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Capitolo II

Tu diventerai quello che io penso che tu sia: lavoro di R. D. Laing sulle attribuzioni come ingiunzioni1
Michel E. Holtby

Nel suo ultimo libro Berne (1) fa riferimento al lavoro dello psichiatra inglese R.D. Laing, le cui teorie sulla "programmazione genitoriale" appaiono straordinariamente simili a quelle dei teorici dell'Analisi Transazionale. Persino la terminologia di Laing sembra simile (ad es.: il termine "ingiunzioni"). Berne, in quella sede, conclude tuttavia di non poter esprimere una valutazione adeguata su tali teorie, non essendo ancora state pubblicate. Il lavoro teorico di Laing sulle ingiunzioni resta ancora relativamente non sviluppato nella prospettiva teorica dell'Analisi Transazionale. Comunque, tre dei suoi lavori sono significativi per la teoria dell'Analisi Transazionale e meritano un'ulteriore considerazione (2, 3, 4). In questo articolo propongo di riprendere in considerazione i concetti di "attribuzione" e "mistificazione" elaborati da Laing, rapportandoli al pensiero dell'Analisi Transazionale. Per Laing, le ingiunzioni genitoriali pi potenti giungono sotto forma di attribuzioni. Un attributo una dichiarazione del genitore di ci che il bam- bino . Quando il genitore dice al figlio che cosa , in lui implicita l'attesa di una risposta adattiva sul cosa "essere" e "non essere", sul cosa "fare" e "non fare". Questo, nella formulazione di Laing, pu essere molto pi potente di un'ingiunzione diretta, poich pi difficile da respingere. Come si pu respingre ci che realmente si ? Ecco come Laing descrive il fenomeno:
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Holtby, M. E. (1973). You Become What I take You to Be: R. D. Laings Work on Attributions as Injunctions. Transactional Analysis Journal, 4, 25-28 (Trad. italiana di R. Marin Fiori in Rivista italiana di analisi transazionale e metodologie psicoterapeutiche, N. 1, 1981).

Michel E. Holtby

"In un contesto ipnotico o di alta suggestione, una persona non ordina all'altra di essere in un certo modo, bens le dice che cosa . Tali attribuzioni, nel contesto, sono spesso assai pi potenti degli ordini (o di altre forme di coercizione o persuasione). Non necessario che un'istruzione venga formulata come tale. E' mia impressione che noi riceviamo la maggior parte delle nostre pi precoci e pi durature ingiunzioni sotto forma di attribuzioni: ci viene detto che le cose stanno in un dato modo. Se, ad esempio, ad una persona viene detto che essa buona o cattiva, questa pu assoggettarsi a entrambe le attribuzioni, ma se essa questo o quello, non pi necessario che le venga detto ci che gi le stato fatto capire di essere" (4). E quindi probabile che le istruzioni pi potenti non giungano sotto forma di istruzione, ma piuttosto in forma di attributo. L'ingiunzione: "Non pensare", per esempio, pu derivare dal fatto che ad un bambino venga detto che "stupido", oppure che un "grosso asino"2. Laing, infatti, stabilisce questo collegamento diretto tra attribuzioni e ingiunzioni, come nell'esempio che egli presenta: una ragazza ricevette dalla madre, come regalo di compleanno un abito molto insignificante e di due taglie superiore alla sua. Laing dichiara che l'attributo implicito era: "Sei una giovane donna poco attraente", e l'ingiunzione "Non essere attraente". Laing porta anche l'esempio di una pittrice professionista che non riusciva a fare quadri astratti. Quand'era bambina aveva fatto dei "pasticci neri" accanto alla madre, anch'essa pittrice (di banali composizioni floreali molto stucchevoli, e cose del genere). La madre non le aveva mai dato una esplicita ingiunzione nei riguardi della "libera espressione", ma una volta, quando la figlia le present queste macchie nere, lei aveva affermato: "No, questo non sei tu". L'attribuzione divent un'ingiunzione, e pi tardi i tentavi di pittura astratta evocavano per questa persona ci che essa chiamava una "purificante vergogna per avere tradito i suoi sentimenti pi veri". L'uso che Laing fa delle attribuzioni pu avere una ulteriore implicazione riguardo alle ingiunzioni. L'attribuzione prodotta dal Bambino del genitore, ma l'ingiunzione stessa un'operazione interna realizzata dal Bambino del bambino. Si pu rappresentare, come nella Figura 1. Secondo questo modello, l'ingiunzione un accomodamento fatto dal Bambino del bambino per colmare la differenza tra quello che egli sente di essere e quello che gli si dice che , attraverso una operazione di adattamento a quest'ultima posizione. Tale operazione consiste in una traduzione interna dell'attribuzione in forma di ingiunzione. In questo modo essa non
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Va anche osservato che Laing, in Politica della famiglia , dichiara che "il mezzo chiave per la comunicazione di questo tipo probabilmente il linguaggio non verbale". Ci in parallelo con il punto di vista dell'A.T. che le ingiunzioni vengono in gran parte comunicate in modo non verbale.

Attribuzioni come ingiunzioni

D il Programma G
Controc opione

Invia le Ingiunzioni
pione Controco

G A
Program ma

A A

Attribuzione

GB AB BB Figura 1

ne Attribuzio

Ingiunzione

un'istruzione data dal Bambino del genitore, ma un'istruzione data al Bambino adattato (Genitore nel Bambino) dal piccolo professore percettivo (Adulto nel Bambino) che decodifica l'attribuzione in un'ingiunzione e la rinvia al Bambino adattato. Il Bambino adattato accetta il messaggio, adeguatamente decodificato, tratto dall'attribuzione, e lo incorpora come un "elettrodo". Un'ipotetica transazione di questo tipo potrebbe essere la seguente. Attribuzione: Bambino della madre al Bambino del figlio: "Sei anche peggio di tuo padre!" Bambino adattato al piccolo professore: "Cosa intende dire con ci?" Ingiunzione: piccolo professore al Bambino adattato: "Questo significa 'Non essere'" (la madre aveva divorziato dal padre che in seguito si spar). Decisione: risposta del Bambino adattato: "Ah, va bene, se proprio devo..." Elettrodo: Bambino adattato: "Ammazzati!" (20 anni dopo). Le implicazioni di questa formulazione sono: primo, che i genitori non danno ingiunzioni dirette, ma solo attribuzioni; secondo, che le attribuzioni non vengono recepite dal Genitore nel Bambino (GB) ma dall'Adulto nel Bambino (AB); terzo, che l'ingiunzione una decisione interna o la decodificazione di un'attribuzione, un'istruzione data al Bambino adattato (GB) dal piccolo professore (AB).

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Ne consegue che il processo di decisione circa l'ingiunzione pu essere molto simile (nel processo) a quello esistenziale (OK/non OK ). In questo senso una decisione assunta per comporre un'equilibrio tra i bisogni naturali e le aspettative del bambino, e le pressioni che gli provengono dal gruppo familiare originario (5). Concettualizzare l'ingiunzione come una decisione interna, potrebbe consentire una maggiore variet di risposte, e potrebbe spiegare il fatto che non tutte ingiunzioni vengono incorporate o, al contrario, che esse vengono esagerate se il Bambino del bambino (piccolo professore o Adulto nel Bambino) equivoca il messaggio ("Non ho detto questo, testone!") (5). Non credo che Laing intendesse che tutte le ingiunzioni vengono in forma di attribuzioni, ma solo che quelle che vengono dalle attribuzioni hanno un effetto pi potente. Se tu gi sei qualche cosa, difficile negare che lo sei, o negare che agisci in questo modo per giustificare quello che si dice che sei. Come si esprime Laing: "Non intendo dire che questo sia il solo modo con il quale il bambino diventa 'disubbidiente', ma uno dei modi. Quindi non: "Fa quello che ti dico di fare", ma: "Tu farai quello che io ti dico che stai facendo, tu vedi ci che io dico che tu vedi"; non: "Sii quello che io ti dico di essere", ma: "Tu sei quello che io ti dico che sei" (4). Laing paragona il processo di attribuzione alla suggestione ipnotica: "cos se io ti ipnotizzo, non dico 'Ti ordino di sentire freddo', ma ti dico che fa freddo. Tu immediatamente senti freddo. Io penso che molti bambini comincino questo processo in una condizione simile a questa" (4). Per Laing, in realt, avviene una doppia ipnosi. La seconda suggestione ipnotica suona come "Quando ti risveglierai non ricorderai niente di ci che ti ho detto". Questo il processo al quale Laing si riferisce parlando di "mistificazione" (4). Ci significa negare l'implicita funzione di istruzione delle attribuzioni (che il piccolo professore decodifica come ingiunzioni). Nella A.T. il concetto parallelo sarebbe un discount. Il libro di Laing e Esterson, Normalit e follia nella famiglia, pieno di esempi di discount. Ci ancora pi evidente nel sunto fatto dagli autori, del primo caso presentato nel libro (3): Punto di vista della figlia La madre e il padre cercavano di influenzarla in qualche modo, i genitori dicevano di volere la sua guarigione, ma in realt non la volevano. Guarire significava capire perch attaccava sempre la madre, significava essere capace di usare la propria intelligenza con fiducia in se stessa. Punto divista dei genitori

Attribuzioni come ingiunzioni

Le parole della figlia erano assurde e tentavano di influenzarla con preghiere, telepatia, controllo del pensiero; dicevano che era la sua malattia a farle dire cose simili; dicevano che non c'era niente che lei dovesse capire. Era la sua malattia che la faceva agire cos. Il processo di mistificazione dal punto di vista di Laing potrebbe essere tradotto in termini di A.T. come segue: attribuzione ~ ingiunzione ~ discount dell'ingiunzione. La conversazione di cui sopra, suonerebbe cos: Attribuzione: Bambino della madre al Bambino del bambino: "Sei anche peggio di tuo padre!" Ingiunzione: Bambino del bambino al Bambino della madre: "Ci significa che tu vuoi che io mi uccida" Discount dell'ingiunzione: "Non ho mai detto questo". Secondo Laing, la punizione per aver capito che cosa sta succedendo (cio risvegliarsi precocemente - di quello infatti si trattava - e non accettare il discount dell'ingiunzione), spesso consiste nell'essere etichettati come "pazzi". Ci chiaro negli esempi tratti dal libro di Laing e Esterson, citati prima. Nelle parole di Laing: "I tentativi di risvegliarsi primatempo, sono spesso puniti, specialmente dalle persone che ci amano di pi, dal momento che, beati loro, stanno ancora dormendo. Essi pensano che chi si sveglia o che, ancora addormentato, capisce che ci che viene preso per vero 'un sogno', stia diventando pazzo. E' probabile che chiunque si trovi in questo stadio di transizione, si senta confuso. Suggerire che questa confusione un segno di malattia, un modo facile e rapido per creare psicosi". Le implicazioni dell'opera di Laing per la teoria dell'Analisi Transazionale vanno logicamente al di l dello scopo di questo articolo che essenzialmente pu trattare solo di due aspetti relativamente limitati: le "attribuzioni" e le "mistificazioni". Bisogna infatti dare maggior peso al concetto di attribuzione, ad esempio nel questionario di copione (1). I questionari esistenti contengono molti quesiti che possono involontariamente portare alla luce molte attribuzioni, ma solo le domande relative a nomignoli portano direttamente alla luce materiale di rilievo. Eventuali domande da aggiungere potrebbero essere: 1) come ti descriverebbero i tuoi genitori: a) al giorno d'oggi?

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b) all'et di 15/10/5 anni? 2) da chi pensavano/pensano che tu abbia preso? 3) chi/che cosa sei: a) secondo te? b) secondo tua madre/tuo padre? Quanto pi profondamente il discount dell'ingiunzione accettato, tanto pi difficile sar ottenere informazioni significative. D'altro canto l'attribuzione pu essere verbalizzata pi facilmente della ingiunzione stessa. Laing ci lascia con un'attribuzione finale che riassume bene la situazione: "Ma non credetemi perch sono io che ve lo dico, guardate nello specchio e vedete con i vostri occhi". Bibliografia (1) Berne, E., What Do You Say After You Say Hello?, New York, Grove Press, 1972. (2) Laing, R. D., Self and Others, London, Tavistock Publications, 1961. (3) Laing, R. D., & Esterson, A., Sanity, Madness and the Family, London, Tavistoc Publications, 1964 (Trad. it. Normalit e follia nella famiglia, Torino, Einaudi, 1970). (4) Laing, R. D., The Politics of the Family, London, Tavistock Publications, 1971. (5) Steiner, C., Games Alcoholics Play: The Analysis of Life Scripts, New York, Grove Press, 1971.