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LE LUCI di Marco Tamborrino

Lasciami scrivere, disse il ragazzo. Baci sua madre sulla guancia e usc di casa. Fu investito dallaria gelida. La neve cadeva come un miracolo. Nevica, disse sua madre da dentro. Il ragazzo si volt e chiuse la porta. Apr la bocca. Fiss un fiocco di neve vorticare verso terra, verso il suo viso. Gli bagn il naso. Guard la stradina sterrata. La campagna, gli alberi. Sopra le nuvole e la neve cera il sole. Sentiva la presenza immutabile del sole. Lasciami scrivere, disse alla neve. La neve rispose, ma lui non era in grado di capirla. Il sole era in tutto, anche nella neve. Il sole era la neve, ma lui non poteva sentire n uno n laltra. La neve era un miracolo. Avanz lungo la stradina sterrata. Guard il cielo. Non vedeva il sole, ma lo sentiva. Il sole era ovunque. Allung la mano e attese che la neve gli cadesse sul palmo. Vide che era bianca e complessa e fragile. Ne percep la fragilit mentre si scioglieva. E ancora la neve rispose e lui non cap. Sent sua madre che apriva una finestra e lo guardava. Non si volt. Non ritir la mano. Lasci che altra neve vi cadesse sopra. Fa freddo, disse sua madre. Non rispose. Voleva scrivere. Mamma, voglio scrivere. Fa freddo, disse sua madre. Ma. Fa freddo, figliolo. La donna richiuse la finestra e il ragazzo avvert che il peso dei suoi occhi gli si staccava di dosso. Guard la neve che cadeva. Fece ancora 3

qualche passo. Arriv al limite della strada, dove iniziavano i campi. I campi che stavano diventando bianchi. I campi che baciavano il sole. Nemmeno dopo essersi posata sullerba, la risposta della neve appariva pi facile da comprendere. I suoi occhi vagarono nellinfinito dellorizzonte. Vide suo padre e suo fratello maggiore venire verso di lui. Portavano una carriola carica di legna da ardere. Suo fratello alz il braccio in segno di saluto. Lui fece lo stesso. La neve cadeva come un miracolo anche su loro due. Cadeva come un miracolo dappertutto. Sopra le nuvole si nascondeva il sole. Suo padre spingeva la carriola. Suo fratello portava dellaltra legna con le braccia. La neve imbiancava la legna e i corpi. Li faceva risplendere di una luce che non potevano vedere. La neve veniva dal cielo. Lasci la strada ed entr nei campi. Ogni passo era un gemito della terra. La terra che si ricopriva del miracolo. Il miracolo scendeva sulla terra volando lento, la illuminava. Alz il viso al cielo. La neve baciava la sua pelle. Spalanc le braccia come se fossero le ante di una finestra, aperta davanti allemozione di una giornata di sole. Corse nel prato incontro al padre. La terra gemeva di genuina felicit sotto le sue scarpe. Ciao, pa. S messo a nevicare, figliolo. Lo vedo, pa. Suo fratello appoggi la legna a terra. Sono sfinito, disse. Il miracolo lo ricopriva. Il respiro delluniverso si posava sulle forme indistinte e vaghe della terra. Alzati, gli disse il padre. Ormai sei un uomo. Suo fratello si alz. Chiss se nevicher molto, disse. Portiamo la legna a casa, disse il padre. Tuo fratello pu portarne un po per te, se se la sente. Il ragazzo prese due pezzi di tronco dalle braccia del fratello. Gli gelavano le mani dal freddo. Il freddo era un braccio del miracolo. Unestensione naturale. Si fa buio, disse suo padre. I fratelli non risposero. 4

E il ragazzo in me osserv i lineamenti di colui che era nato dalla sua stessa madre. Osserv gli zigomi fini e dolci. Le sopracciglia, il naso e la linea obliqua e perfetta che seguiva. Le labbra, ogni increspatura di quelle labbra. Ogni singolo capello che saffacciava sul viso e sugli occhi. Un giorno sarebbe stato cos anche lui. Con i lineamenti del miracolo paterno. Con gli occhi del miracolo materno. Sono tutti come piovuti dal cielo, tra la neve e il sole. C come una linea, credeva il ragazzo. Era la linea dellamore. Lamore che generava il miracolo. Un corpo di un uomo e di una donna. Che generavano quelle sopracciglia e quel naso e quelle labbra. Le increspature delle labbra. Tutte le increspature. Ogni singolo capello. Si incamminarono. Suo padre riprese a spingere la carriola. Lui e suo fratello camminavano fianco a fianco. Essendo pi grande di lui, gli era pi alto di una decina di centimetri. Lo guard. La neve si era intensificata e lo colorava di punti bianchi mentre lo guardava. Il prato sospirava e gemeva di meno, sotto la neve. Il bianco ricopriva tutto come una carezza. Si port la mano destra alla fronte e cerc di guardare nella fitta nevicata. La sua casa era l davanti, oltre la stradina sterrata, fissa e immutabile come se fosse nata insieme al mondo. Lasciava andare il suo respiro in un mondo freddo. Lasciami scrivere, disse al freddo. Lo diceva al mondo, e il mondo rispondeva come rispondeva sempre. Sotto milioni di miliardi di forme. Incomprensibili. Lievi, deboli. Ma rispondeva, perch il sole era in tutto. Una linfa vitale muoveva ogni cosa nel mondo. La neve pi fitta, ora, disse suo padre. Il ragazzo alz gli occhi al cielo per cercare di guardare le stelle. Le vedeva, oltre la coltre di nubi e i fiocchi vorticanti. Esistevano lass come tante altre cose che avevano in s linfinito. Linfinito che rispondeva, ma che il ragazzo non sapeva ascoltare. Arrivarono sulla stradina sterrata. Risalirono la curva lievemente pendente fino a casa. Suo padre spinse la porta. Il ragazzo fu investito da un odore di cose conosciute, prestabilite. Prendi la casa dei tuoi genitori e costruiscici una citt. Usa quelle fondamenta per creare la tua isola. 5

Sua madre li aspettava in cucina. Al tavolo erano gi seduti sua sorella minore e laltro suo fratello, al mondo da soli quattro anni. Il ragazzo appoggi la legna a terra vicino alla stufa. Suo fratello fece altrettanto. Fuori suo padre aveva lasciato la carriola vicino al muro di casa e stava trasportando a mano parte del carico. Lui e suo fratello uscirono ad aiutarlo. Nevicava molto forte. pronto da mangiare, disse sua madre. Non rimasta molta legna da prendere, disse suo padre. Ci penso io, figlioli. Il ragazzo e il fratello rientrarono in casa. Si sedettero a tavola. Sua madre serv a ognuno un piatto di zuppa di rape e fagioli. Ne ho fatta tanta, disse. Se poi ne volete ancora ce n. Pregate il Signore affinch benedica il cibo, disse suo padre entrando in casa. Guard il ragazzo. Bastiano, poggia il cucchiaio. Il ragazzo poggi il cucchiaio. Suo padre si sedette, pieg la testa e congiunse le mani. Il ragazzo e la sua famiglia fecero lo stesso. Benedici Signore questo cibo e questa casa, disse suo padre. Il ragazzo non preg. Non pregava mai. Si aspettavano che nel suo cuore ripetesse quella frase, ma quella frase non gli avrebbe risposto. Esattamente come il resto del mondo. Amen, disse sua madre. Sentiva la neve coprire la casa. La risposta che copriva il mondo. Il ragazzo sapeva di non essere ancora capace di udirla. Non ascoltava abbastanza. La cena sul tavolo e la neve fuori. La risposta era ovunque. Fin la zuppa. Non ne chiese ancora. Voglio scrivere, disse. Suo padre lo guard. Non possiamo permetterci una macchina da scrivere. E i fogli. Non abbiamo i soldi. Trovami un lavoro, disse Bastiano. Ci penso io a trovarmi i soldi. Devi aiutare la famiglia, disse suo padre. Con la tua paga. Devi aiutare la famiglia.

Il ragazzo stacc una scheggia di legno dal tavolo. Se non posso usare i soldi che guadagno con la mia fatica allora in questa casa non si tutti uguali. Suo padre si alz. Vai in camera tua, disse. E togliti queste idee dalla testa. Suo padre usc. Lisa, finisci la tua zuppa, disse sua madre. La bambina guard nel suo piatto Non ho pi fame, disse. Bastiano lasci la cucina e in camera sua si butt sul letto. Come faccio a vivere dopo che lei morta? Lei se n andata come se ne vanno le cose belle. In silenzio. E noi non labbiamo vista andarsene. Se n andata. Non ha detto addio o arrivederci. Se n andata e basta. Come posso camminare dopo che lei se n andata cos, senza dirmi ciao Bastiano, ti voglio bene? Come posso aspettarmi che la neve risponda, che risplenda su tutti indifferente il sole? E mi domando, mi domando se non sia ingiustizia infinita la morte di chi amiamo e ci ama senza ragioni, perch non servono ragioni per amare. Mia sorella. Il cuscino sapeva di bagnato. Io lho sempre amata. Ho detto Isa, Isa, il primo giorno in cui ti ho vista. Eri grande e ancora sarai grande per sempre nel mio cuore. Volevo scrivere di te. Scriver di te. Annus il cuscino. Sapeva di lacrime. Tutti i cuscini sapevano di lacrime. Le lacrime erano la conseguenza e i cuscini la accettavano. Isa che diceva Vado a fare una passeggiata, statemi bene. E invece andava a morire. Isa, Isa. Non lhai detto. Andavi a morire. Bastiano strinse il cuscino con le unghie. Non lhai detto. Il ragazzo se lo sarebbe ricordato. Non lhai detto perch ci amavi. Ma a che prezzo. Torn in cucina. Pa ancora fuori? Sua madre annu. Il ragazzo usc. Trov suo padre nel fienile. Stava controllando che le due vacche fossero a posto e non potessero uscire durante la nevicata. Ti prego, fammi lavorare. Ho bisogno di scrivere, disse Bastiano. Suo padre lo guard. Non so cosa dire, disse. 7

Non devi per forza dire qualcosa, disse il ragazzo. Basta che tu mi faccia lavorare. Vado gi in paese. Faccio la prima cosa che trovo. Lavoro anche per loro. Mi compro una macchina da scrivere e poi aiuto la famiglia. Siamo tanto poveri, disse suo padre. Tu dovresti aiutare la famiglia, non pensare a cose stupide. Bastiano si tir su i capelli dalla fronte. A Isa non dicevi mai che pensava a cose stupide. Lei pensava sempre bene per te, pa. Non erano mai nemmeno cose. Erano sogni. Lei li chiamava sogni. Tu non li chiamavi, ma so che anche per te erano sogni. Lo sono sempre stati. Su quel cuscino lei non piangeva. Lei sognava. Lei era tanto buona, disse suo padre. Lo so che era buona, disse Bastiano. Lo sappiamo tutti. Buona, cos buona che andava a morire e non diceva nulla. Statemi bene. E moriva. Cadeva. La immaginavo morire. Oh, era cos vera prima che se ne andasse. Sar sempre buona. Io sono morto quando lei morta, disse suo padre. Sono morto con lei. La amavi. Gi. Era mia figlia. Come potevo non amarla? Fuori la neve cadeva. Tutto si dilatava. Il tempo. Fa freddo, qui, disse Bastiano. Non sento freddo da quando morta, disse suo padre. Bastiano guard fuori. Non possiamo stare qui per sempre. La natura li avvolgeva. Si compiaceva di vederli avvolti nel suo manto. Come puoi pensare di poter scrivere, disse suo padre. Sei mezzo analfabeta. Imparer. Perch? Una domanda. Il silenzio dellattesa. Langoscia. La neve era il miracolo. Cera il sole, nella neve. Non lo so. Ma i miei pensieri si perdono sempre con me. Non voglio che si perdano ancora. Non sopporto che si perdano. opprimente. 8

Sono io che mi dissolvo. Devo fissarli, pa. Se non li fisso li perdo. Dovrebbero farlo tutti. Non ce n uno che non li perda. Suo padre si avvi verso luscita. Io non sono capace. E se imparassi a fissarli e poi non riuscissi pi a farlo? Usc. I fiocchi di neve gli vorticavano intorno. Vieni dentro, figliolo. Se ci fosse un modo perfetto per trascrivere le sensazioni, tutti vorrebbero farlo. Quando si guardano le stelle. O quando c una giornata di sole. Mettere per iscritto il vento sulla pelle. Lazzurro del cielo. Se solo ci fosse un modo. Isa. Diceva a tutti di trovare il modo. Il modo per parlare senza parole. Cera un ordine in tutte le cose. Calpest la coltre di neve. La terra gemeva. Rispondeva. Cosa dici a una persona che ami? Le dici che la ami. E se tutte le persone del mondo fossero segretamente unite attraverso la terra che calpestano? La terra sapeva di pianto. Rientr in casa. Il piccolo Luca piangeva. Sua madre lo teneva in braccio. Suo padre si sedette assorto davanti al fuoco. Dov Lisa? chiese Bastiano. Sua madre fece un cenno col capo. Il ragazzo and in camera di sua sorella. Lei ti manca, le disse. Tu dici lovvio. Sua sorella aveva la guancia sul cuscino. Vide che era bagnato. Ho paura di non ricordarla, disse il ragazzo. Il suo volto. Come posso dimenticarla se lamavo? Tu pensi troppo, disse Lisa. Sua sorella aveva dieci anni. Sua madre le aveva dato una lettera in pi. Una lettera in pi della sorella morta. Ho solo paura, disse il ragazzo. Non voglio dimenticarla. Sua sorella si sedette sul letto. Non la dimenticherai. Devo scrivere comera. Devo raccontare. Quaranta giorni dalla sua morte. Oggi il quarantunesimo. Ogni giorno come andarsene piano piano. Me ne sarei andato con lei se avessi saputo. Sua sorella lo abbracci. Lui la strinse. Fuori cadeva la neve. Credette di aver compreso la risposta. Pensai, come posso vivere se lei non vive? 9

Se nevica molto non potremo scendere in paese per giorni, disse sua sorella. Lei sar sempre l dove lhanno uccisa, disse Bastiano. Andava a morire. Lo sapeva. Come poteva saperlo? Andava a morire e basta. come se ora ci mancasse una parte. Non ha detto nulla perch ci amava, il ragazzo strinse pi forte sua sorella. Tu crescerai tanto bella, Lisa. Ancora pi bella di lei perch ora con te. La bambina pianse. Che miracolo era una persona che muore e nessuna risposta? Forse meglio che mi metta a dormire, disse la bambina. Sua madre entr nella stanza con il loro fratellino. Addormentato, lo appoggi delicatamente sul suo letto, quindi tir su le coperte e lo copr. Gli diede un bacio sulla fronte, soffermandosi un secondo di pi con le labbra. Bastiano usc. In cucina, suo padre e suo fratello maggiore calcolavano le spese del mese. Io vado a dormire, disse. Buonanotte, disse suo padre. Buonanotte, fece eco suo fratello. Si mise a letto. Il tempo pass silenzioso. Sapeva che fuori continuava a nevicare. Cera la quiete della nevicata. Passarono due ore. Suo fratello venne in camera e and a letto. Qualche minuto dopo sent che anche i suoi genitori andavano a dormire. Tremava dal freddo. Si svegli nel pieno della notte. Quando lei cera ancora non si svegliava mai e raramente aveva incubi. Si affacci dalla porta di casa. Nevicava ancora e la neve era gi alta. Si vest e si mise gli stivali. Prese la giacca dallappendiabiti allingresso e usc. Il ragazzo aveva scoperto che vivendo quando tutti dormivano poteva recuperare il tempo bruciato nella vita di sua sorella e donarglielo quando la sognava. 10

And al muretto che delimitava il territorio della loro fattoria. Con il piede tolse un po di neve, poi vi ci sedette sopra. Era freddissimo. Si prese la testa tra le mani. La bellezza era ovunque, ma le persone la ignoravano. Vivevano secondo altri canoni. Deturpavano lamore che si annidava in ogni cosa. Lo chiamavano Dio. Ma era solo amore. Niente di pi bello e puro. Ne uccidevano la luce. La luce era lillusione per dare una forma alle cose. Quando non cera luce, non si poteva definire nulla. Il ragazzo capiva il buio. Lassenza di certezze. Il buio anticipava la paura. La paura non nasceva obbligatoriamente. Nasceva per imposizione dei cuori. Nella neve dimorava la luce che era sfuggita alla notte. Il sole vi splendeva uniforme e onnipotente. Aveva tanto freddo. Pianse. Avvert uno scricchiolio dietro di s. La neve gemeva sotto il peso di piedi che non erano i suoi. Si gir di scatto. C qualcuno? disse. La sua voce suonava incerta, dopo aver pianto. Cera un uomo, acquattato nella neve. Bastiano strinse gli occhi. Stava morendo congelato. Teneva stretto alle mani un fucile. Portava vestiti troppo leggeri per quella notte. Doveva essersi tradito con un movimento involontario, perch quasi non si muoveva. Il ragazzo aveva paura. Chi sei? Niente si muoveva. Un soldato, disse luomo. Stai morendo di freddo, disse Bastiano. S. Non sei qui per fare del male, vero? Lei morta quarantuno giorni fa. stata uccisa. Da alcuni uomini col fucile, alcuni soldati. Non lhai uccisa tu, vero? Luomo trem. Sto morendo, disse. Il ragazzo si alz. Riesci a camminare? Luomo annu. Vieni con me, disse Bastiano. 11

Cammin lento fino al fienile, per essere sicuro che lo seguisse. Spinse delicatamente il portone di legno. Il rumore prodotto gli sembr comunque fortissimo nella notte immobile. Puoi dormire qui, questa notte, disse il ragazzo. Luomo lo guard. Domattina ne parler con mio padre. Tuo padre. S. Non dir a nessuno che sei qui. Piuttosto ti manda via. Stanotte dormi qua, poi si vedr. Ti stavano cercando? Luomo scosse la testa. Allora non c pericolo. Basta che non rubi niente. Se rubi qualcosa mio padre ti viene a cercare di persona. E ti trova. Luomo annu. Vado a prenderti una coperta, disse il ragazzo. Luomo non si mosse e Bastiano usc. Entr silenziosamente in casa e cerc una coperta nellarmadio di camera sua. Ne trov una vecchia e sgualcita. La fiss un secondo, poi la prese e usc. And al fienile e la diede al soldato. Ecco, tieni. Io torno a dormire, disse Bastiano. Luomo lo ringrazi sottovoce e il ragazzo richiuse il portone del fienile. Le luci si confusero in un tripudio ancestrale di stelle. Il volto emaciato del soldato gli si affacci alla mente prima di chiudere gli occhi. Aiuta ogni tuo fratello. Ogni tuo fratello. Ogni uomo della terra. Aiuta chiunque tu ti trovi davanti. Aiuta chi vorresti odiare. Quando il sole lo svegli, rimosse il sogno che stava facendo e pianse. And in cucina. Suo padre faceva colazione. Era domenica. Pa, c un uomo nel fienile, disse. Suo padre lo guard. Poi riabbass gli occhi sul cibo e fin di mangiare. Quando ebbe finito si pul le mani fregandosele su uno straccio da cucina, si butt la giacca sopra la camicia pulita del giorno di festa e usc nella gelida aria invernale. Non nevicava pi. Il miracolo era cessato. Come un presagio. La neve era alta. Suo padre si affacci in casa. 12

Prendo gli stivali, disse. Entr e ne usc un minuto dopo con ai piedi due stivali impermeabili. Quando lhai trovato? disse. Stanotte, rispose il ragazzo. Che diamine ci facevi fuori, di notte? Il ragazzo non rispose. Lo sai solo tu che diamine ci facevi fuori, di notte. Con questo tempo. Maledizione, ragazzo. Vuoi ammalarti? Arrivarono al fienile. Suo padre spalanc la porta. Luomo era ancora l, nella sua posa stanca e affaticata con la quale il ragazzo laveva lasciato. Aveva appoggiato il fucile ai suoi piedi. Pendeva a destra, sdraiato sul fieno. Nella luce del giorno Bastiano poteva chiaramente vedere quanto fosse sporco e denutrito. Suo padre si inginocchi sulle punte dei piedi. Ti cercavano? Il soldato annu. Suo padre guard Bastiano. Che cosa hai fatto, non dovevi portarlo qui. Ieri notte ha detto che non lo cercavano, disse il ragazzo. Hanno perso le mie tracce da giorni, disse luomo. chiaro che lo stavano cercando, perch non te ne sei accorto? disse suo padre. Era buio, disse il ragazzo. Suo padre sospir. Non possiamo tenerti qui, disse alluomo. Non voglio che la mia famiglia rischi qualcosa per colpa tua. Fa troppo freddo, disse il soldato. Se mi cacciate non ci metter molto a morire. Non conosco molto questi posti. Suo padre si mise le mani nei capelli. Guard il ragazzo. Maledizione, disse. Maledizione. Bastiano non parl. Vide scivolare il sole nel suo punto pi alto, coperto dalle nubi. Sent le nubi spezzarsi. Odi quel suono.

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Ogni singolo giorno protetto dalla promessa del giorno successivo. Nessuno smette di credere nel sole quando non c. Come posso affrontare la vita senza il suo sorriso? Lei che era il sole quando il sole non cera. Tra poco andiamo a messa, disse suo padre, In paese magari dicono qualcosa di questo ragazzo. Eravamo quattro, disse il soldato. Loro erano in venti, forse di pi. Due di noi sparavano dalla torre del campanile, in un paese pi gi del vostro. Io e il quarto sparavamo da due case ai lati opposti della piazza. Cera della gente che camminava tranquilla. Bastiano si sedette allingresso del fienile. Ne abbiamo uccisi cinque o sei, poi hanno guardato il campanile e qualche secondo dopo i miei compagni sono caduti gi, morti. Hanno ucciso anche laltro mio compagno, quando hanno individuato la casa. Io ho smesso di sparare. Grazie a Iddio non si sono accorti che eravamo quattro. La gente scappava da tutte le parti terrorizzata. Io sono stato zitto. Hanno preso sette persone. Hanno detto Voi avete aiutato questa gente. Avete tradito il paese, han detto. Tra quelle sette persone cerano due donne e un ragazzo di diciassette anni, forse diciotto. Li hanno fucilati. Io sono stato zitto. Non ho parlato. Non ho fatto niente. Li hanno fucilati. Le donne, il ragazzo. Senza nessuna paura, li hanno ammazzati l, nella loro piazza. E io non ho parlato. Credo di combattere per questo paese, ma non ho parlato. colpa mia quello che successo. Suo padre usc. Bastiano non si mosse. Alcuni minuti dopo arriv sua madre con un piatto di zuppa riscaldata. La diede al soldato. Non parl con lui, n lo degn di uno sguardo. Bastiano, disse, vai a prepararti per la messa. Il ragazzo si alz. Lui e sua madre uscirono dal fienile e non salutarono il soldato. Sua madre richiuse il portone alle sue spalle. Aspettavo che si formassero le immaginazioni di tutti. Che ogni cosa potesse essere pensata per come non era. Sentivo quella voce nel mondo e non la capivo. E pi cercavo di capirla, pi essa mi sfuggiva. Forse, compresi, non devo capirla. Forse devo ascoltarla. 14

And in camera sua e si vest. La camicia bianca, il colletto inamidato. Si guard nello specchio opaco. And in bagno a farsi la barba. Poi si mise di nuovo davanti allo specchio. Le labbra. Tutte le increspature. Ogni singolo capello. Siamo fatti allo stesso modo. Suo fratello entr in camera. Stiamo andando. La neve riprese a scendere debolmente. Uscirono insieme. La famiglia si avvi a passi scricchiolanti gi per la stradina sterrata. Suo padre e sua madre sembravano le ultime due figure viventi di un racconto biblico. La loro rigidit era spirituale. Bastiano non avrebbe voluto calpestare la neve. Nonostante avesse quindici anni, lo riempiva di timore reverenziale. La perfezione con cui cadeva. Con cui si posava. Il miracolo. Nella pesante marcia delle persone povere risiedeva un significato antico. Quelle persone si appoggiavano lun laltra per non scivolare e rotolare gi fino al paese. Potevano camminare perch erano insieme. Cera forse una magia, in questo. Ma essi non la comprendevano. Ne erano parte, e il loro farne parte rappresentava il presupposto. Camminavano affiancati, erano puntini in un disegno immenso. Quel loro avanzare nella neve era epico, quasi sacro. Chiunque avesse potuto osservarli con un po di cuore vi avrebbe visto lumanit riflessa pura e semplice. I passi ricalcavano la terra. Posavano senza sosta. Uno dopo laltro. Andavano avanti perch andare avanti era insito nelle cose. Tutte le cose. Gli esseri viventi. Erano tutti un miracolo che non potevano comprendere. Bastiano ascoltava il rumore pungente dellaria invernale. Lascia, lasciatemi scrivere. Il paese si stagli davanti a loro. Nasceva davanti a loro. Come qualcosa di gi scritto. Quando se n andata io non ho capito che andava l. Che andava e basta. Che non tornava. Non ho capito. Avrei dovuto capire. Ero suo fratello. Dio, come lamavo, Dio. Perch lhai fatta morire? Perch lhai uccisa? Era tanto buona. Qualcuno avrebbe potuto dirmi dove andava. Se lavessi saputo sarei andato con lei. Non sarei tornato. Ma ora saremmo insieme. 15

Cera un urlo sospeso nellaria che nessuno era capace di far esplodere. Bastiano prese la mano di sua sorella Lisa. Sent il calore del contatto risalirgli come una cascata di aghi di pino su per la spina dorsale. Nellandatura curva e assorta di tutti coloro che uscivano con quel freddo solo per andare a messa, Bastiano trovava del falso. Era unostentazione di bont. Unostentazione del nulla. Sarebbero dovuti andare a messa solo coloro che nella loro vita non avevano buttato via neanche una carezza. Io non sono abbastanza pulito. Non dovrei andarci, a messa. Tutti quei volti, tutti quei tratti. Ogni persona, ogni storia. Si guardavano, sbirciavano da sopra le spalle. Si conoscevano, e non si capivano. Nella neve tutti apparivano pi affaticati, pi rigidi. Erano loro stessi negli sguardi che si lanciavano. Suo padre, anchegli leggermente incurvato, li condusse in chiesa come un pastore col suo gregge. Essi apparivano smarriti e pieni di paura. Bastiano incroci le dita della mano destra annidata nella tasca della giacca. Si abbracciavano tra di loro per il freddo. Con la mano sinistra teneva quella di sua sorella. Sentiva il pulsare del sangue. La vita che scorreva limpida anche in quel trionfo di bianco. Venite, andiamo, disse suo padre. Entrarono in chiesa. Si sedettero su una panca verso il centro. Arriv il prete e celebr la messa. Bastiano preg per abitudine, senza usare il cuore. Quando fu il momento della predica, il prete disse di pregare per le anime dei morti nei paesi vicini. Non disse quali anime. Non fece distinzioni. Ama tutti. In quella mattina di gennaio si udivano i respiri. Coloravano daria il vuoto della chiesa. Passeggiavano vicini, quasi si salutassero. Quando gli occhi erano bassi, ci pensavano i respiri a incontrarsi. Pregate per chi non c pi. Ma se non ci sono pi perch dovrei pregarli? Non dovrebbero essere felici, ora? Se solo avessi saputo che andava a morire.

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Le note dellorgano si perdevano nel freddo. Non restavano. Il miracolo non le baciava come aveva fatto con la neve. Tutte uguali. Figlie dellinsistenza. Non si posavano. Scivolavano via. Muori. Ti ho sentita morire. Non ti ho visto. Ho sentito che cadevi senza vita. Avrei voluto tenerti la mano. Isa. Preesisteva il dolore. Il mondo era venuto dopo. Il dolore aveva piegato il mondo, laveva partorito e poi fatto suo schiavo. Cosera qualcosa o qualcuno che non provava dolore, che non moriva? Il sole era ovunque. Dopo la messa suo padre si allontan da loro. Torn qualche minuto dopo, il volto impassibile. Torniamo a casa. I cristalli di neve si ghiacciavano sui nasi, delicatamente posati dopo una stanca discesa con inevitabile fine. Il termine ultimo della loro vita era luomo. Finivano di vivere sulla sua pelle o su ci che egli aveva costruito. Cessavano dessere il miracolo. Quando furono tornati, nessuno and a fare visita al soldato. Se ne tenevano tutti lontani, come se avessero paura, come se temessero di esserne in qualche modo contagiati. Nel primo pomeriggio usc il sole, e Bastiano fece una passeggiata nel campo vicino. Ricord quella giornata di dicembre in cui lei se ne and, stavamo entrambi sotto un sole che non scaldava, sentivo la sua presenza sicura e autorevole alle mie spalle, eravamo andati fino in paese a comprare del pane e delle verdure, poi lei disse che doveva tornare indietro perch aveva dimenticato di fare una cosa. Mi mentiva. Io la guardai, la guardai, la guardai. Mi sorrise con ferma convinzione. E io non sapevo che non sarebbe tornata ah ah mia sorella che non aveva segreti con me mi mentiva e passava informazioni ai partigiani ah ah avrei potuto aiutarla salvarla e lei ha deciso di non dirmi nulla e se n andata. Il sole illuminava la sua pelle il suo viso gli occhi le brillavano oh comerano belli i suoi occhi io non pensavo che potesse morire cos giovane che qualcuno avesse il coraggio di uccidere una donna cos bella cos umile lei pensava che ognuno avesse il suo posto nel mondo io non capivo ma il suo laveva trovato, laveva trovato.

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Corse fino al primo albero e torn indietro. Il cielo respirava piano. Il suo respiro si condensava davanti a lui. Cerano grandi respiri bianchi sopra di lui. And al fienile. Il soldato strinse gli occhi vedendolo entrare insieme alla luce prepotente del giorno. Hai bisogno di qualcosa? disse Bastiano. Il soldato scosse la testa. Io non penso che sia stata colpa tua, sai. Il ragazzo gli si sedette di fronte a gambe incrociate. Mia sorella vi aiutava, disse. Lhanno scoperta e fucilata. Io non so se sia una cosa giusta questa guerra tra di noi. Dico, siamo tutti dello stesso paese. Unidea, solo unidea che ci sta uccidendo. Com possibile? Luomo stette in silenzio. Io vorrei scrivere, sai. Non so se ne sarei realmente capace, ma mi piacerebbe almeno provare. Voglio dire, questa cosa va raccontata. Questa morte tra fratelli. Come siamo arrivati a tutto questo, dico io? Mia sorella. Come si pu uccidere una donna? Per quanto possa aver fatto, come si pu? Uccidere una donna. Cos, a sangue freddo. Che cosa si rotto in questo paese? Bastiano si guard le mani. Mi chiedo se farei del male a un altro uomo, nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Con queste mani posso uccidere. E io vorrei solo usarle per scrivere. giusto, questo? Il soldato lo guard a lungo. Non so se giusto, disse poi. Ma so che succede. Che sia giusto o meno. Bastiano sembr pensarci un po su. Salut il soldato e usc. Saltava nellaria vuota. Udiva i richiami dello scricchiolare delle nuvole. Nuvole che se ne andavano scricchiolando su per il cielo. Lacrime che si vedevano, staccandosi bianche e pulite. Spuntava timido il sole. Non vedeva che luce. Entr in casa. Si ferm e rimase immobile. Al tavolo della cucina, seduto insieme ai suoi genitori, cera un giovane ufficiale dalluniforme nera. Guard Bastiano mentre entrava in casa. 18

Buongiorno, giovanotto, disse. Bastiano lo fiss. Figliolo, va in camera da tua sorella, il tenente qui passato solo a chiedere aiuto su una cosa, disse suo padre. Bastiano chin la testa. Buongiorno, disse. E torn al fienile. Il peso dei suoi piedi che si spostavano. I passi gravi e accelerati. Un battito dopo laltro come una serie di spari. Le orecchie che pulsavano e producevano calore vero, rinnovato, vivo. Lamore dellessere vivi. Apr la porta del fienile. Nasconditi, disse soltanto. Poi richiuse la porta e torn verso casa. Guard alla finestra di camera sua. Vide sua sorella e buss piano sul vetro. Lisa lo guard. Le fece segno di aprire la finestra. Sua sorella lo fece e lui si iss sul davanzale, quindi salt dentro. Non chiedermi niente, le sussurr. Fa silenzio. Sua sorella annu. Bastiano le fece una carezza. Sentiva le voci dei suoi genitori e del soldato provenire dalla cucina, ma non capiva cosa dicessero. Poi le voci si interruppero e il ragazzo cap che il sergente se ne stava andando. Sent i passi avvicinarsi. Apr la porta della stanza. Vide che lufficiale si accomiatava. Si toglieva il berretto per salutare suo padre e si voltava verso la campagna innevata. Sua madre richiuse la porta. Bastiano li guard. Ci ha chiesto se avevamo visto un partigiano, disse suo padre. Non ha voluto guardare da nessuna parte? Suo padre allarg le braccia. Guardaci, figliolo. Come potrebbe qualcuno pensare che gente cos povera nasconda un partigiano rischiando la vita. Cose da pazzi. Bastiano usc. Sulla soglia not il sergente che fissava il fienile. Lui guard dalla loro parte. Torn verso la casa. Non mi ero accorto, disse, che avevate un fienile. Suo padre non rispose. Sa, venendo da quella parte, e indic con la mano, dietro la casa, non si vedeva. Non vi dispiace se ci do unocchiata, vero? 19

Suo padre scosse la testa. Faccia pure. Dov mio fratello? chiese Bastiano. Nellorto a cogliere il radicchio, disse sua madre. Non che vi dispiace, vero? ripet lufficiale. No, no. Si accomodi, suo padre gli fece strada. Bastiano and nellorto. Un sole di ghiaccio illuminava la schiena di suo fratello, curvo sulla terra. Giovanni, disse. Eh. Lufficiale vuole vedere il fienile. Suo fratello si volt. Si sfreg i guanti sporchi di terra sui pantaloni da lavoro e raddrizz la schiena. Che infami, questi neri. Ficcano il naso dappertutto. Insieme si incamminarono verso il fienile. Lufficiale stava aprendo la porta. Davvero, dovete scusare il disturbo, disse. Sto solo facendo il mio lavoro. Mise la testa dentro e guard per alcuni attimi silenziosi. Si ud il tonfo della neve che cadeva dagli alberi troppo carichi. Il sergente richiuse la porta. tutto a posto, ora me ne vado. Perch cerca quel partigiano, sergente? chiese Bastiano. Luomo lo guard. Perch, ragazzo, responsabile dellomicidio di alcuni uomini del nostro esercito, nonch dellesecuzione sommaria di sette civili. Chi ha ucciso i civili? Bastiano, disse suo padre. Lufficiale si avvicin al ragazzo. Lui, stato lui a ucciderli. Mettendosi contro lItalia. Mi prendeva per mano e mi trascinava via con lei. Signore, disse Bastiano, io sono giovane e del mondo non ne capisco molto, ma mi chiedo come possa un uomo aver ucciso degli altri uomini, se quello che cercava di fare era semplicemente liberarli. 20

Il sergente non gli tolse gli occhi di dosso. Siamo gente tanto povera, disse suo padre. Non si mai fatto veramente qualcosa per noi, in questi anni. Mio figlio cresciuto patendo la fame. Non sa quello che dice, solo arrabbiato. Non si preoccupi, disse lufficiale. Guard Bastiano. Tu credi, ragazzo, che la verit stia da una parte sola? Pensi di poter vedere il mondo unicamente da una prospettiva? Non hai capito niente. Non accusare chi credi di odiare, perch non puoi sapere cosa sia essere loro. Finch non lo sai, non dovresti esprimere giudizi. Il sergente si volt. Scusate ancora lintromissione, disse. Siete brava gente, mi dispiace per tutto. Il rischio di volare e cadere. Prendere per mano qualcuno che non c e lanciarlo nellaria io ti ho visto nellaria cadere volare ho capito che eri tu dalla dolcezza con cui ti posavi sul mondo e io che guardavo e credevo a una rappresentazione distorta e falsa di un ricordo amato felice luminoso una speranza per i miei giorni a venire ed eri bellissima nel tuo splendore celeste quante volte mi hai detto che non avevi segreti per me quante volte? Ho rischiato di andarmene e ancora rischier e questo solo perch non voglio essere da meno rispetto a te che avevi un cuore cos grande oh Isa. Suo padre e sua madre rientrarono in casa. Lui guard suo fratello. Torno nellorto, disse Giovanni. Lui segu suo padre. Pa, scusa. Non parlarmi. Scusa. Si ferm. Torn verso il fienile e apr la porta. andato, disse. Il soldato lo guard da sotto il fieno. Sentiva i suoi occhi potenti sulla fronte. Il miracolo di poter vedere oltre. Grazie, rispose il partigiano. Bastiano usc. Osserv il sole crescere. Sarebbe cresciuto ancora e ancora, e invecchiato ogni giorno nella sua infinita indifferenza. Prenditi ancora un po di tempo per vivere, Isa. 21

And verso i campi. Corse. Sul viso, laria pungente dinverno. I fili daria come i capelli, fili sottilissimi, abbracciati tra di loro. Sembravano intrecciarsi tristi. Vedr lamore come un pericolo. Nel mondo dove non ci sono pi battaglie perch non c pi niente per cui combattere, la gente morta nellanima, non c modo di guarirla. Non se ne accorger mai, perder se stessa. Ho io perso me stesso? Se non vedo labisso, significa che lho saltato o che ci sono caduto dentro? Mi sento cos povero di amore. Cera il cielo che correva al passo con lui, gli parlava e gli cantava di un miracolo, lo riempiva di risposte formulate in un linguaggio sconosciuto e antico. Non capiva. Nel suo mondo non vedeva che nebbia, e la nebbia era insita in ognuno in maniera coercitiva, uscire dalle nebbia era difficile, arduo, un viaggio che non poteva essere compiuto da un ragazzo che non riusciva a raccogliere lamore dalla terra che calpestava. Quando fu abbastanza lontano da casa, url. Il grido squarci laria come una cosa concreta. Era concreto il dolore che si spargeva col grido. Una linea spezzata e luminosa nellazzurro sopra di lui. Il sospetto che il miracolo si incrinasse per la sofferenza. Che si rompesse per unangoscia troppo profonda. Estirp la giovent del suo valore fondamentale. La forza. Per un momento pens che la speranza fosse morta con la nascita delluomo sulla terra. Che speranza aveva, nel miracolo della vita, il suo corpo? Che speranze aveva la sua mente? Erano un nulla rispetto allimmensit del cerchio che li racchiudeva teneramente. Sent dei passi dietro di lui. Si volt. Suo fratello gli era davanti. Non possiamo lasciare quelluomo nel fienile, disse. Bastiano abbass la testa. Prima o poi lo scopriranno. Ci uccidono tutti. Anche il piccolo Luca. Non ha senso. Non dobbiamo rimetterci noi per le loro beghe. Ma questo paese Allinferno questo paese, Bastiano. Sono guerre tra idioti. Noi poveri non abbiamo voce in capitolo. Non ha senso nascondere luno o

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laltro. A nessuno dei due interessa della nostra vita. Rimarremo sempre poveri. Bastiano si volt. Che si fottano tutti, disse. Suo fratello lo rincorse e gli tocc la spalla. Vuoi vedere morire anche Lisa? Vuoi perdere unaltra sorella, eh? questo che vuoi? Il suo respiro si articolava in piet e compassione, e io le stavo perdendo come si perde lorientamento nella vasta e immensa volta notturna delle costellazioni. Voglio che non ci siano prepotenti in casa mia. E voglio scrivere. Suo fratello sembr riflettere. Aiutami a portare via quelluomo stanotte e ti aiuter a raccogliere i soldi per la macchina da scrivere. Te lo prometto. Ma portiamolo via. Amo la mia famiglia. lei il mio paese. La mia patria entro quelle quattro mura cadenti. Non voglio che crollino. Bastiano pianse. Suo fratello labbracci. Il sole cresceva nel suo ciclo. Tornarono a casa e mangiarono in silenzio, tutta la famiglia al completo. Sembravano sicuri e invincibili nella loro debolezza umana, l riuniti a guardarsi lun laltro senza neanche la voglia di rubarsi il pane a vicenda. Lisa porgeva le sue briciole al fratellino e Giovanni e Bastiano le porgevano a Lisa. Era un silenzio intenzionale, tenero. Non poteva avere crepe nella sua ostinata perfezione. Il padre e la madre del ragazzo si guardavano e si stringevano le mani. Bastiano avrebbe dato via tutto il suo pranzo per sapere la storia del loro amore, a lui ancora preclusa. Lamore da cui era nato era lamore pi importante della sua vita, il suo primo amore, e lui non lavrebbe mai saputo. Quando ebbero finito di mangiare, suo padre usc e and a dare da mangiare alle vacche e al soldato. Bastiano ebbe limpressione che suo padre non gli avrebbe rivolto la parola. Senza nessun motivo particolare. La fratellanza tra gli uomini si spegneva tragicamente nei momenti di guerra. O si accendeva talmente tanto da risplendere eterna. Nel miracolo della neve le discrepanze tra gli uomini sembravano scomparse, ma in realt rimanevano pi vive del sole. 23

Bastiano pass il resto del pomeriggio sdraiato sul suo letto. Nella sua mente esplodevano immagini di altri tempi. Non riusciva a capire come si fissasse un pensiero, come si potesse immaginare un altro mondo e altri volti e altri sorrisi e non capiva come raccontare, se non per iscritto, questa cocente confusione che gli permaneva in testa e si trasmetteva impetuosa nel mondo attraverso il flusso dei suoi pensieri. A volte sognava persone che non aveva mai visto. Le vedeva felici o tristi, ma riuscivano sempre a realizzarsi. Ogni persona che sognava aveva una o due fossette sul viso. Erano tutti giovani. E non capivano che essere giovani il paradiso. Che essere amati e amare da giovani irrinunciabilmente bello. Bastiano era povero e viveva la guerra. Rifiutava il suo mondo perch i sogni gliene mostravano uno diverso e pi nuovo. Nel mondo nuovo lui era felice ed era amato. A un certo punto si mise a sedere sul letto e rimase a fissare il vuoto, credendo di aver smarrito se stesso. Quella sensazione di infinito che gli aggrovigliava le viscere e gli riempiva il cuore lavrebbe fatto esplodere. Non poteva sopportarla da solo, a quindici anni. Ogni secondo che passava tutta la sua famiglia rischiava la vita, eppure lui riusciva a pensare solamente al bisogno di essere amato. Lansia per un amore che temeva non sarebbe mai venuto riempiva i suoi minuti. Un sentimento irripetibile nella vita di una persona. Quel momento delladolescenza in cui un cielo azzurro e un sorriso possono far credere di essere capaci di tutto. Si sentiva stanco di non poter afferrare quellimmensit che gli stava davanti, sempre e comunque. La risposta al miracolo della vita. La risposta al perch si trovasse in un certo posto in un certo momento. Il perch del colore dei suoi capelli e dei suoi occhi. Piangeva spesso, ma quasi sempre da solo. Piangeva perch non capiva il senso dei suoi passi sulla terra. Nel chiaro e dolce suono di una voce. Un corpo scosso dai singhiozzi. Scosso. Vorrei scrivere scosso, scosso, scosso. cos triste. Io penso a un corpo scosso dai singhiozzi e riesco a vedere qualcuno piangere. Vorrei poterlo scrivere. Rende lidea meglio di tutto. Scrivere del pianto come vederlo. Sempre che lo si scriva con umanit. Che lo si abbia provato e amato, il pianto. Il proprio, magari. Asciugare le lacrime 24

di qualcuno il solo modo per lenire le sofferenze. E non solo quelle di chi sta piangendo, ma anche le nostre. Le nostre in particolare. I miliardi di dolori che si risvegliano rumorosi a ogni richiamo del giorno. Il dolore graffiante e raspante. Un respiro rotto a met da sorrisi delicati. Nel suono luminoso di una risata. Lamore carne. Noi inventiamo le parole. Lamore solo carne. Non c bisogno di piangere perch non si ha carne da amare. Un corpo che si muova sfiorando il nostro. Costruiamo castelli di sentimenti sulla carne. Proviamo a rendere migliore una bellezza gi insuperabile di per s. Io amavo il corpo di mia sorella ma non lo desideravo. Lo amavo a tal punto che avrei cercato per tutto il mondo pur di trovare qualcuno che lo amasse come meritava di essere amato. E quando quel corpo mor quando la notizia della sua morte uccise ogni speranza insita nel mio animo , il desiderio di vederla felice per con lui. Da quel momento rimase solo la consapevolezza. Capii che lei era amore in ogni suo movimento. Cos amore, Isa, cos amore che non ci disse dellimminente morte del suo corpo, ma la nascose e rese segreta a tutti, persino a se stessa. Ecco perch lamore carne. Dopo cena suo fratello usc a prendere dellaltra legna. Faceva molto freddo e quella raccolta il giorno prima stava finendo rapidamente. Bastiano decise di andare con lui. Non ha senso accompagnarlo da qualche parte, disse Bastiano. Non ferito, solo un po debole. Lo cacciamo con la forza. Che ne so. Col fucile di pap. Suo fratello non rispose. Prese laccetta dal muro di casa, la mise sulla carriola e si incammin verso i boschi. Proseguirono in silenzio per alcuni minuti. Andiamo a parlargli, disse Bastiano. Anche senza fucile, forse. Gli parliamo e lo convinciamo ad andarsene. Mmm. Raggiunsero il bosco. Tienimi fermo quellalbero l. S, quello. Grazie. Bastiano serr il pugno attorno a un piccolo tronco, circa a met della sua altezza. Mentre suo fratello lo abbatteva, Bastiano stette in silenzio.

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Vedi, disse suo fratello. Se si potesse risolvere la questione cos. Come tagliare un albero. La libert di tagliare un albero. una scelta piuttosto semplice, no? Ma rimane una scelta. Non capisco cosa vuoi dire. Voglio dire, dannazione, non saprei dirti che voglio dire. Dico che siamo liberi di scegliere, capito? Cio, possiamo ancora decidere cosa fare di quelluomo. Possiamo decidere di lasciarlo l o cacciarlo o che so io. una scelta nei limiti della libert. Ma dopo che hai scelto? Puoi scegliere ancora la stessa cosa? Non credo. Non si pu tornare indietro. A volte sento una voce, fratellino, e penso che sia Isa. Lei avrebbe saputo scegliere cosa fare. Aveva scelto di essere qualcosa di pi della miseria che siamo noi ora. Lhanno uccisa per questa scelta. Capisci cosa intendo per libert? Sapere cosa fare. Non sapere schiavit. Io non so perch mi metta a pensare a queste cose, ma non ci posso fare niente. per questo che vuoi scrivere, fratellino? Per non doverci pensare ogni volta? Per avere queste cose che pensi da qualche parte, al sicuro, con lillusione che possano durare perch le puoi vedere, toccare con la mano? Una riga nera su un foglio. Parole che nemmeno conosciamo. Non so cosa sia scrivere, io, fratellino. Ma so che stasera dobbiamo scegliere cosa fare, perch se non scegliamo in fretta avremo perso la nostra libert. Capisci? Capisci? Perderemo la possibilit di fare qualcosa, qualcosa che abbiamo scelto noi. Tu la senti? Senti la sua voce? Credo di sentirla. Non mica una bella cosa. Sentire la voce della sorella morta. Insomma. Mi manca cos tanto. Anche a me. Non potremo portarci dietro il suo fantasma per sempre. Hai ragione, fratellino. Lei cosa avrebbe fatto con quelluomo? Tu lo sai. Vero che lo sai? Lo sappiamo entrambi. Lavrebbe tenuto qui. S. Lavrebbe tenuto qui. 26

per una scelta come questa che morta, Bastiano. Ha fatto la scelta giusta, ma io non voglio che per una scelta giusta la mia famiglia muoia. Capisci? Io come uomo ho paura. Lei era una donna e non aveva cos paura. per questo che sar per sempre una grande donna, anche se cos giovane. Lei aveva un cuore, una volont che io non posseggo. Tu s, Bastiano? Forse lei era unica. E se n andata perch era troppo libera. morta scegliendo, fratellino. Giovanni fin di tagliare lalbero. Lo colp ancora per romperlo in due e metterlo sulla carriola. Poi mosse qualche passo per cercarne uno della stessa grandezza. Aprii i miei occhi stanchi su una distesa di vita bruciata. Il mio centro delluniverso bruciava, bruciava. Bruciava senza mai smettere. E non si spegneva, come un incubo un incubo dove non si muore mai mai mai io ho creduto di poterla sognare bella eterea e sognavo solo fuoco fuoco e gente che bruciava il mio mondo che bruciava si rotto qualcosa non si pu aggiustare voglio piangere morire piangere morire. Cosa si pu dire della mente di un adolescente che vaga nellinfinit del mondo e si perde in ogni suo centimetro? Io non sono in grado di saltare e volare e liberarmi dalle catene del mio pensiero. Esso ovunque ed perso. Come fare? Vorrei che il mio pensiero morisse. Devo morire io per ucciderlo. Uccidere il pensare. Non pi scelte. Quanta difficolt in ogni secondo di vita. La mia testa non la sopporta tutta, non riesce, non riesce. Cado nel vuoto e muoio. Facciamo questo poi torniamo, disse suo fratello. Bastiano mormor un va bene in risposta. Non lo cacciamo, disse poi Giovanni. deciso? Tu che ne pensi, fratellino? Non credo che dovremmo cacciarlo. E tu? Nemmeno io. Lunica cosa che rompeva il rumore dellaccetta sul legno erano le loro sporadiche parole. Bastiano alz il viso al cielo. Le stelle brillavano cos tanto che sembravano applaudire la loro decisione.

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Nel ragazzo avveniva lantico processo di amore che porta gli esseri umani ad aiutarsi tra di loro e a non uccidersi. E questo poteva essere grandiosamente concepito pi da una mente giovane che da una mente adulta. Se la volont di scrivere e raccontare si trasmetteva di persona in persona, di padre in figlio, di generazione in generazione, lo stesso non si poteva dire di un gesto damore. Come un oggetto arrugginito e vecchio, un oggetto calpestato, negato e offeso perch il mondo lha calpestato, negato, offeso. Come quelloggetto senza pi dignit, lamore trascurava le vicende umane. Ci voleva un cuore grande grande e un coraggio di meravigliosa unicit per amare durante una guerra. Bastiano osservava gli eventi naturali con silenzioso timore. Il giorno e la notte. Il sole e la pioggia. Non poteva chiedersi il perch della guerra perch la guerra non esigeva una domanda alla sua esistenza. Tuttavia, aveva una risposta. La morte di Isa. La morte dellamore Cera quel ciliegio nel verde. Durante la mia fanciullezza. Un punto fermo nei miei ricordi. I colori di quellalbero, cos vivi. Ho visto nellalbero un segno. Da bambino ogni cosa un segno, ma lalbero era il segno-simbolo di un cosa che ancora non conoscevo ma che sapevo essere la base del mondo. Perch? Perch un albero cos, nel verde, solo e silenzioso, come, non lo so, come qualcuno che esprime rassegnata malinconia. Unaccettazione della solitudine. Se gli alberi potessero parlare, credo che uno che scrive non si porrebbe pi il problema di cosa scrivere. Io che per adesso non posso far altro che pensare queste cose e tenermele strette strette cercando di non farle andar via, penso che quel ciliegio fosse mille storie scritte insieme. Per esempio mi piace immaginare che quellalbero sia stato piantato da un ragazzo per la ragazza che amava. Penso che lui labbia resa triste e che per farsi perdonare le abbia piantato quellalbero davanti a casa, quelle quattro pietre in rovina che ci sono oggi nel verde del campo. Magari duecento anni fa cerano questo ragazzo e questa ragazza che si amavano, e quellalbero era il simbolo non calpestato, non negato, non offeso del loro amore. Mi piace pensare che qualcuno che ti pianti un albero davanti a casa sia la persona che un giorno sposerai. Cristo, un albero davanti a casa. Quanto dolce un gesto del 28

genere? Non c niente da fare o da dire. Quellalbero non poteva che far esplodere lamore. Nel mondo che vorrei darei ai miei figli quando li avr c un albero per ogni casa. Un albero per ogni amore. Un ciliegio meraviglioso ogni due persone. Non sopporto lidea che qualcuno rimanga da solo. Questo vorrei scrivere. Questo vorrei fissare. Se c qualcuno che muore da solo, l fuori, in guerra, poi dovrebbero come minimo piantare un albero di fianco alla sua tomba, e che lalbero stia l per sempre come la persona che amava quel qualcuno che morto. Come stai, sorella mia? Dov il tuo corpo? Perch nessuno gli ha piantato un ciliegio l di fianco? Tu credi che quella nuvola rosa il ciliegio nel campo verde fosse un simbolo damore? Un simbolo che il mondo non ha ucciso, nonostante tutto? A volte, Isa, non vorrei essere di fianco allalbero, ma vorrei essere lalbero stesso. Solo cos in mezzo al verde, ben fisso nella terra. Cos che nessuno mi possa muovere e farmi del male. Una gloriosa solitudine. Unumana percezione del nulla. Il silenzio della natura che cresce alla velocit di un battito di un cuore mille volte pi lento. Io che non ho modo di scrivere mi chiedo come far la gente in futuro. Come far a scrivere ancora dopo che tutto ci che delluomo sar gi stato scritto. Dopo che la guerra avr annientato lanima alle sue radici. Quando chi scrive non avr pi da scrivere perch il ciliegio nel campo verde sar insecchito e morto. Il simbolo calpestato, negato e offeso perch il mondo avr voluto cos. E allora pu darsi che le persone scriveranno di qualcuno che scriva per santificare la propria mente. Renderla un rifugio. Insospettabile. Inarrivabile. Fare del pensiero unarma di resistenza umana. Unarma per fronteggiare la morte del ciliegio. Ma spero, sogno un amore splendente per me e per tutti. Io cerco, provo a elevarmi sopra il mio egoismo. Non banale desiderare una carezza prima di addormentarsi. Quando avevo dieci anni, Isa ne aveva sedici. Ricordo le giornate destate passate in campi e cieli sterminati. Non si aveva nulla da fare se non un po di lavoro a casa, poi Pa ci lasciava la sera libera per andare in paese. Isa a sedici anni ballava gi che era uno splendore. A Giovanni non interessava ancora ballare con una ragazza. Io e lui guardavamo e ogni tanto ci scambiavamo commenti entusiasti su nostra sorella, 29

ma credo che mio fratello fosse troppo timido per iniziare a parlare con me di ragazze quandancora ero cos piccolo e, non avendo nessun altro, rimaneva in silenzio per la maggior parte del tempo. Ricordo ragazzi e ragazze che ballavano. Per me erano come sospesi in unaltra dimensione. Cera la guerra, ma ballavano comunque, ogni tanto. Lestate era un ballo unico. Credo che qualsiasi ragazzo l nel cerchio della piazza avrebbe preferito ballare tutta lestate piuttosto che andare in guerra. Loro non lo dicevano, ma i loro cuori s. Io ero un bambino, e forse per questo motivo che capivo quel fatto cos piccolo e allo stesso tempo cos grande. Nella piazza e nel ballo cera amore, nelluccidere qualcuno lamore svaniva dal corpo e dalla mente. Io bambino lo capivo. I vestiti che fluttuavano eterei, io questo capivo, e la mia mente lo riporta ora con parole che non comprendo e che vorrei comprendere e che vorrei scrivere perch altri pi in l nel tempo le possano leggere. E piango al suono dei vestiti fruscianti e dei baci dati di nascosto. Io bambino non potevo baciare. Io bambino non sapevo come si desse un bacio. E i baci nascosti non riuscivo a vederli. Ma erano l, luccicavano insieme al mondo. Li sentivo perch nelle notti destate il mio corpo non era solo. La mente gli faceva compagnia e spaziava, spaziava sui campi e sotto alle betulle con quei baci dati di nascosto. Non sapevo cosa facesse Isa quando si allontanava dal ballo. Fu mio fratello a spiegarmelo, un paio danni dopo. Mi disse anche che baciare era come assaggiare il frutto pi buono del mondo, a patto che baciassi una persona che ti piaceva veramente. E che la prima volta quel frutto era come immacolato. Di una dolcezza infinita. E mi disse che il bacio era un atto di tenerezza, non di violenza. Che una ragazza la si baciava delicatamente. Come se quel frutto, oltre ad essere il pi buono, fosse anche lultimo sulla faccia della terra. la mela che portava al partigiano. Era amore anche quella mela. Apr la porta del fienile e la socchiuse alle sue spalle. Diede la mela alluomo. Grazie, disse quello. Non credo di averlo fatto perch sono una persona buona. Il partigiano lo guard. In realt io ti detesto, disse Bastiano. Non so nemmeno se facciamo bene a farti restare. Magari ci fai ammazzare tutti. Per non posso fare a meno di portarti da mangiare perch non voglio lasciarti senza.

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Sarei una persona cattiva e non credo che il mondo abbia bisogno di altre persone cattive nei giorni in cui viviamo. Bastiano si sedette a gambe incrociate di fronte alluomo. Stasera me ne andr, disse luomo. Non ha senso che io resti ancora qui. Il ragazzo annu. C un nuovo tempo nellaria. La fine dellinverno ancora lontana, ma sento meno freddo nelle mie ossa. Posso farti una domanda? chiese Bastiano. Certo, ragazzo. Quanti anni hai? Ventidue. Ventidue? S. Merda. E mi chiami ragazzo? S. Bastiano si gratt la testa. Che ci fai a ventidue anni nei partigiani? Hai mai visto dei partigiani oltre a me? gli chiese luomo. No, tu sei il primo. Luomo diede il primo morso alla mela. Non ci sono molti partigiani con pi di trentanni. Alcuni hanno la tua et. Bastiano si pass la mano sugli occhi, sul viso. Non la tolse. Vuoi sapere quanti uomini ho ucciso? chiese il partigiano. Diede un altro morso alla mela. Sta zitto. Trentaquattro. Io li conto ancora. Non so perch li conto. C chi non li conta pi. Forse perch ne ha uccisi molti pi di trentaquattro. Io li conto perch voglio ricordarli. Li odio ma ho bisogno di sapere che sono stato io a ucciderli, ognuno di loro. E come li ho uccisi. Certi sono morti in modo indegno, tu saresti daccordo se solo sapessi. Io guardo le mie mani che mangiano questa mela e mi chiedo come possa ancora avere il coraggio di guardarle. Vedi, ragazzo, io non ti chiamo cos perch mi sento superiore a te. Non lo farei mai. Io sono sporco, tu non lo sei. 31

Sii felice di questo. Io non sono pi un ragazzo da quando ho ucciso per la prima volta. Per che cosa? Per questo paese, dicono. Ho deciso di liberare il mio paese dai miei fratelli. E sporcarmi le mani di sangue. Le mani che toccano questa mela. Io uccido, ragazzo. Ricordati questo. Non c differenza tra me o un repubblichino o un tedesco. Tutti e tre uccidiamo. Per cause diverse, s, ma che centra? Tu davanti a un corpo mutilato senza lingua, senza denti, senza naso, senza orecchie, senza mani o piedi cosa fai? Pensi a cosa lha ucciso? Davvero? Guardarmi. Levati quella mano dalla faccia. Non voglio essere cattivo con te. Ma devi capire. I partigiani. No, non come sembra. Io non posso fare a meno di volere che questo paese sia diverso. Ma a che prezzo, ragazzo, a che prezzo. Io uccido proprio come un tedesco uccide. Il tedesco uccide per una cosa, io per unaltra. Ma entrambi uccidiamo. E c sangue, sempre pi sangue. Tu vedi la luce in questo sangue? Quello che ti ho detto prima, che laria sta cambiando, forse per la vostra ospitalit. Ho rivisto qualcosa che mi ricordava gli esseri umani che non uccidono. Ma cero sempre io, mi segui? Dio santo, sta zitto. Cero io di notte, in questo fienile. Con la neve che c fuori. Con voi in casa. Io ero qui. Ero l quanto mi hai raccolto dalla notte gelida. Mi hai salvato. Hai salvato un assassino. Tu, ragazzo, devi guardare questa mela. Guardala. E ora dimmi, sono degno di mangiarla? Secondo te sono degno? Non sei degno. Non sono degno. Giusto. Ma c unaltra soluzione? A ventidue anni uno deve andare in giro per il suo paese a uccidere altri giovani? Vedi una soluzione? Sai perch vado avanti, ragazzo? Sai perch? Voglio che per la prossima generazione questo sia un ricordo. Non importa come lo renderanno. Se bello o brutto o glorioso o vergognoso. Voglio solo che sia un ricordo. Voglio che sia passato. Non molto quello che chiedo. Per uno che uccide i suoi fratelli. Non molto. Addent nuovamente la mela. Bastiano piangeva. Io voglio venire con te, disse. 32

Non sono degno di mangiare una mela e tu vuoi venire con me? Perch vuoi questo, ragazzo? Non hai sentito quello che ho detto? Proprio perch ho sentito voglio venire. Pensa ad aiutare la tua famiglia a non morire di fame, non a sporcarti le mani. Fin la mela. Grazie della colazione, disse luomo. Bastiano non si mosse. Non devi rimanere qui per forza, disse il partigiano. Bastiano si alz. solo che Cosa? solo che ho paura di non essere pi un ragazzo. Sentiva le ossa del suo corpo scricchiolare. Le giunture mutare. E il processo per diventare un non-ragazzo, il processo per diventare adulto senza che nessun permesso gli fosse chiesto, lo lasciava senza fiato per il dolore. Usc dal fienile e ud il dolce suono di un passo che poggiava sulla terra ghiacciata. Sua sorella Lisa gli stava davanti con un debole sorriso e i capelli raccolti in una treccia. Portava un vestito vecchio e sgualcito. Probabilmente avrebbe rattoppato camicie strappate per tutta la mattina insieme alla mamma. Pap ha bisogno di te nel campo. Il miracolo della crescita di una pianta. Una vita immobile e cos meravigliosa. Bastiano raggiunse suo padre. Luomo lo guard. Sul lato ovest qualcuno ha rovinato la semina. Il bastardo devesserci finito sopra con unautomobile e poi se l data a gambe. Un fascista? C qualcun altro che guida automobili, in paese? Che ci faceva unautomobile da queste parti, Pa? chiese Bastiano. Dannazione, figliolo, come faccio io a saperlo?

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Loro del grano prima della guerra. Ora sbiadiva. Avrei voluto descrivere la morte del colore. Mio padre si piegava sul campo distrutto con fare amorevole. Trattava quelle zolle di terra come se fossero i suoi figli. Amava il sapore della terra, quellamaro senso di perdizione che ti da il pensiero di doverla coltivare per tutta la vita. Bastiano pass la mano sulla terra rovinata. La calda terra in cui riposavano i semi del grano. E in quel momento afferr parte della risposta che cercava da giorni. Se la terra si poteva amare in quel modo tenero come fosse figlia propria, allora lui doveva fare qualcosa per quella terra. Iniziare a considerarla. Prendersene cura. Lei amava tutti gli uomini che venivano seppelliti. Non guardava a chi erano stati. Li accoglieva. Quanta tenerezza dalla loro prima madre. Ci che nel corso dei millenni li aveva creati insieme alle stelle. Bastiano rientr in casa e aiut sua madre a cucinare il pranzo. Si prese cura del suo fratellino che piangeva e dopo mangiato and in camera sua. Cerc qualche vestito pesante e un paio di pantaloni rattoppati. And in camera dei suoi genitori e frug sotto al letto. Trov la vecchia sacca da viaggio di suo padre di quando aveva prestato servizio nella Grande Guerra. Torn in camera sua e la riemp con i vestiti che aveva trovato. Mentre finiva di riempirla e la chiudeva per metterla sotto al letto, entr suo fratello. Giovanni lo guard. Non disse nulla. Bastiano mise la sacca sotto al letto. Dobbiamo mungere le vacche, disse suo fratello. Bastiano si alz. Andiamo, disse. Andarono nel fienile. Giovanni prese due secchi e li mise sotto le mammelle delle mucche. Lui si appost accanto a una e Bastiano accanto allaltra. Svolsero il loro lavoro in silenzio sotto gli occhi del partigiano. Verso la fine, Giovanni sussurr: Non la cosa giusta da fare. Se non la faccio non lo sapr mai, rispose Bastiano. Non ci sono buoni e cattivi, in guerra. Non devi unirti a nessuno. La tua famiglia ci di cui hai bisogno. Nientaltro.

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Non voglio fare quello che voglio fare, disse Bastiano. qualcosaltro a volerlo per me. Se vai, non ti conviene tornare. Se vado, non detto che torner in questo o qualsiasi altro posto. Giovanni fin di mungere la mucca. Prese il secchio e lo port dentro casa. Bastiano fece lo stesso due minuti pi tardi. Quando il sole inizi a tramontare baci il suo fratellino sulla fronte, poi and da Lisa e baci anche lei. Perch? chiese lei. Non c un perch. Sua sorella tacque. Prese la sacca da sotto il letto, tir la corda in modo che si chiudesse bene e se la mise in spalla. Guard la sorellina e pianse. Pianse anche lei. Non avere paura, le disse. Vi mander dei soldi, se riesco. Bastiano, disse lei. non dovevi scrivere? Bastiano. Era scossa da singhiozzi incontrollabili. Amore mio. Abbracci sua sorella e la tenne stretta per un paio di minuti. Quando sent che si era calmata, la baci ancora sulla fronte e usc di casa senza far rumore. And al fienile e apr la porta. Il partigiano lo fiss. Andiamo, disse Bastiano. Luomo si alz. Portati la coperta che ti ho dato, disse Bastiano. Non hai altro con cui coprirti durante la notte. Ma vostra. Non preoccuparti, prendila. Va bene. Uscirono dal fienile. La mia famiglia ha bisogno del lavoro delle mie braccia, disse Bastiano. Non so perch lo sto facendo.

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Il soldato si ferm. Frug nella tasca della sua giacca malandata. Diede a Bastiano due banconote da mille lire. Il ragazzo gliele ridiede. Il soldato chiuse gli occhi e gliele spinse in mano, poi gliela chiuse a pugno sui soldi. Bastiano non parl. I suoi occhi esprimevano un grazie troppo grande. Cammin piano fino alla porta di casa e infil le due banconote sotto la fessura. Il ragazzo e il soldato anchegli nullaltro che un ragazzo si allontanarono nella notte nascente, mentre la luna sorgeva fredda come la stagione che illuminava, indifferente e spietata.

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II

Come ti chiami? disse Bastiano. Alex, rispose il partigiano. Alex, ripet pensoso Bastiano. italiano? S, scusami. Il mio nome vero Alessandro. Non erano scesi verso il paese Si stavano dirigendo verso le montagne e la temperatura continuava a scendere. La notte era pi fredda di quanto Bastiano potesse immaginare. Non pensava che avere un fuoco in casa facesse cos tanta differenza. Il buio lo avvolgeva per dolcemente nel vuoto di cose della campagna dove la luce brillava solo nella natura e nella terra. Sentiva lodore delle piante. Il profumo dellacqua di un fiume lontano. Il mondo che abbracciava se stesso con una dolcezza dimenticata. Lamore della rugiada che si posava sullerba, la brina sottile e pallida. Ogni cosa era adorata da un processo immutabile ed eterno, pi vecchio e infinito di Dio del Dio che Bastiano conosceva , era un amore cos esplosivo, pi antico di qualsiasi pagina e parola di qualsiasi uomo, un amore che univa la formazione di vita al disgregarsi impercettibile delluniverso e delle cose nella loro interezza e immortalit. Non sono nullaltro che un poveretto che parla con la sorella morta. Gli occhi di Alex emanavano unaurea di giovent rotta e spezzata. Bastiano lo percepiva guardandolo di nascosto. Gli sembrava qualcuno che non piangeva da mesi, forse anni, e che pi avesse aspettato, pi sarebbe stato terribile. Vedeva la mente del suo compagno come un guscio chiuso e impenetrabile, un rullo di tamburi su unisola deserta. La nostra vita come una canzone, e quando c la parte pi intensa non ce ne accorgiamo mai. Poi arriva la fine e non abbiamo pi parole da cantare. Ma pu anche darsi che non ce ne siano mai state. 37

Un vento freddo spazzava le loro fredde ossa. Si insinuava sotto la pelle e dentro la carne. Metteva radici come una malattia. Il freddo piegava i loro bisogni come una foglia dautunno. Scricchiolavano i loro passi. Erano soli nella solitudine. Quel vuoto di concretezza li logorava come un incendio. Camminavano affiancati, in silenzio. Due simulacri di umanit nella natura. Rigidi come statue, anche se in movimento. Piegavano gambe e braccia nella marcia verso un futuro di polvere. Polvere sulla terra e sugli alberi. Sulle cose. Sugli uccelli che vedevano il mondo dallalto e ne piangevano le stragi. Polvere nei pensieri di un ragazzo. Se potessi scrivere dellamore. Forse sarei banale. Forse scontato. Ma scrivere dellamore. Dio, lamore muove tutto. Non si pu negare. E sento lamore cementificarsi nei cuori degli uomini. Ricoprirsi di polvere e polvere e rendersi invisibile. Se potessi scrivere di. Non so di cosa potrei scrivere. Ma vorrei. Parlare di qualcosa e magari parlare dellamore. Nellalto del cosmo. Se c una musica non voglio che muoia. Nella lentezza di un movimento. Forse una carezza. C tanta musica in quel gesto. E io vorrei scriverne. Non sentire le mie ossa spezzarsi sotto la fatica di vivere. Ci sono cose che non avrei mai bisogno di scriverle per ricordarmele. Per esempio, mia sorella che si mette a piangere quando ha capito che me ne sto andando. Forse per sempre. Non dimenticher mai mia sorella che piange. Non potrei mai farlo. La ricorder fino allultimo momento della mia vita. E di questo sono sicuro. Perch le ho voluto un bene troppo grande. Non potrei mai scrivere alla perfezione una cosa cos, anche se sapessi tutta la grammatica. una cosa che si sente troppo per poterla scrivere come si deve. Non puoi spiegare alla gente le lacrime di tua sorella alla tua partenza. un peso troppo grande da portare. Toccai un sasso e mi parve di comprendere la storia della terra. Ogni tanto, Bastiano piangeva lacrime che non sapeva di piangere. Si cristallizzavano sul suo viso. Gelide. Non persistevano nella loro caduta. Alex lo guardava ma non diceva niente. Poi giunse lalba.

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Bastiano laveva vista parecchie volte, soprattutto destate quando si alzava presto per lavorare nel campo. Ora per laurora gli si apriva dinnanzi sotto unaltra forma. Sembrava ci fosse unaria di libert incisa nel cielo. Trasmetteva un brivido quasi pi freddo della notte. E Bastiano accarezz il suo respiro senza che il cuore sapesse dovera diretto. Arriveremo entro mezzogiorno, disse Alex. Bastiano non rispose. Mentre procedevano, il ragazzo avvertiva un senso di inquietudine. Si nascondeva negli steli derba. Era linquietudine data dalla consapevolezza una consapevolezza non consapevole di non contare nulla in quanto umano. Non contare nulla in quanto essere vivente. Se cera un Dio, Bastiano non credeva che avrebbe mai potuto curarsi di lui. Se fosse morto, non voleva che la gente dicesse Era il disegno di Dio, perch non sarebbe stato il disegno di nessuno. Sarebbe morto e basta. Sepolto e dato alla natura. Era inquietudine del cuore umano. Sgretolato. In unera in un cui lunica certezza era la morte. Ti va di ascoltare? disse Alex a un certo punto. Ascoltare cosa? Credevo non ti andasse di parlare. Infatti. Voglio solo che mi ascolti. Se ti va. Mi dai limpressione che tu sia qualcuno capace di farlo. Bastiano lo guard. Va bene, disse. Quello che ti ho detto nel fienile. Che non mi sento diverso da un fascista. Non sempre stato cos. Una volta li odiavo che non puoi nemmeno immaginare. Li odiavo cos tanto che combattei con loro in Africa. Era per sfogare la rabbia. Per la mia guerra interiore. Avevo bisogno che qualcuno mi desse la possibilit di essere violento. Prima di andare in guerra, alla tua et, uccidevo fascisti in giro per lItalia. Li uccidevo con mio padre, e loro non mi trovavano mai. Non ho mai realmente voluto essere cos cattivo. Ma lo ero. Una parte di me che si elevava al di sopra del resto. Mi segui? Bastiano annu. Il sole stava sorgendo e illuminava i loro volti senza scaldarli. 39

Credo che qualcosa non vada in me, riprese Alex. Ho smesso di uccidere fascisti quando ho conosciuto un ragazzino. Era lessere pi puro che avessi mai visto nella mia giovane vita. Era cos innocente da non rendersi conto di come fosse fatto il mondo. E io lho tradito. Ho amato la stessa donna che ha amato lui. Non ho potuto non amarla. Con gli occhi, ma lho amata comunque. E quando lui lha capito, mi ha cacciato dalla sua esistenza. Ho perso lunica cosa che si frapponesse tra me e labisso della violenza. Ho creduto addirittura di averlo contagiato. Non era pi puro quando lho visto per lultima volta. Ora ti chiederai perch ti racconti tutto questo. Il fatto che non lho mai raccontato a nessuno. C odio nella mia famiglia. Da secoli. E questodio ci uccide dentro. Sentiamo ogni nostra costola bruciare di odio. Quando tu mi hai ascoltato nel fienile, ho capito che eri come quel ragazzino e al tempo stesso non lo eri. Qualcosa aveva gi incrinato il tuo cuore. Ma era evidente che tu sapessi ascoltare. E comprendere. E perdonare. Io queste cose dovevo dirle a qualcuno. Non c bisogno che le commenti. Io credo che ci sia della verit nella mia storia. Una verit terribile. Che il mondo fatto contro ogni nostra possibilit di essere felici. E credo che ognuno debba saperlo. Penso che la verit sia difficile da accettare. Ma se non la si vede, non si pu sopravvivere. Bastiano piangeva. Come si chiamava il ragazzino? Luca. Si chiamava Luca. Forse potremmo ritrovarlo. Alex sorrise e scosse la testa. Non credo che voglia essere ritrovato. Proseguirono in silenzio. Una foglia mi cadde sulla testa mentre passavo sotto a una betulla. Non capisco come potesse esserci ancora una foglia su quellalbero. Linverno inclemente con le foglie. Ma credo che fosse una risposta. Forse era Isa o il mondo che rispondeva. Il miracolo di una vita che non si arrendeva. Le montagne mi si aprivano davanti agli occhi come un altro mondo. Dovevano stare in alto coloro che credevano di liberare il paese da mani malate e ingiuste? Il ragazzo metteva un piede davanti allaltro facendosi domande. Non cera pace in lui. La natura lo avvolgeva e non gli rispondeva, se non con 40

foglie dal cielo. Ma le foglie non potevano rispondere alle domande di un adolescente. Ladolescente la forza del mondo. Perch ladolescente amore. E Bastiano temeva ogni sassolino sotto le sue scarpe. Temeva ogni centimetro di terra. Suo padre amava la terra e lui non riusciva neanche a capirla. Qual il segreto dello scorrere dellacqua e del profumo dei fiori? Qual la ragione? Il motivo primordiale? Un ragazzo dovrebbe sapere queste cose. Senza, non altro che il vuoto. Dopo il racconto di Alex, Bastiano credette ci capire qualcosa in pi sulla vita. Che un uomo poteva o non poteva abbracciare il mondo. Che esisteva la possibilit di vedere inquinata la tenerezza umana. Poi sent uno sparo e qualcosa gli sfior lorecchio. Prima ancora che potesse rendersene conto, Alex lo aveva preso per il braccio e aveva iniziato a correre su e gi per i dolci rilievi, senza guardarsi indietro. Avrebbe voluto parlare ma il fiato gli serviva tutto per la corsa. Sent un altro sparo. Inizi ad accorgersi del sangue che gli colava caldo e lento dallorecchio. Alex acceler e Bastiano faticava a stargli dietro. I polmoni gli scoppiavano per lo sforzo e la terra gli volava dai piedi. Avvert una forte nausea e un altro sparo saett nello spazio tra i due ragazzi. Alex lo spinse a terra e si butt gi. Fermo, disse ansimando. Prese il fucile e tolse la sicura. Lerba alta del campo nascondeva le loro teste. Sono tedeschi. Meglio o peggio? chiese Bastiano. Alex non rispose. Si guardarono intorno. Vieni. Lo fece alzare. Piegati sulla schiena si spostarono verso una macchia di alberi verso la loro sinistra. Un altro sparo. I due ragazzi si gettarono subito a terra. 41

Non parlare per nessun motivo, gli disse Alex. Bastiano annu. Il giovane partigiano imbracci il fucile e us il mirino per perlustrare il campo intorno a loro. A un certo punto si blocc. Bastiano trattenne il fiato. Vide lindice di Alex premere lentamente il grilletto. Si mise le mani che tremavano sulle orecchie. Una era invasa dal sangue. Alex spar. Si sent un urlo. Alex spar ancora. Scatt in piedi. Resta qui, gli disse. Bastiano non rest l. Alex corse verso la direzione in cui aveva sparato. Stesi sullerba cerano due uomini. Uno era ancora vivo e si premeva le mani sulla gola. Alex si guard intorno con aria febbrile. Poi si ferm e punt il fucile. Bastiano vide un terzo uomo correre nel campo, ormai lontano un centinaio di metri. Alex spar e luomo cadde. Poi si chin sulluomo ancora vivo e gli frug nelle tasche. Trov una lettera, un anello e delle monete tedesche. Il soldato avr avuto ventanni. Potevamo essere dei civili, gli disse Alex. La gola del tedesco gorgogli. Hai fatto una scelta, continu Alex. Hai deciso che eravamo partigiani e hai sparato. Non so se ti possa consolare il fatto che avevi ragione, perch la tua scelta era comunque quella sbagliata. Si mise una mano nello stivale e ne estrasse un pugnale. Se lo rigir tra le mani. Lo poggi a terra. Prese le braccia del tedesco e cerc di allontanargli le mani dalla gola. Riprese il coltello. Il tedesco si rimise le mani sulla gola. Era molto pallido. Nei suoi occhi cera solo terrore. Il pugnale fu rimesso a terra. Cos non mi faciliti le cose, disse Alex. Bastiano era pietrificato. Alex si sedette sopra al soldato. Gli spost la mano destra e ci mise sopra il suo piede destro. Fece la stessa cosa con la mano sinistra. 42

La gola del tedesco gorgogli pi forte di prima. Alex raccolse il pugnale e gli recise lentamente la gola. Nella manciata di secondi che gli ci vollero per morire, nessuno fiat. Bastiano osservava con cieca paura. Ti avevo detto di restare l, disse Alex. Si rialz e si chin sullaltro corpo. Questo era un tenente, disse. Gli prese il fucile e lo porse a Bastiano. Tieni, disse. Ti insegner a usarlo. pesante. Sopporta. Bastiano lo guard. I partigiani hanno fatto di peggio, disse Alex. E lhanno fatto con altri italiani. Di unideologia differente. Ma pur sempre italiani. Bisognerebbe cercare di capire chi ci ha ridotti cos, e invece ci uccidiamo tra noi. E con quale folle crudelt. Il sole si alzava allaltezza della montagne. La neve rimasta andava sciogliendosi. Bastiano si mise in spalla il fucile. Lasciatemi scrivere tutto questo. Lasciatemi raccontare di questa guerra inutile. Inutile tra le inutili. Voglio scrivere per rimanere. Solo un pazzo vorrebbe rimanere in questo mondo. Anche solo attraverso le parole. Ma io lo voglio davvero. Forse rimanendo potr aiutare. La natura lo chiamava attraverso immagini meravigliose. E il sangue, parte della natura, lo lasciava muto. Il sangue di un uomo era una cosa strana. Era forse un miracolo, era forse una risposta. Ma carne e sangue, alla fine, erano tutto ci di cui era fatto un uomo. Solo la vista poteva, attraverso il sole, la neve, i campi, andare oltre la ristretta e dolorosa condizione umana. Perch la natura osservata con occhi pieni di amore era semplicemente infinita. Il cuore turbato del ragazzo ne godeva. Pensai alla morte di mia sorella. Ci pensavo sempre, e non perch era avvenuta di recente, ci pensavo perch credevo potesse spiegarmi qualcosa che da solo non riuscivo o

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non volevo capire. La sua morte era una tragedia. E una tragedia ha sempre qualcosa da dire. Alex guardava i tre cadaveri illuminati dal sole senza battere ciglio. Giacevano inerti sul ventre del mondo. Il vapore che si alzava dalla rugiada evaporata sembrava cenere. Polvere dietro le quinte del mondo umano. Svaniva la luce del giorno in cui il suo viso illuminato mi salut per lultima volta come fosse la prima e io agitavo la mano in segno di saluto e pensavo al ciliegio agli innamorati al paese ai balli e a Isa che faceva lamore con i ragazzi che le chiedevano di ballare e quei ragazzi cos felici e la gioia sui loro volti ancora troppo bambini presto sarebbero morti in guerra e uccisi dai loro fratelli mai dal padre mai dal padre mai dal padre e una chiesa una casa una citt bruciata dalluomo una volta costruita e amata, dormivo nel ricordo orribile della mia vita. Ripresero a viaggiare verso il luogo in cui si trovava la compagnia di Alex. I due ragazzi non parlarono pi tra loro. Come se fosse scesa sui giovani cuori una disgrazia spirituale che non potevano spiegarsi. Le montagne parlavano a Bastiano come guardiani di pietra. Esse cerano da innumerevoli anni. E ancora, epoca dopo epoca, anno dopo anno, si sporcavano inguaribilmente di sangue. Una musica lontana implorava al mondo di smetterla di uccidere. Bastiano interpretava la musica come una benedizione e come una risposta. La benedizione di un Dio senza nome. Ma pur sempre di un Dio. Nascosto e timoroso delluomo. Perch il creatore teme la sua creatura e teme la sua violenza. Il creatore non prega per il comportamento della sua creazione. Non prega per il suo bene. La crea e la lascia sbandare nel mondo e gli d solo una musica che la creatura interpreta come una risposta. Ma non reale. lillusione di una concretezza che si spegne una volta che non si pi giovani. Bastiano capiva. Dio senza nome n volto puniva. Dio, per primo, uccideva. Suo padre, che era cresciuto con la Bibbia in mano, non gli aveva trasmesso solo lamore di Ges per il prossimo, ma anche la violenza del padre delluomo. La violenza con cui il mondo era stato creato. Quella violenza era rimasta. Ora risiedeva e fermentava in giovani come Alex. Bastiano vedeva chiaramente la linea 44

che separava il mondo come quando aveva nevicato sopra casa sua. La linea tra amore e follia. Che erano la stessa cosa. Amore e violenza, che si generavano tra di loro. Lindiscutibile paradigma umano di come pu esserci amore anche nellinfimo e indegno schiaffo di un marito alla moglie. Qual era quindi la differenza tra amore e violenza se i testi sacri umani le sottintendevano come un unico essere senza forma e colore? Bastiano, che non capiva da quale recondito profondo e inaccessibile derivassero i sentimenti, pensava pensiero dedotto dalle risposte del mondo che la differenza stesse unicamente in chi pronunciava le parole e in chi si rendeva autore incontestabile di gesti e azioni di tenerezza o di odio durante la sua vita. Da quel momento in avanti, la loro divenne una conversazione fatta unicamente di sguardi e silenzi. Il peso della morte gravava sui due ragazzi. Bastiano era un semplice giovane con una vita altrettanto semplice che si era trovato in una situazione troppo grande per lui. La guerra diventava condizione umana. Si faceva carne. Lantitesi del miracolo. E la neve, da sola, non poteva coprire tutto quello sbaglio. Cos, quando i due ragazzi arrivarono a quel casolare nascosto dalla vegetazione sul versante scosceso di una valle troppo silenziosa, non si stupirono, in un certo senso, di trovare soltanto macerie e cadaveri. Corpi appesi ai rami degli alberi. Corpi sventrati. Due donne spogliate e massacrate. Ancora una volta, la natura con i suoi suoni attutiti , dava una risposta. Alex si sedette a terra e pianse. Si tolse il berretto, infil una mano tra i capelli e li strinse come se volesse strapparseli. Bastiano gli si sedette a fianco e guard il cielo. Questa vita forse un privilegio? Un cadavere non ha pi niente da dire, nemmeno la sua storia. solo un messaggio per i vivi. Ma il senso di un corpo che non pi in vita molto pi grande. il senso del perch si viene al mondo. Per morire. Nientaltro che morire. Ogni secondo dellesistenza irrimediabilmente e vergognosamente teso verso la sua fine. La morte in ogni parola e in ogni atto. E la vita ama la morte. La venera senza pudore. Ogni cadavere 45

un monumento alla morte e quindi alla vita. Niente pi terribilmente certo di questo. Alex, dopo aver pianto per alcuni minuti, rimase seduto in attesa di un segno che non sarebbe mai arrivato. Bastiano tese la mano allaria. Poi la ritrasse e osserv i lineamenti del suo compagno e pens mio fratello, mia sorella, mia madre, mio padre, il piccolo Luca. Tutti immersi in una tragedia apparentemente eterna. Le formiche gli camminavano tra i piedi. I grilli riempivano il vuoto sonoro della montagna. Ogni cosa sembrava cos viva. Pulsava, carica di linfa, la terra sotto i suoi piedi. Esplodevano gli odori del bosco. I colori si schizzavano luno sullaltro in un abbraccio fraterno. Protesi verso un trionfo cerebrale del cielo e della terra. Pi a valle, betulle dai rami scheletrici urlavano per avere un po di calore vero dal sole. E i due ragazzi erano chiusi in se stessi. Stremati dal loro essere umani. Let li differenziava, ma Bastiano sapeva che erano eternamente giovani. Giovani con i capelli bianchi. Con gli occhi stanchi. Con le labbra secche. E le mani callose, eppure cos tenere nelle carezze. Quando Alex lo condusse gi a valle, in un paese, Bastiano non riusciva a guardare il cielo. Il ragazzo gli aveva detto che stavano andando a dire alla madre di uno dei morti cosera successo a suo figlio. Non so come si chiami lui, aveva detto Alex, ma so come si chiama lei. Devo andare a dirglielo. un compito che non vorrei mai dovermi assumere, rispose Bastiano. Non ho idea di quanto debba essere doloroso per un genitore sentirsi dire che il proprio figlio morto. Non so se sopravvivrei a un dolore del genere. Alex non parl pi. Le luci del giorno andavano scurendosi in un quieto grido di tristezza. Il paese era immerso nel silenzio, ma un silenzio precario, sinistro. Come se aspettasse di essere spazzato via dalla faccia della terra da un momento allaltro. Quasi tutto il paese era a messa. Alex e Bastiano si sedettero sul muretto fuori dalla chiesa e attesero. Alex frug nella sua giacca e prese una sigaretta. Chiese a Bastiano se ne volesse una, ma lui rifiut. Alex prese 46

un accendino e se la accese. Un ragazzo solo che fumava era lespressione della malinconia, ma un ragazzo che fumava di fianco a un altro ragazzo era il significato del loro tempo. Non erano molte le parole rimaste che meritavano di essere pronunciate. Mezzora dopo la gente inizi a uscire a gruppetti disparati. Alex ferm un uomo sui quarantanni, e gentilmente le chiese se conoscesse la signora Maria Rosa. Lui gliela indic, e comprendendo il motivo per cui il partigiano si trovava l, gli disse: Non essere brusco, giovanotto. Alex non rispose e raggiunse la donna. Si tolse il berretto e le sussurr alcune parole. Bastiano stette a distanza e non ud nulla. Vide la donna coprirsi la bocca con le mani, poi abbracci Alex scossa da singhiozzi incontrollabili. Alex le parl ancora. La donna annu. Si pass una mano nei capelli ricci e mori. Alex la baci sulla fronte e le strinse la mano, quindi torn da Bastiano. Cosa le hai detto, alla fine? gli chiese il ragazzo. Le ho chiesto se conosceva le madri e i padri degli altri morti. Ha detto che credeva di s. Le ho detto dove si trovano i corpi, andr a controllare. Non normale che i genitori assistano alla morte dei loro figli, per non c altro modo. giusto che lo sappiano. Bastiano cap. Pens a suo padre che veniva a conoscenza della morte di Isa. Egli non era sopravvissuto alla morte della figlia, almeno non in senso spirituale. Il suo cuore si era spezzato. Guard Alex. Adesso cosa facciamo? Non c pi niente, qui. La guerriglia devessersi spostata verso Milano. Andremo da quella parte. Alex e Bastiano ripresero a viaggiare come due vagabondi. Mangiavano poco e male, dormivano in casolari abbandonati o abusando dellospitalit di qualche campagnolo. Bastiano pensava alla sua famiglia. Al miracolo di una casa al cui interno cerano persone che pensavano luna allaltra e si amavano lun laltra con quasi nessuna eccezione.

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Ero fuggito come il figliol prodigo. Ma quando torner non trover un padre felice ad accogliermi. Non so cosa trover. La morte imperversa per questo paese e io tremo di freddo e di paura. Ho visto quei morti e ho pensato di essere uno di loro e ho pensato a Isa che dopotutto lo stata, una di loro. Ho capito che non siamo nientaltro che il vuoto. Siamo come gli altri animali. Possiamo pensare, s, ma siamo il vuoto. Ci diamo unimportanza e una solennit che in realt non possediamo. Certi giorni Bastiano assistette a tramonti che rompevano il cielo con il loro sangue. Non cera nessuno, a parte loro, a vedere quei tramonti. A vederli morire lentamente tra le montagne, a ovest. A contemplare limmensit del miracolo. La natura che sanguinava senza sosta, ogni giorno. Era una sorta di autolesionismo celeste. Era una ferita che veniva guarita dalle stelle. Le stelle la medicavano solerti e lasciavano che la volta celeste risplendesse della loro purezza. I due giovani attraversavano campi e valli. Attorno a loro gli alberi erano morti o, pi su, spruzzati di neve. Attendevano impazienti la rinascita. Lerba secca e scricchiolante che calpestavano era lanima di quel paese. Volgeva al termine un ciclo. La distruzione permeava laria, la si poteva respirare. Certe sere Bastiano chiedeva ad Alex di Luca. Lui gliene parlava sempre in modo vago, diceva che non voleva condividere con nessuno tutti i ricordi di quel periodo della sua vita. Preferiva tenerne per s una parte, la pi importante, perch il pensiero che qualcun altro fosse partecipe di quei ricordi lo annientava. Erano suoi e solo suoi. Voleva portarli con s nella tomba. Voleva che fossero suoi fino alla fine. Aveva capito, gli diceva, che era lunica cosa che poteva possedere realmente. Bastiano ascoltava e, naturalmente, capiva. Parl ad Alex della sua volont di scrivere per fissare i suoi pensieri. Gli parl della sua convinzione secondo la quale, se li avesse scritti, sarebbero potuti durare anche oltre la sua morte. E pensava che, scrivendoli, potesse renderli pi comprensibili anche a se stesso. Siamo fatti per scrivere o per creare qualcosaltro che rimanga, gli disse. Non sempre facile da capire, ma cos.

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Alex riflett. Luca adorava le fiabe di Andersen, rispose. Quelle fiabe resistono da decenni. E credo che resisteranno ancora per molto. incredibile, se ci pensi. Ci penso eccome. Alex sorrise. Un giorno questo tempo sar dimenticato, disse Bastiano. Solo i ricordi scritti della gente potranno salvarlo. Le storie che si raccontano a voce, di generazione in generazione, perdono il loro aspetto reale e prima o puoi muoiono nel nulla. necessario che si scriva con parole vere e concrete parole che si possano toccare quello che sta succedendo. Perch poi ci sar una sola versione della storia, e quella versione sar scritta dai vincitori. Chi essi siano non ha importanza, i vincitori parleranno sempre bene di loro e sempre male degli sconfitti. inevitabile. Ma non parl ad Alex di Isa. Egli desiderava che rimanesse un ricordo unicamente suo e della sua famiglia. Il giorno che giunsero a Milano era un anticipo di primavera. Il sole era quasi caldo, il cielo di un blu profondo li avvolgeva di serenit. Milano era silenziosa, come pronta a esplodere. Fecero attenzione alle pattuglie tedesche di guardia alla citt ed entrarono di notte, furtivi, appiattendo i fucili contro i loro corpi, sotto la giacca. Alex fece strada fino a una locanda. Prima di entrare lo ferm e lo guard negli occhi: Fino allanno scorso loste collaborava con la resistenza. Ma potrebbero averlo scoperto e ucciso, o lui potrebbe aver cambiato idea. Fa attenzione. Bastiano annu. Alex buss. Sentirono dei passi avvicinarsi e si apr una finestrella da cui si intravedeva un occhio che li guardava sospetto. Chi a questora? Sono Alex, Giacomo. Sono con un amico. Locchio stette a guardarli ancora per qualche secondo, poi la porta si apr. Bastiano vide che Giacomo era un uomo alto e grosso, robusto ma dallaria impaurita. Aveva lespressione da codardo. Alex, disse. un po di tempo che non ci si vede. 49

A chi lo dici, rispose il ragazzo. Senti, non ti dispiace se entriamo, vero? Il partigiano si fece strada nella locanda senza aspettare una risposta. Bastiano vide Giacomo farsi subito da parte al passaggio del suo compagno e decise di seguirlo. Loste richiuse la porta dietro di lui. Alex si sedette a uno dei tanti tavoli vuoti del locale. Lambiente era illuminato da una debole lampada elettrica. Il distaccamento della mia compagnia stato sterminato, disse Alex. La prima met morta in un villaggio. Quella volta ho rischiato di rimanerci secco anche qui. Laltra met sulle montagne. Devo unirmi a unaltra compagnia. Io e il mio amico. Puoi aiutarci? Giacomo si guardava le mani. Non so se posso fare qualcosa, Alex. Ultimamente i partigiani non si trovano neanche a pagarli. Non che non ce ne siano pi, tuttaltro, ma credo che si nascondano meglio. Hanno in mente qualcosa, credo. Pertini introvabile. E questo ragazzo che mi hai portato mi sembra pi giovane di quello che dovrebbe essere. Non importa quanto sia giovane, replic Alex. Ce ne sono di pi giovani. Lo so. Bastiano vide che Alex ebbe come unilluminazione. Abita ancora qui Giulia Maffei? Chi, chiese Giacomo, la figlia di quel maggiore fascista? S, proprio lei. No, non pi a Milano. scomparsa da quando hanno trovato suo padre morto con quella donna. Si dice che la donna fosse una maestra di un paesino sopra Como. La madre della donna e suo figlio hanno provveduto al funerale senza rilasciare dichiarazioni. Alex annuiva, guardando nel vuoto. Poi chiese: Possiamo dormire qui? S, ma solo per questa notte. Mia figlia vi servir la colazione alle sei e mezza. Poi vi conviene andarvene subito e cercare qualcuno delle Brigate Garibaldi o dei socialisti.

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Giacomo indic loro due panche e port delle coperte. La lampada elettrica, tremolante, unica fonte di luce in quel mondo sconosciuto, fu spenta poco dopo. Bastiano si addorment e sogn sua sorella Lisa. Piangeva e gli implorava di non partire. Mi guardava con gli occhi traboccanti di pianto. Lo spettacolo pi bello e triste che potessi immaginare. Sapevo che era un sogno ma sentivo il suo dolore per la mia mancanza. Sentivo anche la sua rabbia. Non ero l a proteggerla. Non aveva con me lo stesso rapporto che aveva con Giovanni. Giovanni era pi pratico, con me si sentiva capita. Con me poteva parlare. Una bambina di dieci anni, figlia di contadini, che sente la necessit di parlare. Era per questo che lamavo cos tanto, forse pi degli altri. Mi ricordava cos tanto Isa. Nel sogno parlammo molto. Le raccontai delle mie avventure, di Alex. Lei mi raccont della rabbia di mio padre nel constatare che fossi partito. Mi parl anche del dolore di mia madre. I soldi che mi aveva dato Alex erano serviti, ma si sentiva gi la mancanza delle mie giovani braccia per i lavori in casa e nel campo. Lisa mi abbracci. Vidi il sogno sfumare. Si svegli e vide Alex seduto a un tavolo che mangiava pane e marmellata. Una ragazza piccola e dallaspetto gracile, ma dal viso molto dolce, gli stava versando del latte in una tazza. Bastiano si stropicci gli occhi. Si alz e and a sedersi di fianco ad Alex. Grazie, Elena, disse il partigiano. Bastiano guard la ragazzina. Vuoi anche tu del latte? gli chiese. Bastiano annu incantato. La sua voce era dolcissima. Prese da una ciotola alcuni biscotti di burro e inizi a sgranocchiarli in silenzio. Elena torn con del latte caldo. Lo vers nella sua tazza e gli chiese se avesse bisogno di altro. No, davvero, grazie. Sei molto gentile. Le sorrise. La ragazzina sorrise in risposta e Bastiano guard i suoi capelli bruni e lisci ciondolarle sulle spalle e la sua bocca piccola e sottile piegarsi

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allins. Vide gli occhi verde scuro e li fiss rapito. Si innamor del colore pallido della pelle di lei e delle guance paffute. Alex gli tir una gomitata. Mangia, gli disse. Dobbiamo andare tra poco. tanto carina, sussurr Bastiano. Alex ridacchi. Ah, non lo metto in dubbio. Finirono la colazione si alzarono. Alex ringrazi Elena e le disse di riferire il ringraziamento per lospitalit anche a suo padre. Se ne andarono. Lasciarono l i fucili. Milano iniziava a bruciare di vita. I loro respiri si condensavano nellaria. Bastiano percepiva lumanit stanca di quella citt. Stanchi i fascisti e stanchi gli antifascisti. Gli uomini su dividevano da soli in categorie e categorie, spesso sfiorando il ridicolo. Nel mondo in cui era cresciuto il ragazzo non cerano categorie. Cerano solo i poveri. Bastiano non credeva a quello che cera scritto nella Bibbia, che i poveri non erano mai anche poveri di spirito. E che i ricchi lo erano sempre. Le persone non si potevano giudicare in base a fattori cos semplici. Bastiano credeva nellamore. Come in quello per sua sorella. Quella morta e anche quella viva. O nellamore di suo padre per sua madre. In quelle cose che trascendevano le categorie. Che trascendevano il fascismo e lantifascismo. Guardava per strada le donne vestite con cappotti non sufficientemente pesanti andare a comprare il pane per i figli, perch il marito era al fronte o se non era al fronte era morto. Pensava alla giovane Elena e a suo padre, alluomo dallespressione vile e codarda. E pensava che non avrebbe mai dovuto lasciare la sua famiglia, fosse anche per qualche giorno. Pensava che suo padre non lavrebbe riaccolto. Alex lo guidava per le vie di quella citt troppo grande per lui. Attraverso le mura fatte di palazzi e case troppo alte. Alex gli fece vedere gli edifici distrutti dai bombardamenti degli Alleati. Una notte ero in un albergo con Luca. Prima che incontrasse Giulia. E ci hanno svegliato le bombe. Pensa a quelli che vengono svegliati dalle bombe e che come ultima cosa nella loro vita sentono proprio il rombo assordante della morte. 52

Bastiano sembrava non ascoltarlo. Hai idea di chi stiamo cercando? No. Dalle strade saliva il sangue. Lo potevo vedere. Era il sangue di uomini morti centinaia di anni prima. E non si potevano vedere quelli che morivano quel giorno e il giorno dopo, perch il sangue li copriva. Era un mondo che non mi apparteneva e allo stesso tempo non poteva essere altro che mio. O mio o in me da sempre. Da prima ancora che nascessi. Da quando mia madre mi diede il nome che porto. Potevo vedere il mio compagno, perch era come se egli stesso fosse fatto di sangue. Cerano ancora cose che non mi aveva detto. Cose orribili, lo sentivo. E sempre il viso di mia sorella faceva capolino tra le tendine del mio cuore. Il suo sorriso quando andava a morire. Il sole che splendeva tra i denti bianchi e le labbra sottili e morbide. Io sapevo comera fatto quel viso e bruciavo dal desiderio di scrivere perch potessi rileggere, anche in punto di morte, comera bella mia sorella. Scrivere per ricordare. Nullaltro. Era tutto ci che dentro di me volevo perch riuscissi a considerarmi un uomo. Bastiano vide in lontananza la Stazione Centrale. Milano si svegliava. In tutti i sensi. Milano riprendeva coscienza. Era scritto negli sguardi di coloro che incrociava per strada. Bastiano temeva il cambiamento. Era come il miracolo, ma pi pericoloso. Il cambiamento non era la neve che cadeva. La neve poteva essere il miracolo e anche la risposta. Ma il cambiamento esigeva sia miracoli che sacrifici. Un uomo usc da unedicola con un giornale sotto il braccio. Si sfreg le mani per riscaldarle. Bastiano lo guard. Un piccione vol basso e si and a posare vicino ai piedi delluomo. Una donna entr in un panificio. Un odore di pane appena sfornato invase laria intorno a loro. A Bastiano venne fame. Un ragazzino corse lungo il marciapiede. Unauto romb sfrecciando sulla strada. Alex gli indic qualcosa col dito. L c il Duomo, disse. Non sei mai stato a Milano, vero? Bastiano scosse la testa. bellissima. Riesce a farti sentire parte di qualcosa. Di qualcosa di importante. Di storico. Ora riesce solo a farmi sentire il freddo. 53

Alex rise. A casa tua non faceva freddo? Certo che faceva freddo. Ma diverso. Mi bastava entrare a casa per stare al caldo. Qui non so dove entrare. Ci sono tante case, ma non so dove potrei sentirmi al caldo. Intendi dire che qui non ti senti a casa. Intendo dire che qui non c casa, disse Bastiano. diverso. Be, ma sei appena arrivato. Imparerai ad amare questa citt. Bastiano si ferm. Mi hai frainteso, Alex, non ho mai detto che non imparer ad amarla o che non mi piaccia. Ho detto che qui non c casa mia. una cosa di cui tenere conto quando visiti un posto. Per quanto quel posto sia bello, non sar mai come casa tua. Dal tuo punto di vista pu essere vero, ammise Alex. Ma io non ho casa. Non so cosa significhi averne una. Bastiano non rispose. Alex lo condusse pi in periferia, vicino a Piazzale Loreto. Si ferm di fronte a un palazzo e quando vide una donna entrare con dei sacchi di frutta, il ragazzo si offr di tenerle aperta la porta. La donna sembr leggermente allarmata, ma lo ringrazi. Lui e Bastiano entrarono dopo di lei. Bastiano la segu con lo sguard e not che si era fermata per trafficare nelle tasche del giubbotto. Sta fingendo, gli sussurr Alex. Bastiano cap. La donna continu a cercare qualcosa. Loro non si mossero. Si ferm. Alz lo sguardo su di loro. Cercate qualcuno? Bastiano vide che la donna aveva un bel volto. Scavato da chiss quali fatiche, ma bello e solenne. In realt s, rispose Alex. Le si avvicin. La donna tremava. Sono un compagno, disse Alex. Non devi avere paura di me. Non ti conosco, balbett lei.

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Certo, ero sulle montagne. Ma devi credermi. So da mesi che in questo palazzo ci sono dei partigiani. Se fossi una spia vi avrei gi denunciati. La donna lo guard a lungo. Poi sospir e disse: Vieni con me. Bastiano osservava le vite dei partigiani come si osservano le vite degli animali. Non si sentiva parte di quel mondo e aveva perso la voglia di entrarci. Guardava Alex e capiva che per lui era pi che altro una necessit. A Bastiano mancava Lisa. I partigiani ogni tanto gli affidavano qualche commissione e lo ripagavano con banconote sporche e stropicciate che lui mandava alla sua famiglia. Gli uomini parlavano di liberazione. Dicevano che era vicina. Come un miracolo. Bastiano pensava di andarsene. Aveva visto la morte e intendeva starle lontano. A guerra finita intendeva ritrovare Alex e portarlo in un posto, da una persona del suo passato. Ma non in quel grigio inverno milanese che si preparava a esplodere in unincerta primavera. Quando la donna li aveva portati nellappartamento in cui stavano i partigiani, allinizio li aveva accolti una diffidenza gelida e sorda. Poi Alex si era messo a parlare e aveva raccontato dei compagni morti sulle montagne. Anime morte. Le donne pi degli altri, aveva detto. Gli uomini avevano annuito. Non avevano nomi. Neanche Alex ne aveva uno, per loro. Se li avessero presi e fossero riusciti a farli parlare, i nomi avrebbero rivelato anche i compagni ancora liberi. Poi Alex aveva detto: Ho combattuto in Francia e in Africa. Con loro. E gli uomini si erano zittiti e lo avevano guardato. Ho disertato, aveva continuato il ragazzo. Non lhanno mai saputo. Ho anche io i miei fantasmi. Gli uomini avevano apprezzato lonest e lo avevano accolto tra di loro. E lui? avevano chiesto guardando Bastiano. Io non parlo per lui. Sa parlare per se stesso, aveva risposto Alex. 55

E Bastiano aveva raccontato. Bastiano parl della sua famiglia. Dei pasti poveri che consumavano. Delle preghiere. Dellamore tra suo padre e sua madre. Lamore silenzioso dei suoi genitori. E infine ruppe la promessa che aveva fatto a se stesso che avrebbe mantenuto il ricordo solo per s e parl di sua sorella. Di comera morta. Parl dellaltra sua sorella, che aveva una lettera in pi della sorella morta. Disse che suo fratello gli aveva detto che non gli sarebbe convenuto tornare. Disse che suo padre amava tutti i suoi figli, ma che era morto insieme a sua figlia e ancora non aveva trovato il coraggio di rinascere. Quasi tutte le sere i partigiani uscivano. Alex gli chiedeva di andare con loro. Bastiano ci era andato solo la prima sera. Gli avevano dato una pistola. Due partigiani erano spuntati da un vicolo che dava su un viale mentre un ragazzo repubblichino, sui ventanni, stava passando dopo una serata con la fidanzata. Bastiano non avrebbe mai dimenticato il suo sorriso. Era come il sorriso di chiunque altro. Il sorriso del ragazzo si era pietrificato e incrinato quando le due pallottole lo avevano colpito in pieno petto. Qualche istante dopo le pallottole erano diventate quattro, poi i partigiani si dileguarono. Dissero che non era niente in confronto a quello che avevano fatto alle donne sulle montagne, ma Bastiano non and pi con loro. Tu sei come Luca, gli disse Alex. Ma loro hanno ucciso tua sorella. Dovresti odiarli. Almeno un po. Non posso odiare qualcuno di ventanni che appena stato con la sua fidanzata. Non riesco. Senza odio non si pu vivere, comment Alex. A marzo Bastiano decise di andarsene. Di tornare dalla sua famiglia. Era pronto per partire di sera, tutte le sue cose nella sacca e i saluti sulla punta della lingua. Poi uno dei partigiani entr nellappartamento e disse: Hanno preso Giacomo. Qualcuno deve aver parlato. O qualcuno lha visto. Lhanno accusato di collaborare coi partigiani. Hanno arrestato anche sua figlia Elena. 56

Sentivo mia sorella che mi prendeva per mano per portarmi con lei. In unoscurit che mi faceva paura. Sentivo le sue dita stringere le mie. E la sua voce pregare. Alex guard Bastiano, poi guard luomo che aveva parlato. Disse: Li liberiamo subito. Stasera. follia, disse luomo. I tempi sono maturi. Vengo anchio, disse Bastiano. Entriamo e li liberiamo, disse Alex. Una cosa veloce. Due minuti e siamo fuori. Dove li tengono? In questura in attesa di trasferirli al campo di Fossoli. Bene. Alex si alz, prese il suo fucile e si guard attorno. Altri due uomini si alzarono e fecero lo stesso. Il partigiano che era entrato per dare la notizia scosse la testa. Scesero in strada. Uno spicchio di luna illuminava debolmente i lineamenti dei loro volti. I lampioni di Milano erano accesi ma le voci dei suoi abitanti erano spente. Non cera chiasso per le strade vicine. La citt era in attesa della sua ennesima resa dei conti. Quel simbolo dItalia aspettava di conoscere il suo fato. Ogni citt aspetta anni e anni qualcuno che la domini. Nella mente di ognuno suonava una musica diversa. I ragazzi che crescevano in quella guerra notturna sarebbero stati uomini diversi dai ragazzi che erano cresciuti nella pace e che ora, da uomini, combattevano. Milano li osservava. I loro passi erano come bagliori metallici nella bellezza silente di quella citt martoriata. Dove sei, sorella cara? Mi guardi dalle stelle o sei il fiore che cresce in primavera? Questi uomini che prendevano la vita come veniva non riuscivano a comprendere la grandezza della vita. Il suo disegno preciso. Bastiano li guardava e non capiva. Perch impugnavano armi? Perch tutti, in quei mesi terribili, impugnavano armi? Perch la sua adolescenza era stata demolita impietosamente da quella guerra? Se ne avesse avuta la forza, avrebbe reclamato a gran voce il suo diritto alla giovent. Ma ormai egli era impuro e scivolava via.

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La porta della questura era chiusa. Dentro la luce era accesa. Alex caric il fucile. Uno dei due partigiani che erano andati con loro scivol contro il muro fino alla porta. Poi guard i compagni, annu, si stacc dal muro e con lo stivale tir un forte calcio alla porta, che cadde in avanti, sfondata. Subito si sentirono delle voci concitate e delle urla di rabbia. Bastiano entr nelledificio dopo Alex. Il ragazzo impugn il fucile e fece fuoco su chiunque incontrasse sulla sua strada. I fascisti di guardia non facevano nemmeno in tempo a prendere le armi che venivano falciati via. Alex colp con un proiettile nellocchio un fascista che gli stava per sparare. Uno dei due partigiani adulti disse: Saranno qui a momenti, dobbiamo trovare subito Giacomo e sua figlia. Avanzarono lungo il corridoio della questura aprendo con violenza qualsiasi porta. Trovarono Giacomo. Luomo era terrorizzato. Dov mia figlia? Setacciarono altre stanze e la trovarono. Alex la prese duramente per il braccio. Venite, disse. Uscendo dalla questura sentirono uno sparo. Bastiano si guard indietro e vide Giacomo cadere, nel petto un buco rosso. Un poliziotto fascista non era morto ed era riuscito a sparare quel colpo mentre se ne andavano. Elena grid, ma Alex non la lasci andare e continu a tenerla stretta per il braccio. Si allontanarono velocemente. Poi Alex li fece fermare. Bastiano, prendi Elena e vattene da Milano. Il ragazzo lo guard senza capire. La ragazza singhiozzava rumorosamente e continuava a dire che voleva tornare indietro. Tu sei uscito poche volte con noi, non ti cercheranno. Non in molti, almeno. Torna a casa. Presto questa citt si trasformer in un inferno. Bastiano aveva paura ma non aveva la forza di reagire. Ci rivedremo, gli disse Alex. Lui e gli altri due partigiani corsero via. Bastiano li fiss allontanarsi nella nebbiolina notturna che precedeva lalba milanese. Sent un vuoto

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nel cuore ma decise che non era quello il momento per colmarlo con le lacrime. Bastiano prese la mano di Elena e gli fece cenno di stare zitta. Stanno arrivando. Non possiamo stare qui. Elena piangeva. Mio padre Mi dispiace. Ora non tempo di piangere. Vieni. La trascin per i vicoli silenziosi in attesa di sentire delle voci e dei passi. Nulla. Corse. Il tempo sembr rallentare. La mano della ragazza nella sua gli dava fiducia. Camminarono finch fece giorno. Milano si allontanava dietro di loro nel pallido chiarore dellalba. Bastiano sentiva la morte appresso. Correva con loro. Coi battiti dei loro cuori. La ragazza piangeva sempre pi di rado. Non gli parlava. Non lo guardava. Ma gli dava la mano e lo seguiva. Gli dava sostegno attraverso un gesto. Il sole sorse e fu caldo. Arriv la fame. Mendicarono cibo in una fattoria. Bastiano nascose la pistola sotto la giacca. Elena non parlava. Bastiano ringrazi la signora di casa, una vecchia vedova mezza cieca. Ella lo preg di rimanere un po per farle compagnia, giusto qualche ora, cos potevano riposarsi. Bastiano acconsent. La vecchia disse: La neve non cadr pi. come se fosse finito per sempre il miracolo. Ma poi torner, rispose Bastiano. Il miracolo? la vecchia lo guard senza capire. Questa terra non aveva bisogno di altri morti. Ora li ha. Immagino che li avr sempre. Lascia che ti racconti una storia, ragazzo. Cera un giovane, un giovane bello e alto. I suoi capelli erano come fili doro e i suoi occhi una pozza blu. So di non sbagliarmi. So che cos. Bastiano sent la testa di Elena sulla sua spalla. Quel giovane si innamor di una ragazza. Come succede a tutti. Sinnamor. Questo rese pi tragica la sua traversata della vita. Chi sceglie lamore sceglie un fuoco che risplende dieci volte pi degli altri e che si consuma altrettanto rapidamente. Ma lui aveva fatto la sua scelta. Questo 59

ognuno ancora in grado di farlo. Scegliere una strada tra le tante che ci sono prescritte dal mondo. O forse non scelse realmente. Vide la ragazza e qualcosa scelse per lui. Ma uno quando si innamora crede di poter vivere per sempre. E questo male. La guerra serve a ricordarci che ci sbagliamo. Il giovane studi e divent un avvocato. Pot comprare una casa in montagna per lui e la ragazza. Erano felici. La ragazza presto sent crescere dentro di lei il fiore del loro amore. Era una cosa semplice. La scelta pi tragica e comune. Se si osserva la storia delluomo si scopre che tutta cos. Un congiungersi di linee lontane. Tutte portano a una cosa. E la cosa a cui portano una nuova vita. Bastiano sent che Elena dormiva. Lei si sentiva al sicuro, ma lui no. Non bisognava mai commettere lerrore di sentirsi al sicuro. La vita germogli dentro di lei per tre volte. Quando venne la guerra, il giovane dovette partire e la ragazza lo aspett. Il giovane torn e vide che le tre nuove vite erano cresciute e che portavano dentro di loro le foglie del suo spirito. Era triste perch aveva visto e aveva portato la morte, ma ripart sapendo che cera ancora vita. Non torn a casa una seconda volta. La ragazza che ormai era una donna pianse finch ebbe la forza di piangere. Poi volse lo sguardo alle tre nuove vite e torn a sorridere. Lamore che aveva provato per il giovane era l, davanti a lei. Doveva impegnarsi a coltivarlo e a non lasciare che si inacerbisse. La vecchia donna lo guard severa. Puoi immaginare come prosegue la storia, ragazzo? Bastiano non osava muoversi n parlare. La storia era davanti a lui come lo era stata fin dallinizio. La storia del giovane, della ragazza e delle tre vite che li univano. La storia di ogni uomo e di ogni donna. Indipendentemente da chi o cosa essi amassero. Il miracolo che si concludeva nel dolore e nel nulla. Non importa. La storia deve concludersi. Va avanti, s. Impercettibilmente. Come tutte le storie. Ma dobbiamo darle una conclusione. Arriv unaltra guerra. La stessa guerra che ancora oggi ci portiamo appresso. E le tre vite furono costrette a partire. E non tornarono. Io sono la ragazza. Ci che ne rimane. Gli uomini danno le loro vite durante la 60

guerra. Noi donne diamo lanima intera. Ci tolgono tutto ci che amiamo e ci lasciano vive. Troppo deboli per decidere di morire e troppo forti per arrendersi alla guerra. Paghiamo la guerra con ogni singola fibra del nostro corpo. Se tu, ragazzo, comprendessi la guerra, ora non saresti qui a fare lelemosina. Saresti lontano da questo paese e da tutti quelli che fanno questa scelta. Se loro scelgono la morte, tu non sei obbligato ad abbracciarla. Vattene dal luogo che ti nega lunica vita che avrai mai la possibilit di vivere. Bastiano la fiss negli occhi. Se me ne vado, disse, cosa mi resta di tutto quel che ero prima della guerra? Cosa resta di me stesso? come se restasse cenere. Io voglio che resti una fiamma. Un forte vento si mise a soffiare allesterno. La donna li fece restare l per la notte. Seduti a terra nella sua cucina, sotto un paio di vecchie coperte sgualcite, i due giovani dormirono abbracciati. La luce di una candela appoggiata sul tavolo illuminava tremolante i loro volti. Si guardavano. Bastiano osservava il viso di Elena. Non ne distoglieva mai lo sguardo. La cosa pi bella che avessi mai visto. Il viso di quella ragazza. Si poteva pensare che fuori non ci fosse la guerra. Che Isa non fosse mai morta. Mi bastava restare l a guardare quella meraviglia. A guardare i suoi occhi che guardavano me. I suoi capelli scuri, le labbra piccole e sottili. Il naso morbido, la sua linea dritta. Qualsiasi centimetro di quel volto urlava amore amore amore. Non mi ero mai sentito cos indifeso come quella notte. Mi trovavo di fronte a qualcosa di troppo grande e non sapevo come comportarmi. Lamore mi spaventava. Ma non volevo altro. Bastiano vedeva i loro respiri mischiarsi e percepirsi a vicenda. Le labbra di lei tremavano. Lui mosse la testa in avanti a la baci. Lei si lasci baciare e pianse. Lui prese con le sue mani la sua mano pi vicina e la tenne stretta nel mezzo, carezzandola. La baci ancora. Le disse mi dispiace. Lei lo abbracci e nascose il volto nel suo petto. Lui sentiva quel corpo contro il suo e sapeva che era ci che di pi giusto ci fosse al mondo. La sollev dolcemente dal mento e la guard negli occhi. Poi la baci ancora, delicatamente, sulle labbra e sugli occhi e su tutto il viso. La baci sul collo e la sent tremare. La pelle morbida a contatto con le 61

sue labbra era il paradiso. Continu a baciarla per minuti lunghissimi. La notte scivolava via. Poi si ferm. Lei lo baci sulle labbra e poi lo abbracci stretto senza parlare. Dopo un po Bastiano si rese conto che si era addormentata. Anche i suoi occhi si chiudevano davanti alle fatiche della giornata e al sonno. Si addorment col naso di lei incastrato col suo, con la bocca a un millimetro da quella di lei. Sent lamore e fu felice. E quello era un vero miracolo. Un miracolo che poteva comprendere. Una risposta che valeva per tutti i silenzi della sua vita. Allalba, appena la vecchia donna si alz, la ringraziarono e lasciarono la fattoria. Camminarono per giorni nella pianura. Ogni giorno era un po meno freddo del precedente. Mangiarono pochissimo, solo ci che offriva loro la gente. Le loro scarpe erano rotte e i loro piedi pieni di calli. Il verde dei campi era una costante nella loro vista. Il cielo non era mai stato cos crudele. Il sesto giorno da quando avevano lasciato la fattoria della vecchia, sentirono il rombo di unautomobile che percorreva la stradina sterrata che stavano seguendo. Bastiano si guard indietro. Vide lauto. Scatt verso il campo di grano alla loro destra, trascinandosi dietro Elena. Le fece cenno di appiattirsi. Lautomobile arriv e pass. Lenta, troppo lenta. Come un presagio di morte. Pi avanti si ferm. Ne usc un uomo vestito di nero. Un ufficiale fascista. Guard la strada dietro di s. Si accovacci a terra e mosse con la mano la polvere di quella strada sterrata. Si rialz e si guard intorno. Poi sorrise. Bastiano prese la pistola e tolse la sicura. Luomo torn alla macchina e ripart. Bastiano rimise la sicura. Aspett che la macchina fosse uscita dalla sua vista e poi si rialz tendendo la mano a Elena. Cercava noi, le disse. Lei non rispose. Ripresero a camminare. Il sole arriv allo zenit. Faceva caldo. Stavano percorrendo un tratto di strada completamente nudo. Attorno a loro cerano solo campi di grano. Qualche casolare sparso a macchia di leopardo, ma niente di pi. Allorizzonte le montagne, la salvezza. Prima 62

delle montagne, a Bastiano sembrava di poter vedere le colline morbide e ondulate di casa sua. Camminarono un altro giorno e arrivarono ai piedi delle montagne. Sulla strada raccolsero notizie importanti. Un uomo con un carretto disse loro che alcune citt si erano sollevate e che le brigate partigiane ne avevano preso il controllo. Disse che non sapeva se era successo anche a Milano. La pianura e la campagna erano piene di fascisti in fuga, pericolosi perch non avevano pi niente da perdere. Bastiano ormai riconosceva i lievi pendii di casa. Grazie allelemosina che avevano ricevuto sulla strada, una sera poterono permettersi di fermarsi in una locanda per una zuppa calda. Non avevano pi visto lautomobile nera. Allingresso chiesero loro se avevano da pagare. Erano cos malandati e sporchi i loro vestiti stracciati che il proprietario non si fidava. Bastiano mostr i soldi e poterono sedersi. Nel momento in cui il cameriere portava loro la zuppa, il romb di unautomobile invase il cortile esterno delle locanda. Bastiano guard verso la finestra. Lauto parcheggio. Alcuni secondi dopo la porta della locanda si apr e luomo che avevano visto sulla strada giorni prima fece il suo ingresso. Non vestiva pi di nero. Indossava una camicia e sopra una comune giacca. Bastiano vide che i suoi capelli erano biondo cenere. Si guard intorno. Il ragazzo prese la mano di Elena e le sussurr di abbassare la testa verso il piatto e di continuare a mangiare. Bastiano cont i passi delluomo. Non osava estrarre la pistola. Con la coda dellocchio lo vide sedersi a qualche tavolo di distanza. Finisci la zuppa, disse a Elena. La ragazza annu e Bastiano si impegn a finire la sua. Appena pass il cameriere Bastiano gli chiese quanto gli dovesse e pag. Poi si alz e prese la ragazza per mano. A passi veloci, troppo veloci, si diresse verso la porta. La apr. Fuori era buio. La macchina nera era parcheggiata l davanti a loro. Sempre tenendo Elena per mano, Bastiano la super. Punt un albero oltre la strada e vi si nascose dietro. Arriver a momenti. Tu vai pi in l nel bosco.

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La ragazza si mise a piangere. Bastiano estrasse la pistola e tolse la sicura. Fa come ti ho detto. Se non ti vengo a cercare entro unora, continua a salire attraverso il bosco, il pi lontano possibile dalla strada. La baci frettolosamente. Non piangere. La ragazza si allontan. Bastiano si sedette con la schiena appoggiata allalbero. Ud la porta della locanda aprirsi. Ud i passi delluomo sullo sterrato. I passi si fermarono. Ragazzo, inutile nascondersi. Bastiano chiuse gli occhi Verrei a cercarti anche dallaltra parte del mondo. Nessuno mi porta via un prigioniero. Soprattutto un bamboccio. Starete anche vincendo la guerra, ma la mia piccola battaglia ancora tutta da giocare. Bastiano sporse il meno possibile la testa oltre il tronco dellalbero. Vide luomo in mezzo alla strada che si guardava attorno e scrutava tra gli alberi. Ritrasse la testa quando il suo sguard si spost verso dove si nascondeva. Ti ho visto, ragazzo. La luna ha illuminato i tuoi occhi. Ho visto la paura che ti divora il cuore. Laltro giorno eri nel campo, potevo sentirlo. Sono sicuro che avresti potuto spararmi, ma non lhai fatto. La paura ti rende debole. Nessun debole ha mai vinto niente. Bastiano scatt verso un altro albero. Luomo spar. Il proiettile colp la corteccia. Il ragazzo ud la porta della locanda venire sprangata coi catenacci. Tu non lo sai ancora, ma preferiresti morire qui che sopravvivere. Quel giorno, nel campo, io non me ne sono andato. Sono solo arrivato a casa prima di te. Bastiano url e si butt di lato. Vide luomo e spar. Questi si era gi buttato a terra e Bastiano non lo colp. Quindi alz la sua pistola e spar verso il ragazzo, ma trafisse il vuoto perch Bastiano era gi dietro un altro albero. Vai, ragazzo, vai dalla tua famiglia. Se ne rimane qualcosa. 64

Sent i passi delluomo avvicinarsi al bosco. Usc allo scoperto e spar. Vide luomo bloccarsi con il piede in aria, il passo che stava compiendo lasciato a met. Bastiano spar ancora ancora e ancora. Le lacrime gli rigavano le guance. Luomo cadde a terra. Bastiano gli si avvicin. Punt la pistola verso il volto e scaric la cartuccia. Lo rese irriconoscibile. La faccia delluomo non sembrava nemmeno una maschera grottesca, ma soltanto un unico grumo di sangue e carne. Gett la pistola ai suoi piedi e si diresse a passi lenti verso il bosco. Vai, ragazzo, vai dalla tua famiglia. Se ne rimane qualcosa. Nella grigia alba del giorno dopo sal la collina verso casa come una macchina svuotata di sentimenti. Elena non lo teneva per mano ma avanzava a passi stanchi dietro di lui. Bastiano vide il debole fumo salire da casa sua gi a mezzo chilometro di distanza. Il primo che trov fu suo fratello. Giovanni giaceva inerme sulla porta di casa con ancora in mano lascia da boscaiolo. Luomo gli aveva sparato un solo colpo, dritto in fronte. Dentro casa trov i resti carbonizzati di sua madre e suo padre. Si tenevano la mano quando lincendio li aveva divorati vivi. Bastiano non pianse. Il dolore era troppo. Gli sembrava di impazzire. Cerc per tutte le macerie sua sorella e il piccolo Luca. Non li trov da nessuna parte. Si sedette sulla terra fredda, si prese il viso tra le mani e url. Poi pianse. Sent i passi di Elena allontanarsi. Continu a piangere. Poi si asciug le lacrime dal viso e cerc la ragazza con lo sguardo. Gli sembr che intorno a lui mancasse qualcosa. Poi si ricord che salendo da quella parte era impossibile vedere il fienile. Si alz e aggir la casa. La porta del fienile era aperta. Dentro ud delle voci. Elena era china sul fieno. Stava aiutando una bambina sui dieci anni a uscirne. La bambina teneva in braccio un bambino molto piccolo che non poteva avere pi di quattro anni. Bastiano croll a terra sulle ginocchia e prese a singhiozzare in silenzio. Quando Lisa lo vide lasci il bambino a Elena e corse verso il fratello

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mentre le lacrime le pungevano gli occhi. Gli salt il collo e lo strinse fin quasi a soffocarlo. Non te ne andare mai pi, mai pi. Oh, Bastiano! Il ragazzo la baci su tutto il viso e la strinse forte e la strinse ancora pi forte e non disse nulla. Pass la mano sporca sui suoi capelli altrettanto sporchi e gli sembr che non ci fosse niente di pi bello. Poi la prese in spalle ed Elena prese in braccio il piccolo Luca. Bastiano si avvicin e lo baci sulla fronte. Il bambino sorrise e disse il suo nome. Elena lo guard. E adesso? chiese. Lisa mi raccont di quel giorno e quella notte da incubo che lei e Luca avevano passato. Di come fossero usciti solo una volta da sotto al fieno per mungere la vacca e non morire di sete. Era stato Giovanni a metterli l quando aveva sentito le urla dei loro genitori dentro casa. Stavano giocando fuori e luomo non li aveva visti. Poi Giovanni era andato verso casa con lascia, ma lufficiale fascista laveva ucciso sulla soglia di casa dopo aver sigillato la porta e aver lasciato che le fiamme divorassero vivi sua madre e suo padre. Scendemmo in paese. Da l i fascisti se nerano andati, ma la guerra non era ancora vinta. Milano sembrava sul punto di rivoltarsi a ogni sorgere del sole. Ci diedero un alloggio. Per sopravvivere, Elena si mise a cucire e io diedi una mano a ricostruire le case nei paesi vicini che erano state distrutte dalla bombe degli Alleati. Vivemmo quasi in miseria fino alla fine della guerra. Ma avevamo lamore che ci teneva vivi. E io non avevo perso tutta la mia famiglia. Si poteva ricostruire. Poi, in agosto, dopo che vennero sganciate le bombe atomiche sul Giappone, scoprii che Alex era sopravvissuto. Me lo ritrovai davanti alla porta di casa. Mi strinse la mano e, un po imbarazzato, mi chiese un favore.

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Riconciliazione

Bastiano lo vedeva tremare mentre salivano al paese di cui Alex gli aveva parlato. Non gli rivolgeva la parola e continuava a torcersi le mani. Il giorno era caldo e i due giovani sudavano. Entrarono in paese. Alex gli pass davanti e si mise a camminare a passo spedito. Arriv davanti a una villetta con giardino e si ferm. Le finestre del piano di sopra erano spalancate. Alex le fiss a lungo. Non varc il cancelletto dingresso, anchesso aperto. Rimase bloccato l senza parlare. Poi si volt e disse a Bastiano: Andiamocene. Non sarei dovuto venire. Quando gi si apprestava a fare il primo passo verso Bastiano, una voce proveniente dalla casa lo chiam. Alessandro. Alex si ferm, gli occhi fissi su Bastiano. Questi guard verso la casa e vide un ragazzo affacciato a una finestra del piano di sopra con lo sguardo fisso verso di loro. Il ragazzo piangeva. Bastiano fece un cenno ad Alex con la testa. Gli stava dicendo di non aver paura e di voltarsi. E Alex si volt. Bastiano sent che era venuto il momento per lui di lasciarlo l con il suo passato a ricucirne gli strappi. Compresi che ognuno ritorna sempre, se pu, dove ha lasciato un pezzo di cuore. Io mi incamminai verso dove avevo lasciato il mio. Un giorno avrei scritto di quelle cose, dellamore per Elena e di quello per ci che rimaneva della mia famiglia. Ma per il momento non potevo fare altro che viverle e tornare da loro.
27 ott. 13

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Piccole e inutili considerazioni finali Non mi piace pensare che questo sia un libro uscito a forza dalla mia testa per superare un periodo di completa inattivit, ma sarei disonesto se non dicessi che un po lo . Bastiano non il Luca di Datemi la guerra, e Alex non lo stesso Alex del libro precedente. Queste poche pagine (nella mia visione delle cose sono poche, anche se, credo, molto dense) sono il naturale proseguimento dellultimo romanzo. Mi stato pi volte criticato lingente uso di violenza in Datemi la guerra. Ne Le luci non ne presente altrettanta, questo s. Forse perch una storia meno incentrata sulla guerra reale e pi sulla guerra interiore. importante per ricordare che la violenza non mai simbolica. La violenza reale. Le tre pagine in cui lufficiale fascista insegue Bastiano ed Elena sono un piccolo omaggio allinseguimento di the kid da parte del Giudice Holden in Meridiano di sangue di Cormac McCarthy. La scena che avevo in mente era quella. Uno dei momenti di massima tensione in tutta la storia della letteratura, secondo me. Ora per non voglio divagare. Quando con Datemi la guerra ho abbandonato la prima persona, non pensavo che vi sarei ritornato cos presto. Le luci una storia dove la mia fredda voce di osservatore si mischia a quella calda e triste di Bastiano, che altro non che un ragazzo devastato dalla morte della sorella amata. Ed proprio la figura di Isa, la sorella, che spiega tutto il romanzo. Fascisti e antifascisti erano come fratelli. Per innumerevoli ragioni che non sto qui a citare, questi fratelli si odiavano e si ammazzavano tra di loro. Mentre accade questo, lamore di Bastiano e Isa come fratello e sorella non muore mai, nemmeno quando rimane solo uno dei due. la chiave di ci che ho scritto. Sentivo il bisogno di esplicitarla perch non vorrei che questo libro venisse preso come denuncia delluna o dellaltra parte in causa. Non cos. un libro sullamore tra consanguinei. E lItalia, piaccia o non piaccia, sporca del sangue di migliaia di fratelli. Da sempre. Buona lettura, Marco. 68