giorno, chi vorr restare lontano si perder nella notte. Molti
potranno dubitare che trovare Dio sia il traguardo della vita, ma tutti sanno che lo
scopo della vita quello di trovare la felicit. Io sono la felicit senza fine".
Giuseppe
1




Con il mio amico Luca sono andato a
vedere le tre serate (l7-18-l9 luglio). C'
stato Eros Ramazzotti. Sicuramente un
gran personaggio, forse il protagonista
dello spettacolo italiano pi
internazionale. Certamente a rimanere
impressi nella nostra mente sono stati
soprattutto i gruppi di "spalla", prima
fra tutte Elisa un vero talento.
Poi sono saliti sul palco gli svizzero-
tedeschi No Religion, bravi, precisi,
spettacolari. Poi, via, via, Prozac +,
Chunbawamba, Live Tropical Fish, bo-
lognesi simpatici, con la bravissima
Marta Caffettieri, vocalist del gruppo,
poi i Ridillo.
Insomma i piccoli saranno grandi.

Benito


4
Il mio tempo libero dedico quasi
tutto alle escursioni. Nel periodo
invernale vado a visitare monti e
capanne nei posti soleggiati. Nel-
l'altro periodo dell'anno faccio
escursioni alle cime. In piena estate
i posti che preferisco sono le zone
del Gottardo, Nufenen, Lucomagno,
Luzzone e Greina. Questa mia
passione mi ha affascinato una
quindicina di anni fa, avendo la
fortuna di vivere in Leventina il
paradiso delle escursioni. Ho potuto
visitare quasi tutte le valli laterali,
monti, alpeggi e cime di questo
meraviglioso mondo. Sono
simpatizzante di una societ della
Leventina, con loro ho potuto
visitare posti nuovi. Con una gita
organizzata siamo stati alle
Dolomiti. Ho potuto ammirare
questo affascinante mondo della
montagna pi bello dell'Europa
(forse del mondo).
La montagna in generale mi piace
andare solo, cos ho il tempo di
guardarmi in pace il panorama e di
meditare.
Nella mia vita le soddisfazioni pi
forti le ho avute con la famiglia e le
montagne. Se potessi andrei anche
di notte, nelle serate con il chiaro di
luna. Camminare nei monti e cime
quindi quale grande piacere della
vita. Dove ognuno deve far conto
solo sulle proprie forze e conoscere
i propri limiti, per imparare a
superare le difficolt a affrontare i
sacrifici e assaporare alla fine le
vittorie. Due anni fa mi sono deciso
di fare un'escursione alla cima pi
alta del Ticino.
Dopo parecchie volte che ho tentato
di organizzare questa gita, questa
volta ho avuto la fortuna di riuscire.
Sono partito alle ore 3 del mattino
da Faido e con la macchina sono
salito fino alla diga del Luzzone. Poi
mi sono incamminato per la lunga
Valle Carassina. Al chiaro del
giorno sono arrivato alla capanna
alta dell'Adula e mi sono riposato un
po' di minuti. All'incirca alle nove
sono arrivato in vetta, con il cuore
che mi batteva cos forte dalla
emozione. Mi sono venute le la-
crime di gioia, essere su un'altezza
di 3400 metri. Essere riuscito a
salire solo sull'Adula, per me stata
una giornata grandiosa. Il posto che
mi affascina molto la Valle del
sole o valle di Belino con i suoi
monti che assomigliano a dei
terrazzi, dove c' gente che vive
tutto l'anno. Nel periodo invernale
questi posti sono avvantaggiati
grazie al sole.
I monti sopra Biasca con le sue
scalinate, che portano a dei posti da
sogno sopra la S. Petronilla sono i
miei posti per meditare e che mi
danno gioia nei momenti che sono
triste e abbattuto. Le prossime mete
primaverili sono il Monte Boglia, il
Camogh, il Gaggio, il Tamaro con
il Monte Gambarogno e del Pizzo di
Claro (il Cervino bellinzonese).
Aspetto con impazienza che se ne
va la neve. Sabato scorso sono
salito al Sassariente con mio figlio.
Con molta fatica causa il ghiaccio e
la neve siamo arrivati alla Croce. La
giornata e il panorama erano
splendidi. Con questo mio racconto
termino l'argomento della
montagna, sperando che vi piaccia.
Giuseppe


5
berto

Forse scrivo questi pensieri senza che li legga una volta
qualcuno. Sono scritti per Roberto. Ho gi provato a scriverli
parecchie volte, ma li ho strappati e buttati via. Altri pensieri li ho
dati da leggere alle persone che mi stavano vicino, ma non so
se sono stati compresi, se sono arrivati alla meta. Anch'io vivo
in una situazione delicata. Io scrivo tutto questo con nel cuore la
paura di non essere capita, di essere derisa. Roberto la tua
situazione la conosco perfettamente. Anch'io, che sono
ammalata da 20 anni, sono stata lasciata priva di aiuto, mi
hanno abbandonata. Ho gridato:"aiuto, aiutatemi, non lasciatemi
sola". Ma nessuno aveva un orecchio o un cuore per me.
Volevano tutti vedere una ragazza ridente e scherzosa, ma io
ero troppo sola. Anch'io sviluppavo delle aggressioni contro tutti
coloro che avrebbero potuto aiutarmi e non l'hanno fatto. Un
sorriso avrebbe potuto aiutarmi a sciogliere il mio cuore di
ghiaccio. Una buona parola mi avrebbe aiutato a sopportare
meglio la solitudine. Invece nessuno ha sentito le mie grida
d'aiuto. Io ho cominciato ad odiare soprattutto me stessa perch
non riuscivo ne a prendere ne a dare. Di sicuro c' gente che mi
ama e che io amo, ma questo amore dura fino al punto che non
mi capiscono pi. Cosa devo fare? Dove trovo aiuto? Con dei
soldi posso comperare molte cose ma non mi liberano dalla
solitudine e isolamento. Prima c' la domanda: Chi sono io? Io
non lo so. Forse non lo sapr mai. Non riesco a essere sulle
tracce dell'inesplorabile. Poche volte ho trovato una persona
che mi accompagnava per un pezzo della mia strada. Ma ci
sono anche altre persone che devono sinceramente essere
descritte: Loro si occupano di me e provano ad aiutarmi, ma
spesso sto cos male che non ce la faccio a prendere la loro
mano. Le aggressioni contro me stessa diventano insopportabili
fino al punto di autolesionarmi. Vedi Roberto, c' gente che ci
vuole bene. Forse anche noi dobbiamo imparare ad accettare
l'aiuto.
Ines, 20.12.97
11


da una settimana, che mi
congedo dal mio amico e mae-
stro Charly. La sua morte non
venuta all'improvviso, ma
speravo di vederlo ancora una
volta vivo. Volevo stargli vicino
e tenere la sua mano quando
arrivava la sua ultima ora. Ma
io non sono arrivata in tempo.
Charly morto gioved scorso,
un paio di giorni prima, volevo
andarlo a trovare. Mercoled
c'era il suo funerale, anche vo-
lendo non sarei riuscita a
partecipare. Il dolore mi ha
paralizzata. Avevo timore della
gente. Non sono riuscita a
confrontarmi con loro. Il mio
amico Charly rimane nel mio
cuore, come l'ho visto l'ultima
volta, un mezz'anno fa. Questo
ricordo di grande valore e mi
conforta. Lui era debole, ma
aveva ancora la forza, di venire
con me nel suo atelier di pittura
e darmi un quadro per i miei
genitori. Charly ha sofferto
tanto in quei ultimi anni della
sua vita. Aveva un tumore, che
non si poteva operare. Aveva
molti attacchi di soffocazione.
Salire le scale era per lui quasi
impossibile. Alla fine non ri-
usciva pi ad uscire dal letto.
Non aveva pi la forza di ri-
spondere al telefono. dava L'ul-
tima volta che ho parlato con
lui, c'era un'infermiera che lo
aiutava questo accadeva un
tempo fa.. Charly non si lamen-
tava mai. Era sempre lui che
aiutava me. Con questo colle-
gamento ho sempre potuto at-
tingere alla forza per la mia si-
tuazione. Lui era per me mae-
stro e amico per la vita. Se
stavo male ed ero disperata, lui
mi regalava fiducia e forza.
Spesso stavo cos male, che
non riuscivo a far niente ma lui
mi diceva, che era importante
che ci fosse.. Lui ha aperto il
mio cuore e cos cresceva una
grande amicizia e amore.
Charly l'unico amico, che non
mi ha mai deluso, e che
avrebbe approfittato. Quando
soffrivo e le voci mi tormenta-
vano, guardavo nei suoi occhi
e leggevo partecipazione con
vivo interesse e inclinazione.
Questo mi dava sempre
convinzione e forza. Spesso mi
mancava, e mi manca anche
oggi, la vitalit. Ma se parlavo
con Charly o lo pensavo,
ritornava la vitalit.
Non l'ho pi visto. Non avevo
neanche la forza di andare al
suo funerale. Ma sono sicura,
che Charly mi sta vicino, e sa
che mi manca. Non ce l'ho
fatta a congedarmi da lui. Ma il
ricordo che mi ha lasciato mi
aiuta molto. Amavo questo
uomo pi che solo un amico.
12
Questo ci ha fatto percorrere la
strada della comunicazione.
Lui mi diceva spesso "grazie
che ci sei". Io non ho mai
capito, cosa davo a Charly. Lui
era cos riconoscente. Oggi
penso di sapere che in ogni
amicizia e amore si sviluppa il
comprendere e il dare
reciproco. Charly mi adorava e
io levavo gli occhi su di lui. Nei
tempi bruttissimi era lui l'unica
persona, in cui avevo fiducia e
parlavo dei miei problemi.
Questo mi ha sempre aiutata e
mi dava un sollievo morale. Lui
mi incoraggiava ad esprimermi
pitturando. Certe volte
ammirava anche quello che
facevo, sia paesaggi che
astratti. Ancora l'ultima volta,
quando gli ho fatto vedere i
miei quadri per la mostra mi ha
dato il coraggio ad esporre an-
che quelli meno belli. Ora gli
sono riconoscente. L'affetto
profonda e la sua mancanza mi
fa quasi disperare. Per me
un conforto, che ha potuto
andarsene tranquillo
nell'intimit della sua famiglia.
Addio Charly, sono cos ricono-
scente per il bel tempo che ab-
biamo passato insieme.

Ines

4



Chi non l`ha mai sentita questa domanda?
Chi non l'ha mai chiesta a qualcuno? Io
dico: "Io sto bene". Spesso non trovo il
proprio interesse in questa domanda..
una domanda, che dovrebbe andare in
profondo. Io dovrei provare, che potrei
anche dire: "io sto male". Ma io ho fatto
l'esperienza, che solo pochi l'accettano. Io
li sento dire: "ti vedo bene, io vedo
proprio come stai bene. Tutta la gente ha
dei problemi, che deve combattere". Ma io
sto lo stesso mica bene. Io lotto per una
vita pi piacevole, anche per gli altri.
"Come stai?" Io comincio a piangere. Il
mio vis vis mi sgrida: "Non piangere. Tu
puoi solo stare bene. Tu hai tutto, che
vuoi. Tu non sei sola". Nessuno prova la
mia debolezza, la mia solitudine e miseria.
Io sono sincera, e dico, che anche io
faccio questa domanda certe volte senza
l'interesse cos profondo. Ma io vorrei
proprio ascoltare ed aiutare, se qualcuno
sta male. Io vorrei dare la risposta vera su
questa domanda, vorrei essere sincera e
poter' dire: "io sto male". Io vorrei
provare il tuo caldo e vorrei accogliere e
porre la fiducia in te. Non voglio essere
abbandonata. Ti prego, aiutami, quando
mi chiedi: "Come stai". Tanti hanno perso
il proprio interesse in questa domanda. Se
io dico: "Sto bene, sono solo un po'
stanca", mi rispondono, che non cos
grave. Io non mi lamento, quando non
trovo il sonno nella notte. Io non mi
lamento, se mi tormentano delle
allucinazioni, o depressioni nel buio della
notte. Io non mi lamento, che devo pren-
dere cos tanti medicamenti, per vivere
una vita pi o meno gradita. Questi
medicamenti mi fanno venire stanchezza e
mi fanno lenta nei movimenti. Gli effetti
collaterali sono importuni, ma io non mi
fido, a lasciarli via. Ho paura delle voci e
delle altre allucinazioni. Purtroppo sono
anche contenta, che esistano questi
medicamenti. Chi sa, come si vive con una
psicosi? Chi non ha paura della
schizofrenia? Anche su queste domande
vorrei dire una risposta sincera. Potrebbe
andare anche meglio, senza tutti questi
sintomi. Ciao, come stai? Sempre la prima
domanda, quando si incontrano due per-
sone. Io provo, che non hai la forza, per
darmi un sostegno, se ti dico che sto male.
Io provo solo la solitudine crudele e ti
vorrei scuotere dal sonno e dirti: "non
domandare pi, se non sopporti una
risposta negativa". Ma c' anche altra
gente che conosco, che lo sopporta se sto
male. Io ho un bravissimo dottore che mi
aiuta e che non ha paura, se gli dico che
sto male. Anche al Centro diurno trovo
gente che mi domanda come sto, perch le
interessa. Non ho sempre il coraggio di
lasciarmi andare e dare la mia fiducia a
qualcuno. Vorrei cos volentieri dire sin-
ceramente: "io sto bene". Allora sarei
felice. Con la mia malattia non ho tanti
momenti di gioia, tutti vo-gliono vedermi
ridere e scherzare. Non vogliono
confrontarsi con i miei problemi.
Potrebbe essere che comincio ad essere
un peso. E' cos crudele dire: "Mi
dispiace, ma al momento sono in una
psicosi, il mondo intorno a me mi
tormenta e mi minaccia, io provo solo
insicurezza e vorrei fuggire nel mio
mondo, in quello trovo per me tanta tri-
stezza, ma anche tanta sicurezza. So che l
sono sola e la solitudine nella psicosi
invito. Certe volte trovo qualcuno che mi
d una mano e mi aiuta a superare la
solitudine. Io ho paura del mondo, della
gente sana, perch troppe volte mi hanno
delusa e malintesa. La gente sana traccia
i confini, ma i confini di malattia e guari-
5
gione sono difficili da trovare. Io vivo
come tutta l'altra gente, io rido e scherzo
perch mi vogliono vedere con un sorriso.
Ma io ho troppa paura delle reazioni della
gente. Io voglio sentire la domanda "come
stai?" solo dalla gente che si interessa e
che mi d una mano quando la necessit
grande. Anch'io devo sinceramente
chiedermi se riesco a sopportare una
risposta negativa sulla mia domanda
"come stai?" E' meglio parlare di altre
cose. Io penso, che questa domanda
quella pi fatta di tutte le domande.
Spesso si dice: "io sto bene" Come stai?
Io odio questa domanda perch non riesco
sempre a dire come sto proprio. Io sorrido
e dentro di me sento ostinazione e
contraddizione. Non solo io faccio queste
esperienze. Nella vita esiste un dare e
prendere reciproco , e dove non c', non
c' amicizia. Io provo, questo il mio
amico, e provo anche, questo un vis vis
equivalente. Io sono proprio contenta di
avere amici che non vorrei mai perdere,
solo perch mi sento fraintesa. Oggi posso
dire: "io sto bene, grazie". Cosa dir
domani non lo so. Io provo sempre a
vivere nel presente, nell'oggi e non farmi
troppe domande sul futuro. "S, come
stai?" Prendi la mia mano, lei ti vuole
liberare dal buio della psicosi. Nessuno ti
capisce cos bene, come una persona, che
ha passato delle cose simili e che vive in
necessit. S, io voglio dare la mia
esperienza a quella gente che si interessa.
Io faccio delle belle esperienze, quando
qualcuno mi domanda "come stai? "Anche
se devo rispondere sinceramente: "io sto
male". Un orecchio aperto e un grande
cuore trovo sempre. Ma faccio anche
esperienze meno belle con questa
domanda. Io provo quasi sempre, se devo
solo dire, che sto bene, anche se non
vero. Questa gente per quello meno
superficiale-
Non sopportano di vedere soffrire
qualcuno. Cos diventano certe volte cat-
tivi e aggressivi. Forse devo chiedere
sulla domanda "come stai" se sopporti
proprio la verit? io voglio aprire il mio
cuore e stare vicina ai miei cari e ai miei
amici. Voglio dare la fiducia, e posso
chiedere: "ciao come stai?"
Ines


10


Io non sono sicura, di riuscire a
scrivere questo articolo, senza
colpire profondamente una
mamma o un pap. Non voglio
offendere nessuno. Io scrivo
delle mie esperienze, ma so, che
ci sono tanti giovani, che
vivono nella stessa mia si-
tuazione. L'indipendenza
completa dai genitori, che pero
vogliono niente altro, che i loro
figli stiano bene. Cosi pero non
ci lasciano fare le nostre
esperienze. Ci dominano e ci
tolgono tutte le difficolt della
nostra strada. Ma che noi
perdiamo tutta la nostra
indipendenza, per cui lottiamo,
quello non lo capiscono. Io
scrivo queste parole con un po'
di ansia. Io non vorrei mai
perdere l'amore dei miei geni-
tori, ma devo dire, che lotto per
la mia indipendenza. Cosa
diranno i miei genitori di questo
articolo? Saranno offesi,
colpiti? Questo non lo voglio.
Io voglio solo che ci pensano
che cosa fanno con me. Certe
volte non mi fido, di uscire,
perch hanno paura, che mi
capita qualche cosa, o telefono
puntuale come una sveglia,
perch so che lo aspettano. Io
vorrei comprare certe cose, ma
mia mamma non d'accordo.
Allora lascio vedere, o lo com-
pero e lo nascondo. Il mio pap
va in panico quando ritardo ad
arrivare a casa. In inverno
quando buio presto, sta alla
finestra e guarda con molti
pensieri fuori dalla finestra.
Quando arrivo, certe volte,
arrabbiato, perch non sono
arrivata prima. Se una qualche
volta voglio andare a Berna a
trovare i miei amici, non
d'accordo. Cosa si vede in que-
ste righe? L'apprensione e il
dominio soffocano la mia atti-
vit. Non c' pi spazio per una
propria iniziativa. La for-
mazione della mia personalit
divisa, tra il desiderio per un po'
di pi indipendenza e tra il
desiderio, di non dare dei pro-
blemi ai miei genitori. Sono
molto influenzata da loro e delle
persone, pi forti di me. Per la
mia malattia ho perso la mia
ostinazione. Anche finan-
ziariamente sono diventata di-
pendente. La mia mamma fa
tutto con i miei soldi, e io sono
molto riconoscente. Ma io devo
prima o dopo trovare l'entrata.
Devo imparare a fare la mia
contabilit, e devo sapere per
che cosa spendo i miei soldi. La

10
malattia mi ha travolta e mi ha
scagliato fuori della mia vita.
Non so dire, che cosa avrei fatto
se non avessi avuto i miei
genitori. Mi erano sempre di
sostegno e mi hanno alleggerito
la strada, per un uscire dalla
cliniche. Ma adesso vorrei
ancora avere la mia
indipendenza. Non sar facile,
ma io prego i miei genitori di
aiutarmi, a trovare l'autonomia.
Penso, che tanti ammalati
psichicamente sono nella stessa
mia situazione. Siamo di-
pendenti dai genitori, dai fratelli
e dalle sorelle, dai dottori e dai
medicamenti. Noi ci sentiamo a
livello dominati e oppressi. Ma
anche noi siamo delle persone,
che hanno diritto di rispetto
dagli altri. Lasciateci spazio per
la nostra autonomia. Lasciateci
andare per la nostra strada,
anche se ci sono molti sassi e
anche se dura. Noi impariamo
dalle nostre esperienze. Voi
potete starci vicini, darci una
mano, ma la nostra strada
dobbiamo percorrerla noi stessi.
Voi parlate delle vostre
esperienze, ma quelle che ci ser-
vono poco. L'ostacolo lo
dobbiamo superare noi. Tanti
genitori reagiscono offesi e o
aggressivi, quando noi
vogliamo determinare la nostra
vita." Tu vedrai, dove ti
troverai", dicono. Non sanno,
che proprio questa paura della
sfortuna ci opprime e che noi
vogliamo dare da fare tutto alle
persone pi forti di noi. Certe
volte ci crea gi problemi una
piccolezza, per esempio
prendere un appuntamento dal
dottore eccetera. Cosi lascio
fare tutto alla mia mamma.
Certe volte mi viene coscienza,
che non posso farlo in tutta la
mia vita. Io vorrei comprare
qualche cosa, ma mia mamma
non d'accordo. Cosa faccio.
Lo compero ed aspetto fino a
che ho abbastanza forza, per
farlo vedere a lei. Noi con la
nostra malattia fuggiamo dalla
realt e ci regaliamo noi stessi
qualcosa di bello. I tempi buoni
sono rari e cosi fuggiamo fuori
dal nostro smembramento nel
mondo del consumo. Noi spe-
riamo, che con le compere delle
cose belle facciamo una vita pi
piacevole, ricompensiamo il
sopportare dalla nostra malattia.
Ci sono tanti, che non sanno far
altro, che suicidarsi. Capisco la
preoccupazione dei genitori,
perch tanti ammalati come me,
non trovano una soluzione e
non vedono un'altra possibilit.
Ma io voglio superare la
malattia, voglio essere pi forte,
della psicosi, non voglio sentire
le voci, che mi ordinano di fare
delle cose che non voglio fare.
Allora cerco una soluzione, per

10
superare la suicidalit. Genitori,
lasciateci andare per la nostra
strada, anche se vedete dei
pericoli. Fateci coraggio di ri-
schiare ad essere autonomi. Ci
sono gi abbastanza divieti e
determinazioni nella nostra vita.
Quello che noi abbiamo bisogno
la vostra fiducia in noi. Nes-
suno ci sta cosi vicino come una
mamma o un pap. Non voglio
mai offendervi o deludervi
neanche perdervi, ma la vostra
strada non la nostra, le vostre
esperienze non sono
determinanti per la nostra vita.
Noi vi amiamo, come nessun
d'altro. Lasciate crescere questo
amore, che non siamo
dipendenti uno dall'altro e
deluso o malinteso in una vita
nostra. La vostra
preoccupazione segno del vo-
stro affetto e del vostro amore.
Lo sappiamo ma regalateci un
po' pi di fiducia per respirare.
Mamme e pap, accompa-
gnateci e lasciateci andare.

Ines
4




Brutta bestia non mi dai pace.
La notte quando tutto tace
mi svegli, mi tenti, mi tormenti.
Il martirio, l'angoscia forte
Il riposo, il deso della morte
mi perseguiti pure di giorno
Quiete non ha chi mi sta attorno,
Sei sadico, ti diverti vero
Guardo il domani e vedo tutto nero,
Riesci anche a non farmi amare
Empio molesto se voglio pregare.


Oggi vedo chiaro la vita mi piace
malefico riprendermi non sei capace.
Con te ho finito, ho vinto il duello,
ho lottato con fede e cervello.
Sei rimasto male o luttuoso signore.
Falciavi una volta, adesso c' il dottore


Livio
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Mi sveglio
e i pensieri
mi assalgono, soprattutto
quelli angoscianti.
Dalla poca luce
della finestra
prevedo una
giornata uggiosa
e piovasca.
Mi alzo a fatica
perch prevedo
una giornata triste
e non so per quale
motivo.
Cerco di reagire
come posso e
decido di uscire
in mezzo alla
natura.
L'angoscia c' ancora
e sono a met percorso
Mi siedo sopra
un masso che lambisce
l'acqua.
Molti pensieri se ne vanno
lasciando posto agli altri
un p meno brutti,
sento il canto
degli ugelli
e vedo il blu dell'acqua e
il verde
degli alberi che mi
calmano un p e poi
mi fumo una Barclay.
Ad un certo punto
decido di ritornare
verso casa perch
quasi pi di un'ora
che sono via-
Arrivato vicino
alla mia abitazione
scorgo la macchina
blu notte del mio
migliore amico.
Salgo in casa
e lo saluto calorosamente.
Alla sua domanda


Come stai?
io rispondo
quasi con un grido
oh non sto bene e
la tristezza non mi abbandona
Per ora ho il mio migliore
amico che mi d forza e coraggio e
con lui andiamo a fare un giro
in macchina.
Rientriamo giusto per
mangiare
ed ora mi sento meno triste e solo.
Al pomeriggio ho avuto
un'altra bella sorpresa,
una mia amica
venuta a trovarmi e anche
con lei ho potuto sfogarmi
parlando dei nostri problemi,
quando mi ha lasciato, per andare a
casa,
ero di un buon umore
anche perch sapevo che la serata
prometteva non pi tristezza
ma tanta calma e gioia.
Chi trova un (a) un amico (a)
trova un tesoro
Mandingo

16




Mercoled scorso, come solito, si
svolta la giornata della redazione di
Perseo. Non eravamo in molti ma le
discussioni furono abbastanza animate.
Una novit stata la presenza di
Costanza che ha cos potuto rendersi
conto delle nostre attivit del mercoled
e ne rimasta contenta se non
impressionata.
Finita la redazione tutti ai loro posti per
degustare un ottimo risotto ai funghi a
gradimento di tutti.
Siccome la giornata era bella abbiamo
deciso di fare qualche cosa all'aperto la
scelta caduta su una gara al minigolf
della citt.
I partecipanti erano nove (Daniela d.
A., Daniela, Enrica, Fisio, Teo,
Armando, Lorenzo, Antonio, Alfred) che
sotto il sole e un po' d'ombra hanno
dato vita al gioco.
Bisogna sottolineare che alcuni
giocatori non avevano mai giocato a
minigolf, perci hanno faticato a mirare
le buche.
Chi ha vinto? Ve lo lascio indovinare!
De Coubertin diceva:
"L'importante partecipare".

Mandingo
6





La luce comincia
a filtrare dalle due finestre
e capisco che la notte
finita.
All'improvviso il telefono
squilla e mi fa
svegliare del tutto,
mi alzo a fatica
e rispondo ancora
intontito.
mia sorella Livia
che mi d la
fatal notizia!
"La Nonna Bis Maddalena
spirata questa notte,
diglielo alla mamma".
S, rispondo io!














In quel momento ero
solo in cascina e
qualche lacrima
mi scivol sulle guance.
Vado alla ricerca della
mamma e quando
l'ho raggiunta ci abbracciammo
e per sfogarmi mi misi a piangere.
"Non devi piangere Armando,
perch il Signore Dio l'ha liberata
da atroci sofferenze, e ora ha raggiunto
i suoi cari in paradiso.
Nonna Bis aveva 94 anni.
Addio.

Mandingo
9



Io ero ancora bambino
quando i miei genitori
ebbero la fantastica idea
di fare una dimora
definitiva in un paesino
della "Val di Gatt".
Mi ricordo anche che
alla costruzione collabor
mio nonno Severino,
il quale era un provetto muratore.
Cosi man mano che
i lavori avanzavano
la casa cominci a piacermi
sempre di pi.
Il culmine arriv quando
la costruzione fu a tetto,
per la sua forma
ardita e architettonica
per quegli anni
che non erano ancora
quelli del boom.
La casa ha due appartamenti:
quello sotto affittato mentre
sopra abitiamo mia madre, mio
padre ed io.
In tutto la casa pu
contare ben nove locali.
Nel lontano 1962 era un successo
potersi fare un bagno o una
doccia
o avere le toilettes ad acqua in
casa.

Mandingo
8
9/ -.i- :Jii-: .-i:.-, f::i-



Domenica pomeriggio mi sono trovato al bar
Granata. Mentre che aspettavo che mi venivano a
prendere con l'automobile del Loris con Fabrizio. La
partenza era alle 13 e 15. Mi bevuto un bel te freddo,
offerto dal solito Jimmi e Stefano. Il tragitto era
molto lungo, abbiamo fatto il passo del san Gottardo
per evitare la colonna di 10 chilometri. Siamo arrivati
a Buochs alle ore 15.00. Siamo scesi dall'automobile
per giungere all'entrata del campo. Faceva un caldo
torrido. La partita iniziata alle 15.30 in nostro
favore. Naturalmente con i nuovi arrivati (7 italiani)
tra cui il grande Roberto Schellfo per incitare gli altri
campioni. Adesso abbiamo fatto ritorno a casa e contenti del
risultato di 4 a 0 per noi .
.






8







Io Benito sono un fanatico del mitico Dy Bobo e sabato mi
trasferisco a Coira con l'autopostale. Naturalmente cerco
gente che viene al concerto, non importa l'et per io
penso che partir di venerd e rester due notti a dormire.
Volevo anche dire che i concerti li fa dappertutto, allora se
c' qualcuno che pu venire mi telefoni subito perch devo
prenotare i biglietti.
Lascio il mio numero di telefono e indirizzo, cos mi
potete chiamare a casa mia. Spero che sia abbastanza, ora
vi saluto.

Benito Guerra
via Mondasc 1a
6514 Sementina
Tel. 091 857 33 61

6





L'autunno arrivato
E le ali mi ha tarpato.
Anche se questa stagione
dai colori vermigli e variati
ha molto fascino, per me
infausta.
Guardo dalla finestra
mentre la radio gracchia
e mi sento un po' triste.
Alzo gli occhi e vedo
che le piante hanno
mutato colore.
Dove prima dominava
il verde ora
c' un miscuglio di tinte
che affascina i pittori.
I quali immortalano
sulla tela quello
che madre natura offre loro.
L'autunno anche
la stagione del raccolto,
che qualcuno festeggia
con abbondanti libagioni.
Perch a me l'autunno ,
in maggior parte , negativo?
Perch i miei ricoveri negli ospedali
sono avvenuti tutti
nella stagione autunnale.

Mandingo

3




La neve si oramai
sciolta al calore del sole.
L'inverno non ancora finito
e gi sta arrivando la primavera.
Primavera, nome magico per me
perch la stagione
che preferisco.
Guardando fuori dalla finestra
vedo che la natura
si sta svegliando.
Nel prato la prima talpa
fa capolino e per lei
finito il lungo letargo.
Anche i primi fiori
si fanno notare,
specialmente le primule
di un giallo intenso.
I peschi oramai rari nel mio paese,
si addobbano di fiori rosa
e fanno bella figura e poi
sono tra le piante che fioriscono prima.
In primavera ci sono molte attivit
specialmente nei campi e corti,
che danno molto lavoro.
Prima si vanga, poi si semina
e delle nuove vite cominciano a nascere.
Concludendo, la primavera
la stagione del risveglio e dell'amore.

Armando
6
Finalmente quasi giunta
la festa di Pasqua
che come tutti gli
anni porta molta gente
sulle nostre strade e autostrade.
Dal nord giungono gente
che per qualche giorno
vogliono godere dell'amato sole
e delle temperature miti che non hanno
nei loro paesi.
Qualcuno anche alla ricerca
di qualche giorno di distacco
e di relax. Magari visitando le nostre belle
valli.
Da noi la Pasqua
porta delle usanze varie:
prima fra tutte
che le campane
delle chiese rimangono mute per alcuni giorni,
per poi distendersi
in un suono tutto nuovo e gaio
quando Cristo risorto.
Un'altra usanza per i bambini era questa:
la sera prima della festa o al mattino presto
si facevano, in posti un po' discosti
dei nidi con l'erbetta fresca, fiori e foglie o con fieno.
Nei quali si mettevano
delle sorprese che andavano
dal classico coniglio di cioccolato
delle uova colorate e tante altre belle cose.
Poi noi bambini alla mattina di Pasqua,
dovevamo scoprirli!
Ma oramai il mondo cambiato
e queste usanze vanno perdendosi.
Oggi come detto in principio
si preferisce spostarsi in massa
con la macchina, formando dei
serpentoni puzzolenti, che alla fine
stancano e si torna volentieri a casa.
Pero' la Pasqua anche
speranza per chi soffre
perch sa che Cristo
di nuovo fra noi.
Mandingo

1


Io : ci:oo Arorco . soro Pr.s:c.rt. c.ii'Arcro.co Ciuo c:
B.ii:r;oro. Attuoi.rt. s:oo os:t: c.: iocoi: c.i C.rtro c:urro
OSC c: B.ii:r;oro, cor :i uoi. coiiooor:oo co c::.rs: orr:.
Ho c.c:so c: scr::.r. u.sto ort:coio :r uorto u.st'orro r:corr. :i
2u coi.orro c.i rostro Ciuo.
D.ii'Arcro.co io s.r. ,otto ort. c.i Co:toto: io co:rc:oto
co. coss:.r. . o: soro stoto .i.tto o .oro. Ii soito co .oro o
Pr.s:c.rt. o::.rr. .sotto.rt. !2 orr: orsoro. Cor oito :o:o .c
.rtus:oso : outto: r.iio ruo:o ors:or., c.c:corco oito t.o,
o rot:,:coto coi ouor orco.rto.
N.i corso c.i: orr: i'Arcro.co s: . :.roto r.i rouo:.r.
ott:::to ci. .r.tt.ss.ro c: cr.or. iuoi: c: :rcortro, c: r.io;:or., c:
soi:cor:.to . c: r:oo:i:to;:or. soc:oi. cor i' 'oitro', .r 'oitro' :rt.rco
tutt. u.ii. .rsor. ci. storro ottro:.rsorco o iorro o:uto o.rt:
c: c:,,:coito, c: soi:tuc:r., c: or:roi:to, .cc.

1

Il 1. Agosto in tutta la Confederazione si
festeggia la Festa Nazionale in svariati
modi.
Quando ero piccolo mi piaceva
enormemente preparare il fal in
montagna, perch lo si poteva vedere da
lontano e il culmine era dar fuoco alla
catasta di legno che illuminava i
dintorni. Pian, piano il fuoco divorava il
fal e poi si spegnava lentamente. I
fuochi d`artificio erano scarsi perch
cari e ci illudevano quei secondi per poi
andare in fumo.
Uno dei miei 1 agosto pi belli l'ho
passato a Weggis a. R. quando ero nel
paesino a lavorare in una panetteria-pa-
sticceria.
Questo paese sul lago dei 4 Cantoni e
tutti festeggiavano alla loro maniera, a
me piaceva sentire i corni delle alpi e le
fisarmoniche.
Per ritornare a noi devo dire che la
Festa Nazionale diventata un Bussnes
(mercato) dove si bruciano milioni di
franchi che potrebbero essere spesi
meglio, e pensare che c' ancora gente
che muore di fame. Perch non pensare
in questo giorno alla gente malata o
sofferente o a quelle facce che la
televisione porta quotidianamente nelle
nostre case, vittime di guerre e governi
che non fanno niente per migliorare la
vita dei loro abitanti.
Sono gi diversi anni che non spendo un
soldo per comprare questi giochi
effimeri. Ma il consumismo la fa da
padrone e tutti gli anni i milioni vanno
in "fumo".

Mandingo
1
Monica

Sei stata poco
con noi, ma
hai lasciato
un ottimo ricordo.
La prima volta
che ti ho visto
eri biondina,
poi in seguito
ti sei fatta nera .
Sempre pronta
al sorriso che
molto aperto
e cosi puoi
sollevare il morale
a chi sta male .
Io mi ricordo
quel giorno che
siamo stati in piscina,
tu mi hai fatto
del bene sostenendo
un discorso che
in quel momento
mi ha rincuorato.
Mi ricorder per
sempre la tua modestia
e le tue guance rosse
e la tua pelle liscia..

Mandingo
+


|ag|oo coo |a |a aotas|a o| os-
soo |o uoa gaooo c|tta |ta||aoa,
t|oo To|oo, ass|oo ao uoa co|-
t|va. || tooo bo||o, uoa t|o|ca
g|ooata o| o|avoa, so|taoto uo
|oggoo voot|co||o osa tubao uoa
g|ooata cos| so|ooo|oa. || ta|co
o|to |otooso oo |o o | |o| co-
oago| at|c||ao a ac| staoa oo
aooao a v|s|tao uoa gaooo ab-
b|ca. |a ||at. | cos| |a att|oata
oassa boataooto sooza |oc|ooot|.
/| ooo|gg|o || bo| voot|co||o ooo
so|a o| o |'aa oo||a c|tta s| a soo-
t|o |o tutta |a sua oosaotozza. |o o |
|o| cooago| c| o|vot|ao uo
oooo a g|ao |a c|tta o a sco-
o|oo | sogot|, |otaoto || ta|co s|
a o| caot|co oo o||c||o stao
tutt| uo|t|. /o uo coto ouoto avv|-
st|ao uoa baocao||a o c| o-
|ao ao ossovao | va| oggott|
oss| |o vooo|ta coo bo||a cua. /o
uo coto ouoto, ooto stavo oo-
vaooo |'oooos|o oa|a o| occ||a||,
| accogo c|o g|| a|t| cooago|
ooo c'oaoo o|, occotto uoo ||
oua|o oa accaoto a o o stava
oovaooo uo aoo||o. |avao |uogo
uo v|a|o costogg|ato oa baocao||o
oo ao uo tatto c| accogoo o|
ossoo |ast| so|| oo||a gaooo c|tta.
Sooca| uo g|oo ooto c| ot-
too a cooo oo||a oosuota o|-
oz|ooo oovo oaoo aooat| g|| a|t|
cooago|, a oo| oost| cooago|
ooo voooo ooaoc|o |'oba.
Looo uoa |oto|oab||o cosa
|uogo | v|a|| c| aostao ao uo
|ococ|o o |a cotozza o| ossoc|
sa|t| c| assa|| tooooaooto,
ouas| c| oaa||zzo. |avao so|| |o
uoa gaooo c|tta oo||a oua|o ooo
coooscovao || ooo oo||a o|azza
oovo avovao oostogg|ato || ou||-
ao. |osoa oavao coo ouo
too| |o gabb|a sooza v|a o'usc|ta a|-
ooo oo ouo| oooto. |o ouo|-
|'|staoto oavo c|o |a c|tta c| ca-
oosso aooosso o |'aogosc|a c| assa||
tutt| o ouo. Coosc| o| ooo ooto a
o|ooto c| ottoo aocoa uoa
vo|ta a cooo |o coca oo| cooa-
go| | oua|| |goa| oo||a oosta s|tua-
z|ooo s| stavaoo o|votoooo. |o||a
cosa | oavo c|o tutto osso |
subbug||o oos|oo |o autoob|||
oaoo |oazz|to o | ooos|o| | s|
|otocc|avaoo coo uoa ao|o|ta vo-
aooto soavootosa. /o uo coto
ouoto | oavo o| ossoo g|uoto |o
uoa zooa oovo oavao stat| a||a
att|oa o uoa ||ovo sooaoza s| ac-
coso oo| oost| cuo|, a basta || |-
sc||o o| uo v|g||o oo a svao|o
tutto |o sooaozo. Looo avo coso
aocoa oaocc||o c| ooc|ooo ao
aooao oa uo v|g||o o accootag|| |a
oosta avvootua. || v|g||o su||o
o|o ooo so |a ooso o|to a
oo| cooooooooo |a oosta s|tua-
z|ooo oco tutto || ooss|b||o oo a|u-
tac| o c| aoo |o uoa v|c|oa ouo-
stua. |o ouostua tutt| | ooos|o| c|
assa||ooo coo uo |ooto vot|g|-
ooso o ouaooo c| aoouoc|aooo
c|o |a oosta co|t|va oa stata |-
tovata ooo acoo oossuo gosto
o| g|o|a, aoz| c||oao || caoo o c|
avv|ao ostaooto voso |a
oota. / ouosto ouoto |a |a
ooto staoca o s| ||uta o| aota-
st|cao aocoa'
|aoo|ogo
6




11


Ieri giornata uggiosa
e piovosa
ci siamo incontrati
e appassionatamente
e calorosamente ente
abbracciati.

Dopo esserci
appartati ci
siamo baciati
lungamente e i
nostri corpi
vibravano d'amore.

Dopo un periodo
che pensavo di
non sapere pi amare
n il genere umano
n tutte le cose del mondo
ore tu mi sei entrata
nel cuore e nella mente.

Ora sono di nuovo
innamorato e tutte
Le attivit che faccio
penso molto a te
perch so che
anche tu mi voi bene.

A questo punto
prego intensamente
Ges affinch
ci aiuti a superare
tutti i problemi e
ci assista giorno e notte.

Mandingo

6


Eravamo sulla
spiaggia soli soli
a fare l'amore.

Ad un tratto
compare un
mostro tentacolare
che si port
via in mezzo
al mare
la mia adorata
compagna.

Non pensai molto
e mi buttai
anch'io nel mare
per portarla
in salvo, ma
il mostro era
duro a vincere,
perci
come per magia
mi trasformai
in Super-Mandingo
di tutto punto
e dopo una lunga
contesa ci leccammo
le ferite, ma la mia
amata era ancora
in pericolo.

Perci il Super-Mandingo
prese la spada
e cominci
a fenderla
per poter tagliare
i tentacoli del mostro.
Passavano i minuti
e lui, era ancora
in vita, ma molto
ferito, bisognava aspettare che
il tentacolo dove
era Lei potesse
essere reciso.

Con le ultime risorse il S-M
moll un fendente
proprio al punto
giusto.

S-M fece un grande
balzo e abbracci
la sua musa e
alla fine si
baciarono per
suggellare il
proprio amore.

Mandingo