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IL PICCOLO gioved 28 aprile 2011 L'intervento di Giuseppe Cuscito Non si cerca Dio in un laboratorio Aproposito del nuovo libro

di Margherita Hack, Il mio infinito. Dio, la vita e l universo nelle riflessioni di una scienziata atea, di cui il Piccolo del 23 aprile scorso ha voluto darci un anticipazione, mi si permettano alcuni rilievi sulmetodoadottato dall autrice. La celebre astrofisica triestina afferma che la scienza non spiega, n potr mai spiegare perch c l universo, perch c la vita: sono messi cos in rilievo i limiti del metodo scientifico sperimentale, che pure ha il grande merito di scoprire le leggi che governano l universo. Esso tuttavianon in grado di offrireunarisposta di senso, a cui sopperisce la fede nelle varie manifestazioni religiose, marxianamente intese dalla Hack come centri di potere dominati da caste sacerdotali autonominatesi intermediarie fra la divinit e gli uomini e impegnate a dettarenormeche riflettono idee e ossessioni,come quella del sesso. Considerare la complessa fenomenologia religiosa in queste poche righe liquidatorie e approssimative, scaturite da una precomprensione ideologica di dichiarato ateismo, che inquina la seriet dell analisi e ignora gli esiti di una sterminata bibliografia al riguardo, per chi avvezzo a una rigorosa metodologia scientifica, appare la parte pi fragile e discutibile dell articolo in questione. un giudizio grossolano e generico che non compete a chi fa professione di scienza; e allo stesso modo ognuno vede che non possibile associare la pratica aberrante delle mutilazioni sessuali femminili al dogma cattolico della verginit di Maria tra gli esempi di sessuofobia indotta dalle religioni. sempre valido l assioma che recita: qui bene distinguit bene docet. Se poi dalle varie fedi sono esplose anche le guerre di religione, questo da imputare alla insipienza degli uomini, pronti a strumentalizzare per fini ignobili e distruttivi anche le migliori energie. Cercare risposte di senso a cui le scienze dure non sono abilitate non pare sintomodi infantilismo, bens insopprimibile anelito dell uomo di sempre, dotato di un intelligenza che sa indagare non solo attraverso il metodo sperimentale, ovviamente non applicabile alle scienze morali. Invano cercheremmo Dio

nello spazio o in un laboratorio scientifico, a meno di non riconoscere la sua orma nelle leggi che governano il micro e il macro-cosmo e nella legge morale dettata dalla coscienza a guida delle azioni umane. L articolo si conclude con l indicazione di due ipotesi diametralmente opposte,maper la Hack perfettamente equivalenti: l ipotesi creazionista dei credenti che postula un atto di volont animatore della materia e l ipotesi dei non credenti che suppongono una materia elementare capace di aggregarsi a formare atomi e molecole, stelle e pianeti, ed essere viventi. L Autrice riconosce che sono entrambe ipotesi non dimostrabili col metodo galileiano, anche se la sua opzione aprioristicamente a favore della seconda, tanto da aver condizionato l articolista che forse troppo sbrigativamente rileva nel titolo come dato ormai definitivamente assodato un infinito senza Dio.