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(BOZZA)

DISPENSE DEL CORSO: SISTEMI ELETTRICI INDUSTRIALI ANNO ACCADEMICO 2004-2005

CAPITOLO V
DIMENSIONAMENTO DELLE MEMBRATURE

Estratto da: G. Carpinelli, V. Mangoni: Sistemi Elettrici per lEnergia.

CAPITOLO V
DIMENSIONAMENTO DELLE MEMBRATURE
Il dimensionamento delle membrature o calcolo elettrico di una linea o di una rete di distribuzione consiste nel determinare le sezioni dei conduttori in modo che risultino soddisfatte alcune condizioni (calcolo preliminare) o che siano verificate queste ultime una volta assegnate le relative sezioni dei conduttori (calcolo di verifica). Le correnti utilizzate per i calcoli, dette correnti di impiego, saranno quelle relative alle condizioni di massimo carico, tenuto conto, nel caso di pi carichi, dei relativi fattori di utilizzazione e contemporaneit. V.1 Calcolo delle correnti di impiego La Norma CEI 64-8 definisce che la corrente di impiego, IB, la corrente che pu fluire in un circuito nel servizio ordinario e dipende da: numero degli utilizzatori, potenza, tensione, cos, rendimento. In regime permanente corrisponde alla pi grande corrente trasportata dal circuito in servizio ordinario tenendo conto dei fattori di utilizzazione e di contemporaneit. In regime variabile si considera la corrente termicamente equivalente che, in regime continuo, porterebbe gli elementi del circuito alla stessa temperatura. In generale, per un carico trifase, vale la relazione:
IB = P 3V cos ku ,

(V.0)

dove: P la potenza attiva assorbita dai carichi alimentati dalla linea; V la tensione concatenata; cos il fattore di potenza; il rendimento definito come il rapporto tra la potenza resa e la potenza assorbita; ku il fattore di utilizzazione definito come il rapporto tra la potenza assorbita e quella nominale. Infine, se una linea alimenta pi carichi, la corrente di impiego della linea viene determinata dalla somma delle correnti di impiego dei singoli carichi per il fattore di contemporaneit, kc, definito come il rapporto tra la potenza massima contemporaneamente assorbita diviso somma delle potenze nominali installate. Di seguito, si riporta un estratto della guida CEI 64-50 che propone, nellappendice F.1, per il calcolo della corrente (massima) IB di un circuito la seguente relazione: IB = P a b c d e dove P la potenza espressa in kW di ogni apparecchio utilizzatore, e i vari fattori a, b, c, d ed e hanno il significato riportato nelle tabelle seguenti:
Fattore a - per apparecchi di illuminazione

Apparecchi illuminazione con lampada ed alimentatori rifasati con cos 0,9: Incandescente Alogena Fluorescente (ballast/reattore + starter) Fluorescente HF (ballast elettronici) Bulbo fluorescente (a vapore di mercurio)

Tensione (V) 230 230 230 230 230

Potenza (W) Tutte Tutte Da 15 a 58 Da 16 a 50 Da 50 a 1000

1 1 Da 1,3 a 1,7 Da 1,09 a 1,2 1,38

Fattore a - per apparecchi utilizzatori a motore Potenza motore (kW) Sino a 0,6 Da 1 a 3 Da 4 a 40 Oltre 40 a 2 2 1,5 1,2

Il fattore a viene assunto pari a 1 per apparecchiature di riscaldamento con resistenza, mentre per gli apparecchi utilizzatori si deve far riferimento alle indicazioni fornite dai costruttori. Fattore di utilizzazione b Tipo di utilizzatore Apparecchi di illuminazione Apparecchi utilizzatori a motore Apparecchi di riscaldamento Applicazioni industriali b 1 0,75 1 0,30,9

Fattore di contemporaneit c Il fattore di contemporaneit deve essere scelto sulla base delle varie applicazioni; in assenza di indicazioni pi precise si possono adottare i valori della precedente tabella. Impianti Di illuminazione Riscaldamento e condizionamento daria Prese a spina Fattore per ampliamenti d Il fattore d tiene conto delle previsioni di estensione dellimpianto: in genere = 1 per applicazioni industriali = 1.2 Fattore di conversione e Fattore di conversione delle potenze (espresse in kW) in correnti (espresse in A) Tensione (V) 230 400 e 4,35 1,4 c 1 1 0,10,2

V.2 Dimensionamento I criteri di dimensionamento generalmente adottati sono quelli: della massima caduta di tensione nellimpianto di distribuzione (criterio elettrico); della massima sovratemperatura dei conduttori (criterio termico); del massimo tornaconto economico (criterio economico).

Il criterio elettrico vincolante nelle reti di distribuzione dove necessario che al passaggio tra condizioni di carico minimo a condizioni di carico massimo le sezioni dei conduttori siano tali che le cadute di tensione siano contenute entro limiti piuttosto ristretti. In particolare, risulta vincolante nelle linee di distribuzione in BT in cui, in generale, non esistono elementi per la regolazione fra le sbarre della cabina ed i singoli utenti, i quali, come noto, sono estremamente sensibili alle variazioni della tensione. Per quanto riguarda il criterio termico, noto che la densit di corrente nei conduttori non deve superare certi limiti in quanto, leventuale sovrariscaldamento potrebbe alterare la bont di trasmissione. Generalmente, il soddisfacimento del criterio elettrico implica anche quello termico, tranne in alcuni casi, come ad esempio il caso delle linee aeree di collegamento molto corte, il caso delle linee in cavo o degli elementi di connessione (sbarre) per le quali il criterio termico diventa vincolanti. Nelle linee in MT, in cui, in generale, sono disponibili mezzi per la regolazione della tensione, il criterio elettrico pu non essere vincolante e pertanto, si pu procedere al calcolo della sezione dei conduttori seguendo criteri di natura economica (criterio economico). E chiaro che il criterio elettrico verr utilizzato come criterio di verifica. V.2.1 Criterio elettrico Fissati i carichi, la loro ubicazione e la tensione nominale dellimpianto, si tratta di dimensionare le sezioni dei conduttori di modo che la massima caduta di tensione V nellimpianto non superi un preassegnato valore, detto caduta di tensione ammissibile Vamm. E' noto che le lampade sono sensibili tanto agli aumenti della tensione (diminuzione della vita utile) quanto agli abbassamenti della tensione (diminuzione del flusso luminoso). Cos pure i motori asincroni risentono della tensione di alimentazione in termini di variazione della coppia motrice e, a parit di coppia resistente, di incremento dello scorrimento e quindi della corrente assorbita con conseguente aumento delle perdite per effetto Joule. I valori della caduta di tensione ammissibile, espressi in percentuale della tensione nominale dellimpianto, risultano: in BT 4 6%, in MT 5 7%. Nel seguito vengono ricavate le relazioni necessarie per il dimensionamento considerando inizialmente, per semplicit di esposizione, il caso in cui i carichi sono puramente resisti vi (cos = 1).

V.2.2.1. Linee e reti con cos = 1 - Linea con carico di estremit (fig. V.1).

L P A I
Fig. V.1. Linea con carico di estremit. La massima caduta di tensione pari a:

V = R I = K con resistivit del materiale conduttore. Il coefficiente K assume i seguenti valori:

L I S

2 linea monofase, K= 1 linea trifase. Ponendo MP = L I , definito come momento elettrico della corrente valutato rispetto al punto di alimentazione, P, l'espressione della massima c.d.t. diventa:
V =K M P . S

A questo punto, la sezione si ricava imponendo:

V =

K MP Vamm. . S

- Linea con carichi concentrati lungo il percorso (fig. V.2).


P A

I1
L1 L2

I2
L3

I3

L* I i

(a) (b) Fig. V.2. Linea con carichi concentrati lungo il percorso (a), rappresentazione con linea equivalente (b).

Normalmente i diversi tratti della stessa dorsale non si realizzano con sezioni differenti anche se in prima analisi sembrerebbe economicamente pi conveniente; si pone quindi:
S1 = S2 = S3 = S . L'espressione della massima c.d.t., calcolata tra P e A, applicando il principio di sovrapposizione degli effetti, funzione della somma dei momenti delle singole correnti rispetto al punto di alimentazione P: V = K

M Pi

dove M Pi il momento elettrico delle singole correnti rispetto al punto di alimentazione P. Si pu porre:
M Pi = L I i

da cui: V = K

L * Ii .

In definitiva, ai fini della determinazione della sezione S, la linea della fig. 2 risulta equivalente a quella della fig. 2bis.
- Linea con carico uniformemente distribuito (fig. V.3)

L I=iL i
Fig. V.3. Linea con carico uniformemente distribuito

Detta i la corrente per unit di lunghezza, poich il carico uniformemente distribuito, la corrente risultante I = i L. Assumendo che la sezione della linea sar unica per l'intera lunghezza, il dimensionamento si pu effettuare riconducendo il caso in esame, come appena fatto per il caso

precedente, a quello in cui si ha la corrente risultante concentrata in un punto della linea ad una opportuna distanza, L*, dal punto di alimentazione pari a:
x2 i L L o i x dx o i x dx 2 o iL2 L L* = = = = = 2 . 2iL iL iL iL
L

- Reti radiali

A1

S1
P

S2 S 3 A3

A2

Fig. V.4. Esempio di rete radiale

Nel caso della fig. V.4 ogni ramo della rete si dimensiona indipendentemente dagli altri utilizzando le metodologie precedentemente indicate. Se, invece, la rete alimentata da un tratto di linea principale (fig. V.5), occorre determinare oltre alle sezioni, Si , dei singoli rami anche la sezione, So, del tratto comune.
A1

S0
O

S1 S3 A3

S2

A2

Fig.V.5. Esempio di rete radiale con un tratto di alimentazione comune.

La massima caduta di tensione tra il punto P e il generico punto Ai data da:

V = Vo + Vi

(V.1)

Per risolvere il problema bisogna calcolare (n+1) sezioni, se n sono i rami derivati, mentre le relazioni del tipo (V.1) linearmente indipendenti sono solo n. Una possibile equazione aggiuntiva e linearmente indipendente dalle altre la seguente:
So = Si
n i =1

che risulta essere pratica ed anche economicamente conveniente. A questo punto, per la determinazione delle sezioni incognite si pu procedere come indicato qui di seguito. Dalla (V.1), si pu scrivere:

Vi = V Vo
con:
Vi = K

(V.2)

Si

M Oi ,

ricordando che con MOi si indicato il momento elettrico della corrente risultante del ramo i-esimo rispetto allorigine del ramo stesso (punto O). Poich la (V.1) vale per ogni punto Ai, anche per l(i+1)-esimo punto si pu scrivere:
Vi + 1 = Vi = K

S
( i +1)

M O( i +1)

pertanto risulta:
M S
Oi i

M S

O ( i +1) ( i +1)

1 C

quindi in generale:
S i = C M Oi S o = S i = C M Oi
i

Si = So

M Oi M Oi
i

(V.3)

D'altra parte, per il tratto comune a tutte le linee si ha:

V = K
o

S
o

Lo Ii = K

S
o

Vale allora:
V = Vo + Vi = K M P + M Oi . S S i o Sfruttando la (V.3) si pu scrivere: 1 M Oi K V = K M P + M P + M Oi = S S So o o

(V.4)

nella quale lunica incognita la S0.

V.2.2.2. Linee e reti con cos< 1

In questo caso la massima c.d.t. : V = RI cos + XI sin E noto che la reattanza di un conduttore dipende poco dal valore della sezione (Fig. V.6).

Fig. V.6. Resistenza (R) e reattanza di una linea aerea (XL) e in cavo (XC) a 15 kV, in funzione della sezione.

Si pu pensare di prefissare il valore di X prima ancora che sia calcolata la S, e ci solo sulla base di una stima di prima approssimazione della S. In questo caso, per un determinato sin, si ha che la c.d.t. : V = RI cos + cost. e quindi:
S= k LI cos (V cos t .)

Determinata la S in questo modo, si va a verificare che a questo valore della sezione corrisponda un valore di reattanza pari, o inferiore, al valore preassegnato. Se ci non , si aggiorna il valore di X sulla base delle informazioni appena ottenute e si ripete il calcolo nello stesso modo.

V.3. Criterio termico I conduttori percorsi da corrente sono sede di dissipazioni di energia per effetto Joule. Questo fenomeno comporta l'innalzamento della temperatura del conduttore, rispetto alla temperatura ambiente. I conduttori risentono in maniera negativa dell'incremento della loro temperatura. Il fenomeno si presenta tanto nelle linee aeree che in quelle in cavo, con conseguenze che sono significativamente differenti. Il valore di temperatura, che finito il transitorio termico, si instaura nel conduttore, dipende, oltre che da parametri caratteristici del conduttore che saranno meglio trattati da qui a poco, anche dalla modalit con cui avviene lo scambio termico tra conduttore ed ambiente. E' ovvio che nelle linee aeree ci avviene essenzialmente per convezione, mentre nelle linee in cavo avviene per conduzione anche se nella posa si evitano contatti stretti con i diversi componenti. Considerate anche le modalit di scambio termico nelle linee aeree il fenomeno della sovratemperatura comporta problemi di entit contenuta quale la ricottura dei materiali con conseguente aumento della resistivit e peggioramento delle caratteristiche meccaniche degli stessi. Nelle linee in cavo il fenomeno pi complesso e l'entit delle conseguenze pi serio. Nel cavo, oltre al conduttore inevitabilmente presente, a contatto con lo stesso, il materiale isolante la cui "vita utile", t, legata alla temperatura di esercizio, . Il decadimento della vita utile di un cavo in funzione della temperatura di esercizio segue la nota legge di Arrenhius:
t = Ae b

con A e b costanti che dipendono dal tipo di materiale isolante. E' opportuno sottolineare che la temperatura di esercizio dell'isolante va considerata pari a quella del conduttore, essendo egli stesso a stretto contatto. Fissato il tipo di materiale isolante e il valore minimo della durata utile dello stesso, per ogni tipo di isolante, e di conseguenza per ogni tipo di cavo, rimane fissato un valore max della temperatura di esercizio. A partire da questo dato, obiettivo del criterio termico quello di individuare una sezione S del conduttore tale da garantire, per assegnate condizioni di massimo carico a regime, il non superamento della massima temperatura di esercizio. Con riferimento alla situazione di regime si pu ipotizzare che tutta la potenza generata nel conduttore per effetto Joule venga dissipata verso l'ambiente esterno. Per l'analisi del funzionamento allora sufficiente imporre la seguente equazione di bilancio termico:
R I = hs
s 2

) = hs

con h coefficiente di scambio termico (per conduzione) e s superficie di scambio termico. Fissata si pu calcolare la max corrente che a regime pu circolare nel cavo, detta corrente la portata del cavo,IZ : hs ( s o ) IZ = l S essa funzione di molti parametri quali la distanza, il tipo di posa, la presenza di altri conduttori, la sezione del conduttore.

Se invece si parte dal presupposto che nota la corrente di massimo carico, la stessa pu essere risolta rispetto ad S per effettuare il dimensionamento. Un modo pi semplice di gestire la relazione appena considerata quella di tabellare, fissato un valore convenzionale per la temperatura ambiente (tipicamente a=30C), la portata dei cavi per sezioni commerciali, per tipo di materiale conduttore e per tipo di isolante e per tipo di posa. Si riporta qui di seguito un esempio qualitativo di come pu essere strutturata una tale tabella; le portate riportate all'interno della tabella sono espresse in A. Tabella 1
Rame S [mm2] 1.5 2.5 4 6 Posa 1 8 14 20 26 PVC Posa 2 12 18 24 30 Posa 1 10 16 22 28 EPR Posa 2 14 20 26 32 Posa 1 7 13 19 25 PVC Posa 2 11 17 23 29 Posa 1 9 15 21 27 Alluminio EPR Posa 2 13 19 25 31

Per poter utilizzare le tabelle del tipo appena descritto in condizioni di temperatura ambiente diverse da 30 C, i costruttori forniscono delle tabelle (come riportato, a titolo di esempio, nel seguito) che contengono i fattori di correzione de introdurre nei calcoli. Dal punto di vista pratico si procede come segue: una volta calcolata la corrente di impiego, IB, del conduttore che deve operare alla temperatura ambiente X C, per poterne scegliere la sezione con lausilio della tabella precedente, occorre scalare la corrente in accordo alla seguente relazione: IB (30 C) = IB (X C)/K1, con K1 , fattore di correzione, della portata con temperatura ambiente diversa da 30 C.
Tabella 2: correzione K1 per diversi tipi di posa con a diversa da 30C per cavi in BT
Tipo di isolam Tipo di posa 10 PVC PVC PVC elasto- merico elasto- merico elasto- merico fissa in aria fissa in terra mobil fissa in aria fissa in terra mobil 1,22 1,1 1,29 1,15 1,07 1,29 15 1,17 1,05 1,22 1,12 1,04 1,22 20 1,12 1,00 1,15 1,08 1,00 1,15 25 1,06 0,95 1,08 1,04 0,96 1,08 Temperature (C) 30 1,00 0,89 1,00 1,00 0,93 1,00 35 0,94 0,84 0,91 0,96 0,89 0,91 40 0,87 0,77 0,82 0,91 0,85 0,82 45 0,79 0,71 0,87 0,8 50 0,71 0,63 0,82 0,76 55 0,61 0,55 0,76 0,71 60 0,50 0,45 0,71 0,65 65 0,35 0,65 0,6 -

C da osservare, infine, che laddove non fosse presente nella Tabella 2 che si utilizza, il tipo di posa scelto, P2, possibile introdurre un ulteriore fattore di correzione, K2, i cui valori tabellati sono generalmente forniti dal costruttore. Anche in questo caso, occorre scalare la corrente in accordo alla seguente relazione: IB (P1) = IB (P2)/K2, dove IB (P1) rappresenta la corrente di inpiego per il tipo di posa, P1, riportato nella Tabella 1.

V.4. Criterio del massimo tornaconto economico Nella MT normalmente vengono adottate tecniche per la regolazione della tensione nei nodi della rete. Si intuisce, in tal caso, che il problema della caduta di tensione diviene per questo motivo non vincolante e il dimensionamento delle membrature pu essere effettuato anche seguendo criteri di tipo economico. In particolare evidente l'interesse dell'utente di minimizzare i costi di gestione, pur garantendo le condizioni di funzionamento finora discusse. In pratica si tratta di minimizzare il volume totale del conduttore utilizzato e quindi le diverse sezioni delle linee. Il problema, anche per quanto gi menzionato, ha senso soprattutto per le linee aeree ove minimizzare le sezioni vuol dire anche dimensionare diversamente, da un punto di vista meccanico, i componenti della linea quali ad esempio i sostegni. Il problema principale l'individuazione della funzione obiettivo da minimizzare, che sar del tipo: C = C(S) se S la sezione e se C la funzione costo che da studi effettuati risulta del tipo: C = d + bS con i coefficienti d e b che vanno di volta in volta determinati in funzione del tipo di impianto. Si intuisce che l'impostazione e la risoluzione di detto problema non banale per cui va stimato all'inizio se vale la pena affrontarlo in funzione di preventivati risparmi economici che ne conseguirebbero.