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Esordio di Cteaux

A cura di p.Goffredo Viti, O.Cist.

Le origini di Cteaux (Exordium Cistercii)


I. Inizio degli usi dei monaci cistercensi
: Tutti sanno che nella diocesi di Langres si trova un monastero, chiamato Molesme, di ottima reputazione ed esemplare nellosservanza. Fin dalle sue origini, la divina bont lo rese famoso in breve tempo con labbondanza dei doni della sua grazia. Lo rese altres rinomato con uomini illustri, con propriet e con virt. Ma poich lalleanza tra la ricchezza e la virt non dura a lungo, alcuni membri di !uella santa comunit, uomini profondamente sapienti che lo avevano compreso molto bene, scelsero di dedicarsi alla ricerca delle realt celesti piuttosto che essere implicati negli affari temporali. "i conseguenza e subito, !uegli uomini amanti delle virt, cominciarono a pensare alla povert, generatrice di uomini forti. #ello stesso tempo avvertirono che, sebbene nel loro monastero si vivesse in maniera santa e onesta, tuttavia la $egola professata veniva osservata meno di !uanto fosse nel loro desiderio e proposito. %i interrogavano lun laltro su ci& che impensieriva ciascuno, e parimenti discutevano tra loro come attuare !uel versetto' A te scioglier i miei voti, i voti pronunziati dalle mie labbra . (erch indugiare oltre) *entuno monaci insieme allabate di !uel monastero, $oberto, di venerata memoria, partono per decisione comune e si sforzano di portare a termine, di comune accordo, il disegno che hanno concepito con una unica ispirazione. (erci&, dopo molte fatiche e straordinarie difficolt, !uali + necessario che abbiano a soffrire coloro che vogliono vivere piamente in ,risto, raggiunsero finalmente la meta dei loro desideri e arrivarono a ,-teau., allora veramente luogo orrido e in grande solitudine. Ma, i soldati di ,risto, ritenendo che lasperit del luogo non discordasse dallaustero proposito che gi avevano maturato in cuor loro e considerando lambiente come se fosse stato preparato da "io, ebbero tanto gradito il luogo, !uanto prezioso il proposito.

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II. Le origini del monastero di Cteaux


<0 (erci& lanno /012 dallincarnazione del %ignore, fiduciosi del consiglio e fortificati dallautorit del venerabile 3go, arcivescovo della diocesi di Lione, allora legato della %ede 4postolica, delluomo di "io 5ualtiero, vescovo di ,h6lon e similmente dellillustrissimo 7ddone, duca di 8orgogna, cominciarono a trasformare in abbazia leremo che avevano trovato a ,-teau.. 9l suddetto $oberto ricevette dal vescovo di !uella diocesi, e precisamente di ,h6lon, il governo e il bastone pastorale. 5li altri monaci rinnovarono allabate il voto di stabilit in !uello stesso luogo. Ma, non molto tempo dopo avvenne che lo stesso abate $oberto dovette far ritorno a Molesme, su richiesta degli stessi monaci, per ordine di (apa 3rbano 99, con il permesso e lapprovazione di 5ualtiero, vescovo di ,h6lon. 5li successe come abate 4lberico, uomo virtuoso e santo. 7pportunamente fu stabilito e confermato dallautorit apostolica che, per mantenere il dono della pace fra i due /

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monasteri, a partire da !uel momento, nessuna delle due abbazie potesse accogliere un monaco proveniente dallaltra senza le consuete lettere commendatizie. ,on !uesta garanzia, il monastero di ,-teau., grazie alla sollecitudine e allimpegno del nuovo abate, in breve, con laiuto di "io, progred non poco nella santa osservanza, ac!uist& fama e vide incrementare i mezzi necessari. Ma luomo di "io 4lberico, per nove anni in monastero non corse invano e nel decimo con!uist& il premio della vocazione celeste. 4d 4lberico successe %tefano, inglese di nascita, amante appassionatissimo ed esempio fedelissimo di piet, di povert e di disciplina regolare. La sua vita conferm& !uanto sia vero ci& che + scritto' Gli occhi del Signore sui giusti, i suoi orecchi al loro grido di aiuto. (oich il piccolo gregge lamentava solo !uesto, cio+ di essere piccolo, i poveri di ,risto, solo !uesto, ripeto, temevano e temevano fin !uasi alla disperazione di non poter lasciare gli eredi della loro povert. 9nfatti i vicini onoravano certamente in essi la santit di vita, ma ne detestavano lausterit> in tal modo rifuggivano dallimitare coloro che avvicinavano per ammirazione. "io, che facilmente sa ricavare grandi cose dalle pi piccole e molte dalle poche, dest&, contro ogni speranza, i cuori di molti a seguirne lesempio, cosicch nel noviziato si trovarono contemporaneamente trenta persone tra chierici e laici> !uesti erano, secondo le categorie degli uomini, nobili e potenti. "a !uesta improvvisa e lieta visita del cielo, la sterile che non partoriva, pot ora, finalmente, cominciare ad esultare, e non senza motivo, per !uanto erano diventati numerosi i figli dellabbandonata. "io non cess&, giorno dopo giorno di moltiplicare per lei la discendenza, di aumentarne la gioia, sicch in meno di venti anni la felice madre aveva generato, sia direttamente sia tramite i figli dei suoi figli, allincirca dodici monasteri, !uasi virgulti dulivo intorno alla sua mensa. #on ritenne infatti incoerente imitare anche lesempio del santo (adre 8enedetto, dal momento che ne aveva abbracciato i precetti. Ma fin dallinizio, appena la nuova pianta cominci& a germogliare nuovi rami, il venerabile padre %tefano, sempre vigilante e perspicace, aveva concepito uno scritto, meraviglioso per discernimento, !uale strumento di potatura, per recidere cio+ gli eventuali germogli di divisione che, un giorno o laltro, avrebbero potuto soffocare, al suo apparire, il frutto della pace fraterna. (ertanto, egli volle che tale scritto si chiamasse opportunamente Carta di Carit, perch tutto il suo contenuto ha soltanto il profumo di ci& che + carit, cosicch !uasi niente altro sembra esporre in tutto il testo, se non !uesto : Non abbiate alcun debito con nessuno se non quello di un amore vicendevole. ?uesta carta, redatta dallo stesso padre e confermata dai suddetti dodici abati, venne anche fortificata dallautorit del sigillo apostolico. @ssa contiene pi diffusamente !uelle cose che abbiamo accennato, ma noi, in !uesta sede, esporremo solamente una breve sintesi.