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Il comunismo tornato ma dovremmo chiamarlo terapia di singolarizzazione

Marted 05 Maggio 2009 17:25 - Ultimo aggiornamento Marted 05 Maggio 2009 17:43

di Franco Berardi Bifo 1. NON UNA CRISI, MA IL COLLASSO Economisti e politici la chiamano crisi e sperano che si evolva come le molte crisi che hanno scosso leconomia durante il secolo passato e che sono finite rafforzando il capitalismo. Ma io penso che questa volta sia diverso. Questa non una crisi, ma il collasso finale di un sistema che durato cinquecento anni. Non una crisi ma il segno della incompatibilit tra potenza delle forze produttive (rete globale, lavoro cognitivo immaterializzazione) e paradigma capitalistico. Guardiamo il panorama: le grandi potenze del mondo stanno cercando di salvare le istituzioni finanziarie, ma il collasso finanziario ha gi colpito il sistema industriale, la domanda sta precipitando, milioni di posti di lavoro scompaiono. Per salvare le banche, lo stato costretto a prender soldi dai contribuenti di domani, e questo significa che nei prossimi anni la domanda destinata a cadere ulteriormente. In un articolo pubblicato sullInternational Herald Tribune, scrive David Brooks: Temo che stiamo operando in condizioni che sono molto al di l della nostra conoscenza economica. Qui sta il punto: la complessit delleconomia globale di gran lunga al di l della capacit di conoscenza di cui dispone leconomia come scienza e come tecnica. Leconomia moderna ha funzionato finora come tecnica di produzione della scarsit e di organizzazione dello sfruttamento del lavoro. Ma ora questa tecnica non riesce pi ad organizzare la complessit e la ricchezza infinita delle forze produttive nellepoca delle tecnologie dellinformazione e del capitalismo cognitivo. E la forma di conoscenza che si definita come economica nell'epoca moderna non in grado di cogliere la complessit di una produzione che ha coinvolta l'anima, il linguaggio, l'affetto. Fin quando rimane incapace di autonomia dai criteri delleconomia, la politica non pu aver pi ogni controllo sulle dinamiche sociali che il crollo finanziario del 2008 ha messo in moto. Presentando il piano economico di Obama, il 10 febbraio 2009, il segretario del Tesoro Timothy Geithner ha detto: Voglio essere sincero. Questa strategia coster danaro, comporter rischio e richieder tempo. Dovremo adattarla man mano che le condizioni cambiano. Dovremo fare cose che non abbiamo tentato di fare in precedenza. Faremo errori. Passeremo periodi in cui le cose vanno peggio e il progresso improbabile o interrotto. Queste parole testimoniano lonest intellettuale di Geithner,

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(pensate che differenza rispetto alla tracotanza intellettuale del clan bushista. Ma al tempo stesso dimostrano un crollo della fiducia negli strumenti di comprensione della politica e dell'economia. La conoscenza politica che abbiamo ereditato dalla filosofia razionalistica dellepoca moderna oggi inutilizzabile. I problemi posti dalla depressione non possono essere risolversi con ladattamento e la razionalizzazione dellEconomia. Il paradigma capitalista non pu essere pi la regola universale dellattivit umana. La storia del capitalismo moderno finita. E allora? 2 ECONOMIA CRIMINALE Sguardo retrospettivo alla crescita e al declino delleconomia neoliberale, che proclamava la legge del pi forte. Vediamo due aspetti, nelleconomia post-moderna degli ultimi trentanni: uno quella della Net economy, laltro quello del capitalismo criminale. Leconomia di rete basata sulla collaborazione e la condivisione, sulla creazione di nuovi metodi di gestione dell'attivit sociale. Leconomia di rete sfida il principio proprietario che ha dominato la societ capitalista moderna. Per riaffermare e re-imporre il ruolo proprietario, il capitalismo ha allora abbandonato ogni regola legale nel perseguimento del profitto, ha usato la guerra come forma suprema della competizione. Questa politica ha portato leconomia globale nel casino attuale, ma i criminali sono ancora al potere pur avendo fallito nel governare la caotica realt creata dalla deregulation. Ma sullo sfondo cresce la potenza autonoma del general intellect rispetto alla classe dirigente criminale che ha fatto bancarotta. La vittoria di Obama pu aprire un nuovo periodo nellevoluzione dellumanit. Questo evento ha iniettato nuova speranza nellesercito pacifico del general intellect in tutto il mondo. Il nuovo presidente stato votato massicciamente dal lavoro cognitivo e la sua vittoria la sconfitta della classe criminale e del fanatismo rappresentati da Cheney Bush. Ma questa vittoria segna solo linizio della lotta, che sar conflitto tra la forza intellettuale contro la brutale forza dellignoranza, della violenza e del profitto. Possiamo descrivere questa lotta tra intelligenza collettiva e dogmatismo neoliberista nei vecchi termini della lotta di classe? S e no. S perch effettivamente il lavoro intellettuale in rete (che possiamo chiamare cognitariato) la principale forza produttiva di questo tempo in termini di valorizzazione e in termini di utilit sociale. No, perch la complessit del panorama sociale cresciuta fino a un punto che non pu pi ridursi alloopposizione lineare di un fronte

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sociale contro un altro. La classe criminale composta da avventurieri della finanza, managers delle grandi corporationi e da una lunpen-bourgeoisie di tipo mafioso, ma anche di vasti strati sociali della popolazione che sono incapaci di far fronte alle conseguenze della crisi. La dissociazione tra propriet e gestione, la finanziarizzazione del processo di accumulazione rendono impossibile la individuazione di una controparte sociale. La propriet stata polverizzata, e la gestione de-personalizzata. La classe criminale ha preso il potere in due mosse: prima la dichiarazione neoliberista del primato della competizione su ogni regola etica o politica o legale. Seconda loccupazione del sistema di produzione della mente collettiva, il media system. Producendo le aspettative sociali e limmaginazione collettiva, il sistema mediatico ha espropriato la classe cognitiva produttiva e soggiogato gli sfruttati agli incubi dei loro sfruttatori. Loccupazione privata dello spazio sociale di comunicazione (pubblicit, televisione) ha prodotto leffetto distorto di unidentificazione alienata. Gli sfruttati, lavoratori, consumatori sono stati spinti a vedersi attraverso gli occhi dei proprietari del Mediascape. La privatizzazione della vita, la distruzione della rete sociale e di solidariet e la privatizzazione del bisogno e del consumo sono state mediaticamente organizzate. La privatizzazione della mobilit il miglior esempio di questa distorsione della sfera pubblica. Un oggetto irrazionale e ingombrante, la macchina privata (tre tonnellate di ferro per lo spostamento di un corpo che pesa solo ottanta chili) stato loggetto centrale della produzione industriale del secolo 900. E in ogni caso perch le auto debbono essere private? Potrebbero essere oggetti pubblici che ognuno pu prendere e usare per il tempo necessario, poi lasciare aperte nelle strade, pronte per il trasporto di qualcuno altro. Potrebbero essere sostituite da un sistema di trasporto molto pi comodo. Perch il sistema di trasporto pubblico stato sabotato dalla classe dirigente negli ultimi decenni? Sappiamo bene il perch: perch leconomia capitalista crea scarsit nel campo del trasporto come in ogni altro campo. La creazione di scarsit la premessa dellaccumulazione, ed resa possibile dalla privatizzazione del bisogno. Il bisogno non un impulso naturale, ma il prodotto di unazione culturale che modella limmaginazione sociale e la sensibilit. Negli anni 90 la crescita della produzione in rete e la diffusione della cibercultura libertaria avevano aperto la strada a unalleanza tra capitalismo finanziario e lavoro cognitivo. Sotto la bandiera delle dotcom, giovani intellettuali e scienziati poterono trovare i

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mezzi per creare la loro impresa e divenne possibile un processo di redistribuzione del reddito. Ma questa alleanza fu rotta quando la classe criminale prese il controllo della potenza tecnologica per sottometterla alla guerra. Negli anni 90 lesperienza delle dotcom era stata largamente catturata dallillusione neoliberista, ma nel primo decennio del nuovo secolo il lavoro intellettuale stato precarizzato, costretto ad accettare qualsiasi condizione economica. La rottamazione del general intellect stata perseguita dalle forze della reazione neoliberista: la conoscenza frammentata, il reddito ridotto, lo sfruttamento e lo stress in aumento perenne. Il crollo delle dotcom e 9/11 segnarono lassoggettamento dellesperienza tecnologica alla guerra. Ma la produzione di massa della paura, il fanatismo e lignoranza non furono sufficienti per costringere gli occidentali ad accettare la guerra. Questo consenso fu comprato attraverso un enorme indebitamento. I cittadini occidentali vennero invitati dal presidente Bush a uscir di casa e fare shopping. Shopping contro il terrore e contro la depressione psichica. Ma questo accesso massiccio al consumo stato finanziato da un indebitamento senza limiti. La popolazione euroamericana stata sistematicamente spinta a comprare montagne di cose inutili, stata intossicata mentalmente dalla pubblicit e costretta a identificare la felicit con il consumo e il benessere con il possesso. La privatizzazione del bisogno e la riduzione del benessere allacquisizione ha distrutto ogni senso di dignit e di amore di s. Il tempo sociale di attenzione stato occupato dal flusso di info-lavoro e di pubblicit. Il linguaggio stato assorbito dal lavoro, e abbandonato dallaffetto. Amore, tenerezza, sesso, affetto e cura degli altri sono stati trasformati in merce. Ogni persona divenuta proprietaria di molte carte di credito, trasformata in una macchina per comprare, costretta a lavorare sempre di pi per poter pagare un debito crescente. Il debito diventato la catena universale e cos si sono create le condizioni per il collasso generale. E alla fine il collasso arrivato. Non ci sar alcuna ripresa, la crescita non ritorner, non solo perch la gente non sar pi in grado di pagare per il debito accumulato durante i tre decenni passati, ma anche perch le risorse fisiche del pianeta sono prossime allesaurimento, e le risorse nervose del cervello sociale sono prossime a un crollo. Che accadr ora?

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3. PROTESTA ETICA E GUERRA Alla fine degli anni 90, quando il processo di globalizzazione sembrava inarrestabile, il suo potenziale di devastazione ben nascosto nelle parole dei guru neoliberisti, e quando la filosofia della privatizzazione non si poteva criticare, un movimento di protesta etica emerse dalle fila del lavoro cognitivo. Alla fine del secolo capitalista, nellestremo occidente delloccidente, a Seattle, centomila persone si incontrarono e marciarono per fermare il summit WTO e per protestare contro gli effetti dello sfruttamento globale. Era il principio dellepoca della Dimostrazione Etica. Da Seattle a Genova, da Praga a Bologna a Cancun folle di lavoratori precari e cognitivi marciavano insieme. Erano la coscienza etica del mondo, e naturalmente vennero aggrediti dalla polizia per istigazione della classe criminale. Alcuni vennero uccisi, molti arrestati, perch stavano dicendo la verit. Essi cercavano di avvertire il popolo della terra che un grande pericolo era in vista. Ora sappiamo che avevano ragione. I dimostranti noglobal stavano avvertendo della catastrofe imminente, e adesso la catastrofe arrivata. I dimostranti etici furono sconfitti, dopo la marcia mondiale contro la guerra del 15 febbraio del 2003. Centomilioni di persone marciarono quel giorno contro la guerra in Iraq. Bush rispose che non aveva bisogno di consigli e cominci la guerra. La classe criminale dellignoranza vinse contro il movimento dellintelletto generale. Ecco perch adesso il mondo sta collassando. Poi la violenza si oppose alla violenza, i fanatici combatterono contro i fanatici. DallIraq allAfghanistan, dal Pakistan allIran alla Georgia, lesercito americano stato sconfitto dovunque, e isolato. E alla fine, il collasso finanziario non certo privo di rapporto con la sconfitta geopolitica. Mentre stava svanendo il periodo delle dimostrazioni etiche, un nuovo ciclo di insurrezione esplose da qualche parte in occidente. Le rivolte delle banlieux di Parigi nel novembre 2005, linsurrezione dei maestri a Oaxaca ottobre 2006, lesplosione di rivolta generale in Grecia nel dicembre 2008 sono stati annunciatori di una ondata insurrezionale che scuoter parti del mondo nei prossimi anni, mentre la recessione devaster la vita sociale. Insurrezioni sparse avranno luogo, ma non dobbiamo aspettarcene molto. Esse saranno incapaci di toccare i veri centri del potere, a causa della militarizzazione dei territori metropolitani, e non saranno capaci di ottenere molti risultati in termini di ricchezza materiale o di potere politico. Come la lunga onda di protesta morale non pot distruggere il potere neo liberista cos le rivolte insurrezionali non troveranno una

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soluzione, fin quando una nuova coscienza e una nuova sensibilit non emerger e non si diffonder cambiando la vita quotidiana e creando Zone Autonome NON Temporanee, radicate nella cultura e nella coscienza della rete globale. Catastrofe significa, in greco, un cambio della posizione che permette allosservatore di vedere cose che non poteva vedere prima. La catastrofe apre nuovi spazi di visibilit e di possibilit, ma implica anche un cambio di paradigma. Il pieno impiego finito. Il mondo non ha bisogno di tanto lavoro, di tanto sfruttamento. Il reddito di cittadinanza dovr affermarsi come diritto alla vita indipendente dallimpiego e dalla prestazione di tempo di lavoro. Le zone autonome NON temporanee organizzeranno lattivit sociale nella forma di aiuto collettivo reciproco. 4. IL DEBITO Non dovremmo considerare la recessione come un fenomeno economico, ma vederla come una svolta antropologica che cambier la distribuzione delle risorse mondiali e del potere mondiale. LEuropa condannata a perdere il suo privilegio economico, ora che finiscono i 500 anni di colonialismo. Il debito, che i bianchi hanno accumulato non solo un debito economico ma anche morale: il debito delloppressione, della violenza e del genocidio deve essere pagato, e non sar cos facile. Una larga parte della popolazione europea non pronta ad accettare la redistribuzione della ricchezza che la recessione impone. LEuropa, travolta da ondate di immigrazione, dovr affrontare una minaccia razzista crescente. La guerra civile interetnica sar difficile da evitare. La vittoria di Obama segna linizio della fine della dominazione bianca che stata la premessa del sistema capitalista moderno. Unonda di rinascenza indigena non identitaria sta montando, specialmente in America Latina. La battaglia tra lavoro e capitale ha raggiunto una nuova fase, che potrebbe avere esiti imprevedibili. Non possiamo sapere cosa intenda fare davvero lamministrazione americana. Come dice Geithner, lAmministrazione Obama sta procedendo per tentativi. Questo il senso del concetto di pragmatismo post-partisan: le vecchie soluzioni ideologiche non funzionano pi, sia il liberismo che il socialismo sono inefficaci. La classe dirigente e gli economisti propongono vecchi metodi per affrontare la recessione, usano mappe vecchie per un territorio nuovo. Tutti dicono il protezionismo una brutta cosa, ma tutti proteggono la loro economia nazionale. I neoliberisti dicono che lo stato dovrebbe salvare le banche pagare i debiti e restaurare il credito quindi lasciare che i proprietari privati riprendano le loro imprese. I

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socialisti per parte loro dicono che lo stato deve prendere in mano le banche e nazionalizzare le imprese. Ma che differenza farebbe se le imprese nazionalizzate continuassero a produrre la stessa roba? Lalternativa tra privato e pubblico falsa, la soluzione non sta pi nel campo delleconomia ma nel campo della cultura sociale. Il modello della crescita stato interiorizzato profondamente, ha pervaso la vita quotidiana, la percezione i bisogni gli stili di consumo. Lazione culturale deve liberarci da questo modello. 5. COMUNISMO SENZA AUFHEBUNG La privatizzazione dei bisogni, come abitazione trasporto alimentazione, e la privatizzazione dei servizi sociali fonda lidentificazione culturale della ricchezza e del benessere come quantit di propriet privata. Nellantropologia del capitalismo moderno il benessere stato identificato con la acquisizione, mai con il godimento. Nel corso della tempesta sociale che stiamo per attraversare lidentificazione di benessere e propriet deve essere messa in questione. E un compito politico, ma soprattutto un compito culturale, ed anche un compito psicoterapeutico. La giustificazione teoretica della istituzione della propriet privata (ad esempio nel pensiero di John Locke) basata sulla necessit di garantire il godimento esclusivo di una cosa che non pu essere condivisa: una mela non pu essere condivisa, se la mangio io non la mangi tu. Ma nellera digitale lo statuto dei beni cambiato: i beni immateriali sono roba semiotica che non viene annullata dalluso. Quando si tratta dei prodotti semiotici la propriet privata diviene irrilevante, e in effetti sempre pi difficile imporla legalmente. Le campagne contro la pirateria sono in effetti paradossali, perch i veri pirati sono le corporazioni che cercano disperatamente di privatizzare il prodotto dellintelligenza collettiva. I prodotti dellintelligenza collettiva sono immanentemente comuni perch la conoscenza non pu essere frammentata n posseduta privatamente. Un nuovo tipo di comunismo stava emergendo dalla trasformazione prodotta dalla rete digitale, quando il collasso dei mercati finanziari e della ideologia neoliberista ha mostrato la fragilit dei fondamenti dellipercapitalismo, ed ora possiamo prevedere una nuova onda di trasformazione che viene dal collasso della crescita e del debito, e anche del consumo privato. A causa di tre forze comunalit della conoscenza, crisi ideologica del privatismo, necessaria comunalizzazione del bisogno si sta aprendo un nuovo orizzonte e comincia ad emergere un nuovo paesaggio. Il comunismo sta ritornando.

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La vecchia faccia del comunismo, che era fondato sul volontarismo di una avanguardia, e sulle attese paranoiche di una nuova totalit, stata sconfitta alla fine del ventesimo secolo e non risorger mai. Ora sta emergendo una nuova forma del comunismo come forma della necessit, come risultato inevitabile del tempestoso collasso del sistema capitalistico finanziarizzato. Il comunismo del capitale una necessit barbarica. Occorre introdurre libert e scelta in questa necessit. Occorre creare un paradigma che faccia della necessit del comunismo del capitale una scelta cosciente e organizzata. Il comunismo ritorna ma dovremmo chiamarlo in un modo differente. Il comunismo storico del XX secolo era fondato sullidea di un primato della Totalit sulla singolarit. Ma il contesto dialettico che definiva il movimento comunista del xx secolo completamente stato abbandonato. La visione hegeliana ha giocato un ruolo decisivo nella formazione di quel tipo di credenza religiosa che si chiamava storicismo. LAufhebung (abolizione del reale e realizzazione dellidea) il retroterra paranoico dellantica concettualizzazione del comunismo. In quel contesto dialettico il comunismo era visto come una totalit universale che avrebbe dovuto abolire la totalit universale capitalista. Il soggetto (volont e azione della classe operaia) era visto come lo strumento per labolizione del vecchio e per linstaurazione del nuovo. 6. SINGOLARITA Essendo la classe operaia esterna al processo di produzione dei concetti, poteva trovare identit solo nella mitologia dellabolizione e della totalizzazione, ma lintelletto generale non ragiona in termini di totalit ma in termini di globalit e di singolarizzazione. Lintelletto generale come il pesce di cui parla Iggy Pop: The fish is mute expressionless, because the fish knows. Everything. Lintelletto generale non ha bisogno di un soggetto espressivo come era il partito leninista nel ventesimo secolo. Lespressione politica dellintelletto generale tuttuno con la sua azione di conoscenza creazione e produzione di segni. Noi abbiamo abbandonato il terreno della dialettica per il territorio plurale della dinamica di singolarizzazione e per la coevoluzione di singolarit. Il capitalismo finito, ma non destinato a scomparire. La creazione di zone NON temporanee autonome non produrr nessuna totalizzazione. Dopo aver abbandonato il terreno della Dialettica di abolizione e totalizzazione cerchiamo ora di costruire una teoria della dinamica di ricombinazione e singolarizzazione, concetto che ricaviamo dallopera

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di Felix Guattari specialmente dal suo ultimo libro, Chaosmose. Con la parola singolarit intendo un agente affettivo e semiotico che non segue alcuna regola di assoggettamento. La singolarit un processo non necessario, perch non logicamente n materialmente implicato nella consequenzialit della storia. Singolarit non significa individualit: si possono avere singolarit collettive. Durante i prossimi mesi e anni non avremo un processo di liberazione generale, un evento catartico di rivoluzione, non vedremo limprovviso crollo del potere di stato. Vedremo una sorta di rivoluzione senza soggetto, vedremo un proliferare le singolarit. Il potere degli stati moderni destinato forse a sopravvivere e trascinarsi in una condizione di crescente impotenza e corruzione mentre la societ creer le sue istituzioni. Gli stati stanno diventando essenzialmente una macchina militare di controllo e repressione. Incapace di governare realmente una societ che viene minacciata dagli effetti del collasso economico, la macchina dello stato reagir come macchina di guerra. La democrazia non distrutta da cambiamenti costituzionali, ma dalla corruzione dei suoi fondamenti culturali, dalla instaurazione del potere totalitario mediatico, dalla impossibilit di governare razionalmente lInsieme Caotico. Abbandonare la totalit, far proliferare singolarit, questo la via della democrazia post-capitalista. 7. INFINITO PROCESSO DI TERAPIA Non dobbiamo attenderci un cambiamento repentino del panorama sociale, piuttosto il lento emergere di nuove tendenze: comunit che abbandonano il campo delleconomia dominante che crolla, un numero crescente di individui che smettono di cercare lavoro e creano la propria rete autonoma di attivit. Lo smantellamento dellindustria inarrestabile per la semplice ragione che la vita sociale non ha pi bisogno di lavoro industriale. Il mito della crescita sar abbandonato e la gente cercher nuove forme di distribuzione della ricchezza. Le comunit singolari cambieranno la stessa percezione del benessere e della ricchezza nel senso della frugalit e della libert del tempo. La rivoluzione culturale di cui abbiamo bisogno in questa transizione conduce dalla percezione della ricchezza come propriet privata di beni di cui non possiamo godere perch non ne abbiamo il tempo, alla percezione della ricchezza come godimento di una quantit di beni che saranno tanto pi utili e abbondanti quanto pi potremo condividerli con gli altri. La de-privatizzazione dei servizi e dei beni sar resa possibile da questa urgente rivoluzione culturale. Ci non accadr in modo

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pianificato e uniforme, ma piuttosto sar leffetto della sottrazione di singolarit individuali e comunitarie, e della creazione di uneconomia delluso condiviso di beni comuni, e della liberazione di tempo per la cultura il piacere e laffetto. Mentre questo processo si espande nei sotterranei della societ, la classe criminale si aggrappa al suo potere, crea una legislazione sempre pi repressiva, rendendo il clima sociale aggressivo e disperato. La guerra civile interetnica si diffonder in Europa, devastando lo stesso tessuto della vita sociale. La proliferazione di singolarit (sottrazione e costruzione di zone autonome NON temporanee) sar un processo pacifico, ma la maggioranza conformista talvolta reagir violentemente, e questo gi sta accadendo. La maggioranza conformista spaventata dalla fuga dellenergia intelligente e al tempo stesso aggredisce lespressione dellattivit intelligente. La situazione pu essere descritta come una lotta tra ignoranza di massa prodotta dal totalitarismo mediatico, e intelligenza condivisa dellintelletto generale. Non possiamo prevedere quale sar lesito di questo processo. Il nostro compito estendere e proteggere il campo dellautonomia ed evitare per quanto possibile ogni contatto violento con il campo dellignoranza aggressiva di massa. Non sempre questa strategia di sottrazione non confrontazionale funzioner. Cosa fare nei casi di conflitto non voluto si dovr decidere caso per caso. La reazione non violenta ovviamente la scelta migliore, ma non sempre sar possibile. Castoriadis e i suoi amici fecero una rivista che si chiamava Socialisme ou barbarie, riprendendo una frase di Rosa Luxemburg. Ma nell'introduzione a Mille Plateaux Gilles Deleuze e Felix Guattari dicono che ora di liberarsi dalla logica dell'"o". Il pensiero idealistico ossessionato dalla logica della disgitunzione: o...o...o Il pensiero rizomatico sceglie invece la logica della congiunzione. "Un rizoma non comincia e non finisce, esso sta sempre nel mezzo, tra le cose, inter-esse, intermezzo. L'albero filiazione, ma il rizoma alleanza. L'albero impone il verbo essere, ma il rizoma ha come tessuto la congiunzione "e...".e.."..e.".In questa congiunzione c' forza sufficiente per scuotere e sradicare il verbo essere. Instaurare una logica dell'e, rovesciare l'ontologia, destituire il fondamento, annullare fine e cominciamento." (Deleuze Guattari: Rizoma). Diversamente da Cstoriadis e i suoi amici dovremo dire dunque: Socialisme ET Barbarie. Il problema quanto ampio sar il campo della barbarie e quanto ampio

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sar quello dell'umanit. Qua si colloca il nostro attuale compito politico e intellettuale. In una lettera a Freud, il suo discepolo Fliess chiedeva: maestro, quando posso considerare un'analisi finita, quando posso considerare guarita la persona che viene in analisi? Il vecchio Freud, che non era stupido, gli rispose che un'analisi si pu considerare conclusa quando la persona che ti sta di fronte ha capito che l'analisi interminabile.

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