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Eric John Ernest Hobsbawm Le cautele metodologiche dello storico della nazione da Nazioni e nazionalismo dal 1780; Programmi,

mito, realt, Einaudi, 1991 (Nations and Nationalism since 1780 ; Programme, Myth, Reality, 1990) Eric J.E. Hobsbawm nasce ad Alessandria d Egitto nel 1917. Studioso di formazione marxista, ha rivolto grande attenzione alla storia delle classi subalterne; in particolare ha svolto numerose ricerche sulla classe operaia inglese. Profondo conoscitore della storia europea, si occupato specificamente della storia della societ industriale capitalistica. Le sue opere pi significative sono: Le rivoluzioni borghesi 1789-1848, Il trionfo della borghesia (1975) e l ampia sintesi di storia del Novecento Il secolo breve (1992). Alla tematica della nazione e del nazionalismo sono dedicati in particolare L invenzione della tradizione (1984) e Nazioni e nazionalismo dal 1780 (1990) Nel suo scritto, Hobsbawm mette in guardia dalla tentazione cos ricorrente, sia tra gli studiosi sia tra il pubblico, di dare una definizione a priori di che cosa sia la nazione. Tanto le definizioni basate su fattori oggettivi (suolo, etnia, lingua, religione) quanto quelle soggettive (la nazione come volont di essere uniti) non possono costituire il punto di partenza del lavoro dello storico. Poich per Hobsbawm la nazione in buona parte un "invenzione", egli ritiene pi produttivo partire dal nazionalismo: un fatto storico, sociale e politico che pu essere analizzato.

Insomma n la definizione di tipo oggettivo n quella di tipo soggettivo risultano soddisfacenti e, anzi, sono entrambe fuorvianti. Penso pertanto che, in linea generale, un certo agnosticismo costituisca il miglior punto di partenza per chi vuole esplorare questo campo d'indagine, sicch il presente libro non intende adottare una definizione di tipo aprioristico di ci che costituirebbe una nazione. Come prima ipotesi di lavoro si considerer pertanto nazione un nucleo di popolazione sufficientemente ampio i cui appartenenti si ritengano membri della stessa. Tuttavia, se questo nucleo di popolazione si consideri effettivamente nazione, non lo si potr determinare puramente e semplicemente sulla scorta dei pubblicisti o degli esponenti di organizzazioni politiche che si battono per il riconoscimento dello status di nazione. Il fatto che sorga un gruppo organizzato di sostenitori di qualche idea nazionale non certo privo di significato, ma la parola nazione la si impiega oggi in maniera cos generica e onnicomprensiva che il ricorso al lessico del nazionalismo non di per s molto significativo. In ogni caso, per quanto riguarda l'approccio alla questione nazionale, sembra pi proficuo partire dal modo di concepire la "nazione" - cio dal "nazionalismo" - che non dalla realt che questa rappresenterebbe. E poich la "nazione" quale concepita dal nazionalismo la si pu per cos dire riconoscere in prospettiva, mentre la vera e propria la si pu solo riconoscere a posteriori, questo costituir l'approccio del presente libro, dedicando particolare attenzione ai cambiamenti e alle trasformazioni relative al concetto, in special modo attorno alla fine del secolo XIX. appena ovvio che i concetti non appartengono a un discorso filosofico che volteggia liberamente nell'aere, ma sono invece socialmente, storicamente e spazialmente ben radicati, tanto da dover esser spiegati nei termini di queste realt.