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ED EMERGENZA

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale

INDICE
PREMESSA INTRODUZIONE PARTE I ANALISI DI PERICOLOSITA IDROGEOLOGICA DESCRIZIONE DELLE FONTI

Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico PAI Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni PSDA Piano Territoriale della Provincia di Teramo PTP Programma di Previsione e Prevenzione della Provincia di Teramo PPP Inventario Fenomeni Franosi Italiani I.F.F.I. Carta geomorfologica B. Gentili Carta della Potenzialit duso del Territorio B. Gentili Segnalazioni dellAmministrazione Comunale
CARTA DI SINTESI DELLA PERICOLOSITA IDROGEOLOGICA (TAV. A) CARTA DI SINTESI DELLA PERICOLOSITA IDRAULICA (TAV. B) CARTA DELLA DENSITA DELLA POPOLAZIONE E DELLA SUA DISTRIBUZIONE (TAV.C) CARTA DELLA VIABILITA (TAV. D) CARTA DELLA RETE IDRICA (TAV. E) PARTE II RISCHIO Concetti generali RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO CARTA DI SINTESI PER I RISCHI IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO (TAV.G) Scenario di Rischio idrogeologico ed idraulico RISCHIO SISMICO SCENARIO DI RISCHIO ATTESO INDAGINE DI VULNERABILITA SPEDITIVA SCENARI DI DANNO A SEGUITO DI EVENTI SISMICI Scenari di danno per la Pianificazione Provinciale e Comunale di Emergenza Scenari di danno per la Pianificazione di Emergenza per la provincia di Teramo RISORSE AREE DI PROTEZIONE CIVILE Aree di Attesa Aree di Accoglienza Aree di Ammassamento CARTA OPERATIVA PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE (TAV. H) MODELLO DINTERVENTO Struttura del Centro Operativo Comunale (COC)

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Descrizione delle Funzioni di Supporto Elenco delle Funzioni di Supporto e dei relativi Responsabili Procedure a livello Comunale per il Rischio Idrogeologico ed Idraulico Procedure a livello Comunale per il Rischio Sismico

PREMESSA In data 04 dicembre 2007 si stipulata una convenzione tra lAmministrazione Comunale di Teramo e la societ Abruzzo Engineering S.C.p.A. per la redazione del Piano di Protezione Civile

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale Comunale per i Rischi sismico, idrogeologico ed idraulico Piano di dettaglio - (Determina dirigenziale V settore LL.PP. e Protezione Civile n 3213 del 20 dicembre 2006) Il piano completo di tutti gli elaborati cartografici,delle relazioni tecniche collegate previsti dal progetto, stato completato nel mese di Gennaio 2009. Di seguito viene descritta larticolazione del piano Documento Finale; Tavola A - Carta di sintesi della pericolosit idrogeologica; Tavola B - Carta di sintesi della pericolosit idraulica; Tavola C - Carta della densit della popolazione e della sua distribuzione; Tavola D - Carta della viabilit Inquadramento generale; Tavola E - Carta della rete idrica; Tavola F Carta della vulnerabilit delledificato Centro storico di Teramo; Tavola G- Carta di sintesi per i rischi idrogeologico ed idraulico; Tavola H- Carta operativa di protezione civile;

Si evidenzia che molte informazioni territoriali non sono visibili direttamente sul supporto cartaceo per evidenti motivi di rappresentabilit, ma sono contenute nelle tabelle su supporto informatico associate alla documentazione cartacea.

INTRODUZIONE Il Comune di Teramo, con una superficie di 151,9 chilometri, ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 51.726 abitanti, che nel censimento del 2001 sono diventati 51.023 abitanti (mostrando quindi nel decennio 1991 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -1,42%) per una densit abitativa di 335,90 abitanti per chilometro quadrato . La citt di Teramo sorge a 265 metri sopra il livello del mare mentre il territorio del comune _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale risulta compreso tra i 107 e i 1237 metri sul livello del mare.

Il territorio comunale di Teramo ricade, per gran parte, nel bacino del Tordino (70%) e per la parte restante, nel bacino del Vomano; entrambi i corsi dacqua hanno le loro foci nel mare Adriatico ed i tratti sorgentizi nellAppennino arenaceo dei Monti della Laga.

ANALISI DI PERICOLOSIT IDROGEOLOGICA LAnalisi di pericolosit stata realizzata acquisendo gli studi e gli strumenti normativi che interessano il comune di Teramo ed elaborando carte tematiche di sintesi che ne consentissero la visualizzazione e quindi il confronto. Sono stati quindi acquisiti i seguenti lavori: Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni (PSDA) Piano Territoriale della Provincia di Teramo (PTP)

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale Programma di Previsione e Prevenzione della Provincia di Teramo (PPP) Inventario Fenomeni Franosi Italiani (I.F.F.I.) Carta geomorfologica (Carta Gentili) Segnalazioni dellAmministrazione Comunale Relazione geologica del PRG

Le informazioni reperite sono state restituite secondo il sistema di riferimento GAUSS BOAGA (ED50), ritenuto il pi idoneo tanto per la omogeneizzazione degli strati informativi alla Carta Tecnica Regionale scelta come base cartografica, quanto per consentirne una pi facile utilizzazione da parte degli Uffici Tecnici del Comune di Teramo. E stato pertanto necessario georeferenziare alcune informazioni e rettificare la proiezione di tutti quegli strati informativi georeferenziati con un diverso sistema di riferimento.

DESCRIZIONE DELLE FONTI Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico - PAI (prima adozione con delibera del 29.12.2004) Redatto dalla Regione Abruzzo, contiene la distribuzione geografica delle aree esposte a frane ed erosioni; linsieme dei fenomeni gravitativi e dei processi erosivi indicati sono suddivisi in funzione dello Stato di Attivit, articolati in: - Attivi: forme e depositi associati a processi in atto al momento del rilevamento o che ricorrono stagionalmente; - Quiescenti: forme e depositi non attivi al momento del rilevamento, per i quali esistono indizi di una possibilit di riattivazione, in quanto non hanno esaurito la propria potenzialit di _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale evoluzione e per i quali permangono le cause predisponenti al movimento;

- Inattivi: forme e depositi che non possono essere riattivati in quanto si sono sviluppati in condizioni geomorfologiche e/o climatiche considerevolmente diverse dalle attuali. A questo Stato di Attivit appartengono anche i dissesti le cui cause sono state rimosse naturalmente o attraverso opere di stabilizzazione artificiale. A seconda che i dati sullAcclivit e sulla Litologia risultino pi o meno predisponenti al dissesto, sono stati stabiliti quattro livelli di Pericolosit denominati P3, P2, P1 e Pscarpate. Entrando nello specifico delle singole categorie di dissesto si ha: - P3 . Pericolosit Molto Elevata. Aree caratterizzate dalla presenza delle seguenti categorie di Dissesto allo stato attivo: versanti vistosamente interessati da deformazione profonda, versanti interessati da deformazioni superficiali lente attive, corpi di frana per crollo e ribaltamento attivi, corpi di frana di genesi complessa attivi, corpi di frana di colamento attivi, corpi di frana di scorrimento traslativo attivi, corpi di frana di scorrimento rotazionale attivi e le superfici a calanchi e forme similari. - P2 . Pericolosit Elevata. Aree caratterizzate dalla presenza delle seguenti categorie di Dissesto allo stato quiescente o inattivo con alta possibilit di riattivazione: versanti interessati da deformazioni superficiali lente quiescenti e inattive, corpi di frana per crollo e ribaltamento quiescenti e inattivi, superfici con forme di dilavamento prevalentemente diffuso e prevalentemente concentrato attive, corpi di frana di colamento quiescenti e inattivi, corpi di frana di scorrimento traslativo quiescenti, corpi di frana di scorrimento rotazionale quiescenti e inattivi. - P1 . Pericolosit Moderata. Aree caratterizzate dalla presenza delle seguenti categorie di Dissesto allo stato quiescente o inattivo con bassa possibilit di riattivazione: versanti interessati da deformazioni superficiali lente quiescenti e inattive, superfici con forme dilavamento prevalentemente diffuso e prevalentemente concentrato quiescenti e inattive, corpi di frana di genesi complessa quiescenti e inattivi, corpi di frana di colamento quiescenti e inattivi, corpi di frana di scorrimento traslativo inattivi, corpi di frana di scorrimento rotazionale quiescenti e inattivi. - Pscarpate . Pericolosit da scarpate. Aree caratterizzate dalla presenza di Scarpate in qualsiasi Stato di Attivit. Per definizione si tratta di aree aventi forma molto allungata il cui lato corto assume unespressione cartografica del tutto indicativa. Dall'intersezione degli strati informativi inerenti le Pericolosit con quelli riportati nella Carta degli Insediamenti Urbani e Infrastrutturali il PAI individua e perimetra le aree soggette a rischio idrogeologico, aggregandole in quattro classi di rischio a gravosit crescente:

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale - moderato R1; - medio R2; - elevato R3; - molto elevato R4.

Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni PSDA (prima adozione con delibera del 29.12.2004)

E uno stralcio del Piano di Bacino in cui vengono individuate le aree a rischio alluvionale e quindi da sottoporre a misura di salvaguardia. Il PSDA individua e perimetra le aree di pericolosit idraulica, attraverso la determinazione dei livelli corrispondenti a condizioni di massima piena valutati con i metodi scientifici dellidraulica, e le differenzia in quattro livelli di pericolosit: - molto elevato (P4); - elevato (P3); - medio (P2); - moderato (P1) Dall'intersezione degli strati informativi inerenti le Pericolosit con quelli riportati nella Carta degli Insediamenti Urbani e Infrastrutturali il PSDA individua e perimetra le aree soggette a rischio idrogeologico, aggregandole in quattro classi di rischio a gravosit crescente: - moderato R1; - medio R2; - elevato R3; - molto elevato R4. Piano Territoriale della Provincia di Teramo PTP (approvazione provinciale nel marzo 2001) E lo strumento di pianificazione emanato dalla Provincia di Teramo, diretto al governo

delle risorse territoriali attraverso la loro tutela e valorizzazione. Fanno parte del P.T.P. gli elaborati cartografici di Piano e le Norme di Attuazione, contenenti documenti di riferimento per le prescrizioni e gli indirizzi, come le carte dellUso del Suolo della Regione Abruzzo e le carte dello studio geologico, geomorfologico ed idrogeologico,

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale con relative cartografie allegate.

Sulla Carta Geomorfologica in particolare, vengono indicate le zone a rischio geologico ed idrogeologico comprendenti le aree soggette ad erosione, a frane attive o quiescenti, a processi gravitativi di versante. Programma di Previsione e Prevenzione della Provincia di Teramo (PPP)

Redatto dalla Provincia di Teramo, individua le diverse pericolosit che per loro natura ed estensione hanno rilevanza provinciale. Inventario Fenomeni Franosi Italiani (I.F.F.I.)

Il Dipartimento Difesa del Suolo - Servizio Geologico d'Italia dell'APAT, che in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome d'Italia, ha contribuito significativamente all'attuazione del Progetto, ha realizzato la banca dati dell'inventario IFFI. Esso rappresenta un quadro completo ed aggiornato della distribuzione dei fenomeni franosi sull'intero territorio nazionale ed stato costruito attraverso la raccolta e l'omogeneizzazione dei dati regionali. Carta geomorfologica (Carta Gentili)

Realizzata dai geologi Gentili e Procaccini, in scala 1:10.000, per lo studio geologico del Piano Regolatore del Comune di Teramo riporta i tematismi riferiti alle forme, depositi e processi dovuti allazione di gravit. Segnalazioni dellAmministrazione Comunale

Sono state inserite nelle cartografie le situazioni di criticit non presenti in bibliografie negli studi ufficiali, ma note ai tecnici comunali. Il Comune ha fornito diverse indicazioni, le quali hanno concorso al pari delle altre pericolosit analizzate alla individuazione delle aree soggette a pericolosit sia geomorfologia che idraulica. CARTA DI SINTESI DELLA PERICOLOSIT IDROGEOLOGICA (TAV. A) Realizzata alla scala 1:10.000 ed estesa allintero territorio del Comune di Teramo.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 10 In questa carta tematica sono caratterizzati tutti i tematismi relativi alla pericolosit idrogeologica. La carta, rappresentativa dellintero territorio comunale, composta da quattro Comunale della Citt di Teramo) in scala 1:5.000. Linsieme dei dati reperiti sono stati cartografati cercando, per quanto possibile, di conservare i canoni di rappresentazione delle fonti originali; ove non stato possibile si comunque cercato di conservare univocit e la riconoscibilit di ogni singolo studio. La carta di Sintesi della Pericolosit Idrogeologica stata realizzata con lausilio di software GIS, e le informazioni territoriali sono state acquisite attraverso la consultazione degli studi e documenti di seguito elencati: Aerofotogrammetrico (scala 1.5.000 ) del territorio del Comune di Teramo, utilizzato come base cartografica per la rappresentazione dei diversi tematismi; Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) (scala 1:25.000) prima adozione con delibera del 29.12.2004 - realizzato dalla Regione Abruzzo, contenente le perimetrazioni e le individuazioni delle aree soggette a frane ricadenti nel territorio del Comune di Teramo. Nella redazione della Carta di Pericolosit del Comune di Teramo sono stati presi in considerazione i seguenti shapes: 1. p_PAI_frane_Teramo_shp: riporta le tre classi di pericolosit P1(di colore verde), P2 (di colore giallo), P3 (di colore rosso); 2. p_PAI_calanchi_ Teramo _shp: riporta le superfici a calanchi rientranti nella classe P3 (di colore viola); 3. p_PAI_frane_l_ Teramo _shp: riporta le scarpate di linea di faglia; 4. p_PAI_scar_flu_ Teramo _shp: sono riportate le scarpate di erosione fluviale; 5. p_PAI_scar_str_ Teramo _shp: sono riportate le scarpate delle strade (di colore celeste). Piano Territoriale della Provincia di Teramo (PTP) (scala 1:10.000) realizzato dallAmministrazione Provinciale, con definitiva approvazione nel marzo 2001. presente studio sono stati estratti tutti gli shapes dinteresse. Programma di Previsione e Prevenzione di Protezione Civile della Provincia di Teramo, adottato dalla Giunta Provinciale l1/02/2005, dal quale sono state estratte Dal tavole in formato A0; la base cartografica laerofotogrammetrico digitale (fornito dallAmministrazione

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 11 informazioni e layers tematici relativi alla criticit territoriale, al rischio frana, al rischio sismico, ai dati delle stazioni idro-pluviometriche. Progetto I.F.F.I. (Inventario Fenomeni Franosi Italiani) (scala 1:10.000), realizzato dal Dipartimento Difesa del Suolo Servizio Geologico dItalia dellA.P.A.T e dal quale sono state estratte tutte le informazioni relative al territorio del Comune di Teramo inerenti il tema della pericolosit legata al rischio franosit. Carta geomorfologia (Carta Gentili) (scala :10.000), realizzata dai geologi Gentili e Procaccini per lo studio geologico del piano regolatore del Comune di Teramo, datato 15 maggio 2001. Da essa sono stati estratti i tematismi riferiti alle forme, depositi e processi dovuti allazione di gravit. Delimitazioni territoriale amministrativa del Comune di Teramo. Zone in frana segnalate dallAmministrazione Comunale di Teramo. La correlazione delle informazioni derivanti dallinsieme delle cartografie analizzate, stata gestita secondo una griglia gerarchica di sovrapposizione, resa possibile dal fatto che gli studi risultano tra di loro connessi e riferibili: Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) Carta geomorfologia (Carta Gentili) Piano Territoriale Provinciale di Teramo (PTP) Inventario dei Fenomeni Franosi Italiani (schedatura IFFI) Programma di Previsione e Prevenzione della Provincia di Teramo (PPP) Zone in frana segnalate dallAmministrazione Comunale del Comune di Teramo. Si scelto di rendere visivamente pi evidente il Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico, perch recepisce il D.L. n 180 del 01/06/1998, comprende lIFFI, ritenuto pi completo, pi recente ed omogeneo sul territorio nazionale. Si riporta la legenda della Carta di Sintesi della Pericolosit Idrogeologica:

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Le informazioni, reperite dalle fonti, sono restituite secondo il sistema di riferimento GAUSS BOAGA (ED50), ritenuto il pi idoneo tanto per la omogeneizzazione degli strati informativi quanto per consentirne una pi facile utilizzazione da parte degli Uffici Tecnici del Comune di Teramo. E stato pertanto necessario georeferenziare alcune informazioni e rettificare la proiezione di tutti quegli strati informativi georeferenziati con un diverso sistema di riferimento. La redazione della carta tematica di pericolosit idrogeologica stata completata attraverso lacquisizione di una serie di informazioni cartografiche e non, poste a corredo della cartografia e a supporto della sua completezza tecnica. stato acquisito il materiale cartaceo e/o digitale in elenco: Cartografia Catastale (scala 1:2000) del Comune di Teramo. Studio Geologico (scala :10.000) redatto dal Prof. Gentili. Piano Regolatore Generale (PRG) (scala 1:2000), tavole e relazioni. Piano Comunale di Protezione Civile (PPCC) contenente lindividuazione delle sedi COM e COC e delle aree utili ai fini di Protezione Civile, approvato il 28/03/2002. Elenco degli interventi di consolidamento dei centri abitati (Legge di finanziamento 9 luglio 1908 n 445) e dei fiumi (regio decreto del 25 luglio 1904 n 523 e legge del 18 maggio 1989 n 183) realizzati o in fase di realizzazione da parte dellAmministrazione Provinciale di Teramo.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 14 Elenco degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico (frane) realizzati dalla Provincia di Teramo con fondi nazionali e regionali. Elenco degli interventi di manutenzione e consolidamento dei versanti ultimati o in fase di realizzazione da parte dellUfficio Genio Civile della Regione Abruzzo, sede di Teramo. Elenco degli interventi a finanziamento statale e regionale gestiti dalla Protezione Civile e Difesa del Suolo regionali. Osservazioni Tecniche al Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico elaborate dallUfficio Tecnico del Comune di Teramo. Stato Generale della Viabilit nel Comune di Teramo redatto successivamente allondata di maltempo verificatasi nei mesi di febbraio e marzo 2005, dal Tecnico Istruttore Direttivo geom. Terzino Di Giandomenico. CARTA DI SINTESI DELLA PERICOLOSIT IDRAULICA (TAV. B) Realizzata alla scala 1:10.000 ed estesa allintero territorio del Comune di Teramo. In questa carta tematica sono stati inseriti e rappresentati tutti i tematismi (shapes) relativi alla pericolosit idrogeologica. La carta, rappresentativa dellintero territorio comunale, composta da un quadro di unione realizzato con n. 4 tavole in formato A0 (Tavole di Piano B1, B2, B3, B4), la base cartografica per la rappresentazione degli shapes laerofotogrammetrico digitale (fornito dallAmministrazione Comunale della Citt di Teramo) in scala 1:5.000. Linsieme dei dati reperiti sono stati cartografati cercando, per quanto possibile, di conservare i canoni di rappresentazione delle fonti originali; ove non stato possibile si comunque cercato di conservare univocit e la riconoscibilit di ogni singolo studio. La carta di Sintesi della Pericolosit Idraulica stata realizzata con lausilio di software G.I.S., e le informazioni territoriali sono state ottenute mediante lacquisizione dei seguenti studi e documenti: Aerofotogrammetrico (scala 1:5.000) fornito dallEnte Comune di Teramo. Utilizzato come base cartografica per la rappresentazione dei vari tematismi. Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) (scala 1:25.000) prima adozione con delibera del 29.12.2004 - realizzato dalla Regione Abruzzo, contenente le

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 15 perimetrazioni e le individuazioni delle scarpate fluviali ricadenti nel territorio del Comune di Teramo. Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni (PSDA) (scala 1:25.000) prima adozione con delibera del 29.12.2004 - realizzato dalla Regione Abruzzo, contenente le perimetrazioni e le individuazioni delle aree soggette a pericolosit idraulica ricadenti nel territorio del Comune di Teramo. Piano Territoriale della Provincia di Teramo (PTP) (scala 1:10.000) realizzato dallAmministrazione Provinciale, con definitiva approvazione nel marzo 2001. Dal presente studio sono stati estratti tutti gli shapes dinteresse. Carta della Potenzialit dUso del Territorio (Carta B. Gentili) (scala 1:10.000) realizzata dai Geologi Gentili e Procaccini per lo studio geologico del piano regolatore del Comune di Teramo, datato 15 maggio 2001. Da essa sono stati estratti i tematismi riferiti alle aree esondabili; Delimitazioni territoriale amministrativa del Comune di Teramo. La correlazione delle informazioni derivanti dallinsieme delle cartografie analizzate, stata gestita secondo una griglia gerarchica di sovrapposizione, resa possibile dal fatto che gli studi risultano tra di loro connessi e riferibili: Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico per la pericolosit delle scarpate (PAI). Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni (PSDA) Piano Territoriale Provinciale di Teramo (PTP) Carta della potenzialit duso del territorio (Carta Gentili) Si scelto di rendere visivamente pi evidente il Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico, perch recepisce il D.L. n 180 del 01/06/1998, comprende lIFFI, ritenuto pi completo, pi recente ed omogeneo sul territorio nazionale.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale Si riporta la legenda della Carta di Sintesi della Pericolosit idraulica:

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Le informazioni reperite dalle fonti sono restituite secondo il sistema di riferimento GAUSS BOAGA (ED50), ritenuto il pi idoneo tanto per la omogeneizzazione degli strati informativi quanto per consentirne una pi facile utilizzazione da parte degli Uffici Tecnici del Comune di Teramo.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale CARTA DELLA DENSITA DELLA POPOLAZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE (TAV. C) Lelaborato in oggetto stato realizzato nel formato standard A0 in una tavola unica.

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Il dato visualizzato nella carta consiste nella rappresentazione della densit della popolazione per ogni poligono (zona censuaria) prodotto dallISTAT a cui sono riferiti i dati del censimento popolazione 2001 acquisiti direttamente da questa societ. Ad ogni poligono stato associato un valore ricavato dal rapporto tra la popolazione totale riferita al poligono e la superficie dello stesso (popolazione totale/ettari). Si definito un numero di 5 classi in base al rapporto popolazione/ettari che sono state rappresentate con una scala di colori. Di seguito si riporta la legenda di rappresentazione prodotta:

Si scelto di visualizzare esplicitamente per ogni zona censuaria il codice di individuazione della stessa. La base cartografica utilizzata laerofotogrammetrico fornitoci dal comune. La realizzazione della presente carta ha comportato diversi problemi causati da incongruenze intrinsecamente presenti nei dati che abbiamo acquisito. A tali problematiche non si potuta trovare una soluzione che consentisse una realizzazione completa ed esaustiva della carta, la quale, cos come stata realizzata, mostra chiaramente come molti poligoni non siano correlati ad informazioni sulla popolazione (in legenda identificati con la dicitura dato assente). Allo stesso tempo si deduce che i dati associati agli altri poligoni contengono verosimilmente, in una misura e con una distribuzione non definibile, le informazioni dei poligono vuoti.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 18 A corredo di quanto sopra detto, e per una migliore comprensione delle considerazioni sin qui enunciate, si riporta di seguito lelenco degli studi acquisiti con considerazioni in merito agli stessi. CENSIMENTO ISTAT 2001 I dati acquistati dallISTAT consistono di uno shape contenente solo alcune delle informazioni del censimento e di un database contenente le ulteriori molte informazioni. Naturalmente i due dati sono relazionabili in funzione del campo contenente il codice identificativo della zona censuaria. Lo shape contiene 158 poligoni che coprono il territorio comunale di Teramo. I numeri che identificano i poligoni variano da 1 a 333. La tabella, invece, contiene 109 record. I numeri identificativi dei poligoni variano da 1 a 328. La somma del dato riferito alla popolazione totale per ognuno di questi poligoni di 51023. La discordanza tra i due contenitori di dati non consente evidentemente di ottenere una cartografia che rappresenti alcuna informazione riferita ad ogni singola zona censuaria. SIT del Comune di Teramo Per quanto concerne le informazioni sulla popolazione, da tale studio si potuta riscontrare unicamente la presenza di uno shape che attribuisce ad ogni poligono identificativo di ogni foglio catastale il dato della popolazione relativa. INFORMAZIONI DALLUFFICIO STATISTICA del Comune di Teramo Dalla collaborazione fornitaci dallUfficio Statistica del Comune di Teramo abbiamo reperito ed analizzato le seguenti informazioni: Tavola con i poligoni del censimento 1991: la configurazione delle zone censuarie (superiori a 128 di numero) stata completamente modificata nel 2001. Tavole del censimento ISTAT 2001: il numero delle zone effettivamente superiore a 333. Risulta evidente, dallanalisi dei poligoni, che questi sono stati raggruppati nelle 158 zone censuarie presenti nello shape consegnatoci dallISTAT. Ad ogni somma di questi poligoni stato dato il nome di uno dei poligoni che ne fanno parte. Pertanto, nello studio ufficialmente consegnatoci dallISTAT, i numeri dei poligoni continuano a variare da 1 a 333 pur essendo solo 158.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 19 Tabella contenente le zone elettorali, le relative vie comprese in ognuna zona, i dati di popolazione inerenti ogni singola via. Il numero delle zone 80 ed i nomi delle zone variano da 1 a 80. La somma del dato popolazione totale 44439 persone. Il responsabile dellUfficio Statistica ci informa che il dato riferito unicamente agli elettori e che presto ci fornir il dato riferito alla popolazione totale. Come detto sopra le varie incongruenze sin qui riportate determinano limpossibilit di ottenere le informazioni utili alla redazione esaustiva della presente carta. CARTA DELLA VIABILITA (TAV. D) Per descrivere il sistema della viabilit nel territorio del Comune di Teramo sono state prodotte due carte tematiche: - la prima, denominata Carta della Viabilit (Tavola di Piano D1), realizzata in scala 1:22.000 su tavola in formato A0, ed rappresentativa dellintero territorio comunale; - la seconda concepita come implementazione della precedente e riguarda il capoluogo visto nel dettaglio; denominata Carta della Viabilit Citt di Teramo (Tavola di Piano D2), in scala 1:5.000, su tavola in formato A0. La base cartografica comune laerofotogrammetrico digitale (fornito dallAmministrazione Comunale della Citt di Teramo) in scala 1:5.000. Le carte sono state realizzate con lausilio di software GIS, mentre le informazioni territoriali sono state acquisite attraverso la documentazione fornita dal Comune di Teramo, dalla Provincia di Teramo (Elenco alfabetico delle strade provinciali suddiviso per categorie) e nel corso di una analisi speditiva eseguita sul territorio comunale. Comune alle due Carte la visualizzazione della rete viaria (costituita dalla superstrada, dalle strade statali, provinciali, ferrovia), dei punti critici della rete stradale, dei nodi, degli edifici strategici e delle aree esposte a processi di dinamica geomorfologia (indicazioni Piano Assetto Idrogeologico). Si riporta di seguito la relativa legenda:

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I punti critici presenti lungo la viabilit (opere darte - in particolare ponti e viadotti, gallerie, tratti in rilevato, tratti in trincea, costruzioni che possono costituire un ostacolo alla corretta funzionalit della rete) sono stati suddivisi in: - criticit potenziali, quali edifici o complessi edilizi prospicienti su strada, presenza di opere darte muri di contenimento in muratura o in pietra alti pi di 3,00 metri ponti e viadotti, gallerie, tratti in rilevato, tratti in trincea, ecc.; - criticit reali, tratti di strada con pendenza maggiore del 10%, raggio di curvatura della strada minore di 13 metri, larghezza della carreggiata stradale inferiore a 3.50 metri, altezza minima per il passaggio di mezzi speciali non inferiore a 4,00 metri, presenza di tombinature con possibilit di cedimento al superamento del carico critico di 20 t, ecc.)

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 21 Nella Tavola di Piano D1 vengono inoltre visualizzate le strade comunali di collegamento alle frazioni principali.

Nella Carta della Viabilit Citt di Teramo (Tavola di Piano D2) sono state anche visualizzate le aree esposte a rischio idraulico (indicazioni Piano Stralcio di Difesa dalle Alluvioni), gli alvei con forte approfondimento e tendenza allapprofondimento nelle alluvioni (indicazioni Piano Territoriale Provinciale), le aree soggette a possibili esondazioni (Carta della potenzialit duso del territorio B. Gentili), con la simbologia sotto esposta.

La rappresentazione degli edifici strategici, presente anche nella carta della viabilit dellintero territorio comunale (Tavola di Piano D1) , in questa occasione, realizzata mediante luso di simboli specifici ed intuitivamente riconoscibili. Si riporta in seguito la relativa legenda:

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La carta di dettaglio in scala 1:5.000, si configura come una normale prosecuzione dello studio fatto sullintero territorio comunale, visualizzando gli stessi elementi. Essa, inoltre, riporta uno studio della viabilit interna delle strade principali della Citt di Teramo, nonch uno studio dei vuoti urbani costituiti da zone non edificate, quali aree sportive, parcheggi, piazze, ecc. che, in futuro potrebbero essere scelti quali aree di protezione civile (es. aree di attesa) raffigurati con la seguente simbologia.

Tutti i dati raccolti sono stati organizzati e riportati in una tabella dei punti critici del sistema viario.

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CARTA DELLA RETE IDRICA (TAV. E) Realizzata alla scala 1:22.000 rappresenta lintero territorio del Comune di Teramo. E composta da un unico foglio su formato A0 (Tavola di Piano E); la base cartografica laerofotogrammetrico digitale (fornito dallAmministrazione Comunale della Citt di Teramo) in scala 1:5.000. La Convenzione stipulata con il Comune di Teramo prevedeva la redazione della Carta dei Sistemi a Rete ma, non avendo ricevuto entro i termini utili le informazioni relative alla rete del gas e a quella elettrica, la carta ha assunto una connotazione diversa in quanto stato possibile elaborare solamente la parte riferita alla rete idrica. Linsieme delle informazioni cartografate con lausilio di software GIS, stato ricavato dalle fonti in appresso elencate e per quanto possibile, si teso a conservare i canoni di rappresentazione delle fonti originali; ove non sia stato possibile si fatto ricorso al principio della preservazione dellunivocit e della riconoscibilit di ogni singolo studio. Per la rappresentazione degli strati dei dati presenti, utili alla individuazione dei tratti di rete idrica posta su zone segnalate come potenzialmente pericolose da parte degli studi di settore, sono stati acquisiti e rappresentati sulla carta in oggetto i seguenti studi: Aerofotogrammetrico del territorio del Comune di Teramo, utilizzato come base cartografica per la rappresentazione dei vari tematismi; Mappa della rete di distribuzione delle acque, fornita dalla societ RUZZO RETI S.p.A., contenente il tracciato della rete idrica sul territorio comunale, suddivisa in adduttrici, distributrici e canali ENEL, nonch lubicazione delle opere di approvvigionamento (bottini, partitori, serbatoi elevati, sorgenti e depuratori);

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale

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Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) (scala 1:25.000) prima adozione con delibera del 29.12.2004 - realizzato dalla Regione Abruzzo, contenente le perimetrazioni e le individuazioni delle pericolosit frane (pericolosit molto elevata, elevata e moderata), della pericolosit calanchi (pericolosit molto elevata) e scarpate fluviali, ricadenti nel territorio del Comune di Teramo.

Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni (PSDA) (scala 1:25.000) prima adozione con delibera del 29.12.2004 - realizzato dalla Regione Abruzzo, contenente le perimetrazioni e

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 25 le individuazioni delle aree soggette a pericolosit idraulica ricadenti nel territorio del Comune di Teramo. Piano Territoriale della Provincia di Teramo (PTP) (scala 1:10.000) realizzato dallAmministrazione Provinciale, con definitiva approvazione nel marzo 2001. Dalla carta geomorfologica sono stati estratti i seguenti shapes: Alvei con forte approfondimento nelle alluvioni e nel substrato e Alveo con tendenza allapprofondimento. Carta della potenzialit duso del territorio (Carta Gentili) (scala :10.000), realizzata dai geologi Gentili e Procaccini per lo studio geologico del piano regolatore del Comune di Teramo, datato 15 maggio 2001. Da essa sono stati estratti i tematismi riferiti alle aree esondabili. Si riporta di seguito la legenda riguardante gli studi di settore:

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale

26

PARTE II

PREMESSA

Relativamente alle Carte redatte nella fase redazionale del piano generale, ed in particolare le tavole A - Carta della Pericolosit Idrogeologica, B Carta della Pericolosit Idraulica, gli shape di queste sono state aggiornate con il PAI e il PSDA aggiornamento e integrazione con delibera del 29.01.2008 realizzato dalla Regione Abruzzo. _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 27 Inoltre la Carta di Sintesi della Pericolosit Idraulica (Tav. B) stata integrata con gli shape delle aree potenzialmente sommergibili che provengono da uno studio della Provincia di Teramo. Gli stessi sono stati verificati sulla base cartografica del piano di emergenza dighe depositato presso la Prefettura di Teramo. E stata quindi realizzata, ad integrazione della Carta di Sintesi della Pericolosit Idraulica (TAV B), la Carta integrativa della Pericolosit Idraulica Aree sondabili a seguito di collasso di invasi artificiali (TAV B5). La cartografia di base su cui si redatta la cartografia tematica per il progetto di dettaglio la Carta Tecnica Regionale (CTR) edizione 2000. La CTR, inquadrata nel sistema nazionale IGMI UTM-WGS 84, fornisce una rappresentazione generale della morfologia, delle acque, della vegetazione e delle opere dell' uomo, riportando tutto ci che pu essere utile anche come riferimento topografico.

RISCHIO

Concetti generali
Il rischio (R) definito come lentit del danno atteso in una data area e in un certo intervallo di tempo t in seguito al verificarsi di un particolare evento calamitoso. Il danno (D) esprime lentit delle perdite per un determinato elemento o bene (persone, cose, attivit economiche) nel caso del verificarsi dellevento temuto: D = V E dove:

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 28 la vulnerabilit (V) il grado di perdita (espresso in una scala da zero = nessun danno a uno = perdita totale) prodotto su un certo elemento o gruppo di elementi esposti a rischio risultante dal verificarsi dellevento calamitoso temuto. E il valore dellelemento a rischio ovvero il valore (che pu essere espresso in termini monetari o di numero o quantit di unit esposte) della popolazione, delle propriet e delle attivit economiche, inclusi i servizi pubblici, a rischio in una data area. Sotto determinate ipotesi il rischio pu essere espresso semplicemente dalla seguente espressione, nota come equazione del rischio: R=HVE=HD ove H la pericolosit ovvero la probabilit di occorrenza dellevento calamitoso, di una data intensit, entro un intervallo di tempo t ed in una zona tale da influenzare lelemento a rischio. La pericolosit legata al tempo di ritorno T, che esprime lintervallo di tempo nel quale, mediamente, si verifica una data intensit dellevento.

RISCHIO IDROGEOLOGICO Per frana o dissesto da intendersi qualsiasi situazione di equilibrio instabile del suolo, del sottosuolo o di entrambi, compreso fenomeni di intensa erosione superficiale, o fenomeni franosi che interessano i pendii. Tali fattori o cause possono essere suddivise in tre gruppi: 1. cause predisponenti (ovvero proprie dellambiente naturale): natura del terreno, litologia, giacitura, andamento topografico, acclivit dei versanti, clima, precipitazioni, variazioni di temperature, idrogeologia ecc.;

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 29 2. cause preparatrici: disboscamento, piovosit, erosione dellacque, variazione del contenuto dacqua, azioni antropiche ecc; 3. cause provocatrici: abbondanti piogge, erosione dellacque, terremoti, scavi e tagli ecc. Si intende per rischio idraulico la probabilit di subire conseguenze dannose per le persone, le cose e le attivit, a seguito di esondazione di un corso dacqua (fiume, torrente, fosso o invaso idrico) ovvero la degradazione e l'erosione del suolo da parte dello stesso. Il rischio dipende principalmente da: 1. cause idrologiche, ovvero intensit, durata, frequenza e tipologia delle precipitazioni, nel bacino imbrifero dal quale si alimenta ogni corso dacqua; 2. cause fisiche, dovute alle caratteristiche intrinseche del corso dacqua stesso; 3. cause antropiche, opere idrauliche realizzate dalluomo, qualora vengano meno le condizioni di sicurezza per il funzionamento delle stesse. In funzione di ci necessario valutare tra i rischi idraulici anche la tenuta degli sbarramenti sui corsi dacqua, lefficienza di manufatti di scolo e scolmatura (canali e tombinature) e la funzionalit dei sistemi di drenaggio delle acque piovane nelle zone urbanizzate.

CARTA DI SINTESI PER I RISCHI IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO (Tav. G) Per descrivere il rischio idrogeologico ed idraulico nel territorio del Comune di Teramo sono state prodotte quattro tavole in formato A0, realizzate alla scala 1:10000; in esse sono stati inseriti, e quindi rappresentati, tutti i tematismi relativi al rischio idrogeologico, a quello idraulico e integrati da ulteriori aree segnalate dal comune. La Carta ha il fine di evidenziare quelle zone del territorio comunale dove le infrastrutture gli insediamenti antropici risultano realizzati in zone con pericolosit idrauliche o idrogeologica risultando quindi a rischio. Per definire il rischio si considerato il Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (P.A.I.) e il Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni (P.S.D.A.) come strumenti sui quali individuare le zone a rischio omogeneo, determinate considerando ledificato ad uso residenziale, gli

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 30 insediamenti produttivi, gli impianti tecnologici di rilievo, le infrastrutture a rete e le vie di comunicazione di rilevanza strategica e le strutture strategiche. Questi elementi a rischio sono stati evidenziati sulla Carta di Pericolosit e rappresentano le situazioni di maggiori criticit che possono produrre danno alluomo e/o ai suoi beni. Riguardo alle altre aree di pericolosit individuate sul territorio comunale da altri studi (P.T.P.Carta Gentili I.F.F.I.) per queste, riportate in apposita cartografia georeferenziata, sar attivato un regime di ATTENZIONE in caso di eventi previsti o in corso. Le aree a rischio sono state evidenziate mediante perimetrazione (con tratto rosso) con numerazione progressiva (n). Per ciascuna delle aree individuate si specifica, in tabella allegata, la localit interessata, la tipologia della struttura esposta, il numero delle famiglie, il numero delle persone stimate, gli edifici strategici, le attivit produttive e i manufatti vulnerabili (ponti, viadotti, gallerie) nonch la fonte e la relativa classe di rischio. Sulla Carta sono inoltre riportate le reti (viabilit, gas e acquedotto), e sono stati evidenziati quei tratti ricadenti nelle aree a rischio. La base cartografica comune, utilizzata per la rappresentazione degli shapes, la Carta Tecnica Regionale scala 1:5.000. Le carte per i rischi idrogeologico ed idraulico sono state realizzate con lausilio di software G.I.S., e le informazioni territoriali sono state ottenute mediante lacquisizione dei seguenti studi e documenti: Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) (scala 1:25.000) - aggiornamento e integrazione con delibera del 29.01.2008 realizzato dalla Regione Abruzzo, contenente le perimetrazioni e le individuazioni delle scarpate fluviali e delle aree soggette a frane ricadenti nel territorio del Comune di Teramo, nonch delle aree soggette a rischio frane; Piano Stralcio per la Difesa dalle Alluvioni (PSDA) (scala 1:25.000) prima adozione con delibera del 29.12.2004 - realizzato dalla Regione Abruzzo, contenente le perimetrazioni e le individuazioni delle aree soggette a rischio idraulico ricadenti nel territorio del Comune di Teramo; Zone in frana segnalate dallAmministrazione Comunale Delimitazioni territoriale amministrativa del Comune di Teramo.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 31 Le informazioni, reperite dalle fonti sopra indicate, sono tutte riportate al sistema di riferimento GAUSS BOAGA ED50.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale Si riporta di seguito la relativa legenda:

32

SCENARIO DI RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 33 Nel territorio comunale sono diffusi e spesso estesi i movimenti gravitativi sui versanti collinari, specialmente lungo i tratti di pendio a maggiore acclivit. Le frane sono favorite dalla natura prevalentemente pelitica dei terreni collinari affioranti. Su tutto il territorio comunale rurale sono presenti alcune frane. La maggior parte dei movimenti franosi sono tuttora attivi e, in alcuni casi, si notano anche riattivazione di porzioni di frane e paleo frane. La maggior parte dei movimenti gravitativi mostrano caratteri roto-traslazionali, ma non mancano esempi di deformazioni plastiche. Il territorio del comune di Teramo attraversato dai torrenti Tordino e Vezzola ed lambito a Sud sul confine comunale dal fiume Vomano. Di questi il Vezzola attraversa il centro cittadino: lungo il corso del torrente sono presenti tre ponti. Vi sono inoltre diversi restringimenti della sezione fluviale, determinati dalla costruzione di ponti e viadotti, dalla notevole presenza di piante e cespugli allinterno dellalveo e dagli oggetti e rifiuti abbandonati. Questi ultimi possono determinare gli ostacoli al regolare deflusso delle acque in caso di piena, con eventuali allagamenti di questa zona del territorio che si presenta con alta densit di popolazione. Dallanalisi del territorio, risultano a rischio idrogeologico ed idraulico circa 197 aree di cui 136 a rischio idrogeologico, 55 a rischio idraulico e 6 a rischio frane ed idraulico, coinvolgendo potenzialmente 1052 famiglie ed un totale di 3870 persone. La tabella di seguito riportata parte integrante della Carta di Sintesi dei Rischi Idrogeologico ed Idraulico sopra descritta. Per ciascuna delle aree elencate nella tabella, riconoscibili in cartografia mediante un numero progressivo, si specifica la localit interessata, la tipologia delledificato che vi ricade, il numero delle persone e delle famiglie ivi residenti, nonch la fonte e la relativa classe di rischio.

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG. LOCALITA TIPOLOGIA PERSONE FAMIGLIE FONTE - RISCHIO

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


1 Magnanella Rimessa mezzi agricoli (in legno) Edifici civili (Rudere) Edificio civile Annessi Edifici civili (non abitato) Edifici civili Rimessa Strada comunale Edifici civili Fienile Strada provinciale Edifici Civili / / Rischio Frane PAI (P2)

34

Via G. Cervelli Magnanella Colle Caruno

Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2)

Pantaneto

Garrano Basso

35

10

Castrogno

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate linee di faglia Pericolosit scarpate strutturali

10

Castrogno

11

Sciusciano

Edifici civili

Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2)

12

Castrogno

Edifici civili Fienile Annessi Edifici civili Fienile Annessi Edifici civili Annessi Strada comunale Edifici civili Annessi Chiesa Strada comunale Stalla

10

13

Castrogno

Rischio Frane PAI (P2)

14

Via Martiri di Via Fani Cannelli

Rischio Frane PAI (P2)

15

Cannelli

77

22

Rischio Frane PAI (P2)

16

Cannelli

Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2)

17

Cannelli

Edificio civile

18

Scapriano

Edificio civile Strada Provinciale

20

Colleatterrato Alto Via A. Di Bernardo Villa Viola

Edifici civili Campo sportivo Edifici civili annessi

15

Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2)

21

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


24

LOCALITA
Via delle Playe

TIPOLOGIA
Edificio civile (disabitato) Edificio civile Strada comunale

PERSONE
/

FAMIGLIE
/

FONTE - RISCHIO
Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit segnalata dal comune

25

Via F. P. Evangelista

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


26 Via F. P. Evangelista Edificio civile Attivit commerciale Strada comunale 3 1 Rischio Frane PAI (P2)

35

27

Colleparco

Universit Strada comunale Edifici civili 49

Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P3) Rischio Frane PAI (P1) Rischio Frane PAI (P1) Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit segnalata dal comune Rischio Frane PAI (P1)

28

Via Marcacci Colleparco Cona

14

29

Edifici civili

30

Cona

Edificio civile (rudere) Edifici civili

31

Strada per Torricella Sicura

36 Strada Provinciale Edifici civili Fienile Rimessa Annessi Strada Provinciale Edifici civili Strada Provinciale

37

Mezzanotte

10

Rischio Frane PAI (P2)

38

Mezzanotte

10

Rischio Frane PAI (P2)

40

Rischio Frane PAI (P2)

42

Mezzanotte

Edificio civile (rudere) Edificio civile annessi Edifici civili

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit segnalata dal comune Pericolosit segnalata dal comune

43

Mezzanotte

44

Mezzanotte Strada Provinciale

35

10

Rischio Frane PAI (P2)

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


45

LOCALITA
Contrada de Contro

TIPOLOGIA
Edifici civili Attivit commerciali Campo sportivo Strada statale Edifici civili

PERSONE
80

FAMIGLIE
23

FONTE - RISCHIO
Rischio Frane PAI (P2)

46

Contrada de Contro

24

Rischio Frane PAI (P2)

47

Strada per Miano

Edifici civili annessi

Pericolosit segnalata dal comune

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


48 Strada per Miano Edificio civile (disabitato) / / Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit scarpate fluviali Rischio Frane PAI (P1 - P2) Pericolosit scarpate di linea di faglia Rischio Frane PAI (P2)

36

49

Strada per Miano

Edifici civili annessi

50

Strada Statale 81

51

Strada Statale 81

Edificio civile (in costruzione) Edifici civili Fienile Strada Statale Edifici civili

Rischio Frane PAI (P2)

55

Ponte de Contro

18

Rischio Frane PAI (P2) Rischio Calanchi PAI (P3) Rischio Frane PAI (P2) Scarpate strutturali Rischio Frane PAI (P1)

57

Strada Statale 81

Edifici civili Azienda agricola Edificio civile

58

Via per Pagannoni Varano Fonte a Collina

59

Edificio civile Fienile annessi Strada comunale Edificio civile

Rischio Frane PAI (P2)

60

Villa Ferretti

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate fluviali Rischio Frane PAI (P2)

61

Via Nicola Calipari Colleatterrato Via G. Caporale Colleatterrato Contrada Panichieri

Edificio civile

62

Edificio civile

Rischio Frane PAI (P2)

63

Capannone

Rischio Frane PAI (P2)

64

Villa Falchini

Edificio civile Azienda agricola Edifici civili annessi

18

Rischio Frane PAI (P1)

66

San Nicol

Rischio Frane PAI (P2)

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


71

LOCALITA
Loc. Villa Schiavoni Via L. Fioravanti Via F. Ranalli Via P. Verrua Via C. G. Crocetti Via Vico Primo Via A. Biondi

TIPOLOGIA

PERSONE

FAMIGLIE

FONTE - RISCHIO
Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit scarpate fluviali

Strada Provinciale

787

225

74

Impianto di distributore Gas Strada comunale Edifici civili Attivit commerciale Edifici civili

Rischio Frane PAI (P2) / /

77

Via E. Piermarini Villa Mosca Via E. Agostinone

469

134

Rischio Frane PAI (P2)

78

164

47

Rischio Frane PAI (P2)

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


Villa Mosca

37

Pericolosit scarpate di linea di faglia Edificio civile (rudere) Edifici civili / / Rischio Frane PAI (P2)

79

Villa Mosca

80

Via Mezzopreti Villa Mosca Via Nicola da Guardiagrele Villa Mosca Via F. Franchi

98

28

Rischio Frane PAI (P1)

81

Edifici civili Rimessa Antenne telefonia mobile I.N.A.I.L. Edifici civili Edificio civile Edificio civile Edificio civile (disabitato) Edificio civile Rimessa Edificio civile Annessi Edificio civile Serre Edificio civile Annessi Strada Statale Edificio civile Rimessa - Fienile annessi

24

Rischio Frane PAI (P1)

82

217

62

Rischio Frane PAI (P1)

88 89 90

Strada Statale 81 Strada Statale 81 Strada per Poggio Cono Strada per Poggio Cono Strada per Poggio Cono Strada Statale 81 Strada Statale 81 Strada Statale 81

7 3 /

2 1 /

Rischio Frane PAI (P1) Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2)

92

Rischio Frane PAI (P2)

93

Rischio Frane PAI (P2)

94 95 96

7 / 3

2 / 1

Rischio Frane PAI (P1) Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2)

97

Strada Statale 81

Rischio Frane PAI (P2) (P3)

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


98 99

LOCALITA
Poggio Cono Cerreto

TIPOLOGIA
Rimessa - Fienile Edificio civile Fienile Attivit commerciale (in ristrutturazione) Edificio civile Rimessa

PERSONE
/ 3

FAMIGLIE
/ 1

FONTE - RISCHIO
Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2)

100

Poggio Cono

Rischio Frane PAI (P2)

101

Poggio Cono

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate di linea di faglia Rischio Frane PAI (P2)

107

Nucleo Industriale Piano DAccio Strada per Poggio San vittorino

Banca di Teramo

108

Edificio civile

Pericolosit scarpate di linea di faglia

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


109 Bivio per Poggio San Vittorino Edificio civile Strada Provinciale 3 1

38

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate di linea di faglia Rischio Frane PAI (P2)

110

Via Zuccari Villa Mosca Sparazzano - Miano

Edificio civile annessi Edifici civili

112

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit segnalata dal comune Scarpate di linea di faglia Rischio Frane PAI (P2)

113

Sparazzano - Miano

Edifici civili Annessi Edificio civile Agriturismo Le Ginestrelle (Inutilizzato)

14

114

Sparazzano Miano

Pericolosit segnalata dal comune Scarpate strutturali Rischio Frane PAI (P1)

115

Miano (Strada Provinciale direzione Teramo) Miano

116

Cimitero

Pericolosit scarpate strutturali

117

Sparazzano - Miano

Edificio civile (diroccato) Edifico civile (diroccato) Edificio civile Annessi

Rischio Frane PAI (P2)

118

Sparazzano - Miano Casa Marcozzi Miano (Strada Provinciale direzione Val Vomano) Casa Pirocchi Miano (Strada Provinciale direzione Val Vomano)

Rischio Frane PAI (P2)

119

Rischio Frane PAI (P2)

120

Edificio civile (diroccato)

Rischio Calanchi PAI (P3)

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


121

LOCALITA
Miano (Strada Provinciale direzione Val Vomano) Casa Caterli Miano (Strada Provinciale direzione Val Vomano)) Strada Statale 150 direzione Montorio Bivio Miano su Strada Statale 150 direzione Montorio Rapino

TIPOLOGIA
Rimessa Strada Provinciale

PERSONE
/

FAMIGLIE
/

FONTE - RISCHIO
Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit scarpate strutturali

122

Edificio civile Annessi

Rischio Frane PAI (P2)

123

Edificio civile Annessi Edificio civile Annessi Strada comunale Edificio civile (disabitato)

Rischio Frane PAI (P2) 3 1 Rischio Calanchi PAI (P3) Rischio idraulico P.S.D.A. Pericolosit scarpate fluviali Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate di linea di faglia Rischio Frane PAI (P2) 3 1

125

126

127

Casa Ragonici Miano

Edifico civile Rimessa

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


Strada comunale 128 Miano Edifico civile (diroccato) Edifico civile Azienda agricola Strada comunale Campo sportivo Edifici civili Poste e telecomunicazioni Strada Provinciale Edificio civile Strada comunale / / Rischio Frane PAI (P3)

39

129

Contrada Prato Miano

Rischio Frane PAI (P2)

130

Miano

80

23

Rischio Frane PAI (P3) Pericolosit scarpate di linea di faglia

131

Contrada Prato Miano

Rischio Frane PAI (P2) 3 1

132

Contrada Prato Miano

Edifici civili Strada comunale

14

Pericolosit scarpate di linea di faglia

133

Strada Statale 81 Forcella

Edifico civile Strada Statale

Rischio Frane PAI (P2)

134

Contrada De Contro Piazza Madonna delle Grazie Via del Colle Frondarola

135

Edificio civile Annessi Edifici civili Attivit commerciali Scuola elementare e materna Strada comunale Edifici civili Annessi

Rischio Frane PAI (P1)

35

10

Pericolosit segnalata dal comune

136

Frondarola

Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit scarpate fluviali

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


137

LOCALITA
Ponticelli Frondarola Ponticelli Frondarola Ponticelli Frondarola Contrada Casette Spiano

TIPOLOGIA
Edificio civile

PERSONE
3

FAMIGLIE
1

FONTE - RISCHIO
Rischio Frane PAI (P1)

138

Edificio civile

Rischio Frane PAI (P2)

139

Annessi (diroccati) Rimessa Annessi Strada Provinciale Edifici civili Annessi Strada Provinciale Edificio civile (disabitato) Edifici civili Strada Provinciale

Rischio Frane PAI (P1)

140

Rischio Frane PAI (P2)

141

Contrada Casette Spiano

Rischio Frane PAI (P2)

142

Villa Stanghieri Sardinara Villa Stanghieri Sardinara

Rischio Frane PAI (P2)

143

52

15

Rischio Frane PAI (P2)

144

Sardinara

Edificio Civile

Rischio Frane PAI (P2)

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


(disabitato) Strada Provinciale 145 Sardinara Rimesse / / Pericolosit scarpate fluviali

40

Pericolosit segnalata dal comune Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate di linea di faglia Pericolosit segnalata dal comune

146

Sardinara

Edificio civile Rimesse Rimesse

147

Sardinara

148

Sardinara

Edifici civili (diroccati) Edificio civile Allevamento bovini Edifici civili Annessi

Rischio Frane PAI (P2)

149

Sardinara

Rischio Frane PAI (P2)

150

Via Orciano Miano

Pericolosit scarpate fluviali Rischio Calanchi PAI (P3) Pericolosit segnalata dal comune Rischio Frane PAI (P1)

151

Sardinara

Edifici civili

152

Sardinara

Edificio civile

Rischio Frane PAI (P2)

153

Sparazzano

Edificio civile

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate strutturali Rischio Frane PAI (P2)

154

Sparazzano

Edificio civile (diroccato)

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


155

LOCALITA
Colle Torrone Rapino

TIPOLOGIA
Edificio civile (disabitato) Strada comunale

PERSONE
/

FAMIGLIE
/

FONTE - RISCHIO
Pericolosit segnalata dal comune

156

Colle Torrone Rapino Caprafico

Edificio civile

Rischio Frane PAI (P2)

157

Edifici civili

Pericolosit segnalata dal comune

158

Caprafico

Edificio civile

Pericolosit segnalata dal comune

159

Caprafico

Edificio civile (disabitato) Edifici civili

Rischio Frane PAI (P2)

160

Caprafico

Pericolosit segnalata dal comune

161

Villa Vomano

Edificio civile (diroccato) Edificio civile Edificio civile (disabitato) Annessi Superstrada Edificio civile (disabitato)

Rischio Frane PAI (P2) Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate di linea di faglia Pericolosit scarpate strutturali

171

Forcella

174

Sardinara Strada Provinciale

175

Sardinara Strada Provinciale

Pericolosit scarpate strutturali

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


176 Strada Provinciale 19PA per Miano Edifici civili Annessi Rimessa Strada Provinciale Edificio civile Strada Provinciale Edificio civile Annessi Edificio civile (disabitato) Rimessa Strada Provinciale Stalla Rimessa Edificio civile (disabitato) Edifici civili Rimessa Annessi Strada comunale 70 20 Rischio Frane PAI (P2)

41

177

Strada Provinciale 19PA per Miano Contrada Casette Poggio Rattieri Strada Provinciale per Cortino

Rischio Frane PAI (P2)

178

Rischio Frane PAI (P1)

179

Rischio Frane PAI (P1) / /

180

Strada Provinciale per Cortino Strada Provinciale per Cortino

Rischio Frane PAI (P2)

181

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate fluviali

183

Valle Soprana (Valle San Giovanni)

14

Rischio Frane PAI (P2)

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO FRANE - COMUNE DI TERAMO PROG.


184

LOCALITA
Colle Caselle (Villa Ripa) Colle Caselle (Villa Ripa)

TIPOLOGIA
Edificio civile Edificio civile Rimessa Annessi Strada Provinciale Edificio civile Annessi

PERSONE
7

FAMIGLIE
2

FONTE - RISCHIO
Rischio Frane PAI (P2)

185

Rischio Frane PAI (P2)

186

Strada Provinciale SP 47

Rischio Frane PAI (P2)

188

Colle Marchese (Valle San Giovanni) Villa Ripa

Annessi

Pericolosit scarpate fluviali Pericolosit segnalata dal comune Rischio Frane PAI (P2)

189

Annessi

190

Villa Ripa

Edifici civili Strada Provinciale

14

Rischio Frane PAI (P2)

197

Frondarola

Edificio civile Strada Provinciale

Rischio Frane PAI (P1) (P2)

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale

42

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO IDRAULICO - COMUNE DI TERAMO PROG.


6

LOCALITA
Via I. Bosco Martese Via Nazionale Piano della Lenta Via Nazionale Piano della Lenta

TIPOLOGIA
Edifici civili Annessi Attivit commerciale Edifici civili Scuola elementare Edifici civili Rimessa Stazione carburante Attivit commerciale Strada statale Edificio civile Strada Statale Viadotto 79 Edificio civile Chiesa Madonna della Cona Edificio civile Campo sportivo Attivit commerciale Strada Statale Edificio civile (disabitato) Edifici civili

PERSONE
301

FAMIGLIE
86

FONTE - RISCHIO
Pericolosit scarpate fluviali

112

32 Pericolosit scarpate fluviali

Via Nazionale Piano della Lenta

59

17

Pericolosit scarpate fluviali

32

Via Cavalieri di Vittorio Veneto Cona Via M. Morgante Cona Via Cona Via Cona Via M. Morgante Via Madonna del Riparo - Teramo Strada per Miano

28

Pericolosit scarpate fluviali

33

63

18

Pericolosit scarpate fluviali

34 35

/ 3

/ 1

Pericolosit scarpate fluviali Rischio Idraulico P.S.D.A.

41

Rischio Idraulico P.S.D.A.

48

Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit scarpate fluviali Rischio Idraulico P.S.D.A.

52

Via discesa San Giuseppe Teramo Via Vecchia Teramo Via Ponte Vezzola Teramo

49

14

53

Edificio civile (rudere) Edifici civili Rimesse

Rischio Idraulico P.S.D.A. / 14 / 4 Pericolosit scarpate fluviali

54

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


60 Villa Ferretti Edificio civile 3 1

43

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate fluviali Pericolosit scarpate fluviali

65

Villa Falchini

Edifici civili

10

68

Via P. Celli Zona Industriale San Nicol Via G. Fabbri Zona Industriale S. Nicol

Impianto acque reflue / /

Rischio Idraulico P.S.D.A.

69

Attivit industriali

Rischio Idraulico P.S.D.A.

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO IDRAULICO - COMUNE DI TERAMO PROG.


70

LOCALITA
Via D. Di Giuseppe Zona industriale San Nicol

TIPOLOGIA
Prefabbricati

PERSONE

FAMIGLIE
/

FONTE - RISCHIO
Rischio Idraulico P.S.D.A.

71

Strada Provinciale

787

225

Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit scarpate fluviali Rischio Idraulico P.S.D.A.

72

Piano DAccio

Edificio civle (rudere) Rimessa Impianto di depurazione Strada comunale Spogliatoio campo sportivo Strada comunale Edificio civile

73

Villa Pavone

Rischio Idraulico P.S.D.A. /

75

Colleatterrato

Pericolosit scarpate fluviali /

76

C.da Casalena

Pericolosit scarpate fluviali

83

Via Acquaviva Ponte a Catena

Impianto di depurazione Vivaio forestale Strada statale

Rischio Idraulico P.S.D.A. /

84 85

Ponte a Catena Ponte a Catena

Annessi Azienda Abruzzi Gas Strada comunale Annessi Strada Statale Annessi Edificio civile (disabitato)

/ /

Rischio Idraulico P.S.D.A. Rischio Idraulico P.S.D.A.

86

Ponte a Catena

Rischio Idraulico P.S.D.A.

87 102

Ponte a Catena Via Don Primo Mazzolari Colleatterrato Via Don Lorenzo Milani Colleatterrato Colleatterrato

/ /

/ /

Rischio Idraulico P.S.D.A. Pericolosit scarpate fluviali

103

Edifici civili

35

10

Pericolosit scarpate fluviali

104

Edifici civili

63

18

Pericolosit scarpate fluviali

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


105 106 111 Colleatterrato Colleatterrato Tofo S. Eleuterio Edifici civili Edificio civile Edificio civile (disabitato) Edifico civile Rimessa 7 3 / 2 1 / Pericolosit scarpate fluviali Pericolosit scarpate fluviali Pericolosit scarpate fluviali

44

124

Strada Statale 150 direzione Montorio

Rischio Idraulico P.S.D.A. 3 1

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO IDRAULICO - COMUNE DI TERAMO PROG.


125

LOCALITA
Bivio Miano su Strada Statale 150 direzione Montorio Miano

TIPOLOGIA
Edificio civile Annessi Strada comunale Campo sportivo Edifici civili Poste e telecomunicazioni Strada Provinciale Edifici civili Strada comunale

PERSONE
3

FAMIGLIE
1

FONTE - RISCHIO
Rischio Calanchi PAI (P3) Rischio idraulico P.S.D.A. Pericolosit scarpate fluviali Rischio Frane PAI (P3) Pericolosit scarpate di linea di faglia

130

80

23

132

Contrada Prato Miano

14

Pericolosit scarpate di linea di faglia

136

Frondarola

Edifici civili Annessi Edificio Civile (disabitato) Strada Provinciale Edifici civili Annessi

Rischio Frane PAI (P1) Pericolosit scarpate fluviali Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate fluviali

144

Sardinara

150

Via Orciano Miano

Pericolosit scarpate fluviali Rischio Calanchi PAI (P3) Pericolosit segnalata dal comune Pericolosit scarpate fluviali

162

Villa Vomano

Edifici civili Attivit commerciali Strada Statale Strada Provinciale Consorzio di Bonifica Nord Edifici civili Attivit commerciale Edificio civile

10

163

Villa Vomano

Rischio Idraulico P.S.D.A.

164

Villa Vomano

Rischio Idraulico P.S.D.A.

165

Villa Vomano

Rischio Idraulico P.S.D.A.

166

Villa Vomano

Depuratore

Rischio Idraulico P.S.D.A.

167

Villa Vomano

Consorzio di Bonifica Nord Edificio civile Annessi Edificio civile Attivit commerciale Attivit artigianale Annessi Rimessa 7

Rischio Idraulico P.S.D.A.

168

Villa Vomano

Rischio Idraulico P.S.D.A.

169

Sardinara

Pericolosit scarpate fluviali

170

Bivio Collecchio

Pericolosit scarpate fluviali

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale


172 Villa Vomano Rimesse / Pericolosit scarpate fluviali

45

AREE E INFRASTRUTTURE SOGGETTE A RISCHIO IDRAULICO - COMUNE DI TERAMO PROG.


173

LOCALITA
Sardinara Strada Provinciale Strada Provinciale per Cortino Via Fonte dei Colli Via del Comune (Valle San Giovanni) Madonna del Ponte Porto (Valle San Giovanni)

TIPOLOGIA
Edificio civile

PERSONE
3

FAMIGLIE
1

FONTE - RISCHIO
Pericolosit scarpate fluviali

181

Edificio civile (disabitato)

Rischio Frane PAI (P2) Pericolosit scarpate fluviali

182

Edifici civili Strada comunale Chiesa Edificio civile (disabitato)

63

18

Pericolosit scarpate fluviali

187

Pericolosit scarpate fluviali

188

Colle Marchese (Valle San Giovanni) Villa Tordinia

Annessi

Pericolosit scarpate fluviali Pericolosit segnalata dal comune Pericolosit scarpate fluviali

191

192

Villa Tordinia

Edifici civili Strada Statale Viadotto 80 Edificio civile (disabitato) Rimesse Edifici civili Strada Statale Viadotto 82 Edifici civili (disabitato) Annessi Edificio civile (disabitato) Edifici civili Strada Statale

17

Pericolosit scarpate fluviali

193

Villa Tordinia

10

Pericolosit scarpate fluviali

194

Villa Tordinia

Pericolosit scarpate fluviali

195

Villa Tordinia

Pericolosit scarpate fluviali

196

Villa Tordinia

14

Pericolosit scarpate fluviali

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale RISCHIO SISMICO

46

I fenomeni sismici sono conseguenza di unimprovvisa rottura di equilibrio allinterno della crosta terrestre che provoca un brusco rilascio di energia; questa si propaga in tutte le direzioni sottoforma di vibrazioni elastiche (onde sismiche) che si manifestano in superficie con una serie di rapidi movimenti o scuotimenti del suolo. Il punto in cui le onde sismiche hanno origine detto ipocentro ed situato ad una certa profondit della crosta terrestre; lepicentro corrisponde al punto della superficie terrestre situato sulla verticale dellipocentro e nel cui intorno (area epicentrale) si osservano i maggiori effetti del terremoto. Come vedremo meglio pi avanti il terremoto non un fenomeno prevedibile e proprio per questo costituisce una delle minacce naturali pi gravi sui territori caratterizzati dalla presenza di tale rischio. Generalmente di breve durata (qualche decina di secondi), i terremoti si manifestano prevalentemente in corrispondenza dei margini delle zolle tettoniche. Il territorio italiano si estende su pi zolle, il cui movimento reciproco genera periodicamente dei terremoti. Il terremoto pu essere misurato attraverso le registrazioni degli strumenti o basandosi sullosservazione degli effetti che ha provocato. Nel primo caso si parler di scala Richter e si misura in gradi di Magnitudo ovvero lunit di misura che permette di esprimere lenergia associata ad un terremoto. Tale scala concepita in modo che, passando da un grado al successivo, lampiezza delle oscillazioni del punto sul suolo aumenti di 10 volte. Nel secondo caso invece si parla di scala Mercalli (MCS), che definisce 12 gradi ognuno dei quali descrive gli effetti che il terremoto provoca sulluomo, sulle costruzioni e sullambiente; quanto pi gravi sono i danni osservati tanto pi elevato risulta il grado di intensit della scossa. La scala MCS, tuttavia, ha una correlazione molto vaga con lenergia liberata da un certo terremoto. La stessa quantit di energia sismica pu produrre danni assai diversi in funzione delle caratteristiche dei manufatti coinvolti e della situazione geologica e morfologica locale. Infatti gli effetti saranno maggiori in corrispondenza di terreni soffici e minori su terreni rigidi. Cos come sar maggiore sulle cime dei rilievi, sulle creste, lungo i bordi delle scarpate e dei versanti ripidi. Non esistono ad oggi ancora sistemi previsionali capaci di farci conoscere con sufficiente anticipo quando, dove e con quale intensit si verificher un terremoto. E invece possibile e corretto parlare di previsione probabilistica dellevento sismico essendo definibili con buona approssimazione le aree in cui un terremoto pu verificarsi e valutabile lintensit massima con cui potrebbe manifestarsi. In altre parole possibile, attraverso lanalisi di dati storici, giudicare la sismicit di un

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 47 territorio e valutare, a lungo termine, la probabilit statistica che vi si verifichi un terremoto di data intensit. SCENARIO DI RISCHIO ATTESO Il rischio deriva dal prodotto di tre fattori: la pericolosit, la vulnerabilit e l'esposizione. Per effettuare un analisi del rischio occorrerebbe disporre di valutazioni di questi tre parametri: PERICOLOSITA SISMICA: probabilit che, in un certo periodo di tempo, un'area sia interessata da terremoti che possono produrre danni; VULNERABILITA SISMICA: consiste nella predisposizione da parte di persone, beni o attivit a subire danni o modificazioni a causa del verificarsi di un terremoto; ESPOSIZIONE: una misura dell'importanza dell'oggetto esposto al rischio, definita come dislocazione, consistenza, qualit e valore dei beni e delle attivit presenti sul territorio. LA PERICOLOSITA Lapproccio alla valutazione della pericolosit sismica ha recentemente conosciuto un notevole impulso verso la definizione delle geometrie delle sorgenti sismogenetiche, le quali, confrontate con la sismicit storica, hanno fornito una suddivisione del territorio italiano in distretti a diversa pericolosit sismica. I cataloghi sismici rappresentano sicuramente la base dalla quale poter definire la pericolosit di una determinata area geografica. Essi costituiscono un elenco cronologicamente ordinato degli eventi risentiti in un dato sito, con lindicazione dellintensit verificatesi nel posto e nella zona epicentrale, la magnitudo stimata e la distanza dellepicentro dal sito. Recentemente, a seguito dellOrdinanza PCM 3274 del 20 marzo 2003, stato aggiornato il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, al fine di poter disporre di una finestra temporale pi ampia e corretta per redigere una mappa di pericolosit sismica di riferimento per lindividuazione delle zone sismiche, secondo quanto previsto dalla stessa Ordinanza. Nellambito di questa iniziativa stata realizzata una versione aggiornata di CPTI99, denominata CPTI04, estesa a tutto il 2002, che offre per ogni terremoto una stima il pi possibile omogenea della magnitudo momento Mw e della magnitudo calcolata sulle onde superficiali Ms. I recenti studi volti alla determinazione della pericolosit sismica di riferimento per il territorio nazionale sono stati condotti sulla base dei Criteri generali per lindividuazione delle zone sismiche e per la formazione e laggiornamento degli elenchi delle medesime zone contenuti nellOrdinanza del Presidente del Consiglio n. 3519 del 28 aprile 2006

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 48 I criteri, evoluzione di quelli gi presenti nellOPCM 3274 del 20 marzo 2003, si basano sui risultati di studi di pericolosit sismica espressi in termini di accelerazione massima del suolo ag, con probabilit di superamento del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s, categoria A). Sulla base dei risultati emersi il territorio comunale di Teramo stato inserito in zona sismica 2. La figura in basso mostra i valori della mappa di riferimento dellaccelerazione massima del suolo ag (50 percentile), con sovrapposte le sorgenti sismo genetiche (zonazione ZS9 INGV).

Gruppo di Lavoro (2004). Redazione della mappa di pericolosit sismica prevista dallOrdinanza PCM 3274 del 20 marzo 2003. INGV, Milano-Roma, Aprile 2004. Grazie ad unestesa indagine realizzata sui cataloghi disponibili (NT. 4.1 - CFT - PFGD ecc.), ed in particolare del DOM 4.1, un database di osservazioni macrosismiche di terremoti di area italiana al di sopra della soglia del danno che contiene i dati macrosismici, provenienti da studi GNDT si

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 49 potuta ricostruire la storia sismica che ha interessato il comune di Teramo, che viene riassunta nella seguente tabella tratta da: Stucchi et alii. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/ Quaderni di Geofisica, Vol 49, pp.38.

Storia sismica di Teramo (TE) [42.659, 13.704]


Intensit al sito Anno Mese 8 1703 02 7-8 1943 10 6 1873 03 6 1915 01 6 1972 11 5-6 5 5 5 5 4-5 4-5 4 4 4 4 F F F 3-4 3-4 3-4 3 3 3 3 2-3 2 2 1997 1882 1951 1963 1979 1907 1987 1927 1933 1962 1984 1461 1881 1943 1905 1930 1984 1875 1916 1961 1980 1884 1901 1925 09 08 09 07 09 01 07 10 09 08 05 11 03 03 08 07 04 12 05 10 11 01 07 09 Giorno 02 03 12 13 26 26 16 01 21 19 23 03 11 26 21 07 26 11 25 25 23 29 06 17 31 23 10 31 24 Ore 11 08 20 06 16 09 Minuti 05 28 04 52 03 40 Localit epicentrale Aquilano OFFIDA Marche meridionali AVEZZANO MONTEFORTINO Appennino umbromarchigiano GROTTAMMARE SARNANO AMATRICE Valnerina ADRIATICO CENTRALE PORTO SAN GIORGIO MARSICA Maiella Irpinia Appennino abruzzese AQUILANO SPOLETO OFFIDA SULMONA Irpinia GUBBIO/VALFABBRICA S.MARCO IN LAMIS Alto Adriatico ANTRODOCO Irpinia-Basilicata ATRI Monti della Meta Molise occidentale Intensit epicentrale 10 8-9 8 11 7-8 8-9 6-7 7 6 8-9 5-6 7 7 8-9 9 8 10 5-6 6 6-7 10 7 7-8 8 7-8 10 5-6 7 7 Mw 6.65 5.81 5.88 6.99 5.34 6.05 4.97 5.31 4.85 5.90 4.84 5.18 5.27 5.68 6.19 5.93 6.46 4.63 5.02 5.28 6.72 5.68 6.07 5.85 5.13 6.89 4.63 5.29 5.40 Fonte CFTI DOM CFTI DOM DOM CFTI DOM DOM DOM CFTI DOM BMING DOM CFTI CFTI CFTI DOM DOM DOM DOM CFTI DOM DOM CFTI DOM CFTI DOM CFTI CFTI

11 21 10 14 03 18 17 21 22 15 20 05 12 13 18 10 13

09 35 25 21 45 33 19 49 30 50 40 41 08 02 50 37 34 38 33

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale INDAGINE DI VULNERABILITA SPEDITIVA

50

La vulnerabilit la propensione al danno o alla perdita di un sistema a seguito di un evento sismico. Per ogni sistema, la vulnerabilit pu essere espressa in maniera diretta attraverso il livello del danno occorso ovvero in maniera indiretta attraverso indici di vulnerabilit cui collegare danno e scuotimento. Per la valutazione della vulnerabilit del patrimonio edilizio nel comune di Teramo, si fatto riferimento allEuropean Macroseismic Scale (EMS-98) che oltre a definire con dettaglio maggiore di altre scale dintensit (MCS:Mercalli-Cancani-Sieberg; MSK: Medvedev-SponheuerKarnik) gli effetti sulle costruzioni (utilizzando sei livello di danno e dodici gradi dintensit), distingue le tipologie degli edifici in 4 classi principali muratura, cemento armato, acciaio, legno - e 15 sottoclassi, includendo tipologie di nuova concezione, come gli edifici sismoresistenti e gli edifici in cemento armato, ovvero in cemento armato a telaio e cemento armato a pareti. Le classi e le sottoclassi, bench accludano voci per la maggior parte dei tipi principali di edificio incontrati in Europa, costituiscono una sintesi di tipi principali che avrebbero bisogno di una successiva sub-classificazione. Lo sforzo compiuto dalla EMS-98 quello di individuare classi che rappresentano direttamente la vulnerabilit. Le classi di vulnerabilit sono basate sulla tipologia costruttiva delledificio ovvero sui materiali costruttivi impiegati per i sistemi resistenti alle forze laterali. La scala macrosismica europea ( EMS 98) fornisce una tabella di classi di vulnerabilit in cui si tenta di categorizzare in modo semplice la resistenza delle strutture, portando in conto non solo la tipologia delledificio (elementi verticali ed orizzontali), ma anche lo stato di manutenzione, la qualit costruttiva, la regolarit di forma, il livello di progettazione antisismica, ecc. NellEMS 98 vengono proposte sei classi a vulnerabilit decrescente (A-F), di cui le prime tre (A,B,C) rappresentano la resistenza di edifici in terra, in muratura di mattoni e in cemento armato, progettati tutti senza criteri antisismici. Le classi D ed E rappresentano una diminuzione della vulnerabilit grazie alladozione di misure di protezione basate su progettazione antisismica, comprendendo cemento armato, strutture in legno, muratura armata e strutture in acciaio. La classe F rappresenta la vulnerabilit di strutture con progettazione antisismica di elevata qualit. Da rilevare infine che le categorie sono definite con un range di approssimazione legato in gran parte alla disponibilit dei parametri qualitativi e morfologici disponibili. Dai dati ISTAT si rileva che il 40,7% degli edifici stata costruita prima della classificazione sismica (1965).

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale

51

Partendo dalla distinzione delle classi tipologiche edilizie individuate, ritenute le pi idonee per la catalogazione del tessuto edilizio nel territorio teramano - con metodi gi ampiamente sperimentati in campo nazionale dal Dipartimento della Protezione Civile stato definito in modo pi appropriato lo studio di riferimento. Le classi sono state pertanto fissate a realt maggiormente aderenti alle tipologie edilizie locali, attraverso lanalisi di fattori ben distinti quali: o la tipologia costruttiva della costruzione; o la qualit delle strutture portanti; o lo stato di manutenzione; o laltezza, ecc. Dalla tavola delle classi di vulnerabilit adottata sono escluse le tipologie meno diffuse o, in alcuni casi del tutto estranee, quali le case in terra cruda e le case di legno. Sono state individuate 6 classi di edificato prevalenti a vulnerabilit decrescente da A ad F. Per maggiore chiarezza si riporta sotto la tabella di vulnerabilit edificato adottata:

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale

52

Sulla carta Tecnica Regionale, relativamente al territorio comunale, sono stati individuati i singoli aggregati strutturali, in genere costituiti dagli isolati, definiti (sul Manuale per la compilazione della scheda di 1 livello di rilevamento danno, pronto intervento e agibilit per edifici ordinari nellemergenza post-sismica SSN e GNDT) come un insieme di edifici (elementi strutturali) non omogenei, a contatto o con un collegamento pi o meno efficace, che possono interagire sotto una azione sismica o dinamica in genere. Un aggregato strutturale pu essere quindi costituito da un edificio singolo (come capita usualmente nel caso di edifici in cemento armato) o da pi edifici accorpati con caratteristiche costruttive generalmente diverse. La presenza di un giunto sismico efficiente, da luogo allindividuazione di due aggregati strutturali ben distinti. Qualora non sia possibile identificare a priori la presenza o la localizzazione di un giunto sismico, opportuno considerare lintero isolato come un unico aggregato, salvo procedere ad eventuali modifiche in sede di sopralluogo..Allinterno degli aggregati strutturali si individuano gli edifici, definiti come unit omogenee e in genere distinguibili dagli edifici adiacenti per tipologia costruttiva, differenza di altezza, et di costruzione, sfalsamento dei piani, etc. Per una definizione di edificio si pu far riferimento a quella indicata dalla regione Marche e adottata anche ufficialmente in occasione del sisma del settembre 1997. Ledificio viene definito come un fabbricato con continuit strutturale, delimitato da cielo a terra da pareti verticali portanti che possono essere cieche o fornite di aperture su strade e spazi liberi o aperture modeste in pareti in comune con fabbricati adiacenti (caso che pu presentarsi per edifici accorpati in aggregati strutturali complessi). Gli edifici costituiscono organismi statici unici e possono essere distinti ed identificati sulla base dei seguenti criteri: a) fabbricati costruiti in epoche diverse; _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale b) fabbricati costruiti con materiali diversi; c) fabbricati costruiti con solai posti a quote diverse.

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Come precedentemente accennato, lanalisi ha previsto inizialmente lindividuazione a tavolino degli aggregati strutturali sulla cartografia di riferimento. Nella successiva fase di sopralluogo, ad ogni edificio facente parte dellaggregato, stata attribuita la classe di vulnerabilit e lo specifico colore di riferimento da riportare sulla cartografia, scelto tra quelli individuati dalla tabella allegata. Dopo aver stimato le classi pi ricorrenti tra gli edifici e/o le classi peggiori prevalenti tra gli edifici costituenti laggregato, sono state attribuite le classi di vulnerabilit agli aggregati ed i colori da riportare sulla carta di riferimento. La scelta di classificare gli aggregati, deriva dalla considerazione che gli edifici che ne fanno parte non costituiscono in genere un unico organismo strutturale. La mancanza di una completa solidariet strutturale pu, difatti, nella fase dinamica provocata da un terremoto, portare i fabbricati a situazioni strutturali anomale tali da influenzarsi e danneggiarsi reciprocamente. Il patrimonio edilizio esaminato, distinto in aggregati, stato cos suddiviso in categorie con lobiettivo di disporre di un complesso di informazioni attraverso cui poter stimare la vulnerabilit delledificato. Lassegnazione degli edifici alle classi di appartenenza attraverso il metodo a vista non stata sempre facile, in quanto numerosi fabbricati, in particolare quelli con struttura portante in muratura, tipici dei centri storici, risultano difficilmente catalogabili dal punto di vista storico e tipologico a causa di ristrutturazioni o manutenzioni della facciata. Per definire pi esattamente il periodo di costruzione degli edifici del capoluogo, prima di effettuare i sopralluoghi i tecnici hanno esaminato planimetrie storiche della citt a partire dalla fine del XIX secolo. Dallanalisi sul patrimonio edilizio del centro storico di Teramo, ovvero larea circoscritta dalle due circonvallazioni Ragusa a nord e Spalato a sud, da Viale Mazzini - piazza Garibaldi ad ovest, porta Reale via Lucidi ad est, risulta evidente la presenza di aggregati appartenenti prevalentemente alle prime tre classi (A,B,C) di vulnerabilit. Nel corso del sopralluogo risultato inoltre che: Gli aggregati strutturali risultano in prevalenza del tipo a blocco irregolare, in particolar modo nella zona est; Gli edifici sono in prevalenza a tre o quattro piani; La sostituzione completa delledificato antico con costruzioni di muratura recente quasi del tutto trascurabile. Solo pochi edifici sono stati interessati da interventi recenti e strutturalmente significativi. La quasi totalit degli edifici stata interessata quasi esclusivamente da interventi di ordinaria manutenzione;

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 54 La tipologia prevalente delle strutture verticali costituita da muratura di mattoni pieni nella parte ovest; nella zona ovest predomina la pietra arrotondata di fiume e/o sbozzata di varia pezzatura e mattoni. La qualit delle murature di livello medio, con alcuni casi di eccessivo degrado, specialmente nel territorio ad est. Le strutture portanti delle coperture sono prevalentemente in legno o in laterocemento; Esiste un rapporto sfavorevole tra altezza degli edifici e larghezza stradale. I dati raccolti e sintetizzati nella carta allegata denominata Carta della Vulnerabilit delledificato - centro storico di Teramo in scala 1:5.000, saranno un utile supporto in fase di pianificazione dellemergenza per il dimensionamento delle aree di attesa e accoglienza della popolazione. Con questo strumento, sempre considerando le caratteristiche antropiche del territorio, la viabilit insistente sullo stesso, nonch altri fattori di rischio (idrogeologico ed idraulico) si potuto operare alla produzione degli scenari di danno ed alla successiva quantificazione delle risorse necessarie. Si riporta di seguito un esempio della classificazione speditiva della vulnerabilit delledificato operata nel centro storico di Teramo:

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SCENARI DI DANNO A SEGUITO DI EVENTI SISMICI

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 56 Lo scenario di danno sismico permette di individuare gli effetti prodotti sul territorio da un determinato terremoto quali, ad esempio le perdite attese del patrimonio abitativo e di vite umane, inoltre individua le aree potenzialmente pi a rischio. Per giungere ad uno scenario di danno sismico nel Comune di Teramo, tramite la Provincia di Teramo, stata inoltrata richiesta al Dipartimento della Protezione civile - ufficio Servizio Sismico Nazionale, per una elaborazione di scenari di danno a seguito di eventi sismici per la pianificazione provinciale e comunale di emergenza che stata acquisita nel mese di gennaio. Il documento cos articolato: Scenario Provinciale: una relazione in cui vengono illustrati gli scenari di danno conseguenti a eventi sismici opportunamente scelti, per rappresentare le situazioni pi significative per larea dellintera Provincia di Teramo dal punto di vista della gestione dellemergenza sismica utile per la pianificazione su scala provinciale; Scenario Comunale: documento revisionale dei danni conseguenti ad eventi sismici opportunamente scelti per rappresentare le situazioni pi significative per larea del Comune di Notaresco dal punto di vista della gestione dellemergenza sismica, da utilizzare come base per la messa a punto del piano di emergenza comunale. Come viene pi volte ribadito nel documento dellUfficio Servizio Sismico, i risultati riguardanti gli effetti di un evento relativi ad un singolo comune estrapolati dallo scenario provinciale, non possono essere utilizzati per la pianificazione di emergenza comunale; in quanto quella che pu essere una situazione molto significativa ad un determinato livello territoriale ad esempio provinciale, pu non esserlo quando si scende di livello ovvero a scala comunale. In altre parole, lo scenario corrispondente ad un evento importante su territorio provinciale pu non rappresentare una situazione tra le pi significative a livello comunale per molti comuni in esso compresi. E in base a questo principio che non stata presa in considerazione nel piano di Teramo, unaltra analisi di scenario svolta nellambito di una convenzione tra la Provincia di Teramo e lIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Indagini sismotettoniche per la realizzazione del Piano di Emergenza Provinciale di Protezione Civile ). Sempre in base a queste considerazioni, che lo scenario su scala provinciale del D.P.C. stato preso in considerazione solo a titolo di completezza e per un inquadramento generale, ma sulla base dello scenario comunale, che i diversi gradi di impatto sono poi stati presi a riferimento per la

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 57 definizione dei livelli di attivazione delle procedure elaborate nel modello dintervento e per il dimensionamento delle strutture di accoglienza. Nellanalisi dei dati a livello Comunale sono stati presi in considerazione tutti e tre gli scenari elaborati dal D.P.C. Tipo evento a) b) c) Intensit MCS VII VIII IX Periodo di ritorno 98 475 2475 Persone coinvolti in crolli 44 264 1349 Persone senza tetto 1216 3371 9775

Per ciascun evento atteso, il documento descrive lo scenario in termini di: Abitazioni crollate/ Inagibili/danneggiate Persone coinvolte in crolli e senza tetto Danno medio totale Di ciascuno delle voci descritte, sono riportati tre valori corrispondenti alla stima minima, media e massima. Nella pianificazione del comune di Teramo si valutato di prendere a riferimento, per il dimensionamento dello scenario i valori relativi ad un intensit corrispondente all VIII grado della scala MCS (periodo di ritorno: 475 anni). Le previsioni di danno di questo scenario sono le seguenti: Valore minimo Persone coinvolte in crolli Persone senza tetto Abitazioni crollate Abitazioni inagibili Abitazioni danneggiate Danno medio totale (mq) 82 1568 38 714 3574 100205 Valore medio 264 3371 122 1498 5792 191148 Valore max 652 6039 299 2624 7750 314476

Sulla base della stessa sono state pianificate le procedure del Modello di Intervento Rischio sismico ed il dimensionamento delle aree di Protezione Civile. Per il dimensionamento delle aree stato preso in considerazione un evento atteso di tipo B (intensit MCS VIII) che prevede 3371 persone senza tetto. Considerando per che di queste

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 58 almeno la met saranno ospitate tra alberghi e parenti, occorre prevedere una tendopoli per almeno 1500 persone. Sono stati cos individuanti tre blocchi da 500 persone. Per lipotesi di evento tipo C, in cui si prevedono mediamente circa 10.000 senza tetto, sono state ipotizzate delle localizzazioni per ulteriori 5 aree di accoglienza identificate con priorit 2. Di seguito si riporta integralmente il documento: Scenari di danno a seguito di eventi sismici per la pianificazione di emergenza per la provincia di Teramo redatto dal DIPARTIMENTO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE UFFICIO SERVIZIO SISMICO

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Si allega la nota del DPC con le avvertenze generali per luso degli scenari comunali

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 62 Inoltre si riporta, per ciascun indicatore di scenario, unindicazione per il suo utilizzo insieme con una prima elencazione di attivit da svolgere in tempo di pace come attivit di prevenzione e pianificazione dellemergenza.

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RISORSE

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 66 Le risorse costituiscono il complesso di personale, materiali, mezzi e infrastrutture presenti nel territorio comunale che possono essere strategici per attivit di protezione civile. Il personale a livello comunale costituito da: 1. Quadri dellAmministrazione comunale; 2. Operatori del Corpo Polizia Municipale; 3. Volontari di Protezione Civile. I materiali e mezzi comprendono le dotazioni organiche dellAmministrazione comunale, del Corpo di Polizia Municipale, delle Strutture di supporto e le disponibilit offerte dalla organizzazione del volontariato e dal mercato del privato. Le Infrastrutture costituiscono il necessario supporto alle attivit di protezione civile. Lanalisi di tutte le risorse ha riguardato lindividuazione di: 1. Ospedali, Istituti scolastici, Universit, Case di Riposo, luoghi di culto, luoghi di aggregazione di massa (Impianti sportivi, cinema, centri commerciale, ecc), strutture turistiche (alberghi, hotel, campeggi); 2. VV.FF., Polizia, Corpo Forestale dello Stato, Forze Armate, Carabinieri, Croce Rossa, ecc.; 3. Municipio, Provincia, ecc. 4. Rete stradale, rete autostradale, rete ferroviaria, stazioni ferroviarie, eliporto; 5. Rete di distribuzione idrica, del gas; 6. Aree di Protezione Civile (Attesa, Accoglienza, Ammassamento). Mediante apposite schede di censimento, tutte le informazioni reperite sono confluite in una banca dati relazionale del Sistema Informativo realizzato. Relativamente ai dati sul personale (scheda CH1) sono state reperite informazioni riguardanti nome, cognome, settore, specializzazione, indirizzo, numero di telefono, di ciascun dipendente. Relativamente ai dati sui mezzi (scheda CH2) sono state reperite informazioni riguardanti il deposito dove questi sono custoditi, la tipologie e le caratteristiche del mezzo nonch il Responsabile dello stesso. Relativamente ai dati sui materiali (scheda CH3) sono state reperite informazioni riguardanti il deposito dove questi sono custoditi, la tipologia e il Responsabile dello stesso. Relativamente ai dati sugli edifici scolastici (scheda CN1), sugli edifici strategici (CN8), sugli edifici di culto (CN9), sui centri commerciali e cinema (scheda CN5), sulle Case di Riposo (CN4) sono state reperite informazioni riguardanti la data di costruzione ed eventuali

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 67 ristrutturazioni, la tipologia strutturale verticale ed orizzontale, il numero dei piani, laltezza media interpiano, la superficie coperta e quella scoperta, la presenza di servizi (luce acqua e gas) nonch il responsabile e il detentore; Relativamente ai dati sulle Area di accoglienza (scheda CM1) e sulle Aree di attesa (scheda CM4) sono state reperite informazioni riguardanti la denominazione, le caratteristiche dellarea e le strutture a servizio dellarea; Relativamente ai dati sulle Farmacie (scheda CB1-D) sono state reperite informazioni riguardanti la denominazione, il bacino dutenza, la ASL di appartenenza, lorario in cui garantito il servizio; Relativamente ai dati sulle chiese (scheda CN9) sono state reperite informazioni riguardanti la denominazione, il bacino dutenza, il periodo di utilizzo, laccessibilit; Relativamente ai dati sulle organizzazioni di volontariato (scheda CD1) sono state reperite informazioni riguardanti la denominazione e il numero degli iscritti; Relativamente ai dati sulle Strutture mobilit e trasporti (scheda CN10 e scheda CE1) sono state reperite informazioni riguardanti la denominazione, il responsabile, le caratteristiche generali delledificio e lorario in cui garantito il servizio; Tutti i dati sopra descritti sono stati informatizzati e gestiti da un database dedicato associato al SIT di protezione civile. Inoltre in forma tabellare sono stati riepilogati negli allegati del Piano.

AREE DI PROTEZIONE CIVILE Le aree di protezione civile sono aree fondamentali nella gestione dellemergenza in quanto permettono di accogliere la popolazione evacuata per causa di forza maggiore e di prestare loro le prime indicazioni e/o i primi soccorsi. Le aree di Protezione Civile appartengono a quattro tipologie diverse in base alla loro funzione: _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 1) Aree di Attesa; 2) Aree di Accoglienza scoperte; 3) Aree di Accoglienza coperte; 4) Aree di Ammassamento Mezzi Soccorritori. 1) AREE DI ATTESA

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Le aree di attesa sono zone sicure allaperto, in cui la popolazione si dirige a piedi senza utilizzare lauto, dopo levento per ricevere le prime informazioni e le direttive sul comportamento da adottare per partecipare in modo attivo al superamento dellemergenza. Per giungere in tali aree bisogna seguire necessariamente le vie di accesso sicure previste. Sul posto saranno presenti Vigili Urbani, Carabinieri o Volontari che indirizzeranno la popolazione, qualora ne ricorra la necessit, verso le Aree di Accoglienza preventivamente determinate ove riceveranno acqua e coperte. Il territorio del centro storico di Teramo stato suddiviso in 4 settori (riferimento carta operativa Tav. H) e per ogni settore stata individuata un Area di Attesa dove la popolazione dovr dirigersi in seguito ad evacuazione spontanea o a seguito dellordine di evacuazione. Sarebbe opportuno collocare unapposita cartellonistica per lindividuazione dei percorsi e dei punti di raccolta. Ulteriori 9 aree di attese sono state individuate nelle zone periferiche limitrofe al centro storico. Tali Aree sono state individuate in zone sicure rispetto ai diversi scenari di rischi ipotizzati, in modo da dare alla popolazione un idea chiara e semplice del luogo da raggiungere in caso di emergenza . Tuttavia, qualora lArea dAttesa individuata dal Piano si popolazione dovr orientarsi verso quella pi vicina. Per le frazioni, quali Colleatterrato, Nepezzano - Piano dAccio, San Nicol, Putignano Piano della Lenta, Valle San Giovanni, Forcella, Villa Vomano, Miano, Villa Ripa Villa Tordinia, Frondarola, sono state previste 13 Aree di Attesa. Nel centro urbano di Teramo sono state individuate le seguenti aree di attesa: rendesse impraticabile, la

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AREE DI ATTESA del Centro Urbano di TERAMO

ATT_01 - Teramo capoluogo: Area Villa Comunale Stefano Bandini La Villa Comunale situata nel centro storico di Teramo ed raggiungibile da Individuazione Piazza Garibaldi. Coordinate: X= 2413281 Y= 4724133 (Gauss - Boaga) Superficie mq 10.495 Tipologia del Ghiaia - Prato suolo Note Area a servizio del capoluogo

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ATT_02 Teramo capoluogo: Giardini pubblici - Viale Mazzini Largo Crocetti Giardini Martiri di Nassiyria (Tigli) Viale Mazzini situata nel centro storico di Teramo ed raggiungibile da Individuazione Piazza Garibaldi e dalla S.S. 81. Coordinate: X= 2413250 Y= 4723781 (Gauss - Boaga) Superficie mq 9.783 Tipologia del Betonella suolo Note Area a servizio del capoluogo

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ATT_03 Teramo capoluogo: Piazza San Francesco Piazza San Francesco situata nel centro storico di Teramo ed raggiungibile Individuazione da Viale De Gasperi (S.S. 80). Coordinate: X= 2414033 Y= 4723949 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 5.702 Tipologia del Asfalto suolo Note Area a servizio del capoluogo

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ATT_04 Teramo capoluogo: Giardini pubblici Ivan Graziani - Madonna delle Grazie I giardini pubblici di Madonna delle Grazie sono situati nel centro storico di Individuazione Teramo e sono raggiungibili da Viale Crispi e da Circonvallazione Spalato. Coordinate: X= 2414313 Y= 4723590 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 6.908 Tipologia del Area verde: prato suolo Note Area a servizio del capoluogo

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ATT_05 Teramo capoluogo: Giardini pubblici - Via De Albentiis I giardini pubblici di Via De Albentiis sono situati a ridosso del centro storico Individuazione di Teramo e sono raggiungibili da Piazza Madonna delle Grazie. Coordinate: X= 2414539 Y= 4723372 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 2.352 Tipologia del Area verde: prato suolo Note Area a servizio del capoluogo

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ATT_06 Teramo capoluogo: Piazzale Brunetti Francesco Piazzale Brunetti Francesco situata a ridosso del centro storico di Teramo ed Individuazione raggiungibile dalla S.S. 80. Coordinate: X= 2412655 Y= 4723684 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 2.096 Tipologia del Asfalto suolo Note

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ATT_07 Teramo capoluogo: Slargo - Via Cona Slargo di Madonna della Cona raggiungibile dalla S.S. 80. Individuazione Coordinate: X= 2412104 Y= 4723174 Superficie Mq 1.164 Tipologia del Asfalto suolo Note

(Gauss - Boaga)

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ATT_08 Teramo capoluogo: Campo calcetto - Colleparco - Via Averardi Cesare Campo da Calcetto di Colleparco raggiungibile da Coste S. Agostino e da Individuazione Viale della resistenza (Villa Mosca). Coordinate: X= 2414126 Y= 4725057 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 9.087 Tipologia del Prato sintetico suolo Note

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ATT_09 Teramo capoluogo: Campo calcetto Via R. Aurini - Villa Mosca Campo da Calcetto di Villa Mosca raggiungibile da Via Flaiani. Individuazione Coordinate: X= 2414646 Y= 4725100 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 8.735 Tipologia del Pavimento industriale suolo Note

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ATT_10 Teramo capoluogo: Area verde - Via Luigi Tripoti (Gammarana) Area verde raggiungibile da Viale Crispi. Individuazione Coordinate: X= 2415624 Y= 4724495 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 4.484 Tipologia del Area verde: prato suolo Note

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ATT_11 Teramo capoluogo: Campo calcetto - Via Maestri del Lavoro Campo da Calcetto raggiungibile da Via De Gasperi (S.S. 80. Individuazione Coordinate: X= 2414290 Y= 4723998 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 5.837 Tipologia del Pavimento industriale suolo Note

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ATT_12 Teramo capoluogo: Piazza Moro Piazza Moro raggiungibile da Via Po (S.S. 80) e da Viale Crispi. Individuazione Coordinate: X= 2414742 Y= 4724184 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 2.183 Tipologia del Asfalto suolo Note

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ATT_13 Teramo capoluogo: Giardini pubblici Via Tevere Giardini pubblici raggiungibili da Via Po (S.S. 80) e da Viale Crispi. Individuazione Coordinate: X= 2414989 Y= 4724332 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 1.170 Tipologia del Area verde: prato suolo Note

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AREE DI ATTESA FRAZIONI ATT_14 Colleatterrato Alto: Area verde - Via Giovanni XXIII Area verde raggiungibile da Viale Europa (S.S. 80) Individuazione Coordinate: X= 2415862 Y= 4725941 Superficie Mq 2575 Tipologia del Prato suolo Note A servizio degli abitanti di Colleatterrato Alto

(Gauss - Boaga)

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ATT_15 Colleatterrato Basso: Campo sportivo - G. Malatesta Campo da calcio raggiungibile da Viale Europa (S.S. 80) Individuazione Coordinate: X= 2416371 Y= 4725638 Superficie Mq 9.812 Tipologia del Prato sintetico suolo Note A servizio degli abitanti di Colleatterrato Alto

(Gauss - Boaga)

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ATT_16 Nepezzano - Villa Schiavoni: Piazza - Via Domenico Ciccarelli Piazza raggiungibile dalla Strada Provinciale 18 Individuazione Coordinate: X= 2418077 Y= 4727205 Superficie Mq 1.015 Tipologia del Betonella suolo Note Area a servizio degli abitanti di Nepezzano

(Gauss - Boaga)

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ATT_17 Piano DAccio: Piazza antistante la chiesa - Via Salvo dAcquisto Piazza raggiungibile dalla S.S. 80 Individuazione Coordinate: X= 2418021 Y= 4726427 Superficie Mq 1.964 Tipologia del Asfalto suolo Note Area a servizio degli abitanti di Piano DAccio

(Gauss - Boaga)

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ATT_18 Frazione San Nicol a Tordino: Piazza Progresso Piazza raggiungibile dalla S.S. 80 Individuazione Coordinate: X= 2420867 Y= 4727685 Superficie Mq 3.435 Tipologia del Betonella suolo Note Area a servizio degli abitanti di San Nicol

(Gauss - Boaga)

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ATT_19 Frazione San Nicol a Tordino: Area verde - Via Leonardo da Vinci Area verde adiacente la ferrovia raggiungibile dalla S.S. 80 e dalla Superstrada Individuazione Teramo-Mare Coordinate: X= 2420734 Y= 4727422 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 3.492 Tipologia del Area verde: prato suolo Note Area a servizio degli abitanti di San Nicol a Tordino

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ATT_20 Frazione Piano della Lenta: Piazza Gemma Marconi Piazza antistante la chiesa raggiungibile dalla S.S. 81 Individuazione Coordinate: X= 2411233 Y= 4725888 Superficie Mq 1.321 Tipologia del Asfalto suolo Note Area a servizio degli abitanti di Piano della Lenta

(Gauss - Boaga)

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ATT_21 Frazione Valle San Giovanni: Campo calcetto - Via Fonte dei Colli Campo da calcetto situato a ridosso del centro storico Individuazione Coordinate: X= 2406635 Y= 4719529 Superficie Mq 840 Tipologia del Prato sintetico suolo Note Area a servizio degli abitanti di Valle San Giovanni

(Gauss - Boaga)

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ATT_22 Frazione Forcella: Piazza della Misericordia Piazza situata a ridosso del centro storico della frazione Individuazione Coordinate: X= 2418904 Y= 4719590 Superficie Mq 917 Tipologia del Betonella - Asfalto suolo Note Area a servizio degli abitanti di Forcella

(Gauss - Boaga)

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ATT_23 Frazione Villa Vomano Vomano: Piazza Bartolomeo di Ser Paolo Piazza adiacente il campo sportivo raggiungibile dalla S.S.150 Individuazione Coordinate: X= 2418668 Y= 4718507 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 3.604 Tipologia del Asfalto suolo Note Area a servizio degli abitanti di Villa Vomano

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ATT_24 Frazione Miano: Piazzale Piazzale situato nella zona sud est della frazione Individuazione Coordinate: X= 2414165 Y= 4719212 Superficie Mq 1.461 Tipologia del Betonella suolo Note Area a servizio degli abitanti di Miano

(Gauss - Boaga)

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ATT_25 Frazione Villa Ripa: Campo calcetto - Via Mario Lanciaprima Campo da calcetto raggiungibile dalla S.S. 80 Individuazione Coordinate: X= 2409861 Y= 4721034 Superficie Mq 1.125 Tipologia del Prato sintetico suolo Note Area a servizio degli abitanti di Villa Ripa

(Gauss - Boaga)

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ATT_26 Frazione Frondarola: Piazza Largo del castello Piazzale situato a ridosso della scuola elementare e materna della frazione Individuazione Coordinate: X= 2409193 Y= 4719681 (Gauss - Boaga) Superficie Mq 828 Tipologia del Asfalto suolo Note Area a servizio degli abitanti di Frondarola

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2) AREE DI ACCOGLIENZA SCOPERTE Le Aree di Accoglienza Scoperte sono aree allaperto ove possibile impiantare accampamenti provvisori utilizzando tende, roulotte o containers per accogliere quella parte di popolazione che ha dovuto abbandonare la sua abitazione in seguito allevento. La popolazione sar guidata in tali aree dalle persone preposte dopo il raduno nelle Aree dAttesa. Le aree daccoglienza devono essere munite di servizi di rete quali elettricit, acqua, fogna. Per questo motivo si prediligono campi sportivi in prossimit di strade nei quali possibile allacciare, in tempo breve, quanto necessario. _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 96 I criteri guida per la realizzazione di una tendopoli in casi demergenza permettono di eseguire un dimensionamento di massima delle aree individuate come Aree dAccoglienza. Gli obiettivi da perseguire nella realizzazione di una tendopoli sono: funzionale dislocazione delle tende e dei servizi, uso omogeneo di tutta larea a disposizione, semplice distribuzione dei percorsi, creazione di itinerari di afflusso delle merci distinta dalla normale viabilit. Le caratteristiche che deve avere la rete viabile interna al campo sono: 1. pochi percorsi carrabili principali di attraversamento dellarea, protetti, se possibile, con materiale (piastre, palanche e simili) che impedisca lo sprofondamento delle ruote dei mezzi; 2. spazi di accumulo e magazzini tenda situati ai bordi del campo, per ridurre al minimo il transito dei mezzi pesanti; 3. spazi esterni al campo per il parcheggio dei mezzi privati per evitare laccesso direttamente al campo; 4. accesso carrabile dentro il campo consentito solo a mezzi piccoli e medi, proteggendo, se possibile, anche questi passaggi con materiali idonei. Lo spazio tra una tenda/piazzola o fra containers, deve essere di almeno 1 metro, per consentire il passaggio di un uomo e permettere la pulizia ed il passaggio di tubazioni. Il corridoio principale tra le tende deve essere almeno di 2 metri in quanto bisogna consentire una facile movimentazione delle merci; per i containers consigliabile un corridoio di 3 metri in considerazione del minor grado di temporaneit dellinsediamento. Ogni modulo tenda composto generalmente da 5 tende complete di picchetti, corde, etc. e ciascuna tenda occupa una piazzola delle dimensioni di 5x6 metri. I moduli containers sono invece moduli abitativi dotati di almeno una camera, una sala, una cucina, un bagno e un ripostiglio. Le loro dimensioni sono di circa 12x3 metri. I moduli di servizio sono realizzati con padiglioni mobili per servizi igienici, costituiti con pannellature coibentate in lamiera zincata-preverniciata e isolati con lutilizzo di poliuterano espanso. Ogni unit divisa in due parti (uomini e donne), ciascuna fornita di 3 wc, 3 lavabi, 1 doccia. Le dimensioni dei box sono: lunghezza 6,50 m, larghezza 2,70 m, altezza 2,50 m. Per una tendopoli che debba ospitare 500 persone saranno necessarie almeno 10 unit di servizio. La distanza fra i moduli tenda e quelli destinati a servizi non dovrebbe superare i 50 metri e sarebbe meglio prevedere una fascia di rispetto di almeno 2 metri attorno ai moduli di servizio ad uso esclusivamente pedonale.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 97 Il padiglione mensa si pu realizzare con due tende delle dimensioni di 12x15 m ciascuna, disposte in posizione centrale rispetto al campo e affiancate da una cucina da campo. Le attivit a carattere amministrativo, legate alla gestione della tendopoli, andrebbero svolte in un modulo tende come gi descritto, in cui sar ospitato il personale della polizia, dellanagrafe, delle radiocomunicazioni e di assistenza del cittadino. Tale modulo sar posto ai bordi del campo, come pure il centro di smistamento merci. La stima della popolazione ospitabile parte da alcune considerazioni: Una tenda contiene al massimo 6 posti letto, ma difficilmente sar occupata da sei persone in quanto ogni tenda sar assegnata ad un nucleo familiare con una media di 4/5 membri, ottenendo una possibilit di ricovero di 24/30 persone per ciascun modulo. Ogni container di circa 36 mq pu ospitare agevolmente 4 persone. Se si considera per che ogni container assegnato ad ununica famiglia, si pu pensare di calcolare unoccupazione media di 3 persone per container.

STIMA DELLAPOPOLAZIONE OSPITABILE Ospiti Totali 12-15 24-30 50-60 100 250 500 N. Tende 3 6 6 24 60 120 Sup. Min Occupata* 200 mq 350 mq 650 mq 1200 mq 3000 mq 6000 mq N. Containers 4-6 8-10 18-20 30-36 75-90 150-180 Sup. Min. occupata 300-400 mq 600-700 mq 1200-1400 mq 2000-2400 mq 5500-6000 mq 10000-12000 mq

[* sono incluse le superfici necessarie per i servizi igienici, i tendoni mensa (per i grandi insediamenti), etc., sono escluse le aree di parcheggio]

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Da quanto detto si deduce che unarea da adibire a tendopoli capace di accogliere 500 persone (20 moduli tende e 20 moduli servizi, 1 cucina da campo, 2 tende mensa, centro smistamento merci, modulo uffici, etc.), deve avere uno spazio di almeno 6000 mq., senza considerare larea necessaria per lafflusso ed il posizionamento delle colonne di soccorso, che deve essere attigua o almeno sufficientemente vicina e ben collegata alla tendopoli. Invece unarea da adibire a campo containers che possa accogliere 500 persone (150-180 containers, uffici, posto medico, etc.) deve avere uno spazio utile di almeno 10000-12000 mq. Per il Comune di Teramo sono state individuate 3 Aree di Accoglienza Scoperte nel centro urbano (priorit 1) e 5 nelle frazioni (priorit 2) ove istituire campi di tende o containers per ospitare quella parte di popolazione che ha dovuto abbandonare la propria abitazione.

AREE DI ACCOGLIENZA SCOPERTE del Centro Urbano di TERAMO

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ACC_01 Teramo Capoluogo: Impianto Sportivo Gammarana - Via Luigi Tripoti Limpianto sportivo situato nel quartiere Gammarana ed raggiungibile da Individuazione Viale Crispi Coordinate: X= 2415385 Y= 4724233 (Gauss - Boaga) Superficie per Mq 12.000 tendopoli Superficie per Mq 6.000 infrastrutture Tipologia del Prato suolo Note E presente una tribuna con spogliatoi a servizio dellimpianto

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ACC_02 Teramo Capoluogo: Area verde - Via Gammarana Larea verde situato nel quartiere Gammarana, retrostante la stazione Individuazione ferroviaria, ed raggiungibile da Viale Crispi. Coordinate: X= 2415103 Y= 4724925 (Gauss - Boaga) Superficie per Mq 6.000 tendopoli Superficie per Mq 4.000 (50 moduli) moduli abitativi Tipologia del Terra suolo Note

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ACC_03 Teramo Capoluogo: Centro Sportivo Acquavivia Il centro sportivo situato nella zona Acquaviva, sottostante il Ponte San Individuazione Ferdinando, ed raggiungibile da Viale Crispi. Coordinate: X= 2414734 Y= 4723692 (Gauss - Boaga) Superficie per Mq 4.000 tendopoli Superficie per Mq 6.500 (90 moduli) moduli abitativi Tipologia del Sabbia, Asfalto e Terra battuta suolo Note Sono presenti degli spogliatoi a servizio dellimpianto

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ACC_04 _Priorit 2 Teramo Capoluogo: Area antistante la Scuola Media DAlessandro Larea situata nella zona Acquaviva, sottostante il Ponte San Ferdinando e a Individuazione ridosso della scuola media DAlessandro, ed raggiungibile da Viale Crispi. Coordinate: X= 2414611 Y= 4723753 (Gauss - Boaga) Superficie per Mq 6.500 tendopoli Superficie per moduli abitativi Tipologia del Prato e Terra battuta suolo Note

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ACC_05_Priorit 2 Frazione Piano dAccio: Campo di calcio Via Salvo dAcquisto Il campo da calcio situato nella frazione Piano dAccio in Via Salvo dAcquisto ed raggiungibile dalla S.S.80. Individuazione Coordinate: X= 2418090 Y= 4726498 (Gauss - Boaga) Superficie per tendopoli Superficie per moduli abitativi Tipologia del suolo Note Mq 9.500

Terra battuta Sono presenti degli spogliatoi a servizio dellimpianto

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ACC_06_Priorit 2_Piano della Lenta: Campo sportivo - Via Nazionale S.S. 81 Il campo di calcio situato nella frazione Piano della Lenta in Via Nazionale Individuazione S.S. 81 Coordinate: X= 2411264 Y= 4726096 (Gauss - Boaga) Superficie per Mq 6.000 tendopoli Superficie per moduli abitativi Tipologia del Terra battuta suolo Note Sono presenti degli spogliatoi a servizio dellimpianto

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ACC_07_Priorit 2 F.ne Villa Vomano: Campo di calcio Renato Ruggeri Il campo di calcio situato nella frazione Villa Vomano ed raggiungibile Individuazione dalla S.S. 150 Coordinate: X= 2418764 Y= 4718472 (Gauss - Boaga) Superficie per Mq 18.000 tendopoli Superficie per moduli abitativi Tipologia del Prato suolo Note

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ACC_08_Priorit 2 F.ne Villa Tordinia: Motorizzazione Civile La Motorizzazione situato in Villa Butteri ed raggiungibile dalla S.S. 80 Individuazione Coordinate: X= 2409308 Y= 4720380 (Gauss - Boaga) Superficie per Mq 25.000 tendopoli Superficie per moduli abitativi Tipologia del Asfalto suolo Note

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I dati relativi ai recapiti telefonici dei responsabili di tali strutture sono inseriti nel data base allegato Piano. La maggior parte delle aree appena descritte, hanno dei locali adiacenti come spogliatoi, wc o magazzini da utilizzare per allacciare la rete elettrica, dacqua e fognaria e sono in ogni caso prossime ad importanti strade. In base alla loro superficie, pu essere fatta una stima di massima sul numero di persone che possono essere accolte in base alla tipologia del campo. 3a) AREE DI ACCOGLIENZA COPERTE

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 108 Le Aree dAccoglienza Coperte sono aree che, in caso di emergenza, si renderanno immediatamente disponibili per ospitare la popolazione che ha dovuto abbandonare la propria abitazione per periodi di breve e media durata. La popolazione sar guidata in tali aree dalle persone preposte dopo il raduno nelle Aree dAttesa. Le Aree dAccoglienza Coperte saranno utilizzate per un periodo di tempo compreso tra pochi mesi e qualche anno e saranno preferite a quelle scoperte soprattutto nel periodo invernale per motivi di carattere meteo. Nel territorio della citt di Teramo, sono state individuate due aree di questo tipo e precisamente il Palazzetto dello Sport (localizzata a Scapriano) e la Palestra Comunale San Gabriele (localizzata nella zona San Gabriele). Prima del loro uso dovr comunque essere verificato il livello del danno subito e lagibilit. 3b) STRUTTURE RICETTIVE In caso di emergenza, possibile utilizzare come Aree di Accoglienza Coperte per la popolazione evacuata anche le strutture ricettive presenti sul territorio. Naturalmente, in questo caso dovranno essere formalizzate alloccorrenza speciali convenzioni con i gestori di tali strutture in modo da permettere il soggiorno nei locali fino alla fine dellemergenza. Tali strutture sono qualitativamente idonee a tale utilizzo perch progettate per ospitare persone e quindi dotate di letti, armadi, bagni e la maggior parte di queste anche di mense proprie. In allegato 3 sono riportate lelenco delle strutture ricettive (alberghi e campeggi) che in base alla loro posizione sul territorio sono state ritenute idonee per essere utilizzate in casi di emergenza. Oltre al nome e alla via, indicato il numero di posti letto totali.

4) AREE DI AMMASSAMENTO MEZZI E SOCCORRITORI Le Aree dAmmassamento Mezzi e Soccorritori sono quelle aree nelle quali far affluire i materiali, i mezzi e gli uomini che intervengono per svolgere le funzioni di direzione, coordinamento, operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione in caso di emergenza. Tali aree devono essere poste in prossimit di nodi viari o comunque, devono essere raggiungibili anche da mezzi di grandi dimensioni.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 109 Esaminato il territorio del Comune di Teramo, stata individuata come Area di Ammassamento dei Mezzi e Soccorritori la struttura Regionale di protezione Civile sita nel comune di Castellalto in localit Villa Zaccheo. Tale area in prossimit delluscita Villa Zaccheo sulla Teramo - mare ed quindi in posizione strategica in quanto facilmente raggiungibile.

AMM_01 Castellalto Villa Zaccheo: Struttura regionale di Protezione Civile La Struttura situata a est del capoluogo, nel comune di Castellato, localit Individuazione Villa Zaccheo, ed dalla limitrofa alla Superstrada Teramo mare Superficie Mq: 134.000 Tipologia del Asfalto e terreno. suolo Note Le forniture e sottoservizi sono disponibili.

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CANCELLI I Cancelli consentono, durante il periodo dellemergenza, di gestire il traffico in entrata e in uscita delle zone colpite dallevento. Relativamente al comune di Teramo, si pensato di individuare un sistema di controllo per laccesso al centro storico (porzione del territorio pi vulnerabile al rischio sismico) mediante lindividuazione di quattro cancelli posti sulla viabilit daccesso principale.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 111 Sono stati individuati i seguenti incroci che alloccorrenza dovranno essere presidiati dalle forze dellordine. I Cancelli previsti sono descritti nella tabella sottostante, in cui viene al momento indicato il rappresentante delle forze dellordine incaricato alla sorveglianza.

CANCELLO N 1 2 3 4

UBICAZIONE Ponte porta Romana Piazza Garibaldi Porta Melatina Piazza della Libert

Ente referente V.V.F.F. POLIZIA VIGILI URBANI CARABINIERI

CARTA OPERATIVA PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE Per fornire ai Responsabili delle attivit emergenziali ed alle diverse Amministrazioni coinvolte uno strumento per orientarsi efficacemente sul territorio, per coordinarsi tra loro e con la Sala Operativa Regionale durante unemergenza, stata predisposta una cartografia operativa denominata Carta Operativa per la Gestione delle Emergenze; essa sar chiaramente leggibile, con simbologia esplicita e sar sviluppata per tutto il territorio esposto a rischio. La Base cartografica la Carta Tecnica Regionale scala 1:5.000.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 112 In questa Carta, articolata in due tavole, centro urbano e frazioni, sono sintetizzate le principali informazioni relative a: 1. le risorse presenti; 2. le infrastrutture pi esposte; 3. lorganizzazione per la raccolta ed il ricovero della popolazione. Sono riportate le sedi operative dei Centri di Comando territoriali, integrate con informazioni di tipo funzionale e logistiche, con particolare riferimento a: il Centro di coordinamento soccorsi (CCS), il Centro operativo misto (COM) il Centro operativo comunale (COC), la sede della Polizia di Stato, la sede dei Carabinieri, la sede della Guardi di Finanza, la sede dei Vigili del Fuoco, le strutture sanitarie (Ospedale, 118, strutture sanitarie), etc.

Tra le risorse individuate sono state georeferenziate: o lautoparco comunale; o lautoparco provinciale; o il deposito autobus A.R.P.A.; o il deposito autobus S.T.A.U.R.; o larea di ammassamento mezzi protezione civile regionale, sita in Villa Zaccheo di Castellalto, non individuata perch fuori comune. Nella carta, stata riportata inoltre la viabilit principale, evidenziando i punti sensibili quali le opere darte, soprattutto ponti e viadotti, ma anche gallerie, tratti in rilevato e tratti in trincea, costruzioni lungo il tracciato stradale prospettanti direttamente sulla sede stradale, che possono costituire ostacolo alla corretta funzionalit della rete a causa dellinterferenza che pu verificarsi per danneggiamento e caduta di macerie sulla sede stradale. Lobiettivo quello di permettere una pi veloce verifica della funzionalit delle arterie viarie principali e ripristinare, qualora ve ne sia la necessit, il traffico ordinario e di soccorso. _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 113 Inoltre sar utile come strumento per la collocazione di ulteriori cancelli o filtri del traffico veicolare non di emergenza. Sono inoltre indicate le aree di Protezione Civile previste nel Piano, distinte nelle tre tipologie, sulla base delle attivit che in ognuna di esse si dovranno svolgere: - aree di attesa - aree di accoglienza (coperte e/o scoperte) - aree di ammassamento Sulla cartografia sono indicati: per le Aree di attesa la popolazione afferente ed i percorsi per levacuazione. per le aree di accoglienza e ammassamento la viabilit di accesso, le caratteristiche dellarea e le dotazioni in termini di servizi a rete. La Carta evidenzia gli edifici e le infrastrutture strategiche insistenti sul territorio e gli edifici ad elevata esposizione (scuole, centri commerciali, chiese etc.). Sulla Carta stata inoltre riportata la catalogazione del tessuto edilizio del centro storico della Citt di Teramo nelle 6 classi di edificato prevalente a vulnerabilit decrescente da A ad F. Per maggiore chiarezza si rimanda alla Tavola F Carta della vulnerabilit del centro storico. Si riporta di seguito la relativa legenda:

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IL MODELLO DI INTERVENTO

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale Il modello di intervento rappresenta il complesso delle procedure operative da porre in essere per il fronteggia mento e la gestione delle emergenze di protezione Civile; inoltre sono definiti i compiti e le responsabilit nei vari livelli di direzione e controllo, per la gestione delle emergenze. In esso sono anche contenute le modalit per la realizzazione del costante scambio di

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informazioni tra sistema centrale e periferico di Protezione Civile in modo da consentire lutilizzo razionale delle risorse con il coordinamento di tutti i centri operativi dislocati sul territorio. Il Modello articolato in 3 fasi principali di attivazione: PREALLARME ALLARME EMERGENZA

La strutturazione stata realizzata per i rischi individuati sul territorio che nello specifico sono relativi al rischio idrogeologico (frane ed esondazioni) e sismico. LAmministrazione, per assicurare nellambito del proprio territorio comunale la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, predisporr in caso di emergenza, il Centro Operativo Comunale (COC) presso la Sede del Comando di polizia Municipale in Piazza San Francesco. Strutture e funzioni del Centro Operativo Comunale (COC)

Il Sindaco, in qualit di autorit di protezione civile, si avvale della struttura denominata Centro Operativo Comunale (C.O.C.). Il C.O.C. coordina gli interventi delle squadre operative comunali e dei Volontari, segnala alle Autorit competenti levolversi degli eventi ed informa la popolazione La struttura, articolata in nove Funzioni di Supporto ovvero settori di attivit omogenee e prestabilite, di seguito meglio descritte, i cui referenti, scelti in base alle ordinarie attivit svolte per lamministrazione, sono individuati tra dipendenti che meglio rispondono alle attivit previste per ogni singola funzione. Le funzioni di supporto, sono lorganizzazione delle risposte che occorre dare alle diverse esigenze che emergono durante la gestione di unemergenza. Attraverso lattivazione delle Funzioni di supporto si conseguono quattro distinti obiettivi:

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 1. si individuano i Responsabili per ogni funzione; 2. i singoli responsabili mantengono vivo, e quindi efficace, il Piano attraverso il quotidiano aggiornamento dei dati e delle procedure relative alla propria funzione di supporto. 3. in caso di emergenza i singoli responsabili di funzione assumono la veste di operatori specializzati nellambito della propria funzione di supporto 4. si struttura la Sala Operativa a seconda del numero di funzioni di supporto attivate.

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Descrizione delle Funzioni di Supporto: Compiti E il punto di riferimento della struttura comunale in caso di emergenza, mantiene i contatti con il C.O.C. dei Comuni afferenti, con lufficio di Protezione Civile della Provincia, con il Centro operativo Misto C.O.M. costituito ecc.

Funzione di supporto Responsabile Della Protezione Civile e Coordinatore del C.O.C.

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 117 Assicura che le altre funzioni operative che costituiscono lorganizzazione del C.O.C. e che operano sotto il suo coordinamento mantengano aggiornati i dati e le procedure da utilizzare ed attivare in caso di emergenza. Il Coordinatore del C.O.C. in continuo contatto con il Sindaco, per valutare di concerto levolversi dellemergenza e le procedure da attuare. F1. Tecnica e E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato Pianificazione dallAmministrazione Comunale, che mantiene e coordina i rapporti tra le varie componenti scientifiche e tecniche il cui intervento previsto e attivato in caso di emergenza. F2. Assistenza Sociale E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato Sanit / Veterinaria dallAmministrazione Comunale, che coordina le attivit di soccorso a carattere sanitario e coordina gli eventi e le attivit relative ai servizi alla persona, organizza le assistenti sociali ed il personale operante nel settore. F3. Volontariato E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dallAmministrazione Comunale, che provvede a coadiuvare tutte le altre funzioni a seconda del personale disponibile, ed eventualmente allestire e gestire centri di accoglienza. F4. Materiali e Mezzi E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dallAmministrazione Comunale, che attiva e coordina, in caso di emergenza, i mezzi al fine di affrontare in prima battuta le varie richieste di intervento e di sorveglianza disposte per fronteggiare levento. Mantiene costantemente un quadro aggiornato dei materiali e della attrezzature tecniche a disposizione. F5. Servizi Essenziali E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dallAmministrazione Comunale, che provvede a coordinare i rappresentanti dei servizi essenziali (luce, gas, acqua), al fine di provvedere agli interventi urgenti per il ripristino delle reti e coordina le attivit relative ai servizi scolastici con tutto il personale operante nel settore.

F6. Censimento Danni a Persone e Cose

F7. Strutture Operative Locali e Viabilit

E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dallAmministrazione Comunale, che, al manifestarsi dellevento calamitoso, avvalendosi dei Funzionari del comune e delle risorse a disposizione, deve provvedere ad organizzare e coordinare le attivit di censimento danni a persone, edifici pubblici e privati, servizi essenziali, infrastrutture pubbliche, impianti industriali, ecc., mediante la raccolta dei moduli di denuncia preventivamente preparati. E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato dallAmministrazione Comunale che coordina le attivit delle strutture locali preposte al controllo della viabilit ed alla scelta degli itinerari devacuazione. _

Piano di Protezione Civile ed Emergenza Comunale di Teramo Documento finale 118 F9. Assistenza alla E il Dirigente o Funzionario, appositamente nominato Popolazione/ dallAmministrazione Comunale, con conoscenza e competenza in Attivit Scolastica merito al patrimonio abitativo, alla ricettivit delle strutture turistiche (alberghi, agriturismi, ecc.), alla ricerca di aree pubbliche e private da utilizzare come aree di attesa e di ricovero. Attiva e coordina le attivit relative ai servizi scolastici con tutto il personale operante nel settore. F10. Servizi Amministrativi Coordina le attivit amministrative, contabili e finanziarie necessarie per la gestione dellemergenza

Elenco delle Funzioni di Supporto e dei relativi Responsabili: Dirigente o P.O. LL.PP. - Protezione Civile

Responsabile della Protezione Civile Coordinatore del C.O.C. Tecnica e pianificazione F1 Assistenza Sociale- Sanit /Veterinaria F2 Volontariato Coordinatore Volontari F3 Materiali e mezzi, risorse umane F4

Dirigente LL.PP. o Urbanistica Dirigente Servizi Sociali Coordinatore Gruppi Protezione Civile Dirigente LL.PP o P.O. Servizi tecnici manutentivi Dirigente Servizio Patrimonio Servizi essenziali F5 Dirigente LL.PP. Dirigente Edilizia Pubblica e Censimento danni persone e cose F6 Privata Responsabile P.O. Servizio Polizia Municipale Strutture operative e Viabilit F7 Assistenza alla popolazione Attivit scolastica Dirigente Servizi Sociali Dirigente LL.PP. Dirigente Edilizia Pubblica e Privata F9 Dirigente Servizi Amministrativi Servizi Amministrativi F10

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ATTRIBUZIONE FUNZIONI
Funzione di supporto Responsabile della Protezione Civile e Coordinatore del C.O.C Attivit in tempo di pace Predispone e redige il Piano Comunale di Protezione Civile, collabora con gli uffici tecnici preposti alla raccolta dei dati necessari per la stesura del medesimo, organizza corsi di formazione in collaborazione con i funzionari delegati per migliorare lefficienza specifica di ogni singolo operatore. Aggiorna il Piano a seconda dei cambiamenti territoriali, demografici e fisici del territorio, avvalendosi della collaborazione del Responsabile dellUfficio Urbanistica. E detentore del materiale relativo al Piano di Protezione Civile. Forma il personale sulle modalit della comunicazione, in modo da poter dialogare in emergenza, con persone certamente preoccupate (psicologia delle catastrofi). Di concerto con il Responsabile della Protezione Civile organizza conferenze, corsi e attivit didattiche per linformazione alla popolazione residente nelle zone a rischio. Attivit in emergenza E il punto di riferimento della struttura comunale, mantiene i contatti con i C.O.C. dei Comuni afferenti, con lUfficio di Protezione Civile della Provincia, con la Regione, con il Centro Operativo Misto (C.O.M.) costituito, ecc. Assicura che le altre funzioni operative che costituiscono lorganizzazione del C.O.C., e che operano sotto il suo coordinamento, mantengano aggiornati i dati e le procedure da utilizzare e da attivare. Il Coordinatore del C.O.C. in continuo contatto con il Responsabile della funzione tecnica e pianificazione per valutare di concerto levolversi dellemergenza e le procedure da attuare. Garantir il funzionamento degli uffici fondamentali come anagrafe, ufficio tecnico, ecc. e, dopo ordine di apertura dei medesimi da parte del Sindaco, li affider in gestione e controllo in prima istanza alle funzioni di supporto preposte (es. URP mass media informazione, Ufficio Tecnico), collegandoli con la Regione, Provincia, Prefettura, ecc.. Mantiene i rapporti con gli uffici interni amministrativi/contabili per garantire la regolare e continua attivit burocratica collegata all'evolversi dell'evento. Dovr garantire alla popolazione linformazione sullevolversi della situazione mediante mass-media locali. In collaborazione con le funzioni attivit sociali e volontariato comunicher leventuale destinazione temporanea di alloggio, in caso di inagibilit delle abitazioni, alla popolazione sfollata.
Sar il referente dei mass-media locali e nazionali, ai quali

(Mass Media ed

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Informazione alla Popolazione) F1 - Tecnica e Pianificazione descriver levolversi della situazione. Raccoglie i dati delle varie funzioni, aggiorna il Piano a seconda dei cambiamenti territoriali, demografici e fisici del territorio assieme al Coordinatore. E detentore del materiale relativo al Piano di Protezione Civile. Tiene i contatti con gli Enti territoriali o di servizio, Regione, Provincia, ecc. per la predisposizione e aggiornamento del Piano. Raccoglie materiale di studio al fine della redazione dei piani di intervento. Mantiene altres i rapporti con le strutture tecniche nazionali (APAT, INGV, DPC) ecc.). Determina le priorit di intervento secondo levento, studia le situazioni di ripristino e pianifica le fasi degli interventi. Suddivide il territorio in settori di controllo accordandosi con tecnici locali esterni e attribuendo loro una specifica zona di sopralluoghi. Organizza squadre di tecnici per la salvaguardia dei beni culturali e predispone zone per il loro ricovero. Studia preventivamente le opere di ripristino delle zone critiche per tipologia di emergenza (es. argini, ponti, edifici vulnerabili, ecc.) onde evitare che questa ultima abbia un notevole impatto nel suo manifestarsi. 1.1. Assistenza Sociale Aggiorna lelenco nominativo di persone anziane, sole, in situazioni di disagio e portatori di handicap, predisponendo anche un programma di intervento in base alla vulnerabilit dei soggetti sopra citati.

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Consiglia il Sindaco e il Coordinatore relativamente alle priorit. Fa eseguire sopralluoghi da tecnici locali ed esterni, per ripristinare la situazione di normalit (quali lagibilit od inagibilit degli edifici). Gestir anche la ripresa, nel pi breve tempo possibile, delle attivit produttive locali. Gestir il censimento danni dei beni culturali provvedendo, ove possibile, al loro ricovero in zone sicure preventivamente individuate. Registra tutte le movimentazioni in successivo sviluppo, prima manualmente e poi con procedure informatiche e potr avvalersi perci di una segreteria operativa che gestir il succedersi degli eventi come sopra descritto. Mantiene i contatti operativi con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

F2 - Assistenza Sociale - Sanit / Veterinaria

1.1. Assistenza Sociale Porter assistenza alle persone pi bisognose. Gestir laccesso alle abitazioni sopra citate, con criteri di priorit. Coadiuver il volontariato nella gestione delle aree di attesa e di ricovero della popolazione.

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Per fronteggiare le esigenze della popolazione sottoposta a stati di emergenza, la funzione assistenza ha anche il compito di fornire sostegno psicologico alle persone in carico. Avr a disposizione anche un elenco delle abitazioni di propriet dellAmministrazione Comunale e di altri Enti locali da destinare in caso di emergenza alle fasce pi sensibili della popolazione con ordine di priorit. 1.2. Sanit Veterinaria Collabora, fornendo informazioni relative alle risorse disponibili come uomini, mezzi, e strutture ricettive locali da utilizzarsi in caso di emergenza. Programma leventuale allestimento di un posto medico avanzato o ospedale da campo. Organizza opportune squadre sanitarie con le quali poter far fronte alle situazioni di emergenza. Compila schede specifiche in materia e mantiene contatti con altre strutture sovra comunali sanitarie. Oltre alle competenze sopra riportate mantiene lelenco degli allevamenti presenti sul territorio, individuandoli cartograficamente. Individua altres stalle di ricovero o di sosta da utilizzare in caso di emergenza. Partecipa alla stesura del Piano di Protezione Civile; Opera costantemente sul territorio, approfondendo la conoscenza dellambiente e di conseguenza le zone di rischio o criticit. Con corsi di formazione interna alla struttura di protezione civile forma gli Operatori nei vari settori dintervento. Sar garante del funzionamento degli uffici comunali di sua pertinenza nel pi breve tempo possibile.

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1.2. Sanit Veterinaria Questa funzione esplicher attivit, in sintonia con le altre, per il soccorso alla popolazione e agli animali, cercando di riportare al pi presto le condizioni di normalit, secondo i loro Piani Sanitari di emergenza.

F3 - Volontariato

Coadiuva tutte le funzioni sopradescritte a seconda del personale disponibile e della tipologia dintervento. Fornisce ausilio alle Istituzioni nella gestione delle aree di attesa e di ricovero della popolazione, nonch per quelle di ammassamento soccorsi.

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Organizza esercitazioni mirate ad affrontare le emergenze previste nel piano. Studia la funzionalit delle aree di attesa, di ricovero della popolazione e di ammassamento soccorsi al fine di garantirne lefficienza nei momenti di bisogno. Compila le schede relative a mezzi, attrezzature e risorse umane utili allemergenza, in disponibilit dellAmministrazione Comunale, del Volontariato e delle Aziende che detengono mezzi particolarmente idonei alla gestione della crisi (movimento terra, escavatori, espurgo, gru, camion trasporto animali, autobus, ecc.). stipula convenzioni con ditte ed imprese al fine di poter garantire la disponibilit del materiale richiesto. Tiene contatti con gli Enti preposti (TELECOM, ENEL, RUZZO RETI ecc..) al fine di monitorare costantemente il territorio ed aggiornare gli eventuali scenari di rischio. Studia possibili canali di telecomunicazione alternativi a quelli ordinari attraverso esercitazioni mirate. Predispone piani di ripristino delle reti di telecomunicazione, ipotizzando anche lutilizzazione delle organizzazioni di volontariato e radioamatori. Predispone, ove possibile, anche una rete di telecomunicazioni alternativa, al fine di garantire laffluenza ed il transito delle comunicazioni di emergenza dal/al Centro Operativo Comunale. Predispone la formazione del personale sulle modalit della comunicazione, in modo da poter dialogare in emergenza, nonch sulla compilazione dei moduli di indennizzo. Definisce lorganizzazione preventiva per la gestione

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F4 - Materiali e Mezzi, Risorse Umane

Coordina la movimentazione di persone, mezzi e materiali, secondo necessit.

F5 - Servizi Essenziali

Mantiene i rapporti con i rappresentanti dei servizi essenziali, quali fornitura di gas, acqua, luce, telefoni, ecc., al fine di programmare gli interventi urgenti per il ripristino delle reti, allo scopo di assicurare la riattivazione delle forniture. Il responsabile di questa funzione, di concerto con il responsabile territoriale dei servizi telefonici e postali e con il rappresentante dei Radioamatori e del Volontariato, organizza e rende operativa, nel pi breve tempo possibile, una eventuale rete di telecomunicazioni non vulnerabile.

F6 - Censimento Danni a Persone e Cose

Gestisce le pratiche burocratiche relative alla denuncia di persone, cose, animali, ecc. danneggiate a seguito allevento. Raccoglie le perizie di danni agli edifici e ai beni storici e culturali. Per emergenza di carattere non rilevante potr affiancare con

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delle richieste dindennizzo e predispone una metodologia operativa da tenere in caso di emergenza. Programma leventuale dislocazione di uomini e mezzi a seconda delle varie tipologie di emergenza, formando ed esercitando il personale in previsione dellevento, assegnando compiti chiari e semplici. Analizza il territorio e la rete viaria, predisponendo eventuali vie di accesso e fuga alternative dal territorio interessato dalla crisi.

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F7 - Strutture Operative Locali e Viabilit

F9 - Assistenza alla Popolazione (Attivit Scolastica)

Raccoglie i dati relativi al patrimonio abitativo, alla ricettivit delle strutture turistiche (alberghi, agriturismi, ecc.) ed alla ricerca e utilizzo di aree pubbliche e private da utilizzare come zone di attesa e/o ricovero. Con il Coordinatore predispone calendari per la formazione del personale scolastico sulle varie fonti di rischio e norme comportamentali conseguenti. Fa eseguire prove simulate di evacuazione.

F10. Servizi Amministrativi

apposite squadre i tecnici delle perizie, della funzione tecnica e pianificazione, per poter monitorare con pi solerzia il territorio. Il responsabile della funzione dovr coordinare le varie componenti locali istituzionalmente preposte alla viabilit. In particolare dovr regolamentare localmente i trasporti e la circolazione, vietando il traffico nelle aree a rischio ed indirizzando e regolando gli afflussi dei soccorsi. Per fronteggiare lemergenza sar in continuo contatto con il Coordinatore e la funzione tecnica e pianificazione. Sar anche il gestore delle attivit di sgombero delle abitazioni o edifici a rischio nelle varie emergenze. Il Responsabile della funzione preposto coinvolge tutto il personale disponibile per portare assistenza alla popolazione. Agir di concerto con la funzione sanitaria e di volontariato, gestendo il patrimonio abitativo comunale, gli alberghi, gli agriturismi, le aree di attesa e di ricovero della popolazione. Operer di concerto con le funzioni preposte allemanazione degli atti amministrativi necessari per la messa a disposizione dei beni in questione, privilegiando innanzi tutto le fasce pi deboli della popolazione assistita. Sar garante che il personale scolastico provveda al controllo dellavvenuta evacuazione degli edifici. Qualora questi edifici servissero come aree di attesa per il ricovero della popolazione, il personale a sua disposizione coadiuver il volontariato nellallestimento alluso previsto. Il referente comunicher alle famiglie degli studenti levolversi della situazione e le decisioni adottate dallAmministrazione in merito allemergenza. Coordina le attivit amministrative, contabili e finanziarie necessarie per la gestione dellemergenza

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PROCEDURE A LIVELLO COMUNALE PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO Indicatore di Evento Nellambito delle possibili emergenze ipotizzabili assume particolare rilievo il rischio idrogeologico, con riferimento alla prevedibilit dellevento ed alle conseguenze che possono verificarsi in danno della collettivit. In particolare, per quanto attiene a tale tipologia demergenza, sono prese in considerazione le attivit di competenza delle strutture comunali, finalizzate alla prevenzione ed alla riduzione del danno alla popolazione ed ai beni immobili. Pertanto, le situazioni di pericolo sono ripartite in tre fasi, dattenzione, preallarme ed allarme, con diverso e rispettivo livello di allerta. Tale ripartizione conseguente alla variabilit del rischio reale, collegato sia alla situazione climatica, sia allo stato dei corsi dacqua, evidenziati da specifici indicatori devento. Di conseguenza il passaggio dalla fase dattenzione ai successivi determinato dai seguenti indicatori: avviso di condizioni meteorologiche avverse, diramato dal Servizio di Protezione Civile della Regione; comunicazioni derivanti dalla rete di rilevazione pluviometrica ed idrometrica gestita dal Servizio Idrografico e Mareografico della Regione Abruzzo; In particolare, secondo i suddetti indicatori devento, per quanto attiene il fiume Vomano, lattivazione delle varie fasi dallerta avviene come segue. Il livello dattenzione attivato con la comunicazione della SOUP o dal Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione che ha la funzione di monitoraggio completo dei corsi dacqua ed informa del possibile verificarsi sul territorio comunale di eventi piovosi in misura superiore a _____ mm. nelle 24 ore oppure al superamento della soglia idrometrica di _____ metri presso ogni punto di rilevazione della rete critica. Il livello di preallarme attivato attivato dalla SOUP o dal Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione con la comunicazione di aggravamento o comunque al peggiorare della situazione presso uno o pi dei punti critici rilevati o monitorati a vista di _____ metri.

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Il livello di allarme attivato al superamento della soglia idrometrica di _____ metri presso il/i punto/i di rilevazione della rete critica e comunque allulteriore aggravamento in uno dei punti monitorati a vista.

Fase di attenzione Quando lUfficio di Segreteria riceve la comunicazione dalla Prefettura con lavviso dellapprossimarsi di eventi meteorologici particolarmente intensi ne d immediata comunicazione al Sindaco, ai responsabili delle funzioni tecnica e pianificazione, assistenza alla popolazione, al responsabile della Polizia Locale. I responsabili delle Aree comunali per competenza verificano la presenza di eventuali manifestazioni che comportino concentrazione straordinaria di popolazione nelle 48 ore successive e ne danno immediata comunicazione al Sindaco. Il Responsabile della funzione Tecnica e Pianificazione, in caso di precipitazioni intense e persistenti, con inizio di segnalazioni di frane significative ed esondazioni, predispone immediate ricognizioni dei propri tecnici nelle zone pi a rischio e laddove sono pervenute eventuali segnalazioni. Tutto questo al fine di localizzare le situazioni che potrebbero determinare incremento di danno provvedendo, per quanto possibile, ad eliminare gli ostacoli che impedirebbero il libero deflusso delle acque. Tali attivit vengono comunicate e continuamente aggiornate al Sindaco. Il Sindaco accerta la concreta disponibilit del personale per un servizio di reperibilit da attivare in caso di necessit e dispone una verifica della reale operativit delle varie funzioni che dovranno attivarsi in caso di aggravamento della situazione. A tal fine contatter i responsabili delle funzioni di supporto nonch i volontari. Fase di preallarme Qualora giunga notizia al comune che levento di tipo straordinario produce danni diffusi sul territorio, (frane o allagamenti che invadono le sedi stradali o interessino edifici) ovvero metta a rischio la popolazione, ne viene data immediata comunicazione al Sindaco ed ai Responsabili delle Funzioni tecnica e pianificazione (F1), strutture operative locali, viabilit (F7) e assistenza alla popolazione (F9). _

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Il Sindaco, qualora lo ritenga necessario, dichiara lo stato di preallarme e attiva il COC allertando i responsabili delle funzioni di supporto in relazione alla gravit della situazione e ne da comunicazione al Prefetto. Il responsabile della funzione tecnica e pianificazione dispone sopralluoghi per quantificare i danni, ricognizioni nelle aree maggiormente a rischio, monitoraggio dei corsi dacqua e verifica di percorribilit delle strade. Organizza altres, avvalendosi del responsabile della funzione strutture operative locali, viabilit lattivit di ripristino della viabilit qualora ve ne sia necessit. A tal fine predispone allallerta gli operai reperibili e/o le ditte di fiducia per gli eventuali interventi. Per le attivit di monitoraggio, qualora ve ne sia la disponibilit, i tecnici comunali potranno essere affiancati da volontari. Il Sindaco, se ritenuto necessario o se esplicitamente richiesto dalla Prefettura, comunica lo stato di preallarme alla popolazione presente nelle aree a rischio e la possibilit del verificarsi di un evento di frana. Per la salvaguardia delle persone, il Sindaco, provvede a spostare nel tempo e/o nello spazio eventuali manifestazioni che comportino concentrazione straordinaria di popolazione nelle 48 ore successive. Fase di allarme Il Sindaco, quale autorit comunale di Protezione Civile, in caso di aggravamento della situazione con diffusi dissesti idrogeologici che coinvolgono la popolazione e le infrastrutture, dichiara lo stato di allarme e ne da immediata comunicazione alla Prefettura. Attiva tutte le Funzioni di Supporto ritenute necessarie e mantiene, attraverso i dipendenti dellUfficio Tecnico, gli Agenti di Polizia Locale e il Volontariato, lo stato di massima allerta, proseguendo nellattivit di monitoraggio dellevento idrogeologico, verificando altres le condizioni di imminente pericolo grave.

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Ordina la chiusura al transito delle strade e le limitazioni di accesso nelle zone a rischio, attiva i percorsi viari alternativi e/o provvede al ripristino della viabilit, coinvolgendo gli agenti di Polizia Municipale e il responsabile dellarea Tecnica, per quanto di competenza. Il Sindaco dalle prime manifestazioni dellevento mantiene un continuo contatto con il CCS o il COM (se istituito), ovvero con la Prefettura chiedendo ai referenti il concorso di risorse e mezzi sulla base delle necessit. Provvede, con il supporto dell Ufficio Tecnico e il Volontariato, ad approntare la disponibilit delle aree di ammassamento e di accoglienza, qualora sia necessario far allestire le aree di accoglienza della popolazione con lulteriore collaborazione del responsabile dellArea Socio-Assistenziale. Coordina le operazioni di soccorso alla popolazione, avvalendosi del Responsabile Area Socio-Assistenziale, che oltre a radunare la popolazione nelle aree di accoglienza, per il superamento dellemergenza nel medio e lungo termine, provvede con apposite schede al censimento delle persone evacuate. Assicura, inoltre, idonea assistenza con lausilio degli Agenti di Polizia Municipale e il Volontariato. Il Sindaco informa la popolazione interessata dallevento (art.12 l.265/99) ed emana apposite ordinanze di evacuazione della popolazione dalle abitazioni localizzate nelle aree a rischio (art.54 comma 2 del D.Lgs. 267/2000). Attraverso i mezzi di comunicazione, provvede a diramare comunicati. Il Sindaco comunica al Prefetto lelenco dei danni e delle persone coinvolte; si attiva affinch i gestori di utenze intervengano per controllare lintegrit ed eventualmente ripristinare i servizi interrotti (gas, elettricit, acqua e telefonia) ed emette, se necessario, apposita ordinanza di non utilizzabilit dellacqua ai fini potabili. Fase successiva allemergenza (rientro alla normalit) Il responsabile della protezione civile e coordinatore del C.O.C.: sulla base dellevolversi dellemergenza, avvisa il Sindaco, il Prefetto, il Presidente della Provincia e della Regione, dichiarando cessato lo stato di allerta e chiude il C.O.C.. attraverso i mass media informa la popolazione sullevolversi degli eventi. cura che la gestione burocratico amministrativa del post emergenza (es. richiesta danni, manutenzione strada) sia correttamente demandata agli uffici competenti in ambito comunale ordinario.

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Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE DI ATTENZIONE


La fase di attenzione si attiva a seguito dell'emissione di avviso di criticit moderata, al verificarsi di un evento di criticit ordinaria qualora vi siano indicazioni sul possibile superamento di soglie riferite a sistemi di allertamento locali o regionali RESPONSABILE AZIONI DA INTRAPRENDERE DESTINATARI Nel caso abbia informazione di condizioni meteo avverse ovvero a seguito di un Referente con il Centro bollettino di criticit moderata diramato dal Centro Funzionale dAbruzzo - Sala Il Sindaco Funzionale dAbruzzo Operativa Unificata, ne informa anche telefonicamente il Sindaco ed il Il resp. C.O.C. Responsabile del C.O.C. F1 - Tecnica e di Pianificazione Valutata la situazione prevista, sentito anche il Centro Funzionale dAbruzzo, PreF3 Volontariato allerta e verifica la disponibilit dei Responsabili di Funzione del C.O.C., per Il Sindaco ovvero il F4 Materiali e Mezzi procedere alle attivit predefinite di monitoraggio del territorio e verifica il Responsabile del C.O.C. F7 - Strutture Operative Locali, sistema di intervento; Viabilit Pre-allerta inoltre il Volontariato di P.C. locale F9 Assistenza alla Popolazione Servizio idrografico e mareografico regione Abruzzo Verifica, con gli Enti preposti il livello dei corsi dacqua (Tordino, Vomano e Volontari per ispezione degli argini Vezzola); F1 - Tecnica e di Diga di Provvidenza Verifica lo stato degli invasi artificiali che interessano il fiume Vomano Pianificazione Invaso di Rio Fucino Predispone un primo scenario di evento possibile in funzione delle informazioni Invaso di Piaganini desunte dagli Enti preposti e sulla base degli strumenti del Piano Invaso di Sella Pedicate Centro Funzionale dAbruzzo F3 - Volontariato Verifica leffettiva disponibilit dei mezzi e pre-allerta i volontari; mette a Volontari di P.C. disposizione della Funzione F1 una prima aliquota per i sopralluoghi. Verifica leffettiva disponibilit dei mezzi e pre-allerta il personale di primo Servizio Mobilit Urbana e F4 - Materiali e mezzi intervento; Contatta i responsabili delle Ditte o Societ esterne detentrici di Trasporti, Autoparco; risorse per verificarne le disponibilit e ne d conto al Responsabile del C.O.C. Ditte convenzionate Verifica il personale presente e nel caso pre-allerta il personale reperibile; F7 - Strutture Operative Predispone il materiale per la chiusura di strade e lallestimento dei cancelli per il Comando Polizia Municipale Locali, Viabilit traffico

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Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE DI PRE-ALLARME


La fase di preallarme viene attivata dal Sindaco o dal Responsabile del C.O.C. in caso di criticit elevata, al verificarsi di eventi di criticit moderata o allaggravarsi della situazione in punti critici individuati sulle carte di rischio, ovvero al superamento per i corsi dacqua delle soglie di sicurezza. RESPONSABILE AZIONI DA INTRAPRENDERE DESTINATARI Assunte le informazioni circa lo scenario in atto e la sua prevedibile evoluzione (F1), valutata la situazione generale del territorio, decreta lo stato di PreAllarme e ne d informazione ai soggetti interessati; Valuta se attivare il C.O.C. presso la sede operativa; (Comando della Polizia Municipale in piazza S. Francesco) Acquisisce informazioni sull'evoluzione dell'evento mantenendo contatti continui con la S.O.U.P. - Centro Funzionale dAbruzzo e la locale Prefettura per aggiornare la situazione, segnalando eventuali possibili effetti amplificativi dell'evento e/o la presenza di strutture strategiche. Con il supporto della Funzione Assistenza alla Popolazione e del Volontariato, provvede ad allertare la popolazione presente in aree a rischio. Individua il Centro di Accoglienza presso strutture comunali. Acquisisce informazioni su eventuali casi di persone inabili da assistere. Dispone lo spostamento nel tempo o nello spazio di manifestazioni o mercati che potrebbero essere coinvolti dallevento in corso.

Il Sindaco ovvero il responsabile del C.O.C.

Responsabili delle Funzioni (F1,F3, F4,F7,F9) Prefettura Centro Funzionale dAbruzzo S.O.U.P. Funzionario S.O.U.P./C.F.dA. Prefettura F9 Assistenza alla Popolazione F3 Volontariato Ufficio preposto alle autorizzazioni di manifestazioni ecc.

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Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE DI PRE-ALLARME


RESPONSABILE AZIONI DA INTRAPRENDERE Individua le aree pi vulnerabile al rischio frana e definisce un programma di sopralluoghi per verificare eventuali segnali di frane o colamenti possibili; ovvero di aree alluvionabili; anche sulla base di segnalazioni da parte dei cittadini che il centralino deve trasmettere non appena ricevute: Non appena vengono rilevati dei segnali di pericolo (fenomeno NON in atto ma prevedibile) viene immediatamente informato il Sindaco o il Resp. C.O.C. per gli adempimenti necessari. Studia preventivamente le opere di ripristino della zone critiche per tipologia di emergenza (argini, ponti, edifici vulnerabili, ecc.) per evitare che levento abbia un notevole impatto nel manifestarsi. Mantiene costante il contatto con i Responsabili delle varie funzioni e con gli Enti preposti per il monitoraggio dei corsi dacqua e degli invasi. Allerta uomini e mezzi per il pronto intervento, attivando una prima squadra presso lAutoparco. Predispone squadre di ditte esterne, preventivamente individuate, al pronto intervento. Verifica la funzionalit dei servizi a rete con particolare attenzione ai tratti di rete che intersecano fronti di frana. Mantiene i contatti con i rappresentanti degli Enti e Societ erogatrici dei servizi primari al fine di monitorare costantemente il territorio. DESTINATARI Ufficio Tecnico Polizia Municipale Volontariato Sindaco Resp. C.O.C Responsabili delle Funzioni (F3,F4,F7,F9) Prefettura Centro Funzionale dAbruzzo S.O.U.P. Ufficio Mareografico e idrografico reg. Resp. invasi Autoparco Servizi mobilit urbana e trasporti Ditte esterne convenzionate Ufficio tecnico Enel Gas Enel Acquedotto del Ruzzo Telecom

F1 - Tecnica e di Pianificazione

F4 Materiali e Mezzi

F5 Servizi essenziali

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Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE DI PRE-ALLARME


RESPONSABILE F7 Strutture operative AZIONI DA INTRAPRENDERE Analizza la rete varia e attiva pattuglie per eventuali interventi di chiusura strade predisponendo vie di accesso e fuga alternative. Su indicazione del Sindaco o suo delegato allerta la popolazione esposta al rischio. Mantiene i rapporti con le forze istituzionali sul territorio (VV.FF., Carabinieri, Polizia, ecc.) e la funzione F1 (Tecnica e di Pianificazione) Effettua un censimento della popolazione presente nelle aree a rischio segnalando situazioni di disagio con particolare riferimento ai portatori di handicap, soggetti anziani e malati, bambini in et prescolare. Si assicura della reale disponibilit di alloggi presso i centri e le aree individuate preventivamente (impianti comunali e alberghi). Richiede la pronta disponibilit dei volontari per levacuazione della popolazione. Attiva la Croce Rossa Italiana e la Misericordia per il supporto a persone in situazione di disagio portatori di handicap DESTINATARI Polizia Municipale Responsabile F1 Enti preposti Popolazione Ufficio Sport Alberghi Resp. F3

F9 Assistenza alla popolazione

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Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE DI ALLARME


La fase di allarme viene attivata dal Sindaco o dal Responsabile del C.O.C. in caso di evento in corso con criticit elevata per il quale avvengono danneggiamenti sia per il patrimonio abitativo che per quello infrastrutturale, ovvero si evidenzino pericoli per la popolazione. RESPONSABILE AZIONI DA INTRAPRENDERE DESTINATARI Valuta l'estensione territoriale dell'evento e della popolazione potenzialmente coinvolta; formula, con lausilio del responsabile F6 una prima stima dei danni e ne d immediata informazione alla Prefettura. Qualora non lo fosse gi, attiva il C.O.C. con tutte le sue componenti. Prefettura Il Sindaco o suo delegato Garantisce la riapertura degli uffici comunali e dei servizi fondamentali. Polizia Municipale Su indicazione del Responsabile F 1 emana delle ordinanze per la chiusura delle strade, per levacuazione di abitazioni o strutture esposte al rischio frana o inondazione (art.54 comma 2 del D.Lgs. 267/00). Il responsabile del C.O.C Rende operative le disposizioni del Sindaco, Coordina tutte le azioni delle funzioni coinvolte garantendone il funzionamento. Attraverso i mass media informa la popolazione dellevolversi degli eventi. Mass media in continuo contatto con il responsabile F1 per valutare di concerto levolversi VV.FF. dellemergenza e le procedure da attuare. Ufficio Tecnico Si accerta della presenza sui luoghi dellevento delle strutture preposte al Resp. F1 soccorso tecnico urgente. Croce Rossa Italiana Aggiorna lelenco dei danni rilevati dai tecnici dellAmministrazione. Misericordia Teramo

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Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE DI ALLARME


RESPONSABILE F1 Tecnica e di Pianificazione AZIONI DA INTRAPRENDERE Individua, anche su base, cartografica le aree e le infrastrutture coinvolte nellevento. Con lausilio degli Enti preposti cerca di prevedere landamento dellevento, con particolare attenzione sia al livello dei corsi dacqua che allo stato della diga e degli invasi, segnalando eventuali situazioni di maggior pericolo derivante dallo svuotamento degli stessi, dandone comunicazione al Responsabile del C.O.C Assicura lassistenza sanitaria alla popolazione coinvolta, segnalando eventuali situazioni di criticit alla centrale operativa del 118 Collabora con la funzione F9 per lassistenza alla popolazione evacuata sia presso le abitazione che presso le strutture di ricovero Gestisce di concerto con il responsabile della funzione volontariato, la Croce Rossa e la Misericordia Su richiesta del Responsabile del C.O.C. contatta la S.O.U.P. per richiedere lausilio del volontariato regionale e delle sue strutture operative, coordinandone le attivit. Recepisce le richieste provenienti dalle altre funzioni e coordina le attivit dei gruppi di volontariato di p.c. operanti sul territorio Su indicazione della polizia municipale e dellUfficio tecnico, effettua la chiusura dei tratti stradali a rischio, ovvero ripristina la viabilit rimuovendo le frane ed i colamenti, utilizzando sia il personale interno che ditte esterne, gi preventivamente individuate. Predispone con lausilio del volontariato di P.C. il materiale per il ricovero della popolazione. Verifica la funzionalit dei servizi a rete, in particolare verso gli edifici strategici o verso aree a supporto dellemergenza. DESTINATARI Servizio idrografico e Mareografico Regione Abruzzo Volontari per ispezione degli argini Resp. Diga di Provvidenza Resp. Invaso di Rio Fucino Resp. Invaso di Piaganini Resp. Invaso di Sella Pedicate Resp. C.O.C. Area socio assistenziale 118 Resp. F9 Croce Rossa Misericordia Croce Bianca S.O.U.P. Cives Croce Rossa Italiana Misericordia Teramo Croce Bianca Autoparco comunale Servizio trasporto Ufficio viabilit Cives Teramo Croce Rossa Italiana Misericordia Teramo Ufficio Tecnico Enel Gas

F2 Sanit e Assistenza Sociale e Veterinaria

F3 Volontariato

F4 Materiali e mezzi

F5 Servizi essenziali

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DESTINATARI Enel Telecom Acquedotto del Ruzzo Ufficio Tecnico Sindaco

Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE DI ALLARME


RESPONSABILE AZIONI DA INTRAPRENDERE Richiede ai rappresentanti degli Enti e societ erogatrici il ripristino dellerogazione dei servizi primari (qualora interrotti), indicando la priorit dei tratti da riparare. Di concerto con il Resp. F1 predispone il sopralluogo delle strutture coinvolte e determina i danni subiti, monitorando nel tempo levoluzione degli stessi; stabilisce la non agibilit delle strutture coinvolte, dandone immediata comunicazione al Sindaco Verifica la percorribilit delle strade ovvero, predispone, con lausilio di altre strutture operative locali (polizia, carabinieri, ecc.), la chiusura della viabilit nelle zone colpite dallevento e attiva le vie di accesso e fuga alternative. Predispone e colloca gli uomini, in affiancamento alle strutture operative di volontariato, presso i punti critici individuati per vigilare il corretto deflusso del traffico. Svolge lazione legale per levacuazione delle abitazioni dichiarate inagibili e di concerto con le forze di polizia presidia le abitazioni evacuate per evitare fenomeni di sciacallaggio. Mantiene costantemente i contatti con il Resp. F1. Provvede al trasferimento ed al ricovero della popolazione evacuata presso le strutture allestite, con lausilio del volontariato di P.C e sanitario. Predispone lassistenza h 24 sia dal punto di vista logistico che psicologico. Effettua il censimento della popolazione e si fa da tramite per gli immediati fabbisogni specifici degli sfollati Provveder, in accordo con le autorit scolastiche, e in caso di inagibilit degli edifici scolastici, allallestimento di sedi provvisorie per lattivit didattica. Rende possibile leffettuazione di spese in pronta cassa e mantiene la contabilit delle spese effettuate in regime di urgenza.

F6 Censimento danni a persone e cose

F7 Strutture operative locali Viabilit

Polizia Municipale Carabinieri Polizia CIVES Resp. F1

F9 Assistenza alla popolazione

Ufficio Sport Refezione scolastica Servizio assistenza sociale Croce Rossa Italiana Misericordia Teramo Alberghi Servizio economato

F10 Amministrativa

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Rischio Idraulico - Idrogeologico: FASE SUCCESSIVA ALLEMERGENZA


RESPONSABILE Responsabile della protezione civile e coordinatore del C.O.C. (Mass media ed informazione alla popolazione) F1. Tecnica e Pianificazione F2. assistenza sociale e sanit - veterinaria F3. volontariato F4. materiali e mezzi, risorse umane F5. Servizi essenziali Telecomunicazioni AZIONI DA INTRAPRENDERE Predispone tutte le funzioni per operare in modo da ripristinare nel minor tempo possibile le situazioni di normalit. D priorit al rientro delle persone nelle loro abitazioni, alla ripresa delle attivit produttive. Opera per ottenere il normale funzionamento dei servizi essenziali. Mantiene costantemente informata la popolazione. Gestisce il C.O.C. e coordina il lavoro di tutte le funzioni interessate. Il Responsabile della funzione preposto comunica alle persone coinvolte la fine dello stato di emergenza. Emette comunicati stampa e televisivi relativi al superamento della crisi. Il Responsabile della funzione preposto impiega le squadre di tecnici per la valutazione dei danni agli edifici pubblici e privati, nonch alle chiese e ai beni culturali e artistici, predisponendo la loro messa in sicurezza in apposite aree. Valutata lentit dellevento determina la priorit degli interventi di ripristino. Il Responsabile della funzione preposto una volta cessato lo stato di emergenza determina per il settore di pertinenza la fine delle operazioni di supporto sanitario, lasciando qualche squadra operativa durante lattesa per affrontare eventuali piccole emergenze. Il Responsabile della funzione coordina le squadre del volontariato sino al termine dellemergenza. Il Responsabile della funzione preposto, superata lemergenza, rimuove il materiale usato per la costruzione e il posizionamento delle strutture di rinforzo facendo altres rientrare uomini e mezzi impiegati seguendo le direttive della funzione tecnica e pianificazione. Il Responsabile della funzione preposto cura il ripristino delle reti di erogazione ed esegue controlli sulla sicurezza delle medesime. Il Responsabile della funzione preposto mantiene il contatto radio con le squadre operative fino alla fine dellemergenza. Mantiene, altres, contatti con gli altri enti preposti allintervento. Il Responsabile della funzione preposto raccoglie perizie giurate, denunce e verbali di danni subiti da persone, cose e animali, nonch quelle rilevate dai tecnici della funzione tecnica e pianificazione (compresi quelli appositi dei beni culturali) e compila i moduli di indennizzo preventivamente richiesti in Regione. Il Responsabile della funzione preposto qualora le acque fossero rientrate nel loro naturale corso o fossero confluite e smaltite dal sistema fognario, consentir alle squadre dei vigili urbani di riaprire la circolazione nei tratti colpiti, dopo essersi ulteriormente assicurati del buono stato della sede stradale. Coordina le attivit amministrative, contabili e finanziarie necessarie per la gestione dellemergenza

F6. censimento danni a persone e cose F7. strutture operative locali e viabilit F10. Servizi Amministrativi

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PROCEDURE A LIVELLO COMUNALE PER IL RISCHIO SISMICO Pur nella consapevolezza che i metodi scientifici attuali non sono in grado di fornire elementi certi per la previsione di eventi sismici, l'analisi effettuata dal D.P.C., indicando degli scenari di rischio per il territorio comunale, fornisce elementi per la redazione delle procedure di intervento ai fini del Piano di Protezione Civile. Indicatore di scenario Persone coinvolte in crolli Uso, dati comunali da valutare (attivit in tempo di pace) Per una stima dei ricoveri ospedalieri necessari. In base allora dellevento, alla percentuale di occupati, ai flussi di mobilit, ricavare la percentuale di morti e feriti sulla quale pianificare: Ambulanze, posti letto, ospedali da coinvolgere e relativa viabilit Posto medico avanzato, triage e ripartizione delle persone con codice rosso, giallo e verde in strutture via via pi distanti Per una stima delle tendopoli e degli alloggi da rendere disponibili. Ripartire la popolazione comunale per fasce di et e sesso (donne, vecchi e bambini, maschi adulti) per definire delle quote che si potranno alloggiare presso: parenti, alberghi, tendopoli; Per la tendopoli tipo definire gli standards (superfici, servizi, ecc) e stimare i costi di urbanizzazione delle aree Abitazioni crollate Per stimare le ordinanze di demolizione/transennamento e di sgombero, i sopralluoghi di agibilit. Cartografia con la mappatura con la definizione degli aggregati per il coordinamento dei sopralluoghi e linformatizzazione dei risultati; reperimento della modulistica Abitazioni inagibili e danneggiate Danno medio totale Definizione del numero di sopralluoghi da effettuare, delle squadre di tecnici da utilizzare Una prima stima del danno economico, per i soli edifici residenziali privati, si ottiene moltiplicando lindice di danno medio totale per il costo unitario di produzione (Legge 392/1978). Per il comune interessato, definire i coefficienti correttivi del costo base di produzione; dare indicazioni sul resto del danno (infrastrutture, reti, edifici pubblici) Mappatura comunale con i coefficienti correttivi per aree

Persone senza tetto

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Le procedure di intervento, previste per il Comune di Teramo, sono strutturate in due fasi: FASE DI ALLARME e FASE DI EMERGENZA. La Fase di Allarme scatta subito dopo il verificarsi di un evento sismico, anche di minima intensit. Non prevista, in questa fase, alcuna azione di regolamentazione da parte della Prefettura. Nella Fase di Emergenza gli Enti preposti provvedono al dimensionamento dellevento e al superamento dellemergenza . Vengono considerati due scenari di riferimento sulla base degli effetti del sisma sul territorio: o lo SCENARIO DI TIPO B corrisponde ad un sisma con effetti dal V al VII grado Mercalli. Lo scenario quello della scossa Molto forte (Scala Mercalli) ovvero di terremoti che si possono verificare in genere con una Magnitudo compresa tra 4 e 5. In generale gli effetti ipotizzabili, conseguenti a scosse di questa intensit, determinano lo spostamento di mobili pesanti, la caduta di intonaco e lesioni limitate con sporadici crolli che interessano edifici gi in difficolt statiche prima del sisma. Si viene a determinare una situazione emotiva della popolazione che corre spaventata in luoghi allaperto e un temporaneo congestionamento del traffico telefonico non dovuto a danni della rete; o lo SCENARIO DI TIPO C corrisponde ad un sisma con effetti maggiori al VII grado Mercalli. Lo scenario quello a partire dalla scossa Fortissima (Scala Mercalli) con Magnitudo in genere maggiori di 5. In generale gli effetti ipotizzabili, conseguenti a scosse di questa intensit, determinano una fuga generale della popolazione allaperto, molte case risultano gravemente lesionate e alcune crollano mentre si riscontrano danni trascurabili a edifici di buona progettazione e costruzione e da lievi a moderati per strutture ordinarie ben costruite nonch problemi alla viabilit per ostruzioni dovute ai crolli e intasamenti. Di conseguenza si registreranno feriti e decessi e si dovranno predisporre servizi di assistenza alla popolazione, allestendo aree di accoglienza per gli evacuati. Nella Fase di Allarme, se si riscontra lassenza di danni a persone e cose, si ritorna alla FASE DI NORMALIT mentre, se si riscontrano danni, il Sindaco dichiara il passaggio alla FASE DI EMERGENZA. che in base allo scenario di danno stimato in quel momento viene definita emergenza di tipo B o emergenza di tipo C. _

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Fase di allarme Il Sindaco, o suo Delegato, una volta avvertita la scossa (o comunque appena avvisato dellevento sismico), si mette in contatto con il Referente della Funzione Tecnico ScientificaPianificazione, con il Comandante della Polizia Municipale, con il Comando locale dei Carabinieri e la Prefettura per ricevere informazioni sul risentimento e lentit della scossa (localit e magnitudo). I tecnici della Funzione Tecnico Scientifica-Pianificazione e il personale di Polizia Municipale, sentita la scossa di terremoto, si mettono in contatto con il Sindaco. Nel caso siano impossibili le comunicazioni telefoniche, anche se non hanno ricevuto lallerta dal sindaco, si recheranno alla sala operativa del C.O.C. (presso la sede dell aPloizia Municipale di Piazza San Francesco) e si metteranno a disposizione del Sindaco cos come stabilito dal Piano comunale di protezione civile; Il Sindaco predispone immediate ricognizioni dei propri tecnici nelle zone pi vulnerabili, centri storici e laddove siano pervenute segnalazioni, comunicando alla Prefettura lentit di eventuali danni a persone e cose noti al momento. Il Sindaco, ove lo ritenga necessario, attiva il C.O.C. Fase di emergenza Scenario B In base alla conoscenza dei danni provocati dal sisma sul territorio il Sindaco dichiarer la Fase di Emergenza DI TIPO B per scossa Molto forte. Attiva la sala operativa del C.O.C. con le Funzioni di Supporto che ritiene necessarie (o comunque attiva la reperibilit dei responsabili di funzione in relazione alla gravit della situazione, dandone comunicazione alla Prefettura). Attiva il personale comunale, affiancato da eventuali volontari, utilizzandolo nelle ricognizioni e nei presidi delle aree di attesa per assistenza ed informazione alla popolazione. Qualora si riceva notizia di lesioni ad edifici, il Sindaco predispone, congiuntamente ai VVF e alle forze dellordine, il preventivo allontanamento della popolazione dalle zone _

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di rischio informandone la Prefettura e segnalando alla Regione (Servizio Protezione Civile) la necessit di effettuare verifiche di agibilit delle strutture. Per organizzare sopralluoghi di agibilit il Sindaco si relaziona con la Prefettura su eventuali problemi insorti sul territorio raccogliendo sia le istanze dei cittadini che le segnalazioni dei propri tecnici comunali. Qualora un edificio risulti danneggiato ed inagibile a seguito delle verifiche e dei sopralluoghi effettuati, emana apposita ordinanza precauzionale di sgombero, in attesa di accertamenti definitivi, occupandosi di allestire un alloggio sostitutivo qualora si tratti di abitazione. Oltre a ci il Sindaco attiva, a ragion veduta, altre procedure ritenute utili per la sicurezza. Fase di emergenza Scenario C In base alla conoscenza dei danni provocati dal sisma sul territorio il Sindaco dichiarer la Fase di Emergenza DI TIPO C per scossa Fortissima. Il Sindaco attiva il C.O.C. con tutte le sue funzioni e la reperibilit dei tecnici comunali per i primi sopralluoghi. Il personale comunale, avvertita la scossa di terremoto (fortissima per le conseguenze che produce: gravi lesioni, crolli ecc.), anche al di fuori dellorario di ufficio, si recher alla sala operativa del C.O.C. (presso la sede della Polizia Municipale di Piazza San Francesco). Il Sindaco invia una propria rappresentanza presso la Prefettura o, se attivato, al Centro Operativo Misto. Sin dalle prime manifestazioni dellevento il Sindaco assicura un flusso continuo di informazioni verso il C.C.S. o il C.O.M., se istituito, segnalando ogni necessit ed ogni problema non risolvibile tramite lintervento del C.O.C.. Il Sindaco attiva ed invia il personale comunale, affiancato da eventuali volontari, utilizzandolo nelle ricognizioni e nei presidi delle aree di attesa per assistenza ed informazione alla popolazione. Qualora si riceva notizia di lesioni ad edifici, il Sindaco predispone, congiuntamente ai VVF e alle forze dellordine, il preventivo allontanamento della popolazione dalle zone di rischio, informa la Prefettura e segnala alla Regione (Servizio Protezione Civile) la necessit di effettuare verifiche di agibilit delle strutture. _

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Il Sindaco informa la Prefettura su eventuali problemi insorti sul territorio raccogliendo sia le istanze dei cittadini che le segnalazioni dei propri tecnici comunali per organizzare sopralluoghi di agibilit. Qualora un edificio risulti danneggiato ed inagibile in base alle verifiche ed ai sopralluoghi effettuati, il Sindaco emana apposita ordinanza precauzionale di sgombero, trasmette le risultanze delle verifiche al C.C.S. e rende fruibili le aree di accoglienza e/o le strutture ricettive previa verifica di agibilit da parte dei tecnici abilitati. Tramite il C.O.C. il Sindaco dovr garantire gli interventi di emergenza sulle reti dei servizi essenziali richiedendo eventualmente collaborazioni a ditte private, dispone affinch i gestori di utenze intervengano per ripristinare i servizi interrotti da rotture di gasdotti, acquedotti ed elettrodotti. Se ritenuto necessario il Sindaco chiede alla Prefettura o al C.O.M. se istituito, la disponibilit di tende ed effetti letterecci per lallestimento delle aree di accoglienza, comunicando lelenco dei danni (mediante schede di censimento) e appronta la disponibilit delle aree di ammassamento. Il Sindaco, altres, adotta ordinanze urgenti ai sensi del D.Lgs. n267/2000, provvede al censimento della popolazione evacuata e radunata nelle aree di attesa, (mediante schede di censimento) e mantiene i contatti con i mezzi di informazione. Oltre a ci, il Sindaco attiva, a ragion veduta, altre procedure ritenute utili per la Sicurezza. Segue schema delle procedure per il Rischio Sismico.

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Rischio sismico: FASE DI ALLARME


La fase di allarme si attiva quando si ha notizia, si percepisce direttamente, una scossa tellurica almeno del V grado della scala Mercalli-CancaniSieberg (ovvero di magnitudo Richter pari a 4.0): avvertita da tutte le persone nelle case e da quasi tutte all'aperto con oscillazioni di oggetti sospesi. Si hanno scuotimento di quadri alle pareti, possibile caduta di qualche soprammobile leggero, lieve sbattimento di liquidi nei recipienti con versamento di qualche goccia, spostamento degli oggetti piccoli, scricchiolio di mobili, sbattere di porte e finestre; i dormienti si destano e qualche persona fugge all'aperto

RESPONSABILE Il Sindaco o il Responsabile del C.O.C.

F1 - Tecnica e di Pianificazione F4 - Materiali e mezzi

AZIONI DA INTRAPRENDERE Verifica lentit della scossa attraverso il locale comando dei Carabinieri ed il Centro Funzionale dAbruzzo; Valuta, con il supporto della Funzione F1 e degli scenari previsti, il potenziale danneggiamento causato dall'evento e della popolazione potenzialmente coinvolta. Attiva il C.O.C. convocando i Responsabili delle funzioni che si ritengono necessarie e ne d comunicazione alla Prefettura. Mantiene un contatto continuo con la S.O.U.P. - Centro Funzionale dAbruzzo e la locale Prefettura , la Provia per aggiornare la situazione, Si coordina con i referenti delle Strutture locali dei Carabinieri, Vigili del Fuoco Acquisisce informazioni sull'entit dell'evento. Con lausilio degli Enti preposti, degli scenari previsionali e delle informazioni circa i danni rilevati, sviluppa primi scenari di danno a seguito di evento sismico Acquisisce informazioni sulla funzionalit della diga Piaganini Predispone e organizza le squadre di pronto intervento Supporta le altre funzioni per lallestimento della sede C.O.C.

DESTINATARI Carabinieri Centro Funzionale dAbruzzo Responsabile F1 Prefettura Responsabili delle Funzioni Funzionario S.O.U.P. Prefettura Carabinieri / Polizia VV.F. Sindaco Resp. gestione C.O.C. Settore tecnico del Comune

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Rischio sismico: FASE DI ALLARME


RESPONSABILE F5 - Servizi essenziali F6 - Censimento danni a persone e cose F7 - Strutture Operative Locali, Viabilit F9 Assistenza alla Popolazione AZIONI DA INTRAPRENDERE Verificano anche in forma speditiva gli edifici strategici e le life-lines per verificarne il mantenimento delle rispettive funzioni e fare un primo quadro circa loperativit degli stessi Raccolgono informazioni circa i danni rilevati sia al patrimonio abitativo che alle infrastrutture di servizi a rete, sia su segnalazioni che attraverso primi sopralluoghi speditivi Si predispone lattivazione del piano della viabilit alternativa attivando i Presidi presso i cancelli posti sui nodi individuati attorno al capoluogo in modo da garantire laccesso ai mezzi di soccorso Si attiva, in funzione dei danni realmente accertati, al fine di disporre, con lausilio della Polizia Municipale e delle forze del Volontariato il presidio delle aree di attesa della popolazione e presso le sedi municipali centrale e periferiche DESTINATARI Sindaco Resp. gestione C.O.C. Tecnici Comunali e Polizia Municipale Comando Polizia Municipale, Volontariato Responsabile F2 Sanit assistenza sociale e veterinaria Responsabile F3 volontariato Responsabile F7 - Strutture Operative Locali, (Polizia Municipale Volontari) Viabilit Prefettura Regione Provincia Responsabili delle Funzioni

Il Sindaco o il responsabile del C.O.C.

Qualora levento sia di lieve entit e non si abbia notizia di danni a persone o cose, ripristina lo stato di NORMALITA; Ovvero se si hanno notizie di danni a persone o cose decreta lo stato di EMERGENZA per lo scenario ritenuto pi plausibile; ne d comunicazione agli Enti interessati

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo B


La fase di Emergenza per evento tipo B si attiva a seguito di un evento sismico pari almeno al VI-VII grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (ovvero di magnitudo Richter pari a 4.55.0): VI - avvertita da tutti con apprensione; parecchi fuggono all'aperto; in singole case crepe negli intonaci, in quelle mal costruite o vecchie danni pi evidenti ma sempre innocui: possibile caduta eccezionalmente di qualche tegola o comignolo. VII - considerevoli danni per urto o caduta delle suppellettili, anche pesanti, delle case, suono di grosse campane nelle chiese; l'acqua di stagni e canali s'agita e intorbidisce di fango, lievi frane in terreni sabbiosi e ghiaiosi. danni moderati in case solide, con lievi incrinature nelle pareti, considerevole caduta di intonaci e slittamento della copertura dei tetti; singole distruzioni in case mal costruite o vecchie.

RESPONSABILE

Il Sindaco ovvero il resp. del C.O.C.

AZIONI DA INTRAPRENDERE In funzione dello scenario sviluppato dal Resp. della F.1 e con il supporto degli Enti preposti, comunica la stima dei danni subiti sul territorio alla locale Prefettura e richiede il supporto necessario per fronteggiare lemergenza Garantisce la riapertura degli uffici comunali e dei servizi fondamentali Attiva tutte le forze comunali che si ritengono necessarie per fronteggiare levento, disponendo il rientro in servizio dei dipendenti. Mantiene costantemente informata la locale prefettura e la S.O.U.P. sia in merito ai danni realmente rilevati che sulle azioni in corso per il superamento dellemergenza in atto Dispone in accordo con le autorit scolastiche leventuale interruzione e la successiva ripresa dellattivit scolastica Provvede ad informare la popolazione coinvolte ed i mass-media circa la situazione in corso e le attivit poste in essere per il suo superamento Garantisce la piena funzionalit del C.O.C. e si fa carico delleventuale allestimento del C.O.M., mantenendone poi i rapporti Coordina i referenti di funzione e mantiene costantemente informato il Sindaco circa levento in corso e le azioni per il suo superamento Stabilisce la scala di priorit degli interventi

DESTINATARI Prefettura

Dipendenti del Comune

Prefettura Autorit scolastiche Mass-media Resp.F9 Tutti i resp.di Funzione Resp. C.O.M. Sindaco

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo B


RESPONSABILE F1 - Tecnica e di Pianificazione AZIONI DA INTRAPRENDERE Aggiorna continuamente lo scenario dei danni subiti, con il supporto degli Enti preposti alle attivit tecniche e di soccorso e le segnalazioni provenienti dalla popolazione Si coordina con la sala operativa del 118 Abruzzo soccorso per trasferire informazioni circa persone disabili o malate che devono essere evacuate o ricoverate presso strutture sanitarie Coordina le associazioni di volontariato sanitario e socio-assistenziale non direttamente gestite dal 118 Coordina le associazioni di Volontariato di P.C. e i volontari che si rendessero disponibili al momento per tutte le attivit previste in fase emergenziale Gestisce gli uomini ed i mezzi secondo le richieste di intervento ed in funzione della scala prioritaria determinata dal Resp. del C.O.C. Reperisce i mezzi presso gli Enti pubblici e le ditte convenzionate Supporta la funzione F9 per il trasferimento delle famiglie evacuate Si coordina con i referenti delle societ erogatrici dei servizi primari per verificare la funzionalit e leventuale messa in sicurezza delle reti dei servizi comunali, con priorit verso gli edifici strategici; In caso di interruzioni dei servizi, definisce la scala di priorit degli interventi di ripristino DESTINATARI Tutti i resp.di Funzione

F2 - Sanit e Assistenza Sociale e Veterinaria F3 Volontariato

F4 Materiali e Mezzi F5 - Servizi essenziali

Resp. C.O. 118 Funzione 9 CRI Misericordia P.A. assistenti sociali del Comune - associazioni sanitarie Associazioni di Volontariato di P.C. Referenti Amm. Comunale ufficio viabilit ufficio tecnico Staur Ditte private Enel Telecom Enelgas Acquedotto del Ruzzo Ufficio Tecnico Comune

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo B


RESPONSABILE AZIONI DA INTRAPRENDERE Coordina le squadre di tecnici per leffettuazione dei sopralluoghi; Dispone sopralluoghi tecnici degli edifici strategici (con priorit), di quelli a supporto della gestione dellemergenza e di quelli rilevanti in caso di collasso, e dellAzienda a rischio incidente rilevante PURICELLI Srl laminati plastici nella ZI di San Nicol a Tordino; dispone inoltre sopralluoghi tecnici secondo le priorit e le indicazioni provenienti dai Vigili del Fuoco Geni Civili ed altri Enti preposti di edilizia corrente o produttiva ; Mantiene costantemente aggiornato il Resp. C.O.C. circa il livello di danneggiamento ed il numero di evacuati Raccoglie le perizie redatte per lagibilit o meno degli edifici pubblici, dei privati delle infrastrutture, delle attivit produttive, dei locali di culto e dei beni culturali Predispone per la firma del Sindaco le ordinanze di sgombero Predispone la chiusura della viabilit nelle zone colpite dallevento e attiva il piano della viabilit alternativa attivando i cancelli sui nodi attorno al capoluogo in modo da garantire laccesso ai mezzi di soccorso, anche con lausilio del Volontariato di P.C.; Mantiene i contatti con le Strutture operative locali (carabinieri, Polizia, ecc) sia per la viabilit che per azioni antisciacallaggio Notifica e rende esecutivi i provvedimenti di sgombero degli edifici inagibili DESTINATARI

F6 - Censimento danni a persone e cose

Ufficio Tecnico Ufficio Anagrafe Tecnici comunali e personale tecnico di altre amministrazioni

F7 - Strutture Operative Locali, Viabilit

Agenti Polizia Municipale Forze dellOrdine

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo B


RESPONSABILE F9 Assistenza alla Popolazione e attivit scolastica AZIONI DA INTRAPRENDERE Organizza le informazioni alla popolazione circa levento e le modalit per i superamento dellemergenza Can il supporto dellUff. Anagrafe, effettua ed aggiorna continuamente il censimento della popolazione evacuata da ricoverare Rintraccia presso le strutture ricettive locali, alloggi sufficienti per ricoverare gli sfollati Si fa carico, con il supporto del resp. F4 del trasferimento della popolazione evacuata presso le strutture di ricovero Con le strutture comunali socio assistenziali e lausilio dei Volontari supporta i fabbisogni della popolazione ricoverata per tutto il periodo in cui sono ospiti presso le strutture Predispone, con lausilio dellUff. Tecnico e scolastico in caso di inagibilit di scuole, sedi alternative e trasferimento quotidiano degli studenti Coordina le attivit amministrative, contabili e finanziarie necessarie per la gestione dellemergenza DESTINATARI

Ufficio stampa Resp. Gestione C.O.C. Uff. scolastico uff. Viabilit Uff. scolastico uff. Tecnico uff. Anagrafe volontariato sia sanitario che di P.C

F10 - Amministrativa

Uff. Ragioneria e Contabilit

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo C


La fase di Emergenza per evento tipo C si attiva a seguito di un evento sismico pari almeno al VIII grado della scala scala Mercalli-Cancani-Sieberg (ovvero di magnitudo Richter pari a 5.5): (Gravi distruzioni a circa il 25% degli edifici caduta di ciminiere, campanili e muri di cinta)

RESPONSABILE

Il Sindaco ovvero il Responsabile del C.O.C.

AZIONI DA INTRAPRENDERE Considerando la severit dello scenario di danno elaborato con il Resp. della F.1 e con il supporto degli Enti preposti, segnala la gravit dei danni stimati sul territorio alla locale Prefettura e richiede il supporto della struttura regionale (e nel caso nazionale) di Protezione Civile per fronteggiare lemergenza Dispone limmediata verifica di stabilit delle sede C.O.C. ed in caso di inefficienza strutturale e funzionale individua una sede sostitutiva, garantendo la funzionalit sia per la sede COC che per il COM. Garantisce la riapertura degli uffici comunali (ove possibile) e dei servizi fondamentali (anche presso sedi provvisorie) Attiva tutte le forze comunali per fronteggiare levento, disponendo la ricognizione delle strutture ed infrastrutture ancora efficienti e dispone il rientro in servizio di tutti i dipendenti non direttamente coinvolti nellevento. Dispone in accordo con le autorit scolastiche leventuale interruzione dellattivit scolastica; individua le strutture efficienti per eventuali utilizzi per il ricovero della popolazione (mense, palestre, ecc) Provvede ad informare la popolazione coinvolte ed i mass-media circa la situazione in corso e le attivit poste in essere per la gestione della fase emergenziale

DESTINATARI

Prefettura

Resp. F6 censimento danni a persone e cose Res. F7 - Strutture Operative Locali, Viabilit Resp. F4 Materiali e Mezzi

Autorit scolastiche Ufficio stampa del Comune Resp.F9 Assistenza alla Popolazione e attivit scolastica

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo C


RESPONSABILE AZIONI DA INTRAPRENDERE Mantiene costantemente informata la locale Prefettura (C.C.S.) sia in merito ai danni realmente rilevati che sulle prime azioni in corso per il soccorso ed il ricovero della popolazione; si coordina con il Responsabile del COM per far confluire i soccorsi e gli aiuti necessari. Verifica la potabilit dellacqua ed eventualmente dirama comunicazione di non potabilit alla popolazione Garantisce la piena funzionalit del C.O.C. (anche sostituendo i Resp. di funzione assenti) e si fa carico dell allestimento del C.O.M., mantenendone poi costantemente i rapporti Coordina i referenti di funzione e determina i criteri di priorit dintervento nelle zone e sugli edifici pi danneggiati; Informa costantemente la S.O.U.P. circa le attivit di soccorso in atto, richiedendo il supporto del volontariato regionale; mantiene costantemente informato il Sindaco circa levento in corso e le azioni per la gestione dellemergenza. Sulla base delle prime notizie e dai contatti mantenuti con le varie realt scientifiche, analizza lo scenario dellevento, determina i criteri di priorit dintervento nelle zone e sugli edifici pi vulnerabili. Convoca il personale tecnico e fa eseguire sopralluoghi sugli edifici per settori predeterminati, in modo da dichiarare lagibilit o meno dei medesimi. Lo stesso criterio sar utilizzato per gli edifici pubblici, iniziando dai pi vulnerabili e dai pi pericolosi. Invia personale tecnico, di concerto con la funzione volontariato, nelle aree dattesa non danneggiate per il primo allestimento delle medesime. Determina la richiesta daiuti tecnici e soccorso (es. roulotte, tende, container), annota tutte le movimentazioni legate allevento. DESTINATARI Prefettura Resp.C.O.M. Ufficio stampa del Comune Resp. Acq. Ruzzo Resp.F9 Assistenza alla Popolazione e attivit scolastica

Il Sindaco ovvero il Responsabile del C.O.C.

Il Responsabile del C.O.C.

Tutti i resp.di Funzione Resp. C.O.M. Sindaco

F1 - Tecnica e di Pianificazione

Tutti i resp.di Funzione

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo C


Con continuo confronto con gli altri enti specialistici, quali SOUP Regionale (Centro Funzionale), la Provincia, la Regione, determina una situazione dipotetica previsione sul possibile nuovo manifestarsi dellevento sismico. Mantiene contatti operativi con il Personale Tecnico del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Si coordina con la sala operativa del 118 Abruzzo soccorso per trasferire informazioni circa persone disabili o malate che devono essere evacuate o ricoverate presso strutture sanitarie Tramite i servizi sociali del Comune, supporta la Funzione 9 per lassistenza psicologica della popolazione coinvolta Coordina le associazioni di volontariato sanitario e socio-assistenziale non direttamente gestite dal 118 Raccoglie le istanze della popolazione e ne informa i servizi preposti; Redige e mantiene aggiornato lelenco dei dispersi, coinvolti in crolli e dei ricoverati; Crea eventuali cordoni sanitari composti di Medici Avanzati (PMA); Verifica i danni agli allevamenti di bestiame e pone in essere tutte le precauzioni necessarie per evitare rischi epidemiologici.

F2 - Sanit e Assistenza Sociale e Veterinaria

Resp. C.O. 118 Funzione 9 CRI Misericordia P.A. assistenti sociali del Comune Proprietari di allevamenti zootecnici

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo C


RESPONSABILE F3 Volontariato AZIONI DA INTRAPRENDERE Coordina le associazioni di Volontariato di P.C. ed i volontari che si rendessero disponibili al momento per tutte le attivit previste in fase emergenziale, presenti sia sul territorio comunale che in comuni limitrofi ovvero provenienti da altre Province (colonna mobile) Organizza i turni di servizio al fine di rendere sempre disponibili squadre di volontari per le attivit previste in fase emergenziale Cura il supporto logistico dei Volontari provenienti da altre regioni Si fa carico di stilare gli elenchi dei Volontari per la Precettazione Gestisce gli uomini ed i mezzi, sia dellAmministrazione che delle altre forze (volontariato, Esercito, altre Amministrazioni) intervenute secondo le richieste di soccorso ei in funzione della scala prioritaria determinata dal Resp. sede C.O.C. Supporta la funzione f9 per lallestimento delle aree di ricovero della popolazione e cura il trasferimento delle famiglie sfollate. Assicura le dotazioni essenziali per la sede C.O.C. / C.O.M. Si coordina con i referenti delle societ erogatrici di servizi primari per verificare la funzionalit e leventuale messa in sicurezza delle reti dei servizi comunali In caso di interruzioni dei servizi, definisce la scala di priorit degli interventi di ripristino; Si attiva per fornire le dotazioni essenziali per le tendopoli e le aree di ricovero della popolazione DESTINATARI Associazioni volontaristiche di P.C. sia comunali che extracomunali Tutti i responsabili di Funzione Tutti i possessori di risorse utili (enti e Privati) Le Funzioni che necessitano delle infrastrutture gestite dalla Funzione ufficio viabilit ufficio tecnico Enel Telecom Enelgas Acquedotto del Ruzzo Uff. Tecnico

F4 Materiali e Mezzi

F5 -Servizi essenziali

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo C


RESPONSABILE F6 -Censimento danni a persone e cose AZIONI DA INTRAPRENDERE Dispone sopralluoghi tecnici degli edifici strategici (con priorit per la sede COC) di quelli a supporto della gestione dellemergenza e di quelli rilevanti in caso di collasso dispone inoltre sopralluoghi tecnici per ledilizia corrente o produttiva secondo le priorit e le indicazioni provenienti dal responsabile del COC e dai Vigili del Fuoco Geni Civili ed altri Enti preposti Coordina le squadre di tecnici (sia del Comune che di altre Amministrazioni) per leffettuazione dei sopralluoghi e tiene aggiornata la cartografia con le risultanze dei sopralluoghi eseguiti. Secondo le indicazioni delle squadre di tecnici e Vigili del Fuoco, con il supporto operativo della F4 e F7, provvede alla chiusura di strade ritenute ad elevata pericolosit ovvero a metter in sicurezza gli edifici pericolanti con sostegni provvisori. Con il supporto della Funzione 9, aggiorna continuamente lelenco degli edifici danneggiati, dichiarati inagibili, e della popolazione evacuata, censita per famiglie, dandone costante comunicazione al Resp. C.O.C. Raccoglie le perizie redatte per lagibilit o meno degli edifici pubblici, dei privati delle infrastrutture, delle attivit produttive, dei locali di culto e dei beni culturali Predispone per la firma del Sindaco le ordinanze di sgombero Da comunicazione alla F.7 di edifici evacuati al fine di attivare la sorveglianza antisciacallaggio; Raccoglie verbali di pronto soccorso e veterinari per danni subiti da persone e animali sul suolo pubblico da allegare ai moduli per i risarcimenti assicurativi; Raccoglie, infine, le denunce di danni subite da cose (automobili, materiali vari, ecc.) sul suolo pubblico per aprire le eventuali pratiche di rimborso assicurative. DESTINATARI

Tecnici agibilitatori sia del Comune che di altri Enti Ufficio Viabilit uff. Tecnico uff. Anagrafe

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Rischio sismico: FASE DI EMERGENZA - Evento tipo C


RESPONSABILE F7 - Strutture Operative Locali, Viabilit AZIONI DA INTRAPRENDERE Predispone la chiusura della viabilit nelle zone colpite dallevento e attiva il piano della viabilit alternativa attivando i cancelli sui nodi attorno al capoluogo in modo da garantire laccesso ai mezzi di soccorso, anche con lausilio del Volontariato di P.C.; Mantiene i contatti con le Strutture operative locali (carabinieri, Polizia, ecc) sia per la viabilit che per azioni antisciacallaggio Notifica e rende esecutivi i provvedimenti di sgombero degli edifici inagibili Organizza le informazioni alla popolazione circa levento e le modalit per i superamento dellemergenza Can il supporto dellUff. Anagrafe, effettua ed aggiorna continuamente il censimento della popolazione evacuata da ricoverare Predispone con il supporto della F4 e F3 le aree individuate per lallestimento dei campi di accoglienza, definendo (di concerto con il resp. COC) le priorit di ricovero Rintraccia presso le strutture ricettive locali, alloggi alternativi per ricoverare famiglie con situazioni di disagio Si fa carico, con il supporto del resp. F4 del trasferimento della popolazione evacuata presso le strutture di ricovero e organizza i collegamento quotidiani con le frazioni di provenienza della popolazione ospitata Con le strutture comunali socio assistenziali e lausilio dei Volontari e delle strutture logistiche dei campi, soddisfa le esigenze della popolazione ricoverata per tutto il periodo in cui sono ospiti presso le strutture Predispone, con lausilio dellUff. Tecnico e scolastico in caso di inagibilit di scuole sedi alternative e trasferimento quotidiano degli studenti Coordina le attivit amministrative, contabili e finanziarie necessarie per la gestione dellemergenza DESTINATARI

Agenti Polizia Municipale Forze dellOrdine

F9 Assistenza alla Popolazione e attivit scolastica

Ufficio stampa Resp. Gestione C.O.C. Uff. scolastico uff. Viabilit uff. Tecnico uff. Anagrafe volontariato sia sanitario che di P.C

F10 - Amministrativa

Uff. Ragioneria e Contabilit