Sei sulla pagina 1di 2

Presentazione

arlo Michelstaedter forse il losofo italiano contemporaneo che, pi di ogni altro, veramente ritornato a Parmenide. Ci sono stati, in effetti, altri progetti di ritorno; tuttavia, per lo meno a nostro giudizio e, come ben si comprende, alludiamo primariamente a quello annunciato e proclamato da Emanuele Severino , si trattato di ritorni non autentici, almeno nel senso in cui Michelstaedter intende questa parola. Non sono stati ritorni autentici, per la ragione che non hanno considerato ci che Parmenide intendeva soprattutto valorizzare e cio lassolutezza dellEssere, di contro alla relativit e dunque alla contraddittoriet degli enti, che costituiscono luniverso dellesperienza ordinaria. Ebbene, proprio Michelstaedter pi di ogni altro a questa assolutezza dellEssere si ispirato e ci per evidenziare la necessit di trascendere quellordine delle determinazioni nite che congura lambito della Rettorica. La Persuasione, di contro, la lucida consapevolezza che solo fondandosi sullEssere, e sullEssere inteso in senso forte, cio in senso parmenideo, possibile vivere, collocandosi bens nellordine dei fatti, ma intendendo sempre andare oltre tale ordine stesso. Questa intenzione pura di verit e di trascendenza ci sembra lessenza del pensiero michelstaedteriano; Giudy Pacelli, in questo suo lavoro attento, paziente, acuto e ben documentato, lascia trasparire questa intenzione che Michelstaedter ci ha cos suggestivamente rappresentato. Ella individua aspetti fondamentali del pensiero del Goriziano: un aspetto, che denisce Le ragioni del pessimismo, e un altro, che opportunamente denisce La via del riscatto. Di una doppia via, in effetti, si tratta, cos come una doppia via ci ha indicato Parmenide: la via del giorno, quella dellEssere, e la via della notte, quella che costruisce la contraddizione, la quale attribuisce lessere al non essere e mediante questa attribuzione pone in essere il nito.

12

Presentazione

Per trascendere il nito, pertanto, non si pu evitare di misurarsi con il limite e, dunque, con il dolore che, ineluttabilmente, il confronto con il limite porta con s; laccettazione di tale dolore costituisce gi, a rigore, il suo superamento, coincidendo con il dischiudersi delluniverso della Persuasione ovvero dellapertura alla Trascendenza, dalla trascendenza stessa evocata. Proprio nel rapporto con la Trascendenza si esprime il nodo teoretico fondamentale del pensiero di Michelstaedter: limpossibilit, da un lato, di intendere il Trascendente come qualcosa che possa venire oggettivato, e dunque con il quale si possa entrare in rapporto, e la necessit, dallaltro, di richiederlo, come unico fondamento autentico. Ebbene, la dimensione del tragico, incarnata nellopera michelstaedteriana dagli eroi della tragedia greca con i quali il losofo goriziano si identica consiste precisamente nel vivere la tensione verso linnito nellorizzonte nito dellesperienza: in questa aspirazione a realizzare lAssoluto nellambito del nito, scrive in forma pregnante Giudy Pacelli. Listanza tragica in Carlo Michelstaedter diviene inesorabilmente istanza religiosa nel senso che egli avverte la necessit di abbandonare la pretesa di mettere le mani sulla Verit, afdando alla Verit stessa la ricerca che ad essa si volge e condando che colui che la cerca con intenzione pura possa subire una autentica metanoia, una trasgurazione interiore lungo la via della Persuasione. Aldo Stella