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(http://viaggioallucinante2punto0.blogspot.com/2009/08/psycho-killer-5.

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Forse il caldo gli ha dato alla testa. Un 44enne di Luzzara prima ha minacciato di morte il
suo dirimpettaio, cercando di sfondare la porta blindata della sua abitazione, poi è sceso in
strada e se l'he presa con due passanti.

Raggiunto dai carabinieri, che hanno cercato di calmarlo, il 44enne ha aggredito


anche loro. Alla fine è stato bloccato e arrestato per danneggiamento aggravato,
resistenza, minaccia e violenza a pubblico ufficiale.

In preda alla furia, l'uomo si è poi procurato delle ferite da solo ed è stato trasportato in
ospedale con un’ambulanza del 118. È rimasto contuso anche un maresciallo dei
carabinieri.

Pomeriggio di follia: minaccia di morte il vicino tenta di sfondargli la porta e


aggredisce i passanti 24 agosto 2009

Ha rubato un pullman, si è messo alla guida e ha ucciso un pedone, Enrico Raffaelli, un


meccanico di 40 anni, mentre circolava per le strade di Livorno.

Giampaolo Poletto, 38 anni, affetto da disturbi psichici, era in libertà nonostante la Procura
di Livorno avesse richiesto un ricovero in una struttura adeguata, definendolo "pericoloso
per sé e per gli altri" (aveva tentato di incendiare la sua abitazione e un'auto in sosta).. Ma
il giudice non ha accolto la richiesta

Paletto, privo di patente, non ha saputo spiegare il suo gesto ai vigili urbani che lo hanno
preso in consegna. L'autobus era parcheggiato in un piazzale adibito a deposito,
incustodito, dell'Atl, l'azienda di trasporto pubblico locale. È stato avvistato nel Cecinese,
poi la folle corsa ha avuto a Livorno il tragico epilogo: dopo aver imboccato a forte velocità
gli scali della Dogana d'acqua, una piccola strada fuori dalla cinta portuale, ha travolto un
camper parcheggiato fuori dall'officina dove la vittima stava lavorando. L'impatto è stato
violentissimo: Raffaelli è rimasto schiacciato proprio dal camper che lo ha scaraventato sul
muro di cinta che costeggia la carreggiata.

Folle ruba bus e uccide pedone 25 agosto 2009

Iran, momento di follia di un poligamo

In Iran, nella provincia di Teheran, a Shahriar, un uomo di 65 anni ha compiuto una


carneficina.

Voleva uccidere le sue mogli, per non meglio precisati problemi familiari, ma ha finito per
uccidere anche una delle sue figlie. Le altre quattro persone uccise, tutte residenti
nell'immobile in cui viveva la famiglia, avevano tra i dieci e i 24 anni. Tra i feriti, la seconda
consorte dell'omicida ed un suo figlio.

Secondo quanto hanno raccontato alcune persone vicine alla famiglia, l'uomo era una
persona tranquilla e conduceva una vita normale.

Spara a moglie e uccide sei persone 25 agosto 2009


Una donna di 35 anni, Sabrina Ricci, ha strangolato il proprio figlio di appena due
settimane e poi si è tolta la vita impiccandosi alla spalliera del letto usando un cordino di
nylon.

L'omicidio-suicidio si è consumato in un appartamento nel seminterrato di un palazzo di


corso Martinetti a Sampierdarena. Madre e figlio erano in casa da soli. La donna,
disoccupata, era una ragazza madre. Il padre del bambino non aveva riconosciuto il figlio.

Secondo quanto riferito dalla polizia, nell'appartamento non sarebbe stato ritrovato alcuno
scritto lasciato per motivare la decisione del gesto.

Madre uccide figlio neonato e si impicca 26 agosto 2009

In un appartamento di San Fili, in provincia di Cosenza, sono stati trovati i cadaveri


dell'84enne Aldo Briuolo e della sua badante, una donna ucraina di 45 anni di nome
Margarita Kuzmyna.

L'uomo non rispondeva al telefono da alcuni giorni. I parenti, quindi, si sono rivolti ai
carabinieri che, insieme ai vigili del fuoco, sono entrati in casa. Briuolo sarebbe stato stato
colpito alla testa con un oggetto contundente. Sul suo viso è stato poi posto un cuscino.
Resta da capire se il pensionato sia morto per il colpo ricevuto o per soffocamento. La sua
badante, invece, è stata trovata impiccata nel bagno.

Dalla ricostruzione degli inquirenti risulterebbe che ad uccidere Briuolo sia stata la
badante, forse al termine di un litigio, che poi, probabilmente per il rimorso, si è uccisa.
Nell'abitazione sono state trovate tracce di sangue sia in camera da letto che nel bagno.
Nel bagno gli investigatori hanno trovato una spranga di ferro e un batticarne.

Omicidio-suicidio pensionato e badante trovati morti 17 agosto 2009

Nella città tedesca di Schwalmtal, al confine con l'Olanda, un uomo, un pensionato


71enne, ha sparato all'interno del giardino di casa uccidendo tre persone e ferendone
gravemente delle altre. Poi ha preso in ostaggio altre sei persone. La polizia ha deciso di
fare irruzione nella casa e l'uomo si è arreso.

Tra i motivi del gesto ci sarebbero uno sfratto o una lite coniugale. Secondo il quotidiano
Rheinische Post, la coppia, che era già separata, si sarebbe incontrata nella villetta per
valutare l'immobile insieme ai rispettivi avvocati e a due agenti immobiliari. Durante la
discussione la situazione è degenerata e l'uomo, perdendo il controllo, ha cominciato a
sparare.

Uomo si barrica in casa e spara 18 agosto 2009

German pensioner kills three in Schwalmtal shooting 20 agosto 2009

Sull'onda dell'emozione creata dalla strage del marzo scorso a Winnenden, il Land
tedesco del Baden-Wuerttemberg ha chiesto ad esperti come limitare il rischio che
studenti impazziti uccidano compagni e professori nelle aule scolastiche.

La risposta è stata: creare un sistema di allarme collegato ai telefonini degli stessi ragazzi
e alle porte delle aule, che andrebbero blindate.
Germania: Sistema di allarme contro le stragi a scuola 25 luglio 2009

Li ha freddati nel sonno con un fucile da caccia.

A Porticcio, località sulla costa meridionale del Golfo di Ajaccio, un ragazzo di 16 anni ha
ucciso a colpi di fucile il padre, la madre e i suoi due fratelli gemelli

La terribile scoperta dei quattro corpi senza vita è avvenuta poco prima di mezzogiorno a
L'uomo ha abbattuto una delle porte trovando i corpi privi di vita di Maurizio Delciero, della
mogie 41enne Marta e dei due figli, Fabio di 9 e Mattia di 5 anni.

Strage familiare in Corsica Sedicenne uccide genitori e 2 fratelli 13 agosto 2009

I carabinieri della Compagnia di Saronno non escludono che alla base del folle gesto di
Maurizio Delcierio, che ha sterminato la sua famiglia e poi si è suicidato, possa esserci la
disperazione per la recentissima perdita del posto di lavoro, unita all’altrettanto recente
richiesta della moglie di separarsi. Proprio pochi giorni prima della tragedia, la coppia
aveva preparato tutta la documentazione necessaria.

La famigliola viveva da pochi anni in quella villetta. Fino a poche settimane prima del folle
gesto, marito e moglie avevano lavorato nella stessa azienda di proprietà della famiglia di
lei. Per quanto si apprende era stato lo stesso Maurizio a presentare le dimissioni.

Della sua difficile situazione famigliare non ne faceva mistero, almeno secondo i vicini che
parlano di una «famiglia tranquilla» con la quale «si avevano buoni rapporti di vicinato».
Sempre i vicini raccontano che solo negli ultimi giorni aveva cominciato a entrare nei
dettagli della sua situazione e, inoltre, appariva trasandato, trascurato, preoccupato.

Varese, uccide moglie e due figli La Stampa 07 agosto 2009

A Saluzzo, Cuneo, un romeno di 51 anni, dopo un litigio con la moglie 46enne, l'ha uccisa
e poi si è toltoi la vita. I cadaveri dei due coniugi sono stati trovati dalla figlia della coppia,
in casa. Il corpo della donna presentava sul collo segni di soffocamento, lui è stato trovato
impiccato.

La coppia non viveva più insieme: lei aveva trovato occupazione come badante, lui
lavorava nel settore ortofrutticolo.

Cuneo, uccide moglie e si suicida 07 agosto 2009

Piero Amariti, 34 anni, ha impugnato la pistola e ha sparato un paio di colpi contro la


moglie, Cristina Messina, poi ha rivolto l'arma contro di sé, togliendosi la vita.

I due vivevano separati. Il dramma si è consumato Rho, comune dell'hinterland milanese,


a pochi passi dall'abitazione in cui viveva la donna e i loro due figli piccoli un maschio di
sei anni e una femmina di 3 anni.

In base alle prime ricostruzioni fatte dai carabinieri, la donna, dopo essere uscita con il
figlio dall'abitazione, è salita nella sua auto parcheggiata sotto casa quando è stata
avvicinata dal marito: l'uomo l'ha costretta a uscire dalla macchina e l'ha trascinata per
alcuni metri in strada, poi ha esploso due colpi di pistola 357 a tamburo, uno alla tempia e
l'altro alla gola (uno dei proiettili ha colpito di striscio l'auto parcheggiata), e poi si è tolto la
vita con un terzo colpo.

Secondo quanto riferito da una signora sotto shock per l'accaduto, una parente stretta
della coppia, lei aveva già denunciato un paio di settimane prima che lui l'aveva
minacciata di morte con una pistola, ma o non le hanno creduto o comunque non è stato
fatto niente.

Rho, marito spara alla moglie davanti al figlio di 6 anni 29 luglio 2009

I corpi sono stati trovati a distanza di ore, ma per tutte e due, madre e figlia di 5 mesi la
stessa tragica fine: annegate in una vasca per l'irrigazione, in un campo tra i filari di
Caldaro, vicino Bolzano.

Nessuno si era accorto di tanta disperazione, ma per i magistrati e gli inquirenti - spiegano
i carabinieri di Bolzano che sono intervenuti - l'ipotesi è quella di omicidio-suicidio: la
madre, Evi Drescher, di 44 anni, ha preso la neonata di 5 mesi, Martina, affetta dalla
sindrome di down, in braccio e si è infilata nella cisterna.

Nessun segno di violenza sul corpo della donna e neanche su quello della bambina.
Inverosimile la caduta accidentale: la cisterna è sopraelevata rispetto al terreno, a lato una
vasca, una sorta di tombino per lo spurgo, di uguali dimensioni fatta a panelli di metallo,
con una apertura di soli 40-50 centimetri per lato, uno sportello per l'ispezione che
normalmente si tiene chiuso, una specie di botola a pelo d'acqua. L'ipotesi è che la donna
si sia infilata attraverso l'apertura con la neonata in braccio, stendendosi poi sul fondo
della vasca. Un gesto disperato.

Evi Drescher era uscita con la figlia intorno alle due del pomeriggio. Verso le sette alcuni
passanti hanno visto la carrozzina tra i filari e l'ombrello vicino alla cisterna; si sono
avvicinati e hanno visto il corpo della piccola affiorare dalla botola. Ma nessuna traccia
della madre. Così 200 uomini, carabinieri con unita cinofile ed elicotteri, vigili del fuoco,
poliziotti, hanno setacciato la zona senza esito.Poi, dopo la mezzanotte, la scoperta: un
tecnico ha inserito una sonda con telecamera nella cisterna ed è stato trovato anche il
corpo della donna, non visibile a causa della piccola apertura, dei fili d'erba e detriti.

Incredulo e sotto shock il marito della donna, Enzo Bagalà, muratore di 45 anni. La moglie
aveva dato segni di sofferenza dopo il parto (depressione post partum), forse ancora più
insostenibile per la sindrome di down di cui soffriva la neonata, ed era seguita, pare fosse
in terapia, ma niente che potesse far pensare ad un gesto così disperato.

Annegate madre e figlia nel pozzo L'ipotesi è di omicidio-suicidio 19 luglio 2009

Sette anni fa aveva provato ad ammazzare la moglie a coltellate, a novembre era stato
denunciato per lesioni dalla nuova compagna. Alla fine, Renato Valboa, 43 anni, ha ucciso
a colpi di accetta la convivente, Florinda Di Martino, di 35 anni - la stessa che solo nove
mesi prima aveva segnalato di essere stata picchiata selvaggiamente - poi ha tentato il
suicidio.

Il 2 novembre del 2002, Valboa aveva aggredito a coltellate la moglie Consiglia, arrivando
persino a spezzare la lama dell´arma. Per quell´episodio, assistito dall´avvocato Bartolo
Senatore, era stato condannato in giudizio abbreviato a 4 anni e 8 mesi ottenendo lo
sconto di un terzo della pena imposto dal rito e il riconoscimento delle attenuanti generiche
equivalenti alle aggravanti. Dopo poco più di un anno era passato agli arresti domiciliari e
ricoverato presso una struttura specializzata in malattie psichiatriche. La perizia d´ufficio
redatta nel maggio 2003 gli aveva diagnosticato una «sindrome ansiosa depressiva
reattiva» e suggeriva psicoterapia e uso di psicofarmaci. Tre anni più tardi, la visita medica
riscontrava «buone condizioni generali» ritenendo non più necessario l´uso di
psicofarmaci.

In un paio di occasioni, Valboa era evaso dagli arresti domiciliari e per questo era tornato
in cella, salvo poi uscire di nuovo grazie all´indulto. Nel novembre scorso, la denuncia
della nuova compagna, Florinda. Infine, l´ultimo atto della tragedia.

Uccide la compagna a colpi d'accetta 24 luglio 2009

Si chiamano "family mass murder", assassini di massa familiari, come li definiscono i


profiler dell'FBI. In Italia si contano una trentina di casi ogni anno.

La statistica è del professor Vincenzo Mastronardi, criminologo dell'Università di Roma La


Sapienza. La strage di Varese, con l'uomo che ha ucciso moglie e figli prima di suicidarsi,
è un caso tragicamente "classico". I family mass murder, infatti, "hanno alcune
determinate caratteristiche che li identificano - spiega Mastronardi - se sono adulti si
suicidano sempre, se sono invece adolescenti (vedi Erika e Omar) non si suicidano. È
sempre presente una miscela esplosiva di tre componenti: bassa tolleranza allo stress,
stato depressivo intenso e narcisismo particolarmente accentuato".

"L'identikit è generico, senza attinenze con le condizioni culturali. È omicidio di massa


familiare secondo i nostri studi chi uccide da due persone in su, mentre nella definizione
dell'FBI rientrano quelli che uccidono da tre persone in su, per non parlare degli animali, in
particolare i cani, che spesso vengono coinvolti nella strage in quanto considerati di
famiglia".

"Le motivazioni scatenanti - dice Mastronardi - sono economiche e relative al dissesto


affettivo, come ad esempio i figli, dilaniati tra un affetto e l'altro. Il possesso dell'arma da
fuoco comunque è una tentazione, quindi meno armi in circolazione ci sono meno si
offrono gli strumenti in quanto altri tipi di arma non permettono queste stragi".

STRAGE VARESE: "FAMILY MASS MURDER", 30 CASI L'ANNO IN ITALIA 07 agosto


2009

Un omicidio-suicidio ogni 10 giorni.

È quanto emerge dal rapporto EURES sull'omicidio volontario in Italia, nel quale si rileva
che sono 340 i casi registrati tra il 2000 e il 2008, con quasi mille vittime. Nel 2008, in
particolare, episodi di questo genere sono aumentati del 28% - passando dai 25 avvenuti
nel 2007 ai 32 nell'anno successivo - con un'impennata (+68%) del numero delle vittime,
da 25 a 42.

Ogni 10 giorni, dunque, nel nostro Paese, un padre, un marito - l'autore è nel 93% dei casi
un uomo - pianifica il proprio “suicidio allargato”, trascinando con sè la coniuge o la partner
(53% dei casi), uno o piu' figli (19%) o altri familiari. La famiglia, infatti, è l'ambito principale
in cui maturano gli omicidi-suicidi nel 91,6% dei casi, a fronte dell'8,4% riferibile ad altri
contesti, quali disagio mentale o rapporti di vicinato. Le donne, in questo quadro, sono
perlopiù vittime dell'evento (75% dei casi contro un 25% in cui la vittima è l'uomo) e la
fascia d'età più colpita è quella compresa tra i 25 e i 54 anni (50,2% dei casi) cui seguono
le vittime anziane (20,8% gli over 64) e i minori (13,5%).

Per quanto riguarda il movente, prevale quello passionale o del possesso (25,1% delle
vittime), seguito da conflitti relazionali (20,1%), situazioni di disagio o grave malattia della
vittima (9,6%). Nel 15,8% degli episodi di omicidio-suicidio è stata però rilevata una vera e
propria patologia mentale dell'autore, e nel 16,5% i casi sono stati considerati come
raptus, ossia eventi difficilmente spiegabili considerando lo stile di vita dell'omicida. Il
66,3% delle stragi familiari è compiuto con un'arma da fuoco, che l'autore del folle gesto
rivolge poi contro se stesso.

OMICIDI-SUICIDI IN AUMENTO, IN ITALIA UNO OGNI 10 GIORNI 29 luglio 2009

George Sodini, 48 anni, ha fatto irruzione in una palestra di Bridgeville, cittadina della
Pennsylvania situata alle porte di Pittsburgh, mentre era in corso una lezione di danza
latino-americana riservata alle donne. L'uomo, calvo e con una bandana nera in capo,
stando a testimoni oculari sopravvissuti alla sparatoria "è' arrivato senza dire una parola, è'
entrato con l'atteggiamento di chi sa dove andare, ha spento le luci della sala e ha
cominciato a fare fuoco", dopo aver estratto tre pistole di grosso calibro da una borsa che
aveva con sé caricate con munizioni militari, dal 2004 non più vietate dalla legge..

È successo tutto in una decina di secondi: quindi l'assassino ha rivolto la canna contro sé
stesso, alla testa, e si è tolto la vita. Tre le donne uccise e nove quelle rimaste ferite,
ricoverate all'ospedale in condizioni disperate.

La strage, l’aveva pianificata per il 5 novembre scorso. Ma quella sera decise di vedersi in
tv i risultati delle elezioni presidenziali. In un blog, Sodini racconta le tappe del progetto
partorito da una mente malata, avvelenata da una successione di frustrazioni nel rapporto
con il sesso femminile.

"Sono le 8.45 di sera. Ho avuto paura. Merda! Ho portato le pistole cariche dappertutto”.

Sul blog Sodini aveva scritto di aver progettato la strage anche per il 6 gennaio, ma di aver
fatto nuovamente marcia indietro all’ultimo minuto:

“All’inferno!”.

Tanto odio era dovuto al fatto che le donne, a suo dire, lo rifiutavano: "L’ultima volta che ho
dormito con una ragazza è stato nel 1982... Nessuna ragazza dal 1984, l’ultimo Natale è
stato con Pam nel 1983". Il 5 gennaio scrive: "Ogni sera sono solo, e vado a letto da solo.
Perché continuare per vent’anni ancora da solo?".

Lunedì, alla vigilia della strage: "Devo concentrarmi, prima di fare qualcosa che abbia
successo. Domani è il gran giorno".

Nel blog la follia del killer di Bridgeville 06 agosto 2009

La confessione di George Sodini, l'assassino di massa di Pittsburgh 07 agosto 2009


George Sodini's Diary Reveals Seeds of a "Plan" 06 agosto 2009

In tempi di recessione e con l'economia ancora in piena fase di crisi, gli americani fanno
sempre più ricorso agli antidepressivi.

Rispetto al 1996, l'uso di psicofarmaci per uscire dalla depressione è più che raddoppiato.
Allora, infatti, "appena" il 6% della popolazione ricorreva a questo tipo di farmaci, circa 13
milioni di persone, ovvero la metà di quelli registrati nel 2005. In dieci anni, le persone in
cura con antidepressivi sono più che raddoppiate arrivando a 27 milioni di pazienti, pari al
10% della popolazione.

"L'incremento è avvenuto in tutti i gruppi socio-demografici esaminati, fatta eccezione per


gli afroamericani", spiegano nella rivista Archives of General Psychiatry il dottor Mark
Olfson della Columbia University di New York e il dottor Steven Marcus della University of
Pennsylvania. Inoltre, secondo i due medici, "non c'è stato solo un aumento di cittadini
entrati in cura, ma anche coloro che già erano sotto trattamento stanno ricevendo
maggiori prescrizioni di medicinali". Nel 2008, sono state scritte oltre 164 milioni di ricette
per antidepressivi, un giro d'affari di 9,6 miliardi di dollari.

Il sondaggio non spiega il motivo dell'incremento, iniziato comunque ben prima della crisi
economica, ma secondo i dottori potrebbe essere semplicemente diventato socialmente
più accettabile essere in cura per depressione. Un'altra causa potrebbe essere anche la
disponibilità di un maggior numero di medicine.

Secondo il dottor Eric Caine della University of Rochester di New York questo aumento
vertiginoso è estremamente preoccupante, soprattutto perché gli antidepressivi da soli
fanno molto meno effetto delle sedute psichiatriche. "Non ci sono dati che dimostrino che
la salute della popolazione è migliorata", ha commentato Caine, "anzi, sono molti di più i
suicidi di mezza età".

L'aumento delle ricette è continuato anche dopo il 2003, quando le autorità hanno
cominciato a rilasciare avvertimenti sull'uso di psicofarmaci. Alcune ricerche avevano
infatti scoperto un maggiore rischio di pensieri e comportamenti suicidi fra i bambini e i
giovani che usano psicofarmaci.

Americani sempre più depressi, raddoppia l'uso di psicofarmaci 03 agosto 2009

27 million US citizens on anti-depressants 04 agosto 2009

In America è allarme per gli psicofarmaci somministrati ai bambini a cui è stata


diagnosticata la Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione, meglio nota come ADHD.

Nell'arco di otto anni, il ricorso ai centri antiveleno è cresciuto del 76%, complice la
leggerezza con cui spesso i genitori danno ai propri figli dei farmaci killer.

Lo studio, condotto dal Cincinnati Children's Hospital Medical Center, ha dimostrato la


pericolosità di questi psicofarmaci rilevando che nell'arco degli anni 1998-2005 ci sono
state anche 4 morti, oltre ai numerosissimi casi di gravi effetti collaterali.

Il 42% dei bambini presi in esame ha mostrato effetti collaterali da medi a gravi per cui si è
reso necessario un intervento d'emergenza. Tra i sintomi più comuni: agitazione psico-
motoria, tachicardia, pressione arteriosa molto alta, vertigini.

Il dr. Randall Bond, autore dello studio e direttore dell'Hospital's Drug and Poison
Information Center, ha dichiarato che i numeri riguardanti gli effetti collaterali sono
decisamente più alti, dato che non tutti si rivolgono ai centri antiveleni.

L'aumento di prescrizioni di farmaci per l'ADHD negli adolescenti tra i 10 e i 19 anni è


aumentato esponenzialmente negli ultimi anni e ha raggiunto tra il 1998 e il 2005, solo
negli USA, l'86% (si è passati da circa 4milioni a quasi 8milioni di prescrizioni).

Il problema nasce anche dal fatto che gli stessi adolescenti, ignari degli effetti collaterali
derivanti da un abuso, fanno un uso improprio del farmaco e finiscono in ospedale. Da qui,
l'importanza, sottolineano i ricercatori, di un'informazione corretta sull'uso e l'abuso di
queste sostanze.

Morire di psicofarmaci. L'abuso di sostanze utilizzate contro l'ADHD nei bambini 25


agosto 2009

ADHD Drug Abuse Prevalent Among American Teens 25 agosto 2009

La Food and Drug Administration (FDA) americana ha confermato l’aumento delle


evidenze che correlano la vareniclina a gravi sintomi neuropsichiatrici come depressione,
agitazione, disturbi comportamentali, ideazione e comportamenti suicidari.

La vareniclina (Chantix® in USA) è un sale tartrato che si lega con alte affinità e selettività
ai recettori nicotinici neuronali dell’acetilcolina a4ß2 e con affinità moderata ai recettori
serotoninergici 5HT-3. È stata approvata dalla FDA nel 2006 per il trattamento della
disassuefazione dall’abitudine al fumo negli adulti in associazione alla terapia psicologica.
L’efficacia del farmaco per questa indicazione è stata dimostrata in studi clinici a breve e
lungo termine (52 settimane).

Sebbene la maggior parte degli eventi avversi sia insorta durante il trattamento, alcuni casi
sono stati identificati dopo la sospensione del farmaco. Gli eventi neuropsichiatrici
associati a vareniclina includevano, inoltre, aggressività, perdita di coscienza, psicosi,
convulsioni, movimenti anormali e spasmi muscolari, sogni non usuali. Sono state
segnalate inoltre altre tipologie di reazioni avverse, quali incidenti ed infortuni, diabete
mellito, infarto miocardico, disturbi del ritmo cardiaco ed eruzioni cutanee.

Secondo l’organizzazione non-profit ISMP (Institute for Safe Medical Practices), nell’ultimo
quadrimestre del 2007 sono state riportate alla FDA 988 segnalazioni di gravi reazioni
avverse da vareniclina con una frequenza superiore a quella registrata per qualsiasi altro
farmaco nello stesso periodo.

L’avviso di sicurezza relativo alla vareniclina si colloca all’interno di un quadro generale di


altri farmaci associati a loro volta ad insorgenza o esacerbazione di sintomi
neuropsichiatrici, come ad esempio “l’ideazione suicidaria”. Questi agenti includono gli
antidepressivi convenzionali, gli antiepilettici di seconda e terza generazione (es.
divalproato, carbamazepina, topiramato, lamotrigina), l’atomoxetina.
A causa della comparsa di gravi reazioni avverse psichiatriche, l’autorizzazione alla
commercializzazione del farmaco antiobesità rimonabant è stato sospesa in Europa il 23
ottobre 2008.

Il problema più rilevante per i medici prescrittori di farmaci potenzialmente associati a


“ideazione suicidaria” è la corretta definizione di questi eventi avversi nella scheda tecnica
e la nomenclatura inconsistente relativa all’ideazione ed ai comportamenti suicidari. A tal
riguardo sono stati intensificati gli sforzi per migliorare l’interpretazione dei dati degli studi
clinici ed identificare un approccio sistematico deputato alla registrazione degli eventi
relativi al suicidio.

Sebbene la dicitura “ideazione suicidaria” venga spesso menzionata, la sua significatività


è limitata dal fatto che riunisce insieme eventi molto diversi, quali ideazione suicida
transitoria, ideazione suicida pervasiva, pianificazione del suicidio, tentativi di suicidio non
fatali, suicidio compiuto.

Gli avvisi di sicurezza della FDA su questo tema hanno avuto un impatto sostanziale sui
comportamenti prescrittivi. Per esempio, il numero di prescrizioni di antidepressivi
convenzionali in bambini e adolescenti è diminuito notevolmente a seguito degli svariati
avvisi emessi dalla FDA sul rischio di suicidio nella popolazione pediatrica. A fronte della
riduzione delle prescrizioni di antidepressivi, si è però evidenziato un contemporaneo
aumento dei suicidi nei pazienti più giovani in Canada, Stati Uniti e Paesi Bassi.

L’elevata frequenza di non aderenza al trattamento rende, inoltre, difficile spiegare il ruolo
degli antidepressivi sulla frequenza dei suicidi a livello di popolazione.

La FDA raccomanda l’utilizzo della scala di valutazione C-SSRS (Columbia Suicide


Severity Rating Scale) per individuare i casi di ideazione e comportamenti suicidari in tutti i
trial clinici e dell’algoritmo del C-CASA (Columbia Classification Algorithm of Suicide
Assesssment) che classifica l’entità del rischio di suicidio.

Vareniclina ed ideazioni suicidarie 12 luglio 2009

FDA now requires suicide assessment of new drugs prior to approval 25


gennaio2008

Psicofarmaci: il nuovo sballo dei giovani

PUBBLICATI GLI ARCHIVI: ECCO TUTTI I PERICOLI DEGLI PSICOFARMACI 12


agosto 2009

cosa si nasconde dietro?

Un altro suicidio, l'ennesimo, dal Ponte delle Torri a Spoleto.

Il gesto di una donna di 70 anni è stato notato "in diretta" da alcuni testimoni.

La struttura non è nuova all'essere teatro di tali insani gesti. Alcuni mesi fa il Comune di
Spoleto, d'accordo con la Soprintendenza, aveva preso provvedimenti chiudendo con un
vetro la finestrella che nella maggior parte dei casi viene utilizzata per saltare nel vuoto,
ma non è servito ad impedire la tragedia.
La donna ha infatti scavalcato un muro dalla parte opposta alto oltre un metro.

Gli ultimi due suicidi si erano verificati uno nel gennaio di quest'anno e l'altro nel novembre
del 2008.

Il Ponte delle Torri collega la Rocca con Monteluco. È alto circa 80 metri e lungo 230 e fu
costruito a metà del XIV secolo.

Donna 70enne si suicida gettandosi dal Ponte delle Torri di Spoleto 03 agosto 2009

La polizia greca ha evitato una serie di suicidi annunciati in Rete di diciassette giovani,
depressi per mancanza di lavoro, ragioni sentimentali e isolamento.

L'unità contro i crimini elettronici della polizia ateniese ha reso noto di avere seguito dallo
scorso aprile le chat su Internet dei giovani, tutti greci (tra cui nove minorenni) tranne uno,
un finlandese, nelle quali i ragazzi parlavano dei loro problemi rivelando un profondo stato
di depressione e annunciavano l'intenzione di togliersi la vita.

Gli agenti hanno allora informato le famiglie sulle intenzioni dei ragazzi ad Atene e altre
località del paese, al fine di evitare un esito fatale delle vicende. Per il giovane finlandese
è stata avvertita l'Interpol.

Nei mesi scorsi era stata l'unità per i crimini elettronici di Salonicco ad intervenire per
sventare diversi altri casi di potenziali suicidi annunciati su Internet.

Grecia, la polizia evita 17 suicidi annunciati in Rete 15 luglio 2009

La crisi economica ha fatto aumentare i casi di suicidio in Giappone.

L'allarme è stato lanciato dalla polizia nazionale, secondo la quale ogni singolo mese ha
visto aumentare, rispetto allo scorso anno, il numero delle persone che si sono tolte la vita,
con l'impennata di marzo (3.084 casi), mese in cui si chiude l'anno fiscale per le aziende.

Stando ai dati, nei primi sei mesi del 2009 i casi di suicidio sono stati 17.076, il 4,7% in più
rispetto allo stesso periodo del 2008. Se la tendenza fosse confermata anche nella
seconda parte dell'anno, il 2009 rischia di superare il record negativo di sempre del 2003,
quando furono registrati complessivamente 34.427 casi.

La maggior parte delle vittime, il 71%, con 12.222 casi (+6,2% sul
2008), è di sesso maschile, mentre per le donne si é assistito ad un
aumento annuo dell'1,2% a 4.854 casi.

L'incremento dei suicidi, secondo la polizia, è da collegare con molta


probabilità alla recessione che ha colpito il Giappone sulla scia della
crisi economica mondiale.

Giappone: allarme suicidi, aumentano nel 2009 29 luglio 2009

Japan's suicide rate accelerating towards record level 28 luglio 2009


Desperate Japanese head to 'suicide forest' 20 marzo 2009

Suicidio in Giappone - Wikipedia

Coincidenze e dissonanze. La mente fa viaggi strani. Dal fondo della memoria le


immagini tornano a galla secondo un ordine ingestibile, inseguendo linee di direzione il cui
segreto si nasconde chissà dove.

L’adolescenza di Archie è una dimensione parallela, in cui la realtà e l’immaginario si


confondono e si tormentano, alla ricerca di un equilibrio.

Il ragazzo non ha dubbi. La vita è un film. Non ci si può separare dalla videocamera.
Occorre catturare e rimontare i pezzi, proiettarli, spararli alla velocità della luce. Giorno
dopo giorno, sempre, almeno fino a quando questo incredibile film non sarà finito. E la fine
perfetta non può che essere il suicidio, magari da affrontare al fianco della ragazza amata.
L’estremo gesto di rifiuto e rivolta.

In questa dimensione, i personaggi dei film convivono con quelli ‘reali’, l’immagine si
mescola alla carne. Basta un attimo perché lo psicologo (un grande Joe Mantenga) diventi
Morpheus di Matrix.

“My Suicide” racconta la storia di Archie Williams (l’attore Gabriel Sunday), diciassettenne
genio dei media, che, dopo aver annunciato di suicidarsi davanti alla telecamera, diventa
improvvisamente il ragazzo più popolare della scuola. Archie si trova al centro dell’
attenzione dei suoi compagni, di dottori, spacciatori di pillole, consulenti e perfino di Sierra,
la più bella del liceo. Alcuni provano a salvarlo, altri vogliono imitarlo.

David Lee Miller, quindici anni


dopo l’horror “Breakfast for
Aliens”, ha realizzato il suo
secondo film su commissione
della cittadina di Thousand Oaks,
California, nel quadro di un
progetto di sensibilizzazione sul
problema dei suicidi giovanili.
Apparentemente sembra
“tradire”: sbanda, devia dalla
traccia, per ritornarvi solo alla
fine, per strade tortuose.

Miller racconta il caos emotivo dell’adolescenza, i suoi giovani soli e malati, nell’unico
modo che gli sembra possibile: con un’infinita proliferazione di immagini, usando i mezzi di
ripresa, i formati e i materiali più disparati. Forse perché quest’immaginario che ci invade,
ci corrode e nutre è davvero come un’adolescenza eterna, una terra di visioni e passioni,
illuminazioni e dubbi.

Alta definizione e bassa definizione, animazione che contamina la live action, finti
documentari e immagini di repertorio, inserti grafici. L’occhio di Miller oscilla tra l’adesione
assoluta allo sguardo di Archie e il distacco, in un gioco schizofrenico tra il soggettivo e
l’oggettivo, la coincidenza e la dissonanza, l’amore e l’odio. Senza alcun baricentro o
punto di riferimento apparente.
Proprio come quei ragazzi che sognano di morire, eppure non possono far a meno di
riprendersi, agganciarsi a un riflesso, a un’icona, alla vita.

Quando Archie si rivolge al suo idolo Vargas, scopriamo il volto dolente e stanco di David
Carradine, il depositario dell’ultima rivelazione (per la cronaca, lo scorso giugno Carradine
è stato trovato morto impiccato in stanza d’albergo a Bangkok).

GIFFONI FILM FESTIVAL 39 – “My Suicide”, di David Lee Miller 24 luglio 2009

Tra i film vincitori del Giffoni Film Festival 2009, il film “My Suicide” è il più premiato
30 luglio 2009

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