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Mete e Miti

nella storia della Naturopatia

























Lino Carriero e Carlo Marini




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Indice

Introduzione pag.: 3

Cap. 1: Cos la Naturopatia e chi il naturopata: pag.: 6
Le sue origini le sue mete.
Cap. 2: Il ruolo storico di Paracelso: pag.: 12
Dal mito dellalchimia alla meta dellomeopatia.
Cap. 3: Il concetto di natura: dai lumi a Goethe. pag.: 24
Cap. 4: Il corpo umano in Naturopatia. pag.: 32
Cap. 5: La Naturopatia tedesca del XIX secolo: pag.: 44
Da V. Priessnitz a G. Groddeck.
Cap. 6: La Naturopatia: dal mondo germanico alla sua diffusione in
Occidente.
Par.A:LaNaturopatia in Francia. pag.: 72
La M.T.C. e listituto Ricci.
Par.B: La Naturopatia in Gran Bretagna e negli U.S.A. pag.: 84
La floriterapia da Bach a Kramer e Orozco.
Cap.7: Le ricerche sulla spiritualit in Naturopatia. pag.: 99
Dalla New Age al Libro dei Mutamenti.
Conclusione pag.: 116
Bibliografia pag.: 117







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INTRODUZIONE

Lalba di un nuovo secolo porta sempre con s lo stimolo di nuove nascite: fu
cos nel primo Novecento con la Psicoanalisi, i germi della quale emersero da un contesto
che, inevitabilmente, come alla fine di ogni secolo, vede esaurite le proprie potenzialit. Il
movimento freudiano e poi junghiano spalancarono gli occhi della psicologia, su quella
dimensione fino ad allora regno dellocculto, trasformandola nel regno dellinconscio;
costringendo la ricerca ad uscire fuori dal ristretto mondo dei fenomeni consci oltre,
nellimmensit dellIncoscio: prima personale e poi collettivo. La Psicoanalisi seppe far
compiere quel grande salto alla scienza psicologica, proiettandone la visione su contesti
non pi solo positivistici, come appunto fu nellOttocento. Certamente, fenomeni quali:
S. Freud e C. G. J ung non nacquero dal nulla, essi seppero captare segni e fermenti di
novita gi in gestazione, e gi sbocciati in altre discipline, quali la filosofia, e seppero dar
loro forma e sviluppo a concetti e argomenti presi altrove, quali: lIo, lEs,
linterpretazione dei sogni, la Libido, la Coniunctio oppositorum, gli Archetipi, laddove
altre discipline non seppero dare loro lopportuna forza concettuale e soprattutto
terapeutica. Il loro merito principale fu di aver scaraventato la mente umana: il nostro
Micro-cosmo, da una ristretta visione organicistica verso un Macro-cosmo esistenzialista
e collettivamente simbolico; strada poi percorsa da altri quali Bateson, Hillman, Lacan,
Assagioli, ecc.
Come essi seppero dare allora lontane mete ai loro miti, cos ora, alle soglie della
nuova era del terzo millennio, chiamata proprio la Naturopatia a rilanciare il discorso
ri-aperto dalla psicologia, ri-vivificando le sue stesse radici storiche millenarie,
raccogliendo cos la sfida di percorrere quella strada che ufficialmente la Medicina e la
Psicologia scientifica non vogliono e non possono percorrere. Ed questo lambizioso
percorso che vede i moderni naturopati impegnati in un originale e diverso concetto di
salute e malattia, che vede alla propria base una visione altra del corpo umano, non
pi solo organismo biologico, ma olistica ed ecologica come lo la relazione d insieme
macro e micro-cosmica tra la totalit del creato e le singolarit delle creature. In questo
testo si prover a spiegare come e perch la Naturopatia possa ora promuovere una
visione globale e psico-somatica dellessere umano, ponendosi come ponte e raccordo tra
la psicologia occidentale, in particolare quella junghiana, con tutte le tradizioni olistiche,
gi patrimonio storicamente collettivo di molte culture a Occidente come a Oriente.


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Tradizioni che da sempre hanno visto luomo e il cosmo in sinergica relazione tra loro,
come unica entit fisica, psicologica e spirituale: Una e Trina.
Nonostante lenormit dellimpresa, questo tentativo cerca di dimostrare, quanto sia
urgente ora evidenziare che il compito della Naturopatia deve essere anche quello di
recuperare e sistematizzare tutte quelle tradizioni di medicina e psicologia naturalistiche
europee, anti-positivistiche, che vanno dalla floriterapia di E. Bach: eredit degli
Herbalists inglesi, alle scuole omeopatiche e antroposofiche: eredi della visione medico-
spiritualistica germanica, che dallalchimia spagirica paracelsiana giunge a noi attraverso
la natural-philosophy di Goethe , fino ad influenzare la psicologia analitica junghiana
(Studi sullalchimia e Misterium coniunctionis), ricollegandoci alloligoterapia
francese e alla psicosomatica di Groddeck . Lobiettivo di questa doverosa ricostruzione
storica impone oramai la necessit di porre tali comuni radici filosofiche, quale necessarie
fondamenta per una corretta forma mentis del moderno naturopata, il quale non opera con
la somma di tali discipline ma fonda la sua esperienza pratica con la sintesi di esse,
perch fondate sulle stesse leggi energetiche delluniverso, che sono la cornice
concettuale di questa disciplina. Un esempio di ci ci viene dalla struttura della millenaria
M.T.C
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M.T.C.: Medicina Tradizionale Cinese.
: la quale poste le proprie leggi essenziali, su un fondamento filosofico eco-
naturalistico (cos come anche auspicato da G. Bateson in: Ecologia della Mente), fonda
le proprie pratiche salutistiche sullinsieme di fitoterapia, ginnastiche psico-corporee,
massaggio, riflessoterapie manuali e agopunturali e sulligiene e le corrette pratiche
alimentari , sessuali , respiratorie e psicologiche. Ma, cos come ogni naturopata
dovrebbe sapere almeno lesistenza dei cinque itinerari medici di Paracelso, il proposito
ambizioso che ci si pone con il progetto di questo saggio sar quello di preparare il
moderno naturopata, cominciando a rimarcare il valore e il ruolo storico che la
Naturopatia ha avuto, nellesser sempre stata disciplina psico-somatica per eccellenza,
non solo prima dellattuale Psicosomatica di derivazione medico-psichiatrica, ma
anticipando e contenendo in s i concetti di energia vitale, Io e Es, Inconscio e
meccanismi di difesa, fatti poi propri dalla moderna Psicologia. Lo sforzo di indirizzare
noi naturopati in un contesto che di fatto, seppur alternativamente, sfiora quello medico,
serve a contenere e specificare chiaramente che il compito della Naturopatia non
curare le malattie patologiche della Medicina e della Psichiatria, ma sostenere
naturalmente lindividuo nella sua cosciente volont di prendersi cura di S ,
rendendolo esperto dellArte della propria Individuazione e forte di quella Vis


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Medicatrix Naturae di cui scoprir esser stato ampiamente dotato, cos come lo ogni
essere vivente partecipe della Natura.
Operando sulle dis-armonie energetiche e sui disagi del mal-essere: non in sintonia con
le relazioni naturali delle nostre dimensioni: corpo, mente, spirito e utilizzando preparati
naturali sar permesso cos alla Natura stessa di recuperarci e inserirci nel suo circuito di
equilibri e, con tecniche naturali, riappropriarci di quella solidale unit nella molteplicit
cosmica. Ma questa ars vivendi naturalis non possiamo indurla in nessuno se prima
e durante non vi ci fossimo noi stessi applicati, e non solo razionalmente e
saltuariamente, bens come attitudine spirituale cui spontaneamente, ma continuamente,
dobbiamo volgere. Per cui imparare, con fatica, ad ascoltare noi stessi e a saper educare
noi stessi viene prima di volgerci agli altri esseri, senza pretendere di dover diventare
maestri, ma almeno di poter dar lesempio, laddove indicare linevitabilit e il valore
delliniziazione alla Via: dellOpus Naturalis.
Come accadde al sommo poeta: chi non dovr prima o poi, trovandosi nel mezzo del
cammin , smarrir la diretta via e ritrovarsi dinanzi ad una selva oscura?
Lao-Tze che della Via era maestro diceva che:
Se principi e re fossero davvero guardiani del Tao, allora tutti gli esseri si sottometterebbero ad
essi. Cielo e terra si unirebbero per lasciar cadere una benefica rugiada che il popolo riceverebbe
spontaneamente in parti uguali senza che nessuno debba prendersene cura. (.) Lordine della citt
infatti, seguirebbe lordine del Tao la cui rete si getta su vaste estenzioni, si apre su di esse e, per quanto
allentate siano le sue maglie, nulla sfugge ad esse.
Tao Te Ching, XXXVIII, LXXIII

Tutti gli alchimisti sono obbligati ad intraprendere questo pellegrinaggio. Almeno nel senso
figurato, perch si tratta di un viaggio simbolico, e chi desidera trarne profitto non pu, fosse anche per un
solo istante, abbandonare il laboratorio. Costui deve giorno e notte restare sulla breccia..Sentiero aspro,
gravoso, pieno di imprevisti e di pericoli. Strada lunga e faticosa quella attraverso la quale il potenziale
diventa attuale e locculto manifesto.
Fulcanelli: Le dimore filosofali.




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CAP. 1
COS E LA NATUROPATIA E CHI E IL NATUROPATA:
Le sue origini e le sue mete.

Il termine Naturopatia fu usato per la prima volta gi nel 1902 dagli americani J ohn Steel
e pi tardi da Benedict Lust, per descrivere linsieme di pratiche basate sul ritorno alla
natura mediante alimentazione equilibrata, esercizio fisico, respirazione profonda, cura
termale, drenaggi e depurazioni.
Oggi per Naturopatia intendiamo anche e sopratutto quel complesso di
conoscenze integrate, concernenti il funzionamento energetico del Sistema Natura.
Perch non parliamo di Natura ( i singoli oggetti della quale sono gi egregiamente
studiati dalle moderne scienze naturalistiche: biologia, fisica, chimica, ecc. ), ma di
sistema natura ?
Perch la Naturopatia si sempre data il compito di studiare gli oggetti naturali, tra cui
luomo oltre alle piante e ai minerali, visti come micro-cosmi compresi in quellinsieme
olistico e gestaltico pi ampio che il macro-cosmo naturale. In virt di ci gli oggetti
primi d osservazione sono: la Relazione tra i Sistemi Macro- e Micro-cosmici, i
sistemi stessi e le leggi che permettono il funzionamento di tali relazioni che sono:
energetiche e psico-simboliche. Queste relazioni non sono immediatamente percepibili e
osservabili, un esempio ne la segnatura, che come vedremo vanno infatti svelate, a
partire dai linguaggi dei sistemi che la non-conoscenza rende ermetici, pensiamo al
linguaggio del corpo costretto a parlare per sintomi. Costrizione che port ad esempio il
grande C.G.J ung ad affermare appunto che:
Cosa possono fare gli Dei se non diventare malattie.
La Naturopatia pu provare ora a svelare i meta-linguaggi o pseudo-linguaggi che
non permettono di distinguere il vero dal falso nella natura, come amava sempre ripetere
Paracelso: Dunque, ecco il motivo per cui devi imparare lAlchimia, che porta pure il nome di
Spagiria e che insegna larte di separare il falso dal vero. Cosi la luce della natura...La natura un
lume che splende molto di piu della luce del sole. Al di sopra di ogni sguardo e di ogni potenza degli
occhi. In questa luce, le cose invisibili diventano visibili.
La Naturopatia ora non pu ignorare ovviamente le conoscenze delle moderne
scienze ma, pur confrontandosi con esse, non pu fondare il suo sapere e la propria
visione su questo solo approccio. La sua una conoscenza non acquisita solo per lo
studio degli oggetti in s, ma data soprattutto come vissuta in primis dal ricercatore


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stesso nella relazione intima, interiore, fisica, energetica, psicologica e soprattutto e non
ultima anche spirituale con i Sistemi naturali. Viene cos costruito, nella totalit del
Sistema, il Laboratorio stesso, di cui il naturopata soggetto e oggetto allo stesso tempo.
Lesatto contrario del moderno metodo sperimentale scientifico, che affronta gli oggetti
cercando di scomporli in tutte le loro variabili, isolando il ricercatore stesso per non
essere esso stesso un altra variabile. Sembrerebbe il nostro metodo molto strano: cos
pre-scientifico e medioevale. Ma non esiste tuttoggi un altro metodo, anch esso
riconosciuto ed efficace che e quello psicoanalitico? Non fonda esso le sue ricerche
proprio sullunicit della relazione tra due micro-cosmi interagenti fra loro: il paziente e il
terapeuta?
In questo metodo, per es. lanamnesi non importante quanto lavvento di quelle
energie date da quei vissuti transferali e controtransferali evocati nella relazione. Come
abbiamo visto nella citazione da Paracelso, il fine sempre quello di rendere visibile
linvisibile, o perlomeno ci che abbiamo reso non-visibile. E chiaro ormai che la
Naturopatia come disciplina, non poteva che essere efficace, se non fosse stato il prodotto
di millenari studi e pratiche, che hanno potuto permettere una statistica sui lunghi tempi
della propria produzione. Studi compiuti: utilizzando strumenti dati dalla filosofia, dalla
spagiria, dallalchimia e ovviamente dalle antiche medicine naturalistiche etniche e pre-
scientifiche cinese, indiana, araba, greca, pre-colombiana, ecc. ecc.
La Naturopatia attuale una resurrezione aggiornata e riveduta, di quella figura pre-
scientifica e pre-cartesiana, andata quasi dispersa e umiliata negli ultimi due secoli
dominati dalle scienze positivistiche. Si impone dunque la ricomposizione di quella
frattura storica, tra la antica e la nuova Naturopatia, a partire dai miti originari che hanno
portato alle mete raggiunte, affinche ne venga compreso il senso e ripristinato il valore e
lautenticit, gi a partire da quelle leggi sul funzionamento dei predetti Sistemi naturali.
Prenderemo come illuminanti e validi esempi di questa riabilitante conferma : da una
parte gli studi sullAlchimia e la scoperta della radice alchemica operata dalla stessa
Psicologia Analitica di C.G.J ung, dallaltra lattuale validit riconosciuta del Sistema
Energetico su cui si fondata la M.T.C., pratica che come vedremo costituisce la
migliore e completa esposizione pervenutaci della Psico-Energo-Somatica, mai
sviluppata dalla cultura umana. Cos come la Medicina classica deriva in generale da
Ippocrate, Avicenna e Galeno, interessante sar per noi naturopati e occidentali,
conoscere e ri-conoscersi a partire dalleredit del grande Paracelso, che si pone come


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lantesignano dei padri dellattuale Naturopatia, tra i quali citiamo: Bach, Hahnemann,
Kneipp, Picard, Menetrier, Valnet, Kramer, Dahlke, Stainer e Groddeck, ecc.
Detto ci la Naturopatia si configura come linsieme delle conoscenze sullessere
naturale della Natura ( intesa come unica vera realt esistente), avute per esperienza
diretta e profonda di tutto ci che in Natura. Questa afferma che lessenza della Natura
si esplicita in energie, sul cui funzionamento possiamo trarre per noi umani delle teorie,
delle conoscenze appunto (da cui facciamo derivare delle pratiche), ma ci che le rende
vere non la fondatezza scientifica, semmai la consapevolezza di stare ad attingere ed
essere immersi in quel flusso energetico che tutto vivifica, allinterno del quale,
allinterno della Vita, nulla pu dirsi dis-armonico, se non la nostra umana volont di
estraniazione da esso. Tuttavia se pu essere relativamente facile dire cos la
Naturopatia, alquanto difficile affermare chi il naturopata, se con ci alludiamo ad una
figura professionale. Diciamo che, attingendo al pensiero di E. Bach, poich la
Naturopatia deve essere una pratica di vita, perch di questa si interessa, il naturopata
colui che pratica la vita: la sua, nella pi pura accezione naturale. Egli si ammala e
guarisce con la natura stessa, al dunque nonostante i rimedi naturali, volendosi porre al
servizio degli altri, le migliori pillole che pu prescrivere sono quelle della saggezza
(personale). Naturopati lo sono stati San Francesco, laddove aveva imparato e proposto
agli altri a parlare lo stesso linguaggio della sorella natura, Ges, Buddha, ecc, e tutti
coloro che umilmente e nel silenzio si lasciano sedurre dalla vita naturale, la vivono e ne
diffondono il messaggio al prossimo. Personalmente ritengo che il naturopata debba
svolgere una qualunque altra professione per campare e che dunque il naturopata non
debba essere il professionista della Naturopatia , ma colui che esperto di Naturopatia, ne
promuove in tutti i campi il benessere naturale. Come tale sarebbe bene che tutti fossimo
educati sin da piccoli ad esserlo e promuovere questa visione attraverso tutte le
professioni ( come avviene per es. con i professionisti seguaci di R. Steiner ).
Molti per credono che rendere la Naturopatia una disciplina rigorosa, con scuole
prestigiose e albi professionali sia la garanzia dellautenticit e della sua efficacia. Forse
vero, ma non dimentichiamo che essa fatta s di teorie: le METE, ma come vedremo in
questo testo, anche dallesempio illuminante delle vite saggiamente spese per la Natura
dei nostri padri fondatori: i MITI della Naturopatia. Ci che efficace in realt non la
tecnica in assoluto, ma linsieme di fattori, tra cui anche lirriducibile soggettivit del
consultante, che attiva la vera efficacia della Vis Medicatrix Naturae. Perci non potendo
parlare di efficacia , nel senso scientifico, siamo maggiormente svincolati a parlare di


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terapia volta a qualcosa che risolva problemi applicando uno schema riproducibile per
chiunque. Il naturopata come il filosofo colui che socraticamente sa di non sapere
poich ogni sua applicazione sia su un concetto che su un essere umano sempre una ri-
applicazione su una nuova e irripetibile realt, poich anche in natura ogni filo derba
ogni granello di sabbia seppur simili non sono mai uguali, come mai sono gli stessi la
storia e il destino degli uomini. A dir il vero: il naturopata rivestirebbe due ruoli,
riguardo ai quali sembrerebbe pi giusto parlare di esperienza piuttosto che di
competenze apprese, e che sono: uno quello dellesperto di pratiche naturalistiche
energetiche, che come esecutore ne dispensa la bont e laltro quello del consigliere,
counselor se vogliamo, della saggia nel senso di corretta, ed equilibrata relazione della
propria vita con la natura in termini di rispetto dei ritmi , stagionalit ecc., includendo
anche la personale riflessione sul proprio senso dello stare su questa Terra
naturalmente, e non soltanto in termini sociali.
Fatto questo preambolo e considerando quanto sono importanti in quest epoca le
definizioni nel mondo delle professioni, possiamo affermare che la Naturopatia tra le
altre cose una forma di counseling ?
Sappiamo certamente , e qui lo si ribadir di continuo, che il naturopata che non sia
anche medico o psichiatra, non pu somministrare sostanze (riconosciute o meno) che
siano legate ad una qualunque procedura dalle inconfondibili caratteristiche terapeutiche,
conseguente a un altra inevitabile operazione di diagnosi. espressamente vietato
dunque strutturare una relazione basata sul modello medico-psichiatrico, dove la richiesta
d aiuto tecnico del consultante sia rivolta espressamente allindividuazione di patologie
riconosciute dalla Medicina ufficiale o dal D.S.M. psichiatrico oppure al procedere alla
conseguente terapia, anche dal carattere alternativo, rivolta alla patologia rilevata col fine
di curarla . Quello che legalmente consentito al naturopata tra le sue finalit, si pu
intendere counseling laddove (soprattutto nei primi incontri) egli chiarisce il quadro di
riferimento in cui opera la Naturopatia e che il senso di formulare degli incontri con il
consultante sia rivolto a :
A) Prendere una maggiore consapevolezza dei propri stati emotivi, dei vissuti
nelle personali condizioni ambientali che si stanno sperimentando al momento
e che sono fonte di disagio, confusione, preoccupazione, sofferenza dovuti sia
a condizioni spirito-soma-psichiche negative o anche estremamente positive
come gioie incontrollabili. A tal fine la coscienza pu emergere sia
razionalmente con i colloqui, sia indirettamente attraverso rilassamenti e


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massaggi, oppure come maturazione psicologica favorita dallassunzione di
composti floriterapici e omeopatici.
B) Esternare il desiderio di rendere partecipe qualcuno di fiducia (il naturopata o
un gruppo intorno a lui riunito) di una scelta altrimenti maturata in solitudine
(sessuale, di separazioni, di salute), cos come per comunicare e comunicar-si
una gioia o un dolore, una confidenza o un timore, un segreto o un irrisolvibile
mistero, laddove le situazioni sociali della vita non consentono un ascolto
partecipe e disponibile.
C) Poter avere informazioni sulle corrette metodiche per fruire di un ritrovato e
rinnovato benessere naturale, usufruendo di servizi dal naturopata e imparando
luso di strumenti per prendersi cura di s.
D) Concedersi e permettersi dei momenti dove poter riflettere sulle proprie
motivazioni e sulla necessit di esser protagonista attivo del proprio star bene,
ripensando e riattualizzando il proprio modo di dare senso alla propria vita
preservandone lautentico ben-essere.
Sia per il naturopata che per il consultante il vero obiettivo di star bene e non
semplicemente perch non si sta male, affinch la vita di ognuno di noi abbia un senso
che svelandosi alla coscienza si compia al di l della mera sopravvivenza. In verit la
Naturopatia da considerarsi un counseling alchemico, nel senso che essa volta a
favorire, stimolare trasformazioni e trasmutazioni e se le sue teorie potessero essere
contenute in un unico libro, questo sarebbe un Libro dei Mutamenti. Intendiamo
sempre trasformazioni non terapeutiche dal male al bene di un sintomo, ma della persona
e dellambiente stesso in cui integrata, come avviene nellinsieme naturale. Mentre
nella Medicina ci si preoccupa di cambiare uno stato (negativo) nel suo opposto
(positivo), riconoscendo solo due condizioni: quello della patologia e quello della salute,
la Naturopatia tende di fondo ad avviare un processo d individuazione della persona, che
mai vista genericamente come malata, pu compiersi anche attraverso una malattia se
tutto ci ha un senso riconosciuto e riconoscibile come necessario dalla stessa.
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Sensa sembrare estremi anche una crocefissione stata inevitabile per la diffusione del cristianesimo,
oppure era un caso di psicosi con deliri di grandezza?

Certamente essa considera la vita dellessere umano come un susseguirsi di fasi
ontologiche e propedeutiche luna allaltra e la cura se vogliamo non serve a tutti i costi a
eliminare il male ma a comprenderne il suo senso o la sua utilit. La Naturopatia fa
sicuramente propri i rapporti che esistono fra i numeri come nelle filosofie esoteriche di


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derivazione pitagorica, dove il numero non lespressione della somma di quantit ma
soprattutto dellespansione di qualit. Il counseling alchemico della Naturopatia si pu
dividere in due tipologie e in due fasi cronologiche durante gli incontri di pratica: la
prima tipologia costituita da un counseling filosofico, nel quale il consultante comincia
a prendere consapevolezza dello stato in cui si trova il proprio essere, nellambito del
proprio destino. Dopo potr prendere coscienza del proprio modo di riflettere sul proprio
pensiero: non fermandosi al solo pensare, ma andando oltre ri-flettendo e ri-elaborando
anche sul modo di produrre i pensieri. Riflettere vuol dire elaborare un senso alle cose, ai
pensieri, alle emozioni, alla realt che ci circonda, alla vita e alla morte, fino al corpo e
alla propria salute, raccordandoli in un unico senso che non pi il senso delle singole
cose, ma dellinsieme che tutto contiene come appunto avviene in natura .
Il secondo counseling rientrerebbe nella tipologia delle relazioni di sostegno essendo
rivolto allemersione e allesplicitazione della propria volont motivata , dove il
naturopata sostiene il proposito motivato consigliando uno stie di vita pi equilibrato e
naturale e pratiche e prodotti naturali insieme a massaggi, diete, ginnastiche, respirazioni,
letture edificanti. Tutto ci, con la specifica del naturale, molto simile al counseling
terapeutico, solo che qui il sostegno del naturopata seppur richiesto e fornito rimane
secondario rispetto a quello degli strumenti citati forniti al consultante, primario laiuto
che essi permettono quando lenergia della Vis Medicatrix Naturae in essi contenuta
passa a quella evidentemente bloccata del consultante.
Come nelle relazioni di sostegno, il rapporto tra il naturopata e il cliente duale ma esiste
un terzo convitato evocato e presente che porta lefficacia delloperazione di counseling
alchemico, esso la natura che da la cornice e il campo, la forma e la sostanza a questa
nostra forma di setting: naturopatico. In questo setting al naturopata viene riconosciuta
labilit nellaver esso messo in pratica lOpus Naturalis, e non va dimenticato che, come
ogni pianta o animale esperta di se stessa, anche il consultante per quanto smarrito sia
e rimane il vero esperto di s stesso, e nessuno pu esserlo pi di lui che conosce
intimamete le chiavi storiche del senso del suo destino che, passando anche per una
malattia o disgrazia, conosce le risorse per risorgere.




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CAP. 2
IL RUOLO STORICO DI PARACELSO:
Dal mito dellalchimia alla meta dellomeopatia.

Unanimemente riconosciamo ormai che il primo mito, il padre storico dei
moderni naturopati, sia stato Paracelso. Sappiamo che prima di lui, prima del
Rinascimento, non esisteva una Medicina ufficiale accademica e universitaria , con la
nascita della quale in questo periodo, tutte le altre ricerche e pratiche mediche non
uniformate a tale organizzazione della conoscenza, furono da allora sistematicamente
boicottate e rigettate come superstizioni non conformi al sapere unicamente fondato sul
metodo scientifico. La Medicina, e con se altre discipline, racchiuse nelle aule
universitarie presero la loro direzione, mentre tutto il resto, costituito dalle tradizioni di
medicina erboristica popolare e dalle esperienze del lavoro di ricerca interiore su se stesso
(diremmo oggi), mantenute da quelle figure oggi definite stregoni e sciamani, conflu in
un sottobosco di emarginazione dal quale come vedremo di tanto in tanto emergevano
figure alternative che, come Paracelso, conobbero i fasti di onori a volte tanto esagerati
quanto a volte immeritate persecuzioni da parte degli ordini dei medici. Tuttavia grazie
alla caparbiet di questi personaggi nel portare avanti un discorso scomodo e inopportuno
che quella che oggi definiamo Naturopatia, la nostra meta rimasta viva, pur tra alterne
vicende che avrete modo di conoscere in questo testo.
Philipp Theophrast Bombast von Hohenheim, detto Paracelso in omaggio al
grande medico Aulo Cornelio Celso, nato a Einsiedeln, Zurigo nel 1493, e morto a
Salisburgo nel 1541, si propose di realizzare di s stesso la figura del medico perfetto, in
quanto esperto di ogni ramo del sapere, ma soprattutto iniziato al segreto ultimo non solo
dellUomo ma della Natura stessa; particolare questo che lo rese altro dal comune medico
proposto della Medicina ortodossa.
La ricerca dellocculta conoscenza dellarcano segreto, non vede certo Paracelso come
primo adepto, egli prende il testimone dal pi antico gnosticismo pre-cristiano in grand
auge nel Rinascimento e appreso da Paracelso da Giovanni Tritemio che lo introdusse
allOcculta Philosophia ( alchimia, qabbalah, astrologia e spagiria). Ma il nostro discorso
prende le mosse da Paracelso perch fu proprio la sua straordinaria, caotica e
contraddittoria personalit a lasciare la pi grande influenza sui posteri che tennero viva
nei secoli, la visione anti-positivistica di una realt energetica profonda della natura,


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detta: anima mundi, correspondentia, simpatia universale, che ha trovato dopo i secoli
bui della ragion pura, una dimensione psicologica e simbolica reintrodotta nella
Psicologia del XX secolo come libido, energia vitale archetipica e il Misterium
oppositorum junghiano da una parte ed ecologico-salutistica dallaltra con la naturopatia
e lantroposofia di R. Steiner. Lungi dal fare un esauriente esposizione del corpus
paracelsiano quindi, inevitabilmente onesto e doveroso rimarcare questi presupposti
estrapolandoli dallincomparabile saggio di C.G.J ung su Paracelso, contenuto nella sua
Opera 13: Studi sullAlchimia.
Come sappiamo Paracelso si laure in medicina a Ferrara, ma nonostante che tra i suoi
scritti maggiori: Paragranum, Paramirum e il De vita longa ci siano scritti di chirurgia:
Tre libri di chirurgia e La grande chirurgia, Paracelso combatt accanitamente e con
furore contro i medici accademici e le loro autorit: Galeno e Avicenna.
Cos J ung descrive Teofrasto: Schermisce i medici che esaminano le singole parti del
corpo e ne descrivono accuratamente la posizione, la forma, il numero, la natura e via dicendo,
trascurando per la cosa principale, e cio a quale costellazione e a quale regione del firmamento ogni
membro appartenga.(.) Egli era principalmente interessato a rintracciare correlazioni con il cosmo,
come quelle che trovava nella tradizione astrologica. La teoria dellastrum in corpore fu la sua idea
favorita e centrale, che incontriamo ovunque nei suoi scritti, sia pure in molteplici varianti. Fedele alla
concezione delluomo come microcosmo, egli pose il firmamento nel corpo delluomo e lo defin astrum
o sydus.
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Noi sappiamo dalla concezione della M.T.C. che il corpo umano per i cinesi un
cielo endosomatico agito e composto dallinsieme dei cinque elementi

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raccolti nella
ruota mandalica detta del re: Wen o cielo posteriore, i quali disposti diversamente
costituiscono la ruota detta: di Fu Xi o del cielo anteriore del sistema cosmico. Cos
anche il medico cinese studia le leggi del corpo umano nel corpo cosmico .






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C.G.J ung: Opera 13, pag.130 e 132
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Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua.


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J ung stesso afferm che se:
Paracelso fosse vissuto ai giorni nostri , sarebbe senza dubbio un paladino di tutte quelle
specialit che la medicina insegnata nelle universit non prende in seria considerazione, come
losteopatia, la magnetoterapia, liridologia, varie monomanie dietetiche, le preghiere per le guarigioni e
cos via.
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Ed proprio alla figura dellattuale naturopata o dellantico medico cinese che Paracelso
si avvicina quando egli immagina quale debba essere il vero medico, che definisce
ingegnoso a differenza della medicina classica da cui si distanziato ( come fece E. Bach
dallimmunologia ).

Dal Paragranum possiamo comprendere quale fosse il ruolo del medico per Paracelso:
In che consiste dunque lingegnosit di un medico? Nel sapere che cosa utile e contrario alle
cose insensibili ( non percepibili ), che cosa gradevole e sgradevole ai mostri marini, ai pesci , ai bruti,
che cosa salutare per loro o dannoso alla loro salute. questa un ingegnosita che concerne le cose
naturali. E che cos altro ancora? Le incantazioni vulnerarie e le loro forze, cio da cui e per cui esse
giungono al loro effetto; che cos melosina, che cosa syrena, che cosa transplantatio e permutatio, e
come dovrebbero essere perfettamente intese e comprese. Che cosa oltre la natura , che cosa oltre la
specie, che cosa il visibile e linvisibile, che cosa da il dolce e lamaro, che cosa ha quindi questo sapore,
che cos quindi la morte, che cosa serve al pescatore, che cosa dovrebbe sapere il cuoiaio, il conciatore,
il tintore, il forgiatore di metalli, il carpentiere, che cosa va messo nella cucina, nella cantina, nel
giardino, che cosa dovuto al tempo, che cosa sa un cacciatore, che cosa tocca a un vagabondo, che cosa
a un sedentario, che cosa uso di guerra, che cosa crea la paceche cosa Dio, che cos Satana, che
cosa veleno, che cosa contravveleno, che cosa c negli uomini e nelle donne.E come tutte queste
cose debbano essere conseguite.
6
Questa citazione ci introduce piuttosto repentinamente nellempirismo tipico di
Paracelso: lo vediamo in qualita di chierico vagante percorrere le strade insieme a ogni
sorta di compagni di viaggio, fermarsi presso il fabbro del villaggio che, in quanto
autorit medica, conosce tutte le formule di incantesimo per guarire ferite e arrestare
emorragie, egli sente cacciatori e pescatori non certo per illusoria e vana avidita di
conoscenza totale, ma per scoprire e verificare le semplici leggi della natura operanti su
molteplici campi oltre allesclusivo umano, e meno che mai al solo e specialistico corpo
organico umano come ora nelle nostre scienze esatte.

Sempre nel Paragranum egli afferma:
Il medico dovrebbe sapere tutto questo. Dovrebbe conoscere i segreti della natura e la singolare
corrispondenza del microcosmo umano con il cosmo, e non solo con luniverso visibile, ma anche con gli
arcana invisibili del cosmo, con i misteri..il medico vede e sa tutte le malattie al di fuori

5
Ib.: pag. 131
6
Ib.: p. 133


16
16
delluomoDunque il medico deve derivare dal mondo esterno la sua conoscenza e non gi dalluomo egli
vede nel cielo esteriore quello interiore.
7
E a tal riguardo J ung cos commenta:
Soltanto le cose esterne ci danno la conoscenza di quelle interne,
altrimenti non puo essere conosciuta veruna cosa interna. Il mondo esterno insegna e mostra quel che
manca alluomo, mentre luomo non pu mostrare da s stesso la sua imperfezione.
Questo significa che il medico trae le sue conoscenze sulla malattia non tanto dallindividuo
malato, quanto piuttosto dagli altri fenomeni naturali, i quali apparentemente non hanno nulla a che fare
con luomo.Ecco: il medico riconosce, ad esempio dalle malattie del metallo, che cos la malattia
delluomo. Il medico deve essere in generale un alchimista. Egli deve conoscere la salute e le malattie
degli elementi. Le species lignorum , lapidorum, herbarum sono presenti anche nelluomo, e per tale
motivo il medico deve conoscerle tutte. Per esempio, loro nelluomo un ricostituente naturaleIl medico
necessita dunque di conoscenze alchimistiche per diagnosticare, per analogiam , dalle malattie dei
minerali le malattie delluomo. In definitiva lui medesimo il subiectum vale a dire loggetto del processo
alchemico di trasformazione, grazie al quale egli diviene maturo.
8
E qui se ci discostiamo dal modello organicista della medicina, possiamo tracciare
un parallelo anche tra la Psicoanalisi e la M.T.C., in quanto tutt e due, ognuna nella sua
specificit, ricercano la causa di effetti interni in campi energetici invisibili esterni: luna
se consideriamo gli effetti archetipici dellinconscio collettivo o delle relazioni edipiche (
al di l della semplice azione dei neurotrasmettitori), e laltra perch come avremo modo
di vedere intende la malattia come una disarmonia energetica dei cinque elementi della
natura (Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua) che agisce su dodici tra organi e visceri,
anche con lausilio di spiriti della terra e del cielo (tre dei quali: lo Shen del cuore gli Hun
del fegato e i Po del polmone studiati da J ung stesso nel Segreto del fiore d oro, e da cui
trasse ispirazione per i suoi concetti di Anima e Animus). Quel che a noi naturopati
interessa che esiste una dimensione esterna visibile ai nostri sensi, potremmo dire
climatica, e invisibile come una psiche naturale energetica, e una dimensione interna
somatica, visibile: come sintomi corporei, e invisibile: allo stesso tempo psicologica e
simbolica. Escludendo come abbiamo gi affermato un tipo di verifica scientifica a ci, lo
stesso discorso si applica ai trattamenti , i medicamenta: i quali sono specifici per la
dimensione che ci interessa o per tutto linsieme , che a questo punto non solo e psico-
somatico, ma addirittura oltre: elemento-psico-somatico. Anche J ung, a questo punto ne
conviene che i nomi medici delle malattie: le patologie, non hanno piu lo stesso senso,
visto che il senso stesso di malattia che diverso per Paracelso e per tutti i posteri che
hanno portato oggi alla Naturopatia.


7
Vedere le Ruote della M.T.C. p 8 per confrontarvi i concetti espressi in note 7,8,9.
8
Ib.: p. 135-6


17
17
Riguardo ai nomi delle malattie, egli pensa che dovrebbero venir scelti in base allo zodiaco e ai
pianeti, e che dovrebbero essere allincirca di questo tenore: morbus Leonis, Sagittarii, Martis, ecc.
9
Seguendo le leggi della M.T.C., anche noi naturopati dovremmo parlare di
malattia del Legno, quando ci riferiamo a una dis-funzione energetica che su un soggetto
a costituzione Legno debole, ha provocato un disturbo epato-bilare e per es., in
coseguenza di una diminuita attitudine allazione decisa, subisca un attacco di collera.
Poich noi sappiamo che molto lontano dal locus sintomaticus si originano le cause,
concordiamo con il senso dellaffermazione di Paracelso, quando dice:
Orbene, ogni infezione comincia nellastro, e dallastro penetra nelluomo. La qual
cosa dunque significa che ci che nel cielo precede comincia nelluomo. Ma questo non significa gi che
il cielo discende nelluomo. Non bisogna esagerare limportanza di questo fatto, invece lastro
nelluomo che nella mano di Dio ordinato ad imitare quello che il cielo inizia e genera nellesterno, ed
questo che in seguito deve accadere nelluomo, cos come il sole splende attraverso un vetro e la luna
manda un chiarore sulla terra. Ma tutto ci non stato predisposto a danno delluomo, per mandare in
rovina il corpo con malattie; giacch gli astri non giungono nelluomo cos come il sole stesso non giunge
nel luogo che illumina, e i loro raggi non danno nulla alluomo.

Del resto anche la psicologia utilizza linterpretazione dei sogni come strumento
diagnostico per illuminare il quadro psico-patologico del paziente. Ma cosa si ricerca se
non ci che congiunge, percorrendo tutte le dimensioni in cui la natura si manifesta in
tutte le sue derivazioni sub-microcosmiche?
Potremmo chiamarla: Libido, Anima mundi, energia vitale o Lumen Naturae , e
rintracciarne le sue infinite manifestazioni precoci anche nei sogni appunto, e a proposito
del Lumen Naturae, Paracelso afferma nel De vita longa, che:
Osserva come Adamo, Mos e altri abbiano ricercato in s stessi ci che era nelluomo e rivelato
questo e tutte le arti cabbalistiche, ed essi non hanno conosciuto nulla di estraneo alluomo, ne derivato il
loro sapere dal Diavolo o dagli spiriti, ma dalla luce della natura; essi lhanno alimentata in s
stessi..essa proviene dalla natura; che ha in s la sua attivit; se la luce agisce nel sonno, le cose devono
essere usate dormendo, e non da svegli. Dormire vuol dire essere desti per tali arti, per le cose che hanno
uno spirito che attivo per loro nel sonno. Questo spirito innato presente..perci la luce della natura
che lavora nel sonno ed luomo invisibile, tuttavia come quello visibile innato e naturale; ma in esso vi
pi da conoscere che non nella carne, poich dallo spirito innato che nasce ci che visibile, nello
stesso spirito innato presente la luce della natura.
10
Quanto dei concetti di Io e Inconscio, vi deve aver visto J ung in queste
affermazioni? E che cosa altro il lumen naturae, se non un illuminata consapevolezza
di s nei S sempre piu estesi intorno a noi.


9
Ib.: p. 141
10
Ib.: p. 153, nota 6.


18
18
Il filosofo e pedagogo bulgaro O. M. Aivanhov, contemporaneo di E.Bach e R.Steiner
afferma nel suo: Pensieri quotidiani:
E sorprendente la quantit e la diversit delle malattie che insorgono e che minano lorganismo
umano. In realta esiste una sola malattia, che si diversifica secondo le piu svariate circostanze, dando
cosi origine a una quantita enorme di altre patologie. La malattia dunque un germe microscopico che,
sviluppandosi, riesce a sconvolgere lintero essere. Questo germe deriva da un pensiero che si aggrappa al
piano mentale dellindividuo, estendendosi successivamente ai sentimenti e alle azioni e stabilendo alla
fine la propria dimora nel corpo fisico. Lessere umano dovrebbe esserne totalmente consapevole tanto da
fermare questo processo prima che appaia sul piano fisico come malattia, e dire a s stesso: Non penso
nel modo giusto, non valuto bene le cose. Sono geloso, collerico, provo dellodio dentro di me, del
disprezzo e dellorgoglio, germi questi che sono causa di future malattie. Per impedire che questi stati d
animo scendano fino al piano fisico, faro di tutto per eliminarne le cause nei piani mentale ed emozionale
nei quali esse risiedono. Solo quando comincerete a tenere sotto controllo prima di tutto i vostri pensieri
e poi i vostri sentimenti, lavorerete veramente a favore della vostra salute.
Siamo stati abituati a considerare il Medioevo come un secolo buio, regno di
superstizioni date dallattitudine a proiettare tutto il proprio inconscio allesterno:
edificando una realt fatta di mostri, elfi e quant altro di demoniaco e magico. Abbiamo
sempre creduto in quellimmagine poco edificante che dipingeva il Medioevo come il
contario dei secoli successivi detti dei lumi, ma abbiamo visto che proprio la ricerca del
Lumen era la sua caratteristica, e non poteva essere pi efficace se non partendo dal buio
del profondo.
Del resto anche lavvento della Psicoanalisi fu determinato da questa sentita e ineludibile
esigenza, dalla necessit di non poter spiegare tutto con la sola ragione positivistica e
materialistica, quella s che fu un enorme operazione di proiezione allesterno e
negazione dellinterno. Si dira che non si puo ridurre la salute umana a un concetto
filosofico, e questo perche siamo abituati a vedere la filosofia come a un qualcosa di
astratto e astruso, non consono piu' con quel senso pratico e tangibile che
contraddistingue la nostra modernita, tant che si tende ad escluderla addirittura dai
corsi universitari di Psicologia.
11
Il medico, tuttavia, non deve essere soltanto alchimista e astrologo, ma anche filosofo. Che cosa
intende Paracelso per filosofia ? Diro subito che la filosofia, quale egli la intende, non ha nulla a che
fare con il concetto che di tale materia abbiamo noi oggi. Per lui si tratta di qualcosa, potremmo dire di
occulto. Non dimentichiamo che Paracelso alchimista fino al midollo e pratica un antica filosofia
della natura, che al contrario dellimpostazione moderna, ha molto meno a che fare con il pensiero
piuttosto che con lesperienza.Paracelso si domanda dunque: Che altro la natura se non filosofia?
Essa nelluomo, come pure al di fuori di lui. E come uno specchio formato dai quattro elementi, dato che


11
Universita La Sapienza di Roma


19
19
negli elementi si riflette il microcosmo.La filosofia insegna le virtu e le proprieta delle cose, della
terra e dellacqua.
12
Adam von Bodenstein, discepolo prediletto di Paracelso, affermava sul Lumen
naturae, che: lo spagiro (il filosofo della natura) ha le cose della natura non dallautorita,
ma dalla propria esperienza. Mentre J ung ribadisce che:

La luce della natura la quinta essentia, che Dio stesso ha estratto dai quattro elementi e che
dimora nel nostro cuore. Infusa dallo Spirito Santo, la luce naturale una comprensione intuitiva dei fatti,
una specie di illuminazione; essa si origina da due fonti diverse: una mortale e una immortale, che
Paracelso chiama angelo .
13
Quella mortale, cioe soggetta a cambiamenti e trasformazioni e che si muove
allinterno degli elementi del cielo esteriore ( ruota del re Wen ) potremmo chiamarla Io,
e quella immortale del cielo interiore ( ruota di Fu Xi ): Non-Io inconsci .

14
Giustamente Paracelso si chiede:

Iddio Padre ha creato luomo dal basso verso lalto, lAltro invece il Figlio, dallalto verso il
basso. Se Padre e Figlio sono una cosa sola, come posso onorare due luci? Potrei essere giudicato un
idolatra: ma il numero Uno mi sostiene. E se io ne amo due e conferisco a ognuno la sua luce, come Dio ha
ordinato di fare per ognuno, come potrei essere un pagano?

.
15
Come diceva Goethe: Distinguer devi e poscia unire, questo il procedimento
arcano che guida al perseguimento di quello che J ung chiama Misterium Coniunctionis ,
o quello che tiene insieme yin e yang in cio che noi occidentali chiamiamo: S, e che
Paracelso chiamava anche Archeus o Astrum :

Lastro desidera condurre luomo a una grande saggezza. Il cielo infatti luomo, e luomo il
cielo, e tutti gli uomini sono un cielo, e il cielo nient altro e che un uomo. Luomo in un rapporto
filiale con il cielo interiore, che il padre e che viene definito da Paracelso come lhomo maximus, il
grande uomo.
16
Lungi dallaffrontare loperato erboristico di Paracelso , la nostra attenzione
storica, come naturopati, deve essere rivolta a un principio, che si fatto legge nei secoli
della Naturopatia, proprio a partire da Paracelso per giungere ad Hahnemann, Steiner e
Bach. Cio che si configura come un operazione di cura in realta un opera di
progressiva purificazione e trasformazione,

17

12
Ib.: p. 142-3.
alchemica diremo, coadiuvata da
medicamenti e sostanze che hanno un affinita fisico-energetica, psicologica e spirituale
13
Ib.: p. 154.
14
Del tutto simile come vedremo allEs descritto da G. Groddeck.
15
Ib.: p. 155.
16
Ib.: P. 170.
17
Vedi nota n.4.


20
20
con la dimensione in cui si trova il malato; quellaffinita che partendo dalla legge della
segnatura spagirica, ci ha portato alla legge del simillimum omeopatico.
Gia Ippocrate prima di Paracelso avevano capito che la malattia e il rimedio
corrispondente dovevano presentare evidenti caratteristiche comuni; anche i popoli
primitivi erano convinti che gli dei o la natura avevano impresso alle piante e alle pietre
dei segni che forniscono un indicazione al guaritore: questo metodo di riconoscimento
terapeutico fu chiamato segnatura. Si credeva che , per esempio piante ricoperte di peli
come lortica erano buone per i capelli, oppure il salice che affonda i suoi piedi in terreni
freddi e umidi e possiede dita elastiche e pieghevoli potesse esser indicato per le artrosi,
le erbe amare come la bile, ottime per le epatopatie. Pur tuttavia al pari della stregoneria,
anche la segnatura spar gi dal tardo Rinascimento, per essere ripescata casualmente da
Hanhemann (1755-1844), non in base alla somiglianza esteriore degli organi, bens in
base ai loro effetti interni. Egli si rese conto che i sintomi provocati da un medicamento
in un organismo sano devono essere simili ai sintomi patologici: credeva che la malattia
venisse scacciata da un rimedio simile ma non patologico. Ma ancor pi interessante era
che cos scacciati , i sintomi somatici pi superficiali, ne comparivano altri pi profondi e
psicologici: le vere cause; come dire che la malattia segue un percorso discendente: dal
superiore allinferiore, la guarigione invece un processo a ritroso, che dal basso
materiale tende alla progressiva purificazione, utilizzando ad ogni livello superiore un
rimedio che presenta il corrispondente grado di raffinazione. Ma, come aveva detto
Paracelso: E la dose che fa il veleno , Hanhemann per attenuare i sintomi talora troppo
violenti provocati dai rimedi, ridusse le dosi e le dilu con acqua. La sostanza medicinale
veniva cos progressivamente smaterializzata, etereizzata : ed elevata ad uno stadio
puramente energetico; come sono oggi anche i fiori di Bach. Poich questo tipo di
medicina spirituale, superfluo ricordare che va ad agire su cause alberganti su un
piano pi profondo dellessere umano, come entrando nei dettagli delle sperimentazioni
del dr. Hahnemann si potr capire. Egli era gi dottore quando vidde morire limperatore
d Austria Francesco II sotto le cure dei suoi colleghi: purghe e sanguisughe, vomiti e
salassi, come era il costume dellepoca. Come Paracelso denuncia le colpe di una
medicina per lui assurda e sclerotizzata, rifiutando di esserne complice, come pi tardi
far E. Bach, chiude lo studio medico, vivendo solo di traduzioni. Ma ecco che un giorno
traducendo il testo di Cullen: Materia Medica, lo colp losservazione che i lavoranti
della pianta della china vanno abitualmente soggetti a periodiche febbri. Come possibile


21
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pens, dato che proprio dalla lavorazione della stessa si prepara il chinino che appunto
il rimedio per combattere le febbri periodiche?
Come pu una sostanza febbrifuga provocare la febbre? Per arrivare alla verit
Hahnemann cominci ad assumere dosi di corteccia di china, aumentandole fino al punto
di intossicarne lorganismo: constatandone la comparsa dei sintomi delle febbri
periodiche. Cambia allora prodotto e con la costanza e il coraggio che contraddistingue
chi per la ricerca pone s stesso al centro del laboratorio, sperimenta con metodo una
sessantina di medicamenti somministrandoseli in dosi massicce e prolungate. In tutti i
casi il suo corpo sano e robusto arriva tradire precisi sintomi di malattia, a volte cos
violenti da obbligarlo a interrompere la sperimentazione. Di tutti i passaggi Hanhemann
annota ogni dettaglio, arrivando alla scoperta che: Una sostanza somministrata a dosi
tossiche provoca gli stessi sintomi che a dosi tenue capace di guarire.
Abbiamo gi visto che per met questa verit era gi stata colta da Paracelso:
Ogni cosa veleno, perch nulla che non abbia qualit venefiche: e per
solo la dose che fa di una cosa un veleno.
Ma Hanhemann ne colse anche la verit inversa e cio se ci che cura pu dare
in dosi tossiche la malattia, anche tutto ci che provoca i sintomi di una malattia deve per
la stessa e inversa ragione, in dosi pi piccole, curare quel male. Ora Hanhemann
ridiscende la scala, riduce man mano le dosi, annotando ogni dato, verificando che la
malattia sparisce non solo per Vis Medicatrix Naturae (cessando la somministrazione
tossica), la guarigione accelerata dalla sostanza che prima ammalava e che poi agisce
come rimedio.
Lazione farmacologia di una sostanza si inverte secondo le dosi impiegate.
Purtroppo tra il dire e il fare per Hanhemann la strada di mettere a punto medicamenti in
forma infinitesimale non tecnicamente facile, mancando ai suoi tempi strumenti per una
divisione in parti piccolissime. Hanhemann, con tanta pazienza, escogita una soluzione
empirica quanto precisa. Pone davanti a s un elevato numero di boccette, riempite
ognuna con novantanove gocce di un solvente: lalcol. Prende quindi una goccia del
farmaco e la deposita nel primo flaconcino, poi la agita finch la goccia si amalgami con
le altre. Avr dunque nella boccetta un centesimo del farmaco che egli chiamer: la prima
centesimale. Di seguito prende una goccia di questo liquido e la deposita nel secondo
flacone, avendo cos: la seconda centesimale. E cos via. Pur sperimentando che
lefficacia del farmaco aumentava con le alte diluizioni, egli arriva al limite che non c
pi nulla da diluire: nella boccetta c solo alcol ( acqua fresca diranno i suoi detrattori).


22
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Eppure convinto dellesistenza di un metodo per frazionare ulteriormente aumenterebbe
leffetto, ma non disponendo di laboratori moderni e avendo solo (si fa per dire) le sue
mani e il suo cervello, comincia a scuotere e agitare il piccolo flacone che conteneva un
centesimale ormai non pi operante. Quali cambiamenti poteva suggerirgli la sua
intuizione operando quelle scosse, che lui chiama successioni e infine dinamizzazioni? Le
diluizioniormai tanto attenuate da non contenere pi traccia della sostanza originaria, e
diventate quindi inerti, con la successica dinamizzazione una pi potente azione
farmacologia. Il fenomeno era ormai chiaro: la non-materia era pi efficace quanto meno
era sostanza, quanto pi diremmo noi diventava energia. I principi dellomeopatia
apriranno la strada ad altre ricerche di naturopati, quale quella che port dritta alla
scoperta dei vaccini intestinali omeopatici tra cui i nosodi del dr. E. Bach. Lomeopatia,
come medicina psicosomatica afferma anche che la malattia una sola: lintossicazione
psorica, e Bach era convinto di aver trovato la sede della psora hanhemanniana nella
tossiemia intestinale, e ancor di pi: addirittura una correlazione tra ciascuno dei sette
gruppi batterici intestinali e le tipologie psicologiche dei pazienti. In realt considerazioni
del genere sono state fatte dai medici dellantico Egitto: per i quali la parte pi importante
della medicina era ligiene intestinale, e anche Paracelso affermava che la vita
digestione. I sette gruppi batterici di Bach furono poi sostituiti dai sette fiori guaritori, ma
quel che conta che Bach si era inbattuto in un antico principio della medicina, quello
della farmacia escrementizia . Gi i Sumeri, i Caldei e gli Egiziani credevano che le
malattie fossero causate da demoni che volevano divorare il corpo e lo spirito degli
umani; tali demoni dovevano essere scoraggiati mediante i ripugnanti odori di veleni
animali e soprattutto escrementi, cos come le maschere demoniache tibetane raffigurano
stati d animo e spiriti maligni e nel contempo servono a scacciarli, cos come in
psicoterapia la cura passa attraverso la presa di coscienza di stati negativi: i vissuti
rielaborati attraverso luso di sogni, ricordi e visualizzazioni indotte. Al pari delloscuro e
osceno materiale inconscio rimosso , gli alchimisti avevano capito che la pietra filosofale:
larcano o rimedio universale deve avere il suo principio in una sozzura che, trasforma
lOpus da nero ad aureo, da buio a luminoso, da sostanza ad energia. Paracelso parla in
tal senso di: Mumia (in origine la pece impregnata di sostanze balsamiche con la quale gli
antichi egizi preparavano le loro mummie). Le mumiae, preparate con sostanze
ripugnanti, attirano in base al principio: luguale con luguale, i veleni dai corpi dei
malati, come un magnete attira i trucioli del ferro. Allinizio dellera moderna, la
farmacia escrementizia rifior sotto il nome di paullinismo, il medico Christian Franz


23
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Paullini pubblico infatti nel 1696: La salutare farmacia escrementizia riveduta e
corretta, con il sottotitolo: Come qualmente con feci e urina sono state curate
felicemente quasi tutte le malattie, anche le piu gravi, da avvelenamento e da
incantesimo, dal capo fino ai piedi, esterne ed interne . Oggi, nel XX secolo personaggi
popolari pubblicizzano le virt dellurinoterapia.
















24
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Cap. 3
IL CONCETTO DI NATURA:
Dai lumi a J. W. Goethe.

Distinguer devi e poscia unire


Nei secoli successivi al Rinascimento, lAlchimia si ecliss ancor di pi, lasciando solo
che alcuni suoi aspetti pi operativi influenzassero lo sviluppo dei nuovi saperi scientifici
: le moderne scienze naturalistiche. Si emancip cos la Chimica: del 1660 il Chimico
scettico di R. Boyle e della Matematica, nel suo intreccio tra Fisica e Filosofia, ne
vedremo gli sviluppi maggiori con Leibnitz, Kant e Newton. Queste tre discipline infatti
portarono avanti il discorso sullenergia, conducendola dal trascendentale allimmanente
e teorizzando le leggi che oggi tutti conosciamo del moto, e delle attrazioni dei corpi
nella chimica e nella fisica. Cambia il contesto culturale e con lavvento della ragion
pura cambia il concetto stesso del reale e di ci che ha senso conoscere, quello che non
indagabile scientificamente diviene trascendente: togliendo a questo termine il valore
nobile che lalchimia gli aveva dato, riducendolo cos a trascurabile o puro oggetto delle
religioni.
In realt come abbiamo visto la Natura per lalchimista trascendentalmente
intrinseca nella creatura umana: nella psiche e nel somatico, la realt stessa, che non ha
confini tra lesterno e linterno dellindividuo, contenuta nello spazio della vita e nel
tempo dellindividuazione personale. Mentre infatti, luomo alchimista costituisce il
laboratorio stesso della ricerca, dal settecento in poi la natura posta invece dalluomo di
scienza nel laboratorio da lui creato: lalchimista dalla molteplicit, condizione che
disdegna, ricava lunit (distinguer devi e poscia unire), lilluminista dallunit che
rende trascendente, quindi inutile, aspira invece alla conoscenza dei particolari. Si va
delineando quindi una scissione tra la realt interna soggettiva e tutto ci che esterno
oggettivo: lessere umano si pone a parte dal Tutto unico anzich essere parte del Tutto.
Questa estraniazione delluomo era inconcepibile prima, laddove neanche alla divinit era
consentita una cosa simile.
Dallinteresse per la causa prima si passa al sintomo finale, per rimanere cos nel
tema della grande differenza tra la Medicina e la Naturopatia.


25
25
Quest idea della trascendenza del particolare allinterno dellunit viene in questo
capitolo ribadito, perch lindissolubile continuit fisica ed energetica degli esseri nella
natura il mito fondante alla base di tutte le teorie naturopatiche. Il naturopata ammette
ovviamente il particolare ( Distinguer devi) ma non lautonomo, e il suo approccio sia
nellosservazione che nella terapia dellessere umano sempre rivolto alla contestualit
unitaria con la natura e mai al particolarismo emergente del momento, che solo e
sempre una punta momentanea delliceberg reale.
Alcune di queste nostre idee tenteranno ancora di sopravvivere come vedremo nella
filosofia del XVIII e XIX secolo. Newton stesso, in Principia mathematica (1687),
afferm lesistenza di un universo caratterizzato da uno spazio assoluto e da un tempo
vero, infinitamente immutabili e come tali insondabili, la cui esistenza egli prova
metafisicamente con la legge gravitazionale . Sono per sondabili le dimensioni spazio-
tempo relative, e relative soprattutto alle forme sintetiche a priori dei concetti di spazio e
tempo e causalit, tipiche della mente umana.
Kant, nella Critica alla ragion pura (1781), definisce la mente umana e i suoi limiti,
come un carcere dal quale non possibile uscire. La mente infatti, al pari di un computer
e dei suoi programmi, non pu pensare se non attraverso le forme a priori di spazio-
tempo e causalit. Possiamo chiamarle anche archetipi o forme archetipiche prese dalla
natura fenomenica come dedussero gli antichi cinesi, (gli otto trigrammi dellI Ching)
che: sulla base della quale, pur riconoscendola non-vera ma reale fenomenicamente,
fondarono la loro medicina tradizionale. La loro medicina per, al pari della Naturopatia
alchemica, non si basa pero su un costrutto illusorio, bens su quelle uniche vere leggi
obiettive riguardanti lenergia, la quale sola rende vivo, finito e materiale quelluniverso
altrimenti indefinibile. E utile rilevare la coincidenza delle teorie cinesi sulla formazione
delluniverso, con lipotesi detta di Kant-Laplace (1796) sullorigine del cosmo.
La filosofia taoista contempla un primigenio caos originario, unitario e indefinibile, da
esso a partire da un incipit le forze diverse e opposte cominciarono a polarizzarsi,
occupando ognuna delle due un lato opposto allaltro. I cinesi diedero ad esse i nomi di
Yin e Yang. Poi le due forze agite da un energia di repulsione e attrazione cominciarono
a rincorrersi tra loro lungo la circonferenza di un cerchio, il cui centro gravitazionale le
tiene unite e distinte. Lenergia prodotta dalle rotazioni scorre in senso orario, e cambia di
forma tras-formando e trasformandosi in otto immagini archetipali, a priori appunto.


26
26
A m di ci ogni categoria formata mentalmente seguendo quest iter, di cui lesempio
principe lincedere delle stagioni.
18












Nel 1775, usc La storia universale della natura e teoria del cielo di Kant in cui per
mezzo della teoria newtoniana delle forze attrattiva e repulsiva esposta lipotesi della
formazione del sistema solare da una nebulosa originaria; ipotesi molto vicina a quella
formulata nel 1796 da Laplace. Molti modelli utilizzati da altre discipline per i loro
paradigmi teorici generali seguono lo stesso schema archetipico basato su coppie di
opposti: confrontate lo schema dello sviluppo ontopsicologico nella topica freudiana, tra

18
C.G.J ung, Op.13, p.36I poli della luce e delloscurita si pongono in movimento circolare, nasce cioe
lalternanza di giorno e notte. Si muta lume di paradiso in tetra notte profondissima. Il movimento circolare
ha quindi anche il significato morale di animazione di tutte le forze chiare e oscure dellumana natura, e di
conseguenza di tutti gli opposti psicologici, di qualsiasi natura possano essere. Questo non significa altro
che autoconoscenza mediante un incubazione di se stessi ( lindiano tapas ). Un analoga
rappresentazione archetipica dellessere umano perfetto quella delluomo platonico completamente
sferico, che unifica in s anche i due sessi.


27
27
Eros e Thanatos
19
e Io e Es , come forze rispettivamente yang e yin alla ricerca del loro
equilibrio dinamico.

In molte culture vediamo che il passaggio di energia rilevabile attraverso diverse
colorazioni, gli otto stadi cinesi hanno otto colori, come i sette chakra della medicina
ayurvedica. La luce, con le sue variazioni cromatiche ci accompagna durante il
quotidiano incedere delle stagioni, quello che accade in natura ci appare
fenomenologicamente grazie alla luce. Questa energia simbolizzata costituisce il mezzo e
la meta direzionale, cos come la Via taoista situata proprio nel mezzo di yin e yang,
laddove anche noi da un lato proiettiamo lombra e dallaltro limmagine chiara. La via
dellindividuazione conduce allilluminazione, navigando fra archetipi dalla natura yin e
yang.
20
Le riflessioni di Goethe sulla natura muovono dalla convinzione che nella natura domini
un energia creativa unitaria, immutabile impulso a una continua metamorfosi, secondo
una non casuale armonia, che si rivela anche nella piu piccola creatura. Queste idee,
riprese da Spinoza, le esporra in Sulla morfologia (1820) . La metamorfosi naturale va
intesa, come un divenire intimamente spirituale mosso da due tendenze opposte:
concentrazione ed espansione e dalluniversale legge dellaccrescimento. Essa
formazione e trasformazione di un modello originario, motivo che vedra Goethe, nelle
sue osservazioni naturalistiche, alla ricerca della pianta e dellanimale originario ( La
metamorfosi delle piante, 1790; Formazione e trasformazione della natura organica,
1807). In seguito sotto linfluenza di Schiller, egli concep il fenomeno originario, non
come un ente realmente esistito, ma come una idea teleologica kantiana: una forma a
priori. Nella sua celebre Teoria dei colori (1810), egli si esprimera nella difesa di una


19
Ibidem, p.97: Nellacqua divina, di cui viene continuamente sottolineata la natura dualistica si
equilibrano due pricipi, uno attivo e uno passivo, uno maschile e uno femminile, che costituiscono
lessenza della forza creativa in una perenne e ritmica alternanza di vita e di morte.
Ibidem, p. 37, J ung riporta una lettera di Ildegarda von Bingen al monaco Viberto di Gembloux (1171):
Sin dalla mia infanzia vedo sempre una luce nella mia anima, ma non con gli occhi esteriori e neppure
con i pensieri del cuore; e neanche i cinque sensi esterni partecipano a questa visione () la luce che io
percepisco non nasce da un luogo preciso, ma molto piu luminosa della nuvola che avvolge il sole.
Non posso distinguerne laltezza, la larghezza o la lunghezza () Cio che vedo e apprendo in una tale
visione mi resta a lungo nella memoria. Io vedo odo e so allo stesso tempo () Non riesco a riconoscere
a questa luce alcuna forma, talvolta tuttavia vedo in essa un altra luce, che mi viene di chiamare luce
vivente (..) Mentre mi beo nella contemplazione di questa luce, ogni tristezza e dolore svaniscono dal
mio ricordo.


28
28
visione globale della natura e delluomo, fondata sulla vivente esperienza dei cinque sensi
del corpo umano (al pari dei cinque elementi della M.T.C.) che egli efficacemente
definisce il piu grande ed esatto apparecchio fisico di cui lo studio della natura possa
giovarsi. Sullaspetto simbolico dellindividuazione nellalbero, ricollegandoci
allalchimia, J ung afferma che: Lalbero corrisponde esattamente allalbero di metallo
dellalchimia, larbor philosophica che, se vogliamo trovarvi un significato, rappresenta la crescita
spirituale sino allilluminazione suprema.
21
La luce, come energia vibrazionale, studiata da Goethe , ascende nella verticale
dellalbero cos come nella kundalini e nei chakra indiani, e nella grande rivoluzione del
Qi Qong cinese .

Nella teoria dei colori di Goethe, il colore si pone come un esperienza continua di vita,
originato dalla polarit tra luce e oscurit: Il colore figlio di due forze cosmiche in
quanto nasce e si determina dalla tensione della polarit luce-oscurit e non alla loro
mescolanza, che darebbe soltanto il grigio. Nellocchio umano il chiaro richiama loscuro
e viceversa, cos colori di massima luminusit ne richiameranno altri di minima
luminosit. Il concetto di opposizione e richiamo, cos come il colore fondamentale
richiama il suo complementare, dimostra che anche nella visione c la tendenza a un
intero: ad integrum, infatti un colore complementare rappresenta gli altri due
fondamentali. Il giallo, ad esempio richiama il suo complementare viola, che composto
dagli altri due fondamentali: rosso e blu. I sette colori dellarcobaleno corrispondono ai
sei colori di Goethe, tra fondamentali e complementari, pi laggiunta dellindaco.
Il rapporto tra lunghezza d onda ed energia si pu raffigurare in una piramide costituita
da sette piani vibratori, corrispondenti a sette lunghezze d onda , racchiusa nel cerchio
del Tao, nel quale si possono ascrivere le sei linee degli esagrammi dellI Ching.
Il colore viola, situato nel punto allapice della piramide, il pi evoluto, corrisponde alla
nostra interiorit pi spirituale, la vibrazione del settimo chakra alla sommita del capo.
Il raggio rosso il livello piu basso e materiale, la vibrazione del primo chakra, del
legame dellenergia con la terra, a differenza del primo pervaso dallenergia del cielo. I
cinesi raffiguravano luomo tra il padre cielo e la madre terra, sullo sfondo di un
arcobaleno che li congiunge come un drago volante.


21
Ibidem, p.107.


29
29

Le piramidi dei colori









La ruota dei colori dei cinque elementi taoista.


Ritroviamo la luce solare nel processo d estrazione dei fiori di Bach (da lui ripreso dagli
herbalist celti)da cui estraiamo linformazione di una particolare vibrazione energetica.


30
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La prospettiva che guid i grandi ricercatori della Naturopatia del XIX e XX secolo fu
lincessante ricerca di quel principio attivo posseduto dalla natura, sotto forma di essenza
energetica, per curare se stessa e pro-curare vitalit. Ne ricavarono che lenergia
dunque semplice: pensiamo al rimedio unico omeopatico di Hahnemann, simile: a
determinate condizioni si presenta nella stessa forma, universale: segue ovunque le stesse
leggi, quindi accessibile. Il metodo terapeutico doveva prevedere solo alti e bassi, vuoti o
pieni di energia, tale per cui dove carente provocando una malattia la si pu ricercare
semplicemente e universalmente laddove si presenta simile morfologicamente al
fenomeno da trattare. Puo trattarsi dellessenza floreale Impatiens per i tipi impazienti ,
rappresentabile con larchetipo della divinit di Mercurio sempre in movimento,
protettore dei viaggiatori e dei mercanti. Lenergia ha dunque effetto sia sul piano fisico
che psicologico, perche la natura stessa macrocosmica che vivifica e le singole creature
microcosmiche hanno questo duplice aspetto: materiale e spirituale. Vedremo nel
prossimo capitolo come al pari di ogni cosa , anche ci che viene definito malattia ha una
duplicit morfologica sia nella causa che nelleffetto e quindi nel rimedio terapeutico,
come abbiamo visto con lessenza di Impatient.
Sempre riguardo allenergia , nell800 alcuni ricercatori proto-psicologi quale Messmer
credettero di aver trovato una panacea terapeutica nel cosiddetto flusso energetico che
emanato dai corpi si poteva propagarlo esternamente: come la Pranoterapia e il Reiki, il
quale ebbe anche una certa risonanza allepoca, smentita per dalle successive esperienze
che portarono in auge lipnosi da parte di Charcot e Freud. Per la Psicologia e in
particolare per la Psicoanalisi il concetto di energia , pure ampiamente usato, rimase
perlopiu un modello archetipico per procedere nella teoria, non avendo invece la stessa
rilevanza pratica che ha per la Naturopatia.
Ricapitolando possiamo affermare che non possiamo parlare di energia prescindendo dal
concetto di Natura, vista come un unico organismo vivente. Qualora infatti decidessimo
di rapportarci ai singoli esseri siano essi piante, animali ed esseri umani estrapolandoli
dalla natura, compiremmo un operazione di mutilazione che non gioverebbe n alla
diagnosi n alla terapia. Quello che andrebbe mutilato risulter proprio lessenza
intrinseca, che abbiamo visto si manifesta in forma energetica.
In questo capitolo abbiamo visto che, le scienze esatte predominanti nei secoli a venire a
partire dai due secoli che abbiamo preso in esame, hanno sistematicamente teso
allesclusione della natura vista come un unicum solistico, ed anche la filosofia
gradualmente diveniva esclusivamente esistenzialista. Ma ci chiediamo come sia


31
31
possibile indagare sul senso dellesistenza umana, se questa non strutturata dentro e
secondo i ritmi e le forme cui la natura stessa sottost. ovvio che avendo indebolito il
legame, anche spirituale, con la natura stessa , il fragile essere umano ha dovuto
alimentare la speranza (illusoria) di potere usufruire poi integralmente di un Io cos
potente da trasformarlo da creatura in creatore . Il creatore ovviamente pu fare e disfare
a suo piacimento la natura considerandola un ammasso inanimato di oggetti plasmabili,
come ha fatto poi alimentando un concetto di progresso di cui vediamo ora gli effetti
ecologici sul pianeta .
Loperazione di esclusione dellinsieme natura ha fatto si che poi questa stessa nei suoi
aspetti energetici sulluomo istintuali e spirituali rimossi per far spazio al grande Io
razionale, riemergesse come inconscio minaccioso e disturbante di quellordine che
avrebbe dovuto stabilizzare lIo. Per quelluomo che ostinato continua ad autoescludersi
dalla famiglia naturale, ergendosi geloso nella sua agognata solitudine: ecco allora che a
tali minacce non accettate come messaggi della natura, non resta altro che manifestarsi
come malattie fisiche, disagi psicologici e angosce esistenziali.
Riconsiderare la relazione d insieme internaturale, secondo i dettami della naturopatia,
permette allindividuo di mantenersi in connessione con le forze delluniverso: quella che
i medioevali chiamavano la vis medicatrix naturae , e al malato di ritrovare la giusta Via
fisica, psicologica e spirituale smarrita al di la dellorgano di turno che continua a
nuocere.







32
32
Cap. 4
IL CORPO UMANO IN NATUROPATIA.

Il corpo un carniere di segni,
il segno un corpo disincantato.
22


Il corpo il campo di battaglia dei nostri conflitti interiori. La sua estensione
superficiale la trincea che delimita il corpo interno dal corpo esterno, un dentro e un
fuori disseminato di simboli e sintomi: quali oggetti psichici provenienti dalla mente. La
sua presenza dona allIo la percezione dellesistenza, dona allanima la realta di uno
specchio domestico in cui percepirsi attivamente vitale e autonomamente completata.
Proviamo a chederci cosa ci viene in mente quando pensiamo ad un corpo ?
Forse ad un oggetto materiale: il nostro corpo fisico materiale, che per la medicina
sara lorganismo, linsieme delle strutture e delle loro relative funzioni fisiologicamente
atte alla nostra sopravvivenza, per la psicologia sara linsieme delle rappresentazioni di
noi stessi: corpo-identita, per la religione sara il momentaneo contenitore dellanima
nella porzione di viaggio che ci vede sulla Terra e per la sociologia sara lunita fondante
la massa: il corpo sociale.
E per la Naturopatia il corpo forse qualcos altro ancora?
Certamente per il naturopata il corpo umano qualcosa che non si delimita e finisce con
la pelle, quella solo quella parte del Corpo immanente ai cinque sensi umani.
Poich, come si reputa in Oriente, il naturopata non si riferisce al corpo con luso
esclusivo della sola mente resa unilateralmente preponderante, bens (come il ricercatore
Paracelso) lo osserva nelle sue relazioni, lo sente nella sua vibrante evoluzione, lo lascia
esprimere nei suoi linguaggi e nei suoi tempi naturali. Enrico Suso, allievo di Meister
Ekhart, afferm che meglio fare esperienza di Dio, guardandolo nella Natura: esterna e
interna, che lasciare affermare alla mente ingannabile di conoscere Dio, il quale
infinito com , non puo che apparire a noi finiti, che nella sua piu grande teofania: la
Natura, nelle sue leggi universali e nelle loro applicazioni dal sistema solare fino al
piccolo atomo. Ma di quale Corpo si parla allora?
La naturopatia si riferisce certamente al Corpus naturalis : il Macro-cosmo come insieme
dei Micro-cosmi. E di cosa fatto il Corpus naturalis, se non di energia variamente
condensata in variegate forme materiali, le quali non hanno energeticamente

22
J . Baudrillard, Lchange symbolique et la mort, p. 155


33
33
interruzzione di contiguit, essendo ovunque collegate, come fossero rappresentate su una
enorme rete dalle maglie ora larghissime, nelle forme aeree e acquose, ora strettissime in
quelle minerali. Per noi occidentali enormemente difficile, se non impossibile ( visto
che siamo stati educati ad essere al o il centro delluniverso e giardinieri del creato, se
non proprio ora i creatori stessi ), immaginarci o saperci oltre senza il confine corporeo
della pelle, che delimita il noi dallaltro, e addirittura interrelati a ci che ci circonda , che
invece siamo abituati a pensare come spazialit : vuoto doverosamente da riempire di
oggetti. Non era certo questa la sensazione di completa fusione che si provava nello stato
fetale? Certi tipi di massaggi non vogliono, inducendo proprio questo tipo di regressione
mnestica, ricomporre lunit d insieme persa? Questo perch la nostra rappresentazione,
prettamente materialistica, si limita a ci che lIo rappresenta di noi, quando guardiamo
con i soli occhi e il tatto la nostra corporeit di superficie . Il concetto di Corpo
diverso tra Oriente e Occidente, cos come tra naturopatia e medicina. Se chiedessimo ad
un orientale quale la concezione di s in quanto essere umano, questi ci potrebbe
rispondere con una metafora, di essere uno dei miliardi di granelli di sabbia della spiaggia
universale. Viceversa loccidentale direbbe ci che il suo Io, come ente attivo nello
spazio e nel tempo, ha stabilito, e spesso la rappresentazione sar di tipo professionale:
sono un dottore ,un avvocato, ecc. Il corpo vieppiu solo un appendice, a volte
strumento narcisistico, altre volte inutile fardello per lIo, tant che la massima
aspirazione per molte religioni stata il regno dei cieli: dove le anime-Io vagano libere
dal corpo. Il nostro Io occidentale sarebbe quasi lespressione di un autosufficiente
infinit se non fosse legato al corpo, a questo corpo umano, il quale ci ricorda invece, con
la sua imperfezione e caducit, il nostro limite (fisico). In oriente lIo stato concepito in
una versione molto pi modesta, meno narcisistica e soprattutto strumento nel corpo e
non a priori dal corpo. Lo ritroviamo nella M.T.C, dove le funzioni psichiche sono state
distribuite fra i sei visceri e i sei organi, compresi nella gi citata ruota dei cinque
elementi, ma in realt anche la singola cellula ha la sua qualita psichica, che quella di
favorirne la vitale specificit.
In verita questa distinzione non sempre stata cosi polarizzata: nel nostro Medioevo,
per esempio, i Santi venivano raffigurati circondati da una aureola, la quale si presumeva
con tale intensit da apparire visibile, e ci testimonia che si supponesse che lessere
umano oltre al corpo fisico fosse dotato di un corpo aureo o astrale, facente chiss parte
di una serie di dimensioni corporee progressivamente pi estese , al di l del corpo fisico
sub-epidermico. Le agiografie riportano di santi medioevali che, come santoni indiani


34
34
levitanti, volassero in cielo, agiti da misteriose forze energetiche attive a certe condizioni
spirituali, come avviene anche con le ginnastiche psicofisiche taoiste Chi Kong e Tai Chi
Chuan, e nellattivazione dei chakra. E chiaro che, dire ancora corporeo, a questo punto
solo un modo convenzionale per indicare la porzione biologica, neppure fisica
potremmo pi dire, perch lenergetica pura fisica. Passando dal Medioevo alla odierna
Psicoanalisi gi G. Bateson definisce il Corpus Naturalis come Mente cibernetica,
affermando che:
La mente individuale immanente, ma non solo nel corpo: essa immanente anche in canali e
messaggi esterni al corpo; e vi una piu vasta Mente di cui la mente individuale solo un sottosistema.
Questa piu vasta Mente paragonabile a Dio, ed forse cio che alcuni intendono per Dio, ma essa
ancora immanente nel sistema sociale totale interconnesso e nellecologia planetaria.
23
Gi le teorie sullInconscio personale e collettivo riproposero un espansione nella
profondit della mente, sempre pi insospettata, e non pi riconducibile alla sola unicit
dellindividualit. Ancora da Bateson citiamo:

La psicologia freudiana ha dilatato il concetto di mente verso linterno, fino ad includervi
lintero sistema di comunicazione allinterno del corpo.cio che sto dicendo dilata la mente verso
lesterno. E tutti e due questi cambiamenti riducono lambito dellio conscio.
24
La stessa legge della Sincronicita, ri-scoperta da J ung e Pauli, enuncia che tutto ci che
fisico in relazione con una dimensione parallela psichica, sia nella dimensione umana
psicosomatica che in quella cosmica. E interessante notare come nella M.T.C. ogni
organo ha una doppia funzionalit complementare psichica e fisica, questo secondo la
legge dello Yin e dello Yang. I cinesi rappresentarono la realt, come linterazione
fenomenica di due forze paritetiche e complementari: la yin e la yang, la psichica e la
fisica, e il simbolo del Tao che le raffigura rappresenta proprio la sincronicit nella
natura, cos come in ogni singola creatura.
.
Nellantico greco dorico, i termini per indicare il corpo e la scena teatrale derivano dalla
stessa radice
25
Sicuramente tutte e due , poich lessere umano un entit finita e limitata alla propria
sensorialit e percezione, non ci dato di conoscere la Realt, ma solo di fare esperienza
indiretta, e per quasi tutti noi anche inconsapevole della realta cos come della deit o
divinit. Non ci rimane che percepire e rappresentarci secondo le caratteristiche sensoriali
di cui siamo dotati e caratterizzati ( e anche queste soggettive e individuali).
, ci chiediamo quindi : il corpo una realt o una rappresentazione?
Per fare un esempio: lesperienza di un tramonto una realt o una rappresentazione?

23
G. Bateson, Verso un ecologia della mente, p.479
24
Ibidem, p.479-0
25
U. Galimberti, Il corpo, Feltrinelli, Mi, 2000, p. 23


35
35
Se in un dato luogo e momento vediamo il calar del sole pomeridiano, potremmo
affermare che si tratta di un romantico tramonto, ma nello stesso tempo se fossimo agli
antipodi potremmo rispondere che sicuramente si tratta di una fresca alba. Questo in
realta ci puo servire per poter riflettere sul concetto di corpo. Per esempio un uomo
vecchio un vecchio corpo, oppure ha un vecchio corpo? Oppure puo un giovane essere
piu vecchio di un vecchio, che si sente piu giovane di un giovane ma vecchio?
Gli antichi medici taoisti avevano risolto lampasse, escludendo sia la modalita della
rappresentazione, sapendola illusoria, sia quella di un sapere, anche scientifico, creduto
come vero, ma non perfetto, cercando e trovando semplici leggi universali, almeno sul
funzionamento delluniverso. Direste forse che discorrendo in questo modo tutto diventa
relativo?
No, si pu credere che tutto diventi, invece che solo materialistico, pi ampliamente
naturalistico e olistico: solo infatti con questa apertura di mente potremmo affrontare le
dimensioni di malattia e salute nella specificit della Naturopatia. E straordinario come
la dimensione della Naturopatia coincida incredibilmente con il concetto di nuova scienza
auspicato da G. Bateson nel suo saggio introduttivo a: Lecologia della mente,
intitolato: La scienza della mente e dellordine. Tornando nuovamente al Corpo e
uscendo dalle ristrettezze della dimensione organica, e per parlare di esso, sapendo ormai
che intendiamo un Corpo cosmico, esploriamolo nelle sue dimensioni superiori e
inferiori, rispettivamente: il Macro-cosmo universale e il sub-microcosmo atomico.
Losservazione delle due realt ci permetter di estrapolare leggi universali omogenee
seppur nelle rispettive diversit, le quali per reggono anche tutti i cosmi intermedi e ad
essi compresi. Qualcuno obietter che, per chi non ha lobbligo di dimostrare
scientificamente le proprie asserzioni, fin troppo facile fare anche i piu affascinanti e
pindarici voli filosofici, al fine di costruirci sistemi, i quali piu infiniti sono e meglio
saranno adattati alla realt, in fondo proprio sulle idee di infinito e di indefinibile
divinit che si costruita la pi affascinante ipotesi, che ha governato con le religioni la
vita delluomo, secula seculorum. In verit se la portata di queste teorie fosse cos
limitata, saremmo noi stessi naturopati a denunciarne lingenuit, ma facendo invece
seguire gli sviluppi pratici riconosciuti dei principi dellenergetica agopunturale cinese,
dellayurvedica indiana, e delle Naturopatie storiche occidentali, potremmo dimostrare
lesistenza di una contiguit tra corpo sub-epidermico e trans-epidermico, con la stessa
analogia che c in psicologia tra inconscio personale e collettivo, tra Io e Non-Io nel


36
36
Corpo del S.
26
Mentre il tempo , che pur ci connota, forse per il fatto di rimandarci alla morte, viene
vissuto con un certo timore e imbarazzo. E cos anche gli altri corpi, nella loro
rassicurante e uniforme presenza, completano lorizzonte spaziale di cui noi sappiamo di
far parte, e man mano che cresciamo lorizzonte sempre pi ampio e pi pieno, ma
siamo partiti da un orizzonte fetale dove vigeva lindistinzione e linconscia fusionalit.
Con la nascita, infatti, ci sembrava che il mondo fosse solo la dualit filiare e materna,
per arrivare poi crescendo a vederci immersi in una crescente moltitudine di presenze
diverse da noi ma perfettamente organiche con il sistema spaziale ormai saturo di oggetti
e perfettamente contestualizzato dai nostri sensi e dalla coscienza.
Le grandi leggi universali trovate dal taoismo ci descrivono un corpo
cosmico indefinibile e mutevole, ma globale e sistemico, secondo la descrizione che qui
segue. Per esso non esiste niente in natura che abbia una connotazione fissa e statica , tale
per cui possiamo dire veramente questo certamente questo, e quellaltro la tal cosa,
bens questo in quel determinato spazio appare ai nostri sensi soggettivamente cos
configurato e, se statisticamente a ci, tale struttura si manifesta con una certa ricorrenza
gli diamo una identit. Abbiamo detto, e non a caso, in relazione alla dimensione dello
spazio sensoriale, perch questa stata la modalit che lessere umano trova pi
congeniale; ma c anche quella del tempo, solo che per noi questa una dimensione
indiretta e meno rilevabile, tanto che esso stato piu un concetto che una realt tangibile
sensorialmente: non viene piu spontaneo riferirsi alla dimensione spaziale e dire: io sono
un corpo, io mi riconosco specchiandomi nella materia, io mi riconosco cos fatto, so il
posto che occupo nella spazialit ?
Anche se ora abbiamo gli strumenti tecnologici per scoprirli, nessuno si chiede mai per
se siano presenti oggetti che i nostri sensi non percepiscano: gli infinitamente piccoli e gli
immensamente grandi. Nessuno di noi vede i propri batteri, cos come nessun batterio
vede il corpo umano di cui non sospetta di far parte, ne sospetta affatto di una qualche
nostra emanazione oltre lo strato dermico. I nostri sensi sono quindi limitati nelle
potenzialit, ma anche imperfetti nella loro finitezza, tanto che qualora non fossero
sufficienti, gli oggetti li immaginiamo, li coloriamo affettivamente come si dice in
psicologia, ci illudiamo di dargli una identit, e creiamo anche i fantasmi.
Immaginiamo, per ipotesi ora, di vedere un bosco: nello spazio s un insieme di alberi
variegati, ma nel tempo? Che ci importa direte del tempo, se nessun fattore interviene a
perturbare linsieme quel bosco e sempre sara un bosco. Infatti il nostro concetto di

26
G. Bateson, p.448-9.


37
37
tempo modellato solo dallalternanza delle stagioni, e noi del bosco vediamo
sensorialmente solo le variazioni legate al fattore climatico stagionale, non abbiamo una
struttura tale per notare i fatti mentre avvengono: rallentati come alla moviola o
accelerati, se cos fosse invece di vedere sempre i soliti alberi noteremmo che nessuna
creatura sta ferma per un istante: quello che era seme e dopo germoglio, poi stato
virgulto, albero e prima di morire dai suoi frutti caduti sul terreno rinato. Forse, in
nessun attimo nessun oggetto era uguale allaltro, e nessuno ha visto la propria vita come
un corpo in continua meta-morfosi. Tutto questo per dire che del corpo possiamo avere
un idea, un concetto limitato alle modalit con cui ci relazioniamo alle dimensioni spazio-
tempo, e sicuramente veramente obiettiva la legge, detta dellimpermanenza in una
forma, ricavata dallosservazione della natura, quando afferma che nelluniverso, come
nelle pi piccole creature, tutto si crea, si trasforma e si distrugge per rinascere in altre
forme e in accordo simpatico con altre trasformazioni interdipendenti senza possibilita di
interruzione. Poiche tutto fa parte di un Unicum globale cibernetico. Controllare le forme
stabilizzandole, lutopia sempre rincorsa dal genere umano per poter controllare
appunto il Tempo e lo Spazio. Ma mai si potr controllare il Tutto, semmai solo
temporanei segmenti e porzioni, operando per giunta distorsioni e disturbi nellequilibrio
del Sistema. Ricercare una dimensione di assenza del male a priori per far emergere un
bene assoluto e cristallizato con lazione immediata sul corpo, da parte delle medicine per
esempio, un modo per rincorrere lillusione di una onnipotenza divina, lelisir
delleterna giovent della salute paradisiaca. In accordo con le teorie della Naturopatia,
oltre alla legge dellimpermanenza, il Taoismo evidenzia una seconda legge, detta dello
Yin e dello Yang, ossia delle due forme opposte e complementarie, raffigurate nel noto
simbolo del Tao:

Tutte le possibili trasformazioni del Corpus naturalis sono racchiuse entro lo spettro
rappresentato da queste due categorie. Questo spettro circolare evidenzia, come in un
orologium vitae, il percorso energetico tra le forme e le identit momentanee,
dellessenza delle creature il processo d individuazione naturale delle cose, litinerarium


38
38
cui tutti noi siamo sottoposti. Non ci resta, a noi creature fatte dagli elementi, che stare in
armonia con gli elementi stessi, laddove conoscere gli elementi diviene conoscere se
stessi nel profondo, trascendendone la rappresentazione.
Ogni creatura ha il suo itinerarium da compiere, ma la legge che lo governa la stessa
perfetta per tutte, sia a livello fisico che psicologico, e i suoi enunciati contenuti nel
classico cinese Libro dei Mutamenti o I Ching sono solitamente descritti utilizzando
limmagine dello scorrere dellenergia nel continuum della creazione delluniverso.


Quasi tremila anni fa il filosofo taoista Lao-Tze osservando che le cose nello stato di
esistenza fenomenica hanno un inizio, immagin uno stato primigenio di non-esistenza e
lo contempl nel numero Zero. Doveva esser questo uno stato di quiete assoluta, senza
direzioni, differenze e apparenze, assolutamente inimmaginabile per la mente umana, che
chiam: Wu-Chi (Chi=energia ). Ad un certo punto, per assoluta spontaneit, dalla quiete
si gener un pensiero, cess lo stato di vuoto e di non-pensiero, e quel momento lo defin:
Il grande termine o inizio del Tai-Chi , lo stato di pienezza in cui tutto contenuto,
che il filosofo defini lUno, il corrispettivo del nostro Dio.
Si dice che la Via o Tao ha prodotto cos lUno, lUno il Due, il Due ha prodotto il
Tre, e il Tre tutti gli esseri. Il Due rappresenta la dualit statica dello yin e dello yang, e il
tre la loro interazione per opera del Chi: lenergia che tutto pervade, nelle Quattro
direzioni cardinali in cui sono disposti i Cinque elementi: il Legno, il Fuoco, la Terra, il
Metallo.





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39
Nella Genesi sta scritto: In principio Dio cre cielo e terra, fra di loro tutte le restanti
creature. Anche lo gnosticismo medioevale, ripreso da J ung nei suoi: Septem sermones
ad muortos, distingue questi due momenti, e G. Bateson a proposito del testo junghiano
afferma che:
Egli osserva che vi sono due mondi. Noi potremmo chiamarli due mondi esplicativi, lui invece li
battezza il pleroma e la creatura, che sono termini gnostici. Il pleroma il mondo in cui gli eventi sono
causati da forze e urti e nel quale non vi sono distinzioni, o, come direi io, differenze. Nella creatura, gli
effetti sono provocati proprio dalla differenza. In effetti eccoci davanti la solita vecchia dicotomia tra
mente e sostanza.
Direi che pleroma e creatura sono termini che si potrebbero utilmente adottare; quindi mette conto di
considerare i ponti che collegano questi due mondi. Dire che le scienze fisiche si occupano solo del
pleroma e che le scienze della mente si occupano solo della creatura un eccessiva semplificazione. Le
cose sono un p pi complicate.
27
La Naturopatia si sempre ispirata a queste leggi universali, rapportando il
proprio concetto di salute e malattia del sistema corpo-mente umano, al modo in cui
luomo si relaziona allenergia e allarmonia dei cinque elementi, compresi nella ruota del
Tao, la quale come abbiamo visto rappresenta sia lunit psico-somatica della natura che
come di tutte le singole creature anche quella umana. Potremmo definirla una medicina
ecologica, della relazione e della comunicazione tra le creature e gli elementi del
pleroma, in una sola parola: olistica.

Paradossalmente, al contrario della Naturopatia, la Psicologia occidentale trae la sua
origine dalla cultura greca, e poi cristiana, le quali da Platone ad Agostino pongono la
specificita delluomo non nellambivalenza delle sue espressioni corporee, ma in quella
unit ideale che : la psyche. Per tutto lOccidente sar questo il luogo di riconoscimento
dellunit dellessere umano, che ne esprime lidentit: addirittura a immagine e
somiglianza del Dio da cui si dice esplicita derivazione terrestre, al contrario degli
animali e dei consimili umani primitivi, i quali non si sa perche non avrebbero avuto
una psyche. Ma, come afferma U. Galimberti ne Il corpo:
Questo luogo di identificazione contiene gia il principio della separazione, perche, come
coscienza di s , la psyche comincia a pensarsi per s , e quindi a separarsi dalla propria corporeita. La
prima operazione metafisica stata un operazione psicologica.
28
Se guardiamo alla nostra tradizione biblica, possiamo osservare che la vita dei
nostri progenitori mitici: Adamo ed Eva, scorreva felice e beata senza malattie ne conflitti
psicologici, essi dovevano solo vivere in nome di Dio e non del proprio Io. Dio aveva


27
Ibidem, p.473
28
U. Galimberti, p.11


40
40
costruito tutto il giardino come una struttura, un corpus, perfettamente integrata e
completa. Chi vuole alterarla lo pu fare a rischio di alienarsi da quellordine, che le
piante e gli altri animali continuano a rispettare. Quello che e proibito non
lacquisizione di una propria coscienza, che semmai un segno di maturit, bens la
cultura della separazione, dellunilateralit, della non integrazione nellunico mondo
possibile, che quello terrestre, dove ogni presenza ha la pari dignit, nellunit della
molteplicit. Lorgoglio di primeggiare produce la voglia di far da solo, il germe
dellegoismo gener lentamente un corpo di malattia, dolore e morte, da un lato e
laspirazione a una mente perfetta, scissa ovviamente da tale corpo caduco, dallaltra.
Che colpa ne avevamo, se vivevamo nelladorazione dellonnipotente immagine
di un Dio unico e senza corpo!
Lidea platonica il modello di questa separazione e contrapposizione, e la psyche, essendo
amica delle idee, incomincera a considerare il corpo come suo carcere e sua tomba. Una volta che la
verita posta come idea, lopposizione tra ideale e sensibile, tra anima e corpo, diventa lopposizione tra
vero e falso, tra bene e male. Valori logici e valori morali nascono da questa contrapposizione che la
metafisica ha creato e la scienza moderna ha mantenuto. Da questo errore la filosofia si emancipata
con Nietzsche che ha denunciato quel retro-mondo, quellal di la inventato per meglio calunniare lal di
qua, ma non la Psicologia, che cosi rimane la piu occidentale delle scienze e quindi la piu metafisica,
se per metafisica intendiamo il pensiero della separazione..Fattasi carico della logica della separazione
inaugurata dalla disgiunzione platonica tra corporeo e ideale, la Psicologia, se vuol essere coerente a se
stessa, non puo parlare del corpo, se non impropriamente , se non per infedelta al suo statuto scientifico, a
meno che per corpo non intenda lidea di corpo che come scienza si data.
29
Ben pi attuale quindi la millenaria M.T.C., che non riconoscendosi nella
separazione tra lo psichico separato e autonomizzato e un corpo meramente
anatomizzato, per la quale semplicemente assurdo parlare della possibilit dellesistenza
della Psicologia cos come abbiamo visto esser considerata in occidente.

Cos come per la Naturopatia pu esistere solo una scienza delle leggi universali della
natura, dallomogenea e immutabile applicazione in ogni campo (e anche in quello del
comportamento umano), a meno che non vogliamo precostituire un sapere logicamente
funzionale e fondato su implicite esigenze storicamente locali e datate. Per questo al
corpo, manipolato, inquinato, alter-ato, non resta che parlare per simboli e sintomi,
manifestare se stesso con le patologie che il linguaggio scientifico gli ha dato per farsi
capire da noi. Con lavvento delle religioni monoteiste poi, la separazione
ulteriormente esasperata: laddove la semplice mente non basta pi, a distanziarci dal

29
Ibidem, p. 12


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reale umano del corporeo, ecco comparire lanima, vista come quel livello
ultrametafisico, ideale meta finale di congiunzione. Congiunzione con chi? Ma con quel
divino che crediamo ultra-naturale e che dispettosamente ci avrebbe condotti in questa
valle di lacrime e non-senso, una divinita tutta per noi, inventata dalla nostra mente,
nellinfanzia quando fummo cacciati (dal letto edipico dei genitori..), e che ci siamo
ostinati a non voler riconoscere nella Natura. Lunica dualita che lOccidente ha prodotto
e un dualismo manicheo, fra antitesi non comunicanti e in conflitto schizofrenico fra
di esse, al contrario del dualismo tra gli opposti complementari dello Yin e dello Yang in
cui racchiuso il reale per il pensiero orientale.
Se cio non accade, se la psicologia non si pensa contro la rappresentazione che si data a
partire da quellalba greca in cui ha preso avvio lautonomizzazione della psyche, la Psicologia non solo
non giungera mai alla comprensione dellespressivita originaria del corpo, ma sara costretta ad errare,
perche ignora lerrore che alla base della sua espressione epistemica, della sua nascita come scienza.
Si tratta di un errore che non investe solo il sapere psicologico ma ogni sapere razionale quando,
sottraendosi alla polisemia della realta corporea, si afferma come asserzione incontrovertibile su di essa.
In questo passaggio dalla verita come ambivalenza (n.d.a. Yin-Yang), alla verita come decisione sul vero
e falso, il sapere razionale dimentica di essere una procedura interpretativa tra le molte possibili per porsi
come assoluto principio, dimentica di essere un inganno necessario per dirimere lenigma
dellambivalenza, e in questa dimenticanza diviene un inganno perverso.
30
E risaputa labilit dei medici cinesi in chirurgia, ci nonostante non ci
pervenuta nessuna mappa scientificamente e solo anatomica, pur potendolo. La pi
importante giuntaci quella detta dello Xiuzhen tu o Mappa della cultura della
perfezione, del XIX secolo, esposta nel Tempio delle nuvole bianche di Pechino, in cui
rappresentato il simbolismo del corpo umano, cosi come trasmesso dal Taoismo, che
combinava pratiche di Alchimia interiore e rituali esteriori, affinche il praticante potesse
agire simultaneamente sul proprio mondo interiore e su quello esteriore. Secondo C.
Despeux, dal suo: Taoismo e corpo umano, da cui abbiamo tratto la mappa, il corpo,
anatomicamente raffigurato, sfuma in una rappresentazione simbolica e magica al tempo
stesso. Viene cos descritto come se fosse un piccolo mondo, un microcosmo, un
paesaggio interiore dimora di molteplici divinit, celesti e telluriche, luogo in cui va
operata la trasmutazione per mezzo di pratiche varie, se si vuole avere accesso al Reale.

Ora, per la nostra mentalit occidentale pu sembrare incomprensibile e assurda questa
visione di corpi come componenti del Corpus, in verit sia le nostre religioni monoteiste
mediterranee che la psicoanalisi junghiana prevedono platonicamente un processo vitale

30
Ibidem, p.14


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di individuazione basato su quel Distinguer devi e poscia unire goethiano, in cui lesito
finale il ricongiungimento con quellaltro da cui siamo stati separati nascendo.
Pur tuttavia solo a quella visione delle cose che il moderno naturopata , come lantico,
deve far riferimento, perch il suo interesse non volto alla sola idea di corpo come per
la Psicologia, n al solo organismo della Medicina, n al solo corpo spirituale della
Religione, bens allenergia vitale universale che incarnandosi nelle creature assume
forme diverse nel corpo: fisiche, psicologiche e spirituali appunto, e che levoluzione del
soggetto mette in luce rispettivamente come sintomo, simbolo e realizzazione naturale del
proprio destino naturale.


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MAPPA DELLA CULTURA E DELLA PERFEZIONE



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CAP. 5
LA NATUROPATIA TEDESCA DEL XIX SECOLO:
Da V. Priessnetz a G. Groddeck.

Sappiamo che tutte le civilt hanno dato gran rilievo al benessere psico-fisico degli
individui, che spesso come per i popoli mediterranei era praticato nelle terme. Purtroppo
la nostra cultura cattolica sin dal Medioevo, privilegiando la cura dellanima, fece cadere
in disuso quel concetto di benessere che procede da quello corporeo (come si intende in
Naturopatia). Oggi invece, sullonda del salutismo e dellattenzione ecologica di s e
dellambiente operata dal movimento della New Age, assistiamo a un gran fiorire di centri
detti appunto centri-benessere, ma pochi sanno che la prima rinascita dei centri
benessere fu voluta da personalit vissute nella seconda met dell800, espressione di
quella cultura mitteleuropea ( cos come fu anche per la Psicoanalisi), considerati a pieno
titolo i primi moderni naturopati. Si trattava di strutture situate originariamente in luoghi
montani, ma in seguito anche urbani, dove la persona e non solo il paziente potevano
rigenerare se stessi, e come vedremo, riequilibrare le proprie energie attraverso il
semplice e immediato contatto con i cinque elementi della natura, e con essi
ricontattare quella vis medicatrix naturae necessaria alla guarigione del proprio
complesso corpo-mente-spirito. Ritroveremo spesso i cinque elementi nelle terapie da
essi messe a punto: il legno-vento nei bagni eolici, il fuoco nei vapori termali, il metallo
negli oligoelementi e la terra nei fanghi e nellargilla, lacqua nellidroterapia e nella
talassoterapia.
La diffusione di centri di cura naturali per il benessere deriver dallinfluenza, gi dal
700, del pensiero filosofico naturalista di J -J . Rousseau, ma anche dal movimento
dellArcadia, che idealizzarono il ritorno alla natura: alla sua semplicit, provvidenza e
solidariet. In Germania viene considerato come il primo naturopata il medico: C. W.
Hufeland (1762-1836), il quale fu un convinto sostenitore del potere guaritore della
natura, autore del testo di medicina: Enchiridion Medicum, dove afferma a proposito:
Tutti i rimedi per le malattie vengono prodotti dalla Natura; la medicina fa solo da assistente
alla Natura e cura i malati attraverso di essa,
e rivolto al medico: Fai il poco che basta e lascia tutto il resto alla Natura.
Hufeland fu il primo sostenitore dellidroterapia e delle cure termali che spesso
prescriveva e fu anche il capostipite degli autori e divulgatori di testi medici per la


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famiglia o per tutti, di cui il pi famoso: La capacit di prolungare la vita umana,
1796, in cui viene coniato per la prima volta il termine macrobiotica.
Il primo a definirsi per medico naturopata: Naturartz, fu Vincent Priessnitz padre
dellidroterapia, nato a Grafenberg, attualmente nella repubblica Ceca, nel 1779. La sua
biografia narra che a tredici anni si slog il polso e mettendolo sotto lacqua corrente di
una pompa si sent meglio; poi avvolse il polso in una benda bagnata che cambi non
appena asciutta, nacque cos quella che divenne famosa come la: compressa di
Priessnitz. In seguito, dopo esser stato investito da un carro, avendo riportato fratture e
contusioni, si ristabil solo fasciandosi strettamente il costato con delle bende intrise d
acqua. Quando inizi pubblicamente le terapie dellacqua fredda usava anche delle
spugne dette: di schwamm o spugne del dottore. Nel 1826 Priessnitz apr un centro
idroterapico, il quale nel 1840 annoverava 1600 pazienti tra cui personaggi del calibro di
Chopin, Gogol e Napoleone III. Nel 1838 tanta era la sua fama che il governo austriaco
istitu una commissione scientifica per esaminare il suo operato, la quale non rilevando
elementi che potessero far pensare a truffa o illegalit, non solo conferm
lautorizzazione ma gli concesse una medaglia d oro per meriti civili. Il suo motto era:
Non curo i disturbi, ma il paziente, e la sua cura completa durava dalle quattro
settimane ai due anni, egli non curava mai i pazienti allo stesso modo, ma essendo
contrario a una terapia unica pensava che ogni paziente necessitasse di una terapia
personalizzata. A Priessnitz va il merito di aver definito alcuni dei principi cardine della
Naturopatia, quali: la tossicit quale base del disturbo, la teoria del disturbo cronico come
risultato di una cura sopprimente il disturbo acuto, ed infine il concetto di Healing crisis (
crisi di guarigione), base della sua terapia attraverso la quale si fa espellere dal corpo il
fluido patogeno attraverso lacqua fredda che provoca una reazione cutanea. Tramite
linsorgenza di questo disturbo acuto indotto manifestato da febbre ed eruzioni cutanee,
egli espelleva sia le affezioni acute che quelle croniche. Il suo operato fu determinante
per gli sviluppi successivi dellidroterapia che, dalla Germania attraverso Kneipp si
espanse in America diffusa da Lust e Lindlahr, padri della Naturopatia americana. Il
concetto di crisi di guarigione fu alla base dei nuovi metodi terapeutici della psicoanalisi
nella catarsi, ma in Naturopatia dobbiamo a Rudiger Dahlke lo sviluppo del tema della
crisi di guarigione in crisi di trasformazione, encomiabile il suo testo: Crisi personale
e crescita interiore, nel 1995.
Anche Sebastian Kneipp (1824-1897), nato in Baviera in una famiglia di tessitori e
divenuto in seguito sacerdote, si prese cura di migliaia di pazienti utilizzando rimedi


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naturali quali lacqua, laria, lesercizio fisico ed erbe e fu uno dei fondatori della
Naturopatia esportata poi negli U.S.A. da Lust e Lindlahr. Gli strumenti di cui si serv
furono tessuti, compresse, impacchi, bagni e saune, ma la sua pi grande invenzione fu la
scoperta dei benefici effetti dei getti d acqua fredda. Credeva che il disturbo nascesse dal
sangue guasto, cio da un sangue che circolasse male o in cui fossero presenti delle
sostanze tossiche. Lacqua guariva perch dissolveva e rimuoveva le tossine dal sangue,
ripristinando la normale circolazione e rinforzando il corpo, agendo come:
lolio sulla ruota di una macchina arrugginita.
(come ogni moderno terapeuta sa il sangue trasporta anche il Qi o energia).
Contro le tossine Kneipp svilupp anche laltra branca della Naturopatia: lerboristeria,
appresa dalla madre erborista di paese, famosissimo tuttora fu il primo vero analgesico
universale: il cascet del dr. Kneipp. Visto il successo delle sue terapie, Kneipp pubblic
alcuni libri tra cui: Le mie cure con lacqua, (1882) Quindi vivi!, La cura infantile di
Kneipp, (1891), Il mio testamento, (1894). Nel 1894, tre anni prima della sua morte venne
fondata la Societa Internazionale dei Medici di Kneipp, garante dellapprendimento dei
suoi metodi di cura. Tuttora i medici che si rifanno ai suoi insegnamenti sono raccolti
nellUnione dei Medici di Kneipp, nel 1981 stata fondata la rivista: La Fisioterapia di
Kneipp e in Germania esistono circa quattrocento terme e centri salutistici a suo nome.
Larte di curare mediante i bagni: lidroterapia utilizza acqua dolce o salata (marina),
fredda (10-12 gradi) di breve durata, con azione tonica sulle fibre muscolari periferiche
(terapia di Priessnitz); o calda alla temperatura di 37-38 gradi che determina un azione
rilassante; o ipertermico tra i 37-43 gradi per una durata di 12-15 minuti. Con il bagno
ipertermico si mira ad un aumento generale della temperatura corporea atta a creare una
febbre artificiale. Mentre quella naturale infettiva obbliga lorganismo a produrre calore
complementare, con conseguente dispendio energetico, questa febbre passiva non
richiede sforzo al corpo, garantendo comunque la stessa funzione di disgregare i
metabolica tossici. La balneoterapia nella sua relazione fluido idrico-flusso ematico ci
permette di introdurre un altro dei grandi naturopati dell800: Alexandre Salmanoff
(1875-1964) il cui motto era: Non esistono malattie senza turbe dei capillari. La sua
visione deriva dallosservazione che il corpo umano riceva il sangue dalle vene e queste
dai capillari, organi contrattili e pulsanti che egli chiama: microcuori. I capillari
costituiscono una barriera di cellule endoteliali confinanti da un lato con il sangue e
dallaltro con i liquidi extracellulari; il loro diametro variabile da 5-6 a 20-30 micron, la
lunghezza dei soli capillari in un organismo umano raggiunge complessivamente i


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centomila chilometri, se potessimo aprirli la loro superficie si estenderebbe per 6300
metri quadrati. Luomo una superficie vivente di sei ettari, irrorata da centomila
chilometri di canalizzazioni di capillari, che gli permettono lassimilazione delle sostanze
e leliminazione delle scorie tossiche; se per deficit alimentari lassimilazione rallenta il
corpo subisce un calo energetico, se rallenta le eliminazioni lorganismo si avvelena per
eccesso di ritenzione di urea, dei Sali e della bile. Se il cuore il motore della
circolazione, per Salmanoff lo lo grazie al corretto funzionamento della spinta
propulsiva dei capillari; se infatti per una qualche lesione dei capillari si determina una
asistolia del ritmo capillare, si verifica una diminuizione dellapporto di ossigeno alle
cellule. Nella cellula meno ossigenata che soffre, si riduce la funzione della fagocitosi
microbica per diminuito apporto dei leucociti, dei macrofagi. Di conseguenza a differenza
della Medicina dellepoca che crede che la causa della malattie sia lazione dei batteri,
Salmanoff ritenne che il sistema immunitario delluomo era strettamente connesso col
buon funzionamento capillare.
Ossigenate, devitalizzate, ricanalizzate e lorganismo far il resto
Si agir sui capillari per dilatarli quando sono spastici, per vincerne latonia quando sono
dilatati, per migliorarne la permeabilit quando insufficiente e frenarla quando
esuberante, facilitando cos la nutrizione dei tessuti, lossigenazione, il drenaggio,
aumentando lapporto energetico. Si lavora dunque sulla salute e non sulla malattia.
Il medico non deve aver vergogna di lavorare come una lavandaia (con la
balneoterapia) o come un bravo idraulico che stura un rubinetto chiuso
Salmanoff ha ideato due formule di bagno che ha chiamato Scapidar bianchi e gialli.
Lo Scapidar bianco un bagno con olio di terebentina, canfora, silicato di sodio, la sua
azione stimola la ginnastica capillare e fa salire la pressione arteriosa. Lo Scapidar giallo
oltre alla terebentina contiene lacido olefinico: esso dilata i capillari aumentando le
combustioni interne e dissolvendo i depositi patologici, abbassando la pressione. Dopo
sessantenni di sperimentazioni Salmanoff pubblicher i due testi che contengono le sue
teorie: Segreti e saggezza del corpo e La chiave della salute.
Passiamo ora dallelemento acqua, ad una interessante terapia che vede il sole e
laria aperta come protagonisti nelle terapie dello svizzero Arnold Rikli (1823-1906), il
cosiddetto dottore del sole, che invent la cura atmosferica. Nel 1865 Rikli cerc nelle
cure naturali metodi cui ne sperimentava su se stesso gli effetti, quali lesposizione
allaria, al vento a tutte le possibili temperature, come descrisse nel suo: The nature cure


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including the atmospheric cure. Rikli riteneva che il sole fosse la fonte originale della
vita e che lambiente naturale per luomo fosse laria e non lacqua.
Luomo nato senza vestiti ed destinato a vivere di aria e di luce, come una pianta mobile.
Queste sono i fluidi della vita piu importanti, completamentecompatibili con il nostro organismo, che
migliorano la nostra anima e il nostro corpo.
Nel 1869 lanci la tesi della superiorita dellaria e della luce rispetto allacqua,
esponendola in Thermodietetics:
La cura della luce, ed in particolare quella del sole, porta a una piu rapida e durevole ripresa
della salute dellessere umano. Luomo non un pesce. Lacqua non il nostro massimo elemento
vitaleLa luce e laria al contrario, sono i nostri elementi essenziali. Tutti gli esseri organici si
degraderebbero e morirebbero senza di essi.
La sua fama si diffuse non solo grazie ai suoi testi, ma anche per gli articoli pubblicati
dalla prima rivista di Naturopatia: Der Naturartz (Il naturopata) , pensiamo quanto
doveva essere allavanguardia in tali ricerche la cultura mitteleuropea dell800 !
Sempre nel 1869, Rikli costru dei capannoni dove venivano applicate le sue terapie,
circondati da un grande parco dove si potevano assorbire al meglio la luce e laria. Tutto
cio, a distanza dei progressi fatti nei quasi due secoli successivi, potr sembrare un p
ingenuo, ma pensiamo che proprio dagli effetti della luce siamo arrivati alla
cromoterapia. Il primo naturopata ad istituire un centro in citt, fu Louis Kuhne , nato a
Lossen in Sassonia (1835-1901), nel 1883 apr infatti a Lipsia lIstituto Internazionale L.
Kuhne per la Salute senza lausilio di medicina e operazioni. La causa delle malattie si
fondava anche per lui sulla presenza di materiale tossico nel corpo umano, riconducibili
in primis ad unica causa i cui disturbi si manifesterebbero per primi nel viso e nel collo,
da cui la sua famosa diagnosi facciale fisiognomica descritta nel suo: The Science of
Facial Expression (1902) . Nel 1894 pubblic: The new science of healing (Larte di
guarire), di grande diffusione e tradotto in tante lingue tra cui in inglese per opera di Lust
che lo tradusse nel 1917, con il titolo di : Neo-Naturopath: the new science of healing.
Un altro naturopata che si interess alla diagnosi facciale fu in quegli anni Emanuel
Felke, nato a Kladen nei pressi di Stendal (1856-1926), ma con una eccezione
interessante, in quanto svilupp quella tecnica diagnostica che va sotto il nome di
diagnosi iridologica scoperta dallungherese Ignatz von Peczely (1826-1911) e descritta
in : Scoperte nel campo naturale ed Arte della guarigione. La sua strategia di cura si
focalizz appunto nellindividuare le cause delle malattie nelliride oculare ancor prima
che manifestassero dei sintomi. Nei suoi centri di benessere si praticavano quelle terapie
multidisciplinari inventate da J ust chiamate Jungborn: fontane della giovinezza, edificati


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nei pressi di sorgenti naturali che permettevano la pratica di bagni in vasche di zinco dove
si applicavano le frizioni con acqua fredda, la cura della terra e dei letti di sabbia e
soprattutto i rinomatissimi bagni d argilla. Il punto di vista di Felke nella definizione di
una malattia, era simile a quello dei naturopati dellepoca, laddove i blocchi funzionali
degli organi emuntori: pelle, polmoni, fegato, intestino e reni, causano un accumulo di
sostanze tossiche nellorganismo e nel sangue in particolare. I blocchi funzionali erano
dovuti ad alimentazione carente e squilibrata, alluso e abuso di droghe e farmaci e a
cattive condizioni igieniche. Attualmente in Germania sono presenti due case di cura di
Felke, i suoi preparati fitoterapici sono commercializzati dal dr. Mauch di Goppingen, e a
Sobernheim stato creato un Circolo di medici e naturopati che tengono corsi e seminari
sulle sue terapie olistiche. Autentico ed entusiasta dei centri benessere fu Adolf J ust
(1859-1936), nato nei pressi di Hannover, il quale fedele al concetto di Rousseau del
ritorno alla natura ( titolo anche del suo libro) fond il primo centro in una localit sui
monti Hartz, dove praticare la sua terapia jungborn esportata in America da Benedict
Lust. Il suo pensiero non si concentrava solo sulle cause delle malattie e come guarirle
con le terapie naturali, bens era fondato su una autentica rivoluzione ecologica che
andava non solo verso una sana alimentazione naturale, ma condannava gi allora tutti
quei modi inquinanti e stressanti di condurre la vita che veniva proposta come moderna. I
suoi centri non erano solo case di cura ma anche scuole di guarigione e di vita naturali,
considerando anche listruzione, lagricoltura e larchitettura come era anche nel pensiero
di Rudolf Steiner. La nascente era industriale non portava solo linquinamento
atmosferico ma anche un progressivo impoverimento e inquinamento degli alimenti,
comparendo i primi disturbi dellalimentazione e quindi le prime diete per il ripristino
della salute con lassunzione corretta dei giusti alimenti. Le diete erano in grande auge
presso i famosi centri termali, ne abbiamo un esempio nei trattamenti del dr. Groddeck.
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Si pu leggerne lappassionata descrizione del suo famoso paziente Ferenczi, tratta dalla loro
Corrispondenza pubblicata da Astrolabio, 1985, Roma.

Molto in auge era la dieta di J ohann Schroth (1798-1856) che, da semplice contadino
della Slesia e amante della natura, mise a punto una dieta basata su una drastica riduzione
degli alimenti e su degli impacchi (leggendo il trattamento di Groddeck descritto da
Ferenczi, citato in nota, sembrerebbe la stessa). Ottenne tali successi che limperatore
Ferdinando d Austria tribut un riconoscimento ufficiale al suo metodo. Controindicata
per le affezioni epatiche, risultava efficace per i reumatismi, le cardiopatie, disfunzioni


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endocrine, respiratorie fino al glaucoma, era ancora praticata fino agli anni 50 dal dr. H.
Brosig. Essa si fonda su tre principi:
1) una drastica riduzione delle proteine, da cui leliminazione delle scorie.
2) La preferenza data ai carboidrati, che pur creando acido carbonico, rilasciano
meno scorie dei grassi e dei protidi.
3) Labolizione del sale, il cui potassio il dr Schroth fa recuperare con prugne
secche e albicocche.
Ridottissima tale dieta fornisce solo 600-800 calorie al giorno, con ovvia eliminazione dei
depositi di grasso. In effetti dai racconti dei pazienti di Groddeck, che essendo
praticamente reclusi nella sua clinica e quindi dal regime alimentare supercontrollato, si
evince che effettivamente dimagrivano a vista d occhio. Naturalmente una dieta d urto
cui ricorrere solo temporaneamente. Limpacco di Scroth che completa la dieta ha anch
esso lo scopo di ridurre le scorie; durava due tre ore, surriscaldando il paziente, ma non
per provocare perdita di peso (limpacco non agisce sulla cute ma sui reni) bens per
accelerare i processi metabolici. Anche la terapia di Groddeck prevedeva leliminazione
di scorie con il famoso energico massaggio alla pancia del dottore e con impacchi
localizzati sul corpo a giorni alterni.
Il primo storiografo nel movimento della medicina naturopatica fu Alfred
Brauchle (1898-1964), il cui testo: La cura naturale in biografie resta ancora una pietra
miliare della didattica. Nato a Schopfheim, si laure in medicina a Freiburg , lavorando
poi allospedale di Berlino conobbe Schonenberger che lo introdusse alla naturopatia.
Egli ebbe il merito di introdurre la allora nascente psicologia moderna nelle terapie :
studi le tecniche di suggestione di Emile Cou a Nancy in Francia.
Ho introdotto nelle mie terapie le suggestioni di gruppo che ho visto praticare alla Clinica
Universitaria di Idroterapia di Berlino, a cui circa 100 pazienti venivano posti ogni settimana. Per sei anni
ho condotto suggestioni di gruppo come primario al Priessnitz Hospital di BerlinoHo concluso che
queste terapie psicologiche sono dei validi strumenti per moltiplicare gli effetti delle terapie
fisicheConsidero incompleta la cura naturale senza un supporto psicologico. Quindi ho sempre dato
grande enfasi allo sviluppo di una cura naturale psicologica o psicoterapia naturopatica. .
Divenuto direttore dellOspedale di Berlino, pubblic nel 1933 : Manuale della
cura naturale basato su presupposti scientifici, pur tuttavia avrete sempre difficolt a
distinguere nonostante il tempo passato, il suo pensiero dal pensiero di Paracelso, laddove
afferma che:
E attraverso la mente che il medico interno in noi puo rivelarsi ed essere incoraggiato.
Percio il successo di molte terapie naturali dipende dal medico che le pratica. Infatti il medico ha una


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notevole influenza sul paziente puo ispirarlo alla speranza e alla fiducia, che possono aiutare il
funzionamento del meccanismo centrale regolatore. In altre parole il medico interno e quello esterno
dovrebbero cooperare in amicizia per raggiungere il pieno successo della cura.
Nel 1934 fu nominato direttore del Dipartimento dei metodi di cura naturale
dellospedale J ohannstader di Dresda. Fu grazie alla sua opera che, dopo la seconda
guerra mondiale fu aperto, e lo tuttora, un reparto di cura naturale presso lospedale di
Berlino Kreuzberg. Arriviamo ora a una figura veramente affascinante ed emblematica
della nostra panoramica, su cui varr la pena approfondire di pi la conoscenza: si tratta
di Rudolf Steiner (1861-1925). Possiamo dire che egli non sia stato ne un naturopata in
senso stretto ne un medico, ma un teorico anzi come vedremo uno scienziato della
filosofia se cos si pu dire. Egli non fece mai proprio il ruolo di medico o guaritore, ma
ag sempre per il tramite di medici qualificati come tali. Sua principale collaboratrice in
campo sanitario fu la dottoressa olandese Ita Wegman, con la quale Steiner scrisse:
Fisiologia occulta . Allo scopo di mettere in pratica le sue indicazioni, la dr. Wegman
fond una clinica ad Arlesheim nei pressi di Basilea, e quando Steiner fond a sua volta
la Scuola di scienza spirituale al Goetheanum di Dornach, essa ne divenne la
responsabile della sezione medica. Gi da ragazzo, la sua esperienza primaria fu quella
del mondo dellessere trascendente il mondo sensibile; ma ben presto si rese conto che
difficilmente poteva condividere questa esperienza con molti e perci avvert subito
lesigenza esistenziale di creare un ponte per superare il solitario abisso. La prima
occasione a nove anni, Steiner la ebbe in seguito alla lettura di un testo di geometria,
attraverso la quale si convinse che la conoscenza del mondo spirituale andava compresa
allo stesso modo di un concetto geometrico. Ma noi abbiamo gi visto che anche gi da
Pitagora al Taoismo la filosofia come conoscenza delluniverso si sempre espressa
aritmeticamente: dallUno, alla Dualita, alla Trinita, alla Quaternita,..e cos
geometricamente dal punto , alla linea al solido e cos via.
La verit e la realt di tali ricerche spirituali secondo Steiner dovevano venir sperimentate
interiormente anzich mediante la sola osservazione esteriore e sensoriale. Ricordiamo
che gi gli alchimisti si erano fatti essi stessi laboratorio, pur se di un sapere esoterico e
per tanto non divulgabile alla massa, mentre proprio la divulgazione per la massa dei
nessi, delle sinapsi tra mondo spirituale e mondo fisico fu il compito della vita di Steiner.
Allo scopo di dare una solida struttura a questa sua opera, egli si dedic allo studio
interdisciplinare della matematica, della filosofia e delle scienze naturali, per far
emergere quelle che lui considerava limitazioni del metodo scientifico moderno. Allet


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di ventun anni, accett lincarico di curare ledizione delle opere scientifiche di Goethe,
il quale ben sappiamo quanto fosse stato consapevole dellapproccio riduzionistico alla
natura: Se vero che la vita puo essere scissa nei suoi elementi, essa non puo essere ricostruita e
rianimata a partire da essi
Laddove Goethe nella sua opera Metamorfosi delle piante aveva gettato le basi
per la creazione di una nuova scienza organica della natura, Steiner fece quello che
Goethe non aveva osato fare, ossia riflettere sul proprio pensiero. Nel 1894, Steiner diede
alle stampe La filosofia della liberta, con lo scopo di elaborare e sviluppare una scienza
della mente con il rigore del metodo delle scienze naturali, che coinvolgesse allo stesso
tempo il mondo naturale e quello spirituale. Sappiamo che con Kant possiamo avere solo
percezioni sensoriali soggettive, indagando con le quali mai potremmo attingere alla
realt vera, allUno. Stainer rileva cos che la realt che ci viene incontro altro non che
scissa in due modalit: una come percezione sensibile che dallesterno si fa interna e
laltra interna: lidea, larchetipo che si fa esterna. Steiner recupera di fatto la tradizione
taoista della realt immediata come manifestazione dello Yin e dello Yang, gli opposti
complementari che riappariranno anche con la psicoanalisi, laddove Freud teorizza le
polarit energetico-sessuali di Eros eThanatos, Conscio e Inconscio , e J ung i concetti di
Persona e Ombra nellambito del processo dindividuazione. Tale processo dinamico,
compito vitale di ognuno di noi, consapevoli o no che lo siamo, altro non che il
matrimonio alchemico, le nozze mistiche o la Coniunctio individuazionis degli aspetti
yin e yang che costituiva lo scopo delle ricerche degli alchimisti. Come gi Goethe
diceva: Distinguer devi e poscia unire, anche per Steiner la libert umana consisteva nel
separare la sensorialit dal concetto per poi reintegrarle, poich la realt non ci perviene
tutta sensorialmente dallesterno ma anche dallinteriorit che solo una certa nostra
esperienza sa far emergere, procedimento soggettivo anch esso ma su cui dobbiamo
riflettere sopra. Chi ricerca la conoscenza deve esaminare ci che ha soggettivamente
constatato allo stesso modo oggettivo con cui prende in considerazione le informazioni e i
dati fornitegli dalle metodologie scientifiche cui fa ricorso nei suoi esperimenti. Dal
punto di vista di Steiner , il progresso nel campo della conoscenza essenzialmente
legato allallenamento, al raffinamento e alla dilatazione delle capacita d osservazione.
Ma losservazione del mondo ad ogni livello della vita fisica, mentale e spirituale non
costituisce ancora conoscenza. Questa si ha soltanto in seguito allintervento del pensiero
purgato di ogni elemento soggettivo e non spirituale.


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Steiner si inser in pieno nel dibattito culturale della sua epoca, con scritti e
conferenze, in cui sono formulati i risultati delle sue ricerche spirituali, di cui ricordiamo:
Teosofia (1904), Liniziazione (1904), Memoria cosmica (1904), La scienza occulta nelle
sue linee generali (1910), Leducazione del bambino alla luce dellantroposofia (1921).
Nel periodo compreso fra gli anni 1910 e 1916 si dedic soprattutto allopera di
rinnovamento delle arti, scrivendo quattro misteri drammatici e gettando le indicazioni
per una nuova arte basata sul movimento e chiamata Euritmia; nel 1919 venne fondata la
prima scuola a Stoccarda di ispirazione antroposofica. Dal 1924 organizza corsi di
terapeutica aperti per solo a medici; lapproccio antroposofico alla malattia e alla cura
passa inevitabilmente non nel ripristino di ipotetici stati continui di salute, bens di morte
(biologica e psicologica) continua per la trasformazione e la rigenerazione del sistema
corpo-mente-anima. Il medico antroposofico mirer pur sempre alla guarigione di uno
stato patologico, ma la cura non potr mai consistere in una semplice eliminazione della
malattia. Questa vista quale un processo mediante il quale lindividuo pu pervenire a
maggiore libert e completezza, ed compito del medico guidare tale processo nella
maniera piu idonea, preservando se possibile la vita del corpo, pur tenendo presente che
lo sviluppo non s arresta con la morte: i frutti della vita terrena , nel pensiero steineriano,
sono infatti raccolti dopo il decesso, e diverranno i semi di una vita futura. Il medico
antroposofico dovr tenere conto di tali esperienze vivendole in prima persona oltre che
nella realt dei pazienti.
Steiner ha lasciato molte indicazioni per la preparazione di farmaci specifici,
ricorrendo a sostanze animali, vegetali e minerali, alcune potenziate omeopaticamente
altre con diverse modalit, che attualmente sono preparati da due ditte farmaceutiche
antroposofiche tedesche: la Weleda AG con laboratori ad Arlesheim e a Schwabisch
Gmund, e la Wala Heilmittelbetriebe presso Stoccarda. Sulla scorta di indicazioni fornite
da Steiner, opera anche la Verein fur Krebsforschung (Associazione per le ricerche sul
cancro), in cui si va elaborando un trattamento del cancro fondato su preparati ricavati
utilizzando diverse specie di vischio (viscum album), il medicamento noto come Iscador
sembra essere un forte stimolante dellorganismo. Sin dagli anni sessanta in Germania
sono attive due grandi cliniche antroposofiche ed un istituto psichiatrico. Mentre in
Germania linteresse rivolto alle cure e alle malattie in generale, in Inghilterra pi
diffuso lapproccio psico-pedagogico, essendoci scuole steineriane ovvero dette Waldorf
per bambini normodotati e trenta scuole che si occupano di bambini handicappati e
disturbati psichici. Gli antroposofi sono stati i primi a creare villaggi comunitari per


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adulti handicappati e disturbati mentali chiamati Camphill Village Communities. Come
stato specificato nellintroduzione lobiettivo preposto a questa ricerca storiografica era
di esplicitare alcune ben precise direttrici teoriche, che sin dal pi lontano passato e da
Paracelso in poi, hanno sviluppato quella che oggi viene definita Naturopatia. Le pi
importanti direttrici sono sicuramente la concezione del corpo umano come Unicum
tripartito nel sistema integrato Corpo-Mente-Spirito.
Il concetto di realt che gli esseri umani percepiscono sensorialmente quella
distribuita nei quattro elementi della tradizione occidentale (e nei cinque della M.T.C.),
in cui si esprime la Natura materialmente e psicologicamente, e che tutto ci laspetto
pi superficiale e archetipico della vera Realt assolutamente trascendente lumana
conoscenza. Tutte le singole creature definibili microcosmi, seguono le stesse leggi di
creazione e funzionamento delluniverso macrocosmico: in particolare la legge
dellenantiodromia : lequilibrio nellalternanza degli opposti complementari Yin e Yang.
La nostra analisi storiografica unicamente volta a far emergere levoluzione nei secoli
XVII, XVIII, XIX e inizio XX di tali teorie e non a voler stilare una completa antologia
di tutti i naturopati famosi e non. Lintento in questo testo era volutamente di fermarci
agli inizi del ventesimo secolo, laddove questi principi cominciarono ad essere teorie da
tutti i naturopati conosciute, condivise e riconosciute come punti assoluti di riferimento.
Soltanto oggi infatti, laddove viene riconosciuta questa cornice, che raccoglie linsieme
delle pi disparate discipline olistiche, unificandone intenti e visione, si pu parlare di
Naturopatia, laddove altrimenti si parlava di singole branche autonome quali
lerboristeria, losteopatia, le tecniche di massaggio, la floriterapia, e tutte le medicine
etniche alternative a quella ufficiale. Quello che oggi, inquadrate nella Naturopatia, non
le rende pi discipline alternative ma complementari o altre, la visione terapeutica da
sempre non sintomatica ma evoluzionistica che differenzia la Naturopatia dalla Medicina
ufficiale, visione a cui si avvicinano alcune correnti della psicologia ufficiale quale quella
di J ung , di Hillman , di Lacan o di Assagioli. Cosa intendiamo per visione
evoluzionistica ?
Terapeuticamente, tale una visione che contempla lutilizzo da parte del paziente della
propria coscienza di S: del s corpo-mente-spirito, del proprio momento storico, della
propria relazione temporale nella consecuzione di causa ed effetto nella relazione tra
passato, presente e futuro. In altre parole la coscienza del proprio destino, karma o
processo d individuazione che dir si voglia, dove inquadrare il senso di ogni evento
positivo o negativo , salutare o patologico. Dal canto suo il terapeuta pu offrire gli


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strumenti contemplati allinterno delle discipline naturopatiche per operare sui piani
fisico-mentale-spirituale, alla ricerca nel passato della causa, nel presente dei sintomi e
nel futuro dei fattori di guarigione. Quella guarigione che, attraverso un processo a
ritroso, riapparir sul piano fisico, salir su quello mentale e si completer nel corpo
spirituale, risintonizzando il proprio s con il s cosmico, centrandosi fra gli elementi.
Per specificare alcune cose ancora tratteremo dellevoluzione della naturopatia
anglo-sassone anche nel XX secolo, parlando almeno di quattro figure importantissime:
da un lato E. Bach, scopritore della floriterapia e di un suo discepolo tedesco D. Kramer e
dallaltro R. Dahlke e T. Dethlefsen che hanno rinvigorito la naturopatia moderna con il
loro approccio filosofico e spirituale.
Continueremo poi il percorso iniziato dalla Naturopatia in Germania per seguirne le
tracce in America, in Inghilterra e in Francia. Nel XX secolo la Naturopatia diventata
pi matura, perdendo quei tratti di ingenuit e folklore che spesso lhanno accompagnata
e per cui stata denigrata dagli ambienti scientifici. Basti pensare a quanto la psicologia
vi ha attinto per le proprie terapie rinominandole bioenergetiche, o arte-terapie, o
addirittura proponendo la mandala-terapia nelle A.S.L., o la Medicina che dopo aver fatto
fiamme e fuoco contro le medicine etniche come layurvedica e la cinese o lomeopatia,
alla fine anche per motivi non scientifici.., sta riconoscendo quasi tutto e tutto per s
ovviamente. Si provi a immaginare con quale approccio possa proporre i fiori di Bach
uno psicologo, non essendo previsto nel proprio bagaglio culturale il concetto di corpo
tripartito ne di sintomi spirituali o di percorsi spirituali come fu la vita e lesempio di vita
del dottor Bach insegnano, e diverso lo stesso il concetto di malattia, laddove questa
pu essere per noi una possibile compagna e palestra di vita e non solo una patologia
contenuta nel D.S.M.. Si pensi ad un medico, che vuole approcciare alla M.T.C., alle
prese con uno spirito Hun che, insinuandosi nel meridiano, mina le certezze del fegato di
un suo paziente, alimentando le sue paure inconsce.
Tuttavia per essere onesti, e fuor di polemica, il confronto con le discipline
scientifiche ha anche enormemente arricchito la Naturopatia, nel metodo e nella sostanza,
e per questo che parleremo anche di tre terapeuti tedeschi che si sono confrontati
interdisciplinariamente e che ci permetteranno di sviluppare alcuni temi a noi cari. Si
tratta di Reudiger Dahlke e Thorwald Dethlefsen per quanto attiene alla psicosomatica e
di Dietmar Kramer per i meccanismi di difesa (il quale verr affrontato dopo aver citato
la floriterapia del dottor Bach).


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R. Dahlke nato a Monaco nel 1951, dove si laurea in medicina con una tesi di
psicosomatica riguardo allasma bronchiale infantile, si specializzer poi in medicina
naturale e diventer psicoterapeuta. Insieme a Dethlefsen ha scritto il diffusissimo
Malattia e destino, da solo lo ricordiamo per Malattia linguaggio dellanima, Il viaggio
interiore, Crisi personale e crescita interiore e Terapia con i mandala. Oggi Dahlke
organizza corsi di meditazione e digiuno terapeutico, oltre i seminari di medicina
psicosomatica; nel 1990 ha fondato insieme alla moglie il Centro Terapeutico di
J ohanniskirchen dove esercita la sua attivit. Molti centri in Europa tra cui uno a Milano
si rifanno a i suoi insegnamenti. La figura di Dahlke per noi cos importante che non
possiamo non porre in gran risalto il suo contributo e riconoscerne i meriti. Come si
evince dal suo percorso professionale e dalle sue pubblicazioni, si tratta di un medico
divenuto naturopata per poter sviluppare in pieno lottica psicosomatica delle malattie,
spingendo la psicosomatica medica, considerata dalla medicina ufficiale come una branca
chimera, relegata a non ben provate relazioni corpo-mente dovute per lo pi a stress o
forti traumi. Sappiamo tutti che la concezione stessa della Medicina che non pu essere
psicosomatica, in quanto la malattia non pu essere quel linguaggio dellanima quale
fondamentalmente per la Naturopatia, e neppure quel linguaggio del corpo inteso come
campo di battaglia di simboli, laddove invece si ricerca solo lautonomo operato di virus
e batteri che trovano organismi variamente deficitari e quasi sempre per cause genetiche.
Magari fosse anche quel linguaggio del corpo come inteso da U. Galimberti nel suo Il
corpo , visto come quella dimensione somatica dimenticata, travisata e alterata, uso e
consumo della dimensione mentale dominata dal narcisismo onnipotente dellIo. Anche Il
corpo un testo importantissimo per ogni naturopata, perche vi contenuta quella critica
alla psicologia, che pretende di essere scientifica, che pur pretendendo di conoscere la
Psiche, lha completamente alterata e staccata dal corpo, conferendo a questa cosa da essa
creata una superiorita nellambito del sistema corpo-mente-spirito, quale era detenuta nei
secoli pre-scientifici dal concetto di anima delle religioni. Anche se Dahlke, Dethlefsen e
Galimberti provengono da ambiti diversi provate a comparare, qu di seguito, queste loro
osservazioni in merito alloperato della Medicina e della Psicologia ufficiali.
32
Con Dahlke stesso, noi naturopati cogliamo loccasione di rivendicare la
primogenitura di una visione psicosomatica, di stampo pi autentico, completo e


32
T. Dethlefsen: Vita dopo vita, cap.:11, 12, 13, 14.
U. Galimberti: Il corpo, Introduzione e cap. 1
R. Dahlke: Malattia linguaggio dellanima, cap.: 1


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57
complesso, poich interessa le tre dimensioni dellunicum umano, nelle loro interazioni
dinamiche. Sarebbe tempo ormai che si parlasse solo di Spirito-Mente-Somatica.
Sia ben chiaro per, che non facile, ne mai stato chiaro parlare della
dimensione spirituale, che corrisponde alla poco tangibile dimensione dellamore
universale, intesa come energia che d e mantiene in vita luniverso, universo che noi
vediamo fra gli elementi nella loro armonia. Ci si perder di meno se non cadessimo nella
superficialit di occuparci delluomo come specialisti di una sola delle tre dimensioni di
esso e non dellinsieme: del tutto umano nel Tutto cosmico.
Ma se vogliamo, come Dahlke e Dethlefsen , parlare di malattia non possiamo
prescindere dal collocarne le cause nel piano spirituale, laddove si determinano i destini
di ognuno di noi. Come spiegato in Malattia e destino, parlare di terapia vorr dire
permettere allindividuo di riconnettersi con il senso del proprio destino, attraverso
lautoconsapevolezza giungere allautodeterminazione, allautoindividuazione , come ci
viene spiegato anche in Crisi personale e in Viaggio interiore.
Un altro dei meriti di Dahlke che nessun naturopata pu prescindere dalla
conoscenza (almeno nei principi base) delle teorie della medicina cinese tradizionale
(M.T.C.), della medicina indiana ayurvedica e tibetana, perch proprio nei loro mandala,
(dei cinque elementi-movimenti per quella cinese, e dei tre dosha e dei chakra per quella
indiana) sta la chiave della conoscenza filosofica, psicologica, medica che supporta la
Naturopatia moderna. Esemplare il lavoro terapeutico di Dahlke con i mandala,
considerati come un vero campo gestaltico rappresentante il S, allinterno della quale:
come superficie spazio-temporale la mente umana presa da quella danza degli
archetipi, fondamentali al processo di evoluzione psico-spirituale dellessere umano. Ora
anche in psicologia si fa strada questa ipotesi archetipica, laddove Lacan afferma che la
coscienza si produce tutte le volte che data una superficie tale che possa produrre un
immagine, e privilegia il primato dellordine simbolico secondo cui lindividuo
attraversato da un impersonale trama di simboli e di significati che lo costituiscono e che
egli non ha creato, ma nella quale piuttosto preso dentro come nel retaggio della propria
cultura:
Se luomo arriva a pensare lordine simbolico perche vi anzitutto preso nel suo essere,
33
E
ancora: Tutti gli esseri umani partecipano alluniverso dei simboli, vi sono inclusi e lo subiscono molto
piu che non lo costituiscano, ne sono molto piu i supporti che gli agenti.
34

33
Lacan: Scritti, 1966, Einaudi, To., 1974 p.49.

34
Lacan: La troisieme in Lettres de lecole freudienne , 1975 p. 198.


58
58
Il medico guaritore e alchimista, nostro progenitore altro non era che un terapeuta
che operando sulle imago primordiali: gli archetipi base (che ora noi conosciamo bene)
degli elementi , permetteva la centratura, la quadratura del cerchio, di se stesso e di chi lo
consultava, onde permettere di passare a cicli di trasformazione evolutiva.
Trans-forma-azione tra le formae naturalis , fattesi formae mentis era anche il
pensiero di un altro grande naturopata tedesco: Georg Groddeck.
Lavorare sul piano spirituale, contattando larmonia fra gli elementi e il destino,
uno degli scopi delle nostre ricerche, soprattutto per chi opera con quello straordinario
strumento cinese che il Libro dei Mutamenti o I Ching.
La distanza quindi che passa tra la dualita MALATTIA e SALUTE colmabile
dal particolare senso della GUARIGIONE, intesa esotericamente come fattibilit del
proprio e unico destino. Ma chi lavora con questo rinnovato concetto di destino, avendolo
riportato alla ribalta sulla scena della Naturopatia Thorwald Dethlefsen psicologo e
psicoterapeuta tedesco noto per quei suoi libri considerati eretici dalla psicologia: Vita
dopo vita, Lesperienza della rinascita, Il destino come scelta e Malattia e destino
insieme a Dahlke. Egli dirige attualmente a Monaco lIstituto privato di psicologia
straordinaria, da lui fondato e nel quale mette in atto le sue particolari terapie attraverso
la reincarnazione e di psicologia esoterica.
In questo caso non parliamo ne di un naturopata puro, ne di un medico voltosi al
naturale ma di uno psicologo di fatto fuoriuscito e approdato alla Naturopatia laddove
questa si interessa dei livelli pi alti mentali e spirituali. Non solo per necessit
patologiche, sia esse somatiche o mentali, ma per dispiegarci un altro concetto di salute
legato alla salvezza , intesa questa come riflesso dellautenticit del proprio percorso
personale di vita. In altri termini salute, in antitesi alla malattia, scegliere di rimanere
salvi nella propria via tracciata dal destino, laddove malattia rifiuto, blocco,
incomprensione, girare a vuoto fuori dalla Via. Quello che qu appare di estremo interesse
il superamento della condizione di paziente. Ovviamente tutti siamo obbligatoriamente
destinati, durante la vita, a vivere come partecipi agenti e agiti dallineluttabilit delle
caratteristiche di questo universo. Possono essere imprevisti o possibilit, il senso delle
cose danza per noi in un destino delle dualit: bene o male come abbiamo visto (yin e
yang). Il destino per essere compreso ci chiede di essere trascendenti la dualit.
Dethlefsen ci dice che il nostro destino si rivela, si apre attraverso un percorso di
consapevolezza , scegliendo di essere liberi di scegliere di essere consapevoli o


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59
inconsapevoli. Inevitabilmente luomo, a differenza degli animali, si f ricercatore di s
stesso per s stesso, si f laboratorio alchemico.
A un numero sempre piu grande di persone diviene chiaro il fatto che il senso della vita non
puo esaurirsi in mangiare, bere, dormire, attivita sessuale e sete di possesso. Dove si trova allora questo
significato? Luomo potra mai trovarlo? Bisogna tornare alla chiesa, che avevamo trascurato nel primo
zelo dellespansione intellettuale? Oppure la risposta da ricercarsi nelle dottrine e nelle religioni
orientali?
Tutte queste domande aperte fanno delluomo un ricercatore. La ricerca puo del resto essere piu
importante della scoperta stessa. Perche cercare vuol dire mettere in discussione, rinunciare a tutte le
posizioni acquisite, significa diventare flessibili. Ricercando luomo si apre.
35
Lapertura ci consente di vivere la vita come una continua iniziazione per levoluzione e
la dilatazione della coscienza. Per cui la psicologia, non pi solo sintomaticamente
comportamentista, sposata ad una visione esoterica, integrale nel senso esistenziale cui
noi siamo usi intenderla, ci educa a compier-ci verso e nel verso della Via.

Lesoterismo porta a una meta che si puo raggiungere solo se ci si mette personalmente in
cammino. Questo lerrore piu frequente che commettono coloro che a parole scelgono lesoterismo, ma
evitano di fare un solo passo per quella via. Percorrere la via significa trasferire subito nella realta tutte
le conoscenze, per piccole che siano, significa modificare costantemente la propria vita e la propria
esperienza il proprio comportamento, diventare sempre diversi, essere sempre nuovi: in breve, esoterismo
significa evoluzioneLe cose sono totalmente diverse quando abbiamo a che fare con una scoperta
esoterica, anche minima. Essa ha influssi diretti in tutti i campi dellessere, induce ad assumere un altro
atteggiamento nei confronti del mondo, rende immediatamente impossibili tutte le abitudini acquisite fino a
quel momento.
36
Secondo lautore lesoterismo come via si pone come scopo:
Il perfezionamento delluomo, la saggezza, il superamento della polarita, lunione con Dio, la
Unio mystica, le nozze alchemiche, la coscienza cosmica. Tutte queste espressioni sono tentativi di
descrivere lo scopo finale del cammino umano.Per raggiungere la meta, necessario conoscere le leggi
esoteriche di questo universo e imparare anche a capirle
37
Se Freud inizi le sue ricerche sullenergia inconscia attraverso lipnosi allora
tanto di moda da Mesmer a Charcot , Dethlefsen studi lipnosi per evidenziare
lillusoriet delle realt umane e in questo concorda con Freud che possiamo solo parlare
di realt psichiche. Abbandon anch egli questo strumento per uso terapeutico:

Limportanza dellipnosi non consiste nella sua applicazione terapeutica o sperimentale. Per la
via esoterica lipnosi anzi pericolosa, perche contiene un aspetto di forza che si oppone alle nostre
intenzioni. Tuttavia lattenta osservazione dei fenomeni ipnotici ci consente alcune conoscenze, a

35
Dethlefsen: Il destino come scelta, premessa.
36
Ibidem, p. 17.
37
Ibidem, p. 19.


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60
condizione di intenderle come paragoni. Lipnosi non produce niente di veramente nuovo, ma delinea
semplicemente i rapporti reali. Essa ci da una caricatura della realta. Le caricature, come tutte le
esagerazioni, hanno il vantaggio di far riconoscere piu rapidamente e meglio lessenziale. Lipnosi per
esempio ci mostra la relativita della percezione sensoriale. La percezione umana non dipende tanto dal
mondo esteriore, quanto dai propri programmi personali.Per questo gli indiani definiscono questo
mondo maya, mondo delle illusioni; gli antichi egizi parlavano del velo di Iside. Platone , col suo
paragone della caverna, cerco di spiegare agli uomini che essi non vedono realta, ma solo ombreLa
via esoterica vuol far uscire dal sonno collettivo e condurre alla coscienza vigile dellumanita autentica.
Lesoterismo desta coloro che non dormono piu cosi profondamente e sono disposti ad aprire gli occhi.
Come potrebbe allora lessoterismo servirsi dellipnosi? Come assumersi la responsabilita di suggerire
alluomo un ulteriore sonno? Chi vuol seguire la via esoterica, non ha bisogno di credere a niente: deve
solo svegliarsi e imparare a guardare e a vedere; perche la verita ovunque.
38
Cominciamo a vivere il nostro destino e non a farci vivere da esso: essere o non
essere, questo il problema come afferma Dethlefsen:

Ogni persona vive nel suo mondo. Di questi mondi ce n tanti quanti sono gli uomini. Tutti
questi mondi sono solo parziali aspetti del mondo reale, che segue leggi ferree e non si fa influenzare dalle
pretese umane di cambiamento. Il mondo esterno la piu fidata fonte di informazioni sulla propria
personale situazione, quella nella quale ci si trova. Se luomo impara a chiedersi il senso di tutto cio che
gli capita, non solo imparera a conoscere meglio se stesso e i propri problemi, ma scoprira anche le
possibilita di cambiamento. Ogni volta che gli capita qualcosa dovrebbe chiedersi subito: Perche questo
succede proprio a me, proprio adesso?. Finche non ci si abitua a queste domande, sara difficile darsi
una risposta. Anche qui pero lesercizio che fa il maestro, e presto si impara a individuare il senso degli
eventi e a porli in rapporto con se stessi. La psicopatologia conosce il fenomeno per cui specie gli
schizofrenici tendono erroneamente a riferire a se stessi tutto cio che accade al mondo. Questo polo
negativo ha un suo polo positivo: tutto cio che avviene ha un valore per chi lo vive. Piu consapevole
diviene luomo, piu impara a dare un ordine alle cose, a chiedersi quali informazioni esse possono
fornire. Di importanza fondamentale restare in armonia con tutto cio che . Se questo non riesce, se ne
cerchi il motivo in se stessi. Luomo il microcosmo e di conseguenza un immagine esatta del
macrocosmo. Tutto cio che percepisco allesterno, lo ritrovo anche in me. Se dentro di me sono in
armonia coi diversi aspetti della realta, anche i loro rappresentanti nel mondo esterno non possono
turbarmi. Se avviene qualcosa che per me sgradevole, devo considerarlo una sollecitazione e considerare
dentro di me anche questo aspetto. Tutte le persone cattive e gli eventi sgradevoli sono in realta solo
messaggeri, mezzi per rendere visibile linvisibile. Chi capisce questo ed disponibile ad assumersi
personalmente la responsabilita del proprio destino, perde ogni paura del caso che lo minaccia
Chi modifica se stesso, modifica il mondo. In questo mondo non c niente da migliorare, molto invece c
da migliorare in se stessi. La via esoterica una via di continua trasformazione, di nobilitazione del
piombo in oro. Il saggio in armonia con tutti i piani dellessere e vive quindi nel migliore di tutti i mondi

38
Ibidem, p. 44, 45, 47.


61
61
possibili. Egli vede la realta e riconosce che tutto cio che , buono. Non cerca piu la felicita, perche
la trovata in se stesso.
39
Il metodo esoterico come diversa via alla conoscenza rispetto alla scienza, per cui
ognuno diviene conoscitore di s e contemporaneamente di una saggezza ancestralmente
collettiva, non ha bisogno per noi di ulteriori delucidazioni, essendo gi chiarissimo in
tutti i secoli precedenti. Necessario per vederne levoluzione nei secoli XIX eXX, in
relazione al metodo scientifico totalmente egemone su tutti i saperi, oggi che le scienze si
definiscono sempre pi esatte, e che si crede di non aver lasciato pi niente di non
indagato come poteva essere per i secoli scorsi, che spazio pu esserci per un tal metodo
che non pu dimostrare nulla pubblicamente, perch le realt che indaga risultano spesso
intangibili ?

Alla fine dell800 e allinizio del 900, ebbero grande risonanza le teorie del filosofo
estone Hermann Keyserling (1880-1946), che dopo essersi laureato in filosofia e scienze
naturali, nel 1920 fond a Darmstadt una Scuola della Saggezza per diffondere
praticamente la sua concezione del sapere e della filosofia, profondamente
antiaccademica. Fu poi costretto dal regime nazista a chiudere la scuola per trasferirsi in
Austria; la sua bibliografia non lascia dubbi sulla molteplicit degli ambiti da lui indagati,
e che vanno dalla scienza: Conoscenza creatrice, alla religione: Immortalit, allarte:
Filosofia come arte, alla politica: Presagi di un mondo nuovo, e che lo pone al pari di
ricercatori come Rudolf Steiner. Lopera di Keyserling si articola intorno al concetto
centrale che la filosofia non scienza, nel senso di sapere astratto e dogmatico ma la
vita stessa nella forma del sapere. Egli oppone alle teorie oggettivanti del sapere tecnico-
scientifico, una visione speculativa che non ricerca tanto i principi astratti del mondo, ma
del mondo ne ricava una comprensione intuitiva del suo senso. Solo con la rinascita dello
spirito antico della saggezza si potr comunicare al mondo un impulso spirituale nuovo,
differente dallarido intellettualismo razionalista che attualmente lo domina, e pi aperto
rispetto alla saggezza elitaria esoterica medioevale, chiusa ermeticamente alle masse. Il
suo pensiero, cos come quello di Steiner, ebbe un certo influsso presso un nuovo ampio
ceto culturale e fuori dagli ambienti accademici, che potremmo far corrispondere oggi a
quella parte ampia della popolazione culturalmente aperta, pronta e progressista che ha
determinato il diffondersi del cosiddetto fenomeno culturale e spirituale della New Age.

39
Ibidem, p. 62, 64.


62
62
Laver parlato di Keyserling ci permette di introdurre un altro mostro sacro della
Naturopatia tedesca quale : Georg Groddeck, la cui opera pi famosa: Il libro dellEs
splendidamente commentata proprio da Keyserling.
Georg Groddeck nacque in Germania, (Bad Kosen 1866, Zurigo 1934) quarto e ultimo
figlio di un medico e nipote di Koberstein che fu maestro di Nietzsche. Laureatosi a
Berlino in medicina, manifest subito un insofferenza prima per le rigidit accademiche
e poi un atteggiamento critico se non proprio eretico verso la classe medica, egli stesso ne
dar un interpretazione nella prima lettera del Libro dellEs , riconducendone la causa
alle prime vicende della sua infanzia. A Berlino fece lincontro che cambi la sua vita
professionale e culturale, conoscendo Ernst Schweninger un naturopata famoso per le sue
terapie strutturate con diete e massaggi ( abbiamo visto la larga diffusione di queste
terapie in Germania in quegli anni), famoso per essere il medico personale del cancelliere
Otto Bismark. Poi pass otto anni nellesercito come ufficiale medico, finche nel 1897 si
trasfer a Baden-Baden per dirigere la clinica di Schweninger, incarico che lasci dopo tre
anni , per la libera professione e per fondare lui stesso una piccola clinica. Nel 1905
pubblic il Libro dellEs, nel 1910 un saggio sulle opere teatrali di Ibsen, nel 1913 scrive
un saggio sulle terapie di Schweninger, dal titolo Nasamecu ricavato dalle iniziali della
frase latina: Natura sanat, medicus curat. Nel 1917 scrive a S. Freud per comunicargli la
sua completa adesione alle teorie della psicoanalisi , cui segu una calorosa risposta nella
quale Freud supplic vivamente Groddeck di aderire al movimento psicoanalitico.
Groddeck declin lofferta , ma rimase tra loro una forte amicizia, come testimonia la
lunga e fitta corrispondenza tra i due, e il fatto che Freud caldeggi fortemente la
pubblicazione di un romanzo psicoanalitico di Groddeck, uscito nel 1921, dal titolo: Lo
scrutatore d anime. In una lettera Freud rendeva merito a Groddeck e riconosceva il
valore del Libro dellEs , affermando che: Questo piccolo libro mi molto caro. Ritengo sia una
azione meritoria mettere continuamente sotto il naso delle persone i fondamenti della analisi, da cui esse
tanto volentieri si discostano. Oltre a cio lopera sostiene il punto di vista, teoricamente importante, che io
ho affrontato nel mio libro, che sta per essere pubblicato, Ich und Es, ( LIo e lEs).
Effettivamente Freud riconobbe che egli doveva il termine Es a Groddeck, il quale a
sua volta laveva tratto dal filosofo Nietzsche. Se per con il termine Es Freud intende il
luogo psichico del rimosso, per Groddek tale parola, che in tedesco indica il pronome
neutro di terza persona singolare, simile al latino id , identifica non solo il luogo del
rimosso ma anche e soprattutto linfinito mondo simbolico, simile allinconscio collettivo
archetipico prospettato poi da J ung . LEs lo si pu conoscere entro certi limiti, pi che


63
63
altro possiamo tentare di rilevarne la trama irrazionale facendone di essa lesperienza
simbolica (archetipica), meno che mai con un sapere di tipo scientifico, semmai con una
spontanea saggezza e purezza che caratterizza ad esempio il metodo fantasioso
dellinfanzia, attraversando la vita in quel volo che chiamiamo destino.
Per Groddeck lEs rimane limperscrutato imperscrutabile dalla coscienza umana, la
quale una delle manifestazioni dellEs e non un suo opposto, come tale lEs sfugge alla
pretesa umana di essere ridotto a oggetto della scienza come s illuse Freud. Dopo anni di
relazioni i due debbono ammettere linconciliabilit delle loro visioni sullEs e quindi il
fallimento del loro percorso parallelo.
Cosi il nostro autore definisce lEs:
Io ritengo che luomo sia vissuto da qualcosa d ignoto: vi in lui un Es, un entita prodigiosa
che dirige tutto cio che egli fa e tutto cio che gli accade. Lespressione io vivo vera solo in un certo
senso, in quanto esprime solo un aspetto parziale e superficiale di questa verita fondamentale: luomo
vissuto dallEs. Di questo Es si occuperanno dunque le mie lettere: d accordo?
Una cosa ancora: dellEs noi conosciamo soltanto cio che sta dentro alla nostra coscienza, ma di gran
lunga la maggior parte di esso territorio inaccessibile. Con un faticoso lavoro di ricerca noi possiamo
tuttavia allargare i confini della coscienza, e inoltre possiamo penetrare profondamente nellinconscio se
solo ci decidiamo non piu a voler sapere, ma a seguir la nostra fantasia. Coraggio dunque, mio bel dottor
Faust, il mantello pronto per il volo; si parte per linconscio..
40
Il libro dellEs ci parla dello stesso volo contenuto nel Libro dei Mutamenti, lo
spirito Shen del testo cinese lo stesso spirito mercurialis che anima con le sue ali tutta la
tradizione esoterica alchimistica occidentale e i destini inconsci delle nostre stesse vite,
lo stesso Daimon vissuto da Hillman e dallUomo totale di E. Fromm.

Pur non essendo Il libro dell Es un saggio, lEs loggetto di cui Groddeck parla
ampiamente nelle lettere indirizzate alla sua paziente, tuttavia nello Scrutatore d anime
che egli ci introdurr al grande segreto dellEs e del suo potere di contagio interiore, in
tutti noi come nelle dinamiche psichiche apparentemente strampalate del protagonista
Muller-Weltlein, alla ricerca del suo pi alto senso della vita e del suo destino .
dove io ho scoperto il contagio interiore, il segreto dei segreti, il grande mistero che
nessuno deve chiamare per nome, dal momento che io stesso non oso chiamarlo che Es.
41
Nella sua clinica, che chiam Sanatorium, Groddeck si riuniva con personaggi legati al
mondo delle ricerche umanistiche dellepoca, oscillanti tra la psiche e lo spirito, e tra i
quali alcuni futuri noti psicoanalisti quali: Ferenczi e Fromm, e forse per questo


40
G. Groddek: Il libro dellEs, p. 14-15.
41
G. Groddeck: Lo scrutatore d anime, p.397


64
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scherzosamente detta: Satanarium ( fu Freud stesso per, nella risposta alla prima lettera
di Groddeck a Freud, a definire gli psicoanalisti: adepti della schiera dannata).
Purtroppo il Satanarium era anche uno dei centri di cura durante la grande guerra dei
reduci dal fronte, che avevano subito devastanti traumi psichici. La visione di tanto
dolore e tormento poteva ricordare limmagine di un girone infernale.
42
Tornando al Satanarium, cenacolo di ricercatori della psiche, esistono conferme anche dal
carteggio con Ferenczi, da cui si sa quanto loro tenessero in gran considerazione la
persona e loperato di Groddeck; Ferenczi e Groddeck facevano una analisi reciproca, e
Ferenczi stesso con la moglie e la figlia trascorrevano al Sanatorium un periodo di
trattamenti nel mese di agosto, per le terapie naturopatiche, quelle descritte nel Nasamecu
, cui venivano inviati spesso anche i suoi pazienti ungheresi.
E siccome era per
essi liberatorio urlare il proprio tormento (come solo allinferno pu evidentemente
esprimersi, considerando che negli anni bui della guerra lEuropa era realmente
sprofondata in un abisso infernale) egli fond una rivista interna alla casa di cura dove
potessero liberamente esprimere e raccontare le proprie fantasie o tormenti, che chiam
appunto Satanarium. La rivista esce con il primo numero il 6 febbraio del 1918, fino al
23 numero del 10 luglio 1918.
43
Ma si era ancora in anni in cui la psicoanalisi non aveva ancora codificato
definitivamente le proprie teorie, e non si erano ancora verificate le note scissioni, per cui
lapproccio con il paziente ancora chiaramente non neutrale anzi direttivo di Groddeck
sicuramente attraeva alcuni di loro. Infatti pi che per le impostazioni teoriche, peraltro
pochissimo citate nelle opere di Ferenczi e di Fromm, era la personalit di Groddeck, cos
affascinante e travolgente a lasciare un forte segno in loro, cos come del resto nei suoi
pazienti. Un esempio della forza travolgente della sua personalit e del suo pensiero
sempre di molto sotto la superficie delle cose e delle ipocrisie della societ lo possiamo
ricavare da quella personalit del protagonista dello Scrutatore d anime, scandalosa e
irriverente ma sempre volta allautentico, in cui molti hanno riconosciuto lo stesso
Groddeck. Per la psicoanalisi il limite teorico del pensiero di Groddeck si rivelava nel
non aver abbandonato quel vitalismo naturale romantico e neo-platonico, ereditato dalla
filosofia di Carus e Bachofen, salvo poi esser reinterpretato meglio alcuni anni dopo da
C.G.J ung. Secondo la Naturopatia Groddeck fra i miti pi rilevanti per numerosi motivi
come vedremo, ma la fama di cui tuttavia questo personaggio gode nellaltro mondo:


42
Satanarium: G.Groddeck Nr. 1, p. 15.
43
Ferenczi e Groddeck: corrispondenze.


65
65
quello della scienza medicina e psicologica francamente esagerata. Chissa perch viene
considerato da queste il padre della psicosomatica? Sappiamo noi che le sue terapie per il
corpo e la mente erano a base di diete , colloqui psicologici e soprattutto massaggi , ne
pi ne meno di quelle che hanno caratterizzato gli altri naturopati tedeschi dell800.
Sappiamo che ha lo stesso concetto di realt umana profondamente simbolica, subalterna
alla vera realt che si affaccia nellIo proveniente dallEs. Egli neanche sfiorato
dallidea che corpo e mente siano separate, se non dal fatto che le abbia separate la
scienza , di cui non vuol far parte. Sicuramente tanta fama dovuta al riflesso
dellamicizia di Freud, e per tanto come un unto dal signore nessun altro uomo di
scienza pu permettersi di ignorare Groddeck; salvo poi ribadire che, per carit, avr pur
scritto Il libro dellEs , ma come psicologo , pur avendo rifiutato la prestigiosa
promozione sul campo dallo stesso Freud, da considerare negativamente un cosiddetto
selvaggio, come vengono definiti da quel momento in poi i non allineati
accademicamente, come anche i non riconosciuti naturopati quando si permettono di
disquisire sulla psiche e sullanima, competenza resa esclusiva di questa giovane
disciplina che la Psicologia. Si dimentica troppo spesso per, che prima della
psicoanalisi non vero che c era il deserto nella conoscenza del mondo psichico: non
solo Groddeck anticip Freud con il suo Libro dellEs, ma che anche la dinamica del
mondo simbolico emergente nei sogni non stata scoperta da Freud nella sua
Interpretazione dei sogni.
Fu infatti proprio lo studio dei sogni ad interessare il movimento dei romantici per tutto
l800, lattivit onirica era laltra faccia di quella diurna , una ermetica e laltra cosciente,
specchio della dualit sole-luna. Sappiamo che per i romantici, indagare sulla realt
superiore significa fare prima esperienza delle realta duali, per poi trascenderne lunit.
J ones , biografo di Freud, ha osservato che i concetti di Freud sulla vita psichica erano
dominati da polarit (dualismo degli istinti: eros e tanathos , piacere-dispiacere, attivo-
passivo, soggetto-oggetto); anche lintegrazione del maschile e del femminile
nellandrogeno bisessuale compare nei sistemi psichici di Freud e di J ung (anima e
animus). H. Ellemberger afferma che:
Non c quasi nessun concetto di Freud e di Jung che non sia stato anticipato
dalla filosofia della natura o dalla medicina romantica.
44
Fra i romantici, gi ampiamente menzionati, possiamo citare Gotthlif Heinrich von
Schubert, il quale distingueva, le ormai note, tre parti dellessere umano: leib (corpo


44
H. F. Ellemberger: La scoperta dellinconscio, p.240.


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66
vivente), anima e spirito, e affermava che queste parti attraversano un processo dinamico
che insieme permettono le trasformazioni dellessere individuale. Ma molti anni dopo,
grazie a J ung, sentiremmo parlare di Processo d individuazione. La vita umana, secondo
la visione romantica, si svolgeva attraverso una serie di metamorfosi, importante quella
di mezza et. Luomo una stella doppia, che ha un secondo centro, il suo
Selbstbewusstsein (coscienza di se), che emerge gradualmente nella sua anima. La
comprensione del destino assume cosi un aspetto essenziale su uno sfondo
trascendentemente naturale. Von Schubert afferma anche nel suo Il simbolismo dei sogni,
che nel sonno la mente comincia a pensare in un linguaggio per immagini, in contrasto
con il linguaggio verbale dellattivit di veglia. Il movimento romantico produsse
ricercatori, che analizzarono le leggi del simbolismo sui propri sogni, e che pubblicarono
numerosi testi, i quali fecero da sfondo ispiratore a J ung e Freud, di cui ricordiamo
quello che passa per il piu importante testo sui sogni: Linterpretazione dei sogni.
Sempre Ellemberger a riguardo afferma che:
Si puo scorgere come coloro che condussero ricerche sui sogni dal 1860 al 1899 avessero gia
scoperto quasi tutti quei concetti che sarebbero stati poi uniti in una sintesi complessiva da Freud e da
Jung, e come avessero scoperto anche taluni concetti cui non sono state ancora dedicate sufficienti
attenzioni. Nelle teorie di Freud si possono ravvisare influssi di Maury, di Scherner, di Strumpell, di
Volkelt e di Delage. Per quanto invece riguarda Jung, la sua teoria dei sogni ricorda piuttosto Von
Schubert e Harvey de Saint-Denis.
45
Groddeck, come i suoi predecessori, aveva scoperto che il linguaggio della natura
era basato su immagini che a secondo di ognuno dei livelli umani si traduceva nella forza
energetica di sintomi somatici e simboli psichici, facce della stessa medaglia. Uno dei
suoi pi famosi pazienti: Hermann Keyserling, fondatore della Scuola della Saggezza ,
nellepitaffio in memoria di Groddeck in coda al Libro dellEs, oltre a descriverne la
personalit, traccia una breve analisi del suo metodo di cura. Egli riporta che Groddeck
guariva cercando di risvegliare le forze risanatrici del paziente, adoperandosi sui tre
livelli con una combinazione di psicoanalisi, diete e massaggi. Una parte essenziale era
linfliggere dolore fisico: dalla reazione di difesa contro il dolore sorgeva nei suoi
pazienti la volont di guarire, canalizzata verbalmente attraverso incalzanti e mirate
domande, (abbiamo gi visto la tecnica dellHealing crisis). Egli si rifiutava di accettare
una separazione di corpo e anima, e per questo non pote diventare uno specialista della
mente, e delle cosiddette malattie mentali. La malattia sempre la stessa, luomo produce
solo sintomi e simboli per far parlare i suoi tre livelli: nello spazio corporeo e nel tempo


45
Ibidem, p. 366.


67
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diurno cosciente e notturno onirico. Sempre perseguendo lidea di diffondere una
conoscenza esperienzale e non scientifica, obiettivo gi tentato da Steiner, Groddeck
amava rivolgersi al grande pubblico con i suoi romanzi psicologici e ai suoi pazienti
pubblicando e diffondendo nella sua clinica una rivista , Die Arche, con articoli
pedagogici ma divertenti secondo lo stile del Libro dellEs. Premesso che:
Fondamentalmente, tutto cio che accade nelluomo opera dellEs. Ed bene che sia cos, ed
anche bene, almeno una volta nella vita, mettersi l tranquilli a riflettere, il meglio che si pu, a come tutte
le cose si svolgano totalmente al di fuori della nostra conoscenza e della nostra volonta.
e quindi: Dire che ogni forma di trattamento quella giusta per il malato, sembra assurdo, eppure
vero: egli viene sempre curato bene, in ogni circostanza, sia che si seguano le regole della scienza, sia che
ci si affidi alle arti di qualche guaritore di campagna: il successo non dipende dal fatto che le nostre
prescrizioni si conformano a determinati principi, ma dal modo in cui lEs del paziente si serve di tali
prescrizioni. Se cos non fosse, qualsiasi frattura correttamente trattata e ingessata dovrebbe guarire, ma
cio non avviene.
46
Laddove succede che, osservava Groddeck:
Mi trovai dunque a un tratto di fronte a una strana situazione; non ero io a curare il malato, ma
il malato a curare me; o, per dirla nel mio linguaggio, lEs del mio prossimo cercava di trasformare il mio
Es, anzi lo trasformava effettivamente, in modo da potersene servire per i suoi scopinon si trattava piu
di dargli delle prescrizioni, di ordinargli delle cose che io ritenevo utili, ma di trasformare me stesso in
modo da potergli essere utile
47
Ma a quale concetto di malattia faceva riferimento Groddeck, quindi?
Ma prima dobbiamo metterci daccordo su cio che vogliamo chiamare malattia. Credo che non
dobbiamo preoccuparci di cio che intendano gli altri con questo termine, ma solo di definire bene il nostro
concetto. Propongo quindi di enunciare chiaramente che la malattia una manifestazione vitale
dellorganismo umano.Per me curare una malattia sarebbe altrettanto assurdo che cercare di
correggere il suo atteggiamento beffardo,Dallistante in cui mi sono reso conto che la malattia una
creazione del malato, essa si posta sullo stesso piano del suo modo di camminare, di parlare..un simbolo
significativo delle forze che lo dominano e sulle quali io cerco di influire, se mi sembra il caso. La
malattia , allora non piu qualcosa di anormale, ma qualcosa che determinato dalla natura di questa
persona, che malata e che vuol essere curata da me.Ma tutto cio, dacche il mio Es mi ha fatto
diventare medico, non mi esime dalla necessita di ascoltare, se si in tempo, i motivi che spingono lEs
del mio prossimo verso la malattia, per poi valutarli e, se necessario e possibile, confutarli.
48
Malattia, quindi, strumento del linguaggio dellEs, e mezzo alternativo di
connessione transferale fra pi destini coinvolti: in questo caso medico-paziente, ma
sappiamo che la malattia uno dei linguaggi della relazione interfamiliare, pensiamo


46
Ibidem, p.327.
47
Ibidem, p. 331.
48
Ibidem, p. 338-9.


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allanoressia per esempio. Se la malattia uno strumento dellEs, come dice Groddeck,
logico che sia una manifestazione vitale in quanto espressione di una finalit, addirittura
pu costituire una paradossale via per la guarigione, in virt di una necessit seppur
inconsapevole. Groddeck, nel suo romanzo psicoanalitico: Lo scrutatore d anime, lascia
passare lidea che la nostra anima per compiere il suo incessante destino si possa al
dunque servire di un contagio esteriore corporeo (la scarlattina per es.), per arrivare al
suo intento del contagio interiore per levoluzione psicologica.
Giustamente Groddeck, non si fa strumento passivo dei capricci altrui, ( forte delle nuove
teorie freudiane sul tranfert e controtranfert ), il suo successo quello di permettere al
prossimo di non dover rischiare la vita giocando con le malattie per comunicare cose che
possono esser dette o vissute altrimenti in modo pi sano ed equilibrato.
Questo concetto ci permette di introdurre la novit essenziale che introduce Groddeck nel
sistema corpo-mente-spirito, che fa immettere la Naturopatia nella modernit del XX
secolo, dandogli una veste un p scientifica e non solo filosofica: tra lalchimia e la
teosofia come era fino all800. La novit rappresentata dalla scoperta di nuovi linguaggi
dellenergia allinterno dei tre livelli corpo-mente-spirito, ovvero manifestazioni
dellenergia che si veicola con lattivit simbolica nel livello mentale che psicologico e
con la sessualit nel corporeo. Simbolo e sintomo, rappresentazione mentale e sessualit
diventano le relazioni base del comportamento umano, nel suo stato di salute come in
quello di malattia. Per Groddeck non quindi, solo la malattia ad essere psico-somatica,
ma lo anche la realt umana per come luomo se la rappresenta facendo una mediazione
tra lo psichico e il sensoriale e tra lIo e lEs. Ma di questo ne parleremo nel prossimo
capitolo.
Detto ci, come fece Groddeck, dobbiamo sempre attribuire a Freud, con forza e onest,
lenorme merito di aver dato una visione profondamente sistematica delle dinamiche
psichiche (per alcuni tra scienza e non-scienza). Dallavvento della sua psicoanalisi
nessun naturopata pu esimersi dal conoscerne le teorie, ne pu pi evitare di
confrontarsi con tale metodo per quello che per noi il livello mentale della triplice unit
umana. Tuttavia cos come la Psicologia ha misconosciuto e disconosciuto la Naturopatia,
anche alcuni famosi naturopati del XX secolo, come Eduard Bach non hanno mai sentito
la necessit di far riferimento alla psicodinamica freudiana, quasi questa non esistesse.
Bisogna arrivare alla fine del 900, a personaggi come Dahlke e Detlefsen, che oltre ad
essere naturopati sono anche psicoterapeuti, o a post-bachiani quali Kramer o Orozco:


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che impostano i loro percorsi terapeutici sui meccanismi di difesa, per usare un termine
della psicologia.
Come abbiamo visto la naturopatia ha da sempre prodotto personalit geniali
caratterizzate dal fatto di spaziare in una visione delle cose amplia a volte metafisica, a
volte ermeticamente inaccessibile e sconfinata, oppure ha dato asilo a transfughi cacciati
o autoespulsi da altre discipline per la loro impossibilit ad accettare rigorose regole e
precisi limiti teorici e pratici. La psicologia pur con le sue vaste differenze sempre stata
gelosa della sua ortodossia per esempio, ed costretta a difendere la propria prassi da
attacchi esterni da parte di chi, e a volte anche naturopati, confonde i suoi pur limiti
inevitabili con la rigidit intellettuale. Parlare spesso di fallimento attuale della
psicoanalisi a favore di nuove e rivoluzionarie teorie che la dovrebbero sostituire, e non
integrare come noi auspichiamo che le discipline facciano, non ci sembra costruttivo.
Questo preambolo infatti serve ad introdurre un ambito presente nella Naturopatia che il
counseling alla persona; ben sappiamo che professionalmente il naturopata pu svolgere
solo un operazione di counseling e non di cura: egli si prende cura del consultante
consigliandolo a prendersi cura di s con gli strumenti a disposizione della naturopatia.
Ma chiunque esperto di qualcosa pu dirsi counselor di quella cosa. Nel 1981 nata una
nuova stella nel firmamento delle pratiche di counseling proveniente dalla filosofia
tedesca: Gerd B. Achenbach. Nel suo primo testo: Philosophische Praxis (1987),
esponendo i concetti guida di quello che viene da lui definito: Counseling filosofico, egli
introduce, secondo lui, per la prima volta il filosofo al servizio della persona per i suoi
bisogni esistenziali. La peculiarit della neonata consulenza filosofica quella di porsi
come luogo ideale per riflettere razionalmente su s stessi, rispettando la propria filosofia
di vita, senza che necessariamente il counselor si ponga su una cattedra con le sue regole,
teorie e terapie predefinite che, per Achenbach non fanno altro che trattare la persona
che cos diviene inevitabilmente paziente. Egli afferma che non la persona a dover
essere trattata terapeuticamente come un oggetto, perch questi un unico universo
inetichettabile, al quale non pu essere affibiato un unico concetto di felicit che
corrisponde alla salute come assenza della malattia. Quello che semmai si tratta il
soggettivo metodo di auto rappresentare s e s stesso nel mondo, attraverso la riflessione
nello spazio e nel tempo del tutto originale e senza regole della consulenza. La dichiarata
assenza di regole e schematismi, le quali bloccherebbero il naturale fluire del pensiero,
deviandolo su soluzioni preconfezionate e preconcette, caratterizzante invece la
psicologia secondo Achenbach, da intendersi piuttosto come garanzia per la specificit


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e singolarit dellindividuo. Tra laltro questa pratica risponderebbe allurgente necessit
per il filosofo moderno di uscire dalla riflessione solo teorica e puramente accademica
(pretendendo di scoprire verit sui massimi sistemi) che non interessando pi nessuno in
questa societ materialista, precluderebbe qualunque senso professionale al filosofo e al
suo decadente isolamento, riportando cos in auge la antica arte socratica della maieutica
cui prende ispirazione. Socrate appunto non volle legarsi a nessuna teoria da lui scoperta,
la sua ricerca incessantemente lo conduce alla verit di sapere di non sapere, cio che le
verit essenziali delluomo non si lasciano dogmaticamente ricondursi in via definitiva.
Prendendo spunto dalla professione di levatrice della madre: Fenarete, Socrate volle
chiamare il proprio metodo Maieutica: letteralmente arte dellostetricia. Il filosofo infatti
un ostetrico d anime, pur essendo egli stesso sterile come una levatrice (vuoto di
sapienza), e conduce linterlocutore a partorire la propria verit, che sempre una
conquista personale. Qualcosa di simile al dialogo socratico lo si pu scorgere nel
pensiero di Gregory Bateson nellormai suo famoso dialogo, anzi meta-dialogo, sui
perch, con sua figlia, contenuto nel suo: Verso un ecologia della mente. Il dialogo
maieutico vuole ri-vivificare, de-flemmatizzare la mente, al contrario della stasi in cui la
conduce la presunta sicurezza delle parole, delle affermazioni e delle teorie rigorose degli
altri. Se Freud ri-vivific la mente togliendogli la stasi della sessualit, se la naturopatia
con la vitalit della natura: fatta di emozioni (vedi E. Bach) e fatta di istinto (vedi
Groddeck), Achenbach risveglia lattitudine a pensare senza imporre il proprio pensiero:
La questione, adesso, non pi se io vivo ci che penso, ma se penso ci che vivo. Ma pensando ci che
so, che faccio e che spero, prendendo coscienza di chi sono, metto in discussione la mia vita. Ed essa, in tal
modo, va avanti e si ravviva.Non il pensiero che preme sulla vita, fino a quando essa si salva
attraverso il rifiuto del pensiero, ma la vita che preme sul pensiero e indica la giusta strada. Pur non
essendo egli un naturopata dichiarato, ma del resto neppure il naturopata un filosofo
dichiarato, il counseling filosofico ha pieno accesso alla naturopatia per il suo modo
dolce e naturale di servire luomo, e per questa fiducia che ripone in quella che possiamo
chiamare: Vis ( psicologica ) medicatrix naturae, naturale perch non quella delle
teorie universalmente positivistiche buone per tutti. Possiamo dire che ogni teoria buona
se si lascia integrare, se per Groddeck quella vera Vis psicologica ci viene incontro
dallEs ( che parte della natura) e ci salva, perch lIo occupato a fronteggiare la sua
limitatezza con una razionalit rigidamente difensiva, per Freud al contrario un Io che
sempre pi espanso nelle terre dellinconscio diviene garanzia di forza strutturata ed
equilibrata, per il naturopata sta nel sano e forte equilibrio della Natura a disposizione di


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chiunque non voglia negarsi di beneficiarne, per il filosofo della consulenza il segreto sta
nella libert di destrutturate e riformulare non cadendo nella trappola del pensiero unico,
che sempre quello di qualcun altro o delle organizzazioni a tutela del pensieri
ortodossi. A tal proposito, val la pena di citare i contributi di tre ricercatori che hanno
fatto propri sia la Naturopatia che il counseling filosofico: Steffen Graefe, Alexander Dill
e Gunther Witzany. La Graefe nel 1983 apr ad Amburgo il suo Kleine Atelier fur
Philosophische Praxis dove contribuiva alla liberazione dei blocchi del pensiero
dellospite con esercizi di visualizzazione, interpretazione dei sogni, meditazione e
rilassamento, anche con ginnastiche orientali, del resto il pensiero una forma di energia
e come tale ella lo considera. Del resto anche la Naturopatia non pu considerare
specialisticamente i singoli aspetti energetici: la mente, il pensiero, lanima e il corpo,
come fossero isolati della realt unica e universale che lenergia della Natura. A. Dill si
serve degli strumenti del pensiero orientale, lo Zen in particolare, cos come coloro che
anche in Italia si servono dellI Ching per la loro forma di counseling (gruppo di ricerche
Io Sono ). G. Witzany attivo dal 1985 anche musicoterapeuta impegnato politicamente e
socialmente nellecologismo, filosoficamente legato al pensiero di Apel e Habermas dai
forti contenuti critici verso lipertecnologizazzione della societ a scapito del legame
delluomo con la natura. Gli incontri della sua personale praxis , oltre agli argomenti pi
legati alla persona, sono finalizzati alla formazione di uomini in armonia con la loro
natura: interna ed esterna. Per esser corretti va ricordato che per Achenbach e la sua
associazione qualunque finalit o teoria sia che supporti o che predefinisca gli incontri
non accettabile e non pu da essi essere riconosciuta; pertanto queste tre figure
sopracitate non sono state accolte dallassociazione achenbachiana. Achenbach si
riferisce sempre al pensiero che socraticamente non si gi strutturato n viene dato gia
preconfezionato allospite: egli intende la parte pi creativa libera del pensiero e a
riguardo cita una frase da: Lettere di uno sconosciuto del filosofo Alexander von
Villiers, nella qual si afferma che: Io credo superstiziosamente nellentit che sta tra gli
uomini.Non sono Io e non sei Tu, ma tra di Noi si forma un qualcuno.. che per me si chiama Tu, per
laltro sono Io, esso per pensa, sente e parla, esso lelemento interumano e a lui appartengono i
pensieri..ci che ci rende liberi.
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Achenbach: Lettera citata in Io e Tu , Martin Buber, 1923.


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Cap. 6
LA NATUROPATIA:
DAL MONDO GERMANICO ALLA SUA DIFFUSIONE IN OCCIDENTE.

Par. A: La Naturopatia in Francia.
La Francia va citata per la sua grande apertura culturale, legata anche al contatto
culturale con i popoli pi diversi dovuto al suo passato coloniale. Pensiamo alla sua
funzione di ponte per la diffusione diffusione della M.T.C e la sua applicazione nella
digitopressione e nellauricoloterapia, dovuta alle relazioni avute con medici indocinesi.
Ma tre sono le terapie che hanno fatto grande la naturopatia francese: loligoterapia e
luso terapeutico degli oli essenziali e la gemmoterapia.
Il termine oligoterapia, dal greco oligos =poco, indica un metodo terapeutico basato sulla
somministrazione di oligoelementi a dosi deboli, dellordine di un milionesimo di
grammo; esistono due indirizzi in oligoterapia: la catalitica e la nutrizionale. Fin
dallantichit e pressoch ovunque, vennero intuite le benefiche o tossiche propriet degli
elementi minerali; presso i Caldei venne introdotto luso di portare braccialetti di rame al
polso, per le sue propriet antifungine e antisettiche, ma anche quella antidepressiva
delloro, sedativa del magnesio e antinfettive dellargento. di Gabriel Bertrand
lintuizione, alla fine dell800, dellessenziale ruolo svolto dagli oligoelementi come
catalizzatori, cio come acceleratori delle reazioni chimiche nella biologia animale e
vegetale . Le prime applicazioni sono dovute ad un medico francese: il dott. J . Suter, che
prima della guerra del 1914 propose un medicamento basato su estratti ghiandolari e
soluzioni di oligoelementi ionizzati a dosi deboli. Queste soluzioni a base di manganese e
rame furono prescritte con successo per la cura delle artriti e della tubercolosi. Un
rapporto redatto nel 1919 dal dott. Guilly, grande chirurgo dei campi di battaglia, recita
testualmente: La guerra mi ha messo in grado di applicare il metodo Suter su migliaia di feriti, non ho
mai constatato infezioni di alcuna natura sui nuovi feriti, e quelli che mi arrivavano gia infettati hanno
avuto un immediato e profondo miglioramento nel loro stato locale e generale. Ho potuto constatare in
loro, dodici ore dopo lapplicazione di questo metodo terapeutico, labbassamento della temperatura e la
disinfezione delle piaghe. Il fatto notevole e che la ricostruzione cellulare avviene con tessuto proprio e
normalmente disposto. E sono in grado di dimostrare con delle foto alcune guarigioni sensazionali da
ferite da guerra.
Nel 1932 Suter dirigeva una clinica privata a Meudon, chiamata Villa Blanche de
Castille, e in quegli anni esistevano gi sul mercato una ventina di farmaci prodotti dai


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73
Laboratoires des Hormometalion, sotto la direzione di M. Levassor. Agli inizi il dott.
Suter prescriveva rame e manganese a tutti i tubercolotici, tuttavia se una met guarivano,
ad altrettanti la terapia era del tutto indifferente. Mntrier avendo osservato il lavoro di
Suter, decise di applicarlo ai suoi pazienti ma con i concetti di terreno e diatesi da lui
descritti nella sua tesi di laurea. Egli intu che i malati guariti con manganese-rame
appartenevano alla diatesi ipostenica , per cui gli altri andavano curati con altri
oligoelementi. Dopo sperimentazioni su grande scala scopr che il manganese da solo
migliorava il terreno artritico-allergico, il manganese-cobalto i distonici, il rame e pi
tardi loro-argento-rame gli anergici. La sua intuizione fu che gli oligoelementi non
curavano i sintomi, bens rafforzavano le nature rese deboli, le carenza del terreno, dando
al malato limpressione reale di guarire da s, riprendendo il sopravvento sulla malattia.
Con i termini diatesi e terreno, Mntrier intendeva:
Una diatesi si situa tra la salute e la malattia, essa traduce uno stato di squilibrio che subentra
allequilibrio naturale e precede la lesione. Si tratta di una disfunzione che altera il funzionamento
organico e che conduce progressivamente alla degenerazione organica.
La terapia di Mntrier chiamata oligoterapia catalitica, per i disturbi non
lesionali, ma funzionali. Nei decenni seguenti, la scienza dellalimentazione ha portato
alla luce il secondo indirizzo definito: nutrizionale, basato sulla determinazione del loro
fabbisogno, delle loro carenze o eccessi nellintegrazione alimentare. In base
allosservazione clinica quindi, Mntrier individu quattro grandi tendenze morbose che
chiam appunto diatesi, cui corrispondono caratteristiche cliniche e psicologiche e
determinati oligoelementi. Le quattro diatesi sono divise nelle prime due dette di nascita,
che potremmo definire con caratteristiche Yin luna e Yang laltra, e di involuzione la
terza e la quarta come loro evoluzione patologica nel corso della vita. Quello che pi ci
preme evidenziare il raffinato concetto di evoluzione patologica alla base di questa
terapia perfettamente psicosomatica.
Con il termine aromaterapia invece viene indicato limpiego di sostanze
aromatiche, dette anche oli essenziali, per assicurare il pieno benessere, per prevenire la
malattia o curare alcune affezioni. Gli oli essenziali sono essenze non oleose,
particolarmente concentrate in alcune parti della pianta: fiori, resina, corteccia, radice,
buccia, foglie o frutti, ottenute dalle piante mediante distillazione a corrente di vapore..
Anche in questo caso il suo utilizzo a scopo alimentare cosmetico e terapeutico si perde
nella notte dei tempi : dalla mummificazione dellantico Egitto, ai rituali religiosi ebraici.
Il termine aromaterapia compare per la prima volta in un testo del 1937, del chimico


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francese Ren Gattefoss, relativo allapplicazione degli oli in dermatologia e nella
cosmesi. Lautore intu il potenziale terapeutico quando casualmente verific su se stesso
la capacit della lavanda di guarire senza esiti una grave ustione della mano. Il medico
francese J ean Valnet ha riassunto in un testo di aromaterapia del 1964, i preziosi studi
sullimpiego degli oli essenziali nel trattamento delle varie affezioni. Ma molto
importante la classificazione delle sostanze fatta nell800 dal profumiere Presse, in
base ad una scala di note: alta, media e bassa, oppure detta di testa, di cuore e di base. Le
associazioni che si possono fare tra le diverse note e i livelli corporeo, mentale e
spirituale e con la chakraterapia sono qui evidentissime per ogni naturopata.
La gemmoterapia invece un metodo elaborato da Pol Henry, che prevede della
stessa pianta lutilizzo: di gemme, germogli, scorza interna delle radici ed estratti di
tessuti vegetali freschi. Fu egli a intuire che il potere curativo delle parti pi giovani delle
piante risiede nella loro energia embrionale (meristemi). Tuttavia lutilizzo delle gemme
a scopo terapeutico non un idea propriamente recente: nelle antiche medicine
ayurvedica e cinese la gemmoterapia ampiamente citata nei loro testi sacri, quali:
lottavo Libro dellAtharvaveda e il Canone dellImperatore Giallo. In occidente, gi nel
II secolo, Galeno preparava il famosissimo balsamo denominato: Acopon, ricavato da
germogli di pioppo in olio d oliva. Nicolas de Myrepse, medico greco medioevale,
recuper questa idea per formulare laltrettanto rinomato Unguento Populeum. Come
sappiamo il medioevo lasci tali eredit nella prima rinascimentale alchimia, gli erboristi
alchimisti erano soliti preparare lElisir di primavera con le gemme, e lelisir d autunno
con semi e radici. facile comprenderne in tale scelta delle parti della pianta anche
lindispensabile azione psicologica della loro simbologia. Spesso il solvente di questi
preparati era la rugiada del mattino ( ricordarsi della preparazione dei fiori di Bach).
Paracelso amava ribadire che:
Ci sono forze diverse nelle gemme, nelle foglie, nei bocci, nei frutti acerbi, nei frutti
maturi,quindi si deve rivolgere la propria attenzione dal primo germoglio sopravvenuto allultimo,
poiche cos la naturacos vi una maturazione per i piccoli germogli, una per le fronde, una per i
fiori, una per le fibre, una per i succhi, una per le foglie, una per i frutti.
Pol Henry fu dunque il primo a dedicarsi in modo sistematico allo studio e alla
sperimentazione dei meristemi, utilizzando i germogli delle piante, elaborando quello che
propose come metodo fito-embrio-terapico . Negli anni 50 egli indirizz la propria
ricerca sullo studio delle variazioni del profilo proteico, espresse tramite lelettroforesi,
riuscendo a stabilire, per ogni tessuto embrionale esaminato, lattivit sulluomo e la


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relativa risposta alla flogosi. I suoi studi e la sua metodologia furono approfonditi e
proseguiti dal prof. Netien dellUniversit di Lione, dai dott. Didry e Bergeret che hanno
sviluppato la gemmoterapia clinica. Come gi sappiamo, la meta principale della
naturopatia quella di porsi come obiettivo non tanto la salute umana, come controparte
della malattia (compito oramai della medicina), quanto il flessibile mantenimento di un
costante equilibrio dellarmonia bio-psico-spirituale dellessere con gli elementi della
natura, di cui prodotto e parte. Non si confonda per questo equilibrio con le sole
funzioni fisiologiche degli organismi, aspetto quest ultimo di cui comunque parte e di
cui si occupa la medicina, noi naturopati parliamo di equilibrio di ritmi, energie e
elementi. Questo discorso ora non si pu pi fare senza introdurre la madre di tutte le
pratiche della naturopatie, la grande medicina tradizionale cinese: lunica pervenutaci
dallantichit in forma cos completa, nella sua specificificit di medicina energetica e
universalmente adattabile alle culture nella sua riscoperta attualit. Infatti, per
comprendere la teoria dellenergia trans-element-are non possiamo esimerci dal rilevare
che gli elementi sono un idea costante di tutte le medicine, fanno parte diremmo
dellinconscio collettivo di chi nel tempo si sempre occupato di salute e malattia. In
virt dei poteri dellinconscio collettivo si pu comprendere la teoria degli elementi tanto
cara alla M.T.C. anche parlando della storia di questi nellalveo mediterraneo, sin dai
tempi in cui la medicina veniva praticata nei templi del leggendario Esculapio, figlio di
Apollo, dove i sacerdoti diagnosticavano, massaggiavano, mescolavano farmaci e
fornivano asistenza spirituale e diletto musicale al corpo e allanima. Fu lascetica
confraternita pitagorica ad introdurvi il concetto dellarmonia fisiologica, dove il corpo
era visto come un tutt uno con lambiente a cui lo univa un flusso continuo, un ritmo
naturale che scorre con forme a-ritmetiche tanto simili ai ritmi numerici taoisti per
esempio. Nellantica Grecia lambiente e luniverso stesso, era composto dalle
combinazioni degli elementi fondamentali: terra, aria, fuoco e acqua, di contro nella
lontana Cina lideogramma che rappresenta elemento indica anche mutamento:
esattamente forma e ritmo. In tutte e due le culture le malattie erano provocate dal
prevalere delluno sullaltro degli elementi: ligneo ( calore), lacqueo ( fluido), il
terrestre (solido) e laereo (gassoso). Le medicine, provenendo da un equilibrio esterno,
hanno il potere di ristabilire lequilibrio interno, alcune per esempio restituendo al corpo
il calore o la compattezza, altre di drenare leccesso di umidit. Ripresi da Aristotele i
quattro elementi giunsero fino al Rinascimento, in realt gi Ippocrate corresse i quattro
elementi giudicandoli insufficienti e introdusse il concetto di umori : sangue, flegma, bile


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gialla e bile nera, la cui diversa proporzione determina anche il temperamento
dellindividuo. La malattia insorgeva quando gli umori erano spinti o dispersi fuori fase
rispetto alla costituzione naturale della persona. E poich il corpo era la causa delle
proprie malattie, poteva anche risanare se stesso mediante un processo interno di
rigenerazione attingendo alla ben nota vis medicatrix naturae. Per cui Ippocrate
somministrava farmaci ma consigliava anche una cura autogena volta allautoguarigione
intesa come ripristino degli equilibri generali utilizzando percorsi terapeutici sinergici,
quali diete, massaggio, esercizio fisico, relax e non ultimo un atteggiamento spirituale,
come del resto ritroviamo nei cinque percorsi terapeutici di Paracelso, ed anche nelle
pratiche di medicina cinese: moxa, agopuntura, qi-qong, tui-na e fitoterapia. Dopo
Ippocrate, con Galeno e Dioscoride il concetto di equilibrio delle energie (phisis e
pneuma) allinterno del corpo privilegi la circolazione della forza vitale pi secondo
modelli di tipo idraulici allinterno del corpo, visto come un meccanismo. Questa
concezione pi pragmatica ereditata dagli arabi Averro e Avicenna, fu tradotta nel
Rinascimento europeo e diede impulso alla moderna medicina fin dalla prestigiosa scuola
di Salerno. Ma la scissione di questa con gli elementi metafisici e vitalistici lascia
allalchimia, come abbiamo gi visto, le relazioni trascendenti lo specifico dellenergia
strettamente fisiologica. A latitudini opposte invece lequilibrio fu sempre sinonimo di
armonia, lantico sistema terapeutico taoista insegnava che lattivit principale dovrebbe
essere quella di stabilire larmonia in modo da evitare la malattia, solo in secondo luogo
si potevano trattare le malattie. Come per lattuale naturopatia, larte di prevenire le
malattie era perci sviluppata fino ad un grado altrove ineguagliato, avendo strutturato un
sistema di visualizzazione dellenergia vitale attraverso i famosi canali o meridiani. Dai
medici si esigeva prima di ogni altra cosa, che conservassero la buona salute dei loro
pazienti, e per questo venivano pagati .
Somministrare medicine per malattie che si sono gi sviluppate paragonabile al
comportamento di chi comincia a scavare un pozzo dopo che gli venuta sete, e di chi comincia a
fabbricare armi dopo che la battaglia cominciata!
Il medico cinese era, e rimane tuttora, un maestro di vita, perch salute e malattia
dipendono da una adeguata o inadeguata modus vivendi. Laddove il medico occidentale
specializzato nellesame dei sintomi patologici, il medico cinese esperto nel valutare se
esistano o meno le condizioni per lavvento di una malattia. Egli studia le cause prime del
dis-equilibrio per cui la sua sensibilit si sintonizza sulle caratteristiche e sulle qualit
basilari del paziente, poich ogni individuo la registrazione vivente della propria


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evoluzione. Ma egli deve mettere in pratica quello che predica, essere cio lui stesso in
equilibrio. Per esempio nella medicina cinese lo stato di salute di un individuo pu in
parte esser valutato misurando il ritmo e il tono della respirazione e raffrontandolo con il
ritmo e il tono del battito cardiaco, e poich in tempi antichi non esistevano orologi per
misurare, il medico misurava la respirazione del paziente raffrontandola con la propria.
Ma se il medico stesso non fosse stato completamente sano la sua respirazione sarebbe
stata inadeguata, con il rischio di giudicare sano il malato e ammalato il sano.
Nellottocento laver incontrato un sistema terapeutico cos particolare ed
efficace, stup e affascin molto alcuni medici e orientalisti francesi frequentatori delle
corti imperiali cinese, khmer e vietnamita; tuttora tranne alcuni vaghi resoconti di gesuiti
( padre Amiot e Matteo Ricci) in missione in Cina, la M.T.C. rimase pressoch
sconosciuta in Europa fino al XVIII secolo. Il primo resoconto dettagliato delle
metodiche terapeutiche orientali lo si deve appunto al francese Dabry De Thiersant, ma
bisogna aspettare i primi del novecento per esser pubblicato un testo sullagopuntura da
parte del sinologo non medico Souli De Morant. Qualche anno pi tardi vede la luce il
primo testo medico da parte del medico militare Chamfrault, cui si deve insieme a Ung
Kang Sam la traduzione dei testi base della medicina cinese il So Ouenn e il Ta Tchreng.
Queste due opere compaiono tra il 1950 e il 1955 ed a partire da queste date che un
ristretto gruppo di medici francesi prende ad interessarsi a tale medicina sotto legida di
Souli De Morant che insieme al medico Leriche cominciano a sperimentare in strutture
ospedaliere pubbliche francesi. I primi successi terapeutici dei dottori: Martiny,
Feyrerolles, Koubesserian, Labrousse e De La Fuye sorprendono il pubblico. Compaiono
in seguito le opere di Niboyet, Goux e Nguyen Van Nghi, tuttavia lostilit del mondo
accademico sar feroce verso questa forma di medicina che cura con le forze immaginarie
tra il cielo e la terra, ci nonostante cominciarono a sorgere le prime societ di
agopuntura solo rivolte ai medici. I primi lavori volti a ricercare le modalit di
funzionamento dellagopuntura vedono coinvolti nel 1948 il medico tedesco Cantoni e
lingegnere francese Dumortier che con un piccolo ohmmetro ricercarono la bassa
resistenza allelettricit dei punti dellagopuntura. In seguito il metodo fu perfezionato
dalle ricerche di Grall e Brunet e da allora i punti cinesi uscirono dallombra per divenire
entit elettriche. Nel 1967 grazie ai lavori del professor Becher delluniversit americana
di Syracuse e del dottor Cantoni del laboratorio di medicina aerospaziale ci si rende conto
che delle linee isopotenziali solcano il corpo umano, proprio dove passano i meridiani
dellagopuntura. Alla Francia va dato il merito d esser stata protagonista di feconde


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collaborazioni interdisciplinari tra filosofia, medicina e psicologia di cui una straordinaria
figura di spicco Claude Larre, fondatore dellistituto M. Ricci. Larre nato nel 1919 e,
divenuto gesuita, si laureato in lettere per divenire un eminente filosofo e sinologo
presso luniversit di Parigi, dopo aver studiato il cinese a Pechino e Shanghai tra il 1947
e il 1956 (gli anni pi difficili della rivoluzione maoista). Viene poi mandato in Vietnam
come direttore della scuola dei gesuiti e a ricoprire la cattedra di filosofia delluniversit
di Saigon; la sua opera principale Les Chinois, lo pone tra i pi eminenti sinologi viventi,
insieme a quella di Marcel Granet: La pense chinoise ( tr. It.: Il pensiero cinese). Nel
1966 torna a Parigi e nel 1971 fonda lIstituto Ricci per gli studi sinologici, e con il
dottor J ean Schatz fonda la Scuola Europea di Agopuntura, attualmente oltre a tenere
corsi e seminari in tutto il mondo sulla filosofia taoista e la M.T.C. impegnato nella
pubblicazione del Grande Dizionario Enciclopedico Ricci della lingua cinese, che un
ampliamento del procedente dizionario Cinese-Francese, gi pubblicato dallIstituto nel
1976. La fucina culturale che lIstituto Ricci vede laffermazione di un altra sinologa:
Elisabeth Rochat de la Valle (Parigi 1949), che dopo aver appreso il cinese allistituto di
lingue di Xhinzhu di Taiwan, dal 1976 inizia a collaborare con Larre e Schatz allIstituto
Ricci. Oltre a tenere corsi su filosofia e medicina cinesi in particolare sui testi canone:
Zhuang Zi e Huangdi Neijing , insegna alla facolt di medicina di Nantes nel quadro del
Diploma Interuniversitario di Agopuntura. Senza ombra di dubbio si pu affermare che
per avere un ottima preparazione e comprensione della M.T.C. sarebbe auspicabile aver
letto due testi scritti insieme dai tre ricercatori dellIstituto Ricci, che sono: Apercus de
medicine chinoise traditionelle, Maisonneuve, Paris,1979 ( tr. it.: Agopuntura, Giunti, Fi.,
1987) e Les nergies du corps (Ed. So-Wen, Milano, 1979). Una menzione a parte
merita invece il testo scritto da Rochat de la Vallee insieme a Larre dal titolo: Les
mouvements du coeur
50
Il Perno spirituale del Lingshu rappresenta il cardine di una porta che permette
lapertura e la chiusura regolata e alternata come avviene per una porta custodita. Quello
che deve transitarvi linflusso celeste che entra ed esce nelluomo, regolarmente donato
e distribuito proprio con meccanismi di apertura e chiusura. Lo scopo della vita per
luomo, secondo il Lingshu, quello di mantenere presso di s gli spiriti portatori degli
influssi celesti, permettendone la relazione con il Cielo tramite gli stessi spiriti (Hun, Po,
nel quale gli autori commentano dal Lingshu (il Classico degli
aghi oppure detto Perno spirituale ) lottavo capitolo: il Ben Shen letteralmente
Radicarsi agli spiriti .

50
Traduzione italiana: Dal Huangdi Neijing Lingshu: la psiche nella tradizione cinese, J aca Book, 1993.


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Yi, Xin e Zhi, rispettivamente insediati in ognuno degli organi dei cinque elementi).
Significativamente il nome dellottavo capitolo: Ben Shen, vuol dire appunto radicarsi
agli spiriti e il testo si divide in due parti. Nella prima Huangdi pone due domande a Qi
Bo, la prima: se luomo generato dalla virt del Cielo, si svii dal retto cammino per colpa
sua o per colpa del Cielo. La seconda una richiesta di spiegazioni sulle Tredici
Istanze che portano al Saper fare: viene in questo modo spiegato per gradi successivi
come tredici istanze, ciascuna in modo specifico conducano luomo alla realizazzione di
s. Ed chiaro che gli autori affrontano il tema della psicologia ( come scienza del
comportamento) cinese, legandola inevitabilmente alla sfera dellanima o se vogliamo dei
soffi spirituali. Non pu esser possibile in questo caso parlare di psicologia come intesa
in occidente, potremmo definirla invece psico-spiritualit, e siccome sappiamo che gli
spiriti influenzano anche il corpo tramite i meridiani degli organi e dei visceri il termine
giusto spirito-psico-somatica. Tale la M.T.C. e tale abbiamo visto esser la naturopatia.
Non si stancano di ripetere gli autori francesi che non possibile praticare la M.T.C.
senza questa cornice teorica e pratica. Tornando ai cinque spiriti essi albergano nei
cinque organi (zang) che contraddistinguono i cinque elementi nel corpo umano
(fluttuandovi) e se sono intrappolati o se non riescono ad entrare ci causa di malattie.
Lentrare e luscire nel corpo paragonabile alla funzione delle cerniere tra il
macrocosmo esterno e il microcosmo interno. Viene ristabilita cos quella continuit tra
salute psico-fisica e salute spirituale, basata sulla capacit delluomo di adeguarsi
(inevitabilmente) alle leggi che lo legano alluniverso in un equilibrio armonico, e non
soltanto allefficienza della costituzione fisica o ad un comportamento rispettoso della
morale sociale corrente in cui immerso. Lessere umano non immerso nella natura per
una sua concezione filosofica, esso vi parte a priori, che lo voglia o no, tutti i suoi
tentativi per trascendere questa verit e ostinarsi che fa parte solo di un sistema culturale
e sostituire la natura con la civilt , sono una pia illusione. Luniverso cos come non
una nostra invenzione come pu esserlo la cultura, esso sempre viene prima di noi e
sempre sar anche dopo di noi, nonostante i nostri sforzi o deliri di onnipotente
autosufficienza culturale vogliano negare. Quello che la cultura occidentale vuol proporre
in realt un progresso dellIo, che nella sua accezzione pi egocentrica della realta non
vuole pi neppure riconoscere altre dimensioni che lo supportano; quello attuale oramai
un uomo totalmente governato da questa porzione della psiche. Come afferma il sinologo
Alan Watts: lIo oramai in Occidente una entit, immaginabile tra le orecchie e dietro
gli occhi, contenuto in una sacca di pelle: il corpo, quest ultimo totalmente subordinato


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alla psiche.
51
Le leggi delluniverso, dalla sua formazione al suo funzionamento sono
contenute e descritte nel testo taoista cinese: I Ching il Libro dei Mutamenti, del quale
dobbiamo la migliore traduzione al sinologo tedesco Richard Wilhelm, e preme anche
assolutamente ricordare che dobbiamo allappassionato interessamento dello psicanalista
C. G. J ung se esso fu enormemente diffuso in occidente. Memorabile la prefazione al
testo con cui J ung presenta allOccidente questo testo, che ne fa un vanto della ricerca
mitteleuropea germanica, tuttavia sempre a monaci e sinologi francesi che va il merito
di aver tentato nei secoli di introdurre in Europa il Libro dei mutamenti.
52

51
A. Watts: Il Tao della filosofia, Red ed., Cap. II: Il mito dellIo.
A J ung va
riconosciuto di aver introdotto nella psicoanalisi tutto un mondo energetico che va oltre le
forze libidiche e la predominanza degli impulsi sessuali della visione freudiana, egli
recuperando tutto il patrimonio filosofico occidentale con accento gnostico e
neoplatonico pone al centro e motore della psiche il concetto di individuazione delluomo
come di un percorso di consapevolezza e maturazione che coinvolge progressivamente
con le et della vita il corpo, la mente e lo spirito alla ricerca alchimisticamente
individuale della Via che conduce allessenza, pur con gli strumenti forniti alluomo
ovunque da sempre e per sempre dalla natura come immagini indelebili quali sono quelle
che lui definisce gli archetipi. Come sappiamo, J ung pone gli archetipi in un pi ampio
modello di inconscio, rispetto a quello istintuale di Freud, che chiamera: Inconscio
collettivo , situato in un livello intermedio tra la coscienza limitata dellIo e la coscienza
cosmica. Come se luomo non potesse accedere altrimenti a Dio se non nella forma
indiretta delle immagini, che si fanno idee , attraverso lesperienza che luomo fa della
natura. La natura vive in una danza di polarit, anzi di opposti complementari: che a
partire da quelli pi eclatanti quali il luminoso e caldo sole del giorno e loscura e fredda
luna della notte possono essere racchiusi in due macro-categorie: tutto ci che maschile
oppure femminile e che J ung ravvis esattamente funzionale, come nella visione taoista
dello yin e dello yang contenuta chiaramente a partire dallantichissimo libro dellI
Ching. Noi sappiamo che questi concetti, come del S e dellinfluenza del simbolo sulla
psiche umana li aveva espressi anche Groddeck, ma lenorme prestigio e autorevolezza
52
In ordine cronologico lI Ching fu scoperto in Cina da Matteo Ricci nel 1582, la prima pubblicazione il
latino fu del gesuita francese Nicolas Trigault nel 1626, J oachim Bouvet (1659-1730) scrisse due testi:
Principio generale sullo studio dellI Ching e Riassunto dellI Ching paragonandolo alle opere di
Platone e Aristotele, la prima traduzione abbastanza affidabile fu del J .B. Regis nel 1834: Y Culture of
fear: Risk taking and the Moralit of Low Expectation, London, Cassel King antiquissimus sinarum liber
riprendendo per una traduzione in francese del 1750 del gesuita francese Antonius Goubil. Nella seconda
met del 1800 linglese J ames Legge pubblica la prima traduzione corretta del testo che comincia a essere
diffuso in Europa , ma quella del 1924 del sinologo tedesco R. Wilhelm quella universalmente
riconosciuta come la migliore.


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che ha avuto J ung , insieme allinfluenza della psicoanalisi, sulla societ del novecento
hanno oscurato e relegato a fenomeno di nicchia e di ristretti e isolati circoli le idee e i
fermenti di quella che solo oggi chiamiamo naturopatia. Del resto che cosa sarebbe stata
la naturopatia senza quel volano di diffusione che stato il movimento della New Age,
cui le idee romantiche di J ung, hanno suo malgrado, contribuito a far nascere alla fine
degli anni sessanta. Chi altri se non J ung ha potuto rendere addirittura popolari concetti
quali la Sincronicit: il fenomeno dei nessi acausali e della Coincidentia oppositorum
nellinterconnessione di misteriose forze parallele tra il cosmo e lindividuo e tra lo
spazio e il tempo
53
Concludendo questo paragrafo sulla naturopatia francese e riallacciandoci alle
concordanze tra aspetti del macro-cosmo nei micro-cosmi, non possiamo render merito a
questo paese se non parliamo anche dellimpulso che alcuni suoi esponenti hanno dato
alle riflessologie, in particolare la riflessologia auricolare. Per riflessologia si intende la
proiezione somatotopica dellintero schema corporeo umano in particolari zone
concentrate del corpo che lo riproducono fedelmente in piccolo, secondo il ben noto
principio alchemico: cos in alto cos in basso e cos nel macro delluniverso cos nel
micro dellatomismo. Del resto luomo e con s tutte le singole altre creature cosa sono in
realt se non altrettanti micro-specchi della grande natura: non abbiamo sempre creduto
di essere stati fatti a immagine somiglianza di Dio!
. Chi se non J ung che ci ha reso comprensibili con i suoi saggi i testi:
del Bardo Thodol, del Mistero del Fiore d oro e dellI Ching e ha potuto edificare un
ponte cos solido e maestoso tra la cultura e le religioni dellOriente e la civilt
occidentale, tanto che oggi maneggiamo con disinvoltura mandala, consultiamo con
seriet scientifica oracoli e sappiamo finalmente cosa stato quel mistero secolare che
stata la nostra alchimia occidentale. Ha dato pi dignit a queste cose J ung (suo
malgrado) e gli junghiani poi, di quanto avesse potuto fare la naturopatia da sola e per
questo i naturopati considerano J ung un mito anche per loro e un ponte per il dialogo
proficuo con quella parte pi sensibile della psicologia che definiamo umanistica che da
J ung porta a Fromm e a Hillman.
Non sembrer cos strano se in molte culture anche lo stesso quadro karmico
dellindividuo si creduto di poter leggere concentrato nel palmo della mano, sulla fronte
o come per gli etruschi su un fegato. Le somatotopie che ci interessano dal punto di vista
terapeutico si trovano in tutte le zone del corpo ad elevata sensorialit: sullorecchio

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Sincronicity stato anche il titolo di una famosa canzone che il popolare gruppo rock inglese The Police
ha dedicato allopera di J ung.


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(auricoloterapia), sul naso (rinoterapia), sullocchio (iridologia), sulla lingua, sulle mani e
sui piedi. In queste zone sono proiettate delle carte geografiche che riproducono
lhomunculus che ritroviamo anche nelle zone di proiezione della corteccia cerebrale,
nella zona motoria prerolandica e nella zona sensoriale parietale ascendente. Le mappe
agevolano il compito di indirizzare la diagnostica e la terapia stimolante, guidando nella
scelta dei punti pi opportuni e funzionano come terminali che ricevono una gamma di
stimolazioni esterne (luce, calore, pressione, elettromagnetismo) e di segnali interni (stato
funzionale degli organi e loro carica energetica); perci sono utilizzabili sia per
approfondire la conoscenza sullo stato di salute in un determinato momento, sia per
individuare le cure opportune.





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Illustrazioni di varie mappe somatotopiche


Noi prenderemo in esame solo la storia dellauricoloterapia poich in essa, come
nelle altre, possiamo rilevare levoluzione dei concetti che caratterizzano la naturopatia
moderna: i suoi miti e le sue mete. Lorecchio fu preso gi in esame nel gi citato Libro
canone di medicina dellImperatore Giallo ( Huangdi Nei J ing ) pi di duemila anni fa, il
primo medico cinese specializzatosi nellauricoloterapia fu Pian Que (400-310 a.C.) che
fu anche il padre della sfigmologia ( studio diagnostico dei polsi). In seguto le
stimolazioni del padiglione auricolare, utilizzate per influenzare il decorso delle malattie,
furono molto utilizzate sotto la dinastia Tang (618-907 d.C.); tuttavia stranamente in
seguito cadde un p in disuso nella stessa Cina, per esser poi riscoperta nella Repubblica
Popolare solo in seguito alla sua riscoperta aggiornata da parte del francese P. Nogier,
come si vedr. Comunque secondo la M.T.C. lorecchio considerato lorifizio dei reni,
soggetto quindi allazione dellenergia ancestrale localizzata nei reni considerati il saggio
ancestrale, espressione per ci che noi intendiamo come trasmissione dei caratteri
ereditari. Oltre ai cinesi, anche gli egizi la praticavano, ne abbiamo conoscenza perch
Ippocrate ne parla nel suo trattato: Le arie, le acque e i laghi, scritto dopo un suo viaggio
in Egitto. Dobbiamo per attendere il 1637, quando il medico portoghese Zacutus
Lusitanus lasci documentati rapporti sullutilit di cauterizzazioni auricolari in caso di
sciatica. Successivamente, nel 1717, Valsalva accenna alle cauterizzazioni sullorecchio
nel suo De aura humana tractatus, e pi tardi, nel 1810 gli italiani Ignazio Colla e
Cecconi fecero importanti osservazioni in merito allauricoloterapia. Dal 1850 fino al
1950 le sperimentazioni sono ancora alla fase non sistematica, lasciate allintuizione di
pochi, senza seguito nel mondo scientifico, tra cui il medico corso Lucciani e M.
Malgaigne, fino a quando nella seconda met del Novecento lauricoloterapia irrompe
sulla scena francese e poi mondiale grazie agli studi di P. F. M. Nogier e R.J . Bourdiol. In
particolare a Nogier dovuta lintuizione di sovrapporre allorecchio limmagine
coincidente di un feto rovesciato, evidenziandone la formazione dei tre foglietti
embrionali da cui il feto deriva (ectoderma , mesoderma e endoderma).






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Mappa auricolare secondo Nogier Mappa cinese


Par. B: La naturopatia in Gran Bretagna e negli U.S.A.
La floriterapia da Bach a Kramer e Orozco.

Henry Lindlahr (1862-1924), considerato un padre acquisito della naturopatia
americana, giacch: nato in Germania, emigr ben presto in America dove si dedic al
commercio. Purtroppo la salute and peggiorando, per via di un diabete, ma in quel
periodo leggendo le teorie sulla corretta alimentazione contenute nel libro di Kuhne, La
nuova scienza della guarigione, cominci a seguirne il regime, migliorando decisamente
il suo stato di salute.
Decise allora di recarsi in Europa, dove consult Kneipp. Entusiasta di queste
esperienze, seppur gi in eta avanzata, tornato in America decise di diffondere le
pratiche naturopatiche negli States, dove non erano conosciute affatto. Nel 1902, sostenne
con successo lesame d abilitazione ad esercitare come dottore in medicina naturale
nellIllinois. Nel 1904 si laure in medicina e inizi la professione di nutrizionista. Per far
eseguire correttamente le sue diete e controllare costantemente i pazienti fond una casa


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di cura, che chiam Lindlahr sanitarium for Nature Cure and Osteopathy .Come per tutti
i medici naturopati europei, la malattia cronica era causata dallaccumulo di sostanze
tossiche e velenose nellorganismo e il cosiddetto disturbo acuto era il risultato dello
sforzo di guarigione interno che stava compiendo la natura. Inoltre secondo Lindlahr ,
tutti i disturbi si manifesterebbero prima in forma acuta per diventare poi cronica, come
risultato della soppressione dellacuto da parte della medicina ortodossa: Se i disturbi
acuti fossero trattati in modo naturale, non ci sarebbero disturbi cronici da curare.
Nella sua terapia per il Ritorno alla natura , basilare fu il concetto di dieta
naturale, utilizzando il cibo come farmaco, limitando fortemente luso di grassi animali e
sostenendo la cucina vegetariana. Lindlahr fu il primo a scoprire le intolleranze
alimentari, e il digiuno terapeutico durante le Healing crisis. Centrali nelle sue pratiche
rimanevano comunque: lidroterapia, liridologia, lelettroterapia, la cromoterapia, il
massaggio e losteopatia. Oltre alla casa di cura, limportanza di Lindlahr legata alla
fondazione nel 1922 della scuola per linsegnamento della Naturopatia: il Lindlahr
Health Institute di Chicago, tuttora operativa.
Un altro tedesco, Benedict Lust (1872-1945), trasferitosi negli U.S.A. nel 1892,
fu predestinato anch egli da una malattia, che cur con successo in Europa da S. Kneipp,
ad intraprendere la carriera di naturopata. Nel 1896 divenne il rappresentante ufficiale di
Kneipp in America, nel 1902 diresse la rivista The Naturopath, fond un centro di cure
naturali e un college per linsegnamento. Egli defin la naturopatia:
Una scuola terapeutica distinta, che opera attraverso il potere delle forze naturali quali acqua,
aria, luce, sole, terra, erbe, elettricita, magnetismo, esercizio, riposo, dieta; varie modalita manuali,
ovvero massaggio, osteopatia, chiropratica, non che la scienza morale e mentale.
Lust nella sua scuola e nei suoi cottage di cura che chiam J ungborn, promosse
linsegnamento dello yoga in America, e questo fatto importantissimo perch segna
linizio della contaminazione delle discipline orientali nella naturopatia occidentale, che
porter poi in America allavvento del fenomeno, divenuto poi mondiale della New Age,
con la grande diffusione delle medicine tradizionali cinese e ayurvedica.
Tuttavia le vere origini della naturopatia gli americani le debbono ai nativi e ai
loro men-medicine, che avevano sviluppato notevoli conoscenze delle loro locali erbe,
apprezzatissimi dallesercito americano quanto disprezzati dallordine dei medici come al
solito. Gli indiani iniziarono i primi coloni bianchi alluso di molte erbe curative:
cimicifuga e cohosc blu, viburno, eupatoria, cascara sagrada, la preziosissima echinacea,
lobelia, salsapariglia, mahonia, pruno della Virginia e amamelide, sono tuttora fra le pi


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importanti erbe dellerboristeria attuale ormai globalizzata. Il primo naturopata di rilievo
americano infatti studi erboristeria con dei guaritori indiani, ci riferiamo a Samuel
Thomson (1760-1843) nato ad Alstead nel New Hampshire. Nel 1800 sua figlia si
ammal gravemente, insicuro delle proprie capacit (non era un medico infatti) chiam
un medico che le diagnostic un male incurabile. Allora decise di curarla con le erbe e
con i bagni bollenti, ispirato dalla pratica indiana delle tende da sauna. Guarita la figlia
ben presto si dichiar medico, continuando a detestare i medici regolari che si
affidavano a lassativi, salassi e preparazioni mercuriali. La sua erba preferita era la
lobelia o tabacco indiano, che in quantit elevate causa vomito. Nel 1809 Thomson fu
arrestato per omicidio in seguito a presunta somministrazione di elevata dose di lobelia.
Fu per assolto per mancanza di prove sulla tossicit della lobelia. Dopo lassoluzione di
Thomson, i medici regolari del New Hampshire continuarono a considerarlo una
minaccia, ed esercitarono le loro pressioni affinch fosse diffidato dal praticare la
medicina in quello stato. Ma fu allora che la notoriet di Thomson assunse portata
nazionale, infatti nel 1839, al culmine della sua popolarit, si riteneva che la met della
popolazione dellOhio praticava la sua fitoterapia. Alla sua morte nel 1843, sulla base del
suo sistema terapeutico si erano formati molti naturopati tra cui ne ricordiamo uno: J ohn
Kellog di Battle Creek nel Michigan, che invent il primo alimento dietetico americano,
il fiocco di granturco (cornflake) e fond la Kellog cereali. Tuttavia la medicina
thomsoniana fu largamente sostituita poi dallomeopatia e dallerboristeria eclettica. Per
ancora nel 1820 un gruppo di terapeuti thomsoniani formatisi con gli indiani e dei medici
regolari pentiti crearono la Reformed Medical Society, con lo scopo di promuovere tale
medicina largamente ancora erboristica. Nel 1830 lassociazione riunitasi a New York
decise di fondare una sua scuola medica riformata. Ne fondarono poi un altra a
Cincinnati nellOhio (Eclectic Medical Institute), pi vicini alla grande frontiera con gli
indiani, dove era popolarissima e definirorono il loro approccio allerboristeria eclettico,
che combinava le tradizioni europea, asiatica, indina e slava, e fu la prima scola di
medicina americana ad ammettere le donne. Gli eclettici erano erboristi con una
impostazione scientifica, essi conducevano esperimenti sulle erbe, le analizzavano dal
punto di vista chimico, estraevano i loro principi attivi, pubblicavano le loro ricerche in
riviste scientifiche ed ebbero un ruolo di primo piano nelle prime industrie farmaceutiche.
Gli anni tra il 1880 e il 1900 segnarono lapogeo della medicina eclettica, con circa 8000
medici aderenti. La popolarit degli eclettici, tuttavia, prese a declinare nel XX secolo
finch nel 1939 listituto laure la sua ultima classe. Leredit degli eclettici sopravvive


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ancora oggi nei programmi di medicina erboristica delle due scuole nazionali americane
di naturopatia: il National College of Naturophatic Medicine of Portland (Oregon), e il
J ohn Bastir College di Seattle, (Washington).
La naturopatia inglese invece, vanta sicuramente tre personaggi di fama : J ames
Thomson, Stanley Lief e Eduard Bach padre della floriterapia da lui scoperta.
Thomson nacque in Scozia nel 1887, la sua adolescenza fu minata dalla tubercolosi,
arrivando fino al punto di arrivare ad una prognosi di tre mesi di vita. Fortemente
determinato and a curarsi in Michigan, nella clinica naturopatica di B. Macfadden, dove
per la prima volta veniva praticata lidrocolonterapia insieme alla digiunoterapia.
Conobbe poi Lindlahr, per conto del quale per un certo periodo diresse la sua clinica, in
seguito si dedic solo alla libera professione. Nel 1921 ritorn in Scozia, dove fond una
rivista, che chiam Rude Health (Salute grezza), e dove import la prima lampada al
mercurio a vapore per la terapia dei raggi ultravioletti. Nel 1913 Thomson fond la
Edimburgh School of Natural Therapeutics (Scuola di terapie naturali di Edimburgo). Nel
1927, dopo aver fondato insieme a Lief lAssociazione di terapie naturali, apr quello che
di fatto divenne il primo ordine professionale dei naturopati inglesi: la Society of
Registered Naturopaths. Stanley Lief nacque in Lituania (1891-1963), ma si trasfer
presto con la famiglia in Sudafrica. Era anche egli di salute cagionevole, per cui divenne
sensibile al mondo della medicina, soprattutto quando osservava i nativi che si curavano
con forme di digiuno terapeutico. Informatosi delle terapie sul digiuno dalla rivista di
Macfadden si trasferi in America, dove studi naturopatia. Trasferitosi ancora in
Inghilterra, diresse a Brighton un centro di salute Macfadden. Dopo la guerra apr un suo
centro nei pressi di Londra. Lief credeva nel potere terapeutico della febbre, che se
guidata, poteva purificare l organismo e ci era possibile seguendo cinque strategie:
digiuno, regolarit intestinale, bagni caldi, aria fresca e riposo. Nel 1938 riusc ad aprire
un college di naturopatia, tuttora funzionante, il Brithish College of Naturopathy and
Ostheopathy, i cui corsi sono parte dellordinamento della London Westminster
University . La sua casa di cura di Champneys continu ad operare anche dopo la sua
morte nel 1963, ma chiuse nel 1972, e fu trasformata in un Centro di salute che
funzionava secondo i principi di medicina preventiva. Come abbiamo visto molti
degli autori presi in considerazione, sono stati importanti perloppi perch hanno fatto
evolvere la naturopatia nella teoria e nella pratica. Solo le idee di alcuni di essi per sono
sopravvissute al tempo e rimaste attuali, tra i quali potremmo citare sicuramente
Hahnemann, Kneipp, Steiner e Bach; ci dovuto soprattutto al fatto i loro insegnamenti


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sono stati tenuti vivi, diffusi e perfezionati nel tempo da una struttura di allievi validi
diffusa in tutto il mondo , come vedremo nel caso della diffusissima e attualissima
floriterapia del dr. Bach. La biografia di Edward Bach ci permette di evidenziare alcune
costanti , gi viste in altri naturopati, necessarie per poter acquisire quella particolare
sensibilit tipicamente diversa da quella del medico. Ci riferiamo allaver fatto
esperienza della patologia in et infantile e adolescenziale, allaver visto le difficolt dei
ceti meno abbienti a fruire di cure complete da parte dello stato o dalla classe medica, e
allaver intuito che lessere umano non ha bisogno solo di medicine per prendersi cura dei
suoi stati patologici ma magari anche di un sostegno spirituale (parliamo di un epoca
dove la psicoanalisi ancora non si conosceva), e infine laspirazione di trovare un sistema
semplice di diagnosi e cura per riequilibrare se stessi con la natura.
Edward Bach nasce a Moseley , nei pressi di Birmingham, nel 1866, primo di tre figli.
Nonostante la sua costituzione fisica delicata, il giovane Bach gi ebbe modo di riflettere
confrontarsi con la condizione umana, facendo lapprendista nella fonderia di ottone che
la sua famiglia gestiva. Losservazione delle malattie fisiche e dei conseguenti conflitti
psicologici e spirituali tra i suoi operai che non potevano permettersi una assistenza
medica adeguata e il desiderio di aiutarli ad aiutare se stessi furono il punto di partenza
della sua attivit futura di medico e naturopata. Tra il 1906 e il 1913 si laurea in medicina
prende labilitazione allesercizio medico, diviene responsabile del pronto soccorso
dellospedale dellUniversity College, in seguito assistente del reparto di batteriologia e
immunologia. Grazie a questa attivit riconosce le connessioni tra i ceppi batteriologici
nellintestino umano e la comparsa delle malattie croniche e comincia a preparare una
serie di vaccini da ceppi batterici intestinali. Nel 1922, in seguito a gravi problemi di
salute, viene operato per un tumore alla milza, ma purtroppo con una prognosi di tre mesi
di vita. Tuttavia fortemente in sintonia con il suo destino, vivr ancora altri ventiquattro
anni , fermamente convinto di dover continuare le sue originali ricerche. Nel 1918 passa
dalla medicina allopatica a quella omeopatica lavorando presso il London Homeopathic
Hospital, dove ipotizza che la tossiemia intestinale da lui osservata sia identica al
concetto di psora di Hahnemann . Continua a preparare vaccini come nosodi omeopatici,
i cosiddetti nosodi di Bach, che egli classifica in sette gruppi a seconda della
fermentazione sullo zucchero. Dopo aver trattato con successo centinaia di pazienti, Bach
comincia ad associare ogni ceppo batterico a un determinato stato d animo, intuizione
che fa di lui un autentico padre della psicosomatica. Il suo vero obiettivo sara quello di
arrivare ad emettere diagnosi esclusivamente in base alle caratteristiche emotive e


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temperamentali. Dal 1920 al 1930 a Londra apre un laboratorio a Crescent Park, uno
studio in Harley Street e un consultorio per bisognosi a Nottingham Place.
Losservazione approfondita delle componenti psichiche porta al riconoscimento intuitivo
di determinate tipologie spirituali e modalita di reazione della natura umana: Bach
ipotizza che gli uomini reagiscano alla comparsa delle malattie, a seconda della loro
appartenenza a queste tipologie, in modo sempre uguale o perlomeno simile. Comincia a
testare in modo omeopatico tre piante: Impatient, Mimulus e Clematis. Nel 1930,
allapice della sua carriera di medico omeopata, Bach decide di vendere il suo studio
londinese per dedicarsi completamente allo studio dei diversi tipi di personalit e alla
ricerca delle corrispondenti piante curative. Si trasfer quindi nellintatto paesaggio del
natio Galles, dove insieme alla sua assistente Nora Weeks comincia a scoprire dapprima
quelle piante che chiama i dodici guaritori: dodici tipologie psicologiche anche
corrispondenti alle caratteristiche psicologiche dei 12 segni zodiacali, poi i quattro
aiutanti e in seguito i restanti ventidue degli ormai famosi fiori di Bach. Abbandona
anche il procedimento d estrazione omeopatico per postulare il nuovo metodo del sole; la
formulazione del metodo da lui scoperto viene contenuta con una semplicit unica nel
testo da lui scritto: Guarisci te stesso. Il metodo vuole che lenergia dei fiori raccolta
nella rugiada del primo mattino passi attraverso il calore solare nellacqua di raccolta cos
energizzata. Ma tale metodo era gi in uso presso gli alchimisti come questa illustrazione
tratta dal Mutus Liber testimonia.



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Lillustrazione mostra loperazione (alchemica) dellestrazione della sostanza strizzando
un panno intriso della rugiada primaverile: la presenza dellariete e del toro segni
primaverili lo testimonia, il tutto allinterno delle inevitabili polarit macrocosmiche: il
sole e la luna, e microcosmiche: luomo e la donna.
Completata la serie delle essenze necessarie, a cinquantanni nel 1936, tenne la prima
conferenza a Wellinford, il 27 novembre dello stesso anno si spegne nel sonno.
I suoi collaboratori: Nora Weeks e Victor Bullen continuarono il suo lavoro fino al 1978
e nominano a loro volta gli attuali amministratori e custodi dellopera di Bach nel Bach
Centre. Chiunque voglia spiegare il pensiero di Bach, rischia di commettere lerrore di


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complicarlo nel tentativo di spiegare e dimostrare cose che solo la purezza dellanimo di
Bach hanno concepito. E sufficiente infatti leggere il breve testo Guarisci te stesso per
spazzare via qualunque velleit di ricondurre Bach in alvei vicini ad ambienti scientifici.
Molti medici e psicologi pur attratti dal suo operato si affannano a voler dimostrare cose
che solo lesperienza delle altezze spirituali possono far comprendere. La semplicit di
Bach veramente disarmante, egli esprime il linguaggio della natura e delle emozioni.
Invece assistiamo oggi, per effetto della grande moda della floriterapia, a un proliferare di
medici e psicologi che vogliono inquadrare per forza i fiori rigidamente in specifiche
patologie. Dimenticano essi, semmai lavessero letto il motto di Bach:
Guarisci lindividuo e non la malattia
Riproporre il seguente passo sul concetto di malattia, tratto dallopera Guarisci te stesso,
ci permetter di non aggiungere altro alla comprensione piu profonda della floriterapia di
Bach.
La malattia non potra mai essere curata ne alleviata con i metodi materiali finora adottati
perche la sua origine non risiede nel materiale. Infatti cio che definiamo malattia solo il risultato finale,
a livello organico, dellazione bloccante di forze interne profonde. Anche quando una cura materiale da in
apparenza dei buoni risultati, la sua azione non sara che di sollievo momentaneo se non verranno
identificate ed eliminate le vere cause. Lattuale tendenza della scienza medica ha enormemente aumentato
la potenza della malattia, perche ha erroneamente interpretato la sua vera essenza e lha ridotta a
manifestazioni organiche percepibili solo materialmente. Dato che quindi viene distolta lattenzione dalle
vere cause della malattia, non vengono neanche intrapresi adeguati sforzi per eliminarle. Limitandosi a
considerare la malattia in modo meramente organico viene diminuita la speranza di una guarigione
definitiva, e anzi viene creato un eccessivo potenziale di paura della malattia. Poiche la malattia per
essenza il risultato di un conflitto tra il nostro Io Superiore e la nostra personalita verra veramente e
definitivamente sbaragliata solo attraverso uno sforzo mentale e spirituale. Cure dirette esclusivamente
alla sfera organica possono dare come esito solo un aggiustamento superficiale del danno, ma non la
guarigione, poiche le cause della malattia permangono e possono tornare a manifestarsi in qualsiasi
momento. Una guarigione apparente puo addirittura essere dannosa, poich nasconde alla vista la vera
causa della malattia. E mentre il paziente felice della salute apparentemente ritrovata, la causa della
malattia, non considerata, puo aggravarsi.
Secondo Bach il naturopata del futuro sapr di non possedere di per s la forza
guaritrice, ma se dedicher la sua vita al servizio del suo prossimo e studier la natura
umana cos a fondo da comprenderne almeno il senso, gli si potr svelare la vera sapienza
che sola pu guarire le persone. Comprender che la salute, cos come la vita, proviene da
Dio come affermava Paracelso; il medico, infatti, e i mezzi di cui dispone sono solo
strumenti del piano divino, o del S come direbbe Groddeck, e servono a riportare il


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malato nellordine della legge universale. Le terapie dovranno trasmettere al malato
essenzialmente la fede e la speranza di una Via trascendente alla guarigione intesa come
via di salvezza per non persistere nella confusione e nel disordine dellignoranza e del
dolore.
Una via tutta particolare stata quella intrapresa dal tedesco Dietmar Kramer, al
quale va riconosciuto il merito di aver formulato un ambizioso piano teorico per la
floriterapia, fondendo la visione energetica della medicina tradizionale cinese e la visione
spirituale della naturopatia con la psico-dinamica della moderna psicologia. Ne risulta di
conseguenza una nuova logica terapeutica che coinvolge lagopuntura, la cromoterapia e
lastrologia come egli spiega nei suoi tre volumi che compongono il suo testo base:
Nuove Terapie con i Fiori di Bach.
Kramer nasce in Germania nel 1957, il suo rapporto con lessere umano emerge fin da
giovane con potenti doti di sensitivit. Pur avendo intrapreso un corso di fisica, lo
abbandon desideroso di aiutare il prossimo divenendo naturopata. Dal 1983 al 1989
stato docente alle scuole di naturopatia di Wurzburg e di Francoforte. Attualmente tiene
seminari sul suo metodo, e oltre al testo gia citato ha pubblicato nel 1989 Omeopatia.
La grande originalit teorica di Kramer sta principalmente nellaver abbinato dodici fiori
di Bach: i dodici guaritori, che chiamer: Fiori di comunicazione, con i dodici meridiani
dellagopuntura. Ai suddetti fiori ha legato i restanti in triplette creando cos dodici
binari, che possiamo distribuire nella ruota mandalica detta del Re Wen dei cinque
movimenti-elementi. Nelle tabelle seguenti si possono vedere le corrispondenze tra i fiori
e i binari e tra i binari e i cinque elementi.



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Tabella dei binari denominati dal rispettivo fiore di comunicazione.

















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Relazione tra i binari e gli elementi.



Queste particolari connessioni di fiori ricalcano il tracciato di percorsi psichici legati ai
vissuti emotivi partendo dalle superfici pi sintomatiche per arrivare alle profondit
causali. Vengono cos fatti risaltare con estrema precisione quei meccanismi di difesa che
nascondono le vere cause e che possono governare negativamente tali percorsi o
attitudini. Questi meccanismi vengono analizzati nella loro dinamica energetica di
rimbalzi ciclici tra forze in conflitto di tipo yin e yang. Loriginalit terapeutica sta
nellintervento su tali meccanismi, rappresentati dai fiori detti di compensazione e
decompensazione, per poi approdare allautentico stato profondo e causale dello
squilibrio delle polarit. Perch per Kramer , in perfetto accordo con lenergetica cinese,
la malattia il prodotto dello stato alterato della Via equilibrata tra le polari mutazioni dei
cinque elementi, vissute allinterno e allesterno dellessere umano.
Linterdipendenza, anzi la continuit tra ci che chiamiamo interno ed esterno al corpo,
sia in senso biologico che psicologico il presupposto irrinunciabile per la logica del
pensiero di Kramer, che da senso anche alla necessit dellintervento astrologico. Ma
questa la vera dimostrazione di come si possa fare della moderna naturopatia, con


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arricchimenti interdisciplinari, pur utilizzando teorie e strumenti antichi come il senso
del destino e lastrologia, come ci ha insegnato Paracelso e abbiamo fatto e continueremo
a fare per millenni perch questa la nostra ricchezza (se la si vuol comprendere), sensa
complessi d inferiorit con altre discipline, perch diversamente non pu essere
concepita la Naturopatia. Kramer estrapola dai 38 fiori di Bach cinque essenze che
chiamer fiori esteriori, che determinano quegli atteggiamenti negativi dinamicamente
causati da fattori esterni ( traumi, iperinfluenze, stress, situazioni fortemente
responsabilizzanti), rispetto ai 33 rimanenti che chiamer fiori interiori. I fiori esteriori
che sono: Star of Bethelem, Walnut, Aspen, Elm e Gorse agiscono come gli spiriti cinesi
Hun, Po, ecc. che gli corrispondono e caratterizzano lesterno dei cinque mutamenti-
elementi. I fiori interni sono raggruppati per triplette in binari che prendono il nome dal
fiore di comunicazione. Tale fiore di base della personalit corrisponde al modo con cui
facciamo esprimere le nostre qualit tra il S da un lato e il mondo esterno dallaltro,
quali: la gioia , il coraggio, lumilt, la volont, ecc. o invece reagiamo al mondo se la
comunicazione con il S bloccata esprimendoci con paura, confusione, indecisione,
sfiducia, tristezza, ecc. Poich queste negativit ci impongono un faticoso lavoro sulla
nostra consapevolezza, ecco che spesso pi allettante illusoriamente compensare con un
atteggiamento opposto, seguendo la legge dello yin e dello yang, tipo obbedienza vissuta
come servilismo (fiore di comunicazione yin: Centaury), rimossa poi con ribelle
animosit (fiore di compensazione yang: Holly). Se infatti la persona non ha imparato
linsegnamento dellesperienza del fiore di comunicazione, pu preferire alla
consapevolezza una compensazione parzialmente efficace della sua specifica carenza. Ma
un tale stato dopo aver per un p alleviato il sintomo energetico, il disagio psicologico,
muta in direzione decompensante opposta; in questo caso nel senso di colpa, (fiore di
decompensazione yin: Pine) per la ribellione espressa con lo stato Holly. Poich nessuno
di questi stati esprime una vera sintonia con il S , qualora il destino avesse previsto per
noi una vita al servizio del prossimo, tutto ci rappresenta solo una vana e circolare fuga
della persona in balia di eventi che non vivr mai come propri e da cui sar impegnato
energeticamente a difendersene come appunto si fa con i fantasmi.
Il pensiero di Kramer non va assolutamente confuso con una qualunque teoria
comportamentista e relazionale, poich la disfunzione si esprime nel comportamento e a
carico dei territori corporei percorsi da meridiano corrispondente, e lobiettivo terapeutico
non si limita a un miglioramento solo sullasse orizzontale delle relazioni interno-esterno,
individuo-societ, ma anche e soprattutto in quello verticale della consapevolezza Io-S.


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Un altro buon esempio che evidenzia come un binario di fiori possa ricalcare lazione
dinamica tipica di uno stato agito da un cosiddetto meccanismo di difesa: in questo caso
la negazione, pu essere quello rappresentato dal binario del fiore Schlerantus. Sul
mandala cinese degli elementi-movimenti, Kramer posiziona il fiore di comunicazione
Schlerantus (insieme al binario di Impatient) nellelemento Legno. Questo elemento nella
M.T.C. viene chiamato il generale, perch rappresenta la capacit dazione e la decisione
rapida. Nello stato negativo Schlerantus esprime appunto lindecisione tra possibilit
anche e soprattutto opposte. Lo stallo decisionale che ne consegue ( con ricadute fisiche
sui territori attraversati dal meridiano del fegato) pu far emergere i meccanismi di difesa
della rimozione e della negazione del problema, restringendo la realt ad una porzione
sicura e limitata ma allo stesso tempo rigidamente mantenuta. Posizione questa tipica
dello stato successivo a Schlerantus determinata dal fiore di compensazione di Rock
Water vissuto negativamente. In realt il problema non tarder molto a riemergere in tutta
la sua urgenza, ricomparendo allinizio in altri ambiti: in quello spirituale attraverso
simboli onirici, in quello mentale con fobie ossessive e sul piano fisico con sintomi
ipocondriaci (spesso allergie cutanee ). Queste manifestazioni ci indicano chiaramente
che siamo passati allo stato del terzo fiore del binario: il fiore di decompensazione di
Crabe Apple. Loggetto cos rimosso riemerger simbolicamente come materiale
inaccettabile ma apparentemente controllabile, come lo sono le fobie con i loro
investimente oggettuali sulla polvere, lo sporco, gli insetti, ecc. La situazione andr cos
avanti, secondo Kramer, finquando il soggetto non sar costretto a ritornare a capo del
binario, e riesaminare la problematica per far evolvere la situazione e la consapevolezza,
e per evitare di rimanere invischiato nella coazione a ripetere il processo del binario. Il
disturbo osservato va quindi trattato come la chiave per aprire la porta del senso del
nostro destino, ma anche per evitare che lelemento disturbato danneggi altri elementi
secondo le leggi del ciclo di distruzione della M.T.C., non si tratta quindi di un
intervento di psicoterapia come potrebbe apparire, ma di moderna Naturopatia.
Molti psicologi e medici comunque hanno voluto intersecare la floriterapia nelle
psicoterapie e molto diffusi sono i manuali diagnostici dei fiori legati alle patologie, un
esponente molto famoso di questa tendenza meno ortodossa il medico spagnolo Ricardo
Orozco .
Orozco, laureatosi in medicina nel 1982, ha scelto di seguire la strada della Naturopatia
specializzandosi nella chiropratica , nello shiatzu e nella M.T.C. Occupandosi dal 1990 di
floriterapia, insieme ad un gruppo di terapeuti fonda un centro: il Sedibach di Barcellona.


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Ad Orozco si da il merito di aver esplorato nuovi orizzonti terapeutici con i fiori di Bach,
soprattutto sulluso esplicitamente pi sintomatico dei rimedi, miscelati in creme per
luso topico. Sulla scorta di pur stringate indicazioni terapeutiche dello stesso Bach, il
quale ricordiamo prepar lunica sua crema detta: Rescue Cream, egli prepara due nuove
creme, e da le indicazioni per preparazioni personalizzate. Dobbiamo ricordare che anche
Kramer ha sviluppato luso delle creme e delle compresse cutanee da applicare sul corpo
che egli ha compreso in una mappa zonale cutanea.
Anche Orozco riprende i dodici guaritori che chiama Fiori Tipo, cui fa seguire delle
possibili catene di pi fiori che chiama Estensioni, che possono sembrare forse pi fluide
delle triplette krameriane, come si potr osservare nella seguente tabella .





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Schema delle estenzioni di Orozco.









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Cap. 7
LE RICERCHE SULLA SPIRITUALITA IN NATUROPATIA.

Negli ultimi decenni del XX secolo abbiamo assistito ad un enorme bisogno di
recupero del rapporto con il divino che ha alimentato reso attuali perfino le pi antiche
ed estranee pratiche religiose e filosofiche rispetto alla nostra cultura. Si potrebbe non
essere molto daccordo nellomologare tutti i popoli delloccidente in una sola cultura
come si tende a fare, contrapponendola a quella delloriente. Infatti, per quanto vero che
tutto loccidente variamente cristiano e quindi potrebbe recuperare le sue radici
religiose senza scomodare spiritualit dellaltro emisfero orientale, tuttavia siccome
stata proprio questa la richiesta sul mercato delle religioni, dobbiamo ora interrogarci
su pi aspetti della questione, perch il fenomeno dellorientalismo ha investito in pieno
come vedremo anche la Naturopatia. Come abbiamo detto esiste in occidente, mai come
adesso, un grosso bisogno di spiritualit, alimentato (suo malgrado) da quello che ora si
pu identificare come lunica, vera e certa cornice unificante di questa parte dellumanit
che lideologia capitalista. E innegabile che con questa ideologia si voluto perseguire
un idea di progresso contraddistinta e motivata dalla ricerca della felicit o del benessere
ricercandola nel successo economico e materiale, spendibile nellimmediato qui e ora
terreno. Il guaio che, oltre ad un indubbia diffusione di migliori condizioni di vita e pi
omogenee distribuzioni di beni e servizi alla persona, come non si era mai visto nei secoli
passati, il capitalismo ha generato una perversa corsa ad alimentare senza sosta s stesso e
non pi il benessere spirituale delle persone, le quali ne sono divenute inconsapevoli
schiave. La necessit a questo punto di alimentare la macchina capitalistica si fonda
totalmente sullincessante competitizione fra le singole economie nazionali a produrre
prodotti sempre pi nuovi che devono essere assolutamente venduti, e con il profitto
ricavato incrementare senza fine il meccanismo, bruciando senza sosta limiti e risorse.
Lessere umano occidentale potrebbe ora vivere sicuramente con meno di quello che il
mercato gli propone, ma se si accontentasse di ci fermerebbe la corsa del cosiddetto
progresso, e perci con il consumismo costretto a credere che i bisogni delleconomia
siano i suoi unici bisogni personali (e a ricordarcelo ci pensa la pubblicit), e con
legoismo individualista costretto a dar sfogo al suo imposto impulso allaccumulazione
di beni materiali che lo dovrebbero far sentire appagato e che scambia per libert. Ma il
prezzo pagato alla societ delleconomia con il consumismo e lindividualismo non solo


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la perdita della libert dallattaccamento e dallignoranza (nel senso di smarrimento della
consapevolezza), ma al dunque perdita della stessa identit umana che fatta anche di
anima, cui non si pu rinunciare neanche se lo volessimo, perch la dimensione spirituale
una insopprimibile componente strutturale di ogni singola creatura come lo per la
Natura stessa.
A meno di non volerci trasformare in androidi, il perseguire questo tipo di ideologia
volto proprio a scardinare uno dei cardini della filosofia della Naturopatia, quello che
vede nella coscienza del limite una qualit della saggezza umana. La vera ricchezza
infatti la liberazione dal falso , dal superfluo: dal non essenz-iale che ci distoglie e ci fa
perdere tempo prezioso e vita al conseguimento del nostro vero scopo che chiamiamo
destino naturale. Destino che si rivela solo trascendendo il non essenziale e dando spazio
trascendentale allessenziale che nelluniverso presente come essenza divina o appunto
spirituale. Legoismo e lavidit volute da un Io pervaso di delirio onnipotente altro non
hanno creato in quei popoli che lhanno perseguito illusioni e miserie e malattie come
sintomi di una pericolosa involuzione psicologica ( non un caso che la psicoanalisi e la
Naturopatia siano nate nella Germania che tanti dolori procur e prov essa stessa). Per
curare poi questi profondi mali non basta pi poi ricercare il proprio vero destino o
vocazione, alleviando langoscia esistenziale e la depressione con la psicologia, serve
allora un disperato appello al Dio che nella sua infinita misericordia ci perdoni, ci guidi e
ci salvi. Volgerci ad un orizzonte spirituale anche un modo per sottrarci alla cultura
della paura e della terapia, come teorizzato da F. Furedi,
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Frank Furedi,Culture of Fear: Risk Taking and the Morality of Low Expectation, London , Cassel , 1997.
in cui si cacciata la societ
attuale con il suo angoscioso sospetto aleggiante nellaria, come una minacciosa spada di
Damocle, tale che ogni male, anche il semplice disagio esistenziale, con la sua funzione
per una sana evoluzione, per forza patologia. In una cultura positivista che si fonda sul
perfezionismo a ci che patologico necessariamente deve corrispondere prontamente la
terapia dello specialista, del terapeuta che ci guarisce. La cultura della patologia
lultima forma attiva di ideologia del dominio: Sei malato! Ti curo e ti controllo.
Proprio per questa ragione, oggi molto difficile per il naturopata parlare di una
attivit rivolta a persone portatrici di problemi esistenziali senza ritrovarsi ad avere a che
fare, quasi fosse un ingombrante convitato di pietra, con la psicopatologia, se appunto
ogni qual volta si stia male, ipso facto si sia malati. C da aggiungere che oggi ormai la
dimensione psicologica legata allemozionalit dellindividualit soprassiede a tutte le
altre realt: problemi che una volta erano considerati culturali, religiosi, economici e


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educativi sono oggi ritenuti psicologici. Giustamente Furedi afferma che: Le
esperienze dolorose erano interpretate come parte di un sistema di significati delle comunit piuttosto che
come sintomo di un problema emozionale individuale. Il venir meno di quel sistema di valori e del legame
sociale che rendeva coesa una comunit, da un lato ha fatto perdere il senso delle esperienze di dolore e
perci la capacit di affrontarle, dallaltro ha reso pi difficile per gli individui definire una propria
identit; conseguentemente, sempre pi persone si identificano attraverso le proprie dipendenze, sindromi
e malattie fisiche. Quest ultimo fatto spiega perch si assista a quel paradossale fenomeno mediatico di
ostentazione delle proprie fragilit, particolarmente vistoso in alcune trasmissioni televisive: mostrare ogni
personale patologia diventata una virt pubblica che ha sostituito antiche qualit come
lautocontrollo, lintelligenza, lautonomia morale, la maturit, la responsabilit.
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Oggi che viviamo nellera innaturale della cultura virtuale mediatica dove lidentit degli
individui non sono lasciate al caso o alla libera scelta, ma anzi vengono subliminalmente
finalizzate, manipolate e pre-confezionate, quanta angoscia e depressione quindi pu dare
lesser naturalmente sani o lo star bene, se un tempo questo significava esser
creativamente liberi di esprimere la nostra originalit.

Non si sa pi chi siamo, allalienazione si preferisce una bella diagnosi e una terapia
interminabile, abdicando: qualcuno si prenda cura di noi! Che sia medico, psichiatra o
papa diteci voi come volete che viviamo! Possibile che per star bene non ci resta che star
male? La spiritualit dunque non essendo stata ancora condannata dalla psicopatologia,
rimane quella vetta ancora sufficientemente alta dove riparare, riparar-si guardando lalto
non inquinati da un tale basso ( compito della Naturopatia combattere questo vero e
proprio inquinamento della mente e dellanima umana). Ecco dunque lesplosione della
domanda del sacro cui abbiamo assistito in questi anni, che ha debordato tracimando su
filosofie esistenzialiste, coniugando zen e San Francesco, Buddha e Padre Pio e
quantaltro compreso nel calderone sincretistico della New Age.
Questa societ ancora chiede disperata alla medicina ufficiale di rimettere in sesto
velocemente corpi malati dallo stress e dallinquinamento per rimettere nel circolo
economico preziosi produttori e consumatori. Alla psicologia viene chiesto di rianimare
menti devastate dal non-senso esistenziale, perch non ricadano con i loro comportamenti
deviati come pubblico fallimento del sogno di una societ candida come quella di un
certo famoso mulino bianco. Affinch questa domanda di spiritualit non sia una pura
espressione di una regressione proiettiva su figure divine antropomorfiche (genitoriali),
come lo sono state quelle delle religioni monoteiste del passato e che per questo sono
condannate alla decadenza, la Naturopatia prova ad offrire puntuale il suo modello di

55
Farudi, citato da Neri Pollastri in Il pensiero e la vita, pag. 92


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spiritualit pi attuale e moderno e che stato frutto delle riflessioni e delle esperienze di
nostri maestri quali Steiner, Bach, Gurdijef e il grande Groddeck.
Abbiamo visto che imperterrita e solitaria per tutto lottocento romantico la
Naturopatia si ostinava a rappresentare lessere umano non come un corpo, ne come un
sistema psichico, ma come un sistema integrato tridimensionale corpo-mente-spirito,
legge che tuttora il nostro cardine. Tuttavia sempre stato assodato, visto che lo si
sempre dato per scontato, che le tre dimensioni fossero tre facce della stessa medaglia,
ossia che lenergia che anima luniverso e anima le creature nella natura, si trasformasse
in tre forme funzionali autoalimentando un triangolo dinamico. Il triangolo
rappresentabile con larchetipo della sacra unit trina, come la conosciamo nella religione
cristiana, ma anche nella cultura taoista che vede luomo-creatura al centro tra la madre
terra: lenergia materiale yin e il padre cielo: lenergia spirituale yang.
In Naturopatia questo lo si da come un dato scontato perch da sempre considerato un
assunto esperienzalmente inoppugnabile: le creature nascendo vanno in alto,
invecchiando e morendo volgono al basso, seguendo un destino energetico
indubbiamente fisso. Mai nessuno per aveva scandagliato le caratteristiche dei tre livelli
energetici nelle loro sinapsi di collegamento e trasformazione, ai fini della diagnosi delle
malattie, coinvolgendo il livello spirituale. Quest ultimo era stato ipotizzato sconfinando
con il pensiero nel trascendentale e quindi stato monopolizzato dalle religioni. In realt
allinizio del novecento proprio Groddeck irrompe con una grande rivoluzione nel
panorama della Naturopatia, purtroppo passata poi in ombra anzi sottrattaci dallallora
nascente psicoanalisi. A Groddeck va il merito di aver tolto un pesante velo su ci che
il livello corporeo, sulla sua energia fondamentale: lenergia sessuale. Egli denud il
corpo da tutte le ipocrite sovrastrutture in cui la sua societ puritana laveva costretto e
castrato, scoperchiando un mondo di energie di cui si era sempre ipocritamente taciuto,
facendone del corpo la casa della vergogna e proiettando sugli altri due livelli un eccesso
di idealizzazione con conseguente squilibrio del sistema stesso. Lessere umano, represso
il livello corporeo nella sua qualit sessuale, ha finito per rigonfiare il livello mentale
identificandosi con un Io potenzialmente onnipotente tanto da illudersi con un certo
positivismo prossimo alle vicinanze di Dio, compiendo una abnorme proiezione, e
alterando quello che lumanamente spirituale: ossia lestatica comunione damore con
luniverso, allinterno delluniverso. Come spiegher il personaggio dello Scrutatore d
anime e lautore stesso nelle lettere del Libro dellEs , Groddeck cercher di far voltare
lo sguardo alluomo della sua epoca facendogli prendere coscienza dellenorme


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rimozione che ha fatto subire al corpo disconoscendo limportanza della sessualit nelle
sue forme di Eros e Thanatos. E, avendo tale uomo reso la forma corporea in forma
morbosa, Groddeck compir loperazione inversa, ridonando la consapevolezza delle
dinamiche della sessualit, svelando tab quali il rapporto edipico, la relazione madre-
figlio e la masturbazione. A tal fine luomo smetter di scrutare morbosamente il piccolo
mondo dei suoi genitali e scruter invece limmensit dellanima stessa, che egli
identifica con la gioia e lamore della e nella Natura. Ed per questo che Groddeck far
compiere alla Naturopatia la piu grande delle rivoluzioni dopo millenni di staticit,
ripresa e ampliata poi da S. Freud secondo gli scopi e la prospettiva della psicopatologia.
Ad un suo lettore che lo criticava per leccessivo e pornografico peso che lui e poi Freud
stesso con la psicoanalisi davano alla sessualit, Groddeck ne Lo Scrutatore d anime
afferma che: ..lodio contro la psicoanalisi e contro Freud, e forse anche contro di me e miei libri,
non si basa sul fatto che noi introduciamo ovunque la sessualit nella nostra concezione del mondo
poich noi non siamo come luomo che sta seduto sul mondo perch esso non lo disturbi mentre intento
alla contemplazione delle bellezze femminili -, ma deriva piuttosto dal fatto che noi disturbiamo costoro
che voltano le spalle al mondo per contemplare i genitali, e di questi ce ne sono milioni, li disturbiamo nel
piacere segreto della loro lasciva abitudine di isolare tutto ci che sessuale dal resto del mondo, per
guardarlo con la lente d ingrandimento.
56
Che noi smascheriamo luomo del secolo diciannovesimo e
affidiamo allilarit delle generazioni future la sua sciocca impresa, questo che non ci viene perdonato. E
perci non ci resta altro da fare che consegnare anche noi stessi allirrisione dei nostri contemporanei.
Linsegnamento di Freud non ha nulla a che vedere con ci che si usa chiamare erotismo, e altrettanto
poco noi,Non stato Freud a mettere luomo con il di dietro voltato al mondo, sedeva gi cos prima
che Freud venisse al mondo; non stato Freud che ha messo in mano alluomo la figurina e la lente d
ingrandimento, egli gliela toglie da affettuoso maestro e con mano gentile lo volge a guardare il mondo:
guarda, vedi come grande la terra e come piccola quella cosina che ti appare tanto importante;
guardati intorno, quel p di gioia che la sessualit ti da, la puoi trovare dappertutto. Il mondo ne intriso.
Non so se il mio avversario si sia vergognato : non glielho chiesto.
57
Il corpo, come il mondo, intriso d energia sessuale: la sua energia, che nella
visione di Groddeck alimenta il livello mentale, come si configura nel secondo schema
che qui viene proposto. Nel mentale lenergia si trasforma nella creazione di
rappresentazioni simboliche: gli archetipi. Luomo la creatura pi disposta a vedere la
realt del mondo come una rappresentazione di simboli, per il quale il sole, ad esempio
che illuminando il mondo, alimenta con la sua chiarezza, diviene il Padre che indica la
direzione dellazione. Energia che nello spirituale, nel sacro, abbandonate le guide


56
Il riferimento allimmagine riprodotta in copertina al testo, raffigurante un uomo seduto sul mondo cui
volta le spalle , tutto intento invece ad osservare con una lente d ingrandimento una figurina di donna.
57
G. Groddeck: Lo scrutatore d anime, p. 446.


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simboliche, si trasforma, si riduce allessenza percepibile nel trasporto dellestasi e
dellamore profondo per la natura e della natura per noi, nelle esperienze di totale
comunione, svelando il senso esistenziale per antonomasia. Nel percorso causale, a
ritroso di quello effettuale, siamo concordi con U. Galimberti quando afferma che la
creativit viene dal sacro: il mondo delle Idee, e da questo livello, se non incontra blocchi
delle forme energetiche, si struttura simbolicamente nel successivo livello mentale per
esplicitarsi nel terzo livello corporeo-materiale. Sostanzialmente, lo schema del sistema
integrato delle creature cui fa riferimento la Naturopatia rimase inalterato fino alla fine
dellottocento, con lavvento di Groddeck esso subisce il potente influsso delle idee fatte
proprie dellallora nascente psicoanalisi. Fino ad allora lidea che vede lenergia
intersecante i tre livelli, come mostra il primo schema di seguito rappresentato, era frutto
di indagini filosofiche: per leredit platonica, e religiose per lesperienza dei monaci
medioevali che ce le tramandarono fino a quella fusione delle due discipline che fu la
teosofia di Steiner, avvenuta allinizio del novecento. Come possiamo vedere dal primo
schema lenergia dal lato filosofico lanima mundi o energia vitale, dal lato religioso
la virt cristiana che nobilitando lindividuo lo innalza fino a scorgere lenergia celeste o
divina che discende come grazia. Lavvento della psicoanalisi vede la sovrapposizione ai
tre livelli di diverse dimensioni psichiche, laddove per esempio abbiamo visto che al
corporeo spetta lenergia sessuale, al mentale, come luogo dellIo, quella della
simbolizzazione e allo spirituale, luogo dellindefinibile Es, quella della comunione
estatica damore. Anche queste nuove energie circolarmente attraversano i livelli,
portando in basso dal sacro luogo delle idee, quelle energie che forma-lizzate in
simbologie archetipiche attraverso la sessualit rendono possibile la produzione creativa
idealizzata e dunque oggettualizzata. In tutti e due i sistemi evidente limportanza della
dimensione intermedia del mentale come luogo della coscienza e dellIo, come cerniera
fra il corpo e lanima, fra cielo e terra. Va da se che un blocco energetico nel corpo pu
essere a questo punto un blocco sessuale, che va a riflettersi in un alterazione energetica
del mentale con alterate produzioni simboliche. Ma il blocco energetico corporeo
sessuale pu esser stato originato da una disfunzione spirituale e non solo da una
disfunzione psicologica. Il simbolo dellinsetto, non gi linsetto per s, diventa loscuro
persecutore dei celati desideri sessuali, che impedisce il salutare e vitale senso d amore e
comunione con il prossimo. La consapevolezza del destino ed esso stesso ne vengono
alterati e il senso di nullit o di persecuzione da parte di una natura vista come costante
minaccia alimenta quella sessualit negativa che si esprime con la repressione e


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laggressivit e listinto di morte: thanatos. lequilibrio stesso delle energie a saltare:
il disequilibrio che si esprime nelle malattie non solo psico-somatico, ma spirito-soma-
psichico.

STRUTTURA SISTEMA INTEGRATO
antecedente lapproccio filosofico e religioso.



















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STRUTTURA SISTEMA INTEGRATO
con approccio psicologico.



La visione energetica tridimensionale della creatura umana e della natura derivata al
naturopata dalla pratica naturalistica e al monaco medioevale dalle sue esperienze
mistiche, una tipica figura che potrebbe abbracciarle entrambe pu essere quella di San
Francesco d Assisi in occidente. Ma ad onor del vero anche esperienze fortissime ed
estreme, come quella capitata al popolo ebraico con lolocausto nazista dei lager, ha
prodotto paradossalmente un ulteriore via d accesso alla ricerca del senso esistenziale
dellessere umano e dello stesso mondo messo cos spesso incomprensibilmente a dura
prova. Si dovrebbe citare lopera di due personaggi assolutamente non ortodossi della
psicologia, quali furono Victor Frankl e Roberto Assagioli; ebrei perseguitati entrambi, il
primo addirittura sopravvissuto alle atrocit del lager, che hanno teorizzato la


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tridimensionalit dellessere con particolare rilievo alla dimensione spirituale del singolo
che confluisce in quella cosmica e ad un trattamento che ponga come obiettivo finale
proprio le potenzialit spirituali.
Victor Frankl (Vienna 1905-1997) psichiatra e psicoterapeuta, insegn Psichiatria e
Neurologia allUniversit di Vienna; giovanissimo intrattenne anche una corrispondenza
con S. Freud. Entr poi a far parte della Societ Psicoanalitica Adleriana da cui per
venne espulso. Durante la seconda guerra lui e la sua famiglia vissero la tremenda
esperienza del lager, da cui solo lui sopravvisse. Immediatamente dopo la liberazione
scrisse di getto quello che divenne il suo best seller: Lo psicologo nel lager (1946),
gettando le basi per il suo originale approccio psicoterapeutetico chiamato Logoterapia,
in cui fa convergere elementi di filosofia esistenzialista e una sua rielaborazione della
psicoanalisi che andrebbe a completare. Elemento centrale della sua visione la
convinzione che in ogni uomo vi sia un impulso profondo e centrale alla volont di dare
un proprio senso alla vita. proprio questa dimensione a permettere allindividuo di
confrontarsi con le situazioni pi estreme, assurde e tremende, come le malattie
incurabili, i lutti familiari, le guerre o linternamento in un campo di concentramento, ed
su di essa che vuol far leva la sua psicoterapia volta a riscoprire o a recuperare il
significato della propria esistenza. Per sottolineare ci Frankl amava ripetere la celebre
frase di Nietzsche:
Chi ha un perch per vivere, pu sopportare quasi ogni come.
Come accennato pocanzi Frankl sosteneva che la psicoanalisi di Freud era troppo
biologica (somatica) cos centrata sulla soddisfazione di piaceri istintuali, mentre quella
di J ung e di Adler (psicologica) troppo secondo lui centrata sulla volont di potenza.
Mentre la sua concezione prevede per luomo un anelito costante alla ricerca del proprio
senso proprio laddove lio con i suoi limiti non in grado di trovare. In quellaltrove dove
spesso la vita con la sua estrema bont imperscrutabile rivela i suoi scopi l dove appare
matrigna. E per questo la sua concezione delluomo va oltre il biologico-soma, oltre il
comportamentismo-psiche per includere la terza e pi importante dimensione: la
spirituale che chiamer noetica. Tale dimensione conferirebbe alluomo la capacit di
trascendere dal determinismo della fisica, al quale soggiace per il suo aspetto somatico, e
dal condizionamento psichico, proiettandolo oltre lappagamento pulsionale di stampo
freudiano verso ci che Frankl denomina: volont di significato o significato appagante .
La sua concezione di Unit tridimensionale Somato-psico-noetica molto si
avvicinerebbe a quella della Naturopatia se non fosse che quest ultima non prevede un


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significato ultimo alieno dal rapporto di relazione con la Natura. Pu per coincidervi
perch alquanto difficile immaginare un cos profondo senso spirituale tutto centrato su
s stessi, anche laddove si intendesse religiosamente Dio con la natura il senso non
sarebbe di una relazione con la divinit individualmente ed egoisticamente intesa. La
stessa considerazione vale per il concetto espresso da Assagioli per la sua dimensione
spirituale rappresentata dal S superiore, come si vedr fra poco.
Tuttavia, sia per la Naturopatia che per queste visioni delluomo in Psicologia, la
concezione tridimensionale apre la via alla terapia esistenziale, approccio pi logico
quando lappagamento noetico, di significato o spirituale che si intenda, entri in
contrasto con il piacere somatico: il suo opposto inferiore. La Logoterapia, questo il
nome della terapia frankliana, sar prevista per coloro che abbiano orientamenti confusi,
unilaterali o bipolari fra le polarit, comunque poco ricchi nei confronti dei significati e
dei valori della loro vita, e pertanto maggiormente soggetti a cadere in quelle forme
patologiche che Frankl chiama: depressione noogena e nevrosi noogena. Egli va
comunque oltre lo schema classico delle patologie psichiche, costruisce infatti un
modello, qui raffigurato, in cui sono rappresentate tute le forme di disturbo a partire dal
locus dimensionale d origine fino a quello sintomatico. La suddetta duplice tripartizione
produce cos nuove categorie di patologie, a seconda che esse si originino e manifestino
sui tre piani da sempre ben evidenziati dalla Naturopatia: somatico, psichico e spirituale.

















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MODELLO ONTOGENETICO DI V. FRANKL



Lo psicoanalista italiano Roberto Assagioli (Venezia 1888- Capolona, Arezzo 1974)
distaccandosi assai presto dallortodossia freudiana nel 1914, in opposizione alla Societ
Italiana di Psicologia, fu tra i soci fondatori dellAssociazione di Studi Psicologici, per
fondare egli stesso nel 1926 a Roma lIstituto di Psicosintesi, il quale osteggiato dal
regime fascista fu costretto a chiudere per riaprirlo dopo la caduta del regime. Come
descrive nei suoi scritti: Psicoanalisi e Psicosintesi (1931), Psicosintesi: per larmonia
della vita (1966) e Principi e metodi della psicosintesi terapeutica, anche lorientamento
della Psicosintesi concepisce lindividuo come inscindibile unit data dalle tre
componenti somatica, psicologica e spirituale; lessere umano visto come
originariamente incompleto e volto perci alla completezza: sempre teso alla ricerca della
propria realizzazione lungo un cammino esistenziale di continua maturazione e di
continua sintesi delle potenzialit emerse dalle esperienze. Per amor di completezza
giusto dire che nellambito delle psicologie non ortodosse esistono esponenti forse anche
pi prestigiosi dei due che strumentalmente abbiamo preso in esame per la similitudine
con la visione naturopatica delluomo uno e trino. Come non citare tutti quegli autori che
tenendo in gran conto lapporto necessario della filosofia nella psicologia, si rifanno alle
varie forme di esistenzialismi: tedesco da Kierkegaard, Heidegger e J aspers e francese di
Merleau-Ponty e J .P. Sartre che pongono laccento sullirriducibilit dellessere umano al
metodo scientifico della psichiatria, sulla solitudine delluomo e il suo rapporto tra la
coscienza e il nulla, e linfinita originalit e potenzialit dellessere. Negli U.S.A.


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contemporaneamente si tenta di coniugare lEsistenzialismo con la psicoterapia, e
citiamo a partire da William J ames figlio del filosofo Henry Sr. J ames e fratello del
romanziere Henry J r., la Terapia centrata sul cliente di Carl Roger , La Psicologia
dellIndividualit di Gordon Allport, la Psicologia Esistenziale di Rollo May e la
Psicologia Umanistica di Abrahm Maslow, nonch le teorie orientaleggianti di Eric
Fromm e Alan Watts.
Tuttavia nonostante limportanza di esplicitare queste terre confinanti tra la Psicologia
Umanistico-esistenziale e la Naturopatia, se da un lato il filosofo esistenziale Merleau-
Ponty giunge ad affermare in Fenomenologia della Percezione, che:
Io sono gettato in una natura e la natura non appare solamente fuori di me,
negli scritti senza storia, essa visibile al centro della soggettivit
nella Naturopatia, oltre a rimarcare loriginalit della persona e la sua irriducibilit per il
metodo scientifico, ci si differenzia dallesistenzialismo laddove non pone laccento sulla
centralit della persona, bens sul primato della natura dove gli esseri tutti non: appaiono
o sono gettati, ma sono tutti insieme la: Natura.
Laddove W. J ames dichiara che:
Il mondo reale incoerente, non determinato e i termini logici indicano solo le
posizioni statiche in un fluire che non affatto statico.
58
la Naturopatia, andando oltre ci, afferma invece che il mondo e quindi la Natura essendo
lunica realt oggettiva per sua qualit coerentissima, quella che pu essere
incoerente e illogica solo la realt delluomo che si crede individuale o peggio alieno
dalla Natura. Il fluire della realt naturale, cos come del cinese Tao che ben conosciamo,
non affatto e giustamente statico essendo energia, ma soggiace alla sua cornice di
circolarit, come il Tao compreso nel fluire dello Yin e dello Yang.

In un certo qual modo e pur comprendendo il fenomeno per la Naturopatia non avrebbero
ragion d esistere tutte quelle patologie legate alla mancanza di senso esistenziale e di
vuoto o nullit. E quando parliamo di Natura non intendiamo un tragico e immutabile
determinismo come quello degli istinti (che pur presente), ma soprattutto leterna catena
d appagante amore tra le creature che limmagine e la sostanza della sua perfezione,
Homo Sapiens permettendo.




58
Cit. da May R., Psicologia Esistenziale, Astrolabio, Ubaldini Ed., Roma 1970, pag. 13.


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UOVO PSICOSINTETICO DI R. ASSAGIOLI



Ora, proprio con la stessa purezza di spirito di Groddeck, per il quale limpresa di
addentrarsi nei meandri dellinconscio e quindi della spiritualit non pu compiersi con
un operazione razionale (quindi scientifica), ma soltanto con lapproccio che tipico
dellarte e della poesia (le quali si esprimono con i simboli ), proviamo a spiegare cos lo


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spirito seguendo il pi riuscito dei linguaggi simbolici elaborato dallEs attraverso gli
antichi saggi autori dellI Ching, riportando alcuni esagrammi che loracolo interrogato
sulla spiritualit ha fatto emergere. Qualcuno storcer il naso ad un ipotesi del genere,
non certo quelli che credono che la Sacra Bibbia si stata inspirata se non proprio scritta
dallo Spirito Santo, il quale ancora oggi guida linfallibilit del pensiero papale.
Per chi non sa cos un esagramma dellI Ching, diremmo che questo la massima
espressione scritta della comunicazione tra le dimensioni umana e cosmica mai
diversamente e meglio rappresentata. J ung che tanto studi lopera, potrebbe affermare
che lI Ching il codice, collettivo per lumanit, con cui la sincronicit lascia svelare
larcano senso delle vicende umane. Per comprendere loracolo cinese bisogna essere in
grado di vedere senza occhi, sentire senza orecchie e saper di non sapere, esso il
linguaggio dellEs che lIo non comprende, ma il cui senso il cuore intende
immediatamente. Del resto, anche un altro linguaggio simile: quello del sogno, non va
compreso nella logica razionale delle parole, bens nellesperienza della sintesi
simultanea di differenti aspetti paralleli della stessa realt che si manifesta come una
rivelazione, autentica per solo per chi si dispone ad accettarla e ad integrarla con la
propria storia, e a fare della propria individuazione personale il suo destino cosmico.
Lesagramma che risulta dopo aver interrogato loracolo , e qui ne riportiamo uno
a caso per vedere di cosa si sta parlando:

_ _
__ __
_____
_____
_____
__ __

una struttura data da un insieme non casuale di sei linee, date dalla combinazione tra
linee yin (dette spezzate): __ __ e yang (dette intere): _____ , variabilmente ordinata
entro possibili 64 combinazioni . Dalla sua decifrazione possibile evidenziare il senso
essenziale di una realt ( la realt che ci interessa sapere interrogando loracolo)
facendo una sintesi dei tre livelli, sufficienti e necessari, con cui una realt si compie
nella sua esistenza in natura. A livello materiale il responso dellI Ching si evidenzia con


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un corpo grafico: lesagramma, identificabile con un numero da 1 a 64 e un suo
ideogramma, per il livello mentale con la cosiddetta Sentenza (che anticipa al cuore:
la sede dellIo superiore, il senso) e per lo spirituale con lImmagine che permette al
simbolismo dei due elementi che compongono lesagramma di connettere linconscio
personale con lIo, attingendo dal patrimonio simbolico dellInconscio collettivo.
Pur essendoci abbastanza dilungati sullI Ching, non pu essere questa la sede deputata
per approfondire il Libro dei Mutamenti, rimandiamo dunque il lettore a testi pi
appropriati, consigliando per di cominciare con la lettura della prefazione fornita da
J ung alla traduzione pi accreditata: quella di R. Willhelm, nella quale lo psicoanalista
parla dello spirito Shen contenuto nel Libro in relazione con la sincronicit.
Alla domanda che ci siamo posti su quale sia il ruolo della spiritualit nella vita
umana il Libro rispose con lesagramma n.50: Il crogiolo con la 3 e 6 linea mobile. I
simboli di questo esagramma sono il fuoco sul legno che suggeriscono limmagine di una
fiamma atta a cuocere gli elementi contenuti in un crogiolo. Lo spirito igneo dunque il
carburante essenziale per ridurre i molteplici grezzi elementi dellessere umano, durante
lopera della sua individuazione, ad una sintesi preziosa ridotta ad essenza. Lo spirito
lelemento primo che produce lalimento finale, in principio e alla fine dellopera. La
lettura di tutte e sei le singole linee, e non solo delle due mobili uscite, mostra la
necessariet per luomo di attingere alla spiritualit se vuol far compiere alla sua
evoluzione grandi risultati: se vuol seguir virtute e conoscenza e non la vana accidentalit
o limpellente soddisfazione degli impulsi coattivi dei bruti.
Al di sopra del legno vi il fuoco: limmagine del crogiolo. Cos il nobile assestando la sua
posizione consolida il suo destino.
Confucio spiega nella Sentenza che:
Tutto ci che visibile, deve superare se stesso e continuare nellinvisibile. Cos ottiene la vera
consacrazione e la vera chiarezza, e mette saldamente radici nel cosmo. Qui si mostra dunque come la
civilt abbia il suo culmine nella religione. Il crogiolo serve per sacrificare a Dio. La pi eccelsa cosa
terrena deve essere sacrificata al divino. Ma ci che veramente divino non si mostra avulso dallumano.
La pi eccelsa rivelazione di Dio sta nei profeti e nei santi
Se per Freud dove era lEs l ci sar lIo, prosciugando linconscio con la
coscienza, qui richiesta invece proprio lumile subordinazione dellIo allEs, che non
vuol dire il sacrificio della coscienza , nessuno chiede cose avulse dallumano, i santi lo
dimostrano:
La volont divina da loro rivelata deve essere accolta con umil, e nascono allora
lilluminazione interiore e la vera comprensione del mondo che conducono a grande salute e successo.


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Lumilt la vera forza dei santi che sanno di avere tutto in quello spirito pur non
avendo niente:
..Anche nelluomo c un destino che conferisce la forza alla sua vita. E quando si riesce ad
assegnare alla vita e al destino la forza che loro compete, si consolida il destino, poich allora vi una
diretta consonanza tra vita e destino.
Non ce ne voglia loracolo se aggiungiamo un altro concetto per spiegare che
mentre linconscio freudiano un enorme incognito buco nero, lEs descritto da
Groddeck cui noi facciamo riferimento (e che coincide con la divina dimensione cui fa
cenno Confucio quando spiega le sentenze e le immagini degli esagrammi del Libro dei
Mutamenti) una materna risorsa se lo vogliamo. Come non rilevarlo nella chiosa
confuciana alla sentenza delles. 25: Linnocenza.
Luomo ha ricevuto dal cielo la sua natura originariamente buona, affinch essa lo
guidi in ogni suo movimento. Nellabbandonarsi a questo influsso divino che in lui, luomo acquista una
genuina innocenza, la quale, senza secondi fini di compenso e vantaggio, agisce solo nel giusto con
istintiva sicurezza. Questa sicurezza istintiva opera sublime riuscita ed propizia per perseveranza. Ma
non tutto ci che istintivo natura in questo significato superiore della parola, bens soltanto ci che
retto, ci che coincide con la volont del cielo. Senza questa rettitudine un modo di agire istintivo,
sconsiderato, produce solo disgrazia. Confucio dice in proposito: Chi devia dallinnocenza, dove va a
finire? La volont e la benedizione del cielo non accompagnano i suoi atti.


















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CONCLUSIONE

Questo nostro viaggio nel tempo sta per concludersi e chiss se sia sorto il
sospetto nel lettore di esser stato sommerso in queste poche pagine da tanti o troppi
concetti di difficile comprensione, meritando sicuramente le scuse se lo stile e la
chiarezza spesso sono state incerte. Tuttavia chiunque faccia della ricerca, e seguendo la
propria strada e le proprie esperienze vuole esporsi al giudizio critico del lettore, deve
comunicare alla societ che cosa ha scoperto nel suo viaggio di esplorazione, sia che si
tratti di acqua fresca per lassetato o di un deserto sabbioso frutto di sterile errore, luno
aiuta e laltro ammonisce. Tuttavia noi naturopati siamo fermamente consapevoli che non
sono state le feroci critiche del passato e ne quelle dei contemporanei, a decidere della
verit o dellerrore delle nostre antiche e sempre pi che mai attuali scoperte. D'altronde
la paziente diffusione capillare della Naturopatia e la pratica consolidata hanno gi
dimostrato le cose e le idee in cui noi per primi crediamo, ostinarsi a propugnare lacqua
fresca non darebbe gli stessi risultati. Tuttavia siamo obbligati al confronto serio con il
mutare della realt che ci circonda, ma la nostra apertura deve coincidere con quella degli
altri e se vogliamo esser compresi dobbiamo noi parlare un linguaggio condiviso, non
pu pi accadere che la superficialit e la confusione vengano coperte troppo spesso da
un certo linguaggio furbescamente o superficialmente esoterico. Purtroppo spesso le cose
di cui ci occupiamo non possono esser dimostrate con il metodo scientifico, il che non
vuol dire che non siano vere, se le cause e gli effetti delle cose osservate da secoli sono
sempre presenti nella Natura come nella natura umana, nonostante il variare delle culture.
Chiunque abbia in sorte di percorrere questa ostacolata propria strada, lo deve fare armato
di semplice e onesta speranza e con la consapevolezza della sua solitudine e dei pericoli
che essa cela nei suoi abissi nebbiosi. Lintenzione e il compito divulgativo di
ripercorrere pubblicamente la Naturopatia, ri-partendo dalla fonte dei suoi miti, sono
stati portati a termine se si descritto, per quanto si pu fare il cammino esperienziale che
ci porta da quelle fonti alle mete raggiunte, vissute e quindi descritte. Le grida di
coloro che non percorrono questa strada esperienzale lasciano il tempo che trovano oltre
al fastidio di doverle continuamente udire, il naturopata per tenuto a razzolare ci che
va predicando ci pi insicuro e difficile che per altri che non sono mai esposti al rogo
del fuoco e dellironia.


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