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MITI DEL PASSATO E LETTERATURA CONTEMPORANEA Nel corso dei secoli, i grandi miti del passato non solo

non sono scomparsi, ma spesso hanno anche acquisito una nuova vitalit. Il secolo da poco concluso ha mostrato un interesse particolare verso i miti, un interesse forse maggiore di quanto appaia a prima vista. Bench, naturalmente, questo tema sia stato studiato in modo approfondito, cercher di tracciarne un seppur breve e inevitabilmente schematico resoconto. Occorre dire anzitutto che nel corso del XX secolo, che resta ancora il nostro secolo, ci si accostati ai miti da tre diversi punti di vista, ognuno dei quali ha cercato di mettere in luce uno dei loro molti significati. I. Come noto alcuni movimenti politico-sociali e soprattutto i regimi totalitari affermatisi in Europa fecero un uso ideologico dei miti, e questi ultimi li utilizzarono come simboli di verit eterne, adibiti a suggerire e rinforzare lidea di unaltret tanto eterna durata di quegli stessi regimi. proprio a tale scopo che il nazismo pieg i miti greci accostandoli a quelli germanici, mentre in Italia ci fu unanaloga ripresa dei miti romani da parte del regime fascista. Ma fu in particolare nella Germania hitleriana che i miti greci furono piegati allesaltazione dei tratti di quella che fu teorizzata come razza ariana. Ci avvenne soprattutto grazie allo sforzo di simbolizzazione nel campo delle arti plastiche. Tale tendenza caratteristica tanto nella scultura classicheggiante e pomposa di Arno Breker quanto nella visualizzazione enfatica dei raduni nazisti nei filmati di Leni Riefenstahl. Ma i regimi hanno utilizzarono i miti pure come un archetipo per crearne di nuovi, basati su argomentazioni pseudoscientifiche, come il mito, appunto, della superiorit della razza ariana. II. Come conseguenza delluso del mito nel senso appena descritto e della connotazione pi estesamente ingannevole che esso ha assunto, si man mano sviluppata una critica radicale delle idee, delle forme e dellordine stabilito. Questa co rrente dopposizione al mito ha cercato di respingerli o addirittura di bandirli, per lo meno dallambito letterario. per esempio interessante osservare come unavanguardia letteraria ed artistica sorta in Italia allinizio del XX secolo, il futurismo, b ench identificatosi poi con il fascismo, abbia proclamato una rottura totale con la tradizione e con i vecchi miti. Molto pi discontinuo rispetto ad essi, e soprattutto a quelli greci, si mostrato il surrealismo, il quale daltronde si identifica to politicamente con la sinistra rivoluzionaria della sua epoca, quando non ha voluto porsi esso stesso come atto rivoluzionario. Ma poich ogni cosa non mostra mai ununica facciata, a causa del suo stretto rapporto con la psicanalisi il surrealismo entrato in contatto, almeno indirettamente, con il mito dEdipo e con la sua interpretazione psicanalitica. Ebbene, poich la cristallizzazione di certe tendenze intellettuali nella concretezza delle parole rivela sempre aspetti interessanti, vale la pena, per ci che riguarda la Francia, ma non solo, consultare il dizionario. Si nota allora che nelledizione del 1955 del Robert appare il verbo dmystifier, nel senso di dtromper les victimes dun e mystification collective. Ma qualche anno pi tardi, nel 1959, quasi che il bisogno di rifiutare i miti non avesse trovato compimento, introdotto un verbo riferito direttamente al mito, il verbo dmythifier, il quale, sempre secondo il Robert, semploie par souci tymologique au sens de dmystifier. Proprio in quegli anni il mito viene visto, secondo alcune interpretazioni, come una menzogna accertata che deve essere denunciata. Ma un po pi tardi si manifesta un certo timore di fronte al vuoto lasciato dallapparente dissolversi dei miti. Infatti in unedizione successiva il Robert registra un fatto significativo: la parola dmythification, accolta nel 1963, cio appena cinque anni prima del maggio 68, ha visto il proprio uso espandersi talmente da creare delle resistenze, se non delle reazioni. Credo sia proprio questo ci che esprime la frase apparsa sull Express del 19 febbraio 1973, ossia cinque anni dopo i moti studenteschi parigini, e che il Robert cita come esempio: Et si la dmythification conduisait au pessimisme? III. Giungo al terzo punto, al problema dellaffinit o del rapporto della letteratura contemporanea con i miti, questione che suscita un interesse particolare. Come ho sottolineato poco fa, nel corso del XX secolo una corrente letteraria l i surrealisti non erano soli ha cercato di sbarazzarsi dellinflusso della mitologia, soprattutto di quella greca, o anche, come stato detto, di liberarsi dalla tirannia della Grecia sullo spirito occidentale. Ma contemporaneamente sono stati fatti dei tentativi di creare nuovi miti, fondati su visioni e metafore moderne. Come, per esempio, il mito della velocit, o del macchinismo, teorizzato dai futuristi italiani, o quello del futuro radioso elaborato dagli adepti del realismo socialista. Ma lo slancio propulsivo di tali sforzi si dimostrer piuttosto breve. Comunque sia, malgrado gli attacchi e le polemiche, i miti sono sopravvissuti per lo meno nella letteratura. Gli esempi sono numerosi. Il pi impressionante forse quello di Antigone che, come ha magistralmente mostrato George Steiner, a partire da Sofocle e fino ai giorni nostri, fino ad Anouilh, Brecht e Ghiannis Ritsos, ha ispirato centinaia di nuove versioni. Ma a ben guardare il caso di Antigone non unico. Molti altri miti greci sono stati riutilizzati e riadattati, come il mito dUlisse da parte di Joyce o dei poeti greci Constantinos Kavafis e Nikos Kazantzakis. A questo punto mi permetto di introdurre una nota pi personale. Poich sono anchio un poeta greco, non posso ignorare il peso della mitologia sulla scrittura moderna. Per quel che mi riguarda, per lunghi anni ho rifiutato di occuparmi di miti, di integrarli nei miei poemi. Ritenevo che qualunque tentativo in quella direzione fosse lespressione di un passatismo ormai perento. solo recentemente che ho scritto una serie di poesie riconducibili ai miti greci. Allo stesso modo, nella pratica della scrittura ho dovuto affrontare il problema della modalit dutilizzo dei miti. Ma volendo evitare con queste mie parole il rischio dellimprovvisazione, preferisco accostarle a uno sguardo pi teorico, citando un brano del filologo greco Dimitris Maronitis che accompagna le mie poesie pubblicate sulla rivista Poesia (n. 174, luglio/agosto 2003). Parlando di poesia dei poeti greci, ma anche di poeti non greci, afferma che

Antigone. Da una litografia di Jean Cocteau ( Editions Grasset)

evidente che non si tratta di poesie affette da passatismo. Il dialogo o il confronto serrato che istituiscono con i rispettivi modelli teologici e letterari in primo luogo critico, o meglio discrezionale. Per tale ragione in un mio precedente saggio ho introdotto alcune definizioni che, spero, contribuiscano a una comprensione pi puntuale delle poesie di argomento antico presenti nella letteratura moderna e contemporanea. Si tratta di tre atteggiamenti fondamentali rispetto al materiale mitologico: lidentit, lalterit e la mistificazione. Lidentit, metodo fondamentalmente conservatore, rispetta sia le componenti tematiche sia, soprattutto, quelle ideologiche del modello, senza per questo evitare di aggiungere elementi innovativi allantica impalcatura del mito. Lalterit, metodo contrappositivo, per non dire eversivo, si confronta piuttosto con la poesia originale contestandone, ovvero capovolgendone, la cifra tematica, etica, semantica, stilistica e ideologica. Infine la mistificazione, metodo che compendia gli altri due in quanto cerca di operare variazioni invisibili a occhio nudo ma rilevanti ai livelli di cui s detto. Utilizzando come cavia il patriarca del genere, Kavafis, propongo come esempio di iden tit la lirica Troiani, di alterit la celeberrima Itaca, e di mistificazione I cavalli di Achille. Tanto basta, credo, a introdurre brevemente senza tema di fraintendimenti le cinque poesie di argomento mitologico e antico offerteci da Titos Patrikios. chiaro che malgrado il loro uso spesso retorico e staccato dalla realt, soprattutto in un paese come il mio, nella loro perennit i miti ci danno la sensazione che i grandi problemi posti alluomo contemporaneo e le scelte che deve compiere restino, al di l dei cambiamenti subiti, fondamentalmente gli stessi. Di conseguenza lo scrittore contemporaneo, sforzandosi di percepire la realt odierna, non pu ignorare i miti. Tanto pi che essi non sono una narrazione rivelata e inalterabile, ma racconti creati e costantemente modificati dagli esseri umani. Emerge allora una questione rilevante, che ci si pone perennemente di fronte: perch la letteratura della modernit, che ha creato grandi figure simboliche, da Don Chisciotte a Re Lear, da Madame Bovary a Anna Karenina, da Rastignac al Principe Myskin ecc., apparse tra noi quasi fossero esseri viventi, non stata in grado di dar vita a miti moderni originati da questi personaggi? una domanda che continua a restare aperta.