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Pedagogia Sperimentale Docente: Prof.

ssa Ivana Padoan V ciclo A-L Unit integrata con Psicologia delleducazione Laboratorio delle interazioni educative (3 Parte seminariale del corso)

"Dopo attente e meticolose osservazioni ..." Moebius, Tissot, Le Bon ... : i campioni del pregiudizio.
Sommario: 1. Moebius. La donna: "la deficiente mentale". 2. Tissot: chi si masturba muore. 3. Che cosa possiamo imparare.

1.

Moebius. - La donna: "la deficiente mentale"

Nel quadro della ricerca scientifica relativa alle differenze sessuali compaiono, dalla met del Settecento alla fine di quel secolo, le prime rappresentazioni dello scheletro femminile1, in cui gli scienziati dell'epoca concentrarono le loro osservazioni sul rapporto tra il cranio e il bacino.
Sebbene gli anatomisti tentassero di rappresentare la natura con precisione - ci racconta Londa Schiebinger, studiosa americana e autrice di un breve saggio sulle prime rappresentazioni dello scheletro femminile del XVIII secolo - crearono, in realt, delle idealizzazioni del corpo umano, gravate di valori culturali. I disegni degli scheletri femminili e maschili nel diciottesimo secolo non

"Una delle prime riproduzioni dello scheletro femminile comparve in Inghilterra nel 1733 (William Cheselden), due comparvero in Francia nel 1753 (Pierre Tarin) e nel 1759 (Genvive Thiroux d'Arconville) e una in Germania nel 1797 (Samuel von Soemmering)." Cfr. Londa Schiebinger, "Politica sessuale. Le prime rappresentazioni dello scheletro femminile nell'anatomia del XVIII secolo", in Memoria. Rivista di storia delle donne, nn. 11-12, 1984.

rappresentavano semplicemente le ossa del corpo maschile e femminile, ma servivano anche a produrre e riprodurre gli ideali di mascolinit e femminilit. [] Gli anatomisti concentrarono l'attenzione sulle differenze sessuali nei crani e nei bacini - su quelle parti del corpo che dovevano diventare politicamente significative per la condizione della donna. La rappresentazione del cranio femminile pi piccolo doveva fornire la misura oggettiva delle inferiori capacit intellettuali delle donne. Questa misura scientifica della ragione naturale inferiore delle donne, fu usata per giustificare l'esclusione delle donne dalla sfera pubblica del governo e dal commercio, dalla scienza, dal sapere. D'altro lato, il bacino femminile pi grande, serv a dimostrare che le donne erano naturalmente destinate alla maternit, alla sfera limitata del focolare e della casa. [...]"2

L'indagine anatomica sulla struttura dello scheletro femminile fu destinata a fornire "dati scientifici" agli scienziati del XIX secolo. E poich s'era nel frattempo fatta strada che "quello che la natura spende da una parte costretta a risparmiare dall'altra" (in virt di una legge biologica formulata da Spencer3 sull'organismo come sistema energetico chiuso), ci avrebbe portato, per questa strana legge compensativa, al fatto che il bacino delle donne si sarebbe ristretto se avesse dedicato un impegno alle attivit intellettuali. Il cranio avrebbe subto delle modifiche a scapito del bacino, e poich lo scopo fondamentale delle donne era quello di procreare, si doveva tenere il pi possibile lontano le donne dallo studio. Si arriv, di osservazione in osservazione e di conclusione in conclusione, alla fine dell' Ottocento, al convincimento secondo cui lo sviluppo dell'intelligenza era inversamente proporzionale alla prolificit. Per natura, dunque, e non per condizioni storiche, la donna - si disse - che tanta energia spende nella maternit "fu e sar meno intelligente dell'uomo"4. Quelle meticolose osservazioni portarono la comunit scientifica a decretare l'inferiorit intellettuale della donna, rispetto all'uomo, come un assunto.
Nonostante la scienza dell'ottocento - sostiene Fernanda Minuz - non avesse le basi sperimentali per dimostrare che la forma e la struttura del cervello determinasse la capacit del pensiero, i medici ritenevano che i dati osservativi e la corrispondenza tra i prodotti intellettuali con i dati anatomici, fossero presupposti sufficienti per affermare che la donna fosse inferiore intellettualmente.5

La strada era ormai segnata da scienziati che giuravano di non aver alcun pregiudizio sulle donne e che i loro dati erano frutto di attente e
Ibid. pp. 149-151. Herbert Spencer (1820-1903), filosofo inglese. 4 Cfr. Paolo Mantegazza, Fisiologia della donna, Treves, Milano 1891, p. 190. 5 Cfr. Fernanda Minuz, Femmina o donna, in Valeria Babini, Fernanda Minuz, Annamaria Tagliavini, La donna nelle scienze dell'uomo, F. Angeli, Milano 1989, p. (il grassetto mio)
3 2

meticolose osservazioni: se lo sviluppo del bacino era in assoluta opposizione allo sviluppo del cranio, lo sviluppo dell'apparato genitale era in assoluta opposizione con lo sviluppo mentale. Se gli scienziati affermarono questo, medici ed educatori sostennero che l'istruzione poteva essere dannosa per le donne e che un eccessivo sviluppo del cervello avrebbe "atrofizzato" l'utero. Nelle due opere fondamentali dello scienziato tedesco Moebius6, una Sulla debolezza fisiologica e intellettuale delle donne e l'altra su L'inferiorit mentale della donna, troviamo una sequenza impressionante di affermazioni che entreranno a far parte non solo di una letteratura scientifica ma soprattutto di una cultura diffusa e di un modo di pensare:
Dopo tutto, la deficienza mentale della donna non solo esiste, ma per di pi necessaria; non soltanto un fatto fisiologico, ma altres un postulato fisiologico. Se noi vogliamo una donna, la quale possa adempiere bene al suo compito materno, necessario ch'essa non abbia un cervello mascolino. Se si potesse far in modo che le facolt femminili raggiungessero uno sviluppo uguale a quello delle facolt degli uomini, ne verrebbero atrofizzati gli organi materni e noi ci troveremmo d'innanzi un repugnante e inutile androgino. Una soverchia attivit mentale, infatti, fa della donna una creatura non solo abnorme, ma anche malata [] E' evidente che il fenomeno fondamentale sta in un antagonismo fra l'attivit cerebrale e la procreazione. Le due funzioni sono intimamente connesse, ma quanto pi l'una prende il sopravvento, tanto pi l'altra ne soffre.7 Ho trovato spesso nelle donne di statura media una circonferenza del cranio di 5I cm. Questo fatto non si riscontra negli uomini psichicamente normali, ma soltanto in malati: deficienti, idioti. Il Rudinger [] parla di un tipo di cervello simile al tipo che si riscontra nelle bestie. Molte caratteristiche femminili sono connesse a cotesta simiglianza con le bestie; anzitutto, la mancanza di giudizi propri.

Paul Julius Moebius, (1853-1907), medico e scienziato di Lipsia, fu direttore del Policlinico Neurologico dell'Albert-Verein. 7 La sterilit della donna intellettuale era un tema diffuso tra gli uomini di scienza alla fine dell'Ottocento; se ne trova eco anche in molti uomini di scienza italiani come Lombroso, Ferri, Mantegazza, Sergi e Ottolenghi, Chierici. Quest'ultimo, in particolare, prevedeva che le donne che avessero voluto affaticare il loro cervello togliendo cos sangue e "fluido nervo" agli organi genitali, sarebbero state sicuramente colpite da "fibroma, cancro, scirro ed altri". Anche per lui la donna non poteva godere dei benefici dell'istruzione se non mettendo in pericolo la sua salute. Notizie esaurienti si trovano nel saggio di Fernanda Minuz, cit. "A Luigi Chierici - sostiene l'autrice - medico di orientamento cattolico e autore di scritti divulgativi in cui auspicava il ritorno ad un ruolo subordinato della donna nella famiglia, si deve il pi radicale attacco, nella letteratura scientifica italiana di quell'epoca, ad ogni pretesa di emancipazione [].

Come gli animali, da tempo immemorabile, [le donne] agiscono sempre alla stessa guisa, cos il genere umano sarebbe rimasto nel suo stato originario se non fossero esistite altro che le donne. Ogni progresso opera dell'uomo. Perci la donna gli grava addosso come un plumbeo peso. La loro morale soprattutto morale di sentimento o una rettitudine incosciente; la morale che deriva dal ragionamento loro inaccessibile e la riflessione non fa che renderle peggiori. Se la donna non fosse fisicamente e mentalmente debole, [] essa sarebbe un essere altamente pericoloso. La lingua l'arma delle donne, poich la loro debolezza fisica impedisce loro di lottare con le pugna, la loro debolezza mentale le obbliga a rinunziare alla prova dei fatti, per cui non resta loro che la piena delle parole. [] Il ciarlare arreca alle donne un infinito piacere, il vero sport femminile. Ci si pu spiegare, forse, pensando ai giuochi che gli animali fanno per esercizio. Il gatto si slancia contro la pallottola di carta e si esercita cos per la caccia al topo; la donna si esercita, vita natural durante, nella lingua, per trovarsi sempre agguerrita nelle battaglie a parole. [] poich le donne sono nature pieghevoli e pazienti, si comprende bene come esse posseggano cos le prerogative per diventare scolare modello. [] Il nostro giudizio relativamente favorevole circa la capacit a comprendere trova ora il suo contrapposto nella constatazione dell'assoluta sterilit mentale della donna. Il punto pi alto cui si pu giungere sta in ci che una donna si dimostri tanto buona scolara, da conservare, nel senso appreso dal maestro, il metodo da lui imparato. Invece, il creare, l'inventare nuovi metodi riesce impossibile alla donna. Essa non pu, per cos dire, diventare maestro, in quanto maestro colui che inventa qualche cosa. [] l'aspirazione verso nuovi orizzonti, la fantasia e la sete di nuove cognizioni servirebbero soltanto a rendere la donna irrequieta e intralcerebbero il suo compito materno []. Proporzionalmente alla diffusione della civilizzazione diminuisce la procreazione, quanto migliori divengono le scuole, di tanto peggiori diventano i puerper e tanto pi scarsa si fa la secrezione del latte, insomma, tanto pi inadatte alla loro funzione diventano le donne. Il Lombroso, il quale volentieri trae esempi dal regno animale, sostiene che in tutta la scala zoologica, l'intelligenza sta in proporzione inversa della prolificit [] [] io credo che sia molto pi importante per i medici che essi si facciano un chiaro concetto del cervello, ossia dello stato mentale della donna, che essi comprendano bene il significato e il valore della deficienza mentale della donna, e che essi mettano in opera ogni loro possa per combattere, nell'interesse del genere umano, le tendenze contro-natura dei femministi. Si tratta qui della salute della massa che vien compromessa dalle perversioni delle donne moderne. La Natura una inflessibile Signora e punisce con pene severe le infrazioni alle sue leggi. Essa ha stabilito che la donna deve esser madre ed ha concentrato tutte le sue forze verso questo scopo; quando la donna viene meno al suo obbligo verso la specie e vuole viversi la sua vita individuale, essa viene colpita come da una maledizione.

Quindi, noi, medici, dobbiamo assumerci la missione di ben consigliare e di ammonire a questo proposito; l'avvenire verr a chiederci ragione del nostro operato. E, invero, [] assisteremo intanto tranquillamente al maltrattamento che vanno facendo del loro cervello? Infatti la Natura non solo stata per la donna pi avara di doti mentali, ma per di pi ha disposto in modo che la donna le perda pi presto che l'uomo. Anche nelle donne, le quali si son conservate bene nei primi anni di matrimonio, dopo pochi parti non tarda a comparire il decadimento e, come se ne vanno la bellezza e le forze fisiche, cos regrediscono anche le facolt mentali, e le donne, come si dice molto volgarmente: rimbambiscono. Spesso il fatto sfugge all'osservazione, o, per lo meno, non reca disturbo, poich le qualit cos dette di sentimento restano inalterate, e, nella vita comune, dalla donna, di solito, non si pretende nulla dal punto di vista intellettuale. Ma un attento osservatore non si lascia ingannare e bene spesso egli si avvede del sopraggiungere di questo affievolimento. [] noi possiamo paragonare le donne a un battaglione che deve tener fronte a ripetuti assalti del nemico, che, nel nostro caso, il tempo. Alcune cadono alla prima scaramuccia, ossia diventano deficienti dopo alcuni anni di matrimonio, altre si tengon su pi a lungo, ma alla fine sono sconfitte, sia diventando sciocche, sia disseccandosi sotto forma di vecchie zitelle stravaganti.

Tutto questo Moebius lo faceva emergere dai suoi "metodi clinici", scientificamente "corretti" che portavano a "dati inconfutabili". Ne era talmente convinto, che si era pure permesso di dire:
Se noi riteniamo necessario di mettere in luce come la donna sia mentalmente deficiente rispetto all'uomo, non per questo crediamo di aver detto qualche cosa di pregiudichevole per la donna.8

Per questi campioni del pregiudizio "la scienza, prima che teoria, era anzitutto rigorosa raccolta dei dati osservativi", come ebbe a sintetizzare una volta il medico e antropologo Mantegazza. Ma non si creda che oggi si possa tranquillamente essere immuni da una logica pregiudizievole. Anzi, le ricerche sulle differenze biologiche dei cervelli maschili e femminili, che fanno uso di un alta specializzazione e sofisticazione degli strumenti di osservazione, rischiano di produrre altrettanti, anche se diversi, pregiudizi. L'antropologa Ida Magli, che studia da anni le questioni relative alla differenza culturale femminile,

I brani sono stati selezionati dall'opera di P. J. Moebius, L'inferiorit mentale della donna, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 1978. L'opera era uscita in Germania nel 1900 col titolo ber den phisiologische Schwachsinn des Weibes e fu pubblicata in italiano per la prima volta nel 1904. Nel 1978, con il sottotitolo Una fonte del razzismo antifemminista, l'editore Einaudi ha voluto pubblicare una nuova edizione del libro.

molto critica nei confronti delle ricerche che sostengono le differenze su base biologica. Lei sostiene in un'intervista9 che
Gli indirizzi pi recenti della biologia ci dicono che c' una stretta dipendenza tra ambiente esterno e specializzazioni neuronali. Non si tratta di affermazioni di parte: gli studi di uno scienziato come Gerald Edelman lo dimostrano. In secondo luogo. ormai si sa - e anche qui posso farmi scudo del nome di uno scienziato maschio: Oliver Sacks - che anche le localizzazioni encefaliche che si ritenevano predisposte a un certo tipo di attivit si modificano sulla base della necessit. Che cosa vuol dire con questo? Che l'attivit encefalica talmente complessa che non si pu studiarla in maniera esaustiva. e che spesso le conclusioni che si tirano da ricerche parziali sono molto rozze, per non dire di peggio. Di peggio? S, perch certe ricerche e certi risultati che si presentano come sconvolgenti non fanno che riproporre vecchie convinzioni: che le bambine sono pi precoci nel linguaggio, che i maschi sono pi portati alle scienze, che le donne sono pi attente ai particolari. E non potrebbero essere delle effettive differenze che partono dal cervello? Non quello il punto. Prendiamo la maggiore capacit delle donne a cogliere il significato di certe espressioni del viso, la loro reattivit alle fisionomie. Certamente vero, e sicuramente ce ne sar un riscontro cerebrale. ma significa che le donne sono state costrette da sempre a un'estrema attenzione del vissuto intorno a loro. che dovevano decifrare in base alle emozioni e non a strumenti culturali che non avevano. Voglio dire che l'attitudine stata determinata da un allenamento socioculturale, da una precisa stimolazione dell'ambiente. Tant' vero che questa attitudine a cogliere gli aspetti visivi non si poi tramutata per le donne nella possibilit di diventare grandi pittori. E le stimolazioni dell'ambiente costituiscono una vera eredit. [] La mia paura [per] che, siccome sono state messe in moto certe attivit neuronali nelle donne e certe altre negli uomini attraverso un'azione di secoli e secoli, adesso ci sia una specializzazione neuronale diversa che venga considerata un dato naturale e irreversibile. Mentre non affatto cos. [] Dunque la ricerca scientifica non fa bene a insistere sul tema della diversit maschile-femminile? La scienza per capire un fenomeno comincia sempre con lo studiare le diversit. All'interno delle differenze si cercano poi i fenomeni simili. Quando, per, questo atteggiamento si trasferisce sugli esseri umani, pu esserci un'interferenza indebita: sulla ricerca si riversano pi o meno inconsapevolmente aspettative, paure. nonch una certa volont di colpire l'opinione pubblica con rivelazioni. C' un atteggiamento ricorrente e specifico della scienza quando si tratta di donne? E' difficile dire se le tendenze della ricerca siano consapevoli o inconsapevoli. E' evidente, per, che le donne pongono un problema. Il femminismo non si reso conto di quanto fosse radicale - molto pi della rivoluzione francese o di quella industriale - il cambiamento che stava
9 L'intervista apparsa su l settimanale "Panorama" del 31/3/1995. (L'intervistatrice Elisabetta Rasy).

proponendo. Se cambia la posizione della donna, cambia l'assetto del mondo. Per questo, per rimettere ordine e sfuggire a questo cambiamento, molti sperano di trovare delle differenze biologiche che chiudano la partita.

2.

Tissot. - Chi si masturba muore.

Nel 1760 usc in Francia, ad opera del dottor Simon Andrea Tissot, un libro sull'onanismo che era un saggio sulle malattie prodotte dalla masturbazione10. Attraverso le numerose traduzioni, questo medico francese si guadagn una fama europea divenendo la pi grossa autorit nella lotta contro la masturbazione e nessuno aveva il coraggio di mettere in dubbio le sue opinioni. L'opera del Tissot inizia con un quadro dei mali prodotti dall'abuso dei "piaceri di Venere", come amava definirli, ricostruito sulla base delle opere dei medici antichi e moderni, fornendoci cos anche un percorso storico non solo delle cosiddette osservazioni scientifiche ma anche dei risvolti culturali delle malattie. Da Ippocrate, ad esempio, proveniva il concetto di consunzione o tabe dorsale che, secondo le sue osservazioni, colpiva soprattutto "gli sposi novelli o troppo libidinosi". E mentre Celso si limitava a raccomandare l'astinenza sessuale alle persone deboli, Areteo tracciava invece un quadro assai cupo dei mali indotti da una troppo abbondante dispersione del seme ed a lui che si deve l'introduzione dei concetti di imbecillit e di paralisi. Galeno, infine, avendo osservato la nascita delle malattie del cervello e dei nervi avrebbe raccontato, secondo la testimonianza del Tissot, che un uomo non affatto guarito da violento morbo mor la stessa notte in cui pag il maritale tributo alla moglie. Rispetto alle testimonianze dei pi illustri medici dell'antichit, le cose non cambiarono molto nei resoconti dei medici contemporanei al Tissot e da lui citati. Se qualcosa c'era di cambiato, questo si riferiva soltanto ad un aumento terminologico delle malattie; per il resto c'era ancora molta confusione ma soprattutto molti pregiudizi. Il dott. Santorio avrebbe osservato che l'onanismo portava prima all'indebolimento e poi alla perdita della vista. Inoltre, molte specie di malattie degli occhi, comprese le cateratte, erano da attribuirsi ad eccesso di coito. Si ignorava, vero, quale "simpatia" esistesse tra testicoli ed occhi, e tuttavia tutti ribadivano che la perdita della vista aveva quella causa.

10 Notizie esaurienti delle vicende di quest'opera si trovano in G. Rifelli - C. Ziglio, Per una storia dell'educazione sessuale. 1870-1920, La Nuova Italia, Firenze 1991.

Io stessoscrive il Tissotho veduto un uomo di cinquantanove anni, che tre settimane dopo avere sposata una giovane donna, tutto ad un tratto rest cieco, e mor in capo a quattro mesi.11

Il dott. Lomnio, afferma osservazioni, avrebbe scritto che

ancora

il

Tissot,

dopo

attente

Le frequenti emissioni di seme rilasciano, infiacchiscono, debilitano, snervano, e producono una folla di mali, apoplessie, letarghi, epilessie, sopori, perdita della vista, tremori, paralisi, spasmi e tutte le specie di gotte le pi dolorose.12

E il dott. Muys? Lui addirittura avrebbe conosciuto un uomo attaccato da una cancrena spontanea al piede che assolutamente doveva essere attribuita ad eccessi venerei. Il dott. Salmuth invece riferiva che ad un letterato ipocondriaco, che si masturbava frequentemente, gli si era cos prodigiosamente ristretto il cervello che se lo sentiva "ciondolare nel cranio" e il dott. Boerhaave sosteneva che il disperdimento del seme consumava il cervello e i malati diventavano stupidi. E ancora. Per il dott. Klockos un copioso spandimento di liquore seminale era la causa della tisi, della follia, delle sincopi, delle convulsioni, dell'epilessia, ma anche dell'inerzia, della svogliatezza e dello stupore; sfere, queste ultime, che come facile intuire avranno in seguito un impatto disastroso nella formazione dei pregiudizi da parte degli educatori e dei pedagogisti nei confronti degli scolari timidi o svogliati. Del resto, gi nell'opera del dott. Hoffmann, riportata puntualmente dal Tissot, si poteva leggere
che i giovani che si danno in preda alla pratica abbominevole della masturbazione perdono a poco a poco tutte le facolt della loro anima, segnatamente la memoria, e divengono affatto inabili a qualunque studio.13

Gli faceva eco il dott. Boerhaave il quale sosteneva che anche [...] l'indolenza e le [...] diverse malattie che hanno legame con questa erano da attribuire al troppo disperdimento di seme. Tissot riporta in questo modo decine e decine di testimonianze citando altrettante opere di medicina, dei dottori pi illustri del suo tempo riempendo cos le prime 50 pagine, sulle 240 della sua opera, delle pi assurde malattie ascrivibili e riconducibili tutte alla dispersione dello sperma.

11

S. A. Tissot, Dell'onanismo o Saggio sulle malattie prodotte dalla masturbazione, Milano, Borroni e Scotti Editori, 1853, pp. 17. 12 Ibid. p. 15 13 Ibid. pp. 22-23

Dopo il quadro desolante compiuto attraverso le pi importanti opere di medicina e dopo aver accennato all'altra opera famosa sull'onanismo, quella del dott. Bekker di Londra, il Tissot smette i panni del ricognitore e, indossando quelli del medico e osservatore, racconta la sua prima esperienza che sintetizza in maniera raccapricciante tutti i pregiudizi riguardanti la rea abitudine, come lo stesso Tissot la definiva. Non si dimentichi che questi testi costituivano letteratura scientifica.
Il quadro che offre la mia prima osservazione terribile: io stesso ne fui spaventato la prima volta che vidi lo sfortunato che ne forma il soggetto. Io conobbi allora, meglio che per l'addietro, la necessit di mostrare alla giovent tutti gli orrori del precipizio nel quale si getta volontariamente . L. D... oriuolaio, aveva mostrato ottimi costumi, e goduto di una buona salute sino all'et di diecisette anni: a questa epoca abbandonossi alla masturbazione, che reiterava tutti i giorni, non di rado sino a tre volte, e la ejaculazione era ogni fiata preceduta ed accompagnata da una leggiera perdita della coscienza, e da un movimento convulsivo nei muscoli estensori della testa, che la ritiravano fortemente indietro, mentre il collo si tumefaceva straordinariamente. Non era ancora passato un anno, quando dopo ciascun atto cominci a sentire una grande debolezza. Questo avviso non fu bastante per toglierlo di quel lezzo: la sua anima di gi tutta dedita a siffatto vizio non era pi capace di altre idee, e la ripetizione del suo delitto divenne ogni giorno pi frequente, sino a che fu ridotto in tale stato da fargli temere la morte. Troppo tardi avvedutosene, il male avea gi fatto tanto progresso, da non potere pi essere guarito, e le parti genitali si erano rese cos irritabili e si deboli, che pi non abbisognava un nuovo atto, perch venisse evacuato lo sperma. Lo stimolo il pi lieve sull'istante gli procurava un'imperfetta erezione ch'era immediatamente seguita da una evacuazione di quel liquore, che di giorno in giorno ne aumentava la spossatezza. Lo spasmo, che da principio questo infelice non provava che nel tempo della consumazione dell'atto, e che cessava nello stesso momento, era divenuto abituale, e sovente lo attaccava senza alcuna causa apparente, ed in un modo talmente violento, che per tutto il tempo dell'accesso, il quale durava alcune volte quindici ore, e mai meno di otto, sentiva in tutta la parte posteriore del collo dolori cos atroci, che d'ordinario mandava non gi gridi, ma urli, e gli era impossibile per tutto quello spazio di tempo d'inghiottire alcun che di liquido, o di solido. La sua voce era divenuta fioca, ma io non ho rimarcato se lo era di pi durante l'accesso. Perd totalmente le sue forze: obbligato a rinunciare alla sua professione, incapace di tutto, oppresso dalla miseria, langu per alcuni mesi quasi senza soccorso. E tanto pi si querelava, che un resto di memoria, il quale non tard a svanire, non gli servisse che per richiamare incessantemente a' suoi sguardi le cause della sua infelicit, e ad accrescergli tutto l'orrore del rimorso. Io conobbi il suo stato e mi recai presso di lui: trovai meno un essere vivente, che un cadavere giacente sulla paglia, macilento, pallido, sudicio, mandante un ammorbato odore, pressoch incapace di alcun movimento. Perdeva spesse volte dal naso un sangue scolorito e sieroso; di continuo gli esciva spuma dalla bocca. Preso dalla diarrea rendeva gli escrementi nel suo letto senza accorgersene: il flusso del seme era continuo: i suoi occhi si presentavano cisposi, torbidi, spenti, non avevano pi la facolt di muoversi; i polsi piccoli, celeri e frequenti: la respirazione penosissima: la magrezza eccessiva, eccettuati i piedi, che si rendevano edematosi. Il disordine dello spirito non era minore: senza idee, senza memoria, inabile a leggere due frasi, senza riflessione, senza inquietudine sul suo stato, senz'altro sentimento che quello del dolore, che ritornava con tutti gli accessi almeno ogni tre giorni. Giunsi prontamente col mezzo dei tonici rimedii a distruggere quei violenti accessi

spasmodici, che non lo richiamavano al sentimento che per fargli provare crudeli dolori. Contento di averlo sollevato a questo riguardo non ho continuato con rimedii, che non potevano in alcun modo migliorare il suo stato: mor in capo ad alcune settimane nel giugno dell'anno 1757, edematoso per tutto il corpo.

I medici pi onesti intellettualmente, sia quelli che scrivevano dei veri e propri trattati ma anche i semplici divulgatori di Medicina Pratica usavano una formula standard secondo la quale pur ammettendo che le relazioni degli organi genitali e quelli del... [e nominavano di volta in volta un organo del corpo umano] non erano spiegabili coll'anatomia, tuttavia i fatti chiaramente dimostravano che... [ecc. ecc.]. E con questa formula vennero collegate all'evacuazione dello sperma le malattie possibili e quelle impossibili purch reggessero i ragionamenti da un punto di vista logico e congetturale. Cos, ad esempio, una volta accettata da tutti per assioma la relazione tra testicoli e cervello, cos come era stata presentata, per successive razionalizzazioni e congetture si ricondussero al coito e alla masturbazione tutte le malattie che avevano a che fare non solo con la pazzia, l'idiozia e l'imbecillit ma anche con la memoria e con l'intelligenza, costruendo cos quella montagna di pregiudizi che avrebbero dato una spiegazione in seguitoe quel che peggio in nome della scienzaa fenomeni sociali complessi, comprese la povert e la miseria. Cos appunto avrebbe fatto il reverendo americano Stall pi di un secolo dopo, quando affermava che le conseguenze della masturbazione non si sarebbero limitate al fanciullo che le praticava ma che quell'atto, poich avrebbe prodotto un seme scadente, sarebbe ricaduto sui figli.
Un giornoscrive Stallil fanciullo diverr uomo, si ammoglier e diverr padre: ecco che nasceranno altri esseri che dovranno soffrire per colpa del padre. Se la vita che questo ha condotto lo ha reso incapace di lotta, i figli suoi nasceranno nella povert questa sar una delle prime conseguenze che dovranno subire.

E ancora.
Se un ragazzo danneggia i suoi organi riproduttori, quando sar uomo la sua semenza sar di qualit inferiore e questo apparir nel corpo, nell'intelletto e nel carattere dei suoi figli.14

Il Tissot stesso del resto aveva gi anticipato in una delle sue conclusioni il nesso tra dispersione dello sperma, malattie del cervello e asocialit di coloro che, privi di quel grado d'attenzione di cui questa dannosa abitudine li rende affatto incapaci, sarebbero diventati dei falliti nella vita.

14

S. Stall, Quel che il ragazzo deve sapere, Torino, STEN, 1913 (4 e 5 migliaio), p. 156.

Il masturbatore, unicamente dedicato alle sue disoneste meditazioni, prova a questo riguardo quei mali stessi che sono proprii dell'uomo di lettere occupato a meditare su di una sola questione, ed cosa rara che questo eccesso non noccia. Quella parte del cervello che trovasi allora in azione fa uno sforzo, il quale potrebbesi paragonare a quello di un muscolo per lungo tempo e violentemente teso: da qui ne risulta, od una tale mobilit, da non potersi pi arrestare l'azione di questa parte, n per la stessa cagione stornare l'anima da una simile idea, ed ecco il caso di chi procurasi le polluzioni, od almeno ne viene una incapacit ad agire. Spossati finalmente dalla continua fatica, questi ammalati incapparono in tutte le malattie del cervello, la melanconia, la catalessi, l'epilessia, la imbecillit, la perdita dei sensi, la debolezza del sistema nervoso, ed una serie di mali consimili. Questa causa nuoce pure in altro modo ad alcuni giovani, perch prima che in essi sieno spente le loro facolt, l'uso ne pervertito. A qualunque professione si applichino, in nulla riescono, privi di quel grado d'attenzione di cui questa dannosa abitudine li rende affatto incapaci. E fra quelli che a nulla si dedicano, se ne trovano alcuni che di fatto sono atti a nulla: un'aria di distrazione, d'imbarazzo, di stordimento non li fa essere che sfaccendati ed oziosi. Potrei provare che questa impossibilit di applicarsi a qualche cosa, congiunta alla diminuzione delle facolt ha reso parecchi in istato di nulla comparire nella societ.15

Le decine e decine di medici che il Tissot cita nella sua opera esprimevano le loro opinioni sulla base di "scientifiche vedute" (sic). I dati cio derivavano da meticolose osservazioni e dall'intreccio dei risultati della medicina sperimentale. Fin qui tutto bene, ma i problemi cominciano a nascere quando ci si accorge che quelle scientifiche vedute erano viziate in partenza dal pregiudizio. E l'esempio ce lo offre il Tissot stesso descrivendoci un suo caso clinico.
Io conosco un uomo che [...] nell'et di trent'anni aveva da sei anni la vista cos oscurata, senz'alcuna apparente lesione nell'occhio, che vedeva tutti gli oggetti come attraverso una densa nube. Era stato successivamente nei tre ospitali pi celebri di Londra, cio di s. Tomaso, di s. Bartolomeo e di s. Giorgio, e finalmente da due anni si portato nel nostro. [...] Interrogatolo in particolare e con molta pazienza intorno alla sua malattia, mi fece sapere che di tempo in tempo egli provava una trista sensazione tutto lungo il midollo spinale, e massime quando si curvava per prendere qualche cosa; che le sue gambe erano cos deboli che appena appena poteva reggersi in piedi un minuto senza appoggiarsi, altrimenti le gambe stesse gli vacillavano, e provava vertigini ed oscuramento di vista, che la sua memoria erasi cos infiacchita, da apparire alcune fiate come istupidito, ed io stesso l'ho veduto estremamente macilento. Tutto questo mi fece sospettare che l'amaurosi non costituisse che un sintomo d'una malattia pi fastidiosa, e che l'ammalato fosse attaccato da una vera consunzione dorsale. Lo pregai vivamente a confessarmi, se egli mai si fosse per lo addietro dato in preda all'abbominevole vizio dell'onanismo, e dopo molti indugi finalmente arrossendo il tutto mi confess.16

15 16

S. A. Tissot, Dell'onanismo ..., cit. pp.89-90 S. A. Tissot, op cit., pp. 104-105.

In molti altri casi suoi, o dei suoi colleghi, ritorna questo modo pregiudizievole di indagare le malattie e sono frequentissimi altri esempi in cui appunto il medico chiede... e lei, o lui, confessano... che s... in passato erano stati preda del vizio. Da qui dunque le conclusioni "scientifiche di quegli anni". Ci spiega da un lato come mai tante malattie venissero attribuite alla dispersione del seme ma anche come la ricerca medica, essendo prigioniera del suo stesso pregiudizio, fosse incapace di capire la genesi e le cause di molte malattie che, come sappiamo dalla medicina moderna, con la masturbazione non avevano nulla a che fare. Allora, per, quelli erano i dati oggettivi provenienti dal mondo scientifico e la letteratura del tempo li riportava e li divulgava come "le verit della scienza medica". C' uno straordinario libro che racconta, spiega e ricostruisce il sottile meccanismo che regola e che intreccia il dato oggettivo con il pregiudizio culturale. Questo libro, scritto da un paleontologo dell'Universit di Harvard, criticando il mito che la scienza sia un'impresa oggettiva, analizza i dati del determinismo biologico smascherandoli come pregiudizi sociali. Ci che ci interessa maggiormente di questo libro , come dice lo stesso autore S. J. Gould, la tenacia delle influenze inconsce e la sorprendente malleabilit dei dati oggettivi quantitativi nell'interesse di un'idea preconcetta.17 Cos fu per la craniometria quando venne messa in relazione la superiorit intellettiva con la superiorit del volume cerebrale. Nel 1898 Binet scriveva:
La relazione tra l'intelligenza dei soggetti ed il volume della loro testa [] ben definita ed stata confermata da tutti i ricercatori metodici, senza eccezione [...]. Dato che questi lavori includono osservazioni su diverse centinaia di soggetti, possiamo concludere che l'asserzione precedente [di una correlazione fra grandezza della testa e intelligenza] deve esser considerata incontestabile (Binet, 1898, pp. 294-295).18

La craniometria non rimase una questione accademica; le conclusioni furono riportate dalla stampa popolare, e si diffusero, radicandosi, delle convinzioni cos forti che nemmeno le ritrattazioni impedirono ad esempio di raccomandare di vietare il voto ai neri in conseguenza della loro innata stupidit19 e alle donne per la piccolezza dei loro cervelli.

S. J. Gould, Intelligenza e pregiudizio. Le pretese scientifiche del razzismo, Roma, Editori Riuniti, 1985, p. 135. 18 Ibid., p 134. 19 Ibid., p. 71

17

Cos fu per la storia dell'XYY, meglio conosciuta come storia del marchio criminale: ora ampiamente denunciata come favola dagli scienziati moderni. E prima ancora di quella storia sappiamo che le "caratteristiche antropologiche del crimine" di Lombroso erano diventate dei criteri oggettivi di valutazione nei dibattimenti giudiziari e non si sa quanti siano stati condannati ingiustamente solo perch avevano mascelle e braccia insolitamente grandi o perch non arrossivano o perch erano tatuati. Cos fu per la superiorit dei bianchi e l'inferiorit dei negri.
Per settant'anniscrive il prof. Gouldsotto la spinta della ricapitolazione [secondo la quale "gli adulti delle razze inferiori sono come i bambini delle razze superiori"] gli scienziati hanno raccolto volumi di dati oggettivi che proclamano sonoramente tutti lo stesso messaggio: neri adulti, donne e bianchi della classe inferiore sono come i bambini bianchi maschi della classe superiore.20

Cos fu per la superiorit dell'uomo e l'inferiorit della donna. Qui Gould riporta un incredibile passo del 1879 di Gustave Le Bon che, utilizzando "meticolose osservazioni" "prove oggettive", "misurazioni" e "dati scientifici" scrissesono parole di Gouldquello che deve essere il pi infame attacco contro le donne mai pubblicato nella storia della letteratura scientifica moderna21. Le Bon, inorriditocome dice Gouldper la proposta avanzata da alcuni riformatori americani di garantire alle donne l'opportunit di accedere ad un'istruzione superiore come per gli uomini, viene definito dal nostro professore di Harvard un "seminatore d'odio" e considera la sua influenza, essendo stato non una figura marginale ma un fondatore della psicologia sociale, fonte di successive discriminazioni sociali e culturali della donna in nome di una scienza che fonda i suoi dati scientifici sul pregiudizio.
Tra le razze pi intelligentiscriveva Le Bon nel 1879[...] esiste un gran numero di donne i cui cervelli sono pi vicini nelle dimensioni a quelli dei gorilla che non a quelli maschili pi sviluppati. Questa inferiorit talmente ovvia che nessuno potrebbe contestarla per un momento; quello su cui si pu discutere il grado di inferiorit. Tutti gli psicologi che hanno studiato l'intelligenza delle donne, come pure poeti e romanzieri, riconoscono oggi che esse sono la forma pi bassa dell'evoluzione umana e che sono pi simili ai bambini e ai selvaggi che non all'uomo adulto e civilizzato. Sono assolutamente incostanti, mancano di pensiero e di logica e sono incapaci di ragionare. Senza dubbio esistono donne di notevole talento, superiori all'uomo medio, ma esse sono eccezionali come la nascita di una qualsiasi mostruosit, ad esempio di un gorilla con due teste, e possiamo quindi evitare di prenderle in considerazione (1879, pp. 60-61).22

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Ibid., p.108 Ibid., p. 93 Ibid.

Cos fu pi tardi per l'uso dei test di intelligenza, quando cio si suppose che l'intelligenza fosse una cosa innata, ereditaria e misurabile, che diventarono per questo secolo ci che la craniometria fu per il secolo scorso. Il nostro paleontologo ricostruisce la storia di questo strumento, ne smaschera l'oggettivit e fa capire che il tutto ha un sapore di imbroglio anche se sorretto da sofisticate procedure statistiche. Anzi, espressamente egli scrive che
le tesi deterministe per classificare gli individui secondo una singola scala di intelligenza, non importa quanto numericamente sofisticata, non hanno registrato molto di pi di un pregiudizio sociale.23

Il problema cruciale che sia la craniometria, sia il gene criminale, sia i dati sull'inferiorit dei negri e delle donne, sia la teoria del Q.I. (Quoziente di Intelligenza) furono s, alla luce della scienza moderna, delle "bugie scientifiche", ma non in termini di frode nel senso della manipolazione volontaria e consapevole dei dati. A parte qualche caso sporadico e scoperto di manipolazione, che per Gould non storicamente interessante se non come pettegolezzo, furono proprio i pregiudizi culturali, o inconsci come egli dice, a influenzare gli scienziati che credevano di rincorrere la pura verit24.

3.

Che cosa possiamo imparare

Innanzitutto, che noi vediamo soltanto ci che siamo in grado di riconoscere. Nel film "Inganno criminale" del regista americano J. Vittoire ma chiss in quanti altri films e opere letterarie vengono pronunciate queste frasi del genere - uno dei protagonisti, imputato di omicidio, dice: "Ognuno vede quello che vuol vedere", e, poco dopo, che "la verit dipende da ci che siamo disposti a credere". In secondo luogo, che nessuno immune da pregiudizi. Ognuno di noi ha dei pre - giudizi. Nel senso che si costruito nell'arco della sua vita una serie di giudizi relativi alle cose, alle situazioni, ai rapporti interpersonali, ecc., quindi alla famiglia, alla scuola, alla politica, alla religione, ecc. ecc. Tutto quello che abbiamo vissuto, studiato, imparato, ci ha portato a formulare giudizi che ci aiutano a interpretare la realt. Ora, se questo bagaglio, anzich essere utilizzato per prestare attenzione alle nuove realt, esperienze e relazioni, lo teniamo congelato, e applichiamo alle caratteristiche situazionali nuove le valutazioni e i giudizi che abbiamo formulato per le realt, esperienze e relazioni del passato, i
23 24

Ibid., p.19 Ibid., p.18

nostri giudizi si trasformano in pregiudizi: non siamo cio disposti a cambiare idea nemmeno di fronte ad una argomentazione pi forte della nostra o ad una situazione diversa rispetto a quella vissuta in passato. Per maggiore chiarezza potremmo distinguere i pre-giudizi (col trattino) dai pregiudizi (senza trattino). I primi sono indispensabili ed importantissimo averli per sapere, ad esempio, riconoscere un pericolo e salvarci la vita; i secondi non ci aiutano a riconoscere gli oggetti, le relazioni, i problemi: in una parola, la vita. Sul versante dell'attivit osservativa, bisogna rendersi conto che l'osservazione di un qualche cosa condizionata dallo stato di tutte le nostre conoscenze anteriori: diverse queste, diversa quella. Pertanto, ci che "vediamo" , sempre e soltanto, ci che le nostre ipotesi, le nostre idee preconcette, la nostra cultura di sfondo, ci predispongono e ci preparano a vedere. Ciascuno cio tende a "vedere" ci che pi gli familiare o che, forse, pi lo ossessiona. Si potrebbe dire che ci che si osserva non sono, a rigore, "fatti" ma "significati" e che l'osservazione non ci fornisce tanto gli oggetti del mondo, quanto le nostre rappresentazioni mentali che ci siamo costruiti nel corso della nostra vita. Attenzione, dunque, al fatto che quando si parla di strumenti di osservazione non li si scambi con le tecniche di osservazione. Gli strumenti sono innanzitutto strumenti mentali. Quanto alle tecniche, quelle soprattutto che pretendono di osservare i fenomeni in maniera oggettiva/obiettiva, sono dei tentativi a volte presuntuosi nell'intento di ovviare alle interferenze soggettive. Nell'ambito dell'osservazione sistematica, ad esempio, chi costruisce le griglie di osservazione non sfugge in alcun modo alle proprie rappresentazioni mentali n deve sentirsi sicuro e tranquillo rispetto a ci che quelle tecniche gli consentono di rilevare. Nell'ambito delle tecniche di osservazione, si possono trovare strumenti che non sembrano affatto avere a che fare con una visione matura della pratica osservativa. Mancano cio di una cultura dell'osservazione. E' chiaro che mi riferisco qui ad un certo tipo di strumenti. Se, ad esempio, in un contesto di aula scolastica, voglio rilevare la quantit di volte in cui uno studente gioca con la matita durante un'ora di lezione (e registro, poniamo, 20 volte), e considero che il giocare con una matita sia indice di disattenzione, il risultato di quella mia osservazione obiettiva collocher quello studente nella categoria dei "molto distratti". Ora, voglio raccontare un breve episodio che spero faccia riflettere sull'ingenuit di questa impostazione di rilevazione dei dati. Quando ero uno studente universitario, studiavo fino a tarda notte assieme ad altri due amici. Uno studiava medicina, l'altro giurisprudenza e io pedagogia. Vivevamo in un appartamento, perch lontani da casa, e questo consentiva di comportarci familiarmente. L'amico che studiava medicina aveva l'abitudine, verso la mezzanotte, di mettersi il pigiama pur continuando a studiare. Avevo notato che nel suo pigiama si era formato un piccolo buco e, mentre studiava, lo allargava sempre di pi infilandoci ripetutamente un dito. Era diventato un rito inconsapevole. Una notte, lo

vidi incapace di concentrazione. La madre, accortasi del buco, lo aveva rammendato. Scherzosamente, gli dissi che non riusciva a concentrarsi perch non aveva pi il buco da infilarci il dito. "Quale buco?" mi chiese. "Quello del pigiama", risposi. Mi guard, si alz, torn con un paio di forbici e disf il rammendo fatto dalla madre. Si rimise a studiare col suo dito nel buco ritrovando la sua solita concentrazione. La conclusione mi sembra chiara. Il giocare con la matita o il mettere un dito nel buco del pigiama, di per s sono dati che non dicono nulla se non sono caricati di significato, ma il significato ce lo pu fornire soltanto il processo. Come per il dito nel buco del pigiama, cos il giocare con la matita potrebbe benissimo essere un gesto di massima concentrazione e non di distrazione. Sapere quante volte uno studente si gratta ma non sapere perch lo fa un tentativo maldestro di oggettivazione della realt e un tentativo molto rozzo ai fini dell'attivit osservativa. Bisogna, al contrario, capire le dinamiche; altrimenti anche qui i dati si prestano ad essere letti in mille modi, secondo le nostre precomprensioni e convinzioni. Non solo, molte tecniche - dimenticando troppo spesso che il termine techn in greco significa arte - dell'osservazione sistematica corrono il rischio, secondo un bellissimo concetto che ho trovato nel libro di Beveridge "L'arte della ricerca scientifica", di riuscire a vedere soltanto gli alberi non accorgendosi di essere in un bosco25. Per concludere, mi sembra opportuno ricordare, a coloro che pretendono l'oggettivit nelle procedure osservative, una considerazione di Karl Popper26. Egli parla di osservatismo, ossia della teoria secondo cui lo scienziato "osserverebbe" la natura senza presupposti o ipotesi precostituite. In realt, controbatte Popper, la nostra mente non un "recipiente" vuoto (una tabula rasa) ma un "faro" che illumina, ossia un deposito di ipotesi o di aspettative (quelle che l'ermeneutica chiama "precomprensioni") alla luce di cui recepiamo la realt. Per cui, nell'accostarci ai presunti "fatti", noi siamo gi da sempre "impregnati" di teoria.27 (Testo di C. Ziglio Universit di Bologna) a cura di I. Padoan Domande: 1. Si possono scardinare i pregiudizi? 2. Come ci si costruisce una cultura della cautela?

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W. Ian B. Beveridge, L'arte della ricerca scientifica, Armando Armando, Roma 1981. Karl Popper (1902-1994), epistemologo della scienza. Cfr. N. Abbagnano - G. Fornero, Filosofi e filosofie nella storia, (vol. III) Paravia, Torino 1992, p.620.