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Potenza

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Sabato 13 giugno 2009 20
REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

I commercianti del centro danno ragione al sindaco di Venezia su piazza Mario Pagano

Tutti d’accordo con Cacciari


Visto, invece, di buon occhio il progetto dell’architetto Gae Aulenti
UN'AMARA verità. Che non
fosse un gioiello dell'archi-
tettura lo si sapeva, ma che
COME DOVREBBE ESSERE
piazza Mario Pagano, al se-
colo piazza Prefettura, fosse
addirittura “ brutta “ e che
di più a dirlo fosse Massimo
Cacciari filosofo e sindaco di
Venezia, quello per inten-
derci del contestatissimo
quarto ponte sul Canal
Grande commissionato al-
l'architetto Santiago Cala-
trava, ai potentini ha fatto
un po' male.
«Brutto a sentirlo, ma è la
verità - commenta Antonel-
lo titolare di un negozio di
abbigliamento in piazza - si
sa che il signor Cacciari è
sindaco di una città meravi-
gliosa è, diciamo, abituato a
vivere nel bello; non poteva-
mo certo illuderci che avreb-
be apprezzato le nostre, si fa
per dire, bellezze architetto-
niche. Del resto anche Mus-
solini, se non ricordo male,
nel corso di una visita in cit-
tà disse subito, commentan-
do le costruzioni cittadine,
che la nostra non era certo
una città di ingegneri». piazza definita null’altro che rovinarlo». Cacciari il signor Salvatore una delle poche a pregiarsi gradimento a molti, Groia
Si aggiunga alla lista an- che «un'imitazione dell'an- Anche per il negoziante la Groia anche lui commer- del titolo mondiale di “Ar- rincara: «chi siamo noi per
che il parere del più contem- tico». parola d'ordine è innovare; ciante e presidente dell'as- chistar”. «E’ comunque il esprimere giudizi su opere
poraneo Vittorio Sgarbi che «La piazza così com’è - ag- via ai sampietrini quei po- sociazione Vie del Centro - progetto di un autorevole così importanti il progetto
avrebbe definito il capoluo- giunge Antonello - non va chi superstiti, per «una pa- in fondo ha detto una cosa architetto - continua Groia- non piacerà a molti ma è co-
go «la città più brutta d'Ita- assolutamente bene e sono vimentazione in vetro che sacrosanta anche se, a sen- è pur sempre un’opera d'ar- munque il frutto del lavoro
lia» oltre che la più «noio- d'accordo, ma non sarebbe lasci intravedere il parcheg- tirla, mi sono venuti i brivi- te e, in un certo senso, le pa- di persone che hanno cerca-
sa». neppure giusto mettere in gio sotterraneo che molti di. In fin dei conti stiamo role di Cacciari hanno av- to di elaborare un'idea gra-
Nulla di irrimediabile, se- pratica quel progetto che si hanno proposto di costrui- rincorrendo una storia che vallato quello che già pensa- devole per uno spazio che,
condo il parere di Cacciari, era pensato di realizzare, re». E pazienza per i nostal- non abbiamo a discapito di vo: una piazza moderna non così com'è proprio non va
una soluzione ci sarebbe e posizionare in uno spazio gici del “finto passato”. tutta la città». può che portare benefici a bene».
sta tutta nell' «innovazio- del genere alberi, panchine « Non dobbiamo avere Ben venga quindi il mega tutta la nostra città». E an- Anna Musacchio
ne», a partire proprio dalla e fontane non farebbe altro paura di rinnovare - fa eco a progetto della Gae Aulenti, che se il progetto non è di potenza@luedi.it

L’ANALISI
ALL'INTERNO del percorso “Ar- schia di provocare una delle più
te in Transito” ideato dall'Asso-
ciazione Basilicata 1799, il prof.
Città e metropoli, la continuità del pensiero unico grandi catastrofi umanitarie ed
ecologiche del pianeta, i cui se-
Massimo Cacciari - sindaco di Ve- gnali sono più che evidenti nono-
nezia, filosofo e professore di va, polidimensionale; d'altro can- tende a mettere ordine, a proget- tettura è concesso di ritagliarsi stante l'affannosa e malcelata
estetica presso la facoltà di Archi- to si sente “un'incoercibile no- tare secondo un disegno urbani- un proprio ruolo, quali elementi azione di minimizzazione media-
tettura di Venezia - ha tenuto una stalgia” dell'habitare, di un luogo stico razionale, geometrico e culturali che interpretino e met- tica.
conferenza, giovedì scorso al dove permanere. identificabile, che pure non rie- tano in valore la bontà di questa L'uomo consumatore, come de-
Teatro Stabile di Potenza, sul rap- L'analisi di Cacciari è lucida e sce a esprimere - come ampia- presunta modernità. finito da Edgar Morin, non è più
porto tra arte e città. articolata, pur restando inscritta mente dimostrato dalle periferie Se anche si può concordare sul- un “cittadino”, ma un utente-au-
Partendo da un excursus sul si- all'interno del pensiero unico di dormitorio dell'architettura ra- l'inadeguatezza della riproposi- toma, che desidera solo accedere
gnificato della “polis” greca e del- una cultura della crescita, del ca- zionalista italiana - alcuna bellez- zione di forme e funzioni sociali agli infiniti consumi e alle ine-
la “civitas” romana e ponendo al pitale e della produttività, che za e qualità dell'abitare, concetto tradizionali (la piazzetta, l'arredo sauribili merci che la “metropoli
centro il concetto di “habitare”, considera valore il possesso infi- non racchiudibile in una dimen- urbano, l'area verde di quartiere) contemporanea” può offrire. Il
Cacciari ci ha interrogato sulla nito di merci e la possibilità di ac- sione di razionalità, omogeneità all'interno delle città moderne, la compito di un'architettura (o ur-
bellezza legata alla città moder- cesso al consumo sfrenato. e uniformità. Tuttavia il limite soluzione non può certo essere banistica) di avanguardia non
na, una città peregrina caratte- Si chiede all'arte e all'architet- dell'analisi di Cacciari appare nel quella di eliminarle tucur, maga- può che ripensare le città all'in-
rizzata da un continuo fluire e tura di conchiudere le due neces- ridurre il compito dell'arte alla ri - come qualcuno dei presenti ha terno di una visione multidimen-
mutare di luoghi, paesaggi, co- sità opposte di “movimento per- sola ricerca del contemperare sostenuto durante il dibattito - sionale che trovi valide alleanze
munità. Nella città contempora- petuo” e di “stasi”, cercando nuo- queste opposte esigenze, ricon- cercando una conferma stru- nelle scienze umane (psicologia,
nea, dove gli opposti convivono in vi linguaggi, forme e progetti che ducendo la soluzione a una di- mentale all'adeguatezza del Re- pedagogia, antropologia, socio-
un'indivisibile unità, è possibile possano rappresentare in modo mensione storico-filosofica. golamento-Piano Urbanistico di logia, storiografia) e in quelle
pensare di abitare come se fosse coerente le metropoli del futuro, In un contesto in cui i cittadini Potenza, che, fondato su logiche teorie della complessità - anti-
la nostra casa? senza porsi in modo profonda- chiedono di soddisfare un nume- meramente quantitative e affari- cartesiane - perché al centro della
Come dare forma e rappresen- mente critico e coraggioso nei ro sempre più ampio e complesso stiche nel solco di una consolida- città, anche di quella del futuro,
tare in segni e progetti contraddi- confronti di uno sviluppo urbano di bisogni - quasi tutti indotti dal- ta tradizione edificatoria di que- non può che esserci l'uomo, inte-
zioni di simile potenza? La metro- che è diretta espressione di una la manipolazione della pubblicità sta città, non possiede alcuna ca- so nella sua essenza umana, e
poli è oggi l'estrema conseguen- visione del mondo, la quale con- e dal bombardamento mediatico - pacità di interpretare la comples- questa dimensione complessa -
za dell'idea di “civitas”: tra non duce l'umanità a un futuro senza soprattutto di tipo materiale, e di sità della modernità in chiave di individuale, sociale, relazionale,
molti anni gran parte della popo- gioia, prefigurando: luoghi sem- accedere alle tecnologie e ai servi- qualità e benessere abitativi e affettiva, emotiva - è il punto di
lazione del pianeta sarà concen- pre più artificiali e disumani, zi in modo sempre più rapido. quotidiani. partenza per pensare una città
trata in circa trenta megalopoli spazi edificati infiniti, concen- Il radioso futuro prospettato da A mio parere, il tono dell'incon- che più che città-rete, città-terri-
di venti milioni di abitanti: in tali trazioni insostenibili di popola- questa folle cultura della crescita tro e del dibattito non ha colto la torio, città-metropolitana, città-
condizioni aberranti sarà ancora zione e di attività produttive. e del capitalismo liberista non carica rivoluzionaria che l'arte efficiente, città-produttiva, città-
possibile pensare a un abitare ar- L'immagine di queste metropo- può che essere progettato attra- potenzialmente possiede, la sua macchina, sia una città umana
tistico o persino poetico? Cacciari li del futuro è efficacemente de- verso infinite concentrazioni ur- capacità di ribaltare visioni omo- del benessere e delle relazioni. In
sostiene che la società moderna scritta da Calvino nelle Città Invi- bane senza soluzione di continui- logate del mondo. Oggi la funzio- tal senso solo una rottura siste-
pretende una città perfettamente sibili: “Dove le forme esauriscono tà. In questa dittatura del pensie- ne dell'arte deve essere quella di mica con l'attuale modello di svi-
funzionante, dove annullare le le loro variazioni e si disfano, co- ro unico “sviluppista”, come lo decostruire un'immaginario col- luppo potrà arrestare l'inquie-
distanze e “volare” per soddisfare mincia la fine della città. Nelle ul- definisce Serge Latouche, non c'è lettivo fondato sull'ideologia del tante evoluzione verso distese in-
l'esigente “cittadino contempo- time carte dell'atlante - del Gran posto per altri mondi e altre città consumo e sulla mercificazione formi di addensamenti urbani
raneo”, una città-macchina, e al Kan - si diluivano reticoli senza possibili; la fede cieca nella mo- dei beni materiali (acqua, suolo, senza soluzione di continuità, do-
contempo una civitas dove la no- principio né fine, città a forma di dernità dello sviluppo e nel pote- biodiversità, aria) e di quelli im- ve, racconta Calvino “…ogni città
stra casa sia bella, confortevole e Los Angeles, a forma di Kyoto- re smisurato della tecnica (che da materiali (democrazia, salute, be- va somigliando a tutte le città, i
sicura: una contraddizione psi- Osaka, senza forma”. mezzo si è ormai trasformata in nessere interiore, felicità, diritti luoghi si scambiano forma ordi-
cologica insolvibile! Senza dubbio Cacciari si pone fine) prefigura un unico futuro umani); dev'essere capace di de- ne distanze, un pulviscolo infor-
Da un lato si esalta la vita ner- in maniera critica verso una vi- possibile; e solo all'interno di que- nunciare la cecità dei sostenitori me invade tutti i continenti…”.
vosa e produttiva, attiva e creati- sione cartesiana della città che sto sistema che all'arte e all'archi- di questo folle sviluppo che ri- Paolo Baffari