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DOMENICA 23 AGOSTO 2009 LA DOMENICA DI REPUBBLICA 37

l’immagine Lui aveva avuto le più belle di Parigi davanti al suo obiettivo
Amori celebri surrealista. Lei danzava ed era stata modella e compagna
di artisti famosi. Il colpo di fulmine avvenne a Hollywood
nel 1940 e da allora la bella ballerina divenne il soggetto
preferito dell’artista dada. Il risultato sono cinquanta
fotografie-opere d’arte che ora vanno in mostra a Lucca

LA TECNICA. Le foto di Man Ray a Juliet Browner sono in bianco e nero, spesso ritoccate a mano con pastelli colorati o stampate con tecniche particolari

Juliet, l’ultima musa di Man Ray


NATALIA ASPESI sottrarmi a una pesante cappa di incomprensione a dipingere con rinnovata passione e ad esporre, e di sapere e conoscenza». Tra il 1941 e il 1955 nac-
e sfiducia», come scrisse poi nelle sue memorie. intanto la sua compagna diventava l’oggetto e il que così la serie fotografica The fifty faces of Juliet,
oteva assomigliare ad Ava Gardner ma

P
Adesso si ritrovava, solo e cinquantenne, in un soggetto preferito delle sue fotografie e delle sue ri- in bianco e nero, scatti spesso ritoccati con pastel-
anche a Rosalind Russell, talvolta ad- paese che gli era ormai ignoto e che lo riconosceva cerche tecniche visive. li colorati o stampati con particolari tecniche da
dirittura a Carmen Miranda: era mute- come fotografo di celebrità (Picasso e Cocteau, Era capitato a tutte le sue donne di essere muse lui perfezionate, che gira da sempre il mondo e
vole, plasmabile, poteva essere molto Stravinsky e Buñuel, Leon Bloom e la marchesa ed amanti, ispiratrici e modelle. Negli anni Venti sarà esposta con altre opere di Man Ray al Centro
bella o molto strana, molto drammati- Casati, James Joyce e George Braque) ma non an- ad Alice Prin, conosciuta come Kiki de Montpar- di Arte Contemporanea di Lucca: Juliet come diva
ca o molto ironica, era bruna con li- cora come artista. nasse, nota modella d’artista e cantante che gli del cinema, come Budda, come fashion model,
neamenti forti, nere sopracciglia spesse, occhi a A Hollywood c’era ormai la massima concen- ispirò con la sua schiena carnale la più celebre del- come ragazzo, a strisce, a macchie, corrosa, sfre-
mandorla, un bellissimo sorriso, un corpo strana- trazione di transfughi euro- le sue foto surrealiste, intito- giata, liquefatta, velata, nuda, o in posa sadica
mente delicato, lungo e sottile, perfetto. pei, che qualche anno prima lata Le violon d’Ingres; negli mentre impellicciata e con giarrettiere abbraccia
La trentenne Juliet Browner, figlia di un emi- avevano lasciato la Germania LA MOSTRA anni Trenta a Lee Miller, la e bacchetta la sorella Selma.
grante rumeno, aveva studiato danza con Martha nazista (Billy Wilder, Douglas Dal 12 settembre diafana, giovanissima ameri- Nel 1946, l’amico degli anni surrealisti Max Ern-
Graham, posava saltuariamente per diversi artisti: Sirk, Fritz Lang, Otto Premin- al 22 novembre 2009, Il Lucca cana, fashion model d’epoca, st chiese a Man e Juliet di assistere al suo matri-
era stata modella e compagna di Willem De Koo- ger, Robert Siodmak e altri), e Center of Contemporary Art, sua allieva e quindi amante ri- monio con la pittrice Dorothea Tanning a Beverly
ning, lasciato un paio d’anni prima per andare a vi- Man Ray immaginava, sba- in collaborazione con la Fondazione belle, diventata poi a sua vol- Hills: per lei aveva abbandonato la moglie prece-
vere in casa di Nini Diaz, stella del vaudeville, che gliando, che nel luogo massi- Marconi di Milano, propone ta una grande fotografa; e an- dente, Peggy Guggenheim, per la quale aveva ab-
era stata l’amante contemporanea di entrambi. mo del grande cinema popo- Man Ray-The Fifty Faces of Juliet che alle donne libere e colte bandonato l’artista Leonore Carrington, che era
Con Man Ray fu un colpo di fulmine al primo in- lare mondiale, delle lucenti e 1941-1955. Verranno presentati della Parigi intellettuale che riuscita a fargli lasciare la prima moglie. Tempi di
contro, in un ristorante di Hollywood nell’autun- meravigliose star, sapessero i cinquanta ritratti che Man Ray offrivano al suo obiettivo i lo- libertà surreale anche in amore, e anche Juliet e
no del 1940. Lui era da poco sbarcato a New York di quei quattro film “artistici”, scattò alla moglie, Juliet Browner ro corpi nudi e sensuali come Man decisero di sposarsi nella stessa cerimonia.
da Lisbona, in mezzo alla folla di chi fuggiva dalla purtroppo di pochi minuti, Info: 0583-950499, oggetti dada: Meret Op- Nel 1951 la coppia si stabilì definitivamente a Pa-
Francia occupata e dall’Europa in guerra. Portava purtroppo surrealisti, girati da www.luccamuseum.com penheim, Nush Eluard, Susy rigi. Si accumularono per lui mostre, riconosci-
con sé una macchina fotografica e poco altro: i suoi lui e dagli amici nella Parigi Solidor, la sua assistente Na- menti e premi. Per lei la vita nella sua ombra:
dipinti ed oggetti della passione dada e surrealista degli anni Venti. tasha. Anni dopo, ormai no- «Quando non posavo per lui, voleva comunque
li aveva dovuti abbandonare a Parigi, affidandoli Ma almeno una persona sapeva chi fosse e co- vantenne, l’artista surrealista inglese Leonore che gli stessi vicino, in silenzio, sentire la mia pre-
alla sua ragazza, Adrienne Fidelin detta Ady, una nosceva le sue opere, ed era Juliet: l’artista depres- Carrington disse in un’intervista: «Non ho mai ca- senza gli era necessario».
sottile ballerina che veniva dalla Guadalupa e che so cui piaceva ballare e la bella ballerina cui piace- pito cosa vedessero le donne in Man Ray, non cer- Man Ray morì nel novembre del 1976 a ottanta-
aveva scelto di non seguirlo oltreoceano. va l’arte andarono insieme in un locale jazz e fu ap- to il fisico». sei anni e sulla sua tomba nel cimitero di Mont-
Americano, figlio di emigranti ebrei russi (il suo punto subito amore. Pochi giorni dopo andarono Juliet in lui vide tutto e lui tutto in lei, a comin- parnasse volle l’epitaffio «Incurante ma non In-
nome era Emmanuel Radnitzky), vent’anni prima a vivere insieme in un residence scelto per il suo ciare dal suo aspetto: «Il suo volto, il suo corpo, i differente». Juliet morì nel 1991 a settantasei anni
aveva lasciato gli Stati Uniti per immergersi nel- nome gentile, Chateau de Fleurs, e da quel mo- suoi abiti, le sue espressioni e la sua comunicazio- e fu sepolta accanto a lui sotto la scritta: «Ancora
l’ardente vita artistica parigina, e soprattutto «per mento non si lasciarono più. Man Ray ricominciò ne posturale sono per me una fonte interminabile insieme».
FOTO COURTESY FONDAZIONE MARCONI

GLI ANNI. Le foto pubblicate in questa pagina sono state scattate tra il 1944 e il 1954 (Courtesy Fondazione Marconi)

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