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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA “ Dipartimento di Fisica A. Frova [Anno Accademico 1998-99] APPUNTI Di Acustica MusICALE (estratti dalle bozze del libro Fisica nella Musica in stampa presso Zanichelli) é x. 22 NOVEMBRE 1998 TLL 14.200 ALFROVA INDICE DEL LIBRO PARTE PRIMA, FONDAMENTI DI ACUSTICA MUSICALE CAPITOLO 1, INTRODUZIONE CAPITOLO 2. ANATOMIA DELLE ONDE SONORE CAPITOLO 3. COMBINAZIONE DI SUONI CAPITOLO 4. I MECCANISMI DELL'UDITO. CAPITOLO 5, CARATTERI FISICI, MUSICAL! E PSICOLOGICI DEL SUONO CAPITOLO 6. CONSONANZA, DISSONANZA E ARMONIA TONALE, CAPITOLO 7. SCALE MUSICALI E TEMPERAMENTI CAPITOLO 8, LA VOCE UMANA. PARTE SECONDA STRUMENTI MUSICALI E ACUSTICA DEGLI AMBIENTI CAPITOLO 9. STRUMENTI A CORDE, CAPITOLO 10. STRUMENTI A TASTIERA CAPITOLO 11. STRUMENTI A FIATO CAPITOLO 12, GLIOTTONI CAPITOLO 13. LORGANO. CAPITOLO 14. CAMPANE E PERCUSSION CAPITOLO 15. ACUSTICA DEGLI AMBIENT CAPITOLO 16. IL SILENZIO PARTE TERZA, ELETTRONICA, COMPUTER E MUSICA CAPITOLO 17, BLETTRIFICAZIONE DELLA MUSICA CAPITOLO 18. SINTESI ANALOGICA DEL SUONO CAPITOLO 19. SINTES] E TRATTAMENTO DIGITALE DEL SUONO, CAPITOLO 20. REGISTRAZIONE E RIPRODUZIONE DEL SUONO Cap. 1. Introduzione 2 Capitolo 1 INTRODUZIONE NATURA DEL SUONO E DELLA MUSICA GAMME DELLA VOCE E DEGLI STRUMENTI ONDE PIANE, SCALE MUSICALI CENNI STORICI, MUSICA E SFERA PSICHICA Hl suono dell acqua non ha né passato, né presente. Adagio cinese Larte sono io, ta scienza siamo noi. Victor Hugo, 1864 Montre ta conuenicazione dellartsta & per sempre legata alla sua forma originale, quella dello sciensiato si modifica, si amplifiea, sifonde ‘cone idee e con i risultati degli altri. Max Delbruck 1.1. Deformazione meccanica, onde sonore, musica E mia convinzione che il pieno apprezzamento della musica possa dipendere anche dalla comprensione dei suoi aspetti scientifici, Questa comprensione diventa certamente indispensabile allorché di musica ci si occupi in maniera professionale, per esempio si intenda ‘comporla, manipolarla o arricchimne lespressione attraverso il perfezionamento di strumenti o lo sviluppo di nuove sonoritd. Sebbene non si possa affermare che, nel suo lungo arco di vita, la musica si sia giovata in modo sostanziale delle conoscenze scientifiche, @ innegabile che lo sviluppo di queste ha influito sulle trasformazioni detla musica, in certa misura perché il terreno musicale pid fertile & stata 1a Germania, culla anche della fisica, della matematica e della filosofia, Bd & innegabile che la musica ha indotto grandi scienziati - come Fourier, Bernoulli, Hooke, Stokes, Rayleigh, Boyle, Leibniz, von Helmholtz - ad affrontare e tentare di risolvere i problemi del suono e delle sue consonanze armoniche. Al giorno d'oggi, perd, si pud asserire qualcosa di pit, anzi molto di pit: sarebbe una storica insensatezza se i poderosi mezzi di cui dispongono le teenologie elettroniche ¢ Vinformatica non venissero impiegati nella direzione di una musica di diverso respiro, con pitt ampi gradi di liberta e nuove sonorita che non quelle ormai divenute un fatto di tradizione. Alla domanda “che cosa @ musica?" non esiste una risposta facile ¢ immediata, né dal punto di vista musicale, né - a pitt forte ragione - dal punto di vista scientifico. Vi @ invece una tmolteplicith di aspetti particolari, senza esaminare i quali non si pud giungere alla formulazione i concetti generali che esprimano in maniera univoca quando il messaggio acustico, quella forma di energia che percepiamo attraverso l'apparato uditivo ed elaboriamo a livello delia mente, viene ad assumere quei caratteri che lo fanno definire musica, ¢ non magari semplicemente muzak, ossia quel prevedibile susseguirsi di suoni che oggi si confeziona in quantit’ massive per i supermercati o per le sale rock; se non addirittura rumore casuale che al massimo ci lascia indifferenti, ma pith spesso ci infastidisce e ci affatica. Nella definizione di cid che & vera musica, deve giocare un ruolo determinante l'aterplay - il complesso intrecciarsi, ‘con povera resa italiana - tra suono musicale ¢ fisica, Che si abbia a che fare con musica, muzak, o volgare rumore, si tratta pur sempre di sensazione sonora. Si dovra, in primo luogo, parlare di cid: che cosa é il suono, come viene Cap. 1. Introduzione 3 generato, come viene trasmesso, come viene percepito e valutato dal nostro apparato psicofisiologico. Prima di addentrarci nella descrizione dettagliata dei fenomeni fisici, che sar oggetto det prossimi capitoli, esporremo poche idee introduttive, anticipando alcuni concetti di base © tenendo presente anche la loro evoluzione storica. Precisiamo qui, una volta per tutte, che col termine suono si dovrebbe intendere la sensazione, com'essa si manifesta a livello cerebrale, di una perturbazione di natura meccanica, a carattere oscillatorio, che interessa il mezzo interposto tra sorgente ¢ ascoltatore. Pit: in generale, seguendo I'uso, impiegheremo invece la parola suono, 0 onda sonora, per definire la perturbazione in sé e per sé. Per potersi trasmettere a distanza, il suono, a differenza delle onde clettromagnetiche, richiede la presenza di un mezzo materiale, tipicamente Varia. Una sorgente di suono pud essere qualsiasi corpo sottoposto a occasionale deformazione, per esempio un tavolo su cui vengano battute le nocche delle dita. Il corpo diviene conseguentemente sede di un'onda meccanica, che comporta Yoscillazione delle catene di atom che lo costituiscono. Le molecole d'aria che si trovano in contatto con la superficie del corpo raccolgono tale perturbazione e trasmettono lo stato vibratorio a quelle via via pid lontane. Lo spostamento delle molecole comporta variazioni di pressione locale, che si propagano come onde fino alla distanza consentita dalle proprieta di assorbimento det mezzo. Nellaria pud trattarsi di una distanza notevole, nei coibenti acustici - per esempio il polistirolo espanso - & invece una distanza assai ridotta, Nel vuoto, in assenza totale di particelle, l'onda acustica non prende nemmeno l'avvio. Ii primo a verificare sperimentalmente il fatto che nel vuoto non si ha propagazione del suono fu l'inglese Robert Boyle, al volgere del diciassettesimo secolo. Dimostrazioni scientifiche sempre pid perfezionate furono offerte negli anni a seguire, L’esperimento classico consiste nel far suonare un campanello, meccanico od elettrico, ail'interno di una campana da yooto e successivamente iniziare levacuazione della stessa, verificando la graduale scomparsa det suono, pur nel pieno mantenimento detle condizione di lavoro della sorgente. Se levacuazione della campana solo parziale, il suono si sente, ma risulta affievolito, immediato arguire che lintensita del suono che ci perviene & legata al livello di pressione delf'aria, naturalmente in senso inverso. Le variazioni di pressione associate al transito dell'onda sonora ne! mezzo ambiente sono appunto cid che aziona la membrana di un microfono 6 il timpano dellorecchio. Pid forte é la sollecitazione meccanica, pid intensa @ la sensazione di suono percepita. D'altra parte, pitt rapida & lalternanza tra i massimi e i minimi di pressione (in altre parole, maggiore @ la frequenza di emissione della sorgente), pidl acuta @ la sensazione sonora percepita: si dice che il suono ha una maggiore altezza, * La voce e gli strumenti musicali. Si & fatto subito uso della parola “onda”, perché & un termine del tutto familiare. In veriti, essa nasconde una moltepliciti di significati ¢ nostro primo compito sara quello di analizzarli ¢ interpretarli nei dettagli essenziali. Prima e basilare doman: che tipo di onda é associata a un'oscillazione di carattere meccanico, qual & quella che da luogo alla sensazione sonora? Notiamo che non tutte le oscillazioni meccaniche generano suoni, giacché noi siamo in grado di ayvertite la perturbazione solo se Yonda di pressione che colpisce il timpano cade in una gamma di frequenze compresa tra 25 e 15.000 Hz (la sigla Hz é derivata dal nome del fisico tedesco Hertz, scopritore alla fine del secolo scorso delle onde elettromagnetiche: 1 Hz corrisponde a un mora in cui ha luogo una oscillazione al secondo). Lintervallo indicato @ forse un po' restrittivo: nei giovani, per esempio, & pit ampio che negli anziani, soprattutto verso il limite delle alte frequenze. Spesso, pid ottimisticamente, si suole definize la gamma dell'udibile tra i 20 e i 20.000 Hz. Al di sopra, si apre la zona degli ultrasuoni (che i cani, peraltro, sembrano almeno in parte udire, che i pipistrelli certamente percepiscono, servendosene come onde sonar per l'orientamento). Al di sotto, si ha la percezione di singole compressioni del timpano, una sorta di martellamento ripetitivo, e non di ‘un suono continuo. Il battito delle ali del colibri (non a caso detto in inglese hummingbird, uccelfo ronzante) & talmente rapido - oltre i 50 Hz - da cadere nella gamma dei suoni propriamente detti, senza rivelarsi per quello che &, un susseguirsi di alti e bassi di pressione. Liintervallo di frequenze che interessano lemissione della voce umana & alquanto pid ristretto di quello delle frequenze udibili, Se si osserva in Fig. 1.1 (a) lo spettrogramma - ossia Vintensita del suono alle varie frequenze che lo costituiscono - della vocale “e” chiusa, pronunciata dall'autore, si nota che 2 dominato da quattro bande principali, centrate approssimativamente a 360, 1.900, 2.700 ¢ 3.550 Hz, la terza e la quarta alquanto sovrapposte.