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LEONARDO PICCARDI

(INCONTRARE DIO NELLANIMA)





IO


LANIMA
e
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Dedicato a mia moglie Eleonora e ai miei figli Marica
e Gian-Marco.

Leonardo



























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INDICE


Premessa pag. 1
Il bivio pag. 7
La regola pag. 11
Ascoltare pag. 15
La pazienza pag. 19
La svolta pag. 21
Gli opposti pag. 23
Il tempo pag. 27
Il passato pag. 31
La prudenza pag. 35
Lanima pag. 37
Lenergia vitale pag. 41
Lequilibrio pag. 43
Il distacco pag. 47
Guerrieri pag. 51
I talenti pag. 53
Il contatto pag. 57
La gioia pag. 59
Io e lanima pag. 61











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PREMESSA


Nel corso della nostra esistenza, lincontro con Dio lincontro
che tutti noi sogniamo o abbiamo sognato di fare.
Conoscere il Creatore, per poter parlare faccia a faccia con
Lui, il desiderio pi profondo di ogni essere umano.
Non possiamo negare che tutti noi, almeno una volta, abbiamo
sperato con tutto il cuore, che lAssoluto si facesse vivo, si
manifestasse, ci sorridesse.
Immaginiamo Dio come un vecchio e saggio Padre, o come una
luce radiosa e accecante, o addirittura come un Giudice duro e
spietato, a secondo di come ci sentiamo.
Con Lui non siamo mai costanti, Lamiamo, Lo odiamo, Lo
ripudiamo, Lo tradiamo, e poi Lo cerchiamo di nuovo, magari
ovunque, in chiunque, ma mai dentro di noi.
Ma poi, inevitabilmente, arriva il momento del perdersi.
Tutti labbiamo potuto costatare.
Possiamo chiamarla crisi, difficolt, stanchezza emotiva, ma
non cambia la sostanza.
Quando arriva quel momento, tutto messo in discussione e
sembra che nulla ormai ci vada pi bene.
Non ci riconosciamo pi in quello che stiamo facendo, e
soprattutto in quello che abbiamo fatto finora.
La personalit, che avevamo costruito con tanta sicurezza, sta
lentamente, ma inesorabilmente crollando.
Ci sentiamo persi, senza appigli, le nostre sicurezze non ci
sostengono pi e ci stupiamo, che fino a poco tempo prima,
sapevamo rispondere a tutti con le nostre assolute certezze e
convinzioni.
Fino a quel momento, ci sentivamo sempre nel giusto, sempre
sicuri, forse anche arroganti e prepotenti, perch certi che solo
noi eravamo in possesso della verit.
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Sempre pronti a spiegare i problemi degli altri e come si
potevano risolvere rapidamente.
Mai unammissione di insicurezza, mai un gesto di umilt, mai
un aprirsi al mondo, al mistero incredibile della vita.
Ma tutto questo, fino a quando non arriva la sofferenza, quando
anche noi, ci rendiamo conto dei nostri veri autentici problemi,
dei nostri limiti umani.
Avvertiamo che qualcosa, dentro di noi, pretende di essere
riconosciuta, pretende la sua parte, e questo ci fa star male,
perch non possiamo pi essere noi a disporre a piacimento
della nostra vita.
Incredibile, ma quasi sempre il dolore a farci scoprire ci che
non volevamo mai vedere e, soprattutto, mai voluto accettare.
Ecco allora comparire senza sosta i dubbi e i perch a non
lasciarci in pace, a renderci continuamente inquieti.
La nostra mente diventa un turbine di pensieri, a volte assurdi,
devastanti, inimmaginabili e la nostra volont sta lasciando,
controvoglia, il tanto ambito comando, per darlo a qualcuno
assolutamente sconosciuto.
Per la prima volta dobbiamo ammettere la nostra impotenza, la
nostra reale condizione umana.
Ci accorgiamo di aver sempre avuto paura a dare le risposte
alle domande, che fin da piccoli ci tormentavano.
Alle nostre angosce, alle nostre preoccupazioni, sempre altri
avevano dato una risposta e forse, a volte senza amore, e noi
pur di togliere quel tormento interiore, abbiamo dovuto
crederci.
Ma non avevamo fatto i conti con la verit.
La verit dellesistenza.
Allora il dolore ci fa intuire, che una parte di noi sempre stata
ingannata, trascurata, non ascoltata.
Forse centrano le colpe o gli errori che abbiamo commesso,
ma, daltra parte, ognuno nella vita sbaglia proprio per
imparare e per migliorare.
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Ma principalmente centra il fatto, che non avevamo mai
creduto, con assoluta convinzione, di avere unanima.
Gi, unanima.
Ecco che cosa cinsegna la sofferenza.
Cinsegna e ci guida a riscoprire la nostra autenticit, la nostra
individualit, la nostra essenza divina, in una parola, la nostra
anima.
La sofferenza ci ricorda che non siamo fatti solo di cellule,
sangue e nervi, ma anche e soprattutto di sentimenti, di
emozioni, di sensazioni, di ideali, di etica, elementi che non si
possono ne vedere e ne toccare, ma che rappresentano ci che
realmente siamo.
E lanima, che racchiude quelli pi puri, pi autentici, pi vivi,
ci vuole parlare, contattare per mostrarceli in tutta la loro
bellezza.
Ma quanto dovremo patire prima di capire che dobbiamo dare
ascolto solo alla nostra anima?
Fino a quando alla sofferenza non daremo un senso.
Fino a quando continueremo a rispondere con la mente, con
razionalit.
Fino a quando non ascolteremo il nostro cuore, che da tempo
vuole conoscere Dio.
Forse fino ad ora avevamo dato una risposta sicura anche su
Dio, ma probabilmente nel nostro profondo, avevamo paura di
affrontare questargomento, trattandosi del vero mistero della
vita.
Ma la ricerca inevitabile, se vogliamo dare un senso alla
nostra esistenza.
La crisi, il dolore, la paura, lassenza di luce, la depressione ne
sono levidente segnale.
Nessuno ha mai visto Dio, perch lincontro con lAssoluto va
oltre lesperienza umana.
E possibile, invece, vedere e riscoprire la nostra anima, dove
comunque sapremo di Dio e quello che ci vuole comunicare.
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E unesperienza unica, per tutti assolutamente diversa, ma per
tutti assolutamente possibile.
Vivere senza ascoltare le richieste della propria anima,
comporta una sofferenza, a volte insostenibile, perch la nostra
esistenza e la nostra felicit dipendono proprio nel realizzare il
progetto che ciascuno di noi ha impresso nella sua anima.
Ma la via per contattarla non semplice.
Non ho la soluzione, la ricetta miracolosa, ho solo provato
ad ascoltare ed applicare quello che ho appreso dalle persone
stupende che ho incontrato nella mia vita e dal frutto delle mie
esperienze personali.
Io mi ritengo ancora un pellegrino, un umile viandante sempre
in cammino, ma ho ritrovato la mia anima, lho vista, lho
ascoltata e ora so dove devo andare, ma senza preoccuparmi se
riuscir a raggiunger la meta, ma solo con la gioia di sapere
finalmente qual .
Allora tutto cambia, tutto assume un significato.
Sincomincia a vedere veramente chi siamo.
Non si diventa certo immuni dalla sofferenza, perch il dolore
pu sempre manifestarsi, ma sapremo accoglierlo con serenit,
come insegnamento, come un maestro che ci vuole indicare la
via verso la gioia.
E di solito linsegnamento uguale per tutti.
C il dolore, perch non c amore.
C la sofferenza perch non sappiamo amare con tutto il nostro
cuore.
C la malattia perch siamo pieni ancora di rabbia, di rancori,
di delusioni, di invidia.
Solo quando comprenderemo che tutto quello che c capitato
nella nostra vita, di piacevole o di terribile, aveva un messaggio
particolare indirizzato proprio a noi e che solo noi dovevamo e
potevamo capire, che il nostro dolore interiore si attenuer, fino
a sparire per lasciare il posto alla tanto sospirata serenit.
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Si, incredibilmente, quando vedremo la nostra anima, la nostra
sorgente divina e pura, non potremo far altro che gioire.
Non ho trovato risposte a tutto e forse non le trover mai, ma
credo che questo non sia cos importante.
So solo che la mia inquietudine e il mio dolore hanno
cominciato a lasciarmi quando ho intrapreso il cammino per
contattare la mia anima, per sentire la voce divina.
Altri sicuramente hanno scelto altre vie, perch ognuno trova la
sua, nel modo giusto e al momento opportuno, perch la strada
della verit e della conoscenza non mai la stessa.
Dio da a ciascuno ci che ciascuno in grado di avere e
comprendere per avvicinarsi a Lui, nel modo che solo lAssoluto
avr determinato.
Ricordiamoci che nessuna sofferenza insopportabile, come
nessuna felicit insostenibile.
Ma deve essere assolutamente chiaro che il fine delluomo la
gioia e non il dolore.
La sofferenza sempre e solo temporanea, se la comprendiamo
nel suo messaggio pi autentico e profondo.
Il dolore non certo una punizione, ma un insegnamento
inevitabile per il cammino alla ricerca dellamore, del perdono,
dellaltruismo, dellequilibrio, del centro, dellunit.
Mi auguro solo, che quello che ho scritto possa contribuire ad
alimentare in qualcheduno la fiamma della speranza per
illuminare il cammino alla ricerca della serenit e della pace.
Ascoltare la propria anima e seguire sempre e solo lei,
rappresenta comprendere con immensa gioia il significato della
propria vita.
E comprendere il significato della propria vita, e di questo ne
sono davvero convinto, lavventura pi straordinaria e pi
incredibile, alla quale lessere umano non pu e non deve
assolutamente rinunciare.

Leonardo Piccardi
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7
IL BIVIO


Nessun cammino pu essere intrapreso, se non si stabilisce
prima, con chiarezza, qual la nostra meta, dove vogliamo
andare.
E se il nostro obiettivo trovare la verit, allora dobbiamo
scegliere quale strada, del bivio della vita, vorremo percorrere.
Come tutti i pellegrini, come tutti i viandanti, come tutti i
cercatori, fermi al bivio, leggiamo le indicazioni.
Una la strada dellio, laltra la strada di Dio e dellanima.
La prima porta ad accettare la creazione delluniverso e quindi
di tutte le cose esistenti, come un evento assolutamente casuale,
ancora sconosciuto.
In sostanza chi percorre questo sentiero non crede a nessun
disegno particolare di un creatore superiore.
Questa la via, che accetta la vita come un qualcosa che non ha
un fine e, pertanto, ogni essere umano considerato solo una
specie evoluta animale, la cui esistenza legata esclusivamente
alla fatalit e ad un destino sconosciuto e casuale.
In questa strada, luomo pu contare solo su se stesso e solo lui
pu modificare, migliorare o peggiorare le sue condizioni, in
base alle sue scoperte scientifiche ed alle leggi che riterr pi
giuste per lesistenza qui sulla terra.
In questa via lintelligenza umana ha un ruolo determinante, e lo
scientismo ed il materialismo sono gli unici strumenti in grado
di migliorare le condizioni umane.
Qui luomo e solo luomo tutto.
Laltra strada, invece, porta a non accettare assolutamente la
fatalit, il destino, il caso.
Anzi, qui il caso proprio non esiste.
Tutto ha un significato, magari incomprensibile, inspiegabile, a
volte invisibile o incredibile, ma ce lha.
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E la via che porta a credere, che lesistenza delluniverso sia il
progetto di qualcuno, di qualcosa, non intuibile, non visibile, ma
assolutamente superiore, che vuole trasmetterci linsegnamento
dellamore cosmico, dellamore totale.
Allora, in questo sentiero, nulla davvero accade per caso e
luomo ha il compito di trovare il suo individuale senso alla
propria esistenza, accettando con umilt anche ci che non sa
spiegare con la sua razionalit.
Per questa strada lintelligenza certo importante, ma lo sono
soprattutto la capacit di ascoltare e di credere.
Qui luomo non tutto, anzi solo un piccolo strumento al
servizio del Creatore, che dispone totalmente di lui, per fargli
raggiungere lassoluta felicit, il centro.
Apprese le indicazioni delle due uniche strade possibili, ora
dobbiamo scegliere.
Non possiamo stare fermi ed immobili al bivio, come non
possiamo stare sempre nellindolenza e nellindecisione.
Non si pu vivere senza assumersi la responsabilit di dare un
significato alla propria vita.
Bisogna scegliere comunque.
Allora se stiamo in silenzio e ascoltiamo attenti il nostro cuore,
non lasciando che la nostra superbia ed arroganza prendano il
sopravvento, scopriremo che non verso la strada del caso che
vogliamo andare, anche se la pi allettante per il nostro
egoismo, perch la strada, che poi porta allintolleranza,
allambizione per il potere, a considerare gli altri sempre altri da
noi, a desiderare sempre di pi, a correre continuamente e
nevroticamente senza sosta, a dimenticare i profondi valori dei
sentimenti, a gioire solo con i piaceri materiali, insomma al non
senso.
E la storia dellumanit che ce lo insegna.
Nessun essere umano, che ha intrapreso questa via stato felice,
ha gioito o riuscito a dare al mondo un messaggio di amore.
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Allora per cercare la verit dobbiamo scegliere la strada del
cuore, dellignoto, della spiritualit, del Divino.
Certo che fa paura, perch lungo questo percorso faremo delle
scoperte, che vorremmo evitare, perch riguarderanno proprio
noi stessi, ma se saremo sinceri, costanti e fiduciosi, ce la
faremo.
Prendiamo allora il nostro zaino di pellegrini e di cercatori e
svuotiamolo di tutto quanto, fino ad oggi ci ha impedito di
crescere e di trovare Dio nella nostra anima.
Buttiamo via i preconcetti, le regole fisse, le strane leggi
religiose delluomo, le false verit, le ipocrisie, e soprattutto la
nostra intollerabile ed insopportabile saccenteria.
Riempiremo lo zaino della conoscenza strada facendo, solo di
ci che sar autentico e vero, perch frutto di conquiste faticose,
a volte guadagnate con il dolore, a volte raggiunte con la gioia.
Ora ricordiamoci che non abbiamo scelto la strada dellio.
Abbiamo scelto la strada di Dio.
E il bivio gi alle spalle.
















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LA REGOLA


Quando si sceglie il cammino della verit, dobbiamo per prima
cosa apprendere la regola, alla quale dovremo fare di tutto per
attenerci.
Ci sono molti altri nomi per chiamarla: la legge universale, la
legge cosmica, la regola dellamore, la legge divina.
Il significato per lo stesso ed questo quello che conta.
La regola afferma che tutto ci che esiste, tutto quello che
vediamo e che non vediamo, linfinito inimmaginabile e il nulla,
il microcosmo e il macrocosmo sono la stessa cosa.
Ci che sembra apparire come assurdit o paradosso in verit
assolutamente sacro.
Se non accettiamo questa regola di cui noi esseri umani
facciamo parte, non ci avvicineremo mai al grande mistero.
Non possiamo sempre spiegare tutto con esempi, prove, ed
esperimenti, altrimenti non avremo mai il coraggio di affrontare
lignoto, ci che non ancora noto.
Solo affrontando lignoto, sfidando le leggi gi scoperte, che
molti esseri hanno fatto le conquiste pi straordinarie per
lumanit.
La regola insegna che lintero universo, essendo opera di Dio
assolutamente perfetto e che non esiste nulla di inutile.
Tutto ha un significato anche se ad un livello pi alto, pi
trasceso.
Accettare ed integrare dentro di noi la regola, significa astenersi
dal giudicare.
E dobbiamo fare davvero un incredibile sforzo per riuscire in
questo, abituati come siamo a criticare sempre tutto.
Se ci svestiamo dellabito di perfetto giudice, che costantemente
indossiamo, possiamo vedere come sono realmente le cose e non
come crediamo o che vogliamo che siano.
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Se tutto quanto noi reputiamo sia male esiste, accade, c,
presente, dobbiamo accettare con serenit questo fatto, perch
Dio sa sempre in ogni caso quello che fa.
Che ci piaccia o meno, che lo vogliamo o no.
Ecco dove comincia lallontanamento dalla fede.
Quando dobbiamo accettare la sofferenza, la violenza, il male
come progetto divino.
Insorgiamo subito, come paladini offesi, reputando inaccettabile
che un Dio possa volere tutto quanto sia fonte di dolore.
Le immagini vanno subito alla guerra, alle tremende atrocit che
comporta, ai bambini disperati, alle persone che soffrono tutta la
vita e cos via.
Si, non neghiamolo, tutti noi, abbiamo inveito e forse non solo
una volta contro Dio.
Nessuno credo sia stato immune dalla rabbia contro il Creatore
perch permetteva che certe cose accadessero.
La storia dei Santi e dei maestri ce lo insegna.
Non sentiamoci pertanto peccatori irriducibili, perch la via
della ribellione a Dio inevitabile se si vuole giungere a Lui.
Ecco perch facile allontanarsi da Lui, perch il mondo, la vita
ci sembra ingiusta, senza felicit e solo piena di dolore e noi,
pieni solo del nostro egoismo, Gli attribuiamo tutte le colpe.
Ci allontaniamo da Dio perch non fa, o meglio crediamo che
non faccia, le cose migliori per noi, le cose che vorremo noi.
In una parola non accettiamo che esista la sofferenza e
continuiamo a pensare, che se davvero Dio fosse cos potente e
buono, mai consentirebbe al male, al diavolo, alle energie
negative, di sopraffare e di esistere.
Forse, non trovando noi una giustificazione alla presenza della
sofferenza, vorremmo in pratica sostituirci a Lui.
Si, fin da bambini questo stato il nostro desiderio, il nostro
tormento ed avevamo una grande paura a confessarlo.
Abbiamo sempre conosciuto un Dio punitivo, severo e linferno
con le sue tremende afflizioni, imperava nei nostri pensieri.
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Avevamo proprio una grande voglia di prendere noi il comando
del mondo, per fare finalmente giustizia.
E non potendo accettare la sofferenza, abbiamo sbattuto la porta
in faccia a Dio e ce ne siamo andati da Lui.
Se ci siamo allontanati dallAssoluto stato proprio per rabbia,
per ribellarci alla nostra condizione di fragilit e di impotenza.
Ma allincontro con Dio ci si arriva da soli, perch la grande sete
di incontrarLo, non abbandona mai nessuno e prima o poi
irrompe dentro di noi, anche sotto forma di dolore.
Scopriremo che incontrare Dio lo scopo dellesistenza.
Allora se accettiamo con serenit che la nostra di vita abbia un
senso comunque sia stata, comunque sia, comunque sar, tutto
comincer a cambiare.
Non rassegnazione un atto di apertura verso lamore.
Accettiamo la regola che Dio tutto, contiene tutto e che sa
cosa meglio per noi, perch solo cos il nostro cammino ci
condurr da Lui, per scoprire noi stessi.
Nulla sul nostro cammino dovr spaventarci.
Allora non solo le meraviglie ma anche ci che di terribile
vedremo nel mondo, accetteremo sereni, perch abbiamo deciso
di non giudicare.
Non significa non prendere decisioni, significa che non
possiamo pi lamentarci, perch questo sarebbe il peccato pi
grave.
E la prima prova da superare.
Possiamo inveire contro la vita che non ci piace fino alla morte,
ma cos facendo, non conosceremo mai il significato dellamore.
Sul cammino di Dio c solo questa promessa.
Accogliere tutti gli eventi della vita come messaggi profondi,
come simboli e segnali misteriosi che vogliono condurci verso la
nostra anima.
Con umilt, con compassione e con consapevolezza di ci,
possiamo metterci in cammino.
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Ed ogni qual volta la vita ci porter ad affrontare situazioni
dolorose, freneremo la nostra rabbia per fare posto ad una nuova
capacit: laccettazione.
Accettare che tutto quello che ci sembra assurdo abbia davvero
un significato profondo, anche se non lo sapremo comprendere.
Nessuna forma di oblio o di atrofizzazione mentale, ma un
grande allenamento alla capacit di andare oltre.
Se integriamo in noi la regola, avremo imparato ad accogliere.
E col tempo questa grande qualit porter i suoi gioiosi frutti.

























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ASCOLTARE


Stiamo imparando a non giudicare, stiamo imparando ad
accogliere, sul cammino della verit ora dobbiamo imparare ad
ascoltare.
Se ci pensiamo bene, non siamo n abituati e n capaci ad
ascoltare.
Infatti, non consentiamo mai alle parole di raggiungere la parte
pi profonda di noi.
Tutto si ferma in superficie, perch diamo per scontato che noi
sappiamo gi tutto e che non potremo mai cambiare idea o
opinione.
Vogliamo stare nella nostra convinzione perch ci fa sentire
forti, sicuri, mentre in realt solo larroganza che ci impedisce
di crescere, di poter modificare la nostra conoscenza.
Non dimentichiamoci che se qualche volta abbiamo inveito
contro Dio o abbiamo magari rifiutato la Sua esistenza perch
ci siamo sempre sentiti superiori a Lui.
La nostra superbia e il nostro egoismo non ci hanno mai
permesso di scoprire la verit.
Non abbiamo mai imparato ad ascoltare i veri suoni e le vere
voci delluniverso.
Ma forse anche questo fa parte del progetto di Dio.
Perch si arriva a Lui, e quindi a noi stessi, quando capiamo
davvero, che in questo universo, di cui anche noi facciamo parte
il male, come tutto quanto, presente perch ha un preciso
ruolo.
Ma anche questo non abbiamo mai voluto ascoltare.
E che poi il male sia lassenza del bene, che sia il diavolo o che
sia unenergia negativa non sposta la verit non solo della sua
esistenza, ma anche del compito specifico che ha nella nostra
esistenza.
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E questo luniverso ce lo dice da sempre, ma essendo per noi
inaccettabile questa verit, abbiamo imparato a non ascoltare.
Il male si nutre di altro male per poter sopravvivere e
moltiplicarsi e per raggiungere questo scopo, usa tutti i mezzi a
sua disposizione che, purtroppo sono estremamente subdoli ed
efficaci.
Quando il male non trova pi il suo nutrimento preferito, e cio
il dolore e la disperazione, piano piano sparisce.
Ecco perch non siamo capaci di ascoltare, perch il male, sotto
forma di superbia e prepotenza, fa di tutto per impedircelo.
E noto che ci di cui il male ha pi timore la conoscenza e la
sapienza.
Ma per conoscere bisogna ascoltare e con attenzione.
Ascoltare vuol dire avvicinarsi sempre di pi allaltro, con
serenit, con apertura, per sentire le sue emozioni, il suo cuore.
Ascoltando laltro in ogni caso ci arricchiamo, perch laltro
ricordando la regola Dio.
Luniverso o verso luno Dio.
Noi siamo Dio.
Improvvisamente il nostro cuore sussulta a dire questo.
E come se volesse comunicarci, che finalmente cominciamo ad
intuire e percepire lesistenza di qualcosa di assolutamente
sconosciuto, ma che nello stesso tempo ci intimorisce e ci
affascina.
Allora lasciamo le nostre convinzioni, che poi tanto nostre non
sono, e cominciamo a stare in ascolto.
Ricordandoci per del male e del suo tremendo scopo.
Non sentiremo, per ora, solo voci positive, sentiremo anche le
voci del male che, preoccupato della nostra sincera ricerca e
della nostra disponibilit allascolto, escogiter di tutto per
impedire il nostro cammino.
Si, perch se si intraprende la via della verit, il male, sotto
forma di dolore, di sofferenza, di illusioni, di tentazioni o di
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altro, ostacoler in tutti i modi la nostra evoluzione per paura di
perdere la sua supremazia su di noi.
Ma ci non ci deve intimorire.
I grandi maestri sapevano di dover affrontare le immense
tentazioni del male prima di giungere alla verit.
Quindi con serenit e fiducia, ora possiamo imparare ad
ascoltare.
Ascolteremo tutto quello che la vita vuole dirci.
Con attenzione, con semplicit, con umilt.
Dentro di noi, nella nostra anima, c una voce, che da tanto
tempo vuole comunicarci qualcosa di veramente importante e
prezioso.
Ed solo imparando larte di ascoltare, che prima o poi udiremo
quella voce, e sar sicuramente meraviglioso.




















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19
LA PAZIENZA


La nostra mente umana stata creata perch viva costantemente
in uno stato di quiete.
Tutti i grandi saggi lo dimostrano e lo insegnano.
Siamo noi, per soddisfare la nostra personalit, cio la parte
egoistica, che abbiamo abituato la nostra mente a stare sempre in
movimento, a pensare i pensieri.
Non siamo mai qui e soprattutto non siamo ora.
Dobbiamo fare pertanto un grande lavoro su di noi per togliere
tutto quanto ci separa dalla nostra anima e quindi da Dio.
Abitudini, certezze, pensieri, peccati ed altro ancora formano
degli strati ormai induriti dal tempo e solidificati intorno
allanima, soffocando la sua voce.
Il nostro compito in questo cammino sar quello di toglierli.
Dentro di noi c gi tutto, fin dalla nostra nascita.
C scritto il nostro vero progetto di vita, chi siamo, che cosa
dobbiamo esattamente fare, insomma tutto quanto per essere
costantemente felici.
Ma dobbiamo avere pazienza.
La pazienza ha sempre premiato coloro che cercavano la verit.
Non basta aver scelto la strada di Dio.
Ora bisogna percorrerla e ci vuole pazienza.
Saper cercare, saper trovare.
Farsi cercare, farsi trovare.
Ci ricorderemo di quante volte la fretta, ci abbia fatto prendere
decisioni sbagliate.
La saggezza vuole come consigliera la pazienza.
Il tempo passa solo per il nostro corpo.
Per la nostra anima conta invece leternit.
Abituiamoci pertanto alla pazienza, che ci condurr a quello
stato di calma e di quiete a noi cos sconosciuto.
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Solo cos potremo cominciare a guardare le parti pi oscure di
noi, senza paura.
La calma e la pazienza sono le pi ambite virt.
Non si tratta di pigrizia, tuttaltro.
Si tratta invece di dedicare a tutte le nostre azioni, la giusta
attenzione e concentrazione.
La pazienza ci obbliga a riflettere, a valutare, a considerare le
cose da tutti i punti di vista.
Ci impedisce di agire istintivamente, impulsivamente.
La sicurezza e la determinazione nascono quando impariamo ad
usare la pazienza.
La fretta occorre solo in casi estremi.
Ma non possiamo vivere la nostra vita come se fosse tutta
unemergenza, perch non riusciremo mai a stare con noi stessi.
Allora dobbiamo rallentare.
Il nostro davvero un ritmo troppo frenetico, per essere vero ed
autentico.
In realt noi corriamo perch fuggiamo.
Stiamo perennemente scappando dalla verit.
Ma ora prendiamo fiato, ci aspetta un duro cammino e ci vuole
pazienza.













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LA SVOLTA


Intrapresa la strada della verit ed integrata dentro di noi la
regola, siamo pronti per la svolta.
Non possibile percorrere un cammino alla ricerca della verit e
dellamore senza cambiamenti radicali.
Forse allinizio saranno forzati, per limportante farli.
Ovviamente ogni rinuncia che appagava il nostro egoismo ci
coster fatica, ma col tempo scopriremo quant importante
soddisfare lanima.
Allora la svolta consiste nellattenersi sempre alla rettitudine.
Rettitudine e moralit.
Parole semplici ma spesso non comprese nel loro intimo
significato.
La nostra personalit, il nostro egoismo, il nostro io necessitano
per vivere di nutrimento narcisistico, ovvero, di tutti i piaceri
che provengono dallesterno.
Il nostro io ha bisogno di possedere.
Pi possiede e pi appagato, e sempre a scapito ovviamente
dellanima, che invece per sua natura divina vuole essere libera
e non padrona di nulla, se non solo di se stessa.
Ma ci vuole onest, etica, seriet, stile.
Sono concetti antichi, vecchi come il mondo, ma proprio per
questo sono solidi e veri.
Attenersi ad unetica corretta, vuol dire assumere un leale
atteggiamento verso gli altri.
Essere onesti, sinceri, responsabili sempre, con chiunque, in
qualsiasi situazione, in qualsiasi momento.
Fare questo significa abbandonare il bisogno di possedere.
Abbandonare linfantile bisogno di sentirsi adulati, importanti,
forti, temuti, per appagare e soddisfare la nostra parte egoistica.
Perch la linfa vitale della nostra anima invece laltruismo.
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La nostra anima cerca lamicizia, la solidariet, lunione
disinteressata, lamore gratuito.
La nostra anima vuol sentire il profumo dei fiori, lodore del
grano appena tagliato, frasi damore.
La nostra anima si ciba di sorrisi, di carezze, di abbracci, di
calore.
Ma dobbiamo prima smaltire tutto quanto ci ha impedito fino a
adesso di gustare tutto questo.
Con pazienza abbiamo detto, si ma anche con decisione.
Riprendiamo quelle meravigliose abitudini, che sono dentro nel
nostro cuore e che la scorza dura degli eventi del passato ha
coperto.
E si comincia col comportamento.
Passer un po di tempo prima che la svolta faccia effetto.
Soffriremo allinizio rinunciando al nostro egoismo, ma sar la
nostra crescita verso Dio.
Incominciamo con le piccole cose, un sorriso, un semplice gesto
di cortesia, un complimento disinteressato, una frase carina e
piano piano scopriremo quant piacevole tutto ci.
Sentiremo crescere dentro di noi il desiderio di andare verso la
natura, vicino allacqua, al verde e verso il sole, proprio perch
ci sentiremo parte di essi, un tutto, un uno (la regola).
Ci accorgeremo finalmente quanto bello il mondo, quante cose
la vita ci regala ogni momento e anche quanto belli siamo noi.
Ci piacer tutto, gusteremo tutto, senza possederlo.
Non dovremo pi mentire e soprattutto non dovremo pi
sforzarci di essere diversi per piacere, per paura di rimanere soli,
per stare ed essere accettati dagli altri.
Non dovremo pi ubbidire alle strane ed assurde regole, che
impongono coloro che impediscono la crescita individuale, per
poter sottomettere la libert dellanima.
Ma tutto questo, lo gusteremo solo quando la svolta della
rettitudine sar diventato lunico comportamento che ameremo.

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GLI OPPOSTI


La constatazione pi incredibile che scopriamo lungo il
cammino della verit che non solo siamo parte non separabile
dal resto delluniverso, ma che anche noi siamo un piccolo
universo.
Questo vuol affermare che le stesse leggi misteriose che
regolano il macrocosmo, valgono anche per noi.
Siamo metallo, acqua, sali minerali, sostanze organiche,
insomma una complessa costruzione meccanicamente perfetta,
ma assolutamente inservibile, se priva dellanima che le da la
vita, il movimento.
E la macchina perfetta si trasforma in essere umano quando
produciamo sentimenti, emozioni, ai quali come a tanti altri
misteri delluniverso, nessuno sa dare una risposta sulla loro
origine e provenienza.
Allora siamo un piccolo universo dellimmenso universo.
E dentro di noi c tutto, perch siamo tutto.
Ma il tutto, come sappiamo, vuol dire linsieme di una cosa e del
suo opposto.
Quello che esiste allesterno e che giudichiamo bene o male,
brutto o bello, buono o cattivo e cos via, dentro di noi
presente ed vivo.
E la prima considerazione, che ci fa irritare ed intimorire.
Comprendendo ed accettando la presenza di tutto lesistente
dentro di noi, allora ci rendiamo conto, che possiamo essere
contemporaneamente una cosa e il suo opposto.
Ci verranno in mente tanti esempi a conferma di questo!
Dalle sacre scritture ai testi filosofici fino alle leggende e alle
semplici fiabe, scopriamo che luomo ha sempre dovuto lottare
contro laltra parte di se stesso.
Ecco il perch del tormento e del timore interiore.
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Perch scopriamo che dentro di noi, ci sono tutti i sentimenti che
Dio ha creato e che spetta a noi sapere come gestirli.
Vorremmo essere ed avere solo ci che ci piace, ma questo
impossibile essendo tutto.
E pi non diamo ascolto ad una parte di noi e pi questa si far
sentire, prima o poi nella maniera pi esasperante.
Se non accettiamo le parti oscure di noi, che si oppongono alle
nostre luci, andiamo contro la legge universale, contro la regola,
con effetti che producono solo sofferenza.
Pertanto dobbiamo ascoltare ed amare tutti gli opposti senza
giudicare, ma per poter scegliere con serenit, a quale dare
ascolto e preferenza.
E nello scegliere dobbiamo premiare le parti, che ci possono far
crescere spiritualmente e quindi arricchire la nostra anima.
Il male si nutre di male, abbiamo detto.
Pertanto lodio si ciba e vive di altro odio, come pure tutti i
sentimenti e le emozioni, che non creano amore.
La rabbia ha bisogno di altra rabbia, linvidia di altra invidia, la
violenza di violenza.
Tutte le emozioni, tutti gli impulsi, tutte le sensazioni, sono
sempre presenti in ogni essere umano, magari in proporzioni
diverse, ma sono presenti, anche quando vogliamo affermare
con sicurezza il contrario.
Allora, sempre con pazienza, possiamo passare in rassegna tutti
gli impulsi che vivono in noi.
Questo ci insegna non solo a conoscerci meglio, ma a saper
controllare, modificare e trasformare tutto quanto possa portare
sofferenza alla nostra anima
Comprendiamo che se ascoltassimo solo le sensazioni negative
il male trionferebbe, perch avrebbe il sopravvento su di noi.
Ma sono i sentimenti che producono e invogliano allamore che
dobbiamo coltivare, perch ci permettono di essere, come in
realt siamo, anche se per adesso non conosciamo ancora la
nostra essenza divina.
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Perch allo stesso modo dellodio e della rabbia, la gentilezza si
nutre di gentilezza, laltruismo di altruismo, la serenit di
serenit e cos via.
Questa convinzione deve renderci consapevoli, che dobbiamo
far crescere dentro di noi tutto quanto riteniamo positivo, fino a
quando tutto ci che negativo non avr pi nessuna forza,
nessun potere.
Il male esiste fuori come dentro di noi perch fa parte
delluniverso e non possiamo certo cancellarlo, ma possiamo
per guardarlo, conoscerlo, osservarlo e poi non ascoltarlo e
trascurarlo, fino al momento in cui quella voce non avr pi
fiato.
Possiamo fare questo solo coltivando e fertilizzando gli opposti
al male, innaffiandoli ogni giorno, curandoli e proteggendoli.
Ora appare chiaro che il nostro egoismo si nutre di sentimenti
negativi, mentre la nostra anima vuole solo amore.
E tutto quanto spinga allamore, verso lamore ed amore allo
stesso tempo Dio.
Allora nessuna vergogna a guardarsi dentro e scoprire tutti i
nostri lati, sia di luce che di ombra, perch ogni cosa stata
creata per consentire a ciascuno di noi di conoscere tutto per poi
scegliere in tutta libert.
Non sapremmo mai cosa bene se non conoscessimo cosa
male e la cosa pi meravigliosa che, se scegliamo il bene e
lamore, la nostra anima sussulter di gioia e noi dovremo solo
lasciarci guidare da lei, per scoprire la vera felicit.








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IL TEMPO


La parte egoistica di noi, quella che non vuole la nostra crescita
spirituale, si esprime sempre con la frase non ho tempo!.
La societ che abbiamo creato su immagine dellegoismo, del
possesso, dellesteriorit, della forza, si basa sul ritmo frenetico.
Non consente allessere umano di considerare il suo corpo, la
sua mente e soprattutto la sua anima come dono prezioso perch
strumento di Dio.
Non ci abitua e ci insegna alla cura sacrale di questo contenitore
e del suo contenuto come un tuttuno, ma anzi, per poter
smantellare questa verit, vengono inventate le pi disparate e
nello stesso tempo accattivanti, bugie.
Il nostro corpo deve essere bello e non sano.
La nostra mente deve essere pronta, attiva, intelligente, scaltra,
efficiente e non riflessiva, contemplativa, meditativa.
La nostra anima, addirittura, non viene neanche presa in
considerazione.
In pratica veniamo scissi, smembrati, dissociati da quel tuttuno
che invece siamo.
Lessere umano esiste, vive e si esprime perch ha un corpo, una
mente e unanima che devono essere sempre in armonia tra di
loro.
Il corpo si ammala quando la psiche si ammala e viceversa.
Lanima, se non ascoltata, scollega la mente dal suo progetto
autentico di individualizzazione, causando effetti devastanti.
E questo lo percepiamo, lo sentiamo e lo viviamo ogni giorno.
Eppure preferiamo essere considerati disgiunti.
Se si ammala una delle tre parti, si ammalano tutte.
Se obblighiamo una parte a non evolversi, tutto entra in crisi.
Ecco che cosa dobbiamo ancora imparare.
A prenderci cura di noi, del tutto di noi.
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Dobbiamo curare il nostro corpo, come un prezioso contenitore.
Dobbiamo coltivare ed allenare la nostra mente alla conoscenza.
Dobbiamo contattare la nostra anima perch ci faccia sentire
vivi, utili, portatori di serenit e nello stesso tempo, creatori di
pace e di amore.
Quando tutto in armonia, con semplicit, con dignit, con
umilt tutto pronto per sentire la voce interiore dello spirito
divino, che ci vuole condurre verso la gioia universale.
La meta grande, preziosa, la meta Dio.
Ma noi, non abbiamo tempo!
Se capissimo davvero che dentro di noi c una parte che ci
ostacoler sempre in questo cammino, allora poi tutto sar pi
semplice.
Non pi facile.
Perch comprendere che lasciar condurre la nostra vita, alla
nostra anima, vuol dire rinunciare a ci che conosciamo ormai
da tempo per andare verso lignoto.
Abbiamo prove a non finire di coloro che hanno cambiato vita,
scegliendo la strada del cuore, eppure abbiamo paura ad imitarli.
Ma quale parte di noi ci procura questa paura al cambiamento?
La solita, la parte egoistica, il nemico dellamore.
Preferire latteggiamento vittimistico, giustificativo della
mancanza di tempo la prova lampante di quanto ormai siamo
manipolati da quella parte esterna ed interna a noi che sono
identiche.
E lo sappiamo.
Troveremmo il tempo per fare qualunque cosa, se questa ci
procurasse un piacere materiale o accrescesse il nostro potere
economico.
Ma trovare il tempo per prenderci cura di noi, del vero noi, non
riusciamo.
Eppure si comincia cos il cammino verso la verit.
Riconoscendo a noi stessi un dovere da compiere assolutamente.
Quello di armonizzarci.
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Avremo forse bisogno di aiuto e dove sta il problema?
Dobbiamo guardarci dentro, ascoltarci, sentire e vedere lorigine
delle nostre ferite.
Dobbiamo fare pulizia, se dobbiamo incontrare la nostra anima.
Quando allora dedichiamo a noi stessi un po di tempo per fare
questo, sappiamo che stiamo dedicando il tempo a Dio.
Se siamo convinti di ci, avremo poi il coraggio di ammettere
che proprio non abbiamo tempo?
Eliminiamo il superfluo da tutta la nostra vita, in tutte le cose, in
tutti gli amori.
Puntiamo allessenziale allautentico, al vero.
Improvvisamente troveremo il tempo.
E man mano che tutto finalmente incomincia a trovare armonia
dentro di noi, faremo la scoperta pi sconcertante che Dio da
sempre ci assicura.
Scopriremo che la nostra anima eterna!
Gi. E non trovavamo il tempo!

















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IL PASSATO


La dura scorza che ci impedisce di ascoltare la nostra anima
proprio il passato.
Dal momento della nostra nascita, quando eravamo una piccola
essenza di purezza, tutto quello che abbiamo vissuto ha
pesantemente contribuito alla nostra trasformazione.
Dobbiamo pertanto ritrovare ci che eravamo e ci che
dovevamo essere.
E quello che ci successo, comunque non stato casuale.
Nessuno pu evitare le sofferenze ed ognuno proprio perch
parte delluniverso, ha avuto la sua storia, unica ed irripetibile.
Ed comprendendo la storia del passato, che si pu costruire in
modo nuovo il futuro, incominciando dal presente.
Perch noi dobbiamo imparare a vivere nelleterno presente.
Ma il passato di solito ha inflitto diverse ferite a volte anche
molto profonde.
I genitori, le amicizie, la societ, la scuola, forse anche la
religione, il lavoro, gli amori, scelte sbagliate, insomma
ciascuno ha dovuto inevitabilmente incontrare sofferenze e
conflitti, che porter sempre con s.
La psicologia ci insegna quanto il passato e ci che abbiamo
sperimentato siano stati importanti e determinanti per noi.
E riusciamo, anche se con molta sofferenza, a ricordare tutto
quanto ci ha inflitto quelle profonde ferite.
Ma nessuno ci dice perch!
E per questa risposta mancata, che ci siamo affidati allegoismo
ovvero costruendo muri di pietra intorno al nostro cuore.
Per noi legoismo una protezione, una difesa.
Perch accettare che la nostra sofferenza abbia avuto un senso e
quindi sia stata voluta da Dio, proprio non riusciamo a crederlo.
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Ecco perch molte volte si preferisce la strada del caso e la
percorriamo fino a quando ci accorgiamo che proprio non
stiamo andando da nessuna parte.
Scegliendo la strada della verit, dalla quale non possiamo e non
vogliamo tornare pi indietro, dobbiamo allora affrontare il
mistero, anche se ci far male.
Lunica risposta sensata alle ferite del passato che Dio ci ha
messo alla prova.
Si, ha voluto che noi provassimo quello che per Lui era
assolutamente necessario che provassimo, per farci scoprire il
sentiero dellamore.
Appare inaccettabile, come tante altre cose.
Ma ricordiamo forse qualche persona, che prima di mettersi
autenticamente in cammino verso Dio, non stava andando da
laltra parte?
I grandi maestri, i Santi erano uomini come noi.
E quasi tutti hanno avuto nel corso della propria esistenza,
lincredibile esperienza del messaggio divino.
Ritorniamo indietro nel nostro passato, piano piano lentamente,
ma inesorabilmente.
Abbiamo il coraggio di ammettere, che forse stato lamore non
avuto e quindi non donato, che ci ha ferito.
Non lasciamoci prendere dalla rabbia, dallinvidia per altri che
magari non hanno avuto grandi dolori.
Dio per ciascuno sa cosa deve fare.
Allora quando accetteremo il progetto di Dio, come strumento
amoroso per noi, scopriremo che in ogni nostra sofferenza anche
Lui era presente e sicuramente soffriva con noi.
Ma non capivamo, non vedevamo, non ascoltavamo.
Non abbiamo davvero n colpe n meriti per quello che stato e
siamo, perch Dio ha voluto davvero che arrivassimo a Lui per
la via che ha scelto.
Noi non dobbiamo indurire il nostro cuore, dobbiamo solo
curarne le ferite.
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Il passato non possiamo cambiarlo, ma possiamo vederlo come
un immenso e straordinario insegnamento.
Noi siamo eterni e dobbiamo arrivare a conoscere lessenza
divina in questa vita.
Tutti, nessuno escluso, hanno questa opportunit.
Ora, scoperto il progetto di Dio per noi, non possiamo pi
sbagliare strada.
Allora il passato, riguardiamolo con questa nuova luce, tante
volte, finch arriveremo a comprendere.
Il dolore di questa operazione ci permetter di vivere adesso con
un cuore diverso e con maggior desiderio di conoscere la nostra
anima.
C un disegno, c un progetto, c Dio.
Finalmente il messaggio chiaro, vero: siamo umani e divini e
possiamo davvero incontrare lAmore, dentro e fuori di noi.
Lo scopriremo quando arriver quella immensa gioia che
luniverso, ha riservato per ogni essere umano.
Allora comprenderemo quanto era necessario il nostro passato.
















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LA PRUDENZA


Come per tutte le cose, anche per camminare verso Dio occorre
allenamento.
Nessuno si tufferebbe nellacqua alta senza aver prima imparato
a nuotare!
Ecco perch dobbiamo avere prudenza.
Camminare con passo deciso, ma senza correre.
La prudenza, madre della saggezza, ci aiuta a riflettere.
Non potremo evitare con certezza le cadute, ma almeno saremo
in grado di capire il perch siamo caduti e di apprendere altra
conoscenza.
E il nostro allenamento per temprarci, se vogliamo incontrare
Dio; camminare, cadere, rialzarci, riflettere, comprendere, e di
nuovo mettersi in cammino.
Quando non avremo pi paura di cadere, allora potremo
aumentare il passo, ma sempre con prudenza.
Desiderare di incontrare Dio, deve essere un gesto damore, non
di arroganza o di presunzione.
Quando intuiamo che Dio nella nostra anima da sempre,
comprensibile la bramosia di voler accelerare il momento di
incontrarLo, ma dobbiamo imparare ad avere prudenza.
La nostra mente, la parte egoistica e malata, quando si accorge
che rischia il predominio di noi, si scatener con i pensieri pi
tremendi per distoglierci da Dio, dalla nostra anima.
Per questo dobbiamo avere prudenza, per non cadere in queste
trappole della mente e farci catturare dalla paura e dalle
tentazioni.
Perch una cosa certa, intrapreso il sentiero della purezza
verso lanima, il male e legoismo ci procureranno gli inganni
pi allettanti per metterci alla prova.
E pi ci avviciniamo a Dio e pi subdoli saranno i tranelli.
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Il male che fino ad ora si nutrito del nostro dolore rischia di
non avere pi di che alimentarsi.
Unanima pura infatti non teme il male e pertanto questo non
pu attecchire ed costretto ad andarsene.
Allora adesso siamo pronti alla lotta.
Si proprio una lotta.
Ma le nostre armi saranno la pazienza, la costanza, la volont, la
prudenza e soprattutto la speranza.
Armi potentissime, gi usate dai grandi maestri, dagli umili
cercatori della verit.
E sono le uniche armi che possiamo usare se vogliamo
incontrare la nostra anima, se vogliamo conoscere lamore vero.
Consapevoli dei nostri limiti, chiederemo aiuto alluniverso.
Quindi possiamo stare pi sereni perch stiamo camminando
lungo la strada maestra, la strada che hanno percorso coloro che
non si sono mai arresi, in nome della verit.
Prudenza.
Noi dobbiamo essere sempre pronti a ricevere la grazia che Dio
ci vorr dare, ma non scordiamoci mai, che solo Lui decide
come e quando.














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LANIMA


E facile parlare del corpo umano, perch anche se complesso,
lo vediamo, lo tocchiamo, il nostro contenitore.
Conosciamo quasi tutti i nostri organi, anche se non siamo
medici, sappiamo come siamo fatti e come funziona il nostro
organismo.
Parlare, invece della nostra psiche ci risulta pi difficile, anche
se col tempo abbiamo appreso che abbiamo una mente, una
coscienza, che identifichiamo con il nostro io, ed un inconscio di
cui ben poco sappiamo.
I segreti del nostro organismo e della nostra psiche sono affidati
agli specialisti, gente che innamorata di questi misteri ed
argomenti, ha dovuto studiare per anni, per poter esercitare una
professione il cui fine appunto la cura del corpo umano e la
cura della mente.
Ma luomo, come sappiamo, non solo questo.
Luomo diventa tale, anzi tale, perch possiede unanima.
E descrivere che cosa lanima, proprio impossibile.
Pu essere tutto; una scintilla, unenergia, una vibrazione, una
molecola, difficile dimostrarlo.
Ma questo forse non importante.
Importante, invece che cosa racchiude la nostra anima.
In essa il segreto di chi siamo veramente.
Lanima, questo spazio misterioso, costantemente in contatto
con Dio, lanima quindi proprio lessenza divina, capace di
dialogare con la Voce delluniverso.
Nellanima presente tutto ci che puro, che amore.
Contiene sentimenti autentici, forti, vitali, che non solo non
hanno nulla a che fare, ma addirittura si oppongono a quelli
dellegoismo.
Lanima non conosce la violenza, la rabbia, linvidia, lodio,
lozio e tutto ci che ci conduce verso il male.
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C solo amore.
Lamore, in tutte le sue forme e sfumature.
Lanima piena di altruismo, di serenit, di carit, di perdono,
di umilt, di gioia, insomma di tutti gli equivalenti di Dio.
Contattare la nostra anima, farla autenticamente vivere in noi,
lasciarla libera di esprimersi il compito di ogni essere umano.
Luomo sentir allora il respiro di Dio, il Suo alito.
Lasciare il comando della nostra vita alla nostra anima, vuol dire
lasciare il comando allAssoluto ai Suoi desideri.
E proprio nella nostra anima il disegno divino della nostra
esistenza.
Tutto quanto siamo in grado di fare, possiamo fare e dobbiamo
fare per la nostra felicit davvero dentro di noi.
Ecco il meraviglioso e straordinario segreto dellesistenza.
Ma dobbiamo ancora scoprire come fare per sentire lautentica
voce della nostra anima.
Ancora una volta i grandi maestri ci vengono in aiuto.
Dai popoli di tutto il mondo, dalle svariate religioni della terra,
dai saggi e filosofi, dai mistici in cerca della verit, ma
soprattutto dagli uomini pi semplici ed umili, proviene
incredibilmente e meravigliosamente lo stesso messaggio:
dobbiamo imparare a purificare il nostro cuore se vogliamo
vedere la luce dellanima.
Le stesse attenzioni che usiamo per il nostro corpo e per la
nostra psiche, per portarle alla loro massima efficienza,
possiamo allo stesso modo, anche se in forme diverse, applicarle
al nostro cuore.
Il corpo necessita di un alimentazione sana, limitata, senza
eccessi, acqua pura in abbondanza.
Dobbiamo curare la sua pulizia, la muscolatura, la pelle.
Non dobbiamo affaticarlo pi di quanto non sia in grado di
resistere.
E soprattutto non possiamo permetterci di usare il corpo per usi
non sani.
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Cos anche per la nostra psiche.
Cerchiamo di aver cura della nostra mente, aiutandola,
proteggendola, e alimentandola di conoscenza, ma senza eccessi
e cos via, proprio come facciamo per il nostro corpo.
Allora per la cura della nostra anima, dovremo fare altrettanto.
Nutriamola di immagini belle, semplici, autentiche, di profumi,
di suoni, di parole dolci, in modo da disintossicarla da tutto
quanto le abbiamo procurato.
Facciamo in modo di creare larmonia.
In questo tutta la natura ci viene incontro.
Riscopriamo lalba, il tramonto, lodore del mare, il vento sulla
pelle, lo splendore delle cose semplici, i fiori, gli animali, in una
parola dobbiamo fare lamore col mondo che ci circonda al
quale non abbiamo dato abbastanza valore, e che forse non
abbiamo mai abbracciato.
Alleniamola poi al bene, in tutte le sue forme, contattando altre
anime belle, piene di positivit, di gioia, di spiritualit.
E soprattutto concediamole il riposo divino, la grande quiete.
La nostra anima ha bisogno di silenzio, di preghiere, di
meditazione, di rigenerarsi.
Come una limpida sorgente, che non sgorga da molto tempo, ora
pu nel suo profondo, scoprire di nuovo la sua purezza e
ritornare ad essere la fonte della vera vita.
Allora a poco a poco, lentamente, dobbiamo ritrovare il nostro
dialogo interiore.
Cerchiamo quando possiamo di stare in solitudine per creare
proprio un po di deserto nella nostra mente, piena di continue
immagini, che ci conducono sempre o a situazioni passate, gi
note o ad eventi futuri di cui temiamo le conseguenze.
Abbiamo timore a star soli con noi stessi e vivere il momento
presente.
Dobbiamo pulire, svuotare, allontanare, far scorrere.
Con dolcezza, con pazienza, con prudenza, ma anche con
determinazione.
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I nostri fantasmi che non sono altro che rabbie e rancori per ci
che ci mancato e ci ha fatto soffrire, stanno per andarsene.
Ora possiamo davvero cominciare a rallegrarci, perch stiamo
per risolvere il mistero della nostra vita, stiamo per scoprire chi
siamo realmente e soprattutto quale il progetto di Dio per noi.
Come bello sentirsi come le canne al vento, che ondeggiano e
si muovono come vuole luniverso!
Diventeremo come uno strumento e sar Dio a suonarlo.
E sono solo i primi contatti con la nostra anima.
Man mano che la scorza del passato, della falsa persona che
eravamo, se ne va, sentiremo una sensazione di disagio.
Non sappiamo davvero chi siamo e questo ci spaventa.
Il vecchio abito, anche se sgualcito e sporco, lo conoscevamo
bene e ci eravamo anche abituati ad indossarlo.
Adesso stiamo per diventare completamente nudi, interamente
spogliati dalle maschere del tempo.
Ritroveremo la purezza, proprio come eravamo quando siamo
nati.
Dobbiamo far crescere quel bimbo meraviglioso che in
ciascuno di noi e che non aspetta altro di essere preso per mano.
Si, tutto questo veramente meraviglioso e commovente.
Questa la speranza, questa la fede.
Prendersi per mano, crescere, andare oltre.
Lasciarsi trasportare, abbandonarsi a Dio, affidarsi totalmente.
Possiamo andare incontro alla vita, con la certezza che non
siamo soli e che in realt non lo siamo mai stati.
Se comprendiamo davvero questo col cuore, allora in un certo
senso, ci sentiremo chiamati, scelti, eletti, anche se con molta
umilt, non dimenticando mai che questo incredibile cammino,
labbiamo intrapreso proprio grazie al meraviglioso dono della
sofferenza.



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LENERGIA VITALE


Col tempo, quando avremo imparato a conoscere meglio tutti i
nostri lati oscuri e i nostri limiti e non avremo pi timore del
nostro inconscio, potremo avvicinarci sempre di pi alla nostra
anima.
Fatta la pulizia generale, tolta la dura scorza e la patina che ci
impediva di vedere la nostra essenza, siamo pronti al contatto.
I grandi maestri che in questo percorso sono le nostre preziose
guide, identificavano il contatto con lanima, come una
meravigliosa sensazione di estasi.
Un contatto con unenergia sconosciuta, in grado di apportare
una beatitudine mai provata.
Lenergia interiore e lenergia cosmica entrano in comunione.
Ci stiamo accordando con la stessa tonalit delluniverso proprio
come uno strumento musicale.
Limmensa forza vitale racchiusa dentro la nostra anima, sta
finalmente per inondarci.
Lessere umano scopre la sua essenza divina.
Gli antichi saggi conoscevano questo meraviglioso segreto
dellesistenza, perch a differenza di noi, erano capaci di vivere
nel rispetto totale delle leggi delluniverso, delle leggi di Dio.
Il cielo, la terra, lacqua, il fuoco, la natura, gli animali, il vento,
tutto per loro aveva un senso, tutto parlava e tutto ascoltava.
Nel silenzio della natura, vagavano alla ricerca di una risposta e
la vita stessa gliela forniva.
Ritorniamo ad essere quelle creature meravigliose.
Adesso lo possiamo fare.
Quando avremo imparato a contattare la nostra anima, possiamo
sentire la voce di tutto ci che ci circonda.
Parleremo lo stesso linguaggio delluniverso.
Useremo la stessa simbologia, gli stessi suoni.
Lenergia vitale ci dar serenit, vitalit e soprattutto amore.
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Per questo contatto, avverr solo se non saremo impazienti.
Impariamo a non forzare mai le decisioni di Dio.
Possiamo chiedere, certo.
Ma forse proprio quando non ce lo aspettiamo che a volte
avvengono le cose pi incredibili.
Si, perch il contatto con la nostra anima sempre possibile e
quando lo avvertiremo, anche se per pochi secondi, lemozione
sar fortissima e le lacrime si mescoleranno al sorriso di gioia.
Il contatto pu interrompersi, ma sapremo che prima o poi
saremo capaci di vivere in sintonia col divino.
Dobbiamo solamente perseverare nel nostro cammino.
Forse ora sembrer pi semplice, ma non possiamo mai
abbassare la nostra vigilanza.
Fino a quando non avremo trovato la nostra vera essenza che ci
alimenter continuamente di energia vitale, siamo sempre
catturabili dalle trappole dellegoismo.
Solo quando saremo pieni damore non avremo pi paura di
perdere nulla, perch avendo trovato Dio, davvero non avremo
pi bisogno di nulla.














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LEQUILIBRIO


Quando riceviamo una spinta, il nostro corpo istintivamente si
muove per non cadere.
Se ci troviamo di fronte ad una situazione pericolosa, il nostro
istinto ci mette in allerta, con particolari sensazioni di paura.
Se la nostra mente piena di pensieri, ci serve qualcosa per
staccare, per svuotare.
Si potrebbe proseguire con mille esempi per spiegare ci che
luniverso ci vuol insegnare e che i fisici conoscono bene.
Esiste una legge cosmica che regola gli eccessi: lequilibrio.
Se riflettiamo bene, scopriamo che tutto tende ad una situazione
di equilibrio o di quiete e non solo allesterno di noi, ma anche
nel nostro interno.
Sempre ricordando la regola che il piccolo racchiude il grande e
viceversa e che quello che accade dentro di noi lequivalente
di quello che accade fuori di noi, possiamo constatare quanto
detto.
In ogni nostra azione, eseguiamo dei movimenti che devono
stare in equilibrio, come le braccia che oscillano quando
camminiamo.
Ma non solo il nostro organismo inteso come corpo materiale
strutturato per questo, ma anche la nostra psiche.
Linconscio, anche se rappresenta ancora un meraviglioso
mistero, sembra proprio che si comporti nello stesso modo con
la nostra coscienza e cio che tende a riportare o a portare la
mente nella situazione ritenuta in quel momento migliore per
lequilibrio.
Allora certi squilibri e certi segnali di malessere, non solo del
nostro corpo, ma anche della nostra mente, risulterebbero come
precisi messaggi affinch si provveda a correggere il nostro
atteggiamento che in quelloccasione sta portando degli effetti
negativi.
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Ma negativi per chi?
Questa, che rappresenta la mia chiave di lettura della vita, per
me la risposta: negativi per la nostra anima!
Quando ci allontaniamo dalla strada maestra e cio la strada
dellamore, la strada di Dio, la nostra anima ne soffre
incredibilmente perch non pi alimentata dal cibo pi
prezioso che esista e cio la gioia.
Ecco perch non semplice avvicinarsi a Dio e quindi alla
nostra anima, perch rischieremmo di essere felici!
Si, perch ci che pi ardentemente desidera lessere umano,
rimanere nella sua situazione attuale.
Magari una situazione che provoca sofferenza, non importa.
Luomo teme il cambiamento pi della morte.
Ma sappiamo sempre dai nostri maestri che cambiare anche
morire e che un processo inevitabile per la nostra crescita, ma
facciamo di tutto per opporre resistenza.
Siamo malati perch non vogliamo guarire.
Legoismo ci impedisce di stare bene.
Lo so, tutto questo sembra assurdo, ma solo se accettiamo i
paradossi scopriremo Dio.
La legge universale dellequilibrio, ci guiderebbe sempre verso
la serenit, se le dessimo ascolto.
La nostra anima ha bisogno di creare.
Ecco perch dobbiamo ascoltarla.
Dio, la nostra anima, la legge universale, lequilibrio, la quiete,
la creativit, lamore parlano lo stesso linguaggio, perch sono
la stessa cosa.
Ogni volta che premiano legoismo, facciamo soffrire lanima,
quasi unequazione matematica.
Se trasgrediamo la legge divina dellamore e quindi ci portiamo
verso il male, dentro di noi causiamo danni irreparabili.
Lanima vuole libert.
Lanima vuole essere solo se stessa e attuare il suo progetto
divino nel rispetto di ci che Dio le ha dato.
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Lanima non pu starsene buona in silenzio, se noi non le
prestiamo mai ascolto, perch sa quanto patirebbe se il male
simpossessasse di lei.
Quando un uomo perde la sua anima non pi un uomo.
Per questo luniverso costretto a causare in noi la sofferenza!
Ma non certo per punizione, perch questa proprio
unassurdit.
Dio in noi e quando soffriamo, come Cristo ha sofferto, soffre
anche il Padre.
E lunica possibilit per riportare lequilibrio.
Anche i maestri orientali conoscono bene la legge universale.
Se non lasciamo fluire dentro di noi la meravigliosa energia
vitale, il corpo si ammala, la psiche si ammala, lanima si
ammala, labbiamo imparato.
La via che abbiamo scelto per incontrare Dio non larga, liscia
e pianeggiante, ma piuttosto come un piccolo sentiero di
montagna, che va percorso seguendo i segnali che gi qualcuno
provvidenzialmente ha tracciato come messaggi, se vogliamo
ammirare il meraviglioso paesaggio, una volta arrivati in cima.
Possiamo perderci, allontanarci o addirittura tornare indietro,
vero, ma se comprendiamo e accettiamo con serenit e
soprattutto con sincera umilt i nostri sbagli, per la legge
dellequilibrio, qualcosa o qualcuno ci riporter sempre sulla
nostra autentica via.










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IL DISTACCO


Quando cerchiamo di togliere la polvere dal nostro cuore,
quando guardiamo i nostri limiti, i nostri difetti, i nostri peccati,
dobbiamo imparare a saper gestire i nostri sentimenti, le nostre
emozioni.
Come non saremmo daiuto ad una persona ferita, se ci
lasciassimo impressionare dal suo dolore, cos per essere
veramente in cammino per il cambiamento, bisogna imparare a
controllare la nostra paura.
Si, perch in realt, constatare che abbiamo dei limiti, che non
riusciamo ad accettare, ci fa diventare arroganti, cio convinti di
avere sempre ragione per quello che facciamo, esclusivamente
perch abbiamo paura.
Ma di che cosa!
Di dover ammettere che siamo quello che siamo, perch non
sappiamo amare.
Nessuno ci ha mai insegnato che cosa vuol dire amare e
soprattutto nessuno ci ha mai insegnato come si fa.
E noi nel nostro profondo ne abbiamo paura.
Abbiamo sempre scambiato il desiderio di amore con il bisogno
di amore.
Siamo abituati a possedere i nostri affetti, a manipolarli, a fare in
modo che siano come vogliamo noi, per far fare loro ci che
vogliamo, ma esclusivamente per egoismo.
E se andiamo a scavare nel nostro passato, scopriamo le nostre
ferite e chi ce le ha procurate e dovremmo ammettere che anche
in quel caso noi abbiamo sofferto per egoismo.
Questa verit non solo non la vogliamo ammettere, ma facciamo
di tutto per dimostrare che non assolutamente cos,
confermando, ancora una volta se mai avevamo dei dubbi, il
nostro profondo e radicato egoismo.
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Ma, se abbiamo davvero compreso che stiamo facendo il
meraviglioso cammino, per la nostra rinascita, dobbiamo non
solo accettare che siamo egoisti, ma anche che era inevitabile
che lo diventassimo, se nessuno ci ha insegnato ad amare
veramente.
Ovviamente non si pu certo generalizzare, ma il percorso
delluomo per incontrare Dio, inizia con la consapevolezza di
voler abbandonare tutto quello, che ci ha fatto diventare quello
che siamo.
Certo che Dio ha manovrato la nostra vita e ci ha procurato tutto
quello che abbiamo incontrato, ma per un fine ben preciso.
Si impara ad amare con tutto il cuore e tutto quello che ci
circonda, solo quando capiamo che dobbiamo fare i conti
costantemente con legoismo.
Come possiamo immaginare un percorso diverso dallamore
totale?
Ma assolutamente necessario imparare ad amare quando
abbiamo gi imparato ad odiare.
Quando nel nostro cuore, la nostra anima ci dice basta!.
La ribellione forte e chiara del bene insito dentro di noi, che non
tollera pi il nostro farci e fare del male.
Non siamo fatti per questo modo di vivere senza amore, ma solo
se lo proviamo, solo se lo constatiamo di persona, possiamo
comprenderlo.
Allora il cambiamento sincero e prima o poi avverr.
Abbiamo gi imparato molto, impariamo ad essere contenti dei
nostri sforzi e delle nostre conquiste perch anche se ora non
siamo convinti, ce la stiamo mettendo tutta.
Sono sempre i grandi maestri che ci insegnano larte del
distacco.
Non farsi mangiare dalle emozioni, qualunque esse siano.
Questo non deve essere scambiato come disinteresse, ma come
il modo, per far scivolare via dal nostro cuore, le sofferenze.
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Bisogna prenderci cura di noi, medicando con amore i dolori e
non lasciandoci sopraffare da essi.
Mai identificarsi con il dolore, perch altrimenti prima o poi ci
identificheremo con il male, ci vuole distacco.
Abbiamo detto che non sappiamo amare proprio perch non
siamo distaccati dallaltro, che amiamo, ma anzi tentiamo di
fonderci con lui perch il distacco sempre visto come una
perdita, come un lutto, ma questo vero solo se ci sentiamo
possessori di ci che perdiamo.
Ma noi non possiamo possedere nessuno, nemmeno e n tanto
meno Dio.
Il distacco libert, il distacco consente di ascoltare la nostra
anima.
Il distacco lasciare andare, lasciare scorrere, ma con coscienza
e consapevolezza.
Il distacco aiuta ad eliminare il rancore e disintossica dal male.
Allora giorno per giorno, quando per qualche minuto ci
immergiamo nel nostro passato, guardiamolo, sentiamo le
emozioni che ci provoca qualunque siano e poi ,come si saluta
un caro amico, lasciamolo andare, con affetto.
Ci vorr del tempo, forse molto di pi di quanto si possa
credere, ma se non cominciamo a pulirci dalle emozioni del
passato, prima o poi la polvere vecchia del rancore, soffocher il
nostro cuore.
E questo Dio proprio non lo vuole.









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GUERRIERI


Quando si in cammino lungo la strada per la verit, dobbiamo
anche preoccuparci del nostro atteggiamento.
Non un fatto esteriore, serve principalmente alla nostra anima.
Arrivati a questo punto, siamo divenuti consapevoli di molte
cose, ma la pi importante che abbiamo veramente intuito
quanti ostacoli troveremo sul sentiero che conduce a Dio.
Vivere cercando lamore la meta pi ambita delluomo e,
come sappiamo, purtroppo anche quella pi temuta e sgradita
dallegoismo che raffiguriamo come il male, le energie negative,
il diavolo o come vogliamo chiamarlo.
Allora oltre alla decisione di intraprendere questa strada, occorre
essere sempre disponibili e pronti ai combattimenti inevitabili.
Ci stiamo allenando proprio per ingaggiare una dura battaglia.
Non unimpresa facile, perch non siamo abituati alle lotte
interiori.
Finora, per noi, il male era sempre venuto dallesterno.
Ora, invece, dobbiamo affrontare ci che dentro di noi.
E dobbiamo allenarci molto e costantemente per poter diventare
dei guerrieri, pronti alla lotta spirituale.
I saggi ci hanno insegnato che non si deve andare in battaglia se
non si sicuri di vincere e, che a volte, preferibile una resa
consapevole e dignitosa che una sconfitta totale.
Luomo preferisce una guerra con i nemici pi terribili, pur di
non affrontare se stesso.
Ma Dio chiede a ciascuno di noi, di scegliere la strada della
libert.
E non pu esserci libert se abbiamo paura di noi stessi.
Perch la libert dellanima proprio la libert di vivere amando
sempre, costantemente, incessantemente senza paura.
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E per difendere questo divino unico ed insostituibile significato
dellesistenza, che dobbiamo diventare guerrieri.
Le nostre uniche armi, quelle dellascolto, della pazienza, della
prudenza, dellumilt, devono essere rafforzate dal coraggio e
dalla dignit.
Questo latteggiamento che vuole la nostra anima.
Vuole sentire che siamo disposti a tutto per lei.
Vuole sentire che non siamo e che non saremo mai disponibili,
ad accettare di vivere una vita in contrasto con lamore.
Chi predica valori, pensieri od idee contrarie allamore totale
ben lontano dalla luce divina ed ancora una volta succube del
proprio egoismo, della propria sete di potere.
I maestri, quelli veri che possono davvero aiutarci, sono solo
coloro che con le proprie azioni hanno dato e danno tuttora,
serenit, speranza, altruismo, generosit, sempre senza mai
assumersene il merito, perch per loro, lesistenza ha senso solo
se si ascolta e si ubbidisce alla volont dellanima, alla voce
divina.
E di solito sono proprio quegli uomini o quelle donne che hanno
conosciuto una grande sofferenza, dal passato travagliato o
scabroso, che hanno sentito molte volte lamaro sapore della
polvere, che hanno provato le tenebre degli inferi ad insegnare la
strada maestra del cambiamento, ad indicarci la via della verit.
Hanno saputo trarre i pi meravigliosi insegnamenti dalle loro
cadute e dai loro errori e non si sono mai arresi.
E cos che si diventa guerrieri.
Temprati dalle sconfitte, ma sicuri di farcela, anche quando tutto
sembrava contro di loro.
Ma Dio non abbandona mai nessuno ed proprio questo che
vuole da noi, una fiducia incondizionata, sempre.
Come veri guerrieri.



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I TALENTI


Limpresa che Dio vuole da noi scritta nella nostra anima.
Il Suo progetto dentro il nostro cuore da sempre.
E man mano che stiamo prendendo consapevolezza del nostro
passato e di cosa successo alla nostra parte emotiva, dobbiamo
finalmente renderci conto, non solo di chi siamo, ma anche di
che cosa siamo capaci di fare.
Perch forse, finora, impegnati come eravamo a lamentarci di
quello che non abbiamo avuto, non ci siamo mai accorti di
quello, che avevamo sia fuori, che dentro di noi.
Ora, per, sar pi chiaro che ci che volevamo, era solo per
soddisfare la nostra parte egoistica.
Ma la parte autentica, vera, divina di noi, che cosa invece,
voleva veramente?
Proviamo una strana sensazione, quando pensiamo a questo.
E il momento del vittimismo.
E se non prendiamo subito il distacco dal solito vortice non ne
usciremo pi.
Se vogliamo davvero il cambiamento, dobbiamo decidere, fino
in fondo, che la smetteremo una volta per tutte con la tecnica del
lamento.
E quando la rassegnazione tenter di sopraffarci, ci ricorderemo
di essere guerrieri e lotteremo con tutte le nostre armi che
abbiamo ormai acquisito ed imparato ad usare, per allontanarla,
fino a quando se ne andr per sempre.
Facendo cos, cominceremo a cercare i nostri talenti assopiti e
nascosti nel nostro profondo, ma sempre vivi ed ansiosi di
operare.
Guai se pensiamo di non avere qualit e che solo gli altri sono
stati fortunati, perch ricadremmo ancora in quel labirinto
infernale, che non porta nessun frutto.
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E inutile pensare che ormai non c pi niente da fare, oppure
che si troppo vecchi, o ancora che non si pu tornare indietro,
e che se rinascessimo allora non rifaremmo le cose, che abbiamo
fatto e cos via, perch in questo modo, accontentiamo solo le
forze del male, che sogghignano contente di aver conquistato
unaltra anima e di impedirle di attuare il suo progetto.
Ma adesso abbiamo imparato, che si pu evitare o superare
questa tremenda trappola.
Fosse anche un istante prima di morire, noi abbiamo sempre la
possibilit di cambiare, di vedere la nostra anima autentica, di
scegliere la libert.
Ecco limportanza di riattivare i nostri talenti e di metterli a
servizio di Dio.
Sappiamo che non tutti siamo uguali, anche se tutti siamo uno,
perch ogni essere umano unirripetibile e meravigliosa opera
darte.
Quindi assolutamente certo, che a ciascuno di noi stato
donato qualcosa di particolare, che ci contraddistingue.
Dobbiamo solo cominciare con spirito critico, ma costruttivo, a
capire se davvero abbiamo saputo valutare, nel giusto modo,
quello che Dio ci ha donato.
Incominciando dal nostro sesso.
Siamo sicuri di aver scoperto le meravigliose qualit del
maschio, se siamo uomini, oppure ne abbiamo sempre esaltato i
difetti?
Abbiamo dato pi peso allarroganza, alla forza, allaggressivit
oppure ai meravigliosi talenti della creativit, della sicurezza,
dellazione benefica?
E se invece siamo donne, abbiamo lavorato per sviluppare la
femminilit, laccoglienza, lintuito, la capacit di protezione,
laffettuosit o abbiamo dato importanza solo allesteriorit?
Ancora una volta il male gioisce quando uomini e donne invece
di crescere ed aiutarsi reciprocamente, lottano tra di loro.
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Perch luomo e la donna uniti diventano unanima sola ancora
pi meravigliosa ed invincibile.
Ecco perch le energie negative fanno di tutto per impedire
larmonia nella coppia.
Ma lanima vuole lamore e sa qual la verit, sempre.
Bisogna solo ascoltarla.
Luomo deve ritrovare lessenza del suo maschile e la donna
riscoprirne quella autentica del femminile, ma sempre in
equilibrio, perch luno deve integrare laltra.
Senza competizione, prevaricazione, supremazia.
Luomo e la donna devono condividere insieme il loro cammino
di crescita e di evoluzione, con lealt ed onest senza mai
nascondersi mai niente, ed affrontando assieme tutte le
conflittualit, che inevitabilmente nascono da una relazione di
coppia.
Ma non possono e non devono rinunciare o mortificare la
propria sessualit.
Dio ha fatto in modo che luomo e la donna con latto autentico
damore, possano capire quanto sia straordinario lincontro del
maschile con il femminile per formare lunione, luno, il tutto.
Ma oltre ai talenti universali propri delluomo e della donna,
ognuno deve riscoprire tutte le proprie attitudini e capacit
individuali.
Non per diventare qualcuno per forza, ma esclusivamente per far
vivere la propria anima.
Dobbiamo riscoprire in noi tutto quanto siamo capaci di fare che
porti serenit, gioia e amore, perch fa parte di noi da sempre.
Basta cercare ci che davvero ci piace fare e che vorremo fare.
E Dio sorrider quando con stupore scopriremo quei talenti, che
non avremmo mai immaginato di avere.




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IL CONTATTO


Ora siamo pronti per avvicinarci alla nostra anima, siamo pronti
per il contatto.
Sono ancora i grandi maestri a venirci incontro.
Ed il loro insegnamento, incredibilmente, uguale per tutti.
Persone che, pur diverse per sesso, razza, cultura, epoca,
religione, stato sociale, hanno percorso lo stesso cammino.
E semplice contattare lanima e quindi la voce di Dio, ma
questo non significa che sia facile.
Dio vuole essere sicuro, che lo cerchiamo convinti di voler
cambiare, desiderosi di amare, e sa quando giunto il momento
di farsi sentire.
Per molto tempo stato con noi senza che ce ne accorgessimo
ed ora la Sua improvvisa presenza, potrebbe sconvolgerci.
Questo ci deve far capire, che forse lincontro ed il contatto non
sar immediato, ma ci deve insegnare anche, che dobbiamo
smetterla di essere sempre noi a decidere.
Quindi nessuna fretta, nessuna impazienza, solo costanza.
I maestri, uomini semplici, insegnavano a stare in silenzio.
E il silenzio che consente di sentire la nostra voce interiore.
E tutto quanto possiamo e desideriamo fare per raggiungere il
contatto con la nostra anima, dobbiamo farlo in silenzio.
Dobbiamo creare o cercare il clima e latmosfera giusta.
E preferibile in solitudine, lontano dai rumori fastidiosi, in
modo che possiamo provare a lasciarci andare.
Siamo talmente abituati a correre, al frastuono, a dover essere
sempre col pensiero al dopo, che starcene da soli in assoluta
quiete e silenzio, ci far sicuramente sentire a disagio, almeno le
prime volte.
Questo dimostra come siamo lontani dal vivere in armonia con
luniverso.
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Ma ora siamo in cammino e prima o poi, qualcosa di incredibile
avverr sicuramente.
Non esiste la tecnica per contattare Dio, perch ognuno libero
di scegliere il modo, che sente pi vero e sincero.
La preghiera e la meditazione vengono definite, per i grandi
maestri, le vie pi limpide e pi sicure, proprio perch semplici.
La semplicit racchiude sempre un autentico e profondo
significato spirituale.
Pregare parlare e chiedere a Dio, meditare ascoltarLo.
Stiamo cercando qualcosa dentro di noi e pi siamo raccolti, in
silenzio, con il sincero desiderio di voler aprire il nostro cuore e
pi luniverso non potr fare a meno di assecondarci.
Ogni giorno nel luogo che pi ci aggrada, dobbiamo dedicare un
po di tempo al nostro equilibrio.
In una parola, dobbiamo centrarci.
E meditare e pregare ci sono di immenso aiuto.
Poi, impareremo a prepararci al contatto.
LOspite assolutamente importante e quando arriver deve
trovare le cose che pi ama come la gentilezza e la semplicit.
Quindi anche noi dobbiamo essere semplici e gentili perch solo
cos la nostra anima comincer a svegliarsi e rallegrarsi.
Il mondo semplice, la vita semplice, la natura semplice,
solo noi abbiamo complicato tutto.
E la semplicit la risposta.
Quando pensiamo al contatto divino, pensiamolo come una cosa
straordinaria, incredibile, ma semplice.
Perch tutto ci che veramente grandioso allo stesso tempo
veramente semplice, come lamore.






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LA GIOIA


Il senso dellesistenza quello di produrre gioia.
Si arriva a questa conclusione quasi sempre solo dopo un
estenuante cammino verso la verit.
E avremo realizzato il progetto divino della nostra anima, solo
quando saremo capaci di vivere gioiosamente.
Questa la volont Divina, la volont cosmica.
Dio vuole la consapevolezza da noi, che la vita va vissuta per
raggiungere esclusivamente questa meta.
Solo con questa certezza comprenderemo allora tutti i dubbi che
ci hanno sempre tormentato.
Comprenderemo tante cose, che fino ad ora non riuscivamo a
capire e nello stesso tempo, accetteremo con serenit di non
saper rispondere a molte altre.
Se abbiamo questa intuizione, siamo in sintonia con luniverso e
ci assalir un gran desiderio di vivere.
Ricorderemo i nostri sbagli, i nostri problemi, le nostre angosce
che piano piano assumeranno dimensioni sempre pi piccole.
Non saranno pi la rabbia, linvidia e lira a comandare la nostra
vita.
Non potremo pi permettere ai falsi idoli, alle dipendenze di
ogni genere, di rovinare la nostra esistenza.
E cominceremo a sorridere.
Prenderemo gusto e passione solo per la sana conoscenza.
Vorremo ballare, cantare, saltare, perch in un certo senso
stiamo ritornando come bambini o, meglio ancora, stiamo
facendo davvero crescere quel bimbo, che dentro ciascuno di
noi e che per troppo tempo abbiamo trascurato.
Ci toccheremo le labbra e ci ricorderemo del perch Dio ce le ha
donate; per sorridere e per baciare.
Tutto di noi stato creato per produrre gioia.
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Tutto straordinariamente perfetto.
Ogni dettaglio di questo universo un capolavoro.
I colori, i profumi, i suoni, lacqua, il cielo, la terra.
Ma che cosa di tutto questo abbiamo gustato veramente?
Quanto tempo abbiamo dedicato a contemplare il mondo?
Quanto amore abbiamo dato agli altri?
Quanti sorrisi, carezze, abbracci abbiamo regalato?
Nel capire davvero quanto possiamo realizzare il progetto di
Dio, sentiamo arrivare il freddo gelido della morte.
Il male sta tentando di ingannarci ancora una volta con la sua
ultima possibilit, la paura del nulla.
Ma ormai sappiamo.
Nessuna illusione, nessuna tentazione, nessuna paura.
Vogliamo ora solamente accontentare Dio e lasciare a Lui il
comando della nostra vita, tutto il resto non pu pi avere
significato.
Siamo guerrieri dellamore al Suo servizio e ne siamo felici.
Non tutto risolto, non tutto semplice.
Ma abbiamo finalmente compreso quanto sia bella la nostra
anima, che come un tenero bimbo ha solo voglia damore.
Dobbiamo solo rendere felice quel bimbo.
E siccome quel bimbo altri non che Dio, allora come non
gioire fino allultimo istante della nostra vita?











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IO E LANIMA


Abbiamo preso la decisione pi importante della nostra vita,
quella di seguire il sentiero della verit.
Siamo pronti ad affrontare come guerrieri le terribili lotte
interiori, assumendoci il rischio di pericolose cadute, nel
guardare le nostre ferite, i nostri limiti, i nostri profondi lati
oscuri.
Faremo di tutto per allontanare da noi la parte egoistica,
allenandoci costantemente con pazienza, dedizione e volont, a
sciogliere la rabbia, linvidia, il rancore e quantaltro soffochi il
nostro cuore.
Ci impegneremo a sentirci autenticamente parte delluniverso,
aiutando gli altri con compassione, con amore.
Useremo tutta la nostra volont per tagliare tutti i cordoni, che ci
legano per bisogno ai nostri affetti pi cari, come i bimbi con la
loro madre, per riuscire ad amare gratuitamente e liberamente.
Controlleremo gli impulsi di desiderio, di piacere, di potere, e di
manipolazione dellaltro, tipici della natura del sesso di cui
facciamo parte.
Coltiveremo i nostri talenti e le nostre qualit, per contribuire
alla crescita dellessere umano.
Accetteremo con dignit il dolore per coglierne linsegnamento
profondo ed amorevole.
Aiuteremo, con la solitudine ed il silenzio, il nostro cuore a
liberarsi dai pensieri negativi, per far posto alla quiete divina.
Praticheremo la preghiera ogni volta che vorremo parlare con
Dio, ed useremo la meditazione profonda quando desideriamo
udire la Sua voce.
Tutto questo veramente straordinario e lodevole.
Ma non basta.
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Lamore assoluto, e cio Dio, lessenza stessa della vita, non
una qualsiasi cosa preziosa ed importante, proprio il vero
senso dellesistenza, il prima, ladesso, il dopo.
Niente al mondo pu essere comparato con la luce divina, con
lestasi perenne.
Allora non bastano decisioni importanti, impegni precisi,
autentiche promesse, anche se tutto quanto veramente
indispensabile per intraprendere questo cammino.
Ma quello che assolutamente necessario, la convinzione e la
speranza, che ce la faremo.
Perch nulla, ma proprio nulla pu essere pi ambito,
dellimmensa ricchezza di una costante beatitudine.
Non importa quanto tempo impiegheremo, quante sconfitte
subiremo, quanta sofferenza proveremo, quante rinunce, quante
delusioni, quante perdite.
Nulla pu valere di pi, dellessere sempre in sintonia con la
nostra anima.
Ma per riuscire in questa impresa, il nostro io, che rappresenta e
rispecchia il nostro prepotente egoismo, deve diventare sempre
pi piccolo, pi piccolo, fino a scomparire e diventare un punto.
Solo con lannullamento del nostro io, la nostra anima prender
sempre pi vita, sempre pi luce, fino a quando noi stessi
diventeremo luce.
Si, lo so bene, tutto quanto sembra davvero impossibile, un
utopia assolutamente assurda, un ipotesi improbabile o il
bellissimo sogno di un folle.
Pu essere tutto vero.
Ma di fronte allunica possibilit di poter far vivere finalmente
Dio dentro di noi, nella nostra anima e scoprire cos la verit
dellesistenza, siamo in grado di trovare un valido motivo per
rinunciarvi?