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SANDRO RONCA

Correnti alternate
Estratto omaggio

lulu.com

2012 Sandro Ronca Propriet letteraria riservata Prima edizione: febbraio 2012

INDICE

1 GRANDEZZE ELETTRICHE SINUSOIDALI 1.1 La corrente alternata 1.2 Sinusoide 1.3 Origine della corrente alternata sinusoidale 1.4 Generare una fem sinusoidale: spira rotante in un campo magnetico 1.4.1 Valore massimo della fem sui lati attivi 1.4.2 La forza di Lorentz e la legge e =Blv sin t 1.4.3 Casi particolari: fem massima, fem nulla 1.4.4 Massima differenza di potenziale ai capi della spira 1.4.5 Da legge e = Blv sin t alla legge di Faraday con calcolo differenziale 1.4.6 Da e = Blv sin t alla legge di Faraday senza il calcolo differenziale 1.5 Quantit di carica elettrica e valor medio di una corrente alternata sin. 1.5.1 Media sul semiperiodo 1.5.2 Valor medio della corrente alternata sul semiperiodo 1.6 Valore efficace di una tensione o corrente alternata sinusoidale 1.6.1 Ricavare il valore efficace dalla definizione 1.6.2 Il fattore di forma 1.7 Correnti alternate non sinusoidali 1.7.1 Valore medio, efficace e fattore di forma per funzioni non sinusoidali 1.8 Fase di una corrente o tensione alternata Problemi 2 SINUSOIDI, VETTORI E NUMERI COMPLESSI 2.1 Operazioni con correnti o tensioni alternate sinusoidali 2.2 Vettori rotanti e sinusoidi. Diagramma vettoriale 2.3 Utilit della rappresentazione vettoriale delle sinusoidi 2.4 Prodotto e divisione tra sinusoidi 2.5 Effetti sulla fase delle sinusoidi 2.6 Fasori 2.7 Dai fasori ai numeri complessi 2.8 Numeri complessi 2.9 Corrispondenza tra numeri complessi e sinusoidi 2.10 Forma esponenziale di un vettore rotante. Forma polare di un fasore 2.11 Utilit della rappresentazione esponenziale o polare dei numeri complessi 2.12 Significato geometrico di Problemi

1 1 1 2 2 3 3 4 5 5 7 11 11 12 13 15 16 16 17 18 19 21 21 21 23 24 24 24 26 26 28 29 30 33 34

3 IMPEDENZA E REATTANZA 3.1 Legge di Ohm per un resistore percorso da corrente alternata sinusoidale 3.2 Nel resistore tensione e corrente sono in fase 3.3 Componenti reattivi 3.4 Induttore e induttanza 3.5 Induttore percorso da una corrente alternata 3.5.1 Induttanza e autoinduzione, brevi richiami teorici 3.5.2 Significato fisico dellanticipo della tensione sulla corrente nellinduttore 3.5.3 Induttore reale in regime sinusoidale 3.5.4 La potenza reattiva induttiva istantanea 3.5.5 La reattanza induttiva un numero immaginario 3.6 Condensatore sottoposto ad una tensione alternata 3.6.1 Il condensatore un componente reattivo 3.6.2 La reattanza capacitiva un numero immaginario 3.6.3 La potenza istantanea capacitiva di tipo reattivo 3.7 Reattanza senza il calcolo differenziale 3.8 Limpedenza 3.8.1 Impedenza di un resistore R e un induttore L collegati in serie 3.8.2 Triangolo delle tensioni e il triangolo dellimpedenza 3.8.3 Resistore R e condensatore C in serie 3.8.4 Resistore R, induttore L e condensatore C in serie Problemi 4 AMMETTENZA E PARALLELO 4.1 Resistore R, induttore L e condensatore C in parallelo 4.2 Ammettenza e impedenza equivalenti del parallelo R-L 4.3 Ammettenza e impedenza equivalenti di due impedenze in parallelo 4.4 Versi convenzionali delle correnti e delle tensioni 4.5 I metodi di soluzione sono gli stessi dei circuiti in corrente continua 4.6 Esempio di soluzione applicando i principi di Kirchhoff Problemi 5 RISONANZA 5.1 Risonanza 5.2 Risonanza e frequenza di oscillazione propria 5.3 Conservazione della carica elettrica e considerazioni sui segni 5.4 Risonanza serie (risonanza di tensione) 5.4.1 Fattore di merito dellinduttore e del condensatore 5.4.2 Frequenze di taglio e banda passante 5.4.3 Il decibel 5.5 Risonanza parallelo (risonanza di corrente) 5.6 Risonanza per due rami qualsiasi in parallelo 6 POTENZA E RIFASAMENTO 6.1 Definizione di potenza 6.2 La potenza elettrica 6.3 La potenza istantanea con tensioni e correnti sinusoidali 6.4 Il segno della potenza istantanea: significato fisico
II

37 37 37 40 40 41 41 45 46 50 51 53 56 57 59 61 64 65 68 69 71 74 75 75 78 80 83 83 87 89 91 91 91 96 96 98 99 102 103 105 109 109 109 110 113

6.5 La potenza media 6.6 Espressione del valor medio della potenza 6.7 La potenza apparente 6.8 La potenza reattiva e il triangolo delle potenze 6.9 Il segno della potenza reattiva 6.10 Sintesi 6.11 Esempi 6.12 La potenza complessa 6.13 Potenza nel caso di pi utilizzatori 6.14 Additivit delle potenze 6.15 Esempi di calcolo con pi utilizzatori 6.16 Rifasamento degli impianti utilizzatori 6.17 Conseguenze del rifasamento sul funzionamento degli utilizzatori 6.17.1 La formula della caduta di tensione industriale 6.18 Rifasamento totale 6.19 Sovratensione allarrivo di una linea con carico capacitivo (Effetto Ferranti) Problemi

113 114 116 117 119 119 120 122 123 123 126 131 135 139 140 141 142

Simboli e abbreviazioni Le grandezze complesse o vettoriali sono indicata con lettere in grassetto: es. , , , ecc. Le stesse lettere in carattere normale indicano il modulo: Lunit immaginaria indicata con ( ), es. . Un numero complesso in forma polare indicato con la notazione , in cui il modulo, precede il simbolo dellangolo. Il complesso coniugato di un numero complesso indicato con lasterisco: , . I valori massimi delle grandezze (ampiezze) sono indicati con il pedice M: , , ecc. Valori continui o efficaci sono rappresentati da lettere senza pedici , , ecc. Abbreviazioni comuni ddp fem cdt fdp differenza di potenziale forza elettromotrice caduta di tensione fattore di potenza

III

IV

PRESENTAZIONE

Largomento correnti alternate parte irrinunciabile della base di conoscenze necessaria per affrontare lo studio delle tecnologie elettriche: dallelettrotecnica all elettronica, alle telecomunicazioni, allautomazione. La valenza formativa, per i concetti fisici e matematici coinvolti, altrettanto rilevante e da questo punto di vista si cercato di insistere su alcuni aspetti particolarmente significativi privilegiando appunto laspetto formativo rispetto a quello semplicemente informativo ( si veda ad esempio la trattazione di alcuni argomenti quali la legge di faraday, le reattanze, ecc.). In alcuni casi si svolta una trattazione pre-differenziale, se ci consentita lespressione, nel senso che si evitato di ricorrere al comodo automatismo delle derivate, per ripercorrere con pazienza gli istruttivi passaggi che portano da un lato a concepire le tecniche del calcolo differenziale stesso, dallaltro a renderne pi concrete e comprensibili le conclusioni. Il testo stato quindi pensato per chi ha necessit di comprendere, rivedere approfondire i concetti che stanno alla base del funzionamento dei circuiti elettrici in corrente alternata sinusoidale a livello di formazione tecnica, riunendo e sviluppando i concetti necessari, nella forma pi agile possibile. Si d per acquisita la conoscenza dei concetti relativi alle reti in corrente continua, ma per quanto riguarda largomento correnti alternate il testo sostanzialmente autosufficiente. Vi per ogni capitolo un certo numero di esempi e per quasi tutti sono presenti problemi di verifica. Il presente viene pubblicato come ebook (pdf), oltre che in forma cartacea, con lo scopo di rendere accessibili le conoscenze a costi particolarmente contenuti. Sandro Ronca gennaio 2012

VI

1 GRANDEZZE ELETTRICHE SINUSOIDALI

1.1 La corrente alternata La corrente elettrica generata dallo spostamento di cariche elettriche mobili, che nei conduttori sono gli elettroni. La quantit di carica Q che fluisce attraverso una certa superficie, osservata per un intervallo tempo t, permette di definire lintensit{ della corrente elettrica come:

corrente continua. Se invece linsieme delle cariche mobili oscilla attorno ad una posizione di equilibrio, si parla di corrente alternata. In tal caso le cariche, mediamente, non si spostano

Questo flusso di cariche pu essere unidirezionale e costante nel tempo, nel qual caso si ha una

significativamente dalla posizione originale. Se loscillazione delle cariche pu essere globalmente descritta in termini di moto armonico, si dice che la corrente alternata sinusoidale dal momento che pu essere matematicamente descritta da una sinusoide. 1.2 Sinusoide La sinusoide la rappresentazione grafica della funzione seno di un angolo al variare dellangolo stesso. Se langolo dipende linearmente dal tempo, ad esempio secondo la relazione:

con costante, la sinusoide si presta molto bene a descrivere le oscillazioni armoniche. Per questo motivo una corrente alternata sinusoidale pu essere espressa da una funzione del tipo:

dove la funzione seno moltiplicata per una costante A, lampiezza, in modo da poter rappresentare grandezze anche con valori superiori a 1 o inferiori a 1. La grandezza prende il nome di pulsazione. Essendo concettualmente una velocit angolare si ha, detto T il periodo (tempo necessario per compiere un giro o per una oscillazione completa):

1.3 Differenza di potenziale alternata sinusoidale Le cariche elettriche, come ogni sistema fisico, si muovono se, tra la posizione nello spazio in cui si trovano e quella che occuperanno in un istante successivo, esiste una differenza di energia potenziale. Le cariche positive si spostano verso regioni a energia (potenziale) minore, le cariche negative verso regioni a energia (potenziale) maggiore. Per spostare cariche elettriche allora necessario creare una differenza di energia potenziale EP tra due posizioni nello spazio. Invece di EP, misurata in joule, si preferisce usare una grandezza ad essa correlata e direttamente misurabile: la differenza di potenziale elettrico, indicata genericamente con la lettera V (oppure U) e a volte anche con la lettera E, quando ci si riferisce ad una caratteristica dei generatori detta forza elettromotrice (fem). Se si indica con EP la differenza di energia potenziale tra due punti e con Q la quantit di carica che viene spostata tra quei due punti, la differenza di potenziale, misurata in volt, :

Se la differenza di potenziale ha andamento sinusoidale:

anche il moto delle cariche sar di tipo oscillatorio sinusoidale. 1.4 Generare una fem sinusoidale: spira rotante in un campo magnetico Un moto relativo tra un conduttore e un campo magnetico all'origine della differenza di potenziale o forza elettromotrice (fem) indotta che si manifesta sul conduttore stesso. Rispetto a un dato sistema di riferimento del tutto indifferente chi sia a muoversi. Ci che importa che esista una velocit relativa tra campo e conduttore. Lesempio che segue offre una buona partenza per comprendere i meccanismi di formazione della forza elettromotrice, le sue caratteristiche e alcuni aspetti teorici.

Una spira rettangolare ABCDEF aperta, di dimensioni BC =40 cm, CD = 50 cm, ruota attorno all'asse parallelo al lato minore, con una frequenza di 50 Hz all'interno di un campo magnetico costante di intensit B = 0.8 T (fig.1.1).

Fig. 1.1 - Spira rotante in un campo magnetico

o magnetico costante

1.4.1 Valore massimo della fem sui lati attivi Con il termine lati attivi indichiamo quelle parti della spira, nel nostro caso i conduttori BC e DE, che diventano sede di forza elettromotrice (fem) indotta. Le altre parti della spira non danno alcun contributo alla fem poich il loro moto nel campo magnetico avviene senza tagliare linee di campo, ovvero non ha nessuna componente della velocit che sia trasversale al campo magnetico. La fem indotta in ciascuno dei lati attivi pu essere calcolata applicando la legge:

nella quale t langolo che la spira forma con un asse x di riferimento e coincide quindi con la velocit angolare della spira. Nellesempio: rad/s La velocit periferica, essendo r il raggio del moto circolare, data da: m/s Per ogni lato attivo si ha una fem indotta:

Concludiamo che su ogni lato attivo presente una fem sinusoidale:

che assume il valore massimo di 25,2 V per


Fig. 1.2 - Scomposizione della velocit periferica del lato attivo

, ovvero

quando

1.4.2 Forza elettromotrice indotta e forza di Lorentz L'espressione della fem indotta deriva dalla particolare struttura della forza di Lorentz, espressa dal prodotto vettoriale: (1.4) Questa forza agisce sulle cariche elettriche che attraversano un campo magnetico velocit . Il suo modulo, per definizione di prodotto vettoriale : (1.5) se langolo formato dai due vettori e . con

Per effetto della forza di Lorentz, le cariche mobili, cio gli elettroni, vengono spinti lungo il conduttore attivo, provocando un accumulo ad una delle due estremit. All'altra estremit restano scoperte cariche positive (fisse) in quantit corrispondente a quelle negative spostate, realizzando di fatto una separazione tra cariche di segno opposto. La separazione delle cariche produce un campo elettrico , che, all'equilibrio, genera una forza: (1.6) uguale ed opposta alla forza di Lorentz. Da qui il segno meno che compare nella formula. Il vettore campo elettrico e il suo modulo avranno allora espressione: (1.7) (1.8) e supponendo per semplicit che le due distribuzioni di carica siano concentrate agli estremi del conduttore di lunghezza , possiamo calcolare la differenza di potenziale dovuta all'esistenza del campo elettrico: (1.9) Si pu poi facilmente dedurre dalla figura 1.2 che , prendendo come riferimento per gli angoli l'asse x. Poich si conclude che: (1.10) Data la geometria del sistema (fig. 1.2), si individua la componente secondo lasse x della velocit (componente trasversale rispetto al campo magnetico): (1.11) Il confronto con la (1.10) permette di affermare che solamente la componente della velocit perpendicolare alle linee di campo ha effetto ai fini della produzione di fem indotta. 1.4.3 Casi particolari: fem massima, fem nulla Da quanto precedentemente detto si deduce che la fem indotta assume il massimo valore quando massima la componente trasversale della velocit:

cosa che avviene quando langolo che la spira forma con lasse x assume i valori:

Fig. 1.3 La fem massima

Fig.1.4 La fem nulla.

La fem indotta nulla negli istanti in cui la componente trasversale della velocit ha valore zero. Ci avviene quando:

Si osservi che in questa situazione la velocit periferica dei lati attivi parallela o antiparallela rispetto alle linee del campo magnetico 1.4.4 Massima differenza di potenziale ai capi della spira Tra i terminali A ed F della spira si misura una differenza di potenziale che, istante per istante, la somma delle fem indotte nei singoli lati attivi. Il valore dipende dai versi delle fem. I versi sono determinabili empiricamente con la regola della mano destra (pollice velocit{, indice campo, medio fem). In figura 1.3 sono rappresentati i versi istantanei delle fem nella situazione in cui si hanno i valori massimi: la fem uscente (verso il lettore) per il lato attivo superiore, entrante per quello inferiore. Percorrendo la spira si osserva che i versi sono concordi e quindi i valori vanno sommati. Poich le due fem sono uguali, eM1 = eM2 , ai terminali della spira si avr una fem doppia rispetto ad una qualsiasi delle due: V dove abbiamo usato gli indici 1 e 2 per distinguere le due fem. Su ogni lato attivo la fem si invertir 2 volte per ogni rotazione, ma i versi reciproci non cambieranno e le due fem andranno quindi sempre sommate. 1.4.5 Da e(t) = Blv sin(t) alla legge di Faraday, con il calcolo differenziale Lespressione della legge di Faraday dellinduzione elettromagnetica : (1.12)

Ora vediamo se, trasformando opportunamente la formula , se ne possa dedurre la discendenza dalla legge di Faraday. Intanto osserviamo che la spira possiede due lati attivi e quindi per tutta la spira: (1.13) Alla velocit possiamo sostituire: , ottenendo:

Notiamo per che il prodotto 2rl la superficie S della spira, allora:

Fig. 1.5 - Flusso massimo, fem nulla

Fig. 1.6 Flusso nullo, fem massima

il massimo valore del flusso concatenato, che si ha quando la spira in posizione orizzontale (fig. 1.5), quindi:
ma (1.14) Il massimo valore del flusso si ha quando la fem indotta nulla, (fig. 1.5) invece il flusso nullo quando la spira in posizione verticale, fig.1.6, situazione in cui la fem massima. Il flusso che attraversa la spira determinato dalla sezione retta ( fig. 1.7), , proiezione della superficie su un piano perpendicolare alle linee di campo. Essendo quindi , concludiamo che anche il flusso ha andamento sinusoidale: (1.15) Si riconosce subito nellespressione rispetto al tempo t della funzione : la derivata
Fig. 1.7 - Per il calcolo del flusso

Moltiplicando a destra e a sinistra per lampiezza del flusso e cambiando segno:

Alla fine, a seguito delle equazioni (1.14) e (1.15), otteniamo proprio lespressione della legge di Faraday:

1.4.6 Dalla e(t) = Blv sin(t) alla legge di Faraday, senza il calcolo differenziale Una dimostrazione rigorosa richiede necessariamente il calcolo differenziale, tuttavia si possono comprendere le conclusioni precedenti con ragionamenti che comportano un certo grado di approssimazione. La legge di Faraday pu essere espressa in forma approssimata come equazione alle differenze finite:

in cui il simbolo ha il significato di variazione delle grandezza. Ad esempio se t rappresenta un istante di tempo e t un istante successivo, avremo:

Se il flusso varia nel tempo, nel passare dallistante t al successivo t, vi stata una variazione:

la dipendenza dal tempo della funzione flusso data (1.15) da:

quindi, essendo

costante:

e ci possiamo dunque occupare solamente della variazione di

e del rapporto:

anzi, per maggiore generalit, possiamo porre

da cui

e quindi:

per conservare il valore del rapporto precedente, eseguiamo la sostituzione osservando che al denominatore al avremo allora:

Se, ad esempio, fig. 1.8, consideriamo i punti P0 (iniziale) e P1 (finale) della curva del coseno, il rapporto dato da che rappresenta la pendenza (negativa) del segmento ,. Allinizio questa pendenza modesta essendo i punti poco distanti dal massimo della funzione coseno, ma allontanandosi la pendenza cresce progressivamente.

Fig. 1.8 Un tratto della curva cos(x) con unapprossimazione delle pendenze e loro rappresentazione con una curva a gradini

Rappresentando sullo stesso grafico i valori che assume la pendenza nei vari intervalli AP1, BP2, CP3, otteniamo una curva a gradini, come quella di fig. 1.8. Questultima costituisce una rappresentazione (molto) approssimativa del rapporto . Osserviamo che essa presenta un valore (relativamente) vicino allo zero laddove la funzione coseno assume il valore massimo, mentre raggiunge un valore massimo nellintervallo di passaggio per lo zero del coseno. Loperazione concettuale che va compiuta a questo punto quella di immaginare che lampiezza degli intervalli si riduca progressivamente, aumentandone nel contempo il numero. I punti P0, P1, P2, P3, ... sono allora pi vicini e i segmenti , , , ... si avvicinano alla curva e la approssimano meglio. In altre parole, con questa procedura tentiamo di approssimare la curva della funzione mediante numerosi piccoli segmenti rettilinei. Lapprossimazione tanto migliore quanto pi piccoli sono i segmenti e quando i segmenti si riducono a punti la curva rappresentata esattamente.
8

Nella figura 1.9 gli intervalli hanno ampiezza pari al 40% di quelli utilizzati nella fig. 1.8. Si nota subito come la curva a gradini si avvicini sensibilmente alla funzione (tratteggiata).

Fig. 1.9 Riducendo lampiezza degli intervalli x, migliora lapprossimazione.

Fig. 1.10 Lintervallo ulteriormente ridotto. La curva a gradini molto vicina alla funzione

La figura 1.10 mostra come, riducendo ancora lintervallo (al 20%), la tendenza diventi ormai evidente.

Si pu allora concludere che, facendo tendere lintervallo

a valori molto piccoli:

Il rapporto a sinistra tende ad approssimare la funzione . Per questo abbiamo usato la freccia piuttosto che il segno =. Lespressione matematicamente corretta sarebbe:

con la quale si afferma che il limite a cui tende il rapporto incrementale , facendo avvicinare infinitamente allo zero lampiezza di , proprio la funzione . Ora per serve un ulteriore passaggio per tornare al discorso sulle correnti alternate. Ricordiamo che, con la sostituzione , avevamo: = . Tornando quindi alla originale variabile t si ha:

Il tutto si pu poi esprimere in forma abbreviata:

dove loperatore (derivata di rispetto a t) riassume il concetto di limite del rapporto incrementale espresso sopra. Loperazione rappresentata dal membro sinistro della equazione precedente allora la derivata rispetto al tempo della funzione . Se si moltiplica lespressione precedente per lampiezza del flusso si ha (v. 1.14):

che altro non se non la formulazione della legge di Faraday per questa specifica situazione: 1.5 Quantit di carica elettrica e valor medio di una corrente alternata Per quanto strano possa sembrare, una corrente alternata, in media, non comporta alcun trasferimento netto di carica da una parte allaltra del circuito elettrico, contrariamente a quanto avviene con la corrente continua. Per comprendere questa affermazione necessario ragionare sulla rappresentazione della grandezza corrente e sul valore medio di una sinusoide. Una corrente elettrica di intensit , comporta che, nell'intervallo di tempo t, vi sia una variazione di carica

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Fig.1.11 Calcolo dell'area sotto la sinusoide

In una rappresentazione grafica della corrente in funzione del tempo, fig.1.11, l'area del rettangolo tratteggiato sotto la sinusoide ha le dimensioni di una carica elettrica: [ampere] x [secondi]. L'area sottesa dalla sinusoide pu essere calcolata, in via approssimata, sommando le aree di vari rettangoli ottenuti suddividendo il periodo T in N intervalli t identici. L'approssimazione tanto migliore quanto maggiore il numero N e minore l'ampiezza degli intervalli. L'area cos calcolata rappresenta la quantit di carica trasportata dalla corrente i(t) nell'arco di un periodo T. Notiamo per che algebricamente l'area corrispondente al primo semi-periodo della sinusoide ha segno opposto rispetto a quella relativa al secondo semi-periodo. Fisicamente la diversit di segno legata al verso della corrente: stabilito un verso positivo, sar negativa la corrente che fluisce nel verso opposto. Che significato diamo all'area negativa? Dato che in questo caso l'area corrisponde ad una quantit di carica elettrica, logico interpretare il valore negativo dell'area come un flusso di carica dello stesso segno, ma in verso opposto, rispetto a quello rappresentato dall'area positiva. Peraltro evidente che l'area positiva e quella negativa hanno uguale valore. L'area totale sottesa dalla sinusoide allora nulla. Questo fatto ha la seguente interpretazione fisica: la quantit di carica che fluisce in un senso esattamente uguale a quella che fluisce in senso opposto nei due semi-periodi. La carica totale che fluisce attraverso una qualsiasi sezione di un conduttore nulla.

1.5.1 Media sul semiperiodo La quantit di carica che fluisce in un sen so o nellaltro pu essere determinata calcolando larea della sinusoide intensit di corrente su mezzo periodo. Il problema della determinazione dell'area pu essere risolto esattamente solo con l'ausilio del calcolo differenziale. Se non si possiedono sufficienti competenze in questo campo conviene almeno memorizzare il risultato finale. La carica trasportata in un semi-periodo dalla corrente data dallarea sottesa dalla sinusoide che rappresenta la corrente:

Tale area si calcola mediante una processo detto di integrazione (1.16) (1.16) L'ampiezza IM costante in questo caso e pu essere portata fuori dal segno di integrale. Inoltre opportuno che la variabile di integrazione sia t, perci moltiplichiamo e dividiamo per la costante , cos da rendere possibile la sostituzione di variabile t : t.
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Poich d(t) = dt, grazie al fatto che una costante, l'integrale (1.16) diviene:

Ovviamente la sostituzione di variabile comporta anche la modifica dei limiti di integrazione. Dato che la variabile di integrazione ora un angolo (t) in luogo di un tempo, i limiti di integrazione vanno cos modificati: 0 0, Una primitiva di , quindi: (1.17) Geometricamente la (1.17) rappresenta l'area sottesa dalla sinusoide in un semi-periodo, fisicamente la carica elettrica trasportata nello stesso semiperiodo. 1.5.2 Valor medio della corrente alternata sul semiperiodo Avendo gi stabilito che l'area totale sotto la sinusoide nulla, possiamo affermare che sar nullo anche il valor medio di calcolato sull'intero periodo. Il valor medio di una grandezza sinusoidale, come di tutte le grandezze alternate, viene quindi calcolato sul semiperiodo. Ci chiediamo allora quale corrente costante (continua) possa trasportare, nel tempo equivalente a un semi-periodo, la medesima quantit di carica Q. Ci equivale a ricercare un rettangolo di base pari a T/2 e altezza Im tale da avere un'area uguale a Q. Cio:
Fig.1.12 Valore medio sul semiperiodo

Sostituendo a Q il valore precedentemente trovato:

ed essendo (1.18)

, il valor medio sul semiperiodo :

Il precedente risultato generalizzabile a qualsiasi grandezza sinusoidale rappresentata in funzione del tempo secondo una legge:

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Se invece la rappresentazione in funzione dell'angolo t:

l'area ha valore diverso rispetto a (1.17), essendo semplicemente il doppio dellampiezza:

tuttavia non cambia lespressione del valor medio: (1.19) 1.6 Valore efficace di una corrente o tensione alternata sinusoidale I valori efficaci di una corrente o tensione alternata sono grandezze legate alla potenza media e allenergia trasferita in un periodo. Energia e potenza dipendono da lle tensioni e/o correnti elevate al quadrato. Ad esempio la potenza istantanea dissipata da una resistenza R percorsa da una corrente sinusoidale pu essere espressa da:

Tecnicamente il valore efficace, o valore RMS (Root Mean Square), la radice quadrata del valor medio sul periodo del quadrato della grandezza. Una sinusoide elevata al quadrato, come si vede in fig.1.13 nel caso di , sempre positiva e di frequenza doppia rispetto alla sinusoide di partenza, fatto facilmente dimostrabile grazie a note relazioni trigonometriche. Dalla formula di duplicazione del coseno:

ricaviamo il seno al quadrato:

Invece dalla relazione fondamentale della trigonometria otteniamo il quadrato del coseno:

Sostituendo:

Fig.1.13 Per il calcolo del valore efficace

Con un ulteriore semplice passaggio:

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(1.20) Moltiplicando per lampiezza della corrente e separando la frazione: (1.21) che rappresenta una cosinusoide, , traslata della quantit costante , corrispondente a quanto si osserva nella fig.1.13. La potenza si pu ottenere moltiplicando il quadrato della corrente (1.21) per R: (1.22) La media di questa potenza sul periodo T data da: (1.23) questo perch la media sul periodo di nulla, come per qualsiasi grandezza alternata sinusoidale. Definiamo allora il valore efficace I di una corrente alternata sinusoidale di ampiezza IM come: (1.24) cos che la potenza media gi scritta nella (1.23) pu esprimersi come il prodotto della resistenza per il quadrato del valore efficace: (1.25) L'altezza del rettangolo rappresentato in fig.1.13 il valore quadratico medio della corrente. L'area del rettangolo uguale a quella sottesa dalla curva . Questo valore, moltiplicato per R fornisce la potenza media. Se si rappresenta la funzione , in ordinata si ha la potenza. L'area del rettangolo ha allora dimensioni [watt] x [tempo] = [joule], cio quelle di un'energia. Ci conduce ad interpretare il valore efficace della corrente come quel valore di corrente continua che, nell'arco di un periodo, produce gli stessi effetti energetici medi della corrente alternata . 1.6.1 Ricavare il valore efficace dalla definizione

T. Come si detto il valore efficace la radice del valore medio di

Si deve ricorrere al calcolo differenziale e alla definizione di media di una funzione sul periodo

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(1.26)

Calcoliamo dapprima l'integrale con la sostituzione della variabile di integrazione t t:

e dopo alcuni passaggi, utilizzando l'espressione (1.20) per sin 2(t):

Si ottiene il risultato:

Quindi, sulla base della definizione (1.26),ricordando che

(1.27)

1.6.2 Il fattore di forma Il fattore di forma definito come il rapporto tra valore efficace e valor medio nel semi-periodo di una grandezza alternata, ad esempio una corrente: (1.28) Il valore tipico che si ottiene se la grandezza alternata sinusoidale, :

(1.29)

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Quanto pi ci si discosta da questo valore tanto pi la grandezza si allontaner dalla forma sinusoidale. Per scopi pratici e di misura una grandezza considerata sinusoidale se:

1.7 Correnti alternate non sinusoidali

Alternata e sinusoidale si riferiscono a diverse caratteristiche, la seconda pi restrittiva della

prima. Nello studio e nella pratica dei circuiti elettrici si ha spesso a che fare con grandezze, o forme d'onda, periodiche e alternate, queste ultime non necessariamente sinusoidali. Le funzioni periodiche di periodo T obbediscono alla condizione: (1.30) le funzioni alternative o alternate alla pi restrittiva condizione: (1.31) A causa della (1.31) le grandezze alternative hanno valore medio nullo sul periodo. Le definizioni di valor medio, efficace e fattore di forma restano comunque valide anche per queste funzioni. 1.7.1 Valore medio, valore efficace e fattore di forma per funzioni non sinusoidali I valori medi in questi casi si calcolano applicando le definizioni, ricordando anche che gli integrali, come ad esempio , rappresentano aree sotto le curve. Per chiarire la procedura da seguire, cerchiamo di calcolare il valore medio, il valore efficace e il fattore di forma della funzione y(t) rappresentata in fig. 1.14. Dal grafico ricaviamo alcune informazioni importanti. La funzione periodica, non alternativa, con periodo T di 20 ms, valore massimo 2, valore minimo 1. La funzione y(t) rappresenta una grandezza generica per cui non interessano qui le unit di misura.

Fig.1.14 Una funzione periodica non alternata

1.7.1.1 Valore medio di y(t) Sulla base di quanto discusso in precedenza, possiamo determinare il valor medio come rapporto tra l'area compresa tra curva e asse delle ascisse e il periodo T. Calcoliamo il valore sullintero periodo poich la funzione periodica, ma non alternativa:

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Nel primo semi-periodo l'area positiva, nel secondo negativa. Il calcolo, data la forma della funzione semplice. Indichiamo con A+ l'area positiva e con A l'area negativa: A+ = 2 T/2 = 2 0,010 = 0,020 A = 1 T/2 = 1 0.010 = 0.010 A = A+ + A = 0.020 0.010 = 0.010

Area totale:

Il calcolo del valore medio secondo la precedente definizione d allora:

1.7.1.2 Valore efficace di y(t) Per ottenere il valore efficace dobbiamo prima tracciare la curva y2(t) e calcolare quindi l'area sottostante, che, come si vede, tutta positiva: Area = 4 x T/2 + 1 x T/2 = 2T + 0.5T = 2.5T = 0.05 Calcoliamo ora il valore efficace secondo l'espressione gi trovata, ricordando ancora una volta che l'integrale sotto radice rappresenta l'area:
Fig. 1.15 Per il calcolo del valore efficace

1.7.1.3 Fattore di forma di y(t) Il fattore di forma il rapporto tra valore efficace e valor medio calcolato qui su tutto il periodo (funzione periodica non alternata):

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1.8 Fase di una corrente o di una tensione alternata Il concetto di fase, o pi propriamente angolo di fase, particolarmente importante nello studio dei

circuiti elettrici in corrente alternata. La fase, assieme ad ampiezza e frequenza, identifica univocamente la sinusoide. Sull'angolo di fase hanno effetto i componenti reattivi, cio quelli che sono in grado di accumulare energia, come induttori e condensatori. Il significato di angolo di fase si comprende bene se si pone t = 0 nell'espressione della generica grandezza sinusoidale:

Fig. 1.16 Angolo di fase di una sinusoide

In tal caso si ha:

che rappresenta il valore assunto dalla sinusoide all'istante iniziale. Ad esempio, se la sinusoide allistante iniziale presenta un valore che corrisponde alla met{ del suo valore massimo, si pu porre:

da cui si deduce che langolo di fase deve avere un valore tale da soddisfare la relazione:

lequazione completa della grandezza allora:

Si noti che in fig.1.16 le sinusoidi sono rappresentate in funzione dell'angolo t. Le rispettive fasi corrispondono allora agli angoli evidenziati. In una rappresentazione grafica standard (versi positivi verso destra), la variazione di fase per valori positivi crescenti comporta una traslazione della sinusoide verso sinistra (verso degli anticipi), una variazione per valori crescenti negativi comporta invece una traslazione verso destra (verso dei ritardi)

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PROBLEMI

1.1 - Una spira rettangolare aperta, di dimensioni 30 x 40 cm, ruota attorno all'asse parallelo al lato minore. La spira compie una rotazione completa in 31.25 ms all'interno di un campo magnetico costante di intensit B = 0.8 T. Quanto vale la differenza di potenziale massima che si misura tra i terminali aperti della spira?
[19,3 V]

1.2 - Il campo magnetico, nel problema precedente, viene ridotto a 0.7 T. Si vuole fare in modo di mantenere invariata la fem totale agendo sulla frequenza di rotazione. Con quale frequenza deve ruotare la spira per mantenere invariata la ddp ai terminali?

[36,5 Hz]

1.3 - Una spira rettangolare aperta ruota con velocit costante in un campo magnetico anch'esso costante di intensit 1 T. Nell'istante in cui la fem sui lati attivi nulla, la spira attraversata da un flusso magnetico pari a 0.24 Wb. I lati attivi della spira sono lunghi 40 cm e ai terminali aperti della spira si misura una tensione massima di 45.24 V. Determinare: a. la distanza del lato attivo dall'asse di rotazione; b. la velocit periferica dei lati attivi; c. la frequenza della tensione indotta.
[30 cm; 56,6 m/s; 30 Hz]

1.4 - Una spira rettangolare aperta ha i lati attivi lunghi 30 cm posti a distanza di 28 cm dall'asse di rotazione. La spira immersa in un campo magnetico costante e compie una rotazione completa in 12,5 ms. Quando la spira forma un angolo di 45 col piano orizzontale, la fem che si misura ai suoi terminali pari a 50 V. Determinare: a. la frequenza di rotazione; b. la frequenza della fem; c. il valore massimo del flusso concatenato; d. l'intensit del campo magnetic.
[80 Hz; 80 Hz; 0,141 Wb; 0,84 T]

1.5 - Data una tensione sinusoidale di ampiezza VM = 100 V, a. determinare il valor medio; b. calcolare il valore efficace e dimostrare che si ha :
[63.7 V; 70.7 V, Suggerimento:

, con v(t) tensione ai terminali di R]

1.6 - Una tensione

viene raddrizzata da un ponte a doppia semionda. La tensione raddrizzata ha la forma rappresentata in figura. Determinare: a. Il valore medio; b. Il valore efficace; c. il fattore di forma.

[31,85 V; 35,35 V;. 1,1098]


Fig. 1.17 Sinusoide raddrizzata (doppia semionda)

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1.7 - Una tensione viene raddrizzata da un ponte a singola semionda. La tensione raddrizzata ha la forma rappresentata in figura. Determinare: Il valore medio; Il valore efficace; il fattore di forma.

a. b. c.

Fig. 1.18 Sinusoide raddrizzata (singola semionda)

[15,9 V; 25 V; 1,572]

1.8 - Per la funzione a dente di sega rappresentata in figura determinare: a. b. c. Il valore medio; Il valore efficace; il fattore di forma.

Fig. 1.19 Onda a 'dente di sega' e suo quadrato

[1 V; 1,155 V; 1,155 V]

1.9 - Relativamente al problema proposto 1.1, si inizia a contare il tempo quando la spira forma un angolo di 20 gradi con il piano orizzontale. a. b. Quanto vale la fem totale trascorsi 10 ms dall'istante iniziale? Dopo quanto tempo si ha il primo massimo positivo della fem?
[13,6 V; 6,08 ms]

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