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Antropologia delleducazione

Ivo Giuseppe Pazzagli

Sommario
Lantropologia e il concetto di cultura Il concetto di cultura e linfluenza del pensiero di Clifford Geertz sullAntropologia contemporanea

Sgombrare il campo dal culturalismo Reificazione della cultura e conflitto Habitat di significato Habitat di significato ed ecumene globale Verso una nuova definizione di cultura nellecumene globale Conseguenze sul piano teorico e metodologico Ha ancora senso parlare di cultura?

Per unantropologia dei contesti educativi e formativi I nuovi contesti di inculturazione nellepoca della comunicazione globale I contesti educativi e formativi come comunit di pratiche Il concetto di situated learning Processi di apprendimento come acquisizione di competenza culturale Apprendimento come apprendistato Lapprendimento come paesaggio Limportanza della ricerca comparativa 2

Come potremmo definire lantropologia?


Lantropologia culturale pu essere definita come il sapere della differenza.
l termine sapere per indicare che lantropologia nata in Occidente e si sviluppata secondo le modalit che costituiscono la conoscenza entro la tradizione scientifica e accademica occidentale Il termine differenza, viceversa, per delimitare la specificit dellambito disciplinare antropologico, appunto discorso che parla degli altri.

Chi sono gli altri di cui parla lantropologia?

Due possibili risposte: La prima, quella canonica, ci porterebbe ad affermare che gli altri sono i primitivi di cui parla lAntropologia dellOttocento:
lantropologia nasce nellOttocento e si caratterizza subito come studio dei popoli primitivi, per usare la terminologia degli studiosi di quel periodo. Da questo confronto con lalterit emergeranno delle differenze e a partire dallanalisi di queste differenze lantropologia alimenta il suo progetto conoscitivo in quanto, appunto, sapere della differenza

La seconda, affermatasi a partire dalla seconda met del secolo scorso, che nega lesistenza di alterit radicali e, sulla base di una concezione pi articolata dellalterit, ha fatto s che venisse alla luce la centralit di processi come la contaminazione e libridazione culturale prodotte:
dalla comunicazione planetaria dalle nuove tecnologie dallespansione dei commerci e dei mercati dal turismo

Lantropologia e il concetto di cultura


Uno dei principali contributi teorici che lAntropologia dato alle scienze umane consiste nella elaborazione del concetto di cultura. Questa elaborazione si pu sintetizzare in due passaggi:
il passaggio dal significato soggettivo di cultura, intesa come ideale di formazione della personalit umana, al significato oggettivo di cultura intesa come realt storica, come insieme di concezioni e di comportamenti propri di un certo gruppo sociale in un certo periodo storico il passaggio dal singolare (la Cultura comune a tutta lumanit) al plurale (una molteplicit di culture, ciascuna risultato di uno specifico processo storico)

Cos inteso il concetto di cultura pu essere considerato il pi potente strumento di analisi delle differenze fra i gruppi sociali.

La definizione di Taylor
Il primo passaggio al quale associata dalla tradizione la nascita stessa dellantropologia, come disciplina autonoma dotata di un suo oggetto, un suo metodo e un progetto teorico, sancito dalla definizione del concetto di cultura dellantropologo inglese Edward Tylor nel 1871
La cultura o civilt, presa nel suo ampio senso etnografico, quel complesso insieme che include il sapere, le credenze, larte, la morale, le leggi, i costumi e ogni altra capacit e abitudine acquisita dalluomo in quanto membro di una societ. riconoscimento che tutti i gruppi sociali, hanno la capacit di produrre cultura linclusione, entro la categoria cultura, oltre al sapere scientifico, allarte, alla religione, al diritto, anche delle consuetudini, dei costumi e dei modi di vita acquisiti socialmente, in un accezione totale del termine cultura rifiuto di qualsiasi soluzione di continuit fra popoli civili e popoli primitivi: la cultura pensata come una cosa soggetta a una legge evolutiva analoga a quella operante nellevoluzione delle specie biologiche, che ne determina lo sviluppo secondo fasi o stadi obbligatori per tutta lumanit, anche se con tempi di realizzazione diversi.

La definizione di Taylor contiene almeno tre importanti novit:


Successive elaborazioni concettuali hanno poi portato:


Al riconoscimento dellesistenza di non una ma molteplici possibilit culturali, e quindi al riconoscimento della pluralit delle culture, non valutabili in base a una scala di valori unica (relativismo) Allabbandono di unidea di cultura come realt oggettive a favore di un concetto di cultura come una finzione, non nel senso di qualcosa di falso ma nel senso di qualcosa di costruito dagli antropologi nel loro lavoro di ricerca sul campo e di trascrizione delle culture indagate come il modo particolare delluomo in quanto membro di una societ di organizzare il pensiero e il comportamento in relazione allambiente. In questa prospettiva la cultura presenta almeno tre aspetti particolari:
comportamentale che s riferisce al modo in cui gli individui agiscono e interagiscono luno con laltro cognitivo, che si riferisce alle idee che gli uomini hanno del mondo e al modo in cui queste idee filtrano la loro comprensione del mondo e la loro esperienza materiale, che s riferisce agli oggetti fisici che vengono prodotti entro un certo contesto socioculturale 6

In sintesi potremmo intendere la cultura

Il concetto di cultura e linfluenza del pensiero di Clifford Geertz sullAntropologia contemporanea


La cultura come meccanismo di controllo
Gli uomini senza cultura (..) sarebbero inguaribili mostruosit con pochissimi istinti utili, ancor meno sentimenti riconoscibili, e nessun intelletto: casi mentali disperati. Questidea deriva da una concezione della cultura come meccanismo di controllo e del pensiero umano come fondamentalmente pubblico e sociale.

Concepire la cultura come meccanismo di controllo implica che:


non esiste una natura umana inossidabile e transculturale da scoprire, dato che lessenza delluomo proprio nellestrema variabilit Il s non ha origine nella persona del soggetto, bens nel complesso della scena della sua azione, un effetto drammaturgico che emerge da una scena, esso il prodotto di una scena che viene rappresentata e non una sua causa; Le nostre idee, i nostri valori, i nostri atti, perfino le nostre emozioni sono, come lo stesso nostro sistema nervoso, prodotti culturali fabbricati usando tendenze, capacit e disposizioni con cui siamo nati, ma ci non di meno fabbricati. La cultura fatta di abiti e di costumi, che gli uomini indossano per recitare e soprattutto per dar forma alla loro vita. Ci si pu chiedere se ci sia, o se mai ci potr essere, un qualche luogo dove la recitazione abbia fine. La risposta di Geertz chiara: Non c, non pu esserci un retroscena dove si possa andare a gettare unocchiata agli attori [...] come persone reali

La metafora della cultura come testo

Secondo questa metafora, le attivit sociali possono essere lette per il loro significato da parte dellosservatore proprio come lo sono i materiali scritti e parlati. Il nucleo concettuale dellantropologia interpretativa la nozione di significato, proprio perch nella ricerca ci si domanda: qual il significato delle azioni sociali? Per rispondere necessario mettersi in grado di vedere le cose dal punto di vista dei nativi.

Lanalisi culturale come scoperta dei significati che gli attori conferiscono alle loro azioni

I significati, per Geertz, non sono da scoprire a un livello che oltrepassa la realt dellesistenza delle persone studiate, essi sono incorporati nelle societ. gli uomini interpretano non solo quando contemplano il mondo o riflettono sulla vita, ma anche quando lavorano, giocano, danzano o altro. luomo non pu che interpretare, luomo interpretante agisce nei confronti della sua vita, del flusso delle sue sensazioni, emozioni e sentimenti, ed questa lunica procedura per conferire ordine e significato allesperienza. lantropologo deve accantonare le sue concezioni dellesistenza e leggere le esperienze degli altri dallinterno, nel quadro della loro concezione, cogliendo il significato delle forme simboliche e dei fatti culturali osservabili

La metafora testuale e il lavoro dellantropologo


La stessa etnografia viene fatta coincidere con lesegesi: Fare etnografia come cercare di leggere (nel senso di costruire una lettura di) un manoscritto straniero, sbiadito, pieno di ellissi, di incongruenze di emendamenti sospetti e di commenti tendenziosi, ma scritto non in convenzionali caratteri alfabetici, bens in fugaci esempi di comportamento dotato di forma. Capire un testo significa ermeneuticamente elaborare una chiave di lettura per fare emergere le significazioni in esso implicite. E un impresa costruttiva e aperta in quanto comporta che lazione sia considerata polisemica, leggibile in molti modi Capire un testo non significa rifarsi alle intenzioni dellautore, per mezzo di rapporti empatici o identificazioni emotive, entrando nella sua testa o indossando i suoi panni lintelligibilit richiede che lazione venga inserita in una complessa rete di significati composta dal contesto culturale dellazione, quello dellattore e quello dellinterprete. Questo aspetto della comprensione definito da Geertz, prendendo il termine da Ryle, thick description, descrizione densa La descrizione densa consiste nello scoprire e ricostruire i livelli di significato non espliciti delle prospettive degli attori, cio le molteplicit delle complesse strutture concettuali che le informa. Rappresenta la ricerca di un contesto, qualcosa sostiene Geertz entro cui eventi sociali, comportamenti istituzioni, processi, 10 possano essere intellegibilnente, cio densamente descritti.

Sgombrare il campo dal culturalismo


Se con il termine cultura si vuole indicare unentit circoscritta, localizzata e descrivibile nei suoi elementi componenti, evidente che oggi tale concetto appare scarsamente utilizzabile Linsoddisfazione degli antropologi stata sottolineata in vari modi: c chi ha parlato di esagerazione della cultura Bench questa esagerazione abbia avuto anche dei risvolti non disprezzabili in quanto tentativo di presentare al pubblico occidentale le culture altre come esperienze condivise dotate di senso, pu tuttavia avere effetti di reificazione e alimentare: forme di culturalismo esasperato, per cos dire dallinterno, da parte cio di chi condividendo certi codici e significati, fa appello allidea di cultura per assegnare a quei codici e a quei significati una natura extra culturale, facendoli diventare entit sottratte alla storia e al flusso comunicativo basato sulla negoziazione, la convenzione, laccordo forme di culturalismo dallesterno al fine di legittimare progetti egemonici planetari, come quelli condotti allinsegna dellideologia dello sviluppo
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Reificazione della cultura e conflitto

Paradossalmente mentre il concetto di cultura, dopo un decennio di riflessione critica, appare fortemente compromesso e di difficile utilizzabilit pratica in ambito antropologico, il culturalismo ha prodotto una proliferazione nelluso di tale concetto, utilizzato nello stesso modo nel quale ne avrebbero potuto parlare gli antropologi fino a qualche decennio fa quasi sempre un atteggiamento culturalista si presenta unito ad una qualche forma di etnicismo e quindi di una qualche forma di rivendicazione di autenticit, di unicit della propria cultura fondata sulla differenza Come per succede nel caso delle cosiddette lotte interetniche, la differenza esasperata a tal punto che un solo aspetto della cultura pu diventare lelemento su cui costruire una teoria della differenza totale tra etnie

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Ha ancora senso parlare di cultura?


In un mondo in cui il fattore del movimento e il traffico delle culture sembrano prevalere sulla coincidenza di cultura, territorio e identit, possiamo ancora utilizzare il concetto di cultura come se questo rinviasse a entit circoscritte nello spazio e nel tempo? Ibridazioni Cultura come ambiente comunicativo La nozione di ecumene globale Reti de-territorializzate e culture de-localizzate
Hannerz sostiene che le culture dovrebbero essere considerate come delle strutture di significato che viaggiano su reti di comunicazione sociale non interamente situate Arjun Appadarai ritiene che, pi che di culture si debba parlare di ethnoscape, di panorami etnici, definiti come il panorama di persone che costituiscono il mondo mutevole in cui viviamo: turisti, immigrati, profughi, esiliati lavoratori stagionali e altri gruppi e persone in movimento () dato che molte persone e gruppi hanno a che fare con le realt di doversi muovere o con la fantasia di doversi muovere
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Nellecumene globale: nuove nozioni per nuove realt

La nozione di panorama etnico


Dal panorama etnico aI molti panorami della contemporaneit:
panorama tecnologico panorama finanziario panorama mediatico panorama ideologico

Panorama etnico e logica della disgiunzione nelleconomia culturale globale I panorami della contemporaneit e le nuove configurazioni identitarie Panorami etnici, delocalizzazione culturale e deterritorializzazione Deterritorializzazione, delocalizzazione e fondamentalismi identitari Dal paradigma dellemigrante allesperienza dello straniero Dal paradigma della sedentariet ai nuovi nomadismi Vecchi e nuovi paradigmi di gestione dello straniero Cultura transnazionale e dinamica appartenenza-presenza

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Habitat di significato
Il relativismo ci ha indotto a pensare alla cultura in termini di mondi di significato ma ci ci porta a pensare la cultura in termini di autonomia e di chiusura Lhabitat una metafora derivata dallecologia e consente di pensare la cultura come un ambiente in cui vive lindividuo e che pu avere dei confini mobili, non necessariamente coincidenti con gli habitat propri di altri attori sociali con i quali si trova ad interagire Gli habitat possono: Espandersi e contrarsi Possono combaciare del tutto, parzialmente o per niente Possono essere identificati sia in singoli individui che in collettivit Per questo solo lanalisi del processo culturale che si attiva nelle concrete relazioni sociali a poter stabilire quando sia davvero condiviso un habitat di significato Di fatto, nella maggior parte dei casi il processo culturale viene modellato dallintrecciarsi di habitat di significato piuttosto differenti fra loro

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Habitat di significato ed ecumene globale


Nellecumene globale molte persone possono condividere parecchi habitat di significato che potrebbero anche risultare del tutto estranei e incomprensibili fra loro Possono fare la differenza cose come. I luoghi dove siamo nati e la gente che abbiamo incontrato I libri e i giornali che leggiamo I canali televisivi abbiamo accesso Tuttavia il nostro habitat di significato non dipende soltanto dalla misura in cui siamo fisicamente esposti, ma anche dalle nostre capacit di confrontarci con esso. Dipende cio dai: Linguaggi che capiamo, scriviamo o parliamo Dai nostri livelli di alfabetizzazione in rapporto ad altre forme simboliche

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Verso una nuova definizione di cultura nellecumene globale

Hannerz sostiene che la distribuzione dei significati e delle forme significanti nelle relazioni sociali e personali in tutto il mondo oggi talmente complicato che qualsiasi unit sociale di cui intraprendiamo lo studio in termini culturali rischia di rivelarsi un obiettivo pi o meno arbitrario Lidea di culture al plurale risulta problematica; poco pi di un espediente limitato di organizzazione intellettuale di cui difficile sbarazzarsi, ma con scarsa validit scientifica Lidea di cultura al singolare, in grado di abbracciare tutta la diversit organizzata di idee ed ed espressioni, pu rivelarsi importante per esplorare il modo in cui lumanit abita lecumene globale In questa prospettiva il locale inteso come tradizionale ambito di ricerca dellantropologo pu essere visto come: ci che accade localmente; cio quanto noi descriviamo come vita quotidiana intesa come quella somma di attivit pi ripetitive, di natura sostanzialmente pratica, ridondanti e senza fine che si svolgono in ambientazioni fisse e alle quali le persone partecipano senza riflettere molto Ci che tende ad essere faccia a faccia, che si svolge in situazioni focalizzate, in rapporti duraturi, largamente inclusivi.
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Conseguenze sul piano teorico e metodologico


George Marcus a met degli anni 90 ha proposto lidea di unetnografia multisituata nel sistema mondo:
contrapponendo allidea di un ricercatore orientato a stare a radicarsi, a risiedere in un luogo e allinterno di un gruppo, ldea di un ricercatore orientato a seguire i migranti, le produzioni dei prodotti, le metafore, le narrazioni, le biografie, i conflitti ponendo laccento sui processi del nomadismo contemporaneo e sui suoi effetti sia a livello globale che locale

Oggi lo studio antropologico, anche quando necessariamente si concentra su contesti e gruppi localizzati: Parte dal presupposto che le unit danalisi non sono mai delimitate e identificate
automaticamente nei gruppi locali Esso tende a focalizzarsi sulle rappresentazioni dei soggetti in relazione alle loro pratiche che, proprio come le rappresentazioni, sono determinate dal loro essere parte di un mondo sempre pi globalizzato e de-localizzato Si pone lobiettivo di far emergere configurazioni di pratiche sociali, di simboli, di stili di vita, pi o meno stabili nel tempo e nello spazio, senza mai dimenticare il carattere aperto allinfluenza del globale di tali pratiche, anche quando le retoriche dellautenticit, utilizzate dai gruppi che proclamano il loro diritto allesistenza e al riconoscimento, tendono ad affermare il contrario 18

Per unantropologia dei contesti educativi e formativi


Nella prima met del secolo scorso, con il concetto di inculturazione, lantropologia, ha contribuito ad estendere gli ambiti nei quali sono rintracciabili processi significativi di insegnamento/apprendimento ma che non sono riconosciuti come tali perch caratterizzati da:
basso livello di intenzionalit elevata informalit carattere fortemente implicito e scarsamente accessibile allindividuo dei contenuti trasmessi in quanto:
inscritti nella organizzazione profonda del sistema e delle regole comunicative di un gruppo Riguardano il modo di percepire, interpretare e dare significato ai contesti pi che contenuti specifici

Processi che:
si sviluppano dentro una molteplicit di condizioni e contesti, e coinvolgono una molteplicit di attori istituzionali e non a seconda del livello di riconoscimento sociale dei diversi contesti in cui vive il soggetto considerato possiamo distinguere fra:
formali informali

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Fra i contesti caratterizzati da informalit possiamo considerare


La famiglia (larga parte delleducazione familiare caratterizzata da informalit ) La strada Il gruppo dei pari I mass media I contesti lavorativi
apprendimenti orientati al mantenimento di relazioni di scambio con lambiente (fisico, sociale, ecc.) anche conflittuali Apprendimento di modi congruenti di dare significato allesperienza, di interpretare quanto accade nel proprio campo di esperienza Acquisizione di strategie comunicative e di apprendimento assai diverse da quelle che caratterizzano i contesti educativi formali

Contesti nei quali i processi di trasmissione/apprendimento paiono caratterizzati da

Fra i contesti caratterizzati da elevata formalizzazione dei processi e dei contenuti possiamo individuare
La scuola Leducazione religiosa Leducazione nellextrascuola quando caratterizzata dalla presenza di un curriculo formalizzato e intenzionale (scoutismo, campi vacanze, ecc.) La formazione nelle sue diverse articolazioni
Contesti certamente caratterizzati da elevata formalizzazione delle regole, dei saperi e dei processi di trasmissione, ma che comprendono anche apprendimenti impliciti di norme, valori e strategie di azione.

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I nuovi contesti di inculturazione nellepoca della comunicazione globale


I contesti educativi, presso ogni gruppo sono, pi o meno intenzionalmente, strutturati in rapporto ai valori e alle rappresentazioni condivise allinterno del gruppo Tuttavia, la diffusione su scala planetarie dei mezzi di comunicazione di massa ha profondamente modificato i contesti inculturativi tradizionali
tutti i gruppi sono costretti a convivere con lazione di agenzie che strutturano i nostri immaginari secondo obiettivi, regole e contenuti che sfuggono al nostro controllo Possono ignorarne lincidenza, demonizzarle o utilizzarle a fini propri ma la presenza dei media ineludibile quanto capace di incidere profondamente nellorganizzazione dei modi di comunicare, nella definizione di aspirazione e progetti di vita, ecc.

con i processi di globalizzazione, inoltre, i diversi attori che partecipano alla strutturazione dei contesti educativi e di inculturazione, non condividono gli stessi habitat di significato

Per questo la conoscenza di quale assetto caratterizza i diversi contesti educativi e di quali processo inculturativi vi si attivano allinterno, non pu essere data a priori sulla base della conoscenza di una ipotetica cultura locale, ma richiede analisi circostanziate
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Lantropologia delleducazione e il lavoro educativo


Nello svolgere unopera educativa, di fondamentale importanza conoscere e capire lambiente che la circonda e lambiente in cui si svolgono tutti i momenti educativi, da quelli familiari a quelli amicali sino a quelli scolastici La pluralit delle prospettive che caratterizzano gli attori e le agenzie di inculturazione e di socializzazione impone ladozione di una molteplicit di strumenti e lattenzione ad aspetti diversi Sul versante degli oggetti da indagare, dobbiamo fare attenzione sia ai messaggi espliciti che impliciti dei diversi attori:
Analisi dei messaggi emessi dai mass media Analisi dei discorsi scientifici che vengono evocati per legittimare lazione educativa le pedagogie popolari intese come traduzione locale delle teorie relative alleducazione in termini di rappresentazioni pi o meno condivise dai soggetti che contribuiscono a strutturare il contesto educativo Strategie comunicative e di uso dello spazio messe in atto pi o meno consapevolmente dagli attori

Sul versante degli strumenti possono essere utilizzati tutti gli strumenti messi a disposizione dalle scienze sociali:
Dallanalisi dei media e dellimmaginario che caratterizza il particolare gruppo considerato Alle interviste ad attori diversi Allosservazione guidata di aspetti relativi agli stili di comunicazione e alluso dello spazio 22

Educazione e media

I mezzi di comunicazione di cui una societ dispone per trasmettere i propri saperi, insieme ai valori e ai modelli, giocano un ruolo importante nella strutturazione della sfera cognitiva e nella percezione della realt degli individui che ne fanno parte, contribuendo a determinare alcuni aspetti del pensiero assai rilevanti, quali la concezione del tempo, dello spazio e del rapporto interpersonale I processi che hanno condotto lumanit verso una sempre pi spiccata esteriorizzazione delle proprie capacit tecniche, mnemoniche e simboliche attraverso lutensile e la macchina, la tradizione orale, la scrittura e le nuove tecnologie comunicative, si incrociano, oggi, in un mondo nel quale un numero crescente di individui riceve e invia messaggi utilizzando quotidianamente il linguaggio orale, quello scritto e quello iconico audiovisivo di televisioni e computer. E dunque nella dinamica incessante tra vicino e lontano, tra messaggi orali e scritti, tra rapporti diretti e virtuali, tra materiale e immateriale, che buona parte dellumanit produce, interpreta e trasmette alle giovani generazioni visioni del mondo, modelli di comportamento, rappresentazioni del s e dellaltro, individuali e collettive

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La tv come contesto inculturativo E certo che oggi, nella nostra societ occidentale, lambiente in cui si svolge lazione educativa, un ambiente in gran parte modellato, se non costituito, dai messaggi televisivi: In generale importante tenere presente che: a prescindere dal mezzo di comunicazione utilizzato, nel corso del processo di trasmissione di qualsiasi aspetto culturale, viene anche veicolata, in maniera inconsapevole, la modalit per interpretarlo: come se ogni messaggio esplicito fosse circondato e collegato agli altri da una sorta di rete invisibile, non immediatamente percepibile, che ha il potere di strutturare una certa visione del mondo sino a farla coincidere con il mondo stesso, affermando silenziosamente in maniera totalizzante, la propria verit e naturalit I messaggi televisivi informano, offrono modelli di comportamento e atteggiamenti, guidano i nostri svaghi e e le nostre emozioni, ci condizionano con le loro ideologie e con i loro linguaggi, ricoprono gli orientamenti sui valori culturali e sociali con le forme pi seduttive dellintrattenimento spettacolare e le idee politiche con la ritualit pi accattivante
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Messaggi espliciti e messaggi impliciti

I codici espressivi che prefigurano lutilizzo delle immagini rappresentano una sorta di apoteosi dellaccavallarsi di messaggi espliciti e impliciti: ogni immagine figurativa contiene, infatti, una miriade di elementi e rimandi culturali che si fissano in modo pi o meno nella memoria degli spettatori. Questi ultimi,tuttavia, assimilano i materiali iconici interpretandoli sulla base del proprio stile cognitivo e del proprio vissuto, creando nuovi significati che confermano ( o progressivamente sovvertono) saperi, credenze e modelli La forza inculturativa dellimmagine, scientemente e ampiamente utilizzata per colonizzare limmaginario dei popoli colonizzati (Gruzinski, 1994), si manifesta oggi in tutta la sua pregnanza attraverso i media audiovisivi: ,Cos come limmagine barocca (limmagine contemporanea) trasmette un ordine visuale e sociale, diffonde modelli di comportamento e di credenza, anticipa nel campo visuale evoluzioni che ancora non hanno dato luogo ad elaborazioni concettuali e discorsive (Gruzinski, 1990, 334) ((Callari Galli, 2004: 14).

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