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Progetto BE -ESSERE 5 a.s.

2008 - 2009

DESCRIZIONE DEL PAESE DI PROVENIENZA


ome ufficiale: ROMA IA Il nome Romania deriva da Romn, derivazione dell'aggettivo latino romanus, romano, e rappresenta le origini dello stato giustificando la derivazione linguistica del romeno dal latino. Ordinamento dello stato: Repubblica parlamentare bicamerale. Capitale: Bucarest Superficie: 237.391 kmq Posizione geografica: Nella parte Sud-Est dell'Europa, nel Nord della penisola Balcanica, Confini: Ovest - Ungheria, ord - Ucraina, Est - Repubblica Moldova, Sud - Bulgaria, Sud-Ovest - Serbia; il Danubio forma il confine naturale tra la Romania e la Bulgaria e per qualche diecina di chilometri tra la Romania e la Serbia Divisione amministrativa: La Romania divisa in 41 unit amministrative, 40 regioni e il municipio Bucarest Popolazione: 21.733.556 abitanti (romeni 89,5%, magiari 6,6%, rom 2,5%, tedeschi 0,3%, turchi e tartari 0,3%, ucraini e russi 0,4%, serbi e slovacchi 0,2%) Religione: ortodossa (86,7% della popolazione). Ci sono minoranze religiose di cui la pi importante quella cattolica e greco-cattolica (5,6%) e protestante. Lingua ufficiale: il rumeno (lingua di origine latina, chiamata anche lingua romanza); Sono diffuse anche le lingue delle minoranze, soprattutto l'ungherese e il tedesco in Transilvania; le lingue internazionali pi parlate: inglese, specialmente dai giovani, francese, tedesco e italiano.

Storia contemporanea
La Romania - repubblica popolare dal 30 Dicembre 1947 al 1989 - ha lentamente e faticosamente avviato la fase di transizione dal comunismo al pluripartitismo e al mercato, dopo la violenta rivolta che fra il Dicembre 1989 e il Gennaio 1990 ha chiuso l'esperienza dittatoriale e nazionalista di Ceausescu, e della moglie Elena. La forte impronta nazionalista del regime di Ceausescu aveva gravemente offeso le autonomie culturali delle minoranze (in particolare quelle ungherese e tedesca) con forme violente di assimilazione. Nonostante la fragilit dei processi di democratizzazione e di introduzione dell'economia di mercato, che hanno trovato un pi deciso indirizzo solo a partire dal 1996, il Paese ha subito profonde modifiche nei suoi assetti interni. La Romania sita all'incrocio tra l'Europa Orientale e l'Europa Balcanica.

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SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA DELLA ZONA DI PROVENIENZA DELLIMMIGRATO


Il 1989, anno della caduta del regime dittatoriale di Ceausescu, segn unimportante tappa della storia della Romania con forti ricadute anche sulla libert di circolazione della popolazione sia allinterno del territorio nazionale che verso lesterno. Per un lungo periodo antecedente la caduta del regime, politiche migratorie particolarmente restrittive posero dei forti vincoli alla libera circolazione della popolazione con importanti restrizioni soprattutto nei confronti dei movimenti migratori verso lestero. In quegli anni, a prevalere furono soprattutto esperienze di migrazioni temporanee dai villaggi rurali del Paese verso le grandi citt, senza tuttavia la possibilit di ottenere un permanente trasferimento della residenza. La transizione post-comunista port con s un forte incremento della disoccupazione urbana ed un notevole innalzamento del livello di povert della popolazione rumena. Questi fattori agirono come una vera e propria forza espulsiva nei confronti dei vecchi immigrati giunti in passato nelle citt dai piccoli villaggi rurali. Complessivamente, in questo periodo di crisi, i movimenti volontari di popolazione diminuirono significativamente.

SITUAZIONE SOCIALE DELLA COMUNIT IN ITALIA


Dopo la caduta del regime comunista, la libert di movimento della popolazione venne garantita dalla nuova Costituzione, sulla base della quale ogni cittadino rumeno fu dotato di un passaporto acquisendo cos la possibilit di attraversare le frontiere del Paese. Nei primi anni dopo la radicale svolta del 1989, circa 100mila persone lasciarono il Paese per trasferirsi in modo permanente in Germania, in Israele ed in Ungheria. A spostarsi in quegli anni furono prevalentemente le enclaves etniche costrette allinterno dei confini nazionali rumeni fino al momento del crollo del regime. Dopo il 1992, affievolitasi lentit delle migrazioni etniche, il livello di fuoriuscita in direzione dei Paesi esteri diminu significativamente. La necessit di un visto per lespatrio (e la relativa difficolt ad ottenerlo), ma anche il frequente rifiuto delle richieste dasilo politico scoraggiarono la formazione di importanti flussi in uscita. Lanno 1997 ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta nella storia delle migrazioni rumene: gli spostamenti dalla campagna alla citt vennero sostituiti da significativi flussi migratori di senso inverso. Anche la struttura delle migrazioni per Paese di destinazione ebbe una forte inerzia successivamente al 1989: i principali paesi di destinazione della popolazione rumena divennero la Germania, gli Stati Uniti e lUngheria. Dal 2002, data ufficiale dellingresso della Romania nellarea Schengen, anche la popolazione rumena ha ottenuto la libert di circolazione nel territorio europeo. Da quel momento il flusso emigratorio divenne pi distribuito e caratterizzato da una molteplicit di destinazioni. Lorigine di questi movimenti migratori temporanei venne attribuita soprattutto alle regioni meno povere del Paese, caratterizzate al loro interno da un marcato differenziale culturale ( il caso della parte occidentale della Moldova e della parte settentrionale della Transilvania) e, per contro, i pi bassi tassi di emigrazione registrati allepoca sono da attribuire alle aree pi povere ed isolate del Paese.

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Ad emigrare temporaneamente soprattutto la popolazione delle localit di medio-grandi dimensioni caratterizzate da un elevato livello di educazione, una bassa percentuale di persone anziane ed unelevata diversit culturale (soprattutto religiosa). LItalia rappresenta uno dei Paesi di destinazione preferiti dagli immigrati provenienti dalla Romania per motivi quali i salari (relativamente) molto alti, per la possibilit di trovare sia un regolare impiego che unattivit nel mercato del lavoro sommerso, ma anche per la particolare vicinanza della lingua che aiuta notevolmente ladattamento degli immigrati allestero. Limmigrazione rumena in Italia inizi al momento del crollo del regime, ben prima della liberalizzazione del sistema dei visti. Allora, i visti Schengen venivano acquistati dai potenziali migranti ad una cifra di circa 1.000 dollari (spesso prestata da parenti e familiari pi ricchi, magari gi allestero o gi stati allestero per precedenti esperienze lavorative). Molti immigrati rumeni iniziarono la loro esperienza migratoria in Italia entrando come turisti e trovando una prima occupazione nel mercato del lavoro sommerso, svolgendo in molti casi lavori poco remunerati. Il successo nelladattamento era strettamente collegato al ruolo dei familiari e dei parenti gi in Italia ed in grado di assicurare un alloggio e laiuto necessario alla ricerca di un lavoro. La presenza in Italia di queste persone (spesso entrate come turisti), in molti casi, si spinge oltre i tre mesi di permanenza concessi dal visto e si prolunga nel tempo in modo irregolare, nella speranza di unoccasione per regolarizzazione la propria presenza. Dal punto di vista numerico, i romeni iscritti nelle anagrafi comunali assumono maggior rilevanza dopo il 1990 e in particolare con la legge Turco-Napolitano del 1998 e con la legge Bossi-Fini del 2002 toccando le cime con lentrata della Romania nellUnione Europea, nel 2007. La struttura della popolazione romena nella provincia caratterizzata da un elevato numero di persone in et lavorativa, soprattutto delle classi di et centrali dai 25 ai 40 anni, e da un numero consistente di bambini nei primi anni di et (0-4 anni), mentre gli anziani sono praticamente assenti: una struttura demografica in gran parte diversa da quella della popolazione autoctona dove lincidenza dei residenti di 0-4 anni contenuta e, invece, la popolazione anziana presente in percentuali piuttosto rilevanti. La maggioranza degli uomini lavorano nelledilizia e le donne come collaboratrici domestiche, ma non solo, lavorano anche nei negozi, supermercati, ristoranti, ospedali e case di cura; molti hanno un lavoro autonomo, essendo ben inseriti nel contesto sociale. Non mancano i rumeni arrivati in Italia per motivi di studio. Infatti, gli studi affermano che pi di 65% della comunit rumena composta da persone laureate o diplomate.

CARATTERISTICHE GENERALI DELLA FAMIGLIA TIPO


Si pu dire che la famiglia rumena per molti aspetti simile a quella italiana nelle grandi citt. Nei villaggi per tendenzialmente il padre, o, in mancanza del padre, il figlio pi grande, a dominare tutti i membri della famiglia. Molte famiglie delle citt affidano la crescita dei loro bambini ai nonni fino allet della scolarizzazione perch le loro madri possano continuare ad andare al lavoro. I nonni hanno un ruolo importante ma non decidono, danno un aiuto, un sostegno alla conduzione della casa, del lavoro, della famiglia. Le difficolt economiche incidono sulla vita delle famiglie soprattutto nelle zone pi povere, contribuendo a creare problemi nei figli minori. A volte si passa da piccoli a grandi nella crescita, senza attraversare la fase dell'adolescenza, maturano prima (specialmente in campagna) e appena si in grado, si viene investiti di responsabilit, per lavorare e per essere utili alla famiglia. Molti di loro, a 14 anni si comportano da adulti.

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Il rapporto della scuola con la famiglia avviene attraverso la madre, qui come anche in Romania. Qui in Italia forse i padri parlano meno bene l'italiano e questo li intimidisce, ma alcuni di loro fanno 2 lavori e gli manca il tempo. In Romania le famiglie hanno in media due figli, come in Italia. raro invece che una coppia divorzi, come accade invece abbastanza spesso da queste parti. Come in Italia e a differenza di altri paesi- il padre d il proprio cognome ai figli e alla moglie. Ci si sposa un po prima che in Italia, dai 18 ai 30 anni, ma comunque sempre da maggiorenni, a differenza di quanto avviene talvolta fra i gruppi di zingari, dove i ragazzi si possono sposare anche verso i 12 anni. In Romania ci si sposa un po prima se preferiscono farsi velocemente una famiglia e iniziare a lavorare. Si rispetta l autonomia anche da sposati: sia il marito che la moglie lavorano ed entrambi devono trovarsi un po di tempo per stare vicino ai proprio figli, considerando anche il fatto che non si va a scuola il sabato. La moglie di solito va a vivere con il marito e anche con i suoceri; per questo motivo importante che nasca un maschio, perch a lui rimarr la casa dove andr a vivere con la moglie. Il pi privilegiato il figlio maggiore. In famiglia, la madre aiutata nei lavori domestici dalla figlia (che, naturalmente, deve anche andare a scuola e svolgere i compiti); ai ragazzi invece sono concesse pi libert, soprattutto per quanto riguarda le uscite serali. Limportante che aiutino il padre (specialmente nei lavori pi duri in campagna).

FESTE-TRADIZIONALI
Le principali festivit in Romania sono: 1 gennaio: Capodanno (Anul nou); 6 gennaio: Epifania; 1 marzo: Festival di primavera (festa tradizionale; Martisorul); Pasqua e luned di Pasqua (secondo il calendario ortodosso): i rumeni festeggiano la Pasqua ortodossa; la festivit dura tre giorni; 1 maggio: Festa dei Lavoratori (Ziua muncii); 1 dicembre: Festa Nazionale, Giorno dellUnificazione (Ziua Unirii); 25 e 26 dicembre: Natale e Santo Stefano (Crciunul).

LA SCUOLA
Rapporto scuola-famiglia
La formazione scolastica inizia a sei anni con un anno di asilo obbligatorio. I compiti a casa vengono assegnati fin da questo momento. A sette anni ha inizio la scuola elementare, della durata di quattro anni, in cui gli alunni sono seguiti da una sola maestra che non effettua l insegnamento delle lingue straniere e della religione ortodossa, materia obbligatoria. Alla conclusione di ogni anno gli alunni migliori ricevono una premiazione durante la quale gli studenti ricevono il I, II, III o nessun premio in base al rendimento scolastico e alla media. stata fatta una riforma che permette di cominciare la scuola elementare a sei anni, ma ci non esclude lanno di asilo obbligatorio.

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Segue la scuola media che dura quattro anni e si conclude con un esame di capacit che indirizza lo studente alla scuola superiore in base al risultato finale. In base alle citt e alle scuole gli studenti di elementari e medie si alternano nelle aule e nei differenti orari. Alla fine di ogni quadrimestre gli studenti sono sottoposti ad una verifica riguardante tutti gli argomenti trattati nella rispettiva materia durante quel periodo scolastico. Il risultato far media con la media di tutti gli altri voti della disciplina interessata. Questa prova si effettua nelle materie di romeno, matematica e storia o geografia. La scuola superiore dura quatto anni e si conclude con la maturit. Gli anni totali di studio sono dodici, di cui obbligatori dieci. I libri di testo : dallanno scorso sono stati introdotti i libri di testo alternativi, esistendo anche 7-8 per ogni disciplina. Linsegnante pu scegliere lutilizzo di uno o pi libri in base alle sue esigenze.

Rapporto scuola-famiglia
Il contatto con le famiglie si tiene telefonicamente o in colloqui individuali. ellincontro mensile dove viene presentata la situazione scolastica e comportamentale di ogni alunno, la coordinatrice della classe tenuta a fare una relazione dettagliata sullandamento e sui progetti in corso. Esiste lobbligo di partecipazione ai corsi di preparazione per i genitori, dove vengono trattati argomenti di natura educativa e affrontati problemi di natura comportamentale e di rapporto. Questi corsi infatti, vengono chiamati La scuola dei genitori. Presentarsi vuol dire rispetto per linsegnante e per la scuola. Le lezioni vengono svolte in lingua rumena, ma garantito dalla legge del 1995 il diritto, alle persone appartenenti a minoranze nazionali, di studiare e di ricevere l'insegnamento nella loro madre lingua. L'istruzione nella scuola pubblica gratuita, in quanto per la maggior parte finanziata dal bilancio dello Stato e da quelli locali. Non sono esclusi finanziamenti provenienti da agenti economici privati; sono previste inoltre borse di studio erogate da privati o da altre fonti legali. Lo Stato fornisce il materiale di supporto per le attivit scolastiche, specialmente agli studenti con ottimi risultati. L'educazione privata, autonoma, esiste ai vari livelli; i programmi di studio sono simili a quelli dell'educazione pubblica e sono approvati dal Ministero dell'educazione. La legge sull'educazione varata il 25 Luglio 1995 stabilisce che l'educazione obbligatoria si struttura in otto anni, cos suddivisi: quattro anni di scuola elementare (classi I-IV); quattro di scuola media (classi V-VIII). I bambini che compiono 7 anni prima della fine dell'anno solare sono iscritti al primo anno. Quelli che ne compiono 6 all'inizio dell'anno scolastico possono, su richiesta dei loro genitori, essere iscritti al primo anno. Il Ministero dell'educazione pu approvare la formazione di classi per quei bambini che, per diversi motivi, non abbiano terminato i primi quattro anni di educazione obbligatoria all'et di 14 anni. L'obbligo esteso fino al sedicesimo anno di et. In casi eccezionali, l'insegnamento pu essere svolto di sera o a distanza. L'anno scolastico dura 175 giorni, dal 15 Settembre al 15 Giugno ed suddiviso in due quadrimestri.

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Sono previsti tre periodi di vacanza: invernale, primaverile ed estivo. Le ore di insegnamento alla settimana sono 22 nel primo anno di scuola elementare, 25 nel secondo e nel terzo, 26 nel quarto. Sono invece 30 nel primo anno di scuola media; 31 nel secondo, 33 nel terzo e 34 nel quarto.

Durata Superiori Medie* Elementari* Materna *Scuola dell'obbligo 4 anni 4 anni 4 anni 4 anni

Et prevista dai 15 ai 19 anni dagli 11 ai 15 anni dai 7 agli 11 anni dai 3 ai 7 anni

Programmi e organizzazione scolastica :

- Metodologia: linsegnamento rumeno viene centrato su vari metodi strutturalisti: 1.1. Deduttivi 1.2. Induttivi 1.3. Funzionali 1.4. E ultimamente, affettivo - comunicativo. 1.5. Il metodo adottato negli ultimi 4 anni rappresenta un passaggio dal metodo tradizionale, mnemonico allapprendimento basato e centrato sullalunno per svilupparne di pi la sua creativit. Vengono introdotte nuove metodologie : Six Thinking Hats (I sei cappelli), Euroteacher I e II. 1.6. Gli insegnanti partecipano alle borse Erasmus e Commenius, facendo spesso scambi interculturali portando allinterno della scuola nuovi metodi e nuove strategie didattiche. 1.7. Ad esempio, la lingua rumena usa il metodo della scoperta progressiva (vengono create delle schede di lavoro, con gli esempi che permettono di scoprire la regola). In letteratura si punta molto sullanalisi del testo letterario a prima vista, sui commenti di alcuni citati oppure si fanno semplicemente degli studi sui principali scrittori canonici (M. Eminescu, G. Cosbuc, ecc.). Inizialmente i programmi scolastici erano stabiliti a livello centrale e prevedevano un equilibrio fra le materie obbligatorie, opzionali e facoltative. Dallanno scorso, facendo parte dellUnione Europea, linsegnamento rumeno ha subito delle modifiche sostanziali, tra queste: - Si offre pi autonomia alle scuole e lIspettorato Scolastico (lorganismo centralizzato che coordina al livello regionale le scuole) viene sostituito dallIspettorato di Regione che dovr gestire altre sette Province. Questo cambiamento comporta la riduzione del personale ATA ma facilita altri aspetti legati alla scuola (potr valutare annualmente il personale docente con lesame interno, pur essendo di ruolo, per migliorare la qualit dellinsegnamento, ecc.).

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Le scuole ricevono un budget fisso dal Ministero dellEducazione da utilizzare allinterno della didattica. C la riduzione del piano formativo , da 35-38 ore settimanali a 30. (infatti, sono state tolte ore dalla cattedra di educazione fisica e di storia rumena). Dal 2008-2009 stato introdotto il sistema del doposcuola nelle scuole dove esisteva gi la mensa (con la cucina interna) e questo fatto comporta una nuova organizzazione a livello curriculare (ore di laboratorio creativo, studio individuale, palestra, canto). Il sistema informatizzato e le aule attrezzate permettono di instaurare nuovi approcci didattici e nuovi metodi dinsegnamento. In questo senso, gli insegnanti sono ritenuti a seguire vari corsi di perfezionamento e aggiornamento organizzati dalla Cassa del Corpo Didattico (organizzazione che si occupa della logistica e del management educazionale ) dove sono monitorati tutti gli insegnanti e la loro preparazione. Se linsegnante non risulta aggiornato, oppure non risponde in modo positivo alle proposte, mette a rischio la sua cattedra ed il sistema di crediti (punti in graduatoria).

Negli otto anni di scuola obbligatoria gli alunni studiano : - lingua e letteratura rumena, - matematica, - storia rumena, - geografia rumena, - fisica, - chimica, - biologia, - anatomia, - disegno, - educazione fisica, - religione, - educazione musicale, - latino, lingua straniera e informatica. Alle elementari, il 73,5% delle discipline insegnato nella madre lingua degli studenti, mentre alle medie la percentuale passa al 75,4% e alle superiori oscilla fra il 60,2 e l'82,8 %, in base all'indirizzo prescelto. previsto un programma speciale nelle scuole in cui l'insegnamento avviene nella lingua delle minoranze nazionali, anche se lingua e letteratura rumena una materia presente in tutti i livelli, forme e tipi di scuola esistenti in Romania. Della prima lingua straniera sono programmate due lezioni alla settimana alle elementari, a partire dalla seconda classe. La religione una materia obbligatoria per il ciclo elementare, mentre facoltativa nella scuola media.

Valutazione

Al termine della scuola media gli studenti erano sottoposti a un esame in matematica e lingua e letteratura rumena. Da questanno, invece, lesame stato trasformato in un test di competenza. Laccesso alle superiori si fa attraverso le graduatorie in cui la valenza cade sulla media finale annuale. Gli studenti appartenenti a minoranze che hanno frequentato la scuola nella loro madre lingua devono sostenere anche un esame nella rispettiva lingua e letteratura. Se lo studente non supera 8

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l'esame, pu ridarlo in un'altra sessione. Gli studenti che superano l'esame ricevono un certificato di "capacit". La valutazione data su scala da 1 a 10. Assenze: - 20/25 assenze in un quadrimestre comporta labbassamento del voto in comportamento di un punto. - 40/45 assenze annuali comporta lespulsione e il 6 in condotta. - Il 6 in condotta richiede la bocciatura . Diversit: - non esiste come figura professionale la bidella; - gli studenti possono uscire con molta maggior libert rispetto alle regole italiane: non c bisogno di continue giustificazioni da parte dei genitori; - al termine di ogni ora, c un intervallo (circa 10 minuti) e un intervallo pi grande di 15 minuti; - lora di Educazione civica, una volta a settimana, in cui si parla di problemi inerenti alla classe (difficolt di rapporti ecc.). - Se un insegnante assente si pu andare tranquillamente a casa senza permessi, senza avvisare le famiglie o rimanere a scuola e ascoltare musica con lo stereo. - Gli alunni devono fare sorveglianza oppure servizio scolastico a turno (ruolo che in Italia sarebbe coperto dalla bidella). - Quasi tutte le scuole hanno una casa dello studente in cui vengono ospitati gli alunni che provengono da paesi della Provincia o da altre Regioni. - Esistono laboratori che vengono scelti in base allindirizzo della scuola, ogni alunno deve ideare un proprio progetto e lavorare in modo individuale. Verranno premiati in momenti festivi. - Alla fine delle lezioni, i ragazzi fanno ritorno a casa a piedi, in gruppi, raramente accompagnati dai genitori. Non esiste lobbligo che siano sotto il controllo degli adulti anche se ultimamente stata introdotta la sorveglianza della Polizia Comunitaria nelle vicinanze delle scuole ed asili per dare massima sicurezza.

LA LINGUA
La lingua rumena (o romena, il nome perfettamente equivalente in lingua italiana) una lingua romanza o neo-latina, appartenente al gruppo indoeuropeo, continuatrice - nelle sue forme pi originali - del latino. C. Tagliavini in Le origini delle lingue neolatine considera il romeno come Balcano-Romanzo o Romanzo orientale. I dialetti romeni. Il rumeno ha quattro principali dialetti: il Dacorumeno, parlato nel territorio della Romania, Bassarabia e parte della Bucovina (annesse allURSS durante e dopo la seconda guerra mondiale), in qualche villaggio della Bulgaria e dellUngheria, vicino al confine rumeno. Questo dialetto si divide in altre variet dialettali, non troppo differenziate tra loro (Moldavia, Valacchia, Transilvania, Banato, Bucovina, Bassarabia, Dobrugia, parte del Banato Jugoslavo), quindi dei sottodialetti, quasi in nessun aspetto diversi tra loro: il valacco o munteno che diventato la lingua letteraria, il transilvano, l'olteno, il moldavo; Progetto BE -ESSERE 5 a.s. 2008 - 2009 9

il Macedorumeno o Arumeno (Aromn), parlato dagli Arumeni (Zingari o Aromni) nella Penisola Balcanica (Grecia, Albania, Jugoslavia, Macedonia, Bulgaria); il Meglenorumeno o Meglenitico, parlato da qualche migliaio di uomini in una zona a NE di Salonicco, intorno alla cittadina di Nanta e di gruppi di emigrati in Dobrugia e nellAsia Minore; lIstrorumeno, parlato da circa 1500 persone, bilingui, in Istria, in un piccolo territorio intorno al Monte Maggiore che appartenne allItalia dal 1918-1945.

Le lingue parlate in Romania La lingua ufficiale il romeno. In Romania ci sono consistenti gruppi minoritari ungheresi (6,8% secondo il censimento del 2005) e tedeschi, soprattutto in Transilvania. La minoranza magiara maggioritaria in due delle regioni centrali del Paese (Harghita e Covasna) e si esprime tramite un partito politico. Fino al 1990 era piuttosto rilevante anche una minoranza tedesca presente sopratutto in Transilvania (Siebenburgen) e nelle regioni occidentali. Altri gruppi etnici includono gli zingari (rom) ed un piccolo gruppo polacco (circa diecimila persone) che vivono nella provincia di Suceava. In Dobrogea, la regione che si trova sulla costa del Mar Nero, vi una piccola minoranza islamica parlante il turco, resto della colonizzazione ottomana del passato. Esiste anche una minoranza italiana (circa 9000 persone, in particolare a Iasi e Hateg). Il lessico della lingua romena Secondo gli studi, il romeno possiede il 75% di elementi latini, presenti nella lingua parlata e scritta. Siccome il rumeno stato isolato per lungo tempo in un ambiente prevalentemente slavo con forti influssi slavi, magiari e turchi, nel vocabolario si trovano anche parole dorigine ungherese, albanese, slava e turca, laddove le altre lingue romanze utilizzano radici latine. Fra tutte le lingue romanze, il rumeno presenta un'evoluzione maggiormente naturale; ha infatti un carattere piuttosto popolare poich non stata interrotta nel suo sviluppo da una letteratura classica in senso stretto; questo spiega, fra l'altro, il fatto che questa lingua possieda una quantit importante di vocaboli e forme latine che nelle altre lingue romanze non esistono pi. DIFFERE ZE E SOMIGLIA ZE FRA IL ROME O E LITALIA O Grafia Lalfabeto della lingua romena di matrice latina ma, rispetto allalfabeto italiano, ha in pi 5 grafemi, creati per mezzo di segni diacritici: il grafema [], vocale centrale di media apertura, come in inglese : again [gein], es: cas (casa); il grafema [i], una vocale centrale pi chiusa dell : questo grafema usato in posizione interna in tutte le parole., es: gnd (pensiero), mergnd (camminando); il grafema [i], rappresenta la stessa vocale, usata in posizione iniziale o finale, es: nger (angelo), cobor (scendere); il grafema [ts], una consonante, come nellitaliano canzone; il grafema [] , una consonante come nellitaliano scelta. Es: arpe (serpente), colar (scolaro). Ci sono altri due grafemi , come in italiano ma con la pronuncia diversa: [3], come nellitaliano garage. Es: jignire (offesa); x, che si pronuncia [ks] davanti a consonanti sorde. Es: explicaie (spiegazione). 10

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FO OLOGIA E FO ETICA Il sistema vocalico del romeno ha sette fonemi: a, e, i, o, u, , (). La particolarit del vocalismo romeno la vocale finale i - breve, essendo una i atona, assillabica, come in pomi (alberi), buni (buoni) che ha sempre valore morfologico: marca del genitivo/dativo femminile singolare: vulpi (della volpe), marca del plurale (dei sostantivi e aggettivi): pomi (alberi), mari (grandi), marca della seconda persona singolare dei verbi : cni (tu canti), termini (tu termini). Il romeno ha quattro semivocali - e, i, o, u - a differenza dellitaliano che ne ha solo due (i,u,) quindi ha un numero di dittonghi e trittonghi maggiore dellitaliano. a) I dittonghi ascendenti come in italiano sono: ia, ie, io, iu, ua, uo (iarna inverno, ieri - ieri, iod - iodio, iute - veloce, cafeaua - il caff, om - uomo). Il romeno ha in pi u, ea, eo, ua (dou - due, seara - sera, deodat - ad un tratto, soare - sole). b) I dittonghi discendenti come in italiano sono: ai, au, ei, oi (cai - cavalli, august - agosto, trei - tre, doi - due). Il romeno ha in pi: u, i, ii, i, ui, eu, iu, u, ou (ru - cattivo, ci - strade, fii - figli, cine - cane, pui - pollo, meu - mio, fiu - figlio, gru - grano, nou - nuovo). c) I trittonghi come in italiano sono: iei, iai (iei - prendi, suiai - salivi). Il romeno ha in pi: eoa, ioa, eai, eau, ieu, oai, uoi, uou, uai, uoi, iuo (pleoapa - palpebra, lcrmiara - mughetto, vedeai - vedevi, eu [ieu]- io, chinezoaica - cinese, ou [uou]- uovo) ed in meno: uai, uoi, iuo (come in italiano guai, buoi, figliuolo). Il sistema consonantico del romeno ha due consonanti in pi rispetto allitaliano: [3] africata prepalatale sonora: jura - giura h [] fricativa laringale sorda: hectar - ettaro e tre consonanti in meno rispetto allitaliano: [ts] affricata dentale sonora (come nellitaliano orzo) che non ha una sua variante nel sistema consonantico romeno. [l] e [n] consonanti prepalatali (come in famiglia, gnocchi). In romeno non si trovano consonanti doppie: fanno eccezione solo le parole derivate con il prefisso n- :(a i nnoda - annodare, a nnoi - rinnovare).

MORFOLOGIA Articolo A differenza dellitaliano, il romeno ha un numero maggiore di articoli : articolo indeterminativo, articolo determinativo proprio, articolo determinativo possessivo (o genitivale), articolo determinativo aggettivale (o dimostrativo). Larticolo indeterminativo Larticolo indeterminativo ha anche una forma per il plurale (comune per i due generi): nite (dal lat. nescio quid). Questa forma si pu tradurre con larticolo partitivo ed ha una forma per il nominativo e laccusativo e unaltra per il genitivo e il dativo:

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singolare masc N/A un G/D unui fem N/A o G/D unei

plurale nite unor nite unor

Larticolo determinativo proprio Larticolo determinativo in romeno viene posposto al nome o allaggettivo, ed quindi enclitico e fuso con il nome o con laggettivo al quale si riferisce (fa eccezione larticolo usato con i nomi propri maschi di persona, i nomi propri femminili che non terminano con la vocale a, i nomi di parentela. Es: cartea lui Marco, cartea lui Maria - il libro di Marco/Maria). Ha forme diverse a seconda del genere, del caso e del numero e dipende anche dalla terminazione del nome al quale viene posposto. Maschile Femminile Neutro singolare pom pomul cas casa tren trenul plurale pomi- pomii (albero) case casele (casa) trenuri- trenurile (treno)

!Casi in cui il nome si usa senza larticolo determinativo (a differenza dellitaliano): con i nomi di paesi, regioni e persone femminili terminati in a (sentiti come gi articolati) in quanto dovrebbe finire in due a : * Mariaa, *Romaniaa; con i nomi propri di persone: Ion/*Ionul; per esprimere la data e lora. Larticolo determinativo possessivo o genitivale Proviene dal latino ad illum e si usa davanti ai sostantivi (o ai pronomi personali) nella forma del genitivo, oppure davanti al pronome possessivo. Questo articolo non esiste in italiano e nelle altre lingue romanze. Le forme in cui si attesta sono al, a, ai, ale. In certi casi larticolo determinativo possessivo ha come corrispondente italiano un articolo determinativo: al doilea il secondo, al meu il mio. In certi contesti, larticolo possessivo non si traduce in italiano: fratele lui Ion i al Mariei il fratello di Giovanni e di Maria. Larticolo determinativo aggettivale o dimostrativo Proviene dal latino ecce + dimostrativo illum e si usa davanti ai nomi, agli aggettivi e ai numerali. E attestato nelle forme cel, cea, cei, cele. Questo articolo non esiste in italiano e nelle altre lingue romanze. Ha forme diverse a seconda del genere, del numero e del caso: masc sg/pl - N/A: cel, cei -G/D: celui/celor Fem sg/pl N/A: cea, cele - G/D:celei/celor Pu corrispondere in italiano sia a un articolo determinativo sia ad un pronome dimostrativo. Il nome lesistenza del genere neutro, oltre al maschile e femminile. Dal punto di vista formale, i sostantivi neutri si comportano al singolare come i sostantivi maschili e al plurale come i sostantivi femminili: un deal nalt (masc.) dou dealuri nalte (fem.) / una collina alta-due colline alte. Nelle altre lingue romanze il sostantivo non possiede pi distinzioni formali di caso, mentre ci avviene ancor nel romeno, dove esiste una forma per il Nominativo/Accusativo e unaltra per il GeniProgetto BE -ESSERE 5 a.s. 2008 - 2009 12

tivo/Dativo. In pi il romeno ha ereditato dal latino il vocativo in -e (brbate! - marito!) e ha creato forme nuove di vocativo, con espressione morfologica propria: copile! bambino!, poporule!- *il popolo! Laggettivo Laggettivo non presenta differenze notevoli dallitaliano; si trova in posizione regolare (dopo il sostantivo), ma se usato in funzione enfatica pu stare davanti al sostantivo cambiando significato totalmente o parzialmente a seconda della posizione rispetto al nome reggente. Presenta inoltre lo stesso sistema di comparazione : - femeia srac - la donna povera, - accanto a sraca femeie povera donna. Le differenze tra litaliano e romeno riguardano i sensi ed i costrutti aggettivali: belle finita - s-a sfrit de tot. Il numerale Il sistema di numerazione del romeno per i composti tra 11 e 19 si costruiscono sul modello del bulgaro, quindi si tratta di un sistema di numerazione tipicamente slavo. I numerali 1 e 2 hanno forme diverse per il maschile e femminile: unu/una uno/una, doi/dou due/due. Per 100 e 1000 si usano i sostantivi femminili sut e mie; a differenza dellitaliano il sostantivo sut si mette al plurale a partire da 2, e dopo il 20 si deve usare la preposizione de fra il numerale cardinale e il nome: douzeci de baieti - venti ragazzi. Per esprimere la data il romeno usa le preposizioni la, pe, n( con il senso di in) : S-a nscut n 20 august - E nato il 20 agosto. Il pronome In romeno non esistono, come in italiano, forme del pronome differenziato per soggetti animati (egli, ella, lui, lei, loro) e inanimati (esso, essa, essi, esse). La declinazione del pronome personale presenta per il Nominativo solo le forme toniche e per il Genitivo e Dativo forme sia toniche che atone. Una particolarit del romeno - nella maggior parte dei casi- il raddoppiamento dei sostantivi o dei pronomi in dativo o accusativo tramite le forme atone del pronome personale o riflessivo nello stesso caso: quando le forme atone precedono il nome o la forma tonica del pronome personale o del pronome riflessivo, si tratta dellanticipazione del dativo o dellaccusativo: Es: D - i dau biatului / do al ragazzo A - l vd pe Dan / vedo Dan con la ripresa del dativo o dellaccusativo: Es: D - Mariei i scriu / a Maria scrivo A- pe Dan l vad / vedo Dan. Quindi un costrutto considerato registro colloquiale in italiano come *a me mi piace, in romeno ammesso con funzione enfatica.

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Il verbo I verbi ausiliari del romeno, a differenza dellitaliano, sono tre: a fi (essere), a avea (avere) ed a vrea (volere). Con a fi (essere) si costruiscono: il futuro a (a fi terminat), linfinitivo passato (a fi terminat), il presuntiv (sa fi/va fi/ar fi terminat). Lausiliare non cambia forma, rimane sempre allinfinitivo breve. A avea (avere) a differenza dellitaliano si usa anche per costruire: il condizionale presente: a citi leggerei , a scrie scriverei. ed anche per una variante popolare del futuro: am s citesc - legger. Con a vrea (volere) si costruisce il futuro: vom pleca partiremo, e il futuro anteriore: vom fi plecat - saremo partiti. Le forme dellausiliare sono quasi tutte diverse da quelle corrispondenti di a vrea modale. Per esempio, le forme modale sono: vreau, vrei, vrea, vrem, vrei, vor / voglio, vuoi, vuole, vogliamo, volete, vogliono, e le forme dellausiliare sono: voi, vei, va, vom, vei, vor. Verbi transitivi e intransitivi Come in italiano, i verbi romeni si dividono in transitivi (che reggono un oggetto diretto) e intransitivi (che non possono reggere un oggetto diretto): Citesc o carte / Leggo un libro. Alcuni verbi che reggono in romeno laccusativo in italiano reggono il dativo e viceversa: a interessa (+A) interessare(+D) a ntreba (+A) chiedere/domandare (+D) Verbi riflessivi Alcuni verbi che sono riflessivi in italiano in romeno non lo sono e viceversa: Verbi riflessivi in romeno: a se bucura / godere, gioire (di), a se certa / litigare, a se gndi / pensare, a se nsntoi / guarire. Verbi riflessivi in italiano: addormentarsi / a adormi, congratularsi / a felicita, dimenticarsi / a uita. ! A seconda della forma, attiva o riflessiva, molti verbi in romeno hanno un significato diverso: a afla /venire a sapere a se afla / trovarsi a antrena / coinvolgere a se antrena / allenarsi a duc / portare a se duce / andarsene a mulumi / ringraziare a se mulumi / accontentarsi Verbi polisemici Il fondo lessicale di base della lingua romena ha per la maggior parte verbi polisemici: a aduce / portare, somigliare, a ajunge / arrivare, bastare, diventare, a (se) apuca/ afferrare, prendere, fare in tempo, avviarsi, mettersi, a conduce / guidare, dirigere, accompagnare, a da / dare, cercare, slanciarsi, aggredire, a interpreta / interpretare, recitare, a scpa / salvarsi, sfuggire, scappare, proteggere, cadere, evitare, omettere, tralasciare... La flessione verbale Il romeno ha quattro coniugazioni verbali, di cui la seconda e la terza sono come la seconda coniugazione nellitaliano: I-a coniugazione : a cnta / cntare (romeno) cantare (italiano) II-a coniugazione: a vedea / vedere vedere (italiano) III-a coniugazione: a credere / credere credere (italiano) IV-a coniugazione: a fugi / fugire fuggire (italiano)

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Tempi e modi verbali Tempi e modi verbali in romeno: INDICATIVO presente, imperfetto, passato remoto, passato prossimo e piuccheperfetto, futuro- semplice e anteriore CONGIUNTIVO presente e perfetto CONDIZIONALE presente e perfetto PRESUNTIVO MODI NON PERSONALI: infinito, gerundio, participio, supino Tempi e modi verbali in italiano: INDICATIVO presente, imperfetto, passato prossimo, passato remoto, trapassato prossimo, trapassato remoto, futuro semplice e anteriore CONGIUNTIVO presente, imperfetto, passato e trapassato CONDIZIONALE presente e passato IMPERATIVO presente INFINITO presente e passato PARTICIPIO presente e passato GERUNDIO presente e passato. Le differenze tra il romeno e litaliano relative al verbo dal punto di vista pragmatico Una particolarit della lingua romena che il romeno ha meno tempi verbali dellitaliano, perch in romeno non esistono: indicativo trapassato remoto, congiuntivo imperfetto, congiuntivo trapassato, gerundio passato e participio presente; inoltre il condizionale presente e lindicativo futuro sono diversi dallitaliano: a vorbi, a scrie / parlerei, scriverei - condizionale presente voi vorbi, voi scrie / parler, scriver - indicativo futuro Il passato prossimo ed il condizionale passato in romeno usano solo lausiliare AVERE e la forma del participio rimane invariabile. I verbi riflessivi romeni al passato prossimo usano sempre lausiliare AVERE diversamente dallitaliano che usa sempre il verbo essere: m-am lovit / mi sono colpito. Nelle frasi subordinate predicative il romeno usa SEMPRE il congiuntivo, anche quando il soggetto della principale coincide con quello della subordinata mentre litaliano usa il congiuntivo solo quando il soggetto della subordinata diverso da quello della principale: - soggetti diversi: vreau sa mergi (indicativo+congiuntivo) / voglio che tu vada; - stesso soggetto: vreau sa plec (indicativo+ congiuntivo) / voglio andare. Il romeno usa SEMPRE nelle proposizioni subordinate completive il modo congiuntivo, anche in quelle situazioni quando litaliano userebbe linfinito: Vreau sa tiu. / Voglio sapere. Vreau sa tii. / Voglio che tu sappia. Il romeno non ha forme speciali per esprimere laspetto verbale, corrispondente a strutture italiane del tipo sta per uscire, sta leggendo, va dicendo (lunica eccezione in romeno il tipo colloquiale st s cad / sta per cadere).

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In romeno non si applicano le regole della concordanza dei tempi. Luso dei modi e dei tempi nelle subordinate molto pi libero che in italiano. In romeno i pronomi clitici sono sempre adiacenti al verbo al quale si riferiscono direttamente. In italiano sono possibili sia vengo a prenderti che ti vengo a prendere. In romeno invece si accetta solo vin s te iau mentre *te vin sa iau non ammesso. In romeno non esiste una struttura simile a c, cera, ci sono, cerano, ci sar, etc. Queste forme possono essere tradotte solo col verbo a fi (essere): non c bisogno nu e nevoie. Nelle grammatiche romene, i verbi non personali - infinito, gerundio, participio, supino - sono considerati non predicativi. Il supino romeno si traduce in italiano con linfinito: am multe de fcut / ho molto da fare.

DOMA DE E RISPOSTE (Problematiche nate allinterno della scuola) Insegnanti I genitori sono assenti e non partecipano alle assemblee di classe e ai colloqui individuali, non seguono i figli a casa nei compiti e nelle esercitazioni alla lettura ed alla scrittura, di vitale importanza nelle prime fasi di alfabetizzazione.

LA COMU ICAZIO E PU MIGLIORARE SE??? Genitori I ritmi lavorativi non permettono al genitore (di solito la madre che ha pi dimestichezza con la lingua italiana) di seguire il figlio correttamente (controllare gli avvisi, i compiti, .) Sono coscienti del loro modesto livello scolastico e che non sono in grado di sostenere i figli a casa.

Insegnanti Genitori A casa parlano la lingua Temono che i figli sallontanino dai loro valori tradizionali. Le teledorigine e guardano le loro visioni satellitari sono un modo per rimanere in contatto con le loro televisioni satellitari, ci non tradizioni e con il loro paese. aiuta lapprendimento della lingua italiana. Insegnanti Genitori Il materiale richiesto non Non riescono a capire gli avvisi, le comunicazioni sul diario (da precompleto ferire la scrittura in Maiuscolo), le circolari, i libri e la pagella, per via del linguaggio assai tecnico e non pratico.

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Insegnanti Si assenta spesso, a volte sempre lo stesso giorno (esempio sabato mattina) oppure arriva tardi al mattino o prolunga le vacanze estive. Per questi ritardi e assenze non portano giustificazioni scritte.

Genitori Le abitudini e le feste tradizionali e religiose non corrispondono al calendario scolastico italiano e non sono ancora abbastanza informati sulle modalit di giustificazione anticipata delle assenze. In Romania, non esiste il diario come strumento individuale. I compiti da eseguire vengono scritti sul quaderno di classe (esiste un quaderno di classe ed un quaderno per i compiti). Per comunicare con gli insegnanti, i genitori preferiscono presentarsi personalmente o scrivere una letterina che la consegna il giorno dopo suo/sua figlio/a a scuola. Genitori Spesso sono famiglie numerose e quindi la figlia maggiore ha una parte attiva nelle faccende domestiche, preparazione del cibo (quotidianamente), cura igienica dei fratellini, ecc. Vengono responsabilizzate fin dalla tenera et le figlie e anche i maschi di una certa et.

Insegnanti Evidente stanchezza durante la giornata e attacchi di sonno ; Si sottolineano anche le incombenze domestiche che cadono sulle figlie adolescenti rendendole molto provate fisicamente. Insegnanti Lalunno chiuso, non gioca con gli altri, ha uno sguardo impaurito o al contrario non sta mai fermo, disturba e rallenta il normale andamento delle attivit didattiche oppure reagisce male alle sollecitazioni dei compagni, a volte con violenza. Insegnanti Lalunno ha grosse difficolt e bisogna sottoporlo a visita psicologica, ma come comunicare chiaramente questa necessit ai genitori e chiedere il loro consenso? Insegnanti Spesso la scuola materna non frequentata. on si riesce a delineare chiaramente il percorso scolastico nel paese dorigine e non si conoscono le competenze acquisite.

Genitori Allinizio normale che il figlio sia timido, man mano comincia a conoscere i compagni e, secondo i genitori, i figli imparano a difendersi contro gli scherzi, oppure le ingiurie pregiudiziali e i maltrattamenti dei compagni.

Genitori Le famiglie immigrate provenienti dalle capitali e dalle grandi citt riescono a capire limportanza del problema e lutilit di una consulenza psicologica, ma nelle zone rurali lo psicologo ancora visto come il medico dei matti e, di solito, i genitori ritengono che il loro figlio non ne abbia bisogno.

Genitori La scuola italiana indecifrabile, non conoscono i loro diritti e doveri e neanche il sistema scolastico per potersi orientare e rispondere adeguatamente alle aspettative. I genitori rumeni sono generalmente in possesso di certificazione attestante il percorso scolastico precedente ma spesso non sono in grado dinformare sul sistema scolastico del paese dorigine per permettere agli insegnanti di inquadrare la situazione. Inoltre non si conosce limportanza dei giochi educativi, occasione per socializzare ed acquisire le competenze, che preparano alla scuola elementare. 17

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Insegnanti Genitori Lautorit genitoriale diffi- La violenza vista, a volte, come lunico metodo educativo per insecile da capire e, spesso si gnare ai figli il rispetto. E sarebbe normale che anche gli insegnanti traduce in violenza fisica. usassero lo stesso metodo per assicurare la disciplina.

Insegnanti on partecipano alle attivit extrascolastiche, gite, nuoto e persino le lezioni di musica ed educazione fisica non sono gradite, peggio ancora il corso di educazione sessuale (per questultimo richiesta lautorizzazione dei genitori). Insegnanti Alcune barriere di carattere igienico (di solito lamentano la puzza legata alle spezie utilizzate oppure laglio ma anche problemi di non-cura personale).

Genitori Queste attivit nascondono vari dubbi e paure: le difficolt finanziarie non permettono di far partecipare il figlio (spesso pi di un figlio) a tutte le attivit (bisognerebbe spiegare che a questo problema le scuole riescono solitamente a far fronte con soluzioni interne), la gita inoltre considerata pi una vacanza e non unattivit didattica vera e propria. Temono che le loro figlie, giunte alla pubert, siano a contatto con i maschi soprattutto se devono passare una o pi notti fuori casa.

Genitori Le condizioni abitative determinano spesso queste situazioni in cui famiglie numerose vivono in ambienti piccoli e trascorrono la maggior parte del tempo in cucina (comunque bisognerebbe utilizzare canali delicati di informazione e formazione per queste tematiche).

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