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Karl Marx e Friedrich Engels La questione nazionale nel marxismo Dal Manifesto del partito comunista, Einaudi, 1966

(Manifest der Kommunisctischen Partei, 1848) Karl Marx (1818-83) fu filosofo, economista e uomo politico di origine tedesca. Avvicinatosi alla filosofia attraverso lo studio di Hegel, comp un evoluzione che lo port a criticare radicalmente l atteggiamento speculativo nei confronti della realt. La sua undicesima tesi su Feuerbach segna cos il distacco dal pensiero puro: I filosofi hanno sempre cercato di interpretare la realt, ora si tratta di cambiarla. Friedrich Engels (1820-95) venne a contatto con gli operai inglesi durante un soggiorno presso la fabbrica di cui il padre era comproprietario. Il risultato di questa esperienza, condensato nell'opera La situazione della classe operaia in Inghilterra, lo avvicin alle posizioni politiche di Marx, con cui avvi nel 1844 un rapporto di collaborazione politica e intellettuale destinato a durare per tutta la vita. Nel Manifesto del partito comunista (1848), da cui abbiamo tratto un breve brano, Marx ed Engels svilupparono il tema dell'organizzazione della classe operaia in soggetto politico. La societ luogo del conflitto tra la classe operaia e la borghesia capitalistica, un conflitto che nella visione teleologica e finalistica dei due autori non avrebbe potuto che terminare con l ascesa al potere della classe operaia. La presa del potere del proletariato avrebbe comportato anche la fine dello stato inteso come organismo separato dalla societ e delle diseguaglianze in essa implicite. La questione nazionale, tuttavia, mostr una capacit di resistenza assai pi efficace di quanto avessero previsto i due fondatori del comunismo "scientifico". La svolta della rivoluzione bolscevica riproporr nuovamente la questione dopo il 1917, nell'ambito della costituzione di una federazione di stati sovietici.

Si rimproverato ai comunisti ch essi vorrebbero abolire la patria, la nazionalit. Gli operai non hanno patria. Non si pu togliere loro quello che non hanno. Poich la prima cosa che il proletariato deve fare di conquistarsi il dominio politico, di elevarsi a classe nazionale, di costituire se stesso in nazione, anch esso ancora nazionale, seppure non nel senso della borghesia. Le separazioni e gli antagonismi nazionali dei popoli vanno scomparendo sempre pi con lo sviluppo della borghesia, con la libert di commercio, con il mercato mondiale, con l uniformit della produzione industriale e delle corrispondenti condizioni d esistenza. Il dominio del proletariato li far scomparire ancor di pi. Una delle prime condizioni della sua emancipazione l azione unita, per lo meno dei paesi civili. Lo sfruttamento di una nazione da parte di un altra viene abolito nella stessa misura in cui viene abolito lo sfruttamento di un individuo da parte di un altro. Con l antagonismo delle classi all interno delle nazioni scompare la posizione di reciproca ostilit fra le nazioni.