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DOWN AND OUT IN ITALIAN TOWNS: MEASURING THE IMPACT OF ECONOMIC DOWNTURNS ON CRIME (LIMPATTO DELLA CRISI SULLE

ATTIVIT CRIMINALI) Guido de Blasio (Banca dItalia) e Carlo Menon (Banca dItalia e OECD) Tema di discussione n. 925, luglio 2013 Classificazione JEL: K14, K42, E32 Parole chiave: crisi economica, criminalit, Italia. Sommario non tecnico
I lavori pubblicati nella collana Temi di discussione intendono contribuire al dibattito scientifico nei diversi campi di interesse dei ricercatori della Banca d'Italia. Le opinioni espresse nei lavori sono attribuibili esclusivamente agli autori e non impegnano in alcun modo la responsabilit dellIstituto. Nel citare i temi, non , pertanto, corretto attribuire le argomentazioni ivi espresse alla Banca dItalia o ai suoi Vertici.

Vi una diffusa preoccupazione circa la possibilit che la crisi economica stia determinando una crescita delle attivit criminali nel nostro Paese. Lesistenza di un legame tra economia e crimine , peraltro, un fatto consolidato in letteratura: a partire dal contributo di Gary Becker nel 1968, infatti, gli economisti hanno riconosciuto che la riduzione delle opportunit nel mercato del lavoro pu rendere relativamente pi vantaggioso il perseguimento di attivit illegali. Il lavoro analizza la relazione tra il rallentamento dellattivit economica in Italia nei primi due anni di crisi, il 2008 e 2009, e lintensificazione di episodi criminosi. Lo studio condotto a livello dei sistemi locali del lavoro; landamento della congiuntura a livello locale viene rappresentato sulla base di informazioni provenienti da un archivio di dati sui bilanci sulle imprese (CERVED). Le misure di criminalit utilizzate si basano sulle notizie di reato pervenute allautorit giudiziaria da parte della Polizia di Stato. I risultati mostrano che la crisi economica ha effettivamente avuto un impatto significativo su alcune tipologie specifiche di attivit criminose, quali i reati che non richiedono particolari abilit criminali, come i furti. Le stime indicano che una riduzione

dellattivit economica del 10% a livello locale causerebbe un aumento dei furti pari a circa il 6%. Limpatto della crisi su altre categorie di reati per cui appaiono necessarie maggiori competenze criminali, come ad esempio le rapine, invece negativo. Non vi sarebbe, inoltre, alcun legame tra landamento dellattivit economica e la diffusione di alcuni reati di tipo non strettamente economico, quali gli omicidi, i crimini violenti e i crimini di natura sessuale. Gli effetti della crisi sui furti appaiono amplificati in quei sistemi locali in cui la forza lavoro pi giovane o dove vi una prevalenza di piccole imprese. Il legame tra crisi e criminalit meno evidente nelle quattro regioni maggiormente caratterizzate da una presenza pi radicata della criminalit organizzata (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia). Tale risultato potrebbe indicare che, in queste zone, la criminalit organizzata detenga il monopolio dellattivit illegale, per cui risulterebbe difficoltoso per un individuo improvvisare unattivit criminosa a seguito delle sopravvenute difficolt economiche, rispetto ad altre parti del Paese dove il controllo del territorio meno capillare.