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GIUSEPPE ANZALONE

PAOLO BASSIGNANA
GIUSEPPE BRAFA MUSICORO
Fondamenti di
MECCANICA
MACCHINE
e
TEORIA E APPLICAZIONI
HOEPLI
MECCANICA
MACCHINE
e
TEORIA E APPLICAZIONI
Giuseppe Anzalone
Paolo Bassignana
Giuseppe Brafa Musicoro
Fondamenti
di Meccanica
e Macchine
Teoria e applicazioni
EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO
UN TESTO PI RICCO E SEMPRE AGGIORNATO
Nel sito www.hoepliscuola.it sono disponibili:
materiali didattici integrativi;
eventuali aggiornamenti dei contenuti del testo.
Copyright Ulrico Hoepli Editore S.p.A. 2009
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Tutti i diritti sono riservati a norma di legge
e a norma delle convenzioni internazionali
Indice
III
UNIT A1
UNIT A2
UNIT A3
Prefazione IX
Statica 2
Verifica prerequisiti 3
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI 4
A1.1 IL CONCETTO DI FORZA 5
A1.2 COMPOSIZIONE DI FORZE COMPLANARI 6
A1.3 SCOMPOSIZIONE DI UNA FORZA DATA IN DUE COMPONENTI
CONVERGENTI DI DIREZIONI NOTE 9
A1.4 COMPOSIZIONE DI DUE FORZE PARALLELE 10
A1.5 TEOREMA DELLE PROIEZIONI 12
A1.6 IL MOMENTO DI UNA FORZA 13
A1.7 TEOREMA DI VARIGNON 14
A1.8 COPPIA DI FORZE 15
A1.9 TRASPORTO DI UNA FORZA PARALLELAMENTE A SE STESSA 16
A1.10 EQUILIBRIO DI UN SISTEMA DI FORZE 18
A1.11 I CORPI VINCOLATI 19
Studio di un caso 22
Formulario essenziale 24
Unit in breve 24
Autoverifica dellapprendimento 26
LE MACCHINE SEMPLICI 28
A2.1 CARATTERISTICHE DELLE MACCHINE SEMPLICI 29
A2.2 LA LEVA 29
A2.3 LA CARRUCOLA E IL PARANCO 32
A2.4 IL VERRICELLO E LARGANO 35
A2.5 IL PIANO INCLINATO 36
A2.6 IL CUNEO 38
A2.7 LA VITE 39
Studio di un caso 42
Formulario essenziale 43
Unit in breve 44
Autoverifica dellapprendimento 45
GEOMETRIA DELLE MASSE 47
A3.1 CENTRO DELLE FORZE PARALLELE E BARICENTRO 48
A3.2 TEOREMI DI GULDINO 51
A3.3 MOMENTI STATICI DI SUPERFICIE 53
A3.4 MOMENTI QUADRATICI DI SUPERFICIE 56
A3.5 MOMENTO DINERZIA ASSIALE DI MASSA 62
Studio di un caso 64
INDICE
MODULO A
Formulario essenziale 66
Unit in breve 67
Autoverifica dellapprendimento 68
Verifica di Modulo 69
Cinematica 70
Verifica prerequisiti 71
CINEMATICA DEL PUNTO 72
B1.1 GRANDEZZE CINEMATICHE DEL MOTO DI UN PUNTO 73
B1.2 MOTO RETTILINEO UNIFORME 75
B1.3 MOTO RETTILINEO UNIFORMEMENTE VARIO 77
B1.4 MOTO RETTILINEO UNIFORMEMENTE ACCELERATO 78
B1.5 MOTO RETTILINEO UNIFORMEMENTE RITARDATO 82
B1.6 MOTO NATURALMENTE ACCELERATO 83
B1.7 MOTO CIRCOLARE UNIFORME 86
B1.8 MOTO CIRCOLARE UNIFORMEMENTE VARIO 90
Studio di un caso 93
Formulario essenziale 95
Unit in breve 96
Autoverifica dellapprendimento 97
CINEMATICA DEI MOTI COMPOSTI E DEI CORPI RIGIDI 98
B2.1 MOTI RELATIVI E MOTI ASSOLUTI 99
B2.2 MOTI COMPOSTI 101
B2.3 MOTO ARMONICO 109
B2.4 MOTO DEI CORPI RIGIDI 111
B2.5 MOTO DEL CORPO RIGIDO PARALLELAMENTE A UN PIANO FISSO 112
Studio di un caso 117
Formulario essenziale 119
Unit in breve 121
Autoverifica dellapprendimento 122
Verifica di Modulo 124
Dinamica 126
Verifica prerequisiti 127
DINAMICA DEL PUNTO 128
C1.1 LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA DINAMICA 129
C1.2 IL PRINCIPIO DI DALEMBERT 131
C1.3 FORZA CENTRIPETA E FORZA CENTRIFUGA 134
C1.4 LAVORO ED ENERGIA 139
C1.5 POTENZA SVILUPPATA DA UNA FORZA 145
Studio di un caso 147
IV
Indice
MODULO B
UNIT B1
MODULO C
UNIT C1
UNIT B2
"
'
'
'
Formulario essenziale 149
Unit in breve 150
Autoverifica dellapprendimento 151
DINAMICA DEI CORPI RIGIDI E RESISTENZE PASSIVE 153
C2.1 SECONDA LEGGE DELLA DINAMICA APPLICATA AI CORPI RIGIDI IN ROTAZIONE 154
C2.2 LAVORO ED ENERGIA NEL MOTO ROTATORIO 157
C2.3 POTENZA NEL MOTO DI ROTAZIONE 159
C2.4 RESISTENZA DATTRITO RADENTE 160
C2.5 RESISTENZA DATTRITO VOLVENTE 163
C2.6 RESISTENZA DEL MEZZO 165
C2.7 RENDIMENTO DI MACCHINE E MECCANISMI 169
Studio di un caso 172
Formulario essenziale 174
Unit in breve 175
Autoverifica dellapprendimento 176
Verifica di Modulo 178
Sollecitazioni dei materiali 180
Verifica prerequisiti 181
RESISTENZA DEI MATERIALI E CONDIZIONI DI SICUREZZA 182
D1.1 SOLLECITAZIONI, DEFORMAZIONI E TENSIONI INTERNE 183
D1.2 CRITERI DI RESISTENZA DEI MATERIALI 190
D1.3 SOLLECITAZIONI DI FATICA 193
Studio di un caso 197
Formulario essenziale 199
Unit in breve 199
Autoverifica dellapprendimento 201
SOLLECITAZIONI SEMPLICI E COMPOSTE 202
D2.1 SOLLECITAZIONI ASSIALI DI TRAZIONE O DI COMPRESSIONE 203
D2.2 SOLLECITAZIONI DI FLESSIONE 207
D2.3 SOLLECITAZIONI DI TAGLIO 212
D2.4 SOLLECITAZIONI DI TORSIONE 214
D2.5 ESEMPI DI SOLLECITAZIONI COMPOSTE 217
Studio di un caso 222
Formulario essenziale 223
Unit in breve 224
Autoverifica dellapprendimento 226
Verifica di Modulo 227
Meccanica applicata alle macchine 228
Verifica prerequisiti 229
Indice
V
MODULO D
MODULO E
UNIT D1
UNIT D2
UNIT C2

TRASMISSIONE DEL MOTO MEDIANTE ORGANI RIGIDI E FLESSIBILI 230


E1.1 TRASMISSIONE DEL MOTO CON RUOTE DI FRIZIONE 231
E1.2 TRASMISSIONE DEL MOTO FRA ALBERI PARALLELI MEDIANTE RUOTE DENTATE 233
E1.3 PROPORZIONAMENTO DELLE RUOTE DENTATE CILINDRICHE 236
E1.4 TRASMISSIONE DEL MOTO FRA ALBERI CONCORRENTI O SGHEMBI
MEDIANTE RUOTE DENTATE 243
E1.5 TRASMISSIONE DEL MOTO CON CINGHIE, FUNI E CATENE 244
Studio di un caso 253
Formulario essenziale 254
Unit in breve 254
Autoverifica dellapprendimento 256
TRASMISSIONE E TRASFORMAZIONE DEL MOTO
MEDIANTE CINEMATISMI 258
E2.1 CINEMATICA DEL SISTEMA BIELLA-MANOVELLA 259
E2.2 RIPARTIZIONE DELLE MASSE NELLA BIELLA 263
E2.3 EQUILIBRATURA DEL SISTEMA BIELLA-MANOVELLA 266
E2.4 CAMME ED ECCENTRICI 273
Studio di un caso 277
Formulario essenziale 278
Unit in breve 278
Autoverifica dellapprendimento 280
Verifica di Modulo 281
Idraulica 282
Verifica prerequisiti 283
IDRAULICA E TRATTAMENTO DELLE ACQUE 284
F1.1 MASSA VOLUMICA, DENSIT E PESO VOLUMICO DEI LIQUIDI 285
F1.2 PRESSIONE E DIFFERENZA DI PRESSIONI 286
F1.3 LA LEGGE DI STEVIN E IL PRINCIPIO DI PASCAL 288
F1.4 IL GALLEGGIAMENTO DEI CORPI 291
F1.5 LA PORTATA E LE LEGGI DEL MOTO 291
F1.6 IL TEOREMA DI BERNOULLI E IL TUBO DI VENTURI 293
F1.7 IL MOTO DEI FLUIDI REALI 294
F1.8 LE ACQUE NATURALI E IL LORO INQUINAMENTO 295
F1.9 TRATTAMENTI E IMPIANTI DI DEPURAZIONE PER LE ACQUE RESIDUE
URBANE E INDUSTRIALI 296
F1.10 LA POTABILIZZAZIONE DELLE ACQUE 298
F1.11 LA LEGISLAZIONE VIGENTE SUL CONTROLLO DELLE RISORSE IDRICHE 298
Studio di un caso 299
Formulario essenziale 300
Unit in breve 300
Autoverifica dellapprendimento 302
VI
Indice
UNIT E1
UNIT E2
UNIT F1
MODULO F
IMPIANTI IDRAULICI, POMPE E TURBINE 304
F2.1 LE POMPE 305
F2.2 APPLICAZIONI IDRAULICHE INDUSTRIALI E CIVILI 311
F2.3 LE TURBINE IDRAULICHE 312
F2.4 GLI IMPIANTI IDROELETTRICI 314
F2.5 LA MISURAZIONE DELLE GRANDEZZE FLUIDODINAMICHE 316
Studio di un caso 318
Formulario essenziale 319
Unit in breve 319
Autoverifica dellapprendimento 321
Verifica di Modulo 322
Energetica 324
Verifica prerequisiti 325
ENERGIE RINNOVABILI E NON RINNOVABILI 326
G1.1 LENERGIA 327
G1.2 LE FORME DELLENERGIA 331
G1.3 LE FONTI DI ENERGIA 335
G1.4 ENERGIE INNOVATIVE 336
G1.5 IL FABBISOGNO DI ENERGIA 341
G1.6 IL PROBLEMA AMBIENTALE 343
G1.7 IL SISTEMA ENERGETICO EUROPEO E ITALIANO 344
G1.8 CLASSIFICAZIONE DELLE MACCHINE A FLUIDO 346
Studio di un caso 350
Formulario essenziale 351
Unit in breve 351
Autoverifica dellapprendimento 353
TECNICHE DI CAPTAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLENERGIA SOLARE 354
G2.1 LA RADIAZIONE SOLARE 355
G2.2 TECNOLOGIA DELLA CONVERSIONE FOTOTERMICA DELLENERGIA SOLARE 361
G2.3 TECNOLOGIA DELLA CONVERSIONE FOTOVOLTAICA DELLENERGIA SOLARE 364
Studio di un caso 370
Formulario essenziale 371
Unit in breve 371
Autoverifica dellapprendimento 373
CELLE A COMBUSTIBILE 374
G3.1 CARATTERISTICHE DELLA CELLA A COMBUSTIBILE 375
G3.2 LIDROGENO 377
G3.3 IL FUNZIONAMENTO DELLA CELLA A COMBUSTIBILE 377
G3.4 PRINCIPALI TIPOLOGIE DI CELLE A COMBUSTIBILE 378
G3.5 APPLICAZIONE DELLA FUEL CELL PER IMPIANTI TERMICI DI USO CIVILE,
INDUSTRIALE E PER I VEICOLI 381
Indice
VII
UNIT F2
UNIT G1
UNIT G2
UNIT G3
MODULO G
G3.6 PROSPETTIVE DELLA FUEL CELL NEGLI ORIENTAMENTI
DELLA POLITICA ENERGETICA EUROPEA 384
Studio di un caso 385
Unit in breve 386
Autoverifica dellapprendimento 387
TEMPERATURA, CALORE E COMBUSTIBILI 388
G4.1 LA NATURA DEL CALORE 389
G4.2 LA TEMPERATURA E IL CALORE 390
G4.3 LA TRASMISSIONE DEL CALORE 392
G4.4 LA COMBUSTIONE 397
G4.5 TIPI DI COMBUSTIBILE 400
Studio di un caso 405
Formulario essenziale 406
Unit in breve 406
Autoverifica dellapprendimento 408
Verifica di Modulo 409
Termodinamica e sue applicazioni 410
Verifica prerequisiti 411
PRINCIPI DI TERMODINAMICA, GENERATORI DI CALORE
E MACCHINE FRIGORIFERE 412
H1.1 LE LEGGI DEI GAS 413
H1.2 LE TRASFORMAZIONI FONDAMENTALI DEI GAS IDEALI 415
H1.3 IL PRIMO E IL SECONDO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 418
H1.4 IL CICLO DI CARNOT E I PRINCIPALI CICLI IDEALI 420
H1.5 TERMODINAMICA DEL VAPORE ACQUEO 425
H1.6 I GENERATORI DI CALORE E I COMPRESSORI 428
H1.7 MACCHINE FRIGORIFERE 435
Studio di un caso 439
Formulario essenziale 441
Unit in breve 442
Autoverifica dellapprendimento 444
MOTORI ENDOTERMICI ED ESOTERMICI 446
H2.1 PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO DEI MOTORI ENDOTERMICI ED ESOTERMICI 447
H2.2 LE MACCHINE TERMICHE A COMBUSTIONE INTERNA 447
H2.3 ARCHITETTURA DEI MOTORI ENDOTERMICI ALTERNATIVI 449
H2.4 CLASSIFICAZIONE E MODALIT DI FUNZIONAMENTO
DEI MOTORI ENDOTERMICI ALTERNATIVI 453
H2.5 PRESTAZIONI E CONSUMI DEI MOTORI ENDOTERMICI 458
Studio di un caso 462
Formulario essenziale 464
Unit in breve 464
Autoverifica dellapprendimento 466
Verifica di Modulo 467
VIII
Indice
UNIT G4
UNIT H1
UNIT H2
MODULO H
Lo scopo principale dellopera di fornire agli studenti uno strumento
versatile e moderno, in grado di guidarli in modo agevole ed esaurien-
te allinterno del mondo della meccanica e delle macchine termiche; il
percorso didattico si snoda attraverso numerose Unit Didattiche,
seguendo un itinerario formativo graduale e progressivo, che parte
dalle conoscenze di base per poi affrontare gli aspetti pi caratteriz-
zanti delle discipline e quelli pi pratici e applicativi.
Il testo fornisce inoltre una panoramica sul problema energetico ita-
liano, europeo e mondiale (affrontato in un modulo specifico), prestando
particolare attenzione al solare e allidrogeno, applicazioni di sicuro svi-
luppo nel prossimo futuro.
I contenuti previsti dai Programmi Ministeriali sono ripartiti in
otto Moduli indipendenti, strutturati in Unit Didattiche, a loro volta
organizzate in modo da consentire lo sviluppo delle tematiche proposte
secondo una logica sequenziale, personalizzabile in base alle esigenze
delle singole classi e alle necessit lavorative espresse dalla realt ter-
ritoriale in cui opera ogni singolo Istituto.
Lo studente introdotto alla lettura del singolo modulo con una
presentazione sintetica cui seguono due brevi elenchi riportanti i prin-
cipali prerequisiti (indispensabili per poter affrontare gli argomenti
che seguiranno) e gli obiettivi da raggiungere, in termini di conoscenze,
capacit e competenze. Segue una pagina dedicata alla verifica dei pre-
requisiti, da effettuarsi rispondendo ad alcuni quesiti in forma di prova
strutturata, con domande a risposta rapida.
Le Unit Didattiche iniziano con una breve introduzione ai conte-
nuti, seguita dagli obiettivi da conseguire e dallindice dei paragrafi, i
cui titoli rimandano direttamente ai contenuti trattati. Dopo lo svilup-
po delle tematiche, lunit offre al lettore quattro rubriche conclusive:
lo Studio di un caso, che prevede la presentazione di un problema, la
sua analisi e lesposizione pratica della procedura completa per la
soluzione;
il Formulario essenziale, che consiste nella raccolta delle principali
formule illustrate nellunit, a cui sono affiancate le unit di misura
delle grandezze fisiche che vi compaiono;
lUnit in breve, un riassunto dei contenuti per facilitare lo studente
in fase di ripasso;
lAutoverifica dellapprendimento, che comprende problemi a rispo-
sta rapida e domande in forma di prova strutturata per verificare
quanto appreso in seguito allo studio dellunit.
Prefazione
IX
PREFAZIONE
Il modulo, infine, si chiude con una verifica di carattere operativo.
Nella stesura dei contenuti gli autori si sono prefissati lo scopo di
sviluppare le tematiche puntando sugli aspetti fondamentali, adottando
un linguaggio semplificato e diretto, cercando di presentare anche gli
argomenti pi ardui in modo chiaro e scorrevole. Lo sviluppo dei conte-
nuti accompagnato da esempi numerici risolti e commentati, nei quali
posto in grande evidenza luso corretto delle unit di misura. Nel testo
si evidenziano richiami e osservazioni il cui scopo di alleggerire la trat-
tazione contenutistica, invitando il lettore a una piccola pausa di rifles-
sione. Tutte le figure sono accompagnate da didascalie, evidenziate in
modo da dare visibilit e immediatezza ai disegni, agli schemi e alle
fotografie riportate; nelle intenzioni degli autori le immagini rivestono
non solo un importante ruolo di chiarimento, ma costituiscono anche
una forma di ripasso, aiutando nella memorizzazione dei concetti pi
significativi grazie alla forza dellimmagine visiva.
Le parole chiave della letteratura tecnica del settore sono poste in
risalto a conclusione di ogni paragrafo e tradotte in inglese, francese e
tedesco.
Il Modulo A affronta la Statica, con particolare attenzione a forze
e momenti agenti sui corpi e alle geometrie delle masse dei solidi.
Il Modulo B, dedicato alla Cinematica, presenta le leggi del moto
del punto e del corpo.
Il Modulo C sviluppa la Dinamica, descrivendo il comportamento
dei corpi (supposti in questo caso indeformabili), sottoposti a forze e
momenti che causano variazioni di moto.
Il Modulo D presenta la resistenza dei materiali, analizzando i
vari stati di sollecitazione cui sono sottoposti i corpi solidi quando subi-
scono lazione di forze e momenti agenti dallesterno.
Il Modulo E descrive i principali organi meccanici che compon-
gono macchinari e impianti, alla luce dei loro principi di funzionamento,
delle applicazioni pratiche e delle diverse modalit operative.
Il Modulo F affronta la meccanica dei fluidi attraverso lIdraulica
e le sue leggi, per poi passare alla presentazione delle principali mac-
chine idrauliche e dei loro campi di applicazione.
Il Modulo G dedicato allEnergetica: dopo una presentazione
degli scenari attuali e delle probabili linee di tendenza future unita-
mente alle problematiche di tipo ambientale, vengono descritte due tec-
nologie energetiche innovative caratterizzate da grandi potenzialit di
crescita, ovvero, le celle a idrogeno e lenergia solare.
Il Modulo H analizza il vasto campo delle macchine termiche:
dopo una sintetica presentazione delle leggi della Termodinamica si
affronta lo studio degli impianti termici e dei loro principali compo-
nenti, passando infine al settore dei motori endotermici alternativi illu-
strati pi dettagliatamente.
Gli autori ringraziano anticipatamente quanti vorranno fare loro per-
venire, attraverso lEditore, osservazioni, critiche e suggerimenti atti a
migliorare il testo.
G. ANZALONE P. BASSIGNANA G. BRAFA MUSICORO
X
Prefazione
Prefazione
XI
UN TESTO PI RICCO E SEMPRE AGGIORNATO
Alla pagina web www.hoeplieditore.it/4223-4 sono disponibili:
materiali didattici integrativi;
eventuali aggiornamenti del testo;
un estratto esemplificativo del volume in formato PDF che pu
essere consultato, scaricato e stampato.
2
Statica MODULO A
ASTATICA
Il Modulo A comprende le tematiche riguardanti la Statica, una delle
parti che costituiscono la Meccanica generale. Esso suddiviso in tre
Unit Didattiche in cui si esaminano gli argomenti che concernono
lequilibrio dei corpi rigidi in condizioni statiche.
La prima unit affronta lo studio delle forze, dei momenti delle
forze e dellequilibrio dei corpi vincolati.
La seconda unit presenta lo studio delle macchine semplici. La
terza unit, intitolata Geometria delle masse, sviluppa lo studio dei
momenti statici e quadratici di superfici e dei momenti
dinerzia di massa.
PREREQUISITI
Riconoscere le principali unit di misura del Sistema Internazionale (SI).
Riconoscere le relazioni di proporzionalit tra grandezze.
Risolvere equazioni di 1 grado in una sola incognita.
Calcolare gli elementi dei triangoli con il metodo trigonometrico.
Eseguire le operazioni elementari di calcolo vettoriale.
OBIETTIVI
Schematizzare e analizzare le condizioni di equilibrio statico di corpi liberi
e vincolati sottoposti allazione di carichi esterni.
Identificare e analizzare le condizioni di equilibrio delle macchine semplici
e di quelle da esse derivate, e determinarne gli elementi caratteristici.
UNIT DIDATTICHE
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE
E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI
LE MACCHINE SEMPLICI
GEOMETRIA DELLE MASSE
M
O
D
U
L
O
A1
A2
A3
VERIFICA PREREQUISITI
1. Indicare le unit di misura e i relativi simboli utilizzati nel SI per le seguenti grandezze.
a) Lunghezza: b) Massa: c) Tempo:
d) Area: e) Volume: f) Peso:
2. Le proporzioni godono della seguente propriet:
a) il rapporto dei medi uguale al prodotto degli estremi
b) il prodotto dei medi uguale al rapporto degli estremi
c) il prodotto dei medi uguale al prodotto degli estremi
d) il rapporto dei medi uguale al rapporto degli estremi
3. Elencare i fattori di moltiplicazione e i rispettivi simboli per ottenere i multipli e i sottomultipli decimali
delle unit SI che hanno i seguenti prefissi.
a) Giga: b) Mega: c) Kilo: d) Deca:
e) Deci: f) Centi: g) Milli:
4. Determinare langolo corrispondente ai valori delle seguenti funzioni trigonometriche.
a) cos = 0,94 = b) cos = 0,81 =
c) sen = 0,77 = d) sen = 0,94 =
e) tg = 5,7 = f) tg = 1,5 =
5. Il tempo, il volume e la massa sono tre grandezze vettoriali.
Vero Falso
6. Il peso, la velocit e lo spostamento sono tre grandezze scalari.
Vero Falso
7. Un vettore ha il punto di applicazione nellorigine di un sistema di assi cartesiani (X;Y) e passa per il punto
di coordinate x = 3, y = 4. Calcolare langolo che esso forma con lasse X.
=
8. Date le seguenti equazioni di 1 grado, determinare il valore dellincognita x:
a) a + x = b x = b) a x = b x = c) a x + b = 0 x =
9. Risolvere la seguente equazione:
12 + 5x = 4x + 11 x =
10. Indicare i simboli dei multipli e sottomultipli decimali e i fattori di moltiplicazione delle seguenti unit SI.
a) Decanewton: b) Micrometro: c) Giganewton:
d) Decilitro: e) Milligrammo: f) Kilogrammo:
g) Kilonewton: h) Centilitro: i) Millimetro:
Statica MODULO A
3
A
M
O
D
U
L
O
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI A1
4
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE
E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI
Lunit illustra dapprima il concetto di forza e descrive i metodi, grafici
e analitici, che consentono di determinare la risultante di due o pi
forze nel piano. Segue lanalisi dei momenti delle forze e delle coppie
di forze che provocano leffetto di rotazione dei corpi. Si esaminano
infine le condizioni di equilibrio dei sistemi di forze e dei corpi vincolati.
OBIETTIVI
Identificare gli elementi caratteristici di una forza e del momento
di una forza.
Effettuare operazioni di composizione e scomposizione di forze agenti
su un piano.
Determinare il momento risultante di un sistema di forze.
Trasformare una forza in un sistema equivalente formato da una forza
e da una coppia.
Calcolare le reazioni vincolari di un corpo rigido vincolato nel piano.
CONTENUTI
Il concetto di forza.
Composizione di forze complanari.
Scomposizione di una forza data in due componenti convergenti
di direzioni note.
Composizione di due forze parallele.
Teorema delle proiezioni.
Il momento di una forza.
Teorema di Varignon.
Coppia di forze.
Trasporto di una forza parallelamente a se stessa.
Equilibrio di un sistema di forze.
I corpi vincolati.
A1
U
N
I
T

Statica MODULO A
5
A1.1 IL CONCETTO DI FORZA
La forza una grandezza vettoriale, i cui ele-
menti caratteristici sono:
la retta dazione che fornisce la direzione
in cui agisce la forza;
il verso che rappresenta lorientamento
della forza sulla retta dazione;
il modulo, o intensit, che rappresenta la
misura del valore della forza;
il punto dapplicazione che rappresenta il
punto in cui applicata la forza e che pu es-
sere spostato lungo la retta di azione senza
modificare leffetto della forza.
La forza si rappresenta con un segmento orien-
tato e si indica con una lettera maiuscola so-
prassegnata (Fig. A1.1).
Fig. A1.1
Rappresentazione convenzionale di una forza F

.
Fig. A1.2
Forze distribuite: a) di linea; b) di superficie.
Si definisce forza la causa che produce una va-
riazione di moto o una deformazione del corpo
al quale applicata.
Nel Sistema Internazionale (SI) lunit di mi-
sura della forza il newton [N].
Il newton la forza che provoca laccelerazione
di 1 m/s
2
quando viene applicata alla massa
di 1 kg.
In natura si hanno molti esempi di forze: lacqua
che, cadendo, muove una ruota idraulica; il gas
che, espandendosi nel cilindro di un motore a
combustione interna, fa muovere il pistone; la ca-
lamita che attira un oggetto ferroso; la forza peso
che responsabile della caduta dei corpi liberi.
Rappresentazione delle forze
Il secondo principio della Dinamica,
o principio di azione delle forze,
definisce analiticamente il valore della forza
che agisce su un corpo come il prodotto
della massa del corpo per la sua accelerazione:
F = m a
R
R
Si considerino alcune tra le esperienze pi co-
muni: con uno strappo brusco possibile togliere
un foglio di carta senza smuovere loggetto pe-
sante appoggiatovi sopra; alla partenza brusca
di un tram, i passeggeri sono spinti allindietro;
scendendo da un veicolo in movimento, si lan-
ciati in avanti con violenza tanto maggiore,
quanto pi elevata la velocit.
Tali fatti avvengono, si dice, per linerzia
dei corpi e sono spiegati con il principio
dinerzia. La causa capace di vincere linerzia
dei corpi viene chiamata forza.
Il principio dinerzia, o primo principio della
Dinamica, afferma che ogni corpo conserva il
proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme
finch non interviene una causa esterna a
modificare tale stato.
R
Le forze possono essere:
concentrate, se sono applicate su punti iso-
lati o su unarea ristretta della superficie di
un corpo;
distribuite, se agiscono su enti geome-
trici estesi; a seconda dellente su cui agi-
scono, linea o superficie, si hanno forze di
linea e forze di superficie (Fig. A1.2).
(a) (b)
6
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI A1
Fig. A1.3
Risultante R

ed equilibrante E

di due forze applicate allo stesso


punto.
Si definisce risultante di un sistema di forze,
la forza che produce gli stessi effetti del sistema
di forze dato.
Si definisce equilibrante di un sistema di
forze, la forza uguale e opposta alla risultante
del sistema e capace quindi di annullarne gli
effetti.
Le forze di superficie, dette anche pressione
o tensione superficiale, sono forze uniforme-
mente ripartite su una superficie e sono
espresse dalla seguente relazione (Fig. A1.2b):
[1.2]
p
F
A
=
Le forze di linea, dette anche carico lineare o
pressione lineare, sono forze uniformemente
ripartite su una linea e sono espresse dalla rela-
zione seguente (Fig. A1.2a):
[1.1]
q
F
l
=
A1.2 COMPOSIZIONE DI FORZE COMPLANARI
Linsieme di forze applicate a un corpo costitui-
sce un sistema di forze. Se le forze componenti
agiscono su un unico piano, le forze si dicono
complanari. Allinsieme delle forze si pu so-
stituire una sola forza equivalente detta risul-
tante del sistema.
Composizione di due forze applicate
a uno stesso punto
Si consideri la figura A1.3 in cui si hanno le due
forze

Q
1
e

Q
2
ancorate a un punto fisso O me-
diante due tratti di fune avvolti intorno a due
pulegge.
Per il primo postulato della Statica, due
forze uguali aventi la stessa retta dazione e
verso opposto, formano un sistema in equilibrio
e il corpo a cui sono applicate resta fermo.
La forza uguale ed opposta alla risultante
detta equilibrante.
La risultante di un sistema di forze determi-
nata tramite unoperazione detta composizione
delle forze. Per passare invece da una forza a un
sistema di forze bisogna eseguire unaltra opera-
zione, detta scomposizione della forza nelle
forze componenti.
Il problema consiste nel determinare lintensit
della risultante ottenuta dalla composizione dei
due tiri della fune, che si scaricano nel punto O,
e lintensit, la direzione nonch il verso delle-
quilibrante

E.
Per trovare la risultante si utilizza il metodo
grafico del parallelogramma delle forze: si
costruisce il parallelogramma avente per lati le
due forze (Fig. A1.4); la diagonale del paralle-
logramma compresa tra le forze rappresenta la
risultante cercata, ovvero il vettore somma.
POLIGLOTTA
ITALIANO INGLESE FRANCESE TEDESCO
Forza Force Force Kraft
Fig. A1.4
Composizione di due forze aventi lo stesso punto di applicazione
con il metodo del parallelogramma: a) forze; b) risultante.
7
Statica MODULO A
Lintensit della risultante si pu ricavare per via
analitica con il teorema di Carnot (Fig. A1.5):
Il teorema di Carnot consente di ricavare
la lunghezza di un lato di un triangolo qualsiasi,
noti gli altri due lati e langolo tra essi compreso:
c a b = +
2 2
2 cos ab
R
Sia dato il sistema di forze

F
1
,

F
2
,

F
3
,

F
4
, comun-
que disposte nel piano (Fig. A1.7b).
Scelto un punto A qualunque nel piano, si ri-
porta il vettore

F
1e
, equipollente a

F
1
, appli-
cato in A; dal vertice B di tale vettore si riporta
il vettore

F
2e
equipollente a

F
2
; poi dal vertice C
si riporta

F
3e
e, infine, da D si riporta

F
4e
. Il
tratto di chiusura (A-E) della spezzata (A-B-C-
D-E) rappresenta, in direzione, modulo e verso,
la risultante R del sistema dato (Fig. A1.7). Il
suo punto di applicazione sar ancora P, che il
punto comune a tutte le forze del sistema e
quindi anche alla loro risultante.
Due vettori si dicono equipollenti quando
hanno intensit, direzione e verso uguali, ma
retta dazione differente.
ovvio che la regola del poligono permette di
eseguire anche la composizione di due sole forze
(Fig. A1.8): in questo caso, si parla di trian-
golo delle forze.
R
Fig. A1.5
Determinazione di angoli e lati di un triangolo qualsiasi.
Facendo riferimento alla figura A1.4b, poich
= 180 e cos = cos , si ha:
[1.3]
Nel caso particolare di forze ortogonali si pu
applicare il teorema di Pitagora al triangolo
rettangolo avente per cateti i moduli delle forze
date. Lipotenusa fornisce la risultante cercata
(Fig. A1.6).
R F F F F = + +
1
2
2
2
1 2
2 cos
Fig. A1.6
Composizione di due forze ortogonali con il metodo
del parallelogramma.
Fig. A1.7
Composizione di pi forze appllicate nel punto P: a) metodo del
parallelogramma; b) metodo del poligono delle forze.
Composizione di pi forze applicate
a uno stesso punto
Per eseguire la composizione di pi forze agenti
sullo stesso punto si pu applicare pi volte il
metodo del parallelogramma (Fig. A1.7a), op-
pure il metodo grafico del poligono delle forze
(Fig. A1.7b).
(a)
(a) (b)
(b)
Composizione di forze coincidenti
8
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI A1
Fig. A1.9
Composizione di forze coincidenti: a) concordi; b) discordi.
Fig. A1.10
Composizione di forze convergenti: a) forze; b) forze spostate sul punto P e loro risultante R

.
Forze aventi la stessa retta dazione si dicono
coincidenti.
Due o pi forze coincidenti si dicono con-
cordi se formano un angolo di 0; discordi se
formano un angolo di 180.
Due forze sono convergenti se hanno le rette
dazione che si incontrano in un punto P (Fig.
A1.10) ma sono applicate, ciascuna sulla pro-
pria retta dazione, in punti P
1
e P
2
diversi dal
punto P.
La risultante di due forze concordi una forza
avente stessa direzione, stesso verso e intensit
uguale alla somma delle intensit delle compo-
nenti (Fig. A1.9a). La risultante di due forze
discordi una forza avente la stessa direzione, il
verso della forza maggiore e lintensit uguale
alla differenza delle intensit delle componenti
(Fig. A1.9b).
Composizione di forze convergenti Poich per il secondo postulato della stati-
stica le forze possono essere spostate lungo le
rette dazione fino ad applicarle nel punto di
convergenza P, la loro composizione si esegue
come per le forze applicate a uno stesso punto,
con i metodi grafici descritti precedentemente.
Secondo postulato della Statica: una forza
pu essere spostata lungo la propria retta
dazione senza alterarne gli effetti.
R
Fig. A1.8
Triangolo delle forze: a) forze applicate nel punto P; b, c) determinazione grafica della risultante R

.
(a)
(a) (b)
(b)
(a) (b) (c)
Statica MODULO A
9
Il problema pu essere risolto sia con i metodi
grafici del parallelogramma e del poligono delle
forze sia con il metodo analitico. Di fatto si ese-
gue loperazione inversa della composizione.
Metodo del parallelogramma
Sia

F la forza da scomporre, s e t le due direzioni


assegnate (Fig. A1.11). Dallestremo B della
forza

F si conducono le parallele alle rette s e t.


Tali parallele intersecano le rette s e t rispettiva-
mente nei punti C e A; le due componenti cercate
sono

F
1
, di intensit PC, ed

F
2
di intensit PA.
Si rappresenta il parallelogramma e si ricava il
valore dellangolo (Fig. A1.12b).
La somma degli angoli interni di un trian-
golo vale 180, pertanto:
= 180 ( + )
[1.4]
Per il teorema dei seni si ha:
[1.5]
eseguendo i calcoli separatamente si ricavano le
due forze componenti cercate:
[1.6]
[1.7] F
F
2
sen
sen
=

F F F
1 2
sen sen sen
= =
F
F
1
sen
sen
=

Fig. A1.11
Scomposizione di una forza in due componenti convergenti,
di cui sono note le direzioni, con il metodo del parallelogramma:
a) costruzione delle direzioni; b) determinazione delle intensit.
Fig. A1.13
Determinazione di angoli e lati di un triangolo qualsiasi.
Fig. A1.12
Scomposizione di una forza in due componenti convergenti, di cui
sono note le direzioni, con il metodo analitico: a) costruzione delle
direzioni; b) determinazione delle intensit.
Metodo analitico
Questo metodo prevede lutilizzo del teorema
dei seni e si applica quando sono note le rette
dazione delle due componenti e gli angoli che
esse formano con la retta dazione della forza da
scomporre (Fig. A1.13).
Il teorema dei seni afferma che in un triangolo
qualsiasi ciascun lato proporzionale al seno
dellangolo opposto (Fig. A1.13):
a b c
sen sen sen
= =
R
A1.3 SCOMPOSIZIONE DI UNA FORZA DATA IN DUE COMPONENTI CONVERGENTI
DI DIREZIONI NOTE
POLIGLOTTA
ITALIANO INGLESE FRANCESE TEDESCO
Risultante Resultant Rsultante Resultante
Componente Component Composante Komponente
Poligono delle forze Polygon of forces Polygone des forces Krftezug
(a) (b)
(a) (b)
Composizione di due forze parallele
aventi lo stesso verso (concordi)
Si consideri il dispositivo rappresentato nella fi-
gura A1.14a, costituito da unasta rigida lunga
600 mm ai cui estremi sono applicate le due
forze

F
1
= 10 N e

F
2
= 30 N, parallele e concordi.
Si fa scorrere il peso sullasta fino a trovare la
forza equilibrante

E = 40 N, parallela alle due


forze

F
1
ed

F
2
e applicata in un punto P tale che
PA = 450 mm e PB = 150 mm(Fig. A1.14b).
Equilibrante: forza uguale e opposta alla
risultante.
R
10
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI A1
Fig. A1.15
Composizione di due forze parallele e di diversa intensit:
a) concordi; b) discordi. Le lunghezze sono espresse in millimetri.
Fig. A1.14
a) Dispositivo costituito da unasta rigida, da un peso scorrevole lungo essa e da due forze parallele e concordi applicate agli estremi dellasta.
b) Rappresentazione schematica del dispositivo per la determinazione della risultante di

F
1
e

F
2
.
A1.4 COMPOSIZIONE DI DUE FORZE PARALLELE
Esempio
Alle estremit A e B di unasta lunga 700 mm
sono applicate due forze F
1
= 80 N e F
2
= 60 N, pa-
rallele e concordi (Fig. A1.15a). Trascurando il
peso dellasta, determinare lintensit della risul-
tante e la posizione del suo punto di applicazione.
La risultante di due forze parallele e con-
cordi una forza a esse parallela, avente
stesso verso e intensit pari alla somma delle
loro intensit. La sua retta dazione interna
a quelle delle due componenti e divide il seg-
mento congiungente i loro punti di applica-
zione in due parti inversamente proporzionali
alle loro intensit.
Poich il rapporto tra

F
1
e

F
2
vale 1/3 come il
rapporto tra PB e PA, si pu scrivere la seguente
proporzione:
F
1
: F
2
= PB : PA [1.8]
La risultante delle due forze parallele
data dalla forza

R che risulta essere uguale e


opposta a

E (Fig. A1.14b).
(a) (b)
(a) (b)
Statica MODULO A
11
Soluzione
Lintensit della risultante :
R = 80 + 60 = 140
chiamando P il suo punto di applicazione, dovr
essere soddisfatta la [1.8]:
PA : PB = F
2
: F
1
ponendo PA = x, si ha PB = 700 x e, sostituendo
i valori, si ottiene:
x : (700 x) = 60 : 80
da cui si ricava:
x = 300 mm
Quindi la risultante sar applicata a 300 mm
dallestremo A.
Composizione di due forze parallele
aventi verso opposto (discordi) e
diversa intensit
Si consideri lesperienza del dispositivo prece-
dente, calcolando questa volta come componenti
le due forze parallele

F
1
= 10 N e

F
2
= 40 N
(Fig. A1.16a). La forza

E fa da equilibrante:

E = (40 10) N = 30 N
mentre la forza uguale e contraria a essa la ri-
sultante cercata (Fig. A1.16b). Poich il rap-
porto tra BP = 150 mm e BA = 600 mm vale 1/4
come il rapporto tra

F
1
e

F
2
, si ha:
F
1
: F
2
= PB : BA [1.9]
Esempio
Agli estremi A e B di unasta rigida, lunga 400
mm, sono applicate due forze parallele discordi,
F
1
= 5 N e F
2
= 25 N (Fig. A1.15b).
Trascurando il peso dellasta, trovare la posi-
zione del punto di applicazione della risultante.
Soluzione
Si calcola lintensit della risultante:
R = (25 5) = 20 N
Il punto P si trova sul prolungamento di AB,
dalla parte della forza di maggiore intensit.
Posto:
PB = x
si ha:
PA = x + 400
Applicando la [1.9] si ha la proporzione:
PA : PB = F
2
: F
1
sostituendo i valori si ottiene:
(x + 400) : x = 25 : 5
da cui si ricava:
x = 100 mm
quindi il punto di applicazione della risultante
dista 100 mm dallestremo B.
Fig. A1.16
a) Dispositivo costituito da unasta rigida a cui sono applicate due
forze parallele e discordi F

1
e F

2
; b) rappresentazione schematica
del dispositivo per la determinazione della risultante di F

1
e F

2
.
La risultante di due forze parallele discor -
di e di diversa intensit una forza a esse
parallela avente il verso della maggiore e
lintensit pari alla differenza delle loro inten-
sit. La sua retta dazione esterna a quelle
delle due componenti, sta dalla parte della
maggiore, e le sue distanze dalle componenti
sono inversamente proporzionali alle intensit
di queste ultime.
(a) (b)
Dato un sistema di forze complanari disposte in
modo qualsiasi, si pu ottenere la loro risultante
ricorrendo al teorema delle proiezioni.
Soluzione
Applicando il teorema delle proiezioni, si rica-
vano i valori delle proiezioni delle tre forze sugli
assi x e y.
I valori delle proiezioni sullasse x sono:
i valori delle proiezioni sullasse y sono:
Si ricavano quindi le componenti della
risultante

R del sistema:

R
x
, lungo lasse x e

R
y
lungo lasse y.
Tenendo conto del verso delle forze, si ha:
lungo lasse x:
lungo lasse y:
Sostituendo i valori si ottiene:
Lintensit della risultante si ottiene applicando
il teorema di Pitagora:
R R R
x y
= + = + =
2 2 2 2
150 173, 1 229 N
R
R
x
y
= + =
= + + =

75 125 50 150 N
130 216,5 86,6 173, 1 N
R F F F
y y y y
= + +
1 2 3
R F F F
x x x x
= +
1 2 3
F F
F F
F F
y
y
y
1 1
2 2
3 3
cos 30 130 N
cos 30 216,5 N
c
= =
= =
= oos 30 86,6 N =

F F
F
F F
x
x
x
1 1
2 2
3 3
cos 60 75 N
cos 60 125 N
cos 6
= =
= =
=
F
00 50 N =

12
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI A1
Fig. A1.17
Risultante di tre forze con il metodo delle proiezioni.
Se si scompongono le singole forze di un sistema
nelle rispettive componenti secondo gli assi car-
tesiani x, y, la somma algebrica delle compo-
nenti delle forze lungo ciascun asse uguale
alla componente della risultante del sistema se-
condo lo stesso asse.
A1.5 TEOREMA DELLE PROIEZIONI
Quindi le componenti della risultante lungo gli
assi cartesiani saranno:
[1.10]
Mediante il teorema di Pitagora si calcola
lintensit della risultante:
[1.11]
Esempio
Date le tre forze F
1
= 150 N, F
2
= 250 N e F
3
= 100 N
indicate come nella figura A1.17, determinare la
loro risultante.
R R R
x y
= +
2 2
R F F F F
R F F F F
x x x x nx
y y y y n
= + + + +
= + + + +
1 2 3
1 2 3
...
...
yy

Statica MODULO A
13
Si consideri un blocco di cemento posto su un
piano su cui agisce una forza motrice orizzon-
tale

F (Fig. A1.18a). Se si considerano nulli gli


attriti, sotto lazione della forza il blocco trasla
sul piano finch non trova un ostacolo che ne
impedisca lo spostamento; in tal caso il blocco
tender a ribaltarsi ruotando attorno al punto P
(Fig. A1.18b).
Nei due esempi precedenti viene evidenziato
leffetto di rotazione prodotto dalla forza: una
rotazione intorno a un punto o a un asse. Viene
quindi definita una nuova grandezza fisica: il
momento di una forza.
A1.6 IL MOMENTO DI UNA FORZA
Fig. A1.18
a) Corpo che trasla per lazione di una forza. b) Corpo che ruota
attorno a un punto per lazione di una forza.
Fig. A1.19
Asta incernierata a un estremo e con un peso applicato allestremo
libero.
Fig. A1.20
a) Rappresentazione, su un piano, di una forza F

e del punto P,
detto polo, rispetto cui determinare il momento M

, raffigurato in
modo convenzionale. b) Rappresentazione grafica della regola
della mano destra.
Nella figura A1.19 rappresentata una barra in-
cernierata nel punto O, che porta a unestremit
il peso P; sotto lazione del peso, la barra ruota
attorno allasse passante per il punto O.
Il momento

Mdi una forza

F rispetto a un punto
P, o momento polare, il vettore dato dal pro-
dotto della forza per la distanza d fra il punto e
la retta dazione della forza (Fig. A1.20):

M =

F d [1.12]
Il punto P detto polo e la sua distanza dalla
retta dazione della forza (rappresentata dalla
normale condotta da P su tale retta) detto
braccio. Il momento polare una grandezza
vettoriale, i cui elementi caratteristici sono
(Fig. A1.20a):
(a)
(b)
(a)
(b)
il punto dapplicazione P;
lintensit, o modulo, che rappresenta la
misura del valore del momento;
la direzione che perpendicolare al piano
contenente la forza e il punto P;
il verso che indica il senso della rotazione
ed fissato, per convenzione, dalla regola
della mano destra (Fig. A1.20b). Il mo-
mento si considera positivo se la rotazione
in senso antiorario, negativo nel caso contra-
rio; nella rotazione in senso antiorario il vet-
tore momento rivolto verso lalto (uscente
dal piano), mentre nella rotazione in senso
orario rivolto verso il basso (entrante nel
piano).
Regola della mano destra: si consideri la
figura A1.20b e si afferri idealmente, con la
mano destra, lasse perpendicolare al piano
contenente la forza F

e il punto P, in modo che le


dita gli si avvolgano intorno nel senso in cui avviene
la rotazione; allora il pollice eretto indica il verso
del vettore momento.
R
Per facilitare la rappresentazione grafica del
momento, consuetudine indicarlo con un arco
di cerchio e una freccia che ne indica il senso di
rotazione (Fig. A1.21).
14
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI A1
Fig. A1.21
Altro modo di rappresentare graficamente il momento polare.
Fig. A1.22
Rappresentazione grafica del teorema di Varignon.
in un sistema di forze complanari il momento
della risultante, rispetto a un punto P qual-
siasi del piano, uguale alla somma algebrica
dei momenti delle singole forze rispetto al punto
stesso.
OSSERVAZIONE: con riferimento alla figura A1.21,
nel caso che il punto P rappresenti la traccia di
un asse perpendicolare al piano del disegno, il
momento prende il nome di momento assiale.
A1.7 TEOREMA DI VARIGNON
Dato un sistema di forze complanari e scelto un
punto nel piano, vale il teorema di Varignon,
per il quale:
seguente relazione:
[1.13]
in cui la somma ha significato algebrico.
Rd F d F d F d F d = + + +
1 1 2 2 3 3 4 4
Regola mnemonica: il momento della
risultante uguale alla risultante dei momenti.
In riferimento alla figura A1.22, il teorema di
Varignon si esprime, in forma analitica, con la
R
POLIGLOTTA
ITALIANO INGLESE FRANCESE TEDESCO
Momento assiale Axial moment Moment axial Achsiales Moment
Statica MODULO A
15
Lapplicazione del teorema di Varignon parti-
colarmente utile nella soluzione dei problemi di
composizione e scomposizione di forze parallele,
in quanto consente di determinare analitica-
mente, anzich graficamente, la posizione della
risultante del sistema.
Esempio
Si assegnino alle forze del sistema rappresen-
tato nella figura A1.23 i seguenti valori:
F
1
= 30 daN; F
2
= 50 daN; F
3
= 40 daN.
Essa rappresenta un caso particolarmente im -
portante di forze parallele (Fig. A1.24).
Poich una coppia un sistema avente risul-
tante nulla, leffetto prodotto sul corpo a cui
applicato di pura rotazione. Tale effetto di-
pende dallintensit delle forze componenti e
dalla distanza d, detta braccio della coppia,
delle loro rette dazione; per cui il momento di
una coppia pu essere espresso come segue:
[1.14]
M F d =
Fig. A1.23
Determinazione della posizione della risultante di un sistema
di forze parallele mediante lapplicazione del teorema di Varignon.
Le distanze delle loro rette dazione dal punto P
sono, rispettivamente, d
1
= 1 m, d
2
= 0,8 m,
d
3
= 0,4 m. Determinare la posizione della risul-
tante del sistema di forze rispetto al polo P.
Soluzione
Indicando con d la distanza della retta dazione
della risultante delle forze dal punto P, per il
teorema di Varignon si ha:
in cui:
Sostituendo i valori numerici si ottiene:
Per cui si ha:
quindi:
d=0 72 , mm
30 1 50 0 8 40 0 4 120 + + = , , d
R = + + = 30 50 40 120 daN
R F F F = + +
1 2 3
F d F d F d Rd
1 1 2 2 3 3
+ + =
A1.8 COPPIA DI FORZE
Una coppia di forze un sistema costituito da
due forze parallele aventi uguale intensit e
versi opposti.
Fig. A1.24
Rappresentazione convenzionale di una coppia di forze.
Le forze hanno uguale intensit e sono parallele e opposte;
d la distanza fra le rette dazione.
Il vettore momento di una coppia un vettore
avente (Fig. A1.24):
lintensit data dal prodotto Fd;
la direzione perpendicolare al piano della
coppia;
il verso rivolto in alto se la rotazione in
senso antiorario (coppia positiva); in basso
se la rotazione oraria (coppia negativa).
Gli esempi di applicazione di una coppia di
forze ai corpi rigidi sono numerosi: la mano alle
estremit di un cavaturaccioli; lazione ster-
zante con il volante di unautomobile; la rota-
zione dellalbero di un motore per lazione della
coppia motrice.
Esempio
Date due forze parallele e discordi (Fig. A1.25),
aventi unintensit pari a 20 daN e poste alla di-
stanza di 3 m, determinare il modulo, la dire-
zione e il verso del vettore momento che rappre-
senta la coppia.
Soluzione
Le due forze parallele danno origine a un mo-
mento con intensit pari a:
Il vettore momento perpendicolare al piano in
cui posta la coppia ed rivolto verso lalto, in
quanto la rotazione avviene in senso antiorario.
M F d = = 20 3 = 60 daNm
16
LE FORZE, I MOMENTI DELLE FORZE E I SISTEMI DI FORZE EQUILIBRATI A1
Fig. A1.25
Vettore momento di una coppia di forze.
A1.9 TRASPORTO DI UNA FORZA PARALLELAMENTE A SE STESSA
Una forza pu essere spostata parallelamente a
se stessa senza modificarne gli effetti, purch sia
aggiunta una coppia di momento appropriato.
Si consideri la figura A1.26a in cui rappre-
sentato un corpo sottoposto allazione di una
forza applicata nel punto A.
Se la forza viene spostata in modo da por-
tare il suo punto di applicazione in un altro
punto B del corpo (Fig. A1.26b), allora nasce
una coppia, detta coppia di trasporto, il cui
momento dato dal prodotto della forza per la
distanza d di trasporto (Fig. A1.26c). Visto che
la traslazione non deve alterare gli effetti sul
corpo, la coppia di trasporto assume la funzione
di coppia riequilibrante che ristabilisce le condi-
zioni precedenti.
Loperazione di trasporto della forza possi-
bile perch leffetto della forza

F, applicata in A,
non cambia se al corpo vengono applicate, in un
punto qualsiasi B, altre due forze uguali e oppo-
ste (sistema di forze in equilibrio) aventi la
stessa intensit (Fig. A1.26b).
Si ottiene cosi un sistema formato da tre
forze, equivalente al sistema iniziale, formato
da una sola forza, di cui due (quella iniziale ap-
plicata in A e quella di verso opposto applicata
in B) danno origine alla coppia di trasporto di
momento:
[1.15]
Laltra forza applicata in B, di verso uguale alla
forza iniziale in A, rappresenta la forza che si
voleva trasportare.
M F d =
POLIGLOTTA
ITALIANO INGLESE FRANCESE TEDESCO
Coppia di forze Couple of forces Couple de force KKrftepaar
Momento di una coppia Moment of couple Moment dun couple Drehmoment
Statica MODULO A
17
Fig. A1.26
a) Corpo sollecitato da una forza F

applicata nel punto A. b) Stesso corpo sollecitato da tre forze di uguale intensit, una applicata nel punto
A e due opposte applicate nel punto B. c) Stesso corpo sollecitato da una forza F

e da una coppia di trasporto applicati in B.


La figura A1.26c rappresenta la forza

F spostata
nel punto B e il momento di trasporto

M.
Questo procedimento permette di semplifi-
care in diversi casi lo studio di corpi soggetti
contemporaneamente a forze e momenti.
Esempio
Data la trave rappresentata nella figura A1.27a,
ridurre il sistema forza-coppia a ununica forza,
sapendo che F = 10 daN, M = 60 N me l = 3 m.
applica in senso inverso il procedimento di tra-
sporto esposto in precedenza. Si sposter,
quindi, la forza

F ad una distanza d, in modo da


generare un momento di intensit uguale, ma di
verso opposto al momento

M.
Dalla [1.15] si ricava che la forza

F deve es-
sere spostata parallelamente a se stessa di una
distanza (Fig. A1.27b):
Con questa configurazione la forza crea un mo-
mento uguale e opposto al momento

Mdato e la
trave, caricata dalla sola forza

F, soggetta a un
momento allincastro che vale:
M
AF
= F (l d) = 100 2,4 = 240 Nm
Mentre nelle condizioni iniziali la trave era sog-
getta a un momento complessivo:
M
AT
= M Fl = 60 100 3 = 240 Nm
Come si pu constatare i due momenti risultano
uguali. Quindi la sola forza

F, spostata paralle-
lamente a s stessa nel modo indicato, produce
gli stessi effetti del sistema forza-coppia.
OSSERVAZIONE: tutti i metodi fin qui visti di com-
posizione di forze e momenti nel piano possono
essere facilmente estesi ai casi spaziali. Ci si
pu fare o componendo i carichi a due a due o,
nel caso di forze sghembe, trasportandole in un
unico piano con lintroduzione dei relativi mo-
menti di trasporto.
d
M
F
= = =
60
100
0 6 , m
Fig. A1.27
a) Trave a mensola caricata con una forza F

e una coppia M

.
b) La stessa trave caricata con la forza F

spostata parallelamente
a se stessa.
(a) (b)
(a)
(b)
(c)
Soluzione
Per ridurre il sistema dato a ununica forza, si